lunedì 3 dicembre 2018

«Dall'abuso alla libertà», ovvero: la saga di chi lascia il Cammino

Povero nonnetto, costretto a esibirsi in una
imbarazzante pagliacciata infantile in piazza
(poiché Kiko la chiama "evangelizzazione")
Leggiamo uno stralcio di alcuni brani del volume "Dall'abuso alla libertà" del saggista Vincent Hanssens. Il pregevole testo tratta di tutti i contesti abusanti o che rischiano di essere tali all'interno della Chiesa, in particolare nell'ambiente dominato dai "movimenti" laici (Focolare, Comunione e Liberazione, Opus Dei, Sant'Egidio, Rinnovamento nello Spirito e ovviamente il mefitico Cammino Neocatecumenale) nati nel '68 e dintorni.

Dalla prefazione:
"La potenza dello Spirito è pari soltanto alla forza con cui Cristo ammonisce contro i falsi profeti. Di certo il cristianesimo non è il solo ad essere esposto alla folgorazione della vocazione religiosa, all'onnipotenza del Carisma e ai pericoli dei falsi dei.
Ma tutto acquista una dimensione amplificata quando si ha a che fare con persone vulnerabili: vulnerabili perché in cerca di qualcosa o di qualcuno, vulnerabili per via della loro sete di assoluto - che ogni essere umano sperimenta nell'arco della propria esistenza - o anche a causa di fragilità di altra natura, più personali, oggetto di continue scoperte da parte degli esorcisti di oggi e della psicologia contemporanea. Le testimonianze denunceranno evidentemente il ricordo inaccettabile di una sottomissione indotta con l'inganno da un circolo spirituale diventato patogeno, facente capo a un leader che padroneggia male - o magari fin troppo bene - l'uso del proprio carisma.
(...) è proprio in quel contesto [della Tradizione millenaria della Chiesa che ha visto fiorire giganti della santità in tutte le epoche] e in un'ottica speculare che qui faremo riferimento alla triade delle derive sessuali, della mentalità basata sul lucro e dell'abuso di potere (...) "spirito della nostra epoca" non più disposto a né alla castità, né alla povertà, né all'obbedienza."
Imbarazzante pagliacciata infantile in strada
(e la chiamano addiritura "evangelizzazione")
Non vi sembra vagamente familiare il "contesto malato" qui accennato? Non vi pare adeguato il richiamo ai leader che "padroneggiano fin troppo bene il carisma" che possiedono? Le personalità fragili, la leva sul bisogno di assoluto di ogni uomo... dov'è che l'abbiamo già sentito?
L'autore non usa mezzi termini quando parla dei danni provocati dalle influenze settarie nei movimenti, tutti problemi riscontrati chiaramente nel Cammino in centinaia se non migliaia di testimonianze di fuoriusciti dal movimento, ed è un piacere leggerlo:
"possiamo redigere una lunga e - ahimé - fin troppo reale lista dei danni provocati dai fenomeni di influenza settaria, «le tre tentazioni del potere, dell'avere e del godere»: 
  1. cattiva circolazione delle informazioni sui gruppi all'interno della Chiesa;
  2. culto del fondatore o del superiore che prende il sopravvento su quello di Cristo; 
  3. scritti del fondatore che prevalgono sulle scritture e sui documenti della Chiesa; 
  4. diniego, teoria del complotto e complesso di persecuzione dinanzi alle rivelazioni di comportamenti scandalosi; 
  5. pretesa della comunità di salvare la Chiesa; 
  6. critica sistematica dei responsabili ecclesiastici e di ogni altra forma di esistenza all'interno della Chiesa; rifiuto di ogni riferimento o intervento esterno al gruppo (...) 
  7. infrazione nella gestione dei beni, mancato rispetto del diritto del lavoro, (...) 
  8. abusi esercitati sui membri recalcitranti; 
  9. ingiunzioni di rottura - sotto pena di peccato - che scollegano il membro dalla realtà (...) 
  10. captazione dei beni dei membri (...) 
  11. organizzazione dell'obbligo di delazione;
  12. interdizione di accesso a modi di pensare diversi da quelli del fondatore; 
  13. imprigionamento in una logica interna particolare; 
  14. controllo spirituale esercitato mediante pratiche devozionali indebite e infondate; 
  15. privazione del diritto naturale dei genitori di occuparsi dei propri figli; 
  16. depressioni; 
  17. tentati suicidi; 
  18. suicidi; 
  19. scatenamento o aggravamento di malattie psichiatriche senza le cure appropriate; 
  20. polarizzazione sul proselitismo;
  21. direzione tramite la confessione; 
  22. esercizio dell'influenza; 
  23. stupro psichico; 
  24. (...) culto della segretezza; 
  25. menzogne, inganni e dissimulazioni per sottrarsi ai controlli; 
  26. abuso di potere; 
  27. sottomissione; 
  28. esclusione violenta e ingiusta; 
  29. umiliazione; 
  30. sensi di colpa;
  31. calunnie;
  32. occultamento degli abbandoni;
  33. divieto di parlare con gli ex-membri;
  34. stile di vita scandaloso dei fondatori e dei superiori rispetto ai membri, che sono annientati;
  35. captazioni di eredità
  36. pedofilia;
  37. stupri...
e ancora, affonda la spada, con una frase che meriterebbe un applauso a scena aperta:
"Il libro è stato scritto per le vittime, affinché possano riuscire a mettere una pietra sopra la loro dolorosa esperienza mediante il riconoscimento della loro legittima collera"
Kiko-boys indossano la pubblicità della setta
e ancora, più avanti:
(...) sul piano spirituale e religioso, le testimonianze ricevute indicano che questi movimenti non incoraggiano più di tanto il raccoglimento, l'approfondimento personale della fede, la contemplazione, ma impongono piuttosto dei riti formalizzati e basati su preghiere e liturgie, confessioni collettive, che non sono certo privi di ripercussioni sulle personalità di quanti vi sono sottoposti. Se esercitano la militanza non lo fanno a beneficio dell'evangelizzazione (sempre ammesso che un tale beneficio sia realizzabile o, addirittura in questo caso, concepibile), ma per proprio tornaconto, allo scopo di aumentare la propria influenza, il proprio potere e il numero dei propri seguaci.
Tra le cause di sofferenza dei membri di questi movimenti (fra cui il malefico Cammino), gli autori ravvisano:
"la venerazione del fondatore, che a volte si spinge fino all'idolatria della sua persona, aprendo la strada alle sua manie di onnipotenza; il mobbing, anch'esso fonte di abusi, la distruzione della personalità".
Pensiamo non ci sia bisogno di aggiungere alcunché, a queste parole fin troppo chiare; non osiamo immaginare il livello di bile nel sangue dei facinorosi neokiki che appestano il blog da decenni, nel leggerle.

