giovedì 29 dicembre 2016

Bilancio 2016: a 11 anni dalla Lettera "conclusiva di tutto" (prima parte)

Bilancio 2016: a undici anni dalla Lettera "conclusiva di tutto" del Card. Arinze, che concedeva NON più di due anni per la transizione del Cammino al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione.

Osservo il Cammino Neocatecumenale da lontano e intreccio ciò di cui vengo a conoscenza attraverso le mie fonti, i ricordi puntuali di quanto ho visto e conosciuto nel lungo percorso all'interno di questa esperienza, e quanto statuito dalla Chiesa sulla Celebrazione Eucaristica nelle comunità.
Molte le macchinazioni perpetrate, in tutti questi anni, da Kiko,  Carmen e compagni, semplicemente per non obbedire mai, unica cosa richiesta dal Papa, con accorato affetto. Ma non vale la pena mettersi sul loro piano, farsi attirare dalle loro polemiche, dal loro innato vittimismo.
Veri specialisti nell'arte dello "stancheggio", dell'estenuazione e del logoramento per cui, ad un certo punto, chiunque li fronteggia alza le mani e si arrende.
Ma io vorrei costringerli a confrontarsi.  
Ciò che la Chiesa doveva dire, sulla celebrazione dell'Eucarestia nel Cammino, lo ha detto con la lettera del card. Arinze del 2005, ad essa bisogna attenersi. Anche perché è parte integrante dello Statuto del Cammino (art.13, nota 49).

Riporto qui quello che mi interessa:
La Consacrazione e la Distribuzione del Pane e del Vino. 
Lettera del Cardinal Arinze al Cammino (Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum), dalla Città del Vaticano, datata 1 dicembre 2005, sulla celebrazione della Santissima Eucaristia nelle comunità e indirizzata agli Iniziatori del Cammino.                                                    
Punto 5.  Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. 
Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo. 

Di seguito le dichiarazioni da NEW YORK di Giuseppe Gennarini, portavoce del cammino, responsabile degli Stati Uniti, del 1 gennaio 2006, si proprio lui, l'artefice del capolavoro di Guam, MENTE MACHIAVELLICA DEL CAMMINO, “ardimentoso eroe di mille imprese”, uno dei consiglieri di Kiko più accreditati. L'intervista di Gennarini è infarcita di ostentazione di frutti e frutti, che sbandierano sempre ai quattro venti quando vogliono ottenere qualcosa. Per conseguire tali frutti, a dir loro, è imprescindibile la celebrazione eucaristica nello stile neocatecumenale, altrimenti non ce ne saranno più!
Cosa che non merita alcun commento!  Essi hanno le chiavi dello Spirito Santo che agisce nelle persone, ma dell'eucarestia ridotta a squallido teatrino non possono fare a meno... incommentabile! 
Vediamo cosa dice: 
"l'attuale modo di distribuire la comunione è permesso per un lungo periodo ad experimentum. ..... Ciò dimostra che non si tratta di una pratica irriverente, ma completamente legittima."
(confronta invece con quanto detto da Arinze: non più di 2 anni per passare dal modo invalso nelle comunità a quello normale per tutta la Chiesa. Come si fa a travisare così?).

Continua: 
"Questa lettera è un passo molto importante nel processo dell'approvazione del Cammino. …. In questo contesto, cinque dicasteri Vaticani …..studiarono per anni le varie attività del Cammino ….fondamentalmente confermando l'esperienza di questo itinerario catechetico... concluso con questa lettera." 
Infine per Gennarini la lettera ha natura di instrumentum laboris confidenziale ed interno privo di forza normativa. 
(N.B. Che arrogante sfacciataggine c'è dietro alla capacità di mettere in fila, pensando anche di essere convincenti, tante stupidaggini in una sola volta!) 
Rituale casereccio neocatecumenale:
stravaccati in poltrona per il Signor...Kiko

Il Cardinale Francis Arinze, costretto dalle affermazioni di Gennarini, rilascia alla Radio Vaticana, il 15 febbraio 2006, una intervista per puntualizzare il significato della tanto vituperata lettera:  
“dopo l’approvazione dei loro statuti per un periodo di cinque anni da parte del Pontificio Consiglio per i laici, rimanevano per gli altri Dicasteri le approvazioni di loro competenza: per la nostra Congregazione, il campo della liturgia. Per l’esame di questo abbiamo avuto una commissione mista tra persone nominate dal Cammino Neocatecumenale e persone nominate dalla nostra Congregazione. Nella discussione sono emerse tante pratiche che loro fanno durante la Messa, le quali sono state esaminate e molte di loro emergevano che NON erano secondo i libri approvati. Questo è il “background”. Il tutto è stato esaminato in molte sessioni dalla commissione mista per un periodo di due anni o più. E c’è stata anche una discussione tra sette cardinali della Curia romana per volere del Santo Padre, i quali hanno esaminato il tutto. Dunque, questa lettera è la conclusione di tutto.”   
Questa l'espressione lapidaria di Arinze! 
Cosa ha fatto il Cammino in questi undici lunghi anni?           
Oggi possiamo solo constatare che si continua, praticamente, a celebrare come si è sempre fatto, dalle origini al 2005, per 40 anni.  
Domanda: Come è stata possibile questa evoluzione-involuzione nel tempo? 
Quali erano i passi da fare dopo una lettera che, per aver messo tutto nero su bianco, non poteva essere azzerata da quattro affermazioni farneticanti del Gennarini di turno?
Resta il fatto che Kiko, Carmen e compagni, come al solito, sono riusciti a VANIFICARE anche LA PAROLA DEFINITIVA della Chiesa su come celebrare la Santa Eucarestia (in Vaticano hanno esaminato il tutto solo per perdere tempo). 
Massimo 2 anni concessi per adeguarsi e oggi, dopo 11 anni,  si è ad un solo passo dal tornare alle istruzioni di Kiko e Carmen delle origini, le uniche ritenute irrinunciabili e immodificabili, ormai? 


