domenica 6 novembre 2016

Un Cammino arrogante, giudaizzante e fagocitatore di parrocchie

Traduciamo un articolo del 22 luglio 2016 tratto dalla rubrica "Asomado a la ventana" (affacciato alla finestra), del giornale spagnolo on-line "Periodista digital", a firma di José Luis Ferrando.

I due iniziatori del CNC predicano dall'ambone
con i sacerdoti (muti) alle proprie spalle

Si apre una nuova era per i neocatecumenali?

La morte di Carmen Hernández è, sotto tutti i profili, un momento doloroso per il Cammino neocatecumenale.
Carmen non è stata solamente la cofondatrice del "cammino", ma soprattutto l'ispiratrice di tutto il canovaccio ideologico dello stesso.
Fin dai primi tempi, è lei ad averne segnato le linee maestre, e con fermezza è stata la guardiana della sua essenza.
Da un lato, c'è il carismatico, Kiko, dall'altro, colei che gli forniva le fondamenta teologiche, la pensatrice, Carmen.
Evidentemente, la complementarietà fra di loro è stata assoluta, se si considerano i molteplici dissapori pubblici, che essi non hanno nascosto. 
In qualunque caso, scompare uno dei pilastri del Cammino.
Mi sono incontrato con loro in due occasioni della mia vita: una a Gerusalemme e l'altra nella Murcia.
Sempre mi sono apparsi essere persone appassionate del Vangelo, per quanto Carmen, esageratamente impulsiva, tagliente e sicura, mi risultava alquanto sconcertante.
Oggi, tutti insieme, ringrazieranno il Signore per il dono di questa donna, che ha saputo disegnare un itinerario di fede che ha catalizzato tanta gente che desidera seguire Cristo in questa epoca.

Il "cammino" neocatecumenale, indubbiamente è una realtà ecclesiale molto presente in tanti luoghi e ambienti.
Per questo, la Chiesa, nello stesso modo in cui ha lodato il suo impegno evangelizzatore e ha riconosciuto il suo interesse per la missione, ha pubblicamente rappresentato più volte, su richiesta di molte Chiese locali, la necessità di rivedere alcuni aspetti della sua "prassi" pastorale.
Nella Chiesa, tutti i carismi sono sempre legati alla storia e parziali.
Nessuna esperienza può pretendere  d'essere indipendente dalla storia e totalizzante. Il Signore della Storia ha suscitato, in ciascun tempo, uomini e donne che hanno contrassegnato nel suo nome, la propria epoca.
Molti di questi carismi però sono passati per il fuoco purificatore della "istituzionalizzazione" per garantire la propria permanenza nel tempo.
E ciò non si ottiene senza tensioni, a volte feconde, altre volte disgreganti.
La storia di molti ordini religiosi e movimenti ecclesiali è testimone di questa affermazione.
Sicuramente, per il "cammino" neocatecumenale, questo è un momento cruciale e decisivo.
Tuttavia uno dei fondatori, Kiko, è in vita, e mantiene il controllo dell'organizzazione.
È il momento per una  riflessione che vada a fondo su tutti gli aspetti?

Quali sono i punti critici più rilevanti? 

Semplicemente quegli aspetti che, per molti, è necessario che il Cammino riveda a fondo.
Alcuni di questi sono già conosciuti e sono stati ripetuti molte volte, però è bene ricordarli.


In primo luogo, le catechesi non sono state riscritte né riviste da quasi cinquant'anni, incluso il linguaggio usato, ripetitivo, fossilizzato, perché non si tolga valore all'approccio iniziale.
La teologia catechetica e pastorale, in questi ultimi anni, ha progredito positivamente: possibile che non si possano integrare alcuni elementi di modernità per attualizzare e migliorare il suo messaggio?

In secondo luogo, per quanto concerne la teologia fondamentale che ne sta alla base, è necessaria una revisione molto attenta.
I catechisti, molte volte senza una formazione di base, sottolineano eccessivamente l'aspetto della "Grazia" nell'azione del cristiano, al punto di trasformare molte singole persone in "tentatori professionisti" del Buon Dio Padre, a tutti i livelli.
La risposta da parte dell'uomo alla "Grazia" di Dio è nulla.
È necessaria una buona relazione Grazia -  natura umana, due grandezze (la Grazia e la natura) qualitativamente distinte, che si fondono senza confondersi", come direbbe il professor Martín Gelabert. Per questo gli si addebita d'essere vicini al "protestantesimo".

In quanto alla lettura della Sacre Scritture, sono considerati dei fondamentalisti. Neppure in esegesi biblica hanno progredito verso un'ermeneutica attualizzata. Una lettura della Bibbia senza un'attualizzazione ed una contestualizzazione, può essere molto pericolosa e condurre a delle decisioni temerarie.
Anche nel campo della teologia biblica la Chiesa, in queste ultime decadi, ha progredito notevolmente.

