giovedì 2 febbraio 2012

Kiko Chiesa a confronto su catechesi attualissime

Autoritratti dell'iniziatore Kiko Argüello
Sono immensamente grata a Lino, perché in questo articolo ho potuto sintetizzare le sue profonde e interessanti riflessioni e testimonianze, facendo un raffronto che spero efficace per rendere l'evidenza delle distorsioni della Fede cattolica tuttora insegnate nel Cnc.

La catechesi kikiana presuppone, come ogni percorso segreto e per gradi, l'iniziazione diretta da parte dei "maestri" e la perfetta adesione alla loro filosofia. Mi riferisco, per esempio, alla prassi neocatecumenale di leggere letteralmente quei passi delle Sacre Scritture adottati perché possono essere parallelizzati con le concezioni e i bisogni dell'associazione. Soltanto per citare due casi: chi mai potrebbe intendere le pericopi concernenti il cieco, il fango e la saliva di Cristo secondo le spiegazioni di Kiko, se non avesse dell'uomo e del peccato l'eretica concezione che ha Kiko? E chi potrebbe accettare la necessità di Giuda ai fini del Mistero Pasquale (e dei giuda nella Chiesa) se non fosse stato educato a un cammino di conoscenza gnostico, basato su simbolismi sincretici, a un modello interpretativo che legge nell'ottica di attualizzare i testi secondo le idee degli "iniziatori"? Gli stessi catechisti iniziati hanno difficoltà a intendere il tutto, ecco perché preferiscono ripetere a memoria e ragionare di discorsi, documenti e autorizzazioni, defilandosi oppure offendendo quando s'intende fissare l'attenzione sul cuore dei problemi.

E' massimamente deplorevole, oltre che sviante, la prassi NC di decontestualizzare le pericopi evangeliche, estraendo singoli passi per motivare (meglio: giustificare) i loro comportamenti.
Per esempio: come giustificano l'omessa genuflessione davanti al Santissimo Sacramento? Essi richiamano (parzialmente) Gv 15,15: "Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamati amici". Omettono tutto il resto, non leggono perché Cristo li ha chiamati amici ("perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi"). Omettono la valenza teologica del servo ("e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti", Mc 10,44). Non s'inginocchiano, quindi, perché assegnano ai profondissimi simboli del servo e dell'amico un significato mondano, un senso letterale attuale passibile di supportare le loro pratiche.

Il loro massimo problema è uno: si sono incatenati al culto della personalità di un modesto pittore, di uno scadente musicista, di un inesistente teologo, di un simbolista sincretico (il che significa di un non-simbolista).

Hanno acquisito, inoltre, una mentalità inquisitoria anziché dialettica. Possiamo esserne certi: non risponderanno mai alle contestazioni sul loro Giuda "necessario", sul loro fango "infangante", sull'amico che non dovrebbe dimenticare di essere soltanto un servo elevato e si dovrebbe sempre inginocchiare davanti al Signore.

Affronto, come primo argomento, la questione dell'interpretazione della pericope del cieco così come la formula e la inculca Kiko nella sia "iniziazione" anche oggi che le sue catechesi dovrebbero essere state 'emendate' dagli errori per poter essere approvate e come, invece, essa risuona nella Chiesa non più docente, se permette che altri sostituiscano i loro insegnamenti ai suoi.
Kiko docet: "Immaginatevi che io sia il cieco. Sto chiedendo l'elemosina tranquillamente, senza dir nulla a nessuno e all'improvviso... paff! mi si riempiono gli occhi di fango e sento una voce che mi dice: Vai alla piscina di Siloe e lavati. Questo povero cieco direbbe: Certo che mi vado a lavare! Non vedi come mi hai conciato col fango? Allora, dice la scrittura, il cieco andò a lavarsi, e lavatosi gli riaprirono gli occhi, cominciò a vedere e a gridare che vedeva... Che cosa è il catecumenato? Un tempo in cui ti si metterà fango sugli occhi. Questa è l'azione di Gesù Cristo. Perché non sai che sei cieco. Non sai che sei sporco e perciò non ti vuoi lavare. Gesù ti metterà fango sugli occhi perché ti senta scomodo e debba andare a lavarti alle acque del tuo Battesimo, per lavarti realmente dei tuoi peccati” (Cfr. Orientamenti alle equipe dei catechisti per la fase di conversione... Madrid nel febbraio del 1972). [Potrebbero contestarci la data questa citazione, ma c'è chi ha ascoltato questa stessa versione nella catechesi di una parrocchia napoletana solo alcuni giorni fa: la prova che l'"approvazione" non ha cambiato un bel nulla!]
Lasciamo precedere ogni altra riflessione e considerazione da queste parole del Papa (P.za San Pietro
, IV Domenica di Quaresima, 2 marzo 2008):
"Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo" (Gv 9,5). E subito passa all’azione: con un po’ di terra e di saliva fa del fango e lo spalma sugli occhi del cieco. Questo gesto allude alla creazione dell’uomo, che la Bibbia racconta con il simbolo della terra plasmata e animata dal soffio di Dio (cfr Gn 2,7). "Adamo" infatti significa "suolo", e il corpo umano in effetti è composto di elementi della terra."
Tornando all'Arguello e ai suoi catechisti-ripetitori: «Ma come,» chiederei: «Gesù sporca il cieco per farlo sentire peccatore? Ma non sta scritto in Gv 9:3 che "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio"? Perché, allora, Kiko vuol fare rientrare il peccato nel fango spalmato da Gesù? E non è stato scritto da esegeti più seri che il verbo greco utilizzato per mettere il fango è da chriô=ungere? Le unzioni di Cristo risanano, rigenerano o "sporcano", fanno sentire "scomodi"? Ma è chiaro il senso dell’acqua della piscina di Siloe, in quale altra famosa pericope Gesù l’ha evocata nell’occasione di una festa delle Capanne, chi è l’Inviato, quale evento di Genesi è visibile nella formazione del fango?».

Lino torna sull'argomento in virtù della sua esperienza delle catechesi NC che ascoltate nei giorni scorsi nella sua parrocchia:

Immagina un po' di cosa hanno parlato, i catechisti? Dopo aver discusso delle esperienze personali e della genesi kikiana del Cammino, hanno mostrato e commentato un disegno. Stava su una lavagna a fogli mobili, con una doppia scala in fondo alla quale c’era una piscina, con un cadavere steso sull’acqua e la figura dello stesso uomo in piedi, redivivo. Non credo che questo disegno sia farina del loro sacco. La spiegazione data? L’acqua è simbolo di morte, c’è un cammino da fare per raggiungere la piscina e morire per rinascere (nel Battesimo). Ora, si badi bene, questo non è il simbolo gesuano del “chicco di grano caduto in terra”, che in primo luogo è immagine di Cristo e della sua Passione e Morte. Questa scala sul sepolcro acqueo è un’altra cosa. C’è un cammino che conduce a un sepolcro simbolico e questo è proprio di riti iniziatici che non appartengono allo spirito cristiano.

Io non voglio dubitare che questi catechisti siano in buona coscienza – sono onesti lavoratori, li conosco, encomiabili per il loro impegno. Contesto che si mettano a catechizzare avendo per riferimento le ‘esegesi’ di un laico inquietante, essendo ignoranti di altre lezioni. Non dubito che ripetano a memoria perché, poi, hanno replicato pedissequamente la lettura di Kiko della guarigione del cieco, con Gesù che “sporca” col fango il non vedente – ne abbiamo già discusso, nell’Osservatorio. Io contesto che simili 'catechesi' siano autorizzate all’interno delle parrocchie, venendo diffuse tra i ‘semplici’. E’ inquietante, intravedo il “fumo di satana”: ad accendere il fuoco, però, c’è qualcuno che sta molto in alto, anzi molto in basso.

Alla fine, però, mi sono avvicinato alla lavagna a fogli mobili. Al catechista che aveva illustrato il disegno definendo l'acqua un simbolo di morte, ho spiegato: "I simboli pluripotenti come l'acqua hanno molteplici significati, in primo luogo contengono gli opposti. L'acqua è morte ma è in primo luogo vita. L'acqua, nell'ebraismo, è simbolo della Torah". Su questo non hanno obiettato, sono rimasti come interdetti, hanno compreso che in materia di simbolismo ne sapevo qualcosa.

Sul cieco "sporcato" da Gesù col fango, invece, ho informato che la traduzione più corretta dal greco per il verbo "spalmare" è "ungere". L'azione di Cristo, quindi - altro che sporcare come insegna Kiko! - è un'azione di unzione, di guarigione mediante la Sua saliva (che esce dalla bocca, come la Parola) e l'episodio simbolicamente richiama la creazione, con il soffio di Dio sull'uomo plasmato con la terra. E' questa l'azione risanatrice dell'handicap fisico, quindi, come una seconda creazione: infatti il cieco alla piscina dell'Inviato (l'Inviato significa Gesù medesimo) ci va da solo. La prima azione è di Grazia, di miracolo (l'apertura dell'occhio fisico), la seconda di guarigione spirituale con l'ascolto e l'obbedienza alla Parola (l'ex cieco che va da solo alla piscina).
A queste considerazioni il capo dei catechisti ha obiettato che il cieco, alla piscina di Siloe, poteva essere stato accompagnato. Ho risposto che il Vangelo non lo dice e che ai Vangeli nulla si aggiunge e nulla si toglie. Una delle catechiste presenti mi ha dato ragione. Gli altri quattro non sono intervenuti, hanno soltanto ascoltato.

