giovedì 14 settembre 2017

Appello ai Parroci

Il parroco Don Abbondio
e i Bravi catechisti
Ciò che più mi fa tristezza nel vedere volantini come quello pubblicato è leggere in fondo la


FIRMA DEL PARROCO 

e tanto più è triste, quanto più si tratta di un parroco in buona fede (perché se uno è corrotto non c'è di che parlare) che in buona fede cerca tutte le strade per far del bene ai fedeli che gli sono affidati e, preso da mille impegni e preoccupazioni non pensa di dover approfondire personalmente la conoscenza di ciò che gli viene proposto da questi che si presentano come "brave persone", raccontando la loro esperienza "forte" di fede ed esibendo la loro "bella famiglia" e quindi, davanti ad alcune rimostranze o sue stesse perplessità risponde che... deve obbedire al vescovo o che, per prendere posizione circa i NC, aspetta il pronunciamento "ufficiale" della gerarchia della Chiesa..

Vorrei ripetere qui, rivolto (nel mio cuore) a tutti i parroci, ciò che già ho detto a voce a un sacerdote che molto stimo e rispetto:

"Se una cosa è sbagliata, dovete aspettare che ve lo dica il Papa? Non lo capite da voi stessi?"

Io penso che un parroco, nel suo piccolo, possa fare molto più del Papa:

basta dire NO alle proposte neocatecumenali,

come alcuni grazie a Dio fanno

(o sarebbe meglio dire: hanno il CORAGGIO di fare?!)

perché, anche se un vescovo (per motivi che spero prima o poi valuterà nella sua coscienza) li appoggia, non penso possa obbligare un parroco ad accettare qualcosa che per la sua parrocchia ritiene non adeguato...
Don Abbondio al Cardinal Borromeo:
"Il coraggio chi non ce l'ha
non se lo può dare"

Quanto detto non è una critica ma una richiesta d'aiuto a voi che siete nostri Pastori:

abbiamo bisogno del vostro aiuto, difendeteci dalla MENZOGNA e dalla PREPOTENZA di quelli che usano la Chiesa per diventare dei "vincenti" schiacciando i deboli,

abbiamo bisogno del vostro ESEMPIO, 

cercate di diventare Santi, perché anche noi possiamo convertici. 

Spero che la grande amarezza che ora sento si possa un giorno trasformare in gioia... e dipende molto dai sacerdoti far sì che questo giorno non sia troppo lontano.


(da: Roberta)

73 commenti:

Anonimo ha detto...

Valentina non sai quanto hai ragione.
Ti dico dove secondo me risiede il VERO problema.
Un parroco ordinato da un seminario Diocesano (no R.M.)può essere sicuramente in buona fede quando apre la sua parrocchia ai neocatecumenali.
Un parroco ordinato in un seminario del cammino (mi spiace ma non posso definirlo in altro modo) è obbligato dai suoi CATECHISTI ai quali deve OBBEDIENZA ad accettare di buon grado il cammino neocatecumenale.
Non ha altri punti di riferimento, viene da una comunità neocatecumenale, ha studiato in un seminario catecumenale, è stato spesato,ospitato,assistito da famiglie neocatecumenali, come può decidere diversamente ?
Sarebbe un INGRATO, un GIUDA , un FARAONE, un servo del DEMONIO.
La cosa ancora più assurda, è capitato nella mia parrocchia e penso che capiti un po dovunque è che la Chiesa quando assegna un nuovo parroco in una parrocchia dove c'è il cammino neocatecumenale, per non avere problemi, assegna a quella parrocchia un parroco neocatecumenale.
Lo so che è assurdo, vorrei che non fosse così ma l'ho visto succedere più di una volta.
Luca

Cordatus ha detto...

E' difficile pensare che oggi, un parroco non sia a conoscenza del cosidetto c.n.. Si tratta per il parroco da quali fonti abbia avuto tali conoscenze. Sarebbe auspicabile inviare a tutti i parroci e quindi anche ai vescovi un volantino con i blog dove si leggano le esperienze degli ex n.c. e dove vengono trattate le vistose eresie ecc...

Anonimo ha detto...

Ho parlato personalmente con alcuni parroci, in circostanze particolari e personali che non sto qui a specificare, sarebbe troppo lungo e penoso, posso garantire che vedono il cammino neocatecumenale peggio della peste bubbonica.
Non gli serve il divieto del Vescovo per opporsi al cammino.
Il problema è un'altro, quando il Vescovo è favorevole al cammino, quanto può SPINGERE i parroci ad aprire le loro parrocchie al cammino ?
Non ho esperienza di questo, però mi spaventa pensare che i sacerdoti di oggi dei seminari R.M. potrebbero essere i Vescovi di domani.
Non voglio pensare che diventino i Cardinali di dopodomani o il Papa del mese prossimo.
Luca

Anonimo ha detto...

I Neocatecumenali sfruttano le parrocchie per avviare adulti o ragazzi al cosiddetto
DOPO-CRESIMA( in assenza dell'oratorio).
Entrano in questo gruppo chiuso dove i Catechisti, laici non teologi, nominati da
Kiko Arguello li spingono verso due percorsi:
- matrimonio endogamico con tanti figli
- sacerdozio se non sono fidanzati per non diventare "zitelli inaciditi"
Vengono fatte molte attività ed alla fine ripetutamente viene chiesto se sono pronti a "donarsi a Gesù"
E' un vero lavaggio del cervello
Ada

Anonimo ha detto...


risposta per ADA

Che la parrocchia sia una terra di conquista per il cammino neocatecumenale, non ci sono dubbi.
I catecumeni dopo la tappa della TRADITIO sono OBBLIGATI dai catechisti a fare SERVIZI in parrocchia, questa cosa c'è anche sullo STATUTO.
Art. 17
[Iniziazione alla missione]

§ 4. I neocatecumeni collaborano all’azione missionaria e pastorale della parrocchia e della diocesi. Prima della “Redditio symboli”, tenuto conto della loro maturità di fede, coloro che lo desiderano offrono la propria cooperazione; dopo, come frutto della riscoperta della missione del cristiano, i neocatecumeni partecipano nei differenti servizi ecclesiali, secondo la vocazione di ciascuno.
La Chiesa lo chiede come offerta di se, il cammino lo PRETENDE altrimenti al prossimo passaggio ti bocciano.

Vale lo stesso discorso che ho fatto per i preti che escono dai seminari R.M, questi catecumeni "costretti" ad occuparsi dei servizi parrocchiali,di cosa parlano ai ragazzi, della Chiesa o del cammino ?
Luca


Anonimo ha detto...

OT: Forte mal di pancia a Fermo,territorio ad alta densità neocatecumenale, nuovo Arcivescovo Don Rocco Pennacchio, materano, azione cattolica....
Qualsiasi cosa dicano i vostri catekikisti e i vostri presbiteri formati al cammino ad hoc, Papa Francesco sta agendo con grande amore verso i piccoli in buona fede ma anche con grande determinazione e discernimento verso i capibastone.
Altro che "il Papa ci loda" "siamo approvati" "abbiamo lo statuto"" facciamo la veglia quella vera"...

Lino ha detto...

"Se una cosa è sbagliata, dovete aspettare che ve lo dica il Papa? Non lo capite da voi stessi?"

Se una cosa è sbagliata, qualsiasi cosa dica un Papa in una udienza o in un discorso ai giornalisti (che non sono atti del Magistero) dobbiamo cercare di capirlo da noi stessi.
Benedetto XVI, nella prefazione al suo capolavoro "Gesù di Nazaret", autorizzò esplicitamente le critiche ai concetti ivi esposti. Figuriamoci!
Invito a leggere lo schemino nel seguente link, che concerne la "Verità e la verità". Il testo è del compianto Ignace de la Potterie, teologo ed esegeta, tra i massimi esperti del Vangelo di Giovanni:

https://i.imgur.com/izgSULH.jpg

Se i neocatecumenali hanno negato per anni l'esistenza dei mamotreti, se i neocatecumenali hanno negato e nascosto le correzioni alle eresie del loro direttorio catechetico, se i neocatecumenali mistificano episodi e parabole del Vangelo stravolgendone i testi con invenzioni che si opponengono alla tradizione esegetica millenaria e al buon senso (come per Gv 9 e per la parabola delle vergini), io - qualsiasi cosa dica un Papa - grido che i neocatecumenali non vivono nella verità, che i neocatecumenali "sono su una via pericolosa" e che su questa via trascinano molte anime.

by Tripudio ha detto...

Purtroppo nell'epoca postconciliare i documenti ufficiali hanno spesso confuso descrizioni e obblighi (avviene perfino nel nuovo Codice di diritto canonico). Un documento come lo Statuto del Cammino dovrebbe descrivere cos'è il Cammino (e invece non lo fa quasi per niente, rinviando ad un mai pubblicato Direttorio), e dovrebbe dire cosa fa e non fa il Cammino (e invece si limita ad affermazioni generiche).

Per esempio, cosa significa collaborare "all'azione missionaria e pastorale della parrocchia"?

Quel "collaborare" è un termine sia descrittivo (dunque implica che il Cammino è qualcosa di estraneo alla parrocchia, laddove un semplice parrocchiano non verrà descritto come "collaboratore" della parrocchia senza un preciso contesto), che imperativo (dunque implica che le attività del Cammino vanno fatte conciliare con la normale attività della parrocchia).

Ma mentre l'azione "pastorale" della parrocchia è facile da indicare (anzitutto insegnamento del Catechismo e celebrazione delle liturgie), cosa si intende esattamente per missionarietà della parrocchia? (l'equivoco da sanare è che la "missione" sia qualcosa solo verso l'esterno, mentre la vera missione comincia da sé stessi). Lo scopo delle parrocchie, fin da tempi lontanissimi, è garantire in una porzione di una diocesi sacramenti, dottrina e guida (il triplice munus sacerdotale), per evitare che i cristiani - a causa delle distanze e di altre circostanze - ne restino senza. Nei documenti ecclesiastici in cui si nomina la missionarietà della parrocchia lo si fa quasi esclusivamente in termini esortativi, di carattere generalmente spirituale, che presumono una vita parrocchiale fervente ed entusiasta.

