domenica 25 dicembre 2016

Dopo trent'anni di Cammino, in parrocchia si deve ricominciare da zero.

Sempre dalla Diocesi di Napoli, dopo avervi raccontato la storia di don Antonio Rotondo, parroco della chiesa di Santa Maria del Buon Cammino, vi proponiamo brevemente la storia di un altro sacerdote coraggioso, mons. Antonio Serra, classe 1967, che fu parroco della chiesa di Santa Maria Apparente, al servizio di tutto il popolo di Dio (capite, fratelli del Cammino? o ve lo dobbiamo spiegare di nuovo?).

Il testo che segue è citato da questa pagina che vi invitiamo a visitare per leggerla nella sua completezza.


(...) Da luglio 2014 viene chiamato alla guida della parrocchia Santa Maria Apparente a Napoli.

Arrivando, gli si presenta davanti una sola realtà, quella di una comunità parrocchiale che da trent’anni sceglie di seguire il cammino neocatecumenale.

Nel periodo estivo s’impegna a preparare tutto in tempo per iniziare dal primo settembre il suo nuovo percorso sacerdotale.

Parte da zero e nel costruire i rapporti con le persone, svela il suo grande carisma, che insieme ad un forte spirito di accoglienza, riavvicina tanti, soprattutto giovani, sulla strada del Signore: ognuno si sente accolto e ascoltato, sostenuto ed incoraggiato.

Spalanca le porte e la parrocchia si riempie di vita.

Con la sua inesauribile energia e forza di volontà fa nascere tante attività: il dopo-scuola, i gruppi d’incontro dedicati ad adolescenti e giovani, ma anche a giovani famiglie che camminando insieme si confrontano sull’esperienza di vita e di fede; incoraggia la nascita di un coro parrocchiale che cresce sempre di più e dà piu spazio all’animazione durante la messa dei bambini; crea il servizio segreteria e riattiva la Caritas, l’ACR e l’oratorio.

Sui muri della parrocchia fa dipingere alcune frasi dove le parole comunione e condivisione sono i mattoni su cui poggia la sua idea di parrocchia o meglio, secondo una sua espressione, la “parrocchia che ho nel cuore”.

Dopo pochissime settimane dalla Santa Pasqua della Resurrezione, don Antonio Serra, all’età di 47 anni, nasce al Cielo la mattina del 30 Aprile 2015.

Scrive:
“Ho compreso che anche i migliori propositi, i progetti più ardui devono rientrare nel circuito della volontà di Dio: dobbiamo invocare la grazia di accettare ciò che Lui dispone per la nostra vita, per la sua Chiesa, senza recriminare nulla per noi stessi, senza rinunciare alle nostre buone disposizioni e ai grandi ideali, senza mai arrenderci né abbatterci. Dalle grandi prove possiamo sperare di uscire, con il suo aiuto, persone migliori!”

24 commenti:

Anonimo ha detto...

e' cosi' anche per chi decide di aprire il cuore a tutti dopo anni di segretezza...
si sta meglio!
dom
BUON NATALE NEL SIGNORE GESU'!

Anonimo ha detto...

Io seguo il cammino neocatecumenale, ma nella mia parrocchia, in cui il parroco è anche lui in cammino, per sua iniziativa abbiamo la caritas, il gruppo padre pio, i focolari, l'Acr e il gruppo animatori dell'oratorio. Non generalizzate. Buona Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a tutti!

by Tripudio ha detto...

Siete ipocriti perfino nel giorno di Natale: quei gruppi sono lì solo perché non vi è stato ancora possibile spazzarli via.

Lino ha detto...

Generalizzare? Ma lo senti il tuo iniziatore, che vuole una parrocchia "comunità di comunità"? Lo vedi il tabellone? Dal tempo 21' e 10", impara dal tuo iniziatore:
https://www.youtube.com/watch?v=u_KPAj6gGWU

Anonimo ha detto...

