giovedì 15 dicembre 2016

La controversa cattedrale di Kiko, una ricetta per un disastro

La nuova cattedrale “cattolica” (in realtà kikianain costruzione nel Vicariato dell’Arabia Settentrionale nel bel mezzo della crescente violenza settaria del Bahrein, diventerà un grosso obiettivo per i gruppi estremisti della regione? O, ed è più importante, la Chiesa Cattolica in Arabia Settentrionale sarà ricordata più per la sua cattedrale che per la sua carità?

Il progetto non è esente da significative controversie, per stessa ammissione del vescovo Ballin, che, nella propria lettera pastorale datata 22/11/2015, scrive alla maniera neocatecumenale:
“Voglio infine ringraziare in special modo coloro che sono contro questo progetto e diffondono false informazioni su di esso e sulla mia persona. Li ringrazio perché il loro comportamento conferma che il nostro progetto viene da Dio. Quando Dio vuole fare qualcosa sempre invia lungo il percorso molte prove e sofferenze perché vuol farci capire che quel progetto viene da Lui e non da noi, così che la gloria possa andare solo a Lui e non a noi. Grazie, fratelli e sorelle, per avermi rivelato, attraverso i vostri giudizi negativi e persino calunnie, che ciò che facciamo è opera di Dio. Dio vi benedica.”
I membri del Cammino Neocatecumenale, come il Vescovo Ballin, tipicamente scambiano le critiche degli altri Cattolici per “calunnie”, ma in questo caso, non si ritrova nessuna critica pubblica da parte del gregge cattolico. Le critiche piovono invece da associazioni dei diritti umani e cittadini del Bahrein, preoccupati dalle tensioni fra sunniti e sciiti. Il motivo di preoccupazione per i cattolici viene soprattutto dal fatto che i neocatecumenali sono tutt'altro che dei campioni del buon senso cristiano.

Di seguito una breve rassegna stampa sugli aspetti politici:

L’opposizione in Bahrein chiede al Papa di fermare la costruzione di una chiesa su un terreno “rubato”, Middle East Eye, 19 ottobre 2014:
Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto a Papa Francesco di cancellare il progetto per la costruzione di un complesso religioso in Bahrein, nel timore che sarebbe impiegato suolo pubblico acquistato, a quanto pare, dalla famiglia reale attraverso l’uso di un fondo investimenti segreto. La nuova cattedrale sarà costruita ad Awali, nel Bahrein centrale, su un terreno che i gruppi di opposizione nel Paese – inclusi Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain (ADHRB) e Bahrain Institute for Rights and Democracy (BIRD) – sostengono essere stata sottratta al bene pubblico… “Vogliamo sollecitare Papa Francesco a riconsiderare la decisione di stabilire una chiesa su una terra che potrebbe essere stata rubata per arricchire l’élite dominante”, ha detto Husain Abdulla, Direttore Esecutivo di ADHRB.

Esempio di vescovo neocatecumenale:
le copertine delle sue pubblicazioni
sono illustrate con sgorbi di Kiko
Plan for Catholic church makes waves in Bahrain, AP, 3 settembre 2012:
Si supponeva che la costruzione della più grande chiesa Cattolica Romana di tutto il Golfo Persico fosse una possibilità per la piccola isola del regno del Bahrein di mostrare le proprie tradizioni di tolleranza religiosa in una regione islamica conservatrice dove le chiese operano per lo più sotto pesanti limitazioni. Invece, la chiesa progettata — intesa ad essere il centro principale per i cattolici della regione — è diventata un altro punto di tensione in un paese già stressato da battaglie settarie fra le comunità islamiche sciite e sunnite. I chierici sunniti più intransigenti si sono fortemente opposti alla costruzione del complesso della chiesa, in un raro gesto di sfida aperta al re sunnita del paese. Più di 70 chierici hanno firmato una petizione la scorsa settimana…

Plans to Build Largest Church in Gulf Continue Despite Protests, Terrasanta.net, 27 settembre 2012
La costruzione della più grande chiesa cattolica del Golfo sta continuando anche a fronte delle proteste dei sunniti più intransigenti del Bahrein. Tra i gruppi sunniti più radicali gli animi si sono accesi parecchio all'inizio di questo mese in opposizione ai progetti di costruire il grosso complesso della chiesa. In un raro gesto di sfida al re sunnita del paese, più di 70 chierici sunniti hanno firmato una petizione affermando che è vietato costruire chese nella Penisola Araba, luogo di nascita dell'Islam. Stando all'Associated Press, un prominente chierico sunnita, Sheik Adel Hassan al-Hamad, ha detto durante un sermone che non c'è alcuna giustificazione a costruire altre chiese in Bahrein. Il governo, in risposta, ha trasferito tale sceicco in un altro distretto, alimentando un'ondata di proteste che ha costretto più tardi il governo ad annullare l'ordine. L'inizio dei lavori nel nuovo complesso, che sarà delle dimensioni di un grande centro di shopping, sono iniziati la scorsa estate [2012]. Posizionata ad Awali, a sud della capitale del Bahrein, Manama, diventerà il nuovo quartier generale del Vicariato dell'Arabia Settentrionale, guidato dal vescovo Camillo Ballin. Lui e il suo staff, responsabili della cura pastorale di oltre due milioni di cattolici, si trasferiranno dalla loro sede attuale in Kuwait nella nuova sede in Bahrein. Gli analisti dicono che il progetto della chiesa non è giunto nel momento migliore, visto che la nazione sta ancora avendo problemi con le divisioni settarie fra la sua minoranza sunnita di governo e il 70 per cento di popolazione che invece è sciita.
Alcune notizie recenti sulla violenza settaria in Bahrein:

Joe Biden calls king of Bahrain to raise ‘strong concerns’ amid violence, The Guardian, 2 luglio 2016
La Casa Bianca ha detto venerdì che il vicepresidente Joe Biden ha telefonato ad Hamad bin Isa al-Khalifa, re del Bahrein, per esprimere “forti preoccupazioni” in riferimento alla crisi politica nel regno sito nella piccola isola che minaccia di chiudere i suoi rapporti con gli USA, l'Arabia Saudita e altri stati del Golfo. Nella telefonata Biden e il re hanno parlato dei “recenti sviluppi negativi nel Bahrein e delle loro implicazioni nel contesto regionale”. Giovedì c'era stata un'esplosione a Manama, capitale del Bahrein, che ha ucciso una donna e ferito i suoi tre bambini. Il giorno successivo la polizia ha confermato trattarsi di un “attentato terrorista” nel villaggio di Eker, avviando un'indagine. Nel Bahrein la violenza è cresciuta quando la monarchia sunnita ha stroncato il dissenso tra le fazioni della maggioranza della popolazione sciita. Le recenti esplosioni sono state attribuite a gruppi di opposizione radicali sciiti, che erano stati per gran parte ridotti alla clandestinità dopo il fallimento delle proteste nel 2011.