Ma seguiamo le loro tappe:
La prima cosa da fare sarebbe stata utilizzare le ostie, al posto del pane azzimo fatto artigianalmente. Questa prima essenziale e semplice cosa avrebbe evitato il peggio, descritto più avanti, a cui si è arrivati per gli equilibrismi messi in atto per sfuggire a tutti i costi l'invisa obbedienza.  
Ma non sia mai! 
Il pane azzimo è fortemente caratterizzante, identifica il gruppo e lo differenzia dal resto dei battezzati-non catechizzati, autentica prateria di evangelizzazione!
I famosi sacramentalizzati non evangelizzati (vedi l'apologia di Müller). 

Subito dopo la lettera di Arinze, le reiterate raccomandazioni a rispettarla, poiché al pane azzimo non si è voluto rinunciare, per renderlo simile alle ostie, si è pensato di tagliarlo a tocchetti col coltello prima della celebrazione. 
Questo è durato pochissimo, e alcuni non lo ricordano più.
Prima Comunione nella Chiesa cattolica e
"prima comunione" nella saletta neocatecumenale
Bisognava, però,  andare in processione a prendere la Comunione e Kiko si lamenta con il Papa, perché camminare masticando è disdicevole, e il Papa essendo, a detta loro, d'accordo dà il permesso di restare al proprio posto: quindi niente più processione, ma ognuno si alza per ricevere nelle mani il pezzo di Pane, mangiarlo e risedersi.  
Anche questo è andato avanti solo per poco. 
N.B. Questo inizio è stato il punto più vicino all'osservanza di quanto imposto dalla Santa Sede, pian piano si è tornati indietro e il tempo è stato usato non per adeguarsi ma per restaurare quanto consolidato nel Cammino e non riconosciuto dalla Chiesa.                                                     

Intanto i Capi del Cammino hanno fatto firmare a tutti i loro Cardinali (penso di poterli chiamare così, senza mancare di rispetto) una accorata petizione, scritta sempre da loro ovviamente, per scongiurare pietà e chiedere di attenuare le indigeste disposizioni di Arinze, nella stesura degli Statuti definitivi, ottenendo però solo l'inserimento nelle note della parolina magica “pane azzimo”. 
Una Prova in più che mai si arrendono e mai obbediscono perché a loro NESSUNO ha da insegnare qualcosa, neanche il Papa in persona.  

Il resto è rimasto invariato, ma come vedremo, per loro non avrà alcuna importanza, lo stesso!

50 commenti:

sandavi ha detto...

Grazie Pax per questo post che conferma diversi"dettagli" per così dire politici che ricordavo anche io. Mi riferisco ad esempio alla scusa che non si può camminare masticando, e alla lettera dei cardinali amici di Kiko (se non ricordo male ben 22). Come registravo mesi fa, il cammino non è andato avanti per provvidenza ma solo grazie a potenti appoggi ben oliati. Profondamente umano, poco divino.

Anonimo ha detto...

Si anche io ricordo un periodo di transizione, in cui per diversi mesi, ci veniva distribuita la comunione in piedi al posto e la dovevamo consumare subito. Dopo, c'è stato il cambiamento di riceverla sempre in piedi al posto e poi di mettersi seduti subito dopo per consumarla tutti insieme. Il fatto che Kiko sia ossessionato dal mantenere la liturgia neocatecumenale è noto...se non erro ha terminato il discorso di Cracovia con un "e mantenetevi fedeli alla veglia di Pasqua così come io e Carmen ve l'abbiamo insegnata"...ho rabbrividito nel sentire quelle parole. Mostrano un disprezzo per la Chiesa oltre ogni limite. Disprezzo che noto anche ora nelle solite "scenette" di Capodanno...i miei ex "fratelli" poverini si ritrovano a litigare con i catechisti perché è impensabile fare il capodanno non in comunità ma organizzandosi diversamente e andando alla messa del Te Deum in parrocchia...sono cose veramente fuori dal mondo, e fortuna che la gente si sta stufando. Ordini dall'alto per le comunità sono di organizzarsi in modo da fare eucarestia nc e cenone in casa o saletta con la comunità. E addio libertà...libertá di stare a cena con parenti o altri amici, libertà di sentirsi una messa canonica in parrocchia, libertà di pensiero, libertà di opinione, libertà di essere...il cammino dopo averti spogliato di idoli che sicuramente ci sono (dipende forse non in maniera così grave) si piazza come idolo numero 1. Il cammino è il vitello d'oro di questo millennio...ah, giusto per la cronaca, sono stata a messa (tutte le domeniche) ma in particolare l'8 dicembre e anche a Natale, il parroco ha fatto un'omelia, che se uno ha l'orecchio e il cuore aperto e ascolta davvero, non ha bisogno di fare convivenze e convivenzucce. Se uno ascolta davvero, bastano anche 15 minuti per convertirsi nella sua "storia" presente. Laura

by Tripudio ha detto...

Dunque per essere neocatecumenali occorre non solo circoncidere la ragione ma anche circoncidere la memoria... per evitare di ricordare cose che dimostrano la continua e accanita disobbedienza alla Chiesa.

Intanto su Jungle Watch c'è un'ulteriore testimonianza sui frutti del Cammino in Croazia e Bosnia: frutti marci, come al solito.

Pax ha detto...

Grazie Laura per i tuoi ricordi, sempre puntuali.

