lunedì 25 settembre 2017

Kiko nello spirito di Charles de Foucauld

Lettera per tutti coloro a cui può interessare.

Protesta di un membro della fraternità di Charles de Foucauld
(nostra traduzione)


Copia di Yeshivah ebraica
allestita all'interno della Domus Galileae
Alla notizia apparsa su Internet sulla Domus Galileae installata sul Monte delle Beatitudini in Israele, e visto alcuni commenti di protesta, il mio spirito e stato invaso da: un duplice sentimento: uno di non preoccuparmi e di lasciar andare e l’altro di levare la mia protesta e biasimo.

Per dire la verità, è stato quest’ultimo a prevalere.

Però ho voluto dare una giustificazione a questo malessere che mi ha dominato per più giorni. Lo ho incontrato nella seconda lettera a Timoteo, capitolo 4 versetti 1 e 2 che dice:
“Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina”.
Sono così inorridito e scandalizzato che chiedo a Gesù di Nazareth che mi dia luce per dire ciò che per parte mia credo sia un obbligo proclamare.

Lusso sfrenato nella "casa di accoglienza"
allestita "nello spirito di Charles de Foucauld"
È un vero e proprio scandalo e una profonda contraddizione edificare una simile Domus, che è una proclamazione di ricchezza, potere e dominio nel sito da cui Gesù predicò e proclamò le Beatitudini, e parlò dei poveri, tra i poveri e per i poveri, essendo come uno dei più emarginati e disprezzati abitanti di Nazareth.

Ed ancor peggio, si dedica o costruisce la “Casa” senza tener conto dei nostri fratelli palestinesi.

A proposito: questi ultimi sono stati invitati al’inaugurazione di tale edificio? Molti cardinali e vescovi (dicono circa 170) autorità civili, ambasciatori, tutti quelli che hanno a che fare con il potere e molto poco con Gesù di Nazareth e con i poveri.

Tutto cioè mi procura un tal malessere interiore che non ho visto un’ugual cosa contro cui Gesù visse e predicò.

Tutto ciò è, a mio modesto parere, contro il Vangelo.

Rabbini e cardinali amici danzano attorno ai falò
nel cortile della Domus Galileae in onore del messia
(non Gesù, uno venuto un secolo dopo)
E la cosa peggiore è che si sono applicati a pagare e ad erigere una simile costruzione coloro che si chiamano cristiani e fratelli della mia stessa fede.

E, come se non fosse abbastanza, hanno manipolato e mal utilizzato, ingiustamente ed antievangelicamente, la persona e lo Spirito del fratello Carlo de Foucauld.

Perché si vuole fare ciò nel suo nome? Il fratello Carlos, apostolo del nostro tempo, pensò e operò in e per Gesù di Nazareth, in e per i poveri.

Se avessimo l’opportunità di farlo sapere al Fratel Carlo, ci direbbe tante cose da mettere nel terrore coloro che hanno manipolato la sua persona e il suo spirito; tanto che, permettetemi lo sproposito, lo ammazzerebbero come ammazzarono Gesù, indisciplinato per i poveri.

Non so se anche ci sarà qualche cambiamento nelle intenzioni di questi che, avendo conosciuto in gioventù Fratel Carlo, oggi stanno ad anni luce dal suo esempio e dal suo spirito.

Per adorare Gesù nell’Eucaristia non ho bisogno di ricchezze, di grandi e mausolei né di grandi templi, come quella oggi chiamata indebitamente “Domus Galileae”.

Oh Gesù! Dischiudi loro l’intelligenza perché comprendano e capiscano l’azione del tuo spirito questi nuovi interpreti del carisma del Fratel Carlo, che vanno tanto bene con il denaro e tanto male con i poveri.

Fratel Carlo, come Gesù di Nazareth, perdonali perché non sanno quello che fanno. E se lo sanno, scenda su di loro il perdono del Padre.
Mi perdonino coloro che leggeranno le mie parole su questa lettera. La ricchezza e i mausolei come casa di orazione e di accoglienza per l’Eucaristia non vanno né con Gesù né con il suo Vangelo.

Un abbraccio a tutti,

Pepe Escalona Idáñez, Fraternità Secolare Charles de Foucauld di Málaga.

**********************************************

È molto interessante leggere quale sia l'articolo che ha suscitato la reazione indignata del membro della fraternità secolare di Charles de Foucauld.
Si tratta di un articolo, ancor oggi leggibile nell'edizione inglese di Zenit ma che non ho più potuto rintracciare in quella italiana e spagnola (chissà perché?) a questo link .
Ne traduco una parte:

KORAZIM, Israele, 3 APRILE 2008
Cristo nell'Eucaristia sarà perpetuamente adorato sulla montagna dove proclamò le Beatitudini, grazie ad un monastero dell'adorazione edificato a fianco ad un centro di ritiro del Cammino Neocatecumenale.
Il monastero a fianco del Centro Internazionale Domus Galileae è stato inaugurato il 29 marzo, in un incontro con 170 vescovi e figure chiave fra i laici cattolici neocatecumenali.
Il monastero è costituito da 23 celle che circondano una cappella circolare dove è esposto il SS. Sacramento. Sul tetto c'è una scultura di Kiko Argüello, il fondatore del Cammino Neocatecumenale, che raffigura Gesù e i dodici Apostoli durante la predicazione del Sermone della Montagna.
Il monastero è anche ispirato al Beato Charles de Foucauld, fondatore dei Piccoli Fratelli, che quasi un secolo fa, mentre era a Nazareth, auspicava ci fosse un luogo che permettesse l'adorazione perpetua sulla montagna ove Cristo predicava.
Egli prefigurava una comunità monastica che si dedicasse a imitare la vita segreta di Gesù a Nazareth.
Come segno concetto di comunione con il fondatore dei Piccoli Fratelli, una reliquia e del Beato Charles de Foucauld, è posta sotto l'altare della cappella circolare.


