giovedì 27 giugno 2013

Preparazione vocazionale in stile kikiano: cioè niente direzione spirituale

Io l'ho fatto il centro vocazionale neocatecumenale, a Roma con don Gianvito, don Ezechiele P., il laico Giampiero D. e consorte. Non serve assolutamente a niente. Non esiste nessuna direzione spirituale. Si fanno solo giri di esperienze, scrutatio, e vengono dati consigli generici. Ma non c'è mai un tu per tu con un sacerdote che ti faccia direzione spirituale.
Scena da un seminario kikiano:
l'orrido dipinto di Kiko incombe

Si fanno degli incontri, una volta al mese o ogni due mesi, per circa 9 mesi. Si termina con una convivenza dove don Gianvito e il laico Giampiero e sua moglie fanno gli interrogatori ai singoli, di fronte alla platea di giovani del centro vocazionale.

Il momento clou della convivenza è quando ti mandano nella tua stanza a fare una "scrutatio". Dopodiché devi rispondere a due domande con "sì" oppure "no". Le domande sono più o meno "Senti la vocazione al sacerdozio?" e "Senti la vocazione al seminario Redemptoris Mater?". Qualcosa del genere.

Se la risposta alla prima è e alla seconda è no, devi essere tu ad indicare che tipo di formazione vuoi ricevere. Devi già conoscere altre realtà, ordini religiosi ecc. Infatti ti dicono "Sei libero di scegliere l'ordine religioso che preferisci, però ti avviso che gli ordini religiosi in questo momento storico sono in forte crisi". Come a dire: o vieni con noi, o finisci nella "forte crisi".

Un ragazzo che è cresciuto nel CN, che non conosce altre realtà, e al quale viene detto che fuori dal CN c'è solo decadenza, secondo voi che scelta potrà fare?

Alla fine della convivenza, sulla base delle risposte e del discernimento che l'anomala triade (don Gianvito, il laico Giampiero e sua moglie) ritiene di avere sui malcapitati, si fa una "chiamata". Ovvero vengono pronunciati a voce alta i nomi di quelli che saranno invitati a settembre alla convivenza di Porto San Giorgio (la Merkabah).

«Sei disposto ad andare in qualsiasi
luogo che Kiko avrà scelto per te?»
In questa convivenza, alla quale non ho mai partecipato ma di cui mi hanno raccontato persone che vi hanno partecipato, tutti i giovani del mondo si radunano (che mala gestione delle risorse economiche!), è lo stesso Kiko a fare gli scrutini ad uno ad uno, davanti a centinaia di persone. La domanda fondamentale a cui l'aspirante seminarista deve rispondere affermativamente se vuole diventarlo è più o meno la seguente: "Sei disposto ad andare in qualsiasi luogo che il Signore avrà scelto per te?". E in seguito si faranno le estrazioni a sorte (sortilegio) per decidere dove smistare i ragazzi.

Inoltre c'è anche un momento in cui i ragazzi si dividono in gruppetti, ai quali si unisce un "catechista itinerante" che li deve aiutare a capire cosa significa "missione".

Come vedete non c'è mai un confronto diretto con un sacerdote, un tu per tu, una direzione spirituale... Ma non è una novità, dato che è così anche nell'ordinarietà del CN.

Sebastian

94 commenti:

by Tripudio ha detto...

Nel Cammino, le vocazioni al sacerdozio sono nelle mani di laici scelti dal laico Kiko.

Nella Chiesa cattolica, le vocazioni al sacerdozio sono nelle mani di sacerdoti e vescovi.

Sebastian ha detto...

L'ho scritto per sfatare il mito del "Centro Vocazionale" come un luogo (n.b. non è un luogo fisico, ogni incontro viene fatto in un posto diverso: parrocchi dei SS. Martiri Canadesi, San Mauro Abate e seminario RM) dove viene operato chissà quale discernimento, chissà quali esperienze illuminanti...

Aggiungo che è un luogo dove vengono mandati anche molti giovani con seri problemi di vita (psicologici, di droga, sessuali, familiari). C'erano dei veri e propri casi umani.

La condizione necessaria e sufficiente per poter partecipare agli incontri del centro era quella di fare il Cammino, ovvero andare sempre in comunità, alle celebrazioni del mercoledì e del sabato, alle convivenze e ai passaggi. Inoltre il catechista doveva esserne assolutamente a conoscenza.

Infine spezzo una piccola lancia a favore di questo centro, o forse dovrei dire a favore di don Gianvito (che è anche vice-rettore del seminario), il quale al primo incontro suggerisce a tutti di partecipare quotidianamente a una messa, di fare un rosario e almeno 15 minuti di preghiera silenziosa di fronte al Tabernacolo.

by Tripudio ha detto...

Purtroppo è troppo facile consigliare di fare preghiere e adorazioni e poi infischiarsene della realtà (cioè delle attitudini del singolo, della necessità di accompagnarlo spiritualmente in ogni momento, dell'assurdità di mandarlo a casaccio).

La formazione al sacerdozio è una materia delicatissima.

Per esempio, elenchiamo qui alcuni tipici errori del Cammino quanto alle vocazioni.

Nella Chiesa cattolica è necessaria la discrezione fino all'imminenza dell'ingresso in seminario, per evitare ogni sorta di pressioni esterne (anche solo il fatto di pensare "che ne diranno i miei amici se io...").

Nel Cammino invece si fanno le pubbliche "alzate" davanti a Kiko e davanti ai propri amici e parenti. Pessimo modo per cominciare un percorso di verifica vocazionale.

Nella Chiesa cattolica si parte dalla fiducia di sacerdoti (parroco, direttore spirituale...) perché a preparare una vocazione al sacerdozio siano dei sacerdoti, e possibilmente sacerdoti di fiducia del vescovo o del superiore religioso.

Nel Cammino invece sono i laici che organizzano, selezionano, smistano, facendo a meno delle figure sacerdotali (tranne quelle di rappresentanza, che infatti più di qualche "frase fatta" non osano dire: oserebbero mai contraddire il Don Kikolone?).

Nella Chiesa cattolica si tiene seriamente in conto la libertà del singolo, perché si sa bene che un eccellente modo di rovinare una vocazione è mandarla in un posto che gli è poco congeniale alla sua specifica crescita spirituale.

Nel Cammino invece si procede con i sortilegi, impelagandosi proprio nel problema che la Chiesa cattolica intende evitare, e comunque con l'ultima parola che spetta a dei laici neocatecumenali (che si arrogano il diritto di "selezionare" e "smistare"). Così va a finire che le "esigenze di gestione" del Cammino prevalgono sul buon senso e quindi se c'è da rimpolpare un fatiscente seminario neocatecumenale dall'altra parte del pianeta Terra, si manda lì il primo "alzato" che capita sotto tiro.

Nella Chiesa cattolica gli inviti a staccarsi dagli affetti sono solo di ordine spirituale. Tant'è che si tiene addirittura conto della situazione familiare dei singoli (i genitori sono d'accordo? la decisione è maturata per far piacere a qualche parente?). Il distacco avviene tutto nella libertà del singolo.

Nel Cammino invece il distacco dagli affetti è una mannaia che cala dall'alto, inevitabile, brutale. Ti obbligano a distaccarti dagli affetti, perché disprezzano la libertà del singolo, la temono più della peste.

Nella Chiesa cattolica si sa che «il Signore ama chi dona con gioia». Con gioia, e cioè con la tua piena libertà e consapevolezza, sia per ciò che riguarda il piano materiale che per ciò che riguarda il piano spirituale.

Nel Cammino quel detto non si applica, perché è obbligatorio "donare" (Kiko dice testualmente: «devono mollare il malloppo»). Come meravigliarsi dunque che il Cammino consideri le vocazioni come merce da "selezionare" e "smistare" a proprio uso e consumo? La spiritualità del Cammino è tutta in quelle parole di Kiko: «devono mollare il malloppo», perché nel Cammino il buonsenso e la libertà del singolo vengono visti come fumo negli occhi (a differenza di ciò che avviene nella Chiesa cattolica).


Questi soli motivi sarebbero già sufficienti a capire non solo l'assurda discrepanza tra le numerosissime "alzate" e le scarsissime ordinazioni sacerdotali di "presbiteri R.M.", ma anche il motivo per cui i presbiteri R.M. sono spiritualmente così poveri, così malmessi, così kikodipendenti.

Anonimo ha detto...

MA NON DITE CAZZATE, io ho frequentato il centro vocazionale a Roma seguito ad ogni incontro dal vicerettore del seminario in persona e così TUTTI i ragazzi che stanno al centro vocazionale... incredibile come distorcete la realtà e dite falsa testimonianza.

by Tripudio ha detto...

"Seguito" in che senso?

Che sei stato così fortunato da non essere mai scrutinato dal laico Giampiero e da sua moglie?

Se Kiko ti vuole "smistare" in un posto e il famoso Vicerettore del Seminario non gradisce, chi dei due ha l'ultima parola?

Il tuo direttore spirituale è un sacerdote o un laico? Se è un sacerdote, che ruolo ha avuto durante il tuo discernimento? A cosa esattamente sono serviti gli "incontri" e il "centro vocazionale"?

Vedi, caro fratello, tu ci accusi di distorcere la realtà, però non dici nulla per dimostrarlo.

Tu ci accusi di falsa testimonianza, però non sei in grado di smentire nulla di ciò che viene testimoniato qui (tanto più che è testimoniato da persone che ci sono veramente andate: tu ci sei andato davvero? se ci sei andato davvero, puoi spiegarci precisamente i due laici marito e moglie che c'erano lì, che ruolo avevano?).

Finché i neocatecumenali saranno convinti che la menzogna e la maldicenza sono degli strumenti necessari per difendere il Cammino, sarà evidentissimo a chi è davvero figlio il Cammino...

Lino ha detto...

Anonimo ha detto...
"MA NON DITE C......., io ho frequentato il centro vocazionale a Roma"
Tu non hai frequentato il centro vocazionale (da vocationem) a Roma. Tu hai frequentato il centro turpiloquiale della suburra di Roma.
D'accordo che il Cammino è per "i lontani": un po' di catechesi sull'idolo del turpiloquio potrebbero farvele, però.

Tommaso ha detto...

Vi ringrazio per questo tread. Mi avete dato una notizia che non sapevo: vi è la possibilità di poter scegliere più strade. non sapevo della doppia domanda, che di fatto smonta molte delle illazioni secondo le quali o Redemtoris Mater o picche...
Non solo, ma avete aiutato a capire a cosa serve il Centro Vocazionale: non è un seminario, è lì infatti che ci sarà la direzione spirituale, e al termine del quale ci sarà la vera chiamata di fronte al Vescovo. le chiamate di cui si sta parlando sono chiamate infatti ad intraprendere un percorso, che sono contento sia vagliato dalla Parola stessa. Poi ci sarà il tempo di prendere qualunque scelta definitiva. Chi inizia il seminario e non lo porta a termine, non è mica un fallito? Spesso invece nella società di oggi è questo che pensano. Ma se davvero vuoi vagliare la tua chiamata, l'unico posto che puoi trovare è il Seminario, mica altrove. Mi pare del tutto ovvio che se uno ha ricevuto questa chiamata ad un incontro vocazionale del CNC, evidentemente preferirà proseguire il proprio cammino di fede in un Seminario che tiene conto dell'importanza anche della comunità e del CNC stesso.
Bel tread davvero. Bel tread.

PS. Mi pare che Sebastian la lancia l'abbia sì spezzata, ma in testa a Don Gianvito. Lui più di tutti vi dà l'esempio che quanto affermate erroneamente circa la dottrina eucaristica nel CNC è solo mistificazione. Eucaristia ogni giorno, rosario e preghiera silenziosa davanti al Santissimo: cosa si potrebbe fare di più? davvero c'è bisogno del direttore spirituale? Sebastian non crede che l'Eucaristia di per sè sia la migliore direzione spirituale che ci sia?

Va inoltre puntualizzato che siamo tutti dei casi umani, siamo uomini infatti, e Dio non chiama solo i perfetti, ma anche quelli che tu definisci "casi umani". Cosa vorresti, neppure farli partecipare a degli incontri di ammissione ad un seminario?
Sebastian, siamo tutti "casi umani".

Anonimo ha detto...

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350541

l'avete letto? Che ne pensate?

Mario

Lino ha detto...

Tommaso ha detto:
"Cosa vorresti, neppure farli partecipare a degli incontri di ammissione ad un seminario"

Tommaso, Tommaso (un nome abbastanza inviso al Cammino, perché "mormora"):
forse si vorrebbe che queste cose fossero gestite dal Clero e non dai cosiddetti "laici clericalizzati". "Siamo tutti dei casi umani", certo: taluni, però, sono casi sacerdotali, altri sono casi laici. Perché vuoi confondere missione e ruoli?

C. ha detto...

Non voglio essere ripetitivo o contraddire Sebastian ma dalla mia esperienza nel cn non mi risulta assolutamente che ci si possa alzare per andare in seminari non RM.

E' lo stesso Kiko che lo dice, basta vedere i filmati delle adunate quando chiama: ci si alza per la "missione", per andare in "tutto il mondo" (come in una sua celebre canzone).
Lo stesso in tante convivenze di settore da me seguite in tanti anni. Era sempre ribadito che chi si alzava doveva pensarci bene perché non sarebbe andato nel seminario "sotto casa". Quindi mi sembra strano che a Roma ti dicano "fai come ti pare".
Poi dove andresti? Andare in un seminario diocesano equivarrebbe a dire di voler andarsene dal cammino.

Io sono stato mandato via per motivi assai più futili, no, mi spiace ma credo quella fatta a Roma fosse una domanda aleatoria, di fatto il 99,99% ha scelto un seminario RM. Del resto, io non ho mai incontrato seminaristi nel cammino che non frequentassero il seminario RM.

Posso anche sbagliarmi ma, a mio avviso, è "tecnicamente" impossibile fare il cammino e frequentare un seminario diocesano. Vi immaginate dover andare via il sabato sera per la eucarestia, poi le convivenze e quant'altro? "Scusi Rettore, ma questa settimana ho la convivenza con i catechisti, non sarò presente per x giorni, stiamo facendo il passaggio e poi starò via per seguire gli scrutini..."

Uno dei motivi con il quale Kiko, del resto, motivò la scelta della creazione dei seminari RM fu proprio quella per cui nei seminari tradizionali il cammino non poteva più essere fatto dai seminaristi.

Anonimo ha detto...

L'arte contemporanea....all'interno della liturgia....non è molto bella. Un dipinto religioso deve indurre alla preghiera; dinanzi a un quadro devo pregare. Gli occhi devono essere ben dipinti poiché il solo sguardo di Cristo o di un Santo è comunicativo, induce alla preghiera, stimola alla conversione e il quadro deve riflettere questo. Ecco perchè gli occhi neri di Kiko non vanno bene in Chiesa: non esprimono niente. Riguardo ai canti e la musica liturgica, bisogna stare attenti agli eccessi: sia riguardo alla linea melodica e sia riguardo alle tonalità. Molti canti della Chiesa sono canzoni e canzonette che attirano per il gusto musicale soprattutto i giovani e bambini, ma ciò non va. Infatti, quello che rimane nei propri ricordi è solo la melodia. Al contrario un canto o una musica idonea per la liturgia, fa si che rimanga nella mente il contenuto, la preghiera piuttosto che il suono. Ecco perché l'unico strumento idoneo per la liturgia è l'organo che si accompagna bene con la voce.
I nostri ricordi devono essere usati per amare il Signore; impastarli con le canzonette non serve a crescere nella Fede. Se hanno voglia di cantare e fare un balletto sarebbe meglio se facessero un concerto di musica leggera fuori alla Chiesa, ma non dentro e durante la Liturgia.

