venerdì 4 novembre 2016

"Il lupo dimorerà con l'agnello". Se il lupo è neocatecumenale, l'agnello ne uscirà malconcio

Padre M. G. Ballester, teologo domenicano spagnolo insignito del titolo di Dottore in Sacra Teologia, commenta periodicamente nel blog (in lingua spagnola) «Nihil Obstat», ospitato nella pagina web della provincia domenicana, alcuni temi di maggior attualità.

Nel 2009 un suo commento tocca la vicenda di un assessore di Palma di Maiorca appartenente al Cammino Neocatecumenale (sua moglie era "catechista"), divenuto famoso per le sue orge notturne pagate con denaro pubblico, che allora era in via di giudizio per aver abusato di minori dando loro droga e alcolici (tre fratelli, due dei quali di 14 e 16 anni e il terzo di 18).

I ragazzini, di famiglia d'origine cilena, frequentavano anch'essi il Cammino Neocatecumenale e, a detta del del politico sotto processo, venivano invitati a dormire a casa sua perché "vedessero come viveva una famiglia normale".
L'ex assessore verrà condannato a 13 anni di carcere, pena alleviata l'anno successivo dal Tribunale Supremo che, pur confermando l'abuso, non gli imputerà la violenza sessuale nei confronti del ragazzo più piccolo, all'epoca non ancora quattordicenne.

Questo l'articolo del teologo:
«La Chiesa assolve i peccati e, a volte, non denuncia i delitti dei suoi membri più di rilievo finché non si trasformano in uno scandalo sociale.
Ancor più certo è il fatto che alcuni delitti, che sono comunque peccati gravi per la coscienza del credente, sono più appetiti di altri dai mezzi di comunicazione proprio perché ne sono imputati dei cittadini che hanno fama d'essere buoni cattolici.
Lo scandalo che ha provocato le dimissioni dell'assessore della giunta di Palma di Maiorca, R.d.S. (ndr: nome completo nell'articolo), catechista della parrocchia di Son Oliva  nella stessa città, per aver usato fondi pubblici per soddisfare vizi privati nei locali di pessima reputazione, è stato amplificato dall'essere stato accusato, in seguito, del delitto di abuso su minori.
Se al momento l'ex assessore ha riconosciuto l'uso improprio di fondi pubblici e ha restituito il denaro, ancora nega le accuse di abuso.
Non c'è dubbio che la sua posizione di militante di un movimento ecclesiale fa sì che la storia attiri un interesse inaudito.
Alcuni particolari però la rendono ancor più spiacevole.
Uno di questi è che la difesa ha chiamato come testimoni a discolpa alcuni leader del movimento, in particolar modo il sacerdote N.M. (ndr.: uno dei 72 grandi elettori del Cammino Neocatecumenale, nome completo nell'articolo), al quale il Magistrato ha dovuto tradurre in termini religiosi la norma di legge che proibisce di mentire in un processo penale, ricordandogli l'ottavo comandamento.
Per difendere  R.d.S., l'avvocato ed uno dei testimoni hanno alluso, facendo riferimento alla provenienza dei minori, al modo (diverso) in cui i cileni vedono le cose.
Il Magistrato ha rigettato, con termini molto duri, queste osservazioni fuori luogo.
Speriamo che l'accusato sia dichiarato innocente del delitto che gli viene imputato. Per il suo bene e quello della sua famiglia.
Qualunque sia la sentenza, questo caso suscita in me una riflessione, che applico in primo luogo a me stesso e poi offro come umile consiglio: se pecchi, almeno non infrangere la legge. Perché così il danno diviene enorme e lo scandalo irreparabile.»

Un articolo che linka il commento di padre Ballester, specifica che R.d.S. aveva affrontato il processo con vari testimoni a sua difesa: tre sacerdoti, due parroci e un presbitero della comunità, familiari delle vittime e altri fedeli delle parrocchie che frequentava all'epoca in cui successero i fatti.

Nell'articolo ci si sorprende che "la setta fondamentalista Cattolica Cammino Neocatecumenale" abbia difeso con tanto zelo il suo membro traviato.

