lunedì 25 aprile 2016

Il messianismo post-comunista dei cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale

Il vangelo dei miserabili (Kiko Argüello, 1967)
Citiamo parte di un articolo di don Ariel Levi Di Gualdo, evidenziando alcuni punti utili alla riflessione.


La sempre meno vigilante e cieca Autorità Ecclesiastica, non ha mai voluto vagliare quanti alti fossero in numero gli sconsolati orfanelli cresciuti tra le fila del Partito Comunista, o peggio assai di Lotta Continua e di Democrazia Proletaria, che oggi, ultra sessantenni, sono celebrati e indiscussi mega-catechisti del Cammino Neocatecumenale, i quali lungi dall’essere stati davvero convertiti e trasformati, hanno solo cambiata bandiera mantenendo lo stesso spirito di fondo, a partire dallo spirito repressivo e coercitivo nei confronti di coloro che oggi non chiamano più come ieri “sporchi fascisti”, li chiamano “chiusi allo Spirito Santo”, o più semplicemente “sotto influsso diabolico”. Cambia lo stile ma identica resta la sostanza: la demonizzazione e possibilmente la distruzione di chiunque non la pensi come loro. 
[...]

Duole davvero che un esperto conoscitore della ideologia comunista come il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, non si sia mai accorto della pericolosa situazione che si andava creando in seno alla Chiesa. Ma d’altronde, i Neocatecumenali, avevano adottati stili di comportamento che al futuro Santo Pontefice erano particolarmente cari: anzitutto la famiglia e i figli, quindi l’ossequio alla morale sessuale. E ciò non lo ha indotto a interrogarsi su che cosa di molto negativo, a livello ecclesiale, vi fosse in questa sètta nella quale, da una parte si sfornavano i figli e si promuoveva la morale sessuale tanto cara a Giovanni Paolo II, ma dall’altra si creava una chiesa dentro la Chiesa, una comunità dentro la comunità ecclesiale, insomma: una vera e propria sètta para-cattolica.

È vero, i Neocatecumenali facevano della sacra liturgia e dell’Eucaristia ciò che volevano e come volevano; facevano immane confusione tra sacerdozio comune dei battezzati e sacerdozio ministeriale di Cristo, proclamando ai quattro venti che tutti eravamo sacerdoti; avevano un catechismo parallelo e andavano in missione per il mondo ad annunciare il “sacro verbo” del Signor Kiko Arguello… però, facevano figli e condannavano la contraccezione ed il lassismo promuovendo la morale sessuale. E mentre questo avveniva, nessuno dei soloni della Santa Sede si domandava: ma il centro, il cuore e il motore della vita della Chiesa, è quella Eucaristia scempiata dagli arbitri dei neocatecumenali sino a rasentare la blasfemia e la profanazione, oppure la proibizione morale all’uso di pillole anticoncezionali e di preservativi? Insomma: il Verbo si è fatto carne, o il Verbo si è fatto contro i contraccettivi?

"Comunione seduti" con immersione di mustacchi
Se il Movimento Neocatecumenale, anziché promuovere la morale sessuale e familiare per così dire “più rigida”, avesse promosso invece un certo lassismo, Giovanni Paolo II non avrebbe esitato un istante a dichiararli “fuori legge” ed a spazzarli via con un colpo di ramazza. Ma siccome, seppur a prezzo dei loro scempi eucaristici, dei loro immani abusi liturgici e di una male intesa e promossa concezione del sacerdozio, i Neocatecumenali difendevano la famiglia e la morale sessuale, se la sono passata liscia sempre e comunque, ed in specie sotto il lungo pontificato di Giovanni Paolo II.

