martedì 25 dicembre 2012

Eucarestia, vero sacrificio

Qui sotto, un ampio bigliettino di auguri di un santo Natale, contenente alcuni estratti dell'insegnamento della Chiesa particolarmente sgradito ai neocatecumenali più facinorosi che insieme ai loro "iniziatori" Kiko e Carmen, pensano erroneamente che "sacrificio" sia un residuato del paganesimo.


EUCARISTIA VERO SACRIFICIO - Estratti

La Chiesa ha sempre insegnato che:

  • Il sacrificio della Messa è la ripresentazione sacramentale del sacrificio di Gesù sulla croce (Conc. di Trento e CCC. nn. 1356 e 1357).
  • Il sacrificio della Messa non è solo sacrificio di lode e di ringraziamento, ma anche di espiazione e di intercessione. (CCC 1358 e Conc. Trento DS, 950).
  • La Messa è sacrificio in senso vero e proprio, istituito da Gesù la sera dell'Ultima Cena.
  • Il Concilio di Trento ha definito queste verità “de fide“. Confermate in pieno dal Vat. II, sono raccolte nel CCC, 1350ss, 1365, 1366,1367. 

Giovanni Paolo II richiama questa dottrina: “L'istituzione dell'Eucaristia infatti anticipava sacramentalmente gli eventi che di lì a poco si sarebbero realizzati, a partire dall'agonia del Getsemani” (EE, 3).

“Il sangue, che aveva poco prima consegnato alla Chiesa come bevanda di salvezza nel Sacramento eucaristico, cominciava ad essere versato; la sua effusione si sarebbe poi compiuta sul Golgota, divenendo lo strumento della nostra redenzione” EE, 3).

“«Mysterium fidei! - Mistero della fede!». Quando il sacerdote pronuncia o canta queste parole, i presenti acclamano: «Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta». In queste o simili parole la Chiesa, mentre addita il Cristo nel mistero della sua Passione, rivela anche il suo proprio mistero” (EE, 5).

“«Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito» (1Cor 11,23), istituì il Sacrificio eucaristico del suo corpo e del suo sangue. Le parole dell'apostolo Paolo ci riportano alla circostanza drammatica in cui nacque l'Eucaristia. Essa porta indelebilmente inscritto l'evento della passione e della morte del Signore. Non ne è solo l'evocazione, ma la ripresentazione sacramentale. È il sacrificio della Croce che si perpetua nei secoli. Bene esprimono questa verità le parole con cui il popolo, nel rito latino, risponde alla proclamazione del «mistero della fede» fatta dal sacerdote: «Annunziamo la tua morte, Signore!».

La Chiesa ha ricevuto l'Eucaristia da Cristo suo Signore non come un dono, pur prezioso fra tanti altri, ma come il dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza. Questa non rimane confinata nel passato, giacché «tutto ciò che Cristo è, tutto ciò che ha compiuto e sofferto per tutti gli uomini, partecipa dell'eternità divina e perciò abbraccia tutti i tempi» (CCC, 1085).

Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente e «si effettua l'opera della nostra redenzione». (LG, 3) Questo sacrificio è talmente decisivo per la salvezza del genere umano che Gesù Cristo l'ha compiuto ed è tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato il mezzo per parteciparvi come se vi fossimo stati presenti. Ogni fedele può così prendervi parte e attingerne i frutti inesauribilmente. Questa è la fede, di cui le generazioni cristiane hanno vissuto lungo i secoli. Questa fede il Magistero della Chiesa ha continuamente ribadito con gioiosa gratitudine per l'inestimabile dono. (Paolo VI, Solenne professione di fede, 30 giugno 1968, 24: AAS 60, 442; Giovanni Paolo II, Lett. ap. Dominicae Cenae, 24 febbraio 1980, 12: AAS 72 (1980), 142).

Desidero ancora una volta richiamare questa verità, ponendomi con voi, miei carissimi fratelli e sorelle, in adorazione davanti a questo Mistero: Mistero grande, Mistero di misericordia. Che cosa Gesù poteva fare di più per noi? Davvero, nell'Eucaristia, ci mostra un amore che va fino «all'estremo» (Gv 13,1), un amore che non conosce misura” (EE,11).

“Istituendo il sacramento eucaristico Gesù “non si limitò a dire «Questo è il mio corpo», «questo è il mio sangue», ma aggiunse «dato per voi...versato per voi» (Lc 22,19-20). Non affermò soltanto che ciò che dava loro da mangiare e da bere era il suo corpo e il suo sangue, ma ne espresse altresì il valore sacrificale, rendendo presente in modo sacramentale il suo sacrificio, che si sarebbe compiuto sulla Croce alcune ore dopo per la salvezza di tutti.

«La Messa è ad un tempo e inseparabilmente il memoriale del sacrificio nel quale si perpetua il sacrificio della Croce e il sacro banchetto della comunione al corpo e al sangue del Signore » (CCC 1382).

La Chiesa vive continuamente del sacrificio redentore, e ad esso accede non soltanto per mezzo di un ricordo pieno di fede, ma anche in un contatto attuale, poiché questo sacrificio ritorna presente, perpetuandosi sacramentalmente, in ogni comunità che lo offre per mano del ministro consacrato. In questo modo l'Eucaristia applica agli uomini d'oggi la riconciliazione ottenuta una volta per tutte da Cristo per l'umanità di ogni tempo. In effetti, «il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell'Eucaristia sono un unico sacrificio». (CCC 1367) Lo diceva efficacemente già san Giovanni Crisostomo: «Noi offriamo sempre il medesimo Agnello, e non oggi uno e domani un altro, ma sempre lo stesso. Per questa ragione il sacrificio è sempre uno solo. [...] Anche ora noi offriamo quella vittima, che allora fu offerta e che mai si consumerà». (Omelie sulla Lettera agli Ebrei, 17, 3: PG 63, 131.)

La Messa rende presente il sacrificio della Croce, non vi si aggiunge e non lo moltiplica (D 1743). Quello che si ripete è la celebrazione memoriale, l'«ostensione memoriale» (memorialis demonstratio) (Mediator Dei (20 novembre 1947: AAS 39 (1947), 548) di esso, per cui l'unico e definitivo sacrificio redentore di Cristo si rende sempre attuale nel tempo. La natura sacrificale del Mistero eucaristico non può essere, pertanto, intesa come qualcosa a sé stante, indipendentemente dalla Croce o con un riferimento solo indiretto al sacrificio del Calvario” (EE, 12).

“In forza del suo intimo rapporto con il sacrificio del Golgota, l'Eucaristia è sacrificio in senso proprio, e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli. Il dono infatti del suo amore e della sua obbedienza fino all'estremo della vita (Gv 10,17-18) è in primo luogo un dono al Padre suo. Certamente è dono in favore nostro, anzi di tutta l'umanità (Mt 26,28; Mc 14,24; Lc 22,20; Gv 10,15), ma dono innanzitutto al Padre: « sacrificio che il Padre accettò, ricambiando questa totale donazione di suo Figlio, che si fece “obbediente fino alla morte” (Fil 2,8), con la sua paterna donazione, cioè col dono della nuova vita immortale nella risurrezione» (Redemptor hominis 15 marzo 1979, 20: AAS 71 (1979), 310; EE,13).

“La Pasqua di Cristo comprende, con la passione e la morte, anche la sua risurrezione. È quanto ricorda l'acclamazione del popolo dopo la consacrazione: «Proclamiamo la tua risurrezione». In effetti, il Sacrificio eucaristico rende presente non solo il mistero della passione e della morte del Salvatore, ma anche il mistero della risurrezione, in cui il sacrificio trova il suo coronamento” (EE, 14).

“Il Sacrificio eucaristico è di per sé orientato all'unione intima di noi fedeli con Cristo attraverso la comunione: riceviamo Lui stesso che si è offerto per noi, il suo corpo che Egli ha consegnato per noi sulla Croce, il suo sangue che ha «versato per molti, in remissione dei peccati» (Mt 26,28; EE, 16).

“Il Concilio Vaticano II ha ricordato che la Celebrazione eucaristica è al centro del processo di crescita della Chiesa. Infatti, dopo aver detto che «la Chiesa, ossia il regno di Cristo già presente in mistero, per la potenza di Dio cresce visibilmente nel mondo», (LG 3) quasi volendo rispondere alla domanda: «Come cresce?», aggiunge: «Ogni volta che il sacrificio della Croce “col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato” (1Cor 5,7) viene celebrato sull'altare, si effettua l'opera della nostra redenzione. E insieme, col sacramento del pane eucaristico, viene rappresenta e prodotta l'unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo» (1Cor 10,17; LG 3; EE, 21).

“L'incorporazione a Cristo, realizzata attraverso il Battesimo, si rinnova e si consolida continuamente con la partecipazione al Sacrificio eucaristico” (EE, 22).

“Con la comunione eucaristica la Chiesa è parimenti consolidata nella sua unità di corpo di Cristo. San Paolo si riferisce a questa efficacia unificante della partecipazione al banchetto eucaristico quando scrive ai Corinzi: «E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane» (1Cor 10,16-17; EE, 23).

“L'Eucaristia esprime anche questo senso dell'apostolicità. Infatti, come insegna il Concilio Vaticano II, «i fedeli, in virtù del regale loro sacerdozio, concorrono all'oblazione dell'Eucaristia», (LG 10) ma è il sacerdote ministeriale che «compie il Sacrificio eucaristico in persona di Cristo e lo offre a Dio a nome di tutto il popolo». (LG 10) Per questo nel Messale Romano è prescritto che sia unicamente il sacerdote a recitare la preghiera eucaristica, mentre il popolo vi si associa con fede e in silenzio. (Institutio genelaris: n. 147; EE, 28).

“L'espressione, ripetutamente usata dal Concilio Vaticano II, secondo cui «il sacerdote ministeriale compie il Sacrificio eucaristico in persona di Cristo», (LG 10; 28) era già ben radicata nell'insegnamento pontificio. Come ho avuto modo di chiarire in altra occasione, in persona Christi «vuol dire di più che “a nome”, oppure “nelle veci” di Cristo. In persona: cioè nella specifica, sacramentale identificazione col sommo ed eterno Sacerdote, che è l'autore e il principale soggetto di questo suo proprio sacrificio, nel quale in verità non può essere sostituito da nessuno». (Dominicae Cenae, 24 febbraio 1980, 8: AAS 72, 128-129; EE, 29).

“Per il carattere stesso della comunione ecclesiale e del rapporto che con essa ha il sacramento dell'Eucaristia, va ricordato che «il Sacrificio eucaristico, pur celebrandosi sempre in una particolare comunità, non è mai celebrazione di quella sola comunità: essa, infatti, ricevendo la presenza eucaristica del Signore, riceve l'intero dono della salvezza e si manifesta così, pur nella sua perdurante particolarità visibile, come immagine e vera presenza della Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica». (Communionis notio, 28 maggio 1992, 11: AAS 85 (1993), 844; EE, 39).

