giovedì 22 dicembre 2016

Danimarca: la devastazione portata dal Cammino

FJM, redattore del sito web danese Katidialog.dk, riporta la testimonianza di Henriette sul Cammino Neocatecumenale, che traduciamo qui sotto.



«La mia esperienza nel Cammino Neocatecumenale»

Premessa: lo scorso 1° marzo 2014 Henriette ha pubblicato sulla nostra pagina Facebook "Cattolici in dialogo" la sua esperienza col Cammino Neocatecumenale. Il sottoscritto (FJM), pur avendo conosciuto Henriette e la sua famiglia da pochi anni, non aveva motivi di dubitare della sua credibilità, della sua conoscenza del Catechismo e delle sue esperienze riportate qui sotto. Faccio anche notare che la sua esperienza sostanzialmente coincide con altre testimonianze sul Cammino. Pertanto, col suo permesso, la ripubblichiamo chiedendole anzitutto di presentarsi.

Il mio nome è Henriette, 49 anni. Avevo un impiego in una banca danese, mi occupavo di questioni finanziarie e di prestiti. Rassegnai le dimissioni quando mi accorsi che la gioia di condividere la vita di tutti i giorni coi miei tre figli superava i vantaggi del lavorare in banca. Da 26 anni sono sposata con Ole, consulente nella Banca Nazionale. Abbiamo vissuto in Danimarca, in USA e in Irlanda.

Mi convertii al cattolicesimo nel 2000, nella parrocchia di san Paolo a Høje-Taastrup. Per alcuni anni sono stata catechista per i bambini che si preparavano alla Prima Comunione e per i giovani, ed anche Assistente Pastorale nel periodo 2010-2012.
"Il peggior tipo di eretico è quello nei cui insegnamenti, principalmente cattolici, è aggiunta una parola di eresia - come l'aggiungere piccole gocce di veleno in un bicchier d'acqua".
(attribuita a papa Leone XIII)
L'anno precedente, nella parrocchia di Høje-Taastrup, si era installato un nuovo parroco appartenente al Cammino Neocatecumenale.

Dopo appena un anno fu annunciato che ci sarebbe stato un ciclo di "catechesi" a cui erano invitati tutti i fedeli cattolici. Da nessuna parte era precisato che tale ciclo di "catechesi" era fatto dal Cammino Neocatecumenale: davano l'mipressione che l'invito provenisse dalla Chiesa, dal parroco, dalla parrocchia. E non era possibile ottenere informazioni sui contenuti di tale "catechesi", sebbene fossero quattordici incontri di un'ora, nei quali non era nemmeno possibile fare delle domande.

Al primo di questi incontri c'erano numerosi parrocchiani, e nella "catechesi" si parlò fin troppo del peccato. Notai che non era cattolico il concetto di "peccato" che venne presentato: dov'erano la grazia e la misericordia? Ci dissero che l'uomo non può non peccare, e che noi eravamo la feccia della feccia. Faccio notare che in quella "catechesi" il termine "peccato" fu tirato fuori 100 volte in appena 40 minuti! Senza nominare la misericordia e la grazia. Senza ricordare minimamente che siamo creati come figli di Dio, cioè nel bene. Dopo quella prima sera, molti dei presenti smisero di frequentare quelle cosiddette "catechesi", ma seppi che altri, purtroppo, ne restarono colpiti. Il resto delle "catechesi" portò sconcerto tra i cattolici presenti perché c'erano parecchie differenze rispetto alla dottrina cattolica.

Quando ebbi modo di parlare col parroco, mi spiegò alcuni punti del metodo neocatecumenale, li riassumo qui:
  • il motivo per cui non bisogna conoscere in anticipo i contenuti delle "catechesi" (contenuti presenti in un libro segreto disponibile solo ai Super-Catechisti del Cammino) è che vanno trasmessi alla gente solo in piccole parti, altrimenti le troverebbero difficili da capire e far proprie. Per cui, a saper tutto in anticipo, sarebbe troppo "violento" e "stancante" (ma io mi chiedo: "anche per un fedele cattolico di lungo corso?")
  • i fedeli non devono inginocchiarsi durante l'Eucarestia perché altrimenti significherebbe che hanno paura di Gesù.
Commentando una foto di una chiesa costruita "in stile neocatecumenale", si nota un mastodontico tavolone al centro e i posti a sedere intorno. Anche il fonte battesimale è strano perché occorre scendere scalini per entrarvi (il battesimo avviene così totalmente per immersione), per poi risalire fuori attraverso altri scalini. Beh, questo è alquanto differente da qualsiasi altra chiesa che io abbia mai visto, ma ecco che spiegazione mi ha dato di quella foto:
  • la "mensa" è grande perché è il posto dove viene celebrato il pasto. Il Cammino infatti torna alle origini cristiane per fare ciò che fece Gesù, che era seduto non presso un altare, ma attorno ad una tavola coi suoi discepoli per mangiare un pasto. Ma queste sono le stesse parole che udii nelle chiese protestanti riformate in Svizzera, secondo cui "Gesù aveva celebrato un pasto coi suoi amici attorno a una tavola", per cui per andare al cristianesimo autentico delle origini occorreva rimuovere l'altare dalle chiese che erano state originariamente cattoliche. Se un cristiano crede questo, allora non è cattolico. In Svizzera mi dissero anche che quando avevano bisogno di un tavolo per celebrare la liturgia, prendevano un tavolinetto smontabile da un armadio, facile anche da riporre dopo l'uso; restava solo il fonte battesimale adornato di fiori.
Mi mostra una foto di Giovanni Paolo II che celebra all'aperto, su un tavolino, intendendo dimostrarmi che non c'è bisogno di un altare per celebrare la Messa. "Giovanni Paolo II ha spesso celebrato l'Eucarestia senza l'altare", mi dice. Questa è una volgare mistificazione sia degli atti di Giovanni Paolo II, sia del motivo per cui noi cattolici celebriamo la Messa all'altare. Mi dice:
  • "il motivo per cui nelle comunità neocatecumenali non vogliamo celebrare nella chiesa, è che vogliamo usare un tavolo (da cena), per cui per non ignorare l'altare già presente, celebriamo l'Eucarestia fuori dallo spazio della chiesa".
Al termine delle quattordici "catechesi" i partecipanti vengono invitati ad un ritiro di un fine settimana il cui scopo è di creare una comunità. La comunità costituirà un piccolo gruppo chiuso aggregato alla congrega neocatecumenale, e si riunirà col parroco una volta alla settimana per la lettura della Bibbia, per conversare e per altro. Tali incontri non vengono nominati sul sito web della parrocchia. Ciò che ho saputo poi dai partecipanti della comunità dà luogo a enormi preoccupazioni sulla struttura e sul contenuto di tali cosiddette "catechesi". Per esempio una sorella di comunità ha chiesto ai cosiddetti "catechisti" perché erano così insistenti sul concetto di peccato e perché mai uno dovesse parlare dei propri peccati al punto che tutti si aspettassero che lui lo facesse, e che gli venisse detto di farlo - e la loro risposta è stata che occorre schiacchiare le persone in modo da poterle ricostruire e rimodellare secondo le necessità del Cammino (come se fossero autorizzati da Dio). Ho avuto testimonianze di prima mano riguardo sui loro abusi fisici oltre che verbali, abusi spesso commessi anche da presbiteri neocatecumenali.

