venerdì 2 dicembre 2016

I giovani e il Cammino

Il kerigma di Kiko colpisce i giovani
Quando ero una giovanissima e frequentavo i ritiri aperti a tutti i giovani e tenuti da preti e assistenti neocatecumenali, tutti, compresi noi "civili" non NC, prendevamo la Comunione in modalità "pizzeria", che non era ancora stata proibita.

All'epoca non avevo idea di stare aderendo ad una pratica del CNC. Inoltre, come introduzione al rito della Comunione, venivamo invitati a non piangere sui nostri peccati ma ad abbandonarci al grande amore di Dio che ci perdona e ci ama al punto di farsi masticare da noi. Il messaggio era "fate pure la comunione, che potete confessarvi anche dopo, Dio vi ama".

Io sapevo benissimo che la Chiesa richiede la confessione prima della comunione ma pensavo che i responsabili chiudessero un occhio per affetto, e per far sentire a noi giovani che nel cuore di Dio venivamo prima noi, come persone, che non le regole della Chiesa. Anche se, a me personalmente, queste regole non ponevano alcun problema e non ci sarebbe stato bisogno di violarle. All'epoca non sapevo che stavamo facendo una kikata.

Crescendo poi ho letto parecchie biografie autografe dei Santi e mi sono interessata un po'alla teologia. Le critiche a questo mio amore per l'ortodossia e la storia della Chiesa mi sono arrivate sempre e solo da ambienti neocatecumenali, con la motivazione che: "così ti intellettualizzi e perdi di vista il messaggio di Dio sulla tua vita", o "rovini il tuo rapporto con Dio ed entri in relazione solo con te stessa"...

E qui invece si potrebbe invece entrare nel merito del concetto di "rapporto con Dio" che va ad involgarire quello di "timor di Dio" e di "devozione". A volte ho l'impressione che i NC si divertano a sfregiare quanto di santo e di elevato si trova nelle celebrazioni. E lo fanno con uno spirito di rivendicazione e di lotta di classe del tutto fuori luogo.

Altrettanto gravi erano le direzioni spirituali dei giovani ad opera di figure di riferimento o di "attaccamento" (sacerdoti o catechisti), che si attenevano (scopro di recente) frettolosamente ai mamotreti e alla loro ispirazione del momento, senza personalizzare o vagliare attentamente la situazione. 

Giovani alla GMG di Cracovia: chi insegna loro
che anche la santità
si può incollare col Photoshop?
Dannose, specie se queste figure erano sostitutive di quelle genitoriali, e con effetti a lunga durata (anni, decenni) anche dopo la cessazione dell'"esposizione". Dannose non solo sui diretti interessati ma anche sull'ambiente familiare, lavorativo ed amicale circostante.

Io ero invitata a smettere di far riferimento a me stessa ed ai miei talenti e a cercare invece la volontà di Dio su di me tramite l'adesione al CNC (niente da fare). C'erano casi di ragazze a cui il direttore disse di perdonare molestie sessuali gravi. Ho visto scelte prese tramite bibliomanzia e persone disperate perché il sacro libro, aperto a caso dopo la preghiera, aveva dato loro una pessima notizia. I laici NC descrivevano durante la messa l'intervento del Signore nella loro vita e sembrava parlassero del Padrino. A volte esageravano con i dettagli e, anche senza scadere nel triviale, mettevano in imbarazzo l'assemblea.

Per fortuna da quando c'è internet può documentarsi anche chi vive immerso in un ambiente saturo di CNC e a cui vengono negate tutte le opzioni di crescita a parte la fuga. E quindi grazie di nuovo a tutti per le vostre testimonianze.
(da: D.D.)

40 commenti:

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Bellissima testimonianza. Resto ammirato dalla tenacia dell'autrice nel cercare la verità al di là delle apparenze e di come Dio l'ha aiutata.

Faccio notare ai camminanti che se anche tra i loro meriti ci fosse quello di aver "dato il loro corpo come cibo", cioè di essersi offerti totalmente alla loro causa, se hanno preso o fatto prendere la Comunione in peccato mortale e prima della confessione, a nulla giova, perché hanno comunque commesso sacrilegio e devono subito correre a confessarsi.
Se hanno fatto questo con piena avvertenza e deliberato consenso, sono in PECCATO MORTALE e in disgrazia di Dio!

Lo dico per il loro bene e non per polemizzare.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Mi spiego meglio: chi commette un peccato mortale può pentirsi subito e compiere un atto di contrizione per tornare in grazia di Dio ma non può accostarsi alla Comunione senza prima essersi confessato, Altrimenti commette un SACRILEGIO.

Se qualche camminante spinto da certi pazzi catechisti si è comunicato senza aver confessato un peccato grave, deve subito fare un atto di contrizione poi, appena può, andarsi a confessare. Ma tra la contrizione e la confessione non può fare la Comunione!

Camminanti in buona fede, che vi importa dei catechisti? La vostra anima è più importante!

Inoltre nell'avversione che il Cammino ha verso il SACRO CUORE DI GESU' vedo una tentazione satanica.
Quanti giovani si potrebbero salvare facendogli fare i primi nove venerdì del mese subito dopo la Prima Comunione?

Kiko non vuole? Mandatelo a quel paese. L'anima dei vostri figli è più importante.

D.D ha detto...

Grazie Pietro non del cammino, e grazie a tutti dell’attenzione, con la speranza che la mia testimonianza possa essere utile, magari a qualche giovane. Viceversa, voi tutti mi avete già aiutato tantissimo a decriptare ed a fare autocritica sulla mia vita di Fede, in un momento in cui gli effetti della violenza spirituale NC su persone a me care ma, ora ci vedo chiaro, anche su di me, mi suscitavano il voltastomaco spirituale.