“Se la logica del «convito» ispira familiarità, la Chiesa non ha mai ceduto alla tentazione di banalizzare questa dimestichezza» col suo Sposo dimenticando che Egli è anche il suo Signore e che il «convito» resta pur sempre un convito sacrificale, segnato dal sangue versato sul Golgota. Il Convito eucaristico è davvero convito «sacro», in cui la semplicità dei segni nasconde l'abisso della santità di Dio: «O Sacrum convivium, in quo Christus sumitur!»” (EE, 48).

“Maria fece sua, con tutta la vita accanto a Cristo, e non soltanto sul Calvario, la dimensione sacrificale dell'Eucaristia” (EE, 56).

“Nel «memoriale» del Calvario è presente tutto ciò che Cristo ha compiuto nella sua passione e nella sua morte“ (EE, 57).

“Nell'Eucaristia la Chiesa si unisce pienamente a Cristo e al suo sacrificio, facendo suo lo spirito di Maria. È verità che si può approfondire rileggendo il Magnificat in prospettiva eucaristica. L'Eucaristia, infatti, come il cantico di Maria, è innanzitutto lode e rendimento di grazie. Quando Maria esclama «L'anima mia magnifica il Signore e il mio Spirito esulta in Dio mio salvatore», ella portain grembo Gesù. Loda il Padre «per» Gesù, ma lo loda anche «in» Gesù e «con» Gesù. È precisamente questo il vero «atteggiamento eucaristico»” (EE, 58).

“Il Mistero eucaristico – sacrificio, presenza, banchetto – non consente riduzioni né strumentalizzazioni; va vissuto nella sua integrità, sia nell'evento celebrativo, sia nell'intimo colloquio con Gesù appena ricevuto nella comunione, sia nel momento orante dell'adorazione eucaristica fuori della Messa” (EE, 61).

77 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido ma manca la parte più importante: l'Eucaristia ci riconda la cena del Signore quando l'ha istituita: erano tutti seduti e non stiamo seduti, è stato usato del pane e noi usiamo del pane. Certo anche il suo sacrificio c'entra qualcosa ma, come viene insegnato anche dalla chiesa, questo è secondario rispetto al significato "mensa". Anche il nostro presbitero evidenzia questo durante le omelie ed i catechisti stessi insistono molto, anche più di lui, su questo aspetto.
Ripeto : su questo blog distorcete sempre gli insegnamenti della chiesa e del Papa.

Laura

Stefano78 ha detto...

Buon Natale a tutti. Non dico altro....Buon Natale...Cristo-Verità ci guidi in questo tempo di buio...Perchè Lui è la luce!

Aldo ha detto...

Mi accodo Stefano... Buon Natale a tutti.. Vi ricordo nelle mie preghiere...si prospettano tempi bui.. sempre saldi nella Fede in Cristo nostro Signore

Lino ha detto...

Una sensazione a pelle: è il secondo commento di Laura che pubblicate ed è il secondo commento che io ritengo falso. In essi manca quell'ambiguità, quel dire e non dire, che sono propri degli adepti più impegnati nel Cammino. Quando Kiko, a proposito di Eucarestia, scrive: “Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione...", così si comporta.
In tutta onestà, eviterei la pubblicazione di queste che, a mio avviso, sono solo provocazioni. Non ne abbiamo bisogno.
Di nuovo Buon Natale a tutti, che il Verbo fatto carne possa illuminarci tutti, con la sua immensa luce.

Rio ha detto...

Mi associo anch'io Buon Natale a tutti!!

Che sia un Natale Vero..

http://upperpix.com/di-TIHZ.jpg

Anonimo ha detto...

Affinché la nostra vita sia riflesso di quella luce Divina che scese sulla terra e che nella magica notte appena trascorsa si è rinnovata per fortificarci nella fede. Auguri a tutti voi carissimi amici virtuali, per un sereno e felice Natale.

Rosy

Anonimo ha detto...

Avete visto come ha celebrato la Santa Messa di Natale il Santo Padre? Come erano disposti i 6 candelieri e la Croce sull'Altare? Il latino? Il momento di silenzio dopo l'omelia? Come ha distribuito la Comunione? Il momento di silenzio dopo che i fedeli hanno ricevuto il ginocchio e sulla lingua il Corpo di Cristo?

Auguro, per l'anno nuovo, che in tutte le Chiese del mondo si segua l'esempio del Santo Padre.

Buon Natale a tutti!

Mario.

valerio ha detto...

Il sacrificio secondario rispetto alla "mensa"? Quale Chiesa lo insegna? Dove lo insegna? Quali catechisti? (Questa domanda era retorica)
l'aspetto sacrificale è come dire un poco sottotono nel cnc. non dico che non c'è, ma che è ritenuto secondario rispetto alla visione di mistero pasquale. ora, il mistero pasquale include il senso del sacrificio, non lo cancella affatto. o per lo meno, così dovrebbe essere.

valerio ha detto...

Avete visto il thread Dellaltro blog? Ci sarebbe una natività seicentesca spacciata per Botticelli.

by Tripudio ha detto...

I commenti provocatori della finta "Laura" ci allietano l'animo e ci fanno fare due risate. Quando sarà passato il momento di preghiera e di festa, si potrebbe riflettere su quale sia la prossima mossa del Papa nei confronti del Cammino, partendo dalla manifesta disobbedienza di Kiko e dei suoi seguaci.

La fatidica "lettera di Arinze" è rimasta lettera morta fino ad oggi: una nuova edizione della stessa lettera resterà lettera morta per i secoli a venire. Dunque quale può essere la risposta del Papa a chi gli ha sempre disubbidito?

Anonimo ha detto...

Avete una idea di sacrificio tutta vostra: "Occidentale"
E comunque sempre riportate sempre e solo una parte. La messa non é solo sacrificio e lo sapete anche voi soltanto che non vi interessa.

Luisa ha detto...

Effettivamente i "commenti" del blogger "Laura" sono il frutto di un perditempo che sarebbe bene ignorare, anche se descrivono alla perfezione il pensiero che poi si traduce, purtroppo per loro, in atti che influenzano tutta la loro vita, ormai camminodipendente, di tanti, troppi neocatecumenali, nell`indifferenza colpevole e irresponsabile di chi sa, vede, ascolta, ma tace, vergognosamente tace.

Anonimo ha detto...

" Dunque quale può essere la risposta del Papa a chi gli ha sempre disubbidito?"

Io davvero non ho idea di quanto al S. Padre facciano sapere..... sarò pessimista a pensare che questi continueranno a fare il loro porco comodo?

Chi mi fa veramente pena sono quei poveracci che sono cresciuti nel Cammino e quindi sono davvero incapaci di ragionare, sono convinto, conoscendo molto bene alcuni di loro, che siano delle povere vittime per le quali pregare.

Chi mi fa veramente schifo è invece quel porcame immondo del trio che ha fondatla setta ed i loro catechisti "di rilievo" : vedo davvero la malizia e la cattiva fede..... meritano il destino che si stanno cercando, quello di marcire all'inferno!

B.

mic ha detto...

Avete una idea di sacrificio tutta vostra: "Occidentale"
E comunque sempre riportate sempre e solo una parte. La messa non é solo sacrificio e lo sapete anche voi soltanto che non vi interessa.


Chiunque tu sia, Anonimo, una cosa è certa: non hai capito un'acca di quanto abbiamo sempre scritto. Qui nessuno privilegia o vede SOLO il Sacrificio; ma se non si 'passa' della Croce=vera "Pasqua"=passaggio di Cristo e nostra, non si entra nella Risurrezione e non si celebra la Santa e Divina Liturgia Opera di Cristo Nato Morto e Risorto per la nostra Salvezza: il Suo Sacrificio ri-presentato al Padre che si trasforma in "banchetto escatologico"... ma si celebra qualcosa d'altro: un surrogato, o peggio una falsificazione, per intenderci...

Luisa ha detto...

Ho letto l`articolo messo in link nel thread precedente dove di vedono immagini di una "convivenza" alla cittadella neocatecumenale in Galilea.
È deprimente leggere, ancora una volta, che dei vescovi sono andati in Galilea ad "imparare "il cammino neocatecumenale!
Non è Arguello che va a scuola dai vescovi, per imparare la Tradizione, la Dottrina, le prassi della Chiesa, le sue norme, la sua teologia liturgica, no, sono i successori degli apostoli che vanno a scuola da un laico spagnolo, da un pittore, che con la sua illimitata superbia spiega loro quanto e come tutto ciò che la Chiesa ha fatto fino ad ora ( e ciò che dunque loro fanno) è fuffa e muffa, non vale niente, come tutto è da rifare e come, evidentemente, è lui ad avere in mano le chiavi della soluzione a tutti i problemi della Chiesa perché sono Maria e Dio stesso ad avergliele date!

Ci sconcerta vedere quei Pastori, vescovi e cardinali, ascoltare quelle elucubrazioni e applaudire un uomo che ha rigettato, schernendola, la Liturgia cattolica, che ha devastato lo spazio sacro cattolico, che ha portato la divisione nella Chiesa, nelle parrocchie, nelle famiglie stesse, che ha creato un movimento emblematico della rottura la più radicale con la Tradizione della Chiesa.
Sono invitati e alloggiati gratuitamente, sono suggestionati dalla ricchezza del luogo, intrecciano con quell`uomo relazioni amicali, Arguello non si comporta con loro con il rispetto e la consapevolezza che dovrebbe avere un laico che si trova davanti ad un succesore degli apostoli, no, con loro ha un comportamento paternalista, da padre-padrone, non teme di dir loro, sempre con la sua superbia senza fini, che è Dio che gli ha detto di dire loro una parola di verità….(vedi discorso di Düsseldorf).

Quei Pastori sembrano aver dimenticato le loro responsabilità, il loro dovere di Custodi della retta Dottrina e della sacra Liturgia, la loro missione di essere al servizio della salvezza delle anime.
La confusione ci viene dai vertici.
della Chiesa.

O allora, che quelle migliaia di chierici che corrono in Galilea a scuola da Arguello abbiano un pò di CORAGGIO, il coraggio della COERENZA, che abbiano il coraggio di dirci che PER LORO quel laico ha ragione, che PER LORO il Magistero della Chiesa sull` Eucaristia(vedi thread) è ormai scaduto, non ha più corso, che PER LORO le parrocchie devono essere strutturate come lo vuole quel laico, che PER LORO la pastorale non deve più essere sacramentale.
In assenza di quel coraggio, la loro incoerenza fra parole e atti non fa che alimentare la confusione nella mente dei cattolici e la crisi della Chiesa.

