giovedì 14 aprile 2016

Svezia: panzane neocatecumenali

Ecco come in Svezia vedranno
la «Nueva Evangelizzazione»
Riceviamo qualche commento in seguito alla pubblicazione di un video di neocatecumenali autoinvitatisi in "missione ad gentes" in Svezia.


Ho visto una parte del filmato, quello sulla Svezia. Intervengo in qualità di cittadina svedese. Questi neocatecumenali si lamentano che è difficile entrare in contatto con gli svedesi (vero, in parte, gli amici sono quelli d'infanzia, gli altri sono buoni conoscenti), ma poi chiamano miracolo trovare soldi nella cassetta delle lettere.

Non si sono mai chiesti se questo possa essere stato un vicino discreto o qualcuno che non voleva mettersi in mostra (cosa orribile per uno svedese)?
Non credo che il Signore abbia una zecca clandestina di corone svedesi!

Facile criticare la Svezia, ma sicuramente i 100 e più euro che hanno ricevuto dallo Stato come assegno familiare per ogni figliolo al mese (il barnbidrag è indipendente dal reddito, anche i figli della principessa Vittoria lo ricevono) e maxtaxa, ossia lo sconto dal terzo figlio alla scuola materna non fanno certo schifo.
Potrei anche spiegare in che cosa consistono bostadsbidrag, bostadstillägg, socialbidrag, ma mi fermo qui. Questa è la loro Provvidenza? La loro provvidenza (con la p minuscola) sono le mie tasse! Non avete idea di quanto mi faccia infuriare essere presa per i fondelli e che altri vengano presi per i fondelli allo stesso modo! Se poi questi soldi finiscono nelle tasche di Kiko mi fa infuriare ancora di più! Purtroppo come cittadini EU non può esser loro negato il permesso di soggiorno, furbi questi, eh.

In una parola: ipocriti, ignoranti e ingrati.

Comunque anch'io ho trovato una volta soldi assolutamente inaspettati nella cassetta della posta.
Era la motorizzazione che mi restituiva parte dell'importo versato per la richiesta della patente di guida che non avevo conseguito.
Assegno totalmente inaspettato, ormai davo quei soldi per persi.
Ma ho chiamato in causa la provvidenza? Certo che no!
Uno semplicemente ringrazia per stare in uno stato che funziona e la questione è finita lì.

Questa provvidenza tirata per i polsini a destra e sinistra mi pare più sintomo di incapacità di dare struttura alla propria vita che altro.

Gli svedesi sanno anche essere scherzosi, all'occasione.

Quello che davvero non ce li vedo a fare e' lo strimpellare le chitarre in modo cacofonico.
Ho guardato il filmato dell'akkedà e mi son detta: ecchedè?
Come se sette chitarre e un povero flauto potessero sostituire una melodia inesistente!

Gli svedesi hanno una grande tradizione musicale e amano cantare "come si deve".
Non a caso la musica pop e' una delle principali voci dell'export svedese. Non ci sono solo gli Abba!

A me i neocatecumenali ricordano tanto invece le frikyrkor, chiese protestanti indipendenti dalla chiesa luterana ex di stato.
Lì succede di tutto e di piu' e mi preoccupa il fatto che uno dei grandi capi della Livets Ord (una di quelle chiese), si sia convertito al cattolocesimo, mmmh...

Speriamo bene, altrimenti due Kiko al prezzo di uno (questo era uno che gridava: i vostri soldi vi fanno male, dateli a me...).

Scusate lo sfogo, ma quando ci vuole ci vuole.

Saluti e hej då, Simonetta


p.s.
Ho trovato un articolo interessante sulla rivista svedese Dagen.
Dagen è una rivista cristiana a carattere ecumenico rivolta prevalentemente ai membri delle chiese protestanti indipendenti. L'articolo si intitola: «Più missionari nella "pagana" terra di Svezia».

Nell'ultimo capoverso interviene con il suo solito mantra (ma sa dire qualcosa di diverso ogni tanto?) il Nostro missionario neocatecumenale:
EGP, che appartiene al movimento missionario cattolico "Cammino neocatecumenale", è stato inviato in Svezia dal papa Giovanni Paolo II per diffondere il vangelo e per ricostruire la famiglia.

- Il concetto è che la famiglia vivrà come una famiglia cristiana e mostrerà che è possibile che uomo e donna siano fedeli l'uno all'altro, e che la famiglia nella sua interezza sia immagine della presenza di Cristo. Questo dà speranza alle persone che vivono in solitudine e che non hanno gioia nella vita, egli afferma.
Ho lasciato il testo il più fedele possibile all'originale, anche le minuscole dove noi forse metteremmo le maiuscole, Non è mancanza di rispetto, in svedese è normale così.

Ovviamente salta all'occhio quell'«inviato da Giovanni Paolo II», l'udienza dal papa viene sfruttata ovviamente come accredito.

Fate largo! Arrivano i kikos!

65 commenti:

l'apostata ha detto...

Il signor trettre dottor (h.c) matrimonialista Arguello nell'annuncio dell'Avvento 2015 ha strillato che "...non sono battezzati, in Spagna il 40%. L'opera più importante dell'apostasia è la distruzione della famiglia, 265 divorzi al giorno in Spagna, 265 divorzi..."

Eppure in Spagna il cammino è presente da cinquant'anni, con circa 7.000 comunità.

Però, secondo Sankiko, in Spagna non battezzati e divorziati aumentano esponenzialmente, nonostante la massiccia presenza di camminanti, esattamente come nel resto d'Europa.

Che significa tutto questo? Che il cosiddetto cammino non serve a un tubo.

I numerosi battaglioni neocat non hanno combinato nulla nella natia Spagna in mezzo secolo, perciò figuriamoci se le missio ad gentes neocat serviranno a qualcosa.

Me le immagino due o tre sventurate famiglie sbattute in Cina, in Svezia o in Olanda: Paesi di cui non parlano la lingua e non conoscono la cultura.
Secondo Sankiko evangelizzeranno, convertiranno, salveranno le famiglie.

La solita propaganda, priva di logica e che non vede la realtà: adatta ai circoncisi nella ragione.

Qualche neocat è in grado di spiegarci il fallimento del cosiddetto cammino in Spagna?
Basatevi sulle affermazioni del signor trettre dottor (h.c) profeta di sventura Arguello.

A che è servito in Spagna il cosiddetto cammino in cinquant'anni? E se non hanno combinato nulla in tanti a casa loro, che faranno quattro gatti in Paesi di cui non conoscono nemmeno la lingua?

Illuminateci, voi che avete il discernimento.

Simonetta ha detto...

Ho trovato questa testimonianza di una cattolica danese sul cammino neocat.:

http://www.katidialog.dk/side2/2014/4/2/min-erfaring-med-den-neokatekumenale-bevgelse

Il sito è un sito cattolico danese, mi pare un sito cattolico assolutamente "normale".
Le critiche sono quelle che si leggono spesso su questo blog, espresse in modo molto strutturato, tipico delle persone del Nord Europa (lo si impara a scuola).
Sarebbe bello poterlo leggere tutti, c'è qualcuno che sa il danese? Io non sono in grado di tradurre dal danese, purtroppo.
Colpisce ad ogni modo il fatto che le osservazioni e le esperienze di persone non disposte a rinunciare alla ragione a e restare fedeli all'insegnamento della Chiesa (il che coincide) siano sempre simili, espresse da reppresentanti dei più diversi Paesi e delle piú diverse culture (Danimarca, Guam, Italia, ecc.). Ma farsi venire aulche dubbio i signori neocat. no, mai, eh?

Saluti,

Simonetta

Michela ha detto...

Apostata, noi sappiamo che il cammino non fa evangelizzazione, il cammino è un percorso decennale che serve solo a tenere impegnate le persone a servire se stesse e il cammino.
Non c'è un vero incontro con le persone extracammino.
Il narcisismo del fondatore diventa la caratteristica del cammino per cui gli adepti parlano di se stessi, con se stessi, non escono dalle loro rigidissime modalità comunicative e quello che mi stupisce sempre è che non si rendono conto che gli altri non li capiscono. ( penso alle 100 piazze).

La stessa cosa accade nelle missioni dove i figli portano a casa qualche compagno di scuola, di solito figli di immigrati che cercano anche un posto nella società, e se riescono a fare qualche catechesi, la fanno a queste persone sostanzialmente emarginate, e non riescono a raggiungere il vero tessuto sociale.

Ma ovviamente i catechisti sanno benissimo queste cose e mantengono le costose evangelizzazioni perchè il cammino è un movimento chiuso che si autoalimenta nutrendosi di soldi e soprattutto delle energie dei suoi. E difatti non esiste una verifica seria, in cui vengano resi noti i numeri delle conversioni e la tipologia delle persone che vengono alle catechesi.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Mi viene da sorridere perché proprio domenica scorsa, mentre passeggiavo, in una piazza un gruppo di neocatecumeni, armati di potenti altoparlanti, cantava a SQUARCIAGOLA. Pur passando a una certa distanza ho avuto male ai timpani per qualche minuto.
La cosa può far sorridere, ma denota una notevole mancanza di rispetto per i passanti che li devono subire.

Ben altra impressione mi ha fatto un gruppo parrocchiale di giovani che, senza altoparlanti e senza urlare cantava con gioia una canzonetta semplice, non certo liturgica ma, del resto, non celebravano liturgie, ma solo la gioia di stare insieme nel nome di Cristo.

Propongo ai camminanti questo brano dell'ultima esortazione apostolica del Papa (al n. 99):

99. ... l’amore non opera in maniera rude, non agisce in modo scortese, non è duro nel tratto. I suoi MODI, le sue PAROLE, i suoi GESTI, sono GRADEVOLI e NON ASPRI o RIGIDI...

Se sono così ubbidienti alla Chiesa come dicono, si adeguiono. O, almeno, provino ad adeguarsi.

sandavi ha detto...

Il fatto è che Kiko si è semplicemente montato la testa. Lui era convinto di dover "salvare questa generazione" (ma dico ci rendiamo conto di che razza di affermazione deficiente è questa??) poi addirittura di dover "salvare la Chiesa", perciò ha caricato se stesso e il suo movimento di aspettative assurde e irraggiungibili, fatte di numeri roboanti, e spesso inventati, e di successi più immobiliari che altro.

Il Beato De Foucauld a cui dice di ispirarsi visse come un monaco nel deserto e non riuscì mai a fondare la congregazione e il movimento che desiderava (40 iscritti fu tutto quello che ottenne in vita). Visse da povero e morì da povero. Oggi i frutti spirituali del suo esempio di vita sono diffusi in tutto il mondo.

San Francesco restò poverissimo tutta la vita e non volle neppure essere il Superiore dell'ordine da lui fondato.

Kiko in questi anni ha avuto solo enormi successi ed è a capo di una folla osannante di decine di migliaia di persone che si muovono a suo comando.
Dove lo vediamo il cristianesimo nel cammino?

Lino ha detto...

Il Cammino non fa evangelizzazione, come ha scritto Michela. Il Cammino fa proselitismo e lo fa secondo un modello destinato al fallimento quando i fedeli irretibili saranno stati tutti attinti dalle parrocchie mercé l'impegno dei presbiteri filoneocatecumenali. Oramai sono agli sgoccioli, perciò si formano poche comunità. Rimasi impressionato da come, alla fine di un ciclo di catechesi finali, il catechista leader insistette per convincere una giovane coppia a chiudere per i giorni necessari la loro tavernetta, che da poco avevano inaugurato, per partecipare alla prima convivenza. Se ne uscì con tutto l'armamentario che ben conosciamo, l'esca del centuplo in primo luogo. La coppia non andò alla convivenza. Le cento piazze sono un fallimento, più una kermesse estetico-musicale del patrono Kiko che altro, non producono granché e le missioni all'estero essenzialmente iniziative propagandistiche da sbandierare ai quattro venti con finalità più interne alla Chiesa che esterne.

Kiko lo sa bene, da ciò la sua irritazione nel penultimo incontro dei neocat con il Papa, la sua richiesta che in ogni parrocchia si dovrebbe insediare il Cammino.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=xy0nEDMGq7k kiko a pompei

Michela ha detto...

chi si ricorda che prima delle cento piazze avevano tentato con l'evangelizzazione di strada?
A piedi o con un banchetto si fermavano le persone e si diceva quanto Dio aveva salvato la vita ecc, ecc.
Pensavo ai miei amici professionisti, dirigenti di alto livello, medici che mai e poi mai sarebbero andati alla domenica per le strade col rischio di farsi riconoscere. ( non ci andavo neanche io...)

Allora hanno inventato lo spettacolo delle 100 piazze che non richiede di parlare direttamente alla gente, in cui trovi facilmente qualche esaltato disposto a provare a se stesso e ai fratelli di essere in grado di fare anche lui catechesi e ragazzini e pensionate che si fanno qualche girotondo assieme.

Michela ha detto...

Kiko in questi anni ha avuto solo enormi successi ed è a capo di una folla osannante di decine di migliaia di persone che si muovono a suo comando.
Dove lo vediamo il cristianesimo nel cammino?


Ovvio Sandavi, il cammino è un vero 'segno dei tempi', cioè dei nostri tempi in cui conta l'esteriorità a discapito dell'interiorità.
Il cammino è denaro, tutto costa moltissimo, non solo le convivenze ma gli arredi che si comprano su catalogo ed hanno prezzi molto alti.
è lusso, basta guardare come hanno costruito i loro edifici
usa il denaro ottenere la benevolenza dei vescovi
è contro la bellezza, definisce bello ciò che è brutto
obbliga l'uomo riducendo la sua libertà
ha chiuso il cielo, ingabbia il linguaggio e i segni alla dimensione materiale
è chiacchiera continua, confusione, , è rumore, non incoraggia il silenzio
invoglia le persone a seguire un'allettante novità, creando una frattura con un presunto passato ( che nella Chiesa è sempre un 'presente')

Cosa ci trovi di diverso rispetto alla cultura dominante?

La Voce dello Ionio ha detto...

Pietro (NON del Cammino) ha detto...
“Propongo ai camminanti questo brano dell'ultima esortazione apostolica del Papa (al n. 99):

99. ... l’amore non opera in maniera rude, non agisce in modo scortese, non è duro nel tratto. I suoi MODI, le sue PAROLE, i suoi GESTI, sono GRADEVOLI e NON ASPRI o RIGIDI...

Se sono così ubbidienti alla Chiesa come dicono, si adeguino. O, almeno, provino ad adeguarsi.”
----------------------
A Michela….
Dove lo vediamo il cristianesimo nel cammino?

https://www.youtube.com/watch?v=MQxhakFMfPI

Ecco cosa si vede e si sente nelle “Cento Piazze”
Ecco come sono obbedienti e si adeguano …

Che squallore… neanche nei comizi elettorali si sentono certe “cose!”
Immaginatevi cosa scappa dalla bocca nelle catechesi fatte nelle salette.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=nkicH-9wG7g Domus Galilaeae gennaio 2016 ma che cosa è??????????

Lino ha detto...

@ anonimo 14 aprile 2016 13:55
Sarebbe stato interessante ascoltare l'intera argomentazione del cosiddetto "oratore", che mette in bocca a una donna le proprie parole. Voglio sperare che il "cambiare vita" non abbia significato entrare nel Cammino. Anche un semplice invito alla conversione, così attuata, non mi pare proprio cortese e adeguata in un luogo pubblico.

Le voci critiche che si ascoltano alla fine del video (voci di neocatecumenali come lui, c'è da immaginare) danno il senso della qualità del predicatore. Figuriamoci un semplice passante come l'avrebbe giudicato :-)

C. ha detto...

Il commento di Lino delle 11.05 ricalca perfettamente quello che penso anche io.

Ormai si scava il fondo del barile nc. Nell'era di internet i "nodi vengono al pettine" ed ormai nessuno casca più nelle reti di queste persone.

Anonimo ha detto...

Ma è in ebraico?
Solo io trovo il filmato molto cupo e inquietante?

Lino ha detto...

No, se è per la lingua, non lo trovo cupo e inquietante. Ci sono comunità cattoliche in Israele che celebrano in ebraico. So che ne celebrano anche a Roma.
La questione, come al solito quando in gioco ci sono i neocatecumenali, è che non pare una Messa cattolica. Anche quando si esprimono in italiano o in inglese, ho sentito persone domandarsi: "ma che cosa è?".

Simonetta ha detto...

Non mi pare in ebraico.
Non so l'ebraico, ma lo riconosco quando viene parlato.
Mi pare arabo libanese, ma posso sbagliare.
Tra l'altro sotto il video si vede una piccola bandiera libanese.

Lino ha detto...

Hai ragione. Sarà una comunità di Beirut, dove c'è un Redemptoris Mater.

Simonetta ha detto...

Se clicchi sulla bandierina puoi vedere gli altri filmati inseriti dall'utente, filmati mi pare tutti a carattere religioso.
Vi sono molte spiegazioni in arabo, che non so leggere.
Non ho guardato i filmati, non capirei nulla, ma uno mi pare sulla vita di un santo o figura importante orientale.
Mi paiono cattolici di rito orientale, ma e' un labirinto, per cosi' dire, in cui io non so districarmi.

Ary ha detto...

Avete finito di capire se è ebraico...o inglese, e quant'altro?! E' solo tutto abominio e menzogna!! Io l'ho capito da un pezzo...e ne ho avuto conferma ieri pomeriggio!! E' solo una grande architettura del "demonio"!!!! Voi tutti sapete che nessuno è profeta in patria... ma credetemi....

Anonimo ha detto...

Mi dispiace leggere le parole di questa sorella svedese.
In primis riguardo la Provvidenza: Ora, a parte casi eccezionali in cui Dio materialmente interviene ex machina, che non considero, ma questa come si manifesta se non attraverso le persone che la rendono concreta? In comunità sento spesso dire la bella frase "che le mani della Provvidenza per gli altri siano le nostre". Quando si fanno i conti e si vede che non ce la si fa, e qualcuno interviene inaspettatamente, sia un vicino o la motorizzazione, io la vedo come un intervento della Provvidenza di Dio, che ha usufruito di buone persone o regolamenti. La signora invece fa trasparire dalle sue parole una diffidenza forte verso ogni intervento del trascendente nella vita, sembra quasi che considera"provvidenza" la sola moltiplicazione di pani, precedentemente creati magari.
Riguardo poi gli aiuti di stato, voglio cercare di fare un ragionamento laico. Ho già avuto modo di discutere in un social network sul tema, rispondendo ad accuse contro una famiglia con nove figli, che aveva ammesso di ritenere importanti gli aiuti del comune e dello stato, accuse di fare figli per ottenere i sussidi, di mangiare sopra le tasse degli altri, addirittura minacce e auguri di morte. Ora, qui per fortuna non si arriva a questi toni. Ma con la frase "la loro provvidenza sono le mie tasse" sottintende molte cose. Lo stato prevede questi incentivi per sostenere la natalità, al massimo non scoraggiarla, perché l'entità di questi bonus impallidisce di fronte alle spese per un figlio dalla nascita all'uscita di casa. É insensato, in questo caso come quello di cui parlavo, invocare, anche indirettamente, l'indegnità dei riceventi, perché questi hanno molti figli, o perché con i soldi ci fanno ciò che ritengono giusto, (e perché chiamano questi aiuti "provvidenza"). Non hanno forse questa destinazione questi aiuti? Sostenere la natalità e la maternità?
Conosco alcuni fratelli che per necessità sono diventati più esperti dei commercialisti nel recuperare somme dovute dallo stato, fino a qui può arrivare la mente umana, ma pensare che anche in questo, e soprattutto oltre, Dio non intervenga a provvedere ciò di cui i suoi figli hanno bisogno mi pare una visione della vita del cristiano molto riduttiva, che mi rattrista.
Sul resto non commento, sono opinioni personali, a parte un fatto: Sono cantore, e devo ammettere che in molte cerimonie che esulano quelle della comunità, a cui partecipo come servizio, ho ricevuto da moltissime persone che ignorano anche cosa sia il cammino, commenti positivied entusiasti sui canti, la loro musicalità ed anche i testi. Per cui ritengo che questo argomento, che viene periodicamente tirato in ballo, sia troppo relativo, e ovviamente trova concordi voi, contrari molti fratelli, ma generalmente anche chi é terzo e imparziale. Basti pensare alle registrazioni di Giorgio, che oltre ad una voce possente, aveva curato gli arrangiamenti con vari strumenti: dubito che un orecchio senza pregiudizi le squalifichi a cuor leggere (ovvio che non sono la Tosca! E preciso che amo il canto gregoriano).
Gratón

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!!!!!!!!!!

i cattolici stanno raccoglendo fondi Per INTENTARE CAUSA CIVILE ED ECCLESIASTCA CONTRO IL VESCOVO NEOCATECUMENALE !!

http://www.junglewatch.info/2016/04/laity-forward-to-protest-this-sunday.html

domenica prossima manifesteranno di nuovo davanti alle parrocchie !!!!!!!!

CARI KIKOS PREPARATEVI A SBORSARE RISARCIMENTI !!!
SACCO NERO IN AZIONE !!!

GENNARINI E POCHETTI....PREPARATEVI A DIRE ADDIO AL SEMINARIO RM DI GUAM !!!

Anonimo ha detto...

@ Gratòn delle 00:07

Nella Chiesa si chiama PROVVIDENZA qualcosa che succede in maniera inaspettata e non prevista.
Quello di cui parli tu si chiama semplicemente usare la propria testa e le proprie capacità (per il ricorso alle leggi civili di un paese),, oppure aspettarsi favori da parte di amici, di fratelli di comunità o di catechisti, e quindi significa saper sfruttare le proprie conoscenze (donazioni economiche da parte del Cammino dentro "buste" con soldi lasciate nella cassetta delle lettere, o prestiti, o stipendi veri e propri).
La vera PROVVIDENZA è ben altro... viene da Dio (ovviamente anche attraverso uomini e donne) ma in maniera misteriosa e impensabile.
Annalisa

l'apostata ha detto...

@ Gratón che ragiona laicamente

"...In primis riguardo la Provvidenza: Ora, a parte casi eccezionali in cui Dio materialmente interviene ex machina, che non considero, ma questa come si manifesta se non attraverso le persone che la rendono concreta?"

Attraverso le persone o costringendo le persone?

Due esempi.

- Coppia giovane, i kikatekisti li pressano fino a spingerli a sposarsi. Non hai casa? Non hai lavoro? Fissa la data e "forza la mano a Dio", Lui provvederà! Poi sotto con figli in serie.

Risultato: dopo qualche anno la coppia, male assortita in un matrimonio imposto, tra difficoltà personali, figli sfornati in serie e problemi economici scoppia, e si separa.

Questa è la prassi in cammino, la chiami Provvidenza?


- La famigerata decima. Non è scritto da nessuna parte ma è obbligatoria, e guai se non la versi. Niente decima niente passaggio.
Sono soldi estorti con la violenza psicologica, come si fa a chiamarla Provvidenza? E dove vanno a finire davvero?

Sei cantore, perciò ti chiedo: come mai quando venite ad "animare" le Messe dei derelitti cristiani della domenica cantate sempre e solo i kikanti, che nessuno conosce? Che senso ha?
Già che ci siamo, perché alla consacrazione in Chiesa siete sempre gli unici che non si inginocchiano mai? Artrite o kikite?

Perché in comunità è vietatissimo cantare tutto quel che non provenga da Sankiko?
Perché "Me ne vaaaado da ogni parteeeee" si e "Salve Regina, mater Misericordiae" no?

Dì fatti concreti.

p.s. Pregasi non utilizzare la solita scusa: "da me non succede perciò non è vero", grazie.

Simonetta ha detto...

@Gratón

Grazie per darmi l'opportunità di spiegarmi ulteriormente, anche se dubito servirà a qualcosa. Grazie anche per il giudizio sulla mia fede, che nei vostri interventi non manca mai.
Il fatto è che qui sia la "provvidenza" statale provvede a circa 10 milioni di persone, senza differenza di razza, sesso e religione. Aggiungi a queste le migliaia di profughi giunti nei mesi scorsi.
Qui i contributi statali non sono le briciole italiane, ma bei soldoni sonanti, tanto che forse verranno chiusi dei rubinetti prossimamente, come già stanno facendo in UK.
Ad ogni modo poche, pochissime di queste 10 milioni di persone vanno in tv a dire che é stata la Provvidenza celeste a provvedere loro sentendosi degli eletti. Forse alcuni la ringraziano nel profondo del loro cuore e va bene così.
Certo che la Provvidenza provvede a tutti, ma per questo non c'è bisogno di cammini vari. La Provvidenza é, per così dire, democratica, anche se a volte segue percorsi tutti suoi e in ogni caso non è posseduta da nessuno.
Certo poi criticare un Paese che, nei suoi limiti e difetti che nessuno nega, ti accoglie e aiuta la tua famiglia mi pare davvero ingeneroso.

Venire poi in Svezia a far vedere quanto è bella la famiglia numerosa è come voler vendere il ghiaccio al polo o le banane in Africa. Qui chi non ha figli o ne ha uno solo viene guardato come un tipo "strano". Ma fare un'analisi sociologica della Svezia non è il tema di questo blog e mi fermo qui.

Sulla musica, è vero che è una questione di gusti, ma vi consiglierei, per una pura questione di marketing, di diminuire il numero delle chitarre. Ma nemmeno se venissero Paganini o Vivaldi gli dareste retta, figuriamoci se ascolterete me.

Cordiali saluti,
Simonetta

by Tripudio ha detto...

Il fratello Graton non capisce che nel Cammino il termine "Provvidenza" indica una bacchetta magica portafortuna.

Per esempio la tipica favoletta dei cosiddetti "catechisti": «Non avevamo la sede per il seminario R.M., non avevamo un soldo, abbiamo pregato e -paff!- all'improvviso ci viene regalata una bellissima sede... il Signore è grande» Poi invece scopri che la sede non è stata "regalata", ma è il frutto di una truffa neocatecumenale ben architettata.

Sull'abuso del termine "Provvidenza" bisogna fare attenzione anche a quando il sottinteso è tentare Dio, cioè il mettersi volontariamente nei guai e poi chiamare "dono di Dio, Provvidenza, Dio ti aiuta" quelli che sono i momenti fortunati e "demonio, persecuzioni, diavolo" i momenti sfortunati.

Per esempio se una coppia ha 8 figli e vuole andare in missione (o peggio se lo lascia "suggerire" dal Cammino), a meno di imbecillità conclamata, sta tentando Dio e sta accollando ai figli un inutile rischio. Mettiamoci pure che si tratta di missione neocatecumenale, cioè il portare nel mondo le carnevalate liturgiche e le ambiguità dottrinali, ed il fatto che contrariamente alle favolette di Kiko e dei suoi cosiddetti "catechisti", non è vero che i vescovi chiedono "famiglie in missione": le richieste in realtà riguardano solo le «oliature».

Ricordiamo inoltre che i cosiddetti "catechisti", a fronte di tanta cagnara sulla "Provvidenza", proibiscono la carità verso chi non appartiene al CN. Nostro Signore era di parere molto diverso, nel parlare del buon samaritano.

Quindi, se da un lato è vero che la Provvidenza (quella vera) si manifesta nelle forme più impensate (incluso il frutto del buon cuore dei singoli), è purtroppo innegabile che nel CN viene intesa come una "bacchetta magica" a disposizione dei kikos, come un "colpo di fortuna" che piove su chi si converte al CN. Anche quando il "colpo di fortuna" è solo normale amministrazione - come gli assegni familiari (se una famiglia numerosa corre in Svezia per diffondervi il kikismo, lo sta facendo anche a spese degli svedesi).

Una caratteristica fondamentale del Cammino è che assegna significati arbitrari alle parole del lessico cristiano. Per cui "diavolo, persecuzioni, demonio" indicano i momenti sfortunati per l'attività del CN. "Cantore" indica uno che canta solo i canti di Kiko (nelle liturgie neocat è vietato cantare qualsiasi altra cosa). "Credere" significa versare soldi al CN (vedi articolo qui). "Dio" indica il Cammino stesso (Kiko ha scritto su un suo dipinto che "Dio è parola, liturgia, comunità"), utilizzando perfino inganni e menzogne per difendere il Cammino.

sandavi ha detto...

Caro Graton, Simonetta non stava dicendo che la famiglia numerosa è brutta, ma che la famiglia numerosa, in quanto percepisce aiuti dallo Stato Svedese farebbe bene a imparare ad amare lo stato in cui vive.
Fa parte delle raccomandazioni del Santo Padre, che vi ha chiesto di capire le culture presso le quali vi recate senza cercare di imporre il vostro modello preconfezionato. Questo significa anche imparare oltre alla lingua, anche la società in cui vi inserite, con tutti i suoi pregi e difetti. Voi spesso e volentieri andate e disprezzate, partite col preconcetto che dovete cambiare la testa alla gente, e non vi rendete conto di essere fuori dal mondo ed esposti al ridicolo.

Le famiglie si sentono sempre tutte isolate, a sentir parlare voi non c'è mai, in nessun posto, gente che vi accoglie. Ma questo è certamente dovuto al vostro isolazionismo, allo spirito settario e appunto ai preconcetti, che se pure non espressi si capiscono a pelle.
Sui francesi ne ho sentite di cotte e di crude dalle famiglie che stanno là in missione, e anche sui vari aiuti di cui dispongono per le famiglie numerose (considerate che in Francia esiste il quoziente famigliare, per cui si iniziano a pagare le tasse dopo aver sottratto al reddito le spese per la famiglia e la casa...) sentii un tipo che definiva lo Stato francese uno "stato papà" che provvedendo a tutto toglieva alla gente il senso della vita.

Ora, questa è una palese cretinata, e io di francesi ne conosco a decine. Fra l'altro se uno si lamenta dello "stato papà" allora quei copiosi aiuti dovrebbe rifiutarli per coerenza.

Simonetta ha detto...

@Sandavi

Grazie. hai espresso perfettamente quello che volevo dire. Mai pensato che la famiglia numerosa è brutta o negativa, questo l'hanno visto loro.
Questo inoltre volevo dire: se io andassi in missione, non lo fare tanto o solo per cambiare il paese in cui mi trovo, ma per cambiare prima di tutto me stessa.
Imparare una nuova lingua, una nuova cultura, dando se possibile in cambio la cosa più preziosa che ho.
Molti missionari che ho ascoltato parlavano proprio di questo: di come fossero cambiati loro stessi prima di tutto.
Insomma senza entrare a gamba tesa con "io ho capito tutto, voi non avete capito niente, non avete senso della famiglia [il che tra l'altro NON è vero], la società è distrutta, ecc.". Questo non porta a nulla, solo a una critica sterile del luogo in cui si vive, forse sotto sotto contro la propria volontà.
A me pare che questi signori di tutto sentano il bisogno tranne che di questo.

Lino ha detto...

@ Gratòn ha detto: "...mi pare una visione della vita del cristiano molto riduttiva, che mi rattrista"

Nella Chiesa si chiama "Provvidenza" ma, sul piano dei bisogni (sia materiali sia spirituali sia sul piano più ampio della storia umana), Dio si serve anche della cooperazione delle creature (questo dice il CCC, non io). In Mt sta scritto "non affannatevi", non sta scritto "mettetevi in attesa della manna dal Cielo in ogni situazione di bisogno, anzi create voi stessi le situazioni di bisogno, tanto il Padre provvede". Il luogo comune neocatecumenale del centuplo, invocato per convincere la giovane coppia a chiudere per i giorni della convivenza la loro tavernetta, e ripetuto in ogni altra occasione, io lo chiamo "prova al Signore", non fede nella Provvidenza. "Trasforma queste pietre in pane" non è un loghion di Cristo.
Nell'Humanae Vitae, per la paternità responsabile, c'è un riferimento anche alle condizioni economiche, fisiche, psicologiche e sociali; non c'è scritto "fai quanti figli vuoi, dodici, quindici, venti, tanto la Provvidenza provvede".

Attento a non confondere la concezione e l'organizzazione provvidenziale del Cammino con la Provvidenza, Gratòn: questo mi sembra una visione della vita del cristiano molto dilatata, che mi rattrista.

Anonimo ha detto...

Certo che quanto a giri di parole……..

Aprendo un qualsiasi dizionario della lingua italiana, non necessariamente il C.C.C., si trova scritto, ad es. che provv. “l’opera che Dio esercita costantemente in favore delle sue creature”, e Dio eserciterà pure questa opera attraverso persone di buona volontà ma rimane sempre e solo opera di Dio e non dell’uomo.
A destra e a manca vedo solo neocatecumenali sbandierare oramai questo concetto in modo del tutto strumentale e direi anche superstizioso, “magico” e ingannevole al solo fine di acquisire o mantenere a sé proseliti e adepti per auto-alimentarsi; infatti, costoro, godono di cospicui patrimoni economici di famiglia costituiti da immobili, liquidi, investimenti di vario genere a cui hanno fatto solo finta di rinunciare per guadagnarsi qualche passaggio.
A destra e a manca vedo ottime posizioni lavorative dei capi-famiglia: nella maggior parte dei casi-chissà perché…- medici, operatori sanitari, infermieri, autoferrotranvieri e tecnici di aziende aeroportuali e navali ben sponsorizzati
A destra e a manca vedo qualche coppia itinerante, presentata in pompa magna dai parroci filoneocatec come missionari-crociati coraggiosi che vanno a rischiare tutto, partendo senza nulla, quando, invece, sanno già come fare, dove alloggiare, hanno contratti di lavoro già assicurati e ricevono, per di più, il foraggiamento costante e garantito delle comunità di provenienza ottenuto spellando chi resta a casa perché, con prudenza e responsabilità, non ha ritenuto di esporre i propri figli a traumi e disadattamenti.
A destra e a manca vedo fioccare gli interventi dello Stato laico anche in loro favore , dagli assegni familiari Inps, ai contributi per le neo-mamme disoccupate (perché poi , non sia mai che una moglie vada a lavorare: meglio, piuttosto, che si distrugga l’utero con quattro-cinque-sei cesarei a distanza di pochi anni l’uno dall’altro, rimanendo quasi invalida…..tanto poi ci penseranno gli altri: nonni, zii, parenti vari, amici, fratelli e sorelle di comunità, baby-sitter irregolari e mal pagate……) ai bonus, agli sconti e alle esenzioni di ogni genere, grazie alle tasse pagate da tutti i cittadini onesti-ben venga!

I sintesi, la Provvidenza neocatecumenale è:
1) La ricchezza di famiglia
2) La raccomandazione
3) La decima
4) Lo Stato laico

Per il semplice cristiano della domenica è: OPERA DI DIO.
La stessa identica cosa, non trovate?
Maria

l'apostata ha detto...

Dal sermone del signor trettre dottor (h.c.) provvidenziator Arguello in Sudafrica:

"...C’è, infatti, chi “emigra” volontariamente per evangelizzare. È il caso di Juan e Maribel, coppia messicana che ha vissuto in California e poi, insieme agli 8 figli, ha dato disponibilità per una missione a Cape Town, proprio in Sud Africa ... Non hanno stipendi ma la Provvidenza è all’ordine del giorno. Arrivano quotidianamente aiuti da tutte le parti, soprattutto cibo. La comunità neocatecumenale di origine (che si trova in California) li aiuta con l’affitto della casa e altre spese..."

Simonetta ha detto...

@l'apostata

Mah, a me questa di Kiko sa tanto di bufala. Non nel senso che tu ti sia inventato una bufala, ma che Kiko abbellisca i fatti a suo piacere.

Come fa una coppia messicana senza stipendio, quindi senza lavoro, ad avere il permesso di soggiorno in Sudafrica?
O vi resta per un periodo breve, mettiamo tre mesi com'è di solito con un visto turistico, o ha un permesso di lavoro, di solito concesso a un solo membro della famiglia, che può chiamare il resto della famiglia dopo un certo periodo.
Non ho alcun motivo di dubitare che la coppia messicana abitasse in California con permesso di soggiorno, anche se non è poi così difficile come si pensa abitarvi senza, ma in Sudafrica?

O il Sudafrica riconosce lo status di missionario cattolico? O escono e rientrano quando scade il visto turistico? Come fanno in questo caso a mandare i figli a scuola? Mah...

E' una domanda che mi sono fatta spesso, anche riguardo a coloro che dicono di andare in missione in Australia, nazione con leggi di immigrazione ferree (facilmente rintracciabili su Internet).

Mi chiedo davvero come facciano ad abitarvi senza un lavoro, soprattutto per quanto riguarda il permesso di soggiorno.
Che la comunità americana sia generosa è una certezza, gli americani sono generosi e supergenerosi di natura, occuparsi di charity è un must per ognuno di loro, e la vita in Sudafrica non è cara per chi ha un po' di soldi, mentre è terribile per chi è povero davvero. Io mi vergognerei un po' (tanto) se i sudafricani dovessero sfamare me e la mia famiglia. Non credo che siano le famiglie proprietarie delle miniere di diamanti a portare il cibo a questa famiglia...

Io credo davvero che questi casi di famiglie poverelle "senza stipendi" vengano davvero esagerati, indorandoli e abbellendoli per i propri fini propagandistici.
Se c'è un'altra spiegazione che non tiri in ballo la "provvidenza" sarò felice di ascoltarla.

Lino ha detto...

Kiko ha detto: "per una missione a Cape Town, proprio in Sud Africa"

Proprio in Sud Africa cosa? A Cape Town? Chi lo legge o ascolta ha l'impressione che siano andati a evangelizzare i Niam Niam.
http://www.lagazzettadelsudafrica.net/messa-italiana-a-cape-town.html
Si appoggiano alle parrocchie locali, è chiaro o no? Va benissimo così, ma non travisino la realtà. Nel 99% dei casi trovano vescovi, presbiteri e parrocchie che li accolgono.

Anonimo ha detto...

Difatti la testimonianza diffusa delle famiglie in missione é quella di una partenza carica di aspettative positive di evangelizzare i Pagani, a guisa di Francesco Saverio, per poi rendersi conto che i primi a cambiare e convertirsi sono proprio loro, e che i cuori li converte Dio. Proprio come dici tu. Ricordo bene le parole del capo equipe, dette a voce tonante: Il cammino non salva nessuno!

sandavi ha detto...

E aggiungo a quanto detto da Lino e Simonetta che il Sudafrica non è la Repubblica Centrafricana, non è un paese di cannibali, è un posto dove si vive bene. Lo conosco bene, posso dirlo.

Cape Town è al sud del Sudafrica, è una città molto ricca e prospera (una Milano, per noi), e bianchi e neri sono perfettamente integrati fra loro. I luoghi difficili sono le baraccopoli (townships), dove tuttavia la gente vive, abita e lavora. Sono periferie, molto disastrate sicuramente, non dissimili da un Quarto Oggiaro, una Magliana o una Scampia, dove però vive gente anche che cerca di sopravvivere con dignità. Non sono né tutti delinquenti, né tutti depravati, come in certe testimonianze cercano di far credere (ritornando sempre al discorso di disprezzare la cultura che li ospita).
Nelle townships ci sono baracche di lamiera e case normali, c'è chi ha la luce e l'acqua e chi no, esattamente come succede in molte periferie italiane, ci sono persone con lavori umili e persone senza lavoro che si arrabattano come possono. Ci sono anche delinquenti di ogni risma, né più né meno che nei citati quartieri malfamati delle nostre metropoli. Non sono le favelas di Rio.
Ci abitano veri missionari e veri cattolici, e comunque i sudafricani del sud sono persone squisite e ospitali.

l'apostata ha detto...

@ Simonetta


"Se c'è un'altra spiegazione che non tiri in ballo la "provvidenza" sarò felice di ascoltarla.


La spiegazione è nel vero deus (minuscolo) ex machina di Sankiko: i quattrini. Nel caso specifico, nei dollari dalla California, i quali notoriamente aprono tutte le porte (come i kikatekisti)...

"...che Kiko abbellisca i fatti a suo piacere..."
Abbellisca? Il signor trettre dottor (h.c.) contafrottole Arguello è un autentico professionista in materia.

Pensa, le visioni al bar, la perenne discernente ispirazione, il piccione di Pechino, i diavoli nei deserti della Mongolia, le cefale, ventimila presbiteri, le famiglie neocat che non si separano mai, il Messia che è presente in noi, eccetera.

La fantasia di Sankiko è pari solo al suo senso degli affari.

Una volta o l'altra bisognerà redigere un florilegio per i posteri che, leggendolo, esclameranno: come cavolo ha fatto questo a fregare tanta gente?

Anonimo ha detto...

Stai dicendo che la prassi in cammino arriva alla separazione? Non dico che non accade, delle 100 comunità della mia diocesi ci sono due casi, ma direi che anzi il cammino sostiene la coppia, e statisticamente si separa e divorzia assai raramente. Le difficoltà poi ci sono sempre, e sono un momento di condivisione, almeno nell'animo, delle sofferenze di nostro Signore. Sui canti, posso dire che se non conosciuti dall'assemblea, o non riportati nel libretto (alcuni lo sono da decenni) andrebbero provati, questo per una partecipazione attiva anche nel canto. Devo però far notare che la tradizione più alta della chiesa vede la schola cantare senza che il popolo intervenga. Una tradizione che ha i suoi pregi e le sue mancanze, e che sarebbe meglio non emulare con i canti del cammino, che sono semplici e per questo agevolan la partecipazione, basta provarli. Nello statuto,infine, é precisato che il cammino utilizza un corpus di canti proprio. Non capisco il perché sindacare su questo. I canti della tradizione, tra cui il bellissimo salve regina, sono generalmente conosciuti perché cantati in occasione della partecipazione alla messa con l'assemblea parrocchiale: Tra l'altro non vi sarà sfuggito che Kiko per due anni ha intonato il pater noster in udienza. Direte che una rondine non fa primavera, ma non potete negare che questa rondine ci sia.
Riguardo alla consacrazione, esulando dalla mia esperienza (mi inginocchio) mi si permetta di dire due cose: Il vescovo, che chiaramente sopporta il cammino, della mia diocesi ha chiaramente invitato i membri del cpp a non inginocchiarsi, ma a manifestare l'atteggiamento del Risorto stando in piedi, chinando il capo all'ostentazione, e così anche ha scritto nella rivista diocesana il liturgista, profondo conoscitore. Ora, seguo da tempo la pagina di padre Bellon, e conosco l'invito della chiesa, che seguo. Ma la prassi di rimanere in piedi non é priva di fondamento, se non é fatta in sprezzo, e la ritengo migliore di chi si inginocchia per riposare le gambe e pensa ad altro. In ogni caso, partecipando alle messe parrocchiali anche in altri luoghi, dove sono l'unico in comunità, direi quasi che l'unico a inginocchiarsi sono io :) ricordo con piacere la Polonia, dove soggiornai, in cui tutto il popolo, tutto, si inginocchiava, anche senza inginocchiatoio.
Gr.

Anonimo ha detto...

Mi perdoni se dalle mie parole ha inteso un giudizio sulla sua fede, non era mia intenzione, volendomi limitare, sicuramente in malo modo, a commentare alcune sue espressioni.
Gr.

Anonimo ha detto...

Rimane valido il famoso adagio "prega come se tutto dipendesse da Dio e agisci come se tutto dipendesse da te", che aldilà di pregiudizi o giudizi generali, nel Cammino si segue, non mi esprimo sul quantum. Concordo ovviamente sul non tentare Dio, e che é necessario vivere tranquillamente, appunto come se tutto dipendesse da noi, senza escludere che é Dio che provvede, anche che ciò che é programmato vada a buon fine, tanto più se le nostre possibilità sono limitate. Non credo infatti che la vita sia un intreccio caotico e casuale di libertà autodeterminate di infiniti soggetti. Sui cuori giudicherà Dio, aldilà delle parole.
Gr.

Ruben ha detto...

OT:
Per i fidanzati Neocoatecumenali della Provincia di Salerno e limitrofe, mi sembra un'ottima occasione da non perdere!...

http://www.tenutavarchera.com/

OT: end.
---

Anonimo ha detto...

Rispondo sul riferimento alla HV: C'è un proverbio, da noi "ogni bambino porta con sé il suo cestino", che mio bisnonno recitava spesso, stappando il vino buono ad ogni notizia dell'arrivo di uno dei suoi dieci figli. Vita povera, contadina, eppure la fiducia in Dio, non nella cicogna, che fornisce a ogni bimbo quel cestino, c'era sempre, e non come tentazione (in linea generale concordo sul ragionamente che hai fatto). E ciò non per ignoranza, si sapeva benissimo come evitare le gravidanze, e purtroppo gli aborti erano praticati anche allora. Un prete santo in confessione mi disse: Nella vita le sofferenze ci saranno sempre, allora tanto vale fare qualcosa di buono per gli altri. Io ringrazio i miei genitori perché hanno guardato oltre, eroicamente, le loro sofferenze e angustie economiche, dando la vita a me, nono figlio, che ha vissuto una infanzia felice, e che ha visto i propri fratelli maggiori realizzati, con laurea, lavoro ecc.. Erano legittimati a "fermarsi", l'uomo é cooperatore con Dio nel dare la vita, ma ringrazio che non l'hanno fatto, e non perché hanno tentato Dio, ma perché si sono fidati di Lui, e hanno fatto bene. Pare che dalle tue parole tu voglia intendere che fare dieci figli sia tentare Dio in ogni caso, ma allora lo faceva anche il mio bisnonno, come quasi tutti quelli dei presenti? Tra l'altro i miei hanno praticato, nei casi previsti proprio dalla HV, il ricorso ai metodi naturali per distanziare le nascite.
Preciso per evitare strumentalizzazioni: Chi ricorre ai metodi naturali, nei casi previsti, senza abusarne per farne la pillola cattolica, ma poi vedranno col loro confessore, per limitare le nascite non sbaglia, ma allora non sbaglia chi non vi ricorre perché ha fiducia in Dio.
Gr.

l'apostata ha detto...

@ Gr che scrive tanto e dice poco

Nel tuo interminabile periodare, prendo atto che, da bravo neocat, tieni il punto fermo sulla vulgata kikiana delle felici coppie neocat. Continua a ripetertelo se ti aiuta.

Sui canti, meglio ancora. Sono i cristiani della domenica che dovrebbero "fare le prove" e imparare i kikanti, non voi "animatori" che dovete utilizzare quelli che conoscono tutti.

Molto bella la favoletta del vescovo che "vi sopporta" ma vi dice di stare kikianamente in piedi.
Per non parlare di te che ti inginocchi: come fai in comunità? Gli altri aspettano e manducano tutti insieme e tu invece obbedisci alla Chiesa?

Quanto al "bambino con il suo cestino", sembra la versione folk di Sankiko che ha proclamato che la paternità responsabile significa non limitare i figli.

Questi adulti nella fede, chi può comprenderli?

Anonimo ha detto...

Gr.
non è in discussione la scelta in sè per sè, ci mancherebbe.
E' in discussione il trasformare una gioiosa scelta libera (seppur nelle difficultà) in un obbligo esistenziale pena essere squalificato/declassato/rimproverato all'interno della cerchia delle tue conoscenze.

E questo è valido per molti degli ambiti che riguardano l'esperienza di fede all'interno del cammino.
Spero che la differenza sia evidente.

H.

Simonetta ha detto...

Accetto le sue scuse.
Lo scambio di idee e' sempre il benvenuto e tutti abbiamo i nostri limiti.
Cordiali saluti,
Simonetta

Lino ha detto...

"di chi si inginocchia per riposare le gambe e pensa ad altro"

Hai detto tutto, meglio non potevi esprimerti. Si sa: per riposare le gambe, ogni posturologo prescrive di inginocchiarsi, specie alle vecchine della domenica dopo i settant'anni. In psicologia, poi, si insegna che la posizione in ginocchio è quella che maggiormente stimola pensieri alieni. Stando in piedi con "l'atteggiamento del risorto", invece, le gambe si stancano e non si pensa ad altro.

Ma vi rendete conto delle idiozie che scrivete? Prima di inviare un commento, perché non lo meditate per almeno tre giorni e tre notti?

Anonimo ha detto...

allora anche PIETRO si e' inginocchiato per riposare le gambe?
dom

Anonimo ha detto...

la vera FEDE la da la CHIESA
dom

Anonimo ha detto...

la conversione e' la GRAZIA di DIO...
dom

Anonimo ha detto...

comunque confermo che quando esci dal cammino i "catechisti"fanno finta di non vederti...
dom

Valentina Giusti ha detto...

Difatti la testimonianza diffusa delle famiglie in missione é quella di una partenza carica di aspettative positive di evangelizzare i Pagani, a guisa di Francesco Saverio, per poi rendersi conto che i primi a cambiare e convertirsi sono proprio loro, e che i cuori li converte Dio. Proprio come dici tu. Ricordo bene le parole del capo equipe, dette a voce tonante: Il cammino non salva nessuno!

Infatti, le famiglie in missione non vanno per convertire nessuno. Dopo decenni di permanenza all'estero, i frutti decantati sono: il salvataggio del proprio matrimonio, la 'provvidenza' di chi ha provveduto a mantenerli, il numero dei figli, i loro successi scolastici ed i loro matrimoni.
La partenza carica di aspettative depone comunque a favore della sincerità delle loro intenzioni iniziali.

Anonimo ha detto...

La ringrazio.
La pace nel Signore.
Gr.

Anonimo ha detto...

Signore, la vulgata Kikiana non l'ho sentita, anzi, le poche parole dei catechisti responsabili sul punto sono state quasi di scoraggiamento per i molti problemi. Quello che ho detto l'ho sentito da chi lo ha fatto, ma ovviamente non posso testimoniare per tutti.
Sui canti, se il parroco o chi per lui invita le comunità neocatecumenali, in luogo del suo coro, per animare la messa, e nelle comunità si usa un innario proprio, evidentemente vuole che lo si esegua. Mi é capitato di fare anche canti che mi piacciono, come la preghiera semplice di Francesco o quando busserò. I canti li imparano chi non li conosce, e non vedo perché fa tutte queste scenate, mi pare qualcosa di bello imparare cose nuove, e stiamo poi parlando solo di canti. Tanto più per l'animazione, con i canti, della messa assieme alla propria assemblea parrocchiale. La messa del sabato sera è parte del programma parrocchiale, per cui anche i canti che ivi si eseguono.
Poi, non so dove abita lei, ma andando in parrocchia vedo che ormai molti stanno in piedi, non è certo un atteggiamento kikiano! E l'episodio del vescovo è vero, la invito, per rispetto, a trovare argomenti seri, invece di questi tentativi subdoli e disonesti di squalificare l'interlocutore.
Mi dispiace, ero serio parlando della HV, mentre lei sembra voler ridicolizzare anche questo. Evidentemente interloquire con lei sul tema si rivelerebbe alquanto inutile.
Gr.

Anonimo ha detto...

Evidentemente solo io sento, all'atto di inginocchiarmi, commenti sollevati del tipo "oh lá", grazie al comodo cuscinetto. E comunque il mio discorso é più generale, questo era soltanto un inciso finale.

Lino ha detto...

Lo sa, Gratón?
Quando leggo di un neocatecumenale (oppure ex) che vogliono impostare discorsi seri fondando sul pronome personale "io" e sull'aggettivo possessivo "mio" ("io mi inginocchio", "io canto anche altri canti", "io non ho mai usato i mamotreti a memoria", "mio nonno aveva nove figli", "nella mia comunità non succede", ecc. eccetera) il pensiero va a molte persone che conosco. Un certo Maurizio del Nord-Est e un tal Daniel, per esempio. E sempre penso che siano figli loro a scrivere. Probabile che io mi sbagli: sono solo figliocci di Kiko.

Anonimo ha detto...

Strano, perché tutta l'impalcatura di codesto sito é fondata su testimonianze ed esperienze personali. Eppure non ho visto commenti a riguardo, né accuse di menzogna, più per opportunismo che per onestà forse, mentre non appena cerco di argomentare qualcosa, forse partendo da un fatto, ma non basandosi su esso, mi si dice indirettamente o irrispettosamente che sto inventando e in ogni caso non sono credibile.
Gr.

Ruben ha detto...

L'unico Catechista della mia vita,
è stato Fratel Bruno, dei Fratelli Maristi delle Scuole, Comunione , Cresima, e soprattutto Catechismo di San Pio X, che non ammetteva né si, ne no, ne forse.
Così, io tanti altri, siamo cresciuti forti nella Fede.
---

l'apostata ha detto...

@ Gr che parla tanto ma non dice niente

Egregio, sui canti la sintesi di quel che (abbondantemente) scrivi è: in comunità si cantano i kikanti, in parrocchia se ci invitano si cantano i kikanti, e i cristiani della domenica devono impararli, altrimenti si attaccano.
Molto neocat.

"...La messa del sabato sera è parte del programma parrocchiale, per cui anche i canti che ivi si eseguono..."
Bravo, allora dovreste usare anche i canti dei cristiani della domenica e non viceversa, dato che siete parte del programma parrocchiale e non viceversa.
A questo proposito, la celebrazione del sabato sera, parte del programmma eccetera, è indicata nell'orario delle Messe parrocchiali ed aperta a tutti? Nel caso, ci dici qual è la parrocchia?

"...la prassi di rimanere in piedi non é priva di fondamento ... la ritengo migliore di chi si inginocchia per riposare le gambe e pensa ad altro..."

Altra domanda. Se ci si inginocchia per far riposare le gambe, come le vecchine di cui scrive Lino, voi manducatori che parte fate riposare quando vi sedete? E a che pensate manducando?

Ci dici anche se ti comunichi come la Chiesa ordina o manduchi seduto come ordina Sankiko?

Sai, non è molto chiaro il tuo discorso: quando ci si deve inginocchiare stai in piedi, quando si deve stare in piedi ti siedi.
Com'è 'sta faccenda?

Ci dici chi è l'illuminato vescovo che "sopporta" il cammino ma non vi fa inginocchiare alla Sankiko?

Sulla Humanae vitae rivolgiti al signor trettre dottor (h.c.) Arguello, è lui che strilla che paternità responsabile significa non limitare le nascite.
Papi e Chiesa per lui non hanno palesemente capito nulla.

Magari se ti riesce rispondi in poche parole, grazie.

by Tripudio ha detto...

Il commento delle 14:31 applica il trucchetto neocatecumenale del difendersi da accuse che nessuno aveva mosso. I frequentatori di questo blog si chiederanno come mai ogni neocatecumenale che piove su queste pagine avverte immediatamente il bisogno di difendersi da accuse che non erano state fatte. Come se i kikos pensassero che chi non loda il Cammino dev'essere per forza un odiatore di qualsiasi cosa, che odia argomenti preconfezionati a cui occorre dare risposte preconfezionate (cioè slogan). È più forte di loro: devono entrare a gamba tesa e difendersi da accuse che nessuno ha fatto.

Tale trucchetto si accompagna al tipico trucchetto neocatecumenale del "la mia opinione contro la tua". Questo blog riporta una catasta di fatti, fotografie, video, documenti (tutto con una nauseante abbondanza di "link" per verificare e approfondire), ed in più anche numerose testimonianze personali. Il tipico neocatekiko arriva qui e dice "da me non è mai successo!" col sottinteso che documenti e testimonianze qui presentati, per quanto numerosi e dettagliati, sarebbero falsi. Ora, si tratta proprio di una mentalità che ha continuamente, insistentemente, ossessivamente bisogno di trucchetti, astuzie, inganni, tranelli e trabocchetti.

Nella mentalità neocatecumenale vige per esempio la paternità irresponsabile, più nota sui giornali come uno "sfornar figli come conigli". Sia lode al Signore che dona la vita, certo, ma non è molto bello dover vivere col dubbio che la propria esistenza sia dovuta all'assecondare un ignorantone di "catechista" che, secondo gli insegnamenti di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, proclama quando le mogli non sono in gravidanza allora i mariti commettono certi determinati atti impuri (ne abbiamo talmente tante testimonianze - da Italia e da fuori Italia - che sarà se qualcuno osa dire "da me non è mai successo" allora o è un ingenuo o è un mentitore).

Nella mentalità neocatecumenale il termine "fiducia in Dio" consiste nel tentare Dio. E questo madornale errore nasce ovviamente dalla superbia del sentirsi superiori ai "cristiani della domenica", dalla pretesa di voler fare più di loro, di sembrare più adulti di loro - vedete? loro non fanno il Cammino e perciò non si fidano di Dio, noi invece facciamo il Cammino e perciò "abbiamo fiducia in Dio" e perciò ci possiamo permettere di fare qualsiasi cosa... come l'andare ad allestire comunità neocatecumenali in un paese di cui non conosciamo neppure la lingua... gareggiare a chi sforna più figli per poi vantarsi alle convivenze dicendo "venti figli di cui sedici in cielo"... l'abbandonare un sicuro posto di lavoro perché ti tiene occupato il sabato sera e libero la domenica mattina... «tanto Dio provvede!»

Sempre la mentalità neocatecumenale richiede di minimizzare le magagne del Cammino: "mai sentito! non so nulla! da me niente! in 100 comunità solo due matrimoni falliti!" Se invece parlate con un esponente di un altro movimento, vi sentirete dire come minimo: "se è successa una cosa del genere, sono dispiaciuto, è vero, anche dalle nostre parti ci sono tante porcate".

Lino ha detto...

Gr. ha detto: "Strano, perché tutta l'impalcatura di codesto sito é fondata su testimonianze ed esperienze personali"

Sbagliato, ma già ti ha risposto Tripudio sopra: "Questo blog riporta una catasta di fatti, fotografie, video, documenti...".
Considerato che stavi rispondendo a me, per quanto mi riguarda personalmente, sulla sinistra della Home Page trovi una copertina gialla con una macchia di fango. Dentro quella copertina, in 168 pagine belle fitte, il vocabolo "io" riferito a me è usato una sola volta, nel periodo: "È questa la miglior sintesi delle finalità e della natura del movimento neocatecumenale che io abbia letto".
Le "migliori" testimonianze del Cammino le dà il Cammino medesimo, da quando non avete saputo mantenere "silenzio e segreto".

Valentina Giusti ha detto...

Evidentemente solo io sento, all'atto di inginocchiarmi, commenti sollevati del tipo "oh lá", grazie al comodo cuscinetto.
Dunque Gratton si inginocchia in Chiesa, quando i cristiani della domenica fanno 'riposare le gambe'.
Essendo un neocatecumenale, invece, lui si inginocchia in piena coscienza (qualcuno di sicuro lo ammirerà: 'Guarda mamma quel signore come si inginocchia bene!' ,'Caro, quel signore è un neocatecumenale: lui sa come inginocchiarsi davvero!'). Stessa cosa quando canta i lugubri canti del cammino ('Senti mamma come canta quel signore!' ' Caro, quel signore è un neocatecumenale ecc.'), oppure quando recita il Rosario, o legge le letture, tutto compìto perché sta dimostrando ai poveri beoti di cristiani domenicali 'come si fa'.
Anche la particola, la mastica convintamente, come fosse un grosso pezzo di pane, il Padre Nostro lo recita tenendo le mani alzate che sembra che qualcuno lo stia minacciando con la pistola e così via.
Tutti, probabilmente, lo guardano e pensano 'Ecco come si comporta un vero cristiano, ecco uno che crede davvero, lo si riconosce da come tira su gli occhi durante le preghiere che inizia sempre con Padre Santo'. E se ne tornano a casa edificati.

Anonimo ha detto...

Dove possibile viene richiesto il visto per motivi religiosi oppure il visto viene sponsorizzato dalla parrocchia che ospita la famiglia. Dove non è possibile, vanno con il visto turistico. Ad esempio coloro che sono in USA escono dagli USA alla scadenza dei 3 mesi, vanno a Turk&Caicos (territorio UE) e poi rientrano per altri 3 mesi.

by Tripudio ha detto...

Suggerisco la rilettura dell'articolo Turks e Kikos: il paradiso fiscale del Cammino.

Vincenzo ha detto...

Ho voluto aspettare un giorno per rispondere al signor Graton, perché di getto avrei potuto rispondere male... Volevo fargli presente che nessuno credo che si inginocchi per comodità - anche questa cosa ancora mi mancava, ma ogni giorno che passa ne leggo sempre di nuove dai NC! Io, ad esempio - e non credo di fare nulla di eccezionale -, mi inginocchio sempre sia quando vado a trovarLo al tabernacolo, sia soprattutto durante la consacrazione e dopo la comunione; io sono stato operato ad entrambe le ginocchia ai crociati e menischi per infortuni in ambito sportivo. Orbene, ripeto, non faccio nulla di eccezionale, ma per me inginocchiarmi non è proprio una comodità. Ma non mi importa, finché Dio mi farà la grazia e me lo concederà, io continuerò ad inginocchiarmi. E sa perché, signor Graton? Perché io sono convinto di trovarmi di fronte al Signore Gesù Cristo, al Re dei re, al Signore dei giorni! A colui che per me è stato crocifisso! E inginocchiarmi davanti a Lui, mi sembra il minimo! E credo che come lo è per me, lo sia anche per molte altre persone che pur avendo tanti problemi fisici molto peggiori dei miei - ne sono consapevole, in confronto ad altri le mie sono bazzecole - lo fanno per la stessa consapevolezza.

Simonetta ha detto...

Grazie mille per la spiegazione.
Certo che abitare con il solo visto turistico deve essere una fatica immane.
Grazie di nuovo, Simonetta

Ruben ha detto...

@ Simonetta ha detto...
"Grazie mille per la spiegazione.
Certo che abitare con il solo visto turistico deve essere una fatica immane.
Grazie di nuovo, Simonetta"
---
No,
partire in missione con il solo "visto turistico", che poi dovrai procastinare con mille escamotage, sicuramente non è il massimo della tranquillità.

Non penso che il Papa, come sostengono "loro" invii "missionari allo sbaraglio"!!...
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Simonetta ha detto...

@Ruben
Se uno è giovane o comunque avventuroso può anche forse vivere in quel modo.
A me personalmente è bastata l'ansia terribile per il visto che stava per scadere in Unione Sovietica, solo a pensarci mi vien male ancora adesso dopo tanti anni.

Ma con una famiglia e la responsabilità di minori mi sembra davvero troppo, soprattutto per i bambini.

Con il visto turistico non hai di solito diritto alla sanità, se questa è statale, non hai diritto al sistema scolastico (forse accesso a quello privato, ma non sono sicura), non hai diritto a un posto di lavoro regolare.
Questo si ripercuote inevitabilmente sui minori, privati di una rete di rapporti stabili e di un modo di vivere sereno, anche se sono arcisicura che i loro genitori li amino. Ma i genitori non bastano, occorre anche la società circostante.

I bambini sono sempre molto fedeli ai genitori, li difenderanno fino all'impossibile e difficilmente diranno che il loro modo di vivere non è giusto per loro. Forse non sanno nemmeno esprimerlo. Ma poi, da grandi?
Bello dire che la vicina viene con il cibo (c'è sempre nei loro racconti una vicina che viene con del cibo, forse Lino la chiamerebbe un tòpos narrativo), ma che sensazione lascia in un bimbo il dipendere dai vicini, anche se i genitori la chiamano Provvidenza?

Nemmeno io credo che il Papa li invii come missionari allo sbaraglio, sono loro che si autoinviano inseguendo delle chimere.

Simonetta