Chi ha orecchi per intendere, intenda!

23 commenti:

  1. Solo una parola.... FANTASTICO!!!!!
    LUCA

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  2. È impressionante come queste parole descrivano bene il CN.
    Non è che forse, anziché di Kiko, il Signore si servirà di 1 sana psicologia per "salvare" la Chiesa?
    Grazie BPS per aver segnalato questo libro.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Parole che valgono per tutti ma penso che l'autore abbia avuto a che fare con dei casi specifici che riguardavano principalmente il Cammino.
    Dei casi di settarismo manifesto di cui io, nel mio piccolo, sono venuto a conoscenza, almeno il 90% riguardano il Cammino, movimento che non ho mai frequentato.
    Certamente anche negli altri movimenti ho saputo di casi analoghi, anche se non si è arrivati agli eccessi estremi dei camminanti.
    Per diretta esperienza ho visto dei casi di autoritarismo nel Rinnovamento, ma non si è mai arrivati a dire che chi l'avesse lasciato sarebbe caduto nelle mani del demonio. Tanto è vero che, a parte qualche caso, i rapporti tra i fuoriusciti del Rinnovamento, di cui io sono un esponente, e gli aderenti del Rinnovamento sono ancora buoni e amichevoli.
    Ho avuto qualche problema anche con qualcuno di CL che si atteggiava a dittatorello, ma devo dire che non è stato nulla di particolarmente grave e l'amicizia è rimasta.
    Sicuramente però ci sono dei casi gravi in tutti i movimenti.