Nell'altro giorno a settimana in cui si raduna la comunità, c'è una speciale celebrazione eucaristica - quella del sabato sera. Non viene indicata sul sito web della parrocchia, ed è molto diversa da una normale celebrazione. Durante tale Eucarestia, ci si aspetta che i membri della comunità diano "eco" - cioè una risonanza personale - sulle letture della liturgia. L'eco ha spesso come argomento questioni molto personali ed intime (capite? sono praticamente "confessioni pubbliche"). L'Eucarestia è celebrata nel salone parrocchiale o in un'aula, poiché il luogo della celebrazione è considerato irrilevante.

Sono sempre presenti un'icona di Kiko, fondatore del Cammino Neocatecumenale, una croce processionale pure fatta da lui, e canti creati e musicati esclusivamente da lui. È proprio come avviene in Scientology, dove tutti gli uffici e centri hanno sempre una copia dei testi di Ron L. Hubbard.

Tutto appare centrato sull'espressione artistica di Kiko e sui pensieri di Kiko. Un partecipante sente che la comunità è la sua famiglia, nella quale condivide i pensieri più intimi e i momenti più importanti, anche a scapito dei suoi veri familiari e amici che non sono nella comunità. Quando viene attivata una nuova comunità ti viene sempre detto che il particolare gruppo di persone che la forma lo sta facendo per volontà di Dio. Per cui se ti allontani dalla comunità, stai andando contro la volontà di Dio. Infatti, parecchi che hanno lasciato la comunità hanno testimoniato che era stato detto loro che fuori dal neocatecumenato c'è solo la perdizione. La perdizione non "fuori dalla Chiesa", ma "fuori dalla comunità". Perciò vien da riflettere sul fatto che ogni membro del Cammino, nel raccontare la propria storia personale parla sempre delle sofferenze e dei guai che costellavano la sua vita prima di scoprire il Cammino: le solite storie di alcolismo, droghe, relazioni familiari distrutte, l'amore per il denaro, e robe del genere. Questi racconti vengono fuori ogni volta che un membro del movimento è invitato a parlare, in ogni opportunità.

Capisco che questo è un modo per creare un legame emozionale in modo da introdurli nel Cammino Neocatecumenale e dir loro quanto fossero perduti fuori dalla comunità. Viene fatta una distinzione fra i «cristiani della domenica», chiamati cristiani "culturali", mentre coloro che "camminano" sono invece quelli giusti, quelli veri, quelli dediti a Dio. I «cristiani della domenica» sono detti così perché vanno a Messa di domenica, laddove i neocaecumenali celebrano per motivi "teologici" l'Eucarestia il sabato sera. Motivi "teologici", non di ordine pratico.

Il reclutamento della nuova comunità a Høje-Taastrup è stato massiccio e opprimente. Alcuni lo hanno qualificato semplice reclutamento, parecchi altri hanno detto invece di aver notato un diverso comportamento del parroco fra coloro che avevano accettato di entrare nella comunità neocatecumenale e coloro che invece ne erano rimasti fuori. Era molto più cordiale e affabile con coloro che erano entrati. Coloro che si erano pentiti di aver inizialmente aderito alla comunità, hanno visto cambiare l'atteggiamento del parroco verso di loro, trovandolo di nuovo freddo e distante. Il che diventa più chiaro, logicamente, nel ricordare che il parroco aveva detto che la comunità era come la sua famiglia.

La comunità è stata dunque formata da alcuni dei cattolici più assidui della parrocchia, inclusa la maggior parte dei membri del consiglio parrocchiale, che è diametralmente opposta a ciò che papa Benedetto spiegava essere il senso della vita comunitaria, e cioè il rivolgersi ai lontani dalla parrocchia. Qui, invece, la gente della parrocchia si è rinchiusa in una comunità coperta dal segreto.

