lunedì 12 dicembre 2016

Piccolo promemoria per i nuovi lettori

Pagliacciata liturgica vintage:
la maglietta non è Adidas

Apro la solita noiosa parentesi a beneficio di chi segue questo blog da poco tempo.

Mic aprì questo blog a maggio 2006 come spazio di discussione alternativo al blog di Tornielli dove c'erano diverse discussioni a proposito della fatidica "lettera di Arinze" del 1° dicembre 2005, in realtà lettera della Congregazione per il Culto Divino e che benché firmata dal cardinale Francis Arinze riportava esplicitamente le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI contro lo scatafascio liturgico neocatecumenale.

L'ordine di scuderia del Cammino - proveniente senza alcun dubbio da Kiko e Carmen - era quello di stravolgere il contenuto della lettera presentandola come una vittoria neocatecumenale e possibilmente calare una cappa di silenzio e di segretezza. L'ineffabile Gennarini, per esempio, all'epoca solo "portavoce" del Cammino in USA, fin da subito andò dicendo che quella sarebbe stata la prima volta in cui l'autorità della Chiesa avrebbe riconosciuto le «variazioni liturgiche» del Cammino, e altrove si permise persino di negare l'esistenza della lettera o il suo carattere pubblico.

L'imprevisto, per i capibastone del Cammino, fu infatti la pubblicazione della lettera: il 22 dicembre 2005 Tornielli ne presentava un riassunto su Il Giornale, facendo infuriare a morte i sullodati Kiko, Carmen e Gennarini. Quest'ultimo, dalle pagine dello stesso quotidiano, pretese e ottenne le pubbliche scuse del Tornielli (che da allora in poi ha pubblicato solo articoli che non dispiacciono ai kikos), soddisfazione che durò pochissimi giorni poiché il 1° gennaio 2006 Magister pubblicò il testo integrale della lettera (anche in inglese) sul proprio blog dimostrando non solo che il Tornielli aveva ragione (e facendo azzeccare miserabili figuracce internazionali al Gennarini: in onore di Kiko si subisce questo ed altro), ma anche che i vertici del Cammino stavano giocando sporco evitando di pubblicarla (era passato già un mese).

Ad oggi la Congregazione non ha mai annullato o ridotto l'importanza di quella lettera, tanto più che riportava le «decisioni del Santo Padre», decisioni che Benedetto XVI non si è mai minimamente rimangiato, e lo stesso Francesco le ha confermate ad aprile di due anni fa per mano di mons. Becciu che ha scritto a Kiko che il Papa conferma gli articoli 12 e 13 dello Statuto come quadro di riferimento per le liturgie del Cammino (la vicenda, in dettaglio, è riepilogata nella pagina: Kiko fa il furbo col Papa).

L'articolo 13 dello Statuto ha fatto sua non solo quella lettera, ma anche il discorso di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006, in cui confermò l'esistenza e l'importanza e l'obbligatorietà di quella lettera normativa per tutto il Cammino. Ciononostante il tripode Kiko-Carmen-Pezzi il 17 gennaio 2006, appena cinque giorni dopo, scrisse al Papa parlando di "ubbidienza" su alcune parti della liturgia che nel Cammino venivano soppresse (Credo, Gloria, Orate, ecc.) ma ricordandogli che nel Cammino le cose riguardo alla distribuzione della Comunione non sarebbero cambiate. Soltanto il 22 febbraio successivo don Kikolone presentò al Cammino ufficialmente la lettera in una convivenza a Madrid, imponendo la propria interpretazione secondo cui sulla Comunione «il Papa ci dà due anni»: l'ultimatum del Papa, che «entro due anni» (cioè subito, e comunque entro e non oltre il 1° dicembre 2007) il Cammino doveva tassativamente ritornare al «modo normale di tutta la Chiesa» riguardo alla Comunione, veniva abusivamente spacciato da Kiko come un "bonus" di due anni senza precisare alcuna data di scadenza. Kiko in pratica comandò ai suoi di fregarsene del Papa e di fingere che tutto va bene.

Dunque potete ben immaginare com'erano indiavolati i fratelli del Cammino nella primavera 2006, tanto più sul blog dell'intimidito Tornielli (che in maniera donabbondiesca dirà sempre di non aver subìto pressioni o minacce da parte degli infervorati kikos), la cui "moderazione" cancellava i commenti pacati e documentati ma sgraditi al Cammino e lasciava magicamente passare quelli arroganti e copiaincolleschi dei neocat.

Mic attivò dunque questo blog nel maggio 2006 che nel corso degli anni ha raccolto una quantità notevole di discussioni e testimonianze (specialmente da parte di coloro che misteriosamente venivano censurati dal Tornielli) attirando peraltro tutto un variopinto popolino di neocatecumenali che credendosi furbi e proclamando "approvata" ogni loro paturnia, venivano qui a ripetere sempre gli stessi slogan.

