venerdì 17 febbraio 2012

Negano, negano, negano sempre

Dopo un primo articolo di commento, proponiamo qui sotto un breve approfondimento di Stefano Caredda pubblicato sul solito Korazym il 23 gennaio, evidenziando alcuni passaggi salienti. Benché guardi con grande simpatia il Cammino [eufemismo!] lascia talvolta alcune pennellate quantomeno esilaranti.



La confusione generata dalla nota ufficiale del Cammino sull’approvazione delle celebrazioni è indice di un più radicale atteggiamento degli iniziatori, che di fronte alle criticità concrete vissute nelle parrocchie hanno sempre risposto negando che vi fossero problemi.

Il fatto che su un singolo decreto della Santa Sede possano esserci interpretazioni così divergenti, e che la confusione che ne deriva si propaghi non solo sui giornali e sui mezzi di comunicazione, ma anche all’interno delle singole comunità neocatecumenali (che sulla questione dovrebbero essere assai ferrati) la dice lunga sul modo quanto meno superficiale di presentare atti e decisioni così rilevanti.

In questi giorni, se ci si rivolge agli stessi appartenenti al Cammino, a quelle migliaia e migliaia di persone, soprattutto giovani, che formano le singole comunità e che, in linea di massima, con coerenza e senza alcun genere di integralismo, vivono il loro percorso di fede come uno dei tanti percorsi di fede presenti nella Chiesa, se ci si rivolge ad essi affermando che la Santa Sede ha dato l’approvazione alle celebrazioni del Cammino è assai frequente che ci si senta rispondere: “Ma perché, non avevano già approvato tutto?”. Naturale: è da anni che i responsabili del Cammino fanno passare il messaggio che “tutto è stato approvato” e che “il papa è con noi”.

Ma se tutto era già stato approvato e la pratica era ormai chiusa, perché mai – iniziano a chiedersi – si susseguono le approvazioni (questa è la terza in cinque anni)? Perché non tutto, appunto, era stato approvato. E sulla Messa al sabato, l’aspetto più delicato, i problemi – come abbiamo visto – non sono finiti.

In tutto ciò, ma questo è un discorso più ampio, non si può tacere il fatto che non aiuta a rendere chiara la situazione il sostanziale silenzio della Santa Sede, che ha provveduto alla pubblicazione del decreto del Pontificio Consiglio per i Laici senza sentire la benché minima necessità di una nota esplicativa, che si sarebbe potuta diffondere attraverso la Sala Stampa della Santa Sede. In questo modo si è favorita e si favorisce tuttora la confusione e il dubbio che il decreto riguardi anche la Messa celebrata nelle comunità: confusione alimentata dal comunicato stampa emesso dal Cammino Neocatecumenale. Di questo la Santa Sede avrebbe potuto tener conto. Del resto, che le comunicazioni al mondo esterno e ai media da parte dei vertici del Cammino non brillino mai per chiarezza è un dato di fatto: ne abbiamo fatto esperienza anche gli anni passati. Prevedere delle contromisure sarebbe stato sensato.

Detto questo, però, tutto ciò non è avvenuto per caso. Non è un semplice errore di natura giornalistica, non è una semplice carenza professionale di chi cura le relazioni con la stampa e invece di sintetizzare in modo efficace un iter effettivamente complesso riesce solo a semplificare e ingenerare confusione. Il punto è che questa modalità di lavoro poco precisa è perfettamente coerente con l’impostazione generale che i responsabili del Cammino si sono dati in tutti questi anni: negare che vi siano dei problemi, negare che vi siano delle criticità, negare che vi siano dei fattori che talvolta creano disagio nelle singole parrocchie o nelle singole diocesi e che meritano tutta la loro considerazione e la loro attenzione per essere superate. Affermare che accade che nelle parrocchie le comunità neocatecumenali siano percepite come dei corpi estranei, o come delle realtà ghettizzanti, o come dei circoli esclusivi abituati a fare tutto da sé, perfino la messa, non significa calunniare il Cammino, ma far emergere un problema che va risolto, per il bene stesso del Cammino, oltre che per quello di tutta la Chiesa. Affermare che vi sono diocesi – e sono tante – nelle quali con il vescovo si è ai ferri corti non significa denigrare il Cammino, ma porre un problema che deve essere risolto e che non si supera facendo il lungo elenco dei vescovi che “sono nostri amici” o dei cardinali “che ci hanno raggiunto per questo nostro incontro”, come in ogni occasione non manca di fare l’iniziatore Kiko Arguello.

E’ vero: questa chiusura può essere una naturale risposta ad accuse che nel corso dei decenni sono state molto dure e talvolta oggettivamente infondate, ma è una modalità che non può essere perpetuata ancora. Non si possono negare le criticità, non si possono negare in pubblico ma soprattutto non possono essere sottovalutate (e men che meno avvallate) in privato, a maggior ragione se immancabilmente vengono citate dal papa nei discorsi rivolti al Cammino. E’ su questo che dai vertici del Cammino dovrebbe arrivare un segno concreto. In caso contrario, si rafforza l’impressione che cerchino ogni volta di farla franca, ascoltando solo ciò che vogliono ascoltare.

50 commenti:

Anonimo ha detto...

circoli esclusivi abituati a fare tutto da sé, perfino la messa,

Penso che sia la miglior definizione di cammino che abbia mai sentito, neutra, oggettiva e spaventosamente realistica.

Anonimo Gv

Ale ha detto...