A chiunque volesse lanciarmi l’accusa: «Come osi criticare un Santo?». Rispondo che io non ho mai criticato il sommo magistero di questo Santo Pontefice, l’ho sempre promosso e tutt’oggi continuo a promuoverlo. E chiunque voglia approfondire il discorso teologico e dottrinario circa il fatto che i Santi, pur essendo tali e come tali modello di eroiche virtù, non sono perfetti, può andare a leggere, nell’archivio dell’Isola di Patmos, un mio vecchio articolo intitolato: «I Santi antipatici, Pontefici inclusi» [cf. QUI].

I risultati di tutto questo sono stati la progressiva laicizzazione dei chierici e la pericolosa clericalizzazione dei laici, con conseguenze devastanti sul piano pastorale. Proverò adesso a spiegarmi con degli esempi: nelle nostre chiese il presbitèrio era circoscritto dalla balaustra, funzione della quale era quella di delimitare e indicare lo spazio del cosiddetto sancta sanctorum. A questa balaustra i fedeli si inginocchiavano per ricevere la Santissima Eucaristia. E ciò avveniva in quei tempi non poi così lontani nei quali a nessuno sarebbe mai passato per la mente di ricevere l’Eucaristia seduto sulla sedia al proprio posto secondo le arbitrarie e irriverenti disposizioni dettate dai Signori Laici Kiko Arguello e Carmen Hernandez.

E ciò detto è necessaria adesso una premessa: nessun documento del Concilio Vaticano II, a partire dalla Sacrosanctum concilium ha mai stabilito che le balaustre, ed in specie quelle di chiese storiche monumentali, altrettanto gli altari coram Deo [rivolti a oriente] fossero abbattute, come invece hanno fatto i preti, o come hanno fatto gli stessi vescovi, perpetrando spesso scempi immani al patrimonio storico e artistico, sulla base dell’errato principio che la balaustra era un «vecchio segno di divisione» tra i fedeli e il sacerdote. Certe affermazioni e spiegazioni, seppure provenienti talvolta da vescovi e preti, sono false e fuorvianti, posto che la balaustra era un segno di sacro rispetto, ed aveva una precisa funzione teologica e pastorale tutta quanta legata a quel sacro timor di Dio di cui oggi non si parla più; e non se ne parla più da quando i teologastri hanno preso a confondere il sacro timore con la paura del Padre.

Il santino di san Kiko!
[...]

Tutto questo è logica conseguenza del fatto che, mentre il prete in jeans e maglione partecipa alla riunione del consiglio comunale dove si parla del problema dei profughi o dell’inquinamento ambientale, le pie donne vanno a portare l’Eucaristia agli ammalati, insegnano catechismo senza controllo alcuno, dispongono della chiesa parrocchiale come a loro più aggrada, stabiliscono di loro motu proprio regole liturgiche e via dicendo. E se dinanzi a questa presa di campo il parroco non si adegua, ecco che i laici, ed in particolare le laiche, gli rendono la vita impossibile e del tutto invivibile. Se poi, dinanzi a simili parroci, entrano in parrocchia i Neocatecumenali, a quel punto il sacerdote assume ruolo di mero “consacratore di ostie”, ed una volta terminata la celebrazione eucaristica il suo posto è di stare seduto in rispettoso silenzio accanto al mega-catechista kikiano sceso il giorno prima dalle impalcature sulle quali ha fatto per tutta la vita il muratore, ed il quale lancia uno appresso all’altro strafalcioni e spesso vere e proprie eresie in materia di dottrina e di fede, specie nell’ambito della pneumatologia. Guai però a dirgli qualche cosa. Primo, perché ti risponderà che tu sei ostile allo Spirito, secondo, perché ti dirà che quel che conta è avere lo Spirito, terzo, perché è lo Spirito che dà la vera conoscenza, non lo studio, non la cultura teologica.