D.D ha detto...

Vorrei aggiungere qualche considerazione costruttiva.

I giovani che vanno in Chiesa portano enorme energia ed entusiasmo e, anche se a priori non si può pretendere da loro una conoscenza a vasto raggio, per il semplice fatto che non hanno avuto il tempo di accumularla, spesso sono dotati di una sapienza che illumina la vita degli adulti, se li ascoltano e prendono il tempo per capirli.

A volte i giovani vanno per tentativi senza sentire, causa troppe energie da spendere, che rischiano di farsi molto male. Ingabbiarli in precetti per tenerli buoni o manipolarli per scopi reconditi, offrendo false soluzioni, è criminale in ogni contesto, e a maggior ragione nella Chiesa.

Piuttosto, anche se alla loro età si annoiano a fermarsi riflettere, bisogna ugualmente fornire loro un ambiente solido e pulito a cui riferirsi e dove possano rinforzare il loro proprio metodo ed i loro personali strumenti (ciascuno i suoi) che useranno quando si troveranno di fronte ad una scelta difficile o avranno collezionato un numero di esperienze sufficienti da sentire il bisogno di una revisione.

A me per esempio non piaceva quando ci insegnavano a “non giudicare”. Preferivo di gran lunga chi, con l’esempio, mi insegnava ad usare l’intelligenza ed il cuore per “giudicare con rettitudine” e poi si atteneva con il comportamento alle conclusioni raggiunte.

Una cosa che mi ha fatto evitare il movimento NC era quella aleggiante nebbiolina di obbedienza automatica ed uniforme, e di ostentata fiducia cieca, che si dissipava immediatamente al momento di un malessere causato da un errore di metodo, per trasformarsi in una accusa inequivocabile:
- “TU hai fatto questo”, oppure in: “non importa, Dio ti ama ugualmente”.
Entrambe le conclusioni, orwelliane, catastrofiche ed inaccettabili.

Il mio rimpianto più grande è che la Chiesa abbia permesso certe derive e che tuttora non si veda una posizione chiara a riguardo.

Per fortuna, guardando il messaggio iniziale dell’Arcivescovo Byrnes al momento dell’insediamento a Guam, ho tirato un profondo sospiro di sollievo quando l’ho sentito dire che “le parole chiave che servono, non solo per costruire una famiglia sana ma anche per guarire e rendere sana la Chiesa sono: “Please, Thank you and I’m sorry” “. In queste parole, dette col cuore, riconosco la vera nobiltà d’animo di Gesù Cristo e non l’ipocrisia borghese tanto paventata da chi questa nobiltà la rifiuta, perché trova più conveniente abbandonarsi ad altri istinti.

L’affetto che provavo verso molte figure NC di accudimento parrocchiale della mia prima giovinezza rimane immutato, altrimenti non lo avrei provato fin dall’inizio. Sono ancora loro molto grata per il tempo e le energie che mi, ci, hanno dedicato, credo ancora nella loro buona fede di allora e spero solo che anche loro prendano in considerazione le critiche rivolte ai metodi e ai fini nascosti del movimento NC.

Parimenti, la mia opinione sulla frangia estremista, quella che non ho mai apprezzato, i “barbuti” urlanti da ambone (talebani, con o senza barba), che vogliono impressionare con la voce e l’apparenza autorevole, rimane immutata: devono entrare in psicoterapia.
Sono ossessivi per sé e per gli altri e mandano la gente all’ospedale, con questo modo di fare. Questi devono rivolgersi a chi ne sa di più perché la Sapienza di Dio, che non è solo "Padre" ma anche "Creatore", illumina tutte le professioni. Non riconoscerlo è peccato capitale, e si chiama Accidia.

by Tripudio ha detto...

Su quel cartellone "santa subito" - dimostrazione di goffa idolatria - ci sarebbe parecchio da dire e da ridire.

Ho già detto più volte che sono convinto che Carmen stia bruciando tra le fiamme dell'inferno, perché dopo una vita intera spesa pubblicamente per inquinare la fede cattolica, un'arroganza senza limiti contro l'autorità della Chiesa, e soprattutto il ridurre l'Eucarestia a uno snack da consumare durante una ridicola carnevalata, senza nessun minimo cenno di ravvedimento, non può meritare la salvezza.

L'inferno è forse il posto in cui ci sono solo Hitler e Stalin? Quanti milioni di anime ha rovinato la spiritualità di Carmen, ancor più delle pagliacciate di Kiko lo sbruffone, lo sa solo Dio.

È inutile blaterare dell'infinita misericordia di Dio se con ciò si vuole sotto sotto sminuire l'infinita giustizia di Dio. La spiritualità inventata dai due autonominati "iniziatori" spagnoli ha devastato famiglie (proprio mentre cinicamente venivano obbligate a dire "il Cammino mi ha salvato"), anime laiche e anime consacrate, giovani e non giovani, danni e scandali a non finire. L'infinita giustizia di Dio esigerà conto («fino all'ultimo spicciolo») di coloro ai quali il Cammino ha provocato sofferenze, mali, desolazione, e anche salassi nel portafoglio. Nostro Signore ha il conto preciso di quanti hanno tentato (talvolta, purtroppo, riuscendoci) il suicidio. Nostro Signore vede benissimo tutti quelli che nel passato e nel presente, avendo buon cuore, hanno voluto ubbidire al "Cammino che ti salva" ottenendone solo soferenze, figuracce, malanni (spirituali e fisici) oltre che tremende bidonate.

