martedì 13 dicembre 2016

Papa Francesco: «Le parrocchie non si toccano!»

Sappiamo bene come i neocatecumenali siano abilissimi nello strumentalizzare le parole e gli atti dei Papi a proprio favore, anche quando tali parole o atti li contraddicono in modo palese. Con il regnante Papa Francesco questi episodi di manipolazione si sono moltiplicati in progressione geometrica, a partire dalla stessa elezione del Papa (il giorno dopo i kikos già pubblicavano foto di Francesco vicino al crocefisso kikiano), per passare alla celebre Messa nella cappella Sistina (col Kiko saltellante che esultava per l'altare mobile: "questo vuol dire qualche cosa!") o al discorso sulla Chiesa "in uscita" (interpretato dai kikos come una lode sperticata alle loro missioni di piazza).

Di recente, però, nel corso della GMG di Cracovia, il Papa ha dato una interessante risposta a una domanda di S.E. Mons.Leszek Leszkiewicz, Vescovo Ausiliare di Tarnów:
D: «Santo Padre, il nostro impegno pastorale si basa per lo più sul modello tradizionale della comunità parrocchiale, impostata sulla vita sacramentale. Un modello che qui continua a portare frutti. Tuttavia ci rendiamo conto che, anche da noi, le condizioni e le circostanze della vita quotidiana cambiano rapidamente e sollecitano alla Chiesa nuove modalità pastorali. Pastori e fedeli assomigliamo un po’ a quei discepoli che ascoltano, si danno da fare molto, ma non sempre sanno mettere a frutto il dinamismo missionario interiore ed esteriore delle comunità ecclesiali. Santo Padre, Lei, nella Evangelii gaudium, parla dei discepoli missionari che portano con entusiasmo la Buona Novella al mondo di oggi. Cosa suggerisce a noi? In cosa ci incoraggia, perché possiamo edificare nel nostro mondo la comunità della Chiesa in modo fruttuoso, fecondo, con gioia, con dinamismo missionario?»
Facciamo intanto una prima riflessione: la tanto deprecata "pastorale sacramentale", bollata come un retaggio del passato, un residuato bellico, una forma di religiosità naturale", ha un senso e può dare frutto. Come conciliare questo fatto - dimostrato con fatti concreti - con l'errata convizione (e le paurose menzogne) di Kiko secondo il quale è necessario abbdandonare la pastorale sacramentale per passare a una "pastorale di evangelizzazione" (dall'intervista a Kiko a 13TV, 27-12-2012)?
«Domanda: come si può indurre all'ascolto chi è chiuso, ora che si parla tanto della Nuova Evangelizzazione, quelle persone che in particolare sono chiuse a Dio? Come portare l'annuncio?
"Non c'è vita cristiana senza comunità!" (neocat, ovvio)
Kiko: Questo è il punto più importante, la missione che ha il Cammino Neocatecumenale nel mondo. La missione che abbiamo noi è esattamente questa, bisogna fare quello che si sta dicendo anche nel Sinodo, come aprire l'ascolto, come si induce all'ascolto? Lo dice Nostro Signore Gesù Cristo (sic! ma davvero?): noi diciamo che nelle parrocchie è necessario passare da una pastorale sacramentale a una pastorale di evangelizzazione, intendendo per "pastorale sacramentale" ciò che si fa nelle parrocchie, cioè... prendiamo in un quartiere di 5000 persone, dove c'è una chiesa... quante persone frequentano la parrocchia? un 10%? Quindi c'è un gruppetto di persone che viene... 1000, 1200 persone che vengono alla Messa della domenica.. eccetera... a queste persone puoi alimentare la fede con una pastorale sacramentale, coi sacramenti nei quali è presente Gesù Cristo, che alimentano la fede, la Messa, il Battesimo, la preparazione al Matrimonio [sic], la Caritas [sic]... questo va bene per il 10% ma per il 90% che è ateo? A loro non importa nulla dei preti... a queste persone devi dimostrare un amore nella dimensione della croce... e se vedono questo amore diranno "ecco dei discepoli di Gesù", ma per questo la comunità cristiana deve essere piccola!» 
A parte il discorso sempre uguale da 50 anni, è da notare come Kiko parli "della missione che il Cammino ha nel mondo", in modo del tutto autoreferenziale. Macché Cristo! No, no, il Cammino ha una missione! Ovviamente questa missione si esplica nella comunità, chiaramente piccola, e certamente neocatecumenale (più avanti nel video lo dirà esplicitamente). Insomma per Kiko la parrocchia va bene per chi la frequenta, mentre per il resto è del tutto inutile, è morta. A nulla serve la "Messa della domenica" come non smette mai di chiamarla, senza vergognarsi: ma perché Kiko? Esiste forse un'altra Messa? o forse vuoi intendere che la vostra non è una Messa della domenica, a dispetto di quanto continuate ad affermare?
Cerchietti e pallini: il modello di parrocchia kikiana a compartimenti stagni
Tenendo ben presenti le parole di Kiko (già riportate in altri termini nei mamotreti delle catechesi iniziali, sul discorso della Parrocchia "atomica", riproposto tal quale proprio a Papa Francesco il 1° febbraio 2014, con cerchietti e pallini...), torniamo alla visita del Papa e leggiamo la sua risposta:
«Papa Francesco: Grazie! Io vorrei sottolineare una cosa: la parrocchia è sempre valida! La parrocchia deve rimanere: è una struttura che non dobbiamo buttare dalla finestra. La parrocchia è proprio la casa del Popolo di Dio, quella in cui vive. (...) ...prendersi cura del Popolo di Dio è faticoso, è faticoso! . Oggi essere parroco è faticoso: portare avanti una parrocchia è faticoso, in questo mondo di oggi con tanti problemi. E il Signore ha chiamato noi perché ci stanchiamo un pochino, per lavorare e non per riposare. La parrocchia è stancante quando è ben impostata. Il rinnovamento della parrocchia è una delle cose che i vescovi devono avere sempre sotto gli occhi: come va questa parrocchia? Cosa fai? Come va la catechesi? Come la insegni? E’ aperta? Tante cose (… ) Come si accolgono le persone? Come si ascoltano? C’è sempre qualcuno al confessionale? Nelle parrocchie – non quelle che sono nei quartieri piccoli, ma nelle parrocchie che sono in centro, nelle grandi vie – se c’è un confessionale con la luce accesa, sempre la gente va. Sempre! Una parrocchia accogliente. Noi vescovi dobbiamo domandare questo ai preti: “Come va la tua parrocchia? E tu esci? Visiti i carcerati, gli ammalati, le vecchiette? E con i bambini cosa fai? Come li fai giocare e come porti avanti l’oratorio? È una delle grandi istituzioni parrocchiali, almeno in Italia. L’oratorio: lì i ragazzi giocano e si dà loro una parola, un po’ di catechesi. Tornano a casa stanchi, contenti e con un seme buono. La parrocchia è importante! Qualcuno dice che la parrocchia non va più, perché adesso è l’ora dei movimenti. Questo non è vero! I movimenti aiutano, ma i movimenti non devono essere una alternativa alla parrocchia: devono aiutare nella parrocchia, portare avanti la parrocchia, come c’è la Congregazione Mariana, come c’è l’Azione Cattolica e tante realtà. Cercare la novità e cambiare la struttura parrocchiale? (...) La parrocchia non si tocca: deve rimanere come un posto di creatività, di riferimento, di maternità e tutte queste cose. E lì attuare quella capacità inventiva; e quando una parrocchia va avanti così si realizza quello che – a proposito dei discepoli missionari – io chiamo “parrocchia in uscita”.»
Vogliamo sottolineare l'inciso sul confessionale, bellissimo nella sua semplicità: se c'è un confessionale con la luce accesa, la gente va!
Non ha detto "la gente cattolica, la gente battezzata" ma semplicemente "la gente", perché il Papa sa, e crede, a differenza di Kiko e don Pezzi, che il Sacramento ha un potere che trascende totalmente quanto si crede: se Dio dispensa la Grazia tramite il Sacramento, anche il cuore del battezzato più reticente può sciogliersi; e lo dimostra Gesù nel Vangelo decine di volte: chi era incredulo, diventa credente al contatto col Cristo e se il Cristo è presente nei Sacramenti, massimamente nella Messa, allora è possibile che chi è incredulo si converta anche solo con una confessione ben fatta.