Pertanto è normale che un cristiano (incluso il neocatecumenale), per il solo fatto di avere una parrocchia di riferimento, compatibilmente con i propri doveri di stato e con le proprie capacità e soprattutto con le esigenze reali del parroco, possa dare il proprio piccolo contributo (un padre di famiglia non può sottrarre tempo a moglie e figli anche se la parrocchia avesse realmente bisogno di lui; uno che non conosce seriamente il Catechismo non può proporsi come catechista parrocchiale; uno che ha l'attitudine a distrarsi non può lanciarsi a fare il chierichetto, ecc.). Non dovrebbe essere necessario precisarlo, eppure lo Statuto del Cammino parla di "collaborazione".

Le apparenti stranezze dello Statuto (come il dettaglio sopra indicato) si spiegano solo in un modo: dare al Cammino uno straccio di documento sufficientemente fumoso da non imporre veri obblighi, e sufficientemente generico da non descrivere cosa è realmente il Cammino.

E che quello Statuto sia solo lo strumento di altre strane manovrine lo si nota dalla precisazione del "ricevono comunione al loro posto" (una prescrizione assai particolare in un contesto assai generale) aggiunta all'articolo 13 al chiaro scopo di perpetrare la disobbedienza attraverso l'ipocrisia.

Un neocatecumenale dal cervello non circonciso si vergognerebbe del guazzabuglio statutario, ancor prima di vergognarsi profondamente per la furbata di presentarlo come un certificato di santità passata, presente e futura. Guardate ad esempio come un neocatecumenale dalla Colombia risponde ad un cattolico di Guam: «siamo approvati!». Par di sentire i pasqualoni-baccalà italiani.

roberta salerno ha detto...


@Cordatus e @Luca

Prendo spunto dai vostri interventi per aggiungere qualcos’altro.

-Il nostro Vescovo li ammette in Diocesi (mi è stato detto senza eccessivo entusiasmo .. però non so, mi chiedo chi lo obbliga .. ) , da lui io non ci sono mai andata .. so che alcune persone che ci sono andate a parlare dei loro problemi col CN non hanno avuto risposte soddisfacenti (soltanto “faccia la scelta che ritiene più adatta per lei”);

-I parroci che NON li vogliono assolutamente in parrocchia perchè, pur non avendoli “praticati” conoscono (più o meno) il pensiero e la struttura del CN, non hanno bisogno di leggere nessun volantino, hanno già le idee molto chiare, (le esprimono anche, se c’è motivo di parlare di questo argomento coi loro confratelli)
e qualcuno vede nel CN .. “qualcosa” .. di molto PEGGIO della peste bubbonica;

-I parroci che li hanno praticati (e magari hanno anche sofferto causa loro) e non li hanno più in parrocchia come CN ma continuano ad avere ALCUNE PERSONE del cammino nello svolgimento di alcuni servizi ( tra cui accoliti e catechismo ai bambini) i “volantini” non li hanno voluti (non hanno tempo, sono dedicati - GIUSTAMENTE dico io ! - ai numerosi impegni della parrocchia ) … SI’ mi ascoltano a livello personale,

ma dicono che guardano appunto alle “persone” non al “pensiero” (non mi viene ora 1 altra parola) del CN e che di “queste cose” si deve parlare col “Dicastero apposito”.

A questi parroci il Vescovo “chiede” di ammettere gli “annunci” in Chiesa per le catechesi che si svolgeranno in altra parrocchia e di affiggere le locandine, ed essi lo fanno per “tradizione”, anche perché se non lo facessero loro, degli altri parroci non lo farebbe nessuno.

Questi sacerdoti hanno una spiritualità e una formazione che è tutta all’OPPOSTO del CN, ammettono che non consiglierebbero mai ad una persona che glielo domandasse di intraprendere questo percorso e che intervengono se vedono un NC che si comporta in modo “sbagliato” ad es. mancando di carità verso un fratello “debole”, o dicendo a qualcuno che deve “circoncidere la ragione” (e di questo sono stata diretta testimone) ….
Ma dicono anche che non vedono niente di sbagliato nel modo di comportarsi di quelle persone cui accennavo prima, che svolgono attività in Parrocchia e che anzi apprezzano questa “partecipazione” e come portano avanti la loro numerosa famiglia.

La cosa che mi fa soffrire in questo atteggiamento è il confondere l’amore alle PERSONE con l’accettazione della loro IDEOLOGIA , come se non fosse amore richiamare le persone sul

fatto che stanno propugnando un’ideologia solo apparentemente cristiana; che poi nei fatti risulta non esserlo e che ha numerosi effetti nocivi sulla vita di altre persone che magari non riescono ad “auto-sostenersi” (soprattutto psicologicamente) ANCHE
(cioè soprattutto) se sono all’interno di 1 comunità NC, perché non hanno figli o cmnq famiglia o posizione lavorativa “rinomata” (che sono le cose che danno "dignità" all'interno del CN) …

e a questi chi ci deve pensare? Il “Dicastero apposito”?

Roberta

Anonimo ha detto...

Scusatemi se mi permetto di chiedervi un favore.
Forse è poco congruente con il tema trattato, ma in fondo si parla di pastori cristiani che scelgono con fede di fare i pastori cristiani
Potreste mettere tra i libri da leggere, insieme a quelli di Lino e di Daniel quello di Don Fabio Rosini "Solo l'amore Crea"?
Per me è stata una rivelazione, un aiuto grandissimo leggere quello che dice Don Fabio.
L'ho comprato con la segreta speranza di trovarci qualcosa contro il cammino, perchè sapevo che era un sacerdote uscito da un seminario R.M., che ha terminato tutto il percorso del cammino e che ne è uscito sbattendo la porta.
Sono rimasto sorpreso non solo di non trovarci niente contro il cammino, ma di scoprire un sacerdote cristiano d'hoc che mi ha conquistato dalle prime pagine e mi
fatto dimenticare il cammino e ricordare la bellezza del messaggio cristiano.
Per me è stato importante leggerlo e lo sto facendo leggere a tutte le persone che mi capitano a tiro.
Personalmente rappresenta una grande vittoria di quella Chiesa considerata da qualcuno, bistrattata e prossima alla fine, quella Chiesa in cui credo io.
Penso che finchè ci saranno persone come don Fabio la Chiesa non deve temere nessuno.
Luca

Anonimo ha detto...

Rispondo a Tripudio e Roberta
Forse non sono stato chiaro e sicuramente voi ne sapete più di me.
Ma quello che voglio dire è che al cammino neocatecumenale quello che sei tu realmente come persona non importa proprio nulla.
Non gli interessa se sei intelligente, non gli interessa se sei istruito, non gli interessa se puoi o non puoi fare BENE il catechismo, il post-cresima o qualsiasi altro servizio o incombenza parrocchiale.
Gli interessano solo due cose :
1)L'obbedienza ai catechisti
2)Il proselitismo al cammino

Questa sono le sole priorità che il cammino pretende dal catecumeno per trasformarlo in un VERO-Cristiano-con-la-fede-adulta.
Al cammino interessa solo il cammino, tutto il resto non conta finchè non lo decide ........il cammino.
Luca



roberta salerno ha detto...


Luca,

forse nn mi sono spiegata bene, io sono del tutto d'accordo con te.

Quello che riferivo era il pensiero del sacerdote, di come lui vede "brave" qste persone e in conseguenza di ciò nn se la sente di condannare il cammino nc di cui esse fanno parte.

Che poi esse facciano questi servizi in parrocchia con il 2° fine di fare "buona pubblicità" al cammino .. nn ci è dato saperlo e sicuramente il sacerdote nn lo potrebbe ammettere.

Quando poi dico "dignità" all'interno del cammino , lo dico in senso ironico perché, come dici giustamente tu, a loro nn importa delle qualità personali della persona o della sua crescita umana e di fede ... x essere
"in regola" tra loro ti devi sposare e avere tanti figli, però .. Se nn fai così ma hai 1 buona "posizione sociale" ti "tollerano" lo stesso al loro interno perché puoi portare soldi e prestigio al cammino !

Scusa, nn so se erano questi i punti e spero di essermi spiegato meglio.
Grazie
Roberta

Anonimo ha detto...

Scusami tu Roberta.
Avevo dimenticato il terzo punto principale della predicazione del Cammino.
3) Il denaro

Quel grimaldello magico che apre, quasi, tutte le porte.
Comunque i motivi dei servizi in parrocchia sono due, il proseguimento nel percorso neocatecumenale e la pubblicità al "prodotto" cammino.

Per il resto ai ragione.
Luca

Angelo ha detto...

Forse vado un pò OT, visto che si parlava di parroci diocesani e parroci NC volevo chiedere a chi ha fatto parte del Cammino per anni: ci sono mai state vocazioni maschili religiose?
Grazie per le eventuali risposte.

Anonimo ha detto...

@ Angelo delle 13:23

Mi sembra che all'inizio della storia del Cammino, quando ancora non erano nati i seminari RM, Kiko e i catechisti indirizzavano le vocazioni verso i diversi ordini religiosi, chiedendo loro di importare in essi il modello del Cammino by Kiko. Successivamente, con la fondazione del RM di Roma, tutte le possibili vocazioni vennero indirizzate ai seminari RM.
Se abiti a Roma potresti chiedere informazioni a Don Fabio Rosini (responsabile dell'Ufficio Vocazioni e grandissimo conoscitore del Cammino... l'ha anche finito) oppure a Padre Enzo Tacca, padre francescano conventuale (O.F.M. Conv.), del Santuario della "Grotta delle Tre Fontane" (la "Vergine della Rivelazione") a Via Laurentina 400. Anche lui ha fatto per tanto tempo il Cammino, ma poi ne è uscito ed ora è diventato un francescano. Sono sicura che loro potrebbero aiutarti molto a comprendere e a fare discernimento.
Ovviamente i tuoi catechisti ti indirizzeranno soltanto ai loro seminari RM usando la scusa: "se Dio ha fatto con te questa storia e ti ha dato la grazia di scoprire la fede attraverso il Cammino, chi sei tu per dire di no a Dio... poi altrimenti Dio ti toglierà la mano dalla testa e vedrai..." Tutte cretinate! Voglio solo indurre in te un senso di colpa. A un mio carissimo fratello che sentiva la vocazione non è successo proprio niente, anzi... ha lasciato il Cammino ed ora è finalmente felicissimo. :)

Annalisa

Anonimo ha detto...

per Angelo
Intendi di avere esperienza diretta, nella propria comunità, di qualcuno che ha sentito la vocazione al sacerdozio ?
Luca

Anonimo ha detto...