L'approfondimento di temi liturgici e dottrinali, oltre che di eventi della vita della Chiesa e degli interventi di Benedetto XVI e di successori degli Apostoli, ha indirizzato Mic e altri verso la liturgia tradizionale in latino, la cui "liberalizzazione" il 7 luglio 2007 (motu proprio Summorum Pontificum) fu l'atto indubbiamente più carico di conseguenze di tutto il pontificato. Nell'estate del 2010 Mic avviò un blog Chiesa e postconcilio per trattare quei temi che non riguardavano più le sole discussioni con neocatecumenali ed ex neocatecumenali. Come spesso accade, il progetto che doveva essere secondario finisce per assorbire tutte le energie. Qualche tempo dopo Mic chiese ad alcuni collaboratori - tra cui il sottoscritto - di continuare a sostenere questo blog sul Cammino, che avrà ragione di esistere finché il Cammino si spaccerà per cattolico propugnando carnevalate liturgiche, strafalcioni dottrinali, eresie, e tutta la conseguente costellazione di assurdità e ingiustizie (a partire dal mefitico obbligo della "Decima").

Gli invasati neocatecumenali che di volta in volta hanno insultato, diffamato, calunniato Mic e collaboratori e lettori anche sporadici, ancor oggi non hanno capito che a danneggiare il Cammino Neocatecumenale non sono né i blog, né gli articoli dei giornalisti "faraoni", né le opinioni, ma i testi ufficiali della Chiesa (a cominciare dallo Statuto, dal Catechismo e dal Messale Romano) e ancor più i fatti, i puri e semplici "fatti concreti", documentati dagli stessi fratelli delle comunità del Cammino (mai avuto bisogno di intrufolarmi in liturgie neocat per scattare foto) e da tutto un enorme popolo che ha un'esperienza negativa del Cammino.

Noialtri siamo solo quattro gatti che per parlare delle storture del Cammino hanno dovuto approfondire con passione, fatica e interesse temi dottrinali e liturgici e di vita della Chiesa. Il "criticare il Cammino" ci ha fatti crescere spiritualmente perché ci ha costretti ad un continuo e onesto confronto con le verità di fede e con i documenti della Chiesa, oltre che con un dialogo con coloro che dal Cammino hanno ricevuto solo dolori, disprezzati ed etichettati dai capibastone della setta come "volontà di Dio per la tua vita".

36 commenti:

l'apostata ha detto...

Piccola correzione:
"...attirando peraltro tutto un variopinto popolino di neocatecumenali che credendosi furbi e proclamando "approvata" ogni loro paturnia, venivano qui a ripetere sempre gli stessi slogan...."

Non è esatto: continuano a venire qui a ripetere sempre gli stessi slogan.

Vedasi ad esempio la discussione di giovedì 8 dicembre 2016, "Don Antonio Rotondo, sacerdote coraggioso, riposa in pace".
Il solito anonimo neocat insultante che a proposito degli abusi liturgici strilla: "EPPURE STA TUTTO NEI MESSALI...IGNORANTE!

In questi anni ce ne fosse stato uno, dico uno, capace di discutere pacatamente. Slogan, insulti e minacce. Nient'altro.

Il massimo del furore poi lo raggiungono quando chiediamo di commentare le concioni di Sankiko su Youtube. Per difenderlo arrivano a smentirlo!

Ogni neocat duro e puro si è comportato nello stesso modo, pur con il suo stile: chi prolisso, chi lapidario, chi fantasioso, chi sviando l'argomento, eccetera.

Tutti però con un comune atteggiamento di fondo: non rispondono mai a domande dirette, non hanno mai argomenti, fingono di non leggere le obiezioni, alla fine spariscono, salvo farsi vivi dopo un po' di tempo e ricominciare.

Evidentemente il cosiddetto Cammino porta a diventare così.

La cosa più divertente è che pur di difendere Sankiko non si rendono nemmeno conto di sprofondare nel ridicolo con i loro post immaginifici!

La menzogna come argomento, questo è il loro metodo.

Vecchia Volpe, per negare che nelle comunità potesse mai succedere nulla di quel che scriviamo qui, raccontava di averne "girate migliaia in vent'anni". In pratica ne aveva cambiata una a settimana!

Antonella Lignani (che beeeeeello!) che sugli esorciccismi di Sankiko stregone se ne uscì con un commento astutamente astruso, autodefinendosi nel contempo una poverina che non sapeva argomentare. Aveva dimenticato il suo sito nel quale scioglieva un peana a se stessa con il proprio cursus honorum.

Alessandra, che a sentirla non dormiva per giorni a Pasqua, digiunando, vegliando, girotondando, cucinando il pranzo di Pasqua (il secondo dopo quello all'alba con la comunità!) e trascorrendo lietamente con parenti tutti Pasqua e Pasquetta, sempre senza dormire.

Jeff, più impermeabile alle domande del Gore-Tex. Arrivava, scriveva i soliti slogan, ignorava le argomentazioni contrarie, li ripeteva e, finito il suo numero, usciva di scena. Salvo riapparire dopo qualche tempo.