"Massa amorfa e inerte da mobilitare"...
e far inginocchiare al proprio ego"
La stoccata finale però la dà sul movimentismo. Bisognerebbe essere ciechi e sordi per non capire a quali movimenti si riferisce il Papa! Qual è l'unico movimento (ops! cammino...) che regolarmente diserta e disprezza la parrocchia? Se n'è accorto anche il notoriamente benevolo Vatican Insider del quale notiamo la sottolineatura riguardo ai movimenti che "mobilitano" le masse cattoliche considerate "amorfe":


«se c’è un confessionale con la luce accesa, sempre la gente va. Sempre!», ha detto Francesco davanti ai Vescovi polacchi. Sgombrando il campo anche da una certa ideologia delle «minoranze creative» che nei lustri recenti celebrava i movimenti come le «truppe scelte» dell’evangelizzazione, e rappresentava il resto del Popolo di Dio come massa amorfa e inerte da «mobilitare».
Bella botta eh Kiko? Cinquant'anni a denigrare e demolire l'istituto parrocchiale per poi essere liquidato in un minuto dal Papa che più ti ha elogiato.... ora attendiamo fiduciosi i contorsionismi dei neokiki, che cercheranno di dimostrare come il Papa voleva dire esattamente quello che ha detto San Kiko di Palomeristan.
Buona fortuna!

42 commenti:

Lino ha detto...

"Questo va bene per il 10% ma per il 90% che è ateo?"

La balconata di casa mia affaccia sull'ingresso alle salette dei neocat, in una parrocchia neocatecumenalizzata. In effetti, quando ci sono le catechesi iniziali si blocca il traffico nell'intero quartiere, i Vigili Urbani sono costretti allo straordinario e si vedono pochissime finestre illuminate, tanti sono gli atei e i pagani che escono di casa e corrono ad ascoltare il verbo dei mamotreti.

Dopo mezzo secolo è diventato ridicolo con la sua solfa. Domenica scorsa Lucia Annunziata ha detto a un politico: "Io non reggo mezz'ora di frasi fatte". Dovesse intervistare Kiko Arguello, chiuderebbe la trasmissione e si farebbe spedire come inviata di guerra in Siria.

C. ha detto...

Il CNC aggredisce le parrocchie, le fagocita, si "mangia" i suoi frequentanti traslandoli dalla "messa alla domenica" al percorso che li condurrà alla "fede adulta".

Dopo pochi anni i parrocchiani sono trasformati in neocatecumenali, l'intera parrocchia diventa neocatecumena. Si trasforma socialmente ed artisticamente riempiendosi di salette con orpelli kikiani e un calendario a solo uso e consumo dei neocatecumeni.

Come un tumore aggredisce le cellule sane e le sostituisce con quelle malate lo stesso fa il CNC con le parrocchie. Anche perché spesso diventano così perché gli stessi parroci sono neocatecumenali.

Ultimamente sul blog si scrive che i presbiteri non contano nulla nel CNC; questo non è propriamente vero. I preti nc servono, e sono stati utili nel passato, come "testa di ponte", come cavallo di Troia per entrare nelle parrocchie e aggredirle con il cammino.

In moltissime realtà il cammino ha attecchito proprio grazie ad un parroco o un viceparroco del cammino uscito dai Redemptoris Mater.

Oggi, è vero, in virtù dell'ondata di secolarizzazione in atto e di ateismo strisciante che infetta la società i kikos non fanno molti adepti nuovi (pressoché assenti da quello che so). Comunque fanno molti danni laddove si sono incestati, questo è indubbio.

Anonimo ha detto...

Lino oramai il cnc in italia è arrivato a saturazione. Cresce solo perché fanno molti figli, ma di esterni oramai non ne arrivano più molti. Nella mia parrocchia hanno presentato la nuova comunità alla messa parrocchiale della domenica sera, dei "35 fratelli" almeno la metà erano ragazzini, degli altri o sono nc di ritorno, gente che ha lasciato e ricomincia, oppure fidanzati/e di nc e la parte residuale sono "esterni nuovi".
Per usare il linguaggio finanziario l'Italia per il cnc è BBB, cioè stabile con Outlook negativo a lungo termine come i ns. BTP.

La tripla A non la prendono in Asia, come vogliono dare a vedere (esclusa corea dove vanno forte), ma la prendono in africa, ho ex fratelli in missione li, fanno catechesi tutti i giorni a livello industriale, formano 2-3 comunità al mese (li catechizzano tutto l'anno non come da noi) a botte dicono di 50 o 60 persone, ma senza hotel 5stelle, in convivenza con loro dispiacere si dorme a casa o in baracca secondo la zona.

È la globalizzazione nc.

Giuseppe ha detto...

OT.Scusate il riporto per luca sulla maternità.

Il mio intervento non è affatto contraddittorio e non sappiamo più come dirvelo, perchè ci ha provato anche Pietro (non del cammino) inutilamente quando ha detto:«se una donna, nonostante i metodi naturali, rimanesse incinta, dovrebbe portare avanti la gravidanza.
Ma se ha usato i metodi naturali NON ha tentato affatto Dio.
E' talmente ovvio che non riesco a capire come tu possa cadere in confusione su questo».

Ti ripeto ancora quello che ha detto anche il Papa di: non fare figli come conigli o comunque provarci, usando i metodi naturali.

Il cammino contrariamente a quello che insegna la Chiesa, snobba i metodi naturali non in relazione alla loro efficacia, ma semplicemente perché non è d'accordo con la Chiesa e con il Papa, tantè che presenta le famiglie numerose come un trofeo da esibire.

Se tu non vuoi usare i metodi naturali sei libero di non usarli, basta che non ti allinei col cammino e non dici che: "I metodi naturali possono essere usati solamente in casi gravi" e che sono un retaggio della cultura borghese e di noi con la "piccola testolina da teologo"(e anche il Papa dunque!!!),come ha detto il Gianfranco baccalà (veramente baccalà).
L'astinenza per gravi motivi siamo d'accordo, ma è un altro discorso.

sandavi ha detto...