La parrocchia comunità di comunità è un orrore...tutti i parrocchiani a dover celebrare nelle salette, tutti divisi dal numero di comunità, tempo di cammino (o di gnosi), tutti omologati, tutti con lo stesso linguaggio...e la parrocchia sparisce...e la Chiesa sparisce...e la Chiesa è vuota. Il cammino sfrutta le paure delle diocesi riguardo i numeri dei cattolici e l'horror vacui dei parroci (horror vacui sarebbe la paura dello svuotamento che fa accettare di tutto) e si insinua come un cancro...si espande ed è difficile e doloroso estirparlo o quantomeno riportare i fedeli alla verità. Kiko ha l'ossessione di replicare Palomeras, dove erano costretti, (ammesso che sia tutto vero), a celebrare come potevano perché molti erano ricercati dalla polizia, altri puzzavano (parole sue eh)...peccato che non si può prendere un modus operandi e replicarlo ovunque allo stesso modo...i tanto denigrati quartieri borghesi non sono palomeras, hanno un vissuto e una cultura diversa...non serve che gli abitanti di tali quartieri celebrino la messa separati...non serve e soprattutto non è appropriato.
Si potrebbe benissimo fare il cammino, come le altre realtà, con i loro incontri settimanali della parola ma l'eucarestia in Chiesa la domenica tutti insieme. Soprattutto coi mamotreti corretti e senza quegli orridi stupri che avvengono agli scrutini, con colletto quando servono e senza tasse mensili. Se Kiko si fidasse davvero di Dio non avrebbe avuto bisogno di mettere la decima...come quando i catechisti dicono di affidarsi alla provvidenza per sposarsi a ragazzi che non lavorano o lavorano da poco e con contratti precari...mica si affidano ad una tassa mensile imposta, mica gli viene assicurato che ogni mese avranno un bel gruzzolo di salvataggio...o almeno così ci fanno credere...in ogni caso contrario non e provvidenza di Dio...è sempre provvidenza del mondo.
Camminanti vi andrebbe un cammino così?:)
Buon Natale a tutti!
Laura

Valentina Giusti ha detto...

Anonimo ha ragione, ci sono parroci che considerano il cammino come uno dei tanti movimenti della parrocchia, ma appunto si verifica una situazione che i catechisti deprecano, perché il modello che vogliono realizzare è quello che ha ricordato Lino, cioè una parrocchia comunità di comunità.
Questo parroco, se cammina, verrà messo alle strette in tutti i passaggi, fino a che dovrà scegliere tra la sua idea di parrocchia, quella in cui diverse realtà vivono in comunione ed in condivisione, che fu l'ideale cui si ispirava don Antonio Serra, e quello di Kiko, in cui si può essere Chiesa solo se si entra in comunità.

by Tripudio ha detto...

Vorrei solo far notare che il testo dei "mamotreti corretti", a parte il fatto di essere super segretissimo, a parte il fatto che non viene usato da nessuno, è comunque zeppo di ambiguità e follie - invece di gettarlo alle fiamme, lo hanno grossolanamente ripulito dalle cose più esagerate, hanno aggiunto un po' di rinvii farlocchi al Catechismo (come se il testo di Kiko e Carmen avesse davvero qualcosa connesso col Catechismo), ed è finita lì. Tanto i cosiddetti "catechisti" conoscono il verbum kikianum-carmenianum a memoria, che bisogno c'è di mettere mano ad un testo "approvato" ma disprezzato da Kiko Vostro Signore?

La pulizia sommaria non rende santi i "mamotreti corretti", ma conferma che dobbiamo diffidarne ugualmente, perché non scalfisce la mentalità dei cosiddetti "catechisti" e del sommo idolo Kiko.

Infatti se trovi un topo nello sgabuzzino non è che dai una ramazzata rapida e pensi che tutto sia pulito. Come minimo ci passi la varicchina più volte, dopo aver tappato ogni possibile forellino nel muro, e comunque ci vorrà parecchio tempo prima di poterti fidare di nuovo.

Passo ad altro argomento.

La figura di don Serra dimostra due punti importanti che da tanti anni non ci stanchiamo mai di ripetere:

- il fatto che un buon parroco non è merce particolarmente rara;

- il fatto che curare una parrocchia significa avere a cuore tutti i fedeli.

Don Serra arriva in parrocchia e cosa trova? La desertificazione totale lasciata da un trentennio di neocatecumenalismo. E cosa fa? Cura tutto il gregge a lui affidato.

Il fatto che ha lavorato sodo per ripristinare i gruppi e le iniziative tipici di ogni parrocchia significa che il Cammino li aveva spazzati via.

Significa che il Cammino aveva emarginato i "cristiani della domenica" (cioè tutti coloro che non fanno parte delle comunità neocatecumenali).

Significa aver lottato contro la mentalità dei kikos, che di fronte alla crisi delle parrocchie si presentano come la medicina e sono invece il veleno.