    Ma il Cammino pare "speciale". Il Cammino rasenta spesso le derive delle sette più estreme, come i Testimoni di Geova, probabilmente proprio perché è una setta estrema.
    Nel Cammino quei 37 punti ci sono TUTTI.

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  5. C'è una frase della Bibbia che dice pressappoco: "Guai a chi parla a nome di Dio quando Dio non ha parlato".
    In questo punto occorre fare molta attenzione.
    Ricordo che quando frequentavo il Rinnovamento alcuni dicevano "Dio dice...". Io non l'ho mai fatto, nei miei interventi preferivo usare un'altro modo di dire.
    Devo però dire che questo modo di fare di alcuni del rinnovamento era controbilanciato da insegnamenti in cui si diceva che i "profeti" non sono infallibili e che la profezia è imperfetta e va comunque fatto un discernimento. E si leggevano i documenti della Chiesa.
    Sono il primo a riconoscere che se nel mio gruppo di Rinnovamento non si fosse fatto continuo riferimento ai documenti della Chiesa molti, tra cui io stesso, sarebbero potuti diventare settari nel senso più deleterio.
    Nonostante ciò una certa mentalità elitaria in qualcuno ha attecchito. Una minoranza, ma alcuni erano dei responsabili.
    Oggi, però, le cose sono cambiate molto.

    Purtroppo i "profeti" del Cammino, i catechisti, sono considerati infallibili e, purtroppo, i camminanti di dottrina cattolica ne sanno molto poco. Quali sono i risultati è facile da immaginarsi.

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  6. Concordo su tutto. Pietro ha ragione. Non ho frequentato altre realtà, ma ho conosciuto chi ne faceva parte. Quello che ho visto e sentito nel cammino davvero da nessuna parte si trova.
    Il cammino supera tutte le altre esperienze nate dopo il C.V.II. E di tutte è il più pericoloso.
    Parlare a nome di Dio e la pretesa infallibilità dei catechisti apre la strada al demonio.

    Pax

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  7. Anche i Pastori devono stare attenti a non parlare a nome di Dio quando non parlano di FEDE e di MORALE.

    Come il CARDINALE BASSETTI che, come Vescovo e a nome della CEI, in un discorso in cui non una volta gli è sfuggito il SACRO NOME DI GESU', ha fatto atto di fedeltà all'UNIONE EUROPEA.

    Poiché sono certo che i Pastori della Chiesa, quando parlano di FEDE, sono sostenuti dallo Spirito Santo, sono anche certo che, quando, come Vescovi e nella loro funzione di Pastori (e non come privati cittadini), parlano, invece che dei principi che devono animare la politica, direttamente di politica, cioè quando entrano nell'agone politico, lo Spirito Santo FUGGE ad ali spiegate.
    E se qualcuno dovesse ispirarli non sarebbe certo lo Spirito.

    Figuriamoci Kiko quando da laico si mette al posto del Papa per parlare a nome di Dio non di politica, ma di un'ideologia religiosa

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  8. IL CAMMINO NEOCATECUMENALE AVVELENA ANCHE TE!DIGLI DI SMETTERE!

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  9. Purtroppo per sankikoorapronobis alcuni dei punti riportati nel libro stanno venendo meno, in particolare il secondo - culto del fondatore o del superiore che prende il sopravvento su quello di Cristo.
    È vero che grazie a questo fatto si possono comprendere le bestialità in sequenza dette nei cosiddetti “annunci” senza essere preso a pernacchie: in quello di due anni fa si considerava la Madonna, ora è l’architetto di Dio che parla in plurale maiestatis: "Noi stiamo ricostruendo la Chiesa e la Chiesa non può prescindere da noi”.
    Ma è anche vero che è agli sgoccioli e non incanta più: a giugno, sempre per la sua cosiddetta evangelizzazione aveva chiesto un milione di euro e ha ricevuto dai suoi pochi spiccioli tanto è vero che ad ottobre ha reiterato la richiesta giustificandola con il fatto che i soldi non erano arrivati perché “i fratelli” a luglio erano andati già tutti in ferie. Anche questa seconda invocazione non ha prodotto nulla: come ha riportato IPG (1 dic. u.s.) nel dialogo tra Piero ed Enzo, “… non c'è cosa più brutta di un fratello attaccato al denaro. Rovinerebbe la Comunità e lo spirito della comunione tra i fratelli.” Ci sono troppi responsabili di comunità che si sono comprati casa e Renault Espace con mutui e prestiti che possono pagare solo con la raccolta delle decime degli altri - con 5/6/7 figli non potrebbero fare altrimenti - e le continue richieste di denaro del “Fundador” (inteso come ottimo brandy spagnolo) stanno andando tutte disattese: i soldi si fermano al primo livello.
    Per ovviare a questo fatto dovrebbe entrare in funzione il punto 35, sempre elencato nel libro: captazioni di eredità. Ma anche qui le liberalità non stanno dando i frutti sperati: poca roba ma soprattutto difficile da monetizzare. Si preferisce denaro fresco, possibilmente tanto come avveniva negli anni d’oro e senza dover procedere a rendicontazione, ecco perché le collette nel sacco nero sono le preferite. So che si sta pensando alle prossime tredicesime, forse nel prossimo annuncio di Natale ne sapremo qualcosa.
    Nevio