Negli articoli italiani sull'inaugurazione della cappella, scompare il "monastero" ed ogni riferimento a Charles de Foucauld e la cappella viene definita "moderno complesso architettonico, comprendente 20 cellette e un colonnato formato di sette colonne con archi che rappresentano i Sacramenti."
Evidentemente, lo scandalo per aver tirato per la giacca addirittura il beato de Foucauld attribuendogli la paternità di un "monastero neocatecumenale" inserito nel lusso della Domus, è stato immediato e ha consigliato, come al solito, di nascondere le prove della gaffe sotto il tappeto, come continuamente fa questo itinerario di fede che ama un po' troppo il lusso e la menzogna, e troppo poco la semplicità e la verità.

29 commenti:

  1. È molto interessante leggere quale sia l'articolo che ha suscitato la reazione indignata del membro della fraternità secolare di Charles de Foucauld.
    Si tratta di un articolo, ancor oggi leggibile nell'edizione inglese di Zenit ma che non ho più potuto rintracciare in quella italiana e spagnola (chissà perché?) a questo link
    Ne traduco una parte:

    KORAZIM, Israele, 3 APRILE 2008
    Cristo nell'Eucaristia sarà perpetuamente adorato sulla montagna dove proclamò le Beatitudini, grazie ad un monastero dell'adorazione edificato a fianco ad un centro di ritiro del Cammino Neocatecumenale.
    Il monastero a fianco del Centro Internazionale Domus Galileae è stato inaugurato il 29 marzo, in un incontro con 170 vescovi e figure chiave fra i laici cattolici neocatecumenali.
    Il monastero è costituito da 23 celle che circondano una cappella circolare dove è esposto il SS. Sacramento. Sul tetto c'è una scultura di Kiko Argüello, il fondatore del Cammino Neocatecumenale, che raffigura Gesù e i dodici Apostoli durante il Sermone della Montagna.
    Il monastero è anche ispirato al Beato Charles de Foucauld, fondatore dei Piccoli Fratelli, che quasi un secolo fa, mentre era a Nazareth, auspicava ci fosse un luogo che permettesse l'adorazione perpetua sulla montagna ove Cristo pregava.
    Egli prefigurava una comunità monastica che si dedicasse a imitare la vita segreta di Gesù a Nazareth.
    Come segno concetto di comunione con il fondatore dei Piccoli Fratelli, una reliquia e del Beato Charles de Foucauld, è posta sotto l'altare della cappella circolare.

    Negli articoli italiani sull'inaugurazione della cappella, scompare il "monastero" e la cappella viene definita "moderno complesso architettonico, comprendente 20 cellette e un colonnato formato di sette colonne con archi che rappresentano i Sacramenti."
    Evidentemente, lo scandalo per aver tirato per la giacca addirittura il beato de Foucauld attribuendogli la paternità di un "monastero neocatecumenale" inserito nel lusso della Domus, è stato immediato e ha consigliato, come al solito, di nascondere le prove della gaffe sotto il tappeto, come continuamente fa questo itinerario di fede che ama un po' troppo il lusso e la menzogna, e troppo poco la semplicità e la verità.

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  2. Ricordo la memorabile spacconata del Pasqualone Baccalà che diceva: «...nel Cammino l'Adorazione Eucaristica è tenuta in grande considerazione poiché Kiko ha eretto una cappella dell'Adorazione nella Domus...»

    Sottinteso: siccome lì a causa del titolo si presume che venga regolarmente eseguita l'operazione liturgica "adorazione", allora tutti i kikos sono automaticamente esentati dal farla ma autorizzati a vantarsi di farla.

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  3. Il Beato Charles de Foucauld prefigurava una comunità monastica che si dedicasse a imitare la vita segreta di Gesù a Nazareth.....auspicava ci fosse un luogo che permettesse l'adorazione perpetua sulla montagna ove Cristo predicava.
    ______________________

    Un membro della fraternità di Charles de Foucauld fa giustamente sentire il suo disappunto per la inqualificabile ostentazione di volersi collegare ancora alla spiritualità del piccolo fratello, Kiko fa riferimento a de Foucauld anche per spiegare la sua scelta giovanile di andare a vivere tra i poveri più poveri.

    Cosa ne abbia fatto, nel corso degli anni, della sua originaria vocazione è sotto gli occhi di tutti: lusso, bella vita, servito e riverito; le sue stesse opere rispecchiano il personaggio Kiko, il suo tenore di vita.

    La Domus sul Monte delle Beatitudini è la sua opera per eccellenza, dunque, cosa aspettarsi?

    Scrivono o commissionano articoli per pavoneggiarsi, con la coda variopinta tutta spiegata, pensando di fare bella figura e fanno solo clamorosi autogol, che poi li costringono a cancellare o correggere quello che avevano convintamente dichiarato; così con i video che appaiono e scompaiono in rete, a seconda...un continuo gioco a nascondino.