Da notare anche che il Papa chiosa dicendo che il suo intendere "parrocchia in uscita" si riferisce all'andare incontro ai bisogni dell'uomo, dando vita alla parrocchia, essendo presenti (si riferisce specialmente ai sacerdoti) con le confessioni, con l'ascolto, con i Sacramenti.
Dunque "parrocchia in uscita" non è la missione di piazza neocatecumenale, ma l'andare incontro, il creare un incontro, quindi non rinchiudersi nelle parrocchie (il cammino di fatto ti chiude nei costosi catecumenium e nelle salette notturne).
Per i Sacerdoti è anche essere disponibili a spendersi, a sacrificarsi e a faticare per ottenere una parrocchia viva. Innanzitutto, aggiungerei io, a celebrare i Sacramenti con vera pietà e dignità. Ricordo che San Giovanni Maria Vianney ottenne la santità e innumerevoli frutti spirituali semplicemente assolvendo, per tutta la vita, la sua missione di umile curato di campagna, di prete di parrocchia, in un minuscolo e isolato villaggio (chi lo ha visto sa di cosa parlo) di poche anime. Il Santo diceva che il Signore lo aveva chiamato a lavorare con un umilissimo contadino su una terra arida (il gregge a lui affidato, privo di fede), dissodando, preparando la terra e gettando il seme e innaffiando perché germogliasse e crescesse.
Ecco cosa vuole il Papa, Kiko caro. Non è "l'ora dei movimenti" che devono mobilitare masse amorfe, o fare proseliti, ma l'ora di restituire vita alla parrocchia dedicandosi ad essa, anche ai compiti più scomodi (malati, anziani, disabili, bambini....) assistendo e non sostituendosi ai preti.

Anonimo ha detto...

@Anonimo 12:30
2-3 comunità al mese, a botte di 50/60 persone, nell'Africa (nera) .....senti senti...Ma vi immaginate orde di poverelli, con la mano tesa per chiedere un tozzo di pane o per ricevere qualche farmaco, gente che non si tiene nemmeno in piedi, tutta ossa e pancia gonfia a sorbirsi le stranezze di questi qui!.....Fantascienza!
dalla testa di missionari "radical chic": medici ben pagati, mogli ricche di famiglia che si abbronzano un po' etc etc Ma per piacere: di' pure ai tuoi ex-fratelli che non ci facciano ridere-
SCETTICO

Anonimo ha detto...

purtroppo finchè papa Francesco non si pronuncerà ancora più chiaramente nei loro confronti, noi poveri parrocchiani, membri di consigli pastorali, ministranti, diaconi e sacerdoti viviamo l'incubo del rapportarci con loro, sembrano i padroni, gli unici detentori della liturgia, ragazzi è dura quando si ha a che fare con loro, prepotenti e falsi umili, mi dispiace dirlo, ma è la verità, ma non si può solo per "quieto convivere" lasciargli fare tutto quello che vogliono, devono integrarsi e adeguarsi alla parrocchia. Giorgio

Giuseppe ha detto...

@Anonimo Moltissimi anni fa, dopo avere visto "Kunta Kinte" una miniserie sullo schiavismo delle persone di colore in Africa, chiesi ad una ragazza di colore ben sistemata in Italia, cosa ne pensasse della tratta dei negri. Mi rispose che grazie a loro, adesso stava meglio dei suoi fratelli africani.
Questo ho pensato quando ho letto del boom del cammino in Africa e l'inquietante espressione "È la globalizzazione nc". Il mio caro parroco una volta, che gli feci notare certe angherie del cammino, mi lasciò di Ghiaccio, dicendomi nel nostro dialetto:"a volte devi baciare le mani a chi se li merita pestate". Purtroppo così va il mondo.

Pax ha detto...

C. ha detto
"Ultimamente sul blog si scrive che i presbiteri non contano nulla nel CNC; questo non è propriamente vero. I preti nc servono, e sono stati utili nel passato, come "testa di ponte", come cavallo di Troia per entrare nelle parrocchie e aggredirle con il cammino.
In moltissime realtà il cammino ha attecchito proprio grazie ad un parroco o un viceparroco del cammino uscito dai Redemptoris Mater."

Le due cose non sono in contraddizione:
i Sacerdoti, in quanto tali, sono considerati zero.
Dopo aver corteggiato i Parroci il tempo necessario a convincerli alle catechesi e una volta entrati i catechisti (non ti dico se sono gli itineranti) nelle parrocchie,li riducono all'angolo e, con azioni sistematiche e programmate, all'annichilimento!
Della serie: "Ora lascia fare a noi!"
I preti nc, come li chiami tu, sono già una specie geneticamente modificata (OGM), e qui hai ragione "teste di ponte" o meglio "cavallo di Troia" nelle parrocchie; il destino di costoro è davvero infelice, bisogna pregare molto per loro e compatirli! Vengono letteralmente usati dai capi-catechisti, quelli doc fatti a immagine e somiglianza di Kiko e Carmen, e se per un istante l'unzione che hanno ricevuto dà un momentaneo barlume di risveglio della loro passata dignità e del loro mandato, vengono sottoposti a tali trattamenti da azzerare ogni velleità di riprovarci per il resto dei loro giorni.
Di quelli usciti dai R.M. che ne parliamo a fare?
Kiko e compagni, per risparmiarsi anche la fatica di addomesticare i preti con i quali doveva per forza avere a che fare, in quanto non potevano eliminare i Parroci e tenersi le Parrocchie, hanno pensato bene di farsi un clero su misura, in provetta, già OGM che, se incarna bene lo spirito dell'itinerante (chiamiamolo così) per Kiko è un autentico terno al lotto.... razza di "preti imbastarditi itineranti" esemplari di grande pregio e valore inestimabile, altrimenti comunque sono buoni nelle equipe: essendo preti confermano il carisma con il loro semplice stare lì.... alla padre Mario Pezzi (peccato che la gran parte di loro soffrono di depressione! poveracci).
Di ciascuna di queste tipologie ho conosciuto vari esemplari, e forse un giorno vi racconterò qualche storia.

Pax

Jack ha detto...

State parlando delle parrocchie italiane di oggi o di 30/40 anni fa?Fatemi il nome delle parrocchie dove i preti si svenano, i parrocchiani soffrono i Nc etc.etc. mi impegno ad andarle a visitare. La mia parrocchia, centrale e molto attiva e' spesso chiusa, per confessarsi bisogna andare in orari precisi, la Chiesa e' piena solo la domenica. Ma li vedete i sacerdoti o siete ciechi, sembrano professionisti (parlo in generale) molti vivono la vocazione come un mestiere. Scusate lo sfogo ma sembra da come ne parlate che il motivo dello svuotarsi delle parrocchie sia a causa dei NC, perche' non vi interrogate di che fine abbiano fatto i figli degli oggi 45/50enni. Lino come sempre hai ragione e ne approfitto per chiederti come si raggiungono gli altri 90%.Jack

l'apostata ha detto...

@ Jack

Facci il nome della tua parrocchia neocat, dove i presbiteri RM si svenano per i parrocchiani, dove sono sempre disponibili nelle casette di legno per le confessioni, dove le Messe dei cristiani della domenica sono affollate grazie ai neocat, dove gli orari delle celebrazioni neocat sono riportati nell'orario parrocchiale ed aperte a tutti senza filtri.

Grazie.

p.s. Hai già mandato anche a Papa Francesco il tuo post che svela la realtà delle parrocchie italiane di cui il Papa, da quel che ha detto, sembra all'oscuro?
Come fai a essere così ben informato?
Le hai girate tutte oppure parli per ispirato discernimento?

Anonimo ha detto...

