martedì 15 maggio 2018

Papa Francesco a Tor Vergata, a Loppiano e a Nomadelfia: un interessante studio comparato.



Il Papa, il 10 maggio scorso, a Loppiano ha incontrato il Movimento dei Focolari. 
(nota 1)

Basta guardare e ascoltare, per fare un confronto con l'incontro del 5 maggio a Tor Vergata con i Neocatecumeni.

 
"sul ponte sventola bandiera bianca"
Basta guardare l'espressione serena e sorridente di un Papa Francesco completamente a suo agio: a Loppiano si sente a casa.
Basta ascoltarLo all'inizio, quando dice che Loppiano illustra cosa è la Chiesa, quando dice che realizza il Vaticano II.
Quando dice che Chiara Lubich è stata ispirata...

...Quando dice tutto quello che Kiko voleva sentirsi dire a Tor Vergata, ma non si è sentito dire.
Dopo aver ascoltato, Kiko, avrebbe fatto il finto umile, mentre in cuor suo, compiaciuto, avrebbe pensato: "E già! Proprio così...e molto di più...caro Papa"


Qualcuno può dire: ma Chiara è morta, per lei è avviata la causa di beatificazione.
Bene, anche Carmen è morta, e la hanno dichiarata "santa subito".

"Chi si umilia, sarà esaltato"

Il Papa poteva parlare, fare un accenno almeno a lei, che ha consegnato in dono a Kiko "il Concilio Vaticano II su un piatto d'argento!" Niente. Anche su Carmen, neanche una sola parola, neanche un requiem. Nulla.

Il Papa descrive l'ispirazione ricevuta da Chiara Lubich, che ha al suo centro L'Unità: vivere nella mistica evangelica del NOI, CONTRARIO DI IO di ogni individualismo È NOI (Carmen ha, per prima, accusato Kiko di essere ammalato, come sempre diceva, di IO - IO - IO).
Egli parla spesso a braccio, cosa che a Tor Vergata non ha fatto mai.

Papa Francesco nomina subito Chiara Lubich, parla del suo messaggio.
Abbraccia sorridente, con calore,  Maria Voce, successora di Chiara.



"Chi si esalta, sarà umiliato"

Esorta a riandare sempre alle origini, a custodire la "memoria", ricordare i primi tempi della loro chiamata e dice "avete bisogno solo di perseveranza".

Cosa avrebbe dato Kiko per sentir dire dal Papa ai suoi neocatecumeni:
"Tornate alle origini, secondo lo spirito dei vostri santi iniziatori"!





Invece di mostrarla così com'era!

Che delusione, povero Kiko!

Ma, dobbiamo riconoscere: 

"ben gli sta a Kiko che ha insegnato ai suoi a nutrire disprezzo e disistima verso gli altri movimenti "concorrenti"!
L'affetto sincero che il Papa riserva ai focolarini, a Chiara Lubich in particolare che Carmen criticava per l'esperienza mistica come per la capigliatura, è come uno schiaffo in pieno viso".
(Valentina Giusti) 



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Mettiamo a confronto gli incipit dei due discorsi, poichè parlano da soli, smontando quanto i neocatecumeni, duri e puri, stanno cercando, in questi giorni, di contestarci come nostre gratuite interpretazioni, a loro dire, faziose e forzate.

Papa Francesco a Loppiano:

Cari Fratelli Vescovi,Autorità, e tutti voi,

grazie per la vostra accoglienza! Vi saluto tutti e ciascuno, e ringrazio Maria Voce per la sua introduzione… chiara, tutto chiarissimo! Sì vede che ha le idee chiare!
Sono molto contento di trovarmi oggi in mezzo a voi qui a Loppiano, questa piccola “città”, nota nel mondo perché è nata dal Vangelo e del Vangelo vuole nutrirsi. E per questo è riconosciuta come propria città di elezione e di ispirazione da tanti che sono discepoli di Gesù, anche da fratelli e sorelle di altre religioni e convinzioni. A Loppiano tutti si sentono a casa!
Ho voluto venire a visitarla anche perché, come sottolineava colei che ne è stata l’ispiratrice, la serva di Dio Chiara Lubich, vuole essere un’illustrazione della missione della Chiesa oggi, così come l’ha tracciata il Concilio Ecumenico Vaticano II. E mi rallegro di dialogare con voi per mettere sempre più a fuoco, in ascolto del disegno di Dio, il progetto di Loppiano a servizio della nuova tappa di testimonianza e annuncio del Vangelo di Gesù a cui lo Spirito Santo oggi ci chiama.
Io conoscevo le domande, si capisce! E adesso rispondo alle domande. Le ho inserite qui tutte.

Papa Francesco a Tor Vergata:


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono felice di incontrarvi e dire con voi: grazie! Grazie a Dio, e anche a voi, soprattutto a quanti hanno fatto un lungo viaggio per essere qui. Grazie per il “sì” che avete detto, per aver accolto la chiamata del Signore a vivere il Vangelo e ad evangelizzare. E un grande grazie va anche a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant’anni fa.
Cinquanta è un numero importante nella Scrittura...

La differenza è stridente. Mi preme una sola notazione: Il Papa, a Tor Vergata, si rivolge, esclusivamente ai camminanti, ai semplici fratelli. Egli ignora gli Iniziatori (tamquam non esset), non rivolge alcun saluto ai Suoi Confratelli nell'Episcopato, accorsi in gran numero, (si sono messi visibilmente dalla parte di Kiko, facendosi da lui strumentalizzare). Il Papa Francesco non ci sta. Infatti tutto il Suo discorso, che legge così come scritto, senza alcuna estemporanea improvvisazione, è rivolto esclusivamente ai numerosi fratelli accorsi dai quattro angoli della terra. A loro rivolge il suo accorato appello. Dirà: "Vi parlo col cuore!". Intenderà che, oramai, soltanto da loro aspetta una correzione di rotta del Cammino Neocatecumenale, di cui fanno parte.


Un palco grandioso, tinto di rosso, sovrastato dalla Icona del "Giudizio" di Kiko, anch'essa di enormi dimensioni. Icona gigante di una mistica Carmen surreale, ad oscurare l'Icona della Madonna del Cammino.
Vescovi e Cardinali in gran numero, provenienti da Roma, tanti dall'Italia, da tutto il mondo.
Interminabile la presentazione (come sempre!), una vera e propria ostentazione, tronfia di orgoglio, mettendo sotto gli occhi del Papa, ad una ad una, le 134 Nazioni raggiunte dal Cammino e, ad uno ad uno, presentando per nome (tutti tranne Apuron - vescovo Neocatecumenale condannato per pedofilia -, che pure è lì, ben in vista) gli innumerevoli Pastori della Chiesa, considerati vicini al Cammino e schierati al fianco di Kiko - sotto gli occhi stupefatti del Papa - per l'evento memorabile dei 50 anni . 


Un palco semplice, con segni essenziali, nessuna icona o immagine della Serva di Dio Chiara Lubich. Un gruppo di Pastori su un lato del piccolo palco. Maria Voce di fronte al Papa Francesco, Gli rivolge un saluto a nome di tutti, senza lungaggini, senza ostentazioni.
Anche qui sul palco alcuni Vescovi, che Maria non presenta ad uno ad uno al Papa poichè Egli li conosce meglio di lei (nomina solo il loro Vescovo di Fiesole e il Cardinale Bettori), così i focolarini, ella dice, provenienti da varie nazioni: di esse ne nomina solo qualcuna, senza fare tutto l'elenco, inutile vanteria!

Maria, nel suo saluto iniziale, richiama il video messaggio di Papa Francesco - in occasione del loro cinquantesimo celebrato il 2014 - col quale li esortò a "puntare in alto, con fiducia, coraggio e fantasia". E' palpabile la grande gioia per la Sua visita e l'attenzione alla Sua parola che "certamente illuminerà il nostro cammino", conclude Maria Voce.
Un popolo in ascolto, dunque. Un popolo che pone domande al Papa e attende risposte e segue le sue indicazioni. Questo lo schema dell'incontro. In cui il Papa si sente proprio a suo agio, come appare evidente.

Alcune espressioni tratte dal Discorso del Papa:

"Chiara Lubich ha sentito da Dio la spinta a far nascere Loppiano."

"E così Chiara, contemplando l’abbazia, è stata spinta a dar vita a qualcosa di simile, in forma nuova e moderna, in sintonia col Vaticano II, a partire dal carisma dell’unità: un bozzetto di città nuova nello spirito del Vangelo."

Nulla di simile è avvenuto nell'incontro di Tor Vergata, con i neocatecumeni.

"Il carisma dell’unità è uno stimolo provvidenziale e un aiuto potente a vivere questa mistica evangelica del noi."
"Per questo Gesù ha pregato il Padre: «perché tutti siano uno come io e te siamo uno» (Gv 17,21), e ce ne ha mostrato in Sé stesso la via fino al dono completo di tutto nello svuotamento abissale della croce (cfr Mc 15,34; Fil 2,6-8)."

Kiko, invece di inventarsi l'ennesima, inutile, convivenza con il questionario "cosa dovete fare per essere UNO!" - che ci ha costretti a sottoporre, a nostra volta da questo Blog, Kiko al suo stesso questionario - perchè non espone, come Maria Voce, al Papa i suoi dubbi e i suoi travagli?

Ma questa cosa a lui, nei suoi tormenti (veri o finti?) che spesso ostenta tutto sofferente, e nelle cose che egli dice di non capire, non gli viene mai in mente come soluzione?
Quante volte gli abbiamo sentito dire "Io non so cosa devo fare con le comunità che hanno finito il cammino!" e, come un invasato, aspetta la "solita ispirazione".
Avesse mai pensato, una mezza volta, di rivolgersi al Papa (piuttosto!) con l'umiltà dei focolarini, chiedendo "Santo Padre, ci aiuti Lei con la Sua Parola, ci dica, in questo travaglio finale del cammino, davanti a tanti fallimenti, cosa dobbiamo fare?".

Avrebbe ricevuto, anche lui, una risposta illuminante e risolutiva.



Basta avere l'orecchio teso alla parola della Chiesa, al Magistero, in umile e obbediente ascolto,"per non rischiaredi correre o di aver corso invano, come dice San Paolo. (nota 2)

Kiko ama identificarsi spesso con l'Apostolo delle genti (il carismatico e l'istituzionale, dice lui).

Ma Paolo va appositamente a Roma, prima di continuare la sua predicazione, per esporre a Pietro la sua dottrina, poichè Gesù stesso ha messo Pietro a capo della Sua Chiesa, per fare unità, per salvaguardare la dottrina.

 Eppure a Paolo, caduto da cavallo, Gesù in persona ha parlato! Non una, non due volte, ma innumerevoli volte.

Ma Kiko chi crede di essere?


Papa Francesco continua:

"Ma come si fa a conoscere e a seguire lo Spirito Santo? Praticando il discernimento comunitario. E cioè riunendosi in assemblea attorno a Gesù risorto, il Signore e Maestro, per ascoltare ciò che lo Spirito oggi ci dice come comunità cristiana (cfr Ap 2,7) e per scoprire insieme, in questa atmosfera, la chiamata che Dio ci fa udire nella situazione storica in cui ci troviamo a vivere il Vangelo. 


Questo di seguito il passaggio cruciale...

