giovedì 26 giugno 2014

Cronaca della celebrazione di un "matrimonio neocatecumenale"

Come promesso, due righe sulla "cerimonia" nuziale alla quale ho partecipato.

Giornata calda, sono le 17.30 e ci saranno 28°, il popolo è composta da: almeno 120 “fratelli e sorelle” di comunità – con le sorelle sotto 25 anni rigorosamente mezze nude – degli sposi, una ventina di parenti (hanno invitato “solo i più intimi”), qualche parrocchiano (tra i quali io) e gli immancabili catechisti.

Idea-regalo:
dipinto di Kiko
Gli sposi hanno circa 25 e 27 anni di età e fanno parte di due comunità diverse. Lui è entrato in cammino da poco (circa due anni) mentre lei è molto più navigata, visto che i genitori ed i fratelli sono in cammino da decenni.

Lo sposo è sulla porta della chiesa – nervoso come da copione – con la madre di fianco. Il responsabile della sua comunità è fermo sull’ambone e ripassa qualcosa da un foglio. Arriva la sposa, lo sposo si incammina con la madre e raggiunge l’altare, fermandosi qualche metro prima. Il responsabile inizia allora un pippone nel quale racconta tutti i miracoli che Dio ha fatto nella sua vita (ma non eravamo qui per il matrimonio dei ragazzi?) e, solo dopo 7 minuti abbondanti, accenna al fatto che di lì a poco si sarebbe costituita una nuova famiglia “in Cristo e nel Cammino” (testuale).

Inizia ad entrare la sposa (partono le chitarre ed i bonghi) che raggiunge lo sposo. Quando sono vicini appare all’improvviso il responsabile della comunità di lei che la “presenta” allo sposo, da poco distante li osserva il responsabile della comunità di lui. Il padre della ragazza sembra uno che si trova lì per caso!

Lacrima di rito dello sposo, i responsabili di entrambi incrociano gli sguardi con aria di sfida e si allontanano.

I ragazzi si avviano sull’altare che, per l’occasione, è così “addobbato”:
  • la sede del celebrante è stata rimossa e portata davanti al tabernacolo (davanti in senso letterale, ovvero il sacerdote - presbitero del CNC - ha dato per tutta la messa le spalle al Santissimo);
  • al posto della sede è stato messo una specie di piccolo palco sul quale sono state poste due sedie per gli sposi, che si trovano così davanti all’assemblea in posizione rialzata rispetto al sacerdote;
  • icona di Kiko messa di lato su un cavalletto, con enorme addobbo floreale davanti, altro enorme addobbo all’ambone, altare stile insalatiera e… tabernacolo (posto sul vecchio altare, stile preconciliare) totalmente spoglio (tanto davanti c’è il sacerdote che lo copre!);
  • tappeti ovunque e, su un lato, chitarre e tamburelli. Davanti l’ambone, i testimoni della coppia che però sono in otto (8) di cui solo 4 firmeranno alla fine;
  • almeno una quarantina di bambini che correranno ovunque, urlando, per tutta la messa completano la ricca scenografia.

Entra il celebrante, mi dicono sia una figura di spicco del CNC, che i ragazzi hanno fatto venire appositamente da un paio di centinaia di chilometri di distanza; il nostro parroco non partecipa alla celebrazione e rimane a guardare, seduto, su un banco laterale. Il presbitero in questione è un neocatecumenale D.O.C.: relativamente giovane, rigorosamente proveniente da seminario Kikiano, durante tutta la messa si guarderà intorno scambiando battute con gli sposi. Sono distanti qualche metro e dovrà alzare un po’ la voce ma non è un problema… in mezzo a chitarre che suonano, ammonizioni urlate e ragazzini che corrono!

Iniziamo con le letture ed i salmi, prima i vari responsabili (mogli, marito) fanno le ammonizioni, non meno di 4-5 minuti l’una e rigorosamente avulse dal contesto, poi si legge la Parola.
Nota di colore: gli “ammonitori” ci deliziano con l’elenco di tutti i miracoli che il Signore ha fatto nella loro vita ignorando completamente gli sposi ed il motivo per cui siamo tutti convenuti in quel luogo.
I lettori invece raggiungono l’altare e, pur passandoci davanti, ignorano completamente presbitero e Tabernacolo: l’inchino lo faranno rivolti verso l’ambone, dove il responsabile li aspetta per cedergli il microfono.