Che dire poi degli anonimi che, come tali, pretendono nome e cognome di chi scrive qui?

O degli insultanti con la bava alla bocca?

Questi, tutti quanti, si autodefiniscono adulti nella fede, discernenti, che parlano per ispirazione, amano il nemico e pregano per chi li perseguita.
E magari qualcuno ci crede pure!

Che dirvi, adulti nella fede? Rimanete nel cosiddetto Cammino se vi piace essere comandati a bacchetta dai kikatekisti, lavorare due mesi all'anno per finanziare la setta, riempirvi di sensi di colpa, imparare eresie e disprezzare i mediocri cristiani della domenica.

Contenti voi, contenti tutti...


"...Noialtri siamo solo quattro gatti che per parlare delle storture del Cammino hanno dovuto approfondire con passione, fatica e interesse temi dottrinali e liturgici e di vita della Chiesa. Il "criticare il Cammino" ci ha fatti crescere spiritualmente perché ci ha costretti ad un continuo e onesto confronto con le verità di fede e con i documenti della Chiesa, oltre che con un dialogo con coloro che dal Cammino hanno ricevuto solo dolori, etichettati dai capibastone della setta come "volontà di Dio per la tua vita".

Non sapete il bene che ci avete fatto, cari quattro gatti! Grazie.

Anonimo ha detto...

La gravissima responsabilità di vescovi e presbiteri in disobbedienza alle disposizioni del Papa e degli stessi statuti è chiara: non può essere vista solo da chi con ostinazione vuole continuare a fare la volontà del santone.
Parole chiarissime, inequivocabili, di mera conferma di quanto già Messale Romano, Redemptionis Sacramentum, Dottrina, Catechismo e quant'altro contengono.
Eppure la sfacciataggine di catechisiti e parroci-don abbondio allineati, nonostante denunce, segnalazioni e conseguenti rimproveri papali continua a sorregere un'impalcatura di errori, eresie, disubbidienze, scisma di fatto, abusi psicologici.
Appello: a voi tutti neocatecumenali, leggete questi documenti con serenità, senza l'influenza nefasta dei kikatekisti.Guardatevi anche intorno e valutate quanti di voi hanno intrapreso il cammino per la necessità di ottenere aiuti economici costanti o solo per trovare un'affermazione personale non trovando altro contesto di realizzazione al di fuori. Scuotetevi dall'"indottrinamento" che non vi fa essere liberi; anche fuori dal cammino neocat vi è la Chiesa che vi aspetta a braccia aperte! Prego per voi.
D.

by Tripudio ha detto...

Non so se esistano neocatecumenali che sono diventati tali perché avevano necessità economiche. Conosco però bene la tipica figura dell'accattone che ronza continuamente attorno alla parrocchia.

Il fatto è che prima di ricevere eventuali aiuti economici in qualità di "povero", il malcapitato i soldi deve sganciarli per anni ed anni nelle collette, nelle convivenze, in ogni occasione in cui i cosiddetti "catechisti" decidono che devi mostrare che non sei schiavo di mammona.

E il cosiddetto "responsabile" che può allungarti qualche soldo, non è detto che riconosca la tua "povertà" come più urgente di altre spese "necessarie" alla comunità.

Anonimo ha detto...

Le disposizioni della lettera furono raggirate con il consenso dei Vescovi a capo delle diocesi dove esisteva il cammino.

Lino ha detto...

"Gli invasati neocatecumenali che di volta in volta hanno insultato, diffamato, calunniato Mic e collaboratori e lettori anche sporadici"

Già. Al 99% è il loro metodo. Manca un verbo, forse, per raggiungere il 99,99%: "censurato".
Io stesso capitai su questo blog, dopo una ricerca in Google, per informarmi. "Ma chi sono questi stalinisti travestiti da cattolici?", mi ero chiesto giacché non li conoscevo.
Avevo contribuito a una discussione nel forum cattoliciromani sull'inopportunità, nei nostri tempi, di porre la croce capovolta di Kiko sulla sedia di un Papa. Avevo pacatamente spiegato le differenze tra simbolo e attributo iconografico, senza litigi, senza conflitti acrimoniosi tra le persone. Ebbene: nonostante fossi abbastanza seguito nella Sezione Sacre Scritture già da qualche anno, l'indomani mi avvidi che i miei commenti erano stati tutti cancellati.

L'ostilità dei neocatecumenali verso l'Osservatorio trova la sua motivazione giusto in questo: sanno bene che chi vuole informarsi sul Cammino, è inevitabilmente indirizzato da Google qui.

by Tripudio ha detto...

Avevo dimenticato di aggiungere, nel testo della pagina, una precisazione.

Il motivo per cui utilizziamo di preferenza uno pseudonimo piuttosto che il nome reale è che i neocatekikos si sono sempre distinti per stalking mobbing doxxing e molestie di ogni genere (anche al sottoscritto l'hanno fatta pagare molto cara), con le quali credono di onorare Dio e invece onorano solo il loro invasato idolo Kiko e il suo vero ispiratore.