Questa arroganza sempre più intollerabile – e che io, come presbitero, non ho mai tollerato e non intendo tollerare nell’esercizio del mio sacro ministero – è un elemento che accomuna sia i cosiddetti tradizionalisti sia i cosiddetti progressisti. I primi, promuovono raccolte di firme referendarie contro un provvedimento preso personalmente dal Sommo Pontefice, il quale come ho spiegato nel mio precedente articolo non è soggetto ad umano sindacato alcuno [cf. QUI]; i secondi, oltrepassate le balaustre e relegato con un calcio al culo il prete tra tutti, come uno tra tutti, hanno proclamato – in nome di un concilio mai celebrato e di un movimentismo malato ma comunque tollerato da Giovanni Paolo II – che tutti siamo sacerdoti.

"Liturgia" neocatecumenale
Quell’esercito di canonisti e di teologi improvvisati ai quali fa riferimento il nostro acuto lettore Giorgio M.G. Locatelli, sono il prodotto di una situazione ecclesiale ed ecclesiastica ormai totalmente degenerata. Sono il prodotto dei figli della “immaginazione al potere” e del “vietato vietare” che dopo la caduta del Muro di Berlino non sono mai riusciti ad elaborare il lutto e che hanno trasferito nella Chiesa, tramite processo di traslazione, il peggio delle loro ideologie, il peggio del loro messianismo post-comunista. Tutto questo con un problema di non poco conto: non si sono convertiti al cattolicesimo, ma hanno tentato e tutt’oggi tentano di convertire il cattolicesimo all’ideologia messianica comunista di cui sono rimasti orfani e dalla quale non si sono mai distaccati; ideologia trasferita a livello educativo sui loro figli, che risultano oggi peggio ancora dei loro genitori. E questo spirito deleterio e pericoloso, ha trovato il proprio focolaio in certi movimenti, in modo del tutto particolare nel Cammino Neocatecumenale.

36 commenti:

Daniel Lifschitz ha detto...

"La sempre meno vigilante e cieca Autorità Ecclesiastica, non ha mai voluto vagliare quanti alti fossero in numero gli sconsolati orfanelli cresciuti tra le fila del Partito Comunista, o peggio assai di Lotta Continua e di Democrazia Proletaria, che oggi, ultra sessantenni, sono celebrati e indiscussi mega-catechisti del Cammino Neocatecumenale, i quali lungi dall’essere stati davvero convertiti e trasformati, hanno solo cambiata bandiera mantenendo lo stesso spirito di fondo, a partire dallo spirito repressivo e coercitivo nei confronti di coloro che oggi non chiamano più come ieri “sporchi fascisti”, li chiamano “chiusi allo Spirito Santo”, o più semplicemente “sotto influsso diabolico”. Cambia lo stile ma identica resta la sostanza: la demonizzazione e possibilmente la distruzione di chiunque non la pensi come loro".

Ecco un perfetto ritratto di Giuseppe Gennarini, Mattia del Prete e company.

Daniel Lifschitz

Anonimo ha detto...

Anche Salvatore Morfino (responsabile per Sicilia e Calabria), sino a qualche anno fa - fin quando l'ho ascoltato personalmente - usava il termine "fascista" ..."e ce l'avevi con tuo padre perchè era un fascista... sei cresciuto con un padre fascista..." ...insomma, attuale come Berlusconi che ancora oggi evoca i comunisti...

Etneo

C. ha detto...

Per mia personale esperienza nel cammino ho visto pochissimi "sinistri" all'interno del cn.
Erano (e tutt'ora sono) tutti personaggi legati al mondo della destra conservatrice.
Il fatto che in discorsi o pubblici incontri parlino male del fascismo è legato unicamente al fatto che era un movimento "laico", Mussolini era notoriamente anticlericale.

Molti camminanti erano stati in gioventù aderenti al pci o organizzazioni di sinistra, questo è vero, ma di quel periodo non rimaneva nulla negli adepti coercizzati dal kikismo e nessuno di loro aveva ruoli importanti.

Mi ricordo preti e catechisti che sfottevano molte di queste persone per il loro passato di sinistra.
Io stesso avevo una buona opinione nel cn proprio per non essere mai stato di sinistra.

