mercoledì 18 aprile 2018

La dura esperienza di due giovani, "scampati" ai Seminari Redemptoris Mater del Cammino Neocatecumenale.

Due commenti che meritano qualche altra riflessione:

Prima esperienza. Salvo ci scrive:
Buonasera a tutti! Ho scoperto da poco questo blog e credo sia il posto giusto per raccontare la mia esperienza in merito al Cammino Neocatecumenale. Soprattutto per quanto concerne il libero arbitrio, di come si sia tentato di distruggere la mia volontà e di come il Signore, con amore infinito, mi abbia tratto dal profondo buio in cui ero finito nel corso della mia vita. Sono "figlio del cammino", i miei genitori sono stati catechisti per molti anni e io stesso ne ho fatto parte per 17 circa. Sono frutto dell'obbedienza a qualche passaggio. Credo che questo mi abbia fatto soffrire nella mia infanzia, poichè non mi sono mai sentito veramente voluto e amato.

Kiko incantatore alla conquista
di giovani per i suoi Seminari.
I miei genitori non erano a casa quasi mai: tutti i fine settimana in convivenza, le sere impegnate... In buona sostanza ho idea che la comunità mirasse a prenderne il posto, ma non si può sostituire l'affetto di una madre e così sono cresciuto in un vuoto affettivo devastante. Neanche l'amore di Dio poteva riempire il mio vuoto poichè esso veniva mascherato dall'immagine distorta che il cammino mi propinava. Nel cammino ho conosciuto un dio mostro, un dio che voleva cose da me (!): andare a tutte le celebrazioni, le convivenze, i canti, le missioni... Ma come potevo io soddisfare le esigenze di quello che credevo essere Dio? E così vivevo nei sensi di colpa e nella convinzione profonda di non valere niente, non sapevo che Dio mi ama esattamente per ciò che sono e non per ciò che faccio!

Il cammino mi aveva messo in una terribile legge farisaica di cose da fare. Sebbene provavo a parlare di questo ai miei catechisti e ai miei genitori, ricevevo come risposta soltanto fredde catechesi, con una disumanità e depersonalizzazione che mi ferivano ancor di più. Ho tentato di riempire il vuoto che avevo dentro attraverso l'affetto di altre persone. Ma la ragazza che frequentavo da qualche anno, a mia insaputa, cominciò a chiamare i maghi e dopo poco tempo dovette ricorrere ad un bravo esorcista. Per me iniziò un periodo che evito accuratamente di descrivere, ma si può immaginare quello che ho visto e dovuto passare.

In tutto questo due differenti equipe di "catechisti" mi sentenziarono che: "Il Signore mi faceva andare tutto male perchè VOLEVA che io entrassi in seminario". Da quel momento la mia vita poteva essere finita, c'erano momenti in cui io non volevo vivere più. Io desideravo sposarmi, ma "Dio" no, voleva altro da me! Per anni ogni mattina mi svegliavo con un'angoscia indescrivibile e spesso pensavo di farla finita.

Al secondo scrutinio il sacerdote mi disse che io ero nientemeno che... l'anticristo, poichè non volevo fare la volontà di Dio. Certo, a pensarlo ora fa ridere. Presi a frequentare un'altra ragazza, ma dopo poche settimane lei mi confessò che... c'era qualcosa con il suo "catechista", peraltro padre di famiglia numerosa. Due anni fa, esasperato, decisi di chiedere aiuto ad altri che non fossero del cammino. I miei fratelli me ne dissero di tutti i colori, ma finalmente il Signore mi mostrò la sua Chiesa e il suo amore. Oggi sono fidanzato con una ragazza fantastica e la mia vita è totalmente cambiata. Sento il bisogno di fare un percorso di fede vero, che mi aiuti a superare le ferite che ho addosso, e di recuperare il tempo perduto. Sento il bisogno di aiutare gli altri e di immergermi nell'amore di Dio, quello vero.
Seconda esperienza. Un lettore del blog ci scrive:
Proporrei di dedicare une pagina alla testimonianza di Salvo identica alla mia storia nel Cammino Neocatecumenale.
Ai katekistoni interessa arruolare quanti più giovani nelle brigate dei R.M. l'importante sono i numeroni alla Kiko anche nelle piccole comunità, ed ecco che i Kikokatekisti cambiano la tua vita, te la fanno vedere con i loro occhi a immagine e somiglianza del Cammino.

Presbiteri neocatecumenali:
tutti clonati su un "modello unico".
Nella mia esperienza da giovane promessa dell'esercito di Kiko, ricordo che smisi di chiedere consigli ai Kikatekisti, chiunque essi fossero e quali che fossero i problemi da portare a loro nella speranza di una buona parola, poiché essi avevano una sola medicina (come l'aspirina dataci sotto il servizio militare per qualsiasi malore tu accusassi):

  • "sono in crisi" = entra in seminario
  • "sono contento" = entra in seminario
  • "non mi accetto" = entra in seminario
  • "mi sono fidanzato" = entra in seminario
  • "la mia ragazza mi ha lasciato" = entra in seminario
  • "ho dolori di pancia" entra in seminario...

sempre la stessa medicina e quando vedi che la medicina è inefficiente e tu sei impotente e debole (questo è quello che vogliono i Kikatekisti per poterti manipolare e portarti per vie che tu mai immagineresti di percorrere, ad esempio il seminario), allora cadi nel vuoto più assoluto dove non c'è nessuno che ti aiuta a rialzarti (anzi i Kikatekisti ne godono a farti cuocere nel tuo brodo, sanno che se sei arrivato a quello stadio sei ormai nelle loro mani).
Loro pensano ad opprimerti con i loro mantra e tu pensi che non c'è via di scampo e come dice Salvo pensi anche al suicidio.
Coraggio, Salvo, io ce l'ho fatta: con tanti dolori ho combattuto quella voce che ogni mattina appena mi svegliavo mi diceva di farla finita.
Ti assicuro che è stata una dura lotta ma ce l'ho fatta.
Coraggio a tutti quelli che non hanno il coraggio di uscire di fuggire, coraggio siete ancora in tempo a ricostruire la vostra vita che questi pezzi di M...a hanno distrutto o giocato a Risiko.
Ci son voluti 10 anni ma ce l'ho fatta.

