martedì 12 aprile 2016

Legami forte Kiko mio! Non sia che per paura io esca dal Cammino...

Tipico gadget ebraikiko
Durante la "veglia" pasquale neocatecumenale – sì, proprio quella di 6 ore, con tutti i bei momenti di presunta riscoperta delle radici cristiane dei primi secoli – dopo la Seconda Lettura, che tradizionalmente racconta del sacrificio di Isacco (cfr. Gen 22), si canta come "salmo" di risposta, obbligatoriamente, un canto che esprime concetti presi dai Midrashim. I Midrashim sono commentari alla Torah che hanno funzione di insegnamento morale o di interpretazione normativa, secondo la religione ebraica. Per la precisione, il canto del Cammino si rifà al Midrash Tanchumà (Parashat Vayerà), cap. 27. Sottolineiamo che i Midrashim, per quanto interessanti dal punto di vista culturale, non appartengono affatto alla tradizione cristiana: inserirli in una liturgia cattolica è esclusivamente un tentativo mal riuscito di scimmiottare l'ebraismo. Il canto si chiama "Akedà" e nella seconda strofa recita così:
"Legami, legami forte Padre mio, non sia che per paura io resista e non sia valido il tuo sacrificio e tutti e due siamo rigettati"
Innanzitutto si noti la parola "Padre": nell'originale del canto è scritta con l'iniziale maiuscola a metà frase: posta in tal modo, la maiuscola indica chiaramente il riferimento a Dio Padre, con ciò esaltando il fatto che a parlare sia Isacco in prefigurazione di Gesù, il quale infatti nella lettera dei Vangeli nomina il Padre con la "P" maiuscola (si veda ad esempio il discorso di Gesù all'Ultima Cena, Gv 15,10 e Gv 10,18). Ma Gesù Cristo, l'Agnello immolato, l'Agnello senza macchia, Colui che di Sé disse:
"Nessuno me la toglie [la vita], ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio".

Ovvero, l'Autore della vita che offre Sé stesso volontariamente in espiazione, avrebbe mai potuto provare paura e resistere al Padre nell'ultima ora e ribellarsi? Mentre è del tutto giustificabile che Isacco (benché le Sacre Scritture non ne parlino) possa aver provato paura in quel momento in qualità di essere umano, sarebbe al contrario del tutto ingiustificabile e blasfemo anche solo pensare che il Cristo possa aver rigettato la missione a Lui affidata dal Padre.

Eppure ai neocatecumenali ciò sembra non importare, dato che cantano questa idiozia con estremo trasporto proprio nella Solenne Veglia Pasquale, il centro, il fulcro di tutto l'anno liturgico Cattolico.

C'è da chiedersi quale senso possa avere questa commistione impropria fra cristianesimo e ebraismo (per quanto per nulla inattesa! Si vedano anche gli articoli: Inquietanti simboli ebraici nell'uso e nella spiritualità del Cammino NeocatecumenaleIl tallit ebraico: ma che c'entra?Vogliono "giudaizzare" tutto!). Un ulteriore indizio, riguardo all'accostamento operato nel Cammino fra la "legatura" di Isacco (attenzione, non il "sacrificio" di Isacco, che non avvenne, bensì la "legatura": la parola akedà indica il "legare") e la Croce di Cristo, ce la dà Kiko stesso:
"La Croce è tutta una catechesi. Il tripode è formato da tre serpenti. Che cosa significa ciò? Salendo nell'asta incontriamo un globo, questo rappresenta il Mondo. Tra il globo e la Croce c’è l’immagine di Maria che prega Cristo per noi peccatori. LEI È LA DONNA CHE SCHIACCIA LA TESTA DEL SERPENTE, come dice Genesi (3,15), per questo motivo ci sono serpenti nel tripode della Croce. Il Cristo ha il capo eretto perché è un Cristo Vivo. Non è morto. Risuscitò. Inoltre il Cristo ha una corda nella cintura... questo è un riferimento a Isacco, che è la prefigurazione di Cristo. AKEDÀ"
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In realtà in queste parole c'è la solita ambiguità Kiko-style: Isacco può essere considerato prefigurazione di Cristo  – in accordo alle interpretazioni dei Padri – in alcuni simboli che troviamo nella Sacra Scrittura: Isacco portò la legna sulle spalle (come Cristo il legno della Croce), fu condotto al sacrificio in cima ad un monte (come Cristo salì il Golgota), era l'unico figlio di Abramo (come Cristo è Unigenito Figlio del Padre); Cristo però non fu legato, non avvenne nessuna "legatura di Cristo" e ciò è coerente con la volontarietà dell'offerta di Sé del Signore. Isacco fu portato sul monte, in un certo senso, contro la propria volontà e con un sotterfugio, mentre il Signore offrì Sé stesso "sino alla fine" in piena coscienza e liberamente; in più, nel racconto scritturale, ad essere importante, forse anche più di Isacco, è l'ariete, che viene sacrificato al posto del figlio di Abramo.

Perché Kiko sente tutto questo bisogno di esaltare l'atto del legare associandolo alla crocifissione di Cristo? Perché Kiko ha composto su questo tema addirittura un canto da salmodiare durante la Veglia di Pasqua (e una prossima "sinfonia" - ahinoi!)? Una lucida e interessante interpretazione ce la scrive l'utente Donna Carson che riportiamo qui di seguito:
"Riprendo il discorso sulla corda di Isacco forzatamente attribuita a Cristo nel crocifisso Kikiano. La cosa mi dà molto da riflettere perché ahimé, per 20 anni mi sono sciroppata qualunque creatività in materia di segni e simbolismi senza fare nessuna domanda, e dando sempre per scontato che andasse bene così, e che tutto rientrasse comunque in logiche e prassi condivise nel cattolicesimo. Ora che ci penso non posso non riconoscere che la forzatura dell’interpretazione di Cristo come Isacco, che ci si faccia caso o meno, va a intaccare l’immagine e la relazione che un cattolico instaura con Cristo.
Abituarsi a considerare Cristo come Isacco, e in particolare l’Isacco dell’Akedà, uno che subisce senza comprendere, senza avere nessuna relazione con Dio Padre ma solo fidandosi dell’intermediazione di Abramo è in effetti molto rispondente all'impostazione neocatecumenale, così come anche l’atteggiamento di chiedere di essere legato per essere costretto a obbedire e a non scappare.
Cristo è andato molto oltre tutto questo, il suo sacrificio, seppure vissuto con tutta la debolezza umana, è stato assolutamente pieno e libero. Cristo ha scelto fino alla fine di non scappare dalla Croce, non ha avuto bisogno di mettersi in condizione di non poterlo fare.
Nella mentalità neocatecumenale il concetto di libertà è sempre frainteso con questa concezione: la libertà sarebbe quella che ti permette di scegliere di legarti mani e piedi a qualcosa per il tuo bene.
La Preghiera è un bene? Si, e allora siccome non può essere lasciata alla tua libertà e al tuo discernimento ti diamo noi le regole. L'apertura alla vita è un bene? Sì, e allora ti diciamo noi come viverla per essere sicuro di non sbagliare. La condivisione dei beni è un bene? Sì, e allora ti diamo la tassa della Decima così sei aiutato a non scappare. Nel mondo potresti incontrare delle tentazioni, dei messaggi fuorvianti e perderti? Legati mani e piedi alla comunità, fatta di impegni sempre più pressanti e sempre più anti-mondo con orari monopolizzanti che ti costringeranno a chiudere tutti gli altri rapporti e saremo tutti più tranquilli.
Il bacio alla "reliquia"
che il "profeta" ti porge
Il Cammino ha proprio l’ambizione di fungere da corda che ti lega impedendoti di scappare e costringendoti verso il bene ("bene" liberamente interpretato dai catechisti), ma questa semplicemente non è libertà, e senza libertà non c’è Fede, e non ci può essere relazione autentica e sana né con se stessi né con gli altri né con Dio Padre.
P.s. mentre scrivevo queste parole mi è tornato un ricordo da brividi: pullman in pellegrinaggio (credo prima dell’incontro vocazionale di Amsterdam), catechesi della cosiddetta "catechista" neocat in preparazione alle alzate, per completare il lavoro di bombardamento sui soggetti da incoraggiare, disse testuale: "Voi pensate che uno può sentire la libertà e si alza, ma io vi dico che è il contrario, prima ti devi alzare anche se non vuoi, con tutte le paure ecc, e poi sperimenterai la libertà".

Palco, scenografia e VIP: tutto pronto
per la cerimonia delle "alzate" a Kiko
Inutile dire che conosco più di qualcuno che si è alzato, facendo un gesto plateale che ha sempre delle conseguenze, anche se si risolve con un nulla di fatto (anzi, spesso sono questi i casi in cui le conseguenze sono più pesanti), e poi la libertà non è mai arrivata, anzi, magari sono arrivate crisi depressive, crisi di fede, crisi di identità, semplicemente perché è un abominio gestire in questo modo una cosa intima come la vocazione soprattutto nei primi momenti, e non c’è assolutamente niente che ha a che fare con la libertà in tutto ciò, se non, come sempre, quella di Kiko, di fare e disfare come la sua mente malata ed egocentrica gli suggerisce, passando come un Caterpillar sulla vita delle persone."
Dunque è la voce dell'adepto che implora il catechista di legarlo così che "non sia che per paura io resista"?

43 commenti:

Michela ha detto...

Il Cristo del cammino è un Cristo ebraico, cioè è solo umano, è l'uomo sofferente, eletto e perseguitato.
Mi è sempre più evidente che la dimensione divina è oscurata ed è messa in risalto quella umana.
Mi chiedo solo se la divinità di Cristo è stata semplicemente ridimensionata, riducendolo ad un super-uomo o se è stata trasferita in qualche modo su altro: su Kiko o piuttosto sul cammino stesso che non è più solo un'altra Chiesa, ovvero uno strumento di salvezza, ma la salvezza stessa.

Sono domande oziose, ma mi piace farmi domande a cui la risposta arriva magari dopo anni...
del resto cantavamo questo:

TU SEI IL CAMMINO, COM'È MERAVIGLIOSO!

TU SEI IL CAMMINO, TU SEI L'AMORE.

TU SEI IL CAMMINO, TU SEI LA VIA.

TU SEI IL CAMMINO, TU SEI LA VITA.

TU SEI IL CAMMINO, TU SEI LA VERITÀ,

TU SEI LA VITA.

sandavi ha detto...

Mamma mia quant'è brutto visto così, Michela! Sembra il testo di un indottrinamento di livello cambogiano....

Michela ha detto...

Eppure, Sandavi, tutto quello che so sul cammino lo so attraverso queste suggestioni, parole di canti, atteggiamenti. Nulla di logico, quindi, e mi stupisco come assieme a Lino, Tripudio ed altri che non hanno fatto il cammino, siamo arrivati alle stesse conclusioni, chi leggendo i testi, e chi, come me, ascoltando le 'risonanze' che le varie catechesi, canti e icone hanno risvegliato.

sandavi ha detto...

Pur conoscendo il canto, e sapendo che è stato manipolato il testo originale delle Odi di Salomone (che peraltro sono poemi gnostici... mi viene da piangere), mettendolo in questa forma testuale mi sembra di leggere il testo di una canzone da far cantare a tutti gli studenti sovietici, in onore al Padre della Patria. E' proprio brutto...

l'apostata ha detto...

E aggiungiamoci che il signor trettre dottor (h.c.) megalomane Arguello ha avuto la sfrontatezza di pubblicare il suo "santino" scrivendoci testualmente "...il Messia presente in noi..."

Vuoi vedere che quello "da legare" è proprio Sankiko?

Egregi camminanti duri e puri, che di fronte ai fatti tacete, cosa pensate di un tizio che si autoproclama santo, distribuisce il proprio santino e ci scrive del Messia presente eccetera?

Dite fatti concreti ;-))

Anonimo ha detto...

Ho ingrandito la foto del crocifisso di kiko per vedere il particolare della fune che gli cinge i fianchi,subito per effetto ottico ho intravisto dalla cintola in giù un'altro volto capovolto,allora ho girato l'intera immagine ed il risultato è inquietante

sandavi ha detto...

p.s. In relazione al crocifisso kikiano, che "Non è morto. Risuscitò", stamattina pensavo a che razza di colossale eresia possa aver attinto per disegnare il Cristo Risorto sulla Croce. C'era in passato chi diceva che si era ispirato ai crocefissi medioevali, i quali spesso ritraggono Gesù con gli occhi aperti, ma in quel caso è il cristo vivo sulla croce e SOFFERENTE, non Risorto!

E anche in questo caso, ma che diavolo c'entra legare Gesù come Isacco?

Quello che mi domando io Michela è come abbiamo fatto a sopportare tutte queste suggestioni, eresie,...

L'altro ieri ho partecipato a una festa di Battesimo con la mia prima comunità di origine. Non li vedevo da un po' e da una parte mi ha fatto piacere, ma dall'altra mi sono sentito diverso, molto diverso, su un altro pianeta. Singolarmente erano tutti normali, ma nel complesso mi è venuta una grande tristezza, una specie di malessere. Non ho visto nessuno veramente felice, lieto. Le stesse dinamiche identiche dopo almeno 13 anni che ho lasciato quella comunità
Le stesse coppie con le stesse liti, gli stessi anziani lasciati in un angolo, gli stessi gruppetti, le stesse identiche battute.

Mi è sembrato come se il tempo si fosse fermato, diciamo, come se avessi davvero trovato persone ottime ma legate, intrappolate in uno schema preconfezionato, nel quale si finisce a parlare sempre e solo una lingua, sempre e solo di certe cose, come tanti robot.

Ripeto, nel singolo si trova tanto, ma nell'insieme ho avuto la netta impressione di una gigantesca farsa, di una specie di recita di parte. Mi è profondamente dispiaciuto.

Anonimo ha detto...

vi vorrrei ricordare che Melitone di Sardi dice proprio nella sua Omelia Pasquale "Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato."
Dall'« Omelia sulla Pasqua » di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 65-67; SC 123, 95-101)
Ossequi

by Tripudio ha detto...

Quel canto è particolarmente significativo.

I cattolici credono che Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita.

I neocatecumenali credono che il Cammino è la Via, la Verità, e la Vita.

Aggiungiamoci pure che Kiko, in un suo dipinto, scriveva che Dio è Parola, Liturgia e Comunità.

Vincenzo ha detto...

@ anonimo ore 10:37

Non sono riuscito a girare l'immagine come ha fatto tu, ma ci ho intravisto anch'io qualcosa di inquietante... Non mi voglio esprimere, però, perché magari potrebbe essere solo una suggestione, ma è un volto brutto!

l'apostata ha detto...

@ Anonimo ossequiente delle 11.40

Letto il tuo post su Melitone devo riconoscere una cosa: quando vi dicono di circoncidere la ragione lo fate sul serio, della tua non ne è rimasta traccia alcuna.

Ossequi.

by Tripudio ha detto...

Quanto a Melitone di Sardi, è famoso per essere stato adoperato abusivamente (nel senso di abuso liturgico) nelle liturgie di Kiko al posto delle letture previste dal Messale.

Questi neocatekikos vengono qui a sproloquiare di Melitone, di Midràsh, di Primicristiani, con una cultura che definire "da cruciverba" è già eccessivamente lusinghiero.

Chiedetegli una citazione a caso da qualche altro scritto di Melitone di Sardi, e resteranno a bocca aperta. Finché qualcuno di loro non va a spulciare da Google e Wikipedia per sapere almeno in che epoca è vissuto Melitone, e se Sardi si trovi in Sardegna o se sia abbreviazione ittica di "sardina".

Vincenzo ha detto...

@ by Tripudio

Si sa, loro citano solo quello che gli fa comodo, magari come avvenuto in certi casi strumentalizzandone il significato. Lo hanno fatto anche con Nostro Signore Gesù Cristo, cosa vuoi di più?

sandavi ha detto...

L'anonimo ossequioso ci conferma solo che fra Testimoni di Geova e Neocatecumenali ci passa poca differenza.
Bello prendere un'unica citazione di Melitone e spararla per opporsi a 200 righe di articolo documentato con tanto di ragionamenti.

Se anche avesse ragione, ci faccia sapere come si giustifica il "cristo resuscitato crocifisso" e cosa c'entra il legaccio alla vita (ma Melitone non diceva "ai piedi").

Lino ha detto...

Perdonatemi, io sempre critico i neocatecumenali confrontando con le Sacre Scritture.
La questione è semplicissima: alle Scritture non si aggiunge e non si toglie, brano o simbolo che sia. Quella corda sulla Croce non c'è, quindi semplicemente è una eterodossia, non ci sarebbe bisogno di ulteriori considerazioni. La Croce è Cristo, i due assi di legno, un cartiglio. Non c'è corda o pettorale giudaico del giudizio sulla tunica, come in un dipinto eterodosso di Kiko che aggiunge, toglie e mistifica per diffondere le proprie concezioni e invenzioni.

Volendo approfondire, dimostrare scritturalmente che la corda sia un'eresia, è sufficiente confrontare Genesi 22 con il Vangelo.
In Genesi 22,7 Isacco dice: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?». Isacco non sa perché sale sul monte e Abramo risponde in modo evasivo, con una mezza menzogna dicono alcuni, perlomeno in maniera enigmatica sostengo io.
In Cristo è totalmente diverso. Sin dalle Nozze di Cana il riferimento è all'ora che deve giungere. "Gesù rispose loro: "È venuta l'ora, nella quale il Figliuol dell'uomo sarà glorificato...E che dirò io? Padre, liberami da quest'ora. Ma io sono venuto appunto per quest'ora" sta scritto in Gv 12, 23-27.
E' una delle principali critiche che ho fatto a Kiko Arguello nel saggio: la costante sostituzione del typos all'antitypos, la prefigurazione veterotestamentaria che si sovrappone alla figura di Cristo, imbrogliando le carte per imbrogliare gli adepti. Non tutti gli elementi di una prefigurazione vanno trasportati nell'antitypos altrimenti, come in Giona nel ventre del grande pesce tre giorni e tre notti, dovremmo immaginare che i tre giorni e le tre notti di Cristo nel Sepolcro furono una punizione di Dio.

Anonimo ha detto...

ma allora perchè i parroci lo fanno cantare alla veglia di pasqua? non mi dite però perchè sono oliati.. perchè non puntano i piedi e fanno rispettare la liturgia? forse non ci vedono nulla di male? io sono sconcertato! vi ringrazio di questo illuminante post parliamone coi parroci smettiamola di far e dire solo parole al vento, è il momento di farci sentire e non solo in un blog come questo! Che ci possono fare? Ci cacciano dalle parrocchie???? Fabio

by Tripudio ha detto...

Parli dei parroci neocatecumenali che sostituiscono arbitrariamente un pezzo della liturgia?

Notate il relativismo neocatecumenale: "i parroci non ci vedono nulla di male". Cioè per i kikos il male non è ciò che è oggettivamente male, ma solo ciò che viene "visto" come male dai diretti interessati. Sarebbe come chiedere a un drogato: "la droga fa male?"

Lino ha detto...

P.S.
E ti pareva che non citavano il passo di un frammento attribuito a Melitone di Sardi! Certo che è stato "legato" ai piedi, con una piccola differenza, però: dai romani e in piena libertà propria (rileggi le citazione dei Vangeli nell'articolo). Quel brano di Melitone mica riferisce la richiesta di Cristo al Padre di essere legato, per paura di una resistenza e dell'invalidità del sacrificio, come nel canto di Kiko?

In ogni caso - fermo restando che il passo di Melitone di Sardi non riferisce quello che dite nel Cammino anche sulla corona di spine, siete recidivi - oggi è assolutamente acclarato che altri grandi santi e papi (san Bernardo di Chiaravalle e san Gregorio Magno, per esempio) hanno totalmente sbagliato alcune esegesi. Ragiona, quindi, anonimo: volendo ammettere per assurdo che un vescovo del II secolo abbia riferito quello che dice Kiko e lui solo, lo prendi per oro colato perché sta nell'Akedà NC? Qualche seconda testimonianza della "legatura di Cristo" secondo Kiko, per favore, possibilmente non ridotta a due parole come nel testo attribuito a san Melitone.

Anonimo ha detto...

@Anonimo delle 11.40
Nessuno qui sta negando che la figura di Isacco sia interpretabile come prefigurazione di Cristo, qui si contesta il forzato accostamento nel Crocifisso Kikiano e nel canto della Veglia di Pasqua con l’Isacco dell’Akedà (ovvero derivato da un Midrash), il laccio in questione non è semplicemente quello citato da Melitone ai piedi ma sarebbe quello con cui Isacco chiede di essere legato, e in questo senso, ipotizzare un’affinità con Cristo sarebbe gravemente fuorviante. Citi Melitone di Sardi come se questo autorizzasse di per sé a rimaneggiamenti di questo tipo che in realtà si è sognato solo Kiko di poter fare. Con questa logica quali potrebbero essere i prossimi step per dare più ricchezza alla figura del Crocifisso? Oltre che col legaccio ai piedi (e Kiko comunque lo mette più su) vogliamo farlo zoppo così richiama Giacobbe, col mantello per Giuseppe, un simboletto da pastore per Abele, il bastone in mano per Mosè? Donna Carson

Michela ha detto...

vi vorrrei ricordare che Melitone di Sardi dice proprio nella sua Omelia Pasquale "Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato."
Dall'« Omelia sulla Pasqua » di Melitone di Sardi, vescovo (Capp. 65-67; SC 123, 95-101)
Ossequi


benissimo, non ci trovo nulla da eccepire.
Stai dicendo che Gesù ha preso su di sè tutte le sofferenze, da quelle di Abele fino ad arrivare alla fine dei tempi.
Quindi ha fatto qualcosa di nuovo, di assolutamente diverso, non ha sofferto dei suoi dolori ( come Isacco, Mosè, ecc.), ma di quelli di tutti. E difatti Cristo crocefisso, 'scandalo per i giudei', è una profonda rottura con il passato.
E allora la domanda resta: che ci fa la corda di Isacco sulla croce?

ovvero traducendo in linguaggio banalissimo quanto ti hanno scritto più sopra:
se nell'A.T. si trovano figure che in alcuni aspetti richiamano la vicenda di Cristo, come fate a dire che invece è Gesù che assomiglia alle figure dell'A.T.?

by Tripudio ha detto...

Il presbitero neocatecumenale Edivaldo Da Silva, già noto per esser parte del gruppo "Diana" (i Pasqualoni di Guam), secondo voi cosa ha imparato nel seminario neocatecumenale Redemptoris Mater?

Se proprio avete uno stomaco di ferro, potete ascoltarlo direttamente dal soundcloud, una sua omelia in cui parla di come si trastulla sessualmente.

Così capirete anche dove vanno a parare il moralismo neocatecumenale e le confessioni pubbliche del Cammino.

Intanto lo scandalo dell'altro presbitero neocatecumenale da Guam al Qatar, pure è stato ripreso dai giornali. Che sono in lingua inglese, cioè accessibili in tutto il mondo.

Faccio notare che la giustizia americana non è lenta come quella italiana. Per cui lì a Guam i kikos non possono usare la querela (o la minaccia di querela) come strumento per molestarti.

Il vescovo Ballin ora si ritrova col proverbiale cerino acceso in mano: riuscirà a passarlo di nuovo al vescovo neocatecumenale Apuron prima di scottarsi? Chissà se questa è la volta buona che cominci a riflettere sul fatto che servire il Cammino può anche essere redditizio, ma prima o poi comporta sgradevoli conseguenze.

Anonimo ha detto...

Non è che con tutte queste precisazioni, spiegazioni illuminazioni su Isacco, la corda l'Akedà, rendete vano tutto il lavoro che il compositor-suonator-cantor kiko stà compiendo per la sinfonia n° 2 "Akedà"?
Ma perchè rompete le uova nel paniere?
Ma voi lo sapete quanto sudore bisogna versare per rendere tre o quattro accordi armonici fra di loro?
Ingrati tutto il mondo ne soffrirà

Lino ha detto...

@Michela
Infatti, Michela, nulla da eccepire. "Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi". Giustissimo, potremmo affermare, sulla falsariga del mio commento precedente: "e in Giona stette per tre giorni e tre notti nel ventre di un sepolcro".
"In" ha valore di "come in", addirittura più strettamente nell'identificazione tipologica: è noto che Melitone fu tra i fondatori della tipologia di Gesù e della teologia della sostituzione. In questo (e non solo) fu decisamente antigiudaico, bisognerebbe che l'anonimo e Fabio si informassero.

In ogni caso, insisto nella domanda:
"Egli è colui che in Isacco fu legato ai piedi" significa "Legami, legami forte Padre mio, non sia che per paura io resista e non sia valido il tuo sacrificio e tutti e due siamo rigettati"? Quale guida per la comprensione dei testi utilizzate voi neocatecumenali, volete segnalarmela?

Ruben ha detto...

OT:
A proposito del Crocifisso di Kiko, con molta probabilità, si tratta della copia un Crocifisso cataro o albigese(che poi è la stessa cosa).

Nel XIII sec., Leon città natale di Kiko, era un importante centro cataro.
---

Ruben ha detto...

P.S.
Mi sto documentando ulteriormente in merito.
---

psyco ha detto...

PRESTO CI SARANNO ALTRI RESPONSABILI NC IN CARCERE ???

http://www.junglewatch.info/2016/04/jackie-there-are-so-many-lies-here.html

I VESCOVI NC ....COME NEL FILM " SPOTLIGHT ""!!!!

http://www.junglewatch.info/2016/04/spotlight-on-apuron-teri-untalan-nails.html

Lino ha detto...

@ Donna Carson
;-)

"In Mosè", fossi Kiko, suggerirei di farlo "impacciato di bocca e di lingua" (Cfr. Esodo 4,10).

Rimane, naturalmente, senza risposta la domanda:
«Egli è colui che in Isacco fu legato ai piedi" significa "Legami, legami forte Padre mio, non sia che per paura io resista e non sia valido il tuo sacrificio e tutti e due siamo rigettati»?

Neocatecumenali come quello del 12 aprile 2016 11:40 hanno in comune l'impaccio della tastiera, quando si pongono domande chiare e pertinenti. Sempre gli rimane incastrato il tasto Ctrl.

Lino ha detto...

In ogni caso, per concludere da parte mia, qui il dipinto di un pittore spagnolo che ne capiva più del nostro delle baracche:

http://4.bp.blogspot.com/-nTpu6xYPTms/T9IAaGFr8MI/AAAAAAAABwQ/eZCJVUzrwmI/s400/AGNUS+DEI+DE+FRANCISCO+DE+ZURBARAN.JPG.jpg

Capito, anonimo, cosa significa "in Isacco fu legato ai piedi"? Tutto il resto del vostro Akedà è un Midrashim che appresi dal post di un mio conoscente, un ebreo salernitano.

Anonimo ha detto...

vi invito caldamente a visionare questi video e metterli a confronto fra loro, qui https://www.youtube.com/watch?v=I0np_oUPa5o&nohtml5=False addirittura 2 modi diversi di dare la comunione e poi guardate anche questo https://www.youtube.com/watch?v=YgG6I78JBs4 qui alla fine si inginocchiano.. però!

by Tripudio ha detto...

Sì, certo, la Parracchia, certo. Volevano scrivere "pernacchia".

In effetti è una Grande Notizia sapere che dei neocatekikos sono capaci di inginocchiarsi a qualcosa che non sia il sommo Kiko.

Come se bastassero un paio di video a dimostrare che improvvisamente tutto il Cammino ha cominciato a credere alla presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.

Intanto, pare (dico: pare) che il Camacho non sia stato incardinato nel Qatar, perché il Cristobal neocatecumenale nominato ieri ha rilasciato un comunicato stampa per dire pubblicamente che:

- il vescovo neocatecumenale Apuron aveva chiesto al presbitero neocatecumenale Camacho di dimettersi (mentre nell'annuncio ufficiale, dello stesso ufficio di curia, si diceva il contrario: cioè che era stato il Camacho a dimettersi e che Apuron aveva accettato); in tal caso ci si chiede: perché Ballin ha furiosamente affermato di essere il vescovo di Camacho?

- e che il Camacho sarebbe ancora incardinato nel clero di Guam (il che è difficile da verificare perché misteriosamente dal sito web dell'arcidiocesi è scomparsa la sezione con l'elenco dei sacerdoti e diaconi: cosa hanno da nascondere?).

- e che l'Avvocatura di Stato di Guam (nella persona dell'Attorney General) ha lasciato cadere il caso... ricordiamo che l'Attorney General è quella invischiata nella questione del Certificato Pubblico Falso del seminario neocatecumenale R.M. - cioè è connivente col Cammino.

I neocatecumenali se la cantano e se la suonano a dispetto di ogni legge, di ogni gerarchia, di ogni giustizia; distribuiscono ai fedeli cattolici cataste di menzogne e di schiocchezze; quando qualcuno getta luce sui loro misfatti reagiscono come indiavolati. Fatevi voi un'idea di cos'è il Cammino.

Anonimo ha detto...

ecco... ecco...ecco... ecco... ecco... ecco... ecco... ecco... ecco... ho ascoltato per circa un minuto e 40 secondi, poi mi veniva fastidio, ma fastidio forte... e se tiriamo via tutti gli "ecco" che vengono continuamente ripetuti e usati come incipit per ogni frase che viene detta... ecco, è tutto un casino... ecco sarebbero i video da inviare in vaticano insieme alle lettere, ecco, perché, ecco....

Valentina Giusti ha detto...

Nel video si inginocchiano alla fine per la benedizione dell'invio alle missioni 100 piazze. Nulla di nuovo. La consacrazione in piedi nel fiero atteggiamento dei risorti, l'invio in ginocchio. Si vede che l'annuncio del kerigma di Kiko è un momento di maggiore sacralità rispetto al Sacrificio di Cristo.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!!!!!!!!!!!!!1!!!1!

BOTTA E RISPOSTA fra l'attorney general e un ex senatore --- l'attorny general CERCA DI SALVARSI IN CALCIO D' ANGOLO " non sapevo che una petizione fosse un interrogatorio "!!!!

http://www.junglewatch.info/2016/04/pnc-headlines-april-13-2016-bitter.html


l' ex senatore le mena anche alla avvocatessa responsabile della comunità NC in cui il vescovo NC è uno dei fratelli di comunità ---- " IL CERTIFICATO PUBBLICO DEL SEMINARIO RM.....è praticamente UNA COMMEDIA DEGLI ERRORI.....su quella proprietà io ho visto QUATTRO CERTIFICATI PUBBLICI e OGNUNO DICEVA UNA COSA DIVERSA !!!!! .......ormai il seminario RM non appartiene più alla diocesi....ma alla CORPORAZIONE SEMINAARIO REDEMTORIS MATER...comandata dai GENERINI e da padre PUCETTI.....che vivono nel NEW JERSEY....... "

http://www.junglewatch.info/2016/04/a-real-lawyer-versus-trained-lawyer.html

NEOCAT preparatevi a finire in TRIBUNALE......a rispondere della MEGATRUFFA del seminario r.m. di guam !!!!!!!!!!!

sandavi ha detto...

La questione di Guam, come previsto da Tim Rohr e dai suoi collaboratori e anche da questo blog, segue la logica dell'incendio.

Quella che poteva sembrare una piccola fiammella insignificante (le rimostranze di un barboso cattolico preconciliare riguardo al "licenziamento" di un Parroco in una remota isola del Pacifico, Don Paul Gofingan - parafrasando uno degli insulti che vengono rivolti a Rohr tutti i giorni), e che è stata ignorata dalla gerarchia cattolica e dai caporioni NC, è diventata ben presto un allegro e pericolosissimo fuocherello.

Ciò è accaduto perché invece di rispondere seriamente alle questioni sollevate da Rohr e da altri cattolici, il Vescovo ha continuato a fare finta di niente, spingendo un gruppo di fedeli sempre più delusi e sempre più determinati a scavare nelle faccende neocatecumenali. Da allora, il Vescovo (e il CNC) di errore in errore sono riusciti solo a gettare altra benzina sul fuoco, passando da una bugia e un sotterfugio a un altro.

Ed ecco che, invece di spegnere le fiamme, cercando stupidamente di coprire le malefatte e continuando a mentire hanno trasformato una inezia in uno spaventoso incendio, che ora infiamma tutta l'isola (le proteste sono praticamente settimanali a ogni buona occasione, il numero dei fedeli preoccupati è aumentato e adesso ha la forma di un movimento di protesta organizzato), ha richiesto una Visita dei Delegati Apostolici (un fatto molto grave) e a causa dei recenti avvenimenti (l'arresto del Camacho per aver fatto sesso con una minore) ormai l'incendio si è trasferito pure oltreoceano.

Già due Vescovi sono coinvolti nel caso, Apuron e Ballin, nonché due Senatori americani, il procuratore generale di Guam, un intero Diparimento del Catasto e svariati avvocati e chissà cos'altro potrà accadere ancora. In tutto questo i Neocatecumenali di Guam, capeggiati dai Gennarini e dal Sammut non fanno altro che negare, e tentare di sviare l'attenzione (solo adesso concretamente, e solo perché la cosa ha superato largamente i confini di Guam!) peggiorando le cose e dimostrando di essere entrati nel panico.

Trasmissioni radiofoniche, giornali, siti internet del Pacifico si occupano della faccenda e la seguono passo passo. Non ci vorrà molto perché la faccenda arrivi anche negli Stati Uniti continentali.
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sandavi ha detto...

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Tutto ciò è stato possibile solo a causa delle squallide menzogne neocatecumenali a proposito del "seminario per Guam" istituito non per dare un clero a Guam come i benefattori che ne hanno permesso l'acquisto avrebbero voluto, ma per creare un clero fedele a Kiko da spedire ovunque egli voglia con la connivenza del Vescovo Apuron, membro effettivo del Cammino neocatecumenale (attenzione: si sottopone anche agli scrutini, da parte di Pius Sammut).

Ricordo con tristezza che quando si cominciò a parlare del seminario di Guam (forse era il 2007 o 2008), del quale Kiko si vantava enormemente, negli annunci si raccontava dell'incredibile provvidenza che aveva mosso alcuni benefattori sconosciuti a donare una enorme somma per l'acquisto del Hotel Accion e del terreno intorno, una proprietà enorme, del valore di 35 milioni di dollari. Si diceva di come quella donazione era stata fatta proprio per aprire un Seminario RM, di come il Signore era stato generoso, che non sapevano come fare e all'improvviso tutto si era risolto, ecc. ecc. La solita nenia NC. E' triste ora constatare che non c'era nessuna provvidenza dietro questo fatto, ma un imbroglio, perché i benefattori non intendevano regalare milioni al Cammino ma alla diocesi e che il Seminario avrebbe dovuto essere per tutti e non per il Redemptoris Mater, mentre il Vescovo Apuron ha trasferito integralmente l'uso della proprietà in perpetuo al Redemptoris Mater. E' triste vedere che un Vescovo è stato disposto a mentire e a tentare persino di indurre i benefattori a mentire su questo fatto (cioè a firmare una carta nella quale si dicesse che l'intenzione iniziale era proprio quella di donare la proprietà al Seminario RM).

Questo è ciò che accade quando un Vescovo è uno sfegatato Neocatecumenale. Questo è ciò che accadrà anche altrove, per esempio nel Vicariato dell'Arabia Settentrionale, se questa gente non viene fermata per tempo. Ecco perché Guam è così importante.

Michela ha detto...

Quello che questi ingenui/furbetti vescovi non sanno è che nel cammino il singolo non conta nulla, conta solo il cammino e si sa bene come eliminare le persone che diventano scomode.
Basta poco per gli egocentrici camminanti, una frase più pesante agli scrutinii, una celebrazione importante che viene affidata a qualcun altro, e il malcapitato si rattrista, entra in depressione ( la depressione è sempre in agguato e prima o poi affiora), e quel punto con amorevole sollecitudine gli si toglie qualche incarico in modo che la persona si riposi di più. La depressione diventa più forte e a quel punto il lavoro è fatto, e lui si ritrova fuori dal cammino, e nessuno sarà disposto a difenderlo.
Quando ho letto anni fa della vicenda di Guam ho subito pensato con un po' di pena al povero vescovo perchè è chiaro che il cammino vince e Apuron perde, ma a quel punto sarà screditato e nessuno lo ascolterà.

Wolf ha detto...

Domani 17 aprile,IV Domenica di Pasqua,avranno luogo le ordinazioni sacerdotali nella Basilica Vaticana,di 11 sacerdoti per la Diocesi di Roma.

http://www.romasette.it/papa-francesco-ordina-11-sacerdoti/

La parte del leone, tra i vari seminari, la fa ancora il Redemptoris Mater,da cui provengono 4 ordinandi.

Inutile dire che gli ordinandi provenienti dal Maggiore,dal Divino Amore,dall'Almo Capranica,dagli Oratoriani e dai Rogazionisti del Cuore di Gesù,saranno(giustamente) a disposizione del Vescovo che li ordinerà e,nel caso dei 2 ordini,anche dei propri superiori religiosi.

Indovinate invece gli ordinandi del Redemptoris Mater di chi saranno a disposizione........e immaginate a cosa saranno destinati tra 1 o 2 anni.............

by Tripudio ha detto...

"La parte del leone" la fa con delle "vocazioni" (virgolette d'obbligo) raccattate qua e là. Quei quattro non provengono dalla diocesi di Roma.

Fra parentesi, quando a Roma i Legionari di Cristo ordinavano 55-60 sacerdoti in un sol colpo, non facevano "notizia" come la "parte del leone" sopra citata.

Il Cammino è un "leone" che raglia - i Legionari (e l'Opus Dei e tante altre benemerite congregazioni) agnellini che ruggiscono.

Wolf ha detto...

Pienamente concorde con te caro Tripudio.

Quando ho scritto che il Redemptoris Mater fa la parte del leone intendevo dire che(purtroppo)avremo altri preti kikiani-carmeniani,e non preti per la Chiesa Universale.

Ed è questo il problema ed il rischio grossissimo è che,se si va avanti di questo passo senza che nessuno di chi di competenza muova un dito,si rischierà la trasformazione della Chiesa Romana,Una,Santa,Cattolica ed Apostolica,in una Chiesa a immagine e somiglianza del Cammino Neocat.

Che il Buon Dio ce ne scampi e liberi,ma bisogna che chi di competenza,a tutti i livelli,si svegli e incominci a provvedere,per evitare una tale catastrofe(la definisco così,perchè tale è o rischerà di esserlo).

Daniel Lifschitz ha detto...

sono figlia di Daniele lifschitz mi chiamo Rachele la quinta figlia... non siamo tanti fatta da una catechesi e un viaggio x itineranza devo dire che mio padre e peggiorato da quando non va più in cammino .x che lui a finito come quando si finisce ... un parola con Dio non si finisce mai di amare il proprio fratello anche quando ti fa del male .x che vuol dire che a lui più bisogno di te.... credo che questo sito e x gente che non e riuscita mai a capire che Dio ci vede singolarmente. non x la gloria d'avere successo come mio padre che desidera prendere il posto di Kiko ma se non si da la vita x la famiglia x se stessi come fanno i santi e si crede di essere migliori di gente che non se mai realizzata e distruggere l'altro x fare qualcosa nella vita anche Hitler era invidioso ... la pace fratelli non disperatevi che e importante amare solo quello mio padre non e Sgarbi almeno lui fa il buffone in tv

Daniel Lifschitz ha detto...

se usassimo tutti la nostra intelligenza x fare del bene e dire del bene cosa riusciremmo a sconfiggere

by Tripudio ha detto...

A dare la vita per la propria famiglia, ad amare il proprio fratello anche quando ti fa del male, ecc., sono bravi anche i testimoni di geova e i pagani.

A renderci cattolici è la fede, e la fede si nutre solo della verità.

E la prima forma di carità è la verità.

Chi inquina la fede - come hanno fatto i due autonominati "iniziatori" spagnoli Kiko e Carmen - inquina la verità.

sandavi ha detto...

Rachele, questo modo di parlare male di tuo padre non ti fa onore come figlia.
Il fatto che "sia peggiorato" è una tua opinione, rispettabile, che non può però essere assunta come verità.