Stigmatizzando il comportamento dei testimoni della difesa che, ben lontani dal dimostrare equidistanza o compassione per le supposte vittime, durante il processo,  per il  fatto che la famiglia dei tre minori era di origine cilena,  avevano cercato di minare la credibilità della loro testimonianza, il Pubblico Ministero ha dichiarato: "Stanno cercando di far credere che i cileni vengono del Terzo Mondo e si immaginano le cose".

Da dichiarazioni del catechista, si può leggere nello stesso articolo, che alla famiglia dei minori si suggerì di mantenere il silenzio in un primo momento, per poi lasciarli "alla loro sorte" senza offrire loro appoggio nel caso avessero deciso di denunciare i fatti.

La nostra sconfortata considerazione è che ci pare sia una storia che si ripete: l'aggressore viene difeso, soprattutto se facente parte della elite del Cammino, le vittime vengono prima zittite, poi colpevolizzate e accusate, comunque sempre, alfine, abbandonate.

Forse perché c'è sotto il disegno di Dio? Perché, come dice Kiko, “se Dio permette che un fratello della comunità si ubriachi o uccida qualcuno…forse è perché Dio sta insegnando a tutta la comunità la misericordia che egli ha con tutti…e costui sarà il testimonio, perché gli altri apprezzino l’amore di Dio" ?

Pare che la famiglia cilena non abbia apprezzato appieno questo messaggio ed abbia preferito rivolgersi alla "giustizia degli uomini".

Forse è vero che "si immaginano le cose": pensavano di far parte di una vera comunità cristiana, ma era solo un sogno...
«Si devono formare comunità cristiane
come la Santa Famiglia di Nazareth
che vivano in umiltà, semplicità e lode
dove l'altro è Cristo»...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

A tutti gli "anonimi neocat" che millantano di potersi scuotere i sandali in presenza di questo blog, andate a leggere qui
http://elpais.com/diario/2009/10/29/espana/1256770817_850215.html?0p19G=c
E qui
http://www.elmundo.es/suplementos/cronica/2008/664/1215295210.html
Il primo articolo riporta i fatti di cronaca della vicenda raccontata in questo post e il secondo la "follia" non obiettiva della moglie "kika".
Cari neocat se questo può sembrarvi un blog di poco conto, El pais e El mundo non sono proprio giornaletti in Spagna. Dalla vicenda si evince che basta che si fa parte del cammino e si hanno tanti soldi (l'abusatore era un funzionario di stato) e si può passare sopra anche ad abusi su minori. Quelli che di voi pensano di fare la volontà di Dio vivendo in umiltà e facendo 10 figli per ostentare un'apertura alla vita non voluta ma "indotta", bene state attente pecorelle siete solo bassa manovalanza. Come i ragazzi che andavano alle catechesi, abusati, ed infine abbandonati dal cammino. Ciao ciao pecorelle! Beeeeee! Laura

by Tripudio ha detto...

Intanto ci sarebbe da considerare anche la figuraccia dilettantesca che i kikos hanno fatto azzeccare nientemeno che a mons. Arrieta del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

Il vescovo pedofilo neocatecumenale a suo tempo aveva "dimostrato" che il seminario R.M. di Guam apparterrebbe all'arcidiocesi, citando un improbabile documento di mons.Arrieta, che contiene svarioni riconoscibili anche da un seminarista del primo anno. Davvero sarà attribuibile ad Arrieta? Oppure hanno solo usurpato il suo nome?

In altri frangenti abbiamo visto come i documenti favorevoli al Cammino contenevano espressioni del gergo neocatecumenale anziché la sobrietà di stile tipica dei documenti vaticani (come ad esempio la squinternata lettera Ogniqualvolta del 1990). In qualche caso abbiamo perfino visto ecclesiastici assumersi la paternità di documenti che non avevano scritto o di decisioni che non avevano preso (poiché erano stati «oliati» o minacciati o entrambe le cose). Gli autonominati "iniziatori" e i loro potenti appoggi si erano spinti addirittura a fabbricarsi l'auto-approvazione delle carnevalate liturgiche, bloccata appena in tempo da Benedetto XVI (si veda l'articolo: «Tutto all'insaputa del Papa»).