P.s.: Sono felicemente sposato con figli.

P.s. del p.s.:
Tutte le volte che mi opprimevano con l'offerta del seminario e io dovevo combatterli per dire loro che io mi volevo sposare e avere figli, era come parlare ad un sordo per loro l'unica medicina era ed è il seminario.
Ma andate a quel paese cari i miei Kikokatekisti, che poi nell'arco della loro vita si sono separati dalle mogli, hanno dato scandali sessuali (tradimenti, corna, all'interno della loro sacra comunità) e contemporaneamente erano sempre li a rompere: "Entra in seminario, entra in seminario".
Un abbraccio Salvo ti auguro di vivere fino in fondo la tua vocazione (Auguri e figli maschi).
Queste due testimonianze sono preziose perché portano alla luce  una realtà sommersa: quanto vivono tanti ragazzi finiti nella "tela di ragno" del cammino.
Ne abbiamo parlato già molte volte, ma non è mai abbastanza.

Nel cammino si ostenta un grande fiorire di vocazioni, le famose "alzate" alle chiamate di Kiko, nelle GMG, che si sono moltiplicate in tutti questi anni. Ma esiste un macabro laboratorio neocatecumenale in cui queste "numerose" vocazioni vengono "coltivate". È costituito dai c.d. "Centri Vocazionali", portati avanti nelle varie zone, rigorosamente, dalle equipe itineranti. Non solo, ma opera anche capillarmente attraverso le comunità di appartenenza, che esercitano la loro consistente dose di pressione psicologica, primariamente attraverso i catechisti dei "chiamati" e, per ultimo - ma non in ordine di importanza e cosa amarissima a dirsi! - attraverso i propri genitori, peggio se camminanti ultra-fedeli, magari con incarichi di responsabilità.

A fronte dei nostri due "scampati" ai seminari Redemkikos Mater - letteralmente graziati - tanti altri ne sono rimasti invischiati, senza riuscire a venirne fuori! E oggi diversi di loro sono preti frustrati, manipolati, tenuti sotto ricatto dai loro stessi sensi di colpa.
Che grande responsabilità portano sulle loro spalle e nella loro anima i Kikokatekisti, come Anonimo disgustato li chiama, questi mostri!
Anche perché, diventati "preti per caso", saranno a loro volta, pastori di anime, con quali devastanti conseguenze? Ci chiediamo sgomenti!

Poi ricordo che, tanto, per i Neocatecumeni i preti non devono fare NIENTE DI NIENTE, solo consacrare il Pane e il Vino e dare l'Assoluzione nella Confessione Sacramentale a chi, il giorno dopo l'ascolto del Kerigma, in forma assolutamente facoltativa, decida di accostarsi anche al Sacramento, per la remissione dei peccati, già "perdonati" con l'ascolto della kikopredicazione. Per completezza ricordiamo che la Confessione Sacramentale, da sempre, è vissuta nel Cammino frettolosamente: la Celebrazione Penitenziale delle comunità è fatta, come tutto il resto, di monizioni, catechesi, risonanze, canti in quantità, in essa la figura del presbitero è assolutamente marginale, ornamentale direi, anche se indispensabile.

Alcune famiglie di camminnanti di lungo corso hanno arricchito i seminari R.M. di tutto il mondo anche con due o tre vocazioni sacerdotali; figli che, messi tante volte alle strette, hanno ceduto, oppure figli che, non vedendo l'ora di affrancarsi dalla loro opprimente famiglia, sono finiti in una cattività più grande.
Incapaci di vivere, scegliere, decidere, hanno pagato il caro prezzo di una "finta libertà", alla fin fine, anche di buon grado!
Va detto, in conclusione, che alcuni di questi "figli del cammino" hanno superato in fanatismo i genitori e i loro stessi catechisti, essendo nati e cresciuti nel cammino, vittime da sempre di una "formazione deformante" ristretta al piccolo mondo neocatecumenale, l'unico che hanno mai conosciuto.
Potremmo esporre un intero campionario di questi talebani irriducibili "in erba", ma sveleremmo persone e luoghi, solo per dire che sappiamo bene di cosa parliamo.

Siamo certi, anche in questo caso, che tutto è uguale, dappertutto!
Non aspettiamo altro che le testimonianze si aggiungano alle testimonianze, perché luce sia fatta su questa ennesima orripilante devastazione di giovani vite ad opera del "Potente Cammino".

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Voglio aggiungere in coda a questo post e mettere in evidenza il commento di Rebel, perchè è una testimonianza diretta della "triste storia di una vocazione forzata".
Speriamo che serva a qualche giovane, che trovi finalmente il coraggio di difendere le sue libere scelte di vita:

"Accade sovente, nel dentro delle mura neocatecumenali, che qualche ragazzo subisca sollecitazioni forzate volte ad una fantomatica vocazione sacerdotale, che riempie di ego umano cammino e genitori.
Posso riportare un' esperienza che, ahimè, ho avuto occasione d' osservare, anche se indirettamente, poiché la persona coinvolta non ero io ma un mio carissimo amico di un frangente di vita passata.
Era figlio di due esponenti di rilievo della prima comunità della parrocchia di cui faceva parte, e non perché i genitori fossero dei catechisti rinomati, bensì perché erano considerati delle persone importanti dalle stesse comunità della chiesa in questione. Responsabili, lui anche capocantore, imitatore perfetto di kiko e amico intimo di alcuni catechisti regionali.
Probabilmente in virtù di tale circostanza, prepotenti e severi, avevano deciso che il primo dei loro 4 figli si dovesse dedicare al sacerdozio neocatecumenale. Era chiamato, una volta ogni 15 giorni se non erro, non ricordo bene, a dirigersi in una cittadina in cui avvenivano degli incontri preparatori per tale avvenimento, in cui erano presenti dei ragazzi su per giù della stessa età, 15, 16 anni. Ricordo una sera in particolare, in cui casualmente - e il caso non esiste, per ogni cosa chiamerei in causa la Provvidenza Divina - ci ritrovammo ad una celebrazione eucaristica assieme. Mi raccontò la sua amarezza, il suo disprezzo mai manifestato per i genitori e la sua ansia nel dover viaggiare la mattina dopo per ben due ore e perdere l' intera giornata domenicale per dedicarsi ad una vocazione che non gli apparteneva.
Solo una volta, preso da un coraggio generato dall' esasperazione, propose l' argomento, mi disse però che valse a nulla, essendo chiara ed esplicita la risposta dei due coniugi, di cui ricordo bene il significato, e che coincide all' incirca a questa dura e crudele esternazione: "tu non sai cosa è meglio per te. Vai e ubbidisci!"
Una discussione sintetica nel racconto e nella realtà.
In seguito andai via, ci sentivamo solo tramite telefono, i classici messaggini adolescenziali di un tempo, in cui si ci sorreggeva a vicenda. Mi raccontava che aveva conosciuto una ragazza, facente parte della stessa scuola da lui frequentata, che si era fidanzato con lei ma che per obbligo proseguiva nella strada sacerdotale. Lo colse una specie di depressione.
Nel tempo, a causa della lontananza, le nostre chiacchierate andarono via via scemando, non conosco l' epilogo di questa vicenda, ma avendo conosciuto la sofferenza di Dxxxxxxx mi sento sicura nell' affermare che il cammino intacca la psiche dei genitori che, seppur in buona fede, influiscono sulla serenità dei figli, quindi sul benessere dell' intera famiglia. E se tanto mi dà tanto il maligno è all' opera alla grande, poiché nel nucleo familiare sosta la più grande manifestazione d' amore di Dio!

Grazie Pax ♡"                                                                                              (da: Rebel)

52 commenti:

  1. Grazie a Salvo e al lettore del blog che hanno postato questi due contributi e grazie a Pax che li ha raccolti e commentati con la sua usuale incisività, data, fra l'altro, da una puntuale conoscenza di fatti e misfatti del Cammino.
    Credo che se anche questi fossero gli unici due giovani ad aver sofferto di questo stalking ai fini vocazionali, si renderebbe necessaria una verifica di tutto il circuito che porta i ragazzi ad entrare nei seminari RM; il fatto preoccupante è che invece, lo sappiamo bene, quello da loro descritto è proprio il metodo con cui si suscitano, si fanno crescere e si mantengono le vocazioni dentro CNC, avvalendosi dei sensi di colpa, di coartazioni, di suggerimenti neppure tanto subliminali, di tutto un armamentario che definirei persecutorio, già usato per trattenere le persone nelle proprie fila e convincerle che sia volontà di Dio.
    L'unico argomento che permette di "difendersi" è autodiagnosticarsi una vocazione al matrimonio, perché negare di avere quella al sacerdozio non basta, visto che in cammino è cosa arcinota che scegliere ciò che non vuoi e verso la quale non sei portato è un'assicurazione che stai facendo la volontà di Dio e la cosa giusta per te (vedasi le coppie piene di figli che dichiarano "noi non siamo tipi che vogliono bambini"!).
    Nella mia ingenuità di camminante anni '70, questo meccanismo non lo avevo colto, anche perché in realtà è negli anni '80 che ha cominciato a svilupparsi lo stalking vocazionale nei confronti dei giovani. Ricordo che mi faceva molto ridere un giovane universitario che mi spiegava insistentemente di avere la vocazione al matrimonio (tipico corteggiamento stile neocat) ed io gli ribattevo: ma come fai a dirlo se non hai trovato ancora la persona adatta a te? La vocazione non è mai precedente all'incontro.
    Non avevo capito che era una frase detta e ripetuta ai catechisti ogni volta che gli diagnosticavano, solo perché non aveva ancora trovato l'anima gemella, la predisposizione al sacerdozio.
    Eravamo, allora, ai primordi: le pressioni oggi nei confronti dei giovani che conducono a matrimoni prematuri, senza casa e soldi, con conseguenti invii in missione (tanto non c'è un lavoro da perdere) e a scelte sacerdotali o religiose forzate ed infelici, si sono purtroppo enormemente moltiplicate e sono diventate una vera e propria piaga che sarà difficile rimarginare.

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    1. Per l'esattezza si inizia con il trip "vocazionale" nel 1984 ( Giubileo straordinario dei Giovani ) iniziano le prime chiamate agli incontri con Kiko e dal 1989 ( almeno in europa ) inizia il trip della "convivenza itinerante" associata alla GMG con chiaro scopo di "discernimento" vocazionale. Ad essere sincero le prime GMG erano veramente belle, perchè non c'era ancora il "vizio" di fare secondi scrutini nei pulman, poi a qualcuno è scappata la mano ( occasione troppo ghiotta ) e le cose stanno come sappiamo.

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    2. Sì Mav, confermo. Tutto iniziò nel 1984, prima della prima GMG. Ci fu un incontro dei giovani a Roma (fino ad allora si facevano incontri di cantori, anche meno giovani) e Kiko richiese di alzarsi per il seminario i maschi e per il convento alle femmine.

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  2. Le kiko vocazioni sono anche un danno sociale in quanto questi giovani frequentano la scuola pubblica per diversi anni e in vari gradi poi, vincendo i loro genitori alla lotteria dello spirito santo, si trovano sbattuti nel Burundi meridionale a esplicare ai burundesi perplessi la loro schitarrante vocazione.
    Mi domando sempre: ma se la vocazione ce l'hanno i padri (?) perchè i figli devono essere costretti a seguirli nell'ultimo posto dove essi forse desidererebbero andare? Oggi, in caso di separazione, si chiede al figlio minore da chi intende che sia esercitta in prevalenza la potestà genitoriale, in queste circostanze vocazionali la volontà di un sedicenne (ad esempio) conta meno di nulla?
    Pero mi par che la Chiesa benedica questa deportazioni di vita e competenze cresciute anche con i soldi delle nostre tasse..o sbaglio?