Mah nella ex parrocchia di don Rocco ci sono le uniche comunità di Matera, cmq è uno che ha fatto poca vita di parrocchia, operando soprattutto x la Cei. Non credo cambierà nulla nella diocesi di Fermo, importante per la presenza del Centro Nc internazionale.

Anonimo ha detto...

Come ho avuto modo di scrivere in passato, qui da me il parroco appena insediato, tentò di metterli in riga e poi di cacciarli, ma non per questioni dottrinali o liturgiche, ma semplicemente perché voleva che la moltitudine di figli facesse una sorta di cammino giovanile che aveva nella sua precedente parrocchia, trovando il muro nc (i figli nostri fino alla maggiore età fanno il cammino poi vedono loro).

Il vescovo che è uno prudente ne pro ne contro, stima molto alcuni preti nc e il loro capo laico a livello diocesano, realmente persona specchiata, ma totalizzata come tutti i nc.

Ora in parrocchia l'aria è da separati in casa, per forzare la mano il parroco gli ha tolto tutti gli incarichi (ministranti, oratorio, catechismo, comitato festa ecc), ma non ha trovato il sostegno di tanto che si lamentavano dello strapotere nc e poi al dunque lo hanno lasciato quasi solo.

Lo dico perché chiacchierare è facile, fare no.

Anonimo ha detto...

risposta ad anonimo 14:28
Allora è meglio tenersi i neocatecumenali perchè sono obbedienti e fanno tutti gli "incarichi" della parrocchia.
Poi se li fanno male, pazienza.
Se allontanano la gente dalla parrocchia,pazienza.
Se non danno spazio ad altre realtà, pazienza.
Se prendono decisioni al posto del parroco, pazienza.
Se fanno quello che vogliono, pazienza.
Se ricattano i parroci, pazienza.
Però il parroco in questo modo non è solo.
C'è un proverbio che dice meglio solo che male accompagnato.
Luca

Anonimo ha detto...

Veramente nella parrocchia di cui è parroco c'è il CNC. Quindi mi sembra che il tuo ragionamento esista solo nella tua testa. Non trarre conclusioni affrettate.
Paolo.

Anonimo ha detto...

per anonimo 14:28
Sono d'accordo puramente in linea di principio che i genitori decidano come educare i propri figli.
Perciò sicuramente il tuo parroco ha sbagliato a voler costringere i figli dei n.c. a fare un percorso non congeniale ai genitori.
Avrai capito che io non condivido il percorso del cammino neocatecumenale, ma non me la sento di costringere un genitore a fare qualcosa che non vuole, perchè non è cristiano agire in questo modo.

Togliere gli incarichi ai n.c. perchè spadroneggiano e rappresentano un esempio negativo per la parrocchia ed i parrocchiani è doveroso.
Togliere gli incarichi ai n.c. perchè il cammino non è un valido esempio cristiano è sacrosanto.
Togliere gli incarichi ai n.c. per costringerli a fare qualcosa che non vogliono fare, secondo me è sbagliato, significa usare i loro stessi metodi, scendere al loro stesso livello.
Luca

roberta salerno ha detto...


Anonimo 14:28

"i figli nostri fino alla maggiore età fanno il cammino poi vedono loro".

Che cosa VEDONO?

Non mi riferisco ai tuoi figli in particolare, ma a tutti i figli di NC in generale:

che cosa VEDONO?

1- O è presente in Parrocchia un'aggregazione giovanile per loro più attraente del cammino
(che ci vuole anche poco) nella quale, nonostante le pressioni contrarie della famiglia,
riescono ad inserirsi su proposta del parroco e di loro coetanei i quali ..

e qui apro una parentesi .. non fanno loro "inviti" o "annunci" per farli entrare ma
semplicemente, condividendo le attività proprie dei giovani
(scuola o università, sport, prime exp lavorative ..) ,
mostrano a questi ragazzi un modo di stare insieme più umano, più accogliente, aperto al
confronto, alla valorizzazione dei propri talenti, in cui vengono aiutati a GIUDICARE e
dare un senso a tutte le cose della loro realtà quotidianità alla luce di un rapporto
personale con Dio,
insomma, un modo di stare insieme più .. BELLO!

Quindi, mi sento di dire, che i giovani appartenenti a queste aggregazioni sono dei veri
EVANGELIZZATORI verso i loro coetanei NC , inconsapevolmente e disinteressatamente.

2- Danno libero sfogo alla loro ribellione più o meno repressa e hanno il "coraggio" di
andarsene dalla Chiesa e c'è da augurarsi che questo sia il primo passo verso il recupero
di un rapporto autentico con Dio (come per qualcuno infatti lo è stato);

3- Continuano a non vedere altro che il CN, dove soddisfano la loro necessità di
omologazione ad un gruppo di pari, propria dei giovani, che dà loro un'illusoria
sicurezza e portano avanti così la tradizione di famiglia del "videogioco di ruolo" NC.

Quel parroco, solo o non solo, ha fatto il suo dovere;

dove sta la GIOIA di un sacerdote, nel cercare di accontentare tutti quelli che "contano" per avere la parrocchia piena di gente,

o nel fare la volontà di Gesù anche a costo di restare SOLO?

Roberta


Andrea P. ha detto...

Vi segnalo che nell'ediz. odierna del quotidiano LaVerità ho intravisto il titolo di un articolo dedicato al cnc che puzza tanto di spot spudorato.

P.S.: non sono mai stato un iscritto a quella setta, né un suo simpatizzante, sono certamente un cattolico, anzi, mi chiedo da cattolico come si possa arrivare a concedere dentro la Chiesa un tale abuso liturgico ed anche dottrinale perché, un simile atteggiamento dinanzi Santissimo Corpo di Cristo dovrebbe ferire il cuore di ogni sincero cattolico.

Sia lodato Gesù Cristo.

Anonimo ha detto...


Il problema è che se hai un parroco uscito da un seminario del cammino, è molto difficile convincerlo che ci sono percorsi diversi dal cammino per i giovani della parrocchia.
Il nostro parroco ha accettato il post-cresima neocatecumenale solo perchè è un sotto-prodotto del cammino.
Non ha mai permesso l'entrata in parrocchia di altre realtà ecclesiali.
Post-comunione,post-cresima, oratorio.
Per l'oratorio mi ha detto in faccia testuali parole "L'oratorio parrocchiale è finito, lo dice anche il Papa".
E secondo il classico stile neocatecumenale, non sono ammesse domande e tanto meno spiegazioni a questa decisione.
Non c'è alcuna pastorale parrocchiale, tutte le decisioni vengono prese dal parroco e dai catechisti del cammino che a loro volta danno i compiti ai catecumeni.
Questa è la mia realtà parrocchiale.
Potete anche non crederci.
Da noi si fà catechismo, nei locali parrocchiani, senza un crocifisso, solo icone di Kiko.
Avete capito, a scuola siamo riusciti a riportare il crocifisso nelle classi, nei locali parrocchiali no.
Posso essere un po arrabbiato?
Luca

Anonimo ha detto...

Per amore della verità Padre Enzo è sempre stato francescano anche quando frequentava la comunità neocatecumenale in quanto celebrava l'Eucaristia da già Sacerdote. Quando in seguito ha capito dove era finito perché i catekiki gli dicevano che doveva ubbidienza a loro e che era un semplice fratello della comunità, li ha lasciati e non ha più presenziato alle Eucarestie. Subito circolò la voce metropolitana che "era in crisi" come se la crisi fosse di vocazione: in realtà li aveva bellamente mandati a quel paese credo anche soffrendo per il legame affettivo che inevitabilmente si era creato con molti dei cd. fratelli.
Elvio

Valentina Giusti ha detto...

La situazione della parrocchia di Luca è tale da prefigurare un nuovo modello: non la parrocchia atomica comunità di comunità, ma la parrocchia oligarchica, con la tirannide di alcuni su molti.
È una situazione tale da essere pessima principalmente per i neocatecumenali: i parrocchiani scappano presto o tardi in un'altra parrocchia, ma loro invece non possono scappare, se non andando nella salutare ed opportuna "crisi" ed uscendo dal cammino.
Terribile il fatto che il crocifisso stia nelle scuole ma non nelle salette di quella sfortunata parrocchia dove i ragazzini fanno catechismo.

by Tripudio ha detto...

Il "topo in redazione" è una risorsa preziosa, generalmente da usare solo in caso di emergenza. Per cui tutto questo agitarsi dei neocat sulla stampa è segno sicuro di un certo nervosismo ai vertici del Cammino. Chissà cosa faranno quando cominceranno a vedere i sorci verdi.

Ruben ha detto...

Anonimo14 settembre 2017 15:34
"Veramente nella parrocchia di cui è parroco c'è il CNC. Quindi mi sembra che il tuo ragionamento esista solo nella tua testa. Non trarre conclusioni affrettate.
Paolo."
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Si, ma è anche vero che nella sua Parrocchia, ha aperto "ex lege" a tutti i fedeli, la messa del sabato sera del Cammino, dandone esplicita pubblicità assieme altre Messe Parrocchiali.

vedi:

http://www.pmap.it/parrocchiemap/consultazione/parrocchie/orarimesse.jsp?icsc=0520008

Angelo ha detto...

Per Luca 14:00

Sì, intendevo se qualcuno ha sentito una vocazione sacerdotale ma religiosa, quindi senza voler entrare nei seminari del Cammino, e se magari sia stato scoraggiato ad intraprendere questa strada.

