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mercoledì 25 novembre 2020

Scalea: decesso per COVID a causa degli "irresponsabili" organizzatori laici del Cammino Neocatecumenale

Premessa importante: nelle cosiddette "liturgie" del Cammino Neocatecumenale (lugubre parodia di quelle cattoliche), vigono diversi gesti piuttosto discutibili anche sul piano dell'igiene, come ad esempio l'uso del "coppone-insalatiera" a cui ci si abbevera tutti a turno. 

È statisticamente plausibile che in tante comunità del Cammino, secondo la mentalità neocatecumenale, i responsabili abbiano indotto i membri a "forzare la mano al Signore", cioè a mettere da parte anche il semplice buonsenso. Prima del Covid-19, l'abbeverarsi tutti allo stesso coppone aveva spesso comportato infezioni di herpes e altri problemi sanitari. Avevamo già riportato a marzo qualche notizia di focolai neocatecumenali di Covid. Nel commentare la notizia qui sotto ribadiamo che ancor prima del rispetto delle norme sanitarie, occorre il semplice buon senso - quello che trovate nella Chiesa Cattolica ma non nel Cammino. Nel Cammino c'è infatti la convinzione di essere "più cristiani dei cristiani della domenica", e pertanto i kikos devono sempre strafare.


Notizia di cronaca del 31 ottobre 2020: donna calabrese positiva al COVID dopo una convivenza neocatecumenale a Scalea. Dai giornali locali:
«...Una donna in età avanzata positiva al SarsCov-2 (positività emersa dopo una prima analisi) sembra sia stata presente ad un ritrovo dei neocatecumeni che si è svolto a Scalea il 18 ottobre scorso. E proprio in quella occasione sembra abbia contratto il virus del Covid. Ritrovo, è opportuno sottolineare, vietato dalle ordinanze locali e nazionali. Se la notizia della presenza della donna trovasse conferma si potrebbe ipotizzare un altro numero elevato di positivi. Informati della difficile situazione i vari sindaci interessati...»
E ti pareva che
non si affrettavano
a pararsi il sedere...?

«...È una donna di 77 anni, deceduta nell’ospedale di Cosenza. [...] «La situazione della signora – ha detto il sindaco di Diamante – in questi giorni si era aggravata, eravamo in contatto con i familiari. Solidarietà, amore, il pensiero della comunità di Diamante che si stringe attorno a questa famiglia. È il primo lutto grave che tocca la nostra città per il Covid. Dobbiamo unire tutta la nostra comunità che deve abbracciare la famiglia, la comunità neocatecumenale di cui faceva parte...».


Due brevi trafiletti e nulla più.
Abbiamo atteso alcuni giorni invano qualche altra conferma o, magari, qualche ulteriore dettaglio.
Ecco che siamo alle solite! Vero è che il contagio si diffonde in tanti contesti, ma i neocatecumenali sono sempre speciali.

Si sottolinea, infatti, anche questa volta, come già avvenuto nella Diocesi di Vallo della Lucania, la loro disobbedienza (sai che novità!) ai divieti ecclesiastici, ma anche alle ordinanze emanate a tutela della salute pubblica dalle autorità civili locali e nazionali.

No, questo vizio non lo perdono proprio mai e neanche imparano dalle esperienze passate.
Eppure hanno rischiato talmente tanto che Kiko stesso ha messo in moto da Roma i suoi generali (don Ezechiele e Adelchi) che hanno diramato, con un tempismo impressionante, l’ormai famoso Comunicato Stampa a tutela del BUON NOME DEL CAMMINO
Scritto e riscritto nell’arco di meno di 48 ore perché, nella foga, hanno inopinatamente minacciato ricorso all'autorità giudiziaria. Patetici e ridicoli, quando loro negli scrutini impongono il divieto assoluto a coloro che fanno il cammino di sporgere denuncia perchè anti-cristiano. (cliccare qui sotto per ingrandire e fare un agevole confronto). 
All'apparire del primo comunicato, diffuso anche dagli organi di stampa, si è scatenato sul web un coro si proteste di neocatecumeni scandalizzati dalla mancanza di coerenza dei più alti vertici del Cammino; mentre loro sono costretti da una vita a reprimere ogni più legittma istanza di giustizia. (Kiko e i suoi sono talmente scandalosi che ci ripugna anche commentarli ulteriormente).

Ci poniamo la consueta domanda:
Ma perché a mezzo stampa non si viene a sapere mai più di tanto delle malefatte neocatecumenali? Com’è che ogni volta riescono a montare un casino tale per cui alle notizie a loro scomode seguono sempre repentine smentite? Mentre se sono loro a calunniare qualcuno la smentita non arriva mai? Puoi pure morire nel frattempo? E, insomma, in quelle rarissime volte che finiscono inopinatamente sui giornali, come mai tutto viene messo a tacere in tempi record?

In verità, siamo rimasti anche molto stupiti che la notizia sia uscita! Già dobbiamo considerarci fortunati che la povera notiziola così, quasi alla chetichella, abbia fatto capolino su due organi di stampa locali per poi scivolare subito nell’oblio.
Per la scarna o nulla descrizione dell’accaduto, era plausibile aspettarsi un approfondimento nei giorni successivi. Ma nessuno ne ha più dato conto, neanche alla luce della molto probabile diffusione dei contagi, a quanto si legge, in vari Comuni limitrofi.

Anche quest'ultimo paventato evento è fotocopia perfetta della triste vicenda dei quattro Comuni coinvolti dai contagi, partiti dalla sconsiderata “convivenza” neocatecumenale tenuta ad Atena Lucana dal 27 al 29 febbraio 2020 e dal successivo incontro del 4 marzo a Sala Consilina
 
Tutti quelli che sono gli “Incontri del cammino” vengono programmati, dovunque sui sia insediato il Cammino in tutto il mondo, da quelli che sono chiamati “Responsabili di zona”. Essi sono tutti designati da Kiko stesso o dagli Itineranti. Di per ciò stesso questi grandi Capi di tutto si assumono la responsabilità finale di ogni decisione si prenda nel Cammino.

Questi Responsabili, come è ben noto, sono sempre dei laici. Essi di prassi sono “accompagnati” da un presbitero dei loro che, appunto, quando c’è accompagna solo e basta.
Nessun presbitero cd. “del” cammino ha, da solo, alcun potere decisionale. Questa è la super-collaudata tradizione kiko/carmeniana, che si tramanda fedelmente, secondo le “linee degli iniziatori”

E qui apro una piccola parentesi [Ma scusate! Se neanche i Parroci nelle loro stesse Parrocchie, una volta che siano neocatecumenalizzate, riescono più a prendere autonomamente le decisioni e, meno ancora, a imporle a quelli delle comunità… ma di cosa parliamo?] Chiusa parentesi.
 
Tutti i fratelli che fanno il Cammino sanno molto bene e prima di chiunque altro come funziona l’intero ambaradan. Altrettanto bene lo sanno, dispiace dirlo, anche i Vescovi e i Parroci (ma noi aggiungiamo: chi davvero comanda nel Cammino lo sanno pure le pietre!!).


Domandina finale:
Perché i Vescovi non possono discolparsi facendo gli gnorri?


