mercoledì 26 dicembre 2018

Vecchie mode americaniste hanno ispirato il neocatecumenalismo rampante

Citiamo qui sotto alcune considerazioni di don Curzio a proposito di un testo scritto alla fine dell'800 da mons. Delassus, vescovo francese, che ci aiutano a riflettere su quanto il Cammino Neocatecumenale sia organico all'eresia modernista.
Vogliamo in particolare far notare come il Cammino si inserisca in quel filone di moralismo, sentimentalismo, concessioni all'errore, mutilazione del dogma...
Tavolone-mensa ortofrutticolo kikiano
con gadget kikiani e armamentario neocat:
notare come l'altare cattolico
venga del tutto ignorato
Monsignor Henry Delassus scrive che: «La base, o il minimo denominatore comune, della mistura di religioni, popoli, culture, voluta dall’americanismo, è un moralismo sentimentale o “una vaga morale”» “una vaga morale” soggettiva ed autonoma kantiana, “indipendente dal dogma, ove ognuno è libero d’interpretarla a modo suo”. Essa si è realizzata oggi, tramite l’unione tra teo-conservatori americanisti con il sionismo e alcuni elementi conservatori-liberali del cattolicesimo europeo, che si uniscono per difendere la vita, l’embrione, contro il materialismo ateo (cosa buona in sé), l’ordine naturale contro il gender, ma a discapito della specificità della purezza del dogma (il che è inaccettabile), della tradizione culturale di ogni nazione e delle differenze etniche. “Il movimento neo-cristiano o americanista, tende a liberarsi dal dogma per fondarsi sulla bellezza dell’etica”, “a rimpiazzare la fede con una cultura o una sensibilità di morale autonoma e indipendente, in una vaga religiosità superiore a tutte le altre religioni positive”. Secondo la dottrina cattolica, “la fede senza le opere è morta” (s. Giacomo), ma “senza la fede non si può piacere a Dio” (s. Paolo). Quindi non bisogna disprezzare la morale, ma neppure ridurre la religione alla sola moralità, senza tener più conto dell’integrità dogmatica. Monsignor Delassuss si spiega ancor meglio scrivendo che: “Vi è un’intesa tra ebraismo e americanismo, per sostituire la religione cattolica/romana con questa religiosità cristiano/americana, la Chiesa di Pietro con una chiesa ecumenista o mondialista, questa pseudo religione democratica, di cui l’Alleanza Israelita Universale prepara l’avvento”. L’americanismo è lo strumento del giudaismo liberale e filantropico/umanitario, il quale ha rimpiazzato la “fede” del giudaismo ortodosso (in un Messia personale e militante, che avrebbe ridato ad Israele il dominio sul mondo), con la “credenza umana” dell’ebraismo liberale (in un “messia idea”, ossia il mondo moderno), “per condurre l’umanità, dolcemente, verso la Nuova Gerusalemme”. Lo spirito del “Mondo Nuovo” o dell’americanismo è caratterizzato (secondo il Delassus) dai princìpi dell’89, che sono “l’indipendenza dell’uomo da ogni potere umano e anche divino”, vale a dire i diritti (o il culto) dell’uomo e lo spodestamento di Dio e della sua Chiesa.