È vero, dopo tanti anni non ci pensavo più all' incubo della notte di Capodanno, quando NON si poteva disertare l'eucarestia di ringraziamento di fine anno in comunità con Panettone e spumante alla fine da stappare con i fratelli.... E poi correre a casa, da parenti, genitori anziani, amici che non si aveva modo mai di vedere durante l'anni per gli infiniti impegni della comunità, specie se si era catechisti e avanti nel cammino.

by Tripudio ha detto...
Dunque per essere neocatecumenali occorre non solo circoncidere la ragione ma anche circoncidere la memoria... per evitare di ricordare cose che dimostrano la continua e accanita disobbedienza alla Chiesa.

Ma noi che non ci siamo fatti circoncidere la ragione, stiamo qui ogni giorno a fare "memoria", Il famoso "memoriale", per rendere attuale e presente e vivo ogni singolo loro comportamento, che scivola e si dilegua nello scorrere della storia, di incancrenita disobbedienza alla Chiesa.
E saremo come un pungolo.
Pax




Anonimo ha detto...

è vero quante volte anche io e mio marito abbiamo lasciato i parenti,,,, genitori per stare in comunità a fare eucaresrtia la notte di capodanno, ricordo che dovevamo iniziare la celebrazione proprio verso le 23.40 così che quando a mezzanotte c'erano i fuochi, noi eletti eravamo lì nel bel mezzo della celebrazione, e come non ricordare anche la venuta dei re magi giorni prima dell'epifania, quando i nostri figli dovevano scrivere la letterina da consegnare per poi non andare neanche alla messa in parrocchia dell'epifania e stare insieme ad altri bambini della parrocchia che puntualmente vedevano altri re magi... che vergogna provo adesso...

Autore della Lettera ha detto...

Ripresa dalle influenze che hanno caratterizzato questo Natale, mi sale comunque il disgusto nel prendere coscenza, leggendo, delle manipolazioni, delle notizie non date o travisate e stravolte, dell'atteggiamento quantomeno intellettualmente disonesto (figurarsi quello che può derivarne!) perché mortificante per i piccoli (con la ripetuta scusa del "i piccoli non capirebbero"). Gli ultimi post spero abbiano dato molto su cui riflettere. A me hanno posto molte domande, costringendomi a vedere quanto il CNC mi ha trasformata in qualcuno che fino a poco tempo fa non riconoscevo più e che solo oggi inizio a ritrovare. Se ripenso a chi ero, alle mie qualità, alle mie doti, e penso al contempo a come sono state soffocate, etichettate con "orgoglio", "superbia" e quant'altro, alla violenza che ho fatto a me stessa per fare mie queste etichette in nome dell'altrui presunto discernimento spacciato per infallibile, a come tutto questo mi ha trasformata soprattutto nel relazionarmi applicando la stessa violenza che subivo io (quante persone avrò ferito nel profondo dell'anima mi chiedo oggi?), sinceramente mi viene il voltastomaco (e non credo siano i postumi influenzali). Se poi leggo questo post mi vengono in mente tanti momenti in cui ci venivano date le nuove dal Vaticano sul CNC e sapete quale era una costante? Soprattutto quando si trattava di comunicare limitazioni (quali la lettere di Arinze), erano sempre accompagnate da "ma la Chiesa ci ama", "il Vescovo ci vuole bene". Ricordo che nella mia testa pensavo sempre "perché doveri pensare che sia diversamente?". Avvertivo sempre un sottile messaggio non detto: la Chiesa ci chiedeva cose brutte ma dovevamo stare tranquilli perché ci amava, il che ripetuto all'infinito per me significava che in fondo in fondo non ci amava poi così tanto. Che bisogno c'è di ripetere ostinatamente "la Chiesa ci vuole bene" per presentare presunte brutte notizie e andare poi a piagnucolare e/o oliare qualcuno per annullarle? Quello che mi chiede la Chiesa è lecito o no? Perché dovrei pensare che la Chiesa non mi ama? Quel "la Chiesa ci ama" era un indorare una pillola amara.
Ho tanti di quei pensieri che non credo di essere molto lineare... Scusate!

Anonimo ha detto...

domanda a La Pax e Laura: ma solo da me si doveva aspettare la mezzanotte mentre "si celebrava l'Eucarestia"?
Era una vera fissazione, dovevamo prendere la comunione esattamente (o piu' o meno) alle 24 precise, cosi' da non poter brindare all'anno nuovo (rito pagano) ma passarlo come un vero cristiano.

sandavi ha detto...

@Autore della lettera
Mi è sempre rimasta impressa questa frase detta all'annuncio del 2006: Un cardinale disse a Kiko "non preoccuparti Kiko, il Papa è con voi, il Papa è d'accordo con voi, ma è il padrone della casa, deve tenere unita la famiglia della Chiesa, quindi non vi può dare ragione in pubblico, se no gli altri si offenderebbero".

Insomma il Papa trattato come un poveretto, ma Kiko ha sempre ragione. Superbo, arrogante, pieno di sé!

sandavi ha detto...

p.s. comunque è verissimo che, come dice Laura, il cammino ti toglie tutti gli idoli presunti per piazzarsi come unico oggetto di adorazione, Kiko sopra ogni altra cosa.

sandavi ha detto...

@Anonimo
si, anche nella comunità dei miei si faceva così, ma dopo alcuni anni ci fu una specie di rivolta e la messa fu anticipata notevolmente, in modo da potersi preparare a cenare più o meno alle 21. Il risultato immediato, fra i giovani specialmente, fu la diserzione generale. Nessuno più voleva andare a festeggiare con la comunità. In diverse occasioni non si organizzò niente, perché molti alla chetichella facevano finta di niente e si organizzavano per conto proprio (vacanze, settimana bianca, capitali europee o semplice casa.)