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  3. Per tornare al merito del post, è agghiacciante ma assolutamente vero che questi ragazzi conoscono solo il "piccolo mondo neocatecumenale" non hanno relazioni esterne, sempre e solo amici del cammino, e questo è una gravissima lacuna, crescono ma non sono in grado di vivere nel mondo perchè cercano di vivere nel mondo aspettandosi le dinamiche del "piccolo mondo neocatecumenale" e sono fragilissimi, incapaci di decidere da soli. Sono come quei figli iperprotetti, solo che invece di essere protetti dalla famiglia lo sono dalla comunità ed il risultato è ancora più pericoloso. L'atteggiamento è talmente radicato che anche se si approciassero ad un direttore spirituale lo assilerebbero per farsi dire cosa devono fare, sono deresponsabilizzati su qualsiasi ambito, sono in gravissimo pericolo. Ma è la logica conseguenza del fatto che i loro genitori chiamino i catechisti anche quando devono andare a pisciare ( scusate l'enfasi ma quando ci vuole ci vuole ) e siano i primi incapaci di decidere qualcosa in autonomia, di sbagliare in prima persona, che è il sale della vita, che, per quanto sia doloroso, è il modo normale di crescere. Sono figli immaturi di genitori rimasti immaturi che hanno delegato la loro vita ad altri, ed anche i loro figli. Per dovere di cronaca qualcuno inizia a svegliarsi, ma è veramamente una mosca bianca.

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    1. Aggiungerei anche che pure da un punto di vista economico sono immaturi.
      La comunità, secondo loro, gli da "la Vita" in quanto se ne uscissero morirebbero di fame, quindi ne rimangono attaccati per necessità più che per volontà; chi ne esce si trova catapultato nel mondo e molti effettivamente "si perdono" ma non perchè il cammino salva e fuori c'è solo morte e stridore di denti, ma perche è lo stesso cammino che ti mette in quella situazione in cui non puoi salvarti.
      Ti mettono a camminare su un filo a 200 metri d'altezza e ti danno un'asta di equilibrio, se vuoi uscire ti tolgono l'unica cosa che ti fa cercare di stare in quell'equilibrio che è l'asta.
      Cadi, e ti dicono "hai visto che senza il cammino si cade?"
      Peccato che su quel filo pericoloso è il cammino stesso che ti ci mette, basta camminare normalmente come tutti i Cristiani, e di un'asta lunga 5 metri tra le mani non ne ha bisogno nessuno.
      Alla fine sei senza amici, senza soldi e senza affetti, la tua stessa famiglia d'origine (che ti vuole bene) te l'hanno fatta rinnegare, l'uniche persone con cui parli sono nel cammino, i soldi che dai ogni tanto qualcosa ti ritorna, una pizza dopo la celebrazione se sei nel turno delle 19:30 ogni tanto ci scappa, una domenica al mese ti fanno pure uscire a mangiare fuori (con la comunità), e che quelli che vedi in giro felici, con i propri figli, che in estate vanno in vacanza, la Domenica vanno a messa, investono per la fede e il futuro dei propri cari, quelli non sono felici, amano, giocano e vedono crescere i propri figli ma sono degli affettivi malati, passano la Pasqua insieme a pranzo alle 13 con i parenti e le persone care, mentre tu che hai fatto la veglia, quella vera, non la veglietta del Papa, stai invece dormento, quelli non devi frequentarli che ti corrompono.
      Alla fine ti convincono che quella è la vita che Dio ha pensato per te
      Un Automa.

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  4. Un'altra questione grave è la mancanza di controllo e assenza della Chiesa di queste vocazioni e della psicologia di queste persone che poi dovrebbero essere "guida" nelle parrocchie! Non hanno empatia,ne Sensibilità e ne esperienza per confrontarsi con realtà di vario genere, oltre a non avere una vera vocazione,almeno il 95% sono costretti psicologicamente a farsi sacerdoti.
    Dove è la Chiesa?
    Ex fratello

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  5. Kiko e tutto il suo seguito , dovrà rendere conto a Dio di come ha manipolato e controllato la vita di tante persone .nel suo delirio di potenza reso tanti di noi fragili e insicuri dipendenti dai consigli dei catechisti per qualsiasi scelta in questo modo ha impedito una vera e propia crescita personale sia a livello spirituale e umano .

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  6. Praticamente fanno un continuo scouting di presbiteri. I risultati, però, da un post precedente con i dati della Spagna, non mi sembrano incoraggianti,
    Così come non lo sono le catechesi iniziali in parrocchia: do per certo che oramai costituiscono una nuova comunità con sei-sette aderenti, me lo ha riferito una catechista. Figuriamoci quanti ne raccoglieranno nelle piazze con le loro musichette e con i balletti!
    Il CNC si appresta a diventare soltanto propaganda di numeri falsi.

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    1. Leggendo la storia come è in buon uso tra i CN, la "coincidenza" della data del grande raduno autocelebrativo di Tor Vergata, fa presagire ben altro. Mi sa tanto che verranno ricordati come delle meteore.

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  7. @lino, quindi il dato fornitole dalla catechista interpellata da lei, deve essere esteso a tutto il Cammino? Allora la nuova comunità in parrocchia da me che si è formata il mese scorso, con 21 fratelli cos'è? E la parrocchia dove fa il Cammino mio figlio dove si forma una nuova comunità quasi tutti gli anni? Non prendete in giro la gente con queste statistiche alla carlona, che le persone non sono stupide e perdete di credibilità.
    Ps. Tanto lo so che non pubblicherete questo commento, ho perso un altro po' di tempo.
    Max

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    1. Senti chi parla di statistiche alla carlona. Comunque, grazie per aver provocato una larga risata.

      Intanto proporrei un altro spunto di riflessione: come mai i fratelli del Cammino, anziché preoccuparsi della propria anima e di quella dei fratelli, sono così ossessionati dall'esibire successi numerici (per di più gonfiati o del tutto inventati: dopotutto SanKiko così insegna a fare).