Il Delassus concludendo il suo studio sull’americanismo lo definisce con poche ma efficaci espressioni: “Compromesso con l’incredulità, concessioni all’errore, mutilazione del dogma, attenuazione del soprannaturale e facilismo di ogni specie” (p. 226). Egli propone quindi il rimedio a tanto male: “Evitare lo scoraggiamento, come attitudine di coloro che sanno e conoscono la realtà, ma non hanno il coraggio di reagire [è il male che paralizza molti cattolici oggi]. (…) Dunque mai incrociare le mani, rinunciando alla lotta; anzi occorre impiegarle per la preghiera, la penitenza e l’azione culturale e dottrinale con conseguenze pratiche concrete (…). Occorre essere circospetti per non prestare, neppure involontariamente, aiuto al giudeo-americanismo. Quindi, non predicare il Benessere come fine ultimo, … il successo in questo mondo, … la trasfigurazione del corpo umano, … la preoccupazione disordinata degli interessi umani, … l’abolizione delle barriere tra religioni e culture, la cessazione della polemica per sostituirle l’irenica, l’annacquamento del dogma a favore di una moralità soggettiva, la conciliazione tra lo spirito di Cristo e quello del mondo”.
Immagini sacre
cattoliche
letteralmente
gettate in strada
dai kikos che hanno
appena "kikizzato"
una parrocchia
Notate come descrive bene le circostanze che settanta-ottant'anni dopo permetteranno il successo del Cammino Neocatecumenale:
  • anzitutto chiama «americanismo» quel moralismo sentimentale indipendente dal dogma, dove ognuno è libero di interpretarla a modo suo... e che tende a liberarsi del dogma (nel Cammino conta il darsi da fare, il pagare le quote, non le verità di fede)
  • l'obiettivo è quello di rimpiazzare la fede cattolica con una cultura o una sensibilità di morale autonoma e indipendente, in una vaga religiosità (il Cammino "porta avanti una catechesi" incompatibile col Catechismo della Chiesa; la mentalità neocatecumenale è tutto un sentirsi superiori ai "cristiani della domenica"; la colonizzazione neocat delle parrocchie spazza via tutto ciò che c'era prima per sostituirlo con le deiezioni di Kiko; l'attivismo neocat è autoreferenziale e funzionale solo a procacciare nuovi membri; il Cammino "evangelizza" a modo suo e infischiandosene dei vescovi);
  • cioè è quello di ridurre il cattolicesimo ad una religiosità "cristiano/americana", meno attaccata al dogma e più attaccata ad un moralismo sentimentale (attenzione: nel contesto, "americana" non va intesa in senso "geografico oggi", ma nel senso di mentalità americanista ottocentesca; riguardo al moralismo neocat, ecco alcuni esempi: "la dai la Decima? sei aperto alla vita? fai le lodi a Kiko? tu giudichi!")
I suoi strumenti sono:
  • il compromesso con l'incredulità: cioè la convinzione che alcuni stanno così bene con la propria religione, che non c'è bisogno di evangelizzarli; pensiamo ad esempio alla patetica sterilità del dialogo interreligioso, del dialogo ecumenico, ecc... e pensiamo al fatto che il Cammino, a fronte di tanta cagnara sulla Nueva Evangelizzazione, non ha mai convertito nessuno dalle altre religioni al cattolicesimo, limitandosi ad accalappiare i "cristiani della domenica";
  • le concessioni all'errore: cioè uno dei princìpi fondamentali del modernismo, quello di illudersi che l'errore e la verità abbiano gli stessi diritti. Pensiamo per esempio al Cammino Neocatecumenale. Vai da un seguace di Kiko e gli fai presente che le liturgie del Cammino contengono abusi liturgici e strafalcioni (sono vere e proprie carnevalate). Prima ti risponderà che quelle liturgie sarebbero "approvate" (non è vero) e poi, messo alle strette, ti risponderà che quella è la "prassi invalsa nelle comunità del Cammino" (col sottinteso che "siccome noi lo facciamo da tempo, allora possiamo continuare a farlo": perseverare diabolicum!);
Un esempio di "attenuazione del soprannaturale":
tavolata neocatecumenale, notare le bottiglie del vino
da consacrare, ancora nella sportina da mercatino rionale
  • l'attenuazione del soprannaturaleNon è che un capo dice: "ehi, fratelli, attenuiamo il soprannatuale" e il pasticcio è fatto. No. I modi in cui viene annullata la percezione del soprannaturale sono molto più sottili. Per esempio: banalizzare le sante devozioni etichettandole "religiosità naturale", facendo di tutta l'erba un fascio. Oppure considerare di serie B le celebrazioni eucaristiche altrui. Oppure banalizzare ogni evento dicendo: "è stato il demonio" se si tratta di una circostanza sfortunata, "è stato Dio" se è stata una circostanza fortunata, come se gli uomini fossero marionette. Avete notato che tutti questi esempi riguardano il direttamente il Cammino Neocatecumenale?
  • il facilismo di ogni specie: la faciloneria neocatecumenale è un perfetto risultato dell'ipocrisia del Cammino. "Il Signore salva a grappoli". "Quando il Signore mi toglie la mano dalla testa, ne combino di ogni". "Noi facciamo evangelizzazione". "Il Papa ci approva". "Apri la Bibbia a caso e leggi cosa ti sta dicendo il Signore".

