lunedì 19 dicembre 2016

"Per problemi di salute"... ma sì, certo, esatto...

Il vescovo neocatecumenale Apuron - che i kikos hanno difeso in tutti i modi fino all'altro ieri - starebbe finalmente per "ritirarsi", e non proprio di sua spontanea volontà.

La scusa ufficiale potrebbe essere su imprecisati "problemi di salute" (dopotutto sei anni fa ebbe un infarto, e fu allora che i capibastone dei kikos corsero ai ripari inducendolo a fare subito - a novembre 2011 - la donazione segreta e abusiva al seminario kikiano Redemptoris Mater).


«No one can get me,
no one can get me...»
Ricordiamo che l'allegra gestione ultra-trentennale del vescovo neocatecumenale lascia l'arcidiocesi con una trentina di milioni di dollari di debiti, senza contare i costi dei risarcimenti alle vittime degli ecclesiastici pedofili.

Qui sotto, alcune note di Tim riguardo all'imminente "pensionamento" di Apuron.


Nessun vescovo si è mai ritrovato a subire un processo canonico - almeno non nei tempi recenti - e ritrovarsi riconosciuto colpevole, come sta accadendo ad Apuron. Questo significherebbe un brutto colpo alla gerarchia della Chiesa: i vescovi non si fanno scrupoli a gettar preti nella fossa dei leoni ma se ne fanno parecchi quando si tratta di un vescovo, perfino quando è un soggetto malvagio come fratel Tony Apuron.

Ecco perché ai bei tempi fratel Tony girava per la curia cantando: "No one can get me". Lo sapeva benissimo che perfino Roma non lo avrebbe toccato nonostante tre decenni di documentati pasticci apuroniani.

I verdetti dei suoi procedimenti (esatto: al plurale) risulteranno tutti di colpevolezza ancor prima di esaminare la questione dei suoi abusi sessuali. E quando glielo diranno, gli offriranno un accordo: o ti appendiamo sottosopra alle tue parti anatomiche problematiche dalle mura di castel Sant'Angelo in modo che tutto il mondo veda quanto sei sporco, oppure rassegni quietamente le dimissioni e lasceremo che Kiko si prenda cura di te.

Tony accetterà l'Opzione Numero 2 e ufficialmente si parlerà di problemi di salute - o al massimo dell'incapacità di ritornare a governare la diocesi di Agaña (Guam) a causa della perdita di fiducia da parte dei fedeli a causa del malefico Tim Rohr e del suo Complotto Massonico (LOL).

26 commenti:

by Tripudio ha detto...

Quando abbiamo fatto presente a chi di dovere (e mettendoci la faccia e il nome) le porcate neocat, siamo stati ignorati, allontanati con fastidio, persino derisi e umiliati.

Che il Cammino Neocatecumenale danneggi la Chiesa, era stato sempre chiaro ed evidente.

Ma come nella politica - dove il singolo corrotto che per guadagnare illecitamente un soldino ne fa perdere 3000 alla collettività - anche nella gerarchia ecclesiale certe comode complicità dopo qualche anno finiscono per ritrovarsi i nodi al pettine.

Tim parla dell'episcopato come di una vera mafia. E tante, troppe volte, non si può non essere d'accordo, ad esempio per il fatto che la misteriosa cortina di silenzio stesa sul caso dai media cattolici e non cattolici non può essere esclusivamente frutto dello zelo dei topi kikiani in redazione.

Quando i cattolici ingenui si lamenteranno che la Chiesa è perseguitata dal nuovo scandalo che sta scoppiando a Guam, bisognerà rispondere loro di sfogliare il blog Jungle Watch quantomeno per tutte le notizie dei giornali lì citate e per i "dossier" linkati nella testata in alto, e poi domandarsi come mai con centodiecimila giornalisti in Italia praticamente nessuno si è accorto degli scandali neocat e del non esemplare comportamento della gerarchia cattolica relativamente a tali scandali (pensiamo ad esempio al fatto che Hon era stato mandato per difendere gli interessi del Cammino, pensiamo al fatto che lo stesso Hon ha dovuto implorare -inutilmente- due volte i kikos di restituire il maltolto, pensiamo al fatto che il Papa ha chiesto più volte -inutilmente- ad Apuron di ritirarsi, ecc.: quando dovevano comandare, hanno o taciuto o implorato, e quando dovevano correggere, hanno o ignorato o aggravato).