Ciao,
questo sito è ben documentato e raccoglie ogni parere, posso chiedervi di partecipare a questa discussione su un forum cattolico?

http://www.cattoliciromani.com/forum/showthread.php/cammino_neocatecumenale-37278p540.html

credo siate tra le persone meglio titolate per farlo.

ciao

grazie

Lino ha detto...

Giuliano ha detto: "ma scusi Mic continuate a dire che il Direttorio Catechetico è segreto........siete male informati migliaia di volte allora!!!!!!!..."

Alessio ha detto: "X Lino:... Se poi vuoi il primo volume, ebbene io non ce l'ho, e se ce lo avessi non te lo darei".

Dunque: negano, negano negano e nemmeno tra loro si mettono d'accordo. Siamo mali informati? Anche Alessio che fa il Cammino, allora, e che non possiede il Direttorio, è male informato?

Fatemi capire: qualcuno dice: "Il Direttorio è segreto, pussa via". Qualcun altro: "Siete male informati, è pubblico" (senza mai spiegare dove lo si può leggere ufficialmente e integralmente).
A negarsi a vicenda, la logica degli opposti - quella dei kikiani - conduce alla sintesi del corpus hermeticum neocatecumenale.

Anonimo ha detto...

Scusate vi ho mandato anche una mail.I catechisti ci hanno informato che la mia comunità deve fare la Redditio.So che si fa uno scrutinio e vorrei sapere quali sono le domande che si fanno.
Qualcuno ha informazioni di prima mano?Vorrei convincere mio marito a lasciare il Cammino.La mia mail è bovenzigiovanna@yahoo.it

Grazie Giovanna

Anonimo ha detto...

avviso x il blogger Ale

il sito da lui linkato (cattoliciromani) da molti sintomi rilevabili nei dialoghi, (fatti da attenti lettori negli ultimi anni) si palesa come un sito falso tradizionalista, in quanto piuttosto frequentato da conservatori-sostenitori del concilio, non favorevoli a tener conto di importanti e attuali spunti critici riguardo alle sue ambiguità e/o problematiche, suscitate in ambienti autorevoli (v. mons. Gherardini, et similes).
Per cui i suddetti bloggers, prob. in buona fede, (e per insufficiente volontà di approfondire i temi) mi pare che non si rendano conto della gravità del fenomeno neocatecumenale e della sua pericolosità per le fondamenta della Chiesa.
Il blogger che qui ha fatto l'invito dovrebbe approfondire con attenzione le tematiche in esso esaminate e OSSERVARE con la massima attenzione le reazioni dei singoli bloggers redattori ai temi messi sul tavolo.
(forse si è accorto egli stesso dell'insufficienza e superficialità di quei dibattiti riguardo alla quaestio NC).

Lino ha detto...

@ Ale ha detto... "Ciao,
questo sito è ben documentato e raccoglie ogni parere, posso chiedervi di partecipare a questa discussione su un forum cattolico?"

Una discussione sui neocatecumenali nel forum Cattoliciromani?
Per quanto mi riguarda, non posso carissima/o. Perché vuoi farmi censurare un'altra volta, oppure far chiudere il thread?
Qui c'erano tre o quattro miei argomentati commenti sul simbolismo della croce rovesciata di Kiko:

http://www.cattoliciromani.com/forum/showthread.php/croce_rovescio_giovanni_paolo_ii-43634p2.html

Potentissimo carisma dei moderatori neocatecumenali: abracadabra accabadora , finiti, volatilizzati, spariti in un batter d'occhio!
Sono rimasti soltanto i loro.

Emma ha detto...

Beh, quando si sa che uno dei moderatori di cattolici romani è il "mitico"( per i nc)signor veneranda, probabile super catechista neocat,non dobbiamo poi stupirci se il controllo è più che rigido, qui si lamentava della censura ma, diventato a sua volta moderatore, assapora il potere della censura perchè del cammino nc non si parla male, il cammino nc non si critica, attenzione massima dunque al pericolo che i nc che leggono si facciano venire dubbi o domande.
Insomma, fratelli neocatecumenali, potete andare in rete ma controllo tutto io, potete scrivere ma sotto sorveglianza, e se la discussione prende una piega pericolosa e che non mi piace, chiudo la discussione!
Libertà vigilata.

Anonimo ha detto...

Kiko Arguello ha fatto sapere di aver avuto un'apparizione mariana.
Questo fatto avrebbe dovuto dare una forte impronta mariana a tutto il cammino.
L'ideale sarebbe stato:
- consegnare il rosario da subito fin dalla prima tappa e non dopo alcuni anni
- fare una consacrazione al Cuore Immacolato delle comunità
- propagare anche la devozione a Maria.

Tutto ciò non l'ho visto nel Cammino

Freedom ha detto...

Il cammino nc e' una mutazione genetica del concilio vaticano II :
non vi e' nulla di logicamente consequenziale in esso. Si tratta di una psico-setta a carattere cristiano- radicale fortemente autoritaria con organizzazione piramidale verticistica. Un consiglio da chi ci è stato: scappate come lepri, finchè potete!

Francesco ha detto...

La nomina di Mons. Filoni a Cardinale rafforza ulteriormente il Cammino...

Ale ha detto...