Risposta semplice semplice, anzi banale:
Ma perché queste fantomatiche Equipe di "irresponsabili” (questo l’epiteto più benigno tributato loro dal Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca) Responsabili delle varie zone (una sorta di Pretoriani di fede kikocarmeniana) hanno al primo posto delle “priorità” imposte loro dagli Iniziatori la cura dei rapporti coi Vescovi delle loro Diocesi.
(NB: in tutte le Convivenze di Itineranti c’è una domanda ad hoc: Siete andati dal Vescovo? Lo avete informato dell’evangelizzazione? L’avete invitato con voi? A presiedere all'Eucaristia nelle varie Convivenze; a presiedere i Riti delle tappe e dei passaggi…??
...e a questo punto interveniva la Carmen: "E avete portato le regaline?" che dopo 40 anni ancora non sapeva parlare italiano)
Senza ombra di dubbio tutti i Vescovi conoscono fin troppo bene il rigido schema organizzativo del Cammino Neocatecumenale. Ed essendo anche i collettori di tutte le lamentele dei Parroci a proposito di disobbedienza neocatecumenale e della loro proverbiale prepotenza e arroganza, sono ben a conoscenza dello stato dell'arte.

I Vescovi sanno molto bene che mai e poi mai responsabile dell'organizzazione dei raduni sconsiderati e azzardati di neocatecumenali in tempo di pandemia, come anche in tempi normali, può essere un suo Sacerdote diocesano che aiuta il cammino (abbiamo specificato che un simile arbitrio non lo ha neanche il presbitero itinerante inserito nell'equipe responsabile, figuriamoci!) e, tanto meno, un Parroco che ha accolto (ahilui) il Cammino nella sua Parrocchia. 

Rimane un mistero irrisolto chi mai sia stato a far circolare nella Diocesi di Salerno e di Teggiano la falsa notizia che responsabile organizzativo degli incontri sciagurati di Atena Lucana e di Sala Consilina sia stato un Sacerdote diocesano, il quale ha avuto una sola colpa: quella di aver accolto le catechesi nella sua Parrocchia appena otto mesi prima, lo stesso che ha pagato con la vita l'aver partecipato al solo incontro del 4 marzo. 
 
Ma questa notizia Kiko non ha dato ordine che venisse smentita come era suo preciso dovere fare, davanti a Dio e agli uomini. Ma di queste schifezze negli anni ne hanno fatte a bizzeffe, figuriamoci. Questi non hanno nessuna coscienza.
 
Solo in 5 con la mascherina
Ecco come rispettano
tutte le norme imposte!
E qualcuno piange che non sta lì!!!

P.S. Guardando alla data della Convivenza tenuta a Scalea l'8 ottobre scorso è presumibile che si tratti dello sfortunato "Inizio Corso 2020/2021", destinato a restare quest'anno “lettera morta”, sui testi scritti dei mamotreti, nella maggiore parte del mondo, lì dove il Cammino Neocatecumenale si è diffuso.

Ma c’è sempre qualcuno che vuol dimostrare di essere il primo della classe e si lancia nella gloriosa impresa! Qualche eroe di stramacchia è riuscito a replicare la Convivenza prima del lockdown ormai diffuso ovunque.
Crediamo che questo sia successo in Calabria.

Invogliati anche dalla parola data per la pandemia: «Dio [sic!] vuole vedere QUANTA fede hai dentro!!! Se tanta o poca. Se temi di più morire di COVID che restare senza la “parola del cammino” [che poi è quella di Kiko Argüello] e senza comunità

Visto che la fede adulta - Kiko dixit - si dà in una comunità… bla…bla…bla.
In sostanza, stringi stringi, i fratelli devono capire che il Cammino si deve continuare a fare a tutti i costi… Tanto, se non muori di COVID, morirai di un’altra cosa”.

Quindi l’ipotesi più plausibile è che il contagio della signora calabrese deceduta sia avvenuto nella Convivenza neocatecumenale di "Inizio Corso 2020/2021" tenuto nella Calabria.
Ma allora, forse, visto il "reinsediamento" dell’ormai tristemente famoso "itinerante" storico della zona, mandato a svernare “per un tempo” in un paese tropicale per sfuggire alle conseguenze delle sue malazioni – e il suo ritorno in sella, ci troviamo qui di fronte a un "serial-killer" o, quantomeno, a uno specialista in cavolate, gran collezionista. E una cavolata è peggio dell’altra!
Vedremo, se ci saranno sviluppi. Ma della loro pubblicazione dubitiamo fortemente.

mercoledì 27 ottobre 2021

Il presbitero della Triade, SuperMario Pezzi, lo dice chiaro: al coppone del vino noi non rinunciamo (e il Sudamerica dà l'esempio).

Vorrei decriptare a modo mio questo predicozzo anticipatorio del padre SuperMario racchiuso nel mamotreto di Inizio Corso 2021/22.

Tra i toni bassi di un Kiko spento, tenuto sotto vigilanza controllata e le lezioncine ben preparate di Ascension l'eroina, che cerca di essere all'altezza dell'insostituibile, si staglia il Pezzi che forse nessuno controlla, perché per una vita è stato inoffensivo. Ora è lui che ci restituisce con onestà i tratti inconfondibili del Cammino, in perfetta continuità con quello che di loro abbiamo conosciuto, sperimentato, sofferto.

Qui un commento a pezzi dell'anteprima del Pezzi (di seguito il suo discorso compiuto che si commenta da solo): 

 Padre Mario (pag.19)

"E in questo periodo del Covid è possibile che entri anche nelle nostre comunità la divisione che rompe la comunione. Ne parleremo di più domani, perché tutto quello che divide viene dal demonio

(ndr: Che c'entra la divisione col COVID? Viene dal demonio o dai catechisti che pressano i fratelli per farli tornare in presenza "se no non hanno la resurrezione dentro"? Così si scatenano i giudizi contro i codardi. La divisione la provocano loro e non il COVID) 

È vero che c’è una pressione di tipo sociale, c’è una pressione anche da certi settori nella Chiesa, ma il Signore ci chiama a essere liberi della sua libertà che ci ha dato come figli di Dio. 

(ndr: Le pressioni le esercita la società e anche la Chiesa, vero? Loro no, per carità!. Non pressano nessuno! E appare nella dittatura neocatecumenale "la libertà dei figli di Dio". Ma quando mai? Tradotto in linguaggio neocatecumenale unica libertà che hanno è quella di "obbedire ciecamente ai catechisti".) 

E abbiamo la missione di testimoniare l’amore di Dio a questa generazione. 

(ndr: E certo si testimonia come dicono loro: sfidando la pandemia e anche la morte, bevendo in obbedienza tutti allo stesso coppone ad ogni costo.) 

Non sappiamo cosa ci aspetta. Gesù ha predetto: “Il mondo gioirà, voi piangerete. Vi perseguiteranno, vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai tribunali: non vi preoccupate, lo Spirito Santo vi suggerirà cosa dire”."

(ndr: Che vuoi che vi aspetti? Di essere chiamati pazzi incoscienti senza cervello! No, loro la chiamano "persecuzione": quando sarete portati davanti ai tribunali non vi preoccupate: "il vostro kikatekista - supremo detentore dello 'spirito del cammino' - vi detterà che cosa dire". Questi ormai sono da manicomio, e basta.) 