Non mi risulta assolutamente che la famiglia Gennarini fosse di sinistra, tutt'altro; il quartiere romano dal quale provengono era notoriamente di destra come di destra sono tutti i megacatechisti che ho frequentato...

Io ritengo (parlo per esperienza) che i nc siano estremamente conservatori (quindi anti modernisti in tutto l'ambito sociale della Chiesa), eccezion fatta per quello che concerne il prestigio del loro movimento.

In quel caso sarebbero disposti ad accettare anche il sacerdozio femminile se Kiko lo disponesse...

Ruben ha detto...

Kiko è un anticomunista viscerale e ci tiene ancora a farlo sapere.
È certo però che i NC si sono travestiti da progressisti post-conciliari proprio per controbattere più agevolmente ai tradizionalisti, pur essendo loro di fatto, integralisti e "talebani".
Se fossero progressisti post-conciliari, no avrebbero mai, la nota posizione, sull'"Umanae Vitae".
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Daniel Lifschitz ha detto...

La famiglia Gennarini era sì cattolica e frequentava la comunità di don Dossetti. Fu allora che ne diventai amico. Ma Giuseppe Gennarini era simpatizzante di "Lotta continua" e non veniva a Messa.

Ruben ha detto...

Che fanno finta di fare i progressisti si; addirittura filo-comunisti ed antifascisti,
proprio no.
Basta vedere i partiti politici che appoggiano, e quelli che tentano di fondare.
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Daniel Lifschitz ha detto...

Il vostro Blog ha dimenticato di comunicare che
IL SOMMO PONTEFICE
HA ELETTO VESCOVO ARIEL S. LEVI di GUALDO
NOMINANDOLO SEGRETARIO DELLA COMMISSIONE
ECCLESIA DEI,
chiamandolo da Monaco di Baviera a Roma.


Daniel Lifschitz ha detto...

Rev. Ariel Stefano Levi di Gualdo è stato nominato dal Sommo Pontefice segretario della Commissione Ecclesia Dei!

Prendiamo dall’articolo dell’Isola stessa:

"Nel suo incontro privato avvenuto presso la Domus Sanctae Martae agli inizi del mese di marzo 2015, il Presbitero ha cercato di apporre un umile rifiuto affermando di non reputarsi all’altezza del compito, sembra però — a quanto riferisce il diretto interessato — che il Santo Padre gli avrebbe replicato: «Se come tu dici non sei all’altezza, vorrà dire che nulla toglierai né aggiungerai a ciò che fino ad oggi non è stato possibile portare a compimento».
Il Sommo Pontefice lo ha quindi promosso alla dignità episcopale ed eletto alla sede titolare di Laodicea Combusta, già suffraganea dell’Arcidiocesi di Antiochia".

Pietro Soave ha detto...

Ha parlato Don Bimbominkia...
Condivido le problematiche, ma come al solito il detto sacerdote finisce per dire che sono komunisti. Ma per favore...

by Tripudio ha detto...

Don Ariel non parla di comunisti sotto mentite spoglie, ma di ex comunisti che hanno cambiato colore ma non attitudine.

Hanno sostituito il comunismo dogmatico col kikismo dogmatico: non credevano al dogma cattolico ieri, non ci credono oggi.

Ieri erano comunisti fissati con l'antifascismo, oggi sono "catechisti" fissati contro i cristiani "chiusi allo Spirito Santo", cioè non omologati al kikismo-carmenismo:

«...oggi non [li] chiamano più come ieri “sporchi fascisti”, li chiamano “chiusi allo Spirito Santo”, o più semplicemente “sotto influsso diabolico”. Cambia lo stile ma identica resta la sostanza: la demonizzazione e possibilmente la distruzione di chiunque non la pensi come loro».

by Tripudio ha detto...

Quella "nomina a vescovo" è un pesce d'aprile.