Occorre l’ascolto di Dio fino a sentire con Lui il grido del Popolo, e occorre l’ascolto del Popolo fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama. I discepoli di Gesù debbono essere dei contemplativi della Parola e dei contemplativi del Popolo di Dio. 

...che condanna Kiko, senza appello! 
Kiko MAI ha ascoltato le istanze, le stesse esperienze, che salivano dal "popolo dei neocatecumeni" ma li ha governati con pugno di ferro, imponendo, dall'alto delle "sue millantate ispirazioni" - mai sottoposte al vaglio della Chiesa - quella che da sempre spaccia per essere "la volontà di Dio per voi" che arditamente, ma con convinzione ripete "PASSA PER ME".
Davanti a questa illuminante indicazione del Papa, Kiko è totalmente mancante. E' un uomo solo, che non ascolta chi gli è sottoposto come popolo che egli guida e che non ascolta la Gerarchia della Chiesa a cui deve obbedienza. Un vero pericolo per sè e per gli altri! (Guai all'uomo solo!)  


Siamo chiamati tutti a diventare degli artigiani del discernimento comunitario. Non è facile farlo, ma dobbiamo farlo se vogliamo avere questa fedeltà creativa, se vogliamo essere docili allo Spirito. È questa la strada perché anche Loppiano scopra e segua passo passo la via di Dio a servizio della Chiesa e della società."
Il Papa spiega a braccio questa Fedeltà creativa: fedeltà alla ispirazione originaria aperti al soffio dello Spirito, per comprendere le vie nuove che lo Spirito stesso suggerisce. Ma il Papa indica chiaramente che non è mai uno solo che fa discernimento, ma l'intera comunità, perchè ascolto di Dio è ascolto del grido del Popolo e di nuovo definisce i "discepoli di Gesù" no i "maestri", poichè gli ultimi saranno i primi. (credo sinceramente che, proprio alla luce di tutto questo, il Papa, a Tor Vergata - intenzionalmente - non ha tributato alcun riconoscimento agli Iniziatori del Cammino Neocatecumenale)


"E insieme un’ultima cosa che mi sta a cuore dirvi. Siamo qui raccolti di fronte al Santuario di Maria Theotokos. Siamo sotto lo sguardo di Maria. Anche in questo c’è una sintonia tra il Vaticano II e il carisma dei Focolari, il cui nome ufficiale per la Chiesa è Opera di Maria.
E non dimenticatevi che Maria era laica, era una laica."

Ulteriore omaggio alla figura di Chiara Lubich, che Papa Francesco si è guardato bene dal tributare a Carmen/la laica/suora fallita.
E pensare che lei, con la storia della "laica" ci ha rotto, per anni, la testa!
Vedersi scavalcare così da Chiara Lubich, che umiliazione!

"E non dimenticatevi di pregare per me perché ne ho bisogno. Grazie!"
Questa la conclusione a Loppiano.

A Tor Vergata aveva detto:
"E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me, che rimango qui!"
"era serio e ha fatto un gesto, come uno scatto, puntando il dito a terra quando ha detto : "resto qui"! che a me è venuto da pensare che abbia voluto intendere: non mi sposterete dal mio posto, resto a tenervi d'occhio (Roberta Salerno).

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(nota1)

(da EX-NC-???)

Lo stesso giorno il Papa si è incontrato anche con la realtà di Nomadelfia.
Anche qui ha tenuto un discorso.
Cito solo due frasi “Sono venuto qui tra voi nel ricordo di Don Zeno Saltini e per esprimere il mio incoraggiamento alla vostra comunità da lui fondata.” e “Il vostro Fondatore si è dedicato con ardore apostolico a preparare il terreno alla semente del Vangelo, affinché potesse portare frutti di vita nuova.”
Per rimarcare che solo Kiko e Carmen non sono mai, una sola volta, nominati esplicitamente dal Santo Padre e, a questo punto, è chiaro, volutamente!
 
Interessante il confronto degli articoli usciti sull'Avvenire per i tre incontri.

Mentre l’articolo di Avvenire sui NC apre con un rimprovero ed il titolo ha questo avvertimento: “per annunciare bisogna rinunciare al mondo”, gli altri iniziano con parole di lode e incoraggiamento. A Loppiano “Qui tutti si sentono a casa”, a Nomadelfia “la vostra è una grande famiglia col sapore schietto del Vangelo”.
Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Zeno Saltini.

Nell’articolo su Nomadelfia si vede il Papa in preghiera nella cappella, con una foto “normale” di Don Zeno.

Come si vede l’articolo di Avvenire sull’incontro a Tor Vergara, non a caso, inizia con queste frasi del Papa: “la Chiesa deve essere “svincolata da potere e denaro, libera da trionfalismi e clericalismi”, deve essere “sorella dell’umanità” evitando il “proselitismo”, e deve “amare le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti”.

Leggere questa frase in cui si parla di trionfalismi e vedere la foto riportata nell’articolo fa riflettere: Dietro il Papa c’è la gigantografia del “dipinto” di KiKo e su un lato una foto di Carmen ad altezza uomo. Il Papa è circondato.
La scenografia è stata impostata per far apparire il Papa volutamente piccolo, una macchia bianca nell’immenso quadro di Kiko, (forse una mosca bianca ?!?). L’attenzione delle persone deve essere non sul Papa ma su Kiko e quel dipinto esageratamente grande vuole proprio mandare questo messaggio. Non è certo un messaggio di umiltà. Nella foto di questo post si vede chiaramente che da lontano il Papa si vedeva a malapena, al contrario del quadro di Carmen.

Vedete la differenza con Loppiano e Nomadelfia? Ci sono gigantografie di Chiara Lubich o di Don Zeno?


                                Anche gli amici di Crux Sancta hanno notato il diverso trattamento   riservato    alla visita a Loppiano e la «realtà profetica» che non era quella del Cammino.


(nota 2)

Dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. (Gal 2, 2)



148 commenti:

  1. Bellissimo post, con osservazioni acute e nello stesso tempo incontestabili.

    Mi chiedo a cosa avrà pensato il Papa, uomo dal raffinato umorismo, quando gli è apparso davanti il palco enorme sormontato da una immensa riproduzione del quadro di Kiko. Sarà stato contrariato ma, probabilmente, a vedere una pacchianata tale dovuta a megalomania, gli sarà anche venuto da ridere.

    Sotto quell'immagine dalle dimensioni allucinati sentire il Papa parlare contro il TRIONFALISMO non lascia più dubbi: si rivolgeva al Cammino e in particolare a Kiko.

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  2. Ottimo post. Le differenze sono evidentissime.

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  3. Grazie Pax, hai fatto una faticaccia ma hai fatto un ottimo lavoro.

    Penso a chi è venuto dall'Australia con 18 ore di aereo, ma forse anche di più, per poi partecipare ad un evento durato solo 1.50, di cui solo 50 minuti di catechesi e riflessioni, il resto solo presentazioni, ben 1 ora.

    Non si sentono strumentalizzati, un numero da esibire, non si sono sentiti mancare di rispetto?

    Se era un cinquantesimo potevano organizzare un evento con un programma ben più articolato.

    Ma l'unico scopo della macchina NC era far vedere la propria forza, i propri numeri, delle persone venute da tutto il mondo non gliele importa niente.

    Non a caso il Papa parla di trionfalismi!

    EX-NC-???

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  4. Cinque anni fa, il 18 maggio del 2013, all'inizio del proprio pontificato, nell'ambito della veglia di Pentecoste con i movimenti e le associazioni laicali, Papa Francesco, rispondendo a chi gli chiedeva come attuare la nuova Evangelizzazione, poneva in luce tre perni fondamentali: Gesù, Preghiera, Testimonianza.

    "La prima: Gesù. Chi è la cosa più importante? Gesù. Se noi andiamo avanti con l’organizzazione, con altre cose, con belle cose, ma senza Gesù, non andiamo avanti, la cosa non va. Gesù è più importante. Adesso, vorrei fare un piccolo rimprovero, ma fraternamente, tra noi. Tutti voi avete gridato nella piazza “Francesco, Francesco, Papa Francesco”. Ma, Gesù dov’era? Io avrei voluto che voi gridaste: “Gesù, Gesù è il Signore, ed è proprio in mezzo a noi!”. Da qui in avanti, niente “Francesco”, ma “Gesù”!"


    Ebbene, dove ha trovato Gesù a Tor Vergata? Nella folla che lo chiamava, con affetto sincero, nei bambini che ha abbracciato.
    Non certo in Kiko che nel frattempo urlava: bravo el Papa, viva El Papa!
    Non nella schiera di Vescovi e Cardinali che neppure ha nominato nel proprio saluto.
    Meno che meno nell'immensa icona rossa in cui, per il gioco delle proporzioni, Gesù è piccolo e lontano, il demonio nero una presenza inquietante.

    "La seconda parola è: la preghiera. Guardare il volto di Dio, ma soprattutto – e questo è collegato con quello che ho detto prima – sentirsi guardati. Il Signore ci guarda: ci guarda prima. La mia esperienza è ciò che sperimento davanti al sagrario [Tabernacolo] quando vado a pregare, la sera, davanti al Signore. Alcune volte mi addormento un pochettino; questo è vero, perché un po’ la stanchezza della giornata ti fa addormentare. Ma Lui mi capisce. E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda. Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare… No! Làsciati guardare dal Signore. Quando Lui ci guarda, ci dà forza e ci aiuta a testimoniarlo - perché la domanda era sulla testimonianza della fede, no? Primo “Gesù”, poi “preghiera” - sentiamo che Dio ci sta tenendo per mano. (...)Lasciarsi guidare da Gesù. E’ proprio il leader; il nostro leader è Gesù."


    Qui davvero la distanza di stile è siderale: chi è neocatecumenale non è abituato a pensare che l' ascolto sia dovuto al Tabernacolo, a Dio che ci guarda prima ancora che noi guardiamo a Lui, ma al catechista che dice che cosa dobbiamo pensare e credere di Dio. "Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare… No! Làsciati guardare dal Signore."

    "E terza: la testimonianza. Gesù, preghiera – la preghiera, quel lasciarsi guidare da Lui – e poi testimonianza. Ma vorrei aggiungere qualcosa. Questo lasciarsi guidare da Gesù ti porta alle sorprese di Gesù. Si può pensare che l’evangelizzazione dobbiamo programmarla a tavolino, pensando alle strategie, facendo dei piani. Ma questi sono strumenti, piccoli strumenti. L’importante è Gesù e lasciarsi guidare da Lui. Poi possiamo fare le strategie, ma questo è secondario."


    A Tor Vergata invece, la spontaneità stava a zero. Tante presentazioni, quando il Papa era già andato a salutare e a benedire tutti.
    Tante strategie, tutte con un obbiettivo che è la valorizzazione del Cammino e non quella dell'Amore che viene da Dio e che a Lui ritorna.
    Tutto ciò il Papa lo aveva già chiarito cinque anni fa, ma, come diceva Rebel, "sono di coccio"...

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    1. "Tante strategie, tutte con un obbiettivo che è la valorizzazione del Cammino e non quella dell'Amore che viene da Dio e che a Lui ritorna." Sei sicura di queste strategie? Sei sicura che non c'è l'Amore che viene da Dio? Sei sicura che nel Cammino non c'è amore per le persone? Sei sicura che il Cammino (come anche altre realtà ecclesiali) non cura, non salva?