Dante Alighieri pone nel nono cerchio dell'inferno - il peggiore - i traditori di chi si fida. Il piccolo popolo di neocatecumenali, più l'enorme popolo di ex neocatecumenali, è composto quasi esclusivamente da persone che si sono fidate della predicazione neocatecumenale, si sono fidate dei cosiddetti "catechisti", si sono fidate degli autoeletti "iniziatori", e in cambio ne hanno ricevuto solo oppressioni, abusi, sfruttamenti, dolori, il tutto dietro la menzogna secondo cui il Papa "approva" le storture del Cammino, la Chiesa "approva" le schifezze neocatecumenali, i vescovi "lodano" le vergognose attività inventate dai due spagnoli.

Quei cosiddetti "catechisti" non avrebbero potuto far caricare di danni e umiliazioni le anime e il Santissimo Sacramento, se non ci fosse stata la diabolica perseveranza negli errori del neocatecumenalismo da parte di Kiko e Carmen. Anche quei "catechisti" (quelli ancora vivi), se non si convertiranno alla vera fede - esattamente quella che nel Cammino non si insegna - finiranno a bruciare con gli autodichiarati "iniziatori".

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

L'intervento di Tripudio mi sollecita a riproporre ai camminanti la domanda che ho posto loro nel post precedente e che non ha avuto risposta.

Perché, se il Cammino "cammina" in tutto secondo le direttive della Chiesa, Kiko invita il Papa solo quando invia i missionari?
Perché, ad esempio, non lo invita al termine del secondo scrutinio, quando le domande sui peccati sessuali agli scrutinati si fanno ossessive e morbosamente si soffermano sui particolari più scabrosi davanti a centinaia di persone?

Perché le comunità italiane non invitano per il secondo scrutinio i propri Vescovi?
Forse perché sanno che rimarrebbero disgustati?

Ruben ha detto...

O.T.
Vorrei fare e faccio una domanda che potrebbe sembrare provocatoria:

"secondo voi(Neocatecumenali e non), l'essere umano, appartiene al regno minerale, vegetale o animale?"
---

La Voce dello Ionio ha detto...

@ Pietro (NON del Cammino) 13:47

Perchè non hanno abbastanza fratelli Apuron all'altezza da invitare, e anche se li avessero il "loro sacro discernimento" gli suggerisce dal desistere dall'invitarli.
Devi sapere che le sessioni notturne, per conquistare l'alleanza della "salamoia", per un Vescovo non in cammino è una cosa troppo impegnativa, si stancherebbe troppo! (Te lo immagini a farlo stare in saletta fino alle due di notte )e poi non è abbastanza illuminato per capire le "particolari dinamiche" di ciò che avviene nella saletta durante le sessioni notturne.
Per loro è meglio che il Vescovo la notte dormi. (zzz...zzz...ZZZZ.).
P.S. La notte lascia dormire il gatto, ...(zzz...zzz...ZZZZ.), così i topi ballano nelle salette.

Giuseppe ha detto...

"Le critiche a questo mio amore per l'ortodossia e la storia della Chiesa mi sono arrivate sempre e solo da ambienti neocatecumenali"
"così ti intellettualizzi e perdi di vista il messaggio di Dio sulla tua vita"
o "rovini il tuo rapporto con Dio ed entri in relazione solo con te stessa".

Kiko ha perfino detto che "la tologia è una nube che ha oscurato il sole di Dio". Allora non potevo e non volevo credere che volesse dire proprio così, pensai volesse dire la teologia fine a se stessa, ma mi sbagliavo.

Il cammino ha paura che il gregge si abbeveri, ad altre fonti, fossero anche cattoliche.E'quello che succede nei regimi totalitari e nelle sette. Il motivo è sempre quello, isolarti da tutto il resto, per controllarti meglio.

Il risultato è che nonostante la "proclamazione" di una Parola "forte", alla fine il cammino si rivelava di una monotonia asfissiante e avevo nostalgia delle mie letture rivitalizzandi.Altro che intellettualizzarti!

Perciò appresi con piacere che il libro sulla vita di S. Giovanni della croce non era stato censurato.In seguito, ho saputo, anche l'"Imitazione di Cristo". Semplici eccezioni che nulla tolgono alla regola orwelliana del cammino.Giusto qualche boccata di ossigeno per non morire completamente.



by Tripudio ha detto...

Chiediamogli anche come mai da undici anni a questa parte le foto della "comunione seduti" si sono misteriosamente rarefatte, specialmente alla luce del fatto che le foto delle restanti parti della liturgia neocatecumenale vengono pubblicate in quantità mostruose.

Intanto arrivano notizie comiche da Guam: il pretino NC del "gesto del gorilla" è scappato con la macchina della parrocchia (pagata dalla parrocchia e assicurata dalla parrocchia) portandosi via anche un po' di materiale di proprietà della parrocchia (chissà quando e come ha intenzione di restituirlo). Sarà fuggito in "missione kikiana ad gentes" per la Cina? In tal caso l'auto sarà rintracciabile in aeroporto. Oppure è in missione "tassinaro" per conto di sua eccellenza il vescovo pedofilo neocatecumenale latitante?

Aggiornamento: si vocifera che sia scappato in missione neocat in Cile (dopotutto in Cina ci sono già ventimila presbiteri kikiani), ovviamente all'insaputa di mons. Hon e di mons. Byrnes. Chissà cosa ne pensano detti vescovi. Intanto l'autovettura pare sia stata rintracciata - guarda che combinazione! - nel seminario RMS.

Come al solito si tratta della tipica spiritualità neocatecumenale: quando cominciano i guai scappa e fuggi, tanto poi in giro si dirà che è stato perseguitato oppure che è sorteggiato per la "missione" e i fratelli del Cammino faranno anche una colletta straordinaria per lui (il sacco nero girerà come una trottola finché non verrà raggiunta la cifra prestabilita: vamos fratelli, vediamo se possiamo insaccare mille euro!).

Lino ha detto...