Anonimo ha detto...

Ieri sera ha celebrato la Santa Messa il fondatore del Francescani dell'Immacolata (padre Stefano Maria Manelli, figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina) con la diretta tv su Teleradiobuonconsiglio. Ho potuto notare come la celebrava: il tempo giusto che dava ad ogni momento, la delicatezza e l'adorazione nel sollevare l'Ostia; l'Altare aveva la croce al centro, i canti erano appropriati (alcuni in latino: Gloria, Sanctus, ecc) e la Comunione veniva distribuita in ginocchio e sulla lingua. Tutto questo rendeva più forte la presenza di Dio, perché tutto era permeato di Sacralità.
I francescani dell'Immacolata subito dopo la Messa serale hanno anche un tempo di preghiera con il Rosario e di adorazione con l'Esposizione del Santissimo Sacramento.
Quando si partecipa così alla Messa e ci si ferma a ringraziare per il tempo dovuto, in ginocchio, il senso di Sacralità e di presenza di Dio permane anche dopo la Messa e durante la giornata.

Mario

mic ha detto...

Chi mi fa veramente schifo è invece quel porcame immondo del trio che ha fondatla setta ed i loro catechisti "di rilievo" : vedo davvero la malizia e la cattiva fede..... meritano il destino che si stanno cercando, quello di marcire all'inferno!

Se sono d'accordo con quanto precede, questa affermazione mi colpisce negativamente, perché nessuno di noi vuol sindacare sul foro interno delle persone, in questo caso appunto dei responsabili, anche quando se ne stigmatizzano le idee e i comportamenti. Né pretendiamo sostituirci al giudizio, che è solo di Dio. Il nostro non è altro che discernimento e torno a ripetere che non riguarda il foro interno...

Anonimo ha detto...

"Arguello non si comporta con loro con il rispetto e la consapevolezza che dovrebbe avere un laico che si trova davanti ad un succesore degli apostoli, "

È vero, non si addice ad un laico distribuire pacche sulle spalle e trattare da pari a pari un vescovo, dirlo non è clericalismo ma semplice rispetto dell`autorità che non è più riconosciuta.
Ma, in generale, c`è da dire che sono i Pastori stessi, con il loro comportamento, ad aver favorito quella mancanza di rispetto nei loro confronti, a forza di voler scambiare la vicinanza al popolo di Dio con il mettersi allo stesso livello, sono saltate le barriere che mantenevano una giusta distanza di grado oltre che di essenza che essi rivestono in quanto ordinati, e noi pure non siamo più indotti a riconoscere loro quell`autorità che sono i primi a deporre, salvo ritrovarla in certi casi quando ad esempio disobbediscono al Papa, ma forse in quel caso è più corretto dire che si tratta di abuso di potere .

Ritornando a Kiko Arguello e alla sua relazione con i vescovi, lo vediamo far loro da mentore, li ospita, li blandisce, e perfino li catechizza e i vescovi manifestano il loro entusiasmo per quelle atmosfere esaltanti alle quali non riescono a sottrarsi.
Supeficialità, immaturità, ignoranza?
P.

mic ha detto...

Ringrazio P. e Luisa per la loro puntualizzazione, quanto mai opportuna e pertinente.

La pagina, le foto e l'acritica esaltazione verificabili a quel link avevano colpito anche me.

E' una grossa ferita, nella Chiesa, questa strana e penetrante influenza di un laico che si dice ispirato e che purtroppo nei suoi insegnamenti e prassi svia il popolo di Dio, pastori (!) compresi.

Lino ha detto...

@ valerio ha detto...
"Avete visto il thread Dellaltro blog? Ci sarebbe una natività seicentesca spacciata per Botticelli"
Non ci fare caso, Valerio. A Napoli, quest'anno, le vongole sono crollate di prezzo, a causa della quantità enorme che Baccalà sta producendo nel suo blog.
Ma dico io: come si fa a confondere "L'adorazione dei pastori" di Guido Reni (che sta a NAPOLI, la città del Baccalà, nella Certosa di San Martino! :-)
http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Guido%20Reni%20opere/59%20Guido%20Reni%20-%20adorazione%20dei%20pastori.jpg

con "la Natività mistica" di Botticelli?
http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Botticelli%20opere/60%20botticelli%20-%20nativit%C3%A0%20mistica.jpg

P.S.
Non disperate, consideratelo un segno. In alto sulla "Natività mistica" di Botticelli c'è una scritta in greco che recita:
"Questa pittura, sulla fine dell'anno 1500, durante i torbidi d'Italia, io, Alessandro, dipinsi nel mezzo del tempo dopo il tempo, secondo l'XI di san Giovanni nel secondo dolore dell'Apocalisse, nella liberazione di tre anni e mezzo del diavolo; poi sarà incatenato nel XII e lo vedremo [precipitato] come nel presente dipinto".

Anonimo ha detto...

Chiunque tu sia, Anonimo, una cosa è certa: non hai capito un'acca di quanto abbiamo sempre scritto. Qui nessuno privilegia o vede SOLO il Sacrificio; ma se non si 'passa' della Croce=vera "Pasqua"=passaggio di Cristo e nostra, non si entra nella Risurrezione e non si celebra la Santa e Divina Liturgia Opera di Cristo Nato Morto e Risorto per la nostra Salvezza: il Suo Sacrificio ri-presentato al Padre che si trasforma in "banchetto escatologico"... ma si celebra qualcosa d'altro: un surrogato, o peggio una falsificazione, per intenderci...
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E perchè sarebbe un falso o un surrogato ce lo spiegheresti per favore?Se Il Sacerdote che celebra è ordinato regolarmente?Se si usano pane azzimo e vino prescritti perchè sarebbe un falso?La natura sacrificale della Messa dipende dalla quantità di volte in cui noi la sottolineiamo?Possiamo noi aggiungere o sottrarre valore sacrficale o ciò è insito nella Messa?L'anonimo ha ragione voi vedete l'Eucarestia solo nella sua dimensione sacrificale tralasciando tutto il resto.L'Eucarestia è anche altro,è anche la Cena del Signore come la chiama San Paolo.

Pertanto siete eretici!

Ti pregherei di rispondere per favore e di non censurare.Grazie

Anonimo ha detto...

siccome fino a prova contraria, la Chiesa, ci considera CRISTIANI, anzi definiti un dono dello Spirito Santo per la Chiesa tutta e per i tempi odierni, vorrei invitarvi ad ascoltare ed obbedire a quello che a detto oggi il Papa, invece di tirarlo per la cotta con le vostre teorie eretiche, (queste certificate).

non perseguitate i Cristiani...........perchè questo è quello che state facendo, ci state PERSEGUITANDO.

è demoralizzante come spendiate tutte le vostre energie per distruggerci, questo è un paradosso, chi si definisce Cristiano, perseguita aspramente chi è definito Cristiano dalla Chiesa, come potrà crederci chi non conosce Dio, fino a quando ci scannerete così ???

by Tripudio ha detto...

Varie risposte:

1) "Se Il Sacerdote che celebra è ordinato regolarmente?Se si usano pane azzimo e vino prescritti perchè sarebbe un falso?..."

A questo gentile signore occorre rispondere che "valido" non è automaticamente sinonimo di "lecito" (una celebrazione "con abusi" è valida anche se è illecita e peccaminosa: ma tu davvero vuoi celebrare "a modo tuo" anziché al modo di tutta la Chiesa?).

Occorre rispondere poi che la liturgia non è uno "spettacolino" o un'operazione qualsiasi da fare seguendo le "istruzioni per l'uso": chi fa di testa sua appellandosi alle pieghe dei regolamenti, di fatto tradisce il senso della liturgia riducendola ad un cabaret, ad uno show personale.

Esiste un'infinità di modi di ridurre (fino a far sparire) la natura sacrificale della Messa, e uno di questi modi è la "partecipazione" intesa non come unione spirituale a Dio (cosa che si può fare benissimo nel silenzio) ma come "prendere parte allo spettacolo" mediante monizioni, balletti, risonanze, processioni offertoriali da palcoscenico, sfilate di moda all'ambone, preghiere dei fedeli tanto per dare aria alla lingua...


2) "...l'inferno..."

È pur vero che certi neocatecumenali (come Baccalà) sono così furiosi che considerano più umiliante il rifiutare tutta la propria storia di kikismo-carmenismo, che il finire all'inferno.

Anonimo ha detto...

ma se la Chiesa lo dichiara valido, un significato lo daresti, perchè sembra che la Chiesa abbia dichiarato valido una cosa illecita, e questo mi sembra piuttosto difficile.

Anonimo ha detto...

a leggere da come tutti vi chiedono di non censurare, ( vi fa sentire importanti )
certo è che questa pratica la usate proprio in modo dittatoriale.

contenti voi...... che dire......niente tanto censurate

by Tripudio ha detto...

Rispondo al commento delle 14:29.


Anzitutto chiariamo che qui nessuno viene perseguitato.

Tranne, ovviamente, il caso in cui qualcuno ha la coscienza sporca e si sente perseguitato dalla verità. Come ad esempio chi di fatto considera la liturgia come una fabbricazione umana modificabile a seconda delle lune storte del proprio "iniziatore" preferito.

Che siate cristiani disobbedienti non lo diciamo noi, ma lo dicono Benedetto XVI e Kiko Argüello.

Il primo vi ha detto che dovete celebrare «seguendo fedelmente i libri liturgici» (e ve lo ha messo per iscritto, e quelle sue decisioni fanno parte dello Statuto del Cammino).

Il secondo invece vi dice proprio il contrario di quel che comanda il Papa, ed ha perfino il barbaro coraggio di vantarsene con il cardinale Cañizares Llovera: «guardi come alla Comunione stiamo tutti seduti e riceviamo il Corpo del Signore».

Detto fra parentesi, il cardinale Cañizares è quello che recentemente ha tuonato contro gli abusi liturgici (chissà dunque cosa avrà pensato quando Kiko si è vantato di farvi fare la "comunione seduti").

Dunque siete cristiani sì, ma cristiani disobbedienti, e non siamo noi a dirlo, ma lo testimoniano sia il Papa che il vostro "iniziatore" preferito.

Dunque è con loro due che dovete prendervela quando vi chiamiamo "disubbidienti".

Oppure potreste prendervela con voi stessi, cercando di pensare a quale bislacco motivo vi porta a disubbidire al Santo Padre pur di continuare ad ubbidire a Kiko. Dunque la parola di Kiko vale più delle «decisioni del Santo Padre»? Allora hanno ragione coloro che dicono che voi seguite un idolo!