Kiko con stola bianca e bibbia

Padre Mario fa una interessante anticipazione che molto ci intriga e andiamo a vedere in fondo alla convivenza di cosa si tratta. 

Aspettavamo da tempo che parlassero del COVID. Speravamo che, almeno per una volta nella vita, si chiedessero loro finalmente: "Che cosa mi vuole dire Dio con questa storia?". 

Con il fatto che il COVID, con la sua alta contagiosità, metta di fatto in crisi la comunità, il radunarsi nelle salette e nelle case, le convivenze; insomma, tutto quello che è il Cammino come lo abbiamo conosciuto. 

E soprattutto l'Eucarestia neocatecumenale che nessun Papa e nessuna Congregazione ha potuto intaccare mai fino ad oggi. Mai hanno obbedito alla Chiesa o alle correzioni imposte. 

Carmen è il raccordo
 Non rinuncerebbero mai alle due Specie o alla modalità di distribuzione invalsa nel Cammino. 

E oggi, in tempo di pandemia, non si piegano neanche ai fatti concreti, alla storia. Anche se la storia la fa Dio come hanno sempre insegnato. Almeno così dicono agli altri, quando loro conviene.

Ma il vino no, non si tocca. Del loro coppone non si può fare a meno. E noi ci chiediamo il perché. Perché la comunione al gran coppone di tutti i fratelli è irrinunciabile? 

Sono inquietanti, simili agli adepti di una setta che devono rinnovare con riti periodici un patto di sangue. 

Straparlano di obbedienza a Dio nella storia (beninteso degli altri, se no "escono dalla croce"). Obbedienza ai discernenti catechisti che "leggono"

Sono rimasti in due
la storia (sempre quella degli altri) senza fallo.

Ma quale libertà - ci chiediamo - quale coscienza ha mai trovato spazio o ha albergato in loro? Ora che la storia gli va contro, ecco che scoprono la libertà che abita nella coscienza (coscienza alla quale mai hanno riconosciuto un ruolo), fino ad accettare la prospettiva possibile della persecuzione

Eh sì, perché incitano ad agire in nome della libertà e secondo coscienza, senza paura, fino alle estreme conseguenze: la morte da COVID, la disobbedienza alle autorità costituite, dentro e fuori la Chiesa, la persecuzione.

I soliti esagerati dalle tinte fosche!

Ecco infine il discorso completo che si autocommenta da solo del padre Mario Pezzi (pag.53) 

"Celebrazione dell’Eucarestia settimanale

Riguardo alla Celebrazione dell’Eucaristia in comunità, negli ultimi due anni, dopo che dal Maggio 2020... siamo stati privati di questo privilegio che c’è stato concesso dalla Santa Sede nel 1988, dopo tanti anni di combattimento da parte di Kiko e Carmen.

Durante quest’ultimo anno, in alcune Diocesi è stato possibile Celebrare l’Eucaristia con le due specie, del Pane consacrato e al Calice del Sangue di Cristo... Ma in altre diocesi, soprattutto dell’Europa, rimane ancora il divieto da parte dei vescovie delle conferenze episcopali, per cui siamo invitati a comunicare solamente al pane eucaristico consacrato, a meno che il Vescovo, conoscendo il Cammino, lo permetta.

Comunità del Panama

Questo perché? Nel maggio del 2020 è uscito un decreto che proibiva ai concelebranti dell’Eucarestia di bere al calice del presidente. Dopo si cominciò a diradare le concelebrazioni, poi si cominciò a fare che ciascun prete utilizzasse il proprio calice e la propria patena. Alla fine per intinzione. Cioè che separa i due segni liberazione dalla schiavitù alla libertà. Dove riuscite a conquistare il Vescovo... Qui siamo in una diocesi dove il Vescovo non... e dobbiamo obbedire a questa regola.



Era pericoloso già prima!

Stanno allargando le regole, concedendo di aumentare il numero degli spettatori nei cinema... speriamo che possiamo aumentare anche le nostre convivenze e se siamo tutti –come qua –con il green pass o con il tampone si potrebbe comunicare ma questa ossessione, questa paura che hanno infusa che non è cristiana, non è una paura cristiana perché chi ama Dio non ha più paura di niente."


Si persegue il ritualismo assoluto. Fede zero. 

Si sentono snaturati, non sono più loro senza il rigoroso  rispetto di ogni singolo rituale (o rito tribale?) stabilito. 

Pare che se non si beve il vino alla grande coppa tutti, il Cammino non è più il Cammino

E forse è così per loro: sigillo della setta, legame di sangue nella esasperata ed esaltata ostinazione a voler mantenere la comunione sotto le due specie ad ogni costo. Senza la grande coppa comune pare si giochino tutto. Inquietante!

Per motivare l'assemblea padre Mario riprende la catechesi della santa di categoria superiore sull'eucarestia e, a conclusione dell'excursus carmeniano, dice:

Un laico maneggia le sacre specie sulla mensa

"Se questa è l’Eucaristia, come possiamo solo astenerci dalla sua celebrazione in comunità, proprio in questo momento in cui ne abbiamo più bisogno che mai" 


Poi parla della Comunità, della libertà e della coscienza la cui voce va ascoltata (che bella novità!) e cerca di blandire con la nostalgia dei bei tempi andati. (pag.54ss.)


Questi i bei tempi di una volta
sotto gli inquietanti sgorbi kikiani


 "In questi anni abbiamo goduto del dono della comunione che il Signore ci ha donato, sia nelle nostre comunità, sia nelle diverse convivenze, sia nelle giornate mondiali della gioventù come in tanti altri eventi in cui abbiamo goduto della comunione dei fratelli e della gioia donataci gratuitamente dallo Spirito Santo. 
L’interrogativo sul Vaccino e sul Green Pass, sembra come un’arma in mano al demonio per dividere dall’interno le comunità, e distruggerle dopo tanti anni di cammino.

La realtà che stiamo vivendo noi la possiamo vedere in due modi: con la visione del mondo, terrorizzato dalla paura, o con la visione della fede di coloro che già da tempo hanno sperimentato la vittoria sulla paura e sulla morte."

"Per questo mormorazioni, giudizi, esigenze che vengono dal demonio minacciano di rompere la comunione." (pag.56)

Ecco l'immancabile demonio a chiusura di tutto, unico responsabile finale del fallimento delle comunità; senza dubbio è tutta colpa sua. 

Così come delle mormorazioni e dei giudizi; anche in tempo di COVID, come sempre.

Padre Mario, eroico condottiero
a suon di coppone


Ndr: Testi tratti dal mamotreto di Inizio Corso 2021/ 2022

Segnaliamo anche il mamotreto spagnolo di Inizio Corso 2021/22

martedì 6 aprile 2021

Ma perchè devono mentire sempre?

L'arcano è carattere distintivo del Cammino Neocatecumenale. Tra un arcano e l'altro, una cosa non la dicono, una la nascondono, l'altra ancora la falsificano. Rarissimo sentire uscire dalla loro bocca qualcosa che corrisponda al vero.