Dicevano a Giuseppe "così ti intellettualizzi..."

Dovessero ripeterlo, rispondi come Chesterton: quando si entra in una chiesa, ci si toglie il cappello, non la testa. Non hanno capito che l'intelletto è un dono dello Spirito Santo; magari non avendolo ricevuto finora - mi spiace dirlo, ma tanto meritano - lo bistrattano. Prima o poi, però - è un augurio, non una maledizione - potrebbero far uso della materia grigia che pur devono avere nella scatola cranica.

Gabriele ha detto...

Buonasera e scusate l'intrusione. Non esiste che si autorizzi un fratello, anche se ragazzo, a prendere la comunione se in peccato mortale e credo che questo smentisca tutto il castello da voi creato. Quello che volevo chiedere e' dove sono andati a finire i figli delle persone che frequentano la messa oggi 45-50-60 anni. Nella mia parrocchia, per esempio, i figli del rinnovamento e dell'Azione Cattolica non frequentano. Gabriele.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Gabriele:

nelle tue parole c'è del vero: là dove è più forte l'attenzione verso i giovani, essi sono più portati a frequentare la Chiesa.

Ovviamente la realtà non è quella estrema che descrivi: nel Cammino non tutti i figli vanno in Chiesa, e negli altri movimenti non tutti i figli non frequentano la Chiesa.

E' però vero che il Cammino si impegna per i giovani più di altri. Ma è anche vero che DEVE farlo senza insegnare loro che possono fare la Comunione senza confessarsi dopo un peccato grave o che possono calpestare le briciole cadute del Pane consacrato.
E non gli va insegnato ad essere superbi, aggressivi e che i catechisti sono infallibili.
Meglio non insegnare che insegnare errori.

Naturalmente non voglio generalizzare e non dico che nel Cammino tutti fanno la Comunione senza confessione.
Voglio però affermare un principio: che i numeri non sempre fanno la qualità

by Tripudio ha detto...

L'intervento di Gabriele delle 17:01 risente della tipica tattica neocatecumenale del gettare fango sugli altri allo scopo di elogiare il Cammino.

Il fatto che le parrocchie siano in crisi (peraltro non tutte, e non in ugual misura) non autorizza a credere automaticamente che il Cammino sia la cura.

Il Cammino, infatti, non è la cura ma il veleno, perché anziché rinvigorire la parrocchia in quanto parrocchia, pretende di trasformarla in "comunità di comunità" che dipendono dagli scagnozzi di Kiko.

I cosiddetti "lontani", anziché venir reintrodotti alle eterne verità di fede e alla liturgia che hanno nutrito la spiritualità di innumerevoli generazioni di santi, vengono "iniziati" alla setta inventata da Kiko e Carmen il cui primo ciclo di cosiddette" catechesi" comincia col denigrare la Chiesa fra Costantino e il Vaticano II, prosegue insegnando scempiaggini esistenziali, e infine si conclude con ricatti morali e il conto salatissimo dell'albergo (si veda l'articolo: «fantozziane disavventure dei fratelli più piccoli»).

D.D ha detto...

Per Gabriele,


a noi, quando eravamo in tanti ragazzi in ritiro con il solo parroco al più con il viceparroco, l'autorizzazione ce la davano eccome. Benché cosa non canonica e "hippy" quanto si vuole, veniva fatta per non farci perdere una domenica di Comunione, una specie di rimandatura per non bocciare.

Non so se questo avvenisse anche nelle parrocchie "tradizionali" ma la nostra era neocatecumenalizzata ed ogni tanto le regole venivano, diciamo, "interpretate".
Spero e prego che il mio Parroco di allora non avrà a pagare per questo.
Benché seguisse i NC, trovava anche tempo, spazio ed energie da dedicare a tutte le emanazioni parrocchiali. E tra i NC c’erano tanti adulti e giovani in gamba e generosi in parrocchia. Eravamo ancora variegati ma uniti.

Poi il CNC si è rinforzato, si è espanso geograficamente, è progredito nelle tappe ed io ho conosciuto altri tipi di camminanti. Più “duri e puri”, sicuramente meno ibridi.

Dopo tanti anni mi è possibile ricomporre il disegno generale di ciò che prima coglievo solo istintivamente e posso garantire che non c’è bisogno di mettersi d’accordo per costruire nessun castello. A quanto pare è’il kikarmenesimo ad essere lo stesso ovunque, da qualunque parte lo si rimiri, e parlo evidentemente di persone in tutto il mondo che non si sono mai né viste né parlate.

by Tripudio ha detto...

Per rispondere a D.D. occorre ricordare che oggi purtroppo non vengono più insegnate le verità di fede, e non viene più insegnata la distinzione fra peccati mortali e veniali.

Così, mentre certe pie vecchiette esagerano in un senso (confessandosi prima di ogni Messa a cui partecipano), tanti altri esagerano in senso opposto ("io? confessarmi cosa? e perché dovrei far conoscere le mie cose intime a un prete che magari non mi ha mai visto prima?"), e la linea generale è che sarebbero "peccato" solo omicidi premeditati, furti aggravati a mano armata, e certe particolarissime performances sessuali.

Per di più molti preti - anche non kikos - si stufano di confessare e perciò insinuano l'idea che se un peccato non è gravissimo allora non c'è bisogno di confessarsi, oppure si può rinviare la confessione ad un momento più opportuno (la stessa eresia proclamata da Kiko Argüello).

Solo che così facendo riducono l'Eucarestia a uno "snack", un biglietto di partecipazione alla fiera dell'ipocrisia. Nostro Signore è stato chiarissimo: chi fa la Comunione in modo indegno, «mangia e beve la propria condanna».