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    2. No, Simone Voltaggio. Chi mistifica i Vangeli, in particolare il Quarto di "Giovanni il teologo", non può curare. Cura chi insegna che Gesù guarisce "aggratis", che Gesù vuole poi le opere, non previa conoscenza dei propri peccati permessi da Dio e commessi al fine della conoscenza di se stessi. Questo non è cattolicesimo.

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    3. Il caro fratello Simone che non risponde mai alle domande osa fare delle domande a cui le recenti pagine di blog (inclusa questa) e le relative discussioni hanno già ampiamente dato risposta.

      Anzitutto facciamogli notare che se Valentina non fosse sicura, avrebbe scritto: «non sono sicura». Chiederle "ne sei sicura?" senza spiegare i motivi di tanto dubitare, significa volerle far perdere tempo a spiegare nuovamente ciò che ha già spiegato.

      In secondo luogo facciamo notare al fratello Simone per la centesima volta che anche i protestanti e i testimoni di geova si riempiono la bocca di "amore di Dio" e però si riferiscono ad altro. Per cui, se il contesto contiene deliberati e madornali errori liturgici e dottrinali e già condannati dalla Chiesa Cattolica, è legittimo nutrire dubbi. Il contesto neocatecumenale, così come il contesto dei testimoni di geova.

      Inoltre, ricordiamoci sempre che nel Cammino non c'è amore per i singoli fratelli. Non siamo noi a dirlo, ma è il Papa: il 1° febbraio 2014 disse ai neocatecumenali: «La libertà di ciascuno non deve essere forzata». Vuol dire che è convinto che nel Cammino viene forzata. Ne siamo convinti anche noi. Come può esserci amore alla persona da parte di chi opera forzature sulla libertà di tale persona?

      Il Papa aggiunse: «si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino...». Vuol dire che nel Cammino non si rispetta. Vuol dire che il Papa è convinto che non si rispetta. Ne siamo convinti anche noi. Chi non rispetta la tua libertà di «crescere nella risposta alla chiamata del Signore», non ti ama. Il Cammino non ti ama. Te lo ha fatto ben capire il Papa. Quanto ancora vorrai fingere di non averlo capito?

      Lo scorso 5 maggio il Papa vi ha detto pure: «Bisogna stare attenti, ad esempio, a non dettare il passo agli altri...» Vuol dire che il Papa è convinto che nel Cammino si "detti il passo agli altri". Non ci vuole chissà che analisi per capire che i cosiddetti "catechisti" dettano il passo ai fratelli delle comunità (peraltro senza averne alcun diritto).

      Insomma, il Cammino opprime. Non cura e non salva ma sfrutta e opprime. Non solo per il mancato rispetto della libertà dei singoli (come già evidenziato dal Papa).

      Il Cammino è spiritualmente un tumore della Chiesa. Infatti, anziché trasmettere l'unica vera dottrina della Chiesa (basterebbe prendere il Catechismo), trasmette le immani corbellerie kikiane-carmeniane (come ad esempio l'idea che Dio sarebbe sadico e cattivo al punto da "mandarti le disgrazie per convertirti"). Il solo fatto che propugna una dottrina "segreta" sarebbe sufficiente a farti capire che ha qualcosa di losco da nasconderti.

      Ed anziché celebrare la liturgia della Chiesa, il Cammino - così come voluto da Kiko e Carmen - celebra la carnevalata del sabato sera con strafalcioni e pagliacciate (ad esempio l'imbarazzante girotondo col passetto, la "comunione seduti", le omelie laicali spacciate per "monizioni" e "risonanze", l'onnipresenza di Kiko attraverso i suoi gadget, canti, suppellettili, e quant'altro).

      Il fratello idolatra Simone, una volta tanto, potrebbe anche decidersi a leggere prima di scrivere, decidersi ad ascoltare e riflettere anziché sbraitare e tentare di estenuare gli interlocutori con domande retoriche, potrebbe anche decidersi a rispondere agli argomenti presentati piuttosto che tentare disperatamente di trollare come quei bambini capricciosi che per non ascoltare si tappano le orecchie e gridano ossessivamente "la-la-laaaaaaa".

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  5. Mi sa che avete proprio ragione,anche io mi sono fatta la stessa domanda,di anonimo delle 12:07,mi sa che a Pentecoste vado ad ascoltare l'eucarestia del Rinnovamento dello Spirito,nellaia chiesa.

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  6. L'idea fondamentalmente sbagliata sui movimenti ecclesiali è che essi, forti di un qualche "carisma" (magari solo autocertificato come tale), compirebbero un'opera necessaria alla Chiesa: come se il Signore avesse sbagliato qualcosa nell'istituirla.

    Chi sinceramente ritiene di avere un qualche "carisma" avrà come unica priorità quella di farsi vagliare continuamente dalla Chiesa per stabilire se tale "carisma" c'è, se quel che c'è è utile alla Chiesa, ed entro quali condizioni può esserlo. Altrimenti è solo un'ispirazione personale che potrà anche essere grandissima e bellissima e piena di fede e di virtù ma di fatto va contro la Chiesa perché vorrebbe (più o meno gentilmente) obbligare quest'ultima a riconoscerlo.

    Ci tocca ripeterlo infinite volte perché purtroppo tanti fondatori in buona fede prima o poi cedono alla tentazione di raccontare i propri numeroni davanti alle telecamere e al Papa. La Lubich stessa vi cedette.

    Un ricordo personale. Una volta, in occasione di esercizi spirituali, alloggiavo in una struttura gestita da focolarini. Per qualche bizzarro motivo il predicatore degli esercizi, che non era focolarino, ci fece partecipare ad un incontro di presentazione del movimento del Focolare. Che consistette in una breve predica di due membri consacrati del movimento (sull'amore di Dio e su altre cose che potevano benissimo esser dette da un qualsiasi protestante o testimone di geova), e nella proiezione di una conferenza della Lubich. Dopo ottanta minuti buoni di proiezione, non so se su richiesta del predicatore o di loro iniziativa, interruppero e ci congedarono con qualche frase di circostanza sull'amore di Dio (che poteva essere detta tranquillamente da un protestante).

    Nel momento in cui fu interrotta, la Lubich sembrava ancora parecchio lontana dalle conclusioni. Dopo le solite espressioni retoriche iniziali sull'amore di Dio (che poteva dire anche un protestante), aveva cominciato a snocciolare l'elenco dei numeroni del Focolare: centonovanta paesi del mondo, tot vescovi, tot case, tot religiosi... Fu tutto un discorso autocelebrativo seppure inondato di espressioni cristiane, usate come intercalare. Mi diede l'impressione che il succo fosse: "siccome siamo tanti, allora è opera di Dio". Ahinoi, erano "tanti" anche coloro che gridarono "Barabba!": i numeroni e il successo non sono mai sinonimi della verità.

    La Lubich pure aveva avuto nel 1949 le sue visioni "celesti" (che ritengo di origine preternaturale perché da ciò che ne ho saputo non possono essere di origine divina), che lei stessa definiva "il Paradiso del '49". A differenza di Kiko e Carmen, non ne parlò con nessuno, se non con le sue più fidate collaboratrici, al punto che trapelò solo quando una di queste ultime uscì dal movimento e spifferò la cosa ad un giornalista. Ne parlò poi in un epico articolo Sandro Magister.

    Come tutti i movimenti, la sua "istituzionalizzazione" ha smussato parecchi spigoli, forse anche della stessa fondatrice. Come già fatto notare in questa stessa pagina blog, la Lubich non aveva né l'invadenza né l'arroganza della SanCarmen SanHernandez, e lo stesso si può dire dei rispettivi seguaci.

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  7. SIMONE:

    sei sicuro che la Comunione si può fare SEDUTI e TUTTI INSIEME e che il Pane eucaristico può essere NON azzimo?
    Poiche queste cose sono PROIBITE, mi citi un documento o un discorso del Papa dove il Cammino viene esentato da queste regole?

    Io non sono sicuro che nel Cammino non c'é MAI amore. A volte non c'è, altre può essere che ci sia.
    Ma non è questo che mi interessa.
    A me interessa che sia chiaro che il Cammino DISUBBIDISCE al PAPA

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    1. Simone può solo ripetere le solite frasi fatte. Lo sanno che scrive qui. Lo tengono d'occhio. Se dice una sola parola di verità, si gioca eredità, fidanzata, lavoro, amici e carriera.

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    2. "Simone può solo ripetere le solite frasi fatte ... Lo tengono d'occhio" Mi sono messo a ridere, grazie del momento di ricreazione.

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    3. Se accetti un consiglio fraterno: usa uno pseudonimo per non farti riconoscere dai tuoi parenti, "fratelli" di comunità, e cosiddetti "catechisti".

      Così potrai rispondere con serenità (e senza slogan preconfezionati) a tutte le numerose domande che ti sono state fatte nelle ultime 5-6 pagine di blog.

      Ci rendiamo conto che hai azzeccato parecchie figuracce con loro e che pertanto ti senti obbligato ad azzeccarne altre ripetendo i soliti slogan per sembrare irreprensibilmente kikiano agli occhi di coloro che ti stanno tenendo sotto osservazione ma è stato un errore tuo: dovevi pensarci prima di inserire decine e decine di commenti ostentando il nome e cognome.

      Sta' pur certo che pur tra sorrisetti e baci della pace, il modo di fartela pagare cara l'hanno già trovato.

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  8. La DISUBBIDIENZA ha come conseguenza l'ABITUDINE e la CONSUETUDINE a commettere peccati contro la carità.
    Poiché il Papa dice di essere umili, ma nel Cammino si INSEGNA come un dogma, che il Cammino è l'elite della Chiesa, ecco i peccati che sono tipici del cammino, cioè che accomunano TUTTI i camminanti, a parte alcuni che nonostante tutto seguono più la Chiesa del Cammino.
    Ecco così i giudizi tipici del Cammino, il sentirsi l'elite della Chiesa, la chiusura, l'alterigia, l'aggressività, il trionfalismo.

    Perché se tutti peccano quando non ubbidiscono alle ispirazioni di bene che lo Spirito comunica nella coscienza, per i camminanti si aggiungono i peccati che ormai sono ISTITUZIONALIZZATI, grazie alle disubbidienze ISTITUZIONALIZZATE

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    1. "nel Cammino si INSEGNA come un dogma, che il Cammino è l'elite della Chiesa" bene chi lo fa non ha capito NULLA del Cammino. "Per i camminanti si aggiungono i peccati che ormai sono ISTITUZIONALIZZATI, grazie alle disubbidienze ISTITUZIONALIZZATE" ... QUALI DISUBBIDIENZE? QUALI PECCATI? ... Giudichi meglio di sacerdoti, vescovi, cardinali, cardinali delle Congregazioni? Giudichi meglio del Papa se noi disobbediamo e SE disobbediamo come istituzione. Localmente ci può essere chi disobbedisce, ma la cosa quando si viene a sapere. Si fa in modo di correggerla subito.

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    2. Il caro fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo finge di non conoscere le storture del Cammino:

      - disubbidienze in materia liturgica (che peraltro offendono Dio): "comunione seduti" e tutto il resto

      - disubbidienze ai vescovi (si vedano i casi Guam, Singapore, ecc.) e, viceversa, quando un vescovo è neocatecumenale se ne infischia di tutti gli altri (si vedano i casi Perù, Guam, ecc.); in particolare, nel caso Giappone, i cosiddetti "presbiteri" neocatecumenali pretesero di avere un intermediario neocatecumenale per dialogare coi loro vescovi

      - caso recente: disubbidienza a papa Francesco: il 1° febbraio 2014 vi rimproverò e il 5 maggio 2018 è tornato a farvi gli stessi rimproveri.