C'è da dire che moltissimi kikos soffrono le assurde imposizioni kikiane, e appena possono se la squagliano.

Anonimo ha detto...

Laura confermo quanto dici del Capodanno! Quante litigate per l'ora! Bisognava che allo scoccare della mezzanotte si fosse alla consacrazione o alla comunione! Provate pensare ai bambini presenti. Riguardo il prendere il Pane in piedi e mangiarlo subito ti posso assicurare che nella Diocesi di Venezia non si è mai fatto! Una ex

Pax ha detto...

Anonimo ha detto...
domanda a La Pax e Laura: ma solo da me si doveva aspettare la mezzanotte mentre "si celebrava l'Eucarestia"?
Era una vera fissazione, dovevamo prendere la comunione esattamente (o piu' o meno) alle 24 precise, cosi' da non poter brindare all'anno nuovo (rito pagano) ma passarlo come un vero cristiano.

Hai ragione, così dicevano: "noi non viviamo la mezzanotte come i pagani, ecc."
da noi è durato poco però, perché partivano i fuochi e prima delle 2,30 3,00 non potevi rientrare a casa, restavi nelle salette prigioniero, uno squallore.
Quindi si anticipava la celebrazione in modo da rientrare prima della mezzanotte a casa, come Cenerentola.

Pax

by Tripudio ha detto...

Il brindare al nuovo anno non è necessariamente un rito pagano. Solo i testimoni di geova e i neocatecumenali potevano inventarsi una cosa del genere.

Come al solito i kikos e i testimoni di geoa vogliono sembrare più "santi" degli altri e per farlo ricorrono al più becero moralismo chiamando "rito pagano" tutto ciò che non è liturgico, cancellando quindi i legittimi momenti di allegria in famiglia e tra amici.

Valentina Giusti ha detto...

Pessima, questa idea di sostituire non solo le festività religiose, ma anche quelle 'laiche', come può essere il capodanno. Da questo, alla rimozione dei festeggiamenti, il passo è breve.
Comunque, grazie a Pax per questo thread, che ci fa capire attraverso quale sequenza di progressivi aggiustamenti Kiko abbia fatto finta di obbedire alla Chiesa.
Insomma, ha fatto passare 'a nuttata.

Valentina Giusti ha detto...

Per Tripudio: telepatia? ;-)

Anonimo ha detto...

@ Blogger Valentina Giusti ha detto...
Pessima, questa idea di sostituire non solo le festività religiose, ma anche quelle 'laiche',

e perchè la scelta di fargli credere ai re magi mentre tutti i bambini credono alla befana non è isolarli?

Anonimo ha detto...

Non penso che per i nc duri e puri il brindare come i pagani sia espressione di durissimo bigottismo, più che altro penso sia la solita furbata dell'isolare i singoli che, come ben noto, dá sempre più potere sulla persona. Se si coltivano "amicizie" e rapporti solo all'interno della comunità alla lunga si avranno solo quelli, che è il desideratum di chi ha tutto l'interesse a far rimanere i catecumeni a vita nel movimento. Uscire, se non si è mantenuta una vita "fuori", è pressoché impossibile. Del resto una volta con tanto candore la mia catechista (una decerebrata di enormi proporzioni) disse "ma se amate Gesù voi dovreste solo desiderare di stare qui, non dovreste desiderare altro", intendeva con il "qui" il cammino neocatecumenale. Laura

Autore della Lettera ha detto...

@sandavi
Ricordo quella frase e ricordo anche che rimasi se non altro perplessa. Ma sinceramente oggi mi chiedo anche quante telefonate, elogi, notizie varie siano vere. Nel senso: l'ultimo documento scritto sull'Eucarestia, ad esempio, è la lettera di Arinze. Poi ci hanno detto che Kiko ha telefonato al Papa e questi gli ha detto di continuare come aveva sempre fatto. Ma sono chiacchiere, secondo me, che sebbene possano pure essere avvenute, restano tali se non gli si dà una forma ufficiale. Non mi risulta sia mai stato pubblicato nulla a rettifica della lettera, o mi sbaglio? E quante volte hanno comunicato cose simili (messe per iscritto dalla Chiesa) indorandole con "ma poi abbiamo parlato col cardinale/vescovo/Papa che ci ha detto altro" (rimaste in forma orale e tra l'altro non verificabili in alcun modo)? Nella mia parrocchia ricordo diversi eventi del genere.

Da noi la celebrazione nella notte di Capodanno non si è mai fatta invece. La consegna dei catechisti era di passarla in comunità e cantare il Gloria allo scoccare della mezzanotte, per la Messa venivamo invitati (perché senza il loro invito non so quanti di noi sarebbero andati) a partecipare al Te Deum in Chiesa, visto che lo avremmo cantato noi (ci vuole sempre la caramella gusto CNC per rendere sufficientemente attraente quanto sarebbe di norma indigesto). E pensa che noi per il circondario CNC eravamo quelli che "fanno come gli pare" e che io ne andavo fiera! In realtà forse questo porta a sentirsi ancora migliori: perché tu hai capito la situazione (l'amara verità che gli altri non sanno è che siamo effettivamente superiori, ma non possiamo dirlo) e ti abbassi per dare il contentino ai parrocchiosi che sennò si lamentano dal prete, in realtà la grandiosità del CNC nella tua testa diventa ancora più stratosferica.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=cHXOZI0nlys

sandavi ha detto...

Riguardo ai Re Magi, io non propagando la Befana nella mia famiglia, ma nemmeno gli riempio la testa dell'assurdità dei magi che nel 2016 starebbero ancora visitando il bambino Gesù....è parimenti assurdo.
A casa mia i regali sono sempre una sorpresa, i bambini li chiedono a noi, e noi li teniamo nascosti fino alla mattina di Natale quando scendendo li ritrovano sotto l'albero (o il presepe). La sorpresa c'è, la magia pure, senza bisogno di inventarsi storie assurde o aspettare un grassone vestito di rosso Coca Cola.