11 commenti:

  1. IL CAMMINO NEOCATECUMENALE MORALIZZA ANCHE TE! DIGLI DI SMETTERE!

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  2. Qualche nota a margine.

    Moralismo neocatecumenale. I neocat, campioni di crassa ignoranza, talvolta parlano contro il "moralismo"... pur essendo loro stessi a praticare il moralismo del "provarsi", cioè del farsi calare addosso delle regole e poi misurare la propria capacità di eseguirle, con lo scopo di dedurre "quanto" sono avanzati nella fede...

    In realtà la morale è un frutto della fede, non viceversa. Dato che i peccati allontanano l'anima da Dio, di conseguenza una buona vita morale certamente sostiene la fede (Gesù all'adultera: «va' e non peccare più»), ma per crescere nella vita morale occorre anzitutto curare la fede (Zaccheo diventa onesto perché ha incontrato il Signore: non il contrario).

    La propria crescita spirituale va discussa solo nel segreto della confessione e della direzione spirituale, non in pubbliche "risonanze" e "monizioni" e "giri d'esperienze" e "scrutini", tanto meno dietro richiesta più o meno esplicita del cosiddetto "catechista".

    Il moralismo neocat è fondamentalmente superbia: quando blaterano "il Cammino mi ha salvato da droghe divorzi alcool aborti discoteche ecc.", il perfido sottinteso è che loro sono più "morali" di te che non fai il Cammino, e ti giudicano perennemente in pericolo di droghe divorzi aborti ecc. (come se poi non sapessimo che nel Cammino quelle cose succedono spessissimo e vengono nascoste dietro paroloni altisonanti: "croce", "figli in cielo", "il Signore ha permesso che", "quando il Signore mi toglie la mano dalla testa ne combino di ogni"...).

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  3. Tipico di modernisti è disubbidire alla Chiesa e al Papa in particolare.
    Tipico delle sette è dare ubbidienza assoluta e a tutto campo (oltre i confini di quella che la Chiesa chiede ai suoi fedeli), al guru della setta.
    Una setta modernista assomma i due mali.
    Il amminanti, infatti, 1) disubbidiscono alla Chiesa, 2) ubbidiscono a Kiko anche forzando la propria coscienza.

    L'ubbidienza che la Chiesa richiede è ragionevole anche se si basa sulla fede. Così non richiede mai di andare contro la propria coscienza.
    Se per esempio un Vescovo chiedesse di coprire un pedofilo, dovremmo seguire la nostra coscienza e perciò "disubbidire" al Vescovo e ubbidire alla nostra coscienza.
    Nel Cammino se Kiko dice di coprire Apuron, tutti lo fanno e se la coscienza non fosse d'accordo, tanto peggio per la coscienza.

    L'ubbidienza che la Chiesa richiede, poi, non è illimitata, cioè riguarda la fede e la morale, e non, ad esempio, dove andare in vacanza.
    Può, sì, dare dei principi morali su come passare il periodo delle vacanze, ma senza nessuna pianificazione, perché l'ambito strettamente personale, come quello famigliare, è fuori "giurisdizione".

    Non è stata forse la Chiesa stessa (e non i laicisti) a sviluppare la dottrina della divisione tra il potere temporale, che appartiene allo Stato, e il potere spirituale, che è tipico della Chiesa?
    Certo lo Stato deve agire nell'ambito dei principi morali definiti dalla morale della, cercando di integrarli con le varie esigenze sociali che lo Stato conosce.
    Allo stesso modo la Chiesa ha sviluppato la dottrina della paternità e maternità responsabile, che, dando dei principi morali che obbligano gli sposi, prevede pero che essi siano liberi di organizzarne responsabilmente le "politiche" famigliari, secondo quelle giuste esigenze che loro vivono e in tal senso conoscono bene.

