Iniziamo a rimettere in ordine partendo da un commento del fratello neocatecumenale Roberto:
"Credo che il Papa oggi all’Angelus abbia cancellato ogni vostro dubbio.
Non UNA parola contro ma solo totale approvazione e tantissimo amore e sostegno."
Ma io ti domando:
...e i tuoi di dubbi, il Papa, li ha cancellati?
Vi siete recati all'Angelus, il giorno dopo Tor Vergata, con l'amaro in bocca, spinti dalla speranza di recuperare in extremis il sigillo papale, almeno in "zona Cesarini"!
Intendo dire che, certo, non poteva bastarvi quanto il Papa Francesco vi ha detto e che tutti abbiamo ascoltato, diamine!
Festeggiavate i 50 anni! Se non vi ha consacrati in questa occasione, quando lo farà mai?
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Palco, sgargiante e grandioso, per il megalomane Kiko.
Mistica Carmen, photoshoppata alla prima maniera,
oscura la Madonna del Cammino |
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Intendo dire che il disagio inconfessato che avete provato ascoltando le Sue parole, mentre pensavate: "OK, i catechisti ci spiegheranno!" è niente, rispetto alle ricadute che registrerete in futuro.
Lo stesso Kiko ha ben camuffato la sua amara delusione (e se parlo è perchè lo conosco, mi pare di vedere la sua reazione dietro le quinte!)
Da oggi in poi, questo discorso del Papa tutto per voi potreste trovarlo stampato, in bella vista, sulla scrivania dei Parroci delle Parrocchie che andrete a visitare. Lo terranno lì, bello e pronto, e vi chiederanno: "Cosa è questo che vi dice il Papa?". Sappiate che molti aspettavano con ansia questo giorno, più di voi!
Leggere nero su bianco è diverso che dire: "Il Papa ci approva!"
Leggere, interpretare, applicare al cammino, è molto diverso: "Verba volant, scripta manent".
Sono convinta che i frutti di questo evento saranno copiosi e duraturi, mentre mi sorge una curiosità: Kiko vi dirà di farne una pergamena da esporre nelle vostre case, in un posto di onore, come la famosa Lettera Ogniqualvolta, estorta con uno stratagemma al Papa Giovanni Paolo II e che costò la carriera a mons. Cordes?
Entriamo nel merito:
Un primo messaggio chiaro per Kiko voglio evidenziarlo subito per dire che, forse, già si è pentito di aver organizzato tutto questo!. Avrà capito che era molto meglio per lui non mettersi tanto in mostra, che meglio sarebbe stato evitare i riflettori e commemorazioni tanto impegnative.
E comunque, credo, avrà capito una cosa: da ora in poi, più sta nell'ombra e meglio è, per lui in primis e poi per il cammino! Fin che campa. Si fa meno male.
In Piazza san Pietro vi siete esibiti con la più bella foga dei vecchi tempi, quando, dovunque il Papa andasse, in Italia o all'estero, eravate maestri ineguagliabili nel precederlo ovunque, tallonarlo sempre, blandirlo con mille serenate, sotto le sue finestre, pur di strappare una affacciatina in più, un supplemento di discorso tutto per voi, un'accento affettuoso dedicato solo a voi, che dimostrasse a tutti di essere voi i figli prediletti, gli unici, i migliori e, ovviamente, anche i più numerosi (se pure erano sempre le stesse truppe a spostarsi da una parte all'altra, con canti, chitarre, bonghi e schiamazzi, al grido incalzante "Viva il Papa!" "Viva il Papa!".
(come il famoso esercito di Franceschiello Re di Napoli).
Queste le parole del Papa all' Angelus del 6 maggio:
- "Ho sentito anche alcuni canti dei Neocatecumenali… Eccoli! Grazie! Grazie per il vostro lavoro di evangelizzazione.
(Fa capire che nessun saluto per loro aveva programmato e, in ogni caso, li ha risposti per pura cortesia, nessuna enfasi.)
- Siete dappertutto, grazie!"
(Quel «siete dappertutto» è quasi la stessa imprecazione della nonna quando scopre una colonna di formiche...)
Del Discorso del Santo Padre del 5 maggio qualche lapidaria notazione:
All'inizio il Papa ringrazia tutti quelli che hanno accolto la chiamata e, dice, "un grande grazie va anche a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant'anni fa." (Pare chiaro il riferimento ai primi fratelli entrati in cammino.)
Ma non era questo il momento in cui il Papa Francesco avrebbe dovuto esprimere un minimo di gratitudine agli "Iniziatori" del Cammino (non "a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant'anni fa")? Magari chiamandoli per nome! No, il Papa li ha totalmente ignorati, sia i vivi che i morti. Quale cosa più ovvia e più semplice di questa, nei confronti di una realtà che vive nella Chiesa ormai da 50 anni? Più che ovvia, naturale! Il distacco del Papa, il suo silenzio a proposito è stato assordante.