E bravo Jack che ci ha dato la soluzione ai mali della chiesa. Ho un'ideona...perché i tanti figli del cammino non li destinate a oratori, Caritas, messe domenicali, impegno parrocchiale in qualità di catechisti e animatori, e perché anziché costruire o rubare seminari redemptoris mater non inviate tutti i giovani e le giovani che si alzano ai seminari diocesani?Poi avrei fatto anche un'altra pensata geniale Jack, si potrebbe aiutare le diocesi a fare una "statistica" delle parrocchie più "vuote", come la tua centralissima, e inviare lì questi giovani sacerdoti.
Direi che così avremmo risolto i problemi da te indicati no?;) Laura
P.S. Certo che invece se il cammino continua a fare tutto in modo autoreferenziale direi che un aiuto solo per se stesso e non per la chiesa, non trovi?;)

D.D. ha detto...

In effetti il motivo per cui io e gente come me giriamo al largo dalle parrocchie neocatecumenalizzate… è proprio il CNC.

Alcune motivazioni sono sintetizzate nella frase dello stesso Arguello sul 90% di infedeli:

”A loro non importa nulla dei preti... a queste persone devi dimostrare un amore nella dimensione della croce... e se vedono questo amore diranno "ecco dei discepoli di Gesù" “

1)???!!
Cosa ne sa l’oracolo Arguello che non ci importa dei preti?
Cosa sa di cosa diremo, noi che lui non conosce, in un futuro che ha da venire, a proposito di eventi che sono tutti da vedersi?
Ma prima di ciò, come risponde a quelli che hanno creduto alle sue profezie e ne sono stati danneggiati?
(E che rispondesse senza dare la colpa al demonio che infestava queste persone).

2) Armiamoci e partite.
Ma, ha detto veramente “DEVI dimostrare”, invece che “DOBBIAMO dimostrare”?

Fosse anche un' imprecisione, quante volte nei gruppi parrocchiali ho sentito dire e riportare queste oracolate deterministiche, circostanziate ed articolate insistentetemente sulla seconda persona singolare:

se (TU) vieni al ritiro di Domenica, ALLORA DIO ti farà andare bene all’esame Lunedì
se (TU) perdonerai questa grave offesa ALLORA DIO ti farà sperimentare il suo perdono
se (TU) aprirai il tuo cuore al Signore, ALLORA LUI farà una grande storia di amore con te

nonché altre, ben più gravi sulla salute delle persone e sulle loro scelte importanti.
Delle kikate pazzesche. E pericolose.

Se era un “presbitero” a parlare, il messaggio era preceduto da “Dio manda ME a dirTI che…”, “è DIO che TI parla tramite ME” etc.

Certi NC credono che Dio conceda loro il diritto di insediarsi nella "stanza della fede" dei loro interlocutori, dalla quale pretendono di vedere tutto ciò che si agita nella “casa” di costui, e con una linea diretta di telefono con Dio, per riferirne i messaggi al povero colonizzato.
E poi ti credo che la gente scappa, altro che “l’amorenellacroce”.

parte 1/2 - continua

D.D. ha detto...

continua e finisce parte 2/2

3) Contraddizioni intrinseche.
Uno scapolone nulliparo che fa sposare e figliare gli altri e che, dall’alto della sua anaffettività sartriana mai sanata, comanda di non andare a trovare la “cognata ammalata” (cioè lo stesso 90% di cui sopra!) è l’ultima persona che può mettere il becco nell’opinione del suddetto 90%.
Non negoziabile, punto e basta. E lo dice la “cognata ammalata”.

4) Riferimenti subliminali usati come password.
Dalla frase dell'Arguello filtra un riferimento subliminale al centurione romano ai piedi della croce di Gesù, che riconosce che “Veramente quest’uomo era il figlio di Dio”. Chi è andato a messa per un lungo periodo troverà familiari le espressioni evangeliche come “da questo vi riconosceranno”.
Che però l’Arguello usa come "password" di credibilità, togliendo i riferimenti e trattenendo solo la valenza della “familiarità”.
È proprio richiamando concetti noti ed accettati, che i manipolatori si fanno “aprire le porte”.
Se incontriamo sotto casa una persona sconosciuta ma con un mazzo di chiavi in mano, probabilmente le terremo aperto il portone.

Se a priori non si riconosce un manipolatore da una sola frase (ma qui mi sbilancio perché di esempi simili nel CNC ne ho visti parecchi e ancora di più ne ho letti in questo blog), a posteriori si può vedere come il germe della manipolazione fosse presente da subito, nelle più piccole espressioni.

Prendere delle buone informazioni prima di abbandonarsi alla speranza non è peccato ma virtù, al contrario di quello che dicono certi NC, talebani invasati e manipolati a loro volta!

5) Esproprio.
La pretesa dell’Arguello di parlare anche a nome dei 90% che non sono "i suoi", è dettata dalla solita proterva coazione, tutta NC, ad espropriare gli altri della loro identità, per insediare il messaggio comunitario al posto dell’impianto filosofico dei malcapitati che accettano l’ascolto in silenzio.
Esplicitato, si legge come “togli la TUA presenza peccaminosa ed ingombrante dalla tua testa, dal tuo corpo e dal tuo spirito, lo sa “d-IO” cosa pensi, cosa vuoi e cosa è bene per te!”
Ovvio che non lo dicono apertamente, preferiscono il sub-dòlo finché possibile.
Io me ne sono accorta contraddicendo alcuni NC-ISIS. La risposta irata, stizzita o rancorosa è, in soldoni, che “non ti stai difendendo legittimamente da una violenza, ma stai impedendo al Signore di entrare nella tua vita".


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Per questo ci importa eccome delle parrocchie e dei preti fedeli alla sapienza e alla dottrina della Chiesa.
Specie di quelli illuminati e dotti, che una volta erano più numerosi, in grado di salvare le persone dal CNC e da numerose altre spinte anti-umane e di re-indirizzare le anime verso orizzonti sani, grazie ad una vastissima sapienza sia di fede che umana.

Anonimo ha detto...

Antonino 13.49


Guarda che in africa sono quasi tutti poveri, ma non è che hanno TUTTI la pancia gonfia d'aria, basta vedere quelli che vengono con i barconi. Per inciso mi sembra anche a me un numero mirabolante, vorrebbe dire considerando i mesi utili, almeno 25-30 comunità all'anno, roba da supercat anni '70, dei tempi d'oro in italia è spagna. Che il cnc punti ora in africa non mi stupisce, è il futuro della chiesa cattolica, che oggi combatte il sincretismo con l'animismo tribale, piaga cancerosa della Chiesa d'Africa, insieme alla pedofilia, efebofilia e ruberie di preti e vescovi soprattutto locali.

Lino ha detto...

@ Jack ha detto: "Lino come sempre hai ragione e ne approfitto per chiederti come si raggiungono gli altri 90%.Jack"

Gli altri 90% chi, caro Jack? I ciechi nati e i ciechi pagani? I simil-Bartimeo che gridano "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!"? I simili a Zaccheo che salgono sul sicomoro? Quelli li raggiunge - per grazia - nostro Signore che passa, caro Jack.
Non illuderti che i ciechi che conosco io - come conosco me stesso qual ero - puoi raggiungerli dicendo loro che sono sporchi, pronto a lanciargli una palla di mota sugli occhi oppure costringendoli ad ascoltare un catechista NC ignorante, come lo sono i più. Te la restituirebbero in anticipo, ancor prima che tu possa sollevare la mano.