Siccome sono molto sensibile ai segni, ho poi ragionato sul fatto che - oltre i temi specifici della piscina e del fango - ci siamo in realtà scontrati su una differente concezione: io ritengo che è la Grazia, l'incontro con Gesù, che muove un cammino e sospinge ad andare alla piscina dell'Inviato. Loro credono che Gesù infierisca sul cieco col fango (interpretato come sporcizia, peccato) e che la cecità guarisca soltanto dopo il cammino verso la piscina.

Questa obiezione di un blogger neocat consente a Lino di chiarire ancor meglio:
Per LINO e la sua esegesi: mi spieghi perché il cieco va a lavarsi alle acque dell'inviato se avrebbe già ricuperato la vista? che bisogno c'è di lavarsi? il cieco non ha chiesto il miracolo, è Cristo che compie un gesto che lo posta alle acque della piscina. In che relazione stanno il fango e l'acqua? e non dirmi che già vedeva poiché va alla piscina da solo perché è una cavolata. Anche il paralitico dice che prima che lui s'immerga un'altro scende nell'acqua... allora non era paralitico?
Questa osservazione non tiene alcun conto delle precise argomentazioni in precedenza addotte:
I catechisti, interrogati, non sanno e/o non possono rispondere. Le questioni sono:
  1. E' corretto, nel cattolicesimo, raffigurare un cammino con una doppia scala discendente che porta in una piscina dove c’è l’immagine di un uomo che muore e rinasce dall’acqua? E’ una menzogna affermare che, come nuove creature, siamo rinate in Cristo già col Battesimo che abbiamo ricevuto da bambini e che non ci sono gradi(ni) per risorgere come “nuova creatura”, giacché quello del neocatecumenato, quando rivolto a battezzati, anche quello vostro misterioso sul Giordano, non può essere un nuovo Sacramento ma soltanto “sviluppo della grazia battesimale” già ricevuta?
  2. E’ una menzogna affermare che il verbo epichriô significa spalmare e ungere, che soltanto Kiko, fino a oggi – a partire dai vostri Orientamenti - ha compreso il verbo nel significato di sporcare, nel senso che Cristo intese così mostrare al cieco i suoi peccati? E’ una menzogna sostenere che le azioni di Gesù nel giorno di sabato sono significative di un proseguimento della creazione, che come noi, di sabato, il cieco trova in Gesù “il suo riposo”, e non la fatica di un Dio che s'incarna per imbrattarlo?
  3. Come motivare l’esegesi kikiana del fango che sporca, per quali principi di autorità essa può aver diritto di cittadinanza nella Chiesa e quali Padri della Chiesa, Santi ed esegeti hanno, prima di Kiko Arguello e dei propri replicanti, esposto questa illetterata e sconclusionata tesi?
Incominciamo a chiarire bene una cosa: l'aspetto fondamentale criticato è la tesi (kikiana e vostra) che Gesù, col fango, sporca il cieco per dimostrargli di essere sporco, cioè un peccatore. E lo contesto non con una "mia esegesi", bensì con quelle della Chiesa, a partire da S. Ireneo e Sant'Agostino, che considerarono il fango (o argilla) un riferimento alla creazione dell'uomo (come ribadito da Benedetto XVI).
Senza nemmeno volersi riferire all'altissimo senso simbolico: la saliva di Cristo che esce dalla Sua bocca, come il soffio vivificante e la Parola, dovrebbe bastare la considerazione che la saliva era considerata taumaturgica: già questo dovrebbe confutare l'interpretazione nei vostri Orientamenti catechetici. La qual cosa non è da poco, giacché sono considerati ispirati e autorizzati. Sarei curioso di sapere se nel Direttorio revisionato questa lordura del fango kikiano è stata ripulita. Direi di no, dalla catechesi alla quale ho partecipato.

In relazione al fatto che il cieco vada da solo alla piscina, accogliendo il comando di Gesù, su questo non c'è dubbio: cerca quante volte il concetto è ribadito in Gv 9: "va'", "io sono andato". Nei Vangeli i verbi non sono mai buttati giù a caso.

Riguardo al bisogno di andare a lavarsi nella piscina dell'Inviato, domandalo a qualche ateo che ha avuto la grazia di un miracolo, un miracolo vero: la guarigione dell'occhio della fede, della purificazione in Cristo, "nell'acqua dell'Inviato", è normalmente successiva al miracolo fisico. Doppia è la vista da sanare: quella dell'occhio fisico e quella dell'occhio interiore.

L'etimologia di Cristo/Unto è ben chiara, l'unzione si faceva con balsami pregiatissimi, tal è la saliva di Gesù che impregna la terra.
Un altro nome biblico è riconducibile alla perenne accusa dei peccati in ambito neocat: è quello di Satana, l'Accusatore.
In fondo a Cristo, che impedì il lancio di pietre sull'adultera, Kiko e i suoi gli fanno scagliare il fango sugli occhi del cieco!

Ci tengo a precisare che non ci si è posti e non ci si pone né sopra, né sotto e né alla pari con gli interlocutori perché l'interesse è rivolto altrove e non alle persone; come in ognuno dei nostri thread, si suppongono neocatecumenali "in buona fede" e la critica va agli iniziatori, agli abusi liturgici, alle baggianate esegetiche (come quelle del fango/peccato spalmato sugli occhi del cieco, di Giuda "necessario", del fariseo e del pubblicano attualizzati come un monaco e una prostituta, la storia della salvezza reiventata da Kiko; l'eucaristia rivisitata da Cermen), ai rituali sincretici, ai simbolismi inventati o stravolti.

Purtroppo chi ci legge difficilmente recepisce, se "plasmato" secondo la famosa 'esegesi' di Kiko Arguello, quella secondo cui il fico sterile che il catechista/"Gesù (?)" dovrà tagliare è il fratello che non dà frutti (secondo la logica 'fruttifera' di Kiko, naturalmente). Poco importa che quel fratello sia credente, cristiano e cattolico: un monaco, magari.

Aggiornamento:
Proseguendo sul caso-studio dell'unzione del cieco nato (che non per caso, da educatore per professione, considero emblematico) cerco di spiegarmi, anche illustrando perché i neocatecumenali difendono a spada tratta l'esegesi di Kiko.

Quello del Cammino è un itinerario di formazione rituale-simbolico. I i simbolismi, sincretici, sono tirati fuori dall'ebraismo e dal cristianesimo. "Tirati" nel senso violento del verbo, intendo, perché estratti e decontestualizzati dal loro ambiente nativo. In questa estrazione, sono fondamentali le pericopi evangeliche di riferimento ai riti e ai simboli neocatecumenali: il senso delle pericopi deve sottostare alla finalità dei riti, anche mediante la mutazione del significato cristiano dei simboli. Da qui l'impossibilità di emendare il Direttorio: la Parola non signoreggia, ma viene usata funzionalmente agli obiettivi dell'iniziatore.

Vale a dire: non sta scritto, a proposito della guarigione del cieco nato, tra le prime pericopi:

"Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio" (Gv 9,3).

e nell'ultima, con destinatari del messaggio i farisei:

"Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane»" (Gv 9,41).

E' lampante, allora, che il testo evangelico esclude nell'incipit e nella chiusa che la questione del cieco nato riguardi il peccato, che questa concerne il riconoscere Cristo (il cieco "vede" col verbo blepo, lo stesso col quale il Battista vede Gesù in Gv 1,29).

E' evidente che l'episodio del cieco nato concerne la questione di riconoscere Cristo come Signore della Creazione e del Sabato, e non il peccato. L'acqua della piscina di Siloe è simbolica, in essa si devono vedere i fiumi di acqua viva di Gv 7,38 ("chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno") citati nella festa giudaica delle Capanne, quando i sacerdoti attingevano acqua alla fonte di Siloe.

Tutto appare chiarissimo, in gioco è la visione di Cristo, il riconoscimento in Lui. Perché, allora, i catechisti neocatecumenali insistono tanto sul fango/peccato, sull'interpretazione che Cristo abbia voluto "rendere l'uomo cosciente del peccato" lordandolo?
E' evidente: i kikiani intendono, in tal modo, dare sacralità alle loro pratiche rituali degli scrutini, alle accuse pubbliche dei peccati.
Non c'è dottrina in tutto ciò: il vulnus è metodologico, non accidentale, non è emendabile.

50 commenti:

Errante ha detto...

Che vi aggradi o no questa interpretazione di Kiko, in linea con la lettura battesimale della tradizione su questo brano, è stata dichiarata corretta dalla Congregazione della Dottrina della Fede che ha studiato ed approvato il direttorio. Quindi non siete voi a dover dare patenti di cattolicità al Cammino. Essa è già stata data da chi di dovere.

Per informazione: del testo di Gv Tertulliano dice: La presente opera vuol trattare il nostro sacramento dell'acqua che lava via i peccati della nostra cecità originale e ci fa liberi per la vita eterna. SC 35,64) NB non è Sacrosantum Concilium ma Source Chretienne.