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  10. "Legittima collera" è la locuzione che mi ha fatto balzare in piedi.
    Si, la mia collera è legittima, quasi santa.

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  11. Una piccola esperienza personale: da qualche anno faccio parte con mia moglie di un gruppo famiglie, le cui coppia "guida" sono dei focolarini di lunga data. Nel gruppo persone con vari percorsi personali e di fede: qualche scout, qualcuno nei focolari, qualcuno più impegnato in Parrocchia, altri un po' più distanti. E già qua una grandissima differenza. Ditemi un'iniziativa fatta da membri del Cammino (e approvata dai loro catechisti) rivolta verso l'esterno (non valgono ovviamente centopiazzate o altre con scopi evidenti e immediati di proselitismo). Con questa coppia guida ormai è nata una bella amicizia e condivisione della fede. Ma vi assicuro che MAI in questi anni hanno chiesto a me o ad altri alcuna "tessera", MAI un invito a qualche equivalente delle catechesi iniziali. Non so sinceramente se siano una regola o un'eccezione all'interno del loro movimento, ma ho notato una differenza abissale col Cammino, di cui facevo parte. Ripeto, la mia è un'esperienza particolare che non vuole essere un giudizio generale sui Focolarini, di cui non faccio parte e non lo farò, ma sicuramente ho apprezzato moltissimo per questo aspetto. Paolo

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    1. Ciao Paolo, ti confermo che NON esistono iniziative nelle quali entrino cnc aperte ad altre realtà, anche la fantomatica pastorale di mediazione, nella quale dovrebbero essere inseriti proprio per uscire dal loro recinto, in realtà è una occasione per portare avanti il loro progetto. Per fare un esempio nella pastorale per i fidanzati i cnc hanno un mamotreto che è un bignami delle catechesi iniziali, infarcito di altre catechesi sul matrimonio, vedi Shemà e Traditio, e si guardano bene dal partecipare insieme ad altri ad un progetto "terzo", loro devono sempre egemonizzare tutto.

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    2. @Mav

      Ciao.. E la scrutatio in cosa consiste?

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    3. Con il termine Scrutatio si intende lo scrutare le scritture attraverso i passi paralleli. A partire da un brano si cercano i versetti paralleli e/o quelli contenuti nelle note.
      n.b.
      Si usa la Bibbia di Gerusalemme.

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    4. @mav

      Grazie!
      Presumo che i catechisti neocatecumenali con la scrutatio possono interpretare la scrittura come vogliono, se questa interpretazione viene svincolata dal magistero della chiesa cattolica.

      Fabio

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    5. Sì, al pari di altri parole («risonanze», «convivenze», «missio ad gentes», ecc.) anche il termine «scrutatio» è gergo neocatecumenale per indicare un'attività eseguita esclusivamente secondo la maniera prestabilita dagli autonominati "iniziatori" Kiko e Carmen.

      Ora, un'attività come il leggere la Bibbia e discuterla in gruppetti, in sé non serve a niente. Neppure se la si correda della pomposa etichetta di "scrutatio". Se viene eseguita nel contesto di vivere meglio i sacramenti e la fede, allora è positiva (ed infatti la Chiesa l'ha suggerita ma non l'ha mai resa obbligatoria, visto che la liturgia stessa ci somministra la "dose di Bibbia" adeguata).