      Il fatto che da qualche parte sia stata appena formata una comunità neocatecumenale accalappiando ventuno vittime non cambia il fatto che ciò è del tutto ininfluente per la vita spirituale di chi l'ha appena proclamato come se fosse un evento di risonanza mondiale.

      Il fatto è che nella setta idolatrica neocatecumenale la sola adesione al Cammino viene considerata soprannaturalmente più efficace del battesimo e della conversione.

      Per chi non ci avesse ancora fatto caso, è la stessa mentalità di chi considera il battesimo inefficace se non lo si "riscopre" attraverso un percorso ultratrentennale con annesso mutuo perenne chiamato "Decima". Oh, certo, i kikos dall'alto della loro proverbiale ipocrisia non ammetteranno mai di aver considerato inefficace il battesimo sprovvisto di "riscoperta kikiana". Ma guardate con quanta ossessione considerano la nascita di una nuova comunità neocatekika.

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    2. Posso portare tranquillamente anch'io situazioni dove si formano ancora comunità degne di tale nome, ma il fatto è che fanno notizia, e questo vuol dire che il trend è cambiato, tutto qui.

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    3. Io faccio parte della gente e, anche senza numeri, la gente vi dice che siete voi NC che non potete più prendere in giro la gente con le vostre storture.

      I vostri neocatecumenalissimi argomenti sono superficiali, privi di mordente e tutti mirati al nascondimento dell'orrore delle radici eretiche, scismatiche, abusanti ed autocelebrative della vostra organizzazione.

      Quando vi sentite forti, superiori ed eletti, sappiate che quella bella sensazione di onnipotenza che provate non esce dal vostro teschio (che in certi casi è bello spesso).

      Non parlate a nome della gente che ha la sua capacità di giudizio, la sua ultima parola e sa distinguere benissimo tra un cristiano e un talebano.

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    4. In Italia come in Spagna, nazioni che sono terra madre del Cammino, dopo 50 anni bisognerebbe avere parrocchie traboccanti di comunità neocat. In Italia Invece da 50 anni le presenze significative, dove ancora si formano comunità tutti gli anni senza grosse difficoltà sono sempre le stesse, e sono le città colonizzate dai primi discepoli di Kiko e sono, oltre Roma, Ivrea, Venezia, Napoli Firenze, Ancona e le Marche, Pescara, Bari, Reggio e le città calabre in genere, la Sicilia più o meno tutta. Poi c'è il sudamerica e qualcosa in Africa. Nel resto del mondo il cammino non conta un fico secco, nonostante gli sforzi di Kiko, le famiglie in missione, i seminari. La realtà è quella descritta da Lino e da Mav. Anche nelle grandi centrali neocat comunque le comunità si formano con i figli-di.

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    5. Rispondo a max delle 17:19
      Anche nella mia parrocchia quest'anno si è finalmente formata una comunità di circa 20 persone (mi pare 18), ma è sempre l'ottava, ogni anno ci provano, e ogni 2 anni riescono a formarne una di circa 20 persone, ma il numero della nuova comunità è sempre 8; nel frattempo hanno "accorpato le altre per mancanza di persone.
      Quest'anno sono tornati alla Vita 16 persone e ne sono decedute 8.
      Conti alla mano quindi il saldo rimane comunque negativo pur essendosi formata la comunità; l'anno scorso che invece non si era formata la comunità ci sono state solo uscite.
      leggendo quello che scrivi, da te la situazione è più o meno la stessa, ammetti che anche dove è tuo figlio non si forma una nuova comunità tutti gli anni;
      Perchè quindi dici che il CNC è in crescita?
      Quando iniziai le comunità si formavano 2 volte l'anno ed erano di 40 persone, adesso una ogni 2 anni e di 20 persone.
      Concludo dicendo che quando iniziò la mia, nessuno era "figlio del cammino" eravamo 40 persone che non sapevamo neanche cosa fosse il cammino, oggi dei 20 (biennali) 15 sono figli del cammino, e mentre nella mia comunità il più giovane aveva 21 anni adesso si tende a far entrare persone di 14/15 anni che stanno facendo il secondo anno di postcresima.

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    6. E stando alle cifre di Bruno, Max, 80 contro 10 all'anno, dicesi quasi decimazione. Potere della decima?

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    7. scusa mi scappa il sorriso: comunità nuova di 21 fratelli ... ma ti rendi conto di quello che scrivi? Dopo 50 anni di cammino e prolificazioni di figli e nipoti dici che la nuova comunità è composta da 21 persone.. e non dovremmo sorridere a questa tua rivelazione ?
      Ebbene la metà uscirà al massimo al secondo passaggio e chi arriva a fare la tradizio lascerà la comunità molto prima della fine di questa.
      Non c'è ricambio, te lo dico io da ex veterano perchè nella mia ex comunità sono piu' funerali che compleanni. Si invecchia e non c'è ricambio. Solo figli (e ora nipoti) del cammino.
      Il CNC finirà per implosione e decimazione naturale

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  8. ...e poi la situazione della chiesa la conosciamo tutti, le chiese sono vuote e la messa dura un'oretta scarsa, una volta alla settimana, figuriamoci se viene chiesto un impegno serio e concreto. Eppure ci sono zone dove a Dio piacendo ancora nascono comunità e pure molto numerose. Comunque la domanda che dovremmo farci è questa: "quando il figlio dell'uomo tornerà
    troverà ancora la fede sulla terra?" io me lo auguro.
    Max

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    1. Quindi, secondo il commento delle 17:44, il "Figlio dell'Uomo" in salsa neocatecumenale verrà col cronometro a misurare la durata delle Messe e premierà chi le allunga di più? Ma te l'hanno detto che Zelig non assume più perché ha chiuso?

      Sant'Alfonso, parlando ai suoi sacerdoti dell'ars celebrandi, diceva che se la Messa dura venticinque minuti va bene, "venti minuti stai correndo, trenta minuti stai trascinando troppo, un quarto d'ora ti devi confessare".