E così ora celebrano l'Eucarestia nelle piccole comunità, chiusi nelle aule della scuola parrocchiale.

L'Eucarestia viene celebrata senza che il resto della comunità parrocchiale ne sappia nulla. Nelle loro aule non c'è un altare, ma viene usata una cattedra da insegnante, e mi è stato detto che non ci si deve più inginocchiare perché ciò rappresenterebbe paura di Gesù. Secondo loro bisogna stare in piedi. Dicono di aver evitato la Chiesa per non essere costretti a ignorare l'altare principale durante l'Eucarestia - non avrebbero potuto mettere le sedie in circolo e non avrebbero potuto usarlo per la loro Eucarestia.

L'Eucarestia è vissuta come un pasto in cui si mangia insieme, come un riunirsi piuttosto che l'assistere alla vittima sull'altare. Il loro fondatore Kiko, infatti, dice testualmente (Or. fase di Conv., pag. 317):
Non c’è eucarestia senza assemblea. È un’assemblea intera quella che celebra la festa e l’eucarestia; perché l’eucarestia è l’esultazione dell’assemblea umana in comunione; perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa creata, in questa comunione. È da questa assemblea che sgorga l’eucarestia.
Chi capisce cos'è davvero l'Eucarestia, può capire meglio il loro modo di celebrare la liturgia: ma rispecchia davvero la dottrina Cattolica?

Nell'autunno del 2013 era previsto di nuovo il ciclo di "catechesi" neocatecumenali in parrocchia, finalizzato a formare una seconda comunità. Sono stata a quelle "catechesi" per capire meglio (la volta precedente avevo smesso dopo la prima "catechesi"), ed anche questo ciclo si concludeva con un "ritiro".

Il ciclo di "catechesi" del 2013 mi moltiplicò i dubbi e le domande, ma durante le "catechesi" non era permesso di fare domande. Perciò chiesi ad un mio conoscente - che sapevo essere serio e molto preparato sulle religioni - e nemmeno una delle mie domande ebbe una risposta tale da convincermi che nelle "catechesi" del Cammino si insegnasse la dottrina cattolica.

In numerose occasioni mi rispose che "di sicuro ciò è più Protestante che Cattolico".

Per esempio, nella tredicesima "catechesi", era mostrata su una lavagna uno schema della storia della salvezza, dall'Antico Testamento alla conversione romana (di Costantino) verso circa l'anno 320, e quindi il nulla fino al 1962 (Concilio Vaticano II). Così avevo osato chiedere al prete neocatecumenale cosa fosse successo fra gli anni 320 e 1962, e mi venne risposto che in quegli anni la Chiesa aveva preso una direzione sbagliata ed aveva introdotto stupidi rituali come l'inchinarsi, l'inginocchiarsi, l'incensare. Al mio conoscente venne da ridere, e anche agli altri presenti.

Nella "catechesi" successiva mi ero permessa di insistere a chiedere a quello stesso prete neocatecumenale come mai il vescovo, che era stato lì presente quel pomeriggio, si era inchinato e inginocchiato confermando di fatto quei "rituali" a dispetto della "catechesi" precedente. Ma il prete neocatecumenale negò di aver fatto tali affermazioni. Il vescovo aveva solo dato istruzione di non inginocchiarsi davanti alle statue dei santi.

Nel mese di ottobre ero in ritiro nel monastero delle benedettine di Nostra Signora di Åsebakken, dove si era formata una piccola comunità del Cammino Neocatecumenale. Ero curiosa di ascoltare di cosa si trattasse e perciò partecipai ad un loro incontro. Fummo tutti comossi nell'ascoltare vari interventi sia da parte di laici che di sacerdoti, ma quella fu anche la prima volta che sentii un prete cattolico dire che il tabernacolo sarebbe «un mettere Gesù in prigione». Purtroppo non fu data la possibilità di porre domande durante tali interventi, per cui non potei chiedere cosa avesse inteso dire con quelle parole. Ma esaminando cosa ha detto il fondatore Kiko Argüello a proposito del tabernacolo e della preghiera, ho notato questi suoi pensieri:
Ti assicuro che se tu avessi fede per stare una notte intera a chiedere: Gesù abbi pietà di me, credendo che Gesù ha potere per curarti, quella notte saresti guarito da qualsiasi cosa, da qualsiasi vizio. Che succede? Che crediamo che pregare sia dire: padre nostro che sei nei cieli..., o stare davanti al tabernacolo, con l'immaginazione che se ne va non so dove?
(Kiko, Or. fase di Conv., pag. 15/376)
Dunque questo significa che se abbiamo fatiche e malattie nella nostra vita, è una diretta conseguenza della nostra mancanza di fede? Ma questa non è dottrina cattolica!

Era sabato sera e ci radunammo per celebrare l'Eucarestia. Uno di loro disse testualmente: «stasera celebriamo l'Eucarestia per la prima volta», pur sapendo che lì eravamo tutti cattolici. È impossibile che per qualcuno di noi fosse la prima volta... tranne per chi è convinto che la celebrazione eucaristica neocatecumenale è diversa dalla Santa Messa cattolica, il che è totalmente in contrasto con quanto papa Benedetto XVI aveva esortato al movimento neocatecumenale.

