martedì 22 novembre 2016

In una catechesi, i kikos fanno una affermazione sacrosanta (che poi però dimenticano...)

«Mi meraviglia molto che i partecipanti del cammino neocatecumenale si lascino ingannare così facilmente riguardo i segni o i frutti della Fede.

Li fanno coincidere con le alzate dei ragazzi e ragazze, agli incontri vocazionali, all’itineranza, ai matrimoni salvati (!?), al numero dei figli che nascono e al numero dei seminari Redemptoris Mater sparsi per tutto il mondo.

Si sono certamente scordati, anche perché non gli si dà più peso, che in una delle catechesi iniziali (penso la quarta sera) si parla proprio dei segni della fede e che questi sono solamente due, come si evince dai vangeli: l’Amore (Gv 13, 34) e l’Unità (Gv 17, 11), qualsiasi altra cosa che può avere anche odore di santità non è un frutto/segno della fede: “Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7, 23; cfr. Lc 13, 27), ma può anche essere autocompiacimento, potere, masochismo e chi più ne ha ne metta.

Se in un matrimonio esiste l’amore e l’unità che non pondera il catechista, ma i componenti stessi della famiglia, ecco che ci sono i segni della fede, altrimenti niente, può essere tutto un castello di sabbia che ci siamo costruiti noi o chi per noi.
Questo vale anche per le equipe dei catechisti, per i seminari, per la diocesi, per i vescovi e per la Chiesa in genere.

L’amore e l’unità, solo questo conta, ma non a parole: fatti concreti dove io mi senta “Uno” con l’ultimo povero dell’America latina o dell’Asia minore, tutto il resto sono solo chiacchere inutili che fuorviano dalla verità!

Che dopo non capiscano neanche che cosa significa “amare” ed essere “uno”, è una colpa gravissima che non gli permetterebbe neanche di avvicinarsi alle Specie Eucaristiche:
“Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono” (Mt 5, 23-24)..»




(da: Veterano)
Come i neocatecumenali si sentono uniti alla parrocchia
(vignetta autoironica del gruppo fb Neocatecumenal Fails)

58 commenti:

Anonimo ha detto...

https://youtu.be/Or9GbT_5lL8

Emanuele Baiocco

Valentina Giusti ha detto...

Il problema (in realtà la cosa bella!) è che il concetto di amore e di unità non può restare circoscritto ad un movimento o ad una comunità, ma deve potersi espandere.
Come dice in questo illuminante commento Veterano: "se in un matrimonio esiste l’amore e l’unità che non pondera il catechista, ma i componenti stessi della famiglia, ecco che ci sono i segni della fede, altrimenti niente, può essere tutto un castello di sabbia che ci siamo costruiti noi o chi per noi.
Questo vale anche per le equipe dei catechisti, per i seminari, per la diocesi, per i vescovi e per la Chiesa in genere."
Peccato che troppo spesso in cammino si confonda la fede con l'adesione obbediente alle direttive di alcuni è l'unità con l'omologazione di pensiero e di linguaggio.

Anonimo ha detto...

AMORE
Come quello che hanno verso il prossimo in povertà che trovano davanti ai semafori, ai supermercati, alle caritas a chiedere l'elemosina e che dopo aver guardato con disprezzo, sempre che li degnino di uno sguardo, non aiutano né salutano.
Come quello che hanno verso chi con autentica fede abbandona la setta eretica o non la avvicina affatto e che giudicano imbecilli a confronto di loro illuminati.
Come quello che hanno verso la libertà di libera scelta con cui constringono anche i propri figli poco più che adolescenti a entrare nel cammino perché se no sankiko che dice?
UNITA'
Come quella che favoriscono nelle parrochie in cui qualche parroco allineato consente loro di insediarsi facendo messe separate, triduo separato, catechesi "speciali"
Come quella che li vede frammentati in piccole comunità con gestioni differenti per problematiche identiche
Come quella che dismostrano alla GMG organizzando interi pullman separati da quelli diocesani in cui partono tutto il resto della gioventù cattolica.
Come quella che dimostrano occupando sistematicamente le prime fila con le loro palme altissime coprendo la vista a tutti gli altri durante la processione prima e la messa poi.
COMPLIMENTI!!! MA LA COLPA NON E' VOSTRA, E' DEI PRESBITERI CHE AUTORIZZANO OGNI ABUSO Anna Maria

Giuseppe ha detto...

"fatti concreti dove io mi senta “Uno” con l’ultimo povero dell’America latina o dell’Asia minore"

Ricordo che in comunità, quando accennai ai catechisti alla guerra in irak, non mostrarono nessun interesse. Insomma, mi resi conto da subito che parlare dei problemi del mondo e degli altri in genere, non era considerato nel cammino una cosa positiva. Come un disco rotto, l'unica cosa che ci ripetevano era l'amore al tuo vicino di casa, al tuo datore di lavoro, ma questo (solo dopo l'ho capito), non come amore verso gli altri, ma come fattore di crescita spirituale. A quanto pare è lo stesso discorso dell'elemosina che è inutile, a meno che non serva per provarti. Tutto va fatto in vista della tua perfezione. L'amore e l'unità non sono il fine, ma il mezzo.

Chissà perchè questo modo di vivere il vangelo, mi fa mi fa venire in mente lo gnosticismo.

Tra le caratteristiche elencate nello specchietto riportato da Lino, questa quella che, secondo me nella fattispecie, rassomiglia di più al cammino, Cr.: la salvezza non richiede una conoscenza difficile. Tutti possono capire l'essenziale per salvarsi. Gn.: solo pochi possono raggiungere la salvezza. Salvezza è iniziazione, conoscenza difficile.

C. ha detto...

I nc hanno amore al proprio movimento ed al fondatore,

e sono davvero innamorati pazzi, impossibile negarlo!

I nc sono inoltre uniti, magmaticamente uniti nelle loro scelte e decisioni, un movimento senza possibilità di scelte individuali o rispetto dell'individuo, conta l'unità del movimento sopra di tutto.

Insomma, mi sembra che la catechesi sia alquanto onesta, se si guarda il loro punto di vista...

giuseppe ha detto...

"fatti concreti dove io mi senta “Uno” con l’ultimo povero dell’America latina o dell’Asia minore"
Continua

Non so fino a che punto possa c'entrarci, però se metto in relazione, la freddezza e il distacco dei catechisti rispetto ai problemi del mondo, con questa impostazione gnostica, i conti tornano.

Quando dicono lo faccio per me stesso, non lo dicono come antidoto alla superbia, come sarebbe per un cristiano maturo, ma, e lo dico per averlo sentito con le mie orecchie, sembra proprio che lo intendono proprio in tal senso e per loro è normale.