Per questo sono scontati. Noi, che troppo bene li abbiamo conosciuti, ogni volta che li leggiamo o li sentiamo parlare, comprendiamo al volo il come e il perchè. Servizio alla verità e giustizia anche questo! 


Kiko impegnato ad autoritrarsi

In uno dei comunicati diffusi in questi giorni, in seguito alla notizia della positività di Kiko Arguello al COVID, ci hanno colpito alcune cose.  

Ma, prima di ogni altra considerazione, ecco il testo dell'articolo. 

Papa Francesco prega per Kiko Argüello, l’iniziatore dei Neocatecumenali ricoverato a Madrid per Covid 

Una settimana fa la scoperta della positività al virus. Asintomatico fino a ieri poi, la febbre e i sintomi di una polmonite. Da qui il ricovero presso un ospedale di Madrid. 

di Easy TV Redazione Madrid 1 aprile 2021 
 
Da quanto si è appreso, Papa Francesco, questa mattina, è stato informato sulle condizioni di salute dell’iniziatore del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello, 82 anni, ricoverato per Covid in un nosocomio della capitale spagnola, e segue con apprensione la degenza ospedaliera assicurandogli la sua preghiera. 
Secondo il comunicato diffuso questa mattina dai centri neocatecumenali di Madrid e Roma, ai catechisti itineranti e agli appartenenti al Cammino, lo spagnolo Kiko Argüello «una settimana fa è risultato positivo al coronavirus. Nei giorni scorsi non ha avuto febbre ed anche l’ossigenazione era buona. Ma ieri mattina si è svegliato con 38,2 di febbre e con un principio di polmonite». 
I medici, che lo stanno seguendo, dinanzi a questo quadro clinico, hanno consigliato il ricovero presso un ospedale attrezzato per l’assistenza e le cure. 
Lo scorso 14 marzo, da Roma, in collegamento streaming Kiko Argüello, Padre Mario Pezzi e María Ascensión Romero, l’equipe internazionale del Cammino Neocatecumenale, hanno tenuto il consueto ‘Annuncio di Pasqua‘, riportato alle quasi 22mila comunità sparse nei cinque continenti. 
Per l’occasione Kiko si era presentato in un  buono stato di salute, molto sereno ma «stanco – aveva detto –di essere ancora in terra e desideroso di andare in Cielo. La vità è un passaggio! – aveva continuato – Dico con tutta contentezza e allegria: me ne vado», e citando una poesia di Tagore: «’me ne vado da ogni parte’, perché nel Cielo c’è tutto. Me ne vado, non so se tra un mese, 15 giorni, 7 giorni o un anno, quando Dio voglia». 
Al momento non si hanno ulteriori notizie sulle condizioni di salute dell’artista e catechista spagnolo. 
Da parte di Padre Mario e Ascensión c’è l’invito alla preghiera: «Invitiamo tutti i fratelli, in questi giorni Santi del Triduo Pasquale a pregare per lui, per intercessione di Carmen (Hernández Barrera , co-iniziatrice, morta il 19 luglio 2016, ndr), perché possa superare questo momento critico e tornare a celebrare con noi la Santa Pasqua».
Tante volte, negli incontri internazionali vocazionali per i giovani, Kiko ha sempre incoraggiato tutti, compresi noi giornalisti, con le parole: «Coraggio fratelli, Dio ci ama!». Memori di quelle belle parole piene di speranza e di fiducia sentiamo di dirgli: «Coraggio Kiko, sii forte!».
(Incidentalmente notiamo che il Papa non ha fatto dichiarazioni sul ricovero del fondatore del CN, ma ne è solo stato informato.)
 
I kikos sono già pronti
per santificare il guru


Prima di tutto, Kiko viene ricordato come artista e poi come catechista: "Artista di León", "pittore e catechista spagnolo".
Fa specie che venga prima l'artista e pittore e poi il "catechista"; neanche iniziatore o fondatore. Questo lo si dà per scontato. Chi non conosce Kiko Arguello?
Ma se salta subito alla mente ciò che egli era prima della sua "vocazione", sta a significare che non ha mai rinunciato a nulla di se stesso. 
Kiko si è sempre raccontato così. E avesse almeno narrato di essere "un" artista, egli molto spesso si è vantato di essere un "grande artista", ogni volta che ne ha avuta l'occasione.

Ma la cosa che ci preme far rilevare  è la seguente: si rende conto in questo stesso comunicato che:

"Lo scorso 14 marzo, da Roma, in collegamento streaming Kiko Argüello, Padre Mario Pezzi e María Ascensión Romero, l’equipe internazionale del Cammino Neocatecumenale, hanno tenuto il consueto ‘Annuncio di Pasqua‘, riportato alle quasi 22mila comunità sparse nei cinque continenti."

Dei due annunci presenziati e condotti da Kiko si ricorda solo quello del 14 marzo tenuto a Roma, più lontano nel tempo rispetto a quello di Madrid del 19 marzo. (E' legittimo chiedersi il perchè).

Si precisa poi che l'annuncio è stato tenuto in "collegamento streaming"

Questo non è vero. 

Kiko ha fatto l'Annuncio di persona e in presenza, con le Comunità e gli Itineranti che hanno potuto raggiungere il luogo convenuto (come già avevano fatto in Quaresima).
Lo stesso Annuncio è stato replicato, come di consueto, a Madrid (il 19 marzo) e con le medesime modalità: chi poteva in presenza, chi no via streaming.

E nella medesima maniera l'Annuncio è stato riportato nelle varie Zone dagli Itineranti che, anche in dispregio delle "zone rosse", si sono spostati per fare l'Annuncio in presenza nei vari capoluoghi della loro Regione (come pastori che vanno per radunare le pecore disperse!). 
Essi hanno riunito tutti quelli che era possibile convocare; i restanti hanno seguito su piattaforma, come si può agevolmente riscontrare dagli innumerevoli annunci apparsi in questi giorni su You-Tube (e che oggi riscontriamo puntualmente rimossi).

Queste strane alterazioni della realtà, una data dimenticata e la modalità stessa dell'annuncio fatto, secondo il comunicato neocatecumenale, rigorosamente  NON in presenza, non sono casuali.

Anche perché chiunque potrebbe chiedersi perchè ci hanno tenuto tanto a precisare che Kiko si è recato da Madrid a Roma e da Roma a Madrid (anche se, lo ribadiamo, stranamente nel comunicato si parla solo di quello antecedente di Roma) per fare due annunci in streaming

Poteva farli da casa sua! Avrebbe corso meno rischi lui e avrebbe esposto gli altri a minori rischi. O no?

Facciamo notare, prima di passare alla spiegazione del perché di tali false informazioni, questo passaggio intenzionalmente riportato nel medesimo comunicato:

Per l’occasione Kiko si era presentato in un buono stato di salute, molto sereno ma «stanco – aveva detto – di essere ancora in terra e desideroso di andare in Cielo. La vità è un passaggio! – aveva continuato – Dico con tutta contentezza e allegria: me ne vado»
Arcano Mayor

E qui vorremmo sgomberare il campo da eventuali illazioni e strumentalizzazioni postume. Non è la prima volta che Kiko esordisce così.
In realtà sempre egli dice che desidera morire presto... che il morire è  certamente migliore. 

