domenica 30 dicembre 2012

Kiko Arguello contro l'Opus Dei

Chissà se gli aderenti all' istituzione cattolica fondata da San Josemaría Escrivá sono al corrente della pessima opinione che il fondatore del Cammino neocatecumenale ha dell'Opus Dei, un giudizio negativo che il pittore spagnolo ha diffuso tra i suoi iniziati.

"Un’organizzazione religiosa composta di laici che pretendono di conquistare i posti della società", così Kiko Arguello (negli Orientamenti alle equipe di catechisti) definì la Prelatura personale della Chiesa. Qual è il motivo della contesa? Chi legge non si preoccupi per la complessità della questione: non si tratta di disputationes theologicae o di controversia liturgica oppure di una polemica in tema di evangelizzazione. Molto più materialmente, la disputa riguarda la parabola di un... miliardario.
«...noi abbiamo in una comunità
un uomo molto ricco
che non è passato ad uno scrutinio
perché incapace di vendere i beni...»
Lasciamo la parola a Kiko, anzi alla parabola di Kiko (Cfr. Or. II Scr. Batt., pp. 83-84).
«Mi ricordo che noi abbiamo in una comunità un uomo molto ricco che non è passato ad uno scrutinio perché incapace di vendere i beni; però faceva molta elemosina, ha molti miliardi, è un industriale».
Una brava persona questo miliardario, è da supporre: faceva molta elemosina e, essendo un industriale, creava posti di lavoro. Senza sfruttare gli operai, si può presumere dalla sua inclinazione alla carità. Purtroppo l'uomo non passò l'esame neocatecumenale perché "incapace di vendere i beni". Egli fu lasciato per tre anni nel secondo scrutinio, dopo di che gli fu drasticamente comunicato: "Non puoi continuare". Ancora dopo tre anni, infatti, l'industriale non si era deciso a rinunciare a Mammona. Magari, viene da riflettere nei nostri giorni di crisi economica, quei beni avrebbero potuto servire, in caso di mancanza di liquidità dell'impresa, da garanzia per ottenere crediti bancari finalizzati all'acquisto di materiali e servizi, necessari alle attività produttive, e al pagamento degli stipendi.

Cosa fece, allora, il miliardario, una volta "bocciato" dai catechisti? Ritorniamo alla parabola di Kiko Arguello, per apprenderlo.
«Adesso è andato ad una conversazione religiosa, l’Opus Dei, un’organizzazione religiosa composta di laici che pretendono di conquistare i posti della società. E lui ha detto a questa gente: "Non mi venite più con surrogati. Io so dove sta la verità". E' venuto a parlare con lui la Legione di Maria, l'Azione cattolica, il parroco l'ha mandato a chiamare perché ritorni e lui ha risposto: "Non mi ingannate più. Oggi non posso fare lo scrutinio perché mi rendo conto che sono un uomo debole". Però ritornerà, un giorno ritornerà dicendo: "Ecco, qui sono tutti i miei beni fratelli, vengo con voi, partiamo con questa nave verso la Terra promessa"».

 Morale della parabola kikiana 

Il Cammino è nato chiedendo soldi
"Questa gente" dell'Opus Dei è "composta di laici che pretendono di conquistare i posti della società". Meglio tenersi alla larga. La verità sta soltanto nel Cammino neocatecumenale, le altre istituzioni ecclesiastiche sono surrogati della verità oppure ingannano. Nella missione sociale del Cammino è previsto che gli industriali da deboli diventino forti, che essi smantellino le imprese licenziando gli operai, che cedano tutti i loro beni a una Fondazione neocatecumenale e partano con la navicella (spaziale) di Kiko per la Terra Promessa. Il resto del senso morale - come insegnò Dante che di allegorie se ne intendeva - è quello "che li lettori deono intentamente andare appostando".

 Enigma irrisolto della parabola 

Un enigma rimane insoluto, del racconto allegorico. Che pensate, nel Direttorio catechetico "approvato" questa parabola di Kiko Arguello ancora permane? Se io fossi un laico aderente all'Opus Dei, invierei una mail a Pontificium Consilium pro Laicis info@laici.va per informarmi.
Lino Lista

36 commenti:

by Tripudio ha detto...

Ecco dunque che Kiko ci parla chiaramente di uno degli aspetti della profonda spiritualità del Cammino Neocatecumenale: "distaccarsi" dai beni per... darli al Cammino.

