martedì 14 febbraio 2012

«Chiamano "carismi" i loro rituali caserecci»

Presentiamo qui sotto la nostra traduzione (evidenziando alcuni passaggi salienti) di un intervento di mons. Mizobe, che è stato vescovo della diocesi di Takamatsu, ritiratosi per raggiunti limiti di età. Il testo è stato pubblicato su UCANews il 9 febbraio 2012.


IL PROBLEMA DELLA DIOCESI DI TAKAMATSU
Piccole differenze, e poi mancanza di unità e di guida, hanno minacciato la vera missione della Chiesa


Mons. Osamu Mizobe, SDB, vescovo emerito di Takamatsu, Giappone
9 febbraio 2012

Sono circa sei mesi che ho lasciato il mio posto di vescovo della diocesi di Takamatsu. Ora, nel riflettere su ciò che è avvenuto durante il mio ministero, ho deciso che è il caso di scrivere alcune riflessioni per amore del suo futuro.

Anzitutto c'è da ammettere che fu qualcosa di decisamente inusuale il mio trasferimento alla diocesi di Takamatsu, che all'epoca avvenne nonostante il mio attivo impegno da vescovo di Sendai. Il trasferimento non poteva non essere motivato da qualche problema. Infatti, poco prima del mi insediamento, alcuni eventi - come l'ispezione del cardinal Stefano Kim Sou-hwan in qualità di inviato del Santo Padre - dimostravano che qualche anormalità c'era.

Ciò che si può dire in tutta onestà e da entrambi i punti di vista è che il problema sorto a Takamatsu affondava le sue radici nell'eccessiva indifferenza, se non ignoranza, delle norme del NICE (Convenzione nazionale per incentivare l'evangelizzazione) che avevano fissato un percorso per tutta la Chiesa che è in Giappone, in accordo col dettato del Concilio Vaticano II.

Più in dettaglio, il problema stava nell'eccessiva enfasi dell'autonomia diocesana, a scapito di qualsiasi idea di apertura della Chiesa alla società, una Chiesa edificata cooperando con la società. Perfino al livello di parrocchia, non c'era un forte senso di collaborazione nell'evangelizzazione e nella cura pastorale.

Per di più, gli ordini religiosi non avevano alcuna attenzione a sostenere il lavoro del vescovo diocesano nello stabilire un percorso comune a tutta la diocesi.

Il vescovo mio predecessore, che non aveva a disposizione risorse umane ed economiche, aveva tentato in ogni modo, aggrappandosi ad ogni appiglio come chi rischia di affogare. Ogni tentativo veniva però frustrato, per cui per risolvere i problemi della diocesi si era arreso ad accettare ogni gruppo che prometteva di aiutarlo.

La dura realtà è che la diocesi di Takamatsu non aveva avuto neppure un'ordinazione sacerdotale lungo l'arco di quarant'anni. Tutti i seminaristi abbandonavano prima di completare il percorso di formazione. Con le congregazioni religiose che invecchiavano e il numero di battesimi che crollava, non è che ci fossero tante buone notizie.

Un'organizzazione appoggiata da Roma, chiamata Cammino Neocatecumenale, iniziò le sue attività in Giappone trent'anni fa. Era un gruppo pieno di energie, e nei primi tempi molte parrocchie di Takamatsu accolsero con entusiasmo i suoi membri.

Ma quando i neocatecumenali arrivavano nelle parrocchie, alcuni laici cominciavano a sentirsi a disagio, specialmente per ciò che riguarda la liturgia. Anche la reazione di alcuni sacerdoti diocesani era sostanzialmente di opposizione.

La maggior fonte di preoccupazioni era il fatto che i sacerdoti affiliati al Cammino, senza quasi alcuna eccezione, facevano cambiamenti agli altari e alle cappelle delle chiese che prendevano in carico, scioccando i parrocchiani che desideravano di preservare le tradizioni della Chiesa.

Ciononostante il Cammino lavorò sodo per reclutare nuovi membri che servissero per portare avanti le sue iniziative, col risultato che il numero di quelli che aderivano alle direttive neocatecumenali aumentò di conseguenza.

Lo scontro iniziò con piccole divergenze di opinioni al livello parrocchiale. Ma la situazione esplose nel disordine più diffuso quando il Cammino fondò un seminario chiamandolo "Seminario della diocesi di Takamatsu".

Le prime obiezioni a quel nuovo seminario riguardanti la sua fondazione (che non rispettava certi prerequisiti legali) crebbero fino a diventare un coro di proteste contro il vescovo che lo aveva autorizzato. Il vescovo rese pubblica una lista di nomi di coloro che dissentivano dalla sua decisione, che risposero con un'azione legale in sede civile.

Quando ho iniziato il mio ministero nella diocesi di Takamatsu, il motto "Rinascita e armonia" era ciò che più mi stava a cuore, e avevo sperato di poter riaccendere un dialogo in diocesi. Sfortunatamente, all'epoca la possibilità di dialogo era virtualmente impossibile.

Per cui il primo passo doveva essere il riorganizzare la diocesi sulla base del Diritto Canonico.

Il più grosso ostacolo era quello del Seminario Internazionale Diocesano Redemptoris Mater di Takamatsu. Col passare degli anni, da questo seminario emergevano sempre più preti affiliati col Cammino, col risultato che le discordie in diocesi si facevano sempre più gravi.

Fortunatamente abbiamo avuto sostegno dai Nunzi Apostolici e dai confratelli della Conferenza Episcopale: si decise che il seminario era da chiudere. All'epoca concentrammo le nostre energie sul ravvivare la vita diocesana, che era davvero il maggior problema e che probabilmente è sentito come tale ancora oggi.

Trovare nuovi candidati al sacerdozio ed educarli: queste erano le nostre priorità principali. Mi rincuora poter confermare che quest'anno il numero di seminaristi è salito a quattro. Questo è probabilmente il risultato dello sforzo che abbiamo compiuto nell'educazione dei giovani.

I più grossi problemi coi neocatecumenali sono:
  1. considerano erroneamente "carismi" i loro rituali caserecci,
  2. hanno una loro gerarchia totalmente staccata dal vescovo locale,
  3. pensano che i loro problemi in diocesi vadano risolti a Roma, dove tentano di far valere il loro punto di vista utilizzando l'importanza di Roma per obbligare la chiesa locale ad adeguarsi.
Tutto questo risulta in un grande danno per l'indipendenza delle chiese locali. Tranne che nelle questioni che vanno a intaccare i dogmi della Chiesa, i problemi locali dovrebbero essere per principio risolti dalle chiese locali.

Con il suo nuovo vescovo, la diocesi di Takamatsu ha attualmente cominciato a percorrere la via dell'"Armonia e rinascita". Vi è stato recentemente tenuto un importante incontro diocesano per discutere dell'evangelizzazione, compiendo così il primo passo verso la rinascita.

Per una diocesi è assai facile crollare se i suoi fedeli non sono uniti e non danno una seria attenzione alla solidarietà. Questo è il messaggio che intendo inviare al resto della Chiesa in Giappone, da parte di una diocesi che ha appreso questa verità attraverso il dolore e l'esperienza sulla propria pelle.