Lo faceva già tanti, tanti anni fa, quando anche io ero lì, ad ascoltarlo. 
Questo solo per chiarire che non può essere ritenuta una eventuale profezia.

Quindi ricapitolando: l'articolo di fattura neocatecumenale  del 1° aprile contiene  lo scoop di grande effetto: l'artista e catechista Kiko, di 82 anni, aveva previsto pubblicamente la sua malattia e pure la sua probabile morte.

E infatti si annuncia che è ricoverato in ospedale con la polmonite dopo una settimana di positività al Covid.
Chiunque, leggendo, potrebbe dire: ma che profeta è  costui? Fa conferenze affollate in presenza a Roma e Madrid - ricordiamo la data: 19 marzo - e subito dopo, qualche giorno di tempo per il tampone, risulta positivo al Covid e, dopo un periodo di una settimana  da asintomatico, il tracollo e la polmonite.

La normale conclusione sarebbe: il profeta se l'è cercata! 
E non solo: con sé ha messo in pericolo molte altre persone, visto che in tali incontri molti avranno contratto la malattia o ne sono stati messi a rischio.


Ecco perché nell'articolo  si dice che gli annunci  sono stati fatti non in presenza ma solo in streaming -prima bugia- e -seconda bugia- ci si 'dimentica' la data del 19 marzo di Madrid. 

Ma le bugie hanno le gambe corte.  

Infatti:

Tornando alla positività di Kiko al COVID riscontrata nell'ultima settimana del mese di marzo, basta fare due conti per capire che, molto probabilmente, Kiko si è infettato proprio andando in giro a fare annunci di Pasqua, incurante dell'allarme alto di contagi e delle rigorose chiusure disposte dalle autorità in tutti i vari paesi europei e non solo.

Egli, durante questi mesi così difficili, a questa stessa leggerezza ha invogliato tutti gli itineranti (e gli itineranti, a loro volta, tutti i fratelli dipendenti da loro) con le sue catechesi insistenti ma, prima di tutto, con l'esempio.

(Anche se è pure da dire che Kiko, per quanto ha potuto, e mentre gli itineranti comunque continuavano a presidiare i territori loro assegnati, si è segregato da subito a Madrid, dove è rimasto rinchiuso in qualche suo rifugio segreto per la gran parte del tempo da che il COVID impazza nel mondo).

Kiko si è recato fisicamente a Roma e a Madrid per l'Annuncio di Pasqua, come sempre ha fatto, incurante del pericolo, proprio per farlo in presenza. 

Ma intanto ci tengono molto a precisare, chiaramente mentendo, che lo ha fatto esclusivamente via streaming

E il più bello è che loro stessi forniscono la prova delle loro bugie. 

Dal testo linkato dell'Annuncio si può prendere visione dell'elenco delle comunità e degli itineranti che hanno seguito via streaming e di tutti quelli che invece hanno seguito in presenza.

Si copia qui di seguito, dall'inizio dell'Annuncio, la parte delle "presentazioni" che ci interessa. 

Concludendo che a Kiko tutto questo assembrarsi, per una volta, gli è costato molto caro.

(Se qualcuno può fare la stessa cosa con l'Annuncio di Madrid gli saremo grati.).

 ANNUNCIO DI PASQUA

Roma, Fraterna Domus 14 marzo 2021

Kiko:
Buona sera a tutti, coraggio! Alla battaglia, siamo disposti ad entrare in battaglia.

Preghiamo.
−Preghiera iniziale e invocazione allo Spirito Santo.

Faremo un incontro breve e sostanzioso e dopo, contenti, andiamo a casa. A voi piace ascoltarmi, ma a me piace poco parlare. Per prima cosa ci presentiamo, rapidamente. Sono contento di vedervi, vedere come vi siete invecchiati.

−Presentazioni

Sono presenti 

le nostre comunità di Roma: 

1 SS. Martiri Canadesi
2 SS. Martiri Canadesi
1 S. Francesca Cabrini
2 S. Francesca Cabrini
1 S. Luigi Gonzaga
2 S. Luigi Gonzaga
1 Natività
2 Natività

le équipes itineranti di:

Italia

Lombardia
Piemonte eScandinavia
Triveneto ePolonia
Udine, Gorizia e Trento
Liguria
Marche -Abruzzi e Malta
Umbria
Roma eLazio
Rettore e Formatori Srm Roma
Seminaristi
Presbiteri Di Roma
Campania -Molise
Campania 2
Campania 3 Irpinia
Puglia Basilicata e Albania
Puglia Salento
Calabria e Sicilia
Calabria 2
Sicilia 2
Sardegna 

Europa:

Svezia e Danimarca
Germania e Olanda
Germania 2
Olanda 2
Svizzera Tedesca
Slovenia -Croazia -Serbia-Macedonia -Bosnia –Montenegro
Turchia -Grecia

Africa:

Rwanda
Ghana
Congo
Benin -Togo
Centro Africa
Sud Africa

Asia:

India -Sri Lanka -Pakistan –Nepal
Filippine
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Fine della copia. 

Fa impressione il fatto che non ci sia proporzione tra i presenti (la maggioranza assoluta) e gli assenti (una minoranza) e molto interessante è anche notare le mille provenienze degli assembranti

Per quante cautele abbiano potuto adottare, è molto probabile che il povero Kiko non sia stato il solo ad essersi contagiato.

In questo tempo tutti i neocatecumenali sono stati deformati dagli insensati appelli ad un falso "eroismo" in nome della santa causa comune, che altro non è se non sconsideratezza.

La sconsideratezza ha contraddistinto dal primo giorno della pandemia i loro comportamenti. E solo loro sanno quante vittime veramente essa ha mietuto... ..."via streaming"!

A cominciare dal primo focolaio di Vallo della Lucania in Campania, con morti e feriti in gran numero. Ma, come al loro solito, hanno abilmente depistato da sè l'attenzione, a TUTELA DEL BUON NOME DEL CAMMINO, facendo ricadere, senza scrupoli, la responsabilità su un sacerdote che non ricopriva alcun ruolo organizzativo. Facendo pagare il conto come sempre a un innocente.
 

A quando, il prossimo bagno di folla?

  "Hai la vita dentro, non ce l'hai?"  

Uno dei mantra coniati da Kiko, per incitare a correre incontro alla morte senza paura. 

L'importante è tenere in vita la comunità... se no muore la fede dei fratelli. 

Questo dicono e ripetono, quando la verità è un'altra.

Sono loro che rischiano di morire (di estinguersi), senza le comunità riunite, e per ciò stesso più facilmente controllabili e gestibili, non hanno più nessun futuro davanti e si giocano la loro stessa sopravvivenza!
 

Una ultima postilla: 
Si vede, dall'elenco delle comunità che hanno seguito l'annuncio, la prima comunità della parrocchia Bonne Nouvelle di Parigi: quella che ha organizzato la comunione per asporto con tanta coscienziosità.
Domanda: cosa hanno detto veramente Kiko e Pezzi nell'Annuncio di Pasqua?
Quali sono state le loro esatte disposizioni, prima della raccomandazione finale 'celebrate la Pasqua COME POTETE?'   (da: Valentina Giusti

Ma tu guarda quante scoperte in un colpo solo! 