Guai a darli alla "concorrenza", per di più all'Opus Dei, che «pretendono di conquistare i posti della società» (Kiko dixit).

Paradossi della storia: saranno proprio esperti dell'Opus Dei nel 2002 ad aggiustare per bene e rendere presentabile la bozza dello Statuto del Cammino, che prima del 2002 era stata bocciata almeno tre volte.

Anonimo ha detto...

Bel commento, Lino. La verità è solo nel Cammino, si sa...

contra camminantes ha detto...

Un'idea per Kiko: perché non vende i beni del Cammino per dare il ricavato alla Santa Sede? In fondo è quello che facevano i primi cristiani, che certo non se li dividevano per gruppi.

Ma forse lui considera i beni e i soldi della Chiesa come "cosa sua": non fa lo stesso con la Liturgia?

Anonimo ha detto...

L'Opus Dei umanamente, non è ne migliore ne peggiore del Cammino;è solo Liturgicamente e Dottrinalmente ineccepibile.

Anonimo ha detto...

Nell'Opus Dei c'è il padre spirituale, nel Cammino no.
Nel primo gli aderenti sono formati ad andare a Messa tutti i giorni e a confessarsi frequentemente e a dire il rosario giornaliero. Nel Cammino no. Nell'Opus Dei si leggono libri spirituali (quelli del santo fondatore, in particolare un testo che si chiama "cammino") nel Cammino no. Nell'Opus Dei si fanno incontri separati e diversi delle donne da quelle degli uomini, nel Cammino no (con non pochi pericoli). Le intuizioni dell'Opus Dei sono frutto di assidue preghiere e sacrifici di un santo canonizzato dei nostri tempi. Credo che Kiko potrebbe, umilmente, prendere spunto dalle intuizioni di San Josemaria Escrivà leggendo la sua vita e i suoi pensieri: in questo modo migliorerebbe notevolmente il Cammino rendendolo più fruttuoso e meno "pericoloso". Potrebbe anzitutto cominciare a leggere e a fare leggere il piccolo libretto "Cammino" proprio a coloro che fanno parte del Cammino: i pensieri scritti durante vari ritiri spirituali sono ispirati dallo Spirito Santo e non sono opera di uomo.

http://it.escrivaworks.org/book/cammino-indice.htm

Mario (non faccio parte dell'Opus Dei)











Cassandra ha detto...

So che una differenza tra il Cammino e Opus Dei. Opus non richiede ai membri di rifiutare il mondo esterno tanto quanto Cammino fa.

Ruben02 ha detto...



"Mario (non faccio parte dell'Opus Dei)"

Neanche io e non ne condivido gli aspetti umani;un esempio?E' sessuofoba più del Cammino,uomini e donne "numerari" non debbono proprio sfiorarsi,neanche mentalmente.
Non parliamo poi delle mortificazioni corporali a sangue,
non credo proprio che Cristo abbia voluto questo!
Meglio non proseguire...
In ogni caso,vista l'ineccepibilità Dottrinale e Liturgica tutto quanto passa in secondo piano,tutti i gusti son gusti...

Anonimo ha detto...

L'Opus Dei è liturgicamente e dottrinalmente ineccepibile..... e vi pare poco?

Luisa ha detto...

Non penso sia il luogo qui di dilungarsi in un confronto fra Opus Dei e cnc, non credo sia questo lo scopo voluto da Lino.
Vorrei solo dire che se O.D. e cnc hanno entrambi beneficiato del sostegno di Giovanni Paolo II, all`origine dell`Opera c`è un santo sacerdote che ha radicato nei suoi l`obbedienza alla Chiesa e al Papa( vera e non di facciata), l`obbedienza al Magistero e anche alla riforma liturgica che i suoi sacerdoti applicano in modo totalmente rispettoso senza nulla togliere o aggiungere, e ancor meno inventare, eppure San Josemaria ha chiesto e ottenuto di continuare a celebrare privatamente la Santa Messa Antica.
Da una parte la totale e sincera sottomissione all`autorità della Chiesa e di chi la guida, dall`altra la disobbedienza e la superbia.