Il loro entusiamo, se fosse così, sarebbe veramente una misera cosa.
Non solo, ma anche i loro intrallazzi, vedi Guam, sarebbero solo un incidente di percorso di cui rammaricarsi, soltanto in relazione alla loro crescita.

Quando Kiko dice che "se bisogna salvare l'uomo lo facciamo" è questo che intende?

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Grazie, Signore!

Ieri, 22 Novembre, ho comprato l'edizione italiana del nuovo libro di Kiko Arguello, "Annotazioni" 1988-2014.

Mentre stanco morto, prima di addormentarmi, sfogliavo le ultime pagine, caddi, a pagina 217, su poche righe, nelle quali Kiko parla del lavoro di insegnante che svolgeva nel 1959, in una scuola media di Madrid.
Scusandosi dei suoi continui ritardi, causati dall'inseguimento da parte dei suoi 13 cani, racconta: " Ho chiesto perdono al Preside davanti ai ragazzi, per i miei continui ritardi.
Le lezioni erano di disegno. I ragazzi di 11 o 12 anni, figli di gente umile; mi volevano molto bene. Io li parlavo sempre di Dio e della Bibbia.”
Invece di addormentarmi, mi svegliai di botto: Non erano questi gli stessi ragazzi che avevano scritto la lettera pubblicata nel giornale "El Pais", che ho riportato nel libro: "Kiko Arguello, santo o impostore”, nel capitolo "Kiko e i bambini"?:

“Professore, non dimenticato,
sebbene non ci piacciono per niente i suoi dipinti, né i suoi sermoni, festeggiamo che si dedica adesso a dipingere cattedrali per nozze reali e non più, come una volta, all'insegnamento.
Forse non si ricorda di noi, ma noi, invece, non abbiamo dimenticato gli schiaffi, pugni, calci e spintoni, che abbiamo dovuto sopportare nella sua classe di disegno del collegio Decroty di Madrid, verso la fine degli anni cinquanta del secolo scorso
Al contrario del suo insegnamento, abbiamo appreso dai valori laici, come smascherare il fanatismo religioso, che solamente genera dolore e violenza.
L'abbiamo conosciuto allora e lo conosciamo adesso, come dicono l sacri testi: “Dalle sue opere”... bizantine.

Grazie, Kiko!”

Grazie Signore, che mi hai mandato, un giorno, prima di consegnare le ultime bozze per la stampa, la prova - scritta e pubblicata dallo stesso Kiko - che è, nient'altro che un "impostore".
Ecco l'uomo che parla con Dio - un altro Mosè, se non Gesù Cristo in persona - come viene presentato nella propaganda che fa l'editore o lui stesso, per il suo libro "Annotazioni" !


Sapevo che Kiko è un gran bugiardo - e l'ho anche scritto in un altra pagina del mio libro - ma che me ne servisse la prova, autenticata da lui stesso su un piatto d'argento, era un po' troppo.
Non riuscì più a prendere sonno. Avevo lavorato il giorno precedente per 20 ore. Dovevo assolutamente dormire.
Andai in cucina, a farmi una Camomilla, ripresi in mano il libro "della storia vera di un uomo che ha ricevuto la grazia di parlare con Dio", e terminando le ultime pagine del "nuovissimo Testamento", mi addormentai, non per la stanchezza, ma per la noia.

Buona notte, Kiko-Pinocchio,

Daniel Lifschitz


Gennaro ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

La lettera degli studenti di Kiko indicata da Daniel Alexander Lifschitz si trova

http://elpais.com/diario/2004/05/19/madrid/1084965856_850215.html

Alessandro

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Anche per Hitler i frutti del Nazismo erano enormi.
Le tedesche erano prolifiche come le donne del Cammino e in quanto a numeri, i nazisti erano parecchi milioni.

I nazisti tra loro si amavano, ma non di un amore gratuito e universale, ma di un amore umano e distorto. Un falso amore. Infatti odiavano tutti gli altri.
I nazisti tra di loro erano uniti, ma non uniti a TUTTI: solo tra loro. Gli ALTRI, infatti, erano nemici. Ma l'unità o è universale, o è per un fine egoistico e perverso.

I numeri non ci dicono affatto che un frutto è buono.
Ventimila preti per la Cina? Anche a voler ammettere, per assurdo, che possa essere vero, se tali preti sono eretici, servono solo a produrre altri frutti cattivi.

I musulmani fanni tanti figli anche per riempire di musulmani il mondo, così come le camminanti fanno figli per kikizzare la Chiesa.

I frutti non sono rappresentati solo dalle opere, ma dalle opere insieme a quello che San Paolo chiama il "frutto dello Spirito": AMORE, GIOIA, PACE, PAZIENZA, BENEVOLENZA,BONTA', fedeltà, MITEZZA, DOMINIO DI SE.

La "fedeltà" non l'ho evidenziata, perché mi sembra che solo sulla fedeltà (naturalmente al Cammino e non alla Chiesa, per cui non è fedeltà vera) i camminanti possono vantarsi. Negli altri aspetti del frutto dello Spirito, invece, risulta chiaro come nel Cammino sono molto poco praticati o, almeno, testimoniati

Anonimo ha detto...

Vabbe contestato da 2 studenti laicisti, daniel gli ha appeso una medaglia

Anonimo ha detto...

Anonimo
"Vabbe contestato da 2 studenti laicisti, daniel gli ha appeso una medaglia"

Laicisti o meno, si sono assunti la responsabilità di affermare pubblicamente che:

"...Forse non si ricorda di noi, ma noi, invece, non abbiamo dimenticato gli schiaffi, pugni, calci e spintoni, che abbiamo dovuto sopportare nella sua classe di disegno del collegio Decroly di Madrid, verso la fine degli anni cinquanta del secolo scorso..."

Vedi che dolore che ha lasciato in queste due persone che dopo 50 anni ancora ricordano malamente quel periodo. E chi ti dice che non siano diventati laicisti proprio in conseguenza di quello che hanno subìto?
O anche qua bisogna applicare la regola "hai subìto un torto? una violenza? vai a chiedere perdono perchè l'hai giudicato!"?

Etneo

l'apostata ha detto...

@ Anonimo


"...Vabbe contestato da 2 studenti laicisti...

In quanto laicisti, secondo te, dicono il falso.

Sankiko invece dice sempre la verità: ha le visioni, parla per ispirazione divina, caccia i demoni, solleva la nebbia e ammaestra i piccioni.

Un altro circonciso mentale.

Contento tu...

Giuseppe ha detto...