Bahrain’s Sunni Rulers Revoke Citizenship of Top Shiite Cleric, New York Times, 20 giugno 2016:
Lunedì il re sunnita del Bahrein, in un giro di vite contro l'opposizione politica, ha dichiarato di aver revocato la cittadinanza di un alto chierico sciita considerato la voce spirituale della maggioranza sciita del paese. Gli attivisti per i diritti umani e altri critici hanno detto che l'azione contro l'ayatollah sheikh Isa Qassim porterà probabilmente ulteriori divisioni nel Bahrein, un piccolo regno nel Golfo Persico che è anche base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, oltre che importante alleato americano. Il Bahrein è stato periodicamente agitato da proteste che invocavano più democrazia fin dalle "primavere arabe" di cinque anni fa, mentre le sue forze dell'ordine hanno una reputazione di uso eccessivo della forza. L'ayatollah Qassim è sempre stato critico nei confronti dei metodi usati dal governo.

Discrimination in Bahrain: The Unwritten Law, Bahrain Center for Human Rights, 16 ottobre 2003:
Anche se gli sciiti costituiscono circa il 70% della popolazione, la percentuale di loro che hanno un incarico governativo importante è bassa se non addirittura inesistente, cosa che riflette la grave discriminazione nei posti pubblici. I seguaci del movimento sciita hanno un mero 18% del totale dei posti importanti indicati nel rapporto. Incarichi critici come il ministero per gli affari esteri e quello per gli interni sono off-limits per gli Sciiti. Infatti, la percentuale reale dei posti occupati dagli sciiti è probabilmente meno di quanto questo rapporto è in grado di concludere.
(nostra traduzione di un articolo

45 commenti:

l'apostata ha detto...

Quanto costa?
Chi paga?

Anonimo ha detto...

Oddio, al re del barein gli dovrebbero dare una medaglia!

Cioe' per una volta che un re arabo va contro i salafiti e i wahabiti a voi non va bene?!

Per vs. nota le "associazioni" americane contrarie probabilmente fanno parte dell'ampio fronte di think thank e lobbisti pagati a washington dai sauditi vergogna

by Tripudio ha detto...

Come al solito i fratelli del Cammino intervengono senza leggere il testo.

Il re del Bahrein merita davvero la nostra gratitudine perché è venuto incontro ai cattolici.

Il problema - come evidenziato nel testo - è invece col vescovo Belìn, che ha subappaltato tutto a don Kikolone (si veda anche l'istruttiva immagine delle copertine delle sue pubblicazioni, illustrate con gli sgorbi di Kiko, così, tanto per far capire intorno a quale perno girano tutte le considerazioni di tale vescovo).

Ora, ricordando che la setta neocatecumenale spazza via i "cristiani della domenica" (cioè chiunque non sia interessatissimo al Cammino), ricordando le patetiche iniziative neocat (totalmente estranee al buonsenso e alla sobrietà), ricordando le manovrine neocatecumenali (come il Lickin' Louie, il pretino neocat messo a fare la volpe nel pollaio), ricordando che tutto questo significa accendere un fuoco in un deposito di esplosivi, dobbiamo dedurre che qualora dovesse succedere qualcosa in Bahrein, prima di accusare l'islam dovremo prendercela con i neocatecumenali e i loro "appoggi".

L'arroganza neocatecumenale danneggia la Chiesa anche in quel modo. E quell'arroganza è solo l'aspetto esterno più riconoscibile delle eresie professate dai kikos.

Anonimo ha detto...

No tripudio io ho letto bene, i link rimandano a:

1) accuse di appropriazione sui fondi che il re ha utilizzato x comperare terreni (una accusa spassosa a quelle latitudini)

2) altri 2 documenti certificano le lamentele degli imam

Con la questione il cammino non c'azzecca nulla, attaccano i re e la chiesa cattolica.


e c'e' chi gode per questo.

Simonetta ha detto...

Sulla rivista Tempi ci sono svariate interviste al vescovo e articoli vari sulla costruzione di questo edificio, con tanto di richiesta di versamenti.
Fatevi voi un'idea.
Preferisco non mettere links diretti, ma so articoli facili da trovare.

Simonetta

sandavi ha detto...

"Per vs. nota le "associazioni" americane contrarie probabilmente fanno parte dell'ampio fronte di think thank e lobbisti pagati a washington dai sauditi"

Ecco qua l'esperto di geopolitica... Ma sai almeno di che parli o spari a caso dopo qualche ricerchina su google?

L'intento dell'articolo non è denigrare l'iniziativa del Re del Bahrain, ma sottolineare come Kiko non si fermi davanti a nulla, con la grazia del solito elefante nella cristalleria. Ballin ha avuto l'opportunità di costruire una chiesa che potrebbe essere faro dell'oriente e non ha avuto altro pensiero che regalare il progetto ai neocatecumenali, che ne faranno la loro cattedrale kika, il cui unico scopo non è nutrire le anime dei pochi cattolici del paese (solo 140.000 con appena una decina di preti e religiosi a disposizione) o aiutare la Chiesa che lì è così debole e minacciata, ma kikizzare, convertire alla fede adulta dei cristiani adulti delle origini cristiane di Kiko.
Voi non capite niente di questi paesi, dove chi è cattolico lo è in mezzo a un mare di problemi, e non ha nessun bisogno delle vostre orrende catechesi e della vostra liturgia fasulla e dei vostri canti osceni a base di finto flamenco! Ai poveri iracheni, cristiani minacciati dall'ISIS avete mandato le famiglie a "evangelizzare"! ma vi rendete conto di quanto siete ridicoli a voler kikizzare le comunità cristiane più antiche del mondo?
La cattedrale costruita con le "pitture" di Kiko uguali a tutto il resto del mondo dei kikos, senza un briciolo di inculturazione, di comprensione del popolo che volete solo sottomettere alla legge dei mamotreti. Voi siete molto peggio dei testimoni di Geova!