Più si va avanti, e più la gerarchia della Chiesa Cattolica deve decidere da che parte stare - se dalla parte del Cammino e delle nefandezze, oppure dalla parte dei fedeli cattolici e della missione che il Signore le ha affidato. È possibile che la doccia fredda che la gerarchia sta ricevendo a causa dei kikos possa un pochino aiutarla a decidersi (per questo si dice che oportet ut scandala eveniant: è opportuno che gli scandali - certe volte - avvengano; è per questo che il codice di Diritto Canonico prevede al can. 212 §3 che i fedeli «...hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli...»).

Quelli come noialtri "cristianucci della domenica" (che cioè chiedono alla Chiesa solo di ricevere guida spirituale, santificazione nei sacramenti, insegnamento dell'unica vera dottrina) si addolorano nel vedere la Chiesa pagare le conseguenze degli errori di certi ecclesiastici, ma non per questo si illudono che per la comoda buonuscita di questi ultimi si debba sacrificare la giustizia.

I neocatecumenali lasciano una diocesi indebitatissima, e per poco (bastava solo una settimana di esitazione da parte di mons.Byrnes) l'avrebbero lasciata anche privata di una property che da sola coprirebbe il doppio di quei debiti.

Ai kikos brucia tremendamente il deretano perché non solo hanno perso l'avamposto di Guam (presto ai loro seminaristi farlocchi toccherà cominciare a studiare sul serio la teologia e fare una vita spirituale come veri seminaristi), ma dovranno anche sborsare di tasca loro i soldi per spese legali e risarcimenti per i danni e gli abusi sessuali fatti dal loro vescovo.

Per questo si agitano indiavolati come ossessi, moltiplicando il loro già elevatissimo numero di menzogne e calunnie... e dimostrando così che tutte le volte che vanno blaterando "il Cammino mi ha salvato, il Cammino mi fa fare esperienza del Signore", stanno dicendo il falso.

Giuseppe ha detto...

Non leggo interventi, ci siamo o è il mio pc che non va??

Giuseppe ha detto...

Ok, leggo il mio post quindi...dove siete? Possibile Kiko si stia vendicando e c'hà buttato il suo fango negli occhi, onde impedirci manifestare ai sacri Pastori, ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli...»)?!?

by Tripudio ha detto...

No, per fortuna è uno di quei periodi tranquilli.

Giuseppe ha detto...

Sì Tripudio a Natale diventiamo tutti più buoni!
Visto che ci siamo solo noi e non ci può vedere nessuno, ti confido questa mia riflessione da "non esperto".
Vengo a sapere, scusa la mia ignoranza, che il card Mueller prefetto della CDF è uno dei cinque autori del libro, uscito prima del sinodo sulla famiglia del 2014 e che metteva le mani avanti sul tema della indissolubilità del matrimonio e sulla comunione ai divorziati.

Un ortodosso di ferro dunque, non per niente gli hanno affidato quel dicastero.
Egli ha una visione contrapposta a quella del Papa e siccome il Papa ha dalla sua parte la stragrande maggioranza dei fedeli, uno straccio di popolo è sempre meglio che niente, così pur con tanta fatica, sta flirtrando con il cammino, che in quanto a ortodossia è tutto un programma. Come si suole dire: ”Quando maggiore c’è minore c’essa”.
Cosa ne pensi, posso iscrivermi a un corso di geopolitica?

Anonimo ha detto...

@ Giuseppe
Ti garantisco che tantissime persone, come me, leggono quotidianamente i post di questo blog ed i commenti che vengono fatti.
Personalmente intervengo raramente perché mi sembrano così chiari (e veri) che io non potrei aggiungere nient'altro. (e poi i miei figli mi lasciano poco tempo per respirare)
Grazie per i tuoi e vostri interventi.
Annalisa

by Tripudio ha detto...

Müller? In quel caso, sì, si può magari classificare come "ortodosso di ferro". Ma è facile esserlo sui grandi temi (aborto, contraccezione, famiglia...). In altre occasioni Müller non è stato altrettanto ortodosso; non voglio aprire una lunga divagazione adesso.