Anonimo Anonimo ha detto...
Vabbe contestato da 2 studenti laicisti, daniel gli ha appeso una medaglia

In ogni caso non gli ha lasciato nè allora né oggi una buona impressione, a dispetto della sua presunta santità che voi, cristianisti del cammino gli avete già appuntata nel petto.

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

@ anonimo 22 novembre 2016 14:30
Noto che hai perfettamente inteso quello che ha scritto Daniel. I miei complimenti, davvero sei un lettore acuto.

Giuseppe ha detto...

Ormai sappiamo che i segni della fede per i neocat,sono l'amore al cammino stesso, che non è amore alla Chiesa Universale, Chiesa che si estende oltre i confini di quella giuridica e riguarda soprattutto le persone. l'amore all'altro anche quando c'è, è sempre finalizzato a sè stessi, al cammino e alle sue strutture materiali e organizzative.Lo dico perchè è questa l'aria che si respira nel cammino e daltra parte essendo una setta,non può essere diversamente. La stessa cosa era con i TdG. Una atmosfera asfittica in cui gli altri non ci sono più e se ci sono esistono solo in funzione nostra. Altro che ecumenismo o dialogo interreligioso. Se tutte le grandi religioni usassero allo stesso modo, altro che volontà di Dio.
Questo, lo dico per i neocat., che si cullano nei loro numeri. Se faccio la volontà di Dio, anche se perdo ho vinto. Se faccio la mia volontà cioè di Kiko, anche se ho vinto ho perso.

Anonimo ha detto...

https://youtu.be/IzS0F-NDDHQ

Emanuele Baiocco

Simonetta ha detto...

@anonimo 14:30

Forse tu sei troppo giovane per ricordare, ma una volta il menare le mani da parte degli insegnanti era pratica purtroppo accettata, anche in Italia.
I miei cugini più grandi, nati negli anni '50, ancora ricordano le bacchettate delle maestre (che però non hanno preteso di essere delle santone).
Gli studenti, laicisti o meno non importa, contestano a Kiko non tanto o non solo le punizioni corporali, quanto il MENTIRE sulla relazione tra studenti e insegnante.
Quello sì che fa più male degli schiaffi e delle bacchettate.

Per voi anche quelli che hanno denunciato Apuron gli stanno forse appuntando una medaglia sul petto?

Io ti ringrazio del tuo intervento, spero che aiuti molti a stare ben alla larga da voi e dalla vostra logica distorta.

Simonetta

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

A Guam è successo a Kiko lo stesso che è successo a Napoleone in Russia, e a Hitler a Stalingrad e a El Alamein. Lì ha cominciato a crollare in modo inesorabile il loro regno.
Vedrete che per Kiko sarà lo stesso. E'un segno che è stato chiuso il primo seminario Redemptoris Mater" proprio lì, dove Giuseppe Gennarini mandava le cosiddette "vocazioni di scarto", ragazzi immaturi e incolti. Lì dove Kiko e lui progettavano, usando la marionetta Apuron, di creare un piccolo "paradiso", un modello del CNC, finalmente libero da altre forme di Chiesa.
Ora tocca però a noi di non fermarci alle critiche al cammino - sappiamo tutti che è una delle più grandi imposture che ha conosciuto la Chiesa - ma a pregare intensamente per tutti gli innocenti, che sono stati ingannati da Kiko e da pochi gerarchi, suoi devoti collaboratori e di offrire la nostra vita per questi fratelli e sorelle.
Sono convinto che forse 99% dei neocatecumeni lo sono stati in
buona fede. Quanto può essere per loro duro accettare che il loro idolo non era altro che un impostore.
Penso, oltre a 3 familiari miei, ma sopratutto ai seminaristi, quasi tutti autentiche vocazioni. Cosa sarà di loro, quando l'armata di Kiko dovrà ritirarsi come Napoleone e Hitler dai territori occupati?
Questi ragazzi sono stati tutti dall'infanzia plagiati dal CNC e riconoscerlo è durissimo, per l'orgoglio, la storia, la stima dei famigliari e di se stesso.. Preghiamo!

Anonimo ha detto...

@Daniel

Sulla genuinità di tante vocazioni sinceramente dissento. Sapessi quanto spesso capita che nei primi 1-2 anni esca fuori la storia del "sono entrato in seminario perché me l'hanno detto i catechisti". Più di quanto si pensi e si ammetta. È una realtà di cui non vogliono parlare, salvo portarli come esempi di mentitori in malafede alle convivenze, come quella di inizio corso di quest'anno. Autodiscernimento alterato da una vita di "se sei qui è perché Dio ti ci ha portato", "i catechisti hanno discernimento su di te ma poi tu sei libero", "questo pensiero/dubbio/domanda è una tentazione che ti vuole rubare la vocazione", sfido chiunque a intraprendere quel percorso con sincera libertà di spirito. Ne avrei da raccontare su seminaristi/presbiteri RM! Ragazzi per anni con attacchi di panico che invece di essere esortati e aiutati ad affrontare i problemi e le domande sono stati puntualmente liquidati con "è una tentazione del demonio", per poi dover dolorosamente mettere i piedi per terra una volta entrati in parrocchia. E chi lascia, distrutto psicologicamente e spiritualmente e completamente abbandonato a se stesso, etichettato come irresponsabile e malalingua che vuole accusare altri dei suoi fallimenti e della sua immaturità; e tutto questo da parte di quegli stessi catechisti che lo hanno usato come medaglia attaccata al petto davanti al Papa al grido di "abbiamo tante vocazioni". E mi fermo qui che è meglio.

L'Autore

Luca ha detto...

Amici, ho avuto modo di avere a che fare con seminari RM e sinceramente, oggi, sono molto piu' seri di quelli diocesani. E' difficile per un omosessuale diventare sacerdote in un RM molto piu semplice nei seminari diocesani infatti basta guardarsi intorno. Le ns parrocchie sono piene di sacerdoti "particolari" soprattutto i giovani. Luca Mirante

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Sono d'accordo con te; infatti ho scritto che quasi tutti i seminaristi sono stati plagiati fin dalla loro infanzia dall CNC, perché provengono tutti di là.
Ti chiedo però: Dio non ha il diritto di "pescare nel torbido?" Non l'ha fatto con me, con te? Spero con tutti quanti leggono questo blog.
Le vere vocazioni si vedranno da un solo fatto: L'umiltà. E nel caso specifico dei seminaristi, l'umiltà èsarà riconoscere di essere stati usati, come delle marionette, da un sistema e ideologia diabolici.
Se non c'è in loro traccia di amore alla Chiesa, ma solo al CNC, si riveleranno. Alcuni lasceranno tutto, altri provocheranno, sotto la guida del loro Guru - vi assicuro che ne è capace e che ne ha tutti i carismi - uno scisma e una setta; setta lo è già; manca solo lo schisma.
Credo che il più grande peccato di Carmen non sia stata la sua teologia bislacca, ma che, prevedendo tutto questo, e conoscendo a fondo la megalomania demoniaca di Kiko, almeno quando si ammalò, la "donna coraggiosa" - come l'ha esaltato pure Papa Francesco e numerosi Cardinali e Vescovi - non abbia avuto il "coraggio" di mollare Kiko. Per questo, più che per i suoi esperimenti liturgici - perché la Chiesa fino ad ora non ferma su questi il CNC? - ha sulla coscienza un numero stratosferico di persone smarrite. Ma lei e solo lei, perché ne aveva l'autorità, quando era ancora in vita, avrebbe potuto salvare, almeno parzialmente la matassa e non l'ha fatto.