Infine, caro esperto di politica internazionale, conosci forse le intenzioni del Re del Bahrein? Sei così sicuro che gli interessi davvero che i cattolici abbiano un luogo di culto? o non è possibile che abbia i suoi scopi reconditi?
Se è così tollerante, come mai non permette ai cristiani di manifestare pubblicamente il culto? Come mai ha deciso di costruire la cattedrale proprio in quel luogo, sottratto ad altri che lo rivendicano?
Ah già, ma in nome di Kiko Vostro Signore tutto è permesso, tutto giova.... Il Signore ha provveduto e paff! è arrivato il seminario! (si riferiva a Guam, seminario su proprietà rubata (RUBATA) alla diocesi di Agana...) Bella provvidenza quella mossa sfruttando i potenti della terra, il potere del Vaticano... Bella provvidenza davvero!
Vergogna a voi!

Valentina Giusti ha detto...

Le critiche e i giudizi a cui si riferisce Ballin, sono squisitamente interni, non sono certo quelli degli imam, tant'è che ne parla in una lettera pastorale.
Sono i cattolici i primi a trovare 'stonata' l'iniziativa. E devono essere tanti...troppi!

Anonimo ha detto...

Caro sig. Sandavi, sappia che ho la pretesa di saperne MOLTO piu' di lei dei paesi arabi, avendoci a che fare per lavoro, parlo di egiziani, tunisini, emiratini, iracheni, libici e algerini.

E so di cosa parlo.

il 3d che ha postato, linka degli articolo di stampa che NON parlano di kiko e cammino, ma parlano di Chiesa Cattalica e del suo diritto di esistere nella penisola arabica, che e' visto come fumo negli occhi da tutto il letamaio wahabita (letamaio e' la considerazione di molti islamici).

sappia che quella del sovrano del bahrein e' una opportunita' storica di avere un luogo di culto in un posto che puo essere di esempio di civilta', convivenza e rispetto.

sulle intenzioni del re, sappia che da quelle parti e' TUTTO del re a prescindere dai titoli di proprieta', a prescindere da monarchia assoluta o costituzionale.

per i canoni islamici e' un uomo tollerante e non si sorprenda che non consente "manifestazioni cristiane", da quelle parti e' scontato, e' gia tanto quello che sta facendo.


poi si ci sono missionari che stanno anche a erbil ORA! OGGI! se lo vuole sapere. Come li chiamate voi i catechisti "spesati" che donano la loro vita in un posto di merda come quello, per annunciare la buona notizia, anche a chi e' colmo di rabbia e sconforto.


sul seminario di sto' cavolo di guam, ma che ha rubato il cammino??
cioe' poteva essere fonte di lucro? No di certo con un usufrutto di un immobile destinato a seminario
il cammino si poteva vendere l'immobile? no non era ne e' suo.


e allora? che si e' rubato?



sandavi ha detto...

A) sul seminario di Guam, il Cammino si è fregato la proprietà convincendo il Vescovo neocat Apuron a donargliela, dopo averla comprata con il denaro di una donazione. Mons. Byrnes, su ordine del PAPA FRANCESCO se l'è ripresa.

B) sui missionari kikiani a Erbil, l'atroce è che vanno a portare Kiko, le sue canzoni, dipinti, icone, liturgia, dottrina. Non la Chiesa Cattolica che là c'è già e si fa un mazzo grosso come una casa.

C) va bene, Lode a Kiko Vostro Signore. Godetevi la vostra ennesima grande opera.

Lino ha detto...

Anonimo ha detto: "Caro sig. Sandavi, sappia che ho la pretesa di saperne MOLTO piu' di lei dei paesi arabi, avendoci a che fare per lavoro, parlo di egiziani..."

Mi fa piacere questa sua conoscenza.
Continui a rallegrarmi: mi parli dei faraoni che erigono piramidi a propria gloria.

Lino ha detto...

Alla sua domanda "cioe' poteva essere fonte di lucro?" aggiungo:
e a lei pare che al fondatore ottantenne di un movimento che già introitava miliardi un ventennio fa, un uomo che vive in una casa del Vaticano, che veste malissimo ma mangia aragoste di cui è goloso e anche sale su elicotteri a spese dei "contribuenti" neocatecumenali, che diffonde le proprie opere gratis (nel senso che fa viaggiare orchestre e promuove libri senza spendere un euro di tasca sua) possano interessare altre fonti di lucro?

Egregio viaggiatore in giro per lavoro per il mondo, mi creda: lei dell'uomo, dei faraoni egiziani, non ha capito un c....

Anonimo ha detto...

Allora:

A) il cammino a guam non si è fregato nulla. Sul seminario c'era una deed restriction, che vincolava l'immobile ad essere utilizzato come seminario, nell'ambito di una corporate sole intestate al vescovo come da prassi nella intitolazione dei beni ecclesiastici nei paesi anglosassoni. E speriamo che ora rimangano i due seminari che ci sono dentro e non diventi motivo di speculazione immobiliare.

B) i missionari ad erbil vanno a portare uno strumento catechetico autorizzato dalla Chiesa Cattolica, con i noti statuti e direttorio, la correggo sul "mazzo così", perché il patriarca caldeo di Baghdad si è più volte lamentato e dispiaciuto della "grande fuga" dei chierici, dovuta al fatto che al contrario dei preti di rito latino (che li sono pochi) quelli di rito caldeo si possono sposare e per mettere in sicurezza (comprensibilmente) le famiglie moltissimi di loro(avendo le risorse) hanno raggiunto la diaspora: in canada, usa, australia etc. Quindi si, serve "manovalanza" a Erbil.

C).

Anonimo ha detto...