      Se invece è un'attività che sottintende anche indirettamente la superbia del "noi siamo meglio degli altri che non la fanno" oppure il ricatto morale del "chi non la fa, vive meno la fede, vive meno la liturgia, capisce meno degli altri fedeli", oppure la violenza spirituale del "ho letto dalla Bibbia questa parola che dico è per te", allora è dannosa, anche se si partisse in buona fede. Anche i protestanti, partendo in buona fede, hanno commesso tali errori.

      Il catechistone che estrae a casaccio un versetto biblico e pretende di comandare sulla tua vita, ti sta facendo una violenza sul piano spirituale. Lui è un laico, un cretino qualsiasi, che anche se mosso da buone intenzioni ti sta mettendo addosso un peso che non è tuo. Chi ti impone di estrarre un versetto biblico a caso e ti convince che sarebbe "per te", sta dicendo una vaccata mostruosa (cosa fare coi versetti in cui si parla di immolare bestie, di gente stuprata, di uccisioni e inganni, di tradimenti e peccati? può capitare, certo che può capitare, specialmente da parte di facinorosi kikiani che ignorano che la Bibbia non è un formulario di consigli spirituali).

      Ai cristiani cattolici sono richieste pochissime cose: anzitutto frequentare i sacramenti secondo le dovute disposizioni, e conoscere le verità di fede secondo quanto il proprio intelletto permette. Tutto il resto - letture bibliche, partecipazioni a eventi, ecc. - è del tutto facoltativo e certamente da evitare qualora si scontri con i doveri di stato (tu padre di famiglia, in virtù del sacramento del matrimonio e davanti a Dio sei tenuto a non andare a "convivenze" e scemenze simili qualora l'assentarti dal lavoro in quei giorni possa mettere a rischio il tuo lavoro o la tua presenza in famiglia... invece i neocat credono che Kiko è praticamente Dio e credono che chi si assenta alla "convivenza" sta compiendo chissà quali assurdi peccati contro la fede e contro la comunità).

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    6. Grazie Tripudio.

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  12. L'Opus Dei non è nato nel '68 e dintorni.
    Correggete la castroneria scritta all'inizio dell'articolo.

    Romano Apostolico

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    1. Nemmeno il Focolare è nato attorno al '68, e neppure Cielle (nel '69 fu coniato il nome, ma esisteva già dal '54). L'espressione sopra contestata, storicamente non precisissima, intendeva soprattutto far notare che il successo dei movimenti (inteso come inizio dell'insuccesso della parrocchia) è stato proporzionale alle "novità" promesse dallo "spirito del Concilio", specialmente sui titoli di giornale. Fra l'altro l'Opus Dei non è propriamente un movimento; il movimento di fedeli le si è sviluppato attorno; se si parla dell'Opus, si parla dei suoi consacrati.

      Ancora nei primissimi anni '50 l'Azione Cattolica riusciva a mobilitare trecentomila laici per una manifestazione a Roma dal Papa (l'appena defunto Stalin aveva avuto tutto sommato ragione a chiedersi "quante divisioni ha il Papa"), nonostante mancassero internet e telefonini, e nonostante i trasporti pubblici e i mezzi privati non fossero all'altezza di quelli di oggi. Cominciò allora il lento ma inesorabile crollo dell'Azione Cattolica (e parallelamente delle parrocchie), che fino a quel momento era praticamente l'unica presenza in parrocchia.

      Da un punto di vista non smielato i "movimenti ecclesiali" sono nati sì come risposta alla desertificazione delle parrocchie, ma con la superbia del "noi facciamo talmente meglio che la parrocchia non serve più, anzi, non dovete più servire la parrocchia ma colonizzarla", (non te lo dicono esplicitamente, ma la mentalità è facilmente riconoscibile). Naturalmente il Cammino è la punta di diamante di questa specie di "guerra interna contro la Chiesa tradizionale".