Agostino aggiunge: Questo cieco rappresenta la razza umana... se la cecità è infedeltà, allora l'illuminazione è fede... Egli si lava gli occhi in quella piscina che è interpretata "colui che è stato inviato": egli fu battezzato in Cristo. In Jo XLIV, 1-2; Patrologia Latina 35.

Qui si parla di guarigione non per mezzo del fango, ma dell'acqua. Ungere o spalmare sono riferimenti battesimali.

mic ha detto...

Che vi aggradi o no questa interpretazione di Kiko, in linea con la lettura battesimale della tradizione su questo brano, è stata dichiarata corretta dalla Congregazione della Dottrina della Fede che ha studiato ed approvato il direttorio.

A noi risulta che la Dottrina della Fede o chi per lei ha approvato il Direttorio (evidentemente in blocco e presumibilmente dopo aver revisionato e corretto). E, tuttavia, insegnamenti come questo, che sono senza ombra di dubbio non solo non cattolici, ma anche fasulli, continuano ad aver diritto di cittadinanza nella Chiesa.

Lei crede che la parola "battesimale" sia il pass-partout per render dritto ciò che dritto non è?

Qui si parla di guarigione non per mezzo del fango, ma dell'acqua. Ungere o spalmare sono riferimenti battesimali.

Errante, Kiko dice: "Che cosa è il catecumenato? Un tempo in cui ti si metterà fango sugli occhi. Questa è l'azione di Gesù Cristo. Perchè non sai che sei cieco. Non sai che sei sporco e per cui non ti vuoi lavare. Gesù ti metterà fango sugli occhi perchè ti senta scomodo e debba andare a lavarti alle acque del tuo Battesimo, per lavarti realmente dei tuoi peccati."

Vede, Errante, noi non abbiamo bisogno di lavarci nelle acque del nostro Battesimo: esso ci ha già lavati del "peccato originale". Purtroppo, poiché resta l'inclinazione al male, abbiamo poi bisogno degli ulteriori lavacri della Penitenza. Non è la stessa cosa...

Quindi basta con questa enfasi sul Battesimo! Una volta che lo si è ricevuto ha già dispiegato la sua azione ed è Cristo che agisce e per ogni battezzato ha già agito una volta per tutte nell'acqua battesimale. Quindi non abbiamo bisogno di nessuna "piscina di Siloe" né di un cammino di "iniziazione". Le "tappe dell'OICA (delle quali kiko ha preso il guscio, ma ha riempito con contenuti suoi) sono per i non-battezzati.
I battezzati devono solo riscoprire il valore - già compiuto - del Battesimo e viverlo nella Fede secondo la vita Sacramentale che la Chiesa offre. Per vita Sacramentale s'intende essere assidui alla Penitenza per poter vivere un'autentica S. Messa che è Sacrificio di Cristo e banchetto escatologico insieme e non né la festa né il cemento della comunità: è Azione di Cristo sommo sacerdote, che ci ricolma della sua Grazia santificante (che non sapete neanche cos'è!) non della comunità di sacerdoti dell'antica alleanza alla quale kiko si richiama continuamente.

mic ha detto...

E basta anche con questo fango che insozza le vostre anime, che non è certo Cristo a mettere, ma ce l'abbiamo tutti. Si tratta solo di riconoscerlo. Non è questa l'immagine per dover riconoscere di essere peccatori!
E, comunque, siamo peccatori continuamente redenti dalla Grazia di Cristo e non dobbiamo svuotarci di noi stessi, non è questo che il Signore vuole! Lo svuotamento del falso concetto di sé che avviene nel cammino è quanto di più disumano e quindi anticristiano possa esserci.

Non dobbiamo svuotarci di niente che altri possano riempire come vogliono! Dobbiamo solo accogliere il Signore che ci aiuta a vincere l'egoismo, il peccato con la Sua Grazia, per la quale occorre la nostra responsabile consapevole fiduciosa risposta. Lo strumento della Sua Grazia sono i Sacramenti, non il cammino, che potrebbe essere un valido sussidio se solo non pretendesse di sostituirsi al Signore!

Anonimo ha detto...

Anonimo Gv

Che vi aggradi o no questa interpretazione di Kiko, in linea con la lettura battesimale della tradizione su questo brano, è stata dichiarata corretta dalla Congregazione della Dottrina della Fede che ha studiato ed approvato il direttorio. Quindi non siete voi a dover dare patenti di cattolicità al Cammino. Essa è già stata data da chi di dovere.

Se me lo pubblicate magari possiamo anche discuterne. Per me resta un interpretazione bizzarra.

Errante, se posso permettermi le sfugge il punto fondamentale. Nella lettura Kikkiana sembra che Cristo voglia buttarti addosso e farti vedere i tuoi peccati per farti star male e sentir la necessità di lavarti. Questa non è la mia esperienza di fede. Se mai è il contrario, Cristo ti solleva dal peso dei tuoi peccati ma nell'atto della confessione.

Il problema è metodologico io non cerco Cristo perché sono un peccatore e senza di lui vivrei nel peccato (ci sono atei che non ne han bisogno e vivono una retta vita). Questa dinamica crea un amore viziato. Io cerco Cristo perchè è l'unico che da un senso alla mia vita.

L'amore vero è gratuito e disinteressato, e nella gratuità e nella libertà che nasce la vera fede.
La visione pessimistica dell'uomo degli scritti kikiani secondo me è deleteria,crea dipendenza e mette soggezione.

Poi un Cristo che mi infanga col mio peccato non è il mio Cristo. Quello che ho imparato a conoscere mi aiuta a riflettere sul mio peccato capendo quali sono le cose più gravi e mi aiuta a superarle. Nel cammino non è così, si è fissi sui peccati che kiko reputa più importanti e non si lavora sui veri problemi. Vedo famiglie nc con genitori e figli che hanno tanta apparenza e poca sostanza e con gravi problemi di incomunicabilità e psicologici. Siccome ho notato essere un tratto abbastanza comune le chiedo se non è forse il caso di rivisitare alcuni metodi?

Lino ha detto...

@Errante
E dalli! La lingua dovrebbe battere là dove il dente duole. Tu, invece, ti ostini a picchiare un dente salubre, a rischio di smantellarlo. Il problema non è la piscina - non la vostra con le scale discendenti. Sappiamo benissimo (e nessuno lo ha mai confutato) che nel cristianesimo primitivo fu colta la connessione tra Gv 9 e il Battesimo.
Il dente cariato sta nel fango kikiano che sporca il cieco. Sant'Agostino ragionò di unzione: ti è chiaro il senso sacro del vocabolo, che esso indica tutt'altro che sporcare? Lo sai che Cristo in greco significa l'Unto? Vuoi confrontare (in greco) l'etimologia del nome di Cristo con il verbo "spalmare/chriô" usato nella guarigione del cieco? Ti rendi conto, con l'insistenza sul concetto di sporcare, alla bestemmia alla quale giungete?

Errante ha detto...

Vedi MIC è qui che ti sbagli. La santa sede ha dichiarato con il decreto sulla liturgia per il Cammino che le tappe dell'OICA possono essere adattate anche per i già battezzati.

Catechesi tradendae n. 44
I quasi catecumeni

44. Tra questi adulti, che hanno bisogno di catechesi, la nostra preoccupazione pastorale e missionaria va a coloro i quali, nati ed educati in regioni non ancora cristianizzate, non hanno mai potuto approfondire la dottrina cristiana, che le circostanze della vita un giorno hanno fatto loro incontrare; va a coloro che hanno ricevuto nella loro infanzia una catechesi corrispondente a quell'età, ma si sono poi allontanati da ogni pratica religiosa e si ritrovano, in età matura, con cognizioni religiose piuttosto infantili; va a coloro che risentono di una catechesi precoce, mal condotta o male assimilata; va a coloro che, pur essendo nati in un paese cristiano, anzi in un contesto sociologicamente cristiano, non sono mai stati educati nella loro fede e, come adulti, sono dei veri catecumeni.

CCC 1231
1231 Dove il Battesimo dei bambini è diventato largamente la forma abituale della celebrazione del sacramento, questa è divenuta un atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le tappe preparatorie dell'iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato post-battesimale. Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona. È l'ambito proprio del catechismo.

Inoltre sei scorretta perché lasci intendere che noi ripetiamo il battesimo quando sai benissimo che non è così. Forse non conosci la relazione tra il sacramento della penitenza ed il battesimo. Il sacramento della riconciliazione ricolloca il battezzato nel cuore di quell'alleanza con Dio che egli ha potuto infrangere con il male e il peccao da lui commesso. Giustamente si potrebbe chiamare questo sacramento un " nuovo battesimo ". E' il sacramento della riconciliazione con Dio e con i fratelli. Rimette il peccatore pentito in piena comunione con Dio.

mic ha detto...

Vedi MIC è qui che ti sbagli. La santa sede ha dichiarato con il decreto sulla liturgia per il Cammino che le tappe dell'OICA possono essere adattate anche per i già battezzati.