      Il fatto che esistano vescovi, cardinali e preti che appoggino il Cammino non implica che il Cammino sia buono e ubbidiente. Come al solito i kikos come te pretendono di avere il certificato di santità passata, presente e futura.

      Infine: le tue certezze sulla bontà del Cammino sono dogmatiche. Non hai mai avuto alcuna perplessità, men che meno critica da fare.

      Qui ti abbiamo suggerito un'infinità di spunti di riflessione a partire da cose verificabili da tutti (come le pagliacciate liturgiche del sabato sera). Ma le tue granitiche e dogmatiche certezze non ne sono mai state toccate, e ancor meno scalfite.

      Continua così: forse un giorno riuscirai a ingannare qualcuno di noi, ma certamente non potrai ad ingannare il Signore nel giorno del giudizio. Non basterà dirgli Pienotitolo-Pienotitolo.

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    3. "Le tue certezze sulla bontà del Cammino sono dogmatiche. Non hai mai avuto alcuna perplessità, men che meno critica da fare." Le critiche che posso fare io o tu le porta via il vento, sono solo chiacchiere da bar. Sono perfettamente inutili. Non devo mica scrivere libri sul Cammino Neocatecumenale, non sono mica un Vescovo, un Cardinale un membro delle Congregazioni. Se vuoi fare il cammino lo fai, punto. Se non lo vuoi fare non lo fai. Semplice. Ma non ergiamoci a giudici dei massimi sistemi della Chiesa Romana per favore. Non ne abbiamo nè la competenza nè l'autorità.

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    4. E proprio qui casca l'asino.

      Un fedele cattolico, proporzionalmente ai talenti ricevuti da Dio (a cominciare dall'intelligenza), ha il dovere di assicurarsi di star ricevendo spiritualmente buon cibo anziché veleno.

      Cibarsi passivamente di qualsiasi cosa ci si ritrova davanti significa avvelenarsi senza accorgersene.

      Perciò un fratello neocatecumenale ha tutto l'interesse (e tutto il dovere) di cercare di capire quanto sono fondate le critiche sul Cammino. Il Cammino non è un dogma di fede. Contiene errori. Errori dottrinali e liturgici.

      Qui non si parla di qualche singolo "catechista" che di testa sua va contro la Chiesa, o di una zona geografica che in una data epoca ha visto qualche distorsione rispetto al neocatecumenalismo ufficiale. Qui si parla della mentalità neocatecumenale, perfettamente omogenea, perché direttissimamente discendente dalle ambigue ed eretiche elucubrazioni dei signori Kiko Argüello e Carmen Hernández

      Le critiche al Cammino hanno come fondamento i documenti liturgici della Chiesa, il Magistero, la vita e le opere dei santi, la Tradizione, gli interventi dei Papi, ecc.: fingere di non notarle significa essersi già allontanati dalla Chiesa, anche se con la bocca si pronuncia ripetutamente il nome del Signore.

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  9. "caro" Simone,
    il cammino non cura,non salva, a me ha allontanato da Dio e dalla Chiesa, e siete responsabili davanti a Dio, anche di una sola anima distrutta,e non sono il solo,ma in tantissimi,forse più di quelli rimasti nel cammino,e se tu e gli altri catecumeni foste davvero dei cristiani vi preoccupereste di questo e cercareste di modificare il vostro modo di fare e ascoltereste le indicazioni della Chiesa. Invece siete contenti,perché dite che fuori dal cammino non c'è Dio,fate il gioco del demonio di cui siete il braccio operante che vuole allontanare da Dio.
    Vi aspetto all'inferno!
    Ex fratello

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    1. Invece di aspettare all'inferno potresti confessarti e andare in una chiesa senza nc. Nessuno vuole mandarti all'inferno se non tu solo...

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    2. "Dite che fuori dal cammino non c'è Dio" Non è vero diciamo che FUORI dalla Chiesa non c'è Dio. TUTTE le altre realtà ecclesiali sono valide alla stessa stregua del Cammino. Siamo il braccio operante del demonio? Strano perchè la Chiesa di Roma ci considera a pieno titolo inserita in essa. Tu ti sei sentito/a distrutto. Perchè? Vai a vedere il VERO perchè, scoprirai che il Cammino non c'entra NULLA.

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    3. Questo blog è dedicato al Cammino Neocatecumenale.

      Tu ossessivamente ti riempi la bocca di «pieno titolo, pieno titolo», e invece - come ti è già stato spiegato cento volte - lo Statuto non autorizza le storture del Cammino, le eresie del Cammino, le carnevalate liturgiche del Cammino, gli strafalcioni del Cammino, le ingiustizie del Cammino...

      Avere la patente di guida non significa essere autorizzati a violare le norme del codice della strada.
      Lo capisci oppure te lo dobbiamo spiegare per la centoduesima volta?

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    4. Nella prefazione al primo volume di "Orientamenti per le Equipes di Catechisti", gli iniziatori affermano che già nel 1977 detti volumi furono oggetto di un accurato esame da parte della Congregazione per il Clero. L'analisi fu fatta da un esperto di catechesi antiche, Padre G. Groppo. La prefazione riporta vari stralci della relazione finale di Padre Groppo con relativo numero di protocollo:

      « La novità di queste catechesi e il criterio fondamentale per la loro interpretazione è costituito dal fatto che sono espressione orale di un'esperienza vissuta di fede e di conversione e che pertanto si tratta di un linguaggio esistenziale, la cui verità non va ricercata nella singola frase, ma nel contesto generale: un'esperienza vissuta intensamente non si presta a formulazioni teoriche nitide, ma si esprime sempre in modo un po' caotico, con frequenti ripetizioni, con il ricorso a paradossi, più per immagini che per concetti. Intendo ora rilevare un altro aspetto di queste catechesi, o meglio di questo Cammino neocatecumenale. Come studioso della storia della catechesi antica devo dire che il tentativo di Kiko e Carmen di attualizzare il catecumenato è un tentativo riuscito.
      L'esperienza ha fatto intuire quello che di profondamente valido conteneva questa istituzione dei primi tre secoli e ha permesso di tradurla in una struttura la quale, pur non ricalcando l'antica, ne assume gli elementi più importanti e li inserisce in un contesto nuovo: quello della conversione di battezzati che però non hanno mai fatto una opzione personale di fede. In questo processo - che implica il suo tempo - questi battezzati delle Comunità Neocatecumenali vengono aiutati a fare la loro opzione fondamentale di fede in un clima di comunità, a rendersi disponibili all'accettazione del radicalismo evangelico; iniziandoli gradualmente e in modo esperienziale sia alla Parola di Dio sia ai Sacramenti della conversione cristiana (Penitenza), sia dell'Eucarestia. Io trovo tutto questo molto positivo »

      (Primo volume degli "Orientamenti per le Equipes dei Catechisti", pag. 1, protocollo 156375, 12 settembre 1977.)
      Sempre nella prefazione del primo volume di "Orientamenti alle Equipes di Catechisti" (pag.1) si afferma:

      « La versione corretta degli "Orientamenti alle Equipes di Catechisti per la fase di conversione", che è stata preparata da una Commissione incaricata dagli iniziatori del Cammino Noecatecumenale ha rispettato il linguaggio originale, vivo ed orale. Ha corretto espressioni incomplete, o meno felici - che potevano anche sembrare ambigue - proprie del linguaggio parlato o semplicemente dovute alla traduzione non sempre accurata dell'originale spagnolo. Ha tenuto conto, inoltre, delle osservazioni fatte dal secondo esame degli Orientamenti da parte della Congregazione per il Clero del 1990. Infine hanno aggiunto le citazioni bibliche a cui fa riferimento o che aiutano a meglio capire il senso del discorso.
      Nel rivedere il testo degli Orientamenti alle Equipes di catechisti, su indicazione della Congregazione per la dottrina della Fede, i 14 volumi sono stati corredati con opportuni riferimenti al Catechismo della Chiesa cattolica, che non hanno valore illustrativo, ma normativo.

      Per ogni catechesi tale riferimento si articola in due parti:

      a) All'inizio si offre una visione panoramica dell'insegnamento del Catechismo della Chiesa cattolica riguardante la tematica affrontata dalla catechesi, per la preparazione dei catechisti;

      b) A piè di ogni pagina si riportano alcuni passi su qualche punto particolare delle catechesi » ........ Ora rispondi tu.

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    5. Padre Enrico Zoffoli, molto più esperto di dottrina cattolica che lo sconosciuto Groppo, fu di parere diametralmente opposto. Per dimostrare le eresie del Cammino, analizzò i mamotreti confrontandoli con la dottrina cattolica. Poté addirittura scrivere un intero libro sulle eresie di Kiko confrontandole con il solo Magistero di Giovanni Paolo II.

      Fra parentesi, tutti coloro che hanno analizzato i mamotreti hanno tratto conclusioni drasticamente diverse dal neocatecumenale Groppo.

      Fra parentesi bisognerebbe stappare lo spumante perché in dodici anni di blog è la prima volta che qualcuno diverso dal troll Pasqualone cita il Groppo.

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    6. Giacomino Giacomino non c'è bisogno che mi dici tu che posso confessarmi, lo so benissimo,non cambiare discorso come tipico di voi catecumeni vi conosco benissimo,fate danno con il vostro distruggere l'autostima e riempire di sensi di colpa,altro che Dio vi ama! Falsi ed ipocriti!
      Ora andate e mettete mano ai soldi come il vostro burattinaio vi ha ordinato,altrimenti come può vivere a scrocco!
      Oramai state sparendo,anche figli di catecumeni non ne vogliono sapere di entrare,che osservando i genitori hanno capito che siete una piaga!
      Ex fratello!

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    7. Groppo membro della Congregazione del Clero, uno sconosciuto?! Vabbè finiamola qui. Ti ricordo la risposta che Ruini ed il futuro Papa Benedetto XVI diedero a Zoffoli, lo invitarono enrgicamente a "a non sostituirsi agli Organi competenti e a non emettere, sia pure con buone intenzioni, giudizi personali e prematuri su temi che riguardano l'ortodossia di realtà ecclesiali, o addirittura del Santo Padre".

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    8. Riecco le menzogne del fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo.

      Ha inserito l'avverbio «energicamente», del tutto inappropriato rispetto a ciò che scrisse Ruini.

      Il fratello Simone, mentendo, ha tirato in ballo «il futuro papa Benedetto XVI», il quale non ha mai contestato alcunché a padre Zoffoli.

      Qualcuno allora ci spieghi come mai per difendere il Cammino bisogna mentire. Intanto indovinate chi è il padre della menzogna.

      Per chi volesse ascoltare anche l'altra campana, a questo [link] c'è la corrispondenza tra p.Zoffoli e il card.Ruini, con la risposta che Ruini diede a quell'«invito».