La liturgia fu preparata nella stessa sala riunioni dove si era tenuto il ritiro durante la giornata. Una tavola da pranzo fu apparecchiata con tovaglie da altare, fiori e candele. La celebrazione aveva varie differenze rispetto ad una normale Messa cattolica, a cominciare dal fatto che c'era una cosa chiamata "risonanza", tenuta prima dell'omelia, in cui ognuno aveva l'opportunità di parlare e di fare considerazioni anche molto personali sulle letture della liturgia.

Inoltre lo scambio della pace era qualcosa di particolarmente cordiale e intimo, nel senso che tutti si aspettavano di poter scambiare due baci sulla guancia con ognuno di tutti gli altri presenti. Limitarsi a una stretta di mano era considerato poco meno che un gesto ostile. Tale scambio della pace avveniva anticipatamente nella liturgia.

I pani per l'eucarestia, essendo fatti in casa, lasciavano disperdere parecchi frammenti anche se trattati con attenzione dal prete. Ognuno doveva rimanere seduto, alla propria sedia, mentre veniva distribuita la Comunione, alzandosi in piedi solo nel momento di ricevere un pezzo di Ostia "fatta in casa", dopodiché sedersi di nuovo e aspettare che tutti gli altri abbiano ricevuto un pezzo. Alla fine, finalmente, mangiare tutti contemporaneamente il proprio pezzo. Anche con la più grande attenzione, potevo percepire chiaramente le molte briciole sulle mie dita e potevo persino notare che a nonostante il prete ci avesse messo cura, c'era ancora qualcosa nel calice dopo la purificazione. È davvero difficile da evitare la dispersione di frammenti e gocce: dunque perché mai sarebbe "appropriato" potersi preparare i propri pani?

Al termine dell'Eucarestia bisognava fare un ballo vivace attorno all'altare. L'ambone e la croce da processione furono spostati in un angolo in modo che tutti potessero ballare attorno all'altare applaudendo e cantando rumorosamente.

Appena cinque minuti dopo la tovaglia d'altare fu tirata via e fu messo su quello stesso tavolo del cibo. Calice, patena, lini sacri, non erano ancora neppure stati portati fuori da quella stanza e già cibo e vino erano su quello stesso tavolo su cui pochi momenti prima avevamo celebrato l'Eucarestia. La serata continuò con canti e frastuono, la gente era allegra, e i fiori recuperati dall'altare se li erano messi tra i capelli le ragazze o nei buchi dei bottoni i ragazzi.

Quel sabato sera me ne tornai a casa. Il giorno dopo, probabilmente, fu creata una comunità neocatecumenale con quelli che erano rimasti lì. Che oggi celebreranno sicuramente le eucarestie di cui non si dà notizia al resto dei parrocchiani, e che si incontreranno parecchie volte a settimana in incontri in cui nessun altro può avere accesso.

Ciò che però a me sembra il pericolo più grande per la nostra diocesi è che i preti neocatecumenali si presentano come preti cattolici. Indìcono in parrocchia, a nome del parroco e della Chiesa Cattolica, una "catechesi" il cui scopo è quello di catturare nuovi adepti per il Cammino Neocatecumenale.

Un prete neocatecumenale mi disse esplicitamente che non aveva mai avuto intenzione di diventare parroco, che lui e quelli come lui sono "missionari", e che la parrocchia è solo un incarico ricevuto dal vescovo, per cui in tale incarico seguono solo il proprio cuore e i propri insegnamenti.

Questo è solo un breve resoconto della mia storia e della mia esperienza col Cammino Neocatecumenale.

La pace di Dio e ogni bene.
Henriette S.

34 commenti:

sandavi ha detto...

«In Svizzera mi dissero anche che quando avevano bisogno di un tavolo per celebrare la liturgia, prendevano un tavolinetto smontabile da un armadio, facile anche da riporre dopo l'uso; restava solo il fonte battesimale adornato di fiori»

Questa è la pietra tombale sulla presunta cattolicità del Cammino.

Lino ha detto...

Sandavi ha detto: "Questa è la pietra tombale sulla presunta cattolicità del Cammino"

cliccare e leggere gli ultimi passi del primo capoverso
E questo è il mamotreto corretto! Nel precedente, nemmeno c'era "conveniente", per il tavolo; c'era scritto:
"Noi cristiani non abbiamo altare, perché l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto".

Nessuna meraviglia che anche tra i danesi si celebri così. Il Sacro MamoTetro è la fonte di ogni pratica NC.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Dalla testiumonianza riportata il Cammino appare proprio come una setta. E, se non lo è ancora pienamente, ne ha però tutte le caratteristiche e le dinamiche per diventarlo definitivamente.

Quello che mi colpisce, leggendo questo blog, è che tutti quelli che non sono del Cammino quando argomentano lo fanno molto bene e si leggono con interesse, mentre le argomentazioni dei camminanti sono ripetitive, inconsistenti, stupide e, se non fossero tanto ridicole da essere esilaranti, anche noiose.

Come mai questa differenza? Io penso perché i camminanti si comportano come gli adepti di una setta. Non ragionano ma si limitano a fare proprio, acriticamente, il pensiero di Kiko e la volontà dei catechisti. Come degli animali da circo(senza offesa, è solo un paragone).

La riprova? E che anche gli ex camminanti che scrivono nel blog, che sono la maggior parte, fanno interventi brillanti e acuti, che è un piacere leggere.

La mia conclusione, perciò, non è che nel Cammino viene lavato il cervello.
Ma sono convinto che in molti camminanti qualcosa non torna...

sandavi ha detto...