Non credo di sbagliarmi.
Lo so che le tappe dell'OICA possono essere adattati anche ad un cammino di fede (non necessariamente "IL CAMMINO NC"); ma da "adattare a riempire con contenuti giudeo-luterano-gnostici ce ne corre. E che i contenuti siano rimasti esattamente gli stessi lo dimostrano le recenti catechesi... nonché i mamotreti del 1999.

Errante ha detto...

@LINO Ti rendi conto, con l'insistenza sul concetto di sporcare, alla bestemmia alla quale giungete?

E quale sarebbe la bestemmia?

Forse affermare che Gesù con quel gesto ha voluto "spingere" il cieco alla piscina (Cristo)da cui essere guarito e passare dalla cecità del peccato alla luce della fede?

Spalmare del fango sugli occhi come lo chiami tu, consacrare e com'è che quel gesto non è passato nella liturgia battesimale?, non è forse sporcare? Uno "sporcare" come sinonimo di prendere coscienza del proprio peccato che nasce dall'incontro dell'uomo (terra) con la saliva (Parola di Dio).

O forse non sai che che non c'è Paola di Dio che non sia accompagnato dal suo Ruah-soffio-SPIRITO SANTO e quando lo SPIRITO SANTO incontra l'uomo fatto di terra ciò che opera è:
1>convincere di peccato (incredulità)
2>giustizia (andare al Padre, mistero pasquale)
3>giudizio (vittoria sul maligno)

mic ha detto...

Giustamente si potrebbe chiamare questo sacramento un " nuovo battesimo ".

Non esiste un "nuovo battesimo" ed è improprio chiamare così la Penitenza o Riconciliazione... Il Battesimo agisce una volta per tutte e non deve essere né ripetuto né ratificato :vedi questo documento e [vedi anche] come arrivano a dire certi documenti diocesani redatti da neocat...

E' il sacramento della riconciliazione con Dio e con i fratelli. Rimette il peccatore pentito in piena comunione con Dio.

E allora? Non mi pare che io intendessi nulla di diverso.

Mi pare che possiamo stare per ora a girare intorno a nuove definizioni. Torna, senza svicolare, al nocciolo del dibattito in questione che riguarda il fango di Cristo che sporca anziché guarire e renditi conto di cosa significa.

Anche il simbolo dell'uomo che muore nella vasca battesimale è incongruo e mal posto in un cammino cristiano, perché "l'uomo vecchio", può morire solo in croce con Cristo e con e in Lui risorgere: quella vasca con gli scalini che ricorda tanto la miqwà (vasca di purificazione) ebraica, non c'entra niente né con Cristo né con il Battesimo né con gli scalini che ancora sono presenti in vecchi fonti battesimali!
Forse coincide un particolare; ma intorno vi viene costruito un discorso totalmente diverso e chi non è formato cattolicamente può anche non accorgersene!

mic ha detto...

com'è che quel gesto non è passato nella liturgia battesimale?

Forse non conosci la liturgia battesimale cattolica, perché il gesto dell'"Unzione" è previsto. Ovvio che è una "unzione" che oltre a purificare e rigenerare, incorpora: l'unto è il prescelto... Una volta venivano "unti" i Re...
Una "unzione" particolare la ricevono anche le mani dei Sacerdoti, che devono toccare il Corpo di Cristo e celebrare il suo Sacrificio!

mic ha detto...

O forse non sai che che non c'è Paola di Dio che non sia accompagnato dal suo Ruah-soffio-SPIRITO SANTO e quando lo SPIRITO SANTO incontra l'uomo fatto di terra ciò che opera è:
1>convincere di peccato (incredulità)
2>giustizia (andare al Padre, mistero pasquale)
3>giudizio (vittoria sul maligno)


Tutto molto bello e molto vero, ma non c'entra un cavolo col fango di Kiko.

Errante ha detto...

@MIC Il problema è metodologico io non cerco Cristo perché sono un peccatore e senza di lui vivrei nel peccato (ci sono atei che non ne han bisogno e vivono una retta vita). Questa dinamica crea un amore viziato. Io cerco Cristo perchè è l'unico che da un senso alla mia vita.

BRAVA LA MIA PELAGIANA, VIVA L'ATEISMO, MA SI A CHE SERVE CRISTO... BEATA TE CHE NON HAI BISOGNO DI CRISTO PER VINCERE IL PECCATO... MA SEI CRISTIANA O BUDDISTA.

@MIC: Anche il simbolo dell'uomo che muore nella vasca battesimale è incongruo e mal posto in un cammino cristiano, perché "l'uomo vecchio", può morire solo in croce con Cristo e con e in Lui risorgere

RILEGGITI PER FAVORE SAN PAOLO SUL MORIRE CON CRISTO E RISORGERE CON LUI

Luisa ha detto...

"La santa sede ha dichiarato con il decreto sulla liturgia per il Cammino"


"santa sede" e "Cammino", interessante osservare dove sono le maiuscole e dove le minuscole....

Detto questo, di quale decreto si tratta?
C`è stato un decreto sulla liturgia?
NO.
Ma forse è questa la versione (FALSA) che circola nel cnc e che si adopereranno a far circolare.

aleCT ha detto...

@Errante

Risponda nel merito! Dov'è che S.Agostino dice che Gesù "sporca" il cieco con il "fango" dei propri peccati? Fango che peraltro ha formato Gesù con LA PROPRIA SALIVA?

Vede, caro Errante, il problema è che da questa "bizzarra" interpretazione esce la concezione di TUTTO il periodo del CATECUMENATO.

Le ho già detto e le ripeto che il direttorio è stato corretto, ma in che cosa lo sa solo Dio.

Io della Chiesa mi fido, ma di Kiko NO! E questo perchè so leggere e vedo come in tutte le sue dichiarazioni ci sia un atteggiamento quantomeno "bizzarro" (come le sue interpretazioni bibliche del resto)

Le dichiarazioni elogiative vengono rese note per intero. Tutto quello che non può essere reso come lode sperticata va COMPRESO,TAGLIATO, MESSO IN SECONDO PIANO, possibilmente segretato come la lettera di Arinze che doveva rimanere segreta "per espresso desiderio della santa Sede"

A me di questa volontà non risulta.
Pechè mentire allora?

Ma di che cosa ha paura Kiko?
Ma non è che quel direttorio ha ricevuto qlc modifica sostanziale, talmente sostanziale che se salta fuori quello salta tutto il baraccone?

Si interroghi caro Errante, si interroghi e se può RISPONDA NEL MERITO

P.S. Prima ha detto che "evidentemente non c'è una interpretazione univoca delle Scritture"....allora mi spiega perchè (per esempio) c'è un'unica lettura delle parole del Papa nei vostri confronti e degli Statuti, ovvero LA VOSTRA?

Non ci ha mai pensato?

mic ha detto...

O forse non sai che che non c'è Paola di Dio che non sia accompagnato dal suo Ruah-soffio-SPIRITO SANTO e quando lo SPIRITO SANTO incontra l'uomo fatto di terra ciò che opera è:
1>convincere di peccato (incredulità)
2>giustizia (andare al Padre, mistero pasquale)
3>giudizio (vittoria sul maligno)


Tutto molto bello e molto vero, ma non c'entra un cavolo col fango di Kiko.

Poi si potrebbero anche vedere i termini nel loro giusto ordine e anche con qualche chiarimento e meno approssimazione.

- convincere di peccato (incredulità)
Non vedo il nesso tra il convincere di peccato e l'incredulità, perché prendere atto e 'vedere' il proprio peccato è una presa di coscienza, che responsabilizza davanti a Dio e davanti agli uomini.
Se intendi riferire il peccato all'incredulità intesa come mancanza di fede mi pare un po' riduttivo: è vero che la fede dà "occhi per vedere" sia il peccato che contemporaneamente la Grazia che lo Redime e lo vince o lo trasforma. Ma Fede= essere radicati nel Signore non è aderire al altro.

Il problema è che nel vostro contesto "incredulità" = non credere nel cammino nc e il peccato di cui alla fine si viene convinti è questo!

- giudizio (vittoria sul maligno) non ne vedo tanto il nesso: il giudizio è quello che ti fa giudicare, discernere la realtà, sottometterti al 'giudizio' di Dio (non del catechista), che si deduce dal conoscere la Legge ma la vittoria sul Maligno l'ha ottenuta il "fiat" di Cristo che ha accettato di salire in Croce compiendo l' Espiazione una volta per tutte. Ed è Lui che non rende più la Legge 'esterna' ma la inscrive nel cuore dell'Uomo redento, di colui cioè che oltre ad essere battezzato vive il suo battesimo rispondendogli continuamente.

- giustizia (andare al Padre, mistero pasquale)
Questa mi sembrerebbe più la conclusione: è nel Signore Risorto e Asceso al Cielo, dove siede alla destra del Padre, che veniamo "riportati" al Padre e vi rimaniamo se "rimaniamo" in Cristo seguendolo fedelmente = mettere in pratica i suoi insegnamenti. La giustizia ce la dona il "Giusto giudice", per quanto riusciamo ad accogliere, non possiamo darcela da soli né "facendo" nessun cammino particolare. E' lo Spirito del Signore Risorto Vivo e Vero nella sua Chiesa fin dalla Pentecoste che ci vivifica e ci giustifica. E di QUESTO Spirito non possono avere il monopolio né un pittore spagnolo né i suoi catechisti, che si propongono come la NUOVA Chiesa, ma che non sono LA Chiesa!