San Giovanni Bosco insegnò ai suoi ragazzi costantemente sul peccato, sulla confessione, sulle dovute disposizioni per la Comunione. Una volta gli capitò che nessuno dei ragazzi presenti a Messa fece la Comunione.

Questo non è un caso da considerare "strano"; è solo una coincidenza, è solo un fatto statistico. Don Bosco fu dispiaciuto, infatti, non per essere andato inutilmente alla balaustra ad amministrare zero comunioni, ma solo per il fatto che nessuno di quei ragazzi - pur consci di essere in stato di peccato mortale - aveva provveduto a confessarsi prima di andare a Messa.

Nel Cammino Neocatecumenale il gesto del comunicarsi è una specie di simbolo di unità fraterna (se gli togli quel simbolo, per i kikos la Comunione diventa inutile). Per cui si fa tutti insieme contemporaneamente, quando scatta il segnale, mentre si sta comodamente seduti (cfr. l'articolo i neocat non credono nella presenza reale e la testimonianza nel Cammino "comunione obbligatoria" anche agli atei).

Se nelle parrocchie venisse insegnata la vera fede e venissero celebrati devotamente i sacramenti, al presentarsi di quei cosiddetti "annunciatori" del Vangelo secondo Kiko la gente andrebbe munita di pomodori marci, uova marce e robusti nodosi randelli.

Il "successo" del Cammino è dovuto infatti alla mostruosa ignoranza di fede che vige ovunque ormai da parecchi decenni. In altre epoche, quando la fede veniva insegnata sul serio, quando perfino un vero ateo era in grado di distinguere la verità cattolica dalle baggianate, il Cammino non avrebbe mai attecchito.

Valentina Giusti ha detto...

Successo davvero ieri in una prima superiore: un ragazzo neocatecumenale, durante l'ora di religione, ha descritto le eucaristie neocatecumenali asserendo che sono molto belle, a differenza delle tediose Messe della domenica frequentate dai 'cattolici' per paura dell'inferno.
L'insegnante (di religione) ha annuito ed approvato.

D.D. ha detto...

Tripudio, lucido ed accurato come sempre.

Fate bene in questo blog ad insistere costantemente sulla necessità di insegnare la fede. Io stessa approdando qui mi sono resa conto di aver ricevuto una formazione più catto-sessantottina (“vietato vietare, volemose bbene e W Gesù Cristo che è morto in croce per noi”) che ortodossa. Nonostante le mie incursioni autoeducative alle Paoline rimango sempre indietro e sento ancora oggi la necessità di rimediare.

Nella nostra epoca si dà tanta importanza al comandamento nuovo e alla Carità, senza la quale tutte le nostre opere sono inutili. Questo è sacrosanto.
Però tutto il patrimonio di sapienza bi-millenaria della Chiesa viene calpestato.
Più ci penso e meno mi capacito di come la Chiesa (qui intesa come il Vaticano) sembra avere meno a cuore dei laici la questione dell’ortodossia della fede e della solennità della liturgia.
Quando vedo che se ne curano meno degli atei qualche domanda sorge spontanea.

Perché dobbiamo essere noi truppe di terra pazienti con la loro decadenza, quando dovrebbero essere loro per noi un faro nella notte?
Come possono permettere che delle emerite kikate vadano a rimpiazzare la dottrina che loro stessi hanno messo a punto in venti secoli?

Succede perché nessuno nella nostra epoca vuole credere a dei dogmi di fede, mentre la manipolazione psicologica e la possibilità di parlare di sé tengono la gente legata?
Succede perché le risposte semplici regalate da qualcun altro danno più sicurezza di una risposta difficile che bisogna conquistarsi da sé?

Quindi i nostri pastori preferiscono che crediamo al primo sistema filosofico para-cristiano disordinato ma che ci fa stare buoni, basta che più o meno rimaniamo in zona?
Quindi, non ci credono neppure loro nelle verità di fede?
E allora, che ci stanno a fare in Vaticano?

Non voglio sollevare polemiche sterili, il mio è proprio sgomento sincero (e nostalgia di Joseph Ratzinger).

by Tripudio ha detto...

La bellezza della liturgia sta solo nell'essere vero culto a Dio.

Le "liturgie" neocatecumenali invece sono uno spettacolino, una carnevalata, magari fatta anche in buona fede: facciamo qualcosa di "bello", dai, qualcosa per festeggiare il Signore...

È la differenza tra liturgia e cerimoniale. La liturgia è il vero culto a Dio, che poggia sulle spalle di venti secoli di generazioni di santi, ed è garantita da venti secoli di autorità della Chiesa. La liturgia ci è stata donata da Gesù Cristo in persona, che comandò agli apostoli «fate questo in memoria di Me».

Il "cerimoniale" (e la sua degenerazione in spettacolino autogestito) è invece un atto puramente umano. Fatto magari con le migliori intenzioni, ma pur sempre umano. "Orsù, facciamo qualcosa di bello, di importante, di avvincente, aggiungiamo qui, togliamo là, facciamo lì, mettiamoci qualcosa di suggestivo, inventiamoci qualcosa di avvincente, facciamo in modo che tutti recitino la loro parte...

In uno dei romanzi di R.H.Benson (mi pare di ricordare Il padrone del mondo) viene descritto il sacerdote di un nuovo culto fabbricato in modo da celebrare la pace mondiale senza interferenze religiose. Tale "sacerdote" spiega al protagonista la maestosità del nuovo cerimoniale, ricchissimo di significati, che supererebbe in "bellezza" qualsiasi liturgia. Per giustificarne la necessità aggiunge anche: «la gente vuole adorare!».

Nessun cerimoniale umano potrà mai superare «l'unico culto gradito a Dio» e certificato dall'autorità della Chiesa e garantito dalle vite di tantissimi santi che ne hanno goduto i benefici più dello stesso popolo cristiano.