Arriva il momento della monizione al Vangelo: i lettori lasciano l’ambone, almeno un minuto di silenzio totale (per modo di dire, ci sono sempre i bambini urlanti) e poi… dal fondo della Chiesa partono i cosiddetti "catechisti" della comunità dello sposo, camminano lentamente – quasi una sfilata – fino all’ambone, salgono tenendosi per mano, lei si sposta e lui, il "catechista", attacca un’omelia di quasi 10 minuti raccontando tutti i fatti della vita del ragazzo che testimoniano, inequivocabilmente, come il Signore avesse scelto lei come sposa per lui (e viceversa).

Schitarrate, tamburi, nacchere, Vangelo, omelia del presbitero (che fino a quel momento, vi ricordo, era stato a parlare con gli sposi e/o a guardarsi intorno). Devo dire che mi diverto: lui è un tipo alla Brignano – il comico – davvero molto simpatico, accento marcato, battuta pronta. Il suo intervento è incentrato, di fatto, su come deve essere la sessualità di una famiglia del Cammino: “la moglie deve obbedire e concedersi sempre al marito” e “il marito deve capire quando la moglie non può concedersi ed essere paziente” sono i temi portanti dell’omelia ripetuti almeno tre volte. Tutto il resto sono battute sulla vita di coppia neocatecumenale, con i fedeli che ridono e annuiscono tra loro.

Il rito del matrimonio è bizzarro: il sacerdote sale sul palco al posto degli sposi, questi scendono e si inginocchiano davanti a lui, che gli mette le mani sulla testa e canta tutto il rito. Penso, perdonate il francesismo… "che palle"! Però mi guardo intorno e vedo che quasi tutti la pensano come me: c’è chi gioca con il cellulare, chi passa la sisa al pupo (in chiesa?!), chi si trucca, le ragazze che parlano con i ragazzi ed i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali che sono a parlare fuori dalla chiesa già da metà dell’omelia (!!).

Arriviamo alla liturgia Eucaristica: le sise tornano sotto i vestiti, i ragazzi si siedono e i "catechisti" NC rientrano con passo lento e aria grave. Le chitarre iniziano a suonare alla presentazione delle offerte e terminano, senza alcuna interruzione, al Padre Nostro. Il sacerdote “consacra velocemente” come dicono – con soddisfazione – i miei vicini di banco e segue con il piede destro, di tanto in tanto, il ritmo delle chitarre e del bongo.

Arriva il momento della distribuzione eucaristica e io mi innervosisco non poco. Devo dire non tanto per quelli che prendono il Corpo di Cristo in mano e vanno a manducarlo al posto (conosco bene le bestie, per cui non mi sorprendo più di tanto) ma perchè le ragazze, che sono tutte praticamente mezze nude da quando sono entrate (minigonne inguinali, seni praticamente di fuori, spalle scoperte e tacco 15 cm), si recano vestite così come sono a comunicarsi, senza neanche coprirsi le spalle… perdonatemi il termine: sembrava la sfilata della mercanzia in un bordello!

Si prosegue con i riti di conclusione ed il “presbitero-comico” annuncia che i ragazzi renderanno omaggio alla Madonna, al che loro si alzano e – ignorando completamente la meravigliosa raffigurazione della Vergine Maria presente da decenni nella Chiesa, vanno a rendere un lunghissimo omaggio all’icona Kikiana posta sul cavalletto.

Viene impartita la benedizione, mentre tutti sono già in piedi a raccogliere bambini, borse e soprabiti, e poi si procede al solito girotondo con il presbitero che assiste con aria soddisfatta. Foto di rito, si esce, si va a mangiare.

Arrivo al ristorante ed inizio a guardarmi intorno: niente da dire, i ragazzi hanno buon gusto ed il posto è elegante. Arrivano tutti gli invitati, come ho detto l’80% sono fratelli e sorelle di comunità, di parenti hanno invitato il minimo indispensabile. Amici “non del cammino”… pochissimi, oltre il sottoscritto e qualche altro collaboratore della parrocchia.