Donna vigliacca, non coraggiosa! Preghiamo per lei, riposa in Pace.

by Tripudio ha detto...

Amico Luca,

ho conosciuto personalmente seminaristi neocatecumenali dei quali qualcuno un po' troppo gaio e che per bislacchi motivi di "studio" rimbalzava da un seminario R.M. all'altro.

Alcuni "presbìteri" ordinati dopo aver concluso la formazion nell'ex seminario neocatecumenale di Guam si sono distinti comunque per seri problemi: uno ha dichiarato nell'omelia domenicale di praticare un certo vizietto sessuale, e in un'altra ha fatto allusioni alla sessualità femminile con un gergo da film porno; un altro è stato arrestato dalla polizia mentre faceva sesso con una minorenne neocatecumenale; un seminarista dello stesso seminario dichiarava nella testimonianza pubblica in parrocchia di non saper più quanti figli aveva sparsi in giro dovuti ai suoi rapporti occasionali...

Ma il vero problema dei seminari R.M. è che vi si insegna esclusivamente il neocatecumenalismo, e cioè:

- le carnevalate liturgiche inventate dalla defunta Carmen e da Kiko

- gli strafalcioni dottrinali (ambiguità, svarioni, vere e proprie eresie) propalati da Carmen e da Kiko

- la dipendenza esclusiva e totale dalla gerarchia kikiana, per cui si seguono le esigenze del Cammino anche a costo di andare contro l'ubbidienza ai vescovi e al Papa.

Il fatto che i seminari diocesani sfornino spesso delle vere checche non fa diventare magicamente cattolici gli strafalcioni e le carnevalate.

p.s.: nel seminario neocatecumenale di Guam c'erano circa 45 seminaristi. Ora quel seminario è diventato diocesano. Quanti di quei 45 diventeranno preti diocesani? Quanti di loro verranno scartati perché con problemi morali, problemi dottrinali, problemi spirituali, incapacità nello studio, ecc.?

sandavi ha detto...

Luca Mirante, affermazione generalista senza senso, che non è farina del tuo sacco ma sistema adottato dai tuoi catechisti per farti credere che il cammino è buono e la Chiesa in rovina.
In ogni caso è molto più grave che un sacerdote celebri la liturgia inventata da Kiko, perché educato nei RMS che non che sia omosessuale.

Lino ha detto...

Anonimo Luca ha detto... "Amici, ho avuto modo di avere a che fare con seminari RM e sinceramente, oggi, sono molto piu' seri di quelli diocesani"

Dichiarazione molto interessante. Hai avuto a che fare anche con il seminario di Guam? Se non hai avuto a che farci, copio e incollo sandavi: "affermazione generalista senza senso".

Valentina Giusti ha detto...

L'avverbio 'sinceramente'- in bocca al pasqualone dai mille nomi che oggi ha deciso di chiamarsi Luca Mirante- a me fa tanto ridere! Dicono faccia bene ridere spesso, quindi lo ringrazio di cuore :-).

Anonimo ha detto...

Vorrei domandare a Giuseppe nell’intervento del 22.11 delle ore 12.05 cosa c’entra "l’impostazione gnostica" con quanto dico io?
Veterano

Anonimo ha detto...

Qualunque NEOCATECUMENALE, leggendo questo articolo (riportato al seguente link), si dovrebbe chiedere: ha ragione la CHIESA a proclamare (in futuro) questo ragazzo Beato, oppure ha ragione KIKO quando dice che "per diventare ADULTI NELLA FEDE servono 30 anni di Cammino, come ha fatto Gesù Cristo"???
Chi sbaglia? KIKO o la CHIESA?

http://www.msn.com/it-it/notizie/italia/carlo-genio-del-computersar%C3%A0-il-primo-beato-20/ar-AAkD4ob?li=AAaxHVJ&ocid=spartanntp

Io faccio una proposta a Tripudio e a tutti gli altri gestori dell'Osservatorio: questo ragazzo potrebbe diventare in futuro anche il patrono di questo sito web?

Annalisa



Autore della Lettera ha detto...

@Daniel

Ti chiedo però: Dio non ha il diritto di "pescare nel torbido?" Non l'ha fatto con me, con te? Spero con tutti quanti leggono questo blog. Certo che sì, anche perché la perfezione non è umana, se il punto fosse quello nessuno potrebbe scegliere di farsi sacerdote o consacrarsi. Secondo me il nocciolo della questione in questo caso non è "Dio che dal male trae il bene" (che è verissimo) ma una mancata libertà iniziale che compromette tutto, a mio avviso. Come nel matrimonio, quando il sacerdote chiede "Siete venuti a celebrare il Matrimonio senza alcuna costrizione, in piena libertà e consapevoli del significato della vostra decisione?" Se uno degli sposi risponde "No", il sacramento non può essere celebrato, e se viene celebrato è di fatto nullo. Non condivido la logica NC del "Se è andata così, Dio lo ha permesso e farà cose grandi", perché conferma l'idea di Dio-burattinaio che mi usa a mia insaputa portandomi, senza alcuna cosciente partecipazione da parte mia, dove dice Lui, incurante di me come persona. Credo la vocazione sia una risposta personale e massimamente intima a una chiamata che una persona può sentire nel cuore in tanti modi, in un punto in cui nessun altro può accedervi, quindi il dialogo in assoluto più importante da tutelare e preservare e da sottoporre a direttori spirituali di comprovata esperienza e sensibilità. Nel CNC invece l'idea di partenza è sempre quella del "Dio ti parla attraverso me catechista, quello che pensi/senti tu potrebbe essere un inganno". Che dire? In bocca al lupo!