Quanto alle eresie, non dovete prendervela con noi, ma con Kiko e Carmen che vi hanno insegnato ogni sorta di strafalcioni dottrinali (che fanno eco negli strafalcioni liturgici). Per esempio, già il solo fatto di tributare a Nostro Signore lo stesso rispetto che tributate ad uno snack.

Se infatti lì c'è la Presenza Reale di Nostro Signore, chiunque ci crede sul serio non rimarrà comodamente seduto in attesa del segnale prestabilito per mangiare tutti insieme.

Uno a parole può anche professare i dogmi sull'Eucarestia, ma se poi ogni sabato sera contribuisce (anche con la sua sola presenza) a disperdere frammenti del Santissimo e addirittura a ballarci sopra, vuol dire che a parole è cristiano, ma nei fatti è eretico o peggio.

Ripeto e sottolineo: "nei fatti".

Sono i fatti concreti che condannano il Cammino, è la verità dei fatti che "perseguita" il Cammino.

Noi non c'entriamo niente: noi qui siamo solo persone che riflettono su quei fatti.

L'ubbidienza alle norme liturgiche "dice" molte cose della fede.

Guardate per esempio l'Opus Dei o i Legionari di Cristo, tanto per pescare un paio di esempi, i cui sacerdoti celebrano in modo assolutamente impeccabile: perché mai voi sareste esentati dal celebrare la Messa così come comanda la Chiesa?

Vedi, non saranno le nostre minuscole insignificanti "energie" a distruggere il Cammino.

Noi saremo solo spettatori del crollo del Cammino, crollo inevitabile perché fabbricato da mani d'uomo.


Quanto alla censura, a leggere tutti questi che dicono "non mi censurate", si direbbe che temono un pericolo che sta solo nella loro testa.

by Tripudio ha detto...

Attenzione: anche se per vari motivi non torniamo su certi argomenti, non significa che siano "acqua passata".

Per esempio: che bisogno c'è di creare cimiteri neocatecumenali?

Che razza di fede è quella che è espressa in modo cupo e funebre?

Qui nessuno ne parla più da vari giorni, dunque non c'è più il problema delle confessioni pubbliche?

Quante altre volte calpesterete il Santissimo Sacramento prima di rendervi conto che la liturgia di Carmen e Kiko non rispetta l'Eucarestia?

Non ne abbiamo parlato di recente, dunque gli "iniziatori" non avrebbero più qualche serio problema di superbia? E voi continuate a seguirli?

Vedi, i problemi del Cammino sono talmente tanti che quella che tu percepisci come "persecuzione" è invece solo la realtà dei fatti che ti si affaccia davanti agli occhi.

Anonimo ha detto...

tripudio sulla censura è meglio che stai zitto, almeno ci fai più figura....
sulla persecuzione, prova a chiedere senza censurare cosa ne pensano i nc di quello che fate, e vedrai altro che censura, siamo al martirio, non tanto per me o noi,

ma degli iniziatori, avete detto cose che forse gli atei non avrebbero pensato.
a questo mi riferisco quando dico che è un paradosso che chi si dice Cristiano, perseguiti chi Cristiano è definito dalla Chiesa.

ma naturalmente tu a questo ti guardi dal rispondere,... e come potresti, cosa dovresti dirmi ???

allora è meglio buttarla in discorsi vecchiotti, è meglio.

bravo tripudio, bravo.

ovviamente, vista la difficoltà, quì ci sta un bel colpo di censura

Lino ha detto...

@ Valerio
e, p.c., adoratori dei Baccalà


Bene. Ho visto che il nostro ha cominciato a correggersi. "Natività di Guido Reni", ha scritto. Magari, tra qualche decennio, rettificherà anche il titolo del dipinto, che è "Adorazione dei pastori".

Non mi meraviglio: gli adoratori delle "icone" di Kiko sono capaci di questo e d'altro.

strl ha detto...

Buon Natale a tutti (anche se in ritardo...).

Luisa ha detto...


non perseguitate i Cristiani...........perchè questo è "quello che state facendo, ci state PERSEGUITANDO.

è demoralizzante come spendiate tutte le vostre energie per distruggerci,"


Oh, le povere vittime dei cattivissimi persecutori che osano non allinearsi sul kikopensiero e commettono il crimine supremo di descrivere in modo chiaro e documentato le anomalie che fanno del cnc una chiesa parallela con le proprie prassi diverse da quella della Chiesa, un qualcosa d`altro che si è inserito nella Chiesa pur conservando tutte quelle prassi nate dalla suberbia e dalla ribellione di un uomo e di una donna che hanno rigettato la Tradizione e l`insegnamento della Chiesa, che hanno battagliato, e continuano a farlo, per conservare il frutto della loro superbia, che hanno disobbedito, e continuano a farlo, al Magistero della Chiesa, ai libri liturgici, al Papa!

Non consideratevi delle vittime, e non accusate chi critica il vostro "cammino" di essere dei presecutori, le critiche vanno alle prassi, al comportamento di chi voi idolatrate, la verità, la cruda e documentata descrizione delle storture delle prassi catechetiche e liturgiche del cnc, non sono una persecuzione, farlo si chiama informare e testimoniare, come può esssere considerato una persecuzione ricordare il Magistero della Chiesa,o ancora le norme della Chiesa e del Papa?

Le sole vittime della superbia del vostro iniziatore e della latitanza dell`autorità dei Custodi della Dottrina e della Liturgia sono la Fede cattolica (LEX ORANDI,LEX CREDENDI), la Chiesa e, in definitiva, i piccoli del cnc che in buona fede seguono un cattivo maestro che li porta su altre vie.

perplesso ha detto...

Nella Chiesa oggi viviamo una tale crisi, e una tale confusione, che ricordare ai membri di un movimento l`insegnamento della Chiesa diventa una persecuzione!
Chi dissacra, demolisce, rifiuta la tradizione e la liturgia della Chiesa, si considera una vittima, chi decide di non tacere, di non fare come se non vedesse, diventa un persecutore.
Chi disobbedisce, chi divide, indossa i panni della vittima, chi obbedisce al Magistero della Chiesa è accusato di essere un persecutore.


Anonimo ha detto...



"siccome fino a prova contraria, la Chiesa, ci considera CRISTIANI, anzi definiti un dono dello Spirito Santo per la Chiesa tutta e per i tempi odierni, vorrei invitarvi ad ascoltare ed obbedire a quello che a detto oggi il Papa, invece di tirarlo per la cotta con le vostre teorie eretiche, (queste certificate)."


E lei, anonimo, lo ha ascoltato il Papa?
Lei che ci invita ad obbedire al Papa (detto da un neocatecumenale è il colmo) a chi ha obbedito nel 2005, se era già nel cammino nc, al Papa o a Kiko Arguello?
A chi obbedisce il sabato sera? Al Papa e alle sue prescrizioni o a Kiko Arguello?

Se invece di strumentalizzare il Papa lo avesse ascoltato oggi il Papa ha detto:

Con il Battesimo e la Cresima, con il prezioso dono della fede alimentata dai Sacramenti,  specialmente dall’Eucaristia, Gesù Cristo ci ha legati a Sé e vuole continuare in noi, con l’azione dello Spirito Santo"

L`Eucaristia è quella della Chiesa, e non quella di "Kiko", è l`Eucaristia che obbedisce alle norme della Chiesa, e non a quelle di Kiko Arguello, che alimenta il prezioso dono della fede.

"Egli dimostra che la novità dell’annuncio non consiste primariamente nell’uso di metodi o tecniche originali, che certo hanno la loro utilità, ma nell’essere ricolmi di Spirito Santo e lasciarsi guidare da Lui.

Capito?
Questo bisognerebbe dirlo anche ai vescovi che vanno in Galilea per imparare i metodi dell`iniziatore del cammino neocatecumenale.

Interessante,infine,osservare che per l`anonimo il Magistero della Chiesa è una "teoria eretica certificata"!
P.



Anonimo ha detto...

Cara Luisa,
che citi in continuazione il detto lex orandi lex credendi, dovresti leggere la Mediator Dei dove tale detto è esplicitamente non approvato dalla Chiesa.
Questa la citazione:

que questo proposito, Venerabili Fratelli, riteniamo di porre nella sua giusta luce una cosa che pensiamo non esservi ignota: l'errore, cioè, di coloro i quali pretesero che la sacra Liturgia fosse quasi un esperimento del dogma, in quanto che se una di queste verità avesse, attraverso i riti della sacra Liturgia, portato frutti di pietà e di santità, la Chiesa avrebbe dovuto approvarla, diversamente l'avrebbe ripudiata. Donde quel principio: La legge della preghiera è legge della fede (Lex orandi, lex credendi).

Non è, però, così che insegna e comanda la Chiesa.
Il culto che essa rende a Dio è, come brevemente e chiaramente dice S. Agostino, una continua professione di fede cattolica e un esercizio della speranza e della carità: «Dio si deve onorare con la fede, la speranza e la carità». Nella sacra Liturgia facciamo esplicita professione di fede non soltanto con la celebrazione dei divini misteri, con il compimento del Sacrificio e l'amministrazione dei Sacramenti, ma anche recitando e cantando il Simbolo della fede, che è come il distintivo e la tessera dei cristiani, con la lettura di altri documenti e delle Sacre Lettere scritte per ispirazione dello Spirito Santo. Tutta la Liturgia ha, dunque, un contenuto di fede cattolica, in quanto attesta pubblicamente la fede della Chiesa.

Per questo motivo, sempre che si è trattato di definire un dogma, i Sommi Pontefici e i Concili, attingendo ai cosiddetti «Fonti teologici», non di rado hanno desunto argomenti anche da questa sacra disciplina; come fece, per esempio, il Nostro Predecessore di immortale memoria Pio IX quando definì l’Immacolata Concezione di Maria Vergine. Allo stesso modo, anche la Chiesa e i Santi Padri, quando si discuteva di una verità controversa o messa in dubbio, non hanno mancato di chiedere luce anche ai riti venerabili trasmessi dall'antichità. Così si ha la nota e veneranda sentenza: «La legge della preghiera stabilisca la legge della fede» (Legem credendi lex statuat supplicandi). La Liturgia, dunque, non determina né costituisce il senso assoluto e per virtù propria la fede cattolica, ma piuttosto, essendo anche una professione delle celesti verità, professione sottoposta al Supremo Magistero della Chiesa, può fornire argomenti e testimonianze di non poco valore per chiarire un punto particolare della dottrina cristiana. Che se vogliamo distinguere e determinare in modo generale ed assoluto le relazioni che intercorrono tra fede e Liturgia, si può affermare con ragione che «la legge della fede deve stabilire la legge della preghiera». Lo stesso deve dirsi anche quando si tratta delle altre virtù teologiche: «Nella . . . fede, nella speranza e nella carità preghiamo sempre con desiderio continuo».
------------------------------------
Quindi smettiamola di ripeterla ad ogni piè sospinto.
Grazie
Buon Natale
SV

by Tripudio ha detto...

