mercoledì 29 febbraio 2012

Si chiama in causa il Catechismo. Vediamo come il Cammino lo interpreta arbitrariamente a suo uso e consumo

Faccio qui una sintesi delle ultime esternazioni di Alessio e di alcune significative riflessioni, che possiamo continuare ad approfondire.


Scrive Alessio: ... Sappi che il cammino neocatecumenale non è un movimento, ma le comunità neocatecumenali possono essere tranquillamente assimilate a un popolo con una specifica cultura, linguaggio e tradizione cinquantennale), popolo proprio nella definizione di CCC 1204-1206.
Penso sia importante inserire anche il 1203.
Tradizioni liturgiche e cattolicità della Chiesa
1203 Le tradizioni liturgiche, o riti, attualmente in uso nella Chiesa sono il rito latino (principalmente il rito romano, ma anche i riti di certe Chiese locali, come il rito ambrosiano o di certi ordini religiosi) e i riti bizantino, alessandrino o copto, siriaco, armeno, maronita e caldeo. ....
Facciamo a capirci una volta per tutte: La celebrazione del cammino NC che è un Novus Ordo arbitrariamente manipolato, non può assolutamente assurgere al rango di rito!
Liturgia e culture
1204 La celebrazione della liturgia deve quindi corrispondere al genio e alla cultura dei diversi popoli. 140 Affinché il mistero di Cristo sia « rivelato [...] a tutte le genti perché obbediscano alla fede » (Rm 16,26), esso deve essere annunziato, celebrato e vissuto in tutte le culture, così che queste non vengano abolite, ma recuperate e portate a compimento grazie ad esso. ...
si riferisce alle culture esistenti, non certo a quella creata ex novo da un pittore e da una ex suora spagnoli!

Scrive Alect: Quale sarebbe il "genio e la cultura" che sta dietro alla creatura di Kiko Arguello? (dico "creatura di Kiko" perchè le cosidette "linee degli iniziatori" sono considerate alla stregua dei dogmi di fede).

La cultura di un popolo di cui parla quella norma del CCC è il frutto di 2000 anni di "inculturazione" della Chiesa tra popoli e culture diverse. Cosa che il cammino ha allegramente messo da parte. In nome di cosa?
1205 « Nella liturgia, e segnatamente in quella dei sacramenti, c'è una parte immutabile, perché di istituzione divina, di cui la Chiesa è custode, e ci sono parti suscettibili di cambiamento, che essa ha il potere, e talvolta anche il dovere, di adattare alle culture dei popoli recentemente evangelizzati ».
Lasciamo stare il fatto che considerare i neocatecumenali UN POPOLO con 50 ANNI di storia è risibile, già il considerarsi "un popolo" a sé stante - che poi è vero che è un popolo a sé stante non integrandosi mai con la Chiesa ma fagocitando o sfigurandola - lo trovo molto ebraico.

Concentriamoci sul termine IMMUTABILE. Già questo termine dovrebbe dare il senso del RISPETTO e della venerazione (che viene perché è stato CRISTO STESSO a dettarne il significato) che si dovrebbe avere per la liturgia eucaristica.

Eppure un laico si è preso il diritto di fare quello che voleva. TANTO E' VERO che, sulla Liturgia, il Santo Padre ha dato delle direttive BEN PRECISE che sono state RIBADITE il 20 Gennaio scorso. Questo dovrebbe fare riflettere...
1206 « La diversità liturgica può essere fonte di arricchimento, ma può anche provocare tensioni, reciproche incomprensioni e persino scismi. In questo campo è chiaro che la diversità non deve nuocere all'unità. Essa non può esprimersi che nella fedeltà alla fede comune, ai segni sacramentali, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo, e alla comunione gerarchica. L'adattamento alle culture esige anche una conversione del cuore e, se è necessario, anche rotture con abitudini ancestrali incompatibili con la fede cattolica ».
Va da sé che, se è richiesta "rottura" con "abitudini ancestrali" in contrasto con la fede cattolica, a maggior ragione, vale per quelle riferite ad una prassi quarantennale!

E poi: La diversità non deve nuocere all'unità.... ne vogliamo parlare?

Nella successiva sintesi, il Catechismo, così si esprime:
1209 Il criterio che assicura l'unità nella multiformità delle tradizioni liturgiche è la fedeltà alla Tradizione apostolica, ossia: la comunione nella fede e nei sacramenti ricevuti dagli Apostoli, comunione che è significata e garantita dalla successione apostolica.
Dice inoltre Alessio: ...io non invento definizioni nuove, ma antropologicamente parlando analizzo il comportamento delle comunità neocatecumenali, che si comportano come una sorta di tribù caratterizzata da linguaggio proprio, e tante altri segni distintivi, più propri di un popolo inteso culturalmente, che inteso religiosamente.

Il catechismo non parla in termini antropologici e non è questione di antropologia e di cultura e di popolo: ecco che viene fuori inequivocabile la "diversità" e la elitarietà tipiche del Cammino che alla resa dei conti vengono fuori nonostante le mimetizzazioni e le arrampicature sugli specchi di affabulatori come Alessio. E questione di teologia e di fede: ed è innegabile che la teologia e la fede veicolate dal Cnc sono "altre"!