E' interessante l'impressione ricavata dalla signora danese. Essendo Danese e vivendo in una regione principalmente luterana/evangelica si è accorta subito dei problemi della dottrina neocatecumenale, delle numerose fallacie e del sapore prettamente protestante della loro predicazione.
Quei discorsi li sentono tutti i giorni.
Per assurdo, nei paesi fortemente cattolici i kikos hanno molta più forza e presa e diffusione. Credo che questo aspetto sia da approfondire.

Giuseppe ha detto...

"Per cui, a saper tutto in anticipo, sarebbe troppo "violento" e "stancante"

Avrei voluto chiedere a questo parroco neocatecumenale, cosa intendesse per "violento". Se fosse e se è tutt'ora, consapevole della liceità di questa violenza perpetrata a piccole dosi, che non evita comunque grosse sofferenze e tragedie.

Allora ricordo, intui da subito, che la posta in gioco era alta, ma non volevo spegnere l'entusiamo dei miei fratelli. Però mi sentivo molto a disagio e anche in colpa, visto che ero stato io a suggerire la venuta del cammino in parrocchia.

Avevo la senzazione, che quella che in privato chiamarono "pedagogia", non fosse tanto in linea con quanto mi aveva insegnato la Chiesa sul rispetto della persona.

Mi risuonavano in mente le parole di Gesù, che fin da principio, parlò chiaramente, tanto che molti si scandalizzarono e lo abbandonbarono: «Forse anche voi volete andarvene?» Infatti molti a sentirlo parlare lo abbandonarono dicendo: «Questa parola è dura!»

Scopro poi, che il cammino riserva «Questa parola...dura!», ma sempre con una certa ambiguità, a dei momenti ben precisi, tutti ben studiati e con una certa atmosfera, tipo nel primo passaggio, rito vendita dei beni, ecc.

Ma oramai ci siamo dentro. E' tutto un andare avanti così, inebetiti o frastornati, sempre in attesa dell'ultima mossa.

Chiedo a voi, la cui coscienza è stata intorpidita: «Se è vero come dice il Signore:"...che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre», perché ricorrete a questi metodi tipici del mondo?






l'apostata ha detto...

Vi inoltro due commenti pervenutimi.


C'è del marcio (anche) in Danimarca.

(post del signor Guglielmo Shakespeare, nuovo collaboratore di questo Blog da oggi).


Ammazza ammazza, è tutta 'na razza

(post del signor Meo Patacca, altro nuovo collaboratore di questo Blog da oggi).

Giuseppe ha detto...

OT Onde prevenire il Gennarino di turno. Correggo "sen(z)azione". Andava scritto "sensazione", con la (s).
Tanti auguri di Buon Anno e Santo Natale!

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Mi sono accorto che nel mio post precedente, alla penultima riga, ho inserito un "NON" di troppo

Valentina Giusti ha detto...

L'osservazione di Sandavi (Essendo Danese e vivendo in una regione principalmente luterana/evangelica si è accorta subito dei problemi della dottrina neocatecumenale, delle numerose fallacie e del sapore prettamente protestante della loro predicazione) è molto interessante.
Rispecchia ciò che è successo, per esempio, nella parrocchia dell'Assunzione di Emerson (New Jersey). Lì i fedeli, che conoscono sicuramente più di noi italiani o degli spagnoli la dottrina delle Chiese evangeliche, hanno subito individuato l'eteroodossia del Cammino nella necessità dichiarata di una 'nuova nascita' che non coincide con il Sacramento del Battesimo.
Per questo, asseriscono con sicurezza che si tratta di 'un'altra religione' (più propriamente, si tratta di un'altra confessione).
Devo dire però che, rispetto al Cammino, gli evangelici rispettano la libertà individuale riguardo ai momenti e ai modi in cui il fedele debba 'nascere di nuovo', e questo è l'aspetto che rende il Cammino più che una diversa confessione, un vero e proprio culto con aspetti settari.

Giuseppe ha detto...

«stasera celebriamo l'Eucarestia per la prima volta», non è un caso isolato, non è il catechista impazzito. E'il Kikianesimo, che la Chiesa autolesionisticamente tollera o promuove.

In una convivenza regionale, il responsabile si spinse a dire perfino, che: "La Messa prima del concilio non era neanche una Messa",peggio degli evangelici, peggio dei Testimoni di Geova!!!

Una volta al mio catechista che, mi diceva sempre i sacerdoti erano i primi a doversi convertire, chiesi come mai, visto nella Chiesa non c'era niente di buono, non frequentasse gli evangelici di cui parlava benissimo. Mi rispose: "perché nella Chiesa c'è lo Spirito Santo" (sic!)

Purtroppo allora, non fui in grado di fargli notare come il suo discorso, fosse totalmente incoerente e contraddittorio. Cioè, sebbene avesse lo Spirito Santo, la Chiesa era "peggio" dei protestanti... E lo Spirito santo, che ci stava a fare nella Chiesa? Poi, se tutto era così disastroso, da che cosa il cammino, pensava ci fosse lo Spirito Santo?

Anche se Dio scrive nelle righe storte, penso i disastri, sta procurando il cammino siano immensi. Speriamo non siano irreversibili.

Anonimo ha detto...

Il cammino neocatecumenale non è un cammino di fede che porta alla comunione nella chiesa . Anzi ! Quei lontani che chiama a partecipare alle catechesi in definitiva saranno sempre più lontani . Il desiderio di Gesù nell ultima cena era la comunione tra i suoi mentre al cammino questo non importa . Cari neocatecumenali se non cercate la comunione nella chiesa e se non siete disposti a essere sale per amore ad essa il vostro carisma non conta a nulla . Anche se se moltiplicate i vostri seminari . Chiedetevi se state facendo la volontà di Dio o quella del cammino È vero Dio ci ama così come siamo ma chiama anche voi è noi tutti a una profonda comunione con lui e per fare questo bisogna essere piccoli e semplici non cercare la gloria che tanto amate . Angela

by Tripudio ha detto...