Mario

Mario

C. ha detto...

In questo post voglio solo dare dei dati e sfatare i "miti" neocatecumenali (i quali sarebbero gli unici a dare vocazioni alla Chiesa, balla che i piccoli nc si bevono senza verificare).

Lo scorso aprile a Roma sono stati ordinati 10 sacerdoti:
- 4 del Redemptoris Mater di Roma (uno dei maggiori del mondo del cn, se non il maggiore, ora annesso con il seminario del Giappone, costosissimo e con un bacino di reclutamento praticamente "mondiale", vi arrivano seminaristi da tutto il mondo),
- 4 del seminario maggiore (c.d. seminari "vuoti", sicuramente meno costoso del RM e con un bacino di influenza più locale)
- 2 del seminario del Divino Amore (realtà piccolissima dei c.d. "ordini tutti in crisi", ovviamente).

Se si prendessero macrodati su scale più ampie il risultato sarebbe ancora meno lusinghiero.

Non metto questi dati per fare un confronto di vocazioni, ma per ribadire come i c.d. "numeroni" ed il mito della "Chiesa in crisi" promulgata da Kiko e del cammino come "unica salvezza della Chiesa" sia solo una sterile propaganda inoculata ai camminanti.

Anonimo ha detto...

"davvero c'è bisogno del direttore spirituale? "


Guarda, io da laico mi son reso conto che è necessaria una direzione spirituale, da laico, non da seminarista. E ho intrapreso un percorso prima con un sacerdote, ora con un altro.

Sai perché è necessaria? Per insegnarti a capire se stai ascoltando Dio o se stai facendo quello che tu vuoi che Dio ti dica di fare. Serve per aiutarti a guardare le cose da un altra prospettiva, dal punto di vista di una persona che ne sa più di te, che può consigliarti, con cui puoi confrontarti, sfogarti e discutere animatamente. Perché, caro Tommaso, Dio non ha bocca se non quella dei nostri fratelli.


Si, l'eucarestia è la migliore direzione spirituale che ci sia. Ma resta sempre il rischio di alienarsi e sostituire la voce di Dio alla propria. Abbiamo bisogno di una persona esterna che ci faccia riflettere sui nostri errori, che ci faccia notare che infondo gli angoli scuri della nostra anima non sono poi così scuri, e che quelli chiari forse non sono così chiari.

Ricorda che noi ci vediamo in un modo ma non siamo come ci vediamo, abbiamo bisogno di uno sguardo esterno che ci aiuti a veder meglio, che ci consigli che percorso seguire in base alle sue esperienze e a quanto ci conosce.

Se tu ti ritieni sufficientemente santo da non aver bisogno di qualcuno più esperto di te a consigliarti non hai bisogno di nessuna guida spirituale.

Ma sinceramente se uno crede di avere la vocazione al sacerdozio non può esimersi da avere una guida spirituale, e anche un giovane sacerdote. Poi magari con gli anni, crescendo nella fede non diventa più necessaria, ma all'inizio di un cammino così serio come quello sacerdotale non può mancare.


P.S. Ma che senso ha che un sacerdote continui a fare il cammino? Cosa hanno da insegnargli dei laici scarsamente preparati, di più di quello che gli è stato insegnato negli anni di seminario?


Gv

by Tripudio ha detto...

La facile ironia di Tommaso lascia il tempo che trova.

Noi qui ci siamo limitati a dire cosa fa il Cammino, e a metterlo a confronto con cosa fa la Chiesa.

E questi argomenti restano perfettamente validi persino nelle occasioni in cui vescovi e rettori di seminario fanno qualche pasticcio.

Nemmeno Tommaso è abbastanza intelligente da capire che i criteri della Chiesa sono il buonsenso, la misericordia, la gerarchia sacramentale, che sono evidentemente materie sconosciute nel Cammino.


A Tommaso è poi sfuggita una di quelle vaccate che fanno capire la matrice protestante del Cammino Neocatecumenale: «vagliati dalla Parola».

Che significa?

Significa che dopo una lettura biblica e dopo un po' di preghiera sei automaticamente capace di distinguere?

Infatti i protestanti, a furia di leggere la Bibbia e di pregarvi con fervore e di fare "discernimento" e "vaglio", si sono spezzettati in decine di migliaia di sètte (non è un eufemismo).

Il problema, caro Tommaso, è che la gerarchia laica del Cammino decide il destino dei futuri sacerdoti provenienti dal Cammino.

Ma naturalmente tu hai capito bene che questo è un argomento spinoso, e perciò hai bisogno di girare il discorso verso altri argomenti...

Molto comica poi la tua domanda: «ma c'è bisogno davvero del direttore spirituale?»

Ma è ovvio! Essendo voi protestanti, a che vi serve un sacerdote come guida? Potete benissimo farne a meno: tanto ci sono i cosiddetti "catechisti" laici...


Ma passiamo ad argomenti più seri. La possibilità che dei giovani neocat diventino preti in diocesi o altrove c'è (non so per quali misteriose vie andranno, ma c'è): ho conosciuto io stesso alcuni (seminaristi e preti) provenienti dal Cammino che raramente riuscivano ad avere il sabato sera libero (ma se la celebrazione della liturkikia comincia alle 22, tutto è certamente più facile) e hanno dovuto fare qualche sforzo per mantenere il solito ovvio strettissimo contatto con i loro cosiddetti "catechisti" (laici).

Anonimo ha detto...

Non metto questi dati per fare un confronto di vocazioni, ma per ribadire come i c.d. "numeroni" ed il mito della "Chiesa in crisi" promulgata da Kiko e del cammino come "unica salvezza della Chiesa" sia solo una sterile propaganda inoculata ai camminanti.

Ti rendi conto che il 40% dei sacerdoti formati a Roma vengono da un solo movimento? Un movimento che rappresenta lo 0,01% dei cattolici?

Poi se volete dire che l'importante è la qualità e non la quantità delle vocazioni, è un altro discorso e sono d'accordissimo con voi.

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

Come dicono a Roma, il caro fratello Jeff pensa che qui abbiamo tutti l'anello al naso.

Il "quarantone per cento" di vocazioni a Roma (mica un quarantino, eh!! quando si tratta di Kiko è sempre un quarantone) dipende da un altro fattore che il fratello Jeff fa finta di non conoscere.

E cioè che anche la diocesi di Roma, spesso per mano del suo stesso cardinal vicario, muove una vera e propria guerra contro le vocazioni, preferendosi rifornire di preti "esterni" (che a Roma non mancano mai). Dovrei raccontare troppi dettagli della guerra ai seminari (per poco non ne faceva le spese perfino il Capranica), che esulano dallo scopo di questo blog. Chiunque può verificare quello che dico, chiedendo informazioni ad un qualsiasi sacerdote della diocesi di Roma (che sia romano d'origine!). Potrei anche raccontare grotteschi aneddoti di altre diocesi italiane dove ugualmente si vedono vescovi respingere vocazioni (si prenda per esempio una certa diocesi molisana...).

Jeff finge di non sapere che il Cammino ha "potenti appoggi" romani e diffusissime "oliature" (non a caso i parroci romani vengono progressivamente e inesorabilmente sostituiti con preti kikiani).

Al punto che ogni anno, alla "tornata" di ordinazioni, si effettuano due celebrazioni separate: una per la Chiesa cattolica, dove vengono ordinate al sacerdozio le vocazioni provenienti dai "cristiani della domenica", e un'altra per la setta neocatecumenale, che notoriamente ha bisogno di una celebrazione "a parte" perché i suoi "presbìteri" sono diversi. Il caro Jeff finge di non saperle, certe cose...

Dunque, la panzana che Jeff cerca di rifilarci è che solo il Cammino produrrebbe un gran numero vocazioni (come se qui nessuno conoscesse quanto falsi siano i numeroni proclamati da Kiko, quanto spesso false siano le "alzate", quante facilonerie e imposizioni ci siano nel percorso di verifica vocazionale kikiana, quanto assurdo sia il trattamento dei futuri "presbiteri kikiani", eccetera).

Nella sola giornata di sabato scorso a Roma sono stati ordinati tre sacerdoti col rito "tridentino" e sei sacerdoti missionari di un altro movimento ecclesiale, ma per Jeff questi numeri non fanno statistica: l'unica cosa che gli importa è il "quarantone per cento di vocazioni" (il caro Jeff avrà già moltiplicato 40 per 100 = 4.000 vocazioni dal Cammino!! ventimila preti per la Cina!! vai!!)

Riassumendo, caro fratello Jeff:

- la Chiesa cresce con o senza il Cammino

- la Chiesa cresce persino quando i suoi vescovi e cardinali cacciano via le vocazioni per far posto ai neocatecumenali

- il Cammino può anche vantare numeroni giganteschi, ma conserva la sua mentalità settaria

- il Cammino può crescere solo comprando "potenti appoggi" e approfittando (o addirittura provocando) danni al resto della Chiesa.

Ruben ha detto...

Ti rendi conto che il 40% dei sacerdoti formati a Roma vengono da un solo movimento? Un movimento che rappresenta lo 0,01% dei cattolici?
---
E' anche vero però che tutto rimmarrà "in casa": quel 40% è praticamente ininfluente nella Diocesi,in quanto referente ed asservito alle Comunità romane.
Ruben

Sebastian ha detto...

MA NON DITE CAZZATE, io ho frequentato il centro vocazionale a Roma seguito ad ogni incontro dal vicerettore del seminario in persona e così TUTTI i ragazzi che stanno al centro vocazionale... incredibile come distorcete la realtà e dite falsa testimonianza.


Tripudio, per "seguito" intende che la maggior parte degli incontri sono portati avanti da don Gianvito e don Ezechiele Pasotti (lo stesso di Radio Vaticana). In questo incontri però ribadisco che non c'è alcuna direzione spirituale privata. Si fanno delle scrutatio, dei giri di esperienze, delle catechesi, eucaristie... Le solite cose neocat, niente di nuovo.
Giampiero Donnini e consorte sono presenti quando possono, ma non mancano nel momento clu del centro vocazionale, cioè la convivenza finale, dove viene fatto una specie di scrutinio, e dove si deve decidere chi invitare a Porto San Giorgio.

@Tommaso, C.

Tecnicamente c'è la possibilità di andare in un seminario non RM, o in un ordine religioso. Tuttavia questa informazione viene data proprio all'ultimo, cioè alla convivenza finale, dove devi rispondere a quelle due domande.
Inoltre nessuno ti aiuta a decidere cosa fare, o comunque a mostrarti quali alternative effettivamente ci sono. La maggior parte dei ragazzi del centro vocazionale non conoscono altre realtà diverse dal CN.
E' evidente che il 99.9% delle persone sceglie il seminario RM.
Vuoi mettere andare a Porto San Giorgio, parlare con Kiko in persona, andare in giro per il mondo, essere parte della grande missione che Dio ha affidato al Cammino Neocatecumenale?

Comunque per fortuna ci sono anche persone che riescono in qualche modo a fare una scelta diversa dal RM. Sono rare, a Roma non ne conosco. Credo che siano forse più comuni in diocesi dove non c'è il seminario RM, e dove non c'è un centro vocazionale.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=Z_Ab7YKX1LM&feature=player_embedded che ne pensate di quel che dice Kiko? Per me falsa umiltà...

FDF ha detto...

è evidente a chiunque con un po' di sale in zucca e lo sanno tutti nel CN, è cosa nota e arcinota che i preti che escono dal seminario RM sono per il cammino e non per la Chiesa. Inutile stare a dire menate o a vantare numeri.
I RM sono nati per dare al cammino sacerdoti che funzionino per il cammino, d'accordo col cammino, soggetti a Kiko. Se un sacerdote non è d'accordo con Kiko è costretto ad andarsene dal cammino a meno che non voglia mettersi a fare la guerra a Kiko (e Don Rosini ne è un esempio).
E' stravero che i sacerdoti RM dipendono da Kiko sostanzialmente e dal Vescovo solo formalmente. Tutti quelli che conosco nella mia diocesi quando volevano impiegarsi per la diocesi sono stati costretti a lasciare il cammino, con una sola eccezione, che riguardava il Vicario del Vescovo, prete del nord, ordinato ben prima che il cammino esistesse. E tuttavia costui il cammino non lo faceva, ma lo seguiva solo.
Chi invece cresce nel cammino, ha la vocazione nel cammino e viene formato nei RM è a tutti gli effetti (vi sfido a negarlo) un prete fondamentalmente kikiano. La sua attività sarà rivolta al cammino.
Dei seminaristi poi la buona parte con la scusa dell'itineranza il seminario di fatto lo abbandona per seguire le coppie di itineranti, motivo per cui di solito per ordinare un prete RM ci vogliono anche 10 anni. Anche qui ne conosco diversi.
La formazione all'itineranza è obbligatoria, non facoltativa e può durare piu di due anni.
La maggior parte dei preti RM considera l'idea di stare in una parrocchia medio-piccola come una sfiga.
A chi sottolinea l'obbedienza ai Vescovi vorrei ricordare che l'obbedienza è obbligatoria, disobbedire al Vescovo è un peccato grave ed anche una fattispecie delittuosa nel diritto canonico. Nell'obbedienza alla gerarchia ecclesiastica non ci vedo niente di particolarmente degno di merito: se un sacerdote se ne va dalla diocesi senza permesso dell'ordinario o del superiore passa grossi guai

Anonimo ha detto...

Tripudio parte per la tangente, come al solito. E vabbé, non é una novità. Non mi interessa convincervi di nulla, mi fa solo ridere che di fronte a numeri evidentemente grossi si dica che sono numeri piccoli. Boh, mi sembra che non vogliate vedere la realtà, comunque continuate pure non voglio distogliervi dalle vostre elocubrazioni.

Saluti
Jeff M.

Anonimo ha detto...

Dimenticavo: dire che la Chiesa cresce é essere fuori dal mondo e da ogni realtà.

Anonimo ha detto...

A chi sottolinea l'obbedienza ai Vescovi vorrei ricordare che l'obbedienza è obbligatoria, disobbedire al Vescovo è un peccato grave ed anche una fattispecie delittuosa nel diritto canonico

Per l'appunto: l'accusadi essere disobbedienti ai vescovi e kiko-dipendenti, la diffamazione di essere preti per il Cammino e non per la Chiesa è un'accusa PARTICOLARMENTE grave. Per questo vi correggo, poi siete liberi di dire tutte le menzogne che volete

Saluti
Jeff M.

FDF ha detto...

Aggiungo anche che Kiko e gli itineranti e i responsabili nazionali e regionali hanno la piena disponibilità dei seminaristi RM. Possono tranquillamente andare, col permesso di Kiko o di qualche autorità del cammino a livello internazionale (tipo Gennarini), dal rettore di un RM e prendere seminarsti per varie necessità (tipo cantori, per esempio).
Motivo per cui l'ingresso negli ordini religiosi è sostanzialmente scoraggiato, dato che da lì non puoi prendere proprio niente e il religioso deve obbedienza ai suoi superiori ben prima che a Kiko.
Un buon prete francescano che conosco, biblista, teologo, che ha studiato anche al Seraphicum, veniva dal cammino, ma dovette allontanarsene, perché il suo impegno era del tutto incompatibile con il CN.
Infine i preti RM fanno il cammino, i passaggi, gli scrutini e tutto il resto. Sono comunque soggetti alle decisioni dei catechisti, anche se non ho mai sentito di un prete che sia stato fermato ad un passaggio. Mi sembra che di prassi non si faccia.

by Tripudio ha detto...

Il caro Jeff, per dimostrarci che il suo non è un giudizio temerario, ci saprà sicuramente fare una lunghissima lista di esempi di "presbiteri RM" che di fronte ad un'esigenza del vescovo contrapposta dall'esigenza di Kiko, hanno fatto ciò che diceva il vescovo piuttosto che ciò che esigeva Kiko... e senza scappatoie o trucchetti o mormorazioni.