Il nome e la faccia uno li mette quando servono. Per esempio lo abbiamo fatto quando abbiamo presentato - in più occasioni, separatamente - denunce all'autorità ecclesiastica.

Fra parentesi, in quelle citate pagine del blog tornelliano del 2006, quando "Mic" scriveva col suo vero nome veniva insultata di più perché donna (il neocatecumenalismo ha sempre bisogno di qualche appiglio necessario a circoncidere la ragione e a rifiutare ragioni e documenti: nel caso specifico scelse il ridicolo maschilismo). Quando ha cominciato a scrivere firmandosi "Mic" fu presa un filino più sul serio (non aspettatevi però che i kikos dell'epoca fossero disponibili a un confronto onesto).

Nel corso di questi anni abbiamo visto perfino dei soggetti che pur avendo riconosciuto la validità degli argomenti contro il Cammino, dopo un po' sono rientrati nell'ovile kikiano perché erano rimasti soli. E quando gli si fa notare che quell'apparente "calore umano" che ti dà il Cammino è solo uno dei cappi al collo, hanno risposto con le solite frasi fatte ("siamo approvati, abbiamo lo Statuto, il Papa ci loda") pur rendendosi conto che in nome di quel "calore" stavano già mentendo a sé stessi e al prossimo... e pur sapendo bene che quel "calore" sarebbe costato molto, molto caro.

Non sappiamo quanti neocatecumenali grazie a queste pagine hanno finito per abbandonare il Cammino: non sono stati molti quelli che ce lo hanno riferito (ottenendo dagli adoratori dell'idolo Kiko insulti anche su queste pagine: cosa che ha confermato loro di aver fatto bene ad uscire dalla setta), ma è giusto che sia così. Qui non ci interessa avere misurazioni degli effetti di questo blog, perché sappiamo che le conversioni dal neocatecumenalismo alla vera fede sono opera di Dio, non delle nostre mani.

E poi su certe cose grosse che devastano l'anima, gli affetti, la famiglia, il portafoglio e tutto il resto, il malcapitato ha il sacrosanto diritto di voltare pagina senza dover rendere conto a nessuno. Ci sono cose per cui ogni ringraziamento suona fuori luogo - e per spiegarlo devo ancora citare Arcipelago GULag: mi riferisco all'episodio in cui un detenuto si salvò dal carcere a vita e dalla fucilazione solo perché poté chiedere ad un impiegato - e miracolosamente ottenere - che nel ritrascrivere il foglio della sua condanna il termine "KRTD", contro-rivoluzionario trotskista, venisse erroneamente ("distrattamente") scritto come "KRD", senza l'infame "T" di trotskista.

Nostro Signore vede bene quei cuori, così come ha visto bene le connivenze di parroci e vescovi, così attenti alla puntualità delle rispettive «oliature» e così sordi di fronte alle sofferenze inflitte alle anime loro affidate.

sandavi ha detto...

Senza volersi ripetere, è vero che indagando sul cammino si scoprono tanti tesori della Chiesa, abilmente soffocati dalla propaganda kikiana, che spaccia per verbo incarnato ogni starnuto di Kiko e soci.
Personalmente, frequentando questo blog, non mi vergogno di ammetterlo, ho scoperto che prima di essere ammessi alla Comunione è necessario premettere la Confessione, se consci di peccato mortale, un aspetto del tutto secondario nel Cammino e che invece nella Dottrina cattolica è centrale, in quanto colonna portante della dottrina del peccato, della grazia e della giustificazione. E questo è solo uno degli aspetti. Ho scoperto per esempio, dopo una salutare "strigliata" di Mic, che la Liturgia è essenzialmente la stessa da millenni, e che è stata modificata in alcune parti solo con enorme lentezza e prudenza e solo dall'autorità della Chiesa, mantenendo comunque immutata la sua forma, la sua lingua, il suo scheletro, laddove nel Cammino ci si lasciava credere che tutte le modifiche introdotte da Kiko e soci fossero non solo dovute e benedette, ma anche permesse.
Inizialmente la fase di scoperta è stata dolorosa. Mi ci sono voluti due anni quasi, dopo il primo approdo sul blog, per rendermi conto della verità che sta dietro alle affermazioni di molti ex, e di Tripudio, Lino e altri. Ho controllato di persona, ho verificato nell'esperienza personale, prima di uscire dal Cammino, non potendo far altro che arrendermi, non senza dolore e non senza un pizzico di "mobbing" familiare e sociale, all'evidenza dei fatti: il Cammino è malato (non sta a me dire se da sempre o in seguito all'espansione planetaria), è idolatrico, sfascia la liturgia, violenta le sacre scritture, si inventa una dottrina ribaltata.
E' vero, come ho sempre detto, che tanti trovano nel Cammino la via di una vita cristiana autentica, ma lo fanno nonostante il Cammino e non grazie ad esso.
Non sono diventato santo, né fervente, ma a conti fatti affronto la vita in modo diverso. Ci vorranno anni per togliermi di dosso senso di colpa (continuamente instillato dai catechisti), debolezza, insicurezza... spero di avere tempo davanti a me.
Il peggiore di tutti gli strascichi che dal Cammino mi porto dietro è senza dubbio la sensazione che ogni problema/male della vita venga da Dio per punirmi di qualcosa o per farmi "capire" qualcosa. Non è vero, come dice Kiko, che anche se uno insegna male poi lo Spirito corregge: se uno insegna male, il discente capisce male, quindi mette in pratica male. E così è stato: mi è stato detto che ogni fatto è "una parola di Dio", perciò ogni cosa anche negativa è una parola di Dio, perciò se Dio mi "parla male" vuol dire che è adirato con me. Questa "sfiducia" cronica è un regalo di cui ringraziare il Cammino.
Una torta guarnita molto bene, ma inzuppata di veleno.