    Ma quello che indispone oltre ogni sopportazione è che Kiko si sente tanto padrone nella Chiesa che fa man bassa di tutti i suoi tesori....lui è San Giovanni in mezzo a noi, in lui il Messia è abitante, cosa volete di più?

    Carmen recentemente e dopo la sua morte è stata paragonata a Santi di prim'ordine, nella presentazione dei Diari (sicuro dimenticheremo qualcuno) da San Giovanni Paolo II a Santa Teresa di Calcutta a Santa Teresa D'Avila a San Giovanni della Croce.
    ________________________

    Luogo di "adorazione perpetua"

    "comunità monastica che si dedicasse a imitare la vita segreta di Gesù a Nazareth"

    Questi pensano davvero che chiunque li ascolti abbia il cervello circonciso!
    La vita segreta di Gesù a Nazareth, paragonata al modo di vivere di Kiko e degli itineranti....!

    Dice Kiko (quando chiede le collette SOLO PER EVANGELIZZARE):
    "IO NON POSSEGGO NULLA, noi siamo poveri in canna, chiedete a Giampiero (Donnini) quanti debiti abbiamo, lui lo sa!"

    Poi Kiko stesso, in un'altro contesto dice:
    "Quando vado a messe TUTTE LE MATTINE, solo (quasi sempre dice di incontrare lo stesso povero), mai gli faccio un'elemosina di MENO DI 50 EURO". (complimenti!)

    Ma ci resterà male quando, nel giudizio finale, si difenderà dicendo: "Ho fatto tante elemosine di almeno 50 euro!"...e si sentirà rispondere: "Sì, tu lo sai che non mi sfugge nulla, già ho attribuito quel merito a coloro che quei soldi avevano guadagnato e poi donato."

    Oramai sono ciechi guide di ciechi, ma i nostri occhi, e non solo i nostri, sono ben aperti. (scusate la confusione)

    Pax

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  4. Ma ci resterà male quando, nel giudizio finale, si difenderà dicendo: "Ho fatto tante elemosine di almeno 50 euro!"...e si sentirà rispondere: "Sì, tu lo sai che non mi sfugge nulla, già ho attribuito quel merito a coloro che quei soldi avevano guadagnato e poi donato."

    Ho riso e applaudito.
    Mitica.

    RispondiElimina
  5. Strane parole da parte del card. Filoni grande sostenitore del cammino e grande amicone di
    Kiko.

    Nel pomeriggio di domenica 24 settembre, durante l'incontro con sacerdoti, religiose, religiosi e laici di Tokyo, il Cardinale Prefetto di Propaganda Fide ha ricordato tre “pericoli” da cui si deve guardare chi è coinvolto nell'opera apostolica: “ il «settarismo» (ossia l’accaparramento di persone, la banalizzazione della fede, lo sfruttamento economico degli adepti), il «proselitismo» (l’allettamento degli altri al fine di aderire alla dottrina propria) e l’«ideologismo» (ossia l’indottrinamento fideistico o farisaico, che può essere socialmente pericoloso). Evangelizzazione – ha aggiunto il Cardinale Filoni “è incontro personale con Cristo, ed avviene per l’annuncio del Vangelo e per contatto, ossia attraverso la testimonianza umile e generosa, che suscita nell’altro l’interesse sul perché tu credi e ti comporti in modo diverso”. (GV) (Agenzia Fides 25/9/2017).

    Non è che qualcosa sta andando storto.

    Frilù

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  6. Altra cosa strana è l'articolo postato su kairosterzomillennio.blogspot.it, non certo a favore del cammino.
    http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2017/09/il-papa-il-giappone-e-il-cammino.html?m=1

    Frilù

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  7. Frilù: che papa Bergoglio si stia inquietando e si stiano mettendo al riparo facendo finta d'essere equidistanti? Dicevamo che a questo papa non piace essere preso per i fondelli da nessuno.

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  8. Frilù:

    penso che hai ragione. Filoni sarà amico del Cammino ma se sente che la barca scricchiola prende la scialuppa e lascia la neve di capitan Kiko.

    Se ha parlato contro il settarismo, il proselitismo e l'ideologismo, classiche accuse che vengono mosse al cammino, forse sta cambiando casacca e bandiera.

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  9. 30anni

    Che dite, "sta arrivando la bufera, sta arrivando il temporale" ?

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  10. La fonte originale del testo indicato da Frilù è a questo [link] sul Settimana News delle edizioni Dehoniane.

    L'articolo del missionario saveriano sbaglia nel ritenere che l'evangelizzazione in Giappone vada a rilento. Non si può far dire al Papa ciò che il Papa non ha detto né scritto. L'evangelizzazione, poi, non è qualcosa di misurabile. Si possono misurare le iniziative pastorali, ma non si può misurare la riuscita delle parrocchie o la santità dei singoli. A suo tempo leggevo sulla versione in inglese del settimanale cattolico ufficiale della conferenza episcopale (il Katorikku shinbun) un breve trafiletto in cui i vescovi erano felici di aver potuto far distribuire ad alcune persone (stimabili in poche decine) opuscoli sulla fede cattolica: il numero è minuscolo - in Italia ci sono tante parrocchie più popolose dell'intera diocesi di Takamatsu - ma quello che conta, alla luce della fede, è che i vescovi erano felici per aver potuto gettare una manciata di piccoli semi. E questa, di suo, valeva già come testimonianza di fede, una testimonianza sostanzialmente assente in tanti vescovi italiani impegnatissimi ad amministrare le diocesi, pronunciatori di solenni omelie, magari anche ortodosse e precise, ma che nell'intera loro vita non hanno mai veramente provato gioia per un'anima che si converte o anche soltanto per aver potuto gettare piccoli veri semi di evangelizzazione. Chiusa parentesi.