Rispondo al commento delle 16:16...

Oh cielo, siete (tu e chi?) al "martirio". Dunque lo ammetti anche tu che la semplice verità dei fatti è un "martirio" per il Cammino.

Ti dovrei chiedere "cosa ne pensano i neocatecumenali" di quello che facciamo? Che domanda cretina: infatti il problema non siamo "noi", il problema è quello che si fa e si dice nel Cammino.

Vedi, se io preparo una torta da dieci chili con una goccia di veleno dentro, sta' sicuro che nessuno vorrà assaggiarne neppure una briciola: non si sa mai a beccare proprio quella avvelenata...

È lo stesso per il Cammino: la "torta" consiste nella buona volontà di tanti neocatecumenali, nella disponibilità di cuore, nel desiderio di pregare, eccetera (queste sono cose che possono venire solo dallo Spirito)... e il "veleno" invece consiste negli strafalcioni liturgici e dottrinali, nell'oppressione dei deboli da parte dei cosiddetti "catechisti", negli "arcani", nelle "oliature", eccetera.

Che evidentemente non sono una "goccia", ma intere secchiate...

Padre Enrico Zoffoli ha condotto uno studio accuratissimo, ed ha raccolto un'infinità di testimonianze, ed è tutto pubblicato nero su bianco, e nulla di tutto ciò è stato mai smentito né dal Cammino né dalle autorità della Chiesa, semplicemente perché risponde a verità.

La tua teoria di "cristiani che perseguitano altri cristiani" si scontra con la verità dei fatti: cioè con quello che Kiko ha detto (sue testuali parole!), con quello che il Papa ha detto al Cammino, e con quello che il Cammino compie ed omette.

Quindi la tua definizione andrebbe precisata così: "la verità che perseguita alcuni sedicenti cristiani"... Infatti anche Lutero, che era "cristiano", venne giustamente perseguitato dai "cristiani", cioè la Chiesa lo condannò, e tutti i "cristiani" (Lutero compreso) potevano verificare che Lutero e la Chiesa erano su due strade completamente diverse e che dunque la condanna era ragionevole e motivata.

Ti costa così tanto ammettere anche solo come "ipotesi per un ragionamento" che Kiko e Carmen ti abbiano trasmesso qualcosa che non è cattolico?

p.s.: Benedetto XVI ha confermato per l'ennesima volta il principio del «caritas in veritate»... attento: non "veritas in caritate", cioè annacquare la verità pur di restare nella carità, ma caritas in veritate, cioè solo nella verità è possibile la carità.

Dunque se per farti un piacere noi qui tacessimo, non avremmo esercitato la carità nei confronti tuoi e del Cammino.

by Tripudio ha detto...

Rispondo poi al commento delle 19:45, spassoso perché pensa di poter sfruttare un documento della Chiesa contro di noi. Eh sì, che ogni tanto ce ne capita di qualche furbetto autodidatta che pensa, con una ricerchina su Google, di aver trovato il grimaldello per zittire chi svela le magagne del Cammino.

Anzitutto devo ricordargli che il principio (ripeto: principio) del «lex orandi, lex credendi» non è un comma del Diritto Canonico, ma è un principio per capire come vanno le cose. Se ti capitasse mai di leggere il Vangelo, noterai che Nostro Signore fa largo uso di similitudini, di espressioni sintetiche, di affermazioni di princìpi, per farsi capire, per rendere l'idea.

Ed il principio "lex orandi, lex credendi", correttamente inteso, è stato convincente da Prospero d'Aquitania in poi.

Leggiamo dunque il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1124:

«1124. La fede della Chiesa precede la fede del credente, che è invitato ad aderirvi. Quando la Chiesa celebra i sacramenti, confessa la fede ricevuta dagli Apostoli. Da qui l'antico adagio: «Lex orandi, lex credendi» (oppure: «Legem credendi lex statuat supplicandi», secondo Prospero di Aquitania). La legge della preghiera è la legge della fede, la Chiesa crede come prega. La liturgia è un elemento costitutivo della santa e vivente Tradizione».

Capisci? Parla della retta liturgia della Chiesa, non degli strafalcioni inventati da Kiko e Carmen.


La cosa divertentissima della tua citazione della Mediator Dei è che va contro il Cammino: infatti papa Pio XII non condanna il principio "lex orandi, lex credendi" ma condanna la sua brutale assolutizzazione (cioè l'errata idea che la liturgia sia un "esperimento del dogma", come l'errata idea che per essere cristiani basti andare a Messa, senza le virtù teologali).

Pio XII dice: «...La Liturgia, dunque, non determina né costituisce il senso assoluto e per virtù propria la fede cattolica, ma piuttosto...può fornire argomenti e testimonianze di non poco valore per chiarire un punto particolare della dottrina cristiana».

Vedi? Non parla di una precisa forma liturgica (altrimenti dovrebbe condannare tutti gli altri riti, come ad esempio quello ambrosiano), ma parla in generale della liturgia della Chiesa.

E dice esattamente quello che diciamo noi: gli strafalcioni del Cammino sono argomenti e testimonianze di non poco valore per chiarire punti particolari della dottrina kikiana-carmeniana.

Con Pio XII anche noi diciamo che si può affermare con ragione che «la legge della fede deve stabilire la legge della preghiera».

E la legge della vera fede, come potrà mai essere compatibile con la "preghiera" neocatecumenale? Viceversa, la vera liturgia (quella che voi non celebrate nemmeno per sogno) come potrà mai essere compatibile con le fandonie insegnate da Kiko e Carmen?

Voi che disubbidite al Concilio Vaticano II (Sacrosanctum Concilium), disubbidite al Papa e al vostro stesso Statuto (lettera di Arinze e discorso di Benedetto XVI all'art.13, comma 3, nota 49), voi che disubbidite ai libri liturgici della Chiesa... venite qui a gettarci addosso un paragrafo di Pio XII convinti di aver trovato il trucchetto per metterci in difficoltà?

Ricordiamolo: la liturgia neocatecumenale è stata inventata da Carmen e Kiko, infischiandosene della liturgia della Chiesa.

Tu dunque, mettendo sullo stesso piano la liturgia della Chiesa con lo strafalcione di Carmen e Kiko, stai mettendo sullo stesso piano la verità e l'errore e pretendi di usare la Mediator Dei per trovare il cavillo da scaraventarci addosso.

Anonimo ha detto...

Oggi ne ho saputa una nuova:

pare che i catechisti, perlomeno alcuni nel Centro Italia stiano dando indicazioni ai neocatecumenali di "togliere il televisore dalla cucina per rispettare la sacralità del focolare domestico".

Personalmente sarei pure d'accordo perché l'assenza dell'oggetto favorisce il dialogo tra i commensali, però le motivazioni addotte dal CNC sono assure e assurdo è il fatto che quei poveracci gli diano retta....

B.

Luisa ha detto...

SV, vada a dirlo a Papa Benedetto che spesso ci ricorda quel principio come sempre valido e attuale e essenziale per la nostra Fede:

LEX ORANDI, LEX CREDENDI.

Anonimo ha detto...

Carissimi citare impropriamente quel detto è comunque sbagliato : neanche Dio può cambiare il passato. E il significato di quel detto nella citazione originale di prospero di Aquitania è che attraverso la preghiera si cerca di portare le genti alla fede, cioè che attraverso la lex supplicandi (come si afferma nella lettera a Timoteo)si possano condurre le genti all'obbedienza della fede (lex credendi). Non ha niente a che vedere con la liturgia.
Comunque fate come volete a me non me ne può importare un quark.
State sereni.
SV

Luisa ha detto...

Non dobbiamo troppo pretendere da chi è stato abituato a credere che fra Costantino e il CVII la Chiesa è entrata in un lungo sonno, per loro la Chiesa è cominciata con quel Concilio, della Tradizione, del Magistero della Chiesa, specialmente quello preconciliare, conoscono poco o niente ( e chi lo conosce lo passa volutamente sotto silenzio), la loro lex orandi, e legge tout court, è quella kikiana, la loro tradizione è quella orale della loro guida suprema, allora non dobbiamo stupirci se SV, riferendosi alla Mediator Dei di Pio XII, cita un passaggio pervertendone il senso, SV non lo ha capito, by Tripudio lo ha spiegato.
La difesa ad oltranza di tutte le aberrazioni liturgiche proprie al cnc induce anche una lettura molto selettiva dei testi del Magistero, dei discorsi del Papa, è conservato solo ciò che chi legge crede va nel senso delle invenzioni kikocarmeniane, ciò che pone problema è ignorato, messo da parte, censurato.
Ad esempio, se il buon SV ha letto la Mediator Dei, e non si è limitato a fare un copia-incolla preso non so dove, deve aver letto anche questi passaggi:

"..tuttavia è severamente da riprovarsi il temerario ardimento di coloro che di proposito introducono nuove consuetudini liturgiche o fanno rivivere riti già caduti in disuso e che non concordano con le leggi e le rubriche vigenti.

Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all'altare l'antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede.
...
così, quando si tratta della sacra Liturgia, non sarebbe animato da zelo retto e intelligente colui il quale volesse tornare agli antichi riti ed usi ripudiando le nuove norme introdotte per disposizione della Divina Provvidenza e per le mutate circostanze.
Questo modo di pensare e di agire, difatti, fa rivivere l'eccessivo ed insano archeologismo suscitato dall’illegittimo concilio di Pistoia, e si sforza di ripristinare i molteplici errori che furono le premesse di quel conciliabolo e ne seguirono con grande danno delle anime, e che la Chiesa, vigilante custode del «deposito della fede» affidatole dal suo Divino Fondatore, a buon diritto condannò. Siffatti deplorevoli propositi ed iniziative tendono a paralizzare l'azione santificatrice con la quale la sacra Liturgia indirizza salutarmente al Padre celeste i figli di adozione.".


by Tripudio ha detto...

L'utilizzo improprio di quel detto è stato criticato da Pio XII (come già citato sopra), ma -come spiega lui stesso- l'errore sta nel prendere quelle parole come un assoluto, come una scusa per scansarsi le virtù teologali.

Nel sopra citato Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 1124, conclude così: «La legge della preghiera è la legge della fede, la Chiesa crede come prega. La liturgia è un elemento costitutivo della santa e vivente Tradizione». I seguaci di Kiko e Carmen cosa ne pensano? Il Catechismo ha sbagliato a far suo l'antico adagio «lex orandi, lex credendi»?

Se poi qualche fratello neocatecumenale, dopo che sono state scoperte le carte, tenta ancora il bluff... beh, si conferma ancora una volta che per difendere il Cammino c'è bisogno di usare la menzogna.