A molto teologi pare che essi siano eccessivamente "giudaizzanti" nell'ambito della liturgia.
Non vi è dubbio che la riscoperta della matrice ebraica del cristianesimo non ci deve portare ad assumere in modo acritico i simboli e il linguaggio proprio di altre credenze.
Questo è un tema molto delicato, soprattutto quando si traduce in una simbologia esterna pubblica.
Le buone relazioni sono auspicabili, ma mantenendo ognuno la propria identità ben differenziata.

Cena "ebraica" del giovedì santo
con candelabro-hannukkià neocat a nove fuochi
Però le critiche più notevoli vengono dall'ambito della ecclesiologia.
Li si accusa di una ecclesiologia "fagocitatrice" delle parrocchie.
Non c'è dubbio che il movimento, in una parrocchia, assicura una presenza quantitativa e qualitativa dei membri del "Cammino" in tutti i servizi, però il prezzo è che, generalmente, si devono convertire a quell'unica alternativa.
Molti parroci abdicano alle proprie funzioni e chi comanda in parrocchia sono i catechisti. Così mi raccontano molte persone con sofferenza.
Ciò aliena o disaffezione dalla parrocchia gli "altri" che non sono del "cammino". E questo non è positivo per la Chiesa.

Sempre sotto l'aspetto ecclesiologico, li si critica anche perché incrociano ai margini dei piani pastorali diocesani, non si integrano nella loro dinamica, quasi fossero extradiocesani.
Le loro consegne vengono sempre da Roma.
D'altro canto, a molti vescovi torna assai bene il movimento quando hanno bisogno di un bagno di folla.
In Spagna, l'abbiamo visto in questi ultimi tempi.
Riguardo a seminari e ai sacerdoti,
solo il tempo ci dirà...

Infine, molte persone che sono transitate per questo "cammino" denunciano una certa pressione psicologica in alcuni passaggi decisivi del medesimo.
Alcuni catechisti pare che vadano troppo oltre a ciò che dovrebbero in aspetti relativi alla coscienza personale. Sulle questioni familiari e sul rispetto della paternità responsabile, sarebbe consigliabile una lettura a fondo della Amoris Laetitia di Papa Francesco, senza dubbio può essere molto feconda ed illuminante.

Questi sono alcuni aspetti che molti teologi e alcune persone di buona volontà e con buona intenzione pongono in rilievo in questo momento cruciale per "migliorare" il coinvolgimento delle persone in questa realtà ecclesiale.
Indubbiamente, il Cammino è un'opera di Dio nella storia, però, allo stesso modo, lo sono il rinnovamento.
Il linguaggio delle catechesi è "ripetitivo e fossilizzato"
Un giorno, discutevo con un itinerante del "cammino" sui meccanismi di revisione e di autocritica che hanno gli Ordini religiosi (Capitoli, Elezioni ecc.). La sua risposta, anni fa, era che il "cammino" era comunque giovane. Certo, però si avvicinano alla cinquantina... che meccanismi hanno elaborato per gestire le critiche interne ed esterne? Esistono dei canali? L'unica frase che sanno dire è "convértiti"?

La successione, quando sarebbe, di Kiko e di padre Mario mi risulta che sia assicurata e, all'inizio, tranquilla...

In molte occasioni, alcuni amici che si incontrano in questo movimento ecclesiale mi hanno chiesto di scrivere sul "cammino". Ho cercato di riferire ciò che ho visto e sentito con sincerità, libertà e simpatia.
La "critica" costruttiva non viene dal demonio, né è una persecuzione.
Senza dubbio, il rifiuto della critica costruttiva proviene da una preoccupante arroganza.

Finalmente, Carmen, riposa in pace. 
Ha aperto un cammino ecclesiale per molte persone.
Il suo passaggio è stato positivo per la Chiesa. Così lo ha riconosciuto papa Francesco: "Rendo grazie al Signore per la testimonianza di questa donna, animata da un sincero amore per la Chiesa, che ha speso la sua vita nell'annuncio della Buona Notizia in ogni luogo, senza dimenticare le persone più emarginate".

28 commenti:

l'apostata ha detto...

Scusate ma io proprio non capisco.

Qualcuno mi spieghi:

"Rendo grazie al Signore per la testimonianza di questa donna, animata da un sincero amore per la Chiesa..."
Quale Chiesa, mi domando. Quella che lei, "benedetta fra le donne, doveva rifondare su ordine di Nostra Signora?
Ma il Papa l'ha letta quella quella storia della visione?

"...che ha speso la sua vita nell'annuncio della Buona Notizia in ogni luogo..."
Sull'ogni luogo non discuto, anche se in hotel di lusso.
Mi chiedo però "quale" Buona Notizia possa aver annunciato, data la creatività teologica sempre dimostrata.
L'unica "Buona Notizia" che mi viene in mente è: "Questo Pontificio Consiglio avrà un futuro immenso se appoggerà il Cammino". Lo hanno abolito...

"...senza dimenticare le persone più emarginate."
Quali persone emarginate? Chi l'ha mai vista tra gli emarginati?
A Palomeras, dove è stata per poco tempo tra l'altro, c'era una situazione di difficoltà economiche tra gli abitanti, ma non degrado e emarginazione.
Per il resto, frequentava solo dai vescovi in su.