Sulle chiese chiuse non mi pronuncio, ignoro come i sacerdoti tutti di ogni parrocchia impieghino il loro tempo. Voglio sperare che ognuno, come i miei carissimi sacerdoti di una piccola parrocchia sulla via Domiziana, lo impegnino visitando gli ammalati e assistendo i bisognosi nel corpo e nello spirito.
Meglio una chiesa chiusa e una cognata ammalata visitata che una chiesa aperta e un'ammalata lasciata nell'abbandono spirituale, è il mio parere. Lo dico solo perché, per grazia, venti anni fa, incontrai un magnifico prete ;-)

Jack ha detto...

Oh quando clamore, avevo quasi dimenticato l'effetto che fanno i miei interventi su di voi. Non voglio aprire un dibattito e sono fermamente convinto che sia difficile attraverso un pc pero' se volete sono a vs disposizione, gia' in passato l'ho fatto, per andare a vedere come funziona una parrocchia al di la del Cammino Neocatecumenale. Quindi apostata non te la prendere se "come al solito" devio le domande da te poste ma che vuoi a me piacciono i "fatti concreti" Jack

Giuseppe ha detto...

Jack ho letto un tuo intervento in cui tu, sostanzialmente dici, che la fede è una esperienza, e La Paz ti risponde: «La fede richiede esperienza, sì, ma richiede anche l’apprendimento degli insegnamenti della religione. Ecco dove Kiko inciampa. Kiko in quanto agli insegnamenti della Chiesa cattolica, custode delle verità contenute nel messaggio di Gesù, non se ne preoccupa quando sa che deve modificare la propria esperienza.
La Chiesa ha chiesto a Kiko di modificare l'esperienza di comunione seduti e Kiko non vuole cambiarla».

Posso chiederti: «sei ancora nel cammino?»
Dici:«Lino come sempre hai ragione e ne approfitto per chiederti come si raggiungono gli altri 90%».
Jack, questo francamente dovresti chiederlo soprattutto a Kiko.
E'Kiko a dire che: «La missione primaria della Chiesa non è tanto far sì che tutti vi entrino a far parte giuridicamente, quanto che gli uomini siano illuminati e giungano al Padre». (OR.p.68) C'è l'hai il mamotetro blu? vai a vedere.

A p.72, cè anche il disegnino con il quadrato e due cerchi al centro, che viene spiegato così: «Abbiamo visto, quindi, un grande cerchio, che è la gente chiamata ad appartenere alla Chiesa-Sacramento. E un altro grande cerchio di gente che forse non entrerà giuridicamente nella Chiesa, ma che sono chiamati da Dio ad essere salati, fermentati, illuminati, dalla Chiesa».(p.75)

Ma gli esclusi non sono ancora finiti: « C'è infine, un terzo cerchio, un terzo gruppo di fratelli. Sono quelli che vivono nella menzogna, che hanno sempre mentito a se stessi. Sono quelli in cui Satana agisce, rendendoli schiavi. ma non perché siano necessariamente cattivi o ne abbiano colpa, ma forse per un qualsiasi motivo, su cui non indagheremo. Sono forse i I PIU' RICCHI UMANAMENTE, I PIU' DOTATI INTELLETTUALMENTE (Giuda era forse il più sveglio degli apostoli, per questo teneva la borsa...) Sono quelli che non sopportano la comunità».

Ho usato il maiuscolo per evidenziare come Kiko diffidi di una di quelle qualità, che per il Signore è condizione primaria di salvezza:«Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere» (sic!) (Mt 25, 35)
E come marchi prentivamente col sospetto, chi è intelligente, dimenticando, che tantissimi Santi sono stati dei veri e propri geni del loro tempo, come S.Agostino, S. Tommaso D'Aquino ecc.

Dunque,per concludere, se ti sta a cuore, che tutti i popoli vengano battezzati, come comanda Gesù (Mt 28,19), scordatelo. Kiko sa, che con i suoi metodi non gli è possibile.

Comunque il Cammino è in buona compagnia.Condivide questa visione riduttiva con i Testimoni di Geova, che si sono persino inventati una traduzione ad hoc: «Andate dunque e fate discepoli DI PERSONE DI TUTTE LE NAZIONI». Ognuno se l'aggiusta come può.
Auguri.

Jack ha detto...
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by Tripudio ha detto...

La sterile polemica del fratello neocatecumenale Jack mi dà occasione di mettere alcuni puntini sulle "i", anche se è perfettamente chiaro che essendo un fedele di Kiko eviterà di leggere (giacché il suo minuscolo cervello è "circonciso" in modo da accettare solo le lodi a Kiko e al Cammino), per cui lascio queste note per gli altri futuri lettori.

Il metodo con cui la Chiesa ha scelto di radicarsi nel territorio è quello delle parrocchie e delle diocesi, metodo stabilito allo scopo di garantire a tutti la possibilità - ragionevolmente comoda: la maggioranza assoluta oggi può recarvisi a piedi - di accedere ai sacramenti e alla dottrina cattolica.

Dunque, davanti a Dio e alla Chiesa, l'importante non è l'indice di frequentazione delle parrocchie, ma solo la possibilità di poter conoscere le verità di fede e di poter vivere frequentemente i sacramenti. Le parrocchie non sono un club per il tempo libero, ma il luogo fisico principale che la Chiesa garantisce ai fedeli per la loro salute spirituale.

La crisi che da mezzo secolo le parrocchie stanno vivendo dipende dall'affievolirsi della fede e dalla banalizzazione dei sacramenti. La crisi delle parrocchie è in realtà una crisi della fede: e quando la parrocchia si propone come club ricreativo, è ovvio che esistono mille altri tipi di club più frizzanti, attraenti e organizzati (a cominciare dalle sette protestanti).

Ciononostante esistono parrocchie tutto sommato molto frequentate - nei grandi e nei piccoli centri abitati - a causa di parroci che si "svenano": laddove la frequenza dei sacramenti è garantita, laddove esistono orari sicuri in cui poter trovare un confessore, le parrocchie sono "affollate" con o senza attività di contorno, con o senza campi di calcetto, con o senza attività per i poveri, ecc.

Questo vale in modo particolare per quei santuari dove ogni giorno ci sono Messe al mattino e al pomeriggio, e i confessionali sono presidiati per parecchie ore al giorno, e c'è poca o nessuna traccia di attività extra. Anche quando non hanno il titolo di parrocchia, tali chiese hanno un via-vai continuo.

A questo punto osserviamo la malizia neocatecumenale del fratello Jack che:

- falsamente insinua che le parrocchie sarebbero dei club ricreativi da misurare secondo il loro "successo", cioè secondo la quantità di gente che vi ruota attorno;

- falsamente insinua che tale "successo" sarebbe prossimo allo zero praticamente ovunque non si sia incistato il Cammino;

- mentendo, dichiara di voler "verificare" le parrocchie "funzionanti" secondo il pregiudizio di voler comunque rendere gloria all'idolo Kiko, inventore del metodo a cerchietti e pallini (la parrocchia "comunità di comunità" di pagatori di decime e compratori di gadget kikiani nei kiko-shop).

Credete forse che il fratello Jack, nel vedere una parrocchia "che funziona bene", accetterebbe l'idea che il Cammino non deve incistarvisi?

Quanto alla vocazione come mestiere, è un fenomeno particolarmente rilevante nel Cammino: pensiamo al mestiere dei cosiddetti "catechisti", o dei cosiddetti "presbiteri", o delle cosiddette "famiglie in missione": è tutto un popolino di gente che ha capito il giochetto e se ne avvantaggia ("chiàgnono e fottono", direbbe il caro fratello Pasqualone fremente d'invidia).

sandavi ha detto...