Comune denominatore come sempre: fare le cose di nascosto e mentire; mentire e fare le cose di nascosto.

In tutto questo - sia ben chiaro - che di cuore auguriamo a Kiko lunga vita. Come siamo certi che sarà.

lunedì 10 agosto 2020

USA 2020: gli HungerGames del Cammino. Stavolta con un brivido in più: il Covid19...

Un lettore del blog che si firma "Anonimo Texas" a suo tempo ci aveva segnalato la consegna del Corpo di Cristo stile take-away invalso nelle file neocatecumenali su consiglio dello stesso Kiko Argüello.

Ebbene, dagli Stati Uniti flagellati dall'epidemia del Covid-19, ci ha riferito che le Comunità Neocatecumenali hanno ripreso le missioni "due a due senza borsa né bisaccia", cioè quelle che qui chiamiamo Hunger Games Neocatecumenali.
Ecco il suo commento:
Qui in Texas come in tutti gli Stati Uniti hanno fatto la "missione per le strade 2x2", perché ovviamente la Merkaba non si può fermare. I pochi che sono andati, la maggior parte sono dovuti ritornare perché hanno contratto il Covid! Che vorrà loro dire nostro Signore? Anonimo Texas

Ebbene, da Philadelphia e dalla California, ci giungono, tramite social, le conferme che le missioni due a due, senza bisaccia, nè borsa, nè carta di credito, per "evangelizzare" col verbo di Kiko le diocesi che hanno rifiutato la diffusione del Cammino Neocatecumenale, sono partite in pompa magna negli States anche in questi tempi in cui la diffusione del coronavirus è a volte, più che un rischio paventato, una preoccupante certezza.

Così come in Italia da più parti le comunità neocatecumenali hanno continuato, i primi giorni di marzo, ad organizzare convivenze e a distribuire calici di bocca in bocca*, fino a provocare, nel Vallo di Diano (in provincia di Salerno) la chiusura di interi paesi, oltre che decine di contagiati e due morti, fidando nel fatto che Dio avrebbe protetto le loro incoscienti iniziative, allo stesso modo negli States qualche caporione (immaginiamo Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino Neocatecumenale per gli USA) ha lanciato l'iniziativa delle missioni due a due, forse per rivitalizzare le stanche riunioni su Zoom o Skype e per scongiurare l'emorragia di aderenti causa stanchezza, noia, mancanza di novità e di sorprese (che sappiamo essere la morte del tipico "neocatecumeno").
La conferma ci viene da un gruppo neocatecumenale californiano su Facebook che annuncia il 5 luglio 2020:
Estamos unidos en oración por todos los hermanos que fueron inspirados de ir a la misión 2x2 a los estados del Oeste del país; California, Nevada, Arizona, Washington, Oregón, Montana y Idaho. Animo! Ay de mi si no anuncio el evangelio!
"Stiamo uniti nella preghiera per tutti i fratelli che sono stati ispirati (da chi???) ad andare in missione negli Stati dell'ovest del paese: California, Nevada, Arizona, Washington, Oregon, Montana e Idaho. Coraggio! Guai a me (se non diffondo il virus?) se non annuncio il vangelo (di Kiko)!"

Magari qualcuno potrà obbiettare: ma i fratelli seguiranno certamente i protocolli sanitari … presidi medici, distanze di sicurezza, mascherine, igienizzazione delle mani, eccetera.
Non deve essere andata cosi, almeno a quanto ci dice il nostro Anonimo texano che assicura che la maggior parte di loro hanno dovuto tornare per aver contratto il Covid 19!
"Scusi signora…vorrei parlarle un minuto
del nostro Signore e Redentore Gesù Cristo…"

Abbiamo purtroppo anche un'altra conferma che ci giunge da Philadelphia, Pennsylvania.
Fra l'altro, non è fra gli Stati segnalati nel post californiano ed è nella parte orientale del paese: evidentemente gli Hunger Games neocatecumenali sono stati davvero estesi a tutti gli Stati degli USA, da est a ovest, almeno in quelli in cui si è incistato il Cammino Neocatecumenale.
Sul portale web camineo.info è comparso il seguente post.
Non pubblichiamo il nome dell'autore, limitandoci ad identificarlo con le iniziali PDA.
Dal momento che i catechisti del Cammino, in certe zone degli Usa, non obbediscono al Vaticano né al Papa e hanno organizzato le loro cosiddette convivenze e le missioni per le strade in tempi di emergenza sanitaria, ora il mio stesso fratello, che è presbitero a Philadelphia, ha sviluppato sintomi del Covid-19 e mi ha detto che si ricorda che un compagno (di comunità) era alla riunione ed aveva questi sintomi. È una irresponsabilità degli itineranti fare queste riunioni massive, e da lì usciranno sicuramente molti contagi. Perché costa troppo obbedire ed aspettare! Erano tutti senza mascherina…
Continua poi PDA in un commento successivo (dimenticando che Gennarini è il super catechista del Cammino in USA):
Bisognerebbe chiedere a Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino negli USA, il perché di queste riunioni di massa e delle missioni due a due.
Immaginate lo scompiglio nel gruppo!
Non manca chi mette in dubbio la parola dell'autore del post, chi gli dà del mistificatore, dello sviato, chi lo accusa di stare "in braccio a satana", mentre PDA, con fare molto determinato, si presenta con le proprie generalità ed è disposto a fornire pure quelle del fratello presbitero.