      Per non scadere nella sociologia, bisogna osservare che laddove la parrocchia cessava di essere il vero punto di riferimento per la fede, altri - magari in buona fede, ma dottrinalmente meno "solidi" di quel che apparivano - sgomitavano per invadere spazi. Mentre la parrocchia riduceva la dottrina a nozionismo, arrivavano i santoni pieni di emozionante "spiritualità". Mentre la parrocchia si riduceva a gruppetto campanilista, arrivavano le "comunità" e i "gruppi" affiatati (cioè identitari, ossia in fin dei conti qualificati solo dall'etichetta del loro club).

      Tutto questo si può tranquillamente affermare senza nulla togliere al bene fatto dai movimenti (Giovanni Paolo II aveva parecchi motivi per andarne così entusiasta), consistente anzitutto nel non lasciar smarrire le pecorelle che la parrocchia non curava più (ci interroghiamo infatti su come viene curata la pecorella smarrita e ritrovata...). Il problema coi movimenti - e soprattutto col Cammino - è che la gerarchia ecclesiale da parecchi decenni è convinta che noiosi documenti e prevedibili omelie che non offendono nessuno, sarebbero sufficienti a conservare tutto. E si meravigliano del successo dei movimenti, e tentano di cavalcare l'onda (possibilmente monetizzando). Per cui chi ha meno scrupoli e più soldi finisce per risultare "approvato" nonostante le eresie e lo scatafascio liturgico.

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  13. La differenza tra il Cammino e gli altri movimenti e che questi ultimi, pur con tutte le loro difficoltà e il loro difetti, a parte casi particolari, provano a seguire la Chiesa.
    Se la Chiesa propone qualcosa o prescrive qualcosa, focolarini, CL, azione cattolica... provano a soddisfare le richieste.
    Magari, sbagliando, fanno a gara fra loro a chi è più bravo. Oppure interpretano le espressioni della Chiesa troppo dal loro punto di vista, ma se la Chiesa dice che il peccato NON è necessario, per loro NON è necessario.
    Per il Cammino, invece, il peccato E' necessario, perché Kiko l'ha detto.

    Se i camminanti fossero protestanti dichiarati, pur nei limiti di una verità ridotta, e perciò di una grazia ridotta, potevano fare più bene che male.

    Ricordo che, ormai molti anni fa, conobbi uno studente peruviano evangelico. Uno dei pochi evangelici con cui sono venuto in contatto che non era prevenuto verso la Chiesa Cattolica, o almeno non lo dimostrava.
    Un giorno mi raccontò la storia della sua conversione.
    Mi disse che era stato battezzato come cattolico, ma che non sapeva neanche chi fosse Cristo. Mi disse che credeva agli extraterrestri e che di fede non sapeva nulla. Poi conobbe il Vangelo attraverso gli evangelici e scoprì Gesù Cristo.
    Io gli risposi che, se avesse abiurato la fede cattolica, sarebbe stato un apostata, ma non pensavo che quello fosse il suo caso perché egli, pur essendo stato battezzato nella Chiesa Cattolica, non era stato evangelizzato. Non conosceva la fede cattolica ma solo superstizioni. Quello che lui credeva prima, non era la fede della Chiesa, per cui non si era convertito DALLA Chiesa Cattolica, ma si era semplicemente convertito a Cristo, che prima non conosceva affatto.
    E, ricordo, conclusi dicendogli che un BUON protestante è meglio di un cattivo cattolico.

    Penso che se Kiko avesse ammesso da subito di essere protestante e si fosse rivolto davvero agli atei e ai non cattolici, rinunciando a convertire i convertiti e a depredare le parrocchie, forse, chissà, si sarebbe potuto dire che il Cammino faceva più bene che male, perché avrebbe potuto far davvero conoscere Cristo anche se in modo più "limitato" e con qualche errore frutto, però, di buona fede.
    In quel caso, chissà, forse si sarebbe potuto dire che un buon camminante protestante sarebbe stato meglio di un pessimo cattolico.

    Allo stato attuale delle cose, invece, dico solo che i camminanti in buona fede, se sono buoni cattolici (per come gli permette il Cammino) lo sono non in virtù della fede di Kiko, ma della Fede del Concilio di Trento.