Oooh professor Lista, può darsi che è come dice lei, cmq lei è esperto di simbolismi insieme a tante altre cose, però è un po carente nella storia di questo cammino, ovviamente è comprensibilmente.


Per sua nota, francisco gomez de arguello y wurz, era figlio di una ricca famiglia originaria di leon trapiantata a Madrid, suo padre è stato per tutta la vita un importante funzionario dello stato. Avevano tanto, ma oggi Kiko non ha nulla.


Ancora più bella per carmen hernandez barrera, il padre ha costruito il Grupo Ebro un impero oggi gestito dai fratelli di carmen che fattura 2 miliardi e 7.000 dipendenti, 2' produttore di pasta al mondo dopo Barilla. Anche carmen è morta senza nulla escluse le due stanze di proprietà dove è morta.

Per lei professore sarà normale, per me no.

....quante pietre di seminari. ..

Giuseppe ha detto...

@ Anonimo delle14:00 "sappia che quella del sovrano del bahrein e' una opportunita' storica di avere un luogo di culto in un posto che puo essere di esempio di civilta', convivenza e rispetto".
Se quel luogo di culto fosse la Chiesa sì. Ma il Cammino dove arriva, porta solo discordia, vedi quello che ha combinato in Giappone, Guam, Filippine e perché no, anche da noi. La vostra fortuna è che la stragrande maggioranza dei cattolici ne è completamente ignara o se ne disinteressa altrimenti altro che esempio di civiltà, convivenza e rispetto!!!
San Paolo pare riferirsi al Cammino quando dice:"Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti. Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!»...Chi si vanta si vanti nel Signore.(1 Corinzi1,10,12,31)
Noi cattolici non ci siamo mai riferiti che a Cristo e al suo vicario, che è il Papa; voi invece, perché perché fate riferimento soltanto a Kiko? E non dite che non è vero, perché i "fatti" confermano questa realtà.Uno per tutti,il "fatto" della Comunione seduti in disobbedienza al Papa!!!
Noi cattolici ci vantiamo sempre nel Signore e diciamo sempre "grazie al Signore" o "grazie a Dio", perché i neocat, si vantano sempre di fare parte del Cammino e dicono sempre "grazie al Cammino"?

by Tripudio ha detto...

I cosiddetti "missionari" del Cammino Neocatecumenale portano non la dottrina cattolica, ma il kikismo-carmenismo, zeppo di errori, strafalcioni, ambiguità, vere e proprie eresie. Che perciò non è un buona notizia ma una pessima notizia.

Quei cosiddetti "catechisti", a spese del Cammino e della Chiesa, vanno lì a far crescere non la Chiesa Cattolica, ma il numero di comunità neocat.

Quanto al seminario di Guam, era una struttura che apparteneva alla diocesi e che la diocesi aveva potuto acquisire grazie a una donazione (di milioni di dollari) da parte di monache carmelitane che avevano posto come esplicita condizione il fatto che la diocesi ne usufruisse per creare un seminario per le vocazioni sacerdotali e il non rivelare chi fossero le anonime benefattrici, pur sapendo che la struttura, una volta ripulita, avrebbe visto decuplicare il suo valore sul mercato.

Non c'è bisogno di sprecare parole: Nostro Signore stesso ha visto benissimo questo gesto di povertà, generosità, amore per la Chiesa e per il sacramento dell'ordine.

Senonché arrivano gli avidi neocatecumenali ad arraffare tutto.

Il seminario viene attivato, sì, ma solo per formare - come dicono i suoi statuti - "presbiteri secondo la spiritualità e le necessità del Cammino Neocatecumenale". Ecco cosa significa avere un vescovo neocatecumenale: cura esclusivamente gli interessi del Cammino, a danno di tutto il popolo di Dio.

Già questo è di fatto un furto, perché sottrae alla Chiesa una risorsa preziosa e costosa. Le carmelitane stesse, di fronte alle panzane neocatecumenali, hanno dovuto precisare che al momento della donazione non sapevano neppure dell'esistenza dei Seminari Redemptoris Mater e che avevano sempre chiaramente inteso fare un dono a tutta la Chiesa.

E quando il vescovo pedofilo neocatecumenale ha chiesto loro di mentire, si sono rifiutate, e hanno confermato che la donazione era destinata alla Chiesa, non ad un'entità particolare.

Sappiamo tutti cosa succede con i "presbiteri" ordinati nei seminari kikiani Redemptoris Mater: dopo un breve (talvolta brevissimo) periodo di finta ubbidienza al vescovo e disponibilità alla diocesi, servono esclusivamente alle esigenze del Cammino (missioni incluse) anziché di tutta la Chiesa.

Ma la vera ruberia di quel seminario è avvenuta nel novembre 2011, quando il sullodato vescovo pedofilo neocatecumenale ha effettuato segretamente una Declaration of Deed Restriction, cioè - nonostante l'accurata scelta delle parole - una donazione all'entità Seminario Redemptoris Mater. Segretamente e alla faccia di tutti i cattolici. Secondo i documenti segretamente registrati, l'ultima parola sulle decisioni amministrative (da "chi ordinare al sacerdozio" a "chi rivendere la struttura") era di un Board of Guarantors costituito dai coniugi Gennarini, da don Pochetti e dalla persona del vescovo (non in qualità di arcivescovo, ma proprio personalmente).

Ora, per capire, immagina di essere proprietario di una catena di negozi, e uno degli amministratori dei tuoi negozi segretamente dona la proprietà del negozio ai suoi amici, sperando che tu non te ne accorga, almeno finché il tutto non vada in prescrizione (un tribunale, infatti, vedendo che all'origine della donazione c'è il dolo, c'è l'intenzione di fare qualcosa che il proprietario non vuole, dichiarerebbe nullo l'atto).

Come la chiameresti? Tradimento della tua fiducia? Truffa? Ruberia?

by Tripudio ha detto...

Quando a gennaio 2015 è per puro caso venuta alla luce la ruberia neocatecumenale, i capibastone dei kikos in fretta e furia (e come al solito segretamente), in pochi giorni hanno aggiornato gli statuti di incorporazione in modo da far sembrare che il vescovo della diocesi, nonostante il Deed, fosse ancora l'unico ad avere il controllo della struttura.