    I vescovi giapponesi - come lo stesso mons. Kikuchi - sono stati felici di ricevere una lettera del Papa, anche solo come incoraggiamento. I problemi della società con cui loro sono alle prese nella vita di ogni giorno (i suicidi, ecc.) sono noti al Papa.

    Il saveriano lo ha notato, e ha notato anche che Filoni è molto amico del Cammino, per cui oltre al testo del Papa nota anche il contesto dell'amicone di Kiko andato personalmente a legger loro la lettera, in italiano.

    Il saveriano produce un po' di lodi al Cammino (chiama "usanze liturgiche proprie" quelle che sono carnevalate, pubblica la foto del concerto del sufrimiento kikiano a Tokyo, ecc.), motivo per cui Kairos ha ripubblicato volentieri l'articolo, per poi estrarre dal cappello magico una improbabile «missio ad gentes» che non era né nel testo né nel contesto. Il fatto che il Papa esorti a valorizzare i movimenti non comporta né un obbligo né una necessità per la Chiesa giapponese in merito al Cammino; nell'articolo il saveriano ammette che è stato Filoni a tentare di gabbare i vescovi nei giorni successivi alla lettura della lettera. Il saveriano si dà da fare per pubblicizzare il Cammino insinuando che in Giappone mancherebbe un "primo annuncio" (sottinteso: dovete far entrare i kikos a creare nuove comunità), rendendosi utile idiota di Kiko e di Filoni e insinuando che i vescovi giapponesi sarebbero degli emeriti incapaci quanto all'evangelizzazione.

    E preannuncia che il 25 (cioè nelle prossime ore, visto che a quest'ora in Giappone è l'alba) l'incontro conclusivo di Filoni coi vescovi sarà per tentare di rifilare loro il Cammino Neocatecumenale (il saveriano la chiama «intesa», perbacco, Filoni che va lì a contrattare...).

    In breve: è il solito articolo di propaganda neocatecumenalizia scritto da qualcuno ben «oliato» dal Cammino.

    Un'altra piccola notizia la trovo sul blog di mons. Kikuchi: la Caritas giapponese si è attivata per donazioni per il terremoto in Messico. Che è come dire che la vedova al tempio getta gli ultimi suoi spiccioli che le servivano per mangiare (la chiesa cattolica giapponese è povera e vive esclusivamente delle offerte dei fedeli, e quindi ogni yen che va via per altri scopi è effettivamente sottratto alle esigenze della Chiesa).

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  11. @frilu'

    Dire quelle frasi proprio in Giappone, unica nazione che ha fatto chiudere il cammino, ha un significato ancora più profondo.

    Loro hanno sperimentato il proselitismo e settariamo (definito accaparramento di persone) del cammino.
    Direi che Filoni non ha caso a scelto proprio il Giappone per smarcarsi dai NC, o per lo meno far finta di non appoggiare il cammino.
    Ci sono tante cose che bollono in pentola: Apuron, il seminario Guam, e vari problemi che crea il cammino che stanno finalmente venendo fuori anche grazie ad internet.

    Sulla questione Charles de Foucault riscrivo quello che ho detto in passato: Se chiedi ad un NC qualcosa di Foucault, ti rispondono che Kiko si è ispirato a lui, ma se chiedi degli approfondimenti come la spiritualità, le sue preghiere, non sanno rispondere niente.
    La loro conoscenza si limita a questa frase ripetuta a pappagallo "Kiko si è ispirato a De Foucault ". PUNTO E BASTA.

    Mi ricordo che diedi la "preghiera dell'abbandono" ad un catechista perché non sapeva che cosa fosse.

    Quando parlavo di essenzialità, ascoltare il grido degli oppressi, dei poveri, degli emarginati mi guardavano con aria di sufficienza, come se non avessi capito niente: DIO PROVVEDE. Quindi di che cosa mi dovevo preoccupare? Dovevo solo evangelizzare, ma non con la vita, condividendo la vita degli ultimi, creando con loro una relazione e poi dopo portando la parola di Dio.

    In un incontro con i catechisti alla mia richiesta di portare essenzialità nel cammino mi fu risposto che l'ESSENZIALITA' FRANCESCANA ERA PASSATA DI MODA.

    E aggiunsero che io volevo fare L'ECONOMIA DI GIUDA, perché volevo risparmiare sulle cose di Dio (fiori, arredi, convivenze).

    Questa è la preparazione della maggior parte dei catechisti.

    Sono curiosa di vedere su cosa si baserà la convivenza di inizio corso...gli argomenti trattati ci diranno quanto la bufera e' vicina.

    EX-NC-???

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  12. Grazie, EX-NC-???,
    di aver ricordato la preghiera di abbandono di Charles de Foucauld.
    La riporto perché è meravigliosa.

    Padre mio,

    io mi abbandono a te,
    fa di me ciò che ti piace.

    Qualunque cosa tu faccia di me
    Ti ringrazio.