Se si prende sul serio la conclusione del fratello SV, si finirebbe per credere all'assurda idea che la liturgia è indipendente dalla fede.

Anonimo ha detto...

"Non ha niente a che vedere con la liturgia."

SV, prima di scrivere inesattezze, dovrebbe riprendere i testi di Paolo VI, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI, recentemente Mons. Moraglia ha detto:

"La liturgia manifesta la fede della Chiesa. Sinteticamente si dice “lex orandi, lex credendi”. E’ dalla preghiera della Chiesa che si viene a conoscere la sua fede. Nella liturgia, infatti, «si può ricercare lo schema fondamentale dal quale la Chiesa manifesta il deposito della fede che deriva dagli apostoli».
«Se la liturgia è alterata da scelte personali non rispondenti all’oggettività della fede, allora essa esprimerebbe i gusti personali di qualcuno, non più la fede della Chiesa».

jp ha detto...

ovviamente dai tempi della mediator dei alcune cose hanno fatto il loro corso: non credo che il colore nero sia decisivo per definire l'ortodossia del culto cristiano.
l'altare con la forma di mensa? cioè l'altare al centro, senza tabernacolo, senza gradini? sembra una descrizione Dell'altare di san Pietro.

by Tripudio ha detto...

Insomma, quando la Mediator Dei si può scaraventare contro chi svela le magagne del Cammino, allora vi va bene; quando invece non è adattabile alle comodità del Cammino, allora è "superata"...

Ogni scusa è buona per deviare il discorso altrove, eh?

E poi che significa "superata"? Se la liturgia tradizionale in latino era "superata", perché il Papa l'ha ripristinata? Perché Benedetto XVI sta ripescando camauri e fanoni che secondo te erano "superati"?

Visto che vuoi ciarlar tanto contro le liturgie del Papa, che mi dici delle liturgie di Kiko dove si fa la Comunione "seduti"?

Luisa ha detto...

SV, dopo aver citato impropriamente la Mediator Dei ci dice di star sereni, senza dubbio lui se ne infischia, è convinto che sempre e comunque il suo leader saprà vincere le sue vergognose battaglie, che ancora una volta avrà il sopravvento sull`autorità della Chiesa e il suo Magistero, che potrà continuare a disobbedire alle norme che disciplinano l`Eucaristia.
Purtroppo quel che è successo nel passato può averlo confortato in quel menefreghismo, le autorità della Chiesa hanno troppo a lungo tollerato gli abusi liturgici commessi dai vari innovatori, Kiko Arguello non è il solo ma è il solo ad aver costruito attorno ai suoi abusi liturgici un sistema strutturato e rigido con le sue proprie norme.

Poi arriva Benedetto XVI e il vento non soffia più come prima, non è più un vento favorevole fatto di silenzi complici e colpevoli, di segreti, di permissivismo irresponsabile.
Papa Benedetto decide di intervenire sulla Liturgia, lo fa nel 2005 ed è disobbedito, ricomincia nel 2012 in gennaio, quando, dopo aver sventato all`ultimo momento un nuovo tentativo di colpo di forza ordito alle sue spalle, rivolge ai neocatecumenali un discorso forte e chiaro e sottomette quella prassi all`analisi di una Commissione.

Ma SV continua ad essere sereno perchè sa che la fitta tela di amicizie altolocate nella Chiesa sta lavorando sodo per fermare la mano del Papa, per impedirgli di porre un termine non solo agli abusi liturgici ma a ciò che in quella prassi è fonte di divisione nella Chiesa, nelle parrocchie, fra i fedeli cattolici.




Luisa ha detto...



"ovviamente dai tempi della mediator dei alcune cose hanno fatto il loro corso: non credo che il colore nero sia decisivo per definire l'ortodossia del culto cristiano."

Alcune "cose" hanno fatto il loro corso, ma è l`autorità della Chiesa a decidere quali sono quelle "cose", non di certo un laico spagnolo o le varie équipes liturgiche.

La Sacrosanctum Concilium, non ha voluto le mense al posto degli altari, non ha previsto che quelle mense fossero poste in modo che il sacerdote si girasse verso i fedeli e non verso il Signore, ancor meno ha permesso che la mensa venga spostata dal luogo sacro e si trasformi in tavola imbandita per una cena festosa, non ha voluto la devastazione dello spazio sacro, non ha voluto l`occultazione del Sacrificio di N.S.G.C.a beneficio del banchetto.

Il latino doveva restare la lingua della Liturgia, il gregoriano il suo canto sacro, e potrei continuare, ma poi è arrivato il Consilium incaricato di applicare la Sacrosanctum Concilium ed è cominciato il lavoro di quella Commissione che ha per prima tradito la Costituzione Conciliare con le sue interpretazioni allargate, estensive e arbitrarie, e così quel che non voleva la Sacrosanctum Concilium ha cominciato a vedere il giorno e la sacra Liturgia è diventata un laboratorio dove venivano effettuati ogni sorta di esperimenti, altrettanti abusi non solo non sanzionati ma tollerati e anche incoraggiati.

Abbiamo dovuto aspettare il 2004 e la Redemptionis Sacramentum per vedere nominati quegli abusi.
Purtroppo quel testo è restato lettera morta, gli abusi sono continuati come prima e ancora oggi la Liturgia è la vittima di chi la manipola ferendola e di chi non interviene per porre fine allo scempio.

Anonimo ha detto...

@Mic
Io sicuramente non capisco niente di quello che dite.
Ma tu che dici di curare questo sito ( le nostre radici )
Non trovi differenze tra quello che dite qui e quello che dici qui:http://www.nostreradici.it/banchetto_cena.htm

mic ha detto...

l'altare con la forma di mensa? cioè l'altare al centro, senza tabernacolo, senza gradini? sembra una descrizione Dell'altare di san Pietro.

jp,
stai dimostrando la tua abissale ignoranza o assoluta malafede: l'altare di S. Pietro, come tutti quelli di molte basiliche antiche è un "Altare basilicale": il Sacerdote non è orientato al popolo, ma guarda verso Oriente, tant'è anche anticamente il popolo che assisteva alle celebrazioni dalla navata centrale, si volgeva anch'esso ad orientem al momento del Canone...

Che poi gli spazi sacri siano stati devastati e per di più non in sintonia con la Sacrosanctum Concilium, questo è un altro discorso.

Anonimo ha detto...

@Mic
Rileggiti bene allora la "famigerata" catechesi sulla eucarestia e troverai le stesse considerazioni.

mic ha detto...

Io sicuramente non capisco niente di quello che dite.
Ma tu che dici di curare questo sito ( le nostre radici )
Non trovi differenze tra quello che dite qui e quello che dici qui:http://www.nostreradici.it/banchetto_cena.htm


Quell'articolo non l'ho scritto io ma Sofia Cavalletti e dice cose che anch'io ho ribadito molte volte, ma che evidentemente la tua griglia di lettura non ti permette di cogliere.

Sostanzialmente vengono sottolineati tutti i riferimenti giudaici all'Ultima Cena, e molti sono gli elementi che fanno pensare che Gesù abbia celebrato con i suoi discepoli un haggadah di Pesach. Ma viene messa in risalto l'assoluta novità dell'istituzione dell'eucaristia che porta a compimento tutta la storia della Salvezza. Come dicono i Padri l'evento-Cristo dat figuris terminum.

Leggi bene qui:

"Ancora una volta Gesù inserisce il fatto nuovo che egli compie nel quadro della liturgia giudaica. Come a Nazareth aveva voluto che il culto sinagogale costituisse lo sfondo, su cui annunciare che la salvezza preannunciata dai profeti era presente nella sua persona, così anche il momento essenziale della sua vita terrena, quel momento in cui egli celebra il suo Sacrificio sotto il velo dei segni, lo vuole inserito nella cornice del culto ebraico, culto che egli vive, assomma in sé e perfeziona."

Nella nostra messa, di sinagogale abbiamo ancora la Liturgia della Parola, ma il proprium, il fulcro della celebrazione è quella Eucaristica, che è un novum assoluto. E dunque:
"[...] Da allora in poi tutto ciò si sarebbe ricapitolato nella Persona stessa di Cristo, che lega la sua presenza ai veli del Pane e del Vino, in quella Persona in cui l'unione con Dio diviene reale, in quella Persona che è il Verbo stesso di Dio, cioè l'espressione vivente della Sua volontà, Colui che non è venuto ad abolire la Legge, ma a sintetizzarla in se stesso."

E il "mistero pasquale" che Gesù ha compiuto e ci consegna significa, come detto mille volte "Passione-Morte-Risurrezione", non solo Risurrezione...

mic ha detto...

Rileggiti bene allora la "famigerata" catechesi sulla eucarestia e troverai le stesse considerazioni.

Beh se le parole di Kiko: Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa (rileggiti tutto)

ti sembra diano al pane e al vino il significato del Corpo e Sangue di Cristo, o non siano ancora ferme alla Pasqua ebraica, allora hai ragione tu...

Anonimo ha detto...

@Mic
Quella da te riportata non è la "famigerata" catechesi, ma uno stralcio di una intervista ( mai riportata integralmente ).
La catechesi sulla Pasqua Ebraica ( dove il pane ed il vino hanno quel significato ) serve proprio per fare il discorso che riportavi tu.
Si parte dalle origini per arrivare alla celebrazione così com'é oggi ( e non parlo delle celebrazioni del cnc )
L' Eucarestia nsce nell'ultima cena ( Pasqua Ebraica ) con tutte le sue novità istituite da Gesù Cristo.
Se si comprende la genesi si può comprendere anche la Messa frettolosa di venti minuti che comunque contiene tutta la potenza del Sacrificio e della Resurrezione. Oltre a rendere grazie ( Eucarestia ) ci cibiamo di un cibo che non persisce, che ci alimente per la vita eterna, comunichiamo a Cristo morto e risorto, possiamo ricevere in noi la vittoria sulla morte.

by Tripudio ha detto...

Ciò che danneggia il Cammino Neocatecumenale è la semplice verità dei fatti.

Come degli ossessi indiavolati, certi neocatecumenali accorrono qui con ogni sorta di mistificazione, confermando così che per difendere il Cammino occorre usare la menzogna.

Abbiamo sempre invitato a verificare quello che diciamo proprio perché l'importante non è questo blog sperduto nell'internet, ma la verità.

Benedetto XVI si è scagliato più volte (da cardinale prima e da pontefice poi) contro le errate interpretazioni e le errate applicazioni del Concilio Vaticano II, come se lui fosse convinto ancor più di noi che le interpretazioni e applicazioni cattive del CV2 siano una vera epidemia di peste per tutta la Chiesa.

Una di queste cattive interpretazioni/applicazioni del Concilio Vaticano II è certamente riscontrabile nella liturgia del Cammino e nella dottrina di Carmen e Kiko.