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  10. Premetto che da un po’ di tempo ho diradato i miei pochi interventi .
    Le ragioni sono quelle che tante volte ha ben espresso il buon Tripudio in merito alla posizione di molti EX, niente toglie che vi seguo giornalmente poiché gli argomenti postati nel blog da parte degli intervenuti hanno fatto registrare un salto di qualità da un anno a questa parte, scandagliando in quantità molte tematiche che erano ben presenti ma gelosamente secretati all’interno delle cripte già nel 1989 periodo in cui entrai nel CNC.(Le salette furono conquistate dopo Denver con le prime prime alzate.)
    Ritorniamo al motivo del mio intervento:
    Da una analisi del video sotto il profilo dei tempi ho notato che in 1 ora e 47 minuti Kiko impegna direttamente oltre 55 minuti tra strimpellate, introduzioni, presentazioni, lugubri invocazioni allo spirito di..vino, strimpellate, deprimente proclamazione del vangelo, altre serenate in stile Carmen 63 durante l’invio delle sedicenti missioni, saluti finali al Papa e strimpellate finali con i fratelli pronti a scattare con balletti e tarantelle gioiose dal tono “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato,scurdámmoce 'o ppassato”.
    Comunque dal punto di vista statistico il Sig. K. ha impiegato poco meno di 60 minuti per auto lodare/lodarsi nell’ennesimo tentativo di dimostrare che tutto va bene … madama la marchesa.
    Meno di tre minuti,sono stati impegnati dai compagni di merende:
    1 minuto e mezzo concesso a da don M. Pesce Rosso, che per l’occasione non ha niente di meglio che improvvisare il solito sindacale appello per la mancata iniziazione kika nelle parrocchie.
    Veloce saluto ( 1 minuto) elargito dalla Sig.ra Ascen che in qualità di novella aggregata ai sublimi arcani della suprema triade, continua servilmente a supplicare da tre mesi il Sig. K. il classico “non son degna,..di te”, magari attendendo la nomina definitiva a futura aspirante “santa poi “.
    2 minuti vengono reclamati dal Sig. K.( rimasto in attesa di una sua apparizione (o locuzione interiore ?) per conto della cara estinta s. Carmen, ( magari pensando “Vai avanti tu che mi vien da ridere), che da 2 anni staticamente in attesa nella posizione di “santa subito” , dalla mega icona sembra supplicare un “Vorrei… ma non posso”.
    Non ci vuole una laurea in psicologia per capire che il Papa fin dal suo arrivo non era di buon umore, probabilmente causato dal pensiero sul come affrontare una giornata così impegnativa.
    Probabilmente l’impercettibile mpatia si è ridotta ai minimi termini durante l’incontro trasformandosi in una vera indisposizione fisica , data dalla pervicace invadenza del pittore spagnolo che gli ha fatto perdere mezza giornata per ottenere la misera concessione di complessivi 22 minuti distribuiti in :
    1) 15 minuti per un rigido discorso dove ribadisce fino alla nausea i soliti problemi che affliggono la gerarchia dal 2005 in poi. Richiami chiarissimi alla comprensione di chiunque, fatta esclusione alla sorda gerarchia NC che non ha voglia di sentire certi argomenti ed ha maturato la consapevolezza che dato i trascorsi, allo stato attuale conviene diventare ancora più sorda.
    2) 5 minuti a fare da distributore automatico di croci kikiane ai militanti, nell’inutile e vana speranza che le missioni vengano effettuate con metodi diversi ( Vedi discorso) di come sono state fatte fino ad oggi.
    3) 1,45 minuti per una benedizione mutilata dall’anticipata recita del Padre Nostro ovviamente sottratta dalla sua podestà, dall’ineffabile e onnipresente Sig. K. (la nausea sicuramente è aumentata)
    4) 2 minuti per alzare i tacchi e scomparire, togliendosi dalla vista tutta la compiacente e oliata gerarchia curiale, che implicitamente accoglie nel palco in maniera imbarazzante qualche spregevole collega “perseguitato” e solennemente dichiarato condannato per delitti infamanti.
    ( Data la cagionevole salute, a questo punto il Santo Padre ha evitato un possibile incontro con il “perseguitato” onde evitare di passare dalla nausea al rovesciargli addosso).

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  11. Da un paio di mesi non entravo sul blog, e solo negli ultimi giorni ho "recuperato" un poco di post e commenti "arretrati". Non c'è che dire, molta, molta carne al fuoco.
    Come ha riportato anche Pax nell'articolo, appare evidente come il Papa a Tor Vergata si sia rivolto esclusivamente ai "piccoli", ai fratelli che credono e sperano in un Cammino di autentica fede. Per il resto è stata solo una autoreferenziale autoincensazione.
    Ho il sospetto però che in tanti si stiano ponendo più di una domanda da quel giorno... vedo bocche cucite tra i NC con i quali sono ancora in contatto... mentre in altre circostanze molti erano sempre pronti a raccontare (anche con cuore sincero) "sai che bello siamo stati lì... siamo stati là... il Papa ha detto..." ora SILENZIO, minimizzazione...
    Domanda: è imbarazzo misto a qualche dubbio? o è un silenzio imposto dall'alto?

    Etneo

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  12. Vero

    Tutto sta scivolando in una terra arsa, inquietante e oscura, chiusa.

    Ha esaurito tutto Kiko, sta prosciugando un pozzo vuoto di sola acqua stagnante.

    Stiamo a vedere, osserviamoli con attenzione, capiremo meglio.
    Il carrozzone scricchiolante verrà giù in un botto, tutto insieme.

    Pax

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  13. Ma pensate fin dal 1974 - Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Nel 1974, la Congregazione pubblicava su Notitiae, il suo bollettino ufficiale, una nota laudatoria sulle celebrazioni eucaristiche del Cammino neocatecumenale:

    « Tutte le riforme, nella Chiesa, hanno apportato nuovi principi e promosso nuove norme, che hanno tradotto in pratica gli intenti della riforma stessa.

    Così accadde dopo il Concilio di Trento; né poteva essere diversamente ai giorni nostri. Il rinnovamento liturgico incide profondamente sulla vita della Chiesa. C'è necessità che la spiritualità liturgica germini nuovi fiori di santità e di grazia, nonché di apostolato cristiano più intenso e di azione spirituale.

    Un modello eccellente di questo rinnovamento si trova nelle «Comunità neo-catecumenali» che sorsero a Madrid, nel 1962, per iniziativa di alcuni giovani laici, con il permesso, l'incoraggiamento e la benedizione dell'eccellentissimo Pastore madrileno, Casimiro Morcillo. Le comunità hanno lo scopo di rendere visibile nelle parrocchie il segno della Chiesa Missionaria, e si sforzano di aprire la strada all'evangelizzazione di coloro che hanno quasi abbandonato la vita cristiana.

    A questo fine i Membri delle «Comunità» cercano di vivere più intensamente la vita liturgica cristiana incominciando dalla nuova catechesi e dalla preparazione «catecumenale», percorrendo cioè, con un cammino spirituale, tutte quelle fasi, che, nella Chiesa primitiva, i catecumeni percorrevano prima di ricevere il sacramento del battesimo. Poiché si tratta non di battezzandi, ma di battezzati, la catechesi è la medesima, ma i riti liturgici si adattano allo stato di cristiani battezzati secondo le direttive già date dalla Congregazione per il Culto Divino.

    Le «Comunità» nelle parrocchie vengono erette sotto la direzione del parroco. I membri, una volta o due la settimana, si riuniscono per ascoltare la parola divina, per avere colloqui spirituali, per partecipare all'Eucaristia. »
    (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Notitiae, 01/08/1974)

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  14. Simone scrive:
    "Non è vero diciamo che FUORI dalla Chiesa non c'è Dio. TUTTE le altre realtà ecclesiali sono valide alla stessa stregua del Cammino."

    Benissimo, allora Simone potrà agevolmente commentare una frase, una delle tante, di don Pezzi, pronunciata nel corso di una catechesi ai giovani neocatecumenali in occasione della GMG di Filadelfia:
    "Raccomando soprattutto ai giovani e soprattutto nell'età della adolescenza con il problema della sessualità, si sviluppano i ragazzi, le ragazze vanno in crisi, qualcuno lascia il cammino.
    Io dico coraggio, tutta questa lotta serve per maturare la fede. Io so che molti...che alcuni che escono dal cammino poi tornano più umili,...dopo aver sperimentato L'INFERNO che dà il mondo. Tornano alla casa del padre come il figlio prodigo".
    Grazie per il commento e la spiegazione che vorrai darci.

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    1. E' chiarissimo come Padre Mario si riferisce a chi lascia il cammino e lascia però anche la Chiesa. Infatti SENZA Dio si sperimenta l'inferno. Così come il figliol prodigo che va via dalla Casa di suo Padre. NON dobbiamo dimenticare che parla a giovani del cammino neocatecumenale non sta parlando ad una folla di fedeli induistinta. NON DICE AFFATTO che chi non è nel cammino non si salva. Dice: chi non è nella Casa del Padre sperimenta l'inferno, così come quel figlio della parabola.

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    2. Il linguaggio non è casuale. Ricordo che don Pezzi sta parlando a dei giovani e quindi ogni sua parola ha un impatto ancor più deflagrante che se lo ascoltassero degli adulti, con più filtri mentali di un adolescente: sta dicendo loro che se lasciano il cammino sperimenteranno l'inferno: il cammino, non la Chiesa. E fosse pure la Chiesa (che non è, bisogna capire proprio ciò che non viene detto), sarebbe una frase minacciosa e costrittiva, esattamente il contrario di ciò che raccomanda il Papa, che esorta a scegliere nella piena libertà.
      Comunque, noi sappiamo benissimo cosa volesse dire don Pezzi, esattamente la stessa cosa che già diceva Kiko quasi cinquant'anni fa e che migliaia di catechisti hanno ripetuto a centinaia di migliaia di persone e che pure tu conosci anche troppo bene, come anche noi la conosciamo.
      Cito solo una delle tante frasi, dallo Shemà, mamotreti non corretti ma, da ciò che dice lo stesso Pezzi nel 2015, ancora tanto, troppo attuali.
      Kiko afferma: "Ora fratelli vi diciamo: che forse da quella convi-
      venza dipendeva tutto il vostro cammino catecumenale. Da que-
      sta convivenza dipende ora, forse, tutto il vostro futuro
      . E’
      l'oggi, non è il domani. Non è “domani mi convertirò". E’ ora.
      Questa convivenza ti dice "Svegliati perché viene lo
      sposo”. E se non prendesti olio nel primo scrutinio approfitta
      per prenderlo ora, non accada che tardi ancora un poco e torni
      a spegnersi e allora è la fine.
      Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti viene il secondo scrutinio e sai dove sei? Te lo voglio dire: capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla. Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta. Ed è già un mese che non vieni in comunità. Da tempo le cose non andavano bene. Si chiuse la porta, i più entrarono e la loro vita cambiò realmente, riempiendosi di allegria e tu ti trovi nei guai, come tanta gente."
      Il futuro è identificato con il prosieguo del cammino neocatecumenale. L'assistenza nei confronti di un parente, opera di carità, ti "chiude fuori" dal cammino (non dalla Chiesa, dal cammino!) e allora è la fine.
      La fine! Ora, prova a spiegare questo.

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    3. Nostro Signore aveva parole di comprensione per tutti i peccatori.

      Solo con una categoria era durissimo.

      Con gli ipocriti.