Mi sembrano tanto quelle frasi di circostanza che si usano nelle occasioni particolari.

Immagino quanto piacere faranno a tutti quelli feriti dal cosiddetto Cammino, a quelli che non si fidano più della Chiesa e hanno perso la Fede.

Forse me la prendo troppo, non so.

Però...

Valentina Giusti ha detto...

Credo, l'apostata, conoscendo papa Francesco, che proprio questo accenno alla missione del Cammino tra gli emarginati, sia una forma di critica sottile al tradimento della missione primigenia, ostentata ogni volta proprio dai fondatori.
Nel saluto del papa a Carmen vedo invece due richiami al movimento da lei fondato: all'unità con la Chiesa al suo interno e all'impegno sociale all'esterno di essa.
Comunque l'articolo è interessante perché è come un panino: all'esterno qualche pennellata apparentemente favorevole al cammino, all'interno un 'ripieno' tostissimo di appunti per nulla generici, ma evidentemente frutto di maturazione personale per conoscenza diretta di questa esperienza: l'autore ha conosciuto infatti personalmente Kiko e Carmen e fa riferimento a conversazioni con un catechista itinerante, al cui riguardo richiama l'assenza di regole per gestire le dinamiche interne ed esterne al movimento e che l'unica frase di risposta di fronte ad ogni critica, non può essere solo un "convèrtiti"...per concludere poi che il rifiuto di un percorso di autocritica è indice di un'arroganza che non può non preoccupare.

Lino ha detto...

L'articolo è particolarmente interessante.
Ho fissato l'attenzione su questi passaggi:
1) "In primo luogo, le catechesi non sono state riscritte né riviste da quasi cinquant'anni, incluso il linguaggio usato, ripetitivo, fossilizzato, perché non si tolga valore all'approccio iniziale".
Cosa significa, che l'autore non ha conoscenza del mamotreto per la fase di conversione del 1999, dove le rivisitazioni ci sono, eccome, anche nel linguaggio che soffre di minor ripetitività, pur rimanendo ambiguo anche riguardo alle eresie cassate? Sospetto che non tutti i catechisti del Cammino abbiano ricevuto il libro blu aggredito ed emendato a colpi di matita rossa.

2)"La teologia catechetica e pastorale, in questi ultimi anni, ha progredito positivamente: possibile che non si possano integrare alcuni elementi di modernità per attualizzare e migliorare il suo messaggio?".
Assolutamente corretto. Anche nel mamotreto del 1999 la "teologia catechetica e pastorale" - e non solo quella - rimane assolutamente immutata. L'impronta gnostica rimane tutta.

fab ha detto...

Io quest'apertura di papa Francesco ai luterani non lo vedo come buon segno, nonostante tutte le spiegazioni date...

l'apostata ha detto...

@ Valentina

Eppure, penso che per voler essere così sottili e indiretti, non si concluda un bel niente. Anzi, si faccia il gioco di chi nell'ambiguità ci sguazza.

Prendi Sankiko che ha proclamato coram populo di fare sempre esorcismi.

L'unica cosa essenziale in alto loco era dirgli di piantarla, pubblicamente e a brutto muso.

Immagina invece un richiamo sottilmente indiretto: in occasione di una udienza ai neocat un bel sermoncino ai presbiteri RM sulla necessità che sia il vescovo ad autorizzarli.

A che sarebbe servito? A niente.

Sankiko avrebbe detto di non essere mica un presbitero, perciò non avendo bisogno dell'auitorizzazione del vescovo poteva allegramente continuare a fare i comodi suoi.

Che poi la Gerarchia tutta abbia fatto e faccia finta di niente di fronte ai suoi esorcismi (e ai tanti abusi) è un altro paio di maniche.

Vuoi vedere che il demonio muto ha infestato anche la Curia?

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro Fab,
apertura esagerata; neanch'io.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro Fab,
apertura esagerata; neanch'io.

sandavi ha detto...

Per quanto riguarda il messaggio di cordoglio del Papa a Carmen direi che è ininfluente. Ha inviato messaggi pure per la morte di Pannella, nemico della Chiesa, direi che è un dovere istituzionale, da capo di Stato.
L'articolo non dice niente di nuovo o meglio niente che già non sappiamo da anni e anni, però è interessante perché è recentissimo. L'autore ritrova gli stessi problemi che il Cammino ha da sempre, compresa la fossilizzazione del linguaggio, segno che le correzioni ai direttori (pesantissime correzioni che di fatto annichiliscono le concezioni luterane di Kiko e Carmen, su Eucarestia, Grazia e giustificazione) non sono servite a nulla. I catechisti ripetono lo stesso modello di cinquant'anni fa, magari in qualche caso addolcendo il linguaggio, ma sempre con lo stesso scopo: kikizzare le parrocchie, convertire la Chiesa al messaggio di Kiko (da buon eretico).
E' bene che ci siano sempre più persone che se ne accorgono e che ne parlano. Internet e l'informazione sono la morte del Cammino.