Le vere vocazioni si vedranno da un solo fatto: L'umiltà. E nel caso specifico dei seminaristi, l'umiltà èsarà riconoscere di essere stati usati, come delle marionette, da un sistema e ideologia diabolici. Io sinceramente non saprei dire se sia quello il segno di riconoscimento. Secondo me le vere vocazioni si vedranno da questo fatto: riconoscere come sono andate le cose (perché senza verità non può esserci libertà) e confermare, a quel punto liberamente, la scelta. Non mi sentirei di biasimare chi in cuor suo maturasse che senza quelle manipolazioni di fondo non si sarebbe mai sognato di diventare sacerdote. Sarà che troppe volte ho sentito dire da giovani preti RM "Io mi volevo sposare" in confessioni, omelie, catechesi. "E perché non l'hai fatto?" sarebbe da dire, ma la risposta sarebbe "poi i catechisti nello scrutinio mi hanno suggerito di valutare la vocazione perché secondo loro forse in me c'era". Capisci quanto è sottile la cosa? Non gli hanno detto "Fatti prete", ma "noi forse in te vediamo qualcosa". Ma mi chiedo: se il punto di partenza è sempre quel "noi abbiamo discernimento su di te", come se ne esce da tutto questo, e a che prezzo?

Luca ha detto...

Scusate il mio era un riportare la mia esperienza, non e' il caso di farne un dramma. Io l'ho vista cosi voi evidentemente vedete tutto in maniera diversa. Signor Daniel sono d'accordo con lei per quanto riguarda la misericordia di Dio soprattutto con il sottoscritto e non mi permetto di giudicare gli altri, pero' avere un sacerdote strano non credo sia positivo. NB. Sig Sandavi, ho fatto esperienza, breve, nel cammino, se parlo e per esperienza visto che oggi sono inserito in parrocchia quindi non c'entrano niente i catechisti. Sono solo stato piu' bravo di voi perche' sono riuscito a divincolarmi prima dal CN.Saluti. Luca

Giuseppe ha detto...

Anonimo ha detto...
Vorrei domandare a Giuseppe nell’intervento del 22.11 delle ore 12.05 cosa c’entra "l’impostazione gnostica" con quanto dico io?
Veterano
Infatti non c'entra nulla, semplicemente perchè, se leggi il mio intervento precedente, l'impostazione gnostica alla quale mi riferisco,come da specchietto propostoci da Lino, è quella del cammino. Impostazione gnostica, dunque non con quanto dici tu, che approvo totalmente e che anzi sviluppo più avanti, ma con quanto professa il cammino.

Giuseppe ha detto...

Anonimo Luca ha detto...
Amici, ho avuto modo di avere a che fare con seminari RM e sinceramente, oggi, sono molto piu' seri di quelli diocesani. E' difficile per un omosessuale diventare sacerdote in un RM molto piu semplice nei seminari diocesani infatti basta guardarsi intorno. Le ns parrocchie sono piene di sacerdoti "particolari" soprattutto i giovani. Luca Mirante

Luca mi hai proprio incuriosito, "esperienza breve", quanti hanni di cammino hai fatto? Io che ne ho fatto 20 non ho mai avuto occasione di avere a che fare con i RM e tu in così breve tempo hai capito che "E' difficile per un omosessuale diventare sacerdote in un RM". Come fai poi a dire che "Le ns parrocchie sono piene di sacerdoti "particolari" soprattutto i giovani" te le sei girate tutte?

C. ha detto...

Anche io ho avuto a che fare con i seminari RM: sono stato, per via delle itineranze, periodicamente ospite a Roma, a Macerata, a Lugano, in America e Asia (molti kikos non sono disposti a crederlo, eppure posso garantire che è così).

Innanzitutto sono strutture MOLTO diverse tra di loro.

Potresti trovare una struttura di buon livello (Roma, Varsavia, Lugano lo erano), dove fare degli studi regolari e un alloggio dignitoso.
Sono, comunque, sempre dei posti che c'entrano molto poco con la definizione di "seminario", in quanto sono posti dove si va a fare l'evangelizzazione del cammino, il resto è del tutto secondario.

Alcune strutture sono davvero pessime e arraffazzonate: non ci sono studi seri e passi anni davvero in bruttissime situazioni, ho visto diverse cose allucinanti nella mia vita: ragazzi sbattuti in aree poverissime del mondo per anni, impossibilitati a tornare nel loro paese di origine, cose da mettere i brividi...

A me è capitato di incontrare diversi seminaristi omosessuali, ma a prescindere da tutto nel seminario RM la cosa prioritaria rimane sempre e comunque il cammino.

Una volta, a pranzo con un rettore di seminario, chiesi ingenuamente come avrebbero affrontato il problema di un ragazzo che pubblicamente aveva detto di avere spinte di tipo omossessuale e per me era, di fatto, omossessuale. Lui mi rispose sprezzante (nella sua lingua, traduco): "non è omossessuale, ha solo tendenze omossessuali, vergognati di dire queste cose!".

Per me, vista l'età e le cose che ho potuto vedere nel corso della mia vita, queste situazioni possono esserci in ogni ambiente, i seminari RM non sono migliori o peggiori degli altri. Ma nel cammino secondo me tutto viene sempre dopo il prestigio del movimento e per questo si possono capire e spiegare tante situazioni che stanno venendo fuori come ad esempio a Guam.

P.S. io ho incontrato nel corso dei miei anni in cammino Apuron, non avevo mai sospettato una cosa del genere, devo essere sincero. A me aveva sempre dato un'idea positiva di persona.

by Tripudio ha detto...

C'è un interessantissimo articolo su Jungle Watch su come è stata evitata la truffa neocatecumenale sulla property seminario RMS.

La famigerata Declaration of Deed Restriction (costruita con perizia e malizia notevoli: i kikos l'avevano fabbricata in modo da coprire praticamente qualsiasi evenienza: poteva sostenere menzogne propagandistiche, poteva perfino reggere all'impatto di un nuovo vescovo ostile al Cammino) prevedeva un Board of Guarantors (cioè l'equipe Gennarini) che aveva l'ultima parola sul controllo della proprietà.

Per cui quando mons. Byrnes ha legalmente cambiato gli statuti di incorporazione ("Corporation" è un termine del gergo legale americano) per restituire tutto alla diocesi (abolendo il Board of Guarantors), restava per il Gennarini la possibilità di intentare un'azione legale contro l'arcidiocesi per riprendersi la property (poiché gli statuti di incorporazione non prevedevano l'abolizione del suo Board).