    Sono pronto a tutto, accetto tutto.
    La tua volontà si compia in me,
    in tutte le tue creature.
    Non desidero altro, mio Dio.

    Affido l'anima mia alle tue mani
    Te la dono mio Dio,
    con tutto l'amore del mio cuore
    perché ti amo,
    ed è un bisogno del mio amore
    di donarmi
    di pormi nelle tue mani senza riserve
    con infinita fiducia
    perché Tu sei mio Padre.

    RispondiElimina
  13. Scusate l'off. Non entro qui da mesi. Vedo che, nelle ultime discussioni, non ci sono commenti di Lino. Gli ho mandato una mail per augurargli Buon onomastico senza risposta. Potrei sapere se sta bene? Grazie e scusate.
    Katartiko

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con Lino credo tutto bene, Katartiko. Mi unisco ai tuoi auguri di Buon Onomastico.🎼🎶🎶

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  14. Quello che mi dispiace è che con tutta questa storia delle eresie contestate al Papa, qualunque provvedimento sul cnc verrà quantomeno in secondo piano, ma peggio ancora verrà screditato.

    E se tutta questa manovra per screditare il Papa.........

    Vabbè la smetto, quando è troppo è troppo, scusate.

    RispondiElimina
  15. EX-NC:

    interessante testimonianza.
    Per cui per certi camminanti risparmiare sul fasto per dare ai poveri sarebbe l'economia di Giuda?

    Il fatto che Giuda dice che i soldi della vendita del nardo potevano andare ai poveri, sebbene lui lo dica perché era ladro, evidenzia però come normalmente il "gruppo" che faceva riferimento a Gesù usava provvedere per i poveri, altrimenti Giuda non avrebbe usato i poveri come scusa.
    Gesù giustifica quello che agli occhi di Giuda era uno spreco non per amore del lusso e del fasto che, come dimostrano i Vangeli, ha sempre rifuggito durante la sua intera vita, ma perché quello della donna era un atto di AMORE.
    E poichè da amore nasce amore, quella donna avrà sicuramente pensato, poi, anche ai poveri.

    Quello che hai testimoniato è come il Cammino, interpretando la Parola di Dio infischiandosene della Chiesa, SBAGLIA TUTTO o quasi tutto.
    Anche inconsciamente, ma i camminanti tendono a usare la Parola di Dio manipolandola per loro tornaconto, come le sette.

    E' un fatto che il fiume di denaro che i camminanti versano, NON VA AI POVERI, ma esclusivamente per il Cammino.

    CAMMINANTI: ditelo e Papa Francesco e vediamo se vi APPROVA

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  16. Anche io l'altro giorno quando ho letto delle accuse di eresia fatte al Papa ho pensato:
    Adesso lo hanno messo nell'angolo.
    Infatti se ora il Papa accusa il CNC di eresia (lui che ha la stessa accusa), rischia di far passare per i più fedeli e ortodossi della dottrina Kiko e i suoi seguaci.
    Infatti se il Papa dice "dottrine errate" e accusa un altro di dire "dottrine errate" per una proprietà transitiva, questo secondo potrebbe vantarsi di essere il più "fedele al messaggio Cristiano".
    Potrebbe essere tutta una manovra per impedire o rimandare molte decisioni gia prese da parte del Papa.
    Se ci pensate l'ordine è stato
    1) articolo sulla Stampa volto a far credere che il cammino e il suo vescovo sono vittime di persecuzione da parte di speculatori, da qui le accuse al vescovo di pedofilia
    2)Risposta secca del Papa il giorno dopo proprio contro i pedofili nella Chiesa e su chi da insegnamenti errati
    3) Accusa al Papa di eresia.

    ora se il passo 4 fosse la condanna di Apuron o delle storture del cammino, Kiko e gli altri potrebbero rigirare il tutto a loro favore, essendo il Papa stato screditato proprio dentro la sua stessa Chiesa.

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  17. Giuda Iscariota in realtà si lamentava di soldi già spesi (e in piena libertà) per onorare la persona di Nostro Signore, insinuando che bisognava onorare di meno Nostro Signore in modo da fare di più per i poveri.

    Dunque il problema non era banalmente aritmetico, poiché nel lamentarsi:

    - Giuda ha contestato la libertà personale di chi ha scelto di spendere santamente quei "trecento denari" (l'equivalente di almeno cento "Decime" mensili, e non per modo di dire);

    - Giuda ha insinuato che la missione della nascente Chiesa fosse quella di esere una ONG che tenta di risolvere l'irrisolvibile problema della povertà («i poveri li avrete sempre con voi»);

    - Giuda ha messo sullo stesso piano l'onore da rendere al Figlio di Dio con il budget che la cassa (gestita da Giuda stesso) stabiliva per i poveri;

    - Giuda non ha notato che le grandi opere di carità (come lo sfamare cinquemila uomini senza contare donne e bambini) sono state compiute praticamente a costo zero (i cinque pani e due pesci non erano degli Apostoli).

    In questi atteggiamenti di Giuda Iscariota sono riconoscibili i cosiddetti "responsabili" delle comunità neocatecumenali perfettamente ligi alle direttive dei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali.

    Ma i kikos sono anche peggio. Con la bocca dicono di onorare il Signore, e con i soldi estratti dalle tasche dei fratelli onorano invece Kiko, specialmente attraverso i kiko-shop dai prezzi assurdi (una pacchia che sta per finire...).