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    4. "Nostro Signore aveva parole di comprensione per tutti i peccatori." Sono assolutamente d'accordo, questo non vuol dire che non si sperimenta l'inferno se si sta lontani dalla Casa del Padre. "Il futuro è identificato con il prosieguo del cammino neocatecumenale" Questa è una TUA interpretazione. "L'assistenza nei confronti di un parente, opera di carità, ti "chiude fuori" dal cammino (non dalla Chiesa, dal cammino!) e allora è la fine." Altra tua personalissima interpretazione. Il punto infatti NON è che tu vada a trovare o no la tua parente ma il fatto che tu ti allontani da Dio. Anche Gesù dice lascia che i morti seppelliscano i morti. Le opere di carità le puoi fare SEMPRE quando vuoi o no?

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    5. Certo che, così come la spieghi tu, la cosa appare, se possibile, ancor peggiore.
      Cioè tu dici che non partecipare al secondo passaggio perché hai delle responsabilità familiari non è un pregiudicare il prosieguo del cammino neocatecumenale, ma è un allontanamento da Dio.
      Così chiaramente non si era espresso neppure Kiko, complimenti.

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    6. No,
      le opere di carità non le puoi fare "quando vuoi", le puoi fare SE vuoi, quando ce n'è BISOGNO .. non si programmano a tavolino come le convivenze NC.

      Ti raccomando la parabola del "buon samaritano".

      "nell’adempimento del proprio dovere c’è la santità."
      (scritti di Luisa Piccarreta - serva di Dio)

      Roberta

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  15. Simone sei peggio di un disco rotto! Qualsiasi sia il tema di un post tu ripeti sempre le medesime cose! Ti si è autorizzato il cervello? Prova rispondere alle molte domande che ti sono state poste, prova a dire qualcosa di tuo sull'argomento proposto! Provaci!

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    1. Mons. Juan Ignacio Arrieta, Segretario del Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei Testi Legislativi e professore ordinario di Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, nonché giudice del Tribunale ecclesiastico dello Stato della Città del Vaticano e consultore di vari Dicasteri della Curia Romana, in un suo intervento alla convivenza di inizio corso del 25-28 settembre 2008 a questo proposito ha affermato:

      « A differenza del testo del 2002 gli Statuti ora approvati affermano la personalità giuridica pubblica del Cammino neocatecumenale (art.1, comma 3), erezione che avvenne per iniziativa del Pontificio Consiglio per i Laici, con Decreto del 28 ottobre 2004. Il punto è di particolare rilevanza perché ci porta alla vera novità che, qua e là, emerge dai nuovi Statuti. Quale rilevanza pratica può avere adesso l'erezione della personalità giuridica pubblica?
      A mio modo di vedere, la maggiore conseguenza di questa personalità pubblica, applicata all'itinerario di formazione neocatecumenale, riguarda la particolare autorevolezza ecclesiale con la quale, sotto la direzione dei Vescovi diocesani, s'impartisce finora il Cammino, e nel particolare impegno che, di conseguenza, si assume, perché esso sia proposto, come risultava prima ma adesso con rinnovato impegno giuridico, per mezzo di persone particolarmente selezionate e appositamente formate. Quindi essere riconosciuti persona giuridica pubblica vuol dire che il Cammino agisce con l'autorità e a nome della Chiesa. » .... Ora provate a rispondere VOI. A pieno titolo nella Chiesa. Altrochè

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    2. Volevo scrivere atrofizzato il cervello,

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    3. Il caro fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo continua a fare lo gnorri, e c'è persino da compatirlo: lo tengono sott'occhio, perciò tutto quello che può fare è copiaincollare la solita propaganda neocatecumenale, come la Nota Laudatoria del '74 (quando le comunità neocatecumenali in tutto il mondo non erano neanche una decina in totale, e quindi si nascondevano molto meglio che oggi) e il parere di Arrieta.

      Ora, il punto è che qui nessuno ha negato gli Statuti: abbiamo solo detto che la patente di guida non ti autorizza a infischiartene del Codice della Strada.

      La "comunione seduti" è a pieno titolo una pratica anti-liturgica che per di più riduce Nostro Signore a una specie di "sacro gadget", peraltro vietata dallo Statuto del Cammino (articolo 13, nota 49), e che pertanto dimostra che i fratelli del Cammino ubbidiscono a Kiko anche quando Kiko va contro la Chiesa.

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    4. Simone Simone, sono passati DIECI anni da quel discorso e sai l'unica cosa che hanno capito? Che possono fare quello che vogliono tanto agiscono in nome e per conto della Chiesa. Quello che, purtroppo, e non dimenticartelo MAI, purtroppo con il cuore che sanguina, stà accadendo proprio da quel momento è che in moltissimi frangenti non si opera come Chiesa, la conseguenza è il discorso del Papa così distante. Simone leggiti TUTTI i discorsi di tutti i Papi al cnc da Paolo VI in poi....e rimarrai delusissimo da quest'ultimo.
      Nel tempo della presunta "maturità" del cnc arriva questa sberla epocale, tanto ha fatto male che ho sentito con le mie orecchie critiche verso il Papa per non aver citato gli iniziatori, ecco perchè vanno a testa bassa, se ne sono accorti tutti anche senza andare a confrontare i discorsi fatti ad altri.

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  16. Ti dico non vengono pubblicati 1/3 dei miei commenti. Che ci posso fare? Ma voi quando rispondete?

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    1. I copiaincolla non vengono pubblicati.

      Nemmeno vengono pubblicati i tentativi di far perdere tempo al prossimo, salvo quando sono utili a mettere puntini sulle "i" a beneficio dei tanti lettori che non intervengono mai.

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  17. Simone "a pieno titolo" se rispettasse gli Statuti! Ma non lo fa!

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  18. Simone Voltaggio ha detto: "Ti dico non vengono pubblicati 1/3 dei miei commenti"

    E ci voglio credere! Ma cosa credi, di stare in una catechesi NC in una saletta dove parli solo tu?
    E poi: la storia di padre Groppo l'abbiamo sentita cento volte da un innominabile. Sicuro che ti chiami Simone, tu? Sicuro che non ti chiami Pasquale? E, se ti chiami Simone, non sai far meglio che che copiare da Wikipedia?
    Segue sulla citazione di p. Groppo :/:

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    1. "La novità di queste catechesi e il criterio fondamentale per la loro interpretazione è costituito dal fatto che sono espressione orale di un'esperienza vissuta di fede e di conversione e che pertanto si tratta di un linguaggio esistenziale, la cui verità non va ricercata nella singola frase, ma nel contesto generale: un'esperienza vissuta intensamente non si presta a formulazioni teoriche nitide, ma si esprime sempre in modo un po' caotico, con frequenti ripetizioni, con il ricorso a paradossi, più per immagini che per concetti."

      Innanzitutto il contesto generale dei mamotreti è chiarissimo e non è in contraddizione con le singole frasi: la dottrina esposta nel particolare e nel generale è una dottrina fondata sulla mistificazione di Gv 9. Che il fango secondo Kiko sia la fondamentale "verità" della formazione NC non lo dico io, lo dice Kiko che definisce la sua catechesi il tempo e l'immagine del Cammino.
      In secondo luogo, una esperienza personale di fede, qualsiasi essa sia, specie se elaborata e spiegata secondo le idee di un esistenzialista sartriano, non può essere oggetto di una catechesi rivolta a persone della più diversa estrazione sociale e culturale.
      In terzo luogo, i mamotreti affrontano questioni di natura teologica, pastorale, storica: come si fa a sostenere che queste possono essere espresse con un linguaggio "un po' caotico, con frequenti ripetizioni, con il ricorso a paradossi, più per immagini che per concetti"? Questa di padre Groppo (pace all'anima sua e una prece, naturalmente) mi rammenta le pennellate impressionistiche di Kiko, il concetto è il medesimo. Credo che si siano confrontati ;-)

      Infine: una catechesi si interpreta? A me pare che una catechesi debba spiegare, non che essa stessa debba essere oggetto di interpretazione. Figuriamoci poi da chi: dai "lontani"? Dalle persone semplici alle quali il Cammino dice di riferirsi?

      Tutto ciò eresie a parte, naturalmente, perché con tutto il rispetto per p. Groppo, la CdF quelle immagini del tabernacolo inutile ecc. eccetera eccetera le cancellò.

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  19. Credo che molti interventi non vengano pubblicati perché assolutamente fuori tema, si tratta di vecchie questioni che abbiamo analizzato migliaia di volte e non vedo l'opportunità di riesumarle ogni volta.
    Il tema oggi è questo: ci siamo resi conto dell'atteggiamento del Papa completamente mutato nelle sue visite del 10 maggio a due realtà laiche, i focolarini e Nomadelfia.
    Quanto sul palco dei neocatecumenali era stato imbronciato e scostante, tanto in Toscana è stato aperto e comunicativo.
    In ambedue i casi ha reso omaggio ai fondatori, un sacerdote "ribelle" come è stato don Zeno Saltino, e Chiara Lubich, mentre Carmen Hernandez non è stata neppure nominata.
    Ha riconosciuto alle radici dei Focolari la forza rinnovatrice del Concilio Vaticano II, mentre dai Neocatecumenali, che si vantano di incarnarlo, non ne ha voluto parlare.
    A Nomadelfia ha individuato il valore rivoluzionario di un'esperienza di vita comunitaria, a Tor Vergata ha "dimenticato" persino che il cammino sia fondato sulle comunità.
    In Toscana ha salutato le autorità presenti, a Roma ha snobbato Vescovi e Cardinali. A Nomadelfia e tra i focolarini ha parlato a braccio, con i Neocatecumenali ha letto pedissequamente, senza quasi neppure alzare lo sguardo.
    Queste differenze sostanziali fanno capire che papa Francesco si è stufato della disobbedienza del Cammino e che gli sono arrivate all'orecchio ormai troppe malefatte delle sue gerarchie e dei suoi catechisti d'assalto.

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  20. Senti Simone ti rispondo con una cosa semplice, semplice. Elementare.

    Il Cammino, all'inizio, col suo forte impatto, con le sue conversioni eclatanti, pareva un vento nuovo.
    La Chiesa lo ha osservato e lo ha seguito e ha fatto ciò che sempre fa, ossia incanalarlo, indirizzarlo.

    Dalle tue autorevoli citazioni colgo due cose.

    Sotto la guida dei Parroci.
    Sotto la responsabilità e autorità dei Vescovi.

    Ebbene, questo è ciò che il Cammino non ha MAI rispettato, di fatto.
    Perchè la parola di Kiko, che conta più di tutto il resto lì dentro, dice:

    "Non c'è Cammino Neocatecumenale, senza obbedienza ai catechisti"

    Il problema è che i catechisti non si sono mai orientati sulle linee nè dei Parroci, nè dei Vescovi, quando queste erano difformi o si differenziavano dalle "linee degli Iniziatori".

    Il capolavoro lo completava poi la compianta Carmen, che diceva spesso, anche ai presbiteri - ordinati o no nei Redentoris Mater -:

    "Tu obbedisci al Vescovo o a noi?"

    Questo ha prodotto il disastro di Fabio Rosini e di tanti.
    Diciamo, senza tema di smentita, i migliori.
    Nel Cammino i migliori li hanno fatti fuori, i peggiori sono rimasti.
    Un esercito di Kapò (nel gergo Lagersprache indica il prigioniero di un campo di concentramento nazista al quale era affidata la funzione di comando sugli altri deportati), una cosa orrenda.

    Il discernimento di Carmen passava per...
    "Non possiamo mandarvi da nessuna parte, se non siete uniti a noi!"
    Che espressione! Provate a interpretarla.

    Ma di cosa parliamo?