Jack: "State parlando delle parrocchie..."
No, idiota. È il Papa che lo dice.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

JACK:

dici che sei a disposizione e ne approfitto.

Dimmi: nelle parrocchie neocatecumenalizzate, a parte lo scambio della pace e la Comunione presa in piedi, tutto il resto avviene secondo le norme liturgiche, come vuole il Papa e vi comanda lo Statuto approvato?
Oppure, per caso, DISUBBIDENDO alla Chiesa, con il Corpo di Cristo in mano, si aspetta anche per qualche minuto prima di comunicarsi da seduti?

Ed è' vero o no che Kiko più di una volta, ha detto, contraddicendo il Magistero del Papa, che la paternità responsabile consisterebbe nel non fare calcoli? Cioè nell'irresponsabilità?

Se è sì, come sai bene che è, il Cammino non segue la Chiesa.
Perché le chiacchiere stanno a zero: ci possono essere anche mille approvazioni, ma basta una sola disubbidienza NON CASUALE ma ostinatamente perpetrata, a fare un'eresia.

Lutero, prima della separazione ufficiale dalla Chiesa, aveva posizioni eretiche già da molti anni.

by Tripudio ha detto...

Vedo che su Jungle Watch ci sono due interessanti fatti che nessuno aveva ancora segnalato.

Il primo è la traduzione dell'intervento di don Giuseppe anche in inglese.

Il secondo è che l'arcidiocesi si è improvvisamente interessata al procedimento che ha portato in vigore vigore pochi mesi fa a Guam la legge che abolisce i termini di prescrizione per le denunce degli abusi sessuali.

Il senatore Aguon, promotore della legge, ha ricevuto dal legale dell'arcidiocesi la richiesta di tutti gli atti relativi al caso, incluse le bozze, le registrazioni audio dei pubblici dibattiti, le email in cui se ne parlava... Negli USA - dunque anche a Guam, "territorio incorporato" degli USA - è in vigore la legge sulla libertà di informazione (Freedom of Information Act, spesso abbreviato in "FOIA") per cui chi lavora per il governo è tenuto - entro certi limiti - a rispondere entro quattro giorni lavorativi a richieste di questo genere.

È significativo che durante tutto il pubblico dibattito sulla legge, l'arcidiocesi non ha fatto nulla per parteciparvi, fare osservazioni e quant'altro. Al contrario, il vescovo Hon ha promosso una ridicola petizione in tutte le parrocchie per tentare, in extremis, di bloccare la legge che aboliva la prescrizione, mettendo in giro la voce che la diocesi sarebbe andata in bancarotta.

Inoltre Tim fa notare che gli unici che hanno tutto l'interesse (sia economico che di immagine) a tentare di dimostrare l'incostituzionalità della legge sono i neocatecumenali che devono parare il sederino di Apuron. Se invece questa manovra è in qualche modo ricollegabile a Byrnes, occorrerebbe chiedere a quest'ultimo se ha più a cuore la giustizia per le vittime del pedofilo Apuron, o qualcos'altro.

Il fatto che Byrnes abbia finora dato una buona impressione non significa che non sia bersaglio di pressioni tremende da parte della setta neocatecumenale da tutto il mondo (e allo stesso modo il fatto che Hon abbia sempre dato una pessima impressione non significa che sia stato sempre incapace di fare qualcosa di buono). In attesa di riscontri, vanno valutati i fatti.

I kikos non lasceranno nulla di intentato: neppure il patetico e inutile tentativo di dimostrare che quella legge sarebbe incostituzionale. Da un lato mi fa persino piacere, perché significa che stanno raschiando il fondo del barile e che non hanno altri mezzi: ma potrebbe anche avere altri scopi (guadagnare tempo, o distrarre l'attenzione del pubblico). In tutto questo, come al solito, la giustizia per le vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale non sembra essere a cuore né dei kikos né della diocesi: e Nostro Signore lo nota benissimo anche se nessuno di noi ne parlasse.

Come sempre, l'arroganza finisce sempre per lasciare traccia di sé anche su carta: nella richiesta FOIA l'avvocato dell'arcidiocesi esige perfino le bozze ("draft"), nonostante la FOIA vieti di richiederle.

l'apostata ha detto...

al povero Jack


"...Non voglio aprire un dibattito..."

Già, come tutti i neocat, quando si tratta di argomentare scappate.


"...Quindi apostata non te la prendere se "come al solito" devio le domande da te poste ma che vuoi a me piacciono i "fatti concreti"...

Guardacaso, sono proprio "fatti concreti" quelli che ti ho chiesto.

Te li ripropongo, dato che il tuo illuminato discernimento deve aver fatto cilecca in precedenza.

***Facci il nome della tua parrocchia neocat, dove i presbiteri RM si svenano per i parrocchiani, dove sono sempre disponibili nelle casette di legno per le confessioni, dove le Messe dei cristiani della domenica sono affollate grazie ai neocat, dove gli orari delle celebrazioni neocat sono riportati nell'orario parrocchiale ed aperte a tutti senza filtri.***

Interessante anche la differenza tra i tuoi due post: nel primo critichi tutta la Chiesa, nel secondo scrivi "...gia' in passato l'ho fatto, per andare a vedere come funziona una parrocchia al di la del Cammino Neocatecumenale."

Il solito neocat arruffone, che va avanti a slogan e parla male della Chiesa.

p.s. Saluti all'ignobile Baccalà.

by Tripudio ha detto...

Sempre da Guam: a quanto pare il presbitero neocatecumenale Eddy the Waldo, nella sua Fuga per la Vittoria (a spese della parrocchia), non ha mai lasciato Guam (in aeroporto nessuno lo ha notato), ma si era rifugiato nel seminario kikiano RMS.

In altre parole, quel Redemptoris Mater Seminary è più che un porto di mare: è un vero Hotel California...

Anonimo ha detto...

Sintomatico, Jack, che debba uscire dal tuo cammino neocatecumenale per andare a vedere come funziona una parrocchia, veramente sintomatico del fatto che:
a) non sai nemmeno che cos'è una parrocchia e tantomeno come funziona
b) sei diviso e separato da essa, considerandoti "altro"
c) sei dentro ad un circuito-prigione ben delineato che non ha porte di uscita ma che devi "scavalcare" per raggiungere ciò che è fuori da esso
A.C.

C. ha detto...

Io non conosco la parrocchia del sedicente signor Jack ma nella mia esperienza le parrocchie neocatecumenali sono ANCHE PEGGIO delle normali parrocchie in fatto di attenzione ed accoglienza ai c.d. "lontani" e ultimi della società.

Il che si spiega molto bene: le parrocchie neocatecumenali non investono in sedicenti "bisognosi" che vanno a piagnucolare dai parroci. Io stesso ho assistito a parroci nc che "mandavano via" ragazzi in crisi e persone a basso reddito che chiedevano aiuto. Dopo i primi incontri in cui avevano provato a propinargli il percorso delle catechesi ed avere avuto risposte contrarie hanno immediatamente chiuso i contatti. Per loro, businessman del kikismo, tali personaggi erano solo una perdita di tempo.

Cari nc sparatele meno grosse, fate i bravi...

Lino ha detto...

@ C.
Il sedicente signor Jack (che ancora non ha replicato alla mia risposta alla sua domanda, la qualcosa non mi meraviglia perché alle argomentazioni con "Carta canta" - Carta con la Ci maiuscola, intendo i Vangeli, raramente i neocat rispondono alle questioni dei Vangeli) dovrebbe informarmi quando, nella mia parrocchia neocatecumenalizzata, ma anche in più importanti, come quella in via Manzoni o a Fuorigrotta, posso trovare le salette aperte.