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| Papa Francesco sopporta, in attesa di parlare. |
Nè all'inizio dell'incontro, nè alla fine, magari parlando a braccio (cosa che, contro le sue abitudini, non ha fatto in nessun momento).
Nè all'inizio e nè alla fine del suo discorso (che ha letto rigorosamente così come era scritto) ha fatto il minimo cenno a Kiko, Carmen e padre Mario. Mentre Carmen Hernandez - santa subito - troneggiava sul palco in una immensa icona, molto più grande di quella della Madonna del Cammino.
Il Papa va subito al sodo e dice:
- "a quanti state per andare in missione. Sento di dirvi qualcosa dal cuore proprio sulla missione."
Questo incipit sgombra il campo da ogni eccezione si tentasse di sollevare, sostenendo che il Papa ha dato tutta una serie di indicazioni (chiaramente indigeste per i neocatecumeni) rivolgendosi in forma generica a tutti, alla "Chiesa che evangelizza". Ma se pure così fosse: loro non sono parte del tutto?, non sono, in ogni caso, Chiesa?
Ma intanto, a scanso di equivoci, il Papa si rivolge proprio ed esclusivamente a loro: "gli evangelizzatori neocatecumenali".
D'altronde e come ultima annotazione, scusate, ma i neocatecumeni, alla scuola di Kiko, non dicono che nessun altro evangelizza nella Chiesa (solo loro hanno l'annuncio del Kerigma)?
Che solo loro hanno questo carisma, di andare - laici e presbiteri in equipe - come i primi discepoli e secondo il primo modello apostolico (senza borsa, senza bisaccia, senza calzari... come condannati a morte...)?
Allora, ditemi voi, se non sono rivolte a loro le esortazioni del Papa, a chi sono rivolte? Al nulla?
Partendo da queste premesse, è evidente che il Papa conosce molto a fondo il cammino perchè lo conosce anche attraverso le migliaia di testimonianze, di storie vissute a lui raccontate. Questo io colgo, essendo stata a lungo dentro l'esperienza, questo il messaggio più accorato del Papa riservato a me e a quelli come me. Sento che, dietro ognuna delle sue esortazioni, alcune delle quali altrimenti inspiegabili, c'è tutto questo popolo di poveri che hanno sofferto tanto a causa del cammino, a cui il Papa non fa espresso riferimento, ma che tiene presente nelle Sue parole e mostra di avere particolarmente a cuore perchè lo conosce molto bene. Oltre noi, certamente, anche Kiko comprende tutto molto bene, altro che se lo comprende!
Ancora ho tutto negli occhi.
Durante gli incontri con i Pastori, non solo col Papa, diceva sempre entusiasta: "Ottimo! Ragazzi, tutto meraviglioso!" Poi dopo, nei giri più ristretti, tirava fuori tutto il malcontento: "Ma non avrebbe dovuto dire questo e questo? Perchè ha detto invece così?". Posso testimoniare che mai hanno ascoltato, quello che gli era scomodo, lo hanno sempre ignorato, mistificato, trasfigurato alla Carmen maniera.
Racconto un episodio molto esemplificativo di questo loro atteggiamento.
Molti anni fa, al tempo dei primi lavori per preparare gli Statuti, si tenne un incontro nell'Aula Nervi col Papa Giovanni Paolo II. Grande era l'aspettativa per quello che il Santo Padre avrebbe detto, ci si diceva che Kiko e Carmen gli avevano espressamente richiesto, attraveso padre Stanislao, di sostenerli, per carità!, con una parola di incoraggiamento e di conferma, che ne avevano tanto bisogno, poiché forte era la battaglia per l'approvazione degli Statuti e tanti i nemici. Ebbene il Papa gelò l'assemblea neocatecumenale dicendo testualmente: "Vi invito ad essere docili a tutte le indicazioni che questi Autorevoli Dicasteri vorranno darvi per la stesura degli Statuti". Finita l'udienza, seguì subito un incontro con Kiko e Carmen, per riflettere sull'incontro, tanto importante, tenuto col Papa e caricato da loro di tante aspettative. Vi fu un lungo silenzio, Kiko era nero; a un certo punto Carmen dice, rompendo il silenzio, candidamente: "Io non ho capito. Cosa voleva dire il Papa?", si guardava tutto intorno, nessuno rispose, non ci fu alcuna discussione.