Pax ha detto...

Anonimo Pax ha detto...
Giusto Sandavi:
"L'autore ritrova gli stessi problemi...segno che LE CORREZIONI AI DIRETTORI NON SONO SERVITE A NULLA. E' bene che ci siano SEMPRE PIU' PERSONE che se ne accorgono.
INTERNET E L'INFORMAZIONE SONO LA MORTE DEL CAMMINO." A M E N
Riporto, per spingere su questa linea, che è ormai la nostra "Missione",commento postato lo scorso 6 novembre...A proposito di "come il cammino disattende e gli statuti e le ultime disposizioni in campo liturgico"
Io non ho mai capito una cosa:
basterebbe che i Pastori, a cui tocca il compito di vigilare, andassero a vedere cosa succede nelle salette dove si celebra l'eucarestia del cammino.
Subito dopo le disposizioni che imponevano sostanziali cambiamenti per quel che riguarda in particolare l'assunzione del Pane consacrato, i neo cat. hanno subito disatteso la condizione di andare in processione a prendere la Comunione, perché questo, a loro dire, aumentava il rischio che il Pane si sbricciolasse (come se per loro avesse mai contato qualcosa).
Quindi, restando ognuno al suo posto, si alzavano in piedi per ricevere nelle mani il pezzo di Pane, mangiarlo e risedersi.
Solo per un po' è andata avanti così...
In seguito, E QUESTO È IN USO ATTUALMENTE, si alzano per ricevere il Pane nelle mani e risedersi, per poi comunicarsi tutti assieme al Sacerdote quando, finita la distribuzione, si siede anche lui.
Questo perché?
Giustamente immaginate ognuno che in piedi mangia il suo pezzo di pane azzimo (richiede il suo tempo) mentre si guarda la mano piena di bricciole e comincia a raccoglierle...poi si risiede e continua a controllare che la mano sia ben pulita.....se vede tracce di farina che non può raccogliere continua con la bocca a pulire come può la mano...
Pensiamo un attimo ai fratelli di comunità anziani che abbondano nelle prime comunità da 40 ANNI IN UN CAMMINO CHE NON FINISCE MAI in piedi a fare tutta questa procedura... impiegano più tempo (non è da sottovalutare la eventuale dentiera e dovrebbero mettere, se vogliamo dirla tutta, gli occhiali perché a una certa età senza non vedi un tubo da vicino) inoltre per finire la pulizia da seduti dovrebbero essere in grado di risedersi senza bisogno di poggiarsi con le mani o altrimenti restare in piedi finché la mano non è ben pulita.
DUNQUE dobbiamo concludere che la situazione nelle comunità N.C., dopo le disposizioni espressamente date per la Eucarestia, è peggiorata considerevolmente:
I tempi per la distribuzione si sono allungati - alzati siediti e tutto col Corpo del Signore nelle mani! Senza trascurare i soliti anziani magari anche tremanti.... col Corpo del Signore tra le mani!
Per non obbedire mai e con tutti questi esperimenti successivi i sacrilegi e lo scempio delle Specie Eucaristiche sono aumentati in maniera esponenziale.
I tempi in cui si rimane col Pane tra le mani si è allungato.......
Fra un poco ancora, ne sono certa, ricominceranno con la distribuzione ai fratelli seduti al loro posto ..... perché non ha senso!!!
Quello che ho descritto avviene nelle comunità regolarmente.
Persone che fanno il cammino mi hanno riferito.
Nessuno sa spiegare né capire perché la Chiesa abbia impartito le sue disposizioni né che senso hanno.
Questa dis-educazione ricevono dai loro catechisti.
alla fine così dimostrano solo che avevano ragione loro a fare le cose come le hanno sempre fatte e che la Chiesa, come al solito, arriva tardi a capire, e che senz'altro conviene tornare alle origini...
Intanto i Pastori stanno a guardare!!
Ma magari!!! Non li capisco proprio!
A questo punto mi piacerebbe che qualche zelante fanatico neocatecumeno doc, sempre pronto a smentire e negare smentisse la abominevole prassi appena descritta.
Pax

by Tripudio ha detto...

Per capire il termine "giudaizzante", proviamo a immaginare una scena: immaginate dei buddisti che si mettono a parodiare l'Eucarestia allo scopo di aprire un dialogo coi cattolici. E che nel parodiare distorcano canti e formule per adattarli alla loro idea di buddismo, idea che peraltro non rispetta nessuna della varie forme di buddismo preesistenti. E che il punto centrale della loro parodia non intenda promuovere il cristianesimo né il buddismo, ma solo l'adulazione del proprio fondatore. Chiaro il paragone?

Leggo sul blog di Tosatti una considerazione: mentre la Chiesa chiude seminari e parrocchie, i lefebvriani sono costretti ad aprire un nuovo seminario (e decisamente bello grosso, mica come nel Cammino, dove chiamano "seminario" un appartamentino di tre seminaristi e un pretino). Le vocazioni "lefebvriane" non sono farlocche come quelle del neocatecumenalismo, che è centrato sull'idolatria dei propri fondatori e sulla devastazione liturgica e dottrinale a suon di carnevalate.