Purtroppo è sempre necessario tenere gli occhi aperti su tutto. La gerarchia cattolica è fatta di uomini come noi, capaci di sbagliare e di cadere in tentazione - e le tentazioni del clero e dei vescovi riguardano anzitutto il loro ministero. Lo dico con una certa desolazione, visto che ho presente preti e vescovi particolarmente esperti di castità (ricordo per esempio una notevole sobrietà per quel che riguarda letture e radio/tv), ma contemporaneamente disposti a compromessi sui sacramenti e sulla dottrina. C'era stato per esempio quel prete ligure a Napoli che il sabato sera alle 17 celebrava la liturgia tridentina e alle 20 quella neocatecumenale, e che aveva candidamente ammesso che i kikos gli allungavano una ricca offerta.

Insomma, è il caso di star bene attenti alla tentazione (è una tentazione, davvero) di credere che il Vaticano sia una squadra di fuoriclasse motivati e infallibili. Ciò che conta è solo la verità cattolica, immutabile, che la Chiesa trasmette da venti secoli nonosante un'infinità di debolezze. Essere ordinati al sacerdozio non è automaticamente un segno di divina vocazione; e ancor meno l'essere eletti vescovi, cardinali e papi. Nel giorno del giudizio Nostro Signore non ci chiederà conto della carriera e dei titoli, ma di come abbiamo usato le possibilità che abbiamo avuto.

Anonimo ha detto...

Vorrei ringraziarvi x questo importante servizio che state facendo alla chiesa . Il cammino neocatecumenale mina in profondità la chiesa e toglie la libertà a tante persone senza che se ne accorgano . Che il Signora vi benedica . Io ho fatto il cammino x tanti anni e mi ha isolato da tante realtà belle che ci sono nella chiesa . Non mi ha arricchitone come cristiano n'è come persona . Paolo

by Tripudio ha detto...

In questi giorni abbiamo più visite al blog dalla Russia che dall'Italia.

Добро пожаловать, друзья!

by Tripudio ha detto...

Qualche tempo fa mi riferirono che alla Congregazione per il Clero giacevano diverse domande di vescovi che chiedevano di essere ridotti allo stato laicale, generalmente per potersi sposare. Vescovi, esatto (quelle dei preti sono così tante che non fanno notizia): e non è che si poteva proporre loro di aspettare l'età in cui per il Diritto Canonico devono dare le dimissioni (cioè 75 anni).

Ora, l'idea che si possa pubblicamente ridurre un vescovo allo stato laicale è qualcosa che terrorizza i vescovi (a causa della capacità della grande stampa di sfruttare un precedente per avviare una campagna contro qualche vescovo sgradito: ma questo di solito succede solo con quelli che maneggiano troppi soldi, o quelli che promuovono la Tradizione: si pensi ad esempio all'intervista di Williamson tirata fuori al momento giusto per fare un dispettino a Benedetto XVI... e al fatto che la stessa Fraternità San Pio X abbia ritenuto necessario espellere un personaggio improvvisamente diventato scomodo).

Perciò è ben possibile che il pedofilo Apuron alla fine della giostra debba ufficialmente ritirarsi "per problemi di salute" o di autorità (quest'ultimo caso consisterebbe nel lamentarsi che i fedeli di Guam non vogliono più ubbidirgli), senza essere spretato come merita (lo meriterebbe anche se fosse pentito: figuratevi adesso, invece, che non solo non è pentito degli abusi sessuali, ma addirittura li nega).

Non dimentichiamo che per difendersi dalle accuse di pedofilia aveva minacciato i fedeli e le vittime di intentare cause a chiunque, intendendo ridurre sul lastrico chi lo "attaccava", e addirittura dichiarando che chi denuncia Apuron "colpisce tutta la Chiesa". In pratica il vescovo pedofilo neocatecumenale attribuisce alla Chiesa le molestie e gli stupri di cui lui è colpevole: è la spiritualità di Kiko e Carmen, ragazzi, che c'è da meravigliarsi? E dopotutto Kiko non aveva invitato a pregare per Apuron a causa della "persecuzione"?

Per questo i fedeli di Guam devono difendersi da lui e dalle mafie che proteggono quelli come lui.

Sarebbe bello se in Italia le vittime del neocatecumenalismo potessero rivalersi contro i cosiddetti "catechisti" e contro gli ecclesiastici conniventi che hanno permesso lo scempio. Solo che qui in Italia la giustizia non funziona tanto bene: e ne è un ottimo indice il fatto che per intimidire seriamente qualcuno, basta minacciare querele anche se non hanno alcun fondamento: tra lungaggini legali e tempo e denaro spesi per la causa e come parcelle al proprio avvocato, anche la certezza di averla vinta in partenza non cambia molto il fastidio e lo stress da affrontare.