Ma ecco che interviene un "fratello" pieno di sussiego, le cui iniziali sono RCD. Riportiamo il suo commento, mettendo qualche nostro commento fra parentesi:
RCD: Con tutto il rispetto, caro PDA, considero inutile questo post, che non risolve nulla. L'unica cosa che ottieni è di essere una pietra di inciampo per molti che giudicano perché pieni di rancore. [ndr: Chiaro. Chi dice la verità dà scandalo e le giuste recriminazioni vengono tacciate d'essere giudizi poco caritatevoli]
Se anche fosse vero ciò che dici, alla fin fine i catechisti sono umani e possono sbagliare. Per quanto riguarda tuo fratello e gli altri fratelli, se sono stati inviati dai catechisti e loro hanno obbedito, hanno fatto bene, e se non hanno obbedito perché non era giusto, hanno fatto bene. [ndr: E quindi?] La cosa sbagliata è che, indipendentemente dal fatti che hanno fatto ciò che hanno fatto, hanno sputato nel piatto dove hanno mangiato. [ndr: È chiaro. L'errore è sempre far emergere lo scandalo. Va sempre mantenuto l'arcano, soprattutto se a sbagliare sono i catechisti]
Chi obbedisce non sbaglia mai e tu sai che l'obbedienza è giusta [ndr: In realtà chi obbedisce a Dio non sbaglia mai; sbaglia chi obbedisce a dei cretini fanatici incoscienti!]
Quindi considero che la cosa migliore che si possa fare è PREGARE. Dal mio punto di vista, questo post va rimosso, che, lungi dal richiamare all'unità e alla preghiera, genera discordia. Ma tu sei nella tua libertà… [ndr: In sintesi: tuo fratello si è preso il Covid in una convivenza o missione neocatecumenale? È stato volere di Dio… accettalo, prega ma soprattutto taci].
Intanto, quel post con tutta la discussione, è stato rimosso davvero...
RCD: Al resto dei fratelli ricordo ciò che talvolta mi diceva un catechista: la Chiesa e il Cammino Neocatecumenale non hanno bisogno di essere difesi. Se qualcuno ne parla male, non affrontare la discussione. Esprimi il tuo punto di vista con amore e lascia che Dio agisca. [ndr: Diceva Sant'Agostino: "La verità è come un leone. Non avrai bisogno di difenderla. Lasciala libera. Si difenderà da sola". È risibile paragonare il Cammino Neocatecumenale, che vive di menzogna, addirittura  alla Verità. San Paolo, che incitava a saper dare le ragioni della propria speranza, in questo caso è stato dimenticato. Ma è normale: quando purtroppo ci si trova circondati da menzogne è meglio non cercare di difenderle, si rischia di avere la peggio - e di dover cominciare a ragionare con le proprie risorse di logica e di intelligenza].
Interviene un altro fratello del Cammino, con iniziali MM:
Se Kiko avesse obbedito al 100% a suo tempo... ora non ci sarebbe il Cammino. Ha obbedito alla Vergine e ha combattuto all'interno della Chiesa stessa per darci questo Cammino così fruttuoso [ndr: Bravo fratello MM! Il cammino è fondato sulla disubbidienza e la menzogna]. Non distruggiamo la sua intuizione, la fede che muove le montagne, l'iniziativa personale di un popolo che segue con obbedienza. Ci sono sempre meno persone in chiesa, ed ora ancor meno. La paura ci sta paralizzando. Coraggio! La morte non esiste. [ndr: Non esiste neppure il Covid, immagino].
Arriva puntuale la risposta scandalizzata di SHC:
SHC: È incredibile come un post possa contenere tanti giudizi e trasformare in pietra di inciampo chi lo pubblica. All'interno della Chiesa cattolica parlar male di qualcuno vuol dire parlar male di tutti perché siamo tutti Chiesa. [ndr: Bella "associazione" a delinquere!]
È meglio non continuare a generare separazioni e giudizi e cancellare questo post; credo che il prete malato sarebbe d'accordo, lui sa che cos'è dare la vita in tempi di pandemia. Il giudizio poi lo darà Dio. Pace a tutti e pregate l'uno per l'altro.
Infatti il post verrà cancellato, con buona pace del presbitero ammalato e di tutti i contagiati.

E gli Hunger Games? Chissà quanti miracoli avranno fatto il dio del Cammino e la santa sora Carmen! A noi non resta che sperare che stavolta nessuno ci lasci la vita, perché le responsabilità di Gennarini e dei capintesta del Cammino sarebbero davvero troppo grandi.
Nel Vallo di Diano il povero presbitero Alessandro (fra l'altro neppure coinvolto col Cammino: si era prestato ad essere presente solo per spirito di servizio) è morto e gli è stata addirittura attribuita dai giornali la responsabilità dell'intempestivo raduno, responsabilità che invece è del Cammino.
Le vittime del Cammino finiscono per pagare sempre due volte. A loro difesa impetriamo la Giustizia divina.

mercoledì 6 gennaio 2021

Appello ai neocatecumenali riottosi a tornare nelle salette dai microfoni di Radio Maria

Avevamo già appreso dai supercatechisti neocatecumenali spagnoli Julio e Isabel, responsabili di Nazione per il Porto Rico, che il documento "Tornare con gioia all’Eucaristia", scritto dal Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ai Presidenti delle Conferenze episcopali sulla celebrazione della liturgia durante e dopo la pandemia del Covid-19, era stato interpretato ed utilizzato dalle gerarchie neocatecumenali come un cogente invito diretto ai neocatecumenali riottosi a tornare ad animare le salette, anche a rischio della vita, per dimostrare di avere dentro "la Resurrezione".
 
Agenda del protomartire neocat:
disponibile in tutti i Kiko-shop
Infatti il catechista Julio, coraggiosamente in presenza digitale su YouTube, aveva testualmente assicurato che il cardinal Sarah aveva mandato una lettera "alle Comunità" con l'invito a tornare a presenziare alle "celebrazioni del Cammino", aggiungendo poi che Dio aveva mandato il Covid proprio per testare se i neocatecumenali avessero fede e fossero disposti ad affrontare la morte pur di affermare la signoria di Kiko sulle proprie vite.
 

Queste alcune delle sue affermazioni: 
"Dio ha inventato la paura"; "Dio ha creato la paura"; "se non neghi la risurrezione, perché non vuoi essere infettato?"; "Dio ha fatto sì che, con questa pandemia, venisse fuori, diventasse visibile, quanta risurrezione ho dentro"; "la pandemia è stata come una radiografia in modo che tutti vediate quanta risurrezione avete"; "avete paura di andare in comunità? Hai paura della morte? Allora sei uno di questi che dice: Non esiste la risurrezione".
 
Concetto ribadito dallo stesso Kiko Argüello nel testo del suo annuncio di Natale in spagnolo, disponibile a tutti perché pubblicato addirittura sul sito ufficiale del Cammino, in cui ha asserito che "pecca gravemente chi salta le riunioni della comunità".
 
Sono passati i mesi, il livello di allarme per il virus, invece di scemare, è aumentato ed ecco che lo stesso appello viene ripetuto a tutti i riottosi fratelli del Cammino. 
In che modo? Vi chiederete. 
Attraverso un canale molto interessante e all'apparenza insospettabile: l'emittente Radio Maria.
Già avevamo chiarito che i palinsesti della benemerita emittente cattolica capeggiata dall'energico irrefrenabile padre Livio Fanzaga, hanno ospitato ormai in modo fisso rubriche tenute da personaggi di rilievo del Cammino Neocatecumenale, come Giosuè Voltaggio, rettore del seminario RM della Domus Galilaeae in Terrasanta e la storica Angela Pellicciari.
 
È di tutta evidenza ormai che il Cammino Neocatecumenale ha deliberato di usare gli strumenti mediatici che prima aborriva, come per esempio fb, YouTube e i social in generale, per raggiungere i propri adepti e far arrivare loro "La voce del Padrone".
 
Ci siamo già occupati di una tavola rotonda tutta neocatecumenale che la professoressa Pellicciari ha organizzato, sicuramente a beneficio degli ascoltatori del Cammino, per trattare l'argomento della loro santità, della persecuzione subita anche all'interno della Chiesa come fu perseguitato san Pio, del loro essere uguali alle prime comunità cristiane e quindi pronti al martirio per la fede e dell'essere il 'piccolo resto' che conserverà la fede mentre la Chiesa è preda della grande apostasia degli ultimi tempi.
 