Dico questo senza idealizzare l`Opera, che ha senza dubbio i suoi lati oscuri, un`organizzazione molto rigida, un patrimonio ingente, è senza dubbio una cellula molto forte del Corpo Chiesa, ma è senza l`ombra di un dubbio nella Chiesa e opera per la Chiesa, senza la pretesa di rifondarla o ricostruirla, anzi le famiglie dell`O.D., spesso molto numerose, devono partecipare all`Eucaristia della loro parrocchia d`aderenza.
Il Prelato dell`Opus Dei non va in giro per il mondo e non invita a casa sua i vescovi del mondo intero per dire loro che quel che la Chiesa insegna e applica ha fallito e che devono adottare un metodo che lui stesso avrebbe inventato...

La potenza dell`Opera ha suscitato molte inimicizie e invidie e la curiosità di chi ha condotto inchieste e scritto libri molto critici, questo sentirsi in qualche modo perseguitati ha anche fatto nascere in taluni una forma di solidarietà nei confronti dei seguaci di Arguello, ma quando prendono le distanze da una solidarietà fondata su falsi basi, i membri dell`O.D. realizzano subito le storture proprie al cnc, frutto della disobbbedienza e della superbia di un uomo, ma, abituati alla massima discrezione, a santificare la loro vita nella quotidianità, non esprimeranno il loro dissenso.

Lino ha detto...

@ Luisa ha detto: "Non penso sia il luogo qui di dilungarsi in un confronto fra Opus Dei e cnc, non credo sia questo lo scopo voluto da Lino"
Infatti, Luisa, assolutamente non c'è stato nelle mia intenzione un confronto tra Opus Dei e CNC. Non credo, peraltro, che questa che chiamerei "la parabola dell'industrial prodigo" - prodigo perché 'dissipava' le sue ricchezze in elemosina - sia storicamente vera nella lettera, mentre la ritengo vera nel messaggio, che trascende i personaggi del racconto. Negli effetti, essa "getta al fianco" dei destinatari la lezione morale da apprendere e le conseguenze che derivano da un comportamento non consono. Nella parabola dell'industrial prodigo si impartiscono i seguenti ammaestramenti:
1) La verità è nel Cammino, ogni altro movimento ecclesiale è un surrogato. Gli altri ingannano.
2) Si segue Kiko come si seguiva Cristo: cedendo tutti i beni (non in elemosina ai poveri, bensì al Cammino). Naturalmente, come si conviene a una parabola che "getta al fianco", la questione riguarda anche la decima.
3) Solo con la nave del Cammino si raggiunge "la Terra promessa ".
4) Chi non passa lo scrutinio è un "uomo debole", non è degno di restare nella comunità, la forza si consegue rinunciando ai beni.
Immagino l'effetto di una simile parabola su una persona che abbia trovato nel CNC la fede, la speranza nella Terra promessa, le amicizie, i luoghi d'incontro, le abitudini.

Luisa ha detto...

@Lino

Perfetta analisi e sintesi che condivido in toto.

Quante volte ho ascoltato il disco rotto degli interventi di Arguello, stesse parole, dette sempre con lo stesso tono sureccitato, il suo "noi ci spogliamo dei beni" è uno dei suoi leitmotiv, peccato che non dica quanti soldi sono così raccimolati, dove finiscano con precisione e chi li amministra, peccato che non faccia trasparenza sul sistema e sul bilancio delle fondazioni-bambole russe che amministrano l`immenso patrimonio del cnc.
Sì, peccato che Arguello non dica che il cnc sedicente privo di un patrimonio proprio (vedi statuto) è in realtà ricchissimo, che la sua megalomania e il suo delirio di onnipotenza costano molto, viaggi, inviti a migliaia di vescovi per convertirli alla sua "dottrina", costruzioni faraoniche, oliature diverse.
I piccoli del cnc si spogliano dei loro beni e vivono di luce riflessa,talmente condizionati da credere che partecipano così al trionfo del loro idolo.

Anonimo ha detto...

Ruben 02 dice:
uomini e donne "numerari" non debbono proprio sfiorarsi,neanche mentalmente.

Credo che sia meglio così, perchè ci s'ispira ai conventi separati dei maschi dalle femmine.

Nel CN (e non solo lì anche in altre realtà), difatti, molti (giovani soprattutto)vanno per "fidanzarsi" e "sposarsi".
In questo modo, il fine, Gesù, passa al 2° posto.