Per andare in porto, tali astuzie neocatecumenali richiedono poche cose, tra cui principalmente:

- che ci si fidi senza verificare, senza chiedersi se siano stati scritti davvero dalle presunte firme;

- che si creda che i neocatecumenali non oserebbero adoperare menzogne e inganni per promuovere il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori".

Non si è mai visto un neocatecumenale che di fronte alle vergognose truffe dei propri capibastone abbia espresso, se non sdegno, almeno rammarico.

Pietro (non del Cammino) ha detto...

Considerazione n. 1: siamo alle solite. Se cade e da scandalo un componente del Cammino, il Cammino non c'entra nulla finché non lo difende. Se lo difende è COMPLICE.

Considerazione n. 2: quella dell'assessore non è una storia qualunque. I tre ragazzi sono stati ospiti dall'assessore perché preso a modello del vero camminante.

Considerazione n. 3: ciò che mi fa credere alla colpevolezza dell'abuso sessuale, oltre alla ridicola difesa dei suoi compari, è che l'assessore è stato accusato anche di uso privato di denaro non suo. E qui nessuno può dire che non è vero perché il ladro ha confessato.
Mi chiedo: perché un ladro non dovrebbe essere anche un bugiardo, visto che se riconosciuto colpevole di abusi rischia grosso? Molto di più che restituire il malloppo derubato?

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Dimenticavo la considerazione n. 4 che, però, non è attinente al tema ma è comunque di attualità.

Mons. Becciu ha condannato duramente Radio Maria perché un domenicano in una trasmissione ha detto che il terremoto può essere dovuto ad una punizione di Dio.
Kiko da decenni va dicendo che molti mali, comprese malattie, sono punizioni di Dio, specie se colpiscono chi è uscito dal Cammino o lo ha contestato.

Premesso che il valore morale dell'affermazione di Becciu riguarda anche il Cammino, anche se Becciu non lo nomina, mi chiedo: perché tanti riguardi verso una realtà mentre verso quella di Radio Maria per le correzioni si usa la scure?
Perché tanta pazienza verso gli uni e tanta intolleranza verso gli altri?

A voler pensare bene, potrei ipotizzare che il Cammino viene considerato border line, per cui si fa di tutto per non spezzare la canna incrinata e spegnere il lucignolo fumigante, mentre i cattolici di Radio Maria sono considerati con le spalle tanto larghe da poter incassare perfino le bastonate.

Ma attenzione a non esagerare con questa tattica: si potrebbe allevare la serpe in seno, che poi avvelenerà altri credenti, e scandalizzare chi davvero vuole amare la Chiesa.

E questa considerazione può influire anche sul lato economico, che per i cristiani deve essere l'ultima cosa, ma che spesso diviene la cosa più importante: quelli di Radio Maria sono anche quelli che finanziano la Chiesa, mentre i camminanti finanziano solo il Cammino.

Se Mons. Becciu lo sa e non gli importa nulla, tanto di cappello.

Giuseppe ha detto...

Pensando all'atteggiamento che assume il cammino di fronte al carnefice, non ho potuto fare a meno di pensare alla Chiesa, che ha aiutato diversi criminali nazisti a riparare in Argentina.
Sembrava che ci fossimo scrollati per sempre di dosso, questo malinteso senso di pietà cristiana...ma nel cammino non è così. Qui si tratta di salvaguadare l'immagine. La pietà non c'è l'hanno con i buoni nc, che sempre fustigano, figuriamoci con i nc pedofili.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM!!!

.....il vescovo neocatecumeno HA ELEVATO KIKO AL DI SOPRA DELLA CHIESA:

http://www.junglewatch.info/2016/11/open-letter-to-bishop-byrnes-part-2.html

l' arcidiocesi di guam ha venti milioni di dollari di debiti....e non può permettersi di regalare al cammino una proprietà che vale almeno il doppio ..... e allora , sSE NON SI MUOVE LA DIOCESI , ci penseranno i laici a PORTARE IN TRIBUNALE IL SEMINARIO R.M !!

http://www.junglewatch.info/2016/11/pdn-group-readies-law-suit-before.html

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...


Non si è mai visto un neocatecumenale che di fronte alle vergognose truffe dei propri capibastone abbia espresso, se non sdegno, almeno rammarico.

4 novembre 2016 15:55

Sì, io!