Quello neocatecumenale è un cerimoniale umano, fabbricato dagli stessi autonominati "iniziatori", proprio come quel "sacerdote ateo" del romanzo scritto da Benson cinquanta o sessant'anni prima che inventassero il Cammino. Quello neocatecumenale è una parodia del rito cattolico, dove il centro non è Dio ma è il popolino di kikos che cantano e parlano comodamente seduti sulle seggiole pieghevoli Plia. Non importa che dicano "Signore, Signore": il centro della loro celebrazione sono loro stessi che cianciano di Signore-Signore, con incluso "snack" obbligatorio e balletto-girotondo idiota e ancor più obbligatorio.

Passiamo ad altre notizie... Oops! Ennesimo ennesimo esempio di comicità neocatecumenale: un finto anonimo scrive sul blog dei pasqualoni di Guam che in onore della pace dei cuori domenica prossima non manifesterà col cartello «Defrock Anthony».

Solo che non esiste nessun cartello "spretate Antonio": i cartelli erano «Defrock Apuron». I neocatekikos sono così abituati a chiamare per nome fratel Tony, che incappano in un lapsus così marchiano da far sembrare Stanlio e Ollio due dilettanti.

La parte tragicomica è che il blog dei pasqualoni di Guam è direttamente sponsorizzato dal carmelitano Pius Sammut, il "super-catechista" regionale neocatecumenale di Guam, altrimenti conosciuto come "il putrido" (e che i carmelitani, invitati caldamente a riprenderselo, hanno fatto orecchie da mercante).

Intanto a Guam le proteste contro il malaffare dei neocatecumenali e contro il vescovo pedofilo neocatecumenale continuano ogni domenica davanti alla cattedrale di Hagatna.

Lino ha detto...

Anonimo Gabriele ha detto... "Non esiste che si autorizzi un fratello, anche se ragazzo, a prendere la comunione se in peccato mortale e credo che questo smentisca tutto il castello da voi creato"

Gabriele, Gabriele, ma allora davvero tu, Paolo e Roberta volete confutare Kiko? Come "non esiste"? Qui esiste, ascolta il video segnalato nel link:

http://neocatecumenali.blogspot.it/2014/04/erroneo-equivoco-fuori-strada-kiko.html

«Mañana si quierés lo sigileras», lo senti l'iniziatore? Se vuoi, soltanto se vuoi.

Gabriele ha detto...

Buongiorno sig. Lino la reputo una persona molto capace ed intelligente tanto da capire che non si puo' estrapolare una frase da un contesto. In celebrazione c'e' sempre qualche fratello che non prende il pane se fosse come dice lei, cioe' che nel cammino si prende il pane anche se in peccato mortale, lo prenderebbero tutti. Gabriele

Jan Kopernik ha detto...

Confermo che cio che e scritto in questo articolo è vero . Ci sono tanti presbiteri do Redemptori Mater che hanno scoperto le manipolazioni di Kikisti e di catechisti spesso molto ignoranti.
Don Giorgio di RM

Jan Kopernik ha detto...

Confermo che cio che e scritto in questo articolo è vero . Ci sono tanti presbiteri do Redemptori Mater che hanno scoperto le manipolazioni di Kikisti e di catechisti spesso molto ignoranti.
Don Giorgio di RM

sandavi ha detto...

Gabriele mente, in decenni solo i divorziati risposati hanno rifiutato l'Eucaristia. Inoltre la disposizione della sala e la modalità di distribuzione non permettea nessuno di rifiutare il Corpo di Gesù serenamente

Lino ha detto...

@ Gabriele

Buongiorno, Gabriele.
Estrapolazione di una frase, hai detto? Contale pure, le frasi connesse con il medesimo concetto:
"Oggi, ogni volta che si annuncia il Kerygma siete chiamati a conversione, ma per credere alla Buona Notizia dovete accettare che Cristo è morto per i vostri peccati, perché ti siano perdonati e perdonati i tuoi peccati, ora (in questo momento), domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione, ma se tu ti penti di aver toccato quella ragazza o di esserti mas... ora stesso i tuoi peccati vengono perdonati e se i tuoi peccati sono perdonati può scendere lo Spirito Santo che diventa una sola cosa con te, si fa Uno con te...".

L'idea è espressa in modo talmente esaustivo che il sacerdote domenicano ci scrisse un mezzo trattato, sopra.
In ogni caso, siccome io sono intelligente :-) - grazie - devi sapere che non solo non estrapolo singole frasi da un contesto, ma le colgo nella loro pienezza quando possiedo conferme intertestuali dal medesimo autore. Ora, giacché anche tu mi pari intelligente, capirai che la seguente lezione dal mamotreto non solo conferma il "domani se vuoi", ma anche rende il "se vuoi" una intenzione poco importante, puramente devozionale.

Kiko: "Si comincia infatti a dar valore alla contrizione. E questo giunge fino a noi. Fa quasi ridere pensare che necessaria la sola attrizione se ti vai a confessare e la contrizione se non
ti confessi. Vedete bene che cosa rimane della conversione. Questo fatto della confessione dei peccati, con tutto il suo senso medicinale mediante il quale la gente si salva, rende tanto importante la cosa che il Concilio del Laterano impone l'obbligo ai fedeli di confessarsi una volta l'anno. E come appare l'obbligo di fare la Pasqua, così appare anche l'idea di confessarsi prima di fare la comunione. Questo fino ai giorni nostri.
Così arriviamo al Concilio di Trento. Con il Concilio di Trento, e dal XVI al XX secolo tutto rimane bloccato. Appaiono i confessionali, queste casette sono molto recenti. La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci".