Come mai lo hanno fatto segretamente? Si trattava forse di una pezza d'appoggio comoda in tribunale ma scomoda da far conoscere al pubblico? Le modifiche, infatti, davano al vescovo la possibilità di ricostituire il Board of Guarantors (che nella versione precedente era intoccabile), ma guai a farlo sapere in giro: significava che un vescovo non neocatecumenale, prima della fine di novembre 2016, avrebbe potuto farlo davvero.

E sapete com'è venuta fuori questa seconda furbata segreta? È una voce dal sen fuggita dell'ineffabile Gennarini. Che, intervistato alla radio di Guam qualche mese fa, parlando degli articoli di incorporazione si è lasciato scappare un aggettivo rivelatore: «articoli aggiornati». Cosicché Tim e gli altri sono andati a verificare di nuovo i documenti al Registro e... sorpresa sorpresina sorpresuccia!

A quel punto è diventata chiara non solo la malafede dei neocatecumenali e del loro vescovo, ma anche la necessità assoluta che il Vaticano inviasse un vescovo a recuperare il maltolto, perché un vescovo favorevole al Cammino (o semplicemente intimidito o «oliato») avrebbe lasciato correre quel poco che bastava per superare novembre 2016.

E dunque, caro fratello delle 14:00, se davvero non è stato rubato niente, come ti spieghi le seguenti cose?

1) il vescovo Hon chiede due volte ai neocatecumenali di restituire spontaneamente la proprietà del seminario all'arcidiocesi - e ciò non è avvenuto;

2) il vescovo Byrnes ha dovuto personalmente annullare l'atto e prendere tutte le misure legali necessarie per togliere la proprietà dalle mani dei neocatecumenali.

Insomma, non solo i neocatecumenali avevano effettivamente sottratto con l'inganno la proprietà ai cattolici, non solo l'hanno utilizzata per scopi esclusivamente neocatecumenali, non solo hanno sempre risposto alle critiche utilizzando variopinte menzogne ("il seminario è della diocesi... anzi, no, il vescovo ha il pieno controllo..."), ma addirittura hanno tenuto stretta la proprietà arraffata fino all'ultimo momento. Cioè finché l'autorità della Chiesa - per mano di mons.Byrnes - non ha forzosamente usato la propria autorità per riprendersi ciò che era sempre stato suo.

La "speculazione immobiliare" multimilionaria l'ha fatta il Cammino, che aveva due comodi motivi per restare aggrappato con tutti gli artigli alla proprietà sottratta con destrezza:

1) incistare in diocesi un covo neocatecumenale (oltre che fabbrica di presbiteri kikiani, vagliati da cosiddetti "catechisti" laici, educati a servire il Cammino anziché la Chiesa); la prova più recente e lampante è il fatto che lì vi si erano rifugiati segretamente prima il vescovo pedofilo, e ora il pretino kikiano detto "the Waldo" e il carmelitano supercatechista di Guam;

2) avere un asset multimilionario rivendibile (bastava cambiare gli articoli di incorporazione, che sono soggetti alla legge civile - che non obbliga l'entità "Seminario R.M." ad essere per forza formatrice di presbiteri), oppure riciclabile (col sottinteso: "se non mandate un vescovo kikiano, con la property del seminario faremo come ci pare").

by Tripudio ha detto...

Il summenzionato Gennarini si era permesso di lasciarsi sfuggire anche che la Deed era intesa a proteggere la diocesi contro possibili azioni legali. E queste parole le ha proferite prima che venissero allo scoperto le vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale.

Le azioni legali in corso contro la diocesi ci sono già: sono infatti a carico del vescovo neocatecumenale. E altre si stanno preparando, contro presbiteri neocatecumenali e prossimamente contro altri responsabili e "catechisti" del Cammino, che non hanno esitato a pubblicare un certificato di proprietà taroccato per sostenere la menzogna del seminario "proprietà della diocesi".

I kikos, abituati a proiettare sugli altri le proprie cattiverie, hanno accanitamente gridato al complotto della "speculazione immobiliare": ma proprio loro avrebbero approfittato per vendere la struttura dell'RMS per pagarsi le spese legali e per pagare i risarcimenti (nota: alcuni dei reati in questione sono penali, e quindi qualche kikos finirà in gattabuia).

Ringrazio perciò il fratello troll che come gli altri anonimi conigli come lui viene qui a riversarci le panzane che i fratelli delle comunità si raccontano a vicenda per illudersi di avere ancora intatto il certificato di santità passata, presente e futura. L'origine di queste panzane - potete starne certi - è nei capibastone del Cammino, sempre pronti a distribuire menzogne per rassicurare i propri adepti. Non sia mai che qualcuno, nel pagare la Decima, si chieda se quei soldi finiranno per pagare avvocati e per risarcire le vittime delle calunnie neocatecumenali, dei pedofili neocatecumenali, ecc.

Quanto allo «strumento catechetico autorizzato», ma mi faccia il piacere! In tutto il mondo nessuno è in grado di verificare che lo "strumento" usato dai kikos sia effettivamente quello approvato ma non pubblicato.

E vista l'attitudine dei kikos a mentire per difendere il proprio prestigio...

l'apostata ha detto...

all'anonimo delle 16,25

"...oggi Kiko non ha nulla..."

Vero. Fiscalmente non esiste. Sopravvive grazie alla beneficienza di Vaticano e camminanti.
Casa gratis vicino a san Pietro, bollette pagate, pasti e aragoste gratis, sigari cubani gratis, viaggi in elicottero gratis, viaggi in aereo in prima classe gratis, soggiorni in hotel a cinque stelle gratis, tournée con kikorchestra in tutto il mondo gratis. Pobrecito, que sufrimiento!

Lo stesso dicasi per la Cara Estinta.

Eccone un altro che ha capito tutto.

sandavi ha detto...