    Ti assicuro, era davvero triste. Ci avevano detto, tanti, tanti anni prima: "Amore al Papa e alla Chiesa!"
    Cosa che io e altri ci siamo proprio preoccupati di fare, per poi sentirti accusare, da Carmen sempre, cosa capitata a me personalmente:
    "E tu! Che sei amichetta di Vescovi e Parroci!"
    E giù botte!

    Pax

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    1. Relativamenyte all'obbedienza ai catechisti dobbiamo distinguere due piani. Quello istituzionale e poi quello spirituale. Dal punto di vista istituzionale, i catechisti sono i garanti del cammino. Gli statuti, che è necessario prendere come fonte, parlano chiaro in proposito. Per la buona riuscita del percorso è necessaria questa obbedienza. Dal punto di vista spirituale invece è sempre possibile disobbedire ai catechisti che tuttavia hanno il dovere di fronte a Dio di avvertire, ammonire, altrimenti assolverebbero male la loro missione. Senza obbedienza ai catechisti, gli Statuti sarebbero una barzelletta. Ognuno farebbe come gli pare. Gli statuti conferiscono ai catechisti l'autorità e la responsabilità della buona riuscita del percorso. Può darsi che chi si definisce ex non sia chiamato a prosguire il Cammino. Non perchè sia inferiore o cristiano di serie B, semplicemente il Signore ha stabilito per quella persona un percorso diverso altrettanto valido e sapete di queste persone ne conosco tante anche fra i cosiddetti "figli del cammino". Lo spirito è questo, qualunque catechista del cammino che disattende a questa linea, non ha capito NULLA di cosa sia il Cammino.

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    2. Stai confondendo nuovamente ciò che dovrebbe essere in teoria con ciò che da cinquantaquattro anni realmente avviene.

      Dal punto di vista spirituale i cosiddetti "catechisti" valgono zero. La loro nomina a "catechisti" del Cammino non dipende da fattori oggettivi (preparazione teologica, spessore spirituale, disponibilità a servire la Chiesa, attitudini umane adatte...) ma solo dalla loro fedeltà a Kiko. In qualità di laici non hanno il diritto di arrogarsi prerogative sacerdotali, né esigere ubbidienza. E nei rari casi in cui sono sacerdoti, ugualmente non hanno il diritto di imporsi ad anime che non li hanno liberamente e coscientemente scelti. Invece queste cose sono sempre avvenute nel Cammino. Non è che dei vescovi di tanti posti diversi (Ecuador, Italia, Inghilterra, Giappone...) all'improvviso si svegliano e senza motivo contestano al Cammino certe pessime pratiche.

      Dal punto di vista istituzionale stai confondendo ciò che loro possono proporre con ciò che loro effettivamente hanno sempre imposto. Nella mentalità neocatecumenale il cosiddetto "catechista" è una specie di semi-dio con tutta una serie di bizzarri privilegi da satrapo persiano (ad esempio abbiamo riportato il suo diritto al tavolo imbandito meglio degli altri alle convivenze - scena a cui ho assistito io stesso con questi miei occhi -, fino al poter molestare sessualmente le bambine dei fratelli delle comunità, facendo poi imporre a questi ultimi di non denunciarlo, con la scusa che un imprecisato "dio" invierebbe punizioni se parte la denuncia).

      Sull'ubbidienza allo Statuto dici il vero (chi fa il Cammino dovrebbe teoricamente conoscere e seguire lo Statuto, per esempio l'articolo 13 con la nota 49 che proibisce la carnevalata liturgica del sabato sera), ma come al solito è una mezza verità perché stai astutamente sottintendendo che lo Statuto elencherebbe tutte le storture del Cammino testimoniate lungo mezzo secolo.

      In pratica è il Cammino stesso a disubbidire allo Statuto (con le carnevalate liturgiche, con l'atteggiamento passivo-aggressivo nei confronti dei vescovi o direttamente in guerra contro questi ultimi), e noialtri qui non facciamo altro che ricordarlo, testimoniarlo e soprattutto documentarlo.

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    3. Infatti, lo dice Simone stesso:

      "Senza obbedienza ai catechisti, gli Statuti sarebbero una barzelletta",

      anzi direi che gli statuti vengono presi sul SERIO solo da chi è fuori dal CN ma NON da chi al suo interno comanda .. Infatti tali capi NC proprio così li intendono gli statuti: una barzelletta .. La vera cosa "seria" per loro è l'obbedienza ai catechisti.

      In effetti fa 1 po' ridere (piangere) la precedente affermazione di Simone accostata a quella che fa successivamente:

      "Gli statuti conferiscono ai catechisti l'autorità e la responsabilità della buona riuscita del percorso."

      Ma allora .. è l'obbedienza ai catechisti che "garantisce" gli statuti, (come dice nella prima affermazione), o sono gli statuti che conferiscono autorità ai catechisti (come dice nella seconda )?

      E, nel secondo caso, precisamente QUALE autorità viene loro conferita?

      Oltre agli aspetti, innumerevoli volte citati, riguardanti l'Eucaristia (gli statuti danno autorità di modificare a piacimento la liturgia della Messa?) e della mistificazione della Parola di Dio (gli statuti danno autorità di interpretare i passi evangelici in modo difforme dalla Chiesa?) vorrei risottolineare l' "autorità" di intromettersi, e intromettersi in malo modo, senza carità (quando la Parola di Dio raccomanda che ogni testimonianza e insegnamento vanno dati usando CARITÀ e rispetto) nella vita intima delle persone.

      Dice il loro statuto (Art.28 - 4°):

      "durante gli scrutini di passaggio da loro guidati [i catechisti] devono mantenere il massimo rispetto per gli aspetti morali della vita intima dei neocatecumenali che rientrano nel foro interno della persona".

      Questa indicazione NON viene rispettata, e non in "casi isolati" ma proprio come PRASSI ovunque, come può testimoniare qualunque persona, di qualsiasi parte del mondo che sia stata dentro al CN.

      Altro che
      " qualunque catechista del cammino che disattende a questa linea, non ha capito NULLA di cosa sia il Cammino." ..

      .. a me pare che l'abbia capito fin troppo bene..

      .. e intanto se ne ride di quella che per lui altro non è che la "barzelletta degli statuti "

      Roberta

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  21. Credo che il Papa non abbia potuto dire niente perché, al di là delle favole di Simone, a Tor Vergata Kiko ha voluto essere il vero protagonista. Alla faccia di "Viva il Papa" a Kiko non frega niente della Chiesa, che gli è utile finché lo aiuta a realizzare il suo progetto.
    Simone segue uno che dice PUBBLICAMENTE "Tu pensi che mi canonizzeranno?" e poi viene qui a pontificare di Groppo, Bugnini (massone) e Arrieta...
    A Tor Vergata il Papa è stato trattato come un ospite invece che come il padrone di casa.

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  22. SIMONE VOLTAGGIO:

    sei comico. Io non emetto giudizi, mi attengo ai FATTI:
    Fatto n. 1: voi fate la Comunione TUTTI INSIEME e SEDUTI
    Fatto n. 2: fare la Comunione seduti e tutti insieme è PROIBITO DALLA CHIESA.
    Non ho bisogno di aggiungere altro.

    Mi citi un documento o un discorso del Papa in cui si concede al Cammino di fare la Comunione così?
    Senza concessione, voi DISUBBIDITE (questo è il terzo fatto).

    I frutti di questo sono gli ex che sono molti di più dei camminanti. Tra una ventina di anni il Cammino è sparito. Fattene una ragione

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    1. La disubbidienza neocatecumenale in materia liturgica è talmente radicata che nelle comunità avvengono eccessi mostruosi - come riportato ad esempio nella testimonianza "Suonava la chitarra col pane consacrato in mano".

      In nessuna parrocchia e nessun altro movimento ecclesiale si sono mai sentite simili abominazioni contro il Corpo di Cristo.

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  23. "sei comico. Io non emetto giudizi, mi attengo ai FATTI" . La comunione avviene sotto le DUE specie. Pertanto l'affermazione "Fate la comunione tutti insieme e seduti" è TECNICAMENTE sbagliata. I problemi pratici per cui non ci si comunica contestualmente alla ricezione (cfr "ricevono la comunione in piedi rimanendo al proprio posto") della specie pane (ovvero del Corpo del Signore) sono talmente chiari che non ci sarebbe bisogno di ulteriori spiegazioni che nel prosieguo comunque proverò a formulare.

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    1. Ah Simone, quelli che tu chiami "problemi pratici" semplicemente NON ESISTONO. Sono SCUSE. Ti ho già detto che il Giovedì Santo nella mia parrocchia si fa la comunione con il Pane azzimo. SEMPRE IN PROCESSIONE. E nessuno, dico NESSUNO (nemmeno i più vecchi) ha mai avuto problemi. DI CHE COSA STAI PARLANDO?

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    2. Sono curioso di sentire la tua spiegazione nel prosieguo.
      Purché non sia del tipo "non possiamo comunicarci subito, perché dobbiamo aspettare che lo faccia prima il sacerdote, come previsto dai Libri Liturgici".
      No... Perché sarebbe sufficiente che il sacerdote si comunicasse prima della distribuzione, come del resto avviene in tutto il resto della Chiesa, e avreste già risolto il problema.
      Il fatto poi che la Chiesa prescriva l'assunzione della Comunione appena ricevuta come la inseriamo nella vostra prassi?
      Grazie

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    3. L'affermazione "comunione seduti e tutti insieme contemporaneamente" è esatta. Per verificarla, basta partecipare ad una qualsiasi celebrazione neocatecumenale oppure visionare un qualsiasi video prodotto dai neocatecumenali stessi.

      In realtà può bastare persino una sola foto, dove si osservano neocatekikos seduti con in mano la particola, in attesa che scatti il segnale manducatorio.

      Ad onta del fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo valga il salmo 8 insieme alla testimonianza di una bambina di due anni riportata - insieme ad una foto come sopra descritto - in questa pagina blog "Dai, papà, mangia!".

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    4. 1- "...per mezzo di persone particolarmente selezionate e appositamente formate..."
      Chi, i kikatekisti? AHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!!!
      Ma non lo vedi che sei ridicolo?

      2- "...Pertanto l'affermazione "Fate la comunione tutti insieme e seduti" è TECNICAMENTE sbagliata..."
      Ma non lo vedi che sei un ipocrita?

      3- Tante domande e zero risposte tue.
      Ma non lo vedi che hai la coda di paglia?

      Bravo adulto nella fede, illuminato e discernente, buono solo a mentire. Degno discepolo di Sankiko patrono degli ipocriti.
      Grazie per aver testimoniato cosa sono i neocat duri e puri.


      Ai piccoli neocat in buona fede

      E' gente come questo Simone che pretenderà di darvi ordini perentori sulla vostra vita, sulla vostra famiglia, sul vostro matrimonio, sui vostri beni, sul vostro lavoro, sulla vostra sessualità, sulla vostra vocazione, sui vostri figli, sulla vostra spiritualità.

      Come potete constatare leggendo le ultime discussioni, gli individui come Simone sono incapaci di argomentare alcunché, sviano in tutti i modi i problemi, non rispondono mai a nulla, mentono sapendo di mentire, sono ignoranti in materia di fede come cucuzze.
      La loro "formazione" si riduce ad aver fatto gli uditori due volte al passaggio che vi fanno fare, ed a ripetere a pappagallo i Mamotreti nella versione non corretta.