Ti ricordo che il "Mistero Pasquale" è Passione-Morte-Risurrezione non è solo la Risurrezione su cui pone l'accento Kiko.

Errante ha detto...

@MIC 1: certo che lo so che c'è un rito di unzione, ma di unzione col fango proprio NO!

@MIC 2: se non hai capito dall'unione della saliva , parola di Dio, e terra, uomo nasce il fango... ora la Paola di Dio è sepmpre accompagnata dal suo Ruah-soffio-SPIRITO SANTO e quando lo SPIRITO SANTO incontra l'uomo fatto di terra ciò che opera è:
1>convincere di peccato (incredulità)
2>giustizia (andare al Padre, mistero pasquale)
3>giudizio (vittoria sul maligno)

@Luisa scusa le imprecisioni delle maiuscole e minuscole e del decreto non sulla liturgia ma sulle celebrazioni che accompagnano le tappe dell'iniziazione cristiana.

@AleCT: Le ho già detto e le ripeto che il direttorio è stato corretto, ma in che cosa lo sa solo Dio...
Ma di che cosa ha paura Kiko?
Ma non è che quel direttorio ha ricevuto qlc modifica sostanziale, talmente sostanziale che se salta fuori quello salta tutto il baraccone?

BEH SE VUOLE PUò CHIEDERE VISIONE AL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI PRESSO CUI IL DIRETTORIO è DEPOSITATO.

aleCT ha detto...

@Errante

Molti del cammino accusano i "cristiani della domenica" di essere degli ignoranti su Sacra Scrittura e Magistero.

Abbia pazienza, su certe cose non si dovrebbe fare confusione

Riconciliazione quasi come "nuovo Battesimo"? Sta scherzando vero?

Si rilegga il catechismo e vedrà che sono 2 cose DISTINTE E SEPARATE. Perchè sarebbero in relazione' Per il fatto dell'"unzione"? Ma lo sa che durante il battesimo si unge con L'OLIO che è simbolo di gioia, forza e salute?

"sporcare" come "prendere coscienza"? Si rilegga S.Agostino e mi dica dove accenna ad una cosa del genere.

mic ha detto...

@MIC Il problema è metodologico io non cerco Cristo perché sono un peccatore e senza di lui vivrei nel peccato (ci sono atei che non ne han bisogno e vivono una retta vita). Questa dinamica crea un amore viziato. Io cerco Cristo perchè è l'unico che da un senso alla mia vita.

Perché mi attribuisce cose che non ho MAI detto? Dov'è che ho scritto queste parole?

Gli atei CREDONO di non aver bisogno di Cristo e di vivere una retta vita si ritengono autosufficienti.

Cristo è l'Unico che dà senso alla vita di ogni uomo, anche alla mia!

BRAVA LA MIA PELAGIANA, VIVA L'ATEISMO, MA SI A CHE SERVE CRISTO... BEATA TE CHE NON HAI BISOGNO DI CRISTO PER VINCERE IL PECCATO... MA SEI CRISTIANA O BUDDISTA.

pelagiano è chi crede di salvarsi con le sue sole forze. Io invece parlo di "responsabilità" e risposta, perché non ci si salva senza Cristo, ma non ci si salva neppure senza rispondere con le proprie scelte secondo giustizia, che solo la Sua Grazia ci rende possibile compiere per quanto riusciamo e nessuna appartenenza può renderci capaci di realizzare...

mic ha detto...

@MIC 1: certo che lo so che c'è un rito di unzione, ma di unzione col fango proprio NO!

ma la pericope evangelica parla di "unzione" col fango (che rappresenta la creazione, l'uomo di terra) unito alla saliva di Cristo (che rappresenta l'uomo cristificato, irrorato della Sua Grazia)

Cosa credi che voglia significare nel Battesimo? Ho già detto anche che "unto" è prescelto, chiamato, inviato, come l'Inviato della pericope è Cristo, l'Unto, il Messia Redentore!

aleCT ha detto...

@errante

Noto che alle altre mi domande non ha risposto. Beh..non è una novità.

Per il resto, non deleghi sempre AD ALTRI quello che DOVRESTE fare VOI.

Fermo restando che, se mi dice come fare, una richiestina la farei...:-)

mic ha detto...

Anche il simbolo dell'uomo che muore nella vasca battesimale è incongruo e mal posto in un cammino cristiano, perché "l'uomo vecchio", può morire solo in croce con Cristo e con e in Lui risorgere: quella vasca con gli scalini che ricorda tanto la miqwà (vasca di purificazione) ebraica, non c'entra niente né con Cristo né con il Battesimo né con gli scalini che ancora sono presenti in vecchi fonti battesimali!

Caro Lino richiamo la tua attenzione su questo.
Quella vasca del logo del cammino ricorda più una miqwàh che un fonte battesimale.
Se poi si aggiunge quel che hai detto ieri!

Lino ha detto...

@ Errante che ha detto...
"Uno 'sporcare' come sinonimo di prendere coscienza del proprio peccato che nasce dall'incontro dell'uomo (terra) con la saliva (Parola di Dio).
Un nick che è tutto un programma, Errante: può significare colui che va, che peregrina, ma anche chi sbaglia. Lo dico da tempo che vi siete mentalmente conformati alla logica gnostica kikiana degli opposti! :-)
Sporcare significa insozzare, null'altro, non si arrampichi sugli specchi. E una cosa è far prendere coscienza dei propri peccati, un'altra accusare - si legga bene il commento di anonimo Gv.
L'etimologia di Cristo/Unto è ben chiara, l'unzione si faceva con balsami pregiatissimi, tal è la saliva di Gesù che impregna la terra.
Un altro nome biblico è riconducibile a questa vostra perenne accusa dei peccati: è quello di Satana, l'Accusatore.
Si rende conto che a Cristo, che impedì il lancio di pietre sull'adultera, voi gli fate scagliare il fango sugli occhi del cieco?

Anonimo ha detto...

Anonimo GV

BRAVA LA MIA PELAGIANA, VIVA L'ATEISMO, MA SI A CHE SERVE CRISTO... BEATA TE CHE NON HAI BISOGNO DI CRISTO PER VINCERE IL PECCATO... MA SEI CRISTIANA O BUDDISTA.

Non era mic ma ero io e si vede che non mi son spiegato bene.

Il concetto che sfugge al movimento è che non coincide con il mio modo di vevere la fede è che il movimento fa sentire peccatori e quindi bisognosi di Dio. La mia fede mi fa sentir il bisogno di confrontarmi con Dio, non perchè sono un peccatore e senno non posso vivere ma perché è lui che da un senso alla mia vita.

Il fatto che io sia peccatore e che Lui mi salvi passa in secondo piano.

Nella mia gioventù mi son confrontato con diverse religioni e ridurre Cristo semplicemente a colui che ti fa vedere i peccati e te li toglie è minimizzarlo profondamente.

Il cammino si concentra esclusivamente sulla dimensione del peccato creando un amore viziato. Il mio amore verso lui va al di la del semplice bisogno perché peccatore, questa è una relazione superficiale che si può trovare in tante altre religioni.

Quando il catechista mia disse alla fine della prima convivenza se uscite felici non avete capito niente ma dovete stare male e rendervi conto del vostro stato di peccatori mi son reso conto dell'assurdità del sottile gioco psicologico probabilmente involontario che vuole costringerti a star male per cercar Dio che ti tiri su. Questo è un amore viziato. Io non sono Cristiano perchè peccatore bisognoso di misericordia. Io sono Cristiano perchè nell'esempio di Cristo e nel suo amore ho trovato un modo per dar senso alla mia vita. Cambia totalmente perchè non sono schiacciato dal peso del peccato perché mi basta una confessione per liberarmene totalmente, e quando torno a peccare indago sui motivi che mi spingono a compiere il peccato riuscendo a superarlo e partendo da un sano esame di coscienza su quelli che sono per la mia vita i peccati più importanti. Nel cammino non succede così. Tutti seguono alla lettera gli standard di Kiko e devono sentirsi oppressi dal peccato. Come si fa dire ad uno che ha finito una celebrazione eucaristica, dopo una confessione che deve sentirsi male? Ci rendiamo conto dell'assurdità? Io sto dicendo che quello che fa il cammino lo posso trovare anche in altre religioni. Essere cristiani è tutto un altro paio di maniche.

Errante ha detto...

@lino: una cosa è far prendere coscienza dei propri peccati, un'altra accusare

MA dov'è l'atto accusatorio nel gesto del fango? In realtà è come se Gesù dicesse renditi conto che sei cieco, renditi conto che hai bisogno di Colui che ti apre la vista, dell'Inviato.

rendere l'uomo cosciente del peccato è tipico del processo ebraico, il "riv" in cui il vero scopo della manifestazione del peccato è il raggiungimento della conversione, pentimento e riconciliazione. Visto che citi l'adultera è esattamente ciò che Cristo fa. Fa prendere coscienza i giudei del loro peccato... Non è forse ciò che Gesù dirà a Giuda(uno di voi mi tradirà...) e a Pietro (mi rinnegherai 3 volte), solo che uno lo rifiuterà e l'altro diventerà la roccia su cui la chiesa è costruita. Forse che Cristo sta accusando o sta mettendo alla luce qualcosa che è nascosto e di cui gli interessati non sono coscienti?