Jack ha detto...

Ehi amici mettetevi d'accordo e mandatemi un messaggio comune. Ricordatevi che sono un NC e sono idiota di conseguenza non riesco a gestire tante situazioni. Daro' una risposta generalizzata pero' vi chiedo di credere a quello che scrivo come io credo a voi. Io vivo in una parrocchia francescana non neocatecumealizzata e il parroco ci tiene solo perche' siamo tanti e non ci puo' buttare fuori. Quello che scrivo e' vero quando parlo della parrocchia. Facciamo un patto io vi dico qual'e' la mia parrocchia in cambio alcuni di voi rispondono a quello che voglio sapere. Mi piacerebbe sapere, veramente e' un sacco di tempo che lo chiedo, dove C. e' stato in missione e soprattutto con quale equipe, poi mi piacerebbe incontrarmi con apostata e soprattutto vorrei che pubblicaste la foto di Tripudio poi vi dico tutto quello che volete.Jack

by Tripudio ha detto...

Interessante ammissione di Jack: la parrocchia non sarebbe "neocatecumenalizzata" ma i kikos hanno già abbastanza potere per intimidire il parroco, che non è libero di cacciarli via.

Eppure il parroco ne avrebbe ben motivo: gli basta leggere l'articolo 13 dello Statuto del Cammino... Ma chissà, forse anche lui ha le rate della macchina da pagare.

Mi fa ridere la sua richiesta di una mia foto. Cosa ci deve fare? Un rito voodoo? Con o senza la mia foto, le eresie del Cammino e i sacrilegi del Cammino non cambiano. Non è che uno può presentarsi al giudizio finale dicendo «ho pagato puntualmente la Decima, ho perfino la foto di Tripudio, perché mi accusi di averti trattato come uno snack? Signore, ma come ti permetti? Tu giudichi!»

Lino ha detto...

Jack ha detto: "...poi vi dico tutto quello che volete.Jack"
Non ti preoccupare, hai detto abbastanza. Quello che hai detto è più che sufficiente :-)

sandavi ha detto...

Jack, altrimenti detto Saverio. Bah...
Ma siete così ossessionati dalle identità sembrate una manica di stalkers

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

JACK:

sei tu che hai detto di essere a disposizione. Poi ci dici che non riesci a gestire le nostre domande, anche se non sono molte. Alla fine dici che risponderai solo se incontri Apostata e se Tripudio pubblica una foto. Roba da matti. Neanche sui film americani gli strampalati arrivano a tanto.

Io so che non risponderai mai alle mie domande, semplicemente perché non puoi farlo. Le mie domande infatti sono RETORICHE e contengono in se la risposta: sì Kiko e il Cammino disubbidiscono alla Chiesa.

La mia non era una richiesta di risposta, ma una SFIDA. Rivolta, però, non tanto a te, ma ai camminanti che dovessero imbattersi in questo blog: vediamo se dicono che quanto ho scritto non è vero.

Giuseppe ha detto...

@EhiJack stasera nel Gruppo Famiglia ho fatto un bel "casino", come piace dire ai camminanti. Il sacerdote mi ha dato un assist e ho tirato di brutto. Ho steso i panni sporchi del Cammino su una catechesi del sacerdote, che era tutto il contrario di quello che dice Kiko. Non sapevo che nel gruppo ci fossero catecumenali in trasferta.Adesso cosa mi succederà, sono un pò spaventato...tu cha dici, ho fatto bene a citare il mamotreto che non corrisponde alla dottrina dela Chiesa, ho fatto bene a dire a quel giovane incredulo, che Kiko disubbidisce alla Chiesa?

Anonimo ha detto...

@Giuseppe 00:13

Anche questa è una domanda retorica: certo che hai combinato un bel casino!!! E certo che Kiko disubidisce alla Chiesa e siccome il "dottore pietoso rende la piaga più dolorosa e infetta" vai giù duro ogni volta che puoi, sperando che questi scossoni almeno portino un po'di sano discernimento a chi mi sembra decisamente sotto ipnosi...........David

l'apostata ha detto...

@ Jack

Mi vuoi incontrare? Subito. Ci vediamo sabato prossimo nella saletta dove ti rinchiudi. Mi riconoscerai facilmente perché sarò l'unico a far la Comunione come la Chiesa dispone.

Dammi l'indirizzo, grazie.

Lino ha detto...

@ l'apostata
Perché, invece che in una saletta, non fissate un appuntamento sull'autostrada? Magari potrebbe venire anche il nostro Aldo :-)

Anonimo ha detto...

«in diverse occasioni ho insistito sulla necessità che la Chiesa ha di passare da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria». Si tratta del cuore stesso del Magistero di Francesco: «Quante volte, nella Chiesa, abbiamo Gesù dentro e non lo lasciamo uscire… Quante volte! Questa è la cosa più importante da fare se non vogliamo che le acque ristagnino nella Chiesa».
Papa francesco
A detta di alcuni suoi amici, all'epoca di Giovanni Paolo II incentivó e aiutó i movimenti e nuove comunità a Benos Aires, anche prima del riconoscimento di Roma, perché riteneva che le parrocchie stessero perdendo lo slancio missionario, con una pastorale di conservazione. Ora, é ovvio che una pastorale di conservazione si porta avanti con i soli sacramenti, che sono un tesoro preziosissimo lasciatoci da Nostro Signore, e da cui generazioni di fedeli e santi, e ancora oggi, attingono e hanno attinto (anche se gratis non alligatur sacramentis). Tuttavia non si può negare che in un mondo completamente cambiato sia inutile proporre solo ció che si é sempre fatto. La pastorale missionaria e di evangelizzazione porta le persone ad amare i sacramenti e nostro Signore, ma per una via a loro più adatta.
Pino

by Tripudio ha detto...

Sebbene papa Francesco abbia commesso degli errori (a causa di alcuni dei quali si intravede l'ammonizione formale a gennaio 2017, una cosa che non succedeva da sette secoli), quelle sue affermazioni citate da Pino sono pienamente condivisibili.

Infatti quella che chiama "pastorale di conservazione" è esattamente l'atteggiamento di quei preti spiritualmente svogliati che credono che sia sufficiente che "la parrocchia vada avanti" e che di conseguenza debbano impegnarsi il minimo possibile. Col risultato che "le acque ristagnano": un parroco vi guarderebbe in cagnesco e obietterebbe: celebro le messe secondo l'orario, celebro perfino funerali e matrimoni, il giovedì pomeriggio dalle tre alle quattro sono disponibile per le confessioni, ma insomma, cosa criticate, cos'altro pretendete?

Ora, il fatto che la messa domenicale sia più o meno frequentata non significa che le verità di fede sono automaticamente conosciute da tutti. Tanto meno se le prediche sono le solite noiose insignificanti frasi di circostanza, di quelle talmente generiche che sono condivisibili da tutti e perciò criticabili da nessuno.

La "pastorale decisamente missionaria" riguarda anche e soprattutto coloro che pur frequentando la Messa domenicale non hanno più ben chiare le verità di fede. Chi non conosce le verità di fede, viene a poco a poco portato verso l'ateismo pratico, verso le sette protestanti (come il Cammino Neocatecumenale), verso i testimoni di geova e quant'altro. Se in parrocchia la gente dimentica le verità di fede, non è che puoi scappare dalla parrocchia per andare "in missione". Se i figli non conoscono la fede, il padre di famiglia non può investire il suo tempo per giocare a fare il "missionario" lontano da loro.