Osamu Mizobe, SDB, vescovo emerito di Takamatsu


Alcune nostre note a margine:

- Mons. Mizobe, ormai ritiratosi, può parlare a chiare lettere dei problemi che hanno creato i neocatecumenali confermando ancora una volta che anche in Giappone il Cammino ha seri problemi con la liturgia e l'obbedienza. Sulla forte espressione «they mistake their homemade rituals for charisms» (considerano erroneamente carismi quelli che sono i loro rituali caserecci) è basato il titolo redazionale dato a questa pagina.

- Durante il suo episcopato, mons. Mizobe aveva sospeso il Cammino Neocatecumenale nella propria diocesi, per di più rendendo pubbliche certe strane manovrine neocatecumenali a Roma per far pressione contro i vescovi giapponesi cercando addirittura di carpire un assenso del Papa. Il cardinal Kim sopra nominato, si era occupato anche delle spaccature create dal Cammino Neocatecumenale. Sulla stampa era circolata la falsa notizia che il Papa avesse rifiutato la richiesta di sospendere il Cammino (notizia che in quel momento avevamo considerato con preoccupazione).

- Per intervento del card. Bertone, Segretario di stato (e perciò non competente sul caso Giappone, in quanto il Giappone è considerato "terra di missione" e perciò sotto la giurisdizione non della Segreteria di stato ma di Propaganda Fide), il seminario di Takamatsu fu spostato a Roma, assumendovi come rettore mons. Hirayama, vescovo emerito di Oita (altra diocesi giapponese).

- Nelle sue lettere pastorali del 2000-2001 mons. Fukahori (1924-2009), predecessore di mons. Mizobe, aveva criticato (facendo nome e cognome) due dei fedeli che si erano opposti, ed è stato perciò denunciato per diffamazione e condannato a pagare un totale di 800.000 yen di risarcimento danni (poco meno di 5.000 euro). Dopo la sentenza, i due parrocchiani che hanno vinto la causa hanno affermato di non essere contenti della vittoria, ma di essere allarmati a causa del seminario Redemptoris Mater di Takamatsu.

- Nell'articolo UCANews sull'insediamento di mons. Eijiro Suwa (successore di mons. Mizobe) a Takamatsu, si afferma che la diocesi è stata «travagliata per decenni dalle controversie sul Cammino Neocatecumenale, un movimento ecclesiale che ha portato divisioni in diocesi». Il problema, in Giappone, è sentito evidentemente in modo molto diverso da come lo descrivono gli amici di Kiko...

- Di mons. Suwa avevamo già pubblicato un articolo di presentazione, ed un suo intervento critico sul Cammino, precedente la sua elezione a vescovo.

38 commenti:

Emma ha detto...

Conferma di quel che già sappiamo, il cammino nc non collabora ma assorbe, non collabora ma fagocita,non porta l`unione ma la divisione.
E lo fa sicuro dell`appoggio del vescovo o, quando il vescovo non è kikoconforme (come in Giappone), sicuro che Roma interverrà per disciplinare il vescovo recalcitrante.

Anonimo ha detto...

ci sono sempre due modi di guardare il bicchiere no?
questa sarà l'eterna diatriba tra il cammino e gli osservatori.
il problema è comunque di fondo quando come fate voi si da retta a due parrocchiani, che in modo decisamente Cristiano denunciano il Vescovo facendolo condannare al pagamento di una somma, voi chi elogiate? i due cristiani, della quale non conoscete assolutamente nulla, il Vescovo da parte vostra è già condannato perchè ha deciso che il cammino, per espressa volontà di due Papi e diversi dicasteri, è un dono dello Spirito Santo, ed è valido per i tempi odierni. però poco importa se a takamazu da quaranta anni c'era il nulla quel Vescovo per voi è da inquisizione, poco importa se vi siete documentati solo contro il cammino, e se il giappone lo conoscete solo sulla cartina geografica, siccome ci sono persone che parlano contro il cammino vai. quello che dispiace di più è quel Vescovo che parla oggi perchè è andato in pensione, non pensate voi che la discomunione da roma paventata in questo modo danneggi la Chiesa più dell'ateismo?, la Chiesa non ha già pagato abbastanza per la separazione dei lefreviani?.
con la morte nel cuore, leggendovi emerge che quello che vi sta più a cuore è la separazione interna, e non l'evangelizzazione di chi non conosce ancora Gesù Cristo risorto

certo che come gli ultimi cinque commenti non mi pubblicherete, sentitamente ringrazio

Anonimo ha detto...

Il Cammino Neocatecumenale non usa solo i mezzi della liturgia e della catechesi, ma anche molti segni estetici creati, in particolare, da Kiko.
Segni che richiamano la cultura spagnola, molto diversa da quella giapponese o cinese.
Questi segni possono anche infastidire: la gente deve sopportare il balletto, i battiti di mani, alcuni tipi di canti con tonalità alte e forti, ecc.
Sono cose esteriori anche inutili perché alla fine ciò che conta è la Liturgia e la partecipazione devota ad essa. Il resto può distrarre e perciò infastidisce.
Se il cammino neocatecumenale si fosse proposto in modo diverso, specie in certi paesi e certe culture, rispettandole, avrebbe avuto più diffusione e credibilità.
Se avesse rispettato una liturgia più legata alla tradizione, con maggiore sensibilità alla cultura del posto e non a quella spagnola, con meno segni estetici avrebbe fatto maggior bene.
Se avesse creato maggiore sinergia con la Diocesi locale, anziché chiudersi in una propria gerarchia che fa capo a laici, avrebbe fatto maggior bene.
Se il cammino neocatecumenale compie errori è perchè potenzialmente potrebbe fare molto bene all'umanità, ma a causa di questi errori ne fa di meno.

GIULIA ha detto...

Sarò ingenua ma permettetemi di fare altre sottolineature che avete dimenticato:

1) Più in dettaglio, il problema stava nell'eccessiva enfasi dell'autonomia diocesana, a scapito di qualsiasi idea di apertura della Chiesa alla società, una Chiesa edificata cooperando con la società.

CREDEVO CHE LA CHIESA FOSSE EDIFICATA SU ALTRO

2)Per di più, gli ordini religiosi non avevano alcuna attenzione a sostenere il lavoro del vescovo diocesano nello stabilire un percorso comune a tutta la diocesi.

QUINDI NON SOLO IL CAMMINO MA ANCHE GLI ORDINI RELIGIOSI... CHISSà PERCHé?

3)Il vescovo mio predecessore, che non aveva a disposizione risorse umane ed economiche...

FORSE PERCHè FALLIMENTARE IL MODELLO DI CHIESA NIPPONICO?

4)La dura realtà è che la diocesi di Takamatsu non aveva avuto neppure un'ordinazione sacerdotale lungo l'arco di quarant'anni. Tutti i seminaristi abbandonavano prima di completare il percorso di formazione.

CHISSà PERCHé... NON MI SEMBRA UN SEGNO SALUTARE IN UNA DIOCESI

5)Il vescovo rese pubblica una lista di nomi di coloro che dissentivano dalla sua decisione, che risposero con un'azione legale in sede civile.

??? DEI LAICI CHE CITANO IN UN PROCESSO CIVILE IL LORO VESCOVO? ALLA FACCIA DELLA CATTOLICITà... QUINDI ROMA NON DEVE DIRIMERE (COME SI VEDRà SUBITO DOPO AL PUNTO 6)

6) Tutto questo risulta in un grande danno per l'indipendenza delle chiese locali.

INDIPENDENZA... ECCO LA CHIAVE DI VOLTA

Michela ha detto...

Che coraggioso questo vescovo!
Anche dopo il nuovo invio delle famiglie in missione continua a dire come stanno le cose in Giappone.

Mi piacerebbe che persone come Alessio ed altri, intervenissero su questo punto:
la divisione creata dal cammino sia nelle parrocchie, tra i fedeli,
sia all'interno della persona stessa, come si vede dai post volgari e irosi di molti neocat, che si esprimono come nessun altro cattolico si esprimerebbe.

Come dice Emma, il cammino è imposto dall'alto, non tiene conto della cultura giapponese,
come non tiene conto dei talenti del singolo, che vengono soffocati o usati per riprodurre le catechesi/canti, senza poter aggiungere nessun contributo personale.
Un cammino che mortifica l'uomo, e non lo valorizza, anzi lo deprime, a che serve?

Un cammino che esclude, come nel blog di Pasquale, chi appena accenna a dire qualcosa di diverso,
a che serve?

Ce ne sarebbbero di spunti per dialogare con i neocat, non tanto sugli statuti, ma sulla rigidità dei neocatecumenali che non sanno dialogare con le realtà che hanno davanti.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello neocatecumenale ringraziante,

anzitutto non confondere le parole di un vescovo (per di più uno che ha conosciuto molto bene il Cammino durante il proprio ministero a Takamatsu) con l'etichetta "osservatori", che tu utilizzi in modo dispregiativo, come se chiunque faccia luce sul Cammino sia da disprezzare e denigrare.

Tu tenti furbamente di ridurre tutto a una faccenda di opinioni: bicchiere mezzo pieno, bicchiere mezzo vuoto... peccato che qui non stiamo parlando dei demeriti delle squadre di calcio di fronte ai tifosi, ma dei demeriti di certe cose che pur "approvate" continuano ad andare contro la Chiesa fondata da Nostro Signore.

Pur di appoggiare il Cammino, il defunto vescovo Fukahori aveva pubblicato una lettera pastorale in cui faceva nomi e cognomi di alcuni laici allo scopo di metterli in cattiva luce.

Anche se san Paolo apostolo dice che non bisogna dare in pasto ai tribunali pagani le questioni interne della Chiesa, resta il fatto che la lettera pastorale è un documento pubblico, ed il defunto vescovo non aveva bisogno di utilizzarlo come strumento per infangare il buon nome dei laici che dissentivano civilmente dalle sue decisioni pro-Kiko. Tanto più che quei laici avevano ragione: il seminario di Takamatsu era stato allestito in barba a tutte le disposizioni legali e religiose. Senza contare che il vescovo è vescovo di tutti, non solo vescovo per i neocatecumenali.

Aggiungiamo inoltre che i due laici, anziché cantar vittoria, hanno fatto nuovamente presente che il problema diocesano è il seminario kikiano-carmeniano. Dunque non puoi comodamente accusarli di cattiva fede. E siccome la diocesi non è affatto ricca, scommetterei che i soldi delle spese legali e dei risarcimenti saranno effettivamente provenuti dalle "decime" dei neocatecumenali...

Tutti i fatti sopra citati (denuncia al vescovo, illegalità del seminario kikiano di Takamatsu, eccetera), puntualmente riportati dalla stampa, dimostrano che il vescovo Fukahori era letteralmente soggiogato dal Cammino, molto più di quanto le parole tutto sommato delicate di mons. Mizobe, suo successore a Takamatsu, lasciassero immaginare.

I fatti che hanno dato origine alla querela risalgono al massimo al 2000-2001, quando il Cammino non aveva ancora neppure un riconoscimento ufficiale "temporaneo".

Dunque i due laici avevano ancora più motivi validi per essere presi sul serio.

Per questo l'impressione è che il vescovo Fukahori abbia agito in quel modo per assecondare i desideri di vendetta dei neocatecumenali. Anche a noi di questo blog viene spesso detto: sappiamo chi siete! nomi e cognomi! Quanta gente (anche di quella che non conosciamo) ha visto infangato e denigrato il proprio nome, solo perché ha detto parole di verità sul Cammino!

Pur di difendere il Cammino, tu stai difendendo il pessimo operato del vescovo (che risale a certi pessimi aspetti dei neocatecumenali, che un altro arcivescovo sintetizzava in "orgoglio ed arroganza dei leader del Cammino").

Infine, ti ricordo che la faccenda di Fukahori l'abbiamo già commentata più volte in questi anni, mentre tu te ne accorgi solo adesso, perché di questa intera pagina di mons. Mizobe non hai voluto leggere neppure le parole che sono state evidenziate. Ti sei fermato a leggere solo uno dei paragrafetti riepilogativi finali (che stanno lì solo per completezza d'informazione), su cui hai voluto costruire tutto il tuo risibile impianto accusatorio, in modo da evitare totalmente di confrontarti con ciò che mons. Osamu Mizobe ha ancora da dire sulla diocesi di Takamatsu e sul Cammino.

Di sicuro ti dispiacerà sapere che il Cammino ha avuto una innegabile battuta d'arresto in Giappone, a causa anzitutto delle proprie disobbedienze.

E di sicuro ti dispiacerà leggere che ora la diocesi di Takamatsu ha quattro vocazioni in seminario, vocazioni che non sono finite nei seminari kikiani-carmeniani...

Michela ha detto...

con la morte nel cuore, leggendovi emerge che quello che vi sta più a cuore è la separazione interna, e non l'evangelizzazione di chi non conosce ancora Gesù Cristo risorto
certo che come gli ultimi cinque commenti non mi pubblicherete, sentitamente ringrazio


Il problema del tuo accorato post sta nella parola EVANGELIZZAZIONE.

Non è evangelizzazione se crea divisione nelle persone, nei matrimoni, conflitti nelle comunità, conflitti con i catechisti, depressione, tristezza, conflitti con i figli, figli chiamati alla vita e poi poco seguiti.

Non è evangelizzazione se crea sensi di colpa, se ti fa sentire sempre inadeguato e peccatore, se sei felice solo quando sei in comunità, se hai interrotto i rapporti con gli amici e i familiari che non sono nel cammino

Non è evangelizzazione se ti presentano un Cristo ridotto a figurina dell'Antico testamento, che ti può salvare solo attraverso le pratiche e i riti ncn, un Cristo che passa, che va colto solo nel 'momento favorevole', poi non c'è più.

Non è evangelizzazione se introduce ad una liturgia piatta e materialista, in cui l'elemento umano prevale sull'azione divina.

Allora cosa è per te l'evangelizzazione?
non è portare Gesù Cristo a questa generazione, perchè voi portate l'immagine di Kiko a questa generazione ,basta guardare le icone e il Cristo ridotto a qualcuno che ti dà gioia e allegria.
Non è annunciare il kerygma, perchè quello che voi annunciate non è l'AMORE che vince la morte, ma solo una capacità tutta umana di sopportare le persone più o meno moleste, per poi rinfacciarlo pubblicamente durante i giri di esperienze.

Allora all' anonimo e a Giulia, basta sentimentalismi, cominciate a guardare in faccia questa realtà, per quanto sgradevole possa essere per voi.

Michela ha detto...

Se il cammino neocatecumenale si fosse proposto in modo diverso, specie in certi paesi e certe culture, rispettandole, avrebbe avuto più diffusione e credibilità.

Non si tratta di un atteggiamento che può essere modificato,
perchè fa parte del metodo ncn, che impone, senza adeguarsi alle istanze di chi ha davanti.
Come i singoli non possono fare domande alle catechesi,
e allo stesso modo le diocesi devono prendere il cammino a scatola chiusa, neanche il vescovo può intervenire, per re-indirizzare qualcosa.

Del resto che cosa aspettarsi da un gruppo che non permette neanche di celebrare con i vasi sacri della parrocchia, ma deve usare OBBLIGATORIAMENTE quelli di Kiko!

Se non è possibile modificare queste piccole cose,
è illusione pensare di poter modificare anche il resto,
come è illusorio pensare che il cammino abbia interesse a cambiare qualcosa
( se ci sono problemi, invece di confrontarsi, si ricorre a denunce e agli amici 'romani')

by Tripudio ha detto...

Rispondo a Giulia (alla quale raccomando di leggere i miei altri interventi dove ho risposto anche per lei).


Anzitutto ricordiamoci che il vescovo Mizobe "pensa in giapponese", si esprime in giapponese, ragiona in giapponese, segue uno stile da giapponese...

La versione in inglese del suo discorso, per quanto fedele all'originale, può contenere delle parole che tradotte poi in italiano ci suonino un po' curiose.

Ma non è difficile capire dove va a parare.

1) Se lui pone l'accento dell'autonomia della diocesi, sull'indipendenza della diocesi, significa che quando c'è stato il problema col seminariod i Takamatsu, è perché ai vertici della diocesi erano succubi del Cammino.

Inoltre (ma su questo non hai commentato), lui si richiama insistentemente al Concilio Vaticano II... che voi neocatecumenali disprezzate e piegate alla vostra comodità.


2) Mons.Mizobe lamenta che anche i religiosi andavano avanti per conto proprio: ma che novità, eh? in Giappone come in Italia...

3) Ad approfittare dei problemi della diocesi è stato il Cammino coi suoi "potenti" appoggi romani.

Ma guarda un po': il Cammino crea problemi a Takamatsu, e Roma dovrebbe "dirimere"? (ossia dare ragione al Cammino?)

Guarda che qui tutti ricordano quante strane "manovrine" ha fatto il Cammino pur di ottenere che il Papa colpisca chi ostacola l'opera di Kiko e Carmen.

Col Giappone non ci siete riusciti. Solo che anziché riflettere onestamente sulla questione, continuate a sputare veleno, come se per voi fosse assurdamente impossibile che il Cammino venga fermato, corretto, rifiutato.


4) Essendo una diocesi abbastanza vasta, ma di soli cinquemila battezzati, e senza nessun "ottopermille" a sostegno... allora tutto ci aspettiamo fuorché una diocesi ricca.

Quando tu insinui malignamente "FORSE PERCHè FALLIMENTARE IL MODELLO DI CHIESA NIPPONICO?" stai confondendo la Chiesa con un'azienda.


Certo, la dura realtà di non avere vocazioni per 40 anni (guarda caso dal Concilio Vaticano II in poi) è un problema di "tutta" la diocesi, non solo del Cammino.

Ma se leggi l'intervento di mons.Mizobe, capisci che il Cammino Neocatecumenale si è installato a Takamatsu, fondando addirittura un seminario, prima di avere un qualsiasi riconoscimento ecclesiastico, sfruttando la crisi della diocesi a proprio esclusivo vantaggio.

Forse non lo sai, ma le vocazioni non sono il risultato di una qualche opera di "fabbricazione".

Sono esclusivamente la risposta libera all'amore gratuito di Dio.

Risposta che si può facilitare educando alla fede: se una comunità religiosa è in rovina, i giovani che si sentono chiamati scapperanno altrove (non necessariamente verso il matrimonio, ma certamente "altrove").

Anonimo ha detto...

Risponderei a Giulia punto per punto:

1)Forse non ti hanno insegnato l'italiano. Chiesa edificata cooperando con la società. Vuol dire che la Chiesa nella sua crescita coopera con la socetà. Non che in essa è fondata. Sta a significare che non è un entità a se ma è intrecciata nel tessuto sociale con cui si confronta. Hai presente la caritas? In quel senso coopera con la socetà.


2)Il problema di molti ordini religiosi ma più spiccatamente il cammino è che tendono a lavorare senza tener conto del lavoro che viene fatto in diocesi. Questo è un problema non solo del cammino ma di diversi movimenti. Ma il fatto che altri sbaglino non è una giustificazione.

3) Cosa ne sai della situazione nipponica per far una simile affermazione? E reputi che il modello del cammino che impone la cultura spagnola ai nipponici sia migliore? Con quali conoscenze lo affermi?

4) Hai ragione, non è un segno salutare, adesso pare abbiano posto rimedio, che il rimedio coincida con la sospensione del cammino penso sia un caso, a mio parere dipende dal fatto che negli ultimi anni gli incaricati di forma il clero nelle diocesi propaganda fidei son stati stimolati a dovere.

5) Se il vescovo compie un reato è giusto che venga punito. Chi è per essere al di sopra della legge? Forse il suo stato di vescovo gli da il potere di infangare gli altri? E se un fedele è spinto a tale gesto di sicuro la situazione dev'essere esasperante. Secondo la tua logica qualsiasi reato commetta un vescovo non deve essere denunciato. Ti rendi conto della tua affermazione?

6) E con ciò? Ritieni forse che chi conosce meglio le sue percore non debba dirigerle con autorità e un certo margine di indipendenza delimitato dalla stessa Chiesa?


Anonimo Gv

aleCT ha detto...

Vorrei sottolineare un paio di cose

1) La situazione della diocesi PRIMA dell'arrivo dei Neocatecumenali. In breve: ognuno per conto suo.


Arrivano i Neocatecumenali e che fanno? Esattamente la stessa cosa. Lavorano per conto loro. In più sgretolano quel poco di unità che c'era ovvero l'unità liturgica.

Caro Anonimo, Kiko deve capire una cosa. Un giapponese NON HA LA STESSA SENSIBILITA' DI UN NIGERIANO. Quella "inculturazione" che tanto il cammino aborre è un processo che è iniziato DA SUBITO nella Chiesa (San Paolo non aveva lo stesso approccio con un ebreo o un greco) e quel Matteo Ricci che ha dato il nome alla vostra fondazione è stato per anni messo in croce perchè si vestiva come un bonzo cinese. (segno che è un processo che ha avuto alti e bassi, ma questo a voi sembra non interessare).

Alla fine Matteo Ricci ha avuto "ragione".

La verità è che Cristo partiva dalla PERSONA, non dal SISTEMA.

E le persone NON SONO TUTTE UGUALI!

2) La prima cosa che si fa è mettere le proprie "insegne". Capisco che può sembrare un termine irriverente e metto le mani avanti su questo, ma l'unica immagine che mi passa per la tesa per spiegare questa cosa è quella di un cane che marca il territorio.

Faccio un esempio concreto: nella parrocchia dove vado a messa (non quella dove lavoro) e che è una parrocchia piena di iniziative (e dove l'annuncio delle catechesi avviene "con nome e cognome") sopra il battistero c'è una di quelle bruttissime icone di Kiko....

La domanda sorge spontanea: che bisogno c'era??

aleCT ha detto...

3) il vescovo precedente, nel tentativo di migliorare la situazione, compie anche qlc di OGGETTIVAMENTE illecito. I laici della sua diocesi glielo fanno notare (ed è il miglior esempio di autonomia dei laici dato che la questione ERA LEGALE e non LITURGICA) e il vescovo li mette alla gogna. Al che si becca una denuncia.

3) Al suo arrivo Mizobe trova questa situazione e prova a dialogare con gli NC. Risultati zero anzi i rapporti peggiorano anche perchè i sacerdoti usciti dal RM stanno con il cammino sic et simpliciter.

A questo punto CON L'APPOGGIO DEI NUNZI e di TUTTI gli altri vescovi si arriva a quella decisione drastica.

Da questo cosa si evince? Che il cammino non parla CON NESSUNO. Su CR c'era una testimonianza simile. L'episodio risaliva alla visita di GPII in Sardegna nel 1985

In quell'occasione, su sollecitazione del vescovo Canestri (ora cardinale) fu presa la decisione di accogliere il Papa come Chiesa che è in Cagliari ed in Sardegna.

Tutti i movimenti, tutte le componenti ecclesiali dissero all'unisono "si", venne predisposto un enorme telo con una frase di accoglienza comune per l'incontro coi giovani.... solo le comunità neocatecumenali dissero "NO", si arrivò allo scontro fisico in occasione della riunione di preparazione tecnica dell'incontro coi giovani.

Motivazione "ufficiale"?
" I rappresentanti presso la consulta non lo erano per decisione generale, ma quasi per scelta personale, e con ciò non intendevano decidere per le altre comunità. E comunque loro interpretavano il pensiero comune delle varie realtà neocatecumenali, e su quel punto furono intransigenti"

Però un loro rappresentante salì al leggio per declamare cantilenata una delle letture della messa papale, senza che ciò fosse stato concordato...


Ora a me piacerebbe avere delle conferme (o smentite) riguardo a questo episodio (e mi piacerebbe che qlc NC smentisse se può o cmq dicesse la sua

Cmq sia quello che si nota è che STATUTI O NON STATUTI la prassi del cammino è che innanzitutto si lavora per noi A QUALUNQUE COSTO (anche a rischio di fare terra bruciata tutto intorno)

Quando si capirà che CON QUESTO ATTEGGIAMENTO si può avere solo vita breve per il semplice fatto che NON E' L'ATTEGGIAMENTO DI GESU' sarà solo che di guadagnato.

P.S. cmq sia ora la diocesi ha 4 vocazioni. Anche senza il cammino. Quindi alla fine l'atteggiamento paga. Certo qlc dirà che sono "pochi".

Ma grazie a Dio la logica del Vangelo è la logica del "granello di senape" o non quella dei "grandi numeri"

Lino ha detto...

Fisserei, come mia abitudine, l'attenzione sui testi.
Al primo punto dei "grossi problemi" (e giustamente l'articolo lo ha colto, nel titolo):
"considerano erroneamente "carismi" i loro rituali caserecci".
Il Cammino, diciamocelo pure, a detta di Kiko, cominciò tra i "baraccati". Con tutto il rispetto possibile per i baraccati, i discorsi e i rituali kikiani fanno sorridere chi ha apprezzato la lezione di San Paolo nell'aeropago. Là il nostro illuminato (illuminato sul serio da Cristo) ragionando con il pubblico ateniese, per farsi ascoltare, disse: «come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: "poiché di lui stirpe noi siamo"»(At 17,28).
San Paolo, per farsi ascoltare, citò il poeta ellenista Arato di Soli.
Come pretende Kiko di parlare a chiunque con il suo linguaggio da baraccati spagnoli, con tutto il rispetto possibile per i baraccati di ogni luogo?
Io, nel post precedente, ho sottolineato l'appellativo con il quale Kiko si rivolge al neocatecumeno/fico sterile: "il tipo". Un linguaggio per me offensivo, pur se sono nato e cresciuto in un quartiere di "sottoproletari".
Posso immaginare, allora, la ragione della reazione dei giapponesi, giacché non mi risulta che negli "Orientamenti alle equipes di catechisti" sia stato citato Bashō Matsuo, uno dei massimi poeti di Haiku:

Nobiltà di colui
che non deduce dai lampi
la vanità delle cose


Mi meraviglio della Chiesa katholikòs, universale, che in questo momento storico sta mandando troppa roba casereccia in giro per il mondo.

mic ha detto...

Caro Lino,
c'è stato un tempo in cui gli haiku erano una mia specialità.

Cecità di colui
che sa suonar soltanto
un'arpa monocorde

Francesco ha detto...

Quelli che il vescovo Mizobe chiama ben a ragione rituali caserecci altro non sono che i contenuti, le prassi, le tappe stesse del cammino neocatecumenale, che di per sè esulano completamente da ogni dikrettiva OICA e RICA.

Fa piacere che, non a caso, un vescovo di una delle chiese più sofferenti dell'universo cattolico ne paerli in modo cosi chiaro e scevro da quell'ecclesialese che inquina sempre più i sacri palazzi.

Fa piacere che proprio un vescovo di questa chiesa sofferente rimnvenga, senza mezzi termini, nelle prassi, nei contenuti e nelle tappe del Cammino motivi così importanti ed evidenti di divisione.

mic ha detto...

il cammino neocatecumenale compie errori è perchè potenzialmente potrebbe fare molto bene all'umanità, ma a causa di questi errori ne fa di meno.

Il cammino potrebbe far bene all'umanità se non contenesse contenuti e prassi a dir poco anomale.

Stefano78 ha detto...

Il cammino potrebbe far bene all'umanità se non contenesse contenuti e prassi a dir poco anomale.

Sacrosanto

Lino ha detto...

@ Mic che ha detto:
"c'è stato un tempo in cui gli haiku erano una mia specialità"

Anch'io mi sono divertito qualche volta con i 5-7-5.

Foglie di fico
incartano sui banchi
lai di mercanti


.

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

"Il cammino potrebbe far bene all'umanità se non contenesse contenuti e prassi a dir poco anomale....."
.............
ma voi siete sicuri di questo ?
scusate, se è consentito porre qualche domanda.... visto che sui blog (pochi) che si occupano del tasto dolentissimo dei movimenti, cnc in primis, nessuno da anni è riuscito a chiarire le idee alla gente comune, immersa in totale confusione, vi chiedo:
1) SE il CNC è nato proprio con qyuelle distorsioni, PROGRaMMATE da Kiko, come lo si può immaginare "sano" ?

2) ammesso che fosse (ipotesi irreale) "sano" o risanato, quale sarebbe il bene eventuale che esso potrebbe fare all'umanità ?

Aspetto una risposta da voi tutti che lo studiate da tempo, ma vi prego di aiutare i lettori (e forse anche tutti gli osservatori fiduciosi nel cammino risanabile) ad uscire una buona volta dalle UTOPIE, nel caso che le ravvisiate in queto discorso del bene potenziale insito nel cnc.

Anonimo ha detto...

Si avvicina la Quaresima... in quali alberghi, saloni e/o conventi lontani dalle parrocchie di riferimento, andranno a celebrare la Santa Veglia di Pasqua le "piccole comunità" neocatecumenali?
Qualcuno dei NC scriventi su questo blog può dirci qualcosa su questa prassi del cammino? E' stata "benedetta" anche questa?
Giacomo70

mic ha detto...

Aspetto una risposta da voi tutti che lo studiate da tempo, ma vi prego di aiutare i lettori (e forse anche tutti gli osservatori fiduciosi nel cammino risanabile) ad uscire una buona volta dalle UTOPIE, nel caso che le ravvisiate in queto discorso del bene potenziale insito nel cnc.

Non posso trovare nessun bene potenziale nel cammino così com'è, anche avuto riguardo alla pertinace renitenza ad ogni cambiamento.

Ci sono alcuni elementi positivi (frequentazione della Scrittura, purtroppo con letture strumentali o non guidate, coinvolgimento che sarebbe positivo se non diventasse dipendenza) ma malgestiti: in maniera molto strumentale e in presenza di contenuti decisamente fuorvianti...

La cosiddetta "base", che pareva sensibile a cambiamenti in relazione alle indicazioni del Papa, che tra l'altro non coprono l'intera attività (vedi scrutini, approvati ma segreti e presumibilmente invariati nei metodi aberranti) non si è poi coinvolta come speravamo un po' utopisticamente, per la verità.

Il più interessato poneva punti di partenza inaccettabili, nel senso di una autentica 'purificazione'.

Emma ha detto...

A me sembra chiaro che anche chi è disponibile ad un`eventuale discussione lo è ma senza mettere in discussione i capisaldi del cammino nc.
La struttura, la "teologia"(!), le tappe, il segreto, gli scrutini, il ruolo dei catechisti, l`autorità di Arguello, non sono messi in discussione, sono la base e come tale restano imprescindibili.
Allora discutere su che cosa?
Sulle pieghe di un`approvazione, come ha detto Alessio?
Chi ha visto tutte le storture che descriviamo, chi ne ha subito gli effetti, chi ha constatato le disobbedienze al Papa, ha lasciato il cammino nc anche perchè si è reso conto che niente e nessuno può e vuole cambiare una situazione diventata insopportabile.

Francesco ha detto...

"...Il cammino potrebbe far bene all'umanità se non contenesse contenuti e prassi a dir poco anomale...

Al di là del contenuto tautologico, direi che se il Cammino Neocatecumenale non contenesse più i contenuti,le prassi e le tappe su cui poggia, non esisterebbe...

Il bene all'umanità deve farlo comunque la Chiesa Universale... non un'aggregazione sui generis chiusa in se stessa, volta escvlusivamente al proprio "particulare"!

Michela ha detto...

Aspetto una risposta da voi tutti che lo studiate da tempo, ma vi prego di aiutare i lettori (e forse anche tutti gli osservatori fiduciosi nel cammino risanabile) ad uscire una buona volta dalle UTOPIE, nel caso che le ravvisiate in queto discorso del bene potenziale insito nel cnc.

ognuno di noi ti potrà dare risposte diverse.
Di solito, chi ha fatto il cammino e lo ha conosciuto dall'interno è convinto che il cammino non sia risanabile.
Il cammino di per sè non è sano e non può esserlo. E' un sistema che parassita la chiesa, ha bisogno di alcune categorie religiose ( liturgie-sacramenti-persone sacre-catechesi) per scimmiottarle introducendo significati e simboli non cristiani.

Il cammino è sano soltanto in quei rari momenti in cui permette ai suoi di partecipare alla vita ecclesiale senza modificare nulla, permettendo quindi l'incontro personale ( non esclusivamente comunitario ) con Dio.
Cioè in altre parole il cammino è sano solo in quei rari momenti in cui non 'fa il cammino' e rinuncia ad appropriarsi di liturgie ( per es. la Messa di Natale che si fa in parrocchia, e di cui non ci sono canti e riti strani).

Inoltre il cammino serve solo per alimentare se stesso,
ci sono molti 'successi' a livello personale, Kiko è diventato un big della chiesa, ha ottenuto praticamente tutto quello cha voleva,
ma dopo più di 40 anni non ci sono figure di cristiani notevoli, non voglio dire santi, ma almeno persone di alto livello morale e religioso, che possano essere un modello per la chiesa dei nostri tempi.

Mi rendo conto che questo ultimo pensiero è facilmente confutabile, anche l'AC e altri movimenti sono piuttosto 'sterili', però non c'è un neocatecumenale che possa essere preso ad esempio come persona di profonda spiritualità.

Francesco ha detto...

"...n altre parole il cammino è sano solo in quei rari momenti in cui non 'fa il cammino' e rinuncia ad appropriarsi di liturgie...

Attenti alle tautologie, ragazzi: il Cammino di per sè è insano.
E lo è senza distinzioni di sorta.

Anonimo ha detto...

Il cammino è sano soltanto in quei rari momenti in cui permette ai suoi di partecipare alla vita ecclesiale senza modificare nulla...
................
questa considerazione, basata sui fatti, equivale a dire che esso è buono solo quando non agisce, quando non influenza e non catechizza in modo nefasto i fedeli...vi rendete conto ? ma allora si deduce facilmente che:

- se agisce fa solo danni alle anime, come mostrano i fatti e misfatti di oltre 40 anni;
- se invece molla la presa sugli adpeti, cioè lascia in pace i parrocchiani (catturati), costoro possono provare a recuperare un po' di sana libertà di pregare uniti alla parrocchia, come nella Chiesa era normale fino al sorgere dell'"astro" presunto carismatico-profeta Kiko ...
- per di più, non porta nessuno alla santità, ma piuttosto ad una pericolosa deformazione della fede e della propria identità di cristiani e cattolici e favorendo inoltre l'idolatria e cieca obbedienza al leader (non certo santo);
...
insomma, constatando tutti questi segni di una pianta tutt'altro che "sana" o santa, per favore, mi sapete dire quale sarebbe il famoso CARISMA che si sente proclamare circa tale famigerato movimento o gruppo o associazione che dir si voglia, e quali siano i suoi sbandierati BEI FRUTTI di santità o spiritualità, che verrebbero donati alla Chiesa dallo Spirito Santo, agente attraverso il mitico pittore, sostenuto dal suo club, ivi comprese quindi tutte le menzogne, eresie e disobbedienze incorreggibili, trascinate con spavalderia crescente, a tempo indeterminato ?

Non si scorge altro ormai che nebbia fitta nell'orbe cattolico, seguendo questi cammini inauditi in vicoli ciechi, pieni di TRAPPOLE, della durata di 30 anni e oltre....al seguito di guide cieche, che credono di essere "illuminate". E ciò è l'aberrazione peggiore, che regge e permette, lodandoli come doni, nell'opinione comune, (dis-informata e de-formata) e favorendone la propagazione, di tutti i contenuti aberranti.

Lino ha detto...

@ Michela che ha detto:
"...ma dopo più di 40 anni non ci sono figure di cristiani notevoli, non voglio dire santi, ma almeno persone di alto livello morale e religioso, che possano essere un modello per la chiesa dei nostri tempi"
Non sono d'accordo, gentile Michela. Personalmente, in uno dei luoghi più devastati d'Italia, io ho conosciuto cristiani notevolissimi e sacerdoti santi degni del Beato che li aggregò intorno all'Opera mariana che egli fortissimamente volle. A uno di questi sacerdoti, che aveva fatto richiesta di andare in missione in Africa, il Vescovo della diocesi disse: "Don M., la tua missione in Africa sta qui, in questo territorio di immigrazione e di miseria materiale e spirituale".
Il problema è un po' diverso, Michela. Siamo nei tempi della comunicazione e dei movimenti di massa - leggi i numeri vantati da Kiko per le GMG - di coloro che riescono a muovere le folle, le radio, le televisioni, i giornali, i capitali. E' come in televisione, come in politica. Tutto è movimento. Quelli che operano nel silenzio (ma non nel segreto) non fanno opinione, purtroppo, nemmeno nella Chiesa, non più.

Anonimo ha detto...

circa la mancanza di Santi da 40 anni...
penso che Michela si riferisse al CNC, che non ha mai "sfornato" figure di santi, appunto perchè ha solo il "talento" di fuorviare le anime dalla retta Fede.
Indubbiamente possono fiorire i Santi, ma altrove, in Istituti seri (che si danno una Regola e la rispettano) nell'umiltà e nel nascondimento (così si diceva una volta): esattamente il contrario del CNC (o del RnS), dei movimenti post-concV.II, che sono chiassosi e amano la folla, i numeri, il successo del palcoscenico.
La vanità, insomma.

by Tripudio ha detto...

I santi non sono un prodotto "fabbricabile". E persino un ambiente ostile alla Chiesa può essere terreno buono per la santità.

Esiste il caso di alcuni martiri ruandesi (tra cui un sacerdote e e almeno una suora), uccisi in odio alla Chiesa. Erano neocatecumenali.

Il loro è martirio perché, benché vivessero male la fede, sono stati uccisi in odio alla fede, in odio alla Chiesa.

Da questo, però, non si può dire che il Cammino abbia già "sfornato" i suoi santi martiri.

Quei fedeli uccisi in Ruanda avrebbero incontrato ugualmente la morte sia che fossero stati dei san Tommaso, sia che fossero stati dei "kikos" accaniti.

Nell'epoca degli antipapi un frate ebbe a seguire (in buona coscienza e in spirito di obbedienza) un antipapa. Morto il frate, chi andava a pregare sulla sua tomba riceveva guarigioni e grazie. Risultato: canonizzato (ahimé, stamattina non ne ricordo più il nome). Non può intercedere per miracoli e conversioni un'anima idolatra.


La presenza di casi "straordinari" come questo descritto non deve dare spazio a illusioni.

Ordinariamente, il Cammino produce i risultati che conosciamo.

Il Cammino, che dovrebbe essere "dono dello Spirito", viene invece attuato secondo modalità che vanno contro lo Spirito.

Mentre il Papa si appella al buon cuore dei neocatecumenali, i leader del Cammino, che peccano di orgoglio e di arroganza, sfruttano quel buon cuore per promuovere i loro strafalcioni dottrinali e liturgici.

Ester ha detto...

Ma ancora dunque, dopo anni che se ne dibatte, qui mi pare che ( come in un cerchio mentale in moto perpetuo mai spezzato) si continui a seguire la grande illusione, figlia del concilio e della presunta "primavera di nuova pentecoste": quella chimera che ha fatto credere nei mitici carismi posseduti dai tanti movimenti ecclesiali di tale primavera tempestosa e DISGREGANTE per la Chiesa, dissipatrice della vera Fede, con il mitico PLURALISMO, sfociante in relativismo e indifferentismo crescente dei cattolici, rivolto sia all'interno che all'esterno.
Caro Tripudio, mi puoi spiegare per favore, quale sarebbe il carisma insito nel CNC, cioè DOVE possiamo vedere con certezza che il CNC è -E' realmente- un dono dello Spirito Santo ?
Quale autorità ecclesiastica ha stabilito in modo affidabile e credibile al 100% che questo gruppo o movimento sia stato suscitato dallo Spirito Santo, alla sua origine, anno 1968 ?
Con quali criteri è stato indiscutibilmente STABILITO che sia di origine soprannaturale e non, come è lecito e realistico pensare, frutto proprio di ORGOGLIO UMANO e auto-esaltazione del fondatore ?
Da quali segni SICURI noi riscontriamo che è stato lo Spirito di Cristo a farlo nascere e non invece (come io credo, forse con qualcun altro scettico realista) che sia ispirato precisamente dal suo avversario ?

Lino ha detto...

@ Ester che ha detto: "Da quali segni SICURI noi riscontriamo che è stato lo Spirito di Cristo a farlo nascere e non invece (come io credo, forse con qualcun altro scettico realista) che sia ispirato precisamente dal suo avversario?"
Ecco, Ester, io non ho mai affrontato il tema in modo così duro. Le mie perplessità sulla "ispirazione" di Kiko sono sempre state moderate, senza però nulla concedere alle esegesi, ai dipinti, ai simboli, ai rituali di Kiko.
Il commento nell'Osservatorio di un blogger - del quale non ricordo il nome - mi ha però inquietato: come è potuto accadere che uno scadente pittore sta sommergendo le chiese con le sue opere, che un banale musicista è diventato l'autore più cantato nelle Sante Messe, che un pessimo esegeta fa catechesi e pare insegnare alla Chiesa, al Papa e ai Vescovi come bisogna evangelizzare?
La storia è inquietante, evoca gli aspetti più oscuri del 'Faust' di Marlowe. Certamente Kiko non pare caricato con la croce dei Santi, con quella al massimo è il Cammino a caricare i suoi adepti semplici e innocenti.
Ci sarebbero tutti gli ingredienti per tentare una terza, tragica storia del dottor Faust, dopo quella di Marlowe e di Goethe.

Francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ester ha detto...

Gent. Lino,
come ho già detto a un altro blogger, le ripropongo una semplice riflessione: quando sul pacchetto di sigarette leggiamo "IL FUMO UCCIDE", lei ritiene che chi ha scritto quell'AVVISO (di vitale importanza, mi pare) usi un tono troppo duro ?

Ockham's Razor ha detto...

"quando sul pacchetto di sigarette leggiamo "IL FUMO UCCIDE", lei ritiene che chi ha scritto quell'AVVISO (di vitale importanza, mi pare) usi un tono troppo duro?

Ester
Chi o cosa avrebbe dimostrato (scientificamente)che il cammino uccide?
Le persone che ne sono uscite sconvolte? Anche Lutero è uscito sconvolto dalla Chiesa cattolica, questa sarebbe una dimostrazione?
Per tante persone che fanno il cammino e non solo, il cammino cambia la vita in meglio.
Ma il cammino, mi direte, non è coerente con la Tradizione. Pazienza, lo Spirito Santo che soffia dove e come vuole, potrebbe prendere strade non pienamente conformi con la Tradizione, lo può fare o deve chiedere il permesso a te?
Non si può strumentalizzare lo Spirito Santo, sentenzierete voi...se il discorso va sempre avanti in questi termini qui non la finiamo più, e neanche si riuscirà a migliorare un bel niente.

Anonimo ha detto...

Rasoio qui il problema non è se soffia o no lo spirito sul cammino il probblema è che anche supponendo che ilo spirito soffi sul cammino i fondatori ne stravolgano totalmente gli intenti per far un movimento autocelebrativo che ha gravi effetti collaterali. Di fatto non puoi non ammettere che le stranezze sono abbondanti e i danni sono infinitamente superiori agli errori casuali degli altri movimenti. Prova a mettere su google critiche al cammino neocatecumenale e leggiti un po di esperienze in rete. Poi fai lo stesso con tutti gli altri movimenti esistenti nella Chiesa e guarda la differenza.

Anonimo Gv

Ockham's Razor ha detto...

Io sinceramente non riesco ancora bene a distinguere quanto faccia parte del carisma e quanto sia autocelebrativo. E' anche vero che le prime comunità si sono formate in una situazione non proprio accademica(quella delle baracche) legata a un certo tipo di problematiche, in un luogo e in un tempo preciso; sono sicuramente dei fattori che continuano ad influire sul "movimento".
Bisogna anche considerare il fatto che più una realtà cresce e più è soggetta a critiche per il solo fatto di essersi diffusa. E poi non so...a una come Carmen non mi sembra sia tanto riuscita questa autocelebrazione, anche con tutta la buona volontà mi riesce difficile "celebrarla" ;) quando parla dal vivo non si capisce una mazza, è un miscuglio tra italiano e spagnolo tendente all'ostrogoto...E poi se ci mettiamo a prendere sul serio tutte le critiche negative che dovremmo dire della nostra amata Madre Chiesa che è attaccata quotidianamente e duramente? Faremmo prima e chiudere baracca e burattini e cambiare religione; con questo non voglio negare un bel niente, i danni sono stati fatti e i problemi ci sono ma neanche è giusto dire che il cammino uccide.

Anonimo ha detto...

E poi se ci mettiamo a prendere sul serio tutte le critiche negative che dovremmo dire della nostra amata Madre Chiesa che è attaccata quotidianamente e duramente? Faremmo prima e chiudere baracca e burattini e cambiare religione; con questo non voglio negare un bel niente, i danni sono stati fatti e i problemi ci sono ma neanche è giusto dire che il cammino uccide.

Caro rasoio. hai mai visto gente uscita da qualsiasi altro movimento essere così incattivita col movimento? Anche io nella mia vita sono stato deluso dai Salesiani che nella mia zona sono troppo attaccati al denaro. Ma li ringrazio per avermi aiutato a crescere, non li accuso ne di eresie ne di plagio perché i salesiani non usano ne plagio ne violenza psicologica, al massimo puntano un po troppo sulla sociologia, ma ho potuto liberamente criticarli e confrontarmi con loro. Mio nonno è stato aiutato dai salesiani che gli anno insegnato un mestiere e gli anno dato una fede ma guarda caso mio nonno non ha mai detto "I salesiani mi hanno salvato la vita." Al contrario nel cammino ci sono veri e propri stupri psicologici, (io ho visto crisi di panico per un semplice ritardo ad un incontro con i catechisti). Per i neocatecumenali è il movimento che ha salvato la loro vita. Forse tu fai eccezione ma non viene forse basato tutto in funzione del cammino. Anche le domande non ti chiedono in cosa sono cresciuto nella fede ma cosa grazie al cammino ho capito. Ti rendi conto del messaggio subliminare? In quelle domande non è Dio che ti fa crescere ma è il cammno ?

Poi non sto parlando delle critiche degli atei. Sto parlando di critiche di altri cattolici eminenti. E di fuoriusciti. Non dico che gli altri movimenti sono perfetti, anzi. Ma quanti usciti affermano di aver subito violenza psicologiche? E quali altri movimenti manipolano la Scrittura a proprio uso e piacimento? E quanti altri vertici di movimenti hanno mentito a TUTTA la Chiesa sapendo di mentire? E ti rendi conto della politica di marketing che viene applicata agli eventi? Prendiamo la pagliacciata delle chiamate. Ritieni che sia una maniera costruttiva per riflettere sulla vocazione? Bisogna prima far annunci e poi riflettere o è meglio che il sentimento cresca con la guida di un sacerdote e poi sia reso pubblico? Una mia amiche un tempo pensava di farsi suora, me lo confido, all'ora avevamo circa 15 anni e per un paio danni crebbe la sua consapevolezza sotto l'ala del nostro comune padre spirituale che ha testato questa sua consapevolezza, nel tempo comprese che la sua vocazione era un altra, nonostante il sacerdote in cuor suo la vedesse bene come suora la rese in grado di dire devo far quello che è giusto per me e non secondo il mio padre spirituale.
Nel cammino avviene il contrario. C'è la chiamata influenzato dai sentimenti che ti spingono a prender decisioni nella confusione interna del momento. E si preme che tu segua il seminario anche se non ti senti adatto. Credi questo sia discernimento?

E ribadisco se cerchi critiche al cammino trovi critiche aspre da parte dei cattolici, non di atei. Se vai sui atei allora ti informo che altroconsumo ritiene il movimento una setta massonica e ha chiesto che i nomi di chi è nel cammino siano scritti e pubblici. Neanche con CL ci son andati giù così pesanti.

Second ote i cattolici che criticano il cammino sono invidiosi? O veramente il movimento è un grave pericolo?

Anonimo Gv