Di Gualdo non diventerà mai vescovo, poiché ha denunciato (in modo ben documentato) la lobby gay nel clero di Roma... ottenendo però come unico risultato che gli togliessero il celebret (il documento che lo autorizzava a celebrare Messa nella diocesi di Roma).

Di Gualdo è anche autore di alcuni interessanti libri. Il migliore secondo me è Quanta cura in cordibus nostris, "enciclica futuribile" in cui immagina di essere il futuro Papa Benedetto XVIII (eletto nel 2023) che d'autorità - e semplicemente citando i documenti del Magistero dei nostri giorni - riordina la Chiesa sotto vari aspetti: dalla correttezza liturgica alla formazione nei seminari.

by Tripudio ha detto...

Il fratello neocatecumenale Pietro Soave viene qui a insultare don Ariel senza neppure aver letto il titolo di questa pagina (dove non si parla di "comunisti", ma di "post-comunisti").

Perché non va direttamente sul blog di don Ariel [link qui], a commentare lì col proprio vero nome?

Ovvio: è un neocatecumenale, e non vedeva l'ora di confermare le parole scritte nell'articolo riguardo all'atteggiamento dei kikos: «...la demonizzazione e possibilmente la distruzione di chiunque non la pensi come loro».

Pietro Soave ha detto...

Neocatecumenale vallo a dire a qualcun altro

Anonimo ha detto...

Secondo me il problema dei kikos e soprattutto dei capi kikos non è tanto se sono di destar o sinistra o ex destra o ex sinistra, fascisti o comunisti e via dicendo... il problema è che sono tutti ex sesantottini.
Cioè persone che si sono fumate il cervello, che hanno fondato la loro vita su ideali stupidi e assurdi e poi, constatando che sono tutti falliti, sia gli ideali che le loro stesse vite, hanno cercato nella religiosità, non nella fede, un luogo per dar sfogo alle loro deluse aspettative.
Lo si denota dal fatto che molti sono dentro ambiti lavorativi pubblici, dei servizi, dell'insegnamento... e tutto fanno fuorché il loro dovere: assenteisti, non-curanti, a traino e a peso delle istituzioni e degli altri colleghi che si sobbarcano anche il loro lavoro. La scusa è quella della preghiera, delle convivenze e via dicendo... la realtà è quella dell'elemento parassita, della cicala, che pensa al proprio piacere e se ne frega degli altri e della società civile. si riempiono la bocca di propositi, ma appena ci si gira sputano tutto e fanno dell'ozio sociale e lavorativo il loro status di vita... a meno che un determinato impegno non produca un loro vantaggio e guadagno... in questo caso fanno lavorare gli altri per guadagnare (vedi famiglie di catechisti con numerosi figli che non hanno redditi e vivono da nababbi).

by Tripudio ha detto...

È esattamente ciò che ha detto don Ariel nella parte dell'articolo che abbiamo citato qui: gli ex sessantottini "comunisti" che sono passati dal "comunismo" alla religiosità ma senza cambiare mentalità, riciclandosi nel Cammino Neocatecumenale ed oggi sono onorati e adorati "mega-catechisti".

Ruben ha detto...

Gennarini di "lotta continua", sarebbe come affermare che Dracula il Vampiro, si nutrisse di solo latte!...
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sandavi ha detto...

E' vero che il Cammino è pieno di ex-comunisti, persino i miei genitori lo erano. Nella parrocchia dove frequentavo ce n'erano tantissimi, e alcuni in posti di alto rilievo.
Molti spagnoli erano invece anarchici semi-"barboni".
Per anni, il cammino si è nutrito di persone che fondamentalmente ce l'avevano con la Chiesa e che odiavano, per lo meno ne odiavano il modello. Nel Cammino hanno trovato un ambiente fortemente protestante che li ha attratti, perché si anteponeva al passato della Chiesa, in modo particolare.
C'erano persino alcuni aderenti a sette New Age, sempre sull'onda del socialismo sessantottino.

Anonimo ha detto...