In conclusione, collegando: "Domani, se vuoi, vai pure nella 'casetta' molto recente, estranea al cristianesimo primitivo, se vuoi vai pure a praticare questa abitudine (sorta con il Concilio di Trento) medicinale e di devozione".

Lino ha detto...

Aggiungo: siccome i neocatecumenali riconoscono il linguaggio di Kiko, tu riconoscerai il senso di affermazioni come "confessione privata, medicinale e di devozione", l'apparizione dei confessionali "con il Concilio di Trento", l'ironia che sta nel vocabolo "casette".
Personalmente, fossi stato un catechista NC edotto del mamotreto, anche volendolo, l'indomani non ci sarei andato, nella "casetta".

by Tripudio ha detto...

Ecco la puntata di oggi delle comiche neocatecumenali: hanno detto che Tim è peggio di un killer seriale, e addirittura peggio di Hitler! Questa sì che è nuova evangelizzazione, ragazzi! Proprio come nei primi cristiani delle primitive comunità cristiane delle origini cristiane.

Pasqualoni di tutto il mondo, unitevi! Il prestigio di Kiko e del Cammino è in pericolo: datevi da fare! E soprattutto... mano al portafoglio, fratelli, che ci sono da pagare le spese legali ai capibastone della vostra setta!

Lino ha detto...

P.S.
Chiedo scusa: la catechesi prima citata non è di Kiko, bensì della beata estinta.

Anonimo ha detto...

@Sandavi
"in decenni solo i divorziati risposati hanno rifiutato l'Eucaristia. Inoltre la disposizione della sala e la modalità di distribuzione non permette a nessuno di "rifiutare" il Corpo di Gesù serenamente"

Quoto parola per parola

Mav

p.s.
si potrebbe parlare per anni del "serenamente"...infatti ti ho virgolettato il rifiutare perché ovviamente non è un rifiuto...
...in un mondo ideale potrebbe essere addirittura uno stimolo pedagogico ad abbandonare e confessare il peccato..
...nella realtà invece per evitare intromissioni sulla propria sfera privatissima...ci si può addirittura sentire "costretti"

Giuseppe ha detto...

Non so se sono fuori tema, ma devo scrivere di una coppia di amici neocatecumenali, in pausa di riflessione, che parlando parlando, mi raccontano di una coppia di fidanzati ai quali viene chiesto durante gli scrutini,

perché non si fossero ancora sposati e SE FACEVANO SESSO,

A DISPETTO DI QUANTO VIENE FORMALMENTE DICHIARATO nell’art. 28 §2 4° DEGLI STATUTI:

«[le équipes di catechisti] durante gli scrutini di passaggio da loro guidati DEVONO MANTENERE IL MASSIMO RISPETTO PER GLI ASPETTI MORALI DELLA VITA INTIMA DEI NEOCATECUMENI CHE RIENTRANO NEL FORO INTERNO DELLA PERSONA».

Ma la cosa ancora più SCONCERTANTE se possibile, è che per questi amici neocat, non c'era niente di male. Evidentemente parliamo di persone, che non hanno mai letto gli statuti e che non sanno neanche cos'è il foro interno.

Ora vorrei, che tra quelli che ci leggiono ci fossero invece neocat. più istruiti e meno
plagiati, che prendessero parola.

psyco ha detto...

....HON finalmente fa vedere che non crede piu' alle favole neocat ....

ha detto che APURON ha avuto piu' di 1 anno per ubbidire al vaticano ..... e invece non solo nn ha fatto niente x correggere ..... ma e' uscito fuori pure il fatto degli abusi sessuali !!!!

http://www.junglewatch.info/2016/12/hon-apuron-disobeyed.html

Giuseppe ha detto...

Aggiungo che mi hanno anche detto, che il parroco neocatecumenale, INCORAGGIA LE RISONANZE, anche qui a dispetto della Carta di Arinze, § 2 -

“È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche, ECCEZIONALMENTE QUALCHE EVENTUALE TESTIMONIANZA sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta IN OCCASIONE DI LITURGIE EUCARISTICHE CELEBRATE IN PARTICOLARI GIORNATE(giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante. Queste didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da poter essere confuse con l’omelia”.

Ma insomma...!

cara D.D., hai proprio ragione quando scrivi: "Perché dobbiamo essere noi truppe di terra pazienti con la loro decadenza, quando dovrebbero essere loro per noi un faro nella notte?
Come possono permettere che delle emerite kikate vadano a rimpiazzare la dottrina che loro stessi hanno messo a punto in venti secoli?

Quindi i nostri pastori...basta che più o meno rimaniamo in zona?
Quindi, non ci credono neppure loro nelle verità di fede?

Lo stiamo vedendo cin i nostri occhi, lo stiamo sentendo con le nostre orecchie.

Giuseppe ha detto...

@Lino ti ho inviato copia emendata sulla confessione.

Così a caldo, (suppongo dovrei approfondire di più il tema della confessione),mi fa specie leggere la disapprovazione di Kiko e nello stesso tempo sapere, che il cammino entra tutt'ora nel foro interno delle persone.

Ma conoscendo il loro stravagante modo di ragionare, penso mi direbbero, che gli scrutini non c'entrano niente con la confessione, perciò non solo i peccati, ma anche la tua vita, e non al confessore, ma in pubblico, ah beh certo, così va meglio!!!

Lino ha detto...