In sala gli sposi sono seduti in fondo, alla destra un tavolo con i parenti di lui a sinistra un altro con quelli di lei. Di fronte agli sposi un tavolo, delle stesse dimensioni ma con meno sedute degli altri e più riccamente imbandito con tovagliame di colore diverso: lì siedono i "catechisti" della comunità di lui e quelli di lei, sono 4 coppie in tutto. Per il resto tutti tavoli da 12/16 persone, i bambini tutti separati ad altri tavoli. Il presbitero è assente.

La serata scorre tranquilla, nessun eccesso nonostante i tanti giovani, mangiamo e beviamo molto e bene. A mezzanotte circa, i "catechisti" si alzano e portano il loro regalo agli sposi, i ragazzi scartano e – richiamata l’attenzione di tutta la sala – mostrano al popolo il regalo: una megaicona di Kiko ed una bibbia con copertina in argento. La sala esulta ed esplode un fragoroso applauso.

A quel punto i "catechisti" neocatecumenali salutano sposi e genitori poi, camminando con lo sguardo dritto, si dirigono all’uscita e vanno via senza degnare di un saluto nessun altro dei presenti.

Passano pochi minuti e la serata cambia volto: la musica soft viene sostituita dalla disco anni 70/80, le ragazze si levano le scarpe "tacco 15" e tutti iniziano a ballare. Di lì a un’ora sembra di essere ad un altro matrimonio: tutti i ragazzi ballano e più di qualcuno/a beve anche qualche bicchiere di troppo, qualche ragazza si alleggerisce un po’ troppo degli abiti ed i responsabili (i genitori in qualche caso) hanno il loro bel da fare per calmare gli spiriti. Con scarsissimi risultati, devo dire.

Sento delle grida e vedo lo sposo uscire dal bagno, portato in braccio dai “fratelli”, praticamente in mutande e cravatta. La sposa invece rimane vestita e insieme fanno – a grande richiesta - il gioco “della mela”. Le battute dei presenti diventano allora quelle dei ragazzi della loro età: metà sul sesso, l’altra metà… pure sul sesso.

Alcuni ragazzi/e si allontanano a gruppetti e raggiungono il giardino del ristorante, all’esterno della sala, dove scompaiono nel buio. Li rivedremo rientrare solo a fine serata – verso le tre del mattino – con gli abiti ed i capelli parecchio stropicciati.

A quel punto – passando tra qualcuno che dorme sui divanetti - io saluto, mentre vedo i genitori degli sposi mettere insieme le buste con i soldi. Mentre torno a casa penso che loro – anche se sono del cammino – mi sembrano ragazzi proprio come tutti gli altri: stessi pregi, stessi difetti… stesse passioni, stessi vizi dei pagani di oggi.

(da: La verità vi farà liberi)

34 commenti:

by Tripudio ha detto...

I due aspetti che meglio descrivono la spiritualità del Cammino Neocatecumenale sono il tavolo speciale e separato per i cosiddetti "catechisti", e l'applauso per gli sgorbi kikiani che hanno portato in dono.

Pietro Soave ha detto...

Interessante: de il sacerdote...oops presbitero canta il rito prima della liturgia eucaristica allora la benedizione della sposa e' stata fatta prima del consueto che sarebbe dopo il Padre Nostro. Mi stupisce che in tale neocatecumenalata non si sia usato il tallit ebraico sulla testa degli sposi durante tale benedizione. Ah gia' lo tengono sollevato I genitori, e se I genitori di uno dei due non sono in Cammino allora sarebbe un problema.
L'icona e il copribibbia di finto argento (che pensate che era vero? ). Anche se non lo scrivevate penso che tutti l'avrebbero indovinato. Spero solo che non fosse l'icona "spavento notturno nel vano delle scale" che avete piazzato nel thread come idea regalo.

Ruben ha detto...