Luisa ha detto...

"BRAVA LA MIA PELAGIANA, VIVA L'ATEISMO, MA SI A CHE SERVE CRISTO... BEATA TE CHE NON HAI BISOGNO DI CRISTO PER VINCERE IL PECCATO... MA SEI CRISTIANA O BUDDISTA."

Primo non gridare, è forse così che chiudete il becco nel cammino, colpevolizzandolo en passant,
chi osa, o crimine supremo, mettere in dubbio le illuminate e sappiamo ispirate da Dio, catechesi di Arguello, qui si discute con persone che non son state svuotate dei loro falsi concetti per identificarsi poi in quelli "veri" neocatecumenali, che non sono allineate al pensiero unico kikiano, sarebbe bene tenerne conto.


"@Luisa scusa le imprecisioni delle maiuscole e minuscole e del decreto non sulla liturgia ma sulle celebrazioni che accompagnano le tappe dell'iniziazione cristiana."

Prendo nota della correzione.
Il problema è, errante, (dovrei dire uno dei problemi …) è che è quella la versione che state diffondendo ed è una grande e grave menzogna.
È ciò che avete annunciato sui blog, prima del 20 gennaio, è quel che ha osato dire Arguello quello stesso giorno quando ha parlato di approvazione delle "celebrazioni contenute nel direttorio dal punto di vista liturgico" ( ipse dixit), avete avuto una doccia fredda, non serve a niente riscaldarsi mentendo, o facendo finta che è accaduto quel che immaginavate o speravate o vi è stato detto sarebbe accaduto.

Luisa ha detto...

BEH SE VUOLE PUò CHIEDERE VISIONE AL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI PRESSO CUI IL DIRETTORIO è DEPOSITATO."

Ancora una volta, inutile gridare…
I testi formativi cattolici sono disponibili a chiunque volesse prenderne conoscenza, in libreria sul web, così vanno le cose nella Chiesa cattolica, il direttorio catechetico deve essere pubblicato e reso disponibile alla lettura dei cattolici, o di chiunque volesse prendere conoscenza di quella che è definita una formazione cattolica.

Nella Chiesa cattolica, NON esistono itinerari formativi segreti.
Nella Chiesa cattolica NON esistono testi catechetici segreti.
Nella Chiesa cattolica la formazione si fa alla luce del sole.

Anonimo ha detto...

Nella Chiesa cattolica la formazione si fa alla luce del sole.

sì, certo.... questo è (era) normale nella Chiesa, però solo fino al 1968. Ma ormai....tutto è cambiato.
Però è risaputo che....

"Chiunque fa il male odia la luce e non viene dalla luce perché non siano svelate le sue opere.
Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

(Gv 3: 20-21)
e Gesù davanti alle accuse del sommo sacerdote si difendeva dicendo:
"Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto.
------
ora perchè Kiko e seguaci vogliono fare tutto di nascosto ?
la risposta è sempre qui, nel Vangelo: chi fa il male odia la luce, e costoro non sono seguaci di Gesù, il quale parla alla luce del sole, non avendo nulla da nascondere, essendo Egli stesso "Luce del mondo".

Lino ha detto...

@ Mic che ha detto: "Caro Lino richiamo la tua attenzione su questo. Quella vasca del logo del cammino ricorda più una miqwàh che un fonte battesimale. Se poi si aggiunge quel che hai detto ieri!"
Certo, Mic. Quella vasca del disegnino neocat (l'autore al quale accreditare l'opera potremmo supporre che sia Kiko Arguello, coadiuvato da una serie di 'colloggiali' :-) è una vasca ebraica della purificazione, non c'è dubbio. D'altra parte: perché la catechesi iniziale alla quale ho partecipato mette insieme la narrazione del cieco nato (che riferisce della piscina di Siloe) con il disegnino stesso?
Il progetto del Cammino neocatecumenale non è roba da poco, lo dico sin da quando ci sono incappato, in CR. E' notevole una prima catechesi che ha l'inizio con una morte/resurrezione sull'acqua quando sappiamo che la fine del Cammino sarà in un misterioso battesimo sul Giordano.
Il problema è che, in giro, anche tra i cattolici, seppure in pochi, c'è chi è in grado di capire simili linguaggi. Padre Enrico Zoffoli, sopra tutti.
L'occhio di Kiko è puntato sulla vasca, altrimenti non svilirebbe l'agente primo della guarigione, l'unzione con la saliva di Cristo. Invece: la piscina di Siloe, a ben leggere il Vangelo, addirittura è simbolica, allusiva dell'acqua viva del Signore (perciò l'Evangelista Giovanni specifica, con tanta finezza, il significato di Siloe, l'Inviato). In ogni caso la piscina è funzionale alla successiva lezione ai farisei, perché la "saliva" di Cristo - volendo il Signore - sarebbe di per sé bastante a guarire tutti i ciechi di questo mondo, all'istante e non in due tappe.
Il problema della miqwàh kikiana è che non la si raggiunge con quattro passi, bensì con un cammino di conoscenza ultraventennale: ad essa, allora, bisogna dare il senso di un cammino gnostico alla fine del quale l'oro grezzo mescolato a vili metalli si muta in oro perfetto. I neocat che hanno letto gli Orientamenti capiranno il riferimento a San Cirillo il quale, in quei tempi, non poteva immaginare chi si sarebbe impossessato di simili metafore.

Anonimo ha detto...

Anonimo Gv

Caro errante il tuo ultimo post è alquanto strano, non riesco a capire se volutamente non segui il filo logico dei ragionamenti o sono io che non capisco le tue obbiezioni, ti puoi spiegare meglio?

L'atto accusatorio non viene da Gesù ma è Kiko che lo interpreta così, almeno questo è quello che appare dai suoi scritti.

Per il resto del tuo commento non capisco il filo logico, che nesso c'è tra il fango del ceco e gli altri due episodi citati. Giusto per inquadrare il brano. Andiamo un paio di righe sopra.
"«Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio"

Forse con queste paoleriesci ad inquadrarlo meglio.

mic ha detto...

rendere l'uomo cosciente del peccato è tipico del processo ebraico, il "riv" in cui il vero scopo della manifestazione del peccato è il raggiungimento della conversione

Il "riv" Ebraico???????

E dei cristiani hanno bisogno di ricorrere al processo ebraico?

Non basta la lettera di Giovanni?
...
Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

Prima condizione: rompere con il peccato

Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Seconda condizione: osservare i comandamenti, soprattutto quello della carità

Da questo sappiamo d'averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato
....

Siamo sicuri che è questo che si insegna e si vive nel cammino?

Errante ha detto...

Perdonami Lino ma credevo di interloquire con una persona intelligente. Quello che dici su:

- è una vasca ebraica della purificazione, non c'è dubbio

FALSO

- D'altra parte: perché la catechesi iniziale alla quale ho partecipato mette insieme la narrazione del cieco nato (che riferisce della piscina di Siloe) con il disegnino stesso?

PERCHè PARLIAMO DI UN CAMMINO DI RISCOPERTA DELLA GRAZIA BATTESIMALE

-Il progetto del Cammino neocatecumenale non è roba da poco,

LO DICE ANCHE LA SANTA SEDE DEFINENDOLO UN ITINERARIO CATTOLICO VALIDO PER I TEMPI ODIERNI

- E' notevole una prima catechesi che ha l'inizio con una morte/resurrezione sull'acqua quando sappiamo che la fine del Cammino sarà in un misterioso battesimo sul Giordano

FALSO

L'occhio di Kiko è puntato sulla vasca, altrimenti non svilirebbe l'agente primo della guarigione, l'unzione con la saliva di Cristo.

QUESTO LO DICI TU NON IL TESTO INFATTI TORNò CHE CI VEDEVA DOPO ESSERSI LAVATO

- In ogni caso la piscina è funzionale alla successiva lezione ai farisei, perché la "saliva" di Cristo - volendo il Signore - sarebbe di per sé bastante a guarire tutti i ciechi di questo mondo, all'istante e non in due tappe.

LO SAI CHE LA TEOLOGI NON SI FA CON I SE ED I MA

Il problema della miqwàh kikiana è che non la si raggiunge con quattro passi, bensì con un cammino di conoscenza ultraventennale: ad essa, allora, bisogna dare il senso di un cammino gnostico

FALSO IL SENSO è QUELLO DELLA INIZIAZIONE CRISTIANA

LEGGITI IL RICA/OICA

Mi sono stufato di leggere tali castronerie, per non dire altro. perciò vi saluto.

Il maiuscolo non è per gridare ma per distinguere il testo.

mic ha detto...

Il problema della miqwàh kikiana è che non la si raggiunge con quattro passi, bensì con un cammino di conoscenza ultraventennale: ad essa, allora, bisogna dare il senso di un cammino gnostico alla fine del quale l'oro grezzo mescolato a vili metalli si muta in oro perfetto. I neocat che hanno letto gli Orientamenti capiranno il riferimento a San Cirillo il quale, in quei tempi, non poteva immaginare chi si sarebbe impossessato di simili metafore.