Il rituale pagano dei neocatecumenali, cioè la liturgia del sabato sera, evidenzia il loro profondo odio verso tutto ciò che è sacro: quel tavolinetto smontabile si trasforma da "altare" a "tavola per la cena" in un attimo, e perfino gli addobbi (che erano destinati in teoria a onorare il Signore) vengono sfruttati dai giovani kikos per qualcosa di totalmente frivolo e antiliturgico (e la loro dimestichezza dimostra che tale comportamento è non solo autorizzato ma addirittura apprezzato): un attimo prima mettevano in scena la recita dei pii cristiani che lodano il Signore e un attimo dopo la liturgia già sono profondamente pagani (si veda anche la cronaca della celebrazione di un matrimonio neocatecumenale), come prima, più di prima.

E questo succede in tutto il mondo, in Giappone, in Danimarca, in qualche repubblica centrafricana: se in tutto ciò che riguarda la liturgia sono fatti così, vi aspettate forse che nella vita ordinaria siano diversi? Sono pagani, e si illudono di non esserlo perché recitano la pagliacciata prestabilita il sabato sera, dopodiché possono tornare ad essere più pagani di prima...

Se il Cammino fosse cattolico, cercherebbe di prendere sul serio le critiche, almeno quelle costruttive (cioè come minimo il 90%). E invece, persino quando vogliono fare autoironia, subito si ritrovano a non aver più nulla da dire: i ragazzi di Neocatecumenal Fails praticamente non pubblicano più vignette perché ormai sono rimasti solo gli argomenti tabù, quelli che non sono autorizzati a nominare, tanto meno a scherzarci su.

Inutile seguire quella loro pagina: non vedrete mai una vignetta rappresentante un fratello costretto a vendere la macchina (che ancora non ha finito di pagare) perché i cosiddetti "catechisti" gli hanno imposto di liberarsi degli "idoli", mentre gli stessi cosiddetti "catechisti" ricevono in omaggio il macchinone dalla comunità perché sfoggiano l'etichetta di famiglia numerosa. Guai a farlo notare! Solo in un blog come questo poteva essere testimoniato il miracolo della macchina...

Lino ha detto...

Nell'articolo c'è scritto: "[...], sebbene fossero quattordici incontri di un'ora, nei quali non era nemmeno possibile fare delle domande"

Chiunque abbia frequentato le sole catechesi iniziali può testimoniare che questa spettacolare metodologia didattica fatta di sole lezioni frontali, che non ammettono interruzioni e interazioni, è praticata ovunque.
Qual è la causa? Una sola può essere: ai catechisti sono date disposizioni in tal senso. E perché è data una simile disposizione, che altrove sarebbe umiliante sia per un docente di qualsivoglia materia sia per i suoi corsisti? Semplice: i vertici del Cammino sono consapevoli che i suoi catechisti non possiedono competenze per trattare interattivamente con un gruppo, costituito prevalentemente da adulti, la materia (che non è da poco!) affrontata con la sola conoscenza dei mamotreti.

E' un classico della formazione degli adulti, questo, che capita non di rado: fino a pochi mesi fa mi è stata fatta la richiesta di sostituire un docente, il quale pretendeva di gestire due corsi sul PSR regionale mediante la sola lettura di slide proiettate, impedendo ogni domanda. I due gruppi di imprenditori agricoli hanno preteso con il tutor la sua sostituzione appena alla fine della prima lezione. Purtroppo questo non accade nelle catechesi iniziali e c'è da domandarsi per quali amare ragioni.

Valentina Giusti ha detto...

Afferma la testimone danese:
Faccio notare che in quella "catechesi" il termine "peccato" fu tirato fuori 100 volte in appena 40 minuti! Senza nominare la misericordia e la grazia.
Confermo, se si leggono on line i mamotreti e si fa una ricerca della parola peccato/i, peccatore/i, se ne trovano ricorrenze a centinaia, mentre se si cerca la parola "confessione", in decine di pagine non se ne ritrova una ricorrenza. Provare per credere!
Questi sono fatti, non parole.

Jack ha detto...

Angela credo che la missione della Chiesa non sia quella di cercare la comunione tra i gruppi ma e' quella di arrivare ai lontani. La comunione avviene in Cristo e non partecipando alla messa insieme. Tripudio la cura che hanno i fratelli nel preparare la mensa e' maniacale e molto seria. Tovaglie pulite, fiori nuovi, pulizia aula liturgica, cura dei segni etc., non mi sembra che in Chiesa si usi la stessa accortezza. Jack

l'apostata ha detto...

@ Jack che vuole incontrarmi ma si nasconde

Ma come, adulto nella fede, hai scritto che vuoi incontrarmi, ti ho detto di si chiedendoti l'indirizzo della tua parrocchia, e non me lo mandi?

Che aspetti?

"...la cura che hanno i fratelli nel preparare la mensa e' maniacale e molto seria. Tovaglie pulite, fiori nuovi, pulizia aula liturgica, cura dei segni etc., non mi sembra che in Chiesa si usi la stessa accortezza."

Concordo con tutto quello che hai scritto, bravo!