San Josemaria Escrivà diceva che per vivere santamente in mezzo al mondo, attraverso il lavoro quotidiano e le attività ordinarie, bisogna essere anime contemplative. Per esserlo occorre, avere come fine primario di tutto Gesù. Quindi, ai vari incontri settimanali o mensili, si va per fare esperienza di Cristo, meditando, pregando e riflettendo.


Il fatto poi che ci siano persone che non danno buon esempio, questo lo si può trovare in qualsiasi realtà ecclesiale o della vita, ma ciò non conta. In Paradiso, si va solo se si è fedeli totalmente alla propria chiamata alla santificazione indipendentemente da quello che fanno gli altri.

Mario (ex neocatecumenale, devoto di San Josemaria Escrivà)




ex neocatecumenale.

DG ha detto...

"la forza si consegue rinunciando ai beni" ...e consegandoli al cammino neocatecumenale.

E la glorificazione di questa forza si compie nelle vedove (sorelle) del CNC..

Anonimo ha detto...

L`abilità luciferina di chi ha consigliato Kiko Arguello è stata quella di fare del cammino neocatecumenale un qualcosa che sfugge alle strutture presenti nella Chiesa, non è un`associazione, non è un movimento, si vuole un`entità astratta dotata di personalità giuridica, quante volte abbiamo sentito dire o letto l`Arguello a la sua musa e ispiratrice Carmen, dire: "non siamo un movimento"!
E così con quell`artificio che solo una mente subdola poteva escogitare, i capi del cammino neocatecumenale credono di poter sottrarsi agli obblighi delle istituzioni riconosciute dalla Chiesa e hanno la superbia di considerarsi un qualcosa di unico, un unicum inalterabile e intangibile.
P.

Paolo ha detto...

Ricordo che il 26 dicembre è ricorso il secondo anniversario dell` approvazione della PUBBLICAZIONE del direttorio catechetico del cammino neocatecumenale.
Due anni dopo siamo ancora all`arcano impublicato e inconoscible, grande scandalo per la Chiesa tutta.



Anonimo ha detto...

"Ricordo che il 26 dicembre è ricorso il secondo anniversario dell` approvazione della PUBBLICAZIONE del direttorio catechetico del cammino neocatecumenale."

E' vero.

"Due anni dopo siamo ancora all`arcano impublicato e inconoscible..."

Non sarà conoscibile per te, ma per i vescovi invece lo è.

"...grande scandalo per la Chiesa tutta."

Paolo, guarda forse hai capito male la questione, ed in particolar modo quello a cui è chiamata la Congregazione per la Dottrina della Fede. l'approvazione della pubblicazione è stata fatta per dare garanzie dottrinali ai Vescovi, mica per far fare a te l'analisi. te la immagini la Congregazione per la Dottrina della Fede che dice: approvo la pubblicazione in modo che voi facciate il nostro lavoro!?!? Non capisci che c'è qualcosa che non torna?

Perchè Paolo credi ancora a questa bugia?
Semmai dovresti chiederti: sono 2 anni che la CDF ha approvato la pubblicazione del Direttorio (cioè HA CONCESSO CHE SI DICA CATTOLICO, perchè è questo che fa la CDF dal tempo della Santa Inquisizione), e si continua a sostenere che vi siano eresie, prima sotto forma di accuse di errori dottrinali, oggi di "scelte, mancanze, qualcosa di buono c'è ma manca altro, bla, bla,bla".

l'onere della prova contraria sta adesso a voi, ma "qualcuno di voi" ce l'ha il primo volume del Direttorio (domanda retorica quanto mai reiterata) per dimostralo?

E se ce l'ha, perché te lo nasconde Paolo? Per legarti a questa bugia?

vedrai che se pubblicassero questo commento, ti risponderebbero che non hanno il tempo da perdere per scansionarlo.

Anonimo ha detto...

A Madrid non erano un milione e nemmeno 100.000, ma poco importa, i presenti hanno visto un Kiko confuso e istrionico come mai, chi non era neocatecumenale ha subito l`eccessivo protagonismo dei kikos che hanno anche disturbato il momento della Comunione con le loro musiche e danze.
Kiko Arguello sa muovere i suoi kikos, ordina e loro obbediscono, vanno dove dice loro di andare e fanno quello che hanno l`abitudine di fare, sono gli altri che devono adeguarsi e subire la loro rumorosa presenza, si impongono senza scrupoli come lo fanno ovunque.

jp ha detto...

ho letto un papi di articoli su la razon che descrivevano le cose in modo diverso: I numeri non sono stati grandi, ma il giorno della famiglia è stata una bella occasione in cui I vescovi hanno parlato pubblicamente invitando il governo spagnolo a rivedere la legge sull'aborto. altri vescovi hanno detto altre cose interessanti. kiko ha parlato e I giornali spagnoli non hanno registrato niente di particolarmente negativo. ho letto anche el pais. non capisco, caro anonimo tutto questo veleno.