*che vincolava l'immobile ad essere utilizzato come seminario NEOCATECUMENALE

Forse il correttore del cellulare ha omesso il termine, sei scusato. Deed Restriction nascosta dai vertici neocat, omessa su un certificato di proprietà truccato dai neocat, poi corretto in tutta fretta dall'avvocatessa neocat in combutta con il catasto di Guam. Bell'affare! E per inciso, l'Arcidiocesi è "Corporation Sole", il Seminario RM è Inc. E' un bel po' diverso. E se l'Arcivescovo Byrnes, su ordine DEL PAPA ha dovuto riprendersi la proprietà significa che non era più sua, illegalmente.

Ladri, bugiardi, truffatori. Andate a portare questa "manovalanza" a Erbil?
Se fosse la Chiesa Cattolica, la vostra, sarei felicissimo delle famiglie inviate là, ma voi portate solo il vostro modello ammuffito, in onore a Kiko e ne fate vanto nelle vostre convivenze.

sandavi ha detto...

Voi non servite Dio, ma Kiko, voi siete idolatri gnostici del vostro maestro che incensa se stesso autoproclamandosi santo, costringendovi a comprare i suoi libri, a leggere le lodi di Cardinali amici compiacenti e addirittura ad aprire il suo libro A CASO, come una massa di decerebrati discepoli di Osho.

Guarda, io non sono santo, non mi reputo migliore, ma almeno non sono obbligato più a sottostare alla vostra ridicola struttura di potere e sopraffazione, non mi devo più inchinare al vostro Moloch che vi mangia l'anima e la vita, sarò semplice e povero ma almeno libero!

Giuseppe ha detto...

Continua "i missionari ad erbil vanno a portare uno strumento catechetico autorizzato dalla Chiesa Cattolica, con i noti statuti e direttorio"

Mi ricordo quando ero in comunità, alla consegna degli statuti, le parole di Kiko, "di non farcene uno scudo", sapeva, che dopo averci caricato poteva succedere di tutto. Lo stratega è lui a Kiko il compito di neutralizzarli. Perciò caro anonimo non venire qui a cianciare di Statuti e direttorio. I vostri statuti e direttorio sono solo una foglia di fico!!!

Lino ha detto...
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Giuseppe ha detto...

Sintesi strepitosa Sandavi!

Anonimo ha detto...

Per giuseppe: non sono foglie di fico gli Statuti e il direttorio, ma anzi sono strumenti che la chiesa ha adottato per evitare arbitri.

Se cominciamo a dire che non servono a niente per il cammino, poi diremo lo stesso per il rinnovamento, s.egidio, magari poi a qualche istituto di vita consacrata e parte l'anarchia. Non funziona così.

Mi puoi contestare che "l'art,13 dice questo, ma voi manducate, etc" ma non puoi negare la rilevanza di queste PATENTI di cattolicita

by Tripudio ha detto...

Il fatto è che noi siamo i primi a dire che gli Statuti e il Direttorio sono strumenti adottati per evitare arbitrii (fermo restando che le loro approvazioni sono quantomeno avvenute in maniera poco limpida).

Solo che il Cammino Neocatecumenale se ne infischia di quegli strumenti. Per esempio:

- dello Statuto se ne infischia: nella liturgia non è cambiato niente perché i kikos maliziosamente dicono che "ricevere" la Comunione non significa "manducare", anzi, ci si può sedere comodamente in attesa che scatti il segnale manducatorio;

- del Direttorio se ne infischia: siccome non è pubblicato, allora qualsiasi cosiddetto "catechista" può parlare a vanvera senza che nessuno (neppure il vescovo) possa verificare e certificare.

Dunque l'accusa non è alla Chiesa ma a coloro che nel Cammino rendono inutili quegli strumenti. E cioè tutta la gerarchia dei cosiddetti "catechisti", "responsabili", "itineranti", "equipe", inclusi gli stessi autonominati "iniziatori". Nessuno di loro.

L'anonimo coniglio delle 19:17, uscendo per sbaglio allo scoperto, chiama "patente di cattolicità" quella che invece era un'assunzione di responsabilità.

La patente di guida non ti rende innocente della guida pericolosa.

Lo Statuto non ti rende innocente delle carnevalate liturgiche e dell'oppressione dei fratelli e dell'insegnamento di ambiguità ed eresie.

by Tripudio ha detto...

Su Jungle Watch è stata pubblicata la registrazione audio di una omelia del presbitero neocatecumenale variamente soprannominato "Eddy the Waldo" (in onore del personaggio delle vignette), "Monkey Boy" (il ragazzo-scimmia, a causa dell'omelia indicata), "Fist Pump" (colui che fa il gesto dei pugni stretti per esultare tipo "e vai!": avvenne quando un diacono neocatecumenale blaterò alla stampa che il vescovo neocatecumenale non era pedofilo)... insomma, si tratta del soggettone brazileiro che ha fatto "il gesto del gorilla".

Il suo inglese è così maccheronico che si capisce anche senza leggere il transcript sottostante. Devo però ammettere che fino all'ultimo avevo pensato che si trattasse di uno scherzo, perché è veramente imbarazzante quello che dice, come lo dice, e le risatine dei fedeli in sottofondo.

È un perfetto esempio di "presbitero del Redemptoris Mater": totalmente incapace di esprimersi nella lingua parlata del posto in cui celebra teoricamente i sacramenti, teologicamente inesistente, e del tutto fissato su questioni sessuali.

Era il pretino più amato dal vescovo neocatecumenale (quindi immaginatevi gli altri), il suo fiore all'occhiello. Aspirava persino a far carriera: se non vescovo, si vedeva magari già monsignore. Lo ascolti, il caro anonimo delle 19:17, e si chieda come mai soggetti del genere arrivano al sacerdozio solo grazie al Cammino Neocatecumenale.

Dopo una predica del genere, uno come lui andrebbe rispedito non al primo anno di seminario, ma al primo anno di scuola media e con l'insegnante di sostegno.

Giuseppe ha detto...

Vorrei chiedere all'anonimo, se gli risulta, che i separati nello specifico una donna che si è separata per maltrattamenti, dopo innumerevoli tentativi di riconciliazione, possa continuare a fare il cammino.
La signora in questione ha detto, che è stata espulsa perché di cattivo esempio. Avendo citato il caso in parrocchia in presenza del parroco no neocat, dei neocat. prontamente hanno detto, che non gli risultava.
Io credo che le cose stiano così e cioè, che ti tengono fino ad una certa tappa nella speranza di riconciliare la coppia, dopo di che, non è più possibile andare avanti, perché, vi immaginate un "eletto", che non ha voluto farsi carico dei peccati del marito?
La cosa mi interessa particolarmente, perchè il parroco nonostante non prenda parte,è stato lapidario: nessun obbligo!