Tosatti inoltre fa notare che «ci sono giovani che vogliono studiare per diventare sacerdoti. E’ altrettanto chiaro che se lo fanno, vista la situazione, non è per far carriere ecclesiastiche o di altro tipo». E a quelli come me critici verso i lefebvriani, ricorda anche i casi Rogelio Livieres, e Francescani dell'Immacolata, più la fraternità fondata da mons. Léonard, per chiarire che è la Chiesa modernista ad essere a corto di vocazioni e a dover chiudere parrocchie e seminari: è quella Chiesa in cui non c'è spazio per la buona dottrina e la santa liturgia, ma solo per improbabili "dialoghi".

Il neocatecumenalismo si vanta di essere il rimedio a quella crisi: ne è invece la versione peggiore (oltre che una delle concause), perché svuota le parrocchie per riempire le proprie salette (di pagatori di Decima e clienti fissi obbligatori dei Kiko-shop), e svuota le parrocchie anche di "presbìteri", visto che dopo una breve finta per agguantare lo stipendio i fedelissimi di Kiko partono per altri lidi (magari a seguito di qualche scandalo sessuale che li vedeva protagonisti).

Quanto ai «ventimila presbìteri per la Cina» ancora non se n'è visto nemmeno uno. Sarà una emerita panzana come quella del Kiko martire dell'islam non appena il Cammino avesse convertito il centesimo musulmano (e infatti ne mancano solo 100 all'appello).

Anonimo ha detto...

@by Tripudio
Non si sono visti perché è passato direttamente all' ordinazione episcopale ;-)

http://www.news.va/it/news/santa-sede-non-ha-autorizzato-ordinazioni-episcopa

Xz

sandavi ha detto...

Che sarebbe la Chiesa non ufficiale cinese? La Chiesa clandestina?

Anonimo ha detto...

@ Sandavi
Da quello che so io la "Chiesa non ufficiale cinese" è quella che il Governo cinese elegge in maniera autonoma e senza consultare la Vera Chiesa, ossia sono nomine governative. Anche la carica di "Vescovo" pretendono che sia governatina, e questo lo fanno per avere il controllo su tutto, anche sulla religione. Ovviamente la Chiesa vera considera questo una vergogna e un abuso. Esiste però una Chiesa clandestina (comprensiva di Vescovi e Sacerdoti) che è continuamente ostacolata e perseguitata (veramente... non come dice Kiko).

Annalisa

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti, volevo chiedere un consiglio anzi di più ... sono molto combattuto se continuare il cammino ma mi assalgono i sensi di colpa, sento il peso di affrontare i catechisti nel dirglielo secondo voi è normale è una reazione già sperimentata di chi è in procinto di lasciare? questo combattimento mi distrugge ma nello stesso tempo non riesco a sentirmi libero in prospettiva futura in questo percorso... davvero certe volte sembra che siamo dietro gabbie invisibili.... invidio tanto le altre realtà tipo: ACR , OBLATI, RINNOVAMENTO , ECC ECC.. cambiare si può lo so ma spesso ti senti sporco come se lasciando fai una sgarro a dio mah.. chiedo aiuto grazie

by Tripudio ha detto...

I cosiddetti "catechisti", per quanta gentilezza potranno ostentare, faranno ogni genere di pressione (diretta e indiretta, a chiare parole o per allusioni, con gesti o mezzi sguardi, ecc.) per farti sentire in colpa e indurti a tornare sui tuoi passi.

Perciò la cosa migliore è non dir loro nulla. Cioè lasciarli cuocere nel "loro" brodo.

Ma c'è anche un motivo molto più serio di questo: è il fatto che davanti a Dio e alla Chiesa loro non hanno alcuna autorità sulla tua anima, sulla tua vita spirituale, sulla tua libertà di figlio di Dio. Non l'hanno mai avuta.

Quella libertà ce l'hai già perché sei battezzato, non perché te l'abbiano data i cosiddetti "catechisti".

Solo un buon sacerdote può essere vero direttore spirituale (cioè uno che non ha altro interesse che il suggerirti modi per santificare l'anima; non uno che intende trascinarti dentro qualche "iniziativa" o "itinerario").

Lo noterai dal fatto che il direttore spirituale non ti impone delle scelte (tanto meno delle tariffe da pagare "spontaneamente"), ma dal fatto che ti aiuta, nella tua libertà, a mettere a confronto i tuoi desideri, le tue aspirazioni, i tuoi ideali, con la legge di Dio (che è in fin dei conti la legge della tua felicità, sia terrena che celeste).

Ogni percorso, ogni gruppo, ogni "cammino", ha - almeno in teoria - come unici due scopi quello di insegnarti chiaramente le verità di fede e quello di farti vivere bene i sacramenti.