Condivido a pieno il commento delle 12,35 merita un applauso

Anonimo ha detto...

"dopo la caduta del Muro di Berlino non sono mai riusciti ad elaborare il lutto e che hanno trasferito nella Chiesa, tramite processo di traslazione, il peggio delle loro ideologie"

Ragazzi non scherziamo, il peggio delle loro ideologie erano omicidi, incarcerazioni e stermini di massa. In confronto al socialismo reale il cammino neocat è una burletta. Cerchiamo di tornare coi piedi per terra.
Carlo.

Ruben ha detto...

Quoto assolutamente Carlo 13:09; il Cammino, con i comunisti e post-comunisti, non ha nulla a che spartire.

Veramente cerchiamo, di tornare con i piedi per terra!!...
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Valentina Giusti ha detto...

Anch'io do ragione all'intervento delle 12.35, perché lo zoccolo duro nc è proprio quello dei sessantottini, di destra o di sinistra poco importa.
Poi volevo ringraziare Psyco perché, con l'articolo di Padre Ariel, ha dimostrato che non sono solo i preti tradizionalisti a notare e denunciare le contraddizioni neocat.

Michela ha detto...

Certo che il cammino non ha niente a che vedere con partiti politici che si ispirano al comunismo , ma qui non si parla di politica, ma di matrice ideologica.
A me fa impressione il materialismo neocat che ha ridotto i significati simbolici a semplici segni e semplifica la divino-umanità di Cristo spiegandola in termini banali e comprensibili, quindi umiliandone la dimensione trascendente per adattarla alla ragione umana. (esistenzialismo ateo?)
Poi c'è l'appiattimento delle gerarchie e la conseguente redistribuzione delle funzioni sacerdotali agli adepti, prima ai catechisti e poi a tutti. ( Hegel e Marx?)
Poi c'è la rilettura dialettica della storia per cui dopo un tempo di buio arriva la rivoluzione guidata da un uomo nuovo che inaugura un nuovo tempo per l'umanità, che nel nostro caso è la Chiesa.

Che da Hegel siano derivate ideologie di destra e di sinistra, cambia poco perchè si tratta sempre di ateismo declinato in vari modi. Quello che trovo in Kiko e nei suoi insegnamenti è l'incapacità di superare la sua visione pre-conversione. Era ed è rimasto un esistenzialista ateo, impregnato di pessimismo.

Ruben ha detto...

@ Valentina Giusti ha detto...
"Anch'io do ragione all'intervento delle 12.35, perché lo zoccolo duro nc è proprio quello dei sessantottini, di destra o di sinistra poco importa."
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A parte che non esistono sessantottini di destra.;
fate un attimo mente locale, il tempo passa per tutti, i sessantottini, attualmente, hanno tutti un'età compresa tra i 66 ed i 70 anni; ammesso che qualche Catechista NC, rientri nel range, non vedo che necessariamente debba essere stato sessantottino!...

Ruben ha detto...

P.S. al mio delle 14:54

Fa fede Mario Capanna, da sempre considerato il decano dei sessantottini, 10 gennaio 1945.
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Chuck White ha detto...

La polizia sono stati chiamati al Seminario Redemptoris Mater in Guam! Nessuno è stato arrestato.

by Tripudio ha detto...

In Italia il "Sessantotto" durò almeno dieci anni, come dimostrato da un agevole libretto di Michele Brambilla (Dieci anni di illusioni, il testo è reperibile in rete; fra parentesi il Capanna si adoperò a compilare una ridicola tesina di ben ottanta cartelle per "dimostrare" alla fidanzatina che in fin dei conti san Tommaso ammetterebbe i rapporti prematrimoniali: le grandi menzogne, come sempre, sono anzitutto al servizio dei propri bassi istinti).

Quando si parla dei "sessantottini", si intende una mentalità, non necessariamente un'età anagrafica o una partecipazione a determinati eventi.