L'aspetto paradossale è che in sede legale, contro tale possibilità, l'arcidiocesi può opporre il fatto che Gennarini in un'intervista alla radio K57 di Guam disse che il suo Board serviva "solo per garantire lo scopo della Corporation". Questa parola gli si è ritorta contro: nel tentare di coprire la magagna della property disse una parola che sarà usata contro di lui qualora lui decidesse di intentare causa all'arcidiocesi.

Ai neocatecumenali resta dunque solo una possibilità per arraffare di nuovo ciò che avevano fregato alla diocesi: la reintegrazione di Apuron nelle sue funzioni di vescovo, in modo che annulli le azioni del suo "coadiutore con diritto di successione" Byrnes.

Per quanto lo scenario paia improbabile, i kikos hanno potenti appoggi in Vaticano e nessuna vergogna e nessuno scrupolo: c'è da aspettarsi che scateneranno tutte le più diaboliche manovrine, perché la sconfitta che hanno ricevuto a Guam sta segretamente mettendo in moto parecchi vescovi stufi dello strapotere arrogante della setta neocatecumenale.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

23 novembre 2016 11:46

C... chi sei? Forse ci conosciamo. Se me lo vuoi dire, scrivi a

danielalexanderlifschitz@gmail.com

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Luca:

ai avuto modo di avere a che fare coi seminari RM?
Come hai fatto? Sei un ex seminarista? Vuoi giustificare il tuo giudizio?

Io altrimenti posso dire di aver avuto a che fare coi seminari diocesani che sono molto più seri di quelli RM.

Confutami se ci riesci
Cioè: porta fatti, testimonianze e argomenti per poter paragonare i seminari RM, che tu conosci, e quelli diocesani che, evidentemente devi conoscere bene, altrimenti non esprimeresti giudizi.

Sei forse laureato in "seminariologia"?

Luca ha detto...

Giustamente chiunque puo' dire quello che vuole. In famiglia abbiamo ospitato molti ragazzi provenienti dai seminari, sopratutto d'estate, quindi conosco la realta' dei seminari raccontata dalla loro esperienza poi ho avuto modo di conoscere personalmente o attraverso familiari (zii) la vita dei seminari e quindi non sono uno che racconta frottole. La testimonianza di C. e' da non prendere in considerazione perche' viene da uno che parla sempre male del NC. Per concludere vi invito nuovamente a farvi un giro nelle parrocchie e conoscere i sacerdoti, soprattutto quelli giovani, per farsi un' idea. Mi scuso per il disturba e vi auguro una buona serata. Luca

Lino ha detto...

Buona serata anche a te, Luca. Ti ho letto e rispondo a questa: "Sono solo stato piu' bravo di voi perche' sono riuscito a divincolarmi prima dal CN.Saluti".
Sbagliato: se tu fossi stato bravo come dici, avresti frequentato il Cammino soltanto per qualche catechesi iniziale. Mi permetto di dirlo: dopo appena un paio, i catechisti NC io li ho mandati a farsi friggersi: http://neocatecumenali.blogspot.it/2012/02/kiko-chiesa-confronto-su-catechesi_02.html

Non è mica perché ero più bravo degli altri e di te, però: semplicemente perché avevo fatto seminari a seminaristi seri, avendo ricevuto la grazia di imparare da ben altri esegeti.

Sai Luca: come mi disse giustamente Michela, nel Cammino c'è poco di nuovo, di "grado in grado", tutto si ripete. Da questo punto di vista, non sei diverso da chi ha finito il Cammino, o si è fermato prima del secondo scrutinio, oppure a una fase delle tappe del "Padre Nostro". Il fango sugli occhi si butta nelle catechesi iniziali, e tu te lo sei beccato tutto, se sei andato oltre. Colpa di Kiko che è "astuto come un serpente", non di chi non ha ricevuto la grazia di incontrare nella vita esegeti e sacerdoti seri, come quelli che ho conosciuto io, grazie ai quali sin dalle prime catechesi confutai il "catechista": il quale mi disse che si sarebbe spiegato meglio dopo, a "tu per tu". Non lo fece.
Caro Luca, con questa gente nessuno è bravo più di un altro, sia giunto al primo scrutinio oppure sino alla Terra Promessa. Questa è gente diventata esperta nell'arte dell'imbroglio, come i truffatori maestri del gioco delle tre carte della mia città. "Questa vince, questa perde": pare che a vincere non sia stato nessuno a parte Kiko & Gennerini vari.
Anche se tu avessi fatto solo la convivenza post catechesi iniziale, non vantarti: sei entrato nel Cammino, non hai capito le catechesi iniziali. E non deprimerti: non è facile, se non hai ricevuto la grazia di imparare da ben altri maestri.

Anonimo ha detto...

@ Luca

oltre ad avere esperienze e contatti con i seminaristi perchè i tuoi genitori li ospitavano d'estate in casa, hai mai assistito ad una confessione pubblica(dicasi secondo scrutinio) dove un seminarista dichiarava apertamente, davanti la comunità tutta perchè interrogato dai catechisti, di aver avuto rapporti omosessuali prima di entrare in seminario e di provare attrazione fisica per un altro seminarista?
Ebbene io si.
Ora quel "ragazzo" è sacerdote RM da molti anni e l'altro seminarista invece è uscito dopo due anni e si è sposato.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Luca:

nessun disturbo. Volevo che mi spiegassi e l'hai fatto.
Spero solo che i sacerdoti che escono dai seminari RM ubbidiscano al Papa e al proprio Vescovo e non a Kiko.

Anonimo ha detto...

@Luca
La testimonianza di C. e' da non prendere in considerazione perche' viene da uno che parla sempre male del NC.

Eh certo, siccome C. parla sempre male allora non è attendibile, anche se ha avuto a che fare direttamente con diversi seminari e itineranti, come raccontato più volte.
È un classico:
Ne parli male? fai critiche? sollevi dubbi o osservazioni?
- Allora sei un giuda, un faraone, hai il cuore duro, non ti sei convertito, ecc...
Accetti tutto tout-court senza fiatare?
- Bravo! Tu sì che sei obbiettivo, convertito, hai il cuore aperto, ecc

Etneo

Lino ha detto...

Certo che questo Luca Mirante, il quale si firma manco volesse dire "Guardate che io sono vero, non sono mica un troll", con il suo complemento di vocazione "amici" mi ricorda un nostro fedele lettore. Certo, non omette più gli spazi dopo la punteggiatura, ma qui sta recitando un ruolo diverso dal solito pasqualone.

Luca ha detto...