Il che significa che se leggi e mediti il Catechismo, e se partecipi alla Messa e ti confessi frequentemente (sarà il sacerdote confessore ad aiutarti a capire quanto frequentemente), allora già non hai bisogno di "gruppi" e "cammini". Sacramenti e dottrina cattolica: nient'altro. La Chiesa celebra un esercito di santi che si sono spiritualmente nutriti solo di quelli, perché a lungo andare il vivere bene i sacramenti e il conoscere le verità di fede porta alle virtù cristiane. Un ragazzino come san Domenico Savio è giunto alla santità senza fare "cammini", senza gesti imbarazzanti nelle cento piazze, senza assistere alle proiezioni di ridicoli e barbosissimi "concerti", senza pagare "decime".

Nota che ho detto Catechismo della Chiesa Cattolica, non la Bibbia. Per capire la Bibbia occorre il Catechismo e il frequentare la Messa. La Bibbia, da sola, anche se è Parola di Dio, non si può capire "leggendo", non si può "approfondire" senza aver prima capito bene l'insegnamento della Chiesa. E nel Catechismo c'è esattamente spiegato tutto quello che c'è da sapere, con continui rimandi alla Bibbia, ai Padri della Chiesa, ecc.

Il fallimento del Cammino consiste nel fatto di aver sostituito l'insegnamento della Chiesa con l'insegnamento di due ignorantoni spagnoli, desiderosi di fondare una "comunità cristiana", cioè di essere i capi indiscussi di qualcosa inventato da loro.

E per farlo hanno sfruttato il buon cuore (e ancor più il portafoglio) di tanti fratelli.

Anonimo ha detto...

Caro anonimo delle 09:39 è la reazione tipica di chi è stato irretito da qualsiasi setta basata sul segreto, sulla dipendenza economica e sull'idolatria dei fondatori; è la reazione tipica di chi è stato isolato dal resto della realtà, spacciata come indegna, diabolica e bla bla bla....fuori dal cammino neocatecumenale troverai la CHIESA, DIO MISERICORDIOSO, ALTRI CRISTIANI INNAMORATI DEL PROSSIMO, CHE SI CONFONDONO TRA I MALATI E I POVERI VERAMENTE, ALTRI AMICI, ALTRI PARROCI E SACERDOTI che sono la maggioranza.
Quando ti minacciano, appunto, ti minacciano: fanno violenza privata, ti costringono a cambiare abitutini, ti infondono ansia e questo è anche un crimine penale di cui si stanno macchiando da anni, manipolando persino le tue risorse economiche;la tua obbedienza e dovuta a Dio, non a catechisti senza mandato del vescovo eletti tra i membri della comunità e spesso ignoranti e incompetenti.
Riprendi in mano il CATECHISMO della Chiesa Cattolica, anche quello semplice semplice per i bambini e ti accorgerai che tutto quanto ti hanno inculcato dicendo che era approvato ( non si sa per quale via) è esattamente il contrario di quello che è in esso contenuto.
Se ne esci non fai uno sgarro a Dio, fai solo uno sgarro al cammino neocatecumenale, al suo iniziatore e a qualche accolito senza scrupoli che si è ben addestrato a mistificare la realtà dei fatti e a farsi mantenere dagli altri, mettendo persino in bocca al Papa parole mai dette.
Coraggio e caso mai fatti dare una mano da un buon direttore spirituale non neocatec., ovviamente, e se opportuno anche da uno psicologo serio e onesto, non c'è da vergognarsi, loro solo di devono vergognare di causare tanti danni
D.

Anonimo ha detto...

Grazie tripudio :) sembra poco ma spesso non sentirti l'unico ti fa stare meglio... grazie del consiglio dio ti benedica ...

Anonimo ha detto...

Già questo è un segno di quanto ti hanno chiuso nella loro gabbia invisibile! Non aver paura! Apri la porta e vola via! Non sei obbligato a dar loro spiegazioni! Attento perché ti faranno sentire ancora più in colpa. Taglia, scappa come abbiamo fatto noi e ora anche le nostre figlie! Non voltarti indietro e non dare spiegazioni. C'è la vera Chiesa che ti sta aspettando a braccia aperte! Non sarà indolore, ti direi una bugia ma tu rimani attaccato a Gesù. Una ex liberata dalla Grazia di Dio

Anonimo ha detto...

@ anonimo delle 8 novembre 2016 09:39

ti parlo per esperienza: se vai dai catechisti e li infomi della tua decisione dai a loro il riconoscimento che ancora per te sono un riferimento.
Se parli con loro gli confermi che hanno potere decisionale sulla tua vita e quindi si troveranno riconosciuti e responsabilizzati da te nel doverti convincere a non lasciare la comunità.

Useranno per contraddittorio le motivazioni che tu adduci e poi ti risponderanno nella sola e unica maniera che conoscono:
se vuoi uscire dalla comunità esci pure ma sappi che il mondo ti farà perdere la tua anima e la tua vita.
Starai male, peccherai e ti ritroverai a vivere il peccato


quindi:

a) ti separerai da tua moglie (o marito)

b) i figli non ti obbediranno piu',si perderanno nel "mondo" (droga, sesso cattive compagnie)

c) tu peccherai: tradirai tua moglie con le prostitute, ti allontanerai dai precetti cristiani e penserai solo ai soldi e al lavoro (quest'ultimo è se insisti con il fatto che piu' avanti si va con il cammino meno tempo hai a disposizione e il lavoro che fai non te lo consente)

d) di sicuro non puoi sapere cosa ti attende (malattia tua, malattia dei figli, abbandono di tua moglie (marito) e altre disgrazie).