Il Vangelo del miserabile Kiko è stato scritto quasi cinquant'anni fa, nel 1967, dall'allora ventottenne Kiko Argüello, ancor prima di incistarsi in Italia.

Lì c'è tutto lo spirito del Kiko "sessantottino".

Come verificato anche da Di Gualdo, i tanto riveriti e osannati "mega-catechisti" del Cammino hanno solo cambiato colore. Dell'atteggiamento "sessantottino" hanno anzitutto conservato la mentalità idolatrica, lo stile menzognero e i modi di fare arroganti, di cui abbiamo visto tanti esempi in dieci anni di commentatori di questo blog. Ieri etichettavano “sporchi fascisti” chiunque non la pensasse come loro; oggi invece li etichettano “chiusi allo Spirito Santo”, o più semplicemente “sotto influsso diabolico”. «Cambia lo stile ma identica resta la sostanza».

Anonimo ha detto...

per Ruben

All'inizio degli anni 80 il mio capokatekista veniva a dare le katekesi indossando il classico "Eskimo" verde , jeans e polacchine clarks,divisa ufficiale di tutti i sessantottini.la sera della prima eucarestia della prima convivenza con giacca e cravatta era irriconoscibile;-).
Questa divisa dava l'idea di un comunista che tramite il cammino si era convertito.


sandavi ha detto...

Vero quanto dice Tripudio. I modi arroganti li hanno comunque accentuati parecchio subendo il sistema tirannico di Kiko.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!

l' estorsione spirituale del cammino !! “Sono stata obbligata a essere in questa setta per 10 anni” :

http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=45316

lettera APERTA a CAMILLO BALLIN :

http://www.junglewatch.info/2016/04/frenchies-letter-to-bishop-camillo.html

CONFERMATO : gennarini e pochetti erano andati a guam IN GRAN SEGRETO :

http://www.junglewatch.info/2016/04/they-were-trying-to-sneak-in.html

KIKOS INCAZZATISSIMI cercano di apparare la situazione :

http://www.junglewatch.info/2016/04/lol-didnt-know-i-was-so-powerful-maybe.html

la FIGURELLA DI MERDA di GENNARINI e' arrivata ANCHE in NUOVA ZELANDA :

http://cathnews.co.nz/2016/04/26/neocatechumenal-leader-hostile-reception/

Anonimo ha detto...

Vi faccio presente che quasi tutti quelli della prima ora diventati automaticamente catechisti subito sono sessantottini! l'eskimo era la divisa di Kiko e lo è stata per molti anni fino a che non ha deciso di vestirsi di nero da finto prete.
Tommaso

by Tripudio ha detto...

Nessuno degli adoratori dell'idolo Kiko ha ancora osato commentare sul blog di don Ariel... chissà perché.

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
per Ruben

"All'inizio degli anni 80 il mio capokatekista veniva a dare le katekesi indossando il classico "Eskimo" verde , jeans e polacchine clarks,divisa ufficiale di tutti i sessantottini.la sera della prima eucarestia della prima convivenza con giacca e cravatta era irriconoscibile;-).
Questa divisa dava l'idea di un comunista che tramite il cammino si era convertito."
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Anonimo,
vista la genuinità delle testimonianze in merito, ne prendo atto e ci credo; comunque nella mia buona fede, non credo, che si potesse arrivare a tali voltagabbana!...

Mi fa pensare tanto, ad un racconto di un amico di una ventina d'anni più anziano di me:
viveva a Ferrara e mi raccontò, che nel '45 subito dopo la liberazione della città, aveva notato militi della Guardia Nazionale Republicana, trasformarsi immediatamente, con tanto di fazzoletti rossi al collo, in partigiani in servizio di ordine pubblico....

Questa purtroppo, è l'incoerenza del mondo!
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FINALMENTE LIBERO!!! ha detto...