A tutto questo aggiungiamo lo zelo diabolico dei kikos nel calunniare, molestare, fare mobbing coloro che notoriamente hanno qualcosa da ridire sul Cammino. Ecco perché su questo blog e altrove è caldamente consigliabile utilizzare degli pseudonimi.

Saverio ha detto...

Auguri di buon Natale a tutti. Ma si, anche a Tripudio. Jack/ Saverio

Gennarino ha detto...

@ Giuseppe

A un corso di geopolitica non saprei, ma di sicuro dovresti iscriverti a una scuola serale di lingua italiana! "...il minore c'essa" (????)

@Paolo
Non so se il CN toglie libertà alle persone (io credo che la tolga solo a chi fa comodo farsela togliere per sentirsi deresponsabilizzato nelle sue scelte di vita); di sicuro toglie alle persone quella veste farisaica, o borghese se preferite, per far riscoprire la condizione di peccatore e di creatura al posto di quella di "giusto", di "egoista". Il CN aiuta a ribaltare il concetto egocentrico "gli altri devono cambiare se vogliono che io li ami" a "io devo amare gli altri così come sono", cioè come Cristo ha fatto con tutti.
Ah, ovviamente questa ricetta non è universalmente valida: è solo per chi sente o comprende di averne bisogno. Chi è già convertito, non ha bisogno del CN!!! State sereni e auguri di Buone Feste

by Tripudio ha detto...

Avete notato che il fratello Gennarino lo Psicologo riduce la fede a un moralismo?

Non gli interessano per niente le verità di fede: è convinto che Nostro Signore aveva l'inutile hobby di insegnare e santificare.

Lino ha detto...

@ Gennarino ha detto: "Chi è già convertito, non ha bisogno del CN!!!"

Considerato che hai suggerito iscrizioni a scuole serali di lingua italiana per un errore che anche avresti potuto considerare un refuso, nel tuo commento avresti fatto bene a limitare i punti interrogativi ed esclamativi a uno solo. Mica credi che esista una proporzionalità diretta tra il numero di punti esclamativi e interrogativi usati in sequenza e l'intensità dei concetti che s'intendono esprimere?
Andando alla sostanza della questione, nel tuo commento ci sono vari errori di natura logica e ideologica:
1) La veste farisaica non si toglie con la riscoperta della condizione di peccatore, anzi! La veste dei farisei era giusto quella di vedere peccati e peccatori ovunque
2) Tutti abbiamo sempre bisogno di conversione, la quale è un processo di conversione continua di crescita in Cristo, non di "conoscenza" continua dei peccati propri e degli altri
3) Per amare gli altri così come sono, non occorre stare per trent'anni a scovare le travi e le pagliuzze (anzi il fango kikiano) nei loro occhi
4) Tutti, secondo il tuo fondatore, hanno bisogno di fare il Cammino. Studia il tabellone che Kiko mostrò al Papa, dove la parrocchia agognata è descritta come una comunità di comunità NC
5) Se "nella comunità i neocatecumeni divengono adulti nella fede" (cfr. Statuto), giacché la quasi totalità degli adepti li pescate nelle parrocchie, allora "chi è già convertito" ha bisogno di fare il Cammino, a meno che tu non sostenga che a Messa ci vanno i pagani, oltre ai "religiosi naturali". Poi, siccome anche i presbiteri fanno il Cammino, anche dovresti sostenere che questi non sono dei convertiti.

Anonimo ha detto...