Siamo arrivati all'assurdo che i regali i neocat duri e puri li fanno ai bambini il 6 gennaio. Il 4 arrivano i magi a cavallo, i bambini consegnano le letterine e il 6 mattina si ritrovano il regalo. Ve li immaginate tutti i bambini neocat che a Natale ricevono il contentino (se lo ricevono) e all'Epifania il regalone? Nel frattempo tutti i loro compagni hanno ricevuto quello che desideravano....

Una sostituzione operata solo per instillare senso di superiorità, isolamento dal mondo e bollare come pagana qualsiasi cosa non sia neocatecumenale.

Non bastava per i soliti facinorosi portare i bambini in Chiesa all'Epifania e spiegarne il significato....

Valentina Giusti ha detto...

Beh, nulla di nuovo sotto il sole...Una specie di Befana fascista.
Solo che i regali, invece di mandarli il Duce, li mandano Gaspare, Melchiorre, Baldassare e... Argüello, il quarto re magio. 😂

Anonimo ha detto...

In Spagna i regali ai bambini li portano i Re magi. Kiko è spagnolo, pertanto ha portato questo uso nel suo movimento.

Anonimo ha detto...

finalmente non si fa sentire piu' nessuno...
pace e gioia...
dom

ObscultaFiliPraeceptaMagistri ha detto...

O.T. Per Lino
Ho appena finito il libro, molto illuminante!

sandavi ha detto...

È una abitudine catalana, quindi sarà opera di Carmen, comunque noi siamo in Italia, non in catalogna, qui è uso scambiare i regali a Natale, lo fanno tutti, Papa compreso. Ma voi siete itagnoli, lo posso capire.

Pax ha detto...

Anonimo ha detto... 17,20
In Spagna i regali ai bambini li portano i Re magi. Kiko è spagnolo, pertanto ha portato questo uso nel suo movimento.

Perfetto, questo da' l'idea piena di come Kiko considera SUO il movimento!
Ma non farti sentire da lui, che si arrabbia perché il C.N. NON È UN MOVIMENTO...
E sei anche fortunato che Carmen e' passata al cielo, non sopportava sentire parlare di Kikianismo, che è idolatria.
E tanto meno di movimento, diventava una bestia!

Ma se Kiko inserisce come uguale dappertutto quello che è vero per la sua patria fa inculturazione.,
Mentre la Chiesa e' Universale e Cattolica, al massimo Romana, non " espaniola".

Pax

Pax ha detto...

Mi pare che a volte diciamo tante cose, ma bisogna fare i giusti collegamenti per trarre utili conclusioni.
Il punto di arrivo è sempre lo stesso, mi spiego:
1. La notte di Capodanno vissuta a parte ( non ripeto quello che già abbiamo testimoniato ampiamente)
2. I Re Magi che fanno vivere i bambini del cammino in un altro mondo da quello dei coetanei( per restare a quanto emerso oggi, ma sono tutti paradigmi)
3. L'argomento del post. L'Eucarestia stile neocatecumenale - irrinunciabile - immodificabile
Quello che è scritto a proposito del pane azzimo e tutto il macello che hanno combinato per mantenerlo come lo fanno loro (e su questo si può fare uno studio a parte), ossia E QUESTO È IL PUNTO:
Anche il pane azzimo, come le cose esposte al punto 1 e 2, è fortemente caratterizzante, identifica il gruppo, aggiungo dei c.d. Neocatecumeni, e lo differenzia dal resto dei Battezzati - Sacramentalizzati - non Evangelizzati (ovviamente da loro che sono gli eletti), poiché se seguono qualunque altro itinerario cattolico restano comunque è soltanto semplici e inutili Sacramentalizzati.
Che costituiscono appunto l'immensa prateria sconfinata di evangelizzazione dove risuona la loro chiamata a conversione.
Con tutto quello che fanno creano una chiesa nella Chiesa, affermazione incontestabile.
Una cosa a se stante, strutturalmente inadatta a fare comunione con altre espressioni della Chiesa.
Perché o le assorbe in se o ne fa piazza pulita.
Pax

Anonimo ha detto...

Premesso che se uno è contento a fare CNC che lo faccia pure, ma da esterno mi sono sempre chiesto: come si fa a fare così tanti figli, magari lavorando tutti e due? Vedo anche gente con lavori che impegnano parecchio, tipo medici. Ovvero come fai a crescerli sti figli? Te li crescono le baby sitter o le nonne?
Chi è addentrato magari saprà rispondermi.

Anonimo ha detto...

E' così, anonimo delle 23:14: fanno figli come conigli poi li guardano gli altri, tutto nella regola nc!D.

Anonimo ha detto...

I miei figli ormai maggiorenni ogni anno a Natale mi rinfacciano di essere stati gli unici dei loro amici e parenti a non avere mai ricevuto da parte dei propri genitori dei regali la notte di Natale, questo durerà per tutta la vita :)

Michela ha detto...

All'anonimo del 29 dicembre 2016 23:14

Credo che una coppia in buona salute possa allevare 4, 5, anche 6 figli. Se lavorano tutt'e due i genitori è possibile anche assicurare ai figli un buon livello d'istruzione.
Inoltre a differenza dei figli unici, i fratelli si fanno compagnia, si sostengono a vicenda, anche in assenza dei genitori.