Se poi sei convinto ancora ad lasciare il cammino, dopo queste cose che ti diranno, allora passeranno al piano B.
Cioè diranno:

resta con noi fino al prossimo passaggio e magari capirai .. e ci ripenserai , in fondo è solo un periodo poi sei libero di scegliere

In genere loro usano questo perchè cosi' hanno un tempo per adularti e starti vicino,cosi' poi, secondo loro, se ti danno piu' importanza (magari con un ruolo nella comunità (responsabile,cantore,lettore,ostiario ecc) tu cambierai idea.

Quindi secondo me prenditi un tempo di riflessione e,senza dire nulla,allontanati.

Vedrai che dopo un poco, se non cedi al fatto che sarai cercato e chiamato dai responsabili e poi dai catechisti, ne uscirai senza dover affrontare il grande giudizio dei catechisti.

Non pagare la decima e dillo ai responsabili (è una messa alla prova)
Loro se passa tanto tempo lo diranno ai catechisti o davanti a tutti quando farai un passaggio o un incontro con i catechisti, perchè loro lo domanderanno)

Magari dici che in questo momento non hai abbastanza denaro (poi se tu vuoi i soldi destinati alla decima li dai in beneficienza a chi vuoi tu. Io ho fatto cosi).

Vedrai che dopo un po che non dai alla decima già perdi (agli occhi dei responsabili e dei catechisti) un valore reale.

Ai tuoi fratelli puoi dire che tu sei sempre disponibile con loro se ti vogliono frequentare...poi scoprirai chi veramente è un fratello e chi non lo è.

In bocca al lupo e coraggio perchè ce ne vuole tanto.

Donna Carson ha detto...

@Anonimo delle 9,29.
Non devi sentirti solo, perché non lo sei. Siamo in tanti ad esserci passati e soprattutto a non essercene pentiti.
Non sei solo perché il mondo fuori dal cammino è infinitamente più grande e ricco, solo che stando dentro si perde anche questa percezione, ahimè.
E in ultimo non sei solo perché Dio non ti abbandona e non permetterà che tu perda il tuo posto nel Popolo di Dio solo perché hai rinunciato a quello nel Popolo di Kiko (che è cosa ben diversa e lo scoprirai presto).

Quanto alle modalità dell’uscita, secondo me ognuno deve fare quello che ritiene meglio per sé e per la sua situazione, non c’è una regola d’oro per tutti.
Io ho parlato con i catechisti, confermo le iatture ricevute, ma posso dire che mi ha fatto persino bene perché forse se avessi mollato dando l’impressione di un semplice lassismo e non di una scelta ponderata mi sarei sentita più fragile. Capisco però chi invece ha deciso di non lasciare ai catechisti neanche l’ultima chance di tenere sotto scacco.
Devi capire tu cosa è meglio per te, e questa è la principale differenza con la vita “dentro”. Nessuno a cui delegare idee, opinioni e decisioni, solo tu, la tua coscienza e la Grazia di Dio.

Perciò il mio consiglio non può che essere quello di affidarti tanto alla Preghiera in questo momento di bivio, e trova tu in quale forma e in quali momenti, non è scritto da nessuna parte che devono essere per forza le Lodi la mattina (ma neanche che non devono esserlo) e chiedi che il Signore ti indichi una strada buona per te nella Chiesa. Se rimetti a Lui questo desiderio, non potrai essere deluso. Questa è la mia esperienza. E ho seguito anche il consiglio di Tripudio, sul Catechismo della Chiesa cattolica, qualche capitoletto al giorno, una ricchezza infinita che rimette ordine nella testa e pace nel cuore.

Certo, non sarà sempre facile, ma chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Io benedico Dio per questo primo anno fuori dal cammino (tra un po’ sarà l’anniversario preciso, festeggiamo?), un anno di scoperte continue, su me stessa, su ciò che ho subito ma soprattutto sulla vera essenza della Chiesa e dei cristiani intorno a me. I cristiani della domenica, che liberamente scelgono, liberamente si mettono a servizio, liberamente vivono la loro Fede… sono uno spettacolo, te l’assicuro!

Valentina Giusti ha detto...

Anonimo delle 9.39, ai miei tempi ho visto che la strategia migliore era dire di essere ' in crisi' a due o tre fratelli chiacchieroni, non farsi più vedere in comunità, andare a Messa in un'altra parrocchia, insomma, scomparire, perché ciò che i catechisti neocatecumenali e i 'fratelli' accettano facilmente è che si perda la fede, mentre si incattiviscono e si incaponiscono contro chi perde la fede...nel cammino.
Non dar loro spiegazioni: loro mai ne hanno dato a te? Non gliene devi.
Se poi non davi delle buone decime o non accompagnavi in macchina i fratelli o non eri utile e servizievole si dimenticheranno presto di te.

sandavi ha detto...