    Nel Cammino, invece, l'autorità non ha limiti e tende deresponsabilizzare le persone: Kiko fa perfino le veci dei genitori riguardo le loro scelte attraverso la standardizzazione delle dinamiche d delle "politiche" famigliari. Come nei regimi dittatoriali in cui la famiglia viene di fatto annullata perché è in funzione dello Stato, o, meglio, è lo Stato.
    Nel Cammino, così, si può arrivare anche all'assurdo che un catechista pretende ubbidienza a nome di Kiko anche riguardo al luogo dove si deve andare in vacanza!

    La Chiesa può richiedere un percorso spirituale specifico che obbliga i credenti ad impegnarsi nel realizzane le finalità. Ad esempio in occasione di un anno santo, come avvenuto per l'anno santo della Misericordia.
    Mi chiedo che risposta in proposito ha dato il Cammino.
    A me sembra che per loro quell'anno è trascorso come non fosse mai stato indetto: io, dall'esterno, non ho notato nessuna risposta in proposito.

    Di fatto è che i camminanti sembrano stare nella Chiesa degli alieni

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  4. Ho dato una letta tra i commenti, ed ecco cosa ho trovato:

    Anonimo13 maggio 2013 12:29
    I figli dei neocatecumenali hanno alle spalle una famiglia che ha una fede adulta, lontana mille miglia da una religiosità basata soltanto sulla partecipazione alla messa domenicale...non c'è paragone, mi dispiace, ma è la verità.

    Carissimi, ma come si può afferare una cosa del genere? Come si fa ad arrivare a pensare certe scemenze? Questi hanno bisogno di andare a rifare il Catechismo nuovamente. Ora, giusto per la verità, vi farò vedere la fede adulta, cioè il martirio, la Nuova Evangelizzazione, la Santità ecc.
    Il Martirio https://www.youtube.com/watch?v=AnfFkNIHpiI ; specialmente al minuto 7:05, ( invito a non guardare a chi è molto sensibile, sono momenti forti, specialmente al minuto 7: 17 l'inizio della strage e grande manifestazione di Fede adulta, e 7:54 dove il sangue spruzza davanti al fuoco, talmente è la Fede, e poi ad 8:14 [ c'è la professione di Fede davanti ai nemici sotto minaccia di morte], osservate)
    La Santità https://www.youtube.com/watch?v=NEz-tE6NNw0 : minuto 1:46 lo dice anche la voce che commenta nel video, parla del ritmo della santità; e poi https://www.youtube.com/watch?v=ocigMyoDOmw minuto 0:23 ( i santi iniziano con la manifestazione di Fede adulta), poi a 5:25 riprende si riaccende la santità e la nuova evangelizzazione, la vera evangelizzazione; in particolare a 5:37 grande inchino al Nome di Gesù, ma fatto con vera devozione, la vera devozione, che volete?! Dobbiamo iniziare a riconoscere questo reale risveglio della Fede, in quanto noi siamo poco fedeli, invece, al contrario, loro sono i veri. A 5:52 la folla immersa nello spirito, si vedono le opere sante, specialmente le mani, tutte in opera per lodare il Signore, nella vera lode, quella è la vera lode, che volete?! Volete che uno che si inginocchia, e nel silenzio, abbia capito qualcosa?! Poveri illusi della Domenica!Il Sabato è verità! Illusi!
    Nuova Evangelizzazione: https://www.youtube.com/watch?v=yayK0dg0k0s carssimi qui tutti in silenzio, dobbiamo solo stare zitti davanti all'OPERA. Tutti in silenzio, mi raccomando.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  5. Trovo particolarmente importanti i due punti finali citati nel post:

    • " l'attenuazione del
    soprannaturale";
    • "il facilismo di ogni specie".
    -----------
    Il soprannaturale è una REALTÀ e di ciò ogni uomo può rendersi conto se, ragionando, guarda con sincerità in se stesso, riscontrando che le proprie esigenze non sono solo materiali o psicologiche o affettive. C'è tutto questo ma c'è anche di più: il bisogno di 1 rapporto PIÙ che umano, che consista in un "per sempre" non soggetto alla morte biologica e che non può essere invenzione umana .. non può esserlo perché allora non sarebbe così "esigente" e allo stesso tempo così "semplice", cioè "naturale".