Grazie, Lino, è già fin troppo chiaro, ma c'è da approfondire e lo faremo.

Notato più su il "riv" ebraico?

Rib (riv è la pronuncia) in ebraico vuol dire "lite" e ricorda la lotta di Giacobbe con Dio... e più precisamente sta ad indicare la risoluzione di un conflitto attraverso il confronto diretto dei contendenti, con l'intento di riconciliarsi... Nota bene che manca il Mediatore, il Messia.

E, poi, tutta questa pletora di suggestioni ebraiche, a cosa serve, se il Vangelo (leggi Giovanni più su), già ci porta molto oltre e abbiamo Colui che ci giustifica?

mic ha detto...

FALSO IL SENSO è QUELLO DELLA INIZIAZIONE CRISTIANA

LEGGITI IL RICA/OICA


Il RICA/OICA fornisce i titoli delle tappe e qualche altra indicazione. Ma i contenuti sono quelli delle catechesi kikiane. E ne abbiamo troppi saggi per non essere diffidenti. Oltre ad aver ascoltato molte cose con le nostre orecchie!

Mi sono stufato di leggere tali castronerie, per non dire altro. perciò vi saluto.

Ecco. Di tutto quel che abbiamo detto non gli tornano i conti solo con la sua "iniziazione"...

mic ha detto...

Per Gv

inserirò domani il tuo commento al nuovo articolo che ho accantonato momentaneamente.

Emma ha detto...

"Mi sono stufato di leggere tali castronerie, per non dire altro. perciò vi saluto."


Ahahahahahahah!

Che intelligenza! Che finezza di argomenti!
Ecco che cosa succede quando si è prigionieri del pensiero unico kikiano, rinchiusi dietro le sbarre del condizionamento martellante e ferreo che non lascia alcun spazio ad una riflessione che potrebbe aprire uno spiraglio, una breccia, in quel muro di certezze granitiche, un muro progettato e costruito da mani umane.
Ecco perchè il signor Arguello vuole conservare il segreto, ecco forse, dico forse perchè se fosse vero sarebbe semplicemente sconvolgente,la CdF ha passato la patata bollente al PCL per l`approvazione della pubblicazione di quei testi, ecco, forse, perchè non hanno fretta di pubblicarli...

Anonimo ha detto...

Forza Lino che rispondi al commento di errante sul rendere coscienti-accusare delle 18:51?

Anonimo ha detto...

Anonimo Gv

Forza Lino che rispondi al commento di errante sul rendere coscienti-accusare delle 18:51?

Una cosa è essere coscenti del peccato e liberarsene come avviene nella Chiesa, altra cosa è il cammino dove "il peccato ti schiaccia perchè sei un peccatore figlio del diavolo" (cito una delle peggiori catechesi della mia vita, da un giovane neocatecumenale con un foro interno talmente devastato da dire davanti a perfetti sconosciuti cose intime del suo matrimonio).

Se un catechista non è in grado di capire ceh certi argomenti vanno affrontati a tu per tu o con l'aiuto di persone, magari sacerdoti, fidate che possano aiutare e preferisce mettere in piazza le sue intimità faccio fatica a vederlo come uno che ha qualcosa da insegnarmi.

Anonimo ha detto...

Anonimo GV

Hai ragione infatti conosco un Vescovo del nord dell'Africa che ha scritto un libro in cui raccontava che prima di essere cristiano era un adultero, ladro, eretico...

secondo me il suo foro interno era devastato.

mic ha detto...

Hai ragione infatti conosco un Vescovo del nord dell'Africa che ha scritto un libro in cui raccontava che prima di essere cristiano era un adultero, ladro, eretico...

Non è un esempio calzante: uno che scrive un libro-confessione, non è costretto da nessuno lo fa nella sua piena libertà. Può proporsi qualunque scopo, anche quello dell'esemplarità che quello della catarsi personale. Il suo foro interno non è violato da nessuno.

Nel cammino, invece, si è costretti e si viola l'intimità delle persone; il che è un delitto davanti a Dio prima che davanti agli uomini.

Anonimo ha detto...

Giusto per chiarire, può far confusione ma l'anonimo del 03 febbraio, 2012 13:25
non è l'anonimo Gv, almeno non ho scritto io del vescovo africano, conosco solo due vescovi e sono entrambi italiani.

Anonimo ha detto...

Anonimo Gv.

Ogni tanto mi sembra di parlar lingue diverse.

Se io ho un rapporto di coppia, non vado in mezzo alla piazza a raccontare i miei problemi quando sono incorso, ma li affronto con la persona cercando di superarli.

Estremamente diverso è se ho superato un problema e racconto la mia storia in modo che sia di aiuto agli altri e mi aiuti a riflettere meglio.

Non riuscire a capire questa cosa è gravissimo dimostra una totale perdita di identità.

Mi rammarica che l'anonimo 03 febbraio, 2012 13:25 non sia in grado di distinguere la differenza. Prego per te, che il Signore faccia chiarezza ne ltuo cuore.

Secondo te che effetto può fare alla moglie imparte? A momenti piangeva (io come minimo avrei tirato un ceffone a mio marito).

Dov'è l'intimità della coppia? Dov'è la coppia? Crede che sia questo il metodo di risolvere i problemi di coppia? E soprattutto non c'è assolutamente il nesso con l'episodio del vescovo, che è un sano racconto della sua vita, mentre lo sputtanare la vita intima davanti a degli sconosciuti quando i probblemi sono in corso è una violenza alla coppia.

Sarebbe stato diverso se avesse detto, in passato ho avuto questo probblema e con l'aiuto di Dio lo abbiamo superato facendo così, o diverso sarebbe stato dire io e mia moglie abbiamo probblemi pregate per noi o stateci vicini. Ma un apertura del genere invece che esser positiva è deleteria e sintomatica.

Son differenze sostanziali che non si possono non notare.

Azzurra ha detto...

Cara Mic

ho trovato un documento molto interessante.
Dimmi cosa ne pensi e se credi sia possibile pubblicarlo.
Il documento che vorrei segnalarti e'
tratto dalla rubrica "storia della rivista teologica"
" Il piano massonico per distruggere la Chiesa Cattolica"
Nel link sottostante il doc. e l'articolo in questione inizia a pagina 6.
E' inserito nel contesto dei messaggi che riceve una veggente, tuttavia l'articolo e' stato indicato come un esempio attuale e concreto per comprendere il piano del maligno. ( Per quanto mi riguarda , sono sempre piu' convinta che il cammino neocatecumenale non sia guidato da Cristo ma dal suo grande nemico.)
--http://www.conchiglia.us/LATINO/Rev_Riflessioni/Rev_35_Riflessioni_Monos_VIGILATE%20ET%20ORATE.pdf

Saluti

Azzurra

Anonimo ha detto...

Anonimo Gv

Azzura a me mi sembra che quel documento sia un esagerazione e non vedo documentate prove concrete.

lorenzo ha detto...

Boh, non so quale catechesi avete letto, e che direttorio catechetico avete x mano. Dato che avete questi libri, sapete molto bene che il Vangelo dello scrutinio della traditio è il Vangelo del cieco nato. e che le domande dello scrutinio sono
1) prima del cammino tu eri cieco? concretamente cosa non vedevi
2) qual è stato il fango generato dalla saliva di Cristo ad aprirti gli occhi?

dalla seconda domanda è chiaro che l'interpretazione sottintesa del fango è l'azione della parola di Cristo che cambia radicalmente il tuo cuore e che permette di vedere i tuoi peccati che prima non potevi vedere perchè eri lontano da Dio. Il fango dunque non ha nessun simbolo di peccato, provare a dire questo è una acrobazia filosofica che è evidente che non sta in piedi, ed appunto non è assolutamente questa l'interpretazione del cammino, dato che un intero scrutinio si basa sull'interpretazione di questo vangelo conforme a tutta la chiesa cattolica. quando ho cominciato a leggere qst blog credevo foste in buona fede, ma più continuo a leggere e più mi viene il dubbio che tutto questo è solo un tentativo di diffamazione.
pubblicate, anche se discussione in qst post si sta esaurendo

by Tripudio ha detto...

Lorenzo,

è molto comica la tua espressione il Vangelo dello scrutinio della traditio, perché è l'ennesima dimostrazione che i neocatecumenali usano il Vangelo come furba copertura per insegnare il kikismo-carmenismo.

Quali che siano le domande fatte in quel bislacco "scrutinio", resta il fatto concreto che da diversi decenni giungono segnalazioni che negli scrutini vengono "scarnificate le coscienze con domande che nessun confessore farebbe" (parole di un vescovo di circa trent'anni fa... e che valgono ancora oggi in tantissime comunità kikiane).

Dunque sono stati i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali a travisare il Vangelo e a "scarnificare".

Quindi, mentre tu difendi una questione teorica più o meno discutibile... i tuoi cosiddetti "catechisti" straziano le coscienze dei poveri neocatecumenali e Kiko e Carmen non fanno nulla per impedirlo (sempreché non cominciamo a pensare che loro stessi abbiano comandato di agire così).