Caro anonimo, dipende molto dalla tua situazione familiare. Se sei solo, puoi andartene senza voltarti indietro, secondo la tua indole, per quanto consiglierei un processo graduale di distacco, per esempio cominciando a frequentare la parrocchia la Domenica e negli incontri e prendere confidenza con un ambiente diverso dal cammino.
La presa che esercita la comunità si basa molto sul senso di appartenenza e sul fatto che altri ti dicono cosa fare, dove andare e come vivere la fede ogni giorno. Uscire da quella bolla è difficile ma la Grazia ti può sostenere. Fai con calma, una volta raggiunta questa consapevolezza, il desiderio di cambiare niente potrà farti cambiare idea.
Io non sono andato dai catechisti, ero incapace di affrontarli, perciò ho rimesso tutti gli incarichi che avevo e mi sono allontanato. Le circostanze della vita hanno fatto il resto. Li ho mandati a quel paese solo alcuni mesi più tardi, quando hanno provato ad accalappiarmi di nuovo.
Se invece sei sposato con una neocat o hai fratelli e genitori a cui tieni molto, ti consiglio di valutare bene il da farsi, perché sarà molto più doloroso. Nel caso sia il tuo coniuge a essere in cammino o siete d'accordo che tu esci, o uscite insieme o resti se la tua uscita può causare dolore e separazione. Se uno dei coniugi e molto addentro bisogna applicare le regole della Chiesa per i matrimonio misti con persone di altre fedi religiose...

Anonimo ha detto...

Grz a tutti per l'aiuto.mi metto nelle mani di dio anche se spero nell aiuto della chiesa e soprattutto che il papa sappia e prenda provvedimenti,magari nel farlo seguire meglio da vescovi e sacerdoti.

Frate indovino ha detto...

già fatto

Anonimo ha detto...

Anch'io vorrei lasciare il cammino. Sono all'elezione e non ne posso veramente più. Mio marito però vuole continuare e questo mi mette parecchio in ansia. Vi seguo sempre e voi siete la voce di tutti i miei dubbi di tutte le discrepanze che vedo di tutte le prepotenze verbali subite dai catechisti.Grazie per quello che state facendo.

Angheran70 ha detto...

"E che il punto centrale della loro parodia non intenda promuovere il cristianesimo né il buddismo, ma solo l'adulazione del proprio fondatore".

Se fosse così vi sarebbe una presa di distanza delle autorità religiose "buddiste"
come le chiami tu. Invece c'è aperto sostegno e mutua assistenza , a cominciare dalla
Domus. Il fondatore prima o poi passerà a miglior vita , l'investimento invece rimarrà.
Come per le aperture ecumeniche , la probabilità che un fedele di altra religione abbracci il cattolicesimo è minima. Molto più probabile che dal cattolicesimo, attraverso elementi spuri si passi ad altro , e poi al nulla.

Anonimo ha detto...

Già fatto FRATE INDOVINO cosa intendi? che la chiesa si sta muovendo :) speriamo perchè c'è bisogno di una scossa forte.....molte anime vanno in crisi sono nel pallone, confuse ,depresse, pessimistiche contro dio e la chiesa SI SENTONO GIUDICATE mi chiedo io ma quando ? quando ? la chiesa blocca? non dico chiudere il cammino ma prenderne le redini facendolo seguire secondo il catechismo della chiesa cattolica E NON SECONDO KIKO ARGUELLO? i fratelli sono stufi della violazione del foro interno tutto nel cammino si deve fare davanti a tutti QUASI COME A RENDERE GLORIA ALL' UOMO E NON SERVE....le cose dice il padre nostro che si fanno nel segreto e dio vede e provvede.... perchè fra l' uomo e dio ci sta solo dio NON IL CATECHISTA CHE MAGARI FA IL FABBRO ( CON TUTTO IL RISPETTO PER I FABBRI) ma si crede esperto di psicologia...

Anonimo ha detto...

Già fatto FRATE INDOVINO cosa intendi? che la chiesa si sta muovendo :) speriamo perchè c'è bisogno di una scossa forte.....molte anime vanno in crisi sono nel pallone, confuse ,depresse, pessimistiche contro dio e la chiesa SI SENTONO GIUDICATE mi chiedo io ma quando ? quando ? la chiesa blocca? non dico chiudere il cammino ma prenderne le redini facendolo seguire secondo il catechismo della chiesa cattolica E NON SECONDO KIKO ARGUELLO? i fratelli sono stufi della violazione del foro interno tutto nel cammino si deve fare davanti a tutti QUASI COME A RENDERE GLORIA ALL' UOMO E NON SERVE....le cose dice il padre nostro che si fanno nel segreto e dio vede e provvede.... perchè fra l' uomo e dio ci sta solo dio NON IL CATECHISTA CHE MAGARI FA IL FABBRO ( CON TUTTO IL RISPETTO PER I FABBRI) ma si crede esperto di psicologia...