Ma che bravo Gennarino...e che bravo Lino che riesce a vedere oltre un commento apparentemente gongolante.
Gennarino per essere un adulto nella fede, nel tuo commento inizi col primo punto subito ad "attaccare", "gettare fango" addosso a Giuseppe, quasi che il suo errore possa portare valore alla tua "tesi". Se il cammino ti avesse davvero "s-borghesito" non avresti fatto la lezioncella spocchiosa da "borghese medio". Avresti lasciato correre...Per quanto riguarda il secondo punto quindi ammetti che il cammino toglie libertà (responsabilità) a chi se la vuole far togliere...oh finalmente lo stiamo dicendo da una vita che il cn tenta in continuazione di circoncidere la ragione e la volontà altrui, la cosa peggiore è che a questo oscuro fine distorce persino la Parola (corona di spine, fango negli occhi, salire sul sicomoro per sganciare tutto il malloppo...etc etc.). Sul fatto che il cammino tolga la veste da borghese?Mmm...guarda meglio borghese con un ideale di giustizia sano, che neocatecumenale farisaico che, avendo raggiunto la statura di fede, riesce a dire ad alta voce che "gli altri non hanno niente", "sono tutti pagani". Quando si dice che qualcuno non ha niente, specialmente senza conoscerlo senza conoscere la sua vita, lo si sta ammazzando, gli si sta togliendo lo "spessore" di persona. Comprendi la gravità adulto nella fede? La verità è che il cammino è una setta cristiano gnostica e che chi non è "omologato" al cammino viene considerato senza spessore, non viene visto con umana empatia nè altro. Mi dispiace, il tuo commento così come quelli di tutti voi della setta fanno acqua da tutte le parti. Tornate sulla terra che non è vero che non ha niente, è bella. I pazzi fanatici religiosi sono quelli che fanno gli attentati nei mercatini di Natale perché pensano che gli "infedeli" non hanno niente, non sono niente. Lì si arriva a dare la morte fisica per presunzione di fede, ma Kiko dá la morte ontologica con le sue parole. Svegliati pure tu, ne hai bisogno. Laura

Anonimo ha detto...

@gennarino

insegnaci te...
dom

by Tripudio ha detto...

Invece di pensare al galateo del fare gli auguri, a Natale converrebbe piuttosto riflettere seriamente sul mistero dell'Incarnazione, che ha lasciato senza fiato e col cuore straripante di gioia tantissimi santi. Cioè sul fatto che senza alcun nostro merito o richiesta, il Signore ha assunto la natura umana in tutto fuorché nel peccato.

Ora, la diabolica "teologia" neocatecumenale insinua che l'uomo non può non peccare, una falsa credenza che tra i suoi risultati immediati implicitamente rifiuta l'Incarnazione («allontànati da me, che sono peccatore»: rifiutare il Signore perché troppo concentrati sul proprio peccato, per giunta considerato inevitabile).

Se fosse vero che l'uomo "non può non peccare", allora l'Incarnazione, la Passione, la Risurrezione, non servono più a niente, sono solo un ricordino pio e fervoroso, una "storia della salvezza" ridotta a cronaca di momenti non essenziali, e diventerebbero decisamente superflui anche i sacramenti (cfr. Kiko quando insegna che la confessione dei peccati mortali sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere), ridotti a celebrazioni simboliche, ridotti a misero show per simboleggiare l'unità fraterna (cfr. la "comunione seduti" da effettuare "tutti insieme contemporaneamente" quando scatta il segnale mangiatorio).

Anonimo ha detto...

Invece di pensare al galateo del fare gli auguri, a Natale converrebbe piuttosto riflettere seriamente sul mistero dell'Incarnazione, che ha lasciato senza fiato e col cuore straripante di gioia tantissimi santi. Cioè sul fatto che senza alcun nostro merito o richiesta, il Signore ha assunto la natura umana in tutto fuorché nel peccato.......

GUARDA CHE L´UNICO CHE NON SE N´É ACCORTO SEI TU.....
A NOI SUCCEDE TUTTI I SABATI SERA....

by Tripudio ha detto...

No, caro fratello coniglio anonimo neocatecumenale con problemi al tasto Blocca-Maiuscole: il sabato sera, nelle salette, avviene solo la vostra particolarissima performance delle pagliacciate.

Riempirsi ipocritamente la bocca di "Signore, il Signore" serve solo ad aggravare la vostra posizione. Il modo in cui trattate il Santissimo Sacramento dimostra che per voi, nel migliore dei casi, il Vangelo è solo una collezione di interessanti ricordini da adoperare come pezza d'appoggio per trasmettere il kikismo-carmenismo.

Le verità di fede, nel Cammino, quando vengono nominate nelle vostre carnevalate del sabato sera, sono solo di ornamento, sono solo dei paroloni per creare atmosfera ("il Signore stasera ci dà una parola forte"), sono solo il paravento per illudere i poveri volenterosi fratelli che il Cammino sarebbe "cattolico", sono come i festoni colorati natalizi, che non aggiungono santità ma solo apparenza.