Se c'e' una cosa che ricordo favorevolmente dei miei trascorsi nel cammino e' quella di dire fatti concreti. Non ho bisogno di raccontare favolette tantomeno giustificarmi di fronte a voi. Mi sono limitato a raccontare fatti che ho vissuto in prima persona e non per sentito dire. Una cosa e' certa e che vivo quotidianamente e che in giro ci sono tanti sacerdoti "diversi" senza offesa per nessuno. Saluti

Valentina Giusti ha detto...

@Lino
Promemoria per il nostro Fedele Lettore e Re della Tribù dei Troll dell'Osservatorio:
oltre alla punteggiatura, al firmarsi con questi nomi che sanno di falso lontano un miglio, deve anche correggere certi elementi di 'stile' (chiamiamolo così) come il rivolgersi a noi con l'appellativo 'amici'.
Anche se è significativo, perché è un topos letterario, oltre che essere evangelico, il tradimento e la bugia da parte di chi professa d'esserti amico.

Donna Carson ha detto...

Luca Mirante, non so chi tu sia davvero ma per me sei davvero pessimo.
Riassumo il tuo articolato ragionamento:
“C (e quindi gli altri come lui) che parlano sempre male del cammino non sono da prendere in considerazione.”
“Io conosco seminaristi, addirittura zii e quindi posso giudicarne la formazione e il valore”
“Facendo giri nelle parrocchie ho riscontrato che molti sacerdoti, soprattutto giovani, hanno tendenze omosessuali.”
Sono indecisa su quale provare più pena.
Detto questo, se proprio vogliamo entrare nel campo dell’esperienza diretta (evidentemente è un vizietto nc di cui non ti sei liberato), ok. Anch’io ho frequentato diversi seminaristi e pensa che con uno sono rimasta in ottimi rapporti perché è uno di quei rari casi in cui ci si vuole davvero bene, e non c’è bisogno di stare nella stessa comunità per avere a cuore l’uno le sorti dell’altra. Siamo anche andati a scuola insieme e lui è il mio testimone di nozze. Ultimamente abbiamo discusso e sai perché? Perché gli ho detto che deve stare molto attento con i luoghi comuni triti e ritriti che sciorina a ripetizione, perché gli ho fatto presente che se Dio vuole un giorno sarà sacerdote di tutti e non solo ed esclusivamente presbitero di comunità. Buffo, tu che ne hai conosciuti così tanti non hai mai avuto l’impressione che avessero seri problemi a confrontarsi sui temi della fede al di fuori dei soliti schemi neocatecumenali? E ti è mai capitato di sentirne uno quando qualcuno gli dice di voler vivere la propria fede non con il cammino ma comunque nella Santa Romana Chiesa che profetizza sventure senza neanche conoscere il malcapitato? E un Frate cappuccino che sceglie di disobbedire al suo provinciale, quindi rinuncia a essere Frate per andare a fare il rettore RM in un’altra nazione? E un sacerdote che ammette candidamente di non sapere neanche perché faccia parte dei Dehoniani ma che per lui l’unica cosa che conta è stare in comunità, e che i Salmi non li aveva mai capiti prima di celebrarli con la sua comunità? E i sacerdoti Rm che parlano, straparlano del Vescovo e piagnucolano perché non li lascia andare in missione (come se quello che si fa o si potrebbe fare in Diocesi non valesse nulla)? Ecco, guarda, io a un sacerdote con tendenze omosessuali vissute come Chiesa comanda non ho proprio niente da dire, a questi qua si…

by Tripudio ha detto...

Il metodo pasqualonico-neocatecumenale di Luca può trarre in inganno gli sprovveduti, cioè le tipiche prede del Cammino.

Nel mio piccolo ho potuto osservare personalmente seminaristi che parlavano dei loro superiori benissimo o malissimo a seconda dell'uditorio. Essendo il sottoscritto un soggetto insignificante, non ero considerato parte dell'uditorio-target, e perciò i seminaristi in questione (sia neocatecumenali che "della domenica") non hanno avuto alcuno scrupolo a dire in mia presenza tutto e il contrario di tutto del loro superiore, dello stile del seminario, e di altri argomenti.

Questo genere di doppiezza è tipico di tutti gli ambienti chiusi ed è una triste caratteristica di gran parte del clero. Nel Cammino, dove la pressione psicologica è fortissima (poiché è il punto sui cui fondamentalmente fanno leva i cosiddetti "catechisti"), ciò è ancora più notevole.

I seminari furono istituiti cinque secoli fa allo scopo di garantire a tutti i sacerdoti un percorso serio di verifica, di educazione alla preghiera e alla liturgia e di studi teologici: quel "minimo sindacale" valido per ogni novello sacerdote. Dunque sono solo questi i punti su cui vanno valutati i seminari.

Che in un seminario si faccia un percorso di un anno in più o in meno, che si faccia la vita comoda o no, si preghi come monaci o no, ci siano turni a lavare piatti o no, è del tutto marginale. L'unica cosa che conta è se il seminario è in grado di verificare bene un candidato e di assicurargli la santa dottrina cattolica e la santa liturgia cattolica.

Per questo, alla luce della fede cattolica, si può e si deve dire che i seminari neocatecumenali andrebbero chiusi tutti e immediatamente. Lì infatti vige la liturgia inventata da Carmen e Kiko senza alcuna eccezione, sebbene vietata dallo stesso Statuto del Cammino (art.13, nota 49), vige il metodo neocatecumenale senza alcuna correzione (con tutta la scarnificazione delle coscienze e l'oppressione dei fratelli sgraditi al cosiddetto "catechista" di turno, ecc.), la gerarchia laica dei cosiddetti "catechisti" al posto della gerarchia cattolica, ecc.

Giuseppe ha detto...

@Donna carson
La preoccupazione di noi cattolici è proprio questa, che alla fine ci ritroviamo con frati e sacerdoti e quindi con una Chiesa in cui non ci riconosciamo più, non perchè come qualcuno stupidamente pensa, non ci piace, ma perchè non più a immagine di Cristo, che è amore e unità nella libertà, mentre il cammino è coecizione mentale.Ci mancherebbe solo un papa neocatecumenale e poi siamo veramente a posto.

Lino ha detto...