Avevo infatti notato una certa preponderanza degli interventi, spesso aggressivi, in favore del Cammino, per questo chiedevo la vostra partecipazione pensando che era una questione di squilibrio numerico tra i partecipanti di quel forum.
Ora capisco meglio la situazione.
Grazie.

nebbia ha detto...

se Filoni è ora cardinale, vedremo come la Chiesa cattolica si avvia decisamente al tramonto, previa trasformazione in federazione di varie "comunità di diverso sentire cristiano", tra cui la setta NC sarà di certo la più potente.
Quando si parla nei blog di "mens" del Papa, fidiamoci della mens che tutto prevede e dispone con acume e saggezza, bene fidiamoci....lui sa quel che fa, conosce tutti gli ecclesiastici anziani e novelli, e sa bene tutta la storia concilio e post.....
ma ditemi un po', quale sarà la mens del Papa nell'aver deciso tale nomina, dato che egli ben conosce le inclinazioni di Filoni ?
poveri noi...non venitemi più a parlare di "papa favorevole alla Tradizione", ma piuttosto propenso (da sempre) verso una sorta di confederazione di diverse tendenze, comprese quelle modernistiche (filo-eretiche) ed in piena rottura con la Chiesa di sempre. La Chiesa-macedonia, che dovrebbe accontentare tutti, insomma.
Così infatti promettevano le fantastiche e allettanti dichiarazioni di inizio conc. V.II: l'abbattimento di tutte le barriere e differenze, in nome di una civiltà dell'amore, onni-comprensiva, dicasi planetaria, più grande (vasta) certo di quella insegnata in quasi 2000 anni, guarda un po'...
(...o no?)

mic ha detto...

(...o no?)
-----------------

Basta leggere con attenzione la Gaudium et Spes...

nebbia ha detto...

scusate l'ignoranza, ma, dato che ho una idea approssimativa dei documenti innovatori del concilio, e ho capito solo che hanno favorito tutte queste aperture relativiste, ora qui sul web, come tanti semplici parrocchiani che lo sentono magnificare e commemorare (v. 50ennale) come il culmine del Magistero di 1970 anni, vorrei leggere da voi qualche chiarimento, di quelli che nelle parrocchie tutte ben conciliarizzate (con amnesia della Tradizione) nessuno mai ci darà:

che cosa dice -in sintesi-
la G e S ?
(ho bisogno di una guida dotta, non avendo cultura e talento per districare le ambiguità del linguaggio, e visto che neanche l'attuale papa ha intenzione di chiarirle....)

mic ha detto...

Caro/a nebbia,
Non faccio certo parte dei "dotti" a cui fai riferimento, ma ci sto studiando su da un pezzo e sto elaborando qualcosa.
Intanto, se vuoi, puoi consultare queste riflessioni:
Gaudium et Spes, 12,24

e Gaudium et Spes, 22

E' bene procedere a piccole dosi; ma in quel che leggerai c'è tutta la "radice" dell'antropocentrismo che caratterizza il post concilio e che si evidenzia in tutti gli ambiti con concretizzazioni diverse, ma inequivocabili...

Anonimo ha detto...

Malgrado le mie insistenze non riesco ad avere notizie precise sullo scrutinio della Redditio.
Sembra sia difficilissimo conoscerlo anche attraverso gli ex.Questo mi ha meravigliato molto.Ho chiesto ad Aldo ma è stato molto vago e non mi ha fornito informazioni precise.
Spero me ne darà come io desidero.

Non capisco perchè sia così difficile.Su questo blog ci sono persone che hanno fatto o fanno il Cammino e sono arrivate alla Redditio?Francamente sono un po delusa mi aspettavo una maggiore conoscenza invece non sembra così.

In ogni caso se qualcuno può darmi notizie precise sullo scrutinio della Redditio scriva a

bovenzigiovanna@yahoo.it.

Grazie

mic ha detto...

Scusa se mi intrometto Mic, so che Schelling non fa parte della Tradizione cattolica ma potrebbe essere un aiuto per interpretare il passo di "Gaudium et Spes" n.24:

Non è certo un motivo per non prenderlo in considerazione: "ritenete ciò che è buono...", ma è sempre necessario farlo cum granu salis, perché c'è sempre 'oltre' a cui certe affermazioni ti portano ed è bene identificarlo.

l'uomo è l'unica creatura che Dio ha voluto per se stessa ovvero l'uomo ha tutte le facoltà necessarie affinchè possa scegliere liberamente Dio, senza vincoli ontologici, altrimenti sarebbbe una scelta viziata.
Il fine è sicuramente l'unione con Dio ma Egli vuole essere scelto con assoluta autonomia da parte dell'uomo.


Da dove emerge il fine dell'unione con Dio, se dai per assodato che l'uomo è l'unica creatura che Dio ha voluto per se stessa? E' evidente che in questo caso il fine risiede nell'uomo.

Viceversa, se, come si deduce dalla correlazione con la Sacra Scrittura Dio ha voluto l'uomo per se stesso, cioè per Dio... allora l'uomo risulta "ordinato a Dio" e in Lui, che è il suo Creatore, risiede il suo fine. E quindi l'uomo non si centra su se stesso, ma fonda il suo Centro, volge il suo orientamento a Dio.
Le implicazioni e le conseguenze, mi sembrano ovvie.

Il discorso della libertà resta salvo, perché se l'uomo è ordinato a Dio, sono le sue scelte a qualificare il suo orientamento e il suo porsi di fronte a Dio, cui corrisponde il porsi di fronte agli altri e alla vita in genere.

Nell'antropocentrismo invece, c'è una rivendicazione di autonomia, se non di autosufficienza, che ricorda molto una certa "hybris", non trovi?