Una domanda a "La verità vi farà liberi",redattore del tread:

Hai notato se il matrimonio è avvenuto "a porte chiuse"?
Nel senso che, a parte gli invitati,nella Chiesa,durante la cerimonia,non potessero entrare persone terze?

Anonimo ha detto...

Bell'amico.

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

L'attitudine da sfilata di mercanzie al bordello è tipica dei matrimoni pagani.

Mi è però capitato di vedere con i miei stessi occhi che in matrimoni di altri ambienti ecclesiali non c'è stata esibizione di "mercanzia": c'era sì eleganza, ma non c'era spazio per la volgarità.

Tutto dipendeva dal fatto che i singoli invitati sanno già su quale spiritualità si fonda il matrimonio prima di andarci. Perfino quando gli invitati sono lontani dalla Chiesa. Per esempio, ai matrimoni di gente legata al Regnum Christi o dell'Opus Dei non ci sono sfilate "da bordello" ma c'è sobrietà. Nessuno vuol fare la figura del cafone di fronte a cattolici seri e con la cravatta giusta. Stesso discorso per gli ambienti sprezzantemente definiti "tradizionalisti".

Sono i kikos stessi che amano vivere da pagani: tanto sono già "salvati" grazie al Cammino; non per niente hanno allestito il tavolo speciale per i cosiddetti "catechisti", ai quali il lusso non deve mai mancare.

Il sesso è il loro chiodo fisso: l'omelia era perfettamente coerente con l'esibizione della "mercanzia" e con le esternazioni tipiche di Kiko e Carmen.

Uomo Libero ha detto...

Al matrimonio catecumenale a cui partecipai, per fortuna non c'erano tutte questi arredi, forse la chiesa non è sede di comunità, ma posso testimoniare che c'erano le chitarre, i bongos e le nacchere, i canti assurdi, che cantavano solo i catecumeni, gli altri tacevano guardandosi in faccia con aria interdetta. Ricordo alla fine, i genitori degli sposi, posarono sulle loro spalle la cuppah ebraica, che non c'entra assolutamente nulla in una chiesa. Alla fine della cerimonia, la moglie di un catechista prese il microfono e rivolgendosi agli sposi - in procinto di emigrare per motivi lavorativi - disse:"Ovunque andrete, noi saremo sempre con voi, la comunità non vi abbandonerà!". Era una minaccia? A quel punto, vidi la sposa commuoversi. Alla fine, mentre la maggioranza usciva dalla chiesa, gli sposi e i loro fratelli e sorelle, ballarono intorno all'altare, anche la mia ex, pazza di gioia e di fanatismo.

Anonimo ha detto...

Carissimo, commentatore di scene da un matrimonio, per te e' piu' importante fare bella figura con un aticolone su questo blog, che il rispetto di chi ti ha invitato. La liturgia non la stai scoprendo ora, ne avete parlato anche in altri articoli, ma riportare anche cosa e' successo al ristorante e' proprio da "bell' amico" , almeno un po' vergognasti.
un invitato al matrimonio.

Anonimo ha detto...

Visto che censurate, voglio solo ricordare che mentre la liturgia e' aperta, il ristorante NO. Cosa abbiamo fatto nel ristorante non riguarda voi, abbiamo festeggiato come in qualsiasi festa. Vorrei ricordare all' autore dell'articolo che e' un piacere invitare gente come lui.
Un parente dello stesso matrimonio.

by Tripudio ha detto...

Caro anonimo delle 10:47 (sei il solito Jeff?),

se questo "articolone" non ti piace, allora ti invito a leggere un altro articolo: domandine per i soliti neocatecumenali.

Vediamo se sai rispondere con fatti concreti anziché con accuse, slogan, menzogne e inganni.

by Tripudio ha detto...

Caro anonimo delle 11:22,

chi eri tu al matrimonio?

Eri uno di quelli che si è infrattato rientrando in sala alle tre del mattino coi capelli arruffati e i vestiti stropicciati?

Oppure eri una di quelle abbigliate alla maniera del "cerco clienti"?

Eri forse della famiglia dei cosiddetti "catechisti" con il tavolo super lussuoso riservatissimo e isolato dalla plebe?

Oppure eri la tipa che s'è data da fare con la sisa al pupo durante la liturgia?