Anonimo ha detto...

Cari Amici,
ho raccolto ulteriori informazioni che credo vi siano utili.
Potete scaricarle presso questo link.
https://goo.gl/1fTr00
Sia lodato Gesù Cristo.
Don Antonio

Angelo ha detto...

OT
Se volete un'altra ciliegina sulla torta.
Parrocchia san Giovanni Evangelista di Mestre.
Giuseppe, catechista. Dopo essersi infiltrato dappertutto in parrocchia, l'ha pian piano smantellata, modellandola al modello kikiano (ora anche le sale del patronato). Aveva in mano il vecchio parroco e ora anche quello nuovo.
Non solo. Nella sua comunità si è attorniato di persone che lo adulano e mai lo contestano. I non allineati sono stati sbattuti fuori.
E tutto tace. Ma almeno uno sfogo dovevo averlo.
Angelo
Fine OT

by Tripudio ha detto...

Ringrazio Don Antonio per aver ricordato che i neocatekikos onorano sempre il loro vero padre - il padre della menzogna.

Infatti il sito neocatecumenale catechumenium parlava falsamente della presunta «firma di Benedetto XVI».

In realtà sullo Statuto c'è la firma di Stanisław Ryłko, grande amicone del Cammino al quale l'iniziatrice Carmen (mai scrutinata, mai fatta "scendere da cavallo", mai pagato la Decima, ecc.) aveva promesso - non si sa con quale autorità - nientemeno che un «futuro immenso» se avesse appoggiato il Cammino.

La carriera di Ryłko è stata -che coincidenza!- parallela all'approvazione dello Statuto (nel 2002 era solo arcivescovo e segretario del Pontificio Consiglio, nel 2009 è cardinale e presidente).

Benedetto XVI, a dispetto delle menzogne neocatecumenali, eviterà di nominare per più di un anno lo Statuto del Cammino. Nemmeno un minuscolo messaggino di auguri, nemmeno una piccola menzione in qualche discorso, nulla di nulla. Questo suo "assordante silenzio" è una delle tante dimostrazioni che non aveva affatto gradito il fatto di essere stato messo di fronte al fatto compiuto.

Al contrario, poche settimane prima, era circolata da più fonti la notizia che Benedetto XVI non voleva che gli Statuti Temporanei del 2002, scaduti nel 2007 (ormai da un anno), venissero riproposti in forma definitiva.

Ma ai fratelli del Cammino non importa niente di quel che dice il Papa. Al massimo si limitano a prestare orecchio quando arriva qualche elogio.

by Tripudio ha detto...

Il commento della Pulce Pellegrina suona ancora terribilmente attuale... per chi sa leggere al di là dei nomi (Repe = card. Sepe; ecc.).

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Storia del blog interessante, come il post e le osservazioni di chi è intervenuto.

Quello che io ho potuto notare da quando leggo, e a volte partecipo, alle discussioni, è che i camminanti a volte ci mettono buona volontà e tentano di dare risposte, ma poi si bloccano e tacciono, perché non sanno che rispondere.

Perciò a volte mi ripeto, cioè ripeto le stesse domande, a cui mai ho trovato RISPOSTE da parte loro.

Ne ripropongo solo un paio:

1) se lo Statuto dice che riguardo alla liturgia il Cammino, a parte lo scambio della pace e la Comunione al proprio posto (che, però, va manducata subito!), deve seguire i libri liturgici, perché il rito blasfemo del LATTE E MIELE all'interno della Messa?
Camminanti: questa non è forse disubbidienza?

2) Se le norme canoniche affermano che gli esorcismi (che prevedono l'interloquire col demonio) sono riservati solo ai sacerdoti, e solo a quelli che hanno il permesso del Vescovo, perché Kiko si rivolge direttamente al demonio?
Questa non è forse disubbidienza?

SFIDO i camminanti a rispondere, ma so già che non lo faranno perché non hanno argomenti. Diranno solo: "Siamo approvati".
OK, lo Statuto è approvato, ma gli errorri che si commettono come prassi abituale, e che pare facciano parte dell'essenza stessa del Cammino, NON sono approvati!

Lino ha detto...