E' davvero maniacale la cura che avete nel preparare la Liturkikia, l'esatto contrario fate verso la Liturgia cattolica, anche se è obbligatoria.
Dovreste usare un altare consacrato anziché il tavolo da picnic.
Dovreste usare due ceri anziché il candelabro a nove braccia.
Dovreste comunicarvi subito dopo il sacerdote e singolarmente anziché con il didietro sulla sedia manducando tutti insieme appassionatamente.
Dovreste lasciare la purificazione al sacerdote anziché all'ostiario.
Dovreste fare il ringraziamento alla fine anziché la tarantella.

Nessuno di questi abusi è mai stato approvato. Perciò hai correttamente definito "maniacale" il rispetto della Liturkikia. è proprio da maniaci.

Giusto anche definire "molto seria" la preparazione: si vede che è seria dai musi lunghi dei camminanti: guai sorridere!

Quanto alla "stessa accortezza" che non ti sembra si usi in chiesa, palesemente non sei mai entrato in una parrocchia di cristiani della domenica. Prova a seguire una Messa non neocat (è valida anche quella).

Sarai sorpreso nel constatare che seguono il Messale Romano senza aggiunte né omissioni, e vedrai che la tovaglia d'altare non ha macchie di pomodoro, di unto o altro, che i fiori e le piante non sono secchi o ammuffiti e che la chiesa, se non lucida, è comunque abbastanza pulita.

Provaci, scoprirai un mondo.

Aspetto il recapito della tua comunità, prometto di venire subito da voi!

by Tripudio ha detto...

Il fratello Jack contraddice un'imprecisione usando un'imprecisione maggiore: indizio sufficiente per capire che si tratta di un neocatecumenale.

Mettiamo anzitutto i puntini sulle "i".

L'unità è il risultato della verità, non il risultato di uno sforzo umano (e questo dovrebbe capirlo chiunque sappia del peccato originale).

La missione della Chiesa è solo quella di proseguire l'opera di Nostro Signore guidando, insegnando e santificando. Che tutto questo produca come risultato collaterale la mancanza di unità, ce lo ha detto il Signore stesso: [Mt 10,34] «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada». Dovunque c'è la Via, la Verità e la Vita, emergono divisioni... dovute a coloro che non hanno abbastanza fede.

Il fratello Jack poi si difende da accuse che nessuno aveva fatto e dice che «la cura che hanno i fratelli nel preparare la mensa e' maniacale e molto seria».

Qui nessuno aveva parlato del "preparare la mensa": avevamo parlato di quel che succede dopo, e il fratello Jack risponde invece su quel che succede prima.

Senonché la sua risposta è perfino aggravante:

- "preparare la mensa": infatti i neocatecumenali odiano l'altare, e preferiscono il tavolinetto smontabile (che chiamano "mensa" per eliminare l'aspetto di sacrificio ed evidenziare solo quello mangiatorio: infatti un attimo dopo - come confermato dalla testimonianza di Henriette - verrà adoperato per farsi una ricca e profana mangiata);

- "preparazione maniacale e molto seria": il che stride fortemente con lo svacco immediatamente successivo alla liturgia (come testimoniato da Henriette: l'assalto al tavolinetto a chi arraffa più fiori e prodotti ortofrutticoli liturgici); nella Chiesa Cattolica l'altare, i calici, ecc., avendo ospitato il Corpo e Sangue di Nostro Signore, sono per ciò stesso trattati con estrema devozione e rispetto;

- "fiori nuovi": se quei fiori fossero per onorare il Signore non diventerebbero la preda dei giovani kikos scatenati (basta considerare cosa avviene dei fiori "nuovi" e "vecchi" in un qualunque ambiente religioso, ad esempio un convento). Invece nelle comunità del Cammino servono per celebrare sé stessi, tant'è che una volta effettuata la carnevalata, c'è l'arrembaggio degli infoiati;

- "cura dei segni": quali? Quelli neocatecumenali, ovvio! Mica quelli della liturgia. La liturgia è prescrittiva e stabilisce quali segni si devono fare e quali si possono fare: tutto ciò che non è specificato è vietato (ed è bene che sia così, altrimenti chiunque potrebbe adoperare sconcezze e idiozie e spacciarli per "segni" e "formule" molto sentiti e molto spirituali...); i kikos curano i segni stabiliti da Kiko e Carmen, non quelli della Chiesa cattolica.

Infine, il fratello Jack si permette di giudicare la Chiesa dichiarando che essa è sempre stata meno accorta del Cammino.

Per questo voglio ringraziarlo: ha testimoniato che il Cammino è ipocrisia - da un lato ti scaraventa addosso l'accusa «tu giudichi!» e dall'altro, contemporaneamente, giudica, giudica, giudica continuamente. Questa è la spiritualità del Cammino: illazioni, mormorazioni, giudizi temerari, inganni, menzogne.

Il padre della menzogna è molto fiero del Cammino.

Lino ha detto...

Jack (alias Saverio) ha detto: "Tovaglie pulite, fiori nuovi, pulizia aula liturgica, cura dei segni etc., non mi sembra che in Chiesa si usi la stessa accortezza"

No, in effetti nelle chiese dove andiamo noi si usano normalmente tovaglie sporche, fiori vecchi riciclati dai cimiteri, "aule liturgiche" che non spazzano e lavano da decenni. Negli stessi "segni" c'è poca accortezza, nell'Ostia non si vedono la schiavitù e l’uscita dall'Egitto e l'ingresso del popolo ebraico nella Terra promessa.