Luisa ha detto...

Innanzitutto, BUON ANNO a tutti!


Alla ricerca di notizie sulla giornata della Sagrada Familia sui giornali e blog spagnoli e dicendo subito, per poi dimenticare questo aspetto, che i numeri non sono quelli sventolati da un anonimo blogger (siamo ormai abituati alle esagerazion,imitando il loro leader con i nc i numeri levitano, levitano e finiscono per fermarsi a delle cifre belle tonde), ho notato che tutti i media hanno messo l`accento sulla`intervento del card. Rouco Varela, solo La Razon, aficionado supporter del cnc(vi ricordate l`articolo di Canizares dopo il 20 gennaio? ), ha dato ampio spazio alla prestazione di Kiko Arguello, resoconto, quello della Razon, fatto attraverso il prisma neocatecumenale, un po' come quelli che possiamo leggere su Zenit i cui autori sono membri del cnc, molto interessante, invece, la visita dei blog e dei relativi commenti.
Ne esce l`evidenza che chi era presente è stato disturbato dalla chiassosa presenza delle famiglie neocatecumenali incapaci di rinunciare alle loro abitudini, canti e danze, anche durante l`Eucaristia e la Comunione, meglio non insistere sulla prestazione di un Arguello particolarmente survoltato e confusionario ( sarà stato il freddo…).

Interessante osservare, anche se già lo sappiamo, che pure in Spagna la diversità neocatecumenale pone problema, con l`accento messo su quella "liturgia" che un cattolico degno di questo nome difficilmente può accettare come cattolica, è sottolineato il protagonismo dei kikos, l`arroganza e l`esaltazione del loro leader.
C`è chi, pur criticando le prassi del cnc, riconosce che Arguello sa e può mobilitare le masse dei suoi kikos, una capacità che, lungi dall`essere ammirevole e fonte di gaudio, dovrebbe al contrario far riflettere, anche i dittatori riunivano le folle, anche gli idoli dei giovani e meno giovani riempiono le piazze.
Quelle famiglie, quei giovani che corrono ad ogni schiocco di dita di Kiko Arguello, vanno per mostrare i muscoli dell`armada neocatecumenale, sono chiassosi e manifestano la loro presenza, devono distinguersi dagli altri cattolici, obbediscono al`ordine di marcia di Kiko Arguello,vanno da lui, per lui, sono al servizio del cnc, anche durante la santa Messa non dimenticano di essere innanzitutto dei neocatecumenali danno anche in quell`occasione la priorità al loro modus celebrandi kikiano, senza alcun rispetto per gli altri cattolici.
Un blogger finiva il suo commento dicendo che Kiko Arguello è riuscito a trasformare la giornata della Sagrada familia in una giornata della sagrada familia neocatecumenal!

Anonimo ha detto...

Chi ammira i numeri delle famiglie del cammino nc, chi li mette in avanti per occultare tutte le anomalie, dovrebbe sapere che chi vorrebbe andare al dilà dei numeri scoprirebbe immancabilmente come sono ottenuti quei numeri, come è vissuta l`apertura alla vita nel cammino nc, quali sono le pressioni che subiscono le coppie.
Chi vorrebbe andare al dilà degli slogan scoprirebbe inevitabilmete anche il ruolo anomalo assunto nel cammino nc dai catechisti considerati guide spirituali e consiglieri di vita, anche coniugale.
P.
La realtà

Anonimo ha detto...

Grazie, Signore, per la Giornata della famiglia che si svolgerà a Roma il 27 ottobre 2013, con la partecipazione del Papa, di Kiko, Carmen e Padre Mario e migliaia di fratelli del Cammino.

Luisa ha detto...