Quanto alcool hai tracannato in presenza dei cosiddetti "catechisti"? E in loro assenza?

Come mai hai applaudito di tutto cuore all'inutilissimo regalo di nozze dei cosiddetti "catechisti"?

Su, coraggio, rispondi. Spiegaci come mai per voi neocatecumenali devono esistere i ristoranti "a porte chiuse". A me qualche anno fa è capitato di dover mangiare ad un ristorante in cui in una delle sale (che ho attraversato per andare alla toilette) c'era un pranzo di matrimonio. Nell'attraversare quella sala ho commesso un reato contro la privacy?

Anonimo ha detto...

Io firmo sempre.

Saluti
Jeff M.

Anonimo ha detto...

State parlando del ristorante che non ha niente a che vedere con quello che discutete nel blog.
Attraversare il ristorante non e' la stessa cosa di esssere invitati da AMICI degli sposi.

Anonimo ha detto...

Il tuo intervento si commenta da solo.
Un parente degli sposi.

Marco Franzelli ha detto...

ed ecco il metodo neocatecumenale del "fatti i cazzi tuoi" - "bell'amico" - "non sono fatti tuoi". Ricorda un certo metodo tipico dei paesini come Corleone.

Poi si lamentano se li critichi. La mia esperienza è assolutamente analoga ma non ero stato invitato al ristorante. Ho assistito solo al penoso rito in cui si è pronunciata la frase con i vostri figli conquisterete la soglia dei vostri nemici . Roba da vecchio testamento che non si sa bene che senso abbia oggi se non fare incazzare ancora di più i presunti "nemici" (cioè tutti tranne quelli della comunità)

Marco Franzelli ha detto...

ed ecco il metodo neocatecumenale del "fatti i cazzi tuoi" - "bell'amico" - "non sono fatti tuoi". Ricorda un certo metodo tipico dei paesini come Corleone.

Poi si lamentano se li critichi. La mia esperienza è assolutamente analoga ma non ero stato invitato al ristorante. Ho assistito solo al penoso rito in cui si è pronunciata la frase con i vostri figli conquisterete la soglia dei vostri nemici . Roba da vecchio testamento che non si sa bene che senso abbia oggi se non fare incazzare ancora di più i presunti "nemici" (cioè tutti tranne quelli della comunità)

aleCT ha detto...

Per tutti quelli che si "scandalizzano"...

1) Il ricevimento è una cosa "privata"...

E' questo il vostro scrupolo o piuttosto è la paura che i catechisti scoprano che, appena se ne sono andati, il comportamento non è stati propriamente "composto"?

A scanso di equivoci...quando succede una cosa del genere (ovunque e con chiunque) mi intristisco parecchio.

Poi vabbè...io non ho capito se questi ragazzi si son sposati radi loro o si sono sposati con il cammino...

Io mi chiedo:

1) perchè stravolgere lo spazio sacro in quel modo? Esiste il "rito neocatecumenale" per caso?

2) perchè smontare il vostro stesso statuto (eggià perchè la famosa lettera di Arinze fa parte INTEGRANTE del vostro statuto...anche se fate finta che non sia così) con MONIZIONI LUNGHE, OMELIE DEL CATECHISTA etc.etc..?

Sulla omelia e sul comportamento si fa per dire) del sacerdote sorvolo...(come se il matrimonio fosse solo a letto...e tutto il resto?)

In tutto questo la Parla di Dio dove sta? E' stata sommersa dalle parole dei catechisti, dei responsabili, degli ammonitori (che raccontavano i fatti loro)

Nel matrimonio cattolico gli sposi celebrano il loro matrimonio...sono loro i "protagonisti" nella loro scelta DI METTERE GESU' AL CENTRO DELLA LORO RELAZIONE DI AMORE.

In questo caso chi ha fatto la parte del protagonista?

Ognuno si senta libero di rispondere a questa domanda nel modo in cui più è consono...

P.S. che vuol dire "consacrare velocemente"?

P.P.S Il lettori si inchinano ( o così ice l'OGMR) ALL'ALTARE.