Per esperienza personale quando sono tornato (rarissime volte) a parlare con ex fratelli di comunità potevo raccontarli cose bellissime sulle mie esperienza con altre realtà (che mi hanno fatto camminare veramente) ma niente, era come parlare con un muro.
Ogni cosa era buona per parlami del CNC come se avendolo lasciato avessi sprecato la mia occasione.

roberta salerno ha detto...


Per Anonimo 14:28

una precisazione:

rileggendo il tuo intervento mi pare di capire che tu non appartenga ai NC, ma la frase che hai detto circa i figli mi era stata rivolta, con le stesse parole, da un babbo NC con cui stavo parlando circa la "libertà di scelta" da lasciare ai figli adolescenti.. e mi ha suscitato ricordi poco piacevoli.

Quindi volevo dirti che ti chiedo scusa se hai preso il mio commento come una critica a livello personale, perchè non voleva esserlo.
Piuttosto è la realtà dei giovani NC che ho visto qua da me.

Inoltre hai ragione che si fa presto a parlare .. come noi abbiamo bisogno dei sacerdoti, anche loro hanno bisogno di noi ma penso che il primo servizio che gli possiamo fare sia quello di essere sinceri su come ognuno di noi "sta vivendo" la Parrocchia, non per convincere il Parroco a fare in un modo piuttosto che in un altro, ma per dargli più elementi possibili per vedere la realtà ... perchè altrimenti (nonostante abbia la Grazia che gli viene dal suo essere sacerdote) rischia di ascoltare solo le voci più numerose e che "fanno più rumore".

Mentre il Pastore deve occuparsi di OGNUNO, non solo della forza di maggioranza.
Forse il tuo parroco voleva quel cammino giovanile che hai detto perchè gli sembra 1 cosa buona, ma se non lo hanno nemmeno lasciato provare ..
Un altro aiuto importante è di pregare ogni giorno per loro, io credo che in questo modo il Signore allevierà la loro solitudine.

Cmnq sono d'accordo con Luca che una "cattiva" compagnia non è preferibile alla solitudine.

Roberta

roberta salerno ha detto...


Luca,

la descrizione che hai fatto della tua Parrocchia mi ha lasciato un senso di grande amarezza e dispiacere per i ragazzi ... mi rendo conto di essere molto fortunata a trovarmi nella Parrocchia in cui sono e che soprattutto sono fortunati i giovani, che qui trovano un Parroco che li rispetta e una realtà associativa SANA, come descrivevo prima.

Non so come fai a resistere, io me ne sarei già andata, anzi stavo per andarmene per molto meno, solo perchè il parroco ha acconsentito agli annunci delle catechesi e ad appendere il volantino .. dopo che in passato i NC gliene hanno fatto passare di tutti i colori (non questi di adesso ma altre persone) comunque sempre di CN si tratta .. lo hanno fatto molto soffrire. Però dialogando con lui ho cambiato idea perchè è un sacerdote appunto rispettoso non solo dei giovani ma di ogni persona, capace di vero ascolto.... e poi mi ha assicurato che non ha nessuna intenzione di riprendere il CN in parrocchia! :)
Ripeto che ho 1 gran dispiacere che ci siano parrocchie come hai descritto .. la nostra è all'opposto, molto viva, diverse realtà associative e molteplici iniziative PER TUTTI.. ed è diventata ancor di più così da quando se n'è andato il cammino neocatecumenale.

Volevo farti una DOMANDA:

in che cosa consiste esattamente questo POST-cresima dei NC?

Tu sai che cosa fanno esattamente, ogni quanto fanno gli incontri coi ragazzi, cosa avviene durante queste riunioni, se organizzano anche momenti di socialità (non so.. visite a qualche chiesa, pellegrinaggi, gite di svago)?

Grazie
Roberta

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Ho letto i commenti, vivaci e interessanti.

Chiedo: visto che lo Statuto, che è approvato, fa però riferimento ad un fantomatico Direttorio che mai è stato pubblicato né, tanto meno, approvato, non è per caso che lo Statuto è invalido, almeno finché non viene approvato il Direttorio?
Cioè: se lo Statuto è approvato alle condizioni del Direttorio, ma il Direttorio neppure esiste, non viene forse a mancare una condizione essenziale perché l'approvazione dello Statuto entri in vigore?

Don Rosini fa bene a non dire male del Cammino. Lui va avanti per la sua strada. Tanto ci pensa il Cammino a parlare male di lui e, così facendo, si "sbrodola" da solo. Parlare male di Don Rosini, infatti, è un po' come parlare male delle Ancelle della Carità di Madre Teresa.

Riguardo alla "presa" della Chiesa da parte del Cammino, di questo non mi preoccupo perché alla fine il Cammino cadrà, perché quella insegnata dal Cammino non è fede (non dico che i camminanti non hanno fede, ma che ciò che insegnano i mamotreti di Kiko, ancora in uso nonostante quelli corretti dalla Chiesa, non è conforme alla fede).
Mi preoccupa però il danno che molte anime possono ricevere.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Un'altra cosa. Il fatto che un frate debba ubbidire ai catechisti del cammino è sintomo di un FANATISMO che supera ogni immaginazione e che mi fa credere che nel Cammino la fede sia sostituita dal fanatismo, come nelle ideologie.

Io mi ritengo tollerante e perciò, in genere, mi guardo bene dal criticare l'entusiasmo di certi giovani o di certe persone entusiaste. Quello che a volte i sapienti giudicano quasi un'espressione di superstizione spesso, invece, è fede genuina espressa con amore. Ma ciò non arriva mai al FANATISMO.

Se la fede è genuina, anche se espressa con entusiasmo, conduce sempre all'umiltà, ad essere contenti per i successi degli altri, a imparare dagli altri. Quando invece c'è FANATISMO, come nel Cammino, si è gelosi delle altre realtà ecclesiali, si vuole imporre la propria visione e non si è disposti a imparare qualcosa da nessuno.

Anche io conosco un frate, famoso confessore, che per un periodo ha seguito il Cammino, ma quando si è reso conto che i camminanti fanno "tutto come pare a loro", li ha lasciati e se qualcuno gliene parla non fa certo complimenti nel classificarli come disubbidienti alla Chiesa.

by Tripudio ha detto...

In altri movimenti ecclesiali la cosa viene risolta dicendo che il prete/frate/consacrato in questione deve seguire, compatibilmente con gli impegni nel suo istituto, le linee generali indicate dalla sede centrale.

Cioè non c'è un'ubbidienza a persone precise, ma solo a delle linee guida, e comunque senza interferire con la sua vocazione. Del resto trovare un prete che ti appoggi il movimento (celebrando Messe, ecc.) è più un dono ricevuto che uno scambio di favori.

Durante una tornata di esercizi spirituali conobbi un giovane sacerdote che stava lasciando il suo ordine religioso per diventare diocesano. Questo genere di eventi mi stupisce sempre, perché normalmente uno chiede prima di diventare religioso e quindi, nell'ambito di quella vocazione, eventualmente accedere al sacerdozio. Se uno si sente chiamato più al sacerdozio che alla vita religiosa, infatti, va in diocesi. Quel sacerdote mi disse che grazie ad un certo movimento era entrato in convento con l'idea di farsi religioso, ma dopo un po' di anni gli era stato comandato di scegliere: o lasci il movimento, o lasci l'ordine. E lui lasciò l'ordine perché dopo averci riflettuto concluse che era stato il movimento ad indurlo ad entrare nell'ordine, non era stato l'ordine a concedergli il movimento, e se l'ordine ti chiede di cancellare qualcosa della tua vocazione qualche dubbio cominci a nutrirlo.

Nonostante l'antipatia che provo nei confronti dei movimenti, trovo ragionevole la sua scelta, fermo restando che lui ha ubbidito ai suoi superiori religiosi fino all'ultimo (incluso l'aut-aut sul lasciare) ed ha perciò esercitato la propria libertà. Mi tornano infatti in mente diversi casi di preti che prima scelgono di dare la propria totale adesione a un ordine religioso (coi voti perpetui ci si vincola ai superiori dell'ordine fino alla morte) e poi, dopo aver conosciuto un movimento, dimenticano l'ordine (cioè tradiscono la propria libertà e la propria vocazione). Specialmente se il movimento è quello neocatecumenale, il cui caso più clamoroso è stato quello dell'ex comboniano don Mario Pezzi, che conobbe il Cammino mentre era ancora religioso, e disubbidì ai comboniani per una ventina d'anni (in un ordine molto rilassato il disubbidire ha poche conseguenze), fino a quando nel 1992 il consiglio generale dell'ordine lo espulse e fu "miracolosamente" accolto nel clero diocesano di Roma.

Tanti preti, una volta infettati dal virus neocatecumenale, diventano adepti di Kiko, totalmente soggiogati da quest'ultimo e dai cosiddetti "catechisti" del Cammino.

Anonimo ha detto...

@Anonimi ieri
14:19
15:34-Paolo-
Perché i vostri presbiteri, tra missioni e missioncine, attività extra di ogni genere e altro ancora, quanta vita di parrocchia fanno?Le lamentazioni di qualche capoccione locale sono iniziate già molto prima dell'annuncio ufficiale; dice bene Ruben: forse è proprio questo che sta preoccupando qualcuno di voi, che vi conosce abbastanza.
La diocesi non ha solo la questione del centro internazionale, anzi è decisamente minima rispetto alla problematica dei profughi e della ricostruzione post-terremoto, aggiungici la grandezza del territorio e la disomogeneità delle varie realtà.Il compito non sarà complicato per il cammino ma per tutto il resto.I ragionamenti ve li fate voi, non io.

by Tripudio ha detto...

Ogni tanto passa qualche cretino ad accusarci di criticare il Santo Padre.

Ma se il Santo Padre dicesse che il Cammino ha qualche problema o che Kiko e Carmen hanno sbagliato qualcosa, loro sarebbero i primissimi a criticare ferocemente il Santo Padre e ipocritamente a continuare come se nulla fosse accaduto.

Questo già basterebbe a chiudere la questione, ma visto che ci siamo proviamo a mettere i puntini sulle "i".