    È anche per questo motivo che tutte le volte che parlano di soldi devono ridurre la faccenda o a un dato puramente numerico (esempio: "chi non spenderebbe tot euro per la festa del proprio figlio?", sottinteso che il neocatecumenale che li spende per Kiko è già automaticamente santificato), oppure a un dato moralistico (esempio: "aaah! ti scandalizzi perché abbiamo speso tot euro per la liturgia!", sottinteso che le spese per la liturgia si fanno esclusivamente nel kiko-shop, con quei costosissimi gadget kikiani ridicoli e blasfemi).

    p.s.: i kikos sono perennemente bersagliati da richieste di denaro, per cui anche se volessero fare gesti di carità fuori dal Cammino (cosa sostanzialmente proibita dai cosiddetti "catechisti") non hanno più soldi (il Cammino esige sempre un'elemosina che "faccia sanguinare il cuore" e soprattutto il portafoglio).

    E chi di voi ha mai udito di gesti di carità compiuti dal Cammino, coi soldi del Cammino, verso persone non del Cammino e senza secondi fini del Cammino?

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  18. BRUNO:

    il Papa è accusato di eresia, ma l'Amoris laetitia in realtà non contiene alcuna eresia, ma desta, questo sì, degli interrogativi, visto che IPOTIZZA che, dopo attento studio e profondo discernimento, possa cambiare la millenaria prassi della Chiesa secondo cui i concubini non sono ammessi alla vita sacramentale della Chiesa.

    Se le accuse rivolte dai 62 fossero fondate, allora non si dovrebbe tenere conto:
    1) del comando di Gesù a non giudicare
    2) della dottrina secondo la quale perché un peccato sia mortale occorrono contemporaneamente la materia grave, la piena avvertenza e il deliberato consenso
    3) della dottrina secondo la quale la grazia si "incarna" nella natura, che nell'uomo è condizionata dal peccato originale e attuale e che, perciò, non sempre, nonostante l'azione divina, rende capace l'uomo di comprendere subito tutte le esigenze della fede.
    4)della dottrina che distingue il peccato dal peccatore, ecc.

    Inoltre mi pare che i 62 tendano a far dire al Papa ciò che non ha mai detto né scritto, ad esempio quando dicono che nell'Amoris laetitia si ammette che tra conviventi si possano avere manifestazioni sessuali, mentre il Papa parla solo di generiche manifestazioni di affetto (probabilmente pensando soprattutto a eventuali figli che rimarrebbero male nel vedere i genitori freddi tra loro).
    Non nego che questo brano possa dare adito a incomprensioni ed equivoci che vanno chiariti, ma nulla a che vedere con l'eresia. Manifestazione di affetto, infatti, può essere anche il classico bacio guancia a guancia.

    Di fatto, in teoria, se si è in buona fede, si può vivere in stato di grazia pur sbagliando.

    Il domanda però è: è opportuno cambiare la prassi della Chiesa che esiste da millenni allo scopo di proteggere sia i concubini dal sacrilegio, che gli altri cristiani dallo scandalo, soprattutto in questo tempo in cui tra i cristiani, a livello morale, imperversa lo sbraco totale?

    Il dubbio poi si rafforsa se si pensa che, specie in nord Europa, pare che alcuni Vescovi, prendendo l'apertura del Papa non come un'ipotesi ma come una prassi già approvata, senza nessuno studio e senza nessun discernimento, cioè in modo contrario allo spirito del documento papale, stanno ammettendo ai sacramenti chiunque.

    Mi chiedo: questi Vescovi, faciloni e infedeli verso la loro missione e verso lo stesso spirito dell'Amoris laetitia, stanno conducendo i concubini (e loro stessi) verso la conversione e il pentimento, o verso la dannazione?

    Ma il Papa non è eretico, lo è però il Cammino

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  19. I camaleonti ai vertici del Cammino sono ottimi pianificatori e abituali voltabandiera... ma non avevano previsto che qualcuno a Guam avrebbe resistito, resistito a lungo, mettendoci la faccia.

    Sulle parole di papa Bergoglio contro i preti pedofili (quelle pronunciate a braccio come suo solito) c'è stato un imbarazzante silenzio della Santa Sede (ennesimo promemoria che spesso quando si dice "Bergoglio" si dovrebbe intendere anche "certi elementi della curia romana"), ma non di altre agenzie di stampa che hanno riportato termini come "tolleranza zero", "non più ricorsi se c'è la prova dell'abuso", "ci sono casi nella CDF che non avanzano", ecc. Purtroppo l'incaricato è il cardinale O'Malley, super amicone del Cammino e membro del board della Domus Galilaeae kikiana.