In particolare Jeff ci illustrerà anche il caso del Giappone, dove i presbiteri RM hanno bisogno di un "intermeriario" per dialogare coi vescovi giapponesi a cui in teoria dovrebbero totale dedizione e ubbidienza.

Anonimo ha detto...

per dimostrarci che il suo non è un giudizio temerario

Tu prima indicami quale sarebbe il giudizio temerario cosí che possa correggerlo

Grazie

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

A quanto detto da FDF vorrei aggiungere che il caso di don Pezzi è analogo e vale come esempio da manuale.

Don Pezzi apparteneva ai Comboniani. Per ben vent'anni ha dedicato tutto il proprio tempo al Cammino Neocatecumenale, finché, nel 1992, finalmente lo cacciarono via per disubbidienza (si dedicava esclusivamente al Cammino e non viveva più nulla della vita dei missionari Comboniani). Sì, proprio i Comboniani, un ordine molto "rilassato", proprio uno di quei posti dove l'ubbidienza pare che sia proprio all'acqua di rose.

Lo ammise lo stesso don Pezzi di essere stato dolorosamente mandato via, in un'intervista pubblicata qualche anno fa sul neocatecumenalissimo sito Segnideitempi, intervista che poco tempo dopo fu "opportunamente" fatta sparire.

Signori, ecco a voi il Tripode neocatecumenale: Kiko cacciato via dai Cursillos dopo un anno; Carmen cacciata via per disubbidienza dalle suore Misioneras de Christo Jesùs; don Pezzi cacciato via dopo vent'anni di disubbidienze. Davvero un biglietto di presentazione, che spiega come mai uno dei principali carismi del Cammino sia la disubbidienza.

by Tripudio ha detto...

Jeff, tu ci hai brutalmente accusato di "diffamazione" solo perché abbiamo ripetuto quello che tu già sai: e che cioè i "presbiteri RM" sono a disposizione del Cammino anziché dei vescovi, nonostante le apparenze e i paroloni.

È la tua ad essere diffamazione, poiché ad affermare quelle cose sui "presbiteri RM" sono anzitutto i vescovi giapponesi (oltre alle infinite altre testimonianze nello stesso senso): eppure tu te la prendi con noi perché ti abbiamo ricordato una verità particolarmente scomoda.

E ti do pure la citazione esatta: nel 1992 (ventun anni fa) in una sua sessione straordinaria, la Conferenza Episcopale Giapponese riconosceva che «lo scopo del seminario [R.M.] non è la formazione di nuovi sacerdoti diocesani ma piuttosto l'addestramento di nuovi preti per le comunità neocatecumenali».

Fonte: il sito web della Conferenza Episcopale Giapponese (CBCJ). Abbiamo tradotto tale pagina in italiano [link qui] e commentato.

Anonimo ha detto...

Jeff, tu ci hai brutalmente accusato di "diffamazione"

Quindi voi potete accusare i presbiteri RM di essere disobbedienti al loro Vescovo (accusa grave, come ho già detto) e chi vi fa pacatamente notare che il vostro è un giudizio temerario vi starebbe a sua volta "brutalmente accusando".
Insomma, potete dire ciò che volete e chi vi contraddice vi sta diffamando.

Vabbè tripù, è stato un piacere :)

Saluti
Jeff M.

P.s. affinché non si dica che "scappo dalla discussione", rispondo alla tua richiesta: presbiteri che hanno obbedito al Vescovo anche quando questi andava contro Kiko ce ne sono. Lo stesso DG (mi pare) raccontava nella sua esperienza che ne aveva conosciuti due.
Ma non serve scomodare il solito caso arcinoto di Don Fabio Rosini: come ho già detto ne conosco di sacerdoti RM che sono stati spostati da parrocchie o da attività di itineranza per andare a fare servizio in parrocchie disastrate, senza Cammino né altro, e che sempre hanno obbedito. Umanamente a malincuore, ma sempre con una grandissima fede.

P.P.s. Spero di non essere stato troppo brutale, stavolta. :D :D :D

Anonimo ha detto...

solo per mera correttezza, siccome si parte dalla formazione dei ragazzi, per finire alla disobbedienza passando dal gossip.
quindi:
-i ragazzi dopo le spontanee alzate, vengono seguiti per un tempo da una equipe specifica composta da uno o più sacerdoti, e una o più coppie, al fine proprio di vagliare se ci sia una vera vocazione, spiegatemi dove sia questa aberrazione.
-una volta avviati alla convivenza, viene chiesto se sono disposti a essere inviati ai seminari internazionali, se si ok se no ok, nessuno obbliga o impedisce di andare al seminario diocesano o in ordine religioso, su questo potrei innondarvi di esempi, spiegatemi dove sia l'aberrazione.
-una volta in seminario, c'e un rettore, un vice rettore, due formatori, due padri spirituali che seguono e discernono sui ragazzi, ma soprattutto c'è la LIBERTA', spiegatemi dove sia l'aberrazione.
E' totalmente falso che sia kiko personalmente a seguire i seminaristi, non immaginate nemmeno cosa significherebbe fare questa cosa, dovrebbe girare il mondo solo per fare questa cosa, e non penso che ci riuscirebbe.

ho scritto queste cose assolutamente consapevole, che quello che vi preme non è la verità ma sparare nel mucchio per togliere anche una sola vocazione al cammino, sono anche certo che siate consapevoli delle panzane che scrivete.
contenti voi

by Tripudio ha detto...

È interessante il metodo di Jeff per fuggire la discussione.

Notate accuratamente il suo argomentare: viene qui ad accusarci di aver dato giudizi infamanti, quando a dare quei giudizi sono stati tantissimi vescovi che hanno provato sulla propria pelle e sul proprio gregge l'effettiva "ubbidienza neocatecumenale" dei presbiteri RM.

Finge di non sapere che le disubbidienze non consistono in una pubblica e plateale dichiarazione di disubbidienza.

Non potendo accusare i vescovi giapponesi (anche se vorrebbe farlo), continua ad accusare noi gratuitamente e brutalmente (e poi si lamenta che glielo facciamo notare, "contraddicendolo").

Infine afferma di aver conosciuto preti che hanno ubbidito al vescovo piuttosto che a Kiko... e vorrebbe pure fingere di non sapere che questo comporta delle conseguenze (i cosiddetti "catechisti" si vendicheranno e li faranno "scendere da cavallo" alla prima occasione: Kiko ha il carisma! chi sei tu per disubbidirgli?)

E tira fuori il caso Rosini, senza precisare che chiunque nel Cammino non sia ciecamente convinto della bontà assoluta dei due laici spagnoli e della loro invenzione, finisce presto per uscirne (o perché cacciato via, o perché isolato e costretto ad andarsene).

Infine finge di non sapere che un sacerdote neocatecumenale che finisce in una parrocchia "senza Cammino", tenta comunque in tutti i modi di "neocatecumenalizzarla", a cominciare dalle omelie, dallo stile della celebrazione, dagli arredi e suppellettili, a poco a poco.

E che il "malincuore" di cui parla, è in realtà il disprezzo e la mormorazione (confessabili poi in comunità magari precedute da un "mi faccio schifo, sono un Caino" e via cantando).

Caro fratello Jeff, come dicono i tuoi compaesani napoletani, "fatti comprare da chi non ti conosce".

C. ha detto...

"mi fa solo ridere che di fronte a numeri evidentemente grossi si dica che sono numeri piccoli"

All'utente Jeff rispondo che non mi piace riscrivere su quello che ho già scritto, ma anche in questo caso, (come scrissi ad Antonio) vedo che molti nc sono proprio attaccati i piccoli "dettagli" e non mettono mai a fuoco il soggetto della discussione.

Innanzitutto, se vogliamo essere precisi nel parlare, quel 40% è riferibile solo al campione dei 10 presbiteri ordinati ad Aprile, e non il "40% dei sacerdoti formati a Roma". Ma su quel dato il RM arriva alla metà circa.

Ma non è questo il punto, il soggetto della discussione. Perché io non ho mai negato che il cammino non dia presbiteri. Sulla loro qualità sarebbe da scrivere altro ma lo farò magari in futuro, non è questo il punto.

Il punto (il SOGGETTO, ve lo ripeto) sul quale io mettevo l'indice è che Kiko, un giorno si e l'altro pure, non perde occasione di dire che se non ci fosse il cammino la Chiesa sarebbe senza vocazioni perché "i seminari sono vuoti" (parole sue), "le vocazioni e gli ordini sono in crisi" (sempre parole sue).

E se sono in crisi, perché i numeri dicono tutt'altro? E perché per esaltare il cammino deve sempre dipingere la Chiesa cattolica come "vecchia" e non più in grado di reggere i tempi attuali (come se il cammino lo fosse, in realtà il cammino è VECCHISSIMO come concezione, è sclerotizzato da 40 anni, con gli arcani, un settarismo che oggi gli viene sbugiardato ovunque, facciamo i seri, per cortesia).

I "numeri" dicono tutt'altro, e cioè che i seminari del cammino "perdono pezzi" molto più degli altri.

Il RM, infatti, può contare su una entrata di seminaristi COSTANTE, data dal sistema della Merkabah. Cosa che i seminari tradizionali non hanno. Molto più alta del seminario diocesano o del seminario del Divino Amore (che non avevo mai sentito prima), nonostante questo, non ci sono sostanziali differenze in termini di presbiteri ordinati.

In matematica statistica non si sommano le pere con le mele. Occorre "ponderare" le differenti somme perché non si parla su dati omogenei. Se uno fa queste operazioni statistiche comprende benissimo che dal RM ci si dovrebbe aspettare un "pochino" di più in termini di uscite.

Quindi, la tua conclusione sul "quarantone", mi dispiace ma dimostra una ignoranza di fondo nel saper leggere i numeri, e questo lo dico a prescindere dal "cammino" o "non cammino".

Fermo restando che la vocazione è un fatto che esula dalla matematica ed è nelle mani del Signore e sul quale noi cattolici possiamo solo pregare che si "mandino operai per la messe".

Vi auguro una Santa Domenica (sabato sera per i nc).

by Tripudio ha detto...

Il commentatore anonimo delle 10:09 utilizza un'altra tipica astuzia neocatecumenale: intercalare notizie vere e notizie false, in modo che quelle false vengano distrattamente prese per vere.

Le "alzate" non sono"spontanee", sia perché molto spesso sono pilotate dai cosiddetti "catechisti" (per esempio: ti mandano alla GMG per farti "alzare" davanti a Kiko), sia perché avvengono in un clima emotivamente inquinato (tutti pensano che io mi alzi, che faccio? non mi alzo? se mi alzo i miei fratelli di comunità mi apprezzeranno! i miei parenti potranno vantarsi: si è alzato! si è alzato! e poi comunque vedo tanta gente che si alza, persino bambini e gente che non ha alcuna intenzione di fare sul serio! ora mi alzo, dai, mi alzo e faccio bella figura, passo nel palco dove sta Kiko! mi alzo per Kiko nostro signore!).

Parli di una equipe specifica formata da preti rigorosamente NC (incaricati da Kiko, mica dai vescovi! dunque ci si "alza" per Kiko, mica ci si dona alla Chiesa! ci si dona al Cammino e a Kiko nostro signore!) e da coppie di laici (che titolo hanno dei laici per vagliare una vera vocazione? è questa la vera aberrazione!).

Quanto alla richiesta di andare nei seminari internazionali neocatecumenali, il caro fratello pensa che sia tutto così semplice: «se sì, ok, se no, ok», nonostante le tante testimonianze sul fatto che i verificatori kikiani (anche laici e relative mogli) spingano fortemente verso i seminari R.M.

Se uno avesse intenzione di entrare in un ordine religioso o in una diocesi, potrebbe contattare direttamente i responsabili vocazionali dell'ordine religioso e della diocesi, senza doversi "alzare" per poi farsi selezionare e smistare da laici neocatecumenali.

Quindi affermi che nei seminari RM ci sono dei preti (e questo è vero) ma insinui che siano loro ad avere l'ultima parola sulle vocazioni. Caro fratello, ti si vorrebbe credere, ma purtroppo anche i preti fanno il Cammino, i "passaggi", le "confessioni pubbliche" e tutto il resto: com'è possibile che nei seminari kikiani avvenga miracolosamente che i preti nelle loro scelte non siano influenzati all'autorità degli onnipotenti "catechisti"?

Infine, grossa menzogna: neghi che Kiko "segua personalmente i seminaristi" (cosa che qui nessuno ha mai detto), nella speranza di abbindolarci e farci credere che Kiko non intervenga direttamente sulla selezione e sullo smistamento delle vocazioni.

Ecco dunque un'altra tipica astuzia neocat: qui ti diciamo che il cielo è blu, e tu neghi che la terra sia blu, tentando di dare furbamente un'impressione contraria a quello che qui si dice, sperando che qualcuno faccia la media delle testimonianze ed eviti di pensare che Kiko non ci mette del suo. Il tuo è un tentativo di mischiare il vero e il falso, in modo che chi assiste alla discussione cerchi distrattamente una via di mezzo tra verità e falsità...

Nelle recenti pagine del blog abbiamo avuto testimonianze sul fatto che Kiko scrutina personalmente seminaristi nel seminario R.M. di Roma: e tu anonimo vieni a negarle.

E allora la lettera di Kiko dove chiede soldi per fare la Convivenza di selezione e di smistamento? vuoi negare anche quella? proprio tu che di malavoglia hai dovuto contribuire?

Dunque tu hai scritto delle cose vere mischiate a delle cose false.

Può darsi che tu lo abbia fatto in buona fede, perché pensi ciecamente che la realtà sia ogni parola che esce dalla bocca dei cosiddetti "catechisti".

Oppure può darsi che tu lo abbia fatto di proposito, utilizzando sottili menzogne per difendere il Cammino.

Ossia facendo ciò che il Catechismo della Chiesa insegna essere immorale: cioè utilizzare mezzi cattivi, peccaminosi (come la menzogna) allo scopo di ottenere risultati buoni.

Ma il Cammino si può difenderlo solo usando tranelli, astuzie, menzogne e trabocchetti?

Sebastian ha detto...

-una volta avviati alla convivenza, viene chiesto se sono disposti a essere inviati ai seminari internazionali, se si ok se no ok, nessuno obbliga o impedisce di andare al seminario diocesano o in ordine religioso, su questo potrei innondarvi di esempi, spiegatemi dove sia l'aberrazione.

Certo nessuno nemmeno ti obbliga a fare il Cammino Neocatecumenale, però vieni avvisato che se esci perderai la fede! Se esci cadrai nelle mani del demonio! Fuori dal CN la Chiesa è in crisi!

"Non sei obbligato ad andare al Redemptoris Mater, puoi andare dove vuoi, non ti ostacoleremo, ma nemmeno ti faciliteremo la cosa. E ricordati che gli ordini religiosi sono in crisi e che Dio ti ha chiamato nel Cammino Neocatecumenale!"

E' totalmente falso che sia kiko personalmente a seguire i seminaristi, non immaginate nemmeno cosa significherebbe fare questa cosa, dovrebbe girare il mondo solo per fare questa cosa, e non penso che ci riuscirebbe.


Infatti Kiko segue solo i seminaristi di Roma. Nessuno ha mai detto che segue tutti i seminaristi del mondo.
Tuttavia alla Merkabah (convivenza di Porto San Giorgio) è lui in persona a scrutinare ogni singolo aspirante seminarista.

Anonimo ha detto...

Primo: non è kiko a scrutinare...quindi come al solito prima di pubblicare potreste omettere certe falsità.
Secondo: La direzione spirituale non c'è perchè sono le persone nella loro libertà a sciegliere un sacerdote.
Terzo: L'esperienza di costui non risponde a verità. Io ho partecipato per diversi anni da single. Comuque questo fa vedere che non c'è alcuna costrizione per entrare in seminario.
Quarto: fa parte dell'iter vocazionale la messa giornaliera e il rosario.
Quinto: come dice tripudio "La formazione al sacerdozio è una materia delicatissima."