Il Santo Padre è un peccatore come noi. Il fatto che quasi tutti i Papi del XX secolo ci abbiano lasciato un ricordo cristianamente positivo è una cosa che ci rallegra molto, ma che non ci fa dimenticare che il Papa è un peccatore come gli altri. Pietro non fu scelto perché più forte o meno peccatore, fu scelto e basta. I suoi errori e le relative conseguenze sono documentati nei Vangeli («prima che il gallo canti...») e nel Nuovo Testamento («mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto»: Gal 2,11): ma l'ubbidienza e l'ossequio dovuti al Papa non escluse la possibilità che il Papa sbagliasse e che avesse addirittura da essere ripreso «a viso aperto».

L'ubbidienza al Papa, oltre che per i noti motivi teologici, è anche dovuta alla ragione: è altamente improbabile che qualcuno di noi - anche il più esperto in cose ecclesiali - abbia un'idea precisa delle circostanze immediate da tener presenti nel guidare la Chiesa. E significa anche che non c'è bisogno di scomodare il Papa se non quando su una questione seria si viene ignorati dai vescovi e dai dicasteri competenti della Santa Sede: ed è per questo che molti hanno scritto al Papa per indicare gli errori del Cammino e le porcate dei suoi capicosca.

I fedeli hanno infatti il diritto e talvolta persino il dovere di manifestare ai pastori della Chiesa il loro pensiero riguardo al bene della Chiesa stessa (Codice di Diritto Canonico, can. 212 § 3). È lo stesso san Paolo a raccomandare che i vescovi guidino anziché spadroneggiare. Il termine "autorità" ha infatti la sua radice latina nel verbo augeo, "aumento, faccio crescere". Un vescovo che curi interessi diversi da quelli del suo gregge non è più "autorevole" ma solo "autoritario", non è più uno che "fa crescere" ma un mercenario, non è più un pastore ma uno che "spadroneggia".

L'errore contro cui lo stesso san Giovanni Bosco metteva in guardia i suoi ragazzi è quello di trasformare il Papa in una specie di capocannoniere della squadra, una specie di mascotte-beniamino da elogiare sempre e comunque (cosa relativamente facile dopo aver visto il successo di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI), trascurando o banalizzando i motivi per cui la Chiesa è guidata dal Papa anziché da un'assemblea di saggi. Cioè di ridurre l'ubbidienza al Papa ad una banale tifoseria - e la tifoseria si può simulare con estrema facilità, guardate come ci riescono bene i neocatecumenali, che il sabato mattina esibiscono lo striscione Tu es Petrus e il sabato sera disubbidiscono al Papa celebrando le carnevalate kikiane-carmeniane.

Anonimo ha detto...

Can. 216 - Tutti i fedeli, in quanto partecipano alla missione della Chiesa, hanno il diritto di promuovere o di sostenere l'attività apostolica anche con proprie iniziative, secondo lo stato e la condizione di ciascuno ; tuttavia nessuna iniziativa rivendichi per se stessa il nome di cattolica, senza il consenso dell'autorità ecclesiastica competente.

Letto bene kikos in transito sul blog? Avete tenuto presente questo canone prima di partire per la missione 2x2?Lo avete illustrato alle maxi-convivenze?

Altro che "non serve l'autorizzazione per evangelizzare"

Valentina Giusti ha detto...

Grazie per aver messo in evidenza il Canone 216!
Metto in evidenza anche il "secondo lo stato e la condizione di ciascuno", della quale non si tiene alcun conto quando si mandano allo sbaraglio giovani, donne o genitori con famiglie a carico.

Lino ha detto...

Pietro ha detto: "Chiedo: visto che lo Statuto, che è approvato, fa però riferimento ad un fantomatico Direttorio che mai è stato pubblicato né, tanto meno, approvato, non è per caso che lo Statuto è invalido, almeno finché non viene approvato il Direttorio?"

Il catechismo di Kiko sin dal 1997 non era più fantomatico: dal 1997 al 2003 fu infatti sottoposto alla scure della CdF, che ne tagliò eresie inconcepibili e fu integrato con note al CCC, note che spesso più che specificare correggono le catechesi di Kiko. La questione, oramai, è superata. Con un colpo di mano del PCpL, lo Statuto fu approvato nel 2010, a distanza da due anni dallo Statuto definitivo che pure a quel Direttorio faceva riferimento, anzi ne costituiva parte sostanziale e integrante giacché mediante gli Orientamenti - sta scritto nello Statuto - si attua il Cammino. Da nessuna parte si sarebbe agito in un modo simile, pena l'invalidità di fatto del decreto di approvzione del PCpL.
Certamente l'approvazione dello Statuto fu anomala, arbitraria, illegitima: necessitando il catechismo di Kiko di una specifica approvazione da parte della CdF, come da Statuto ad experimentum, prima doveva essere approvato il catechismo, poi lo Statuto.
La segretazione del direttorio catechetico, poi, è un'altra questione, altrettanto grave.

by Tripudio ha detto...

Trovo quantomeno comico il titolo dell'articolo della Pellicciari sull'andare ad annunciare il Vangelo «senza cellulare».

Sembra infatti la solita excusatio non petita, per di più a margine del fatto che è fin da giugno che qui sul blog stiamo facendo ironia sugli smartphone negli Hunger Games Neocatecumenali. Magari qualche neocatekiko la domanda se l'era posta ancor prima che ci scherzassimo. Magari qualche altro avrà letto con attenzione i nostri commenti per poi riproporre in comunità o nei gruppi facebook le osservazioni meno digeribili (come quella sugli smartphone). Magari qualcuno fortunato a non dover "partire" si sarà tolto qualche sassolino dalla scarpa. Magari qualche furbone avrà escogitato il trucco per portarsi il cellulare di nascosto... chissà se avrà resistito alla tentazione di farsi il selfie e pubblicarlo istantaneamente su Facebook intitolandolo: "eccomi mentre faccio la Missione!"

Ma al di là di tutto questo, l'affannarsi a presentare i soliti miracolismi perfino da parte di firme neocat più autorevoli (come la Pellicciari) continua a confermare l'ipotesi che a luglio 2016 il Papa abbia detto a Kiko che il Cammino è inutile e che tutte le sue attività (catechizzare, celebrare, organizzare "convivenze") possono tranquillamente essere fatte in parrocchia a porte aperte e senza pagamenti "Decime", senza gadget obbligatori dai kiko-shop, senza esclusivismi su "catechesi" e sui "canti", ecc.

Il Cammino è inutile: per Kiko e i suoi scagnozzi e i suoi adoratori tale idea è ancor più irritante del «il Cammino è sbagliato». Troppo comodo difendersi dicendo "non ci capiscono, non possono capire", troppo comodo trovare escamotage per aggirare le correzioni del Papa... Ma se il Papa stesso dice che il Cammino è inutile, come fai a dire in giro che "il Papa non ci capisce, il Papa non può capire"? A luglio 2016 Kiko uscì rabbuiato e imbufalito dall'incontro con papa Francesco. Chissà se gli era stato detto con un giro di parole o a chiare lettere: il Cammino è inutile. Fatto sta che da allora si sono moltiplicate le "uscite" dei kikos dalle salette. Ed ora, a costo di "bruciare" il topo neocat in redazione, viene comandato di far propaganda kikiana costi quel che costi (chissà quando concederanno nuovamente alla Pellicciari un'intera pagina per vantare spudoratamente i kikos).

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Grazie Lino per la spiegazione.

Se lo Statuto è illegittimo per un vizio di forma, allora il Cammino non è approvato

Anonimo ha detto...

per Roberta
Volevi notizie del post-cresima neocatecumenale.
Cerco di spiegare cos'è e come è organizzato.
Ti do la mia esperienza personale applicata alla parrocchia dove risiedo.
Ogni anno, dopo le cresime, viene fatto un incontro in Chiesa aperto a tutta la parrocchia.
L'incontro è gestito e portato avanti dai catechisti responsabili del cammino in quella parrocchia.
Devono partecipare tutte le comunità neocatecumenali presenti in parrocchia.
All'incontro sono presenti il gruppo organizzativo del post-cresima (solo neocatecumenali) e alcuni ragazzi che partecipano attivamente al post-cresima, che danno la loro testimonianza sulla validità del percorso.
I catechisti n.c. presentano questa realtà come la soluzione cristiana ai problemi dei giovani, seguiti in famiglie cristiane con valori cristiani.
Il percorso è articolato in 6 anni e si concretizza con 4 incontri al mese (generalmente il venerdi) della durata di circa 1 ora e mezza.
Le coppie di catecumeni che si propongono per questo "servizio" prendono il nome di padrino e madrina.
Per proporti e avere un gruppo di ragazzi e portare avanti questo post-cresima devi essere neocatecumenale.
Devi avere superato e chiuso il secondo passaggio.
Devi avere certe caratteristiche per essere "scelto" dai catechisti :
Essere fedelissimi del cammino.
Essere una coppia sposata, in Chiesa, con entrambi i coniugi nel cammino.
Bisogna essere un esempio per i ragazzi quindi non sono considerati attendibili padrini o madrine con percing e/o tatuaggi.
Essere disponibile (il venerdi) dalle ore 18,00 alle 19,00/19,30.
Avere un'auto per accompagnare personalmente a casa i ragazzi del gruppo.
Essere disponibile a tutti gli incontri gestionali, ritiri, pellegrinaggi.
Essere disponibile una volta l'anno ad organizzare e gestire un campo estivo per e con i ragazzi (luglio) dai 4 ai 6 giorni.
Gli incontri mensili sono così strutturati :
Due incontri nelle case dove si parla ai ragazzi secondo un documento fornito dal cammino (un mini-mamotreto del post-cresima).
i ragazzi vengono invitati a mettere in atto un mini-arcano sulle cose dette nel gruppo durante gli incontri.
Terzo incontro, celebrazione in parrocchia con sacerdote, con penitenziale, tutti i gruppi insieme e una piccola agape finale.
Quarto incontro cena a casa dei padrini, con tavola elegantemente imbandita e cibo fresco preparato personalmente dalla madrina (o padrino).
Il gruppo formato dai padrini e madrine del post-cresima ha al suo interno un sacerdote di riferimento, un responsabile e alcuni vice-responsabili.
Nella nostra parrocchia questo gruppo è composto da 12 coppie.
Ogni coppia gestisce in media 6 ragazzi.
I padrini sono scelti dai catechisti n.c. tra coloro che si propongono, i ragazzi da assegnare ai padrini sono scelti con sorteggio.
Per fare i padrini non sono necessari pre-requisiti particolari, oltre a quelli detti prima.
Non sono richieste conoscenze specifiche o esperienze precedenti con i ragazzi.
Sono accettati ragazzi con problemi di alcool e droga, ma sono invitati a lasciare le loro dipendenze fuori del post-cresima pena l'esclusione dallo stesso.
Non è presente in parrocchia alcun supporto specializzato a cui fare riferimento in casodi problemi con i ragazzi.
Si raccomanda ai padrini di tenere rapporti minimi con i genitori dei ragazzi.
Penso di avere detto tutto.
Luca