Giovanni Paolo II incentivò i movimenti ma mai allo scopo di sostituire il sistema delle parrocchie (come invece intende fare Kiko con la sua balzana idea di parrocchie "comunità di comunità" neocatecumenali, tutte paganti la Decima, tutte compranti i costosi gadget dei kiko-shop, tutte ubbidienti ai cosiddetti "catechisti" dotati del mandato kikiano-carmeniano, tutte professanti le eresie e le ambiguità insegnate da Kiko e Carmen).

Anonimo ha detto...

Condivido i presupposti e l'analisi di questa società. Ma ovviamente non le conclusioni, che non sono obiettive perché risentono del suo pregiudizio ideologico.
Il cammino poteva accettare la prelatura personale che gli era stata offerta. Poteva accettare l'associazione che gli era stata offerta. Perché non lo fece? Certo sarebbe stata la via umanamente più comoda, ib una prelatura personale non devi rendere conto a nessuno se non a te stesso. Decise di rimanere quello che era proprio perché c'è il desiderio di aiutare le parrocchie a rinnovarsi, come si può dire che ripudia le parrocchie?
Va distinta la teoria, parrocchia come comunità di comunità, dalla pratica. Anche nelle partocchie romane ciò non avviene, perché ci sarà sempre una percentuale di persone per le quali ik cammino non si adatta alla spiritualità, o non desiderano un approccio comunitario, o hanno ritmo di lavoro incompatibili. Sta al parroco prendersi a cuore tutte le esperienze, promuovendole tutte ibn base alle esigenze di chi ha bisogno.
E voglio rispondere alle solite faziosità sui preti che escono dai rm: Andate a guardare la vita di don Cuppini, un santo prete che seppe lasciare una parrocchia in cui tutte le realtà, anche il cn, vivevano in comunione, e tutti hanno seppellito il reverendo tra lacrime di dolore ma anche di speranza.
Riguardo la missione, tripudio non sia ingenuo, non si tratta solo della missione fuori dal proprio ambiente, anche nazionale. Missione si fa prima di tutto con il proprio prossimo. E il papa auspica, credo, questo, una missione di prossimità, e lo spirito della parrocchia non deve essere solo quello di aspettare i fedeli già formati, ma di andare ad aiutare e formare i battezzati, prima che la vita e le sofferenze pensino a renderli atei anticlericali.
Sulla correzione del papa, prego che Dio mantenga dritta la barca di Pietro e non si arrivi allo scisma. Ho letto i dubia, e scrissi a padre Bellon, di cui mi fido, che mi rispose "é questo il tempo del silenzio e della preghiera". Speriamo...
Pino

by Tripudio ha detto...

Sulla prelatura personale - cioè una libertà immensa all'interno della Chiesa, che perciò richiede una fiducia altrettanto grande da parte dell'autorità ecclesiale - l'unico vero motivo ipotizzabile per il rifiuto è che Kiko ha capito che quel sistema gli toglieva un pochino di potere.

Kiko vuole appropriarsi delle parrocchie, per devastarle e adoperarle come strumento del Cammino. A Kiko non interessa la Chiesa, ma solo la propria opera.

Le parrocchie a immagine e somiglianza di Kiko distinguono i cristiani "adulti" di serie A (quelli del Cammino) da quelli di serie B (quelli che devono cuocersi nel loro brodo, che devono scendere da cavallo, che devono implorare di entrare in Cammino). Sappiamo bene che nel Cammino vige la volontà di Kiko e dei suoi cloni, i cosiddetti "catechisti", per cui anche se la parrocchia neocatecumenalizzata avesse un parroco "normale", i cristiani della domenica (di serie B) verrebbero comunque trattati come un fastidio.

Tutto questo è innegabile perché fa parte della mentalità del Cammino. Anche quando i fratelli si autoproclamano peccatori, anche quando pomposamente dicono di non essere migliori degli altri, all'atto pratico si trasformano in cloni di Kiko, preferendo le tradizioni del neocatecumenalismo a quelle della Chiesa.

Vorrei far notare che anche nei loro sogni di gloria, i caporioni degli altri movimenti non hanno mai avuto la pretesa di trasformare le parrocchie in un equivalente "comunità di comunità". Perfino quando le consideravano territorio di conquista, avevano sempre a cuore che le parrocchie continuassero a funzionare come sempre fatto, preferendo piuttosto far notare che le energie vive della parrocchia erano quelle apportate da loro. Giovanni Paolo II guardava con favore i movimenti proprio a causa di questo: anche quando erano assai autoreferenziali, avevano comunque a cuore la vita della Chiesa.

by Tripudio ha detto...

Sui pretini dei Seminari Kikiani Redemptoris Mater c'è da stendere un velo pietoso molto grosso. Infatti:

- salvo rare eccezioni, non hanno la vocazione, poiché non hanno offerto la propria vita alla Chiesa ma a Kiko e ai suoi scagnozzi laici (e se questi laici dicono che non sei chiamato a essere prete, loro ci credono ciecamente, anche se si tratta di laici kikiani anziché dei vescovi della Chiesa), sono stati vagliati non dall'autorità della Chiesa ma da Kiko e dai suoi scagnozzi (che hanno a cuore solo il Cammino), si sono formati non sulla liturgia della Chiesa ma su quella di Kiko e Carmen, ecc., in una parola, non sono vocati da Nostro Signore ma da Kiko;

- senza alcuna eccezione, i "presbiteri R.M." non hanno a cuore la Chiesa ma il Cammino, e per il Cammino sono dispostissimi a fare qualsiasi cosa. Se per puro caso ne vedete uno che oggi non disubbidisce al vescovo, è solo perché ha stimato più utile e comodo fare così. Quando cominciano a considerare l'autorità della Chiesa più importante dei cloni di Kiko, finiscono per lasciare il Cammino;

- senza eccezione, considerano "missione" solo le esigenze del Cammino, e quando il Cammino chiama, sono disposti a fare qualsiasi figuraccia pur di ubbidire ai cloni di Kiko. Anche in questo caso, chi comincia appena un pochino a considerare più il vescovo che il cosiddetto "catechista" neocatecumenale di riferimento, finirà per lasciare il Cammino.

Tutta la manfrina sulle lacrime di dolore e di speranza non cambia minimamente le questioni.

Inoltre bisogna diffidare di chi crede che la missione sia qualcosa da fare per forza lontano dal proprio ambiente. Tanto più quando il tuo "ambiente" non conosce bene e non ama abbastanza le verità di fede, e non frequenta santamente i sacramenti. Altrimenti è una fuga, è un viaggetto turistico in posti esotici, magari facendosi spesare tutto dalla comunità di origine.

Aggiungiamoci pure il fatto che per andare in missione occorre essere preparati. Ho raccontato più volte l'episodio di quei tre sacerdoti di un altro movimento ecclesiale che sono andati in missione a Taiwan... dopo tre anni di studio intensivo di cinese. Sono arrivati lì e il primo giorno hanno celebrato Messa, e il celebrante ha fatto l'omelia in cinese, con stupore dei fedeli di lì che hanno ascoltato la buona novella da tre italiani appena arrivati. Questa è missione.

Altro che i ridicoli dilettanti allo sbaraglio che il Cammino spedisce a casaccio facendo un sortilegio.