Anonimo ha detto...

Giuseppe ti rispondo con un caso nella mia parrocchia, marito alcolista e tossicomane, fuso, si drogava nel bagno di casa, coppia con figli adolescenti, la moglie che è in cammino ha chiesto consiglio e aiuto ai catechisti, dopo una serie di dentro/fuori dai centri di recupero. I catechisti gli hanno detto di cacciarlo o di andare via lei con i figli.

Ne conosco un altra che so che ha lasciato il marito(non in cammino) anche se i catechisti gli avevano suggerito di perdonarlo (no violenze ma tradimenti vari), cmq ad oggi è ancora in cammino.

l'apostata ha detto...

Tornando alla discussione, si riesce a sapere quanto costa la kikattedrale e, soprattutto, chi ci mette i quattrini?

by Tripudio ha detto...

Il commento delle 23:50 è un fulgido esempio di parlantina neocatecumenale perché mette insieme la solita insalatina di situazioni "grosse" in cui non c'è traccia di pentimenti, di fede, di circostanze che possono confermare o attenuare o aggravare i fatti.

C'è solo il tipico vuoto parolame propagandistico neocatecumenale: "uòòò! il marito si drogava alcolista fuso tossicomane! uòòòò! la moglie ha chiesto consigli e aiuto ai catechisti! uòòòò"

E i cosiddetti "catechisti", laici, ignoranti, arroganti, a che titolo avevano il diritto e il dovere di dire alla donna cosa fare e cosa non fare? Perché mai la donna si è rivolta a loro anziché alle autorità civili o ecclesiali? Chi ci garantisce che la donna non si è inventata un sacco di storie perché voleva l'alibi per cacciar via il marito renitente al Cammino? E come mai i cosiddetti "catechisti" sarebbero infallibili?

E invece no: il discorsino neocatecumenalino è sempre lo stesso: "uòòòò! il marito super drogato mega spinellato iper alcolista sfaccendato filibustiere infingardo!! uòòòòò la moglie ha umilmente chiesto consiglio e aiuto e sostegno e guida ai catechisti! uòòòòò! i «catechisti» neocatecumenali, nella loro infinita bontà e saggezza, si sono degnati di abbassarsi ad aiutarla e all'improvviso tutto si è risolto nel modo migliore! uòòòòòòò!!"

Tutte le storielle neocatecumenali sono sempre così:

- impossibile verificare, e vabbè, la privacy;

- impossibile stabilire quali dettagli presentati sono ragionevolmente credibili e quali sono completamente inventati;

- chi non chiede consiglio e aiuto ai cosiddetti "catechisti", fa una brutta fine;

- chi non segue il consiglio dei cosiddetti "catechisti" fa una brutta fine (oppure viene retrocesso a qualche comunità di rango inferiore perché bisogna farlo "scendere da cavallo");

- i cosiddetti "catechisti" hanno sempre forza, ragione, aiuto, sostegno, tutto: sono infallibili per il solo fatto di avere il "mandato" di Kiko;

- il Cammino è perciò infallibile anche quando sbaglia.

Anonimo ha detto...

Caro anonimo delle 23:50, confermi pienamente l'impostazione erronea del cammino neocatecumenale che non sta scritta nemmeno nello statuto e che negate sempre:
nel primo caso la moglie "ha dovuto chiedere consiglio ai catechisti"..ma ti rendi conto?!....."i quali le hanno detto di lasciare il marito o di andare via lei con i figli": e se le avessero detto di restare, al contrario, lo avrebbe fatto.
Nel secondo caso: sempre i catechisti "suggeriscono" di perdonare i tradimenti, dunque persone adulte , madri di famiglia sedicenti elette o in corso di diventarlo che non sanno cosa decidere per la loro vita?Adulti che invece di affidarsi alla Chiesa , alla direzione spirituale di un sacerdote pendono inesorabilmente dalle labbra di chi non ha nemmeno il mandato del vescovo per definirsi e fare il catechista ?!
Certo che tutte le palate di fango che vi ha lanciato kiko sugli occhi hanno fatto così presa che non riuscite più ad aprirli-che pena ragazzi-D.

Lino ha detto...

Anonimo ha detto... "Per giuseppe: non sono foglie di fico gli Statuti e il direttorio, ma anzi sono strumenti che la chiesa ha adottato per evitare arbitri [... ] ma non puoi negare la rilevanza di queste PATENTI di cattolicità"

Una metafora davvero fuori luogo, questa della patente. Considerate le correzioni apportate al primo mamotreto dalla CdF, con lo Statuto hanno dato la patente a un pluriomicida stradale di natura compulsiva. E, siccome i mamotreti ancora non erano approvati, gliela hanno data nel 2008 ancor prima di fargli sostenere l'esame nel 2010:
http://www.camminoneocatecumenale.it/public/file/Approvazione%20Direttorio.pdf
Nel decreto di approvazione dei mamotreti, infatti, leggo che non c'era "sicurezza" per i camminanti nel percorso, senza il pronunciamento :-)

Valentina Giusti ha detto...

OT:
Chi consultasse il catalogo on-line de Le Paoline, potrebbe ritrovarvi il nuovo libro di Lino Lista "Il Vangelo di Giuda e altri enigmi forti".

Ricordo che la precedente pubblicazione, "Il fango e il Segreto. Gnosi del peccato e nuova estetica del Cammino Neocatecumenale", dopo una fugace apparizione sul catalogo delle sorelle editrici, ne era stato drasticamente e inesorabilmente espunto.

Anche per questo nuovo libro di Lino, la censura dovuta alla 'longa manus' neocat, è possibile per tre motivi:

1) I Kiko fan potrebbero rendersi conto che Giuda tanto necessario non era, e nemmeno sufficiente;

2) I Kiko fan potrebbero rendersi conto che "il fico sterile" significa tutt'altro che il fratello neocatecumenale che mormora e abbandona il Cammino;

3) Una volta che un autore sta nel catalogo del distributore, le pie donne paoline periferiche potrebbero ordinare anche "il libro maledetto" :-)

A Lino: ti seguiamo con attenzione anche in questa nuova avventura!