Ockham's Razor ha detto...

"Da dove emerge il fine dell'unione con Dio, se dai per assodato che l'uomo è l'unica creatura che Dio ha voluto per se stessa?"

Il passo della GS non penso voglia negare il fine dell'unione con Dio presente in Proverbi 16,4 (forse i due passi non vanno correlati o meglio, non si negano l'un l'altro anche se sembra) e non nega neanche Genesi 2,7 :"E il Signore Iddio plasmò l’uomo con polvere del suolo, e soffiò nelle sue narici un alito di vita(nishmat chajjim); e l’uomo divenne un essere vivente(nefesch hajjah)". Cerco di spiegarmi meglio, affermare che l'uomo è un essere voluto per se stesso non esclude in lui l'alito di vita(è la presenza di Dio nell'uomo, la componente spirituale. Che differenza ontologica c'è con la Ruah? forse Lino mi può aiutare o anche tu Mic). Dio, si potrebbe dire così, ha inscritto nell'uomo il suo fine (interiore) che è orientato a Lui, è un pò quanto affermavano i greci, il simile cerca il simile, la persona cerca la Persona.
Allo stesso tempo essendo l'uomo libero, questa presenza di Dio in lui non è coercitiva, lo fa rimanere un essere autonomo capace di scegliere senza condizionamenti.
Morale della favola, non credo che il passo della GS neghi Dio come fine, più che altro responsabilizza l'uomo.

mic ha detto...

Razor,
intanto ti ringrazio per questo ulteriore contributo, che aiuta sempre ad approfondire a a rendere ragione di quel che si apprende e si vive.

Ho già una risposta; ma mi dò il tempo per un approfondimento e una sintesi ulteriore più meditata.

mic ha detto...

"Da dove emerge il fine dell'unione con Dio, se dai per assodato che l'uomo è l'unica creatura che Dio ha voluto per se stessa?"

prima di darti la mia ulteriore meditata risposta, ti prego di rispondere con argomenti logici a questa mia domanda.

La tua risposta è molto suggestiva, porta altri elementi, di cui ti ringrazio e che entreranno nel discorso da sviluppare, ma non mi sembra risponda a tono.

mic ha detto...

Che differenza ontologica c'è con la Ruah?

visto che hai questa conoscenza dell'ebraico, saprai anche che ci sono diversi livelli dell'anima, che nephesh è quello iniziale che condividiamo col mondo animale, la ruah è qualcosa d'altro, e poi c'è dell'altro ancora?

Ma questo discorso ci porta lontano dal nostro tema iniziale. Vogliamo tornarci?

mic ha detto...

Morale della favola, non credo che il passo della GS neghi Dio come fine, più che altro responsabilizza l'uomo.

così a occhio, e ferme restando altre cose, più che responsabilizzarlo lo centra su stesso e lo costituisce come fine, non orientato ad un Fine...

Ockham's Razor ha detto...

"Da dove emerge il fine dell'unione con Dio, se dai per assodato che l'uomo è l'unica creatura che Dio ha voluto per se stessa?"

Non emerge, come ti dicevo, penso che il fine dell'unione con Dio sia interno all'uomo. In questo "per se stessa" non può mancare il legame con la sua Origine, solo che rimane implicito nel passo. Certo sembra forzata come lettura, è anche vero che (lo sai meglio di me) come nella Bibbia (soprattutto l'A.T.) i passi non vanno isolati ma sempre inseriti nel contesto che è quello che ho cercato di descrivere. Se leggiamo il passo direttamente, senza un approccio ermeneutico, teologico e antropologico unitario, hai ragione tu.

Ockham's Razor ha detto...

"Ma questo discorso ci porta lontano dal nostro tema iniziale. Vogliamo tornarci?"

Nessun problema ;-)

Ester ha detto...

Io non riesco prooprio a capire la conclusione del sig. rasoio, e gli chiedo:
quando mai in 1970 anni i cristiani erano de-responsabilizzati ? e in particolare i Santi a migliaia di cui la Chiesa è onorata, li dobbiamo ritenere, leggendo le loro vite e la loro sequela eroica di Cristo, "irresponsabili" nella vita di Fede e di collaboreazione piena alla Grazia Santificante ?
ma ci rendiamo conto delle assurdità a cui sta conducendo il Gregge di Cristo il moderno sentire e pensare, (penetrato nella Chiesa con le neo-teologie) pregno di superbia, in raffronto fronte all'umiltà, (prima tra tutte le virtù), da cui è caratterizzata la vita dei Santi, con la Madonna quale modello supremo, quell' umiltà del considerare se stessi e gli altri un nulla di fronte a Dio, pronti a ricevere ogni bene da Lui soltanto, e che non toglie tuttavia nessuna responsabilità al credente, di lavorare in consonanza con la Grazia, con PERSEVERANZA E FIDUCIA alla costruzione del Regno di Dio (che non è di questo mondo, però inizia dalla SANTIFICAZIONE delle anime dei singoli), ma caso mai gli dona il perfetto senso della realtà, facendogli guardare le cose con gli occhi di Dio, senza illusioni, nè pessimismo nè superficiale ottimismo ?
(sguardo umile secondo Verità: cioè vedere persone eventi e cose per quello che esse sono, nuda "terra" che il Signore viene a redimere in ogni momento della storia, rendendole feconde, ma misere e inutili senza di Lui, che chiede da noi adesione e Fede costante nella sua azione indispensabile alla salvezza...) ?
dunque, sig. rasoio, per quasi 20 secoli i cattolici, compresi i Santi non sono mai stati persone responsabili, e ci voleva la GS a renderli tali ?

by Tripudio ha detto...