Questa affermazioni dimostra la tua ignoranza in quanto la formazione al sacerdozio può essere svolta solo dal seminario.

Sesto:Nella Chiesa cattolica è necessaria la discrezione fino all'imminenza dell'ingresso in seminario, per evitare ogni sorta di pressioni esterne (anche solo il fatto di pensare "che ne diranno i miei amici se io...").

Dove è scritto questo?
Come al solito si dichiara "Chiesa Cattolica" ma poi non si conoscono le fonti di certe affermazioni.

Settimo:
"Questi soli motivi sarebbero già sufficienti a capire non solo l'assurda discrepanza tra le numerosissime "alzate" e le scarsissime ordinazioni sacerdotali di "presbiteri R.M.", ma anche il motivo per cui i presbiteri R.M. sono spiritualmente così poveri, così malmessi, così kikodipendenti."

Questa affermazioni dimostra tutta l'ignoranza umana di costui che giudica sacerdoti senza portare i fatti.Perchè?
Perchè ne riporterebe uno o dieci o cento su 1500 sacerdoti onesti e innamorati del Signore come si è sottolineato su questo blog da diversi contrari al cammino.

Sarebbe onesto porgere le tue scuse sulla pagina iniziale a costoro che stanno donando la vita per Cristo in luoghi anche difficili.
Vuoi attaccare Kiko fallo pure.
Ma altri lasciali fuori dai tuoi commenti. E' questione di stile.
Potreste rispondere:" ma altri mi hanno attaccato"... allora rispondiamo allo stesso modo?
NO.

Spero che tu abbia la gentilezza di non cesurarmi.

Vale

Sebastian ha detto...

Che poi dire che Kiko segue i seminaristi non è nemmeno corretto. Kiko esegue gli scrutini/interrogatori ad alcune tappe del percorso di formazione nel seminario.

Anonimo ha detto...

Mons. Tripudio perché dopo anni di strampalate osservazioni" non si muove anche lei:
- faccia sinfonie
- apra seminari
- muova centinaia di migliaia di persone
- cominci ad oliare vescovi e cardinali
- insomma faccia qualcosa, basta blaterare.
O teme di esporsi con la faccia?

Mi dispiace per lei, ma per come si vede qui, lei è una persona malata e triste.

Che problemi ha con i suoi confratelli prelati. Si metta l'anima in pace e si faccia un po' corrempere anche lei dal cammino. Magari le regalano un bel appartamento sul lago di Tiberiade.

Forza su, coraggio. Chissà che anche lei possa dire un giorno, dopo essere stato oliato, che Kiko è un uomo di Dio, come molti suoi confratelli hanno affermato più volte.

P.S. Può anche fare a meno di pubblicare, chiederò dall'altra parte.

C. ha detto...

"Caro fratello nascosto sotto lo pseudonimo di C. perche' non rispondi alla mia ripetuta domanda sulla tua itineranza!!!!!!!!!! Come si fa ad evere un dialogo con voi quando non c'e' risposta su un argomento che non prevede nessuno sforzo mentale nel dire l'equipe e le diocesi in cui sei stato!!!! Forse non e' vero!!!!!!!!!"

Semplice, la mio periodo di itineranza è circoscritto ad una tua (insana e morbosa) voglia si sapere chi sono, non voglio approfondire per quali oscuri (e immagino persecutori) motivi!

Non ho mai fatto un post parlando di essa, l'ho solo citata per dire le fonti da cui avevo appreso alcune cose in merito ad ALTRI ARGOMENTI detti nel blog. Per qualche oscura ragione della tua mente ti sei fissato a voler sapere chi siano le persone con le quali l'ho condivisa.

Con una richiesta strampalatissima, poi, che si limiterebbe a fornirti l'elenco delle equipes e delle persone che ho incontrato (che saranno più di duecento complessivamente in diversi periodi e paesi pure stranieri, alcuni dei quali, sicuramente, oggi non sono più nemmeno in cammino).

Quale "dialogo" vorresti incamerare così? Poi, prima dici che usciresti dal cammino poi affermi che lo hai finito (anche se su quello però hai ragione tu. Il cammino non finisce mai, fine pena mai!).
Sono io, se mi permetti, a dire che non ho fiducia in quel che dici!

Anche a te ricordo che bisogna prima mettere a fuoco il soggetto dei discorsi e stare sul pezzo.

Piuttosto voi completate il vostro articolo sui mamotreti e diteci quali sono le "sostanziali differenze" rispetto a quelli "veri". Fareste un figurone, non capisco perché indugiate!

Quindi, caro Antonio, la risposta già ti è stata data, il problema è che non la vuoi accettare.
Non sono tenuto a divulgare un elenco di nomi e cose private di persone perché a te interessa indagare chi sono, anche perché tali informazioni non fanno parte di nessun "dialogo", sono solo il frutto di una tua morbosa curiosità (o qualcosa di peggio, conosco abbastanza bene i nc da aspettarmi di tutto da alcuni di loro).

Comunque puoi sempre dire che mi sono inventato tutto, ti ho già risposto che la cosa non mi crea problemi. Stai tranquillo.
Parlerò dei dettagli dell'itineranza solo se essa servirà a chiarire delle cose del cammino per chi non lo conosce e quando lo riterrò opportuno, non prendo più ordini da neocatecumenali, mi spiace ma quel tempo si è concluso.

Con questo chiudo l'argomento. Non ci ritorno più sopra, ho altro da fare. Saluti

by Tripudio ha detto...

Fanno ridere le teorie complottiste che hanno me come protagonista.

Ma passiamo a cose più serie.

Vale dice: «Primo: non è kiko a scrutinare...»

1° -- Vale, chiedilo a chi è stato scrutinato da Kiko in persona e poi potrai tornare qui a parlare. Quindi rileggiti la lettera del 13 giugno scorso, dove Kiko dove ti ha chiesto soldi per preparare la convivenza dove lo stesso laico Kiko "selezionerà" e "smisterà" i seminaristi.

Vediamo gli altri artifici retorici usati da Vale:

2° -- le persone sono libere di scegliere un sacerdote per la direzione spirituale... sì, è vero, ma i seminaristi R.M. potranno mai scegliere un prete non NC o addirittura diffidente verso il CN?

Qualche anno fa ho conosciuto di persona alcuni seminaristi "tradizionalisti" che avevano per padre spirituale e confessore un prete "progressista" (ostile al latino e alla veste talare e a tutto il resto, ma tutto sommato un buon confessore e padre spirituale). Nel Cammino una cosa del genere non capiterebbe mai: se uno critica gli abusi liturgici delle messe NC, lo si può "sopportare", ma non lo si può "scegliere".

3° -- qui nessuno parlava di "costrizioni" per entrare in seminario. Anche se delle costrizioni psicologiche ci sono davvero (specie quando si arriva ai trent'anni ancora senza fidanzata e senza moglie e figli... i cosiddetti "catechisti" che ti "invitano" a prendere una buona volta una certa strada che loro "sanno" che sarà "per il tuo bene"...).

4° -- qui nessuno negava Messa e rosari.

Come al solito i neocatecumenali si difendono soprattutto dalle accuse che non hanno ricevuto in modo da mettere troppa carne a cuocere (per annacquare gli argomenti discussi) e in modo da indurre gli altri pensare che le accuse veramente mosse al Cammino siano ingiuste...

by Tripudio ha detto...

5° -- il seminario non è un "biglietto da pagare" per accedere al sacerdozio.

La formazione dei nuovi sacerdoti è una materia delicatissima, riservata ai soli vescovi. Il seminario è solo "uno" strumento, non è "lo" strumento-unico-indiscutibile-infallibile, e comunque può dipendere solo dal vescovo e da sacerdoti di provata fiducia dei vescovi (e invece, "chissà come", Kiko si è fabbricato i seminari neocatecumenali che solo sulla carta fanno capo ai vescovi... e qualora un vescovo volesse chiuderne uno, si scatena una guerra infinita contro il vescovo...)

Invece nel Cammino dei laici si arrogano il diritto di selezionare e smistare vocazioni nei seminari kikiani R.M. che praticano solo le liturgie neocatecumenali (quelle vietate da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI) e propugnano le fandonie kikiane-carmeniane (quelle in cui Kiko stesso ammette che vi sono «espressioni imprecise o non proprio ortodosse») e che hanno dovuto essere approvate "in segreto"...

6° -- se non ti piace la mia affermazione, prova ad applicarla al contrario e guarda che effetto fa.

Immagina che all'improvviso ad uno gli venga voglia di diventare prete, e che subito si "alzi" davanti ad amici e parenti, e tutto il resto dello spettacolino.

Per voi neocatecumenali la ragionevolezza non esiste. Per voi la prudenza la devono avere solo i cristiani della domenica.

Ma sì, Vale, va' dal tuo vescovo diocesano a chiedergli: eccellenza, che ne penserebbe di un seminarista che prima di avere il suo consenso ad entrare in seminario va in giro dicendo che entrerà e che diventerà prete?

Vediamo cosa ti risponde, vediamo se ti cita qualche paragrafo del Diritto Canonico oppure se si mette semplicemente a ridere.

7° -- tu affermi che i sacerdoti del Cammino sono "innamorati del Signore".

Ma è una tua opinione che non puoi dimostrare.

Se infatti fossero davvero "innamorati del Signore" non farebbero gli strafalcioni liturgici kikisti-carmenisti al Signore, perché il culto al Signore non è possibile mediante strafalcioni umani e disubbidienze liturgiche (che sono chiaro segno di un'assemblea che con la bocca celebra il Signore, ma il suo cuore è lontano da Lui).

Se fossero "innamorati del Signore" non farebbero la guerra ai vescovi (guerra per lo più sotterranea, fatta di sotterfugi, di mezze verità, di velate minacce, di sottili allusioni, di interpretazioni di comodo...) Chiedi per esempio ai vescovi giapponesi, già citati in questa stessa pagina, cosa ne pensano degli "innamorati del Signore" che infestano le loro diocesi.

Per cui non mente chi dice che i presbiteri neocatecumenali, chi più, chi meno, disubbidiscono al vescovo pur di ubbidire a Kiko.

Tant'è che quando uno fa il contrario, cominciano i guai, o diventa addirittura un caso enorme, tipo don Rosini.

8° -- le scuse? Devi essere tu a porgere le tue scuse per la deliberata e maliziosa mistificazione di quello che hai frettolosamente letto in queste pagine.

I presbiteri neocatecumenali vanno in luoghi "difficili" solo perché Kiko lo vuole, solo perché devono sostenervi il Cammino. I presbiteri NC sono al servizio di Kiko, non al servizio della Chiesa.

Lino ha detto...

C. ha detto: "Piuttosto voi completate il vostro articolo sui mamotreti e diteci quali sono le "sostanziali differenze" rispetto a quelli "veri"..."
Infatti, mi associo alla richiesta. Sono curioso di sapere se, per prendere l'olio, le cinque vergini devono seguire il suggerimento di Kiko (non allontanarsi dalla convivenza, dove "passerà il Signore", e sostenere gli scrutini) oppure possono seguire le indicazioni di San Cirillo di Gerusalemme (andare a trovare la cognata malata, per esempio). E sono curioso di sapere se i presbiteri neocatecumenali insegneranno a seguire, in questo, Kiko o San Cirillo, per "prendere l'olio". Magari, però, la catechesi delle vergini disponibile in rete è stata pur essa "taroccata" dai "nemici del Cammino" e Kiko dice le stesse cose di san Cirillo. In questo caso: che c'è di male a dimostrare che l'arcano del Cammino è lo stesso del cristianesimo delle origini?

Anonimo ha detto...

Ripeto ciò che non avete voluto pubblicare.

Tipudio lei è uno scellerato perché non ha la più pallida idea di cosa sta provocando sulle persone il suo blog.

Ripeto, MONS. TRIPUDIO LEI È UNO SCELLERATO.

E dovrà renderne conto all'Onnipotente sia da vivo che da morto.

Sebastian ha detto...

@Vale che dice:
Terzo: L'esperienza di costui non risponde a verità. Io ho partecipato per diversi anni da single.

Poiché sia io che te abbiamo partecipato al centro vocazionale di Roma (chissà magari ci siamo pure conosciuti!) per affermare che mento dovresti dire in cosa mento, e com'è invece la realtà.

Anonimo ha detto...

anonimo 10.09
solo una chicca: kiko nella lettera dice per selezionare e smistare gli eventuali seminaristi.
puoi spiegarmi dove hai letto che sará lui personalmente a farlo ????????
quando stamani ti dicevo che kiko non potrebbe mai sorbarcarsi di un simile peso mi hai detto che sconfessavo kiko perchè lo diceva lui stesso nella lettera, e comunque ribadisco che a voi serve solo parlarne, magari qualcuno ci casca.
io sono certo che sia come dico io.
voi nel frattempo parlate di queste ridicolezze da diversi giorni, forse non tenete davvero conto che dovrete rispondere a Dio stesso di tutto quello scritto.
e non mi accusate di minaccia, e la stessa cosa che dite a kiko quindi.....

Sebastian ha detto...

Io invece attendo ancora la lettera che Papa Francesco avrebbe scritto a Kiko in occasione del concerto ad Auschwitz.
Se davvero esistesse una lettera del Papa che elogia il CN Kiko l'avrebbe già spedita a tutte le comunità del mondo.

by Tripudio ha detto...

Come vedete, pubblichiamo anche le «ridicolezze» [sic!] e gli insulti anonimi, che fanno capire che per i neocatecumenali non è importante la verità, ma solo il prestigio del Cammino.


Il commentatore delle 15:21 vorrebbe darci a intendere che finché Kiko non gli scrive «scrutinerò io personalmente i seminaristi» allora nessuno dovrebbe pensarlo, nemmeno i seminaristi che sono stati già scrutinati, vagliati, selezionati e smistati da lui...


L'insultatore anonimo delle 14:41 (quello che ama definirmi "mons.") ricordi che la prima carità è la verità, e che qui nel nostro piccolo non facciamo altro che gettare un pochino di luce in più sulla verità.

Coloro che amano le tenebre vorrebbero un Cammino costellato di segretissimi "arcani", svelabili solo dopo durissime "tappe" e solo ai più fedeli tra i fedelissimi all'idolo Kiko.

È la verità a danneggiare il Cammino, non un blog o un "Tripudio" qualsiasi.

Sebastian ha detto...

puoi spiegarmi dove hai letto che sará lui personalmente a farlo ????????
quando stamani ti dicevo che kiko non potrebbe mai sorbarcarsi di un simile peso mi hai detto che sconfessavo kiko perchè lo diceva lui stesso nella lettera, e comunque ribadisco che a voi serve solo parlarne, magari qualcuno ci casca.
io sono certo che sia come dico io.


Anonimo, vuoi dire che Kiko non esegue gli scrutini nella Merkabah di Porto San Giorgio ai ragazzi aspiranti seminaristi che vi giungono da tutto il mondo?
E che Kiko non fa gli scrutini ai seminaristi del seminario Redemptoris Mater di Roma per le varie tappe del percorso di formazione sacerdotale?

Sebastian ha detto...

Chi sostiene che Tripudio sia un prelato rivale di don Gianvito, non si rende conto che sono stato io e non Tripudio a tirare in ballo Gianvito?

Lino ha detto...

A proposito di don Fabio Rosini, qui citato varie volte. Io non so che rapporti abbia avuto con le "catechesi" di Kiko. So, però, che le sue omelie sono tutt'altro. Invito ad ascoltare questa sul cieco nato (nella finestra sottostante il racconto evangelico):
Cieco nato
Altro che infangatura del peccato kikiano! Don Fabio collega i segni acqua/luce alla Festa delle Capanne, interpreta il fango con un rimando alla creazione, espone la guarigione del cieco nato in due tappe dalla sua "doppia cecità". Tutto secondo la tradizione esegetica, quindi.
Voglio sperare che qualche catechista NC s'informi anche da lui.