Questa è la sintesi, per chi li ha conosciuti da vicino, del loro vero rapporto con la Chiesa. Quel suo "Io non ho capito" seppellì tutto nell'oblio. Dal giorno dopo invece di obbedire in semplicità e umiltà, confidando in Dio, hanno ricominciato, come il giorno precedente all'incontro col Papa, a brigare nei palazzi Vaticani peggio di prima. Ecco quanto conta per loro la parola del Papa, quando non è quella che loro si aspettano, quando non è utile per facilitarli nel conseguimento dei loro fini; mentre di obbedienza, non se ne parla nemmeno.
Tornando al Papa Francesco, egli ha parlato, sperando di suscitare l'«ascolto» dei camminanti di buona volontà, che gli stanno a cuore. Forse, spera di recuperare il Cammino neocatecumenale partendo da questi, come ultima spiaggia:
"Sento di dirvi qualcosa dal cuore..." (per chi qui ascolti col cuore: "chi ha orecchi per intendere, intenda")
Colgo solo gli aspetti più salienti, quelli che incarnano le criticità e le contraddizioni più stridenti del cammino, incancrenite ormai per colpa della arcinota e pluridecennale disobbedienza (anche di questa hanno festeggiato il giubileo! 50 anni, che tenaci però!). E sono arrivati a questo punto perchè mai hanno prestato "ascolto" alle istanze di correzione, sempre più accorate, provenienti dalla Chiesa, come mai hanno ascoltato le istanze che salivano all'interno stesso dell'esperienza. E di questo noi siamo testimoni.
- "Gesù non autorizza trasferte ridotte o viaggi rimborsati:non potete portar dietro tutte le suppellettili di casa"
Qui mi sovvengono tutte le partenze ostentate, finite in rovinosi ritorni, con annessi tutti i disagi per i coniugi e i numerosi figli, in più l'onta di "non essere stati fedeli alla chiamata".
Come tutte le mormorazioni serpeggianti nelle comunità di provenienza delle famiglie in missione, spremute come limoni, per mantenerle, con biglietti aerei, case, sostentamento, scuole ai figli nei paesi di destinazione. (vado per pennellate, come piace a Kiko, perché qui ci sarebbe da scrivere un romanzo di mille "storie maledette": sottolineo solo un aspetto, che si aggiunge a volte e peggiora il quadro notevolmente, ossia che la famiglia che parte ritiene che tutto le sia dovuto da parte della comunità, finendo per pretendere tantissimo e, molte volte, la famiglia non è una sola in quella unica comunità e, magari, c'è anche un seminarista R.M. sbattuto in America Latina o qualche sorella single in aiuto alle famiglie. Troppe comunità sono stremate e scocciate).
- "Camminare insieme, un'arte da imparare ogni giorno.Bisogna stare attenti a non dettare il passo agli altri,senza isolarsi e senza imporre il proprio senso di marcia".
- "Si va avanti uniti, come Chiesa, coi Pastori, con tutti i fratelli, senza fughe in avanti......cura e rispetto per il cammino di ciascuno e senza forzare la crescita di nessuno,perchè la risposta di Dio matura solo nella libertà autentica e sincera".
(N.B. della fedeltà allo "spirito degli Iniziatori" NEANCHE UNA PAROLA)
- Gesù non dice: conquistate, occupate, ma "fate discepoli"
QUI UN PASSAGGIO CRUCIALE che trascrivo:
- "Missione è tornare discepoli con i nuovi discepoli di Gesù. È riscoprirsi parte di una Chiesa che è discepola. Certo, la Chiesa è maestra, ma non può essere maestra se prima non è discepola, così come non può esser madre se prima non è figlia. Ecco la nostra Madre: una Chiesa umile, figlia del Padre e discepola del Maestro, felice di essere sorella dell’umanità. E questa dinamica del discepolato – il discepolo che fa discepoli – è totalmente diversa dalla dinamica del proselitismo."
Questo passaggio del Papa è sorprendente e dimostra che il Santo Padre conosce profondamente Kiko Argüello. A chi, se non a lui, ricorda che per essere maestro devi essere prima discepolo? Anzi il Papa dà più importanza a questo secondo aspetto
"essere discepolo" che non al primo,
"essere maestro"
Anche il Santo Padre ha chi gli predica gli esercizi spirituali, ma a Kiko chi predica?
Chi è il suo direttore spirituale? Sempre mi sono fatta questa domanda!
E, visto che Kiko si fregia di ispirazione mariana, il Papa lo inchioda mettendogli davanti il modello di Maria: umile, figlia, discepola, sorella. Tutto questo il Papa definisce "dinamica del discepolato" totalmente diversa dalla "dinamica del proselitismo". (la prima si esplicita nel "farsi servo di tutti", la seconda nel "fare sempre il comandino")
- "Tutti chiamate amici e tutti siate amici.Amate le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti. Non partite dalle teorie e dagli schemi, ma dalle situazioni concrete: sarà così lo Spirito a plasmare l’annuncio secondo i suoi tempi e i suoi modi. E la Chiesa crescerà a sua immagine: unita nella diversità dei popoli, dei doni e dei carismi."