Io ho avuto un catechista nc che era nelle file del partito comunista...fanatico fino alle ossa...abbandonata la bandiera comunista ci diceva sempre che il cammino lo ha salvato, lo ha convertito..ma lo spirito comunusta gli era rimasto..e poi faceva esempi su Gesù che ha preso la natura umana e' come se noi prendessimo la natura di un cane.....da pessimo ignorante...

Orvieto Capitale ha detto...

Ciao a tutti da un Cattolico della Domenica interessato, per esperienze vissute e per interesse personale, allo schema di comportamento delle sette. Siccome è la prima volta che posto, lasciate che vi faccia i complimenti (non "di rito", ma davvero sentiti) per il lavoro che fate nel cercare di smascherare una realtà fin troppo ignorata.

Detto questo: quello che vi trae in inganno è pensare che ci sia un'opposizione tra i "comunisti" ed i "fascisti" di oggigiorno. Già da decenni, a Roma, si potevano vedere extraparlamentari di estrema sinistra e di estrema destra mangiare assieme allegri e felici. Perché il vero nemico era il moderato, non era l'altro estremo. Basti guardare ora come ci sia comunella tra i partiti di estrema destra ed estrema sinistra, accomunati dall'odio per il "mondialismo", per il "buonismo" (tutte parole spesso sparate su twitter senza apportare alcun significato), dall'amore incondizionato per personaggi equivoci come Putin, prodotto di uno stato corrotto fino all'osso ma visto come immacolato defensor fidei (in realtà il cremlino continua con le vecchie abitudini dell'URSS di finanziare questi partiti), dall'attaccamento all'identità cristiana visto come tifo calcistico contro la squadra avversaria.

Quando ci sono stati gli attentati a Bruxelles, molte di queste voci esprimevano la classica schadenfreude perché così "quelli dell'europa delle banche" (altra frase fatta che lascia il tempo che trova) imparano a fare i "buonisti" con gli "invasori". E via di complottismi sul piano kalergi, l'estinzione della razza bianca, i protocolli dei savi di sion che non fanno mai brutta figura.

A me sembra che l'odio per l'occidente, o per la "razza bianca" ce l'abbiano proprio queste persone, che godono quando gente che vedono come più realizzata di loro, muore in una maniera così insensata e brutale.

Terminata la digressione, che cos'hanno in comune questi movimenti con i neocatecumenali?

L'odio di sé che porta all'annullamento dell'individualismo, ed il trasferimento delle proprie ambizioni personali ormai inesistenti nelle ambizioni di un movimento di massa in cui ci si identifica, come una squadra del cuore.

Se Cristo ci ama perché ognuno di noi è il risultato del suo progetto, annullare questo progetto divino nel nome di un progetto disegnato coi piedi da un viscido e ripugnante imbrattatele con seri complessi legati alla sessualità, beh, è una cosa che non può considerarsi cristiana.

Ciao a tutti e scusate il muro di testo.

by Tripudio ha detto...

L'articolo di don Ariel citato in questa pagina non parla di comunisti sotto mentite spoglie, ma di ex comunisti che hanno cambiato colore ma non attitudine.

Hanno sostituito il comunismo dogmatico col kikismo dogmatico: non credevano al dogma cattolico ieri, non ci credono oggi.

Ieri erano comunisti fissati con l'antifascismo, oggi sono "catechisti" fissati contro i cristiani "chiusi allo Spirito Santo", cioè non omologati al kikismo-carmenismo:

«...oggi non [li] chiamano più come ieri “sporchi fascisti”, li chiamano “chiusi allo Spirito Santo”, o più semplicemente “sotto influsso diabolico”. Cambia lo stile ma identica resta la sostanza: la demonizzazione e possibilmente la distruzione di chiunque non la pensi come loro».

Chuck White ha detto...

Giuseppe Gennarini ha discusso il suo passato marxista nel suo nuovo libro, "Gnosis y Teologia Politica". Vedere http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=45347 . Forse non il materialismo, ma certamente gli stessi metodi e manipolazioni.