    Infatti, le costruzioni falsamente soprannaturali (in realtà solo umane) hanno la caratteristica di essere "facili" (ma non semplici), di aver la risposta pronta per soddisfare (apparentemente) la "domanda del mercato" .. così è per i maghi, gli oroscopi, i cartomanti, le sette di ogni genere tra cui anche quella Neocatecumenale ..

    E sono "facili" anche quando appaiono esigenti, perché in realtà l'impegno (a volte disumano, come le pretese di totale obbedienza ai "catechisti") richiesto non è 1 impegno di COSCIENZA, ma sta solo nell'osservanza rigorosa di REGOLE, abitudini ed attivismi senza nessun fondamento davvero SPIRITUALE, dove anzi la spiritualità è pretesto per adescare e mantenere seguaci, sfruttando il NATURALE senso religioso che ogni uomo ha in sé, in quanto immagine di Dio.

    DISPREZZANDO, allo stesso tempo, questa "naturalità", per distogliere l'attenzione da Dio e convogliarla sull'IDOLO travestito di spiritualità ma di invenzione puramente umana (se non di peggio).
    Moralismo, come è stato detto, non moralità conseguenza di fede e amore.

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    1. La vera religione invece, non può che essere "realistica" (in 1 certo senso "oggettiva"), legata alla concretezza della persona umana, che comprenda cioè TUTTE le sue componenti (materiale, affettiva, razionale, spirituale), una realtà cioè che si SCOPRE, non che si inventa, di cui si prende atto partendo dai dati della realtà.

      Per questo non tutte le religioni sono uguali, per questo si parla di RIVELAZIONE, cioè di qualcosa a cui l'uomo non arriva da solo (ma neanche "senza" se stesso) , che ci è stato PORTATO .. per questo i cristiani credono che Dio è nato come uomo, ha voluto la Chiesa per essere PRESENTE in quelle realtà allo stesso tempo divine e sensibili che sono i Sacramenti. Gesù, il Santissimo Sacramento dell'Altare, in particolare.

      Il CN, in quanto finalizzato ad obiettivi materialistici, puramente umani (se non peggio) non può che preferire l' immaginario alla realtà, la superstizione alla fede.
      Il Cristo ridotto a "simbolo" al posto del Gesù vero uomo e vero Dio, Signore dell'Universo, presente e Vivo nel Tabernacolo.

      E hanno così il bisogno di portare "prove" a sostegno della bontà del loro "cammino" .. quali?

      Sensazioni soggettive, sensazioni indotte collettive, discorsi pseudo - razionali e pseudo-religiosi, ostentazione di "differenze" ("noi" .. non come i pagani ..) e di finte "allegrie", grandi numeri, grandi costruzioni, grandi soldi ...

      Si può dire che ri-interpretano 1 frase che a me piace molto e che li contraddice totalmente:

      "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva".
      (Benedetto XVI)
      ------------
      Non c'è dubbio che, per chi "incontra" il CN, la vita prende 1 altra ben precisa direzione .. ma chi crede di essersi incontrato, su questa strada, con la Persona di Gesù si inganna totalmente e prima o poi
      (.. prima o poi, ognuno ha i suoi tempi) si accorgerà che questo è vero .. nessun orizzonte nuovo, nessun incontro vivo ... solo l'essere 1 marionetta nella "grande idea" che un tempo ebbero Kiko e Carmen.

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  6. Credo che, a questo punto, il CNC non si possa definire "setta modernista" o in alcun modo cristiana. E' semplicemente una "setta" punto e basta, che usa il cristianesimo solo per legittimarsi e per attirare proseliti. Il Tempio dei Popoli del "reverendo" Jim Jones, negli anni '70, faceva lo stesso: il cristianesimo e la fede erano solo un'esca per attirare le persone, che poi rimanevano invischiate nella setta. Infatti, dopo un po' di permanenza nel gruppo, si iniziava a non sentir più parlare proprio di religione, e si parlava solo di socialismo e altre cose totalmente scorrelate. Ma nelle fasi iniziali, il cristianesimo c'era, perché serviva come specchietto per le allodole.