Che il potente Filoni ottenesse il cardinalato, era già noto da tempo. Certi meccanismi di curia sono talmente ben oleati che il Papa stesso non può modificarli senza scatenare un finimondo.

Suggerirei di tenere sempre presente una cosa importante: mentre ci piace pensare che il Papa abbia tanta di quella autorità da poter permettersi di dire "no" ad un cardinalato di "avanzamento carriera"... nella realtà invece non è così (anche se dovrebbe esserlo).

Questo è il motivo per cui non me la sento di accusare il Papa per quelle che con enorme probabilità sono collaudatissime manovrine curiali.

Nel frattempo auguro a questo Papa lunga vita, poiché temo che il suo successore potrebbe non essere alla sua altezza. Con tutti i possibili motivi per accusarlo, quale futuro "Papa" (scelto tra i cardinali attualmente in vita) avrebbe abbastanza fegato da porre in essere gesti concreti come il promulgare un motu proprio come quello della Messa tradizionale, e comandare chiaramente e ripetutamente ai neocatecumenali di seguire «fedelmente i libri liturgici»?

Ockham's Razor ha detto...

Ester
"dunque, sig. rasoio, per quasi 20 secoli i cattolici, compresi i Santi non sono mai stati persone responsabili, e ci voleva la GS a renderli tali ?"

Passiamo da un estremo all'altro.
Non è quello che ho detto, serve più responsabilità all'uomo contemporaneo, alle ultime generazioni, ad una società relativista, secolarizzata, materialista e nichilista che sfrutta persone e natura, non ai Santi. Non viviamo più in una società cristiana e da Costantino in poi, non so quanto la fede del popolo cristiano, ripeto non i Santi, fosse stata libera e consapevole e in che misura...

Emma ha detto...

"Allo stesso tempo essendo l'uomo libero, questa presenza di Dio in lui non è coercitiva, lo fa rimanere un essere autonomo capace di scegliere senza condizionamenti."

Dio è talmente grande e lascia l`uomo così libero che l`uomo può anche "scegliere" vie in realtà senza uscita ma che gli sembrano promettenti, che lo attirano, che sembrano rispondere ad un bisogno, ad una ricerca, ad un desiderio, una volta la via imboccata, l`autonomia di scelta può trasformarsi in una dipendenza tossica dalla quale è spesso difficile, ma possibile, uscire, usciti, verrà poi il tempo di esaminare le lezioni di quell`uso tossico della libertà.
Nel suo libero arbitrio di figlio di Dio, un neocatecumenale può anche scegliere all`inizio di accettare consapevolmente di farsi svuotare dei suoi falsi concetti di sè e di Dio da catechisti onnipotenti e invadenti che poi, diventati consiglieri di vita e guide spirituali, lo riempiranno con i veri concetti kikiani, progressivamente ma sicuramente la sua autonomia verrà soffocata dalla pedissequa obbedienza, la sua autonomia di pensiero sicuramente sacrificata sull`altare del pensiero unico condiviso, dell`appiattimento comune sulla volontà di un leader.

Ockham's Razor ha detto...

Emma
Ho letto il tuo commento sorridendo, immaginavo che prima o poi qualcuno sarebbe andato sul personale o avrebbe tirato fuori nessi (inesistenti nel discorso)con il cammino ;)

Ester ha detto...

quale futuro papa avrebbe ...."fegato" ?....

uno che avesse, più ancora che un "fegato" un "cuore" (=coraggio) tale da celebrare lui in persona la Messa di S. Pio V, davanti a tutto il mondo, per dare il buon ESEMPIO a tutto il clero, essendo convinto del sacro valore e della potenza di Grazia risanatrice e vivificante insita nella Messa di sempre, che verrebbe così da quell'alta Sede dispensata a tutto il Gregge, insieme con l'esempio autorevole : un papa che la celebrasse senza alcuna paura dei potenti del mondo.
Chi ha la Fede non ha paura di nessuno. S. Leone Magno andò incontro ad Attila e lo ammansì tenendo solo in mano la Croce.

(cfr.:
Se Dio è alla mia destra, di chi avrò timore ?)
Ma quale "putiferio" o potere mondano (...o ricatto, o minaccia o lusinga) è più grande, forte, pauroso o prezioso e ADORABILE della volontà e dell'amore di Nostro Signore ? o quale uomo o potenza terrena ha una volontà "più sovrana" di quella di Dio, che debba essere riconosciuta comme somma, Bene supremo, e perciò obbedita e amata sopra ogni altra cosa al mondo (quale che sia il suo valore apprezzabile o potere coercitivo) ?

Anonimo ha detto...

E' incredibile è talmente forte il condizionamento psicologico che si riceve ne Cammino che benchè abbia chiesto ad alcuni ex di fornirmi le domande dello scrutinio della Redditio che neanche loro le rivelano e mantengono il segreto.Facciamo così appena le conosco le fornisco a questo blog,siete d'accordo?

Giovanna

strl ha detto...

"
Potentissimo carisma dei moderatori neocatecumenali: abracadabra accabadora , finiti, volatilizzati, spariti in un batter d'occhio!
Sono rimasti soltanto i loro.
"

Ma veramente un moderatore di un forum cattolico si chiama ABRACADABRA??
Ma non sa che deriva, probabilmente, da un nome di un demonio?!