Non all'ambone o al Tabernacolo, ma all'ALTARE. Diciamo che è l'abc che ogni lettore dovrebbe sapere.

P.P.P.S
Personalmente non trovo niente di male nel dare da mangiare al neonato...sopratutto quando le cose vanno per le lunghe...

Piuttosto è molto più grave (perchè fatto da persone adulto che dovrebbero sapere determinate cose) il modo di vestirsi e il comportamento tenuto durante la celebrazione.

Ah..perfavore...adesso mi si evitino commenti tipo: "in parrocchia il 90% delle persone non sa neanche rispondere, si ci comporta tale e quale etc.etc."

Risparmiatevelo e parliamo di cose serie. Grazie

aleCT ha detto...

@Marco Franzelli

Non offendiamo i corleonesi (i quali non sono tutti come Badalamenti o Riina)

Piuttosto farei una preghiera per questi ragazzi...

aleCT ha detto...

@Parente degli sposi

Si potrebbe dire che anche tuo commento si "commenta" da solo...

Io semplicemente ti invito a chiederti se quello che ti fa più rabbia è che si metta nero su bianco che quando ci sono i catechisti ci si comporta in un modo e quando se ne vanno in un altro.

Piuttosto mi sarei aspettato un commento del tipo "non è vero" al quale avrei potuto credere.

Almeno mi sarei fatta la domanda, ma una reazione del genere mi fa pensare che invece sia tutto vero.

Sebastian ha detto...

Un tipico matrimonio neocat.

Devo dire che non ci trovo nulla di male nel come è stata concepita la festa. Ovvero un pranzo/cena con tutti gli invitati, a cui segue un dopo-cena per i soli giovani (oltre ai catechisti se ne vanno anche tutti i meno giovani), dove in genere si balla e si beve un po'.

Il punto è che, nonostante i neocat ritengano di essere dei salvati da Cristo, ciò non traspare dall'esterno, in quanto assumono atteggiamenti tipici dei giovani tanto criticati che il sabato sera vanno in discoteca.
Il "bere un po'" diventa un "bere a schifo fino a ubriacarsi".
Il "ballare" diventa una serie di movimenti provocanti tra ragazzi e ragazze.
"Vestirsi elegante" viene concepito dalle ragazze NC come dalle ragazze del "mondo", cioè "più si vede meglio è". La mancanza di rispetto nei confronti dell'Eucaristia è la medesima che hanno certi non-praticanti che sono costretti ad assistere alla messa di comunioni, battesimi e matrimoni.

Tutto ciò accade normalmente, non solo in occasioni come un matrimonio. Il sabato sera, magari dopo la comunità, alcuni vanno a ballare e ad ubriacarsi, magari si fanno pure qualche canna. Checché se ne dica, ragazzi e ragazze hanno rapporti prematrimoniali come qualsiasi coppia del "mondo".

Una volta due miei amici, uno fratello di comunità, l'altro un non-praticante, ebbero modo di conoscersi (andavamo tutti e tre nella stessa palestra). Il non-praticante rimase sconcertato che l'altro ragazzo stesse in comunità, in quanto lo sentiva parlare di cose che non si sarebbe aspettato da un credente. Infatti io gli avevo parlato della comunità, e gli avevo detto che era un modo "radicale" di vivere il cristianesimo come la Chiesa comanda. Per lui quella non era altro che ipocrisia, ed era uno dei motivi per cui qualche anno prima aveva smesso di essere praticante. Bel modo di vivere radicale, quando uno sta sempre a parlare di sesso e delle sc****e che si è fatto!

Per farla breve... I neocat si vantano di essere cristiani migliori degli altri, ma vivono esattamente come quelli del "mondo"... ma de che stamo a parla'?

Sebastian ha detto...

Ah una volta al pellegrinaggio in Australia (GMG 2008) passeggiavamo per Melbourne, ed eravamo ben riconoscibili quali pellegrini in virtù dei vari gadget coi loghi della GMG (cappelli, ponchos, etc.). Passammo davanti a un bar dove c'erano dei signori di origine italiana seduti ai tavolini di fuori. Videro una schiera di ragazzini 16enni con la sigaretta in mano, e ci dissero con stupore qualcosa del tipo: "Che pellegrini siete, con la sigaretta in bocca?"