      La durata, infatti, dipende dalle rubriche previste dal Messale. La Messa non è uno spettacolino che bisogna far durare di più altrimenti viene troppo al dente. La liturgia ha senso per il modo in cui onora Dio, non per ciò che ne percepiscono gli uomini. La bellezza della liturgia c'è solo nella misura in cui celebra i sacri misteri, non perché l'atto abbia in sé qualcosa di carinobellinopiccinobravino.

      Ma che ci volete fare, a lavare la testa all'asino si spreca l'acqua e pure il sapone. Nella setta neocatecumenale, estirpando il senso del sacro, devono per forza convincersi che la liturgia sarebbe uno spettacolino per il quale produrre una qualche "buona riuscita".

      Altrimenti si renderebbero conto che tutti quei fiori che vi usano (e che pagano profumatamente) servono lì solo alla loro vanità.

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    2. Ma come fai dire che le chiese sono vuote se te ne stai sempre per conto tuo? Da noi le Chiese sono sempre piene, le Sante Messe sono Messe secondo il canone di Santa Madre Chiesa!

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    3. Max chi? Mica quello che ieri si è imbarcato in un discorso su san Paolo, per poi fuggire a gambe levate quando gli hanno mostrato Romani 8?
      Ecco, bravo, discuti di chiese vuote e di Messe che durano poco perché non ci sono i neocat ad allungarle con le loro chiacchiere e strimpellate.

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    4. ma tu perchè non rispondi mai?
      la vergogna a casa tua è parola sconosciuta, accusare gli altri di fuggire a gambe levate...ma fammi il piacere. Mi par che quello che rimane di te umanamente parlando è solo la bottigliona di Perrier che ti contiene
      Bleah

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    5. A cosa non ho mai risposto, dimmi? Umanamente parlando? Gne gne gne, non è un parlare umano.

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    6. P.S.
      In ogni caso, se sei Max e non sei fuggito a gambe levate, sei sempre in tempo a rispondere qui: https://neocatecumenali.blogspot.com/2018/04/perche-si-pensa-alla-morte-del-bambino.html?showComment=1523980809419#c2607530080802778762

      Se non sei Max, sei solo uno gne... gne...gne (definibile anche come uno gnek... gnek... gnek, il rumore dipende dall'anzianità di cammino) che interviene solo per non fare impolverare la sua tastiera.

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    7. La differenza è che voi amate la quantità noi la qualità. tutto qui.

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    8. Quando ero bambino ed adolescente, la Messa feriale durava non più di mezz'ora, tempo regolare, in quanto non era prevista l'omelia.

      La Messa domenicale intorno ai 45/50 minuti; probabilmente troppo.

      Se avrai la voglia e la pazienza di andarti a cercare, un invito in merito di Papa Ratzinger, scoprirai che l'allora Papa, consigliava, un'omelia di circa dieci minuti, pena il calo di interesse ed il subentro della noia.
      Sai quindi che palle, le vostre "messe" di due ore!

      Poi vi lamentate se dopo la vostra
      pseudo-eucaristica del sabato sera,
      i vostri giovani esagerino nella ricerca di piaceri fisici(e non mi riferisco solo al VI comandamento), ma dopo due ore di tortura psicologica, contestuale a quella fisica col culo su di una pseudo-Castelli, è praticamente ed ahimè umanamente inevitabile, che fisico e psiche come si dice a Roma, "se rimetteno a paro!!"
      Ruben.
      ---

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  9. Ho letto con affetto l'esperienza dei due graziati da Dio. Purtroppo il prete che ha parlato di anticristo non ha ancora capito che l'ANTICRISTO SONO LORO. Da parte mia considero i preti neocatecumenali burattini i cui fili sono tenuti dal faslso profeta per eccellenza kiko Non valgono nulla per me non sono neanche da considerare preti. La chiesa purtroppo sappiamo come è ridotta male, figuriamoci se possono fare qualcosa di serio nei confronti di questa setta.

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  10. ANONIMO delle 17 e 19:

    è sorprendente come tu, che sei del Cammino e che sai perfettamente che quanto riportato dall'articolo è VERO, non ti preoccupi minimamente di entrare nel merito del discorso, ma ti fissi maniacalmente sui numeri.

    C'è violenza psicologica? A te che importa?
    I vostri preti sono degli psicopatici? Pazienza.
    TUTTI i vostri ex detestano il Cammino come non succede in nessun'altra aggregazione ecclesiale? Bazzeccole!
    Ti fissi sui numeri dimenticando che se anche le comunità del cammino avessero 1000 componenti ognuna, non cambierebbe il fatto che Kiko dice eresie e che nel Cammino si fa tutto, ma proprio TUTTO, in modo diverso dalla Chiesa.

    Ma anche riguardo ai numeri hai torto. Anche se la tua parrocchia va in controtendenza, il Cammino è in forte decrescita, e lo sai bene. Dalle mie parti sono molti di più gli ex che i camminanti e non entra più nessuno.

    Come dice Tripudio: "Mano al portafogli!" Perché, se i camminanti diminuiscono, i progetti di Kiko sono sempre più megalomani!

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    1. Hai ragione Pietro, che gliene importa... persino i migliori tra loro a volte mi fanno pensare (con grande sgomento) che la violenza l'hanno respirata talmente a lungo e profondamente che non la riconoscono neanche più. Si arrampicano su qualunque specchio pur di continuare a sorridere all'abuso :-(

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  11. by tripudio hai ragione loro amano la quantià noi la qualità

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  12. Bellissimo post! Grazie Pax!
    Mi ritrovo tantissimo sui sensi di colpa! Ed anche sulle pressioni psicologiche che ho visto anch'io per far entrare le persone in seminario o convento.

    Appena c'é una persona debole e confusa, con un progetto di vita ancora non chiaro, arriva la Kikaspirina: Seminario o convento.

    Ovviamente gli uomini hanno pressioni ben maggiori rispetto alle donne, in quanto c'é l'ansia di riempire i RM per avere numeri da esibire.

    Ma come stato detto in un precedente post, anche se diminuiscono i sacerdoti, aumentano i RM, poi magari ci sono solo due o tre persone, ma strumentalmente possono dire: I RM sono aumentati.