Secondo alcuni studiosi, la parola abracadabra deriverebbe da Abraxas, sebbene esistano altre spiegazioni.

mic ha detto...

Giovanna,
abbi pazienza. Io non le conosco.
Ma sono sicura che Aldo Michela e altri ancora le conoscono. Solo che non leggono il blog tutti i giorni.
Spero arrivino in tempo utile a risponderti!

mic ha detto...

Non emerge, come ti dicevo, penso che il fine dell'unione con Dio sia interno all'uomo. In questo "per se stessa" non può mancare il legame con la sua Origine, solo che rimane implicito nel passo.

Vedo che hai compreso.
Un documento che sancisce dei principi non può lasciare implicito nulla. Quel "non può" lo dice chi ha questa sensibilità di legame e anche di sottomissione al Creatore e Signore della nostra vita; ma un documento magisteriale NON PUO' E NON DEVE dar nulla per scontato.
Il linguaggio dei documenti pre-conciliari si distingue infatti per il carattere definitorio ed inequivoco. Invece in questo, come in molti altri passi di documenti conciliari, se non c'è ambiguità c'è addirittura rottura.

Addirittura qui è rispecchiata la grande passione di Paolo VI per l'uomo, e la radice di questo documento, come di altri, è già nell'Ecclesiam Suam... Basta studiare un po' e, soprattutto, confrontare i testi con quelli della Tradizione bimillenaria!

Ockham's Razor ha detto...

"Il linguaggio dei documenti pre-conciliari si distingue infatti per il carattere definitorio ed inequivoco. Invece in questo, come in molti altri passi di documenti conciliari, se non c'è ambiguità c'è addirittura rottura".

E' ambiguità, rottura o una presa di coscienza maggiore della complessità della vita? Non parlo del passo in questione; non sempre esprimersi in modo definitorio porta ad essere fedeli alla realtà (non parlo di dogmi chiaramente). Non saprei Mic...

Anonimo ha detto...

Come mai Mic non le conosci sei un ex del Cammino o non sei arrivato a quella tappa?Pensavo che su questo blog foste informati appronditamente?In ogni caso se non conoscete gli scrutini potrei fornirveli io ho ancora i quaderni.
Quelli del 2° scrutinio,traditio e fra qualche settimana la Redditio.

Ho fatto una ricerca su internet c'è il primo scrutinio il secondo
l'iniziazione alla preghiera poi si ferma li.Non c'è la Traditio e il resto delle tappe.

Credo che alla Redditio chiedano conto della decima,lodi,se si fanno figli,se si è fatta la Traditio etc.Ma sono notizie per sentito dire non sono certa.

Lo ripeto se volete vi posso fornire il questionario della Traditio e Redditio dopo la convivenza che farò mi daranno il questionario e casomai se non siete in grado di fornirmi il questionario della Redditio.

Anonimo ha detto...

Ester 19 febbraio, 2012 16:53

BRAVA BRAVA BRAVA BRAVA BRAVA

TheOne

mic ha detto...

La Realtà è oggettiva, Razor.
Il modo definitorio OBBLIGA alla precisione, rifugge dall'ambiguità e dal pressapochismo. Non ingabbia, dice quello che E' evidente alla luce della ragione. Non ha significati cangianti a seconda dei gusti o delle fantasie di chi parla o di chi ascolta.

Tante parole al vento, belle affascinanti, ma che stringi stringi ti lasciano con un pugno di mosche, non servono a nulla se non a confondere. La Verità è semplice, ha delle evidenze che basta mostrare con gli strumenti della ragione e della logica: da Logos... O no?

Chi ha paura della dogmatica? Chi non sa più insegnare con autorità perché ha perso per strada i connotati della Verità.

Gesù non dialogava, insegnava con autorità. Il Vangelo non dice andate e dialogate, ma mathetéusate (insegnate). La Chiesa dialogante non è più Chiesa docente: l'insegnamento è vita, è Sapienza, 'saporosa' e nutriente, posseduta (non in senso strumentale ma per Grazia) e donata, non è affabulazione né giuridismo...

Michela ha detto...

A Giovanna che cerca le domande dello scrutinio della redditio,

io non le ricordo più.
ormai ho dimenticato tante cose.
Ma comunque sono tutte nello stesso stile. Sono solo uno strumento per far parlare l'adepto e condurlo fin dove il catechista ha deciso di arrivare.
Perchè le vuoi sapere?
E' più utile conoscere le catechesi che si fanno prima, e che hanno dentro già una traccia per le risposte.

Ockham's Razor ha detto...

"La Verità è semplice, ha delle evidenze che basta mostrare con gli strumenti della ragione e della logica"

La Verità è oggettiva sono d'accordo ma la questione non mi sembra così semplice; bisogna vedere cosa noi conosciamo della Verità, in che misura e profondità.
La Rivelazione stessa è conclusa ma non la sua comprensione: non è questo il compito della teologia? Come rendere ragione della speranza che è in noi se non c'è più nulla da chiarire? Quando ad esempio la teologia ha a che fare con campi come l'antropologia, la filosofia, la psicologia, la scienza in generale, come fare ad esprimersi in modo risolutivo se queste stesse discipline sono nel pieno della ricerca? Anche con i dogmi bisogna andarci piano, non si possono moltiplicare così tanto per essere autorevoli. Finchè rimaniamo nel campo delle Verità di fede proclamate dalla Chiesa non ho niente da discutere ma in altri campi il discorso si complica...