Anonimo ha detto...

sempre per Roberta
Dimenticavo, abbiamo in parrocchia 12 coppie di padrini del post-cresima,6 ragazzi a testa, circa 72 ragazzi (hanno cominciato con 10-12 ragazzi per coppia di padrini).
Due coppie di catechisti delle cresime (secondo anno) con 20 ragazzi per ciascun gruppo.
Un solo gruppo di primo anno di catechismo per le cresime con due catechisti e 30 ragazzi.
Morale della favola, ogni anno diminuiscono i ragazzi che chiedono la cresima, diminuiscono le persone che si offrono per fare catechismo delle cresime, aumentano i ragazzi che escono dal post-cresima e aumentano i padrini che si propongono per il post-cresima.
Uno sfacelo totale..........
Luca
Luca

Valentina Giusti ha detto...

Luca scusa non ho capito. Aumentano i ragazzi che escono dal post cresima nel senso che sono sempre di più quelli che abbandonano il post cresima?

Anonimo ha detto...

Esatto Valentina.
Luca

Osservante Che Osserva ha detto...

@Pietro (NON del Cammino)

Io credo che don Fabio Rosini eviti di parlar male del cammino, anche perché egli stesso si è convertito entrando nel cammino e questo ci porta ad una riflessione: avremmo avuto don Fabio Rosini senza il cammino? Questo non toglie nulla agli strafalcioni ed alle eresie che commettono, ma senza il cammino non avremmo avuto chi, in questo momento, sta illuminando la Chiesa romana e, ultimamente, anche quella nazionale.

Anche io conosco un frate, famoso confessore, che per un periodo ha seguito il Cammino, ma quando si è reso conto che i camminanti fanno "tutto come pare a loro", li ha lasciati e se qualcuno gliene parla non fa certo complimenti nel classificarli come disubbidienti alla Chiesa. SARA' MICA LO STESSO? :D :D :D

Donna Carson ha detto...

A proposito del post cresima voglio aggiungere qualche nota di colore di cui ho più o meno diretta testimonianza:

La selezione dei catechisti, per lo meno la prima volta che si decide di iniziare questo percorso in parrocchia, avviene sulla base di un'alzata, con rito identico alle chiamate vocazionali. Le coppie che si sentono "chiamate" si alzano davanti a tutti e partendo dalla lista di coloro che hanno dimostrato in tal modo la disponibilità a questo servizio si selezionano i più idonei. Ovvero a monte c'è sempre la concezione che le competenze e le formazioni specifiche non contano, ma quello che conta è ciò che senti nel cuore e soprattutto il fatto di essere sempre disponibili a quello a cui ti chiama il Signore nella persona dei catechisti.

Il post cresima di fatto è un cammino bis con modalità identiche di approccio alla Parola e alla condivisione. Poichè oltre il 90% dei partecipanti sono ragazzi già camminanti a loro volta, si tratta semplicemente di raddoppiare il grado di indottrinamento e dimezzare le opportunità di svago e confronto con il mondo esterno.

Questo mi ha fatto davvero ridere: so di un gruppo in cui più ragazzi avevano problemi di impegni il giorno prefissato ovvero il Venerdì (e personalmente credo non sia un caso neanche la scelta del giorno, dopo aver bloccato il sabato sera con gli amici, meglio premunirsi di precludere anche il venerdì sera come possibile serata di svago ovvero di perdizione). Insomma all'interno del gruppo si è ventilata la possibilità di cambiare giorno per motivi pratici. La risposta del "padrino" di turno è stata però che lui da solo non avrebbe potuto prendere una decisione tanto seria da solo ma avrebbe dovuto sentire l'itinerante catechistone di zona che ovviamente ha detto no! Il fatto che mi sembra grave è che nella mentalità neocat questi padrini possono essere adatti ad essere letteralmente mandati allo sbaraglio senza nessuna preparazione ad avere a che fare con ragazzi in un'età difficile, gestire le loro confidenze intime e tutto ciò che e consegue perchè in virtù della chiamata sicuramente lo Spirito darà loro il discernimento necessario, ma per decidere una cosa pratica hanno comunque bisogno di chiedere ai catechisti. Buffoni!

Valentina Giusti ha detto...

"senza il cammino non avremmo avuto chi, in questo momento, sta illuminando la Chiesa romana..."
Assolutamente sbagliato. Il cammino intercetta persone che stanno cercando Dio offrendo loro una cosiddetta "via facile" per poi farli perdere in una strada senza ritorno, quindi il rischio è quello di perdersi definitivamente, proprio perché non c'è evenienza peggiore che pensare di essere sulla strada giusta ed invece essere perduti.
La storia poi non si fa con i se. Se San Paolo non fosse stato un persecutore dei cristiani non si sarebbe convertito, quindi dobbiamo ritenere che quell'errore fosse "necessario" per la sua conversione?
Sant'Agostino non avrebbe incontrato Gesù se non fosse passato attraverso manicheismo e platonismo?
Su, siamo seri!

Anonimo ha detto...

@ Osservante Che Osserva

che ha detto:
"avremmo avuto don Fabio Rosini senza il cammino?

------------------------

Probabilmente senza il Cammino avremmo avuto un Don Fabio Rosini migliore. Il male e il fatto che Dio ogni tanto lo permetta non giustifica il male stesso: non può e non deve essere visto come un "bene".
Dio ha voluto che Sant'Agostino peccasse in quella maniera per farlo diventare il Santo che è stato?
Dio ha voluto che San Francesco commettesse il male che ha fatto per farlo diventare quel Santo che è diventato?
Dio ha permesso quel male... ma non lo ha voluto Lui! Dio non ha mai dato a nessuno il permesso di peccare e di sbagliare. Dio, che è perfettamente buono, non può volere il male, perché può raggiungere il suo fine anche percorrendo una vita unicamente di bene: "Dio è l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra. Perfettissimo significa che in Dio è ogni perfezione senza difetto e senza limiti, ossia che Egli è potenza, sapienza e bontà infinita" (Catechismo di San Pio X)
Mi dispiace dirtelo, ma il tuo ragionamento è molto protestante e neocatecumenale, ma non cristiano.

Annalisa


roberta salerno ha detto...


Luca grazie, se non ti spiace vorrei chiederti qualche altro dettaglio per capire meglio.

I 2 anni di catechismo in preparazione alla Cresima, li fanno esclusivamente persone dei neocatecumenali?

Poi, se ho capito bene:
dopo la Cresima (quindi terza media) i ragazzi che cominciano questo percorso si trovano tutti insieme solo una volta al mese per la celebrazione con agape, mentre le altre 3 volte ciascun gruppetto si ritrova, sempre solo loro 6, con le rispettive coppie di padrini,
questi incontri si svolgono nelle case private delle coppie di padrini;
in uno di questi incontri fanno la cena,

vorrei capire meglio cosa avviene negli altri 2 incontri:
hai detto che i padrini parlano AI RAGAZZI seguendo una guida fornita loro dal CN.

Quindi sono come delle "catechesi"? Cioè gli adulti parlano e i ragazzi ascoltano e basta?
I ragazzi fanno degli interventi durante queste riunioni? Possono dialogare tra loro, farsi domande l'un l'altro ? Possono raccontare di cose che gli sono capitate, di difficoltà a scuola e in famiglia?
Possono invitare a partecipare al gruppo dei loro amici non praticanti?
anche non cristiani? (magari al campo estivo)

Soprattutto non ho capito cosa vuol dire "vengono invitati a mettere in atto un mini-arcano".

Scusa di queste domande, ma è 1 cosa che non avevo mai sentito e non so bene come valutarla ... cioè non voglio pensare a priori che è 1 cosa del tutto negativa perchè è NC ,
ma se mi dici che questi oltre 70 ragazzi sono solo figli di nc .. non mi spiego quale sia lo scopo visto che a 13 anni già li fanno entrare in comunità ..

Roberta


Anonimo ha detto...

@ Valentina Giusti

Soltanto adesso mi sono accorta che anche tu hai fatto lo stesso ragionamento... ed hai citato l'esempio di Sant'Agostino... evidentemente il ragionamento è giusto. :)

Annalisa

Valentina Giusti ha detto...

Annalisa, grazie, proprio così!😘

Anonimo ha detto...