Dice ancora Alect: Guarda Alessio, tu sei liberissimo (così come tutti i neocatecumenali) di farti dare del "cretino" ad ogni più sospinto da un catechista pseudopsicologo e pseudoteologo, di giustificarlo di fronte agli altri, di confondere l'obbedienza con la virtù teologale della fede, di confondere il senso del peccato con il senso di colpa, ma NON TI PERMETTO DI DIRE CHE QUESTO TI AVVICINA A GESU' CRISTO.

Gesù Cristo non ha mai distrutto la dignità di nessuno! Gesù Cristo parlava con tutti e a tutti dava spiegazioni. Gesù Cristo si metteva in discussione continuamente e nel farlo mostrava LA VERITA'.

E scusa se è poco...

E dice infine Michela, rispondendo all'altra affermazione di Alessio: ritengo la Chiesa post-conciliare inefficace dal punto di vista pastorale, perchè non riesce più a far incontrare la Verità, con la domanda di Verità (domanda insita nel cuore degli uomini...

Ecco, cominciamo ad avvicinarci all'essenza del problema, anche se ne siamo ancora lontani.
  1. siccome la chiesa ha fallito, dobbiamo costruire qualcosa di nuovo.
    E' una partenza sbagliata per vari motivi, che adesso sorvolo.
    Ma se questo è il criterio, allora deve valere anche per il cammino. E difatti il cammino sta fallendo, il numero di ncn diminuisce, il 70% di chi ha fatto il primo passaggio non arriva alla fine, e spesso esce con situazioni personali così gravi da farlo allontanare dalla chiesa.

  2. la seconda questione che poni è quale è la domanda di verità e quale tipo di risposta dà il cammino. E' innegabile che il cammino dia una risposta totalizzante, che esclude dall'orizzonte del camminante gli amici e i familiari non ncn, compresi i valori ( buoni) che aveva prima del cammino.
    Il cammino risponde ad un bisogno di trovare un senso molto alto alla propria vita.
    Il cammino è risponde ai bisogni di dipendenza di alcuni, di chi è disposto a sostituire le figure genitoriali con quelle dei catechisti.

    Questi sono bisogni 'malati', che vanno curati, e non acuiti attraverso il cammino.
    Se non ci fossero questo tipo di bisogni, il cammino chiuderebbe all'istante.

    Voi dite che il cammino prevede talmente tanta eroica disponibilità, che non tutti vogliono/possono sobbarcarsi tale sacrificio.

    Io invece credo che il cammino non sia adatto a tutti, non è uno strumento universale per la Chiesa, perchè non è adatto a chi non è disposto a regalare ad un movimento la propria libertà. ( e cioè non è adatto alla maggior parte delle persone).
Il Cammino non è adatto a nessuna categoria di persone, avuto riguardo a ciò che è e a ciò che provoca e che è completamente e inopinatamente e inspiegabilmente ignorato da chi di dovere.

E aggiungo che il cammino chiuderebbe all'istante se, oltre a rispondere a bisogni molto ben individuati cui risponde in maniera 'malata' (la dimostrazione è in ogni nostra documentata riflessione e testimonianza), non rispondesse al bisogno della chiesa postconciliare - sensibile più ai numeri, alla pubblicità ingannevole e ad una morale farisaica - di disporre di truppe cammellate, a tutto discapito della Verità...

37 commenti:

alino77 ha detto...

Questi sono bisogni 'malati', che vanno curati, e non acuiti attraverso il cammino.
Se non ci fossero questo tipo di bisogni, il cammino chiuderebbe all'istante.
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Ergo? Ho letto una relazione di uno psichiatra che in effetti ci accomunava a delle sorte di "derelitti", di persone da "curare".

Ecco che quindi TU eri da "curare"? IO sono da curare?

il cantante Carboni canta: "Ho bisogno di affetto, na na na na na na na....."

SI' Michela, io sono da curare, sono un malato, che non riconosce l'amore che il suo Dio, Padre, ha per lui, un malato per cui Cristo è morto e risorto.
Ci (e qui mi identifico al plurale per davvero) vuoi etichettare fra gli ultimi, fra i più bisognosi dell'Amore di Dio, fra coloro che non hanno ricevuto l'Amore vero di Cristo? Il termine "odirare" evangelico significa proprio ricercare in modo prioritario l'Amore di Cristo come quello vero.

E' davvero la descrizione della Sequela di Cristo, del Camminare dietro di lui.

Grazie, Michela, adesso sono proprio convinto di avere davvero bisogno di DIO. Il CNC è un mezzo.

come dici te però:
Io invece credo che il cammino non sia adatto a tutti, non è uno strumento universale per la Chiesa, perchè non è adatto a chi non è disposto a regalare ad un movimento la propria libertà. ( e cioè non è adatto alla maggiorparte delle persone)

IO invece sono disposto a cedergliene una parte, quella che si alimenta della mia infinità superbia. A Levi fu concessa la libertà di scegliere di mettersi alla sequela di Cristo, di fatto rinunciando a quella libertà che la maggiorparte delle persone non vogliono lasciare, e fu chiamato Matteo.

Nella minorparte in cui mi hai messo, io ci sto proprio bene. tu hai preferito la maggiorparte?

Alessio

PS questo commento, più di altri, consenti che passi, vi sono grato per aver concesso la pubblicazione degli altri, ma certo come di ALE CT, non POSSO ACCETTARE di farci chiamare "DA CURARE".

alino77 ha detto...

che c'è Mic, sempre il vecchio metodo di prendere una parte per costruirne un pensiero "affettato" che faccia da uso e consumo per la strumentalizzazione?
Il fine può giustificare il mezzo?
Poi sai bene che il Cammino non mi condivide affatto, perchè allora mi attribuisci questo "onore di fare da portavoce"?

Ho notato però una cosa scritta.... "lo trovo molto ebraico"... sono così perfido?

Al

Anonimo ha detto...

Anonimo del 26 febbraio, 2012 08:09
ha detto...
Ti rispondo io se vuoi e non tripudio se vado dal vescovo a dire cosa ha fatto il cammino cosa risolvo? Lo hanno già debitamente foraggiato con i proventi del secondo passaggio e meglio che non vado avanti.

Complimenti! che fiducia nel tuo Vescovo, che amore per la Chiesa!!!

Ricoeur ha detto...

Si tratta di imparare a ri-conoscersi, a identificarci come persona anche in vista della comprensione che gli altri potranno avere di noi. Consideriamo un caso emblematico, quello del rapporto con gli immigrati. In Europa e anche in Italia giungono stranieri provenienti da ogni parte dell'Africa, soprattutto settentrionale, e dell'Oriente e dell'Europa balcanica. Se vogliamo davvero accoglierli, al di là delle giuste e necessarie e prioritarie regole da stabilire, non dobbiamo solo cercare di capirli o di penetrare la loro mentalità, la loro psicologia, la loro civiltà, ma attuare un autentico capovolgimento di prospettiva comunicativa, cioè metterci in condizione di farci capire, insomma di farci riconoscere. Ora accettare gli altri significa ricostituire anche in noi il senso di una appartenenza umana: senza l'altro da me sono nessuno, almeno sotto il profilo comunitario e siamo se la nostra domanda di riconoscimento viene accolta. Naturalmente non sto suggerendo la fusione, la limitazione dell'identità, ma la consapevolezza che la corresponsabilità comporta il mutuo riconoscimento. Se noi ci mettiamo nella condizione di farci comprendere, gli altri saranno automaticamente investiti dalla responsabilità di comprenderci. Ciò vale naturalmente per tutti gli ambiti della convivenza umana, sociale, politica.

mic ha detto...

Ecco che quindi TU eri da "curare"? IO sono da curare?

Siamo TUTTI da curare!

Resta solo da stabilire se scegliere il vero Medico e Medicina insieme, cioè Cristo Signore, oppure suoi surrogati, che si spacciano per cura e lì per lì sembra anche ti facciano bene. Ma si tratta di palliativi e i palliativi, se c'è bisogno di cura, non solo non servono, ma alla fine impediscono alla cura autentica di fare effetto!

mic ha detto...

Ho notato però una cosa scritta.... "lo trovo molto ebraico"... sono così perfido?

sì, proprio nel senso che intendi tu, credo, e che è attribuito agli ebrei: privo della vera fede...

Lino ha detto...

@ Alessio che ha detto: "io non invento definizioni nuove, ma antropologicamente parlando analizzo il comportamento delle comunità neocatecumenali, che si comportano come una sorta di tribù caratterizzata da linguaggio proprio, e tante altri segni distintivi, più propri di un popolo inteso culturalmente, che inteso religiosamente"
E no, caro Alessio! Il vostro non può definirsi 'linguaggio proprio' in senso di etno-linguistica, essendo esso non un linguaggio nativo, ma soltanto un gergo inventato da due iniziatori con nuovi significati assegnati a parole e immagini antiche. Al massimo lo possiamo definire "linguaggio speciale di un gruppo". I linguaggi speciali, inventati con nuovi sensi assegnati alle parole e ai simboli, quando non specifici di una scienza o di una professione, sono tipici delle sette.

Emma ha detto...

Alessio non si rende conto che quel che descrive, e come lo descrive, è tipico di una setta.

mic ha detto...

Naturalmente non sto suggerendo la fusione, la limitazione dell'identità, ma la consapevolezza che la corresponsabilità comporta il mutuo riconoscimento.

Quante belle parole! Ma quanto c'è dentro di sostanza?

Resta fermo il fatto che la "mutua" accoglienza può riguardare le persone, non l'ERRORE!

L'errore va riconosciuto sì, ma per rifiutarlo ed espellerlo, se non si vuol togliere spazio alla Grazia.

mic ha detto...

ma soltanto un gergo inventato da due iniziatori con nuovi significati assegnati a parole e immagini antiche.

Grazie Lino, mi hai preceduta.
C'è una bella differenza tra linguaggio e 'gergo'!

Michela ha detto...

Ad Alessio voglio dire di guardare con maggior serenità a quanto scrivo, tenendo presente i limiti del mezzo usato ( scrittura sul blog).
per 'malattia' non intendo malattia mentale, ma delle caratteristiche nelle persone che presentano delle componenti non sane.

Ci ho riflettuto molto, come sai ho fatto più anni di cammino di te, e so che questi bisogni 'malati' non c'entrano niente nè con la capacità delle persone di lavorare, e di usare giudizio critico, in tutti i campi della vita, tranne in quelli dove alcune carenze vissute nel passato determinano pesanti scelte di non-libertà nel presente.

tutto qua, non ti offendere.
ho cominciato a capire queste cose quando ho conosciuto persone che vedevano nel cammino una limitazione alla loro libertà, mentre io ci vedevo una bella opportunità di 'riempire' la vita con valori religiosi e morali di alto profilo.

Il mio discorso comprendeva solo i fedeli ncn e non. Tu, invece, usando una categoria tipica del pensiero ncn, metti me e i non neocat fuori dalla sequela di Cristo.
Questa si chiama manipolazione...

Michela ha detto...

dice Alessio:
Ergo? Ho letto una relazione di uno psichiatra che in effetti ci accomunava a delle sorte di "derelitti", di persone da "curare".

Ecco che quindi TU eri da "curare"? IO sono da curare?


no, si entra nel cammino perchè ci promettono la risposta a dei bisogni umani ( la felicità, la pienezza di vita, il miglioramenteo delle relazioni umane e cose simili)

finchè resti nel cammino non sei da curare, perchè il cammino contiene le ansie, ti dà delle risposte soddisfacenti.
Il problema emerge quando queste riposte non ti bastano più, e allora è necessario 'curarsi' cioè capire cosa ci è successo, e recuparare il senso del perdono ( da dare e da ricevere)

attualmente sono io da 'curare' tu no, tu hai il cammino.

Anonimo ha detto...

Leggendo l'ultimo post e vedendo la parola cretino o pazzo e pensando agli insulti spesso usati dai catechisti nc mi è venuto in mente questo brano di Matteo 5

[21]Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. [22]Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

Amici nc ricordatelo ai vostri catechisti, qui il Signore sta spiegando il comandamento non uccidere. Mi ricordo un esegesi ascoltata tempo fa su questo brano, mi dispiace non esser in grado di riproporla. Ma vi rendete conto che il metodo nc è totalmente opposto rispetto a quello di Gesù?

Anonimo Gv

Michela ha detto...

Comunque io ripropongo la mia riflessione sul perchè il cammino è così diverso da altre esperienze religiose.

Perchè molti avvertono subito la costrizione, la manipolazione ed escono presto?
I neocat dicono perchè non sono adatti, perchè sono attaccati ai soldi, perchè non vogliono mettersi in discussione e convertirsi.

Come fanno i neocat ad accettare una spiegazione così banale?

E perchè, invece, chi decide di continuare il cammino accetta di farsi maltrattare, di perdere la propria dignità durante gli scrutinii,
perchè accetta di sottomettersi ad altri uomini?
Credo che la spiegazione vada trovata in meccanismi interiori non sempre 'sani'.

Voi neocat avete altre spiegazioni?

Anonimo ha detto...

Perché i neocat ci stanno a farsi maltrattare? Ho finito il cammino e posso dire che ciò che tanti trovano nel cammino è quel senso di comunità, di amicizia altrimenti difficile da trovare. Spesso, almento dalle mie parti, trovare luoghi dove si possa essere aiutati a vivere la fede non ci sono, a meno che, appunto, non ci si avvicini a movimenti o gruppi di diverso tipo.

Lino ha detto...

@ Michela
Ho letto tempo fa un breve saggio, molto interessante, che affrontava il tema della Gnosi cristiana nei secoli. In questo saggio era proposta - in modo critico, nel senso che la tesi era confutata - l'opinione di autori contemporanei per i quali la gnosi si configura come un soggettivismo esasperato mediante il quale singoli individui, in generale poco integrati nella società, "lontani" quindi, tendono a recuperare una propria identità e dimensione nel contesto di gruppi per l'appunto gnostici. Io convengo abbastanza con questa analisi moderna: un cammino di iniziazione ultradecennale "ricostruisce" l'individuo e, ritornando al discorso del "linguaggio speciale dei gruppi", mediante gergo, riti e simboli propri, lo incardina in una nuova dimensione identitaria. Ecco perché, sin da quando sono incappato nel fenomeno, ho considerato del tutto funzionali al kikianesimo le sue canzoni e le sue icone: come il gergo fanno parte della nuova identità.

Michela ha detto...

Quando ero nel cammino, ad un certo punto avevo affrontato questo problema della chiusura, del gergo, dei riti ( non solo quelli para-liturgici, ma anche il lasciare la casa per le convivenze mensili ed annuali).
Quella volta avevo trovato delle risposte di tipo antropologico, vedendo come nei neocat ci fosse un bisogno di appartenenza e di identità molto forte. E quindi una setta di tipo gnostica può servire bene per dare questo tipo di risposte.
Oggi mi capita di riflettere sui bisogni psicologici individuali, cioè molto personali, che spingono una persona non solo a cercare esperienze di gruppo così totalizzanti,
ma che la rendono dipendente dal sistema, incapace di ragionare autonomamente, come faceva prima del cammino, o come continua a fare quando è sul lavoro e lontano dalla comunità.
Perchè arrivare a negare la realtà, a non comprendere più la realtà? Per questo credo che si instauri una sorta di dipendenza psicologica. Lo stesso tipo di dipendenza di chi è vittima di sostanze, e che continua a negare il problema pur di non fare la fatica di affrontare la realtà.

p.s. è comune agli esseri umani non voler/poter sempre affrontare la verità delle cose, ma stride ancora di più se le persone in questione ritengono di aver fatto un cammino di conoscenza di sè, e si propongono come cristiani migliori di altri.

Caietanus ha detto...

Fonte del dato del 70% che non arriva alla fine dopo il primo passaggio?

Luisa ha detto...

È vero che può sembrare inverosimile che degli esseri umani accettino di essere mortificati, lesi nella loro dignità, obbligati a mettere a nudo ciò che hanno di più intimo, può sembrare inconcepibile che accettino senza reagire le intrusioni nella loro intimità, le pressioni, le minacce colpevolizzanti, ma purtroppo sono fenomeni conosciuti, studiati, analizzati.
Una persona che è strutturata psicologicamente, che ha un`autostima sufficiente e ben radicata, che non sta vivendo un passaggio di vita che la fragilizza e la rende vulnerabile, o che confrontata alle prove della vita cerca di capirne il senso e assume in certi casi la sua parte di responsabilità per maturare, senza porsi in vittima, anche se ha bisogno di aiuto lo fa senza cercare un`ancora di salvataggio al di fuori di se che le detterà la soluzione, una persona che ha la consapevolezza della sua dignità e della sua libertà di figlio di Dio, si renderà conto delle strategie manipolatorie in uso all`interno del cnc, passato iil tempo in cui sente e vive un clima di accoglienza calorosa, rifiuterà di sottomettersi ai diktat dei catechisti, alle concezioni kikiane.
Anche se questo rifiuto può non essere immediato, prendere un tempo più o meno lungo.
Chi invece ha un`autostima insufficiente, carente se non assente del tutto, chi si pone in vittima irresponsabile, chi ha una concezione malsana dell`autorità, chi ha sofferto e subito gli effetti di un`autorità abusiva o assente, chi invece di prendere in mano la responsabilità della sua vita non può fare altro che lasciarsi "guidare", è un terreno propizio ad altri condizionamenti.

Non bisogna dimenticare altri meccanismi come l`emulazione, il condizionamento creato dal gruppo stesso che rinforza la programmazione.
Quando vengono ripetuti in modo ossessivo gli stessi gesti, con gli stessi simboli, vengono ascoltate le stesse musiche, gli stessi concetti, alla fine anche chi in un primo momento analizza le idee ricevute in quel contesto, progressivamente le analizza asempre meno e finisce per per assimilarle e farle sue, iscritte in profondità.

Aggingo che il modo più subdolo per far passare un messaggio è quello di evitare al massimo di far intervenire la razionalità ma solo e esclusivamente l`emozione, un messaggio che non è filtrato dalla ragione non sarà destrutturato e analizzato.

Questi fenomeni sono analizzati, li vediamo all`opera in diversi campi, in particolare nelle sette.
Su questo blog ho spesso letto comemnti di neocatecumenali che esprimono e riflettono perfettamente, purtroppo per loro, gli effetti di quelle dinamiche.
È triste che ciò accada nella Chiesa cattolica, nell`indifferenza dei responsabili che preferiscono girare gli occhi da un`altra parte, che si fidano di quel che i neocat danno da vedere quando escono dalle loro mura, evitando con cura di andare a sollevare il pesante velo del segreto.

Ockham's Razor ha detto...

Scrive Michela
"E perchè, invece, chi decide di continuare il cammino accetta di farsi maltrattare, di perdere la propria dignità durante gli scrutinii,
perchè accetta di sottomettersi ad altri uomini?"

Per me che sono un camminante non mi è facile rispondere, perlomeno non riuscirei per via induttiva a trarre una legge generale (come fate voi) da singole esperienze, diverse tra loro. In generale, questo lo sapete già, i catechisti (avendo il mandato del vescovo locale) sono tenuti in considerazione non dico come profeti ma quasi.

Vi sono sicuramente persone fragili in cerca di un'identità e di sicurezze che cadono nel meccanismo psicologico che voi dite, e ciò è grave.

Ho conosciuto ,al contrario, altre persone con un carattere forte, senza alcun problema di identità che obbediscono ai catechisti perchè hanno sperimentato che obbedendo sono riusciti a crescere nella fede, compiendo opere che prima si sognavano (come chiedere perdono o perdonare una persona che si odiava o staccare il cuore dal denaro e diventare liberi dal denaro stesso (questo avviene nel secondo passaggio: solo in questa tappa viene chiesto un forte segno in denaro). Io posso dire di aver fatto quest'ultima esperienza e la considero una crescita nella fede.

So che adesso scatteranno le vostre contro prove ma tentiamo un attimo di considerare queste cose in sè, mettendo un secondo da parte il cnc: riconoscere i propri peccati, perdonare e staccare il cuore dal denaro non sono, come posso dire...opere buone per la vita di un cristiano? Dopo il secondo passaggio ognuno mantiene il proprio status economico, non va a dormire sotto i ponti...diciamo che è un mettersi alla prova e vedere all'atto pratico dove è attaccato il proprio cuore.
Se stacchiamo la vita cristiana dalla prassi che è, oltre alla fede che affermiamo, anche purificazione, pratica di carità e ascesi non rimangono solamente tante belle parole?

Gli stessi catechisti ci esortano spesso a non fare del cammino un idolo...anche ieri sera ho discusso con un catechista sul discorso del Papa del 20 gennaio sul fatto di seguire fedelmente i libri liturgici e di rafforzare l'unità con la parrocchia, sul "paziente discernimento" della Chiesa, tutte cose che molti non percepiscono come correzioni ma "in positivo"(?)...il problema è che tutti sembrano in buona fede, cioè non percepisco nessuna malvagità nelle persone.
Quindi cosa fare? Lasciare tutti in massa il cammino? Sapete che molte persone se uscissero dal cammino, molto probilmente, lascerebbero anche la Chiesa...mettetevi un attimo nei nostri panni...io sono dell'idea di attendere questo "paziente discernimento" da parte della Chiesa e , soprattutto, far lavorare il Signore, affinchè trovi Lui una cura, non vedo altre soluzioni...

mic ha detto...

So che adesso scatteranno le vostre contro prove ma tentiamo un attimo di considerare queste cose in sè, mettendo un secondo da parte il cnc: riconoscere i propri peccati, perdonare e staccare il cuore dal denaro non sono, come posso dire...opere buone per la vita di un cristiano?

Le nostre denunce non scattano per partito preso ma a ragion veduta.
Riconoscere i propri peccati, staccarsi dal denaro (ma anche da tutte le concupiscenze materiali e spirituali), perdonare, è rischesto a TUTTI i cristiani, non solo nel cnc!

E' il MODO rozzo e coercitivo in cui viene violata l'intimità delle persone su cui abbiamo a ridire nonché il modo subdolo e strumentale per indurre al distacco dal denaro, che spesso ha provocato 'distacchi' inconsulti e poco equilibrati.
Un mio carissimo amico non ha superato questo passaggio perché gli si chiedeva di distaccarsi dalla sua casa, comperata col sudore della fronte e sacrifici suoi e di suo padre. Gesù non chiede il distacco del denaro a comando, ma ci guida e ci struttura a quell'equilibrio che non ci fa essere più egoisti né riguardo al denaro, né riguardo agli affetti, né riguardo a tutto quel che il "dono di sé" come ha fatto Lui comporta! Ammetterai che è tutto un altro discorso!

Dopo il secondo passaggio ognuno mantiene il proprio status economico, non va a dormire sotto i ponti...diciamo che è un mettersi alla prova e vedere all'atto pratico dove è attaccato il proprio cuore.

c'è modo e modo di mettersi alla prova.

Se stacchiamo la vita cristiana dalla prassi che è, oltre alla fede che affermiamo, anche purificazione, pratica di carità e ascesi non rimangono solamente tante belle parole?

Pensi che noi "stacchiamo" la nostra vita cristiana dalla prassi perché non facciamo il cammino?

Che ne sai tu che le nostre sono solo parole?
Conosci forse le nostre vite?
Conosci forse i nostri atti di donazione, che non è soltanto materiale, ma è anche e soprattutto umana e spirituale?
Conosci le nostre di ascesi?

Hai fatto una domanda giusta; ma quel che lascia intendere è subdolo e manipolatorio, tipico del tipo di clima che respiri

mic ha detto...

Chiesa...mettetevi un attimo nei nostri panni...io sono dell'idea di attendere questo "paziente discernimento" da parte della Chiesa e , soprattutto, far lavorare il Signore, affinchè trovi Lui una cura, non vedo altre soluzioni...

"Lasciar fare al Signore", quando le cose le abbiamo chiare, è sotterrare il nostro talento e anche tentarlo.

Nemmeno io vedo soluzioni, soprattutto per la difficoltà oggettiva data dallo strapotere che vi appoggia, anch'io prego il Signore perché provveda secondo la sua volontà; ma, nel frattempo, agisco come so e posso secondo la mia coscienza illuminata dalla Fede.

Ockham's Razor ha detto...

Perchè la prendi sul personale Mic? Non ho detto VOI fate o non fate questo o quest'altro...Cercavo solo di esprimere ciò che io ho capito della vita cristiana. Ti giuro che non ho nessuna intenzione di essere subdolo e manipolatorio, poi sei libera di crederci o meno.

mic ha detto...

l'ho presa sul personale, Razor, perché era la risposta più ovvia alla tua domanda che, ripeto, era giusta; ma centrata su quel che avevi appena detto del cammino e ho voluto affermare con vigore che la coerenza tra fede e vita non appartiene solo ai camminanti, altrimenti non è Fede!

Piuttosto, ne vedi tanta tu di questa coerenza nell'ambito del cammino, soprattutto da parte di certi catechisti?

Ockham's Razor ha detto...

Se una persona è in buona fede è convinto anche di essere coerente. Qualcuno credo lo sia veramente guardando la vita che conduce.
Il fatto è che non riesco a parlare del cammino in generale...poi la coerenza è il compito di tutta una vita. Se per agire bene aspettiamo di essere coerenti (ovvero senza peccati) non agiremo mai(Anche questo NON vuole essere un attacco personale).

mic ha detto...

Razor,
hai detto qualcosa che appartiene al comune buon senso e che quando io l'ho espressa nel cammino (che non dobbiamo aspettare di essere perfetti per agire) perché criticavano il mio impegno nel gruppo caritas in un contesto da terzo mondo dicendo che lo facevo per farmi bella mentre la situazione e le mie motivazioni profonde erano lì' a dirmi tutt'altro, mi sbattevano in faccia che ero superba o volevo stare al centro dell'attenzione...

Per fortuna il cammino non era il mio solo punto di riferimento, ma avevo anche un Padre spirituale di quelli tosti!

mic ha detto...

... aggiungo che so bene di non essere immune dalla superbia, ma ti dico che non si possono trinciare giudizi tagliando con l'accetta persone e situazioni secondo schemi prefissati invece che in base alla realtà effettiva e della persona e della situazione che essa vive.

Ockham's Razor ha detto...

"lo facevo per farmi bella mentre la situazione e le mie motivazioni profonde erano lì' a dirmi tutt'altro, mi sbattevano in faccia che ero superba o volevo stare al centro dell'attenzione..."

Questa è una di quelle cose di certi catechisti che mi fa venire l'orticaria e ti do ragione.
Anch'io agisco secondo la mia coscienza e con la liberta dei figli di Dio, quindi tante volte me ne sbatto (scusa la volgarità) di obbedire e rimango in pace comunque e se poi vorranno cacciarmi (sempre che possano farlo, non mi risulta, ci sono tanti che disubbidiscono, al limite non si passa la tappa e si va con una comunità più giovane)non è una scomunica, sono sempre nella Chiesa. Altre volte dei catechisti mi illuminano e sperimento che quello che mi dicono è bene...ci vuole discernimento. Il mio vero problema è questo Mic: come fare a capire se Dio mi chiami nel cammino, per motivi che non comprendo, oppure no. Perchè sono nel cammino, solo perchè lo hanno voluto i miei genitori, perchè mi hanno stregato? Questo mi mette sinceramente in crisi...So che prima di tutti Dio ci chiama nella sua comunità che è la Chiesa e non abbiamo bisogno di altro, ma, allo stesso tempo rinnegare la mia storia sarebbe per me rinnegare quello che Dio ha fatto per me anche attraverso questo sgangherato cnc...mi comprendi Mic?

mic ha detto...

So che prima di tutti Dio ci chiama nella sua comunità che è la Chiesa e non abbiamo bisogno di altro, ma, allo stesso tempo rinnegare la mia storia sarebbe per me rinnegare quello che Dio ha fatto per me anche attraverso questo sgangherato cnc...mi comprendi Mic?

ti comprendo benissimo :)
e ti dico che non devi rinnegare nulla della tua vita e della tua storia. Devi solo essere tu a darle il senso secondo la volontà di Dio, che non è necessariamente quella del catechista. Ma questo mi pare che lo hai già imparato molto bene.

Resta la liturgia, che per me non è una cosa secondaria. Chiedi al Signore, se puoi trovati dei momenti di adorazione cuore a cuore con Lui. Vedrai che ti darà luce e fortezza.

mic ha detto...

... e, se posso consigliarti come una sorella, Razor, dì il rosario ogni giorno, cuore a cuore anche con la nostra Madre Santa e Benedetta, anche se non sei ancora arrivato alla tappa... Se ti 'attacchi' a lei è al Signore che ti porta. Non temere!

mic ha detto...

... a questo proposito leggiti questa breve catechesi sull'Ave Maria.
Forse troverai noiosa la prima parte, storica, inserita per completezza. Più saporose sono le due parti successive.

Hai mai pensato che l'Ave Maria nella sua prima parte è un brano di Vangelo che condensa una "chiamata" particolare che scrive l'ultimo tratto della Storia della Salvezza?
In quelle poche parole c'è tutto un mondo umano e divino insieme, nel quale ci siamo anche noi perché è da lì che ri-nasciamo?
E, ci pensi, che "i rozzi" le liquidano come banale devozionismo?

Ockham's Razor ha detto...

Nella mia parrocchia c'è l'adorazione eucaristica ogni mercoledì sera, sono andato qualche volta, mi ha fatto molto bene.
Ne parlavo anche ieri con un catechista dell'adorazione, diceva che la faremo con la traditio o redditio non ricordo...io gli ho chieso: "Perchè aspettare? E' un nutrimento di cui abbiamo bisogno! Lui ha replicato dicendo che per comprendere bene l'adorazione bisogna fare un percorso...mah mi sa di bruciato...ci sono vecchiette che fanno adorazione senza nessun percorso, queste non ricevono niente? Per il rosario invece no, in comunità ci consigliano sempre di recitarlo a prescindere dai passaggi, i miei lo pregano spesso a casa.
Sono un pò svogliato come preghiera ;) mi riduco sempre al minimo...chiederò al Signore di aiutarmi a pregare, soprattutto in questo tempo di Quaresima...
Grazie di cuore per i consigli!

Anonimo ha detto...

Caro rasoio che dici: i catechisti (avendo il mandato del vescovo locale) sono tenuti in considerazione non dico come profeti ma quasi.

NON E? ASSOLUTAMENTE COSI'

Anche io da catechista della mia parrochia qualche anno fa, assieme agli altri ricevetti il mandato del Vescovo. Indicui anche io sono un quasi profeta???

Sveglia sono cerimonie che si tengono abitualmente nella chiesa anche al difuori del cammino. Mio padre che è un operatore pastorale riceve ogni anno il mandato dal Vescovo ma nessuno lo vede come profeta, gli è data dalle persone fiducia perchè parla in maniera responsabile, umile e senza insultare ma lungi da aver tutto il poterepsicologico che hanno i catechisti del cammino. Purtroppo molti nc oltre a iko idolatrano i propri catechisti.

Io lascio fate al Signore. Come in una scrutazio mi ha suggerito cercho di mettere alla luce i falsi profeti. E sono convinto che kiko sia uno di questi, magari non se ne rende conto ma io ne sono più che convinto.

E poi sinceramente che maestro può essere uno che dice devi aspettare prima di fare adorazione perchè non la puoi comprendere? Perchè è comprensibile? L'adorazione eucaristica è uno scambio di reciproco amore che varia di intensità a seconda della nostra situazione spirituale. E' abbomievole questa affermazione è come esser sposati con una donna e dire non facciamo l'amore perchè non siamo in grado di comprendere pienamente l'atto creativo che questo porta. Ci rendiamo conto? Il mio padre spirituale mi ha insegnato da subito ad imparar a far silenzio a pregare con il rosario e a far adorazione. O meglio mi ha messo in mano gli strumenti, le nozioni base per farmi apprezzare questi tre pilastri della mia vita. Quello che ti ha detto il tuo catechista è un po come un ingeniere che ti dice fai prima il tetto perchè a far subito le fondamenta poi non capisci come viene su la casa.


Mi rendo conto che forse ho usato un tono un po acceso, non voglio essere offensivo.

Anonimo Gv

Anonimo ha detto...

Nella Chiesa cattolica sono sorti nel tempo centinaia di gruppi, movimenti, associazioni, ordini religiosi. Alcuni si sono diffusi in tutto il mondo,altri sono scomparsi dopo poco tempo, altri sono stati soppressi dal Magistero. Avevano fatto il loro tempo! Non comprendo questo vostro accanimento contro un movimento che non si vuole imporre, e catechizza solo dove il parroco lo chiama, e dove il vescovo decide se farlo entrare in diocesi. Ad albenga ad esempio mons. Olivieri non li ha mai voluti e nonsono mai entrati. Potevano far vedere le credenziali, gli statuti approvati, ecc. In umiltà si sono ritirati e alcuni fratelli fanno un sacco di Km tutte le settimane per seguire il cammino in diocesivicine dove i vescovi li accettano. Hanno commesso degli errori? Bene! Segnalateli perché con l'ammonimento fraterno possano rimediare! Hanno dei pregi? Bene metteteli in evidenza. Possibile che solo loro sbagliano sempre?

mic ha detto...

Pregi e difetti?

Qui si stanno confrontando verità di fede con errori di falsi profeti!

Anonimo ha detto...

non si vuole imporre??

Mha a me fa strano un movimento che riesce ad influenzare le decisioni del Santo Padre facendo approvare statuti che lui non voleva approvati.

Anonimo Gv

Emma ha detto...

"Ad albenga ad esempio mons. Olivieri non li ha mai voluti e nonsono mai entrati."

I neocatecumenali se ne vanno perchè il loro leader rifiuta qualsiasi esigenza del vescovo che potrebbe modificare la perfezione della sua creatura.
Il cnc non si sottomette, si impone, se e quando non può imporsi se ne va altrove in luoghi più ospitali.