Bisogna anche considerare che in Australia il fumo è veramente considerato negativamente, tanto che ci sono delle zone specifiche per i fumatori anche negli esterni. A maggior ragione: vai a fare la missione per le strade in un paese straniero, e nemmeno sai le usanze di quel posto?

Questa del fumo poi, ne ho già parlato, ha dell'incredibile. Kiko è un fumatore accanito. Pertanto il fumo è super-sdoganato tra i neocat. Quando Kiko venne nella mia parrocchia, andava in giro per i corridoi con la sigaretta accesa, e nessuno gli diceva niente. Così come ad una convivenza del centro vocazionale, durante gli incontri (interminabili) era permesso ai ragazzi di fumare nella sala.

Valentina Giusti ha detto...

In ogni celebrazione del Cammino, Eucarestie, Matrimoni, Funerali, si celebra Il Cammino.

È un fatto incontrovertibile, ormai.

Come in questo "matrimonio nc tipo":

parenti quattro gatti e pesci fuor d'acqua
genitori degli sposi tappezzeria
sposi nel giorno della loro festa dimenticati in lunghe monizioni dei responsabili (sono sicura che vertessero sul loro 'matrimonio distrutto' prima del cammino)
presbitero che, spalle al tabernacolo, non sa più che dire (obblighi dei coniugi, costituzione di una famiglia cristiana, educazione dei figli... tutto già normato e demandato al controllo di catechisti);
la Madonna di Kiko che, per essere onorata dagli astanti, deve essere portata in Chiesa -notoriamente sprovvista di immagini mariane- direttamente da una delle salette nc.

I 'catechistoni' invece...tavolo d'onore.
E nemmeno un saluto agli invitati. Se ne vanno, come un collegio di revisori di conti che temono di venir corrotti.

Spiritualità e devozione sincera a zero.

Per questo poi i ragazzi si consolano nei giardinetti.
È la vita che vince sulla morte.

Ruben ha detto...

Ma guarda tu che combinazione!...
Fino ad ora abbiamo già due "invitati" ed un "parente degli sposi",che tali si firmano!
Questo blog,di conseguenza,dev'essere seguitissimo dalla base Neocatecumenale; se si moltiplicano almeno 3 lettori del blog, tra invitati e parenti,per il numero di matrimoni Neocatecumenali, la cifra, diventa davvero importante!...
Da non sottovalutare inoltre,la sagacia dei tre "firmatari",capaci di riconoscersi tra le centinaia di nozze Kikiane,liturgicamente tutte uguali, baccanale post-religioso compreso!!

Lino ha detto...

@ Ruben

:-)
Quando io scrivo "baccalari", intendo i seguaci del famoso "Baccalà 'e 'copp' 'e quartiere (quartieri spagnoli, per chi non lo sa, di Napoli): "Uè, ccà stà Baccalà, se fa notte e nisciuno me ncujeta?".

sandavi ha detto...

Ringrazio Dio per avermi dato un minimo di sale in zucca per evitare che il matrimonio fosse celebrato alla maniera "romana" del CNC (perché quella che avete descritto è la particolare maniera di Roma di celebrare matrimoni e varie altre cose, cioè come dei fanatici malati).
Tuttavia mi restano nella mente le parole di un'amica di mia moglie dell'impressione che ebbe della santissima eucarestia NC, che avrebbe dovuto diciamo convertirla all'istante, per quant'è santa e ricca. Lei, lapidaria, mi disse: "mi è sembrato che voi siete i santi in prima fila e noialtri sbattuti qui dietro come se non contassimo niente". Purtroppo non riesco a dimenticarmele queste parole.