    Sulla questione delle sette eresie di papa Bergoglio c'è da notare che l'infallibilità pontificia (che esiste solo entro determinate condizioni) non significa automaticamente anche impeccabilità. Pietro può sbagliare - e ha storicamente sbagliato -, può addirittura venir meno la sua fede, e perfino Nostro Signore gli ha detto «ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». (Lc 22,32)

    Ora, il triplice compito sacerdotale (e quindi massimamente nel caso del Papa) è quello di guidare, santificare e insegnare. Se in uno di questi tre campi concedi qualche ambiguità, troverai subito tanti furbacchioni che tentano di avvantaggiarsene. Il primo serio problema di Bergoglio (che era noto da molto prima che divenisse Papa) è che indipendentemente dalle sue intenzioni, nelle sue parole e nei suoi scritti ha concesso delle ambiguità. Al punto che diverse conferenze episcopali hanno tratto diverse interpretazioni delle parole del Papa (per esempio sulla comunione ai divorziati risposati)... parole che il Papa non ha ancora chiarito, anzi, ha contribuito personalmente e in più occasioni a spingerle ulteriormente verso l'eresia. La Correctio Filialis, per chi si fosse preso la briga di leggere e cercare di capire, non si limita a declamare sette eresie attribuite al Bergoglio, ma elenca i principali passi bergogliani (pronunciati e scritti da lui stesso) che hanno portato a quelle sette conseguenze e chiede filialmente (non "formalmente" poiché non hanno l'autorità cardinalizia) che Bergoglio, in nome della sua autorità pontificia e del suo divino mandato, pubblicamente corregga.

    Se il sommo Pontefice concede ambiguità nell'insegnamento vengono intaccati anche gli altri due campi - quello di santificazione (poiché vescovi e preti modernisti che celebrano matrimoni "finché divorzio non vi separi" si sentiranno autorizzati a continuare in tale errore contro il sacramento del matrimonio), e ancor più quello di guida (poiché in nome di tali ambiguità i modernisti si sentono autorizzati a far di testa propria, come il caso dei frati belgi che promuovono l'eutanasia, e i kikos che sottilmente spacceranno l'idea che "il Papa eretico perseguita il vescovo neocatecumenale").

    Lo scalpitante nervosismo delle più rinomate tifoserie bergogliane (Sismografo, Vatican Insider, Spadaro, ecc.) è patetico proprio perché dimostra che a loro non importa la verità di fede ma solo il proclamarsi fedelissimi del capo del momento (e più esattamente della loro voglia di fare i propri porci comodi): cioè esattamente l'errore modernista. Se ci fate caso, errore che è anche prettamente neocatecumenale: "il Papa ci approva, voi siete contro il Papa".

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  20. Dopo aver letto i vostri commenti, ho bisogno di un chiarimento. Mi sembra di evincere con non poca sorpresa che - a conti fatti - le ultime vicende riguardanti le accuse di eresia rivolte al Papa siano in qualche modo legate alla sua presa di posizione contro i vescovi pedofili e, di conseguenza, contro il vescovo di Guam coinvolto in uno scandalo di pedofilia. Ritenete dunque che i potenti NC abbiano risposto al proclama di Bergoglio di qualche giorno fa, con il quale sosteneva di non concedere grazia ai preti pedofili? Si sono sentiti colpiti indirettamente per la vicenda di Guam?
    Se ho capito bene, questa storia ha dell'incredibile, ma allo stesso tempo non mi meraviglia la smania dei NC di passare su qualunque cosa pur di difendere il Cammino.
    Claudia

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  21. No, Claudia: l'iniziativa della Correctio Filialis è partita parecchi mesi fa, indipendentemente dai casi pedofilia, neocatecumenali, ecc., persino indipendentemente dalla Correzione Formale dei quattro cardinali (ora due), che comunque speriamo che vada in porto (ogni volta che un errore viene chiamato errore e viene corretto, è una vittoria in più per la verità: le persone passano, solo la verità è eterna). Dopo aver concordato il testo (e passato un'innumerevole quantità di precisazioni e revisioni e puntualizzazioni), i quaranta firmatari originali l'hanno inviata al Papa l'11 agosto scorso ripromettendosi di renderla pubblica dopo un mese e mezzo, il 24 settembre (domenica scorsa) qualora non ci fosse stata risposta.

    Tra i firmatari della Correctio Filialis c'è anche Mic, che aprì questo nostro blog nel 2006 come spazio di discussione alternativo allo spazio commenti del blog di Tornielli (l'attuale capo di Vatican Insider) poiché in quest'ultimo i copiaincolla neocatecumenali (più gli insulti volgari, sessisti, ecc.) venivano puntualmente pubblicati, ma le richieste di chiarimento, la documentazione, le discussioni civili ma non kikizzate venivano regolarmente censurate.

    Da un po' di tempo Mic collabora qui assai sporadicamente, così come moltissimi dei commentatori di dieci anni fa hanno smesso di farsi vivi per tante ragioni (per lo più buone ragioni).

    Papa Bergoglio non ha fatto cenno - neppure indirettamente - al vescovo pedofilo neocatecumenale, limitandosi a parlare delle questioni relative ai preti pedofili. La coincidenza temporale di tali eventi è da considerarsi casuale, anche se certi eventi (come l'assurdo ritardo nella condanna del vescovo pedofilo neocatecumenale) non sono affatto casuali.

    Sul non concedere "grazia", il Papa semplicemente riprende la tradizione cattolica, secondo cui certi schifosi atti rendono profondamente indegni del sacerdozio. Fino a un secolo fa chi si era macchiato di peccati contro natura (o peggio di pedofilia) non era ammesso al sacerdozio neppure se fosse stato sinceramente pentito e neppure se fosse stato un singolo atto dei suoi lontani anni della gioventù. Il massimo che un gay poteva ottenere era di farsi monaco in qualche ordine religioso "penitenziale" (di quelli che fanno vita di preghiera, solitudine e penitenza).