Beh, chi vorrebbe andare al di là degli slogan e della facciata luccicante scoprirebbe anche gli scrutini, come la vita di quelle coppie, dei loro figli, è data in pasto alla comunità anche nei suoi risvolti più intimi.
E scoprirebbe l`arcano che ricopre tutte quelle anomalie che non appartengono alla Chiesa, a ciò che insegna e pratica la Chiesa di Cristo.
È vero, dovrebbero riflettere i gerarchi della Chiesa prima di dare le famiglie neocatecumenali in esempio, ed è un vero peccato che quella generosità, quell`entusiasmo e disponibilità e ...quell`obbedienza, siano messi al servizio di un uomo e del suo progetto, un uomo che sta portando i suoi seguaci su un`altro cammino che non è quello della Chiesa.
Se poi il Magistero della Chiesa, se i pilastri della nostra Fede sono cambiati, è tempo che le autorità della Chiesa ci avvertano.

Anonimo ha detto...

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/11413-papa-benedetto-xvi-attento-custode-della-liturgia-ha-ridato-vita-alla-messa-di-sempre-ed-alla-comunione-in-ginocchio

Ruben02 ha detto...

Ecco come il Card.Antonio Maria Rouco Varela,Arcivescovo di Madrid,Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola,difensore della "famiglia tradizionale", nonchè gran mentore di Kiko e del CNC,disprezza la "sua" famiglia:

http://www.youtube.com/watch?v=NEs9KyshOFg

Luisa ha detto...

Quel che è sopratutto sconcertante è vedere vescovi ( e cardinali) insistere sulla centralità della Eucaristia domenicale e farlo con parole che più ortodosse non potrebbero essere, dal momento che riflettono il Magistero della Chiesa, e poi vedere sempre gli stessi promuovere il cnc e la sua aberrazione liturgica che cozza con il Magistero della Chiesa.
Ci sono le parole e ci sono i fatti.
Ma è grave quando l`incoerenza tocca il cuore della Fede e che ad essere incoerenti sono coloro dai quali siamo in diritto di aspettare l`ortodossia nelle parole e nei fatti, quando a seminare confusione sono coloro che hanno promesso fedeltà e obbedienza e sono i Custodi della Liturgia e della Dottrina.

Luisa ha detto...

jp, i media on line hanno messo l`accento sul discorso del cardinale che ha toccato temi essenziali per la società spagnola, El Pais non si è dilungato e non ha accennato al cnc, La Razon, niente di sorprendente, ha dato invece ampio spazio alla giornata, con la solita enfasi messa sul cnc, riportando anche l`intervento di Arguello, invece sui blog hanno scritto e commentato anche persone presenti e che, le piaccia o meno, hanno dato la stessa versione di una presenza neocatecumenale chiassosa che ha, è vero, disturbato anche il momento della Comunione, stessa descrizione pure della prestazione di Kiko Arguello...
Quella presenza invadente e poco rispettosa di chi non è neocatecumenale l`ho spesso vista seguendo in tv i viaggi del Papa, non mi sorprende dunque.

Paolo ha detto...

@anonimo

Che il direttorio catechetico del cammino neocatecumenale non sia ancora reso pubblico è uno scandalo per tutta la Chiesa perchè significa che nella Chiesa cattolica viene tollerata una formazione, detta cattolica, segreta.
Nella Chiesa, che io sappia, non possono, anzi, non devono esserci formazioni segrete, ciò succede nelle sette, itinerari a tappe segreti esistono ma non nella Chiesa.
Forse per l`anonimo blogger neocat che il Papa voglia quella pubblicazione è un elemento senza importanza.
Tutte le formazioni cattoliche sono pubbliche, tutti gli itinerari di iniziazione cristiana sono pubblici e i loro testi formativi sono disponibili.
Forse che i catechisti diocesani nascondono i testi su cui si basano per le catechesi? Forse che i loro sussidi sono segreti e secretati?
Sì, anonimo, il segreto dei testi catechetici del cammino neocatecumenale è uno scandalo.

Luisa ha detto...


"E se ce l'ha, perché te lo nasconde Paolo? Per legarti a questa bugia?"

Ma che logica abominevole!
E perchè sarebbe questo blog a dover pubblicare i testi del cnc?
Sono tutti i cattolici a dover poter avere accesso a dei testi che sono stati definiti sussidi di una formazione cattolica!
E in primis a dover potere disporre di quei testi sono i neocatecumenali stessi che continuano a ricevere un insegnamento sul quale non possono porre domande (altra grave anomalia), dell`ortodossia del quale(sempre che sia una loro preoccupazione) si fidano ciecamente, salvo poi a rendersi conto delle aberrazioni se solo cominciano ad andare alle fonti del Magistero della Chiesa e desiderano essere fedeli e obbedienti al Papa e alla Chiesa.
Vi ricordate la mail che Ruben ha scritto al PCL per domandare il motivo del ritardo nella pubblicazione del direttorio catechetico?
E vi ricordate della risposta che ha ricevuto?