    Come disse bene una volta Lino possiamo sintetizzare l'esperienza del Cammino in una sola parola: MENZOGNA

    Buona giornata.

    EX-NC-???

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  13. Accade sovente, nel dentro delle mura neocatecumenali, che qualche ragazzo subisca sollecitazioni forzate volte ad una fantomatica vocazione sacerdotale, che riempie di ego umano cammino e genitori.
    Posso riportare un' esperienza che, ahimè, ho avuto occasione d' osservare, anche se indirettamente, poiché la persona coinvolta non ero io ma un mio carissimo amico di un frangente di vita passata.
    Era figlio di due esponenti di rilievo della prima comunità della parrocchia di cui faceva parte, e non perché i genitori fossero dei catechisti rinomati, bensì perché erano considerati delle persone importanti dalle stesse comunità della chiesa in questione. Responsabili, lui anche capocantore, imitatore perfetto di kiko e amico intimo di alcuni catechisti regionali.
    Probabilmente in virtù di tale circostanza, prepotenti e severi, avevano deciso che il primo dei loro 4 figli si dovesse dedicare al sacerdozio neocatecumenale. Era chiamato, una volta ogni 15 giorni se non erro, non ricordo bene, a dirigersi in una cittadina in cui avvenivano degli incontri preparatori per tale avvenimento, in cui erano presenti dei ragazzi su per giù della stessa età, 15, 16 anni. Ricordo una sera in particolare, in cui casualmente - e il caso non esiste, per ogni cosa chiamerei in causa la Provvidenza Divina - ci ritrovammo ad una celebrazione eucaristica assieme. Mi raccontò la sua amarezza, il suo disprezzo mai manifestato per i genitori e la sua ansia nel dover viaggiare la mattina dopo per ben due ore e perdere l' intera giornata domenicale per dedicarsi ad una vocazione che non gli apparteneva.
    Solo una volta, preso da un coraggio generato dall' esasperazione, propose l' argomento, mi disse però che valse a nulla, essendo chiara ed esplicita la risposta dei due coniugi, di cui ricordo bene il significato, e che coincide all' incirca a questa dura e crudele esternazione: "tu non sai cosa è meglio per te. Vai e ubbidisci!"
    Una discussione sintetica nel racconto e nella realtà.
    In seguito andai via, ci sentivamo solo tramite telefono, i classici messaggini adolescenziali di un tempo, in cui si ci sorreggeva a vicenda. Mi raccontava che aveva conosciuto una ragazza, facente parte della stessa scuola da lui frequentata, che si era fidanzato con lei ma che per obbligo proseguiva nella strada sacerdotale. Lo colse una specie di depressione.
    Nel tempo, a causa della lontananza, le nostre chiacchierate andarono via via scemando, non conosco l' epilogo di questa vicenda, ma avendo conosciuto la sofferenza di Dxxxxxxx mi sento sicura nell' affermare che il cammino intacca la psiche dei genitori che, seppur in buona fede, influiscono sulla serenità dei figli, quindi sul benessere dell' intera famiglia. E se tanto mi dà tanto il maligno è all' opera alla grande, poiché nel nucleo familiare sosta la più grande manifestazione d' amore di Dio!

    Grazie Pax ♡

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    1. Grazie a Rebel e a Pax, sono testimonianze importanti, che inchiodano i neocat sui loro mantra "non hanno fatto il Cammino, non possono parlare, non possono capire, non sanno niente".
      Il mio parere sulla questione delle vocazioni imposte dai genitori? E' semplice: un figlio presbitero, anche quando spinto al sacerdozio senza che ne abbia vocazione, per due genitori neocat fanatici è una medaglia da appuntare, un motivo di orgoglio che suscita rispetto in comunità e fa guadagnare punti. Tutto quello che si adegua pedissequamente alle richieste di Kiko fa guadagnare punti in comunità.

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    2. "Tutto quello che si adegua pedissequamente alle richieste di Kiko fa guadagnare punti in comunità"
      Analisi perfetta, più in alto "sali" e più questa "attitudine" è preziosa. E non importa se dal basso ti piovono critiche, l'importante e non avrere riprovazioni dall'alto.

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  14. Signor kiko Arguello in udienza da Papa Francesco.

    http://m.vatican.va/content/francescomobile/it.html#salastampabollettino

    Frilù

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  15. Intanto proporrei un altro spunto di riflessione: come mai i fratelli del Cammino, anziché preoccuparsi della propria anima e di quella dei fratelli, sono così ossessionati dall'esibire successi numerici (per di più gonfiati o del tutto inventati: dopotutto SanKiko così insegna a fare).
    Occuparsi dell'anima, Vangelo alla mano, significa questo"nessuno può essere mio disceolo se non odia la propria anima"

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  16. Vedo che i commenti sono stati caricati, il mio si dev'essere perso.
    Il Signore kiko Arguello è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco.

    http://m.vatican.va/content/francescomobile/it.html#salastampabollettino

    Frilù

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  17. Scusate ,lo vedo pubblicato ora.

    Frilù

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    1. Sì, il link esatto è questo.

      Stranamente c'è solo Francisco Argüello (come mai non è più "Kiko"?).

      Sarà stati per fargli una tirata d'orecchie personalizzata? Dobbiamo dedurre che il Papa ha capito benissimo che Ascension e Pezzi non contano un fico secco, se non per l'essere i prestanome/pappagalli di Kiko?

      Da quella fatidica udienza di luglio 2016 - di cui non è mai stato dato un comunicato ufficiale, e si vide Kiko uscire letteralmente nero dall'incontro con papa Francesco - ogni udienza diventa una nuova spina nel fianco di Kiko... Vedremo se stavolta uscirà di nuovo un super comunicato super personalizzato autocelebrativo.

      Fra parentesi: dato che c'è tutta un'organizzazione dedita alla preparazione dell'incontro del 5 maggio (di cui è già noto il programma), questa udienza di stamattina non serve a "prepararlo".

      Ah, povero don Kikolone: credeva di riuscire a prendere per il sedere un gesuita e persino di farla franca...

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    2. No dalle foto si vede che c'è tutta l'equipe più uno. Come facevi notare non sembra che sia per l'incontro del 5 maggio.