Ricevuto, letto e confrontato, caro Giuseppe.
Andiamo alla radice della questione: è confermato che per Kiko la Confessione è un sacramento di serie B, ammesso che sia ancora sacramento in quanto oggi privata del "pilastro" della riconciliazione con la comunità e, in ogni caso, in sovrapposizione con Battesimo ed Eucarestia che per Kiko svolgono la funzione della Confessione. Inoltre, per Kiko è importante la gestione per "lungo tempo" della conversione del penitente, come scritto nel testo emendato.
Il mamotreto corretto e corredato di note del 1999, come altre catechesi, anche sulla Confessione secondo Carmen è profondamente mutato, elaborato più sul piano della narrazione storica che del giudizio ironico e negativo (sono scomparse le "casette" e la frase "con il concilio di Trento tutto rimane bloccato"!), ma il senso rimane quello del vecchio mamotreto, sia pur esposto in modo meno criticabile nell'ambiguità della narrazione storica. Resto della mia idea: gli Orientamenti per la fase di conversione sono il frutto di una pesante mediazione.
Padre Zoffoli li avrebbe fatti neri ancora una volta.

Per chi voglia verificare (N.B. il testo inviatomi da Giuseppe è il medesimo tradotto in inglese nella pubblicazione americana a firma Kiko e Carmen del 2012):

http://i.imgur.com/3XxaoA0.jpg

Gabriele ha detto...

Mi spiace ma non ci si riesce ad avere un dialogo se partite dalla menzogna soprattutto in riferimento a due aspetti che sono venuti fuori da vs interventi.
Durante gli scrutini si lasciano liberi i fratelli di dire quello che vogliono, se eventualmente qualcuno vuole dire cose "profonde" chiede "lui" alla equipe di parlarne in privato. Chi prende la comunione e non è in peccato mortale puo', subito dopo la celebrazione, confessarsi. Questa è la prassi poi se qualcuno fa di testa sua io non lo so. Gabriele

Lino ha detto...

Gabriele ha detto: "Questa è la prassi poi se qualcuno fa di testa sua io non lo so"

Gabriele, naturalmente, non ha letto (o fa finta di non aver letto) le due catechesi di Carmen sulla Confessione, quella fino al 1999 e quella successiva. E non conosce (o fa finta di non conoscere) lo Statuto, il quale impone che "la prassi" in uso nel Cammino deve essere quella degli Orientamenti alle equipes di catechisti (art. 10 paragrafo 3 e altri). E, naturalmente, nemmeno si cura della catechesi di Kiko alla GMG di Rio, con il famigerato "domani se vuoi" che avranno oramai ascoltato in centinaia e centinaia, in spagnolo e nella traduzione in italiano dell'interprete. Gabriele dice: "Mi spiace ma non ci si riesce ad avere un dialogo se partite dalla menzogna". Forse, Gabriele, per avere un dialogo, dovresti partire dai "fatti concreti", mamotreti, statuti e catechesi di Kiko. Se tu credi di poter avere un dialogo perché la tua testimonianza vale più di quella dei fuoriusciti che qui hanno testimoniato diversamente da te, a partire dall'autore della lettera D.D., allora davvero non ci siamo.
Comincia a discutere la "dottrina" (vale a dire la catechesi di Carmen), poi ragioniamo se la prassi nel Cammino può mai discostarsi da questa.

Sforzati: saresti il primo a riuscire in questo faticoso esercizio.

Anonimo ha detto...

se Kiko intendesse "domani se vuoi" senza far riferimento ai peccati mortali? Non è specificato quindi può essere.
Con i soli peccati veniali è possibile fare la comunione.

Andrea

by Tripudio ha detto...

Andrea,

se ascolti il video indicato, Kiko sta parlando di peccati gravi (il tema è sempre il solito: peccati sessuali).

Per affermare che il Signore è misericordioso, Kiko dichiara rinviabile a piacere la confessione, e addirittura facoltativa.

Non capisco perché voi neocatecumenali dobbiate difendere Kiko senza minimamente informarvi su cosa abbia detto Kiko.

Qualche anno fa (annuncio di quaresima 2006) Kiko blaterò che il Papa dice che i vescovi devono "ubbidire a un laico e una donna" (parlava di sé stesso e di Carmen), e nessuno di voialtri neocatecumenali osò fargli le meritate pernacchie.

Giuseppe ha detto...

"Durante gli scrutini si lasciano liberi i fratelli di dire quello che vogliono, se eventualmente qualcuno vuole dire cose "profonde" chiede "lui alla equipe di parlarne in privato"

Dunque io partirei dalla menzogna?

Ti ricordo quanto riportato più sopra:
"...una coppia di amici neocatecumenali, in pausa di riflessione, che parlando parlando, mi raccontano di una coppia di fidanzati ai quali VIENE CHIESTO durante gli scrutini,
perché non si fossero ancora sposati e SE FACEVANO SESSO".

SONO I CATECHISTI CHE VOGLIONO SAPERE DI FRONTE A TUTTI!!!.

Questo mi hanno riferito i miei amici neocatecumenali.
Lo so non avtrebbero dovuto dirmi niente, perché "quello che diciamo qua dentro non deve uscire", e parliamo di vecchi catechisti, non di novellini.

Vacci piano ad accusare di menzogna.

Sembra che fai il finto tondo. Ma secondo te, se la Chiesa ha sottolineato negli Statuti questa cosa del foro interno, perché l'ha fatto?

Non lo capisci, che la prassi del Cammino è stata ed è rimasta questa purtroppo, nonostante l'ordine della Chiesa siglato negli Statuti, e che se ci sono dei menzogneri quelli siete voi?

Lino ha detto...

@ Andrea
"Oggi, ogni volta che si annuncia il Kerygma siete chiamati a conversione, ma per credere alla Buona Notizia dovete accettare che Cristo è morto per i vostri peccati, perché ti siano perdonati e perdonati i tuoi peccati, ora (in questo momento), domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione, ma se tu ti penti di aver toccato quella ragazza o di esserti mas... ora stesso i tuoi peccati vengono perdonati e se i tuoi peccati sono perdonati può scendere lo Spirito Santo che diventa una sola cosa con te, si fa Uno con te...".