Lino ha detto...

In ogni caso, con il commentatore 25 dicembre 2016 10:01, ci troviamo al cospetto dell'ordinario genere "Pasqualonus", specie "Pasqualonis". Leggiamo l'inciso: "in cui il parroco è anche lui in cammino".
Ma come, per "sua iniziativa abbiamo la caritas, il gruppo padre pio, i focolari, l'Acr e il gruppo animatori dell'oratorio" e "lui è in cammino"? Come dobbiamo considerarlo, alla stregua di un arbitro che scende in campo con la divisa di una delle due squadre? Immaginate la scena? "Cari fedeli, qui in parrocchia ci sono la caritas, il gruppo padre pio, i focolari, l'Acr e il gruppo animatori dell'oratorio. Io, però, faccio il Cammino" :-)

Anonimo ha detto...

Io di tutto questo non mi preoccupo più,
Avendo vissuto la storia del cnc in una città fiore all'occhiello del kikismocarmenismo posso assicurare che tutto ha una fine
Negli anni ottanta a Teramo esplose il fenomeno cnc,, le parrocchie erano zeppe di comunità di comunità,tutte parlavano e cantavano l'itagnolo forse era la moda del momento entrare a far parte di una comunità.
Oggi tutti sanno cos'è il cnc e tutti lo evitano,(Conoscono tutti i danni che hanno provocato materiali e spirituali), sono rimasti gli irriducibili e sono certo che "loro" conoscono tutti i problemi del cnc ma per "convenienza" ci convivono,non possono rinunciare al loro "potere".

Basti pensare che la Parrocchia dello Spirito Santo contava se non ricordo male 14 comunità ora esiste solo la prima comunità frutto di fusioni e compressioni di oltre quarant'anni e più di cammino,sfrattata dal parroco (Cacciata via) e incistatasi in un'altra parrocchia sua satellite prendendone il comando.

Questo è quello che conta nel cammino comandare,comandare sulle anime di altre persone comandare sul parroco comandare sulle offerte comandare su i tuoi figli e poi a casa loro comandano le mogli.

Ribadisco che molti sanno di essere nell'errore ma sono come degli zombie impossibilitati a ribellarsi legati ai loro Kapi a qualcosa di magico,a me piace molto il termine vivere in una "Kikogabbia".
Ho amici stanchi ma incapaci di uscirne fuori direi rassegnati,veramente schiavi di qualcosa che loro percepiscono di essere sbagliato ma rimangono inchiodati a questa realtà sapendo che per loro fuori dalle salette esiste il vuoto specialmente quello spirituale.

Sanno che il cammino durerà per tutta la vita e me lo dicono con triste rassegnazione.



Anonimo ha detto...

A teramo ci sono (ora in altre parrocche) una 20ina di comunità, siccome lo sai della tutta. Ogni 2 anni ricominci?

by Tripudio ha detto...

Purtroppo ho presente più di un vescovo (oltre a un gran numero di preti) esprimersi contro i movimenti. L'idea che un parroco non debba appartenere ad alcun movimento è dettata dalle brutte esperienze avute con certi pretini alquanto facinorosi, quelli che erroneamente credono che la propria vocazione sia stata suscitata dal proprio movimento e allo scopo di "salvare la Chiesa".

In realtà l'esperienza genuina dei movimenti è quella di rinvigorire la Chiesa, non quella di "convertirla" ai propri standard: ed era questa la convinzione di Giovanni Paolo II, che non era certo uno stupido autolesionista.

Non mi preoccupa che il parroco (o vescovo) sia convinto che l'esperienza di un certo movimento sia utilissima a sé e dunque anche al suo gregge. Mi preoccupano invece due cose:

1) che lui sia convinto che sarebbe necessario che ogni fedele si faccia plasmare da quel movimento: è l'errore che sopra ho chiamato "facinorosi", è l'invertire il ruolo della Chiesa con quello del movimento;

2) che tale movimento contenga degli errori sulla fede e sui sacramenti.

Purtroppo i presbiteri neocatecumenali, anche quelle rare volte che non appaiono "facinorosi" come nel punto 1, di sicuro rientrano nel punto 2.

Anonimo ha detto...