    Papa Bergoglio si è anche detto pentito di aver concesso una sola volta una "grazia" - il prete ciellino Inzoli era stato spretato per atti equiparabili agli abusi sessuali su minori. Anche quando era stato accolto il suo ricorso e gli erano state restituite le facoltà di celebrare i sacramenti, gli era stato imposto di non celebrare in pubblico e di vivere una vita riservata. Il soggetto in questione, invece, in più occasioni si è fatto vivo in pubblico e a celebrare, e pertanto la condanna è stata reiterata. Questo ha convinto Bergoglio sul punto del "non graziare", e addirittura di rifiutare i ricorsi a coloro di cui si ha certezza di tali vergognosi crimini. E questo è ovviamente anche il destino che attende il vescovo pedofilo neocatecumenale: riduzione allo stato laicale (niente più celebrazione di sacramenti) e annullamento del suo titolo di arcivescovo di Agaña (che detiene tuttora nonostante sia latitante da Guam da più di un anno).

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  22. L'unica ragionevole obiezione nell'usare il pugno di ferro contro i preti pedofili sta nel fatto che esistono perfidi soggetti - come nello scandalo di 15-16 anni fa in USA - che pur di far soldi si inventerebbero ricordi calunniando preti innocenti (c'era stato anche qualche prete che vedendosi distrutta la reputazione si era suicidato proclamandosi innocente). La faccenda dei risarcimenti è stata poi ingigantita dal pavido episcopato americano che pur di mettere a tacere al più presto le cause, li concedeva rapidamente, anche in assenza di un processo.

    Naturalmente i kikos, grandi amici della menzogna e dell'inganno, già da tempo cercano di sfruttare tale argomento per far credere che le vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale si sarebbero inventate tutto per guadagnare soldi e per fare un dispetto al Cammino. Questa panzana è smentita dal fatto che nei mesi da maggio 2016 (primissime pubbliche denunce) fino a settembre 2016 (abolizione dei termini di prescrizione) le vittime del vescovo pedofilo neocatekiko non avevano alcuna copertura legale e oltre a rischiare la faccia e la reputazione (e la famiglia e gli amici) stavano rischiando anche i propri averi (Apuron stesso disse che la diocesi avrebbe assoldato avvocati per ridurre sul lastrico coloro che lo denunciavano).

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  23. https://m.facebook.com/Ostiari-del-cammino-neocatecumenale-433680250150917/?locale2=it_IT

    C'è la catechesi di Kiko in un post del 26 agosto sugli oatiari, sul senso dei vari segni da mettere nella stanza come i tappeti....

    Lo metto qui per vedere lo spirito diverso, altro che Charles de Foucault!

    EX-NC-???

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  24. x EX-NC-??,

    molto interessante questo link.

    Ora non scriverò niente di nuovo ma mi colpisce molto la preghiera della preparazione del pane, in fondo al post in questione:

    "PREGHIERA MENTRE SI FA IL PANE (si può recitare il Padre Nostro o il Credo) Benedetto sei tu Signore, Padre Nostro, Dio santo, Re eterno, che per la tua bontà e misericordia fai sorgere il frumento dalla terra. Fa o Signore che, come questa farina, sparsa qua e là sopra i colli, diventa in questo pane che mi appresto a fare una cosa sola, così si raccolga la tua Chiesa dai confini della terra nel tuo regno, perché tua è la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen"

    In questa preghiera il Sacrificio di Nostro Signore non viene menzionato. E neppure l'unità con il suo Corpo Mistico, attraverso la quale si realizza l'unità dei cristiani.
    E neppure la Presenza Reale, salvifica per le anime che entrano in Comunione con Dio.

    È invece la preghiera su un cibo preparato per unire le persone che ne mangeranno, così come succede alla farina durante la preparazione. In questo senso assomiglia ad un rito magico evocativo, dove si fa, con un oggetto, quello che l'oggetto dovrà fare, in seguito, alle persone a cui è destinato. Esempio: le bambolette vudù.

    Ci vedo anche un forzoso "addestramento magico" del pane da consacrare, per finalità difformi da quelle della Chiesa. Chiedere a Dio di far diventare un "filtro d'amore comunitario" il pane che dovrà ospitare Nostro Signore, non so se sia più sacrilego o somaresco.

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  25. Cara Dorothea, abbiamo parlato dell'argomento a questo link.
    Ciao, grazie da parte mia per i tuoi contributi sempre preziosi!

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  26. Ciao Valentina :-)
    Sono io che ringrazio te e tutti i gestori del blog per il gran lavoro che fate, compreso il post con i riferimenti alla Didachè. …Ma esisterà qualche testo apocrifo (o quasi) da cui i teorici del Cammino NON abbiano copiato? ;-)

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  27. "La ricchezza e i mausolei come casa di orazione e di accoglienza per l’Eucaristia non vanno né con Gesù né con il suo Vangelo."
    Sì come no, allora chiudiamo san Pietro. Non va col Vangelo...

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  28. @giacomo, 1 ottobre 02:18
    E infatti,carissimo,Papa Bergoglio mi pare che sia sulla linea: è andato a risiedere a Santa Marta!!!; "chiudiamo san Pietro":non fare demagogia,per piacere, con quella esagerazione di linguaggio tipicamente neocatecumenalizia.
    Tra l'altro, la maggior parte delle opere religiose di Roma nel seicento sono state finanziate dalla ricchezza di famiglie nobili, non dalle decime e dai salassi operati sui piccoli per far grossi e comodi i vostri iniziatori e relativi"potenti appoggi"....

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