Aldo ha detto...

cara Giovanna... mi spiace deluderTi ma come Ti ho spiegato mi sono appena trasferito e ho tutto negli scatoli in garage... come Ti dicevo e come Ti ribadisce Michela... sono "tutte uguali".. se hai fatto il 2° passaggio puoi rispondere a tutto... niente è più invasivo del 2° passaggio...

comunque a memoria:
la reddittio è la "consegna" degli articoli del Credo (che evresti dovuto studiare in gruppo) dopo una convivenza.. cominciano gli incontri in comunità dove i catechisti "accertano" che Tu e Tuo marito abbiate "incarnato" almeno 2 o 3 articoli....Esempio: "io Credo in Dio Padre"...perchè? e sarai "costretta" a dire che da quando sei in cammino hai scoperto la "Paternità" di Dio nella Tua vita attraverso un "fatto concreto"... l'articolo più bello..Ti avverto Giovanna..(se non rispondi così sei fuori..) è "la comunione dei Santi".. che si traduce in: "io ho sperimentato la Comunione dei Santi perchè ho una comunità che prega per me ed io per loro..." - questa è la risposta che devi dare -Ti chiederanno se hai "fatto il cammino".."se dai la decima".. se "sei aperta alla vita (se fai l'amore con tuo marito)".. se fai le Lodi... (soprattutto se fai la preghiera silenziosa...stai attenta che se non la fai esci dal cammino)..(Michela aiutami a ricordare...) poi chiederanno ai Tuoi fratelli se hai detto la verità... poi prenderanno il fogliettino con il Tuo nome scritto e lo riporranno nel cesto
(ecco ricordo un altro fatto: tutti i nomi vengono scritti singolarmente, piegati e messi in un cesto ed il catechista a caso ogni giorno ne prende qualcuno...attenzione se siete una coppia e il marito/moglie quel giorno non sono presenti si salta il giro)... quindi nessuno saprà se non alla fine chi "ha passato l'esame e chi no"..( a loro piace tantissimo tenere sulle spine i fratelli..)
e chiaro che non puoi dire che Dio è Padre... solo perchè reciti a memoria il Credo... devi raccontare un avvenimento della Tua vita che sia il più ad "effetto" possibile.. devi sempre "infilare" un avvenimento..quando ho tradito mia moglie...quando ho chiesto perdono a mio Padre.. quando avevo abortito e grazie al cammino ho scperto "l'apertura alla vita".. e quindi chiaramente gli articoli più "gettonati" sono Dio Padre; Gesù Cristo; La comunione dei Santi; ora ricordo..non c'è un questionario sarete interrogati sugli articoli...ma è solo una "prova" scenica perchè poi il tutto deve essere riportato in Chiesa davanti a "tutti" il giorno che decideranno di fare "la professione di Fede pubblica".. quel giorno saprete chi ha superato l'esame e chi no...
spero di averTi aiutato Giovanna.. anche se mi è costato e Tu non sai quanto...

Aldo ha detto...

Cara Giovanna... io non mantengo nessun segreto e nessun condizionamento Psicologico..non so se Tu sei vera... io scrivo con il mio nome e cognome(Aldo di Michele) sono rintracciabile ovunque a me sembri più un Fake... comunque se volevi mettermi/ci alla prova spero di averTi risposto..(quando avrò tempo andrò a cercare la mia Agenda di responsabile).. ma Tu che dopo sedici anni e tutte le tappe che hai fatto ancora non hai capito e cerchi "il questionario"? sei Tu che sei "dentro" talmente dentro che neanche Te ne accorgi... questo uno è un sito della CIA... quelle tappe, quei questionari sono scavati nella mia carne... e le ferite sanguinano ancora... il Tuo distacco mi sembra sospetto...
ma se sei vera..Ti dò un consiglio...scappa via prima che puoi/potete...Vi sstanno per travolgere con una tale violenza che nemmeno la immagini.. dovrete parlare in pubblico.. e da quel momento in poi tutta la vostra vita sarà di dominio pubblico... diventerete "robot" telecomandati (già lo siete) Tu non hai niente da dire a questo Blog che già non sappiamo... se vuoi parlarmi (3492808802 è il mio cellulare) sarò ben felice di "vomitarTi" 16 anni di cammino....

mic ha detto...

Anche con i dogmi bisogna andarci piano, non si possono moltiplicare così tanto per essere autorevoli.

Non hai capito niente del mio discorso sull'AUTORITA', non sull'autorevolezza.

Gesù parlava con autorità (non con autorevolezza, che è un atteggiamento, non è la sostanza: si è perso il contatto col significato delle parole, ecco perché se ne usano tante a sproposito) perché sapeva quel che diceva.

Infatti Lui è la Verità, parlava e mostrava SE STESSO, cioè Dio fatto uomo. Noi SAPPIAMO QUEL CHE DICIAMO se siamo e rimaniamo in Lui con Lui e per Lui nella Sua Chiesa, quella vera! e parliamo di quel che 'conosciamo' (in senso biblico non nozionistico) di LUI!

Inoltre non ho parlato di moltiplicare i dogmi. Intendevo dire che non vanno aboliti quelle che ci sono, al posto dei quali è stato intronizzato l'arci-super-dogma concilio!