      Frilù

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    3. Si nelle foto si è aggiunto un quarto, non so chi sia, ma poi al tavolo non si vede più, ovviamente il regalo di Kiko al Papa è la foto di Carmen con i sui ghirigori. Comunque da alcune foto si vede che Kiko aveva in mano il libricino degli statuti, avrà voluto rimarcare qualcosa al Papa?
      Adesso se l'incontro è andato bene o neutro, ci saranno comunicati trionfalistici, se negativo, negheranno pure che ci sia stato questo incontro.
      Comunque noi ne eravamo a conoscenza, mentre nella mia ex comunità non lo sapeva nessuno, i catechisti non gli hanno detto nulla, poi se conviene annunceranno il miracolo che Kiko è apparso al Papa, altrimenti non avendo detto nulla, nulla verrà detto.

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    4. Allora,

      il primo dato di fatto è che il Papa ha incontrato "Francisco Argüello", dunque gli altri non erano invitati. Altrimenti il notiziario della Sala Stampa vaticana non avrebbe scritto che il Papa riceve solo l'Argüello.

      Il fatto che Kiko si porti lo Statuto lo vedo piuttosto come l'unica strategia difensiva di fronte alle richieste del Papa (di farsi "assorbire" dalle parrocchie e non viceversa).

      Ascen era stata già presentata al Papa, no? Allora con che faccia di bronzo vanno dicendo che la stanno presentando al Papa? Quante volte bisogna presentargliela?

      Il "quarto uomo" molto probabilmente è il palo usato per trainare gli altri dentro.

      Il 5 maggio è ancora lontano, mancano più di due settimane. Questo non era un incontro "organizzativo". Il Papa farà solo un saluto e un'omelia.

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    5. Quello che stona è il fatto che Kiko a casa del Papa, è lui a fare gli onori di casa, nelle foto mette il papa sempre in secondo piano e lui si posiziona nel primo. Non riesce mai a cedere la scena, neanche difronte al Vicario di Cristo.
      Nelle foto degli altri incontri nessuno si porta la Bibbia, che per altro a "casa di Dio" che ti porti a fare il libro che lui ha scritto? per dirgli qui hai sbagliato qui devi cambiare....?
      Come essere invitato a casa da Giovanni Rana, e portarsi i suoi tortelli appresso quando ti invita.

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  18. Ma che razza di sacerdoti possono mai uscire da situazioni così? Gente che impianterà il cammino in qualsiasi posto andrà anche solo perchè è l'unica realtà che conosce e che può affrontare. Il resto scomparirà o avrà a che fare con un sacerdote che li tratterà come degli alieni.
    Camminanti, vi va bene una situazione come questa? Se sì, fatevela qualche domanda

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  19. Interessante l'espressione di Papa Francesco nell'ultima foto. Non riesco a capire se kiko abbia davanti a se una copia degli statuti.

    Frilù

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  20. Confrontate le foto fatte al Professor Matteo Truffelli, Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana , anche lui in udienza oggi da Papa Francesco.
    Povero kiko.

    Frilù

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  21. Nell'elenco indicato da Tripudio sulle udienze di oggi appare semplicemente:" Il Signor Francisco Argüello, Iniziatore del Cammino Neocatecumenale."

    Il signor????
    E le tre lauree honoris causa?

    Un udienza a 10 giorni dall'incontro e' sospetta, sicuramente non è organizzativa.
    Secondo me Kiko gioca di anticipo: cerca di ribadire quello che c'è nello statuto. Magari vuol convincere il Papa che loro sono fedeli allo statuto. Oppure semplicemente cercare di scoprire on anticipo cosa dirà il Papa all'incontro, come si suol dire: capire che aria tira....


    EX-NC-???

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  22. Articolo sulla stampa:

    http://www.lastampa.it/2018/04/19/vaticaninsider/il-papa-ricevelequipe-del-cammino-neocatecumenale-un-incoraggiamento-alla-missione-pDLAs37sLsArsgww77qc7K/pagina.html

    EX-NC-???

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    1. Toh, ma guarda, è proprio la calligrafia dell'ineffabile fratello Cernuzio. Ha perfino la faccia tosta di citare un suo articolo.

      Solo che per non farsi deridere come neocatecumenale, stavolta ha preferito non mettere la firma e lasciare come autore "Redazione".

      Da notare come il numero gigantesco deciso da Kiko (150mila) ha prevalso rispetto a quelli ancora più grossi ("duecentomila, trecento mila, mezzo milione...") sparati dai supercatechistoni sguinzagliati a cantare le lodi kikiane nelle comunità.

      Se la cantano e se la suonano (e sono pure stonati!).

      p.s.: ricordiamo che anche se la grancassa ufficiale parla del "Cinquantesimo anniversario" (ma di cosa? il Cammino è nato nel 1964, cinquantaquattro anni fa, e si è incistato in Italia all'inizio di novembre 1968), la struttura dell'incontro del 5 maggio è quella tipica delle famiglie in partenza per la missione che scroccano una benedizione dal Papa (per poi dire "ci manda il Papa").

      Ma sì, fratelli del Cammino, continuate pure così, illudetevi pure di mettere nel sacco questo Papa, proprio questo Papa...

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    2. Siano 100.000 o 150.000 o il doppio, parliamoci chiaro: vogliamo che il Papa non li lodi? Magari farà qualche altra tiratina di orecchie, forse potrebbe anche ammonire che "Nella Chiesa nessun leader a vita!", che “credersi indispensabili qualunque sia l’incarico” è una grande tentazione come fece con il RnS, ma oltre non andrà. Questioni complesse come quelle del CNC si affrontano a tu per tu, non in presenza di centinaia di migliaia di persone.
      Certamente non andrà oltre qualche tiratina di orecchie questo Papa, che già ha molti fronti aperti su altri versanti. E Kiko continuerà a citare la poesia del genio di Montale, la cui natura è tale che se smette di camminare ogni congegno è colto
      da paralisi.

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  23. Pena e disgusto, questo solo provo.

    Pax

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