Florilegio in sintesi del prima e del dopo. Leggere con attenzione ultime righe, please.
Le religioni non Cristiane posseggono santità e verità NA: 2 I Maomettani sono blasfemi ed infedeli Gregorio X DC: 309 La Chiesa Cattolica guarda ai Mussulmani con rispetto NA: 3 Tutti gli eretici sono al di fuori della comunione Cattolica ed alieni alla Chiesa Cattolica Leone XIII SC: 9 I Protestanti detengono comunione parziale con la Chiesa Cattolica UR: 3 Solamente il sacerdote offre la Divina Vittima durante la Santa Messa Pio XII MD: 92 I fedeli offrono la Divina Vittima durante la Messa PO: 5 È pernicioso affermare che la Chiesa Cattolica sia invisibile Leone XIII SC: 3 La vera Chiesa Universale di Gesù Cristo non è ancora visibile UR: 1 Il Maomettanesimo è una setta abominevole Eugenio IV DC: 479 La fede Mussulmana sottomette enfaticamente l'uomo a Dio NA: 3 Gesù Cristo Re è il centro e la cresta di tutto Pio XI Quas: 19 L'uomo è il centro e la cresta di tutto GS:12 Chiunque si trovasse al di fuori della Chiesa Cattolica non sarebbe nostro fratello Leone XII EP: (1)202 I Protestanti sono nostri fratelli in Gesù Cristo UR: 3 Preghiamo per gli Ebrei infedeli acciocché essi possano essere salvati dalla loro oscurità Benedetto XIV EP: (1)42 La Chiesa Cattolica guarda agli Ebrei con stima NA: 4 Gli eretici pensano che la Divina Liturgia sia una con-celebrazione da comunità Pio XII MD: 83 La Liturgia è una celebrazione da comunità SC: 27 Nessun metodo scientifico può controllare le nascite Pio XI CC: p 28-29 I metodi scientifici dovrebbero essere utilizzati per controllare le nascite GS: 87 I Maomettani attaccano totalmente la Croce dante la vita Leone X DC: 651 I Mussulmani venerano lodevolmente Gesù Cristo come profeta NA: 3 Gesù Cristo è la verità San Celestino I DC: 57 I Cristiani stanno ancora cercando la verità GS: 16 Al di fuori della Chiesa Cattolica esiste assolutamente nessuna salvezza Leone X DC: 646 Gesù Cristo utilizza le sette acattoliche come mezzo di salvezza UR: 3 L'ateismo è assurdo San Pio X D. 2073 L'ateismo è una potente reazione contro il male GS: 19.
Il vostro affanno è vano
Anonimo

roberta salerno ha detto...


Donna Carson,
la tua “nota di colore” aiuta a chiarirmi le idee .. purtroppo!

Avevo sperato che almeno nei confronti dei ragazzi, i NC mettessero in atto per una volta la modalità dell’ASCOLTO e della STIMA della persona, perché è solo di questo che i ragazzi hanno bisogno.
Certo le iniziative di incontro tra giovani non si possono improvvisare, vanno organizzate, ma se mancano queste due caratteristiche si ottiene solo un’aggregazione mondana (anche se organizzata nei minimi dettagli) come ce ne sono tante, anche se la si fa in parrocchia, con cene prelibate ..
Invece dando ASCOLTO e STIMA ad un ragazzo , anche se l’organizzazione è 1 po’ arrangiata e basata sulle esigenze del momento (più che su progetti teorici), lo si aiuta comunque ad incontrare Gesù Cristo : il ragazzo capisce che se lo tratti così è perché tu, a tua volta, ti senti trattata così da Gesù.

Mi par di capire, da quanto anche ha detto Luca,

che questo post-Cresima NC sia allora un po’ come certi progetti “burocratici” che vengono fatti per contrastare la “dispersione scolastica” , perfetti sulla carta ma che non raggiungono l’obiettivo, se l’obiettivo è di mantenere (per loro propria scelta) i giovani nella Chiesa; ma se l’obiettivo per i NC è di tenere i giovani nelle LORO comunità, non so, forse lo raggiungono … è una specie di “corso o ripetizioni di rinforzo” del sistema NC per i loro figli che già lo vivono e di “corso di preparazione all’ingresso” per i malcapitati amici dei figli.

Come hai detto efficacemente: “raddoppiare il grado di indottrinamento e dimezzare le opportunità di confronto con il mondo esterno”..

.. a proposito, altra domanda che aggiungo: durante gli incontri i ragazzi sono invitati a ragionare sui fatti di cronaca?

Spero ci sia occasione più avanti di parlare ancora di questo argomento e approfondirlo con nuovi elementi.
Grazie
Roberta

Anonimo ha detto...

Il Post Cresima come lo chiamano i neocatecumenali, potrebbe essere valido se fatto non da <> neocatecuneni. È l'ennesima trovata di Kiko e C.per fare Proselitismo,visto che i numeri cominciano vistosamente a diminuire.Il Fine è uno solo: Accalappiare giovani da indirizzare nelle Comunità.Lo schema è sempre Catecumenale Standard: i Temi degli incontri sono I Dieci Comandamenti, con commenti dei singoli e poi Preghiere,alla fine degli incotri ricche Cene!! Vengono utilizzati i ragazzi/e di famiglie catecumenali che sono già o che stanno entrando in Comunità nuove o già formate,essi stessi indottrinati a dovere per lo Scopo.Niente è per Caso,Tutto nel Cammino è Pianificato nei minimi Dettagli,di ogni singola Comunità viene registrato ogni singolo adepto con eventuale incarico ricoperto... Si punta molto sul post Cresima i giovani sono più facilmente influenzabili... non conoscono i rischi che corrono...iniziare un percorso che Ti Monopolizza Tutto e ti porta ad entrare in una Comunità Neocatecumenale:una Gabbia..senza uscita.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Osservante che osserva:

forse don Rosini senza Cammino non ci sarebbe stato. Non mi meraviglierebbe perché sono certo che anche ai camminanti in buona fede e che pregano sinceramente, Dio possa manifestarsi, sebbene sbagliano.
Ma non si manifesta grazie agli errori, gravissimi, del Cammino, ma grazie alla verità che si trova nel loro cuore e che spesso è lì da prima della loro adesione al Cammino.
Del resto Dio si può manifestare anche nei protestanti, anche se sbagliano su tante questioni.

Ciò però non toglie che gli errori del Cammino vanno denunciati senza esitazione perché, come tutti gli errori, tendono a ostacolare la salvezza delle anime.
Basti pensare che se don Rosini avesse disubbidito alla Chiesa per restare nel Cammino, non sarebbe certo il don Rosini di oggi e, forse, si sarebbe dannato.

Sul frate famoso confessore può essere sia lo stesso che conosci anche tu, ma pubblicamente preferisco mantenere il riserbo perché se fossi "smascherato" potrei pregiudicarmi alcune fonti di informazione e potrei ferire dei camminanti che stimo ma verso cui non posso espormi troppo perché non lo accetterebbero, per cui mi limito a ripetere loro dell'importanza dell'ubbidienza alla Chiesa senza fare accuse dirette.
Penso che questa, nel mio caso, sia la "tattica" che possa dare i frutti migliori.
Bisogna che il Cammino cambi o sparisca, ma senza scandalizzare i camminanti



Anonimo ha detto...

Sarà un caso, ma oggi Papa Francesco ha ricevuto in udienza i due maggiori amici di kiko, card Filoni e card Rouco Varela .

Frilù

Pax ha detto...

Avremmo avuto don Fabio Rosini senza il Cammino?

Bella domanda!

E SanPaolo senza.....
Sant'Agostino senza.....
San Francesco senza......

Quando si guarda un uomo, qualunque uomo, non si può prescindere dalla sua storia, mai. Questo io penso.
E non mi avventuro in interpretazioni che trovo, comunque, ardite.
Cosa possiamo affermare noi con tanta sicurezza e convinzione se non che, non solo i Santi, ma OGNI PERSONA CREATA È UNICA?

Anche con il Catechismo di San Pio X non possiamo pretendere di penetrare il pensiero e l'agire di Dio.

Osservante che osserva parte dalla considerazione che, forse, don Fabio non parla male del Cammino, perché nel Cammino ha iniziato la sua esperienza di fede.
Io non so perché don Fabio non parli MAI pubblicamente del Cammino, so bene quello che ha sofferto, come è stato trattato, quanto ne conosca bene la perversione congenita.
Posso solo ammirarlo per come ha superato tutto e per l'opera magnifica che sta svolgendo nella Chiesa di Roma.

Pax

Pax ha detto...

Cari Parroci,
Difendeteci dalla PREPOTENZA di chi usa la Chiesa per diventare vincenti, schiacciando i deboli.

Mi unisco all'appello di Roberta perché se questi, che si vantano di essere pluriapprovati, spadroneggiano nelle nostre Parrocchie è sempre e solo perché i Parroci glielo consentono.

Brave persone si presentano, "bravi catechisti" (bellissime le foto del post), ma dietro c'è don Rodrigo.

Pax

by Tripudio ha detto...

Sulla sintesi del "prima e dopo" sarebbero graditi i link ai documenti originali (non ditemi che in rete non si trovano), in modo da capire il contesto e verificare che non ci siano travisamenti (succede spesso a chi parte in maniera del tutto ideologica e si limita a fare copia-incolla di testi che non capisce nemmeno). Che poi per motivi pastorali il Concilio abbia scelto di ammorbidire certe posizioni, non è una cosa che cambia la struttura della Chiesa o il suo insegnamento fondamentale (quello che qui definiamo immutabile perché ci è stato consegnato direttamente da Nostro Signore che spese gran parte del suo ministero pubblico ad insegnare e spiegare). Una futura pastorale potrà dire il contrario di ciò che la pastorale di oggi va dicendo, e nessuno se ne risentirà.

Sul "dopo-cresima" nelle parrocchie (che per stragrande maggioranza non ha a che fare col Cammino ma è normale pastorale giovanile) bisogna onestamente ammettere che è stato inventato solo perché la preparazione alla cresima è spesso rabberciata e approssimativa - pensiamo ad esempio alle tante (troppe) coppie che hanno già fissato la data del matrimonio prenotando il ristorante e solo dopo hanno scoperto che serve la cresima, cioè - ai loro occhi - un ulteriore intoppo burocratico, con annesse lezioncine, marcapresenza, robe da sapere, ore da perdere sciroppandosi le omelie di un possibile laico...

E il "corso di cresima" esiste solo perché dopo la Prima Comunione i ragazzini smettono di imparare le verità di fede. Eppure fino a non troppi decenni fa vigeva una formazione permanente alla fede (nel peggiore dei casi consistente nelle omelie del sacerdote), anche se non veniva chiamata così. Invece adesso è tutto così accademico/patetico: lezioncine, giochini, socializzazione, festa insieme e... e dopo la prima Comunione smettono di apprendere le verità di fede, almeno fino al corso di cresima.