Sebastian ha detto...

Lino, don Fabio non è in comunione con Kiko (parole di don Gianvito).
E' stato scomunicato dal Cammino perché i suoi incontri sui Dieci Comandamenti sottraevano persone al Cammino. Kiko gli ha ordinato di cessare questi incontri, ma lui ha preferito andare avanti sulla sua strada. Non ha obbedito al papa-Kiko, e automaticamente è scattata la scomunica latae sententiae.
Ogni neocatecumenale è avvisato di diffidare da don Fabio.
:)

Cristero ha detto...

Ci rimettono nel plagio psicologico ma d'altra parte, vitto alloggio tutto spesato. ferie (missioni) pagate e quant'altro. poi vengono fuori dei mercenari per non dire dei lupi, al servizio del cnc. il problema e che dovranno render conto davanti a Dio un giorno, e da "presbiteri" hanno maggiori responsabilità. bisogna pregare perché come sosteneva S. Giovanni Bosco: “Un prete o in paradiso o all’inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio, o perdute cólla sua negligenza nell’adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio”. saluti

DG ha detto...

confermo quello che ha detto sebastian.
C'è da dire che anche se parlare di questo Sacerdote è tabu' tra i neocatecumenali la verità è che molti i giovani continuano a seguirlo nelle sue belle catechesi.

Sia quelle sui 10 comandamenti sia quelle sul Credo.

Il carisma e la vera vocazione di un Sacerdote non si pesa sull'obbedienza a Kiko ma nell'amore al Signore e alla sua Chiesa.

per chi volesse sapere di piu' sui centri vocazionali diocesani

http://lapartemigliore.org/site/
se ne occupa proprio don Rosini


ps per chiarezza vorrei dire che non credo proprio che don Fabio ce l'abbia con kiko e i NC perchè lui è un Sacerdote e un uomo buono e di Cristo quindi il rancore o altro non credo regni nel suo cuore.

Comunque sia lo "scandalo" (parola un po' forte) di don Fabio nel CnC c'è stato, ma è stato utile a molte persone che conoscevano don Rosini(personalmente o per le catechesi) perchè si sono domandate se effettivamente non c'era qualcosa di strano e distorto nel CnC.

Forse, a dirla alla neocatecumenale, Dio si è servito di Don Rosini per far emergere alcune storture del CnC

Lino ha detto...

@ Sebastian ha detto...
"Lino, don Fabio... E' stato scomunicato dal Cammino perché i suoi incontri sui Dieci Comandamenti sottraevano persone al Cammino"
E ci voglio credere che sottraeva persone, Sebastian. Lo sto leggendo e, stesse dalle mie parti, andrei ad ascoltarlo dal vivo.
Questo don Fabio è uno che la Parola non la stravolge a proprio uso e consumo né se l'inventa, è uno capace di notare che nella parabola delle dieci vergini l'olio sta in "piccoli vasi": piccole cose ordinarie, insomma, con le quali il cristiano alimenta la propria "lampada".
Don Fabio non si collega alla fine di Matteo 25 (...Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare... malato e mi avete visitato...) ma ha ragione: in fondo queste di Mt 25,35-36 sono piccole cose a farsi ma grandi all'occhio di Dio, per quel che abbiamo appreso dai Vangeli.

Figurati Kiko, per il quale l'olio si prende nell'unica, eclatante, colossale opportunità offerta negli scrutini della convivenza neocatecumenale! Unica al punto tale che non bisogna assentarsi, nemmeno per assistere un'ammalata, altrimenti si chiudono le porte (sic!).

Kiko e don Fabio non potevano andare d'accordo: il primo attualizza "Cicero pro domo sua", il secondo correttamente inquadra la parabola in un contesto escatologico, anche della nostra personale storia; Kiko ritiene che le cinque vergini stolte debbano ancora convertirsi, don Fabio correttamente le annovera nel numero dieci, che è il numero dei già convertiti. Come il simbolo delle "vergini", aggiungo io.

Per chi vuole ascoltare l'interessante catechesi:
vergini stolte

DG ha detto...

@Gregorio VP

che Lino apprezzi don Fabio Rosini non è poi cosi' strano ;-)
perchè la valutazione di un Sacerdote non passa dalla sua appartenenza ad un ordine religioso invece che un altro, ma dalla sua spiritualità e il suo carisma Sacerdotale.

Credo che il fatto che Don Fabio Rosini abbia una formazione del R.M. non tolga nulla ne' aggiunga nulla alla sua persona e al suo essere Pastore e Sacerdote.

Che tu l'abbia conosciuto da seminarista non aggiunge nulla al suo percorso spirituale...magari al tuo si, almeno spero.

Lino ha detto...

Lo immaginavo. Non se ne perde una e sono andato a leggere.
Vecchia Volpe ha detto:
"Lino apprezza Fabio Rosini... ...C'è un po' di contraddizione con quello che dicono? O sbaglio?"

Come al solito sbagli. Io non apprezzo don Fabio Rosini perché ha lasciato il Cammino: mai sentito prima di oggi, né don Fabio né i suoi trascorsi.
Ho semplicemente apprezzato due sue catechesi, nelle quali dice il contrario di quello che voi catechisti NC insegnate. E dice cose perfettamente in linea con la tradizione esegetica.
"Deve tutta la sua formazione al seminario RM"? Può darsi, ammesso che nel seminario RM insegnino cose che contraddicono le catechesi NC. Di questo io dubito e - limitatamente alle due catechesi che ho letto - ritengo che don Fabio debba tutto alla propria autonomia di pensiero, ai propri studi e a un'ottima capacità di analisi testuale ed esegetica.

Quando imparerai, Vecchia Volpe, a esprimere sinceramente il grado di maturazione dell'uva? "Non erat hic locus" il tuo commento; io mettevo a confronto due esegesi, su questo dovresti esprimerti, non sulle mie motivazioni o contraddizioni. In sintesi: quali esegesi condividi, quelle di Kiko o di don Fabio? E non dire "antinomia" perché faresti ridere ancora una volta i polli, il che - per una Vecchia Volpe - è sempre ridicolizzante :-)

Anonimo ha detto...

@Sebastian
"E' stato scomunicato dal Cammino perché i suoi incontri sui Dieci Comandamenti sottraevano persone al Cammino."
Non è propriamente così per utilizzare un eufemismo.

Praw

FDF ha detto...

Don Fabio non deve tutto al seminario RM. La formazione di un sacerdote non è solo il seminario che è appena il punto di partenza. Don Fabio ha studiato e si è spaccato la testa e la schiena, per avere la preparazione che ha. E' un biblista e conosce (se non sbaglio) anche l'ebraico.
Comunque non è questa la materia del contendere. La cosa che è inaccettabile è che l'iniziativa personale sia contrastata e umiliata. Nella mia diocesi c'è stato un caso analogo, ma di minore portata. Un sacerdote figlio di genitori in cammino, uscito dal RM, ha sentito l'ispirazione di fare un percorso per la vocazoine al matrimonio. Risultato: è dovuto uscire dal CN e l'argomento, anche solo il nome è diventato tabu: Ma come? Vai da Don C.? Ma sei sicuro? Ma lo sai che è uscito dal CN?
E così via.....
immagino cosa si dica di chi segue Don Fabio, che per inciso riempie chiese enormi.
Ah, postilla: le sue catechesi sono liberamente scaricabili e fruibili da chiunque.
Postilla della postilla: gli incontri di Don Fabio e anche quelli di Don C. sono liberi e aperti a chicchessia.

Anonimo ha detto...

Il problema fondamentale dei vari movimenti e gruppi è la mancanza di confessione frequente dei laici che vi appartengono, specialmente dei loro responsabili e catechisti.


Mario

Lino ha detto...

@ FDF
Postilla della postilla della postilla: don Fabio dà chiaramente a intendere che nessuno può prendere l'olio (della saggezza) per tuo conto. Bisogna andare a "comprarlo", quindi occorre sforzarsi, metterci del proprio.

C'è, invece, chi pensa che l'olio sia bello e pronto, che si possa trovare sugli scaffali di una convivenza del Cammino, rispondendo bene alle domande in uno scrutinio. C'è chi crede che il problema stia nel restare vigili (Kiko: "Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti viene il secondo scrutinio e sai dove sei? Te lo voglio dire: capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla). Non è così: infatti tutte le dieci vergini si addormentano. Tutti ci 'appisoliamo'. Il problema sta nell'accumulare olio in piccoli vasi, comprandolo dai 'venditori' bisognosi con piccoli meriti (che sono le opere buone di Mt 25,35-36, pericopi che chiudono il capitolo Mt 25 delle vergini).

Non conosco i motivi per i quali don Fabio si è allontanato oppure è stato allontanato dal Cammino, ammesso che sia così. Dalla sua omelia, però, una cosa è certa: l'accento che il sacerdote pone sui "piccoli vasi" lo posiziona anni luce distante dalla megagalattica, epocale missione neocatecumenale, che con la nuova estetica intende salvare, trasformandola, la Chiesa.

Anonimo ha detto...

Aproposito di Don Rosini, guardate come strumentalizzano i NeoCatecumenali (+PIPS, nello specifico)

"a FrancescoVeritas invece volevo dire che ho raccolto un po' di info sul conto di don Fabio Rosini. Ha fatto tutto il Cammino e lo ha finito; poi ha avuto questa intuizione di un ciclo di catechesi per una formazione elementare, inizialmente rivolta principalmente agli stessi membri del Cammino, che magari erano appunto dei lontani e che volevano rinsaldare un po' il discorso sui Dieci Comandamenti (da qui il nome del ciclo catechetico). Con il tempo la cosa si è ingrandita. C'è effettivamente stata una discussione con Kiko, perché non si capiva bene in che modo queste catechesi volessero rapportarsi con il Cammino (dal momento che, di fatto, l'ambiete era sempre quello), e non si voleva che questo ciclo incominciasse a diventare una sorta di parte integrante del Cammino. Poi varie voci di corridoio o retro scena che non conosco ma che non mancano mai. Ad ogni modo mi hanno detto che è stato un confronto che si è del tutto chiarito e non ha lasciato strascichi.

Comunque, da quando ha cominciato fino a tutt'oggi don Fabio, tenendo i Dieci Comandamenti, non manca di riferirsi al Cammino Neocatecumenale quando parla della sua formazione spirituale e cristiana né, soprattutto, manca di invitare tutti coloro che partecipano a continuare la loro formazione entrando nel Cammino o in un'altra esperienza che si chiama Laboratori della Fede. L'impianto catechetico de I Dieci Comandamenti è sostanzialmente identico a quello del Cammino, anche perché le varie equipes che coaudiuvano don Rosini e gli altri sacerdoti sono tutte quante in comunità."

Anonimo ha detto...

" L'impianto catechetico de I Dieci Comandamenti è sostanzialmente identico a quello del Cammino, anche perché le varie equipes che coaudiuvano don Rosini e gli altri sacerdoti sono tutte quante in comunità."



Ha ha ha ha... mamma mia che ridere.


Gv

by Tripudio ha detto...

Anche il caro fratello PIPS è un neocatecumenale: lo si riconosce dalle sue astuzie e dai suoi trucchetti. Vediamone alcuni:

1- «...che magari... volevano rinsaldare un po' il discorso sui Dieci Comandamenti»

Questa affermazione tradisce un grave problema del Cammino.

Le domande di un "lontano" sono più o meno di questo genere: perché dovrei andare in Chiesa? perché gli scandali? perché il dolore innocente? perché dovrei confessarmi? perché il Papa non fa questo? che c'entra Cristo con la mia vita?

Invece il caro fratello Pips (che frequenta solo i forum dove può esercitare le astuzie oratorie neocat) suggerisce l'idea che i "lontani" abbiano la fede talmente chiara da aver bisogno solo di spiegazioni sui dieci Comandamenti.

Insomma, insinua che il don Rosini nelle facesse un corso specialistico di cultura biblica, anziché dire qualcosa ci concreto e vitale (e che perciò c'entra con la fede).


2- «...c'è effettivamente stata una discussione con Kiko, perché non si capiva bene in che modo queste catechesi volessero rapportarsi con il Cammino»

In che senso "non si capiva bene"? Chi è che non "capiva bene"? In che senso le catechesi "volevano rapportarsi" col Cammino?

Notate le astuzie da veterano neocatecumenale:

a) "spersonalizza" il dissidio Kiko-Rosini («non si capiva»: verbo impersonale)

b) "personalizza" oggetti astratti, dando loro una volontà ("le catechesi volessero rapportarsi col Cammino...")

Se il Cammino fosse buono, allora qualsiasi cosa non peccaminosa si potrebbe facilmente rapportare col Cammino.

La vera esperienza cristiana da venti secoli dimostra di poter "lavare ciò che è sordido, bagnare ciò che è arido, ecc.": come mai dunque il Cammino, "dono dello Spirito", ha problemi quando qualche catechesi esterna "volesse rapportarsi"? La sacra intoccabile purezza del kikismo-carmenismo ne risentirebbe?

In fondo in fondo quella "spersonalizzazione" e quella "personalizzazione" servono a nascondere il fatto che le catechesi di Rosini attiravano gente del Cammino senza il permesso del Don Kikolone.

Ma ammetterlo significherebbe esporlo alle critiche e ancor più agli sberleffi.


3- «...e non si voleva che questo ciclo incominciasse a diventare una sorta di parte integrante del Cammino»

"Non si voleva": insomma, chi è che non lo vuole?

C'è una volontà negativa: di chi è esattamente tale volontà? Cosa significa "non si voleva"?

Pips prima dice che ai cosiddetti "lontani" quelle catechesi esterne al Cammino risultavano fruttuose e poi si lamenta che «non si voleva» aggiungerle al Cammino.

Dunque in qualche modo sta mentendo, perché con un verbo generico ("non si voleva") dà a intendere che la colpa non è di Kiko ma di un'entità astratta e imprecisata e che magari comprende anche gli stessi che fruivano delle catechesi che "non si capiva in che modo si volessero rapportare al Cammino".

Ma il contenuto dottrinale del Cammino è fissato una volta per tutte, come se fosse la Bibbia?

È così vietato e impossibile aggiungere al Cammino qualcosa che i suoi stessi membri riconoscono come buono?


4- «...un confronto che si è del tutto chiarito e non ha lasciato strascichi»

Se non ci sono "strascichi", come mai don Rosini e le sue catechesi sono "fuori"?

Che scopo ha il Cammino, dal momento che caccia via coloro che fanno del bene ai camminanti?

Infine lo stesso Pips un attimo dopo afferma che le catechesi di don Rosini equivalgono a quelle del Cammino («...L'impianto catechetico de I Dieci Comandamenti è sostanzialmente identico a quello del Cammino..»): ma allora perché è stato cacciato via?


Se gli interlocutori di Pips sono intelligenti, si chiederanno come mai per difendere le azioni del sacro idolo Kiko ci sia bisogno di mistificare, spersonalizzare, rendere tutto fumoso e impreciso, mentire.

Anonimo ha detto...

"Anche il caro fratello PIPS è un neocatecumenale"

Assolutamente si.

Ho avuto modo di scambiare con lui qualche post e ho trovato di una chiusura al dialogo spaventosa, una mancanza di argomenti impressionante, un rifiuto della logica unico......veramente degno dei migliori catechisti del Cammino.

Lino ha detto...