Certo che è la sempre ulteriore comprensione e l'approfondimento quelli che sono il nostro compito e delle generazioni che verranno ma, come dice il lerinense eodem sensu eademque sententia, altrimenti ci perdiamo per via. Il che significa non cambiare le carte in tavola come accade sul Sacrificio di Cristo... e come accade negli insegnamenti kikiani!

Finchè rimaniamo nel campo delle Verità di fede proclamate dalla Chiesa non ho niente da discutere ma in altri campi il discorso si complica...

E io di che cosa stavo parlando?

mic ha detto...

Aldo e Michela Grazie infinite.

Aldo carissimo, so quanto ti costa e ti sono infinitamente grata.

Aspettiamo la reazione di Giovanna. Comunque la tua testimonianza è stata di sicuro utile a molti più di quanti forse non immaginiamo neppure.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello delle 19:04,

ti sei mai chiesto come mai c'è bisogno di tacere certe cosucce?

Che effetto farebbe, alla prima catechesi, dichiarare che da un certo punto in poi bisognerà versare obbligatoriamente il dieci per cento dello stipendio?

Non ti sembra ingannevole nascondere questo "arcano"?

mic ha detto...

La Rivelazione stessa è conclusa ma non la sua comprensione: non è questo il compito della teologia? Come rendere ragione della speranza che è in noi se non c'è più nulla da chiarire?

E chi l'ha detto che non c'è più nulla da chiarire? C'è una ricchezza incommensurabile tutta da esplorare e nella quale bearsi prima di tradurla in vita.

Quando ad esempio la teologia ha a che fare con campi come l'antropologia, la filosofia, la psicologia, la scienza in generale, come fare ad esprimersi in modo risolutivo se queste stesse discipline sono nel pieno della ricerca?

La teologia è la scienza per eccellenza, tutte le altre le sono "ancelle", come dicevano i Padri.

Ovvio che la ricerca va avanti e può offrire conferme, illuminare dettagli.

Ma le "gradi linee", i "fondamentali" li abbiamo chiari e limpidi, la nostra Chiesa li custodisce ed è solo da lì che si parte e lì si resta per approfondirli non per sovvertirli, per non perdere l'orientamento come accade invece con i falsi profeti di cui ci occupiamo qui!

Anonimo ha detto...

Caro Aldo ti ringrazio per l'informazione ti farò sapere come andrà a finire ma credo che lascerò il Cammino se è vero quello che mi dici.Se vuoi ti faccio chiamare da mio marito.Non è per mancanza di fiducia ma non chiamo uomini sconosciuti.Grazie ancora e scusami del disturbo che ti ho procurato.

Giovanna

ExNeocatSalvatoDaDio ha detto...

Ma non dimentichiamo che se il Papa afferma che i pasaggi non sono liturgia (e vorrei vedere) ora nessuno è obbligato a versare decime o a mettere in piazza la propria vita.
Questo, per i neocat che, come sappiamo, si "autoflagellano" con questi riti di passaggio, dovrebbe essere ormai un punto fermo per affermare la libertà di scelta.

Michela ha detto...

Giovanna,
che strano questo tuo chiedere, e che strano il tono di chi pretende una risposta, senza spiegare nulla di sè, e di quello che cerca.
Se hai fatto il cammino avrai visto qualche redditio di comunità più avanti della tua.

Comunque, Aldo mi ha aiutato a ricordare che si fa lo scrutinio sugli articoli del Credo, nel mio caso sul primo. Si dice perchè Dio è Padre per noi, come l'abbiamo scoperto nella nostra vita ( e ovviamente bisogna riferirsi alla chiamata a fare il cammino).
Il testo biblico di riferimento è il credo del popolo ebraico "mio padre era un arameo errante, scese in Egitto...."
quindi bisogna dire i fatti concreti nella vita in cui si è visto che Dio è padre. Credo in Dio Padre perchè....quella volta è accaduto questo fatto....ecc. ecc.

Poi bisogna dire cose del tipo: prima del cammino ero triste, invece adesso sono senza lavoro, con 6 figli, ma sono troppo felice,
non come mio cognato che è appena tornato dalle vacanze in Dolomiti, ma è tanto tanto triste.
Sto scherzando un po', ma sono cose che ho veramente sentito con le mie orecchie.

Ma ho sentito anche dichiarare i propri peccati, ho conosciuto le miserie di gente che conoscevo appena, ho cercato di mettere a tacere le calunnie e le chiacchiere che si sono scatenate dopo la redditio di amici.

a Giovanna, Alessio e agli altri ncn vorrei dire che
il cammino non lo si governa, non serve sapere cosa avverrà, perchè
non lo si può cambiare,
non serve conoscere in anticipo i contenuti della catechesi, anche perchè in fondo li conoscete già.

Emma ha detto...

Che Giovanna sia vera o falsa, che la sua sia una domanda sincera o pretestuosa con fini che solo lei( o lui )conosce, ci avrà offerto la possibilità di vedere confermate quelle prassi riprovevoli,di leggere di nuovo la testimonianza sofferta di chi le ha subite.
Eppure son dette cattoliche,
eppure ci vengono date in esempio.
È sconvolgente vedere questa forma di schizofrenia pastorale.
Chi le approva, conoscendole, disprezza la sofferenza che provocano, legittima pratiche che violentano il foro interno, calpesta la sua missione di essere al servizio della salvezza delle anime.
Chi le approva senza conoscerle, è come minimo un pastore negligente che trascura la cura dei piccoli a lui affidati.