L'invadenza dei neocatecumenali, purtroppo, è finalizzata a insegnare le panzane di don Kikolone e donna Carmen e - con priorità maggiore - attirare gente nelle "comunità" per trasformarli in pagatori di Decima e adoratori dell'idolo Kiko. Anche nel caso del "dopocresima", infatti, di fronte ad un problema concreto delle parrocchie i neocatecumenali vanno ufficialmente a risolvere e ufficiosamente ad approfittare e sfruttare.

Infine: il Cammino non è la fede, ma l'inquinamento della fede. La fede cattolica è qualcosa di terribilmente semplice, senza fardelli, senza "catechisti" e "responsabili" autoincaricati di pianificare ogni più piccolo aspetto della tua vita entrando con arroganza anche nella tua coscienza e nelle tue tasche.

Tanti fuoriusciti del Cammino hanno rifiutato la fede e la Chiesa, ma tanti altri hanno semplicemente scoperto che la vera fede cattolica è profondamente diversa dalle corbellerie promosse dal Cammino. È un argomento su cui torneremo ancora molte altre volte.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
by Tripudio ha detto...

Essendo un sito web anticattolico (nonostante nel nome ci abbia scritto "cattolico"), non vale la pena dargli retta.

Come già detto più volte, il fatto che delle graziose ballerine effettuano una danza davanti al Papa non trasforma il Papa in un emissario dell'anticristo.

FIDES ha detto...

Da fonti nc doc: la grande missione due a due consisteva nel visitare a tappeto tutti i parroci. Ecco le segnalazioni dei parroci ai Vescovi! Capito?

Anonimo ha detto...

Don Fabio nel suo libro non ha parlato male del cammino?
Scusate ma come li leggete i libri? Se poi pensate che uno debba menzionarlo esplicitamente il cammino per parlarne male state offendendo l'intelligenza del lettore.

Valentina Giusti ha detto...

Fides, grazie per la segnalazione. Non dubitavamo di questo. Infatti nell'articolo della Pellicciari su La Verità di Belpietro, le esperienze dei missionari italiani riferiscono di non essere stati accolti dai parroci. Ora abbiamo la sicurezza di aver capito il perché, ed anche il perché della reazione di molti vescovi, alcuni dei quali hanno pure accolto il cammino in diocesi ma rispettano le scelte pastorali dei parroci.
Altro che annuncio di Gesù Cristo!
Ciò che mi dispiace è che tante persone in buona fede vengano usate per un subdolo scopo, quello di colonizzare le parrocchie con il cammino.
Si conferma la menzogna neocatecumenale, fino in fondo.

Wolf ha detto...

Salve a tutti.

E'molto tempo che non scrivo qui sul blog,ma ho sempre continuato a seguire la varie discussioni ed i vari post che avete pubblicato.

Parliamo di parroci e di parrocchie,di fatto "colonizzate"dai neocat.dove tutto,ma proprio tutto,deve essere fatto alla neocat.mode,non sia mai che si segua il modello standard!!!

E il post cresima,di cui si è parlato in questa discussione,ne è solo uno,dei tanti esempi.

Vogliamo parlare della preparazione battesimale,piuttosto che di quella alla Prima Confessione ed alla Prima Eucaristia dei fanciulli?

Oppure della preparazione alla Confermazione degli adolescenti,con,a seguito,il nefasto post cresima neocat?

No,ma parliamone:Preparazione alla prima Confessione ed alla Eucaristia:i catechisti sono,di fatto,sempre una coppia appartenente al Cammino,si fanno le lezioni nelle sale usate dai neocat(ne sono diretto testimone,l'ho visto fare nella parrocchia del settore Est della Diocesi di Roma,di cui vi ho parlato in svariati post tempo fa)sale addobbate dagli sgorbi kikiani,COMPLETAMENTE PRIVE DEL SEGNO DELLA NOSTRA FEDE:LA CROCE,mi domando che cosa mai verrà inculcato nelle teste di quei poveri ragazzi ed adolescenti durante le lezioni......e la risposta,di fatto,già ce l'ho:il sacro verbo kikiancarmenista,e non il Catechismo della Chiesa Cattolica......

Ragazzi miei,ma io mi chiedo:dove si deve arrivare perchè qualcuno,dall'alto,intervenga per fermare questa pericolosa deriva??Tra pochi lustri,se nessuno farà nulla,vedrete voi i neocat.dove arriveranno......

P.S.Mai permettersi di criticare il Cammino Neocat,le sue prassi ed i suoi modi di fare!!!Assolutamente ed in nessun modo!!!!Sono iscritto ad un Forum Cristiano Cattolico,dove discuto di vari argomenti.Ebbene,mi sono permesso di entrare nella discussione relativa al Cammino Neocat.ed esporre le mie perplessità al riguardo.Non l'avessi mai fatto!!! Oltre a essermi beccato i rimproveri di altri forumisti(evidentemente e spudoratamente neocat.che mi hanno addirittura accusato di portare rancore profondo)i moderatori del Forum mi hanno appioppato una sanzione,che terminerà soltanto nel prossimo mese di dicembre.

Devo dire che la cristiana carità,in quel Forum, è proprio al massimo,specie se si tocca l'argomento neocat.......

Valentina Giusti ha detto...

Bentornato Wolf!
Proprio la sanzione che ti hanno appioppato per aver osato criticare il cammino, mi fa ben sperare.
Non vorrei mai vedere dei neocatecumenali benevoli e disponibili, finché reagiscono in questo modo, cioè con isterismo, vuol dire che non sono così sicuri di passarla sempre liscia e che temono venga fuori la verità.
Intendi tornarci, a dicembre, in un forum del genere?

Wolf ha detto...

@Valentina,la sanzione,fortunatamente,non mi impedisce di scrivere nel Forum o di leggere le varie discussioni.

Sai come hanno apostrofato questo blog?Un noto blog anti-cammino.

E questo sia i forumisti spudoratamente neocat,che anche i moderatori(che,in un Forum,dovrebbero essere super-partes,almeno in via teorica).

Invece,guai a toccare il tasto neocat.!!!

Beati pauperes spiritu ha detto...

Il forum superCattolici Romani è appestato da moderatori neokat, ce ne sono diversi.
L'altra parte dello staff è composta da normalisti, che vogliono quieto vivere.
Un'altra parte non conosce il cammino e quindi non se ne occupa.
Ci sono invece molti utenti che detestano i neocatecumenali. Uno in particolare diacono presso un sacerdote esorcista, dopo aver letto i volumi delle catechesi iniziali mi disse che erano testi diabolici, roba da aspergere di acqua santa.
Nessuno che sia contro il cammino può anche solo fiatare, ma ce ne sono svariati

by Tripudio ha detto...

Purtroppo quel forum, pur nato con le migliori intenzioni, si ritrovò prima a che fare con qualche testa calda nel gruppo dei moderatori (che quindi era più difficile da "moderare"), quindi con lettori non abbastanza clerically correct, quindi con qualche prete (vero o finto) che lamentava l'incoerenza tra i contenuti e il nome del forum. Cosicché il clerically correct vinse e stravinse, sostituendo la franchezza con l'ipocrisia, aprendo così le porte ai farisei e ai neocatecumenali.

Finché si parla di nomine episcopali e trasferimenti, tutto va ben, madama la marchesa. Nelle varie nicchie ci si può perfino trastullare con interminabili discorsetti su pizzi, merletti e antiche rubriche (l'unico tradizionalismo gradito all'élite progressista), purché non venga minimamente intaccata l'ipocrisia di fondo su cui da anni si regge quel forum. Che grazie al nome e all'inossidabile nutrito gruppo di esperti di nomine episcopali ed esperti di pizzi e merletti, ha resistito a diversi "scismi" (ad esempio, chi li ricorda più Oriens Forum e Crismon? si sono spenti poco tempo dopo, poiché se non si parla di trasferimenti di vescovi e di rubriche settecentesche applaudendo nel frattempo alle ultimissime esternazioni pontificie, i messaggi inseriti nel forum sembrano sempre pochi).

Piccola nota storica: a suo tempo avevamo pensato anche qui di aprire un forum (per avere più immediatezza nello scambio di messaggi e per non sparpagliare i commenti alle discussioni tra diverse pagine), conservando il blog come archivio documenti. Per fortuna non abbiamo mai avuto tempo e pazienza per avviare una cosa del genere, quantomeno per il fatto che un forum nasce come tematico e rapidamente diventa generico e calamita per i troll anche non neocatecumenali, più il fatto che le discussioni dopo un po' restano "sepolte" da quelle più recenti, laddove il blog è rintracciabile da Google e se qualcuno piove su una pagina del 2007 vede invece nello spazio commenti che i kikos di dieci anni fa dicono le stesse panzane di oggi.

Lino ha detto...

Del mio interesse verso il Cammino neocatecumenale bisogna ringraziare il forum dei cattoliciromani. Partecipavo prioritariamente alla sezione Sacre Scritture. Intervenni in una discussione sulla croce capovolta di Kiko, esprimendo le mie perplessità su un simbolismo che nei nostri tempi ha per i più una significanza satanica. Mi furono cancellati i commenti, per la prima volta in tre o quattro anni di frequentazione del forum. Capii, allora, che a farlo erano stati i moderatori neocatecumenali, ma nemmeno sapevo cosa fosse il Cammino. Fu per informarmi sul CNC che mediante Google capitai nell'Osservatorio.

Valentina Giusti ha detto...

Sì, byTripudio, nei forum mi sembra regni il disordine. Quando poi cerchi un argomento specifico, da esterno, ogni volta perdi il bandolo della matassa, o ti perdi in interminabili scambi di opinioni. Oltre al fatto che, per poter leggere un monosillabo di risposta, ti tocca sorbirti nuovamente tutto il commento precedente.
Mi sembra che il blog sia più chiaro e più sistematico, e, soprattutto se si riesce a pubblicare con una certa cadenza nuovi argomenti, è più stimolante, come la lettura di un quotidiano.

Anonimo ha detto...

@Paolo, 15:34-14 settembre
Don Rocco è parroco lì da meno di un anno e le comunità ce le ha trovate: non forzare i concetti.D.