@ Donna Carson ha detto: "Luca Mirante, non so chi tu sia davvero ma per me sei davvero pessimo"

Ma no! Non è pessimo, è semplicemente un pasqualone, i pasqualoni vanno presi per quello che sono: dei divertentissimi troll che si ritengono intelligentissimi e superiori a chiunque osi confutare il Cammino.

http://chisinasconde.blogspot.it/2011/11/disertiamo-il-blog-osservatorio-sul.html

Immagina, Donna Carson: il 17 NOVEMBRE 2011 il pasqualone scriveva che "All'indomani della approvazione definitiva del Direttorio Catechetico ritenevo che il dibattito aperto dai nostri amici 'Osservatori' fosse concluso". Il pasqualone già aveva capito tutto nel GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE 2011, anche se la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ancora non aveva dato il parere favorevole obbligatorio: http://www.camminoneocatecumenale.it/public/file/2012-
Decreto%20approvazione%20Celebrazioni%20dei%20Passaggi%2020%20Gennaio.pdf

I pasqualoni sono profeti; nei loro blog dicono che tutto è concluso, quando ancora le Congregazioni si stavano azzuffando per l'approvazione mancante.
I pasqualoni, se non ci fossero, bisognerebbe inventarli, perché grama sarebbe la vita in internet senza i blog e i commenti dei pasqualoni.

Luca ha detto...

Non sono un pasqualone e nemmeno volevo creare questo tipo di reazione. Scusatemi se sono una voce fuori dal coro ma e' la mia esperienza. Per natura vado contro con chi e' prevenuto contro qualcuno o qualcosa e nonostante non sia membro della "setta" mi sono sentito in dovere di rispondere su un argomento che conosco. Gli ultimi thread da voi trattati non fanno altro che parlare, giustamente, della situazione di Guam del prelato pedofilo e sinceramente non posso che condannare questo comportamento compiuto da un "cristiano" ma è anche vero che, in generale, alcuni ministri della Chiesa quotidianamente si trovano sulle pagine dei giornali e sulle tv per questo tipo di reato e non mi sembra che usiate lo stesso metro. Comunque rinnovo le mie scuse per l'intrusione sul vs blog e vi auguro un buon inizio di avvento. Saluti, Luca.

Antonius ha detto...

È bello infatti accogliere sempre chi ha fatto della propria natura di pasqualone una missione, se non altro per i turni sostenuti a postare su questo blog.
Senza considerare l'apporto delle sue (a suo dire) intelligenti osservazioni che elevano la qualità delle discussioni. Se poi la tematica del post non viene toccata, sarà per un'altra volta: anche se non possiamo capire lui ci assicura che le osservazioni sono intelligenti. Lui stesso le ha autoreferenziate e tanto basta. Ma è così, Kiko docet e da l'esempio autoreferenziandosi in tutti i campi. Lui ha il carisma. Ne consegue il carattere esclusivo e superiore di chi fa parte della sua setta neocat ;-)

Antonius ha detto...

A kiko non interessa una coppia che decide da sola, capace di esprimere liberamente e da sola i frutti di Amore e Unità. A lui interessa un catechista al timone della coppia.
L'osservazione del post a proposito dei segni della fede che si riassumono in Amore e Unità, se vissuti in una coppia si pongono in antitesi con l'insegnamento kikiano e in ultima analisi provocano una reazione avversa da parte del catechista che non ha potere di esercitare il suo comando, se la coppia non accetta intromissioni che cadono nel proprio foro interno.
Questo lo manda in escandescenza.
Nel sacramento del matrimonio il talento dell'unità ricevuta per essere attuato ed essere produttivo ha bisogno che tra i due "l'altro" debba poter esistere (non deve essere giudicato, non deve essere schiacciato, non deve essere disprezzato...).
Se si introducono dall'esterno ostacoli come questi (vedi catechista) che interferiscono e distorcono l'equilibrio di perfetta uguaglianza tra l'uomo e la donna che hanno uguale parte di autorità ed indipendenza, si mina dalle fondamenta la famiglia cosí come l'ha concepita Dio.

Donna Carson ha detto...

@Luca delle 17.23
Non devi certo chiedere scusa per "essere una voce fuori dal coro" (e lo fossi veramente...) ma per frasi come "non mi sembra che usiate lo stesso metro" si!
Come ti permetti? Cosa ne sai tu dei metri che usiamo su temi che esulano da quelli di questo blog, che si chiama "Osservatorio sul cammino neocatecumenale" e non "divagazioni libere su temi di attualità". In questo blog non si è spesa neppure una parola sugli ultimi attentati, ne desumi che siamo simpatizzanti terroristi?
Datti una regolata, e basta raschiare il fondo del barile pur di avere ragione.

Anonimo ha detto...

Scusate ma perché ogni neocat che scrive lo accusate di essere pasqualone?
poi non lamentatevi se non rispondono mai. così screditate sempre l'interlocutore,anche quando volesse esprimere qualcosa di interessante.

Andrea

Giuseppe ha detto...

@Andrea
Secondo me, se il pasqualone non risponde non ha niente di interessante da dire,o se risponde lo fa sempre per confondere e confondersi. Viceversa se non è un pasqualone, risponderà non ti preoccupare, anche se è stato preso per paqualone. Semplice no? Il filo con chi non ha paura del confronto, per amore della verità, non si può interrompere. solo con i paqualoni, per l'appunto.

Antonius ha detto...

Allora Andrea (10:40),
Rimaniamo su quel "qualcosa di interessante" e atteniamoci al tema affrontato nel post.
Se ritieni valido l'argomento (pare lo sia) è anche utile un tuo contributo. Non hai altro da fare che scrivere e condividere.
Se è stato postato il tuo commento hai da credere che puoi intervenire con "qualcosa di interessante".

Valentina Giusti ha detto...

Scusate ma perché ogni neocat che scrive lo accusate di essere pasqualone?
poi non lamentatevi se non rispondono mai. così screditate sempre l'interlocutore,anche quando volesse esprimere qualcosa di interessante.

Ma è proprio da questo che noi distinguiamo il pasqualone, non dice MAI NULLA di interessante, mentre invece qualsiasi altro neocatecumenale scriva, pur nella concitazione di voler smentire le tante critiche che qui vengono fatte a Cammino, suoi fondatori e proseliti, dice SEMPRE qualcosa di interessante.
Lui no. Non può farlo perché, dal momento che ripete sempre le stesse balordaggini nello stesso modo, sa che verrebbe riconosciuto. E così trolleggia, si limita a fare azioni di disturbo. Per cui non preoccuparti, sappiamo bene con chi abbiamo a che fare e come distinguere il vero dal falso, caro Andrea.

Anonimo ha detto...

E' possibile rimuovere il mio ultimo intervento, fatto in modo precipitoso?
Il video streaming non è stato - come speravo - ritirato per un eventuale rimprovero da parte del Cardinal Mueller della Congregazione per la fede, ma per un motivo ancora sconosciuto. Forse per migliorarlo (non il Cardinale, ma il video).
Un mio amico itinerante, mi ha rassicurato al telefono, che nella presentazione del libro di Kiko non ci fosse stato niente di negativo, anzi, che era stato una serata molto bella.