Ultima raccomandazione, "l'umile semplicità"
E poi, per finire:
- "Ringraziamo il Signore per questi cinquant’anni: un applauso ai cinquant’anni!"
Insomma il Papa (poverino!) ringrazia i cinquant'anni, pur di non ringraziare "Kiko Argüello dei poveri delle baracche", finito coi borghesi più borghesi di Roma; applaude ai cinquant'anni, pur di non esaltare gli Iniziatori, neanche per un attimo, neanche una mezza volta!
Ah, come li conosce bene! Che subito se ne vanno di testa. E così Lui, il Santo Padre, li ha tenuti buoni e a cuccia: povero Kiko, sai che sangue amaro!
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Equipe Responsabile al completo:
ad intimorire, sullo sfondo, inquietante icona. |
Neanche un ringraziamento, neanche un cenno ai due Autonominati, Pre-canonizzati, Iniziatori spagnoli; non una sola parola per Kiko, per Carmen, per il padre Mario, che da una vita sta con loro, per
la successora Ascen, che sarebbe stata imposta dal Vaticano, poiché è vitale, per la Chiesa, avere l'Équipe Internazionale al completo!
Ma, dico io, con tutti i grattacapi che il Cammino Neocatecumenale procura alla Santa Sede, la priorità assoluta -
che avrebbe richiesto una missiva ad hoc che nessuno ha mai letto - poteva mai essere la nomina della sostituta della insostituibile Carmen?
Kiko non ha mai obbedito, questa obbedienza ostentata puzza di una invenzione delle sue.
(vedi nota sotto)
In conclusione, contrapponiamo lapidariamente il
Credo iniziale di Roberto al
Credo di Lino, che riassume bene le convinzioni di chi collabora a questo blog e che si fonda sulla nostra consolidata esperienza con i neocat ed è confermato da chi li ha conosciuti e studiati a lungo e seguiti nel loro percorso, scandito da reiterate disobbedienze, per cui abbiamo dovuto tante e tante volte constatare essere
"la disubbidienza" immutabile e consolidata prassi del cammino neocatecumenale.
Roberto:
- Credo che il Papa oggi all’Angelus abbia cancellato ogni vostro dubbio.
Lino:
Io, Roberto, Credo che voi oggi stiate confermando la natura del CNC: incorreggibile.
Io Credo che voi:
- non lascerete a casa le suppellettili di Kiko
- non rinuncerete ai trionfalismi
- continuerete a pretendere di dettare il passo agli altri
- continuerete ad isolarvi e a voler imporre il vostro senso di marcia
- continuerete a voler fare i maestri e non i discepoli
- continuerete a non rispettare (perché non le amate) le culture e le tradizioni dei popoli, pretendendo di evangelizzare partendo dai vostri modelli prestabiliti, dai vostri schemi e teorie
- ancora crederete che lo Spirito Santo non vi anticipa ma viene assieme a voi
- pretenderete sempre che il cammino degli altri debba essere identico al vostro, tappa dopo tappa, mamotreto dopo mamotreto.
Queste considerazioni di sopra, naturalmente, sono mie invenzioni, perché a voi il Papa ha dato solo totale approvazione.
Meritate tutta la disappravazione che riscuotete all'esterno delle vostre salette, Roberto.
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(nota):
Mi spiego.
Quando mai Kiko ha ostentato la sua obbedienza alla Chiesa, menandone vanto?
Penso che questo, di sbandierare ai quattro venti che la Chiesa gli aveva imposto di completare la Sua Equipe, sia stato un modo per mettere al centro dell'attenzione, della Chiesa in primis, l'Équipe Internazionale Responsabile del C.N., per sottolinearne il ruolo centrale nella "gestione" e "conduzione" del Cammino stesso (la famosa espressione, da loro tanto amata e rimarcata in ogni occasione, che recita "secondo le linee degli Iniziatori", frase che Kiko avrebbe voluto sentire dalla bocca del Papa, sigillo inconfutabile della loro legittimazione).
Ma il Papa Francesco ha completamente ignorato sia Kiko che il ruolo, anche la stessa esistenza, nella struttura del C.N. della fantomatica Equipe Internazionale Responsabile, non nominando MAI nè lui, nè questa.
Mentre ha detto, espressamente, che i Neocatecumeni vadano avanti "uniti" "come Chiesa" "coi Pastori".