Lino ha detto...

@ Valentina
Accipicchia! Ora, dopo il tuo commento, certamente interverrà il potentissimo "umile ostiario" per segnalare l'evento letterario eretico :-)

l'apostata ha detto...

@ Lino e Valentina

Le Edizioni Paoline.

Ho capito finalmente il perché del loro nome e i fraintendimenti che ne sono derivati sulle presunte censure al libro di Lino.

Non è stata censura, bensì scelta editoriale, legata alla tipologia culturale delle Edizioni medesime.
Traggono il loro nome non da San Paolo, noto fanatico religioso, bensì da Paolina Borghese, di tutt'altra indole.

Questo spiega perché le Edizioni Paoline abbiano in catalogo libri di illustri autori, quali il regista pornografo Tinto Brass con "Madame Pipì"; l'oroscoparo Branko con "Calendario astrologico 2017"; il devoto Piergiorgio Odifreddi con "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)"; l'imparziale Corrado Augias con "Le ultime diciotto ore di Gesù "; il fondatore del satanismo moderno Aleister Crowley con "Diary of a drug fiend", e tanti, tanti altri della medesima risma.

Perciò, caro Lino, non pensare che ti censurino, questo mai.

Si tratta solo di scelte editoriali, adottate per mantenere le Edizioni Paoline nel solco luminoso dei principi morali, etici e culturali tracciato dalla loro patrona, Paolina Borghese, fulgido esempio di virtù.


p.s. Bergoglioooooooooooooo!!!

Ruben ha detto...

I musulmani,
sono, tranne rare eccezioni:
rozzi, infidi, bugiardi, e maschilisti; in fondo tutte le caratteristiche di Kiko e, di conseguenza dei suoi adepti.
---

Lino ha detto...

OT
@ l'apostata ha detto: il devoto Piergiorgio Odifreddi con "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)"

Tu devi essere dotato di intuito gnostico-mistico, altro che catechisti neocatecumenali illuminati :-)
In una delle "novelle" tratto, per l'appunto, la nota odifreddura odifreddiana: "Perchè non possiamo essere cristiani...".
Naturalmente, siccome l'Odifreddi ridens è un simil Kiko, non tratto lui direttamente, bensì il matematico par suo che origina il titolo diffuso dalle pie paoline: Bertrand Russell. Di seguito il mio brano:

"Un saggio dal titolo «Perché non sono cristiano», originato da una conferenza del filosofo-matematico Bertrand Russell e pubblicato dalla rivista "The Rationalist Annual" nel millenovecentoventisette, aveva divulgato a dismisura la notizia di reato del fico secco".

Con la tua intuizione mistico-gnostica, hai vinto un libro dove leggere il seguito, apostata. Informami del tuo indirizzo sulla mia mail e a gennaio te lo spedirò con tanto di dedica e smile :-)

Giuseppe ha detto...

@Anonimo
Il primo da te citato è un caso eclatante e ci credo!
Il secondo invece ti ripeto, so per conoscenza diretta, si dà un tempo, (in base alla tappa), dopo di che, ci dovrebbe essere l'espulsione.Aspetta e poi ne riparliamo.

Comunque vengo a sapere, che in "alcune circostanze",al contrario di come credevo, il cammino non solo accetti la separazione del coniuge, ma addirittura la promuove.
Quali sono queste circostanze?

1)Vedi il caso di Augusto Faustino che era contrario al Cammino.(ah beh, certo questo è una circostanza più che sufficiente!?!Perdona l'ironia.Per inciso succede lo stesso anche fra i TdG).

2)Vedi il caso della signora Illeana,riportato anche dalla stampa. Arriva perfino a far chiedere al suo affiliato l'annullamento del matrimonio, dopo 35 anni di matrimonio.
Ed io che pensavo il cammino fosse troppo intransigente(sic!).Come al solito è tutto capovolto...anche qui!

by Tripudio ha detto...

Scusatemi, io non vorrei mancare di rispetto ai citrulli veri, ma l'avete letto l'ultimo intervento di Tim a proposito dell'ultima grande sparata dei pasqualoni di Guam?

Ma allora i kikos veramente muoiono dalla voglia di farsi prendere in giro, per poi vantarsi in comunità di essere stati "perseguitati"?

Giuseppe ha detto...

@ Lino. Tanti auguri per il tuo nuovo libro.

Giuseppe ha detto...

@ Anonimo continua.
Leggo poi che "Ci sono molte persone (vedi il post di Valentina) che si sono SPOSATE DURANTE IL CAMMINO e poi quando ne sono uscite si sono chieste se il loro matrimonio era 'valido'. In questo caso i catechisti SI SONO SEMPRE OPPOSTI ALLA DICHIARAZION DI NULLITA'.Aggiungo io:
«Perché SAREBBE COME METTERE SULLO STESSO PIANO il matrimonio dei cristiani della domenica, con il matrimonio dei camminanti. Immagino le loro argomentazioni: "No, voi eravate pienamente consapevoli". Eh sì, mica li hanno obbligati, mica gli hanno fatto il lavaggio di cervello.?!?

Ruben ha detto...

@Giuseppe oggi, 15:52

Non penso che chicchessia, possa "opporsi" ad una dichiarazione(sentenza) di nullità matrimoniale.
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Giuseppe ha detto...

@ Ruben anch'io la penso come te, solamente il cammino per evidenti motivi di propaganda cerca di scoraggiare i suoi ex appartenenti.

Ruben ha detto...

I matrimoni "combinati" e "sub condicio", ovvero la regola nel Cammino, sono già in partenza intrisecamente invalidi; quindi i katekisti, possono anche scoraggiare gli adepti dal non ricorrere ai Tribunali Ecclesiastici; i realtivi matrimoni, sono e continueranno a essere nulli.

Questa gente, non vuole capire che puoi "fregare" l'uomo, non il Padreterno.

Giuseppe Bongiardo ha detto...
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