Ringrazio anche io "don Antonio" perché stimola a rammentare i salti mortali (altro che Pulce Pellegrina) che furono fatti dal PCpL per far approvare lo Statuto:

http://neocatecumenali.blogspot.it/2016/06/furberie-trucchetti-mezze-verita-approvazioni-farlocche.html

Giuseppe ha detto...


"Questa "sfiducia" cronica è un regalo di cui ringraziare il Cammino".
Sì Sandavi, loro dicono che Dio ti parla con i fatti della vita. Poi abbiamo scoperto, che non per tutti è così.
Ai fratelli più avanti nel cammino, si dice per esempio, che le disgrazie sono delle prove che diventano occasioni di preghiera.
Per certi versi è la stessa mentalità dell'antico Israele. Se perdeva la guerra, era perchè aveva peccato e viceversa. Ma già il VT ci mette in guardia da questo tipo di lettura.(vedi il libro di Giobbe)
Gesù è ancora più esplicito nel dirci, che non c'è nessun rapporto di causa effetto: Dio"fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. (Mt 5,43-48)
Ora, anche volendo prendere per buono quello che dice il cammino, che può essere comprensibile Dio mandi la pioggia (le croci) anche ai buoni, come è stato per Gesù, come può essere comprensibile Dio mandi il sole (le grazie) anche ai cattivi?
Proprio qui si vede, quando sia contraddittorio e perciò errato, affermare che "Dio ti parla con i fatti della vita", in quanto a detta dello stesso oracolo Kikiano, dovrebbe invece mandargli un "bel" cancro.
Allora, sai cosa ti dico caro Sandavi? Questa "sfiducia"cronica buttala tutta addosso al cammino, e abbi piena fiducia in Dio.

sandavi ha detto...

Interessante la foto di Carmen che consuma l'eucarestia seduta. Si nota un presbikiko seduto vicino a lei, senza uno straccio di paramenti, che tiene in mano un "tovagliolo" avendo evidentemente appena passato il calice.
Mi viene il sospetto che a quell'epoca si passassero le specie di mano in mano.
In ogni caso, non si può guardare...

Anonimo ha detto...

@ Sandavi
Il tovagliolo serve ( e serviva) per pulire il calice dalla parte dell'ultimo fratello che ha bevuto.
Romano Apostolico

Anonimo ha detto...

Parlando con un amico del cammino che lo fa da anni e mi pare sia alla tappa della preghiera....è uscito con questa frase : MA GUARDA CHE IL PECCATO DI MASTURBAZIONE NON è MORTALE.... cioè 10 anni di cammino, confessioni, scrutini violati, e catechesi e poi dici il peccato di masturbazione non è mortale...???? perchè se è mortale allora tanto vale che invece di cadere nella masturbazione vado a prostitute.... ODDIO ODDIO ODDIO... cioè nel cammino le virtù non esistono e non ci si può manco sforzare di farle crescere perchè tanto sei solo peccatore ed incapace di amare e di non peccare ecc ecc ecc.... inganno diabolicoooooooooo preghiamo x loro .... ma davvero che dio gli faccia aprire gli occhi presto.....

Ruben ha detto...

Anonimo12 dicembre 2016 17:22
@ Sandavi
Il tovagliolo serve ( e serviva) per pulire il calice dalla parte dell'ultimo fratello che ha bevuto.
Romano Apostolico
---
Far bere una trentina di persone, dallo stesso calice, pur "detergendo" il bordo dello stesso con qualsivoglia tessuto, è una pratica altamente anti igenica; ovvero un "autostarsda" per virus e batteri.
---

sandavi ha detto...

Romano apostolico so cos'è quella pezza, sottolineavo il prete seduto che serve Carmen seduta.

Anonimo ha detto...

@Sandavi
effettivamente guardando quella foto sembra prorio che il calice passi di mano in mano, il prete seduto di sicuro non stà celebrando, anche quella è una stranezza nel senso del perché non concelebrare.

Mav

n.b.
Tieni presente, ma tu già lo sai, che in origine, oltre a non cantare il gloria e recitare il credo, si aggiungeva anche un canto dopo la seconda lettura e si cambiava anche il salmo responsoriale, e si ammonivano entrambi, ora c'é ancora qualcuno che ammonisce il salmo responsoriale come retaggio di quell'epoca.

Pax ha detto...
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Pax ha detto...
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sandavi ha detto...

Caro Mav, molto tempo fa quando ero ragazzino, ricordo che fummo accusati dai vari critici del Cammino di passarci le specie eucaristiche da una persona all'altra, una cosa già accaduta presso altri gruppi negli anni '70. Per quanto mi riguarda non mi è capitato mai di vedere una cosa simile, però la foto è abbastanza inquietante. Dà l'idea di una celebrazione liturgica in una casa (vedi la piantana dietro Carmen), e lei mi sembra abbastanza giovane. Mi fa pensare che si tratti del primo decennio di vita del CNC.
Se fosse stato così sarebbe molto molto grave, come dimostrazione lapalissiana (se ce ne fosse bisogno) della vera natura della dottrina che sottende alla liturgia CNC: il sacramento è comunitario, tutti celebrano, non ci sono sacerdoti, nel senso di gente che fa qualcosa di sacro.
Peraltro mi pare che Kiko qualcosa del genere la mise per iscritto (Lino puoi aiutarmi sicuramente tu).

sandavi ha detto...