Ah ah ah anonimo delle 11,16 potresti elencarmi la ventina di comunità?
Siete solo in tre parrocchie, una media di 6/7 comunità per parrocchia me le elenchi?Ma quando mai?
E poi parlavo della parrocchia dello Spirito Santo la madre dei tutte le parrocchie nc dove eravate per difetto 14/16 comunità,dove sono finite?
E come mai alla Madonna della Cona con un avverso parroco nc ora c'è il cammino,.........
si è convertito? e come si è convertito al kikismocarmenismo?
Numble, numble, numble, che fastidio ti da se ogni due anni ricomincio?

Anonimo ha detto...

Anonimo 17.31 alla cona per tuo sommo dispiacere ti comunico che c'è il cammino e il paeroco non e' mai stato avverso, rasserenati.

Anonimo ha detto...

Carissimo sai leggere?
Io ho scritto che alla cona c'è il cammino,ma, il nuovo parroco che era cappellano dell'ospedale civile appena prese possesso della parrocchia chiuse il cammino e lo riaprì dopo circa due anni,sbaglio o le cose stanno così? Come mai? Si è convertito si o no al kikismocarmenismo?
Ti ho fatto delle domande e non hai risposto,ma per arrivare a venti comunità ci hai aggiunto per caso le comunità montane e quelle del BIM tanto per voi quando leggete "comunità" ammazza ammazza so tutte na razza basta che è "comunità".

Ho saputo da pochi giorni (verificherò) che vi hanno cacciato anche dalla parrocchia del Sacro Cuore di Roseto degli Abruzzi (è una brutta parola ma mi hanno detto cacciato),ora come ben sai la parrocchia di Roseto è stata la prima ad accogliere nel teramano negli anni 70 la nuova religione portata dai catechisti da 90 de Roma dei Martiri Canadesi confermi?

Se questo è vero, siamo alla seconda roccaforte nc che chiude nel teramano,più sereno di così

Dormi tranquillo fra due anni parlerò d'altro

psyco ha detto...

......quando un parroco si converte al cammino..... gli è solo arrivata la giusta combinazione di regalie e minacce.....

Anonimo ha detto...

Ti confermo che non è vero. Grazie a Dio! Sul versante teramano hai pessimi informatori, sandavi almeno sul suo versante è ancora informato bene.

Anonimo ha detto...

Anche ad Ascoli per quello che vedo sono agli sgoccioli

Anonimo ha detto...

No pure ad Ascoli resistono, il vescovo gli apre pure un seminario l'anno prossimo.

Anonimo ha detto...

Scusa cosa è che non è vero?

A) Le venti comunità?

B) I fatti della cona?

C) La comunità di Roseto? (Se sai leggere non l'ho data per certo) ma siccome mi è stato riferito da persona molto seria forse e dico forse il poco informato sei tu.

Finisco qui questa querelle non ho informatori non spio e ne mento

Alla prossima "informazione"





ObscultaFiliPraeceptaMagistri ha detto...

Sono finiti i soldi... da quelle parti, o meglio, da queste, le fabbriche continuano a chiudere, la gente perde il lavoro, non ha soldi per sostenere le comunità... possono aprire seminari per gente esterna (i 4 gatti marchigiani vanno tutti al regionale) e pure comunità, ma se fanno leva sul portafoglio si autodistruggeranno in poco tempo. Senza contare che, senza ricambio diocesano, il vescovo non "restituirà" mai i sacerdoti a Kiko...

sandavi ha detto...

Vorrei dire che non ho "informatori", semplicemente parlo con la gente. E di gente incazzata a causa del Cammino ce n'è purtroppo per loro un bel po'. E la loro sfortuna sta anche nel fatto che comprendo e parlo dignitosamente quattro lingue.

Anonimo ha detto...

Si ma ti sei scordato il pescarese :)

Anonimo ha detto...

Il cammino e' una chiesa viva in una chiesa che si sta spegnendo. Aperti 80 seminari nel mondo mentre a migliaia si stanno chiudendo; meditate gente...meditate.
non si deve guardare il pelo nell'uovo ma l'uovo.

by Tripudio ha detto...

Il Cammino in realtà è una contro-chiesa viva, un parassita che tenta di spegnere la Chiesa Cattolica.

I seminari del Cammino non sono ottanta, ma sono più di cento - sei fermo alla propaganda kikiana di un qualche annetto fa: prova ad aggiornarti.

Le comunità del Cammino si stanno chiudendo a migliaia, anche nonostante tutte le operazioni di fusione, acquisizione, incorporamento, scorporamento, comunità in missione, figli in comunità già da adolescenti... meditate, fratelli del Cammino, meditate.