      Ne volete la prova? Provate a chiedere conto delle tante balordaggini di cui si parla in questo blog, vedrete che reazione.

      Eppure sono questi che pretenderanno da voi obbedienza assoluta. Ve lo urleranno tra qualche scrutinio a notte fonda. salvo caricarvi nel frattempo di sensi di colpa e di obblighi, alleggerendovi nel frattempo dei vostri beni, punto fondamentale del Cammino.
      Ne volete la prova? Quando farete il secondo scrutinio e vorranno imporvi la decima, dite loro che fate già opere di carità.
      Vi chiedono quali? Rispondete che vi attenete al precetto evangelico del "la mano destra non sappia cosa fa la sinistra".
      Infine aggiungete che nello Statuto non si parla di decima, nemmeno facoltativa.
      Vedrete i vostri kikatekisti trasformarsi in furie.

      Pensate bene a quel che fate.

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    5. "comunione seduti e tutti insieme contemporaneamente" ... (ps comunione che avviene sotto le due specie, ripeto sotto le DUE specie), pertanto SOSTENERE che la COMUNIONE avviene tutti insieme e seduti è TECNICAMENTE sbagliato. Del resto noi RICEVIAMO il Corpo del Signore IN PIEDI e NON SEDUTI.

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    6. Io più semplicemente chiederei loro la differenza tra peccato veniale e peccato mortale. E poi ci facciamo 4 risate (si fa per dire.. È una tragedia)

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    7. "Ridicolo", "ipocrita", "bravo solo a mentire" "Tante domande e zero risposte tue.
      Ma non lo vedi che hai la coda di paglia?"
      "E' gente come questo Simone che pretenderà di darvi ordini perentori sulla vostra vita, sulla vostra famiglia, sul vostro matrimonio, sui vostri beni, sul vostro lavoro, sulla vostra sessualità, sulla vostra vocazione, sui vostri figli, sulla vostra spiritualità."

      Grazie dei complimenti (in realtà insulti), ricordati che qui dentro io NON ho insultato NESSUNO. "Sviano in tutti i modi i problemi, non rispondono mai a nulla". Ho invece risposto eccome, forse in un modo che non vi piace ma ho SEMPRE risposto. "Sono ignoranti in materia di fede come "cucuzze". Anche con questo mi offendi, non solo offendi me ma anche la Chiesa. ... "La loro "formazione" si riduce ad aver fatto gli uditori due volte al passaggio che vi fanno fare, ed a ripetere a pappagallo i Mamotreti nella versione non corretta." Non sai di cosa stai parlando. Parli dell'uso della versione non corretta. La formazione dei catechisti nel Cammino avviene invece in modo permanente.
      "Eppure sono questi che pretenderanno da voi obbedienza assoluta" Che tipo di obbedienza?I catechisti sono i garanti. Questo comporta una responsabilità come dicono gli Statuti, che il Cammino venga fatto in un certo modo.

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    8. "...ho SEMPRE risposto..."

      Ribadisco che sei un ipocrita fornito di coda di paglia.
      Non hai risposto a niente.

      Piantala con le tue patetiche bugie sui kikatekisti garanti. A noi ex non ce la racconti.

      "...non solo offendi me ma anche la Chiesa..."
      Ti identifichi con la Chiesa come il tuo padrone Sankiko megalomane?

      Vergognati.

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    9. Riguardo al fratello Simone che giudica e insulta - come ad esempio quando blatera cose tipo "BPS conosce POCHISSIMO il Cammino" - è solo l'ennesima conferma della mentalità neocatecumenale, fatta di superbia (nel sentirsi migliori dei "cristiani della domanica") e di arroganza (nel rifiutarsi di ascoltare le ragioni della Chiesa, indipendentemente dal fatto che vengono proposte su questo blog).

      Ma andiamo ad argomenti più importanti.

      Solo nel Cammino esiste l'ipocrisia del distinguere tra il "ricevere" e il "manducare". Che non è solo ipocrisia ma è anche un offendere Dio: riepiloghiamone i motivi.

      Vedi, Simone, lo so che ti rifiuterai di leggere queste poche righe - qualche fedele cattolico le noterà e capirà di che pasta sei fatto, capirà a quali conseguenze ti porta la mentalità neocatecumenale.

      Dunque: il «fare la Comunione» è un gesto personale, è qualcosa che riguarda esclusivamente la singola anima e il Signore, avendo come unico intermediario il sacerdote che le amministra il sacramento. Un gesto personale che riguarda direttamente la propria salvezza.

      Il separare la "ricezione" dalla "manducazione" cancella la caratteristica "personale" del gesto (poiché riduce il "ricevere" ad una "distribuzione") e la trasforma abusivamente in "comunitaria". Cioè degrada il Corpo di Cristo a una specie di sacro snack inteso a simboleggiare l'unità fraterna della comunità. Degrada il Corpo di Cristo a una specie di "sacro snack" anche se a parole proclamasse il contrario.

      Dato che la Comunione è completa anche sotto una singola specie, ne segue che nel momento in cui hai manducato la particola hai già fatto la Comunione, anche se poco più tardi nel contesto della stessa Comunione riceverai pure il Vino consacrato (cosa che non "raddoppia" la Comunione, né ne aumenta la qualità).

      Ora, la saggezza della Chiesa lungo innumerevoli secoli, quale è stata? È stata questa:
      - Comunione sotto la sola specie del pane, con le ostie piccole, amministrata dal sacerdote a coloro che espressamente si recano a riceverla
      - in casi di solennità particolari, possibilità di entrambe le specie ma "per intinzione" (che oltre a essere meno rischioso è anche più igienico)
      - tutte le precauzioni possibili per evitare dispersione di frammenti e gocce (esempio: il cosiddetto "piattino").

      Il Cammino Neocatecumenale, sprezzante del Santissimo Sacramento, ha cancellato tutto questo e su ispirazione di satana ha introdotto:
      - con la scusa dei primi cristiani, l'utilizzo di pagnottone sbriciolose secondo la ricetta dello chef Kiko;
      - con la scusa delle due specie, l'utilizzo di insalatiere ottagonali designed by Kiko;
      - con la scusa del distinguere la ricezione dalla manducazione, il sequestro del Corpo di Cristo e l'attesa da seduti che scatti il segnale manducatorio, seguito dalla Comunione sempre da seduti; per di più riducendo la Comunione a gesto di unità fraterna.

      Vedi, in pochi gesti c'è tutta una teologia.

      Se i neocatecumenali non fossero idolatri e ignoranti, si domanderebbero come mai lungo tantissimi secoli i santi hanno nutrito la propria anima seguendo il metodo della Chiesa anziché un metodo inventato e fondato su scuse ridicole.

      Un ricordo personale. Una donna di Rinnovamento una volta mi chiese cosa si potesse proporre al sacerdote, per la loro liturgia comunitaria, per vivere più specialmente la Comunione. Le risposi che si poteva ricevere "in ginocchio e alla bocca, come si faceva una volta, come facevano i santi". Ne fu entusiasta e volle proporlo al sacerdote.

      Non so come andò a finire ma notai che non aveva preclusioni, pur essendo convinta che la "loro" liturgia fosse migliore di "quella della parrocchia". Nella mentalità del suo movimento, l'argomento «come facevano i santi» è valido.

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    10. Aggiungo qualche precisazione.

      Il problema delle pagnottone sbriciolose neocatecumenali non è nella quantità di materia utilizzata, ma nel fatto che per quella quantità il metodo è sbagliato. Infatti in altre occasioni abbiamo visto anche Papi e cardinali celebrare con le "ostie grandi"... ma sempre con grandissima attenzione ai frammenti e senza trasformare quella "quantità" in nuovo giocattolo sacro ad uso di fedeli annoiati.

      Insomma, il problema delle pagnottone neocatecumenali è che nella prassi invalsa delle comunità del Cammino disperdono frammenti e briciole - cioè compiono sacrilegi eucaristici (va detto pure che ciò non succede sempre, poiché tanti cosiddetti "ostiari" neocatecumenali preparano le pagnottone insaporendole con olio, olivette e aromi vari, cioè rendono quella materia invalida per la consacrazione; il che ci rallegra perché oltre ad evitare sacrilegi contro l'Eucarestia, evita anche il peccato diffusissimo nel Cammino di comunicarsi anche in stato di peccato mortale).

      Stesso discorso riguardo alle insalatiere ottagonali di Kiko, intese a trasformare la Comunione sotto le specie del vino in un abbeverarsi con immersione di baffi. Di tanti possibili errori sulla Comunione sotto le specie del vino, Kiko ha scelto il metodo peggiore.

      Kiko e Carmen sono sempre stati sostanzialmente nemici del Santissimo Sacramento. Nei primi anni del Cammino, mentre la Chiesa ancora celebrava liturgie "preconciliari" (in latino, Comunione "in ginocchio" e solo alla bocca, ecc.), hanno inventato e perfezionato la liturgia degli strafalcioni degradando la Comunione e banalizzando il Santissimo Sacramento. Non ce n'era alcun bisogno. è ovvio che la loro falsa fede inesorabilmente avrebbe prodotto una falsa liturgia.

      Nella liturgia cattolica - «unico culto a Dio gradito» - il sacerdote, in persona Christi, compie il sacrificio, e i fedeli che vi assistono, anche distrattamente, traggono beneficio spirituale per il solo fatto di essere presenti. Ogni fedele, entro le dovute disposizioni, può poi scegliere di accedere alla Comunione.

      Nella falsa liturgia neocatecumenale la comunità celebra sé stessa e l'idolo Kiko. Infatti, non solo canti, gadget, suppellettili sacra, stile liturgico, disposizione delle sedie, ecc., è tutto made in Kiko, ma lo stesso gesto della Comunione viene effettuato come gesto "comunitario", degradando il Santissimo Sacramento a uno strumento per simboleggiare l'unità fraterna e la mancanza di distinzione fra sacerdozio ministeriale e laicato (altrimenti non avrebbero avuto problemi a lasciare che -come comanda il Messale- il sacerdote si comunichi prima dell'assemblea).

      Aveva ben ragione padre Garbolino, ventisei anni fa, a definire il Cammion un arianesimo anti-eucaristico.

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  24. PS....vediamo quanto dura simone voltaggio prima di scoprire che sono sempre io....AOOOOOO. VE LO STO SCRIVENDO!!!
    E voi continuate a rispondere....
    ALLAORA È VERO CHE SIETE UNA MANICA DI COGLIONI

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    1. L'unico COGLIONE (sto usando le tue parole quindi non offenderti) sei tu che, nella maggior parte dei casi, hai molto tempo da perdere. Per fare cosa poi? Per "proteggere i piccoli" da noi brutti lefebriani sporchi e cattivi? Almeno noi "perdiamo tempo" citando il Magistero della Chiesa. A ualcuo gioverà. Chi ha orecchie per intendere intenda (sperando che non gli abbiate messo troppo fango dentro)

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    2. Ma chi sei Anonimo 16 maggio 2018 delle ore 09:04? Perchè vengono pubblicati i tuoi post, che insultano?

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    3. Piccolo promemoria tecnico: coloro che sono ossessionati dalla foga di lasciare commenti su questo blog lo fanno salire di "ranking" nelle ricerche Google (anche quando finiscono in "spam", poiché la piattaforma Blogspot è del gruppo Google, e quindi il motore di ