lunedì 18 aprile 2016

Cari Neocatecumenali: con i Sacramenti non si scherza!

Palcoscenico per lo spettacolino liturgico neocat
Riprendiamo questo articolo dal blog Chiesa e Post Concilio, riguardante la recente presentazione del nuovo saggio di Don Nicola Bux "Con i Sacramenti non si scherza", evidenziando alcuni passaggi.





"Tra i momenti significativi della presentazione romana - nel tardo pomeriggio di mercoledì 6 aprile - del saggio-manuale di don Nicola Bux “Con i sacramenti non si scherza” - ce n’è stato uno che forse più di tutti può rendere il sentimento diffuso nell'affollata sala dell’Hotel Columbus. È stato quando, rispondendo a una domanda del giornalista Paolo Rodari (di origine ciellina) di ‘Repubblica’ che postulava un nuovo sguardo - “in positivo” - sui “cosiddetti abusi liturgici”, il cardinale Robert Sarah ha risposto che “un abuso non è mai positivo” (applauso a scena aperta) e che “ciò che il Concilio ha voluto, cioè rimettere Dio al centro” è stato negato dagli abusi con cui “si è scartato Dio nella liturgia”. Come, per fare un esempio, in una chiesa di Milano, dove il cardinale ha visto “il tabernacolo confinato in un piccolo spazio tra due enormi pilastri, fuori dell’assemblea liturgica”."
Riguardo a ciò, potrebbe essere davvero interessante invitare il Cardinale a farsi un giretto nelle varie chiese neocatecumenali, per esempio la Natività in Via Gallia a Roma; S. Mauro Abate al Laurentino; S. Bartolomeo in Tuto a Scandicci, San Tomà a Venezia, fino ad arrivare alla chiesa con soffitto vulvare: Sant'Ilario in Via Cologno a Roma, e alla sala per l'adorazione della Torah proprio sotto alla cappella del Santissimo Sacramento, nella Domus Galileae in Israele (nota bene che anche qui il Santissimo Sacramento è in una cappella esterna alla "sala principale" della Domus e costruita ben dopo l'inaugurazione, non essendo presente nel progetto originale). E l'elenco potrebbe continuare...

"Card. Sarah:
Deformazioni postconciliari: In questi decenni del postConcilio assistiamo a deformazioni della liturgia al limite del sopportabile, in un crescendo che non trova fine. Eppure nei sacramenti è in gioco la lex credendi. "
Ecco appunto Eminenza, è in gioco la lex credendi. Che dire quindi del Cammino che ha inventato la comunione "tutti insieme contemporaneamente" (e appassionatamente) con il Sacerdote, dopo alzatina ipocrita e senza inginocchiarsi per tutto il Rito della Consacrazione? Non pensate che in un colpo solo si svilisce il Sacrificio Eucaristico e si scredita l'Ordine Sacro?
Sacramenti e farmaci: Come è possibile anche solo immaginarsi di prendersi gioco della presenza di Dio? Scherzare con i sacramenti? Si può scherzare con i farmaci che ti salvano e ti rimettono in salute?
Declassamenti ingiustificati: Nel libro si mette al centro il sacramento dei sacramenti, il Santissimo, oggi inspiegabilmente declassato con la scusa che il Tabernacolo non può stare sull’altare, così come si dice per la Croce. Invece essi forniscono l’orientamento ad Dominum, così necessario in un tempo in cui molti vorrebbero vivere come se Dio non esistesse.
Il santino di san Kiko
Qui il Cardinale meriterebbe un applauso a scena aperta. Però vorrei ricordare a Sua Eminenza che un appartenente al Cammino ce l'aveva di fianco e che il fondatore di quel Cammino, nero su bianco, solo nel primo volume del Direttorio, ha nominato il tabernacolo 17 volte, sempre per denigrarne il valore. Non ci credete? E io ve le metto tutte:
Pag. 15/376: "Che succede? Che crediamo che pregare sia dire: padre nostro che sei nei cieli..., o stare davanti al tabernacolo, con l'immaginazione che se ne va non so dove?"
Pag. 19/376: "La Chiesa come ha condotto le persone ad incontrare Gesù Cristo? Per mezzo dei sacramenti, o meglio, per mezzo delle presenze di Gesù Cristo: dove è presente Gesù Cristo, là bisogna incontrarlo perchè ci aiuti, ci salvi e ci tragga dalle nostre situazioni di sofferenza e di morte. Fino a oggi: quale tipo di presenze ha predicato la Chiesa? Vediamolo: - Cristo è presente nel Tabernacolo. Per questo i sacerdoti dicono alla gente di andare al tabernacolo a pregare, a domandare grazie..
Pag.  20/376: "questa pastorale non serve più per loro. Perchè per credere che Gesù Cristo è nel tabernacolo, occorre la fede."
 Pag. 20/376: "Ma come farai tu a dire ad una persona che non va più in chiesa, che l'ha lasciata, di andare al tabernacolo, se non crede più che là c'è Gesù Cristo? Queste persone non andranno mai in Chiesa nel Tempio perchè non credono"
Pag. 21/376: "quando andavate a Messa, vi mettevate dietro, e se ti capitava di essere vicino al tabernacolo sentivi un tuffo al cuore, perchè ti avvicinavi all'intoccabile, al luogo dove c'era il sacro. Noi cristiani non abbiamo altare, perchè l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto."
Pag. 289/376: "La parola Eucarestia per le nostre mentalità è sinonimo delle specie che stanno nel tabernacolo, il pane e il vino. Questo termine è male usato."
"Tabernacolo a due piazze"
in un seminario neocatecumenale
Pag. 329/376: "Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male....Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale. Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo." 
Pag. 330/376: "In molti conventi di monache si dice la messa per riempire il tabernacolo. Abbiamo trasformato l'Eucarestia che era un canto al Cristo glorioso, nel divino prigioniero del tabernacolo"
Pag. 331/376: "Per questo molta gente si scandalizza quando la Chiesa comanda di togliere il Santissimo durante l'Eucarestia e, se possibile, di toglierlo dalla navata principale. (NdR: il che è assolutamente falso, perché la Chiesa non ha mai comandato di togliere il tabernacolo o il Santissimo Sacramento dalle chiese, dalla navata principale o cose simili, è una colossale menzogna di cui Carmen - e tutti i "catechisti" neocatecumenali che l'hanno ripetuta - risponderanno davanti a Dio) Ricordo un prete di Avila che diceva: Anche se me lo comandi il Papa non tolgo il tabernacolo.... " 
Pag. 348/376: "A che serve dire che nel tabernacolo c'è Dio se non ci credono né hanno fede?"
Pag 350/376: "Anche ieri, quando parlavamo del tabernacolo, della custodia... mamma mia! ma che succede? nel tabernacolo allora non c'è Gesù Cristo!... Per piacere! Non è questo."
Pag 350/376: "fino al punto che la Costituzione della Liturgia dice che [...] se possibile, si tolga il tabernacolo dalla navata centrale. (ma quando mai? Nella Sacrosantum Concilium non c'è nessuna indicazione del genere, anzi! "128. Si rivedano quanto prima [...] le disposizioni ecclesiastiche che riguardano [...], la nobiltà, la disposizione e la sicurezza del tabernacolo eucaristico", inoltre nel Diritto Canonico al n. 938: §2. Il tabernacolo nel quale si custodisce la santissima Eucaristia sia collocato in una parte della chiesa o dell'oratorio che sia distinta, visibile, ornata decorosamente, adatta alla preghiera.) 
Non pochi sacerdoti: I sacramenti subiscono deformazioni per decisione di non pochi sacerdoti che confondono i fedeli. Nei sacramenti ci sono i Misteri di Cristo. Certi preti hanno modi da conduttori tv nella celebrazione dei sacramenti.
Di sicuro nel Cammino molti Sacerdoti hanno una colpa, quella di sottomettersi al volere di Kiko. Ricordiamo che il Cammino in termini liturgici gode solo di due adattamenti: 1) la Comunione può essere fatta al proprio posto in piedi, 2) il bacio della Pace è spostato a prima dell'offertorio. Nessun'altra concessione è stata emanata dalla Santa Sede.

"Liturgia" neocatecumenale
Card. Burke:

"Creatività: La tendenza postconciliare a rifiutare il diritto di Dio nella liturgia, l’ha resa anarchica in nome della creatività."
C'è bisogno di commentare?
Unica nota stonata della presentazione la presenza sul palco di Jacopo C., neocatecumenale di lungo corso. Sia chiaro: la critica non è alla persona, della quale va lodato l'impegno profuso a favore della famiglia in qualità di presidente di Manif-pour-tous Italia, ma al movimento neocatecumenale di cui fa parte, movimento che si è reso responsabile di alcuni fra i più allucinanti abusi liturgici e sacrilegi proprio contro l'Eucarestia, e, grazie alla nueva estetica inaugurata da Argüello, colpevole di aver relegato sistematicamente il Tabernacolo in cappelle secondarie, accostandolo a una comunissima bibbia, in tutte le chiese da lui costruite.
E vogliamo tacere sul contenuto dei mamoTETRI in relazione all'Eucarestia.

Chissà se il Card. Burke era davvero a conoscenza che uno dei presentatori appartiene al Cammino che non crede nella presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.

35 commenti:

sandavi ha detto...

Ogni volta che si affondano le mani nel Direttorio si scoprono una quantità di piaghe purulente. Ora i neocatekiki si renderanno conto del disprezzo che Kiko provava e prova ancora oggi per il Tabenacolo, per la Presenza Reale, per l'Adorazione Eucaristica?

Valentina Giusti ha detto...

Facendo una ricerca sui testi delle catechesi nc, la parola tabernacolo gode dello stesso trattamento delle parole devozione, adorazione, confessione, messa, cattolico, tutti termini che compaiono una tantum e sempre con significato negativo, in genere in frasi tipo 'a cosa serve essere cattolici...andare a messa...essere devoti...confessarsi... se non ecc. ecc.', mai in senso positivo, in perfetta sintonia con la peggiore delle campagne anti-cattoliche di certe chiese evangeliche e dei TdG.

Valentina Giusti ha detto...

Vi segnalo un' intervista al prof.Guiducci su Zenit proprio su posizione e importanza del tabernacolo nelle chiese.

Lino ha detto...

Pag. 348/376: "A che serve dire che nel tabernacolo c'è Dio se non ci credono né hanno fede?"

Questo è uno dei passaggi del libro blu che più mi hanno interessato. Da qui scaturisce molto del Kiko-pensiero. Occorre dire che il fondatore, per gente che non crede, intende gli uomini secolarizzati e con la frase vuole svilire l'importanza della pastorale sacramentale.
Qual è la sua soluzione? "Che ABBIAMO BISOGNO DI CREARE SEGNI" che conducano l'uomo della strada alla fede. I segni che chiamano l'uomo alla fede sono "l'AMORE NELLA DIMENSIONE DELLA CROCE E L'UNITÀ", dice Kiko nel mamotreto: "perché l'agape, l'amare l'altro più che te stesso, la carità, il volere il bene dell'altro come qualcosa che ti nasce dentro, questa carità - che è paziente, che non è invidiosa, che non si vanta, che non si irrita, che crede tutto, che sopporta tutto, che scusa tutto - questo è Dio".

Si comprende, allora, perché nel Cammino si ritengano adulti nella fede e gli stessi Sacramenti assumano una dimensione prevalentemente comunitaria; si capisce perché "Non c'è eucarestia senza assemblea [...] E' da questa assemblea che sgorga l'eucarestia"; si intende perché “domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione".

Anonimo ha detto...

Un po'meno di acrimonia e un po' più di tenerezza non vi farebbe male
Anonimo Romano

sandavi ha detto...

Il fatto che su Zenit pubblichino un articolo in difesa del tabernacolo e contemporaneamente siano filo neocatecumenali dà la dimensione della schizofrenia a cui il Cammino può condurti.
Insensato.

Dopo pagine e pagine di disprezzo, anni e anni passati a denigrare la presenza di Cristo nel Tabernacolo (nel quale io da ragazzo non credevo pienamente), che senso ha lodare il Tabernacolo? Che senso ha pubblicare parole del genere, che sembrano descrivere precisamente la situazione del Cammino:

"Partendo dall’idea della “Cena”, alcuni evangelici hanno ritenuto che l’altare doveva essere curato secondo i normali criteri famigliari. Quando si cena si apparecchia la tavola. Quando si è terminato di mangiare, la tavola viene sparecchiata. Da qui la conseguenza: molti altari di comunità evangeliche rimangono spogli in assenza di riti.
C’è poi un secondo aspetto. In vari evangelici non viene riconosciuta la transustanziazione, cioè la trasformazione del pane e del vino in Corpo e Sangue di Cristo. Da qui la conseguenza: terminata la “Cena” non c’è bisogno di conservare il pane con il quale si comunicano i fedeli. Non c’è quindi tabernacolo."


Mi viene il sangue alla testa quando leggo cose simili... è quello che ho visto e vissuto io per una vita intera!
Sapete? Io ero convinto che le ostie a Messa prese dalla riserva del Tabernacolo venissero nuovamente consacrate. Per dire il livello di ignoranza a cui mi trovavo un paio di decenni fa.

Lino ha detto...

Già, sandavi, è insensato che sia stato pubblicato su Zenit.
Avrebbe potuto aggiungere: "In un movimento cattolico terminata la Cena non c'è bisogno del Tabernacolo perché il Signore oramai è passato".
Articolo interessantissimo, in ogni caso, che dà anche il senso - con riferimento al mio commento precedente - della creazione e sostituzione dei segni" da parte di Kiko: il Tabernacolo (che riconduce al Christus risorto, trionfatore del peccato e della morte) è sostituito dal balletto comunitario, così come l'Altare dalla mensa per la cena comunitaria e la Croce dal Cristo legato come Isacco nell'Akedà neocatecumenale.
E poi si permettono pure di contestare le critiche, definendoci faraoni o giuda!

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
"Un po'meno di acrimonia e un po' più di tenerezza non vi farebbe male
Anonimo Romano"
---
Ah! Perché "voi" sareste "un popolo di tenerezze"?!!...
Ma mi faccia il piacere!...

sandavi ha detto...

Li critichi con i fatti e ti accusano di acrimonia... Mah.

Lino ha detto...

Anonimo Romano: "Un po'meno di acrimonia e un po' più di tenerezza non vi farebbe male"

Io, nella giornata di oggi, la tenerezza ce l'ho per i poveretti annegati in mare. E l'acrimonia l'ho per i potenti della Terra, di ogni Paese, in particolar modo per quelli dell'Africa mediterranea, che nulla fanno per porre fine a questa tragedia.
Tu, anonimo Romano, di' fatti concreti: in quale passo dell'intervista del prof. Guiducci non hai riconosciuto il Cammino neocatecumenale? Dillo, impara ad argomentare senza spostare il tiro sull'interlocutore con la fallacia più banale.

Simonetta ha detto...

OT
Che cosa ne pensate di questo?

http://www.tempi.it/la-grazia-di-vivere-in-un-container-viaggio-tra-i-cristiani-iracheni-rifugiati-a-erbil#.VxT0mmdf1mM

Mi inchino davanti al sacrificio delle persone, ma, da un punto di vista dottrinale mi sconforta il fatto che il CN vada a inquinare anche le chiese orientali, che già hanno tanti problemi di sopravvivenza per conto loro.

Un pensiero forse peregrino, ma la coincidenza mi colpisce: l'Iraq è la terra dei mandei, da cui discesero i bogumili, da cui discesero i catari e gli albigesi. Forse non è un caso che il cerchio si chiuda.
Anche i mandei sono stati perseguitati dai regimi e molti sono fuggiti in Occidente in tempi recenti. Questo non vuol essere un giudizio sulle loro persone, ne conosco di ottime.

Fine OT

Simonetta

Anonimo ha detto...

Mah, leggo che in tutto il kurdistan iracheno ci sarebbero 500 nc...come na parrocchietta di campagna

Lino ha detto...

OT @Simonetta
Cosa ne penso? Tra gli sfollati o tra i non sfollati, l'articolo è da voltastomaco, una vera e propria "marchetta" pagata al CNC. Nell'articolo manca solo il bollo del Cammino, per il resto c'è tutto: i credenti tiepidi, la fede più vera e una vita più autentica dei camminanti, l’obbedienza vissuta come una forma di libertà e non di costrizione (forse il messaggio risponde a una delle tirate di orecchia del Papa), le tensioni con una parte dei presbiteri - "presbiteri", guarda caso! - e dei cristianucci della domenica (quelli che prima avevano compiti di responsabilità, logicamente), l'abbandono di vizi come l’alcol e il gioco, matrimoni salvati con l'arrivo di nuovi figli. L'esaltazione della comunità, naturalmente.

Un catechista del CNC ha dettato l'articolo, un giornalista filoneocatecumenale l'ha firmato, non c'è dubbio.

Simonetta ha detto...

OT @Lino

Già, proprio così. A me ha dato molto fastidio l'uso di più di metà dell'articolo per la solita solfa sul Cammino.
Usare la sofferenza delle persone per farsi pubblicità e autoincensarsi si commenta da sé.

Simonetta

psyco ha detto...

.....scusate ma questo articolo anche se non parla di chiesa e di movimenti somiglia al cammino:

http://www.maurizioblondet.it/confessione-un-intellettuale-del-inutile/

....la inutilità di fare un blog : combatto le eresie neocat , dimostro la fallacia,fdibattuto, pubblicato pagine,scritto commenti, tutto inutile.
i modernisti italiani continuano a votare il modernismo....troppi vescovi simpatizzanti del movimento neocat....esaltano kiko,occupano cattedre, i kikos occupano agezie di stampa,sat2000, ora pure un aspirante sindaco di roma..... portano i vescovi a farsi evanelizzare da kiko,che se non gli paga il biglietto e i pranzetti si troverà le poltrone della domus vuote....

usano le categorie moderniste,come il cammino,tanti discorsi sulla cena del Signore,tanta insistenza sulla partecipazione liturgica attiva...... e noi minoranza aggredita ed esclusa, le lettere al vaticano ignorate,i vescovi che non ti ricevono proprio e che non vogliono nemmeno vedere le prove dei danni fatti dal cammino....e riuscivano pure a impedire o rallentare la pubblicazione dei libri di p.Zoffoli....
Poi magari il cammino sparirà,ma l'eresia resta....

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sandavi ha detto...

Il brutto delle missioni NC è che si infilano in un concetto Cattolico (dare la propria vita per annunciare il Vangelo) riempiendolo di slogan NC. Improvvisamente l'Iraq, che ha ospitato (fino all'arrivo dell'ISIS) una delle comunità cristiane più antiche del mondo, che sta soffrendo enormemente per la distruzione sistematica della propria cultura, che "vanta" migliaia di martiri, diventa una terra da "evangelizzare". Con tutta la buona volontà, a parte un conforto materiale di vicinanza, ma cosa potrà mai insegnare una famiglia che ha vissuto nell'agio a gente che sta versando il sangue per non convertirsi all'Islam?

E poi, questa "evangelizzazione" passa attraverso il trasformare il Santissimo Sacramento dell'Altare nella santa cena evangelica?

Lino ha detto...

L'articolo di Tempi, in ogni caso, è impostato pessimamente perché dà luogo a una doppia chiave di lettura. Immagino come possa leggerlo chi conosce anche superficialmente il Cammino, non apprezzandolo:

1) È propaganda, stantia, fornisce informazioni trite e ritrite (come quella che nel Cammino non si ritengono un movimento)
2) Fornisce pienamente l'idea del senso di superiorità che i neocatecumenali assumono nei confronti dei "cristiani tiepidi"
3) Analogamente, dà l'idea della supposta superiorità dei metodi neocatecumenali nei confronti di quelli dei parroci non NC ("il patriarca stesso si lamentava dei modi un po’ 'feudali' dei parroci di quelle comunità", sta scritto).
4) Esponendo "le tensioni con una parte dei presbiteri, le accuse di deriva settaria e criptoprotestante, le incomprensioni coi cristiani comuni", conferma che dovunque vadano i neocatecumenali creano divisioni, perfino in luoghi e tra persone che hanno sofferto la guerra.

Fossi stato un "cefalo" NC con un po' di materia grigia, a leggerlo mi sarei incavolato.

Ruben ha detto...

Lino,
il senso di superiorità dei NC, è talmente alto(l'ho sperimentato spesso sulla mia persona),che in caso di scisma, ci sarebbe un adesione, quasi plebiscitaria a Kiko.

Di qui, forse il prudente atteggiamento della Chiesa, che si limita "consigliare", in attesa, come in tutte le situazioni autoritarie e, vista la tarda età dei due iniziatori,
della lotta di successione, che ci sarà, e non sarà facile se non impossibile da parte del Cammino,
creare "tout-court", un nuovo idolo.
---

PS per i camminanti con la coda di paglia: tranquilli, che non auguro la morte a nessuno, sto solo riportando dei fatti oggettivi.


Ruben ha detto...
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Lino ha detto...

Ruben ha detto: "...e non sarà facile se non impossibile da parte del Cammino, creare 'tout-court', un nuovo idolo"

Non so, Ruben. Ieri sera ho rivisto su TV 2000 il "Giulio Cesare" di Mankiewicz, del ciclo Shakespeare. Gli storici raccontano che Marco Antonio non ebbe (a differenza di Cesare, Bruto, Cicerone e altri) abilità retoriche. Lo splendido monologo è materia creata da Shakespeare. Intendo dire (con le debite distanze): Marco Antonio fondò i suoi successi sul mito di Cesare. Il mito di Kiko, già santificato in vita, avrà più valore di un Kiko ancora vivente che crea problemi con idiozie come quella del femminicidio. Già immagino i "miracoli" che saranno propagandati, i ciechi-nati che riacquisteranno la vista dopo aver ricevuto una visione di Kiko :-)

Il problema reale è "logistico" (con i problemi economici che la mancanza della logistica causerebbe): fino a che i neocatecumenali avranno disponibili parrocchie, presbiteri kikizzati e stampa cattolica, il Cammino sopravviverà. Fuori delle parrocchie il Cammino è uno zero assoluto.

Anonimo ha detto...

Se posso permettermi: non credo che l'articolo in questione sia stato scritto sotto dettatura da un catekista. L'autore è un noto ciellino in polemica anticarroniana.

La retorica di cui è pieno l'articolo è quella movimentista che si ritrova facilmente nel discorso ciellino più superficiale: vale a dire una realtà comunitaria dinamica in cui si vivrebbe un "incontro" vivo, in contrapposizione a un cattolicesimo tradizionale formalista (come se le due dimensioni dovessero escludersi). Inoltre il concetto di movimento è proprio del Giussani e da lui discende e si è imposto nella Chiesa attuale come tale: vale a dire che accanto alla Chiesa gerarchica vi sia una spinta carismatica che prende forma storicamente in movimenti nati da un particolare individuo più o meno di spicco. In realtà questa dinamica non è totalmente campata in aria storicamente, ma nella Chiesa woitilana ha preso spesso il sopravvento sull'altra dimensione di ordine gerarchico e geografico -mi sembra BXVI abbia voluto ri-equilibrare questi aspetti sin dalla Pentecoste 2006- che culmina nel patetico ritornello "la grande primavera del post-concilio" che bene corrisponde all'ideologia Kikiana (cl è una realtà non propriamente postconciliare si badi, anche se forse lo sta diventando adesso). In ogni caso è stato un discorso utile per dare una fisionomia istituzionale a cl, che comportò però l'appoggiarsi ad altri gruppi apparentemente affini e il riconoscere la realtà dei movimenti come realtà plurale, con conseguente inarrestabile moltiplicarsi a cui assistiamo attualmente, di gruppi che non hanno veramente una lor propria specificità.

In questo senso per me va intesa la specificazione contenuta nell'articolo rispetto al fatto che "essi non si ritengono un movimento": l'articolista giustamente li descrive attraverso la sua prospettiva; ma l NC ama nascondersi fingendo di essere uno strumento al servizio delle parrocchie, quando invece è il contrario. Sono le parrocchie a finire inglobate nella struttura che fa capo al grande capo unico: prevale la dinamica di movimento su quella gerarchica. CNC non solo è un movimento, come tale parzialmente riconosciuto dalla Chiesa, ma sottilmente pretende di essere il movimento con diritto di esclusiva, con la sua struttura da virus o parassita endemico.

Che i ciellini abbiano uno sguardo di sostanziale stima acritica verso gli NC, oltre all'ingenuee constatazioni "guarda sono un movimento come noi" "guarda che cristiani senza timore" "guarda quanti bravi preti missionari" (per il ciellino medio 'degna liturgia' è espressione con confini molto ampi), è dinamica acuita recentemente in quelli schieratisi col family day; analogamente a certi capo popolo come Costanza Miriano. Insomma la stessa dinamica che vede certi tradizionalisti ridicolmente diventare ortodossi: mettere in risalto un principio per dimenticarne 100 altrettanto importanti (>che poi è una definizione perfetta di 'eresia'). Mi fermo.
MF

by Tripudio ha detto...

L'articolo dell'agenzia neocatecumenalista Zenit è purtroppo il solito pasticciaccio intriso di modernismo che tenta sottilmente spacciare per dogmi queste opinioni totalmente infondate:

- che in assenza del tabernacolo, o veniva consumata tutta l'Eucarestia, oppure era inesistente il culto eucaristico

- che l'abitudine di conservare l'Eucarestia sarebbe cominciata molto tardi e solo per i malati

- che il tabernacolo sarebbe formalmente nato solo nel XII secolo

- che solo alcuni protestanti (pardon, "evangelici") non crederebbero nella transustanziazione.

Nota: al termine delle persecuzioni, cioè già in epoca costantiniana, si conservava l'Eucarestia in loculi dell'abside o del'altare oppure in un sacrario dedicato in sacrestia (antenati del "tabernacolo"). Già agli inizi del V secolo papa Innocenzo I comandava la Comunione "alla bocca" anziché "sulla mano" (pratica ribadita da papa san Leone I pochi decenni dopo) e si comandava ai diaconi di fare attenzione nel conservare l'Eucarestia non consumata.

Insomma, se qualcuno tenta di banalizzare il Santissimo Sacramento affermando che veniva conservato come un qualsiasi oggetto sacro (o addirittura trascurato al di fuori del momento della Comunione), state pur certi che è uno di quelli che hanno ridotto l'adorazione eucaristica ad una recita mielosa di sospiri e di frasette di circostanza.

Lino ha detto...

MF ha scritto: "non credo che l'articolo in questione sia stato scritto sotto dettatura da un catekista. L'autore è un noto ciellino"

L'autore, egregio MF, è in primis un giornalista. E' noto sì, ma soltanto nel suo ambiente, come altri scrittori (giustamente hai citato la Costanza Miriano - che si distingue per la futilità dei propri "idoli", basta leggere la sua pagina FB per rendersene conto, vorrei vederla nel Cammino perlomeno al primo scrutinio - ma si potrebbe proseguire, salendo per importanza fino al top, Antonio Socci). Essendo giornalisti e scrittori, tendono ad ampliare la propria fascia di lettori e il Cammino, per numero di adepti, è interessante.
L'articolo, però, non è scritto da un profano, da un semplice "movimentista" in polemica con Carrón. Ci sono, nell'articolo, passi gergali propri di un neocatecumenale. Quello intervistato, il diacono Shwan catechista NC presumibilmente, i cui concetti fuoriescono dall'ampio virgolettato. In CL si dice "sacerdote", per esempio, non "presbitero".
Prova a leggere l'articolo alla luce delle tre tirate di orecchie di Francesco, a partire dai titoli delle sezioni; "Rimanete uniti", per esempio. Ancora per esempio, che essi abbiano perso le loro radici: questo motiva un diverso acculturamento. "L’obbedienza vissuta come una forma di libertà e non di costrizione" non è da poco, come risposta a una tirata di orecchie.

Ruben ha detto...

L'agenzia Zenit,
da qualche tempo ha cambiato format; è passata da format agenzia(di semplicissima consultazione), al format rivista on line.

Attualmente, la sua consultazione, è estremamente dispersiva e macchinosa; non penso sia un caso in quanto per l'utente il servizio, dovrebbe migliorare, non peggiorare.
---

by Tripudio ha detto...

Sulla "inutilità" di tenere un blog (o di fare qualsiasi altra cosa controcorrente), pazienza. Nessuno ci ha mai garantito "risultati" - anche se ci sono, e sono molto più silenziosi di quel che non possiamo immaginare (anche il Belin ci ha reso l'onore di qualche visitina quatta quatta, ma il nostro pensiero va a coloro che piovono su queste pagine per caso e si rendono conto della vera essenza del neocatecumenalismo).

Il meccanismo descritto - quello per cui i ministri di satana sono sempre più zelanti dei ministri di Dio - è comprensibile solo se si rifiuta di ridurre la fede a un elenco di frasette dolcine e clericalmente corrette.

Quanto al timore che l'eresia resti, è purtroppo ben fondato. Anche dal fatto che dopo la morte di Kiko, se anche venissero dimenticati i suoi ridicoli "canti", se anche finissero sul lastrico i kiko-shop, resterebbero purtroppo le chiese kikizzate con quei demoniaci sgorbi e quelle suppellettili autocelebrative.

A pagare le conseguenze saranno i nostri figli e nipoti, che dovranno sorbirsi le reliquie di quella nueva decrepita estetica inventata da uno ossessionato dalla voglia di lasciare ai posteri un'infinità di monumenti a sé stesso.

psyco ha detto...

....e quindi il pretino neokikino arrestato quando si era APPARTATO CON LA RAGAZZINA.... aveva coperto i vetri dei finestrini con degli asciugamani.... COME LE COPPIETTE CAFONAZZE al PARCO DELLE RIMEMBRANZA e SULLA STATALE PER VICO EQUENSE.....
e vai, vai !!!! DIECI ANNI di seminario REMPTORIS MATER.......a questo sono serviti!!!!

Anonimo ha detto...

Psyco 03:58
come la vocazione-fuga di quel pretone neokikone di lungo corso che non so se proveniente da un seminario R.M. ma che di sicuro si è voluto far prete solo dopo che la ex-moglie si è nuovamente sposata con un altro, arrivando fino alla S.R.pur di ottenere l'annullamento del matrimonio e levarselo dai piedi una volta per tutte;quindi, in gran segreto, dalla diocesi di residenza è stato spedito verso altri lidi.
Peccato, stavolta, che le comunità che lo dovevano coprire, anche se non ha commesso un vero e proprio reato, lo hanno invece scoperchiato alla grande, tra un sorrisetto e l'altro, tra una gomitatina e l'altra.Attenzione, perciò, piccoli in buona fede: tutto quello che direte ai vostri catekikisti alle confessioni pubbliche e ai passaggi, anche le cose più intime e personali,saranno date in pasto a chiunque alla prima occasione utile, senza scrupoli.
David

Ruben ha detto...
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Anonimo ha detto...

La Grazia del Signore può avere tante vie di sbocco e magari, ora, è un bravo sacerdote( e prima un cattivo marito)

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

@ anonimo 20 aprile 2016 13:33
Forse non ha capito la questione dell'annullamento, sospetto che lei sia un neocatecumenale. Se la Sacra Rota ha annullato, non c'è mai stato un matrimonio e quindi il kikolone in questione non è mai stato un marito, buono o cattivo che si voglia (la nullità è necessariamente "ab initio"). Si confida che la causa di annullamento sia stata una impotenza copulativa e non altre di natura volitiva o psicologica, oppure fondate su raccomandazioni anche oliate, perché in tali casi si porrebbe in dubbio la possibilità che possa essere un buon sacerdote.
Così, soltanto perché il suo commento si configura come una delle (solite) balordaggini NC.

Anonimo ha detto...

Ha ragione signor Lino per l'aspetto "ab initio"dell'annullamento ma dal discorso di David sembra intendersi che sia stato chiesto e ottenuto dalla signora e subìto dalla contro parte.....non possiamo essere in grado di giudicare la sincerità di una vocazione per quanto tortuosa o tardiva possa essere, penso

by Tripudio ha detto...

Eh, mi immagino la scena:

- il "catechista" dice imperiosamente: «Tu! alle prossime Alzate, ti alzerai per il seminario!»

- il tizio balbettando: «ma... ma io sono sposato con una sorella di comunità...»

- il "catechista" risponde furente: «allora il tuo matrimonio è nullo!»

Lino ha detto...

Qualora motivato da ragioni di natura volitiva o psicologica, dell'uno o dell'altra, anche se subito dalla controparte, è evidente che la controparte non aveva grandi capacità di discernimento al momento del matrimonio. C'è da augurarsi, nel caso, che queste turbe siano state successivamente rimosse.
Io non giudicavo la sincerità di una vocazione, io giudicavo il suo commento errato "ab initio".