Il problema vero non sono le famiglie numerose, ma l'indebolimento prima dell'istituto del matrimonio e poi del ruolo di padre e madre che avviene nel cammino. Essendo il cammino sostanzialmente una setta, il centro della vita, ciò da cui la famiglia stessa trae forza non è Dio e i luoghi dove la presenza di Dio si manifesta, cioè il calore della casa, della cucina, l'amore semplice e quotidiano. La famiglia stessa si appoggia al cammino, e difatti - sfido chiunque a smentirmi - è difficilissimo uscire dal cammino con tutta la famiglia. Si sa, si avverte profondamente che senza il cammino la famiglia non si sostiene.

Quindi il problema sono coniugi e genitori indeboliti spiritualmente che non sono più guide per i figli. Genitori che hanno bisogno di andare in convivenza a 'prendere lo spirito' perchè altrimenti sentono di non avere la forza di andare avanti tutti i giorni, e figli che si sentono un peso, non amati perché i loro genitori preferiscono la comunità piuttosto che fare qualcosa assieme di sera o alla domenica.

Donna Carson ha detto...

I vostri commenti mi suscitano tanti ricordi e riflessioni. In orine sparso:
- La condanna di Capodanno, da bambina andavo coi genitori "vecchia scuola", quelli che iniziavano tardi la celebrazione perchè a Mezzanotte si doveva essere alla Consacrazione e sentirsi speciali a sentire il sottofondo dei botti mentre noi celebravamo. Poi questa cosa di fare attenzione all'orario mi risulta si sia un pò persa per le comunità non della prima ora anche perchè c'era sempre il problema di conciliare con le esigenze dei presbiteri, disponibilità sale ecc. Comunque il Capodanno in comunità era un diktat. Non che non si potesse disertare, per carità, io l'ho fatto quasi sempre frequentando amici che non si sono mai ubriacati ecc., eppure la pressione psicologica e spirituale era piuttosto alta, eri additata come "pagana", irrimediabilmente. Qualunque cosa tu faccia la notte di capodanno al di fuori della comunità è paganesimo. Ora da quel che sento le cose si stanno un pò allentando, nelle comunità è sempre più difficile riuscire ad organizzarsi, mancanza di presbiteri ecc., ma anche se la prassi va da un'altra parte la teoria immutabile è sempre quella. Il capodanno è un'occasione in più per distinguersi e separarsi, rompere i legami col mondo, sacrificare gli idoli affettivi e dare per scontato che al di fuori ci sia solo niente e perdizione.

I Re Magi. Che pena e che imbarazzo. Famiglie di duri e puri che il regalo importante lo riservavano ai Re Magi e non a Natale. La Befana demonizzata come fosse un idolo pagano, un pò come Halloween, non capendo la differenza che siamo in Italia e ci sono tradizioni che vanno capite e rispettate, non indottrinare i bambini ancora una volta ad avere qualcosa di diverso dagli altri e essere indotti a sentirsi per questo superiori. Le famiglie più "moderate", tipo la mia, hanno sempre tentato una conciliazione, una mediazione per arginare quest'assurdutà ma ad ogni modo, a ripensarci adesso è tutto molto triste.

L'Eucarestia, questo è il punto, ci si nasconde dietro fiumi di parole e contorcimenti mentali e spirituali ma la verità pura e semplice è che il Cammino sul tema dell'Euacarestia (e su molti altri) ha scelto la strada della disobbedienza. Semplice e palese. Carta canta. Anche a me, quando ho affrontato al questione con la mia catechista di Roma fu detto che girava voce che poi la lettera di Arinze fosse stata superata da disposizioni date a voce. Inutile dire che mi sembrò da subito una risposta inadeguata ma anche volendola dare per buona, questo cosa vorrebbe dire? Che a furie di insistenze qualcuno sia riuscito a strappare una sorta di Placet a qualcosa contro cui la Chiesa si era palesemente espressa. Il Cammino che pensavo di conoscere, se tanto mi dà tanto, avrebbe dovuto obbedire, senza Se e senza Ma, all'autorità Superiore della Chiesa. Tanto basta a capire che ci sono sempre due pesi e due misure, il Cammino da una parte e la Chiesa dall'altra. Io ho scelto l'altra parte, la migliore, se permettete.

Anonimo ha detto...

Non è solo un usanza spagnola,anche in Italia (specie al centro)i regali ai bambini venivano fatti per l'Epifania,

Anonimo ha detto...

Si ma i regali li porta la befana e non i Re Magi:)

Michela ha detto...

Interessanti i commenti anonimi che ribadiscono che il 6 gennaio arrivano i regali anche in tante zone italiane.

Ma vi dimenticate di scrivere che I regali arrivano in comunità e non in casa...
I regali ai bambini arrivano, certo, ma con la mediazione della comunità.
Il cammino ha tolto anche questo spazio alle famiglie.

Anonimo ha detto...

Ma volete mettere la filastrocca di:Viene viene la befana con le scarpe tutte rotte......................
con il canto catechistico ludico pedagogico del Kompositor musicokantor, istruttor, Kiko?

Michela ha detto...

Secondo me la questione dell'Eucarestia non è solo disobbedienza, ma è un fatto di sopravvivenza. Senza l'Eucarestia il cammino diventerebbe probabilmente un gruppo un po' divergente e fondamentalista nelle interpretazioni bibliche, ma tutto sommato un movimento tra i tanti più o meno ortodossi che si muovono all'interno della Chiesa.

L'Eucarestia E' il cammino. Per questo non si può cambiare. Nella Messa cattolica il centro, il focus, ma anche chi agisce è Cristo. Nell'Eucarestia è la comunità, è la comunità che fa l'Eucarestia. C'è un'identificazione tra comunità/camminante e Gesù Cristo. E il culmine dell'identificazione è ovviamente Kiko che si presentava all'inizio come Giovanni battista e adesso come Messia. L'identificazione è evidente nei suoi quadri, che non presentano Gesù Cristo ma un uomo ( che guarda caso assomiglia a Kiko). Inoltre nel cammino Gesù Cristo è ridotto ad un modello da imitare, non è Dio in senso trinitario, quindi è una figura 'imitabile' e accessibile a tutti, basta fare il cammino ed obbedire.