In modo particolare, lo scempio liturgico del Cammino lo ha visto bene già Giovanni Paolo II nel 1983, quando comandava al Cammino di seguire fedelmente i libri liturgici.

E lo ha visto bene anche Benedetto XVI, che tra i primi atti del suo pontificato ha convocato il "tripode" neocatecumenale (Kiko, Carmen, Pezzi) per redarguirli sulla liturgia; ha fatto mettere per iscritto le proprie "decisioni", le ha confermate di persona il 12 gennaio 2006 a tutti i neocatecumenali, e quel discorso e quella lettera sono diventati parte integrante dello Statuto del Cammino.


Ora, che tutte queste cose vengano dette su un blog o in TV a reti unificate, non cambia la sostanza.

Il Cammino Neocatecumenale continua a ingannare le anime deboli, fragili o semplicemente impreparate, perché quello è lo spirito con cui Kiko e Carmen lo hanno fondato: una loro bislacca visione del cristianesimo, "applicata" alle anime, ha prodotto settarismo, sofferenze, strafalcioni di ogni genere, e soprattutto un istupidimento colossale dei suoi "attivisti".

Quando qualche facinoroso neocatecumenale è stato in passato qualificato come "zombificato", non è per insultare la sua intelligenza ma per evidenziare la sua profonda coerenza tale che, pur di non rinunciare neppure ad una briciola del kikismo-carmenismo, è disposto a fare ogni genere di figuracce, a subire ogni genere di vessazioni, a disprezzare ogni genere di ragionamento e di aiuto.

Il caro fratello SV è solo un altro dei tantissimi che ci hanno fatto compagnia in questi anni di blog, imbottendoci di ogni sorta di astuzie e trucchetti pur di non ammettere anche uno soltanto dei numerosissimi problemi del Cammino.

Questo blog, del resto, esiste per gettare un pochino di luce in più sulla verità, a beneficio di coloro che vogliono saperne di più sul Cammino, su come uscirne, su come riconoscerne gli errori.

Contro i pregiudizi, invece, non c'è niente da fare: perfino Nostro Signore appariva poco convincente ai farisei...

mic ha detto...

Se si comprende la genesi si può comprendere anche la Messa frettolosa di venti minuti che comunque contiene tutta la potenza del Sacrificio e della Resurrezione. Oltre a rendere grazie ( Eucarestia ) ci cibiamo di un cibo che non persisce, che ci alimente per la vita eterna, comunichiamo a Cristo morto e risorto, possiamo ricevere in noi la vittoria sulla morte.

Lascia stare la "messa da venti minuti" che io non conosco e che è solo un alibi e ricordati, che se prima di "assumere il cibo che non perisce", non passi dalla stessa Croce dalla quale è venuto fuori e non unisci alla Sua la tua offerta, al Suo il tuo "fiat" alla volontà del Padre, non accade quello che è accaduto in Cristo che è stato risuscitato grazie alla sua obbedienza: “obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò” (Fl 2,8-9)

mic ha detto...

Quella da te riportata non è la "famigerata" catechesi, ma uno stralcio di una intervista ( mai riportata integralmente ).

Il link al leggiti tutto, cos'è se non il seguito alle parole che ho citato?

Lino ha detto...

Anonimo ha detto:
"Quella da te riportata non è la 'famigerata' catechesi, ma uno stralcio di una intervista"
Perché, la "famigerata catechesi" dice qualcosa di diverso dall'intervista? Io addirittura, vi leggo l'espressione: "Per capire questo dobbiamo chiarire la parola MEMORIALE
perché questo è la Pasqua: memoriale dell'Esodo"; anche leggo: "E' una grande liturgia in cui Gesù Cristo officierà veramente come un grande liturgo, in cui non inventerà assolutamente nulla".
Evita di dire che anche io ho estrapolato: il testo intero sta a pagg. 294-296, leggilo tutto e bene.
http://www.reocities.com/Athens/Delphi/6919/OR-Conv.pdf

Anonimo ha detto...

@Lino
"QUESTO NON SARA' PIU' PER VOI IL PANE DELL'USCITA
DALL'EGITTO: QUESTO E' IL MIO MEMORIALE. LA MIA USCITA DA QUESTO
MONDO A MIO PADRE, QUESTO E' IL MIO CORPO CHE SI CONSEGNA ALLA
MORTE PER VOI.
Ossia, comunicare con questo pane non sarà comunicare con
la schiavitù d'Egitto, ormai non è memoriale dell'uscita
dall'Egitto.
COMUNICARE CON QUESTO PANE SARA' COMUNICARE CON IL CORPO DI
GESU' CRISTO CHE SI CONSEGNA ALLA MORTE: QUESTO PANE E' IL SUO
CORPO CHE SI CONSEGNA ALLA MORTE. Non è il pane della miseria
che mangiarono i nostri padri nel deserto, è la morte del Figlio
dell'uomo, è la sua carne."
Pag 305
Quello che riporti è riferito al rituale ebraico che Cristo non inventa.
Leggete tutto ogni tanto

mic ha detto...

Infatti di seguito leggo:

Gesù Cristo è venuto per realizzare questo passaggio dalla morte alla morte alla resurrezione. Pertanto è arrivata la sua ora. Di questa opera che lui farà ci lascia un memoriale. Questa liturgia, questa Pasqua, sarà il memoriale dell'uscita dalla morte verso la resurrezione, il farsi presente della vittoria sulla morte.

Non dice la ragione della Morte di Cristo: in espiazione per i nostri peccati, la Redenzione, cioè il nostro riscatto. Non dice che Gesù è venuto a restaurare la nostra umanità corrotta dal peccato e non ha vinto solo la morte, ha vinto il peccato che ha causato e causa la morte anche spirituale...

Non dice che Cristo ha accettato la morte di Croce per compiere fino in fondo la volontà del Padre, in obbedienza a Lui, per invertire la terribile disobbedienza di Adamo.

Più avanti dice:

Questa liturgia è il sacramento del passaggio di Gesù Cristo dalla morte alla resurrezione. Pensate che questo pane era già oggetto di festa tra i popoli pagani, come pane di primizia, all'arrivo della Primavera. Per Israele questo pane riceve un contenuto nuovo, un nuovo senso: l'uscita dall'Egitto. Gesù Cristo gli dà ancora un altro nuovo significato, un nuovo contenuto al segno: questo pane è il mio corpo che si consegna alla morte per voi.

Dov'è in queste parole la nostre Redenzione? Dov'è il Sacrificio di Cristo, il solo vero 'passaggio' per la Risurrezione?

Dire: Questa liturgia, questa Pasqua, sarà il memoriale dell'uscita dalla morte verso la resurrezione, il farsi presente della vittoria sulla morte non è parlare della liturgia cattolica.

La liturgia cattolica è la ri-presentazione al Padre del Sacrificio del Calvario, e il Signore si fa realmente presente sia come Vittima immolata che come Risorto, non soltanto come Risorto, perché prima di risorgere ha dovuto vivere un "tutto è compiuto", con la consegna della sua vita non alla morte, ma al Padre in un atto di totale abbandono in Lui e non alla morte, perché Cristo non si è consegnato alla morte ma la morte l'ha ingoiata con la sua morte in Croce!...

mic ha detto...

E con questa testimonianza il nostro neocatecumenale ci dimostra come i vecchi mamotretri non sono stati per niente corretti...

Anonimo ha detto...

@Mic
"TUTTI I
PECCATI FURONO PERDONATI QUELLA NOTTE ED IN ESSA L'UMANITA' EBBE
ACCESSO ALLA VITA ETERNA ATTRAVERSO LO SPIRITO SANTO."
Pag 310
Il problema è sempre quello Redenzione ( Passione - Morte ) vs Mistero Pasquale ( Passione - Morte - Resurrezione )
p.s.
Non lo dice Kiko che Cristo si è consegnato liberamente.

Anonimo ha detto...

@Mic
é uguale a quanto scritto dalla tua amica sul sito che curi.

mic ha detto...

questo pane è il mio corpo che si consegna alla morte per voi.

Gesù non ha mai pronunciato simili parole. Non metto, per rispetto grande, le sue vere parole che sono quelle della consacrazione, che non contiene questa formula agghiacciante. Gesù si è consegnato al Padre, non alla morte...

mic ha detto...

A pag. 308 si legge anche

L'Eucaristia intera è un canto glorioso della Resurrezione
di Gesù Cristo. E' una Pasqua, il Sacramento del passaggio dalla
morte alla Resurrezione Sacramenti che non sono segni allegorici. E' sacramento perenne ed operante, nel quale lo Spirito sta agendo e risuscitando i morti che partecipano e mangiano di questo pane e bevono di questo calice.


Non può risuscitare con Cristo chi non è morto prima in croce con Lui. Se l'"uomo vecchio" non muore in croce con Cristo, l'"uomo nuovo" non può essere intessuto di Lui Risorto...

CHI MANGIA IL MIO CORPO E BEVE IL MIO SANGUE AVRA' VITA IN SE',dice Gesù.

Questo è vero; ma non si annuncia la verità a brandelli come ci fa comodo, tralasciandone parti fondamentali: eresia, vuol dire "taglio" "scelta" e di "tagli", di scelte arbitrarie, mi pare che kiko ne faccia parecchie...

Lino ha detto...

@ Mic ha detto:
"E con questa testimonianza il nostro neocatecumenale ci dimostra come i vecchi mamotretri non sono stati per niente corretti..."
Baccalà è un sostantivo invariante, Mic.

"...eresia, vuol dire "taglio" "scelta" e di "tagli", di scelte arbitrarie, mi pare che kiko ne faccia parecchie..."
Sono sordi, Mic, e anche ciechi forse. Kiko lo ha detto in tutte le salse ma, forse, fanno solo finta di non capire:
http://www.camino-neocatecumenal.org/neo/ICONOGRAFIA/Iconos%20Kiko/Ultimacena.jpg

Anonimo ha detto...

Grazie mic per aver precisato che MAI Gesù disse quelle parole, Gesù non si è "consegnato alla morte", Gesù si è offerto al Padre.
E ti ringrazio anche di avere la delicatezza, espressione della tua fede cattolica, di non trascrivere le parole della Consacrazione.
P.

by Tripudio ha detto...

Aggiungiamo pure che certe volte le stesse parole hanno un suono diverso...

Per esempio la frase "buone, le pecorelle", assume evidentemente diversi significati se a dirla è il loro amorevole pastore oppure se è un affamato lupo.

mic ha detto...