Caro Mav, molto tempo fa quando ero ragazzino, ricordo che fummo accusati dai vari critici del Cammino di passarci le specie eucaristiche da una persona all'altra, una cosa già accaduta presso altri gruppi negli anni '70. Per quanto mi riguarda non mi è capitato mai di vedere una cosa simile, però la foto è abbastanza inquietante. Dà l'idea di una celebrazione liturgica in una casa (vedi la piantana dietro Carmen), e lei mi sembra abbastanza giovane. Mi fa pensare che si tratti del primo decennio di vita del CNC.
Se fosse stato così sarebbe molto molto grave, come dimostrazione lapalissiana (se ce ne fosse bisogno) della vera natura della dottrina che sottende alla liturgia CNC: il sacramento è comunitario, tutti celebrano, non ci sono sacerdoti, nel senso di gente che fa qualcosa di sacro.
Peraltro mi pare che Kiko qualcosa del genere la mise per iscritto (Lino puoi aiutarmi sicuramente tu).

Lino ha detto...

@ Sandavi
Sta nel mamotreto per la Fase di conversione, a p. 56 di quello disponibile in rete. Ne discusse già p. Zoffoli, a pag. 9 del suo opuscolo:
http://www.internetica.it/neocatecumenali/Zoffoli_Eresie-del-cnc.pdf

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

P.S.
Sandavi ha detto: "Dà l'idea di una celebrazione liturgica in una casa (vedi la piantana dietro Carmen)"
Nel Sacro Mamoreto sta scritto:
"Noi cristiani non abbiamo altare, perchè l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò
noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il
culto".

Giuseppe ha detto...

Lino ti sto mandando copia scannerizzata della pagina emendata. Anche qui la Chiesa è dovuta intervenire, perchè il testo era sicuramente ambiguo e si prestava ad una lettura di tipo protestante. Volendo rafforzare la valenza sacerdotale del popolo di Dio tutto, Kiko (volendo o non volendo?) avrebbe di fatto, annacquato il sacerdozio ministeriale.

Lino ha detto...

Grazie, Giuseppe. Avevo pubblicato il testo in inglese, ma l'ho cancellato perché non mi è riuscito di linkare l'intera pagina. Condivido: anche questo corretto.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Da Giuseppe, a proposito del tavolo della figura:

http://i.imgur.com/k7qANeC.jpg

Questa correzione è divertente: nel vecchio mamotreto è scritto: "Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto".

Nel mamotreto corretto c'è scritto: "sopra un tavolo conveniente" e poi è eliminato "dove ci piaccia" sostituito da "dove sia opportuno". Capito, Kiko? non è che tu possa fare come ti piace! :-)

Lino ha detto...

@ Giuseppe
Per il sacerdozio comune dei fedeli e per quello ministeriale si legga la nota 7: "per una miglior comprensione...".
Vale a dire: nella catechesi di Kiko non si capisce niente (come nel vecchio mamotreto), è ambigua al massimo :-)
Davvero da sbellicarsi.

sandavi ha detto...

Grazie per avermi ricordato l'eresia sul "sacerdote" secondo Kiko. Nell'opuscolo di P. Zoffoli si trova questa perla del passionista:

Scrive Kiko: “Non abbiamo nemmeno sacerdoti
nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in
nostro nome si pongano in contatto con la divinità. Perché il
nostro sacerdote, colui che intercede per noi, è Cristo. E
siccome siamo il suo Corpo, siamo tutti sacerdoti. Tutta la Chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È
vero che questo sacerdozio si visibilizza in un servizio, e ci
sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio,
ministri del sacerdozio. Nel Nuovo Testamento non si usa la parola
“sacerdote” altro che riferita a Cristo; invece si parla di ministri e
presbiteri...” (p. 56s)
.
Forse siamo al più micidiale “colpo basso” vibrato da Kiko al
cuore della Chiesa: Lutero ne avrebbe esultato. In realtà:
A) il Concilio di Trento contro la pseudoriforma protestante
parla di «sacer-dozio della Nuova Legge» (D-S 1764), del
sacramento dell'Ordine (D-S 1765-6), della Gerarchia
ecclesiastica fondata su tale Ordine (D-S 1767-1770).
B) Dunque, nella Chiesa non tutti sono sacerdoti, ma soltanto
alcuni; e questi sono «ministri» di Cristo, non ministri-deputati
dalla Comunità dei fedeli. I “presbiteri” non sono «fratelli”, ma
“padri” perché, rappresentando Cristo hanno da Lui ricevuto il
potere e la missione di intercedere per essi presso il Padre: la
loro dignità viene dall'alto, non dal basso...; da un «carattere
sacro», non da una designazione umana di tipo democratico.
Pio XII aveva smascherato il ricorrente errore luterano: “Alcuni
(...) insegnano che nel Nuovo Testamento si conosce soltanto
un sacerdozio che spetta a tutti i battezzati (...) e soltanto in
seguito è sottentrato il sacerdozio gerarchico. Sostengono
perciò che solo il popolo gode di una vera potestà
sacerdotale, mentre il sacerdote agisce unicamente per officio
commessogli dalla comunità...” (MD 68).
C)Ma insegnamenti così categorici non sono stati capiti e
accettati da Kiko e seguaci perché, nelle comunità
neocatecumenali, chi presiede non è il “sacerdote”; ma “il
catechista”, ciò che l'attuale Pontefice, bene informato, ha
biasimato con vigore: “… In questo cammino l'opera dei
sacerdoti rimane fondamentale”. Essi sono le «guide della
comunità»; per cui «la prima esigenza che vi si impone - aggiunge,
rivolgendosi a loro — è di sapere mantenere fede alla
vostra identità sacerdotale.
“In virtu della sacra ordinazione, voi siete stati segnati con uno
speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in
modo da poter agire in suo nome. IL MINISTRO SACRO QUINDI DOVRÀ
ESSERE ACCOLTO NON SOLO COME FRATELLO CHE CONDIVIDE IL
CAMMINO DELLA COMUNITÀ STESSA, MA SOPRATTUTTO COME COLUI CHE,
AGENDO “IN PERSONA CHRISTI”, PORTA IN SÉ LA RESPONSABILITÀ
INSOSTITUIBILE DI MAESTRO, SANTIFICATORE E GUIDA DELLE ANIME,
RESPONSABILITÀ A CUI NON PUÒ IN NESSUN MODO RINUNCIARE (...).
Sarebbe illusione credere di servire il Vangelo diluendo il vostro
carisma in un falso senso di umiltà o in una malintesa
manifestazione di fraternità (...). Non lasciatevi ingannare! La
Chiesa vi vuole sacerdoti e i laici che incontrate vi vogliono
sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei
carismi impoverisce la Chiesa, non l'arricchisce” (GIOVANNI
PAOLO II, Disc. del 9.12.1985, L'Osserv. Rom., 12. 12.1985).
D)Il richiamo è inequivocabile. Ma risulta che ad esso, nelle
comunità neocatecumenali, si è rimasti sordi. Non si riflette che,
negato l'Ordine sacro, soppressa la distinzione essenziale tra
sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune, la Gerarchia
Cattolica resta annullata, seguendone la demolizione della
Chiesa come Società visibile, tornando indietro nei secoli alle
aberrazioni ereticali da essa ripetutamente condannate...


Complimenti!

Lino ha detto...

Io, Sandavi, nell'ambito delle convinzioni di Kiko, ho trovato esilarante la nota 7: "per una miglior comprensione...". Ma come, c'è bisogno di andare alla Lumen Gentium 10 e al CCC per comprendere meglio? Non c'era lo Spirito Santo pronto ad accorrere per correggere le cose incomplete o mal dette dai catechisti NC? :-)

Giuseppe ha detto...

Diario.
Durante l'incontro col gruppo famiglia, il sacerdote, sul tema del peccato originale ci ha spiegato come la genesi col suo racconto della creazione, invita il popolo di Dio a guardare a prima del peccato, per trarne motivo di speranza anziché rinchiudersi nel peccato o peggio ancora, come inteso da Lutero, intraprendere una vera e propria "discesa verso il peccato".
Non l'avesse mai fatto, mi ha invitato a nozze! Come non pensare alla Kenosis Kikiana, che come sappiamo, più che annullamento del proprio ego, è quasi un invito a peccare. Così sono intervenuto e ho citato il mamotetro, quando Kiko dice che non serve dire alla gente, di fare il bene ecc., se non ha lo Spirito Santo. Il sacerdote ironizzando ha commentato: "Senza tenere conto che si rivolge ai battezzati!"
Ci sono state alcune persone che hanno frequentato il cammino che hanno concordato con quanto da me esposto. Addirittura una signora che lo frequenta da circa 8 anni, ha perfino detto che questa cosa è vera e lei personalmente ne prova turbamento.
Dopo di che il sacerdote, un pò contrariato, mi ha invitato a non portare più questi argomenti "divisivi" nel gruppo e lo capisco.
Intanto ho scoperto che nel gruppo ci sono tre coppie di neocat, di cui una sola attiva e due giovani. Una volta usciti, riprendendo il discorso delle "dottrine non corrispondenti" con uno di loro, che aveva detto "non mi risulta" ho rincarato la dose raccontantogli della disubbidienza di Kiko in merito all'Eucarestia.Insomma ho combinato un bel casino!

by Tripudio ha detto...

Bisognerebbe ricordare al pretino che anche Nostro Signore aveva sempre argomenti "divisivi". Anzi, certe volte si spingeva perfino a insultare i suoi interlocutori (invece di intavolare un dialogo su ciò che unisce!).