Qualunque entità fondata sugli "arcani" e sulla "segretezza" griderà alla "diffamazione" nel momento in cui le sue abominevoli pratiche segrete vengono alla luce.

E c'è un esercito di fuoriusciti del Cammino (più numeroso dei "camminanti" stessi) che testimonia queste stesse cose.

lorenzo ha detto...

Ok, ma io ti avevo detto che è molto strano che un catechista da a quel vangelo quell'interpretazione, e dato che sulle catechesi di kiko avete scritto molto, pensavo che le aveste lette bene, invece vi è sfuggito che sul Vangelo del cieco nato e sulla sua corretta interpretazione si basa un intero scrutinio del Cammino. Chi ha studiato molto il Cammino come voi dovrebbe sapere benissimo che questa è la Parola cardine della traditio.
Fra l'altro che io mi ricordi, ma potrei anche sbagliarmi, il Vangelo del cieco nato non si fa alle catechesi iniziali, e mi sembra strano che un catechista ne abbia parlato durante questi incontri. Le avete lette le catechesi di kiko? se hai sottomano gli orientamenti per la Traditio puoi leggerti il Vangelo del cieco nato e la sua interpretazione conforme alla chiesa cattolica, Alla fine mi viene da pensare che chi ha scritto qst testimonianza si è inventato un bel pò di roba, non perchè ho il paraocchi ma perchè mi accorgo che il Cammino così come è dipinto non corrisponde a Verità.
E questa non è la prima volta, nell'articolo http://neocatecumenali.blogspot.com/2011/04/la-celebrazione-kikiana-del-sabato-sera.html di aprile 2011, dite che secondo l'articolo 23 i catecumeni non possono partecipare all'eucarestia come se i neocat ancora non del tutto catechizzati non possono partecipare alla comunione. Intanto sbagliate l'articolo, che non è il 23 ma il 24, e l'articolo 24 al paragrafo 1 dice che il cammino è uno strumento per L'INIZIAZIONE CRISTIANA DEI NON BATTEZZATI. dunque al paragrafo 2 quando si dice che i catecumeni prima dell'eucarestia vanno congedati, per catecumeno si intende un non battezzato. Dato che credo sia molto difficile che non vi siate accordi di questo, ritengo che questo sia un esempio lampante di come il vostro non è un tentativo di portare la luce, ma un tentativo di diffamazione. Perchè mentire? perchè dire che sullo statuto c'è scritta una cosa che non è vera?. vedete, un conto sono le critiche, un conto sono le bugie, e chi dice le bugie non viene mai da Dio. E' bastato andare a leggere lo statuto per capire quanto avete travisato l'articolo 24, e per quello che ho detto prima non credo che l'avete fatto in buona fede o involontariamente.

lorenzo ha detto...

Mi spiace molto che non pubblicate il mio ultimo commento su questo post, non è una bella cosa fare questa censura, non ho fatto insulti o cose simili, perchè? anche se questo commento probabilmente non lo pubblicate mi rivolgo a voi dicendo che anche da queste cose si capisce se questo blog è fatto con buone intenzioni. Ma è evidente che pubblicate solo quello che vi fa comodo a sostenere le vostre tesi, e le persone che leggono quello che dite e non vanno direttamente alla fonte per verificare se ciò che dite è vero, come ho fatto io, prendono per buono anche le cose inesatte che dite. Perchè queste menzogne? poi va bene, potete prendere il giro le persone che vi leggono, i neocat che vi scrivono, ma non si può prendere in giro Dio.
Le bugie vengono sempre dal demonio.

Lino ha detto...

@ Lorenzo che ha detto:
"Alla fine mi viene da pensare che chi ha scritto qst testimonianza si è inventato un bel pò di roba... Le bugie vengono sempre dal demonio"

Dunque, Lorenzo, quella catechesi iniziale l'ho ascoltata io e - per tua informazione - non sono né bugiardo né sordo. E - ancora per tua informazione - l'ho giudicata ottimamente congegnata: il disegno delle due scalinate sulla piscina (nel logo del Cammino, o no?) ci sta molto bene perché collegato con Siloe (e, sia pur in modo non manifesto, con la chiusura del Cammino, col Battesimo sul Giordano: è là, nel vostro battesimo - solo uno stupido non lo capirebbe - che fate rinascere "l'uomo nuovo").
Ora io convengo che le bugie vengono dal demonio. Il quale si avvale quale intimo collaboratore di chi consente che le bugie siano rese possibili.
Il testo kikiano del cieco nato è pubblicato negli "Orientamenti alle Equipes di catechisti (PER LA
FASE DI CONVERSIONE" disponibili in rete:

http://reocities.com/Athens/delphi/6919/OR-Conv-001-017.pdf

La catechesi è a pag. 16: "...Gesù metterà fango sui tuoi occhi perchè ti senta peccatore, perchè tu scopra di essere sporco".
Vuoi spiegare, per favore, non a me ma a chi prossimamente leggerà questa pagina (ben referenziata nei motori di Google, quindi saranno non pochi i visitatori) dove "è chiaro che l'interpretazione sottintesa del fango è l'azione della parola di Cristo che cambia radicalmente il tuo cuore e che permette di vedere i tuoi peccati"?
Sottintesa? Che sottintesa! Il collegamento fango-sporcizia è lapalissiano anche a un bambino di terza elementare! Sottinteso è il riferimento alla creazione, come hanno scritto i Padri della Chiesa e ha spiegato il Papa!

Certo, potrai sempre affermare che il testo disponibile in rete:
a) E' falsificato
b) E' stato stato corretto

In questo caso consideratevi complici del demonio perché, mantenendo segreti i vostri testi e consentendo che in giro siano pubblicate eresie (rettificate o falsificate che siano), lo aiutate a diffondere menzogne.
Pubblicate il Direttorio approvato per la pubblicazione, poche ciance.

lorenzo ha detto...

ok Lino, mi spiace aver detto che forse ti eri "inventato un pò di roba", mi scuso. non mi ricordavo di questa catechesi durante i primi incontri, tranquillo il testo in rete non è falsato né è stato cambiato, è tutto autentico. detto questo io sinceramente non capisco dove è il problema, tu dici che l'interpretazione è che secondo il cammino il fango è il simbolo del peccato, invece come afferma la Chiesa per kiko il fango è la Parola di Dio che consente di aprire gli occhi e vedere il nostro peccato (infatti il fango è fatto da Gesù con la sua stessa saliva, simbolo della Parola perché viene dalla bocca di Dio). Premetto che non sono un catechista del Cammino, né studio materie umanistiche, però sono sicuro che la giusta interpretazione è questa.
per quanto riguarda il resto del mio post, vi chiedo di rispondere perchè avete dedicato all'articolo 24 dello statuto quell'articolo cui ho allegato il link nel testo, dato che è bastato andare a leggere lo statuto per capire che ciò che era scritto non era vero.

Lino ha detto...

@ Lorenzo
Sai, Lorenzo, il problema è molto serio. Quando si discute di brani dei Vangeli, bisogna misurare il peso di uno iota. Un tempo verbale - mi riferisco agli eccezionali studi di p.dre Ignace de la Potterie - può sconvolgere una lettura millenaria.
Quando si scrive:
"...Gesù metterà fango sui tuoi occhi perché ti senta peccatore, perchè tu scopra di essere sporco"
e altrove non ci sono altre specificazioni, il concetto di sporco è logicamente associato al fango, nel quale c'è la saliva di Cristo. L'Evangelista Giovanni, con le sue ispirazione e finezza, non avrebbe mai concepito una indegna connessione del genere. In ogni caso, la questione è anche un'altra: perché prima di Kiko mai nessuno tra i Padri della Chiesa e i Papi ha inteso l'azione di Cristo come finalizzata a mostrare al cieco i suoi peccati? Semplice: anche perché Gv 9 inizia e finisce escludendo che in gioco siano i peccati del cieco, che la sua cecità discenda dal peccato: "«Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori";
"Se foste ciechi, non avreste alcun peccato..."
.
Ecco, Lorenzo, dici male: "né studio materie umanistiche, però sono sicuro che la giusta interpretazione è questa". Da che cosa sei sicuro che sia la giusta interpretazione, perché è opera di Kiko Arguello? Non conta che questa interpretazione che vi è somministrata non ha riscontri nella Tradizione e che appare piena di contraddizioni?
Tutto, nel testo spiega il senso della cecità: non riconoscimento del peccato sui generis, bensì il riconoscimento di Cristo.
"Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?»"
L'appellativo col quale l'ex cieco si rivolge a Cristo è "Signore", appellativo che si deve unicamente a Dio: vuol dire che già l'ha riconosciuto, che è guarito dalla cecità, ancor prima della risposta di Gesù. I farisei, invece, sono ciechi perché non vogliono riconoscere Gesù come il Cristo. Il peccato col cieco non c'entra, sul peccato in Gv 9 insistono i farisei, Gesù lo esclude a inizio e a fine capitolo di Gv 9.
Ciao, stammi bene, rileggi il testo con qualche sacerdote (ma anche con con qualche umanista, analista di testi) che non sia un adepto del Cammino, ascolta anche altre campane. Non so risponderti sullo Statuto, non ho in mente il problema.