    Sono giunto a questa conclusione dopo le seguenti considerazioni:
    1) Il CNC dice di essere all'interno della Chiesa, ma ignorano qualsiasi direttiva della stessa, che provenga da un vescovo, o un cardinale, o addirittura dal Papa;
    2) Il vero e proprio oggetto di culto è Kiko, il fondatore: sì, Cristo viene nominato spesso e volentieri (e a sproposito), ma il mediatore "ufficiale" tra lui e i fedeli è Kiko con la sua dottrina;
    3) Gli insegnamenti dei Vangeli sono distorti, frutto di un'interpretazione totalmente arbitraria e inventata; se altre sette interpretano il Vangelo alla luce di tradizioni religiose che non c'entrano nulla, qui invece è proprio tutto inventato di sana pianta (quando non pescato dalla religione ebraica);
    4) Come ho scritto in un articolo all'inizio di quest'anno, le dinamiche sociali all'interno del CNC sono uguali a quelle di un comune gruppo settario (limitazione della libertà dei membri, sensi di colpa, isolamento dei fuoriusciti, "spremitura" finanziaria dei membri, ecc.);
    5) Le letture esterne sono "sconsigliate", alcuni libri (come quello di Lino) sono addirittura messi all'indice; la Chiesa si è sbarazzata tempo fa dell'indice dei libri proibiti, perché il CNC cerca di redarne uno nuovo a proprio uso e consumo?
    6) A contrario di altri gruppi religiosi all'interno della Chiesa, il CNC predica di continuo che "fuori dal CNC non c'è salvezza", che la Chiesa ha smarrito la via da parecchio tempo, che loro sono il futuro del cristianesimo, ecc. ecc. Questi sono gli inizi di una scissione bella e buona (i protestanti non dicevano la stessa cosa? Che la Chiesa aveva perso la retta via ed era corrotta, e bisognava staccarsene?).

    E questi sono solo alcuni dei punti considerati. Ma mi pare siano sufficienti a definire il CNC una setta a sè stante, che usa il cristianesimo solo per potersi legittimare. Col CNC non è solo dubbia la "fedeltà alla Chiesa", è in dubbio il cuore stesso del cristianesimo, cioè la fedeltà agli insegnamenti di Cristo.

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  7. Anche per me, come per Nicola, è un po' difficile inquadrare il cammino nel fenomeno del modernismo. Con i modernisti hanno in comune la disattenzione e la destrutturazione nei confronti del sacro; ma, nello stesso tempo, non sostituiscono la dottrina con ciò che suggerisce loro la cultura o la politica odierna, cercando di adeguarsi alla società e alla modernità, tutt'altro!
    In realtà cercano di evidenziare il loro essere diversi tacciando la Chiesa, invece, di modernismo (da Nicea in poi, per le supposte commistioni con la cultura del tempo, le suggestioni del paganesimo, addirittura l'arte sacra corrotta in epoca rinascimentale e così via) recuperando supposti usi delle prime comunità cristiane, in particolare elementi ebraici quasi esso siano sigillo di autenticità.
    Anche per questo, nonostante sposino battaglie tipiche di correnti conservatrici, non si possono definire conservatori.
    Si può dire che abbiano i difetti dei liberal, come la disinvoltura verso i dogmi e la dottrina, e dei conservatori, la rigidità e la tendenza a chiudersi nei confronti del mondo, senza averne i pregi, cioè senza l'impegno nel sociale degli uni e il rispetto dottrinale e il senso della sacralità degli altri.

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  8. Anche io non condivido l'inquadramento nel modernismo. Il CNC non si può catalogare, essendo una operazione sincretista che ha raccolto pezzetti di dottrina e di eresia da ogni parte. Praticamente è un'arlecchinata.

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  9. Il cammino è ben più gnosticismo che modernismo, condividendo con il primo la presunta ricerca della purezza delle origini, e con entrambi una radice satanica, nel senso di ciò che in fondo si oppone alla Chiesa.

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  10. Scusate, ma non si potrebbe avere il file dell'annuncio dell'avvento 2018 versione in italiano?

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