@Mic
"TUTTI I
PECCATI FURONO PERDONATI QUELLA NOTTE ED IN ESSA L'UMANITA' EBBE
ACCESSO ALLA VITA ETERNA ATTRAVERSO LO SPIRITO SANTO." Pag 310
Il problema è sempre quello Redenzione ( Passione - Morte ) vs Mistero Pasquale ( Passione - Morte - Resurrezione )


Intanto il nostro problema non esiste!!! Ho scritto e detto diecimila volte che il Mistero Pasquale è Passione-Morte-Resurrezione e nessuno di noi esclude o mette in secondo piano la Risurrezione che è la nostra sorte beata. E perché dovrebbe, poi?

Inoltre devi leggere tutti e non solo quelle poche parole che ci citi. Perché Kiko fa un "fritto misto" terribile con la Pasqua ebraica (del resto riecheggiato dalla catechesi di Carmen nel 1999)

E in questa notte, mentre tutti erano riuniti pensando: "Sarà questa notte?", arrivò il Messia e nessuno se ne accorse.
I giudei celebrano la loro Pasqua e quella notte si compirono tutte le profezie senza che nessuno se ne accorgesse. QUELLA NOTTE IL BRACCIO POTENTE DI JAHVE' RIMASE DISTESO RISUSCITANDO GESU' DAI MORTI; LO STESSO BRACCIO CHE RIMASE DISTESO SU TUTTA LA STORIA PER SALVARE, TRASSE DA UN DESERTO LA VITA E LA RESURREZIONE, METTENDO LA NATURA UMANA NELLA DIVINITA'. TUTTI I PECCATI FURONO PERDONATI QUELLA NOTTE ED IN ESSA L'UMANITA' EBBE ACCESSO ALLA VITA ETERNA ATTRAVERSO LO SPIRITO SANTO.
La Pasqua celebra, proclama e confessa l'Esodo in una grande festa. Il passaggio dalla schiavitù alla libertà, dalla morte alla vita, dalle tenebre in cui l'uomo vive quando è oppresso e i suoi diritti vilipesi, quando è torturato, amareggiato perché non sa che senso ha la sua vita alla luce. Questa Pasqua è memoriale in perpetuo del passaggio di Dio che salva il suo popolo.


Quel braccio potente disteso del Dio del Vecchio Testamento (che è vero che si stende per tutta la storia perché in essa opera da sempre e per sempre), non è, però, il braccio di Cristo steso sulla Croce! Ed è il fondamento della nostra Fede che vien bypassato (Non c'è Risurrezione senza la Croce!!!) Non significa rimanere ancorati alla Croce, significa darle il valore immenso e ineludibile che ha (espiatorio e propiziatorio): stat Crux dum volvitur orbis, prima di procedere oltre nella Grazia del Signore Risorto...

p.s.Non lo dice Kiko che Cristo si è consegnato liberamente.

Dire che Cristo si è consegnato liberamente (ad una sorte infame culminata nella sua morte) non è la stessa cosa che dire che Cristo si è "consegnato alla morte", perché in realtà Cristo Signore, ha vissuto un vero totale assoluto abbandono al Padre e ha donato fino in fondo il dono estremo della sua vita, così come è stato capace di riprenderla!

mic ha detto...

Tra l'altro in quelle catechesi ci sono dei pezzi che esprimono verità che chiunque sottoscriverebbe. Ma è proprio questo che trae in inganno, soprattutto ascoltatori più superficiali, perché è l'insieme che risulta infarcito di castronerie sia di sapore giudaico che di altro genere!

mic ha detto...

@Mic
é uguale a quanto scritto dalla tua amica sul sito che curi.


Chi scrive questo non ha capito un cavolo né di quello che ho scritto io né quello che dice Sofia Cavalletti, allieva del rabbino Zolli, convertito all'epoca di Pio XII, che scambia per una "mia amica"...

mic ha detto...

Gesù si è consegnato al Padre, non alla morte...

Per dirla con S. Paolo (Ef 5,2)
"... Cristo ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in Sacrificio di soave odore"... e chissà per quale motivo l'Offertorio è un retaggio pagano per la vostra Carmen!

Anonimo ha detto...

Vangelo del 28-12-2012


Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68


Santi Innocenti, martiri, festa
Meditazione del giorno
San Gregorio Nisseno (circa 335-395), monaco e vescovo
Omelia sulla Natività di Cristo; PG 46,1128s

Oggi comincia il mistero della Passione

“All'udire della nascita del Salvatore, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme” (Mt 2,3)... La mirra dei Magi prefigurava il mistero della passione: bambini appena nati sono uccisi senza pietà... Cosa significa questo infanticidio? Perché un crimine così orribile? “Un segno strano è apparso in cielo – dicono Erode e i suoi consiglieri - ; indica certamente per i magi la venuta di un altro re”. Capisci, Erode, cosa sono questi segni precursori ? ... Se Gesù è signore delle stelle, non è forse al riparo dai tuoi attacchi? Tu credi di avere il potere di far vivere o morire, ma non hai nulla da temere da un essere così mite. Dio lo sottopone al tuo potere; perché cospirare contro di lui?...

Ma abbandoniamo il lutto, “il dolore amaro di Rachele che piange i suoi figli”, perché oggi il Sole di giustizia (Ml 3,20) dissipa le tenebre del male e diffonde la sua luce su tutto il creato, lui che assume la nostra natura umana... In questa festa della natività “le porte della morte sono infrante, le barre di ferro sono spezzate” (Sal 107,16)... Poiché a causa di un uomo, Adamo, è venuta la morte; oggi a causa di un uomo viene la salvezza (Rom 5,18)... Dopo l'albero del peccato si leva l'albero della bontà, la croce... Oggi comincia il mistero della Passione.

Thirsty ha detto...

Che il mistero pasquale sia passione- morte- risurrezione è una realtà indiscutibile. Pero sinceramente mi verrebbe da chiedere ( se è da rimproverare la svalutazione del sacrificio che si celebra nelle comunità ) dove nelle liturgie parrocchiali si senta e si celebri la risurrezione. Personalmente ci vedo la stessa svalutazione... se il centro della liturgia è il mistero pasquale in toto, qual è il segno della risurrezione di Cristo?

Mi rivolgo a mic, se puó darmi una risposta esauriente. Grazie in anticipo

mic ha detto...

Personalmente ci vedo la stessa svalutazione... se il centro della liturgia è il mistero pasquale in toto, qual è il segno della risurrezione di Cristo?

Mi fai capire da cosa vedi la svalutazione o la valutazione della Resurrezione? Forse dai canti o dall'esaltazione dell'assemblea?

Non ti è mai venuto in mente che l'unico segno della Resurrezione è stato una tomba vuota e l'apparizione del Signore ai Suoi?

E non pensi che il segno della risurrezione del Signore posso vederlo solo nel mio cuore nella mia anima nella mia mente e dunque nella mia vita per quel che mi accade quando partecipo al Suo Santo Sacrificio, che è anche il banchetto nuziale degli ultimi tempi, che sono i nostri? Ma non c'è banchetto senza sacrificio, non c'è Risurrezione senza la Croce!

E non ti sfiora l'idea che una cosa così grande e indicibile ha bisogno piuttosto di sobrietà che di esaltazione e che la gioia e l'esultazione possono anche essere espresse nel silenzio e nell'intensa partecipazione e adorazione, perché al Mistero si addice più il silenzio e nel chiasso si dilegua?

Pretendi di misurare il Mistero dai sorrisi e dalle smancerie e dal numero dei presenti e dal fatto che li conosci o meno?
Dai per scontato che chi non esterna in maniera sguaiata i propri sentimenti non li viva invece profondamente e senza doverne dare conto a chi vede solo l'esteriorità e di quella si serve per esaltare le persone e renderle dipendenti da un'"allegria" da ricaricare ogni volta, invece di farle attingere alla Fonte inesauribile?

Anonimo ha detto...

Cioè la resurrezione di Cristo è un qualcosa che sta nel cuore dei fedeli ma...fuori dalla liturgia?

DG ha detto...

se Francisco "Kiko" José Gómez Argüello Wirtz diceva:

"Noi l’abbiamo finora sempre fatta da seduti, e non per disprezzo – ha affermato - ma perché per noi è sempre stato molto importante comunicarsi anche con il Sangue. Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”.
E qui, aprendo una lunga parentesi, l’iniziatore ha riassunto la sua catechesi sull’ultima cena, sul pane e sul vino:
“Quando nelle cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando si parla della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi – ha continuato Kiko – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino
Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati”.

“Abbiamo scelto di fare la comunione seduti – ha affermato Kiko avvicinandosi al cuore della questione - soprattutto per evitare che si versasse per terra il Sangue di Cristo.
La nostra paura era che se si versasse il Vino per terra: se fosse successo per tre volte, saremmo stati denunciati e ce la avrebbero vietata”.
Invece, con il fedele seduto, questi ha il tempo – ha spiegato Kiko - di “accogliere il Calice con tutta calma e senza movimenti bruschi, di portarlo alla bocca, di comunicarsi con tranquillità e in modo solenne”.
“Seduti come seduto era anche Gesù”, ha specificato Carmen alla sua destra...."

Perchè oggi nel 2013 il Vino Sangue di Cristo, si riceve in piedi e il suo Corpo sotto forma di pane, si prende da seduti?

Credo che le giustificazioni di questo signore oramai sono talmente compromesse che si eliminano da sole.

mic ha detto...

Cioè la resurrezione di Cristo è un qualcosa che sta nel cuore dei fedeli ma...fuori dalla liturgia?

Da dove l'avrebbe dedotto, costui?

Anonimo ha detto...

Mio Gesù Eucarestia Dio fatto uomo per riaprirci le porte del Paradiso con la tua santa Passione e Morte di croce. Hai colmato la misura del tuo amore donandoci Te stesso nel Gran Sacramento.
Ma il tuo amore non è capito e tanti tuoi figli ingrati ti ricevono con il peccato mortale nell’anima; altri, insipienti, profanano il tuo Corpo santissimo trattando le ostie consacrate senza rispetto e senza devozione; altri ancora, con spirito diabolico, ti sottomettono a riti satanici. Allora si leva il tuo grido di condanna: “guai, tre volte guai ai profanatori del mio santo e immacolato Corpo. Tremenda è la pena”. (Gesù ad un’anima consacrata.”)
Il mio cuore piange con Te, e mosso dalla carità che Tu ci hai insegnato, ti risponde con un grido di espiazione: Pietà, mio Dio; per il dolore del tuo Cuore Sacratissimo, ti offro in espiazione lo stesso tuo Corpo immolato e il tuo Sangue versato per la salvezza di tutti. Ti offro tutte le mie sofferenze fisiche e morali, assieme ai tuoi meriti infiniti, assieme ai meriti della Madre tua e ai dolori del suo Cuore Immacolato, in espiazione di tutti i sacrilegi, le profanazioni e gli oltraggi che ricevi nella Santissima Eucarestia.