Domenica scorsa 3 gennaio 2021 invece la tavola rotonda condotta dalla Pellicciari verteva sul tema "Covid, lockdown e conseguenze", e gli invitati erano rappresentanti del mondo cattolico conservatore, tra cui spiccava il braccio destro di Kiko Argüello, delegato per i rapporti con la Santa Sede, don Ezechiele Pasotti, della cui figura ci siamo occupato più volte sul nostro blog per la sua collaborazione alla stesura degli Statuti, nella redazione dei Diari postumo della Hernandez, per la sua dichiarazione, in contrapposizione al desiderio espresso da Papa Francesco, che il Cammino Neocatecumenale non ha bisogno di stilare delle Linee Guida contro l'abuso, per i suoi libri e la sua collaborazione alla Bibbia Unica.
 
L'energica professoressa Pellicciari, alla quale non si può certo imputare il difetto della ipocrisia, durante l'intera durata della trasmissione radiofonica si è occupata di "tiranneggiare" i propri ospiti per indurli a dichiarare l'inutilità e la dannosità dei provvedimenti di lockdown.
 
Con Ettore Gotti Tedeschi, primo ad intervenire, addirittura c'è stata una scaramuccia quando l'illustre esperto di finanza si è rifiutato di sottostare ai diktat della conduttrice e di fornire sicure profezie di disastro economico a breve termine a causa del lockdown.
 
Più morbido è stato l'approccio con lo psicologo Roberto Marchesini, collaboratore della NBQ, che ha elencato una serie di studi sugli aumentati livelli di ansia e di disturbi del sonno nei ragazzi fino ai 18 anni di età, e con Luigi Amicone, direttore di Tempi, cui la Pellicciari ha confidato le preoccupazioni per le conseguenze del lockdown negli anziani per il fatto che, impediti nella propria libertà e negli affetti familiari, avrebbero potuto accettare di buon grado l'offerta della dolce morte tramite eutanasia.
 
Citando gli studi di Kurt Lewin sulla manipolazione di un singolo inserito nel gruppo trova modo di infilarci un detto di un grande esperto in materia, il suo "catechista Kiko": "quando si vuol cambiare il brodo, si cambia l'acqua" (Angela ricorda male: Kiko voleva cambiare i pesci cambiando l'acqua). E lui l'acqua la cambia continuamente, ai pesci rossi del Cammino! E poi afferma candidamente: "ci sono persone con sete di potere che vogliono imporre le proprie idee sugli altri" (!!!).
 
In conclusione questa la tesi della incoercibile conduttrice: il lockdown non servirebbe a salvare la vita agli anziani più esposti al virus ma addirittura ad affrettarne la morte, quindi sarebbe un male assoluto, più letale sicuramente dello stesso Covid 19. Incidentalmente, la Pellicciari informa di esserselo già preso, il Covid, senza manifestare alcun sintomo, ha "solo" un polmone danneggiato.
 
Dopo questi "antipasti", il pezzo forte arriva con don Ezechiele Pasotti. Il presbitero neocatecumenale legge la lettera inviata dal Cardinal Sarah alle Conferenze episcopali che invita a celebrare nuovamente le Messe nelle chiese con la presenza dei fedeli, lamentando che ad essa non è stato dato seguito.
 
Ma davvero? A noi non risulta. Ci risulta invece che dal 18 maggio dell'anno scorso tutte le Chiese sono state riaperte al culto con la presenza del popolo, seppur in numeri contingentati: l'invito di Sarah, in Italia, è stato accolto dalla CEI e mantenuta la possibilità di accedere alle Messe anche in queste Festività natalizie pur essendo proprio quelle soggette a regime di stretto lockdown.
 
Ci sorge invece il dubbio, che via via diviene certezza, che l'invito a partecipare al culto di don Ezechiele Pasotti, presbitero neocatecumenale a tempo pieno e a tutto tondo, non sia rivolto ai cattolici e non riguardi le Messe Cattoliche ma sia rivolto ai neocatecumenali e riguardi le cosiddette celebrazioni neocatecumenali, cioè tutti i vari appuntamenti infrasettimanali, del sabato e/o ritrovi domenicali in cui i fratelli si devono riunire per fare comunità e manifestare "l'amore di Dio" e che prima "erano via Zoom" (particolare che la Pellicciari si fa sfuggire e che  ci fa capire che proprio di neocatecumenali si sta parlando); da non saltare perché altrimenti si "commette peccato" (questo lo ha detto Kiko, ricordo, nell'Annuncio di Avvento spagnolo).
 
Naturalmente, non poteva mancare la critica alla Messa parrocchiale e alla distribuzione del Corpo di Cristo tenendo conto delle regole sanitarie in periodo di pandemia: secondo Pellicciari essa ha "aspetti ridicoli" come la distribuzione del Corpo di Cristo "con le pinzette" e le mani che si "sfregolano" con il gel. Evidentemente è meglio che a "sfregolarsi" sia il Corpo di Cristo, come è d'uso - e abuso - nelle salette neocatecumenali.
 
I commenti finali dei due veterani del Cammino neocatecumenale riguardano la critica a chi induce le persone al timore (immotivato?) togliendo loro la libertà, il richiamo all'Obbedienza, che nella lettera del Cardinal Sarah è esclusivamente da prestare alla Chiesa ed ai Vescovi, non certo ai catechisti o presbiteri neocatecumenali, e l'invito ad imitare l'eroismo dei primi cristiani che hanno affrontato morte e martirio.

La trasmissione, durata quasi due ore come tutte le celebrazioni neocatecumenali che si rispettino, per l'attento orecchio dei neocatecumenali si conclude così: il cardinal Sarah ha detto che "è necessario che tutti riprendano il loro posto nell'assemblea dei fratelli", ha detto di "obbedire", quindi tornate nelle salette! Il Covid è sovrastimato, il governo è incapace, il lockdown fa morire, meglio a questo punto affrontare la morte come i primi cristiani andando in comunità.
Sembrava di sentir riecheggiare le parole di Julio e Isabel: chi non va in Comunità e ha paura della morte, non ha la resurrezione dentro, non è  un buon cristiano.
 
Per chi vuole  farsi un'idea personale, la trasmissione è ancora disponibile nel sito di Radio Maria.
 
Chiudiamo infine con le ultime frasi della lettera del Cardinal Sarah, per rimetterci un po' al mondo dopo tanta cortina fumogena.
 

«La Chiesa continuerà a custodire la persona umana nella sua totalità. Essa testimonia la speranza, invita a confidare in Dio, ricorda che l’esistenza terrena è importante, ma molto più importante è la vita eterna: condividere la stessa vita con Dio per l’eternità è la nostra meta, la nostra vocazione. Questa è la fede della Chiesa, testimoniata lungo i secoli da schiere di martiri e di santi, un annuncio positivo che libera da riduzionismi unidimensionali, dalle ideologie: alla preoccupazione doverosa per la salute pubblica la Chiesa unisce l’annuncio e l’accompagnamento verso la salvezza eterna delle anime. Continuiamo dunque ad affidarci con fiducia alla misericordia di Dio, a invocare l’intercessione della beata Vergine Maria, salus infirmorum et auxilium christianorum, per tutti coloro che sono provati duramente dalla pandemia e da ogni altra afflizione, perseveriamo nella preghiera per coloro che hanno lasciato questa vita, e al contempo rinnoviamo il proposito di essere testimoni del Risorto e annunciatori di una speranza certa, che trascende i limiti di questo mondo.»