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  14. Ho letto la prefazione. Ci sono parti che riguardano le motivazioni che spingono le persone ad entrare in questi movimenti che sono assolutamente condivisibili. Anche un'analisi sui giovani ed i pericoli cui vanno incontro. Ma c'è da dire che se si facesse un libro di questo blog, nessuno di questi temi non è stato trattato qui con più chiarezza, determinazione, forza. Quello che manca in questo blog è forse un impegno maggiore nel combattere il cammino, nel mettere le preziose informazioni qui esposte nelle mani di chi è ancora ingannato e prigioniero di questi movimenti. Di fare azioni attive nelle parrocchie, volantinaggio alle catechesi di inizio corso con le informazioni a tutela delle persone che vengono irretite. Invitare vescovi, sacerdoti, a leggere con costanza queste pagine, riassumere in pochi punti il perché non si debba dare fiducia al cammino, rendere questi punti fruibili all'inizio del blog, come un vademecum, perché chi capiti qui per sbaglio vada via con almeno il sospetto che qualcosa non quadri. Scusate per questo intervento, ma mi piacerebbe che tutto il prezioso sapere che qui è diluito in migliaia di commenti possa diventare qualcosa di dirompente.

    Per quanto mi riguarda, temo che la mia battaglia contro il cammino si avvii ad un triste epilogo per la mia famiglia….

    Un appello alla chiesa cattolica: quanto dovremo ancora soffrire prima che qualcuno di voi prenda provvedimenti? Quante anime perse, distrutte, svilite, ingannate dovremo raccontare in queste pagine? Quanti suicidi, divorzi, dovremo sopportare?

    ben venga un libro ed un autore che non ha avuto paura nello scrivere e combattere contro tutto questo!

    M.A.

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    1. Uscito da due anni dopo averne trascorsi sette, da allora come la maggior parte di noi controllo il blog ogni giorno, cercando giovamento negli articoli e soprattutto nei commenti. Il punto a parer mio è proprio questo: se non ci si sbatte la testa la " cupola" non si rompe, non si inizierà mai a dubitarne, anche con la lettera di arinze stampata non si viene ascoltati, i camminanti purtroppo non ragragion e leggendo il blog o un qualsiasi libro in merito non darebbero peso a nulla, anzi andrebbero felici a far risonanza sui partecipanti dello stesso e su come siamo nelle mani del demonio. Eppure tutti sappiamo che in un ipotetico dibattito televisivo tra Kiko e uno dei redattori del blog la verità verrebbe a galla molto pii facilmente! Il loro è puro marketing e credo sia arrivato il momento per noi di fare lo stesso. Chi di voi non e stufo di essere preso per rancoroso o indemoniato quando si cerca di fare quello che loro sono i primi a predicare? Qui si cerca di evangelizaree tutte quelle persone che sono cadute nella setta neocatecumenale, si cerca di far capire che se la chiesa corregge il cammino allora la famosa obbedienza richiesta ad esempio nel secondo passaggio, dove per superarlo a volte devi andare a scusarti anche in capo al mondo solamente per dimostrare che obbedisci al catechista, deve venire assolutamente prima di ogni altro capriccio vomitato dal catechista e a sua volta da Kiko! Sono i primi a diventare pazzo se la disposizione Delle sedie in saletta non corrisponde a quanto detto dall' alto e poi quando si fa notare la disobbedienza verso quanto richiesto dai papi vai con calunnie e i soliti tu giudichi. Io ho il vomito di questo loro atteggiamento e penso che bisogna portare le nostre testimonianze e/o dibattiti all' esterno, specificatamente in tv, dove i neocatecumenali ovviamente non crederanno ( penserebbero che quelli del blog sono andati persino in TV, la solita persecuzione del demonio nei loro confronti) eppure chiunque ne sia all'oscuro si fara la propria idea, pensate a quanto sarebbe bello e fruttifero un servizio Delle iene a riguardo, anche soltanto le similitudini tra loro e i testimoni di Geova e così via, pensate al fatto che amici di neocatecumenali avrebbero la visione completa e non quella raccontargli dall' amico rimasto schiavo dello soaspagn e Company! Insomma informare con tutto ciò di cui siamo a disposizione chiunque ne abbia o no sentito parlare facendo finalmente un vero e proprio atto di evangelizzazione.
      M.F.

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