E quando cantavamo "Tu sei il cammino, Tu sei la vita ecc. ", quando ci sentivamo perseguitati come il Servo di Jahvè di Isaia, quando ci sentivamo investiti dal sacerdozio al pari degli ordinati, quando ci sentivamo già dei risorti perchè celebravamo in piedi ed eravamo convinti che il mistero pasquale si riducesse ad un po' di persecuzione, senza sacrificio, senza nessuna forma di purificazione perchè eravamo già santi.

Nessuno darebbe tanti soldi e investirebbe tanto tempo solo per sentire qualche catechesi. Invece si può sacrificare moltissimo per soddisfare il proprio sogno narcisistico ( che è quello di Kiko) di diventare superuomini con accesso diretto al divino, persone speciali, diversi e migliori degli altri. Ed è nell'Eucarestia neocat che tutto questo si realizza ogni sabato, ed ogni sabato va manifestata la gioia di essere stati visitati dal Signore che passa e che ritornerà dopo 7 giorni ma solo in quell'Eucarestia e solo nel modo deciso da Kiko e Carmen.

Valentina Giusti ha detto...

Concordo,Michela. Sono sicura che qualche neocatecumenale leggendoti si stupirà della connotazione negativa che tu dai a ciò che gli è stato insegnato essere Cristianesimo.

Ruben ha detto...

Essendo nato e sempre vissuto a Roma, che non è nord ma è sicuramente quasi sud, c'erano sempre i regali a Natale, momento intenso di uno scambio di affetti. Ed all' "Epifania", ovvero passaggio, transito dei Magi, c'era sempre per i bambini, un qualcosa, magari una calza piena di dolci.

Da notare, che nella Roma del secolo scorso(dalla viva testimonianza di mia madre), la festa dell'Epifania, proprio in virtù di un "passaggio" ovvero una "pasqua", la festività, veniva definita popolarmente Pasquetta o, dialettalmente, Pasqua Befania.

Pensate voi Kiko, che limitatamente al suo "essere uomo" non è affatto scemo; con le pasque e le pasquette c'ha sempre mangiato con la forchetta d'oro, e come ci sguazza bene, con le tradizioni in merito di mezzo mondo!..
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Anonimo ha detto...

Siete maniaci del cammino al contrario.
Giovanni Cavarretta

Anonimo ha detto...

Giovà che vor dì?

by Tripudio ha detto...

Tradotto dal neocatecumenalese: "dovete assolutamente tacere".

In realtà siamo quelli che hanno davvero fatto esperienza del Cammino, diretta e indiretta.

n.b.: ormai lo scandalo pedofilia a Guam si allarga ancora. Quindicesima denuncia all'arcidiocesi, grazie ai danni fatti dal Cammino Neocatecumenale.

E intanto fioccano le testimonianze dei seminari-carcere Redemptoris Mater.

Godetevi pure la testimonianza fotografica della cappella di sant'Anna della parrocchia di Agat, ricostruita e arredata da un gruppo di cattolici (nonostante l'opposizione del vescovo neocatecumenale) che non solo hanno lavorato personalmente ma ci hanno investito anche più di 60.000 dollari... e appena arriva il solito pretino neocatecumenale, tale don Alberto, indovinate cosa fa? La trasforma in saletta kikiana.

Ma il fratello Giovanni delle 15:41 vuole che noi taciamo di tutte queste cose.

Lino ha detto...

Michela ha detto... "Senza l'Eucarestia il cammino diventerebbe probabilmente un gruppo un po' divergente e fondamentalista nelle interpretazioni bibliche"

Infatti, è questa "l'apoteosi" (mi pare di averla così definita nel libro, ringrazio Obsculta... per il commento) del verbo fare.
Per il resto, anche hai perfettamente ragione, hai inteso per davvero il metodo. "Fosse solo una metodologia didattica, una sorta di role-play, un gioco dei ruoli nel quale ciascuno nel gruppo in formazione recita la parte di personaggi dei Vangeli, occorrerebbe assegnarle il giudizio di una stupefacente coerenza": questo l'ho scritto certamente nel libro e quindi concordo con te.
Il role-play è una delle metodologie più efficienti nella formazione. A ciascuno nel Cammino è assegnato un ruolo. Kiko recita i migliori, da "Giovanni il battista in mezzo a noi" fino al Messia che è in lui. Carmen è "Benedetta tu tra le donne". Così, dall'alto in basso, passando per i "perseguitati come il Servo di Jahvè" fino ai "Giuda necessari" e ai "fichi sterili".

In tutta onestà: la recita è impressionante. Io mi interesso di metodologie didattiche sin dai primi anni '80, quando fondai una delle prime società di formazione nel Sud Italia. Avevo per concorrenti solo il Formez e l'Ancifap del Gruppo IRI. Questo role-play del Cammino non sarei mai riuscito nemmeno a immaginarlo, è efficace, efficiente, sconvolgente, devastante.

Lino ha detto...

@ Giovanni Cavarretta
Giovà, dimmi a te quale ruolo fanno recitare :-)

Michela ha detto...

Certamente Lino,
ma per restare tanto tempo nel cammino sacrificando per tanti anni tempo e denaro, secondo me, c'è anche l'aspetto identificativo, che diventa una specie di miraggio, un punto di arrivo, che in realtà non si raggiunge mai, ma che sostiene la speranza di essere un giorno come Kiko o Carmen. Che anche l'ultimo dei neocat abbia il compito di salvare questa generazione viene detto ad ogni annuncio e io lo sento anche nelle prediche dei preti neocat.