Se il Cammino insegnasse davvero a conoscere e amare le verità di fede, vedreste tanti fratelli spontaneamente nutrire la propria anima coi veri tesori della Chiesa, e invitarvi a fare altrettanto, anziché far convergere sempre tutto sulle solite deiezioni di Kiko e Carmen.

Lino ha detto...

@ Laura ha detto: "Per quanto riguarda il secondo punto quindi ammetti che il cammino toglie libertà (responsabilità) a chi se la vuole far togliere"

Già. E' uno degli errori ideologici ai quali accennavo. Manco se, incontrando un masochista al quale "fa comodo farsela togliere [la libertà] per sentirsi deresponsabilizzato nelle sue scelte di vita", non si fosse sadici a incatenarlo. Manco se uno dei primi doni di Dio, il libero arbitrio, fosse nella disponibilità del sadico e del masochista. Con questo, senza dimenticare che nel Cammino si definisce "fico sterile" chi voglia recuperare la propria libertà. Mica il Papa tirò le orecchie a neocat perché non sapeva cos'altro dire, a questo proposito?

Alla fine, preferisco il troll delle 14:46 a Gennarino: perlomeno il primo se ne esce con le solite affermazioni off topic dei neocatecumenali, affermazioni che un bimbetto partecipante al catechismo riservato ai pargoletti di quarta elementare saprebbe riferire analogamente in un litigio con coetanei. Gennarino si ritiene un colto, pensa di poter dare lezioni al mio amico Giuseppe il quale - refuso a parte - scrive e pensa molto, ma molto meglio di lui. Con Giuseppe ho piacere di scambiare pareri in e-mail, Gennarino lo spedirei nella cartella spam alla prima notifica ricevuta :-)

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Gennarino:

non andare fuori tema.

Kiko fa esorcismi e perciò disubbidisce alla Chiesa.
Fate veglie pasquali separate e perciò disubbidite alla Chiesa.
Prendete e manducate la Comunione in piedi e tutti insieme e perciò disubbidite alla Chiesa.
Dite che l'interpretazione dell'Humanae vitae sta nel non fare calcoli e disbbidite alla Chiesa.
Ecc. Ecc. Ecc.

Ah! Dicevi che bisogna amare il prossimo per come è? Si, in questo ci hai azzeccato. Bravissimo!
Ma c'è dell'altro.... L'ubbidienza è più del sacrificio: l'avevi mai sentita?

Giuseppe ha detto...

@Lino. Scusate, leggo soltanto adesso adesso tutti gli interventi. "A un corso di geopolitica non saprei, ma di sicuro dovresti iscriverti a una scuola serale di lingua italiana! "...il minore c'essa" (????) Sinceramente, non me la prendo, fa parte del gioco. Comunque grazie Lino, per le tue parole.

sandavi ha detto...

@Giuseppe, è stato Gennarino a scrivere quella frase sul tuo errore di battitura, non Lino

Giuseppe ha detto...

@Sandavi. Ci mancherebbe, non ho mai pensato fosse stato Lino, anzi , per ben due volte è venuto in mia difesa. Quel "Comunque grazie Lino, per le tue parole" si riferiva soprattutto al suo secondo intervento:"Gennarino si ritiene un colto, pensa di poter dare lezioni al mio amico Giuseppe il quale - refuso a parte - scrive e pensa molto, ma molto meglio di lui. Con Giuseppe ho piacere di scambiare pareri in e-mail". Ma forse dal mio post non era facile evincerlo.
Sandavi non potrei mai pensare, né di Lino,né di te, nè di tripuzio solo per citare alcuni nomi, ma comunque di tutti voi, che considero ormai più che amici, una cosa del genere.

Giuseppe ha detto...

Un grazie anche a Laura, a nome di tutti coloro che non conoscono bene la grammatica, ma conoscono bene il cammino:" Gennarino per essere un adulto nella fede, nel tuo commento inizi col primo punto subito ad "attaccare", "gettare fango" addosso a Giuseppe...Avresti lasciato correre".
Sarà perché si avvicina il Natale, ma mi sento di essere "melenso e sdolcinato" e invito tutti i nostri fratelli separati di fatto, a riscoprire la loro cretinità a favore di Cristo. Lasciate pure che Kiko inorridisca.

Giuseppe ha detto...

OT Domani parto per Milano. Mancherò per quindici giorni. A meno di non trovare un pc disponibile là dove vado.

Ancora auguri a tutti.