FrancescoVeritas e PIPS di Cattoliciromani? Il peggiore forum della storia di Internet, il luogo della negazione della libertà di espressione, del libero arbitrio dei cristiani, roba che mi meraviglio non sia finita nelle mire degli hacker di Anonymous Italia. Un covo di neocatecumenali (lo dimostra il fatto che la discussione sul Cammino, nonostante i litigi, tra censure e ban, ancora prosegue da anni: una vera e propria dichiarazione di amore di vari moderatori, che bloccano altri thread per un nonnulla).
FrancescoVeritas, poi, è uno di quelli che partecipò alla mia estemporanea critica (naturalmente censurata) alla croce capovolta di Kiko: da questo cominciai a interessarmi dell'argomento.

Che dire? Ha ragione Gv: "Ha ha ha ha... mamma mia che ridere". Questi, oltre la comunità e il Cammino, sono ciechi infangati. Mica si pongono il problema di confrontare i contenuti delle catechesi?

Anonimo ha detto...

@Lino

Si soprattutto se i contenuti sono opposti.

E qui si vede l'ottusità diabolica dei fondatori incapaci di farsi correggere, i quali sotterrano il talento che Dio gli da. Non vogliono metterlo in discussione, rischiare ed investirlo per farlo moltiplicare.

Hanno preso il talento che Dio gli ha dato e l'hanno fossilizzato, immutabilmente fissato ed indiscutibile.

A me tante cose del cammino piacciono, e vedo enormi potenzialità. Ma come si fa a supportare un organizzazione (non possiamo parlare di movimento, il movimento implica dinamicità mentre il cammino è statico) che afferma il contrario di ciò che la Chiesa insegna e disobbedisce apertamente ai Papi?

Se le messe fossero prive di abusi, le catechesi prive di contraddizioni eretiche e gli scrutini non invasivi nessuno avrebbe da obbiettare e io probabilmente ne farei anche parte.


Io ho seguito il percorso sui 10 comandamenti di don Fabio (e consiglio tuttora a chiunque di seguirlo). La scrutatio non era invasiva, veniva dato un testo di riferimento con dei punti guida ed alla fine chi voleva condivideva. Le messe erano ordinarie, l'unica variante era la preghiera dei fedeli fatta spontaneamente da chiunque nell'assemblea lo volesse.

Come si fa a dire che sono la stessa cosa quando spiegano il Vangelo in maniera opposta????

P.S. dalle mie parti le catechesi non erano in mano ai nc (anzi i nc non sapevano della loro esistenza).


Gv

Lino ha detto...

@ anonimo 29 giugno, 2013 14:13
Io decisi di non partecipare più a quel forum, dopo la cancellazione delle mie contestazioni alla croce rovesciata di Kiko (che è attributo del solo san Pietro), che non si può affibbiare a un papa vivente.
Se ancora scrivi là tu, magari, chiedi di confrontare le catechesi di Kiko e di don Fabio da me prima segnalate: scommetto che saranno colti da convulsioni che potranno calmare soltanto con un po' di camomilla e con la funzione "cancella commento" :-)
Non indicare la provenienza del suggerimento: cattoliciromani è una specie di setta virtuale che non ammette link ad altri blog.

DG ha detto...

@praw

pur sforzandomi non riesco a trovare l"eufemismo" che tu citi.

Infatti i fatti sono andati (due parole magari sono poche ma basta a chiarire) esattamente come qui si è detto:
Don Rosini non ha obbedito a Kiko il quale gli aveva comandato di fermare le catechesi sui 10 comandamenti.

Don Rosini ha scelto di obbedire al suo diretto superiore (che non è Kiko) di conseguenza ha commesso "difetto di obbedienza" a Kiko, quindi è uscito dal cammino NC.
Chiaro che aveva terminato il cammino e chiaro che era sia Sacerdote del Cammino sia catechista.

Non ha rinnegato la sua formazione perchè essendo Sacerdote ha un discernimento santo, al contrario di chi crede che uscendo dal cammino si "odi" il cammino e "si odino i fratelli".
Niente di piu' sbagliato!

Il cammino NC ha molte cose da cambiare, potrebbe essere un validissimo sostegno per la formazione dei fedeli ma questo non vuole dire che bisogna accettare tutto.
In questo caso specifico, secondo la mentalità neocatecumenale si sarebbe dovuto accettare anche che un laico (kiko) dicesse ad un Sacerdote (Don Rosini) cosa dovesse fare o non fare.

In piu' c'è da dire che quelle catechesi avevano attirato centinaia di persone per lo piu' giovani e giovanissimi, vicini alla Chiesa ma anche lontani

Le catechesi erano indirizzate sopratutto ai ragazzi i quali avevano invitato altri ragazzi, come ad esempio amici di scuola o di università, che non mettevano piede da anni in una Chiesa.

Kiko ha manipolato questa eccessiva affluenza di persone (secondo lui) adducendo il fatto che molto probabilmetne agiva sull'ego della persona di Don Rosini.
Come a dire: don Rosini attira attraverso le sue catechesi molta gente alla Chiesa?
Allora facciamolo smettere perchè cosi' facendo commette un peccato di orgoglio.

Insomma Don Rosini non puo', Kiko si.
Forse l'alievo poteva superare il mastro?
Non si mai!
Infatti ora il nome di don Rosini non compare ne' tra i 72 ne' tra i 12.

Chi ha commesso peccato di orgoglio e desiderio di onnipotenza?
Don Rosini o "Francisco José Gómez Argüello y Wirtz" ?
Fai tu ..io la risposta già la conosco.

@FDF

"conosce (se non sbaglio) anche l'ebraico"
e anche l'aramaico.


Ringrazio tutti di aver parlato cosi' bene di questo Sacerdote che negli scorsi anni ha impiegato la sua Grazia e il suo Carisma e la sua Spiritualità per attirare molti giovani alla Chiesa.

Chi abita vicino Roma puo' partecipare alla Messa della domenica nella Chiesa di Largo argentina ore 11.30.
Le sue omelie toccano il cuore, e ascoltare le sue parole non è adorare la sua persona ma approfittare del dono speciale che lui ha, per far scoprire l'amore di Dio

DG ha detto...

per chiarezza.

I 10 comandamenti non erano rivolti alle persone che facevano il cammino e nemmeno ai giovani del cammino ma a tutti i fedeli che avessero voluto partecipare

il problema infatti fu proprio questo:
l'enorme affluenza di persone agli appuntamenti serali dei 10 comandamenti avrebbero potuto deviare l'affluenza dei giovani dal cammino NC ai 10 comandamenti questo perchè si temeva che sarebbero potuti bastare quegli incontri e le persone avrebbero potuto allontanarsi dal cammino.

A mia conoscenza non ci furono fratelli che abbandonarono il cammino solamente per seguire i 10 cmandamenti.
Quelli che abbandonarono il cammino in quel tempo lo fecero per altri motivi.

Sicuro è che conosco persone che, pur avendo lasciato al comunità da tempo, erano solite andare a sentire Don Fabio Rosini.

Le catechesi non furono create per il Cammino NC ma per tutti i fedeli della Parrocchia e della Diocesi.
Poi parteciparono anche persone provenienti da altre diocesi.

Attualmente le catechesi dei 10 comandamenti sono riportate un po in tutta Italia.
Al di la se c'è il CnC in quelle Parrocchie o meno.

Ancora per chiarezza:
in un determinato momento nel cammino si fanno i 10 comandamenti ma non c'entrano nulla con le catechesi di Don Rosini

..........

Vorrei domandare, ma solo per una mia curiosità personale, se qualcuno sa se le catechesi sui 10 Comandamenti sono state fatti anche nella Chiesa neocatecumenale dei Martiri Canadesi. Grazie

Anonimo ha detto...

@DG CHE DICE: Ancora per chiarezza:
in un determinato momento nel cammino si fanno i 10 comandamenti ma non c'entrano nulla con le catechesi di Don Rosini. Ascolta, io a onor del vero sono arrivata alla tappa del Padre nostro, quella dopo Loreto, ma non ricordo dei 10 comandamenti, quand'è che si fanno? Te lo chiedo solo per curiosità nel cammino non ci sto più da già 2 anni, e ad essere sincero non mi manca assolutamente niente, eppure ero uno che non mancava mai..poi ho visto troppe cose che non mi quadravano: del tipo fate quello che vi diciamo ma non quel che facciamo noi, per cui ho visto una tale incongruenza tra il dire e il fare che ora ne ho addirittura la nausea, nausea di quello che ho dovuto passare in metà della mia vita...sono disgustato, e mi disgusto ancora di più quando li leggo o su fb, o sui vari proclami che fanno...dovrebbero vergognarsi..ciao DG

Anonimo ha detto...

L’ ateneo Giovanni Paolo II ha concesso il titolo all’iniziatore del Cammino Neocatecumenale per il contributo al rinnovamento della Chiesa

DG ha detto...

@anonimo

io non li ho fatti perchè non ci sono arrivato. Lo so perchè la mia prima comunità dove ho cominciato molti anni fa il cammino, ora da parecchi anni lo ha "finito" (si fa per dire) mi hanno detto che li hanno fatti.

Alla mia domanda se avessero potuto fare riferimento a quelli di don Rosini (che conoscono )mi hanno risposto che sono ben altro.

Di piu' non so, ma mi fido di quello che mi hanno detto.

Inoltre, pur avendo finito il cammino e avendo fatto il pellegrinaggio a Gerusalemme da parecchi anni, ora si vedono due o piu' volte a settimana (Eucarestia sabato sera compresa) per preparare delle "catechesi" in gruppo che donaranno agli altri fratelli.

So che stanno aspettando di partire per la seconda volta per Gerusalemme .
Di piu' non so e non chiedo perchè sinceramene non mi interessa

Quello dei "comandamenti" lo hanno fatto anni fa ma non so se durante l'elezione o dopo aver finito.
nel momento che me lo hanno raccontato non ho chiesto quando.

Comunque quello che ho capito è che il Cammino naocatecumenale è a vita, cioè non finisce mai

Sebastian ha detto...

Dalle mie parti molti dei giovani che lasciano il CN (e sono tanti!) vanno a seguire i 10 comandamenti di don Fabio. Non sono la causa della fuoriuscita, ma la conseguenza: una volta deciso di uscire, da chi vado? Molti vanno da don Fabio. Infatti c'è un passaparola tra i ragazzi, tutti molto entusiasti di questi incontri.

Io ho anche avuto a che fare con ragazzi che hanno frequentato i 10 comandamenti mentre erano in comunità, ed erano rimasti positivamente colpiti. Quando però si venne a sapere che "don Fabio non era in comunione con Kiko", taluni cambiarono immediatamente la propria opinione su don Fabio Rosini.

DG ha detto...

Mi viene un dubbio e lo voglio condividere con quelli che leggono:

se un duro e puro del CnC (come Gregorio prof. vecchia vorpa) riconosce il grande valore spirituale e carismatico di un Sacerdote uscito dal Cammino Nc perchè pensava che gli "insegnamenti" kikiani erano in contrapposizione con quelli della Chiesa allora perchè non riconoscere che un "fratello NC qualunque" ha potuto fare la stessa scelta?

Perchè il Sacerdote (stimato e amato da una moltitudine di fedeli) è rispettato anche avendo fatto questa scelta e un qualsiasi ex fratello no?

Secondo me è perchè il Sacerdote non è attaccabile come un menzoniero e Giuda invece un "piccolo neocatecumenale" si.

E' l'ipocrisia e la codardia tipica di "certi duri e puri NC"

Anonimo ha detto...

La vorpa offende anche i mamotreti di Kiko: 'oppure fango sugli occhi, vergini stolte, dove han preso l'olio ecc. ed altre amenità del genere'

Anonimo ha detto...

Visto che qui si parlava di Don Fabio e mi sono perso questa interessantissima discussione, voglio solo aggiungere qualcosa (non lo faccio nel post più recente sennò si dice che vado OT...non mi sognerei mai di distogliervi dall'interessantissimo, esaustivo ed estremamente verosimile racconto di Annuccia :-)). Chissà se verrò mai pubblicato o letto da qualcuno.

Dicevo: visto che qui siete tutti così profondi estimatori di Don Fabio (e visto che persino Lino lo apprezza!), fareste opera meritoria dicendo la verità al riguardo: Don Fabio parla bene ("bene-dice") del Cammino Neocatecumenale, non ha mai rinnegato nulla di quanto ha ricevuto nel Cammino e nel Redemptoris Mater.

E' certo che la sua formazione non si è fermata al Cammino e al seminario - ovvio, che banalità! - ma lì ha ricevuto l'imprinting. Nel Cammino è nata e maturata la sua vocazione.
Se pensasse che le catechesi del Cammino sono sballate ed eretiche, non citerebbe sempre nelle sue catechesi la sua esperienza passata nel CN (e lo fa con una delicatezza commovente, quando racconta dei "cristiani che gli hanno annunciato Cristo per la prima volta"), non inviterebbe i giovani a fare questo percorso.

Mi sembra onesto sottolineare tutto questo, e sottolineare anche che Don Fabio è l'esempio per eccellenza di come i preti RM sono a disposizione della Chiesa e della diocesi, anche se questo dovesse significare nel caso estremo di lasciare il Cammino.

Se ci rimanete male, non ve lo dico più che avete diffamato i preti RM (capito Tripudiuccio caro? bacetto e passa tutto!), ma io credo che i fatti parlino da sè.

Ha ha ha ha... mamma mia che ridere.

Che c'è da ridere? E' la pura verità: lo stile catechetico di Don Fabio è lo stesso del Cammino. Come ho detto l'imprinting si vede lontano un kilometro. Diversi frequentatori di questo blog non lo sopportano proprio per questo: è indubbiamente di pasta neocatecumenale, e in passato l'hanno scritto a chiare lettere.

Infine: è una balla colossale che nel cammino si vieti di seguire i 10 comandamenti. Ne sono testimone io, neocatecumenale, che pubblicizzo la bellezza delle catechesi di Don Fabio in ogni dove, persino qui in terra antineocatecumenale :)

Vi dirò di più: le catechesi di Don Fabio - come complessità di riferimenti, vastità e carisma, in particolare quelle sul Credo - rompono il culo alle catechesi del Cammino.
Il Cammino ha indubbiamente anche un carisma "catechetico", ma la sua vera forza si basa su altro: sul tripode Parola di Dio, Liturgia, Comunità - tripode che manca al percorso dei 10 comandamenti, in quanto semplicemente si tratta di un carisma diverso. Per questo ostinarsi a "studiare" il cammino neocatecumenale pensando che il suo cuore risieda nei mamotreti vuol dire mancare totalmente il bersaglio.

Ma forse un giorno lo capirete anche voi.

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

Il fatto che don Rosini parli bene del Cammino può essere spiegato in tantissimi modi, non solo quello all'acqua di rose esposto dal caro fratello Jeff.

Il fatto concreto è che il Rosini è stato "scomunicato da Kiko" a causa delle catechesi sui 10 comandamenti migliori di quelle kikiane, cosa confermabile da qualunque neocatecumenale che lo abbia conosciuto.


La gigantesca panzana del «carisma "catechetico" del Cammino» mi procura un forte effetto lassativo.

Il carisma "catechetico" ce l'ha solo chi trasmette il puro e incontaminato insegnamento della Chiesa.

Le dottrine kikiste-carmeniste purtroppo non sono l'insegnamento della Chiesa, tant'è che hanno bisogno della foglia di fico del presentarsi come "riscoperta" per giustificare le bislacche fandonie dei due spagnoli (ne cito una a caso: il pane eucaristico a significare l'uscita dall'Egitto e altre scemenze d'Egitto).


La vera forza del Cammino si basa su altro: sul tripode Kiko, Carmen, Mammona.

È l'insegnamento dei primi due a determinare il modo in cui si (ab)usa la Parola, il modo i cui si celebra la "liturkikia" e il modo in cui si fa "comunità" (e guai se non «molli il malloppo»: Kiko dice che solo se «mollano [continuamente] il malloppo» sono da considerare convertiti).

Anonimo ha detto...

"Il fatto che don Rosini parli bene del Cammino può essere spiegato in tantissimi modi, non solo quello all'acqua di rose esposto dal caro fratello Jeff."


Allora avanti, illuminaci tu.

Io intanto prendo i pop-corn. :)

Saluti
Jeff M.

by Tripudio ha detto...

Caro Jeff Pop Corn,

quale delle tante possibili spiegazioni vuoi che ti venga illuminata?

DG ha detto...

@caro Jeff (pop corn?)
già qualcuno pochi giorni fa minacciava d prensere salatini e coca cola e aspettare le illuminazioni dall'alto
Spero che tu non prenda cosi' superficialmente le testimonianze, su don Rosini, di neocatecumenali come te.

Anzi vai magari a rileggerti i post precedenti e, senza i pop corn, scoprirai che nessuno ha mai detto che Don Fabio ce l'abbia con il cammino.
E non potrebbe essere altrimenti.
Forse potebbe essere il contrario visto che l'iniziativa di uscire dal Cammino è stata dovuta ad uno scandalo di peccato di orgoglio di Kiko, mascherato da "consigli di catechista"(!)

Don Fabio suo malgrado si è trovato a fare una scelta indotta coattivamente da KIKO il quale in poche parole gli ha detto o con me, e segui quello che ti comando o FUORI!
Logica vuole che un Sacerdote di fronte ad un out-out cosi' ..scelga d seguire la Chiesa e il suo Vescovo.

E ha fatto bene secondo me perchè a parte i primi tempi che era considerato tabu' parlare di lui e della sua vicenda ora con il senno del poi, molti NC lo apprezzano (non tutti a dire il vero e io ne conosco qualcuno di questi duri e puri ) e molti giovani vano a seguire le sue catechesi.

Anonimo ha detto...

"Ha ha ha ha... mamma mia che ridere.

Che c'è da ridere? E' la pura verità: lo stile catechetico di Don Fabio è lo stesso del Cammino. Come ho detto l'imprinting si vede lontano un kilometro"


Ma scusa hai confrontato le catechesi? Mentre don Fabio spiega quello che dice il testo Kiko sconvolge il significato del vangelo per piegarlo ai suoi fini.

Il primo fa esegesi il secondo eresia.

Hai ascoltato la catechesi del ceco nato e delle 10 vergini? Ti sembrano in linea con il cammino?

Sono due approcci totalmente opposti, uno Cristo-centrico, l'altro kiko-centrico.

Il fatto che non te ne renda conto mi inquieta.


Gv

Anonimo ha detto...

"Hai ascoltato la catechesi del ceco nato e delle 10 vergini? Ti sembrano in linea con il cammino?

Sono due approcci totalmente opposti, uno Cristo-centrico, l'altro kiko-centrico."



Caro Gv, purtroppo tripudio non mi pubblica più quindi anche questo commento finirà perso nell'etere (o meglio chiederò di pubblicarlo nel blog dei dissidenti).
Francamente, la censura operata in questo blog ha raggiunto livelli imbarazzanti, il che non fa che confermarmi il livello dialettico degli osservatori.

Ad ogni modo, tornando a noi: le catechesi che riporti sono assolutamente in linea con il cammino. E' chiaro che le catechesi del cammino NON sono lezioni di teologia (in questo senso le catechesi di don fabio gli rompono il culo alle catechesi del cammino) e sono finalizzate al cammino, al percorso neocatecumenale.
Questo NON vuol dire che contengano eresie o che siano kikocentriche (?!? in che modo possono essere kikocentriche delle catechesi? al limite cammino-centriche) ma vuol dire semplicemente che sono inserite in un percorso e a quello fanno riferimento.
Esempio banale: se nel cammino ci si riferisce al prendere olio come al frequentare le celebrazioni, le convivenze, eccetera, è chiaro che non si dice nessuna eresia. E' anche chiaro che nel proprio percorso spirituale ognuno può attingere olio in tantissimi modi, in piccoli vasi, come don fabio sottolinea molto bene. Questo vale per tutti, ma per i neocatecumenali è anche importantissimo vivere il cammino. Altrimenti non ha senso illudersi di star seguendo tale percorso.

Puoi stare tranquillo, i neocatecumenali sono perfettamente in grado di riconoscere la bellezza delle catechesi di don fabio e riconoscerne le attinenze con il loro percorso spirituale. Al tempo stesso Don Fabio ritiene che il Cammino sia un percorso in linea con gli insegnamenti della Chiesa (non potrebbe essere altrimenti). Infine la Chiesa stessa ritiene il cammino un itinerario valido dopo aver approvato il suo direttorio catechetico e soprattutto aver verificato i frutti che il Cammino ha portato nella Chiesa.

Se poi tutto questo non va giù a qualche dotto teologo di questo blog, sinceramente non lo ritengo così sostanziale.

Saluti
Jeff M.

mic ha detto...

Sei stato pubblicato non per la minaccia (che figurati avete pubblicato ben altro!), ma perché il tuo discorso è pretestuoso qunt'altri mai.

In ogni caso tutto quel che affermi su Don Rosini e Kiko è tua opinione, alla pari di quelle degli altri.
Mentre le eresie di Kiko sono state provate confrontandole colò Magistero. Questo sembri scordartelo!

Anonimo ha detto...

@Jeff ti sbagli quelle catechesi sono lezioni di teologia. La teologia è indistinguibile con l'esegesi è l'interpretazione critica di testi (in questo caso le Scritture) finalizzata alla comprensione del significato. Ed è quella che fa Don Rosini. La teologia è la disciplina che "studia" Dio ed essa è basata sull'esegesi alla quale è subordinata. Dall'esegesi nasce la teologia non il contrario.

Ma al di la di queste parole poco importanti torniamo al punto.

Tu dici:"prendere olio come al frequentare le celebrazioni, le convivenze, eccetera, è chiaro che non si dice nessuna eresia."

In questo non c'è nessuna eresia. Ma forse dimentichi, o meglio non vuoi vedere ciò che invece Kiko dichiara: "Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti viene il secondo scrutinio e sai dove sei? Te lo voglio dire: capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla


Questa è l'eresia Kiko dice che il cammino è l'unica fonte di olio e se non partecipi a quelle convivenze per andare a visitare i malati allora non avrai l'olio.

In palese contraddizione con il Vangelo di Matteo (25, 31-40)

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Ma non solo. Te la ricordi la parabola del buon samaritano in Luca 10, 29-37? Se vai alla convivenza invece di stare accanto al malato chi sei? Il samaritano il Sacerdote o il Levita.


Ora se Kiko insegna l'opposto di ciò che insegna Gesù io lo chiamo eretico.

Ora se il direttorio è stato approvato contenendo queste eresie non cambia il fatto che esse lo siano. Ovviamente non possiamo saperlo perché tuttora è segretato quindi non hai argomenti per dire che non sono eretiche perché non puoi dimostrarmi neanche la loro approvazione (e anche qui se guardi il testo del decreto, ne è approvata la pubblicazione non il contenuto, il che è tutto un dire).


Ma fino a che qualcuno non mi dimostra che Kiko non dice un eresia quando afferma che stare accanto ad un ammalato invece di partecipare ad una convivenza ti condanna a non aver più olio per me eresia resta.

N.B. In vaticano si approvano tante cose e già in passato sono stati approvati gruppi dove in seguito ad una più accurata analisi si è riscontrata l'eresia insita in alcuni aspetti.


Gv

Anonimo ha detto...

"Ma fino a che qualcuno non mi dimostra che Kiko non dice un eresia quando afferma che stare accanto ad un ammalato invece di partecipare ad una convivenza ti condanna a non aver più olio per me eresia resta."


Oh mamma Gv, possibile che di una catechesi densissima ti attacchi a quella frasetta il cui senso è peraltro ovvio e non contiene alcuna eresia?

E' chiaro che quando Kiko dice una frase del genere, in un discorso orale in cui sta invitando a dare importanza alla convivenza che si sta vivendo, sta semplicemente mettendo in guardia dal non anteporre gli affetti alla ricerca del Signore.
Sai benissimo che dietro la visita ai malati - che è cosa ottima e sacrosanta - possono nascondersi delle storture, chiamiamole così. La visita al malato può essere necessaria ma può anche essere un "capriccio" dovuto magari ad un'affettività distorta, o ad un'ipocrisia di fondo. E la Chiesa non insegna a vivere i rapporti affettivi con questa stortura, insegna a viverli mettendo il Signore al primo posto.

Sono cose delicatissime, che vanno valutate caso per caso, mica si può generalizzare. Nel caso della "cognata malata" è ovvio che possono esserci mille fattori, mille casi differenti! Se la visita è davvero necessaria nessuno al mondo potrà dirti nulla, è un dovere di ogni cristiano, come insegna anche Mt 25,31-40. Se ci sono catechisti che interpretano in maniera fanatica quel passaggio - e sono sicuro che ci sono, purtroppo, ma non credo affatto che siano la maggioranza - sbagliano.

Il punto è che la visita alla cognata malata può essere invece un di più, che potrebbe essere tranquillamente rimandato. Se in questo caso viene preferita dando poca importanza al percorso di crescita spirituale che si sta facendo, il discorso è totalmente diverso. Non è affatto un'eresia dire questo.

E' come dire: Gesù dice che dobbiamo visitare i carcerati allora anziché andare a Messa tutte le domeniche vado a fare le visite nelle carceri. E' un discorso che non ha senso, è ipocrisia. Per ogni cosa c'è il suo momento.

Ma tutto questo è ovvio e lo si capisce benissimo, o almeno a me appare lampante. Se mi sbaglio e non è così chiaro come appare ai miei occhi sono sicuro che sarà stato corretto prima dell'approvazione del direttorio.

Saluti
Jeff M.

Anonimo ha detto...

"E' chiaro che quando Kiko dice una frase del genere, in un discorso orale in cui sta invitando a dare importanza alla convivenza che si sta vivendo, sta semplicemente mettendo in guardia dal non anteporre gli affetti alla ricerca del Signore. "


Sei sicuro che sia così chiaro? Questa è una tua deduzione ma i catechisti non traggono queste conclusioni e analogamente molti nc. Sta di fatto che nonostante la copiosità del volume non è spiegato così (magari nel direttorio originale c'è una postilla).

Tu trai delle conclusioni sensate e ragionevoli ma non è questo il senso che appare dagli scritti. Contestualizziamoli vedendo al di la di quelle righe cosa c'è subito dopo e subito prima.

La frase successiva è emblematica dice: . Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta... quindi deduciamo che devi stare attento perché se salti lo scrutinio poi magari Dio non passa più e ti chiude la porta.

E ancora il capoverso precedente Svegliati perché viene lo
sposo”. E se non prendesti olio nel primo scrutinio approfitta
per prenderlo ora, non accada che tardi ancora un poco e torni
a spegnersi e allora è la fine.


e ancor prima:

"Ora fratelli vi diciamo: che forse da quella convi-
venza dipendeva tutto il vostro cammino catecumenale. Da que-
sta convivenza dipende ora, forse, tutto il vostro futuro.
"

Da questo contesto si capisce che ritiene la convivenza necessaria. Io posso capire che uno si possa convertire ad una convivenza e che sia importante sottolinearlo ma qui si dice che l'olio è dato dai grandi eventi singoli e nello specifico nelle convivenze mentre, come Spiega Don Rosini, non è così.

La porta non viene chiusa da una singola grande occasione persa, mentre l'olio si alimenta con le piccole scelte e azioni quotidiane.

Inoltre, se noti i toni usati, e pensi all'effetto che possono avere su persone che non hanno una buona preparazione biblica e non hanno magari i mezzi per vederle in un contesto più ampio secondo te come le interpreta un uditore "lontano" le parole: "Da que-
sta convivenza dipende ora, forse, tutto il vostro futuro.".


P.S.
Comunque non mi attacco solo a questo. Questo è un esempio, l'altro preso in considerazione in questa pagina è quello del fango se vuoi argomentare anche qui in cosa siano simili l'interpretazione di Kiko e quella di Rosini ti sarei grato.

P.P.S. chiedo scusa se ho usato toni non molto concilianti ma questi giorni sono un po pesanti per me e tendo ad irritarmi facilmente ;)


Gv

Lino ha detto...

@ Jeff M.
Innanzitutto, Jeff, quello non è un discorso orale, smettiamola con questa insulsa difesa degli evidenti errori: non lo è più da quando fu messo su carta nel vostri centro di stampa, diffuso tra i catechisti e utilizzato per decenni come unico direttorio catechetico per i neocatecumenali. E solo un imbecille potrebbe credere che, dopo la sbobinatura, non sia stato verificato ai massimi livelli del Cammino. Sarebbero stati perlomeno superficiali a non verificare dei testi diffusi tra centinaia di migliaia di persone che impegnavano Kiko & C. come autori, o no?
La tua dissertazione sulle varie tipologie di visita ai malati, poi, andrebbe suggerita a chi ha elaborato quella catechesi: là c'è scritto "Te lo voglio dire: capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla". Punto e basta. In un testo densissimo di chiacchiere, cosa sarebbe costato aggiungere "anche se, per le condizioni e i bisogni dell'ammalata, non era assolutamente necessario"?

Lascia stare la Messa, Jeff: a parte che il confronto tra una Messa e una convivenza NC mi pare irriverente - roba da glorificazione delle pratiche comunitarie - il paragone è insensato, irricevibile anche in quanto a logica. Una Messa dura quanto una convivenza? Andare a Messa, per la sua durata, impedisce la visita a un malato?

Non arrampicarti sugli specchi, Jeff: qui - ventina di blogger a parte - arriva anche gente che sa leggere. Il problema sta nel fatto che "al percorso di crescita spirituale" vostro è assegnata un'importanza capitale, salvifica. "Viene lo Sposo", nella convivenza, Jeff, lo vuoi capire, o no? Te lo devo spiegare io? Fosse anche moribonda, la cognata, se lo Sposo non ti trova, qualsiasi sia la motivazione per la tua assenza, chiude le porte. Così come taglia i "fichi sterili" che nel Cammino mormorano.

Io credo - mica penso di essere stato il primo a evidenziare le questione del fango, delle vergini etc. - che il caso della "cognata malata" sia stato corretto. In fondo, il Card. Ratzinger spiegò che avevano lavorato per 5 anni (dico cinque: sic!) per correggere gli Orientamenti alle equipes di catechisti neocatecumenali. Trattasi di correzioni rifiutate da Kiko, purtroppo. Magari, trovarono un compromesso con le correzioni più importanti e con un accordo sull'approvazione con segretazione.
Occhio che non vede, cuore che non duole.

FDF ha detto...

@Jeff
Dici cose corrette ma da premesse tue, che non sono quelle di Kiko, come ben ti ha esposto Gv.
Se uno ti dice che da quella convivenza potrebbe dipendere tutto il tuo futuro, spiegando fanaticamente il concetto ortodosso del "tempo opportuno", è ovvio che, se sei "fedele al cammino" non salterai la convivenza nemmeno se ti muore il padre (come è successo ad alcuni), oppure lo farai con il sospetto di aver fatto del male, quando invece, caro Jeff, stando vicino ai veri malati, si sta vicini a Gesù Cristo. Nessuno nella Chiesa cattolica ti dirà mai che, se non vai al ritiro spirituale previsto da mesi per stare vicino a un malato che ha bisogno di conforto, hai perso forse la tua unica occasione di conversione!
Questo è quello che dice Kiko. Come pensi che lo possano interpretare persone fragili nello spirito e nella Fede? Persone che, come tutti, sono assetate di Gesù, e farebbero qualsiasi cosa per stare con Lui? Non faranno che interpretarlo alla lettera e non in maniera creativa e ragionevole come hai fatto tu.
TUTTE le catechesi nel cammino hanno questo problema, proprio perché sono catechesi orali, dette a braccio e considerate parola pura ispirata dallo Spirito Santo. Che fai, ti metti contro lo Spirito? Se lo Spirito ti dice di andare alla convivenza allora che fai?
Io che ho ascoltato quella catechesi, esattamente come te, non ho mai pensato le cose che hai detto tu e nessuno che conosco le ha mai pensate, questo perché il senso che si voleva dare alla frase era esattamente quello: "se non vieni alla convivenza sarà la fine" ovvero: "ANDRAI ALL'INFERNO".

FDF ha detto...

Bravo Lino che mi ha preceduto :)
Inoltre a sostegno di quel che ti ha detto ti ricordo che le catechesi di Kiko non sono interpretabili. Non esiste il NO! Non esiste il rifiuto. Più e più volte da molte persone diverse di diverse parrocchie, estrazione sociale e cultura ho sentito dire la frase "il cammino non è una democrazia". Che significherà mai? Che il pensiero libero, la libera iniziativa non esiste, non esiste soprattutto l'interpretazione della parola dei catechisti.
Non dirmi Jeff che quelli dei catechisti sono consigli, perché sai bene che non lo sono. Sono ordini, che, se non eseguiti, causano l'arresto del percorso catecumenale. Punto.
Se non obbedisci non vai avanti. Se non vai avanti prima o poi esci (ammesso che non ti caccino prima loro). Ventilate una freschezza, una libertà che esiste solo nel paese delle favole.

DG ha detto...

@jeff
dici a proposito di don Fabio e della sua uscita dal CnC:

..il punto per me non è tanto sapere se Kiko ha commesso un peccato di superbia, sapere chi ha sbagliato o cosa sia successo veramente.

invece è importante rifletterci e anche tu dovresti farlo.
Non è stupido gossip perchè a nessuno interessa.

Credo che sia ben altro che "gossip" e te lo dico con il cuore in mano e te ne spiego i motivi:
quel triste avvenimento ha portato molti fratelli NC a dubitare sulla veridicità del CnC e sulle catechesi di Kiko, e questo è importante che lo si voglia o no, perchè cosi' è stato vissuto da molte persone.

Come puo' Kiko aver rinnegato(diciamo cosi') un Sacerdote che tanto bene aveva fatto al CnC?
Un sacerdote che avvicinava una moltitudine di ragazzi alla Chiesa?
Perchè, si sono domandati in molti, ascoltare i 10 comandamenti e le Catechesi di Don Fabio è stato considerato da KIKO controproducente per il CnC?

Qui non si sta valutando il peccato e chi lo commette (chi siamo noi per farlo!) ma lo scandalo del peccato prodotto dai comportamenti, di Kiko in questo caso.

Per assurdo è come se si dicesse che nel CnC le coppie non sposate possono convivere tranquilamente e fare la comunione metre per gli altri fedeli NON NC la convivenza è considerata un peccato mortale.

Vedi lo scandalo degli atteggiamenti e della quotidianità porta ad allontanare i fedeli dalla Chiesa ed è questa la cosa triste ma importante nellos tesso tempo.

Kiko in quel momento, scegliendo un atteggiamento non consono a quello che predica, ha scelto di allontanare con lo scandalo da lui prodotto molti fedeli NC e NON NC .

Questo non è da sottovalutare e poi è chiaro che come dici tu:
"..che se la vedano con il Signore nell'intimo del loro cuore."

Esatto Jeff, Kiko se la vedrà con il Signore ma, per ora, lui è stato visto da molti "piccoli"
che sono stati colpiti e hanno sofferto per il suo atteggiamento.

Poi, come ti ho già detto, non credo che da Sacerdote come è Don Fabio e per quello che ha vissuto puo' rinnegare il cammino e parlare male di kiko perchè lui, volente o nolente, proviene dal CnC (anche se certamente sarebbe stato scelto dal Signore che lo ha chiamato come Suo Pastore, anche senza il CnC) e lui ha fatto quel percorso anche se ad un certo punto ha scelto di uscirne ma non puo' rinengarlo perchè sarebbe come rinnegare la sua storia e noi sappiamo bene, proprio perchè abbiamo tutti fatto un percorso CnC, che non si puo' rinengare la propria storia ma leggerla attraverso la luce della Volontà Divina. E questo anche se la storia della nostra vita è stata resa dolorisa da un avvenimento o da un percorso che ci ha portato delusione e dolore.

Anch'io nel mio piccolissimo essere cattolico EX NC non rinnego la mia storia cioè l'essere stato per tanto tempo (metà vita) dntro il CnC pero' dico che esistono altre vie, altri mezzi per conoscere il Signore e per amarlo
Altri percorsi meno dolorosi e invadenti come il CnC che puo' spezzarti il cuore, l'anima e anche corpo colpendo la tua salute fisica .

Io credo, e l'ho sempre detto, che il CnC potrebe anche essere un mezzo valido ma dovrebbe essere "epurato" da molte brutture.

Una delle quali, forse la piu' importante secondo me, è il potere che il cammino da ai laici attraverso i cosidetti "catechsiti" e la non esistenza di una vera presenza di un Sacerdote che potrebbe essere una presenza importante perchè vera guida spirituale per i fratelli NC.

Inutile nascondere la testa nella sabbia: il Sacerdozio nel cammino NC è visto in funzione del cammino stesso! Il ruolo di un Sacerdote è limitato al servizio che rende in comunità nulla piu'.

Anonimo ha detto...

Caro DG, nuovamente pubblicano i tuoi interventi e non le mie risposte. E' veramente un atteggiamento nauseante, dovrò ricorrere anche stavolta al blog dissidente, ma è l'ultima volta che rispondo sul tema perché mi sono stancato di dover combattere coi mulini a vento per discutere con voi. Se vorrai continuare a parlarne sarò ben lieto di fornirti il mio indirizzo e-mail che conoscono tutti.

Dici che quanto avvenuto tra Kiko e Don Fabio è importante perché "quel triste avvenimento ha portato molti fratelli NC a dubitare sulla veridicità del CnC e sulle catechesi di Kiko, e questo è importante che lo si voglia o no, perchè cosi' è stato vissuto da molte persone".

In primis ti chiedo: tu eri presente durante i colloqui tra Kiko e Don Fabio? Hai parlato con Kiko o lo stesso Don Fabio ti ha riferito qualcosa?
Perché se non è così, non possiamo stare a parlare delle voci di corridoio che sono girate tra i neocatecumenali. Non ha senso interrogarsi su quelle.

Io la storia non l'ho mai voluta indagare con lo stesso Don Fabio e non credo nemmeno che mi avrebbe risposto (giustamente: sono sicuro che lo ritiene anche lui dello sterile gossip neocatecumenale).
Mi sono solo giunte delle voci secondo le quali pare che Kiko abbia detto a Don Fabio di interrompere il percorso dei 10 comandamenti. Lui non l'ha fatto (pare obbedendo al suo vescovo, per l'appunto) ed è uscito dal Cammino, pur restandone legato e riconoscendone la bontà.

Tu dici addirittura che "Kiko in quel momento, scegliendo un atteggiamento non consono a quello che predica, ha scelto di allontanare con lo scandalo da lui prodotto molti fedeli NC e NON NC".

Non so quanta gente di questo tipo hai conosciuto tu, ma io grazie al cielo di gente che si è allontanata dalla Chiesa per una voce di corridoio su un evento del genere, non ne conosco. Non ha alcun senso allontanarsi dalla Chiesa per aver sentito dire che Kiko abbia detto a Don Fabio di chiudere i 10 comandamenti.
Solo Dio sa com'è andata veramente, e solo Dio sa se Kiko ha fatto veramente qualcosa di sbagliato o se almeno ha sbagliato agendo in buona fede o se non ha sbagliato affatto.
Se l'ha fatto, se la vedrà lui con il Signore e risponderà anche dell'eventuale scandalo che ha causato. Non possiamo essere noi i giudici di qualcosa che tra l'altro nemmeno conosciamo.

(per dirla tutta, per come so io le cose, un certo scandalo lo causarono piuttosto alcuni catechisti che Kiko, ma questo è un altro discorso)

Ma io ripeto: ma quanta gente pensi che possa essersi allontanata dalla Chiesa (soprattutto non NC??) per un fatto del genere?
Diversa sarebbe la questione se qualche scandalo del genere fosse stato fatto in pubblico, ma dalle voci che girano non mi risulta proprio.

Tutto questo però ha portato fuori tema, nuovamente. Il punto non era questo, anche se abilmente vi ostinate a ficcare in mezzo kiko anche quando non c'entra una mazza.
La mia domanda era semplice e tu hai fornito una risposta che - mi spiace - non è affatto convincente. Almeno hai risposto, te ne do atto, non come Tripudio che scappa dalle discussioni e non pubblica quando non sa più che pesci pigliare.

Dici che Don Fabio non rinnega il suo passato da NC perché "non si puo' rinengare la propria storia ma leggerla attraverso la luce della Volontà Divina. E questo anche se la storia della nostra vita è stata resa dolorisa da un avvenimento o da un percorso che ci ha portato delusione e dolore."
Dici che tu stesso non rinneghi la tua storia anche se secondo te "il CnC può spezzarti cuore anima e corpo".

(continua)

Anonimo ha detto...

(continua)

Beh, di fronte a frasi così dure, ti chiedo: ok, non rinneghi la tua storia, ma tu RACCOMANDERESTI a qualche tuo fratello o conoscente il cammino neocatecumenale come fa Don Fabio? Parleresti bene degli incontri vocazionali di Kiko? Racconteresti con gioia e tenerezza dei "cristiani che ti hanno annunciato per la prima volta l'amore di Cristo"?
No, caro DG, sai benissimo che non è così. Tra te e Don Fabio c'è una differenza enorme (non parlo in termini di fede, non ti conosco né potrei mai giudicarla).
Anche se entrambi siete riappacificati con la storia - se è vero, ottimo per te - tu pensi che il Signore ti abbia reso cristiano e cattolico NONOSTANTE il Cammino, Don Fabio pensa di essere diventato cristiano e cattolico (anche) ATTRAVERSO il Cammino. Certo non "attraverso le sofferenze di un percorso di fede sbagliato" ma attraverso un itinerario di iniziazione cristiana valido e cattolico.
Direi che la differenza è sostanziale, non trovi?

Saluti
Jeff M.

P.s. a Lino, Gv e tutti gli altri: vi avevo risposto ma Tripudio non ha pubblicato. Al limite chiedete a lui. Ciao.

by Tripudio ha detto...

Povero Jeff martire del libero pensiero neocatecumenale!

Non si accorge che se qualcuno prende sul serio don Rosini che parla bene del Cammino... finisce presto per scoprire la verità e tornare dal Rosini stesso!

Conosco tante persone che guardano con riconoscenza di esperienze religiose che non condividono più. Mi viene in mente il caso di un tradizionalista (che conosco molto bene) che qualche anno fa era approdato alla fede grazie a Rinnovamento nello Spirito, e a chi glielo rinfacciava faceva tutta una serie di distinguo e di precisazioni riuscendo a non parlare mai male di ciò che era stato strumento per il risveglio della sua fede. Strumento che però si guarda bene dal toccare di nuovo, anche se talvolta lo ha addirittura consigliato.

Insomma, per quanto tu ti sforzi di usare don Rosini come sponsor ufficiale del Cammino, resta il fatto che Kiko gli proibì di fare del bene alle anime, e che perciò il Rosini finì in disgrazia e fuori dal Cammino...


Quanto alle tue patetiche minacce di ricorrere ad altri blog, accòmodati, fa' pure, riversa lì gli insulti e la propaganda che non ti pubblichiamo qui.

Tu accusi DG di non essere stato presente ai colloqui tra l'idolo Kiko e l'imputato don Rosini: e come mai tu dovresti saperne più di DG ? Come mai all'improvviso hai già dimenticato che Kiko ha cacciato via (in modo permanente, così come fanno i dittatori pazzi) il don Rosini? Senza contare poi le possibili vendette trasversali e rappresaglie neocatecumenali, di cui padre Zoffoli e tantissimi altri (e nel mio piccolo, anche io stesso) hanno subìto per aver detto la pura e semplice verità...


Aggiungo poi che tutta la tua astuzia di usare don Rosini come "sponsor del Cammino" si basa sul fatto che tu lo conosci di persona e noi no (conosco chi che ha frequentato il suo corso, ma non il Rosini in persona: però conosco bene le dinamiche degli ambienti clericali e le astuzie dei neocat...).


Sei diventato noioso nel rispondere alle accuse che non ti vengono mosse: tipica astuta strategia neocatecumenale. Tu affermi che non avrebbe senso allontanarsi dalla Chiesa per aver "sentito dire" (oh, bella: "sentito dire": e che, Rosini all'improvviso impazzisce e va via da solo in modo da essere "non in comunione" con Kiko? ma dai...!) "sentito dire" che Kiko caccia via don Rosini.

Ma con questa furba obiezione hai tentato di cambiare discorso e di far dimenticare i fatti concreti:

1) le catechesi del Rosini sono oggettivamente migliori di quelle di Kiko

2) all'improvviso risulta che Rosini "non è in comunione" con l'idolo Kiko (superior stabat lupus! in realtà era Kiko a non essere "in comunione con Rosini")

3) Rosini fuori dal Cammino.

Questo significa che nel Cammino ciò che conta non è la verità, ma l'essere "in comunione con Kiko".

Eh sì, a quel punto i dubbi cominciano a venire: se la verità non c'entra con la fede, allora il Cammino a che serve?

Infine, Jeff tenta di proibirci di fare oneste domande, dicendo che solo Dio saprebbe il motivo per cui l'idolo Kiko ha spazzato via il Rosini.

Eh, no, caro Jeff, lo sai bene anche tu Kiko come è fatto: mentre è vero che solo Dio legge nei cuori, è anche vero che Kiko Argüello ha dato una gigantesca serie di dimostrazioni di «orgoglio ed arroganza», tali da far dedurre che quando qualcuno dice che «Tizio non è in comunione con Kiko» si può subito dedurre che Adolf Kiko lo abbia "bannato" e azzerato e censurato e cassato via... Ricordi quando si comandò brutalmente, da un giorno all'altro, di non comprare più i libri di Daniel?

p.s.: per fretta non commento il resto dei tuoi vittimismi e delle tue sparate propagandistiche (sinceramente non lo vedo così focosamente ardente il Rosini a raccomandare di "alzarsi" davanti a Kiko anziché seguire le normali vie della Chiesa).

Anonimo ha detto...

Tripudio, Rosini non è certo uno sponsor del cammino neocatecumenale. È solo un bravissimo Sacerdote uscito dal Redemptoris Mater. Punto.

Quanto poi alla sua opinione sul cammino e sulle alzate kikiane, puoi leggere qui:

http://www.zenit.org/it/articles/la-vocazione-frutto-di-un-percorso-di-formazione-cristiana-seconda-parte

Visto che mi pubblichi solo quando dico che copio i post nell'altro blog (non è una minaccia- che poi che razza di "minaccia" sarebbe?! - é solo l'unico modo che mi lasciate per comunicare...ci sono un sacco di altri post che non avete pubblicato solo perchè non li ho salvati di là) dicevo: visto che è l'unico modo che ho per essere sicuro di venir pubblicato, copio/incollo di là.

Saluti
Jeff M.

Anonimo ha detto...

Ti dico una cosa:
Non so che cosa è sucesso nel tempo che stavi nel Cammino, però, me ha colpito una cosa che sembra che tu hai detto: eri felice, anche con seferenza, però, felice. Ricordati di questi momenti... Sono tanti con la vita salva. Anche si ha salvato uno, abbiamo fatto tantissimo. Non sei tu a dare la salvezza ne anche il Cammnio... Non te chiedo di tornare, hai raggione... però ricardati che Cristo stá in te, anche Cristo stá in loro. Chiedo perdono per sbbaglio dell'italiano. La pace.