Pax ha detto...

Donna Carson ha detto....
.... la verità pura e semplice è che il Cammino sul tema dell'Euacarestia (e su molti altri) ha scelto la strada della disobbedienza. Semplice e palese
.... Il Cammino che pensavo di conoscere, se tanto mi dà tanto, avrebbe dovuto obbedire, senza Se e senza Ma, all'autorità Superiore della Chiesa.

Grazie Donna Carson, come sempre, della tua personale testimonianza, era un poco che non trovavo i tuoi commenti e mi sei mancata.
Anche per me la cosa più scandalosa è stata il costatare che proprio quelle cose che ci venivano predicate e inculcate come essenziali e imprescindibili nella Vita Cristiana venivano puntualmente disattese da loro.
Caratteristica propria dei farisei che dicono ma non fanno, mettono pesi sulle persone che loro non alzano neppure con un dito e, quando percorrono la terra per fare proseliti, li rendono figli della Geenna il doppio di loro. Terribile.
Intendo in particolar modo la disobbedienza che li contraddistingue, come la mistificazione, la menzogna e infine promettere delle cose - fine del cammino, niente più catechista, cristiano adulto che ha discernimento - e rimangiarsele tutte sfacciatamente per poi accusarti di tradire il cammino e la tua chiamata quando ti ribelli, dopo 30 anni, alla totale dipendenza da loro a cui ti hanno ridotto, quando ormai appare chiaro che adulto nel cammino non si diventa mai e che ti hanno tolto dalla testa il cervello e che tu si devi avere ben chiaro che ti tocca solo e per sempre DI OBBEDIRE A ME, Senza pensare!

Pax

Pax ha detto...

Blogger Michela ha detto...

Nessuno darebbe tanti soldi e investirebbe tanto tempo solo per sentire qualche catechesi. Invece si può sacrificare moltissimo per soddisfare il proprio sogno narcisistico ( che è quello di Kiko) di diventare superuomini con accesso diretto al divino, persone speciali, diversi e migliori degli altri. Ed è nell'EUCARESTIA NEOCATECUMENALE che tutto questo si realizza.......

ecco il perché della strenua difesa della eucarestia diversa del cammino.
Carmen ripeteva spesso, senza la Eucarestia il cammino non esiste.
Tutti in piedi, intorno alla mensa addobbata, con gli occhi verso il cielo quando si canta a squarciagola Santo Santo Santo Jahve' Sabaoth, spingendosi verso l'alto sulla punta dei piedi e... con le braccia conserte.
Poi chi presiede l'assemblea passa a servire i fratelli che restano al loro posto....
Quello che fa l'eucarestia e' l'assemblea di coloro che insieme hanno ricevuto il Kerigma, questo è l'ideale per Kiko:
tante celebrazioni, tante salette per riunire intorno alla mensa quelli che, nelle evangelizzazioni che si sono susseguite, hanno ricevuto insieme il Kerigma.
Pax

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...
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Anonimo ha detto...

Kiko non è un santo. Tralasciando commenti sulle sue doti pittoriche e musicali che potrebbero risultare sgradevoli, sembra un ragazzo con un ego molto fuori misura. Lo si evince per esempio da come parla di come gli è apparsa la Madonna. Dio probabilmente in maniera misteriosa però si è servito di lui per portare nuovi figli nella sua Chiesa. Non è la prima volta che accade, vedasi il caso dei Legionari di Cristo o quello più recente dell'istituto del Verbo Incarnato.
Di Kiko e delle sue creazioni presto resterà il ricordo.
Certamente la Chiesa come madre non lascerà soli i suoi figli.
In ogni caso gli anni 70 sono finiti da un po', quindi certe cose spariranno da solo perché non avranno più senso.
Cosa resterà? Resterà l'Eucaristia, culto pubblico della Chiesa che nessuno può manipolare. Resterà il catechismo della Chiesa, garanzia per tutti. Resterà la Parola di Dio, che non ha bisogno di essere strumentalizzata.

Anonimo ha detto...

L'ultimo anno da universitario a Roma mi andavo a confessare a San Giovanni in laterano da un padre francescano. Era molto buono, cordiale e anche simpatico. Un giorno mi invitò a messa neocatecumenale il sabato sera in una parrocchia in periferia. Fu corretto però, mi diede degli avvertimenti: si dirà la messa in una sala della parrocchia, non si dirà il Gloria, non si dirà il credo, potrà capitare che qualcuno dica determinate cose. E mi fa un esempio: una volta una ragazza ha detto che durante la settimana aveva fatto l'amore con il suo ragazzo, ma che era stata colpa sua, perché non aveva iniziato lui la cosa. Insomma potevano succedere anche queste cose in quella celebrazione e io non mi sarei dovuto scandalizzare. Ora a me la cosa non garbava, io il sabato sera esco e non ci sono andato. Questo quando ancora viveva Giovanni Paolo II. Ora le cose mi sembrano cambiate. In Puglia nella parrocchia neocatecumenale in città che conosco vedi che celebrano il sabato sera in chiesa e a porte spalancate.
Mi rendo conto che effettivamente nelle città c'è tanta gente sola, e il CNC ti dà amicizie, magari un fidanzato, ti permette di avere delle relazioni. E alla fine nessuno vuole essere solo.
Nel mio paese d'origine in provincia invece non ha mai attecchito. È dagli anni 80 che tentano di iniziarlo, ma un po' perché i parroci non hanno mai voluto, un po'perché la gente nei paesi è chiusa verso queste "novità" non ha mai attecchito.