Lino ha detto...

anonimo ha detto: "E se ce l'ha, perché te lo nasconde Paolo? Per legarti a questa bugia?"
Lo nasconde perché ha capito che la lettura del Direttorio data in pasto ai profani ha un effetto sconvolgente sulle capacità logiche: cominciano tutti ad argomentare come te, con fallacie "ad hominem" e "tu quoque".
Tenta un po' di ragionare, anonimo, in tema: cosa ne pensi della parabola del miliardario prodigo? Quando l'hai ascoltata, ti sei sentito obbligato a rinunciare a Mammona? Hai temuto di non farcela, e di essere bocciato negli scrutini? Che credi, se queste catechesi fossero date in lettura anzitempo ai fratelli, questi come reagirebbero? Non è che il Direttorio viene mantenuto segreto anche per questi aspetti concernenti la nueva estetica del business religioso?
Non attuare manovre retoriche diversive, anonimo, non argomentare off-topic.

Paolo ha detto...

Più il tempo passa e più mi convinco che in realtà la CDF non ha corretto un bel niente.
Sono passati due anni e i testi catechetici del cammino nc continuano a restare secretati, questa situazione dovrebbe suscitare l`indignazione dei cattolici, neocatecumenali compresi.
Invece tutto tace, l`ignoranza e l`indifferenza regnano sovrani.
Abbiamo nella Chiesa il PCL, un dicastero della Curia romana, che, dopo aver firmato un DECRETO che APPROVA LA PUBBLICAZIONE di quei testi, SI SOTTOMETTE alla volontà di un laico che non autorizza (!!) quella pubblicazione.

http://neocatecumenali.blogspot.ch/2012/07/direttprio-catechetico-del-cammino.html

Dobbiamo d`ora in poi dire che nella Chiesa NON ESISTEVANO dottrine segrete, catechismi segreti, iniziazioni a tappe segrete, ma che oggi chiunque può inventarsi dottrine e percorsi privati?
O possiamo e dobbiamo continuare a considerare uno scandalo che dei cattolici facciano un percorso a tappe segreto che dura 30 anni e che resta parallelo alla Chiesa?

Anonimo ha detto...

Guardate, è da un po' che io leggo il vostro blog. Quello che scrivete confesso che mi preoccupa, ma non coincide con la mia esperienza personale. Io frequento il centro vocazionale del cammino neocatecumenale. Lì ho sentito parlare dell'opus Dei in modo molto buono e rispettoso. Gente in "alto" nel cammino ha un'ottima opinione dell'Opera, e anche io. Prima di entrare in comunità mi sono riavvicinato alla Chiesa grazie ad essa.
Sempre nel centro vocazionale (che non è una fabbrica di preti) ho visto che un uomo è stato aiutato a cercare l'ordine monastico a cui era chiamato, perché lui stesso sosteneva di non avere la vocazione di essere un sacerdote del cammino. Una volta parlando con un mio catechista di alcuni dubbi che avevo sul cammino lui mi disse: Parliamoci chiaro, nrlla Chiesa non c'è solo il cammino. È una delle tante realtà. È vero, c'è gente che pensa che il cammino sia l'unica cosa. ma i catechisti, almeno i miei non la pensano così.
vi prego di pubblicare questo mio commento.
La Pace

Anonimo ha detto...

So che una differenza tra il Cammino e Opus Dei. Opus non richiede ai membri di rifiutare il mondo esterno tanto quanto Cammino fa.

Questo dice Cassandra. Hai mai avuto contatti con l'Opus Dei? L'hai solo frequentato? Ti assicuro che nel momento in cui si fa richiesta di ENTRARE nell'opis Dei come numerari o sovranumerari si deve (giustamente) rinunciare a tante cose.
lo sai che all'opus Dei facevano le stesse accuse che fanno al cammino? (distruggere la famiglia, la decima che sì paga pure lì, i SEGRETI dell'Opus Dei...)

by Tripudio ha detto...

Qualsiasi percorso di fede "richiede" delle rinunce.