Nel nostro matrimonio l'Eucarestia si svolse così: prima le comunità degli sposi, i testimoni e i parenti stretti hanno ricevuto il Corpo del Signore in forma di pane, da soli, seduti e separati dagli altri (mi sono sposato nel 2004, quindi si faceva ancora tutto come prima della lettera di Arinze). Poi i cristiani della domenica, i poveracci sbattuti nei banchi dietro, che hanno preso il Corpo di Cristo in processione. Insomma abbiamo fatto due tipi di Eucarestia diversa.
Ora me ne vergogno, però ero in buona fede.
Per il resto abbiamo voluto una celebrazione normale del sacramento, senza benedizione cantata o altri ammenicoli. Canti si, tantissimi, monizioni poche e brevi, proprio per non annoiare.
Noi eravamo seduti come primi ma in mezzo all'assemblea, anziché davanti all'altare e fuori dal presbiterio come si userebbe.
Al ristorante abbiamo voluto un pranzo sobrio e ci fecero i complimenti persino i camerieri per la felicità genuina che vedevano.
In quest'ambito purtroppo la celebrazione del matrimonio dipende dal fanatismo degli sposi e dell'ambiente in cui si sposano...

La verità vi farà liberi. ha detto...

@ Ruben: il matrimonio era a "porte aperte". Ovviamente, visto l'orario ed il giorno feriale, erano presenti solo gli invitati.

La verità vi farà liberi. ha detto...

@ Jeff: non è questione di essere "amici", io sono stato invitato solamente perchè stretto collaboratore del Parroco e della Parrocchia
Un invito "di cortesia", diciamo...

La verità vi farà liberi. ha detto...

@ Anonimo delle 10.22: noto con piacere che critichi il fatto che lo abbia scritto, ma non smentisci nulla di quanto accaduto (in Chiesa e fuori).
Un briciolo di onestà vi è rimasto, almeno....pensavo fosse saltata via insieme ai vestiti delle ragazze che sono "andate" nel giardino a fine serata!

Ruben ha detto...

OT.
Lino ha detto...
@ Ruben
:-)
Quando io scrivo "baccalari", intendo i seguaci del famoso "Baccalà 'e 'copp' 'e quartiere (quartieri spagnoli, per chi non lo sa, di Napoli): "Uè, ccà stà Baccalà, se fa notte e nisciuno me ncujeta?"
---
Lino, adoro Napoli, le sue tradizioni e il suo dialetto, per avervi dimorato per lunghi periodi della mia infanzia ed adolescenza.
Mio padre prima,e la mia famiglia dopo,è stata proprietaria dal 1925,al 1969 di una delle tre farmacie di via Santa Lucia.

Fine OT.

Ruben ha detto...

@La verità vi farà liberi. ha detto...
@ Ruben: il matrimonio era a "porte aperte". Ovviamente, visto l'orario ed il giorno feriale, erano presenti solo gli invitati.
---
Grazie per l'importante informazione; almeno si può dare atto, che le leggi Civile e Canonica,siano state rispettate.

La verità vi farà liberi. ha detto...

Dalle mie parti si usa che al ritorno degli sposi dal viaggio di nozze, questi diano un ricevimento per i parenti e gli amici già presenti al matrimonio.

I ragazzi tornano il 5 Luglio, credo.....se mi invitano magari incontro pure quelli che sono intervenuti quì ;)

Anonimo ha detto...

"@ Jeff: non è questione di essere "amici", io sono stato invitato solamente perchè stretto collaboratore del Parroco e della Parrocchia
Un invito "di cortesia", diciamo..."


Ora tutto si spiega.
Per fortuna la cena è stata di tuo gradimento.
Complimenti.

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

Jeff, ma ci fai o ci sei?

Il Cammino professa dottrine ambigue ed eretiche, celebra strafalcioni liturgici, spenna accuratamente i suoi membri (oltre a scarnificarne le coscienze), è continuamente riconoscibile come idolatria, vanta approvazioni che però non permettono affatto tali ingiustizie, dà come risultato visibile perfino l'idea che siate rimasti perfettamente pagani...

...e tu ti preoccupi del gradimento della cena nuziale?

Il tuo disprezzo e la tua ostilità a qualsiasi ragionamento sono una delle migliori dimostrazioni che ciò che riportiamo è semplicemente vero.

Maurizio Morelli ha detto...

Ben fatto da vero giornalista direi! Tutto vero!

Maurizio Morelli ha detto...

I nemici sono loro stessi x gli ebrei quelli veri intendo non i cloni.