Saverio, prima di inviare un commento hai mai provato a rinchiudere Jack in una saletta?
Jack, prima di inviare un commento, hai mai provato a rinchiudere Saverio in una saletta?
Garantisco: se non provate a liberarvi uno dell'altro, prima o poi diverrete preda del delirium tremens e sognerete parrocchie non neocatecumenalizzate piene di insetti e ragni.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Jack:

vorrei che metteste una cura maniacale anche nel fare attenzione ai frammenti del Pane Consacrato che, a quanto pare, spesso dopo le vostre liturgie cade a terra e viene calpestato con noncuranza

Frans Josef Meyer ha detto...


Thanks for your mentions and reference.

Please see also our tema: "Tema: Den Neokatekumenale Vandring"
http://www.katidialog.dk/tema/den-neokatekumenale-vandring/

And our letter to our bishop (which is closely related to Neocat)

Danish: http://www.katidialog.dk/bekymring-for-kirkens-fremtid-i-danmark/
English: http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=44398

best regards
Frans Josef Meyer
webeditor "Katolikker i Dialog"

Anonimo ha detto...

ma perche' la domenica c'e' la messa?
dom

Lino ha detto...

Giuseppe ha detto... OT Onde prevenire il Gennarino di turno. Correggo "sen(z)azione"

Mi hai fatto sorridere. La questione è che esistono lapsus e lapsus, errori di distrazione e lapsus freudiani.
Questo di Jack, per esempio, io lo annovero tra i lapsus freudiani: "non mi sembra che in Chiesa si usi la stessa accortezza. Jack".
Jack non ha fatto un errore, è soltanto scivolato su una buccia nella saletta dell'inconscio neocatecumenale: ha scritto che in Chiesa (con la Ci maiuscola) non c'è accortezza nelle pulizie. Jack, quindi, non ritiene che il Cammino sia nella Chiesa :-)

Buon Natale a tutti con un sorriso, anche ai pasqualoni e senza distinzione. Il mio non è un augurio da Lucariello a zio Pasqualino in "Natale in casa Cupiello" ("tanti auguri di una lunga vita, ma con qualche malattia!"). Simili auguri li fa Kiko Arguello :-)

Anonimo ha detto...

Considerazione quasi certamente OT: più leggo questo blog e più mi rendo conto che il mio matrimonio celebrato in ambiente neocatecumenal in realtà è stata una celebrazione protestante senza alcun elemento cattolico.
Testimonianze come questa aiutano noi "ex katekumeni" a discernere gli eventi che ci sono accaduti durante questa nefasta frequentazione
Zoe

l'apostata ha detto...

Buon Natale a tutti voi!!! :-)

by Tripudio ha detto...

Thank you, Frans.

Valentina Giusti ha detto...

Auguri cari di un Santo Natale a tutti gli amici e commentatori dell'Osservatorio!

zagor58 ha detto...

Ciao Valentina !
Un Santo Natale anche a te.

aleCT ha detto...

Anche se non scrivo da un pò vi seguo sempre. Un santo Natale a tutti.

sandavi ha detto...

Cari auguri a tutti gli amici dell'Osservtorio. :)

by Tripudio ha detto...

Santo Natale a tutti!

Vincenzo ha detto...

Tanti auguri di un Santo Natale a tutti gli amici del blog dell'Osservatorio!

Pax ha detto...

Sono con voi da pochi mesi e questo è il primo Natale.
Tanti auguri a tutti anche da me.
Pax

La Voce dello Ionio ha detto...

Dai piedi dell'Etna, con i piu' sinceri auguri di un sereno e Santo Natale a tutti quanti .

Roberta ha detto...

Nn so se è il posto giusto... qlche anno fa, ero piuttosto combattiva avrei voluto, nel mio grande sconvolgimento, unirmi con qlcno x fare qlcsa, raccogliere firme, nn so, x fermarli... poi mi son trovata sola ,( molti hanno preferito dimenticare facendo 1 altra strada con la propria fam ) e ho perso la grinta .. ma nn la rabbia purtroppo, i catechisti hanno indotto mio marito a mandarmi via di casa e avere la separazione ... ero già uscita dalla comunità pochi anni prima (dopo 12 anni di cammino) e sembrava nn avesse creato problema nel matrimonio MA quando i catechisti hanno deciso di "trasferirsi" in altra città, cioè sciogliere le numerose e storiche comunità nella nostra Parrocchia (forse nn gradendo il nuovo parroco) e mio marito ha deciso di seguirli io gli ho espresso tutta la mia contrarietà, forse anche in maniera troppo drastica. Nel giro di due mesi mi ha fatto 1 pressione psicologica costante ogni giorno dicendo"vai via". Certo nn ho le prove nero su bianco che gli abbiano detto "manda via tua moglie", mica l'avranno detto davanti a testimoni, Ma sono CERTA che è così perchè certi comportamenti, gesti, parole non erano farina del suo sacco e chi ci è stato dentro capisce in modo inequivocabile che la provenienza è da loro. (come un grande cartello che mi aveva appeso sulla porta con la citazione:"E' lecito ripudiare la moglie? Mosè ha detto di darle i documenti e mandarla via" La citazione finiva qui, senza la risposta data da Gesù .... Più tante altre cose. Scusate se questo nn era il posto x scrivere qste testimonianze, magari se potete indicarmi dove posso farlo. A volte sono tanto arrabbiata ... mi dà persino fastidio vedere 1 foto di Kiko o qlcsa fatto da lui .. come l'intervista x il libro che ha scritto .. potrebbe dire anche che 2 più 2 fa 4, ogni cosa mi sembra solo falsità da imbroglione! Grazie x la pazienza. Roberta