Ma qui non stiamo parlando delle rinunce.

Qui stiamo parlando di Kiko che spiega che per stare nel Cammino bisogna dare tutti i soldi al Cammino e quel che è peggio è che nelle cosiddette "catechesi" Kiko critica un "industriale" che è andato all'Opus Dei perché non voleva dare tutti i suoi beni al Cammino!


Qualsiasi percorso di fede "invita" la tua libertà, certo, ma non viene a scavarti nelle tasche, criticandoti se non "cedi" tutto!

Che questa cosa avvenga con parole dolci o con sottili velate minacce non c'è differenza: in entrambi i casi si tratta di una negazione della libertà altrui.

Lino ha detto...

@ La Pace ha detto: "Guardate, è da un po' che io leggo il vostro blog. Quello che scrivete confesso che mi preoccupa, ma non coincide con la mia esperienza personale... Lì ho sentito parlare dell'opus Dei in modo molto buono e rispettoso. Gente in "alto" nel cammino ha un'ottima opinione dell'Opera, e anche io..."
Bravissimo. Fai bene a preoccuparti. Anche faresti bene a leggere, però, perché il tema dell'articolo non è stato scritto in questo blog bensì tratto dai vostri Orientamenti (ci sono i testi virgolettati e il riferimento alle pagine, fatteli prestare da un tuo catechista se ci riesci).

Che fate, contestate una catechesi di Kiko? Non è questo il luogo più adatto, forse. Discutetene tra voi. In una convivenza, magari, pubblicamente.

Anonimo ha detto...

Salve . Ho fatto parte dell'Opus dei come numeraria e conosco l'Opera dalla mia nascita in quanto i miei genitori sono membri soprannumerari della prelatura.
Non conosco dal di dentro il Cammino nmeocatecumenale,ma per quanto rigura l'Opus Dei potrei parlare per ore. Nell'Opera molte cose che avvengono, molte prassi, non sono nenache conosciute in Vaticano, per cui l'Opera è dottrinalmente in linea perchè fa passare quello che il fondatore ha ritenuto doveva passare. Per esempio nell'Opera non puoi scegliere il direttore spirituale nè il sacerdote con il quale confessarti e fare direzione spirituale Questo fatto è stato i oggetto di severa ammonizione da parte di Benedetto XVI, ma vi assicuro che loro continuano a fare come vogliono. Oltretutto l'Opera non ha nessun osservatorio, nessun controllo. Sopra il prelato c'è solo il Papa, nessuna ingerenza esterna a livello dei vescovi e delle diocesi E un potere enorme. Dite che l'Opera non ha lo scopo di formare una nuova Chiesa. Questo non lo so, ma sicuramente l'Opera è una Chiesa dentro la Chiesa e la figura del fondatore (persona che ha vissuto per costruirsi un santo personaggio, arrivando addirittura a dichiarare che la sua tomba doveva essere fatta in una determinaa maniera perchè sarebbe stata oggetto di pellegrinaggi... alla faccia dell'umiltà!!!) a è praticamente idolatrata. San Josemaria e i suoi insegnamenti sono intoccabili.. e se Kiko, che non conosco fa così, allora anche lui è un fanatico. Insomma per me questi spagnoli hanno qualche problemino...Per quanto mi riguarda, pur seguendo nella mia parrocchia delle catechesi e avendo ricevuto veramente tanti doni da Dio in questi incontri, io preferisco dichiararmi appartenente a Cristo.

Anonimo ha detto...

Io ho fatto parte dell'Opus Dei come aggregato. Effettivamente non verrà mai chiesto a un fedele dell'Opera di "vendere" i propri beni, anche se a numerari e aggregati viene proposto di fare testamento a favore dell'Opera (concretamente di qualche attività corporativa), però pure questa consuetudine è vissuta con prudenza, perché si tiene debito conto delle obbligazioni naturali verso i congiunti. Numerari e aggregati versano le loro entrate nella cassa del centro e poi da questa prelevano secondo le loro necessità. Questo spaventa molti, ma è molto bello e alla fine nessuno manca di niente, si finisce per vivere esattamente in conformità alla propria condizione e si ha anzi molto di più in "case e fratelli e figli".
Insomma, a me l'Opera ha detto di non continuare per una impuntatura che ho avuto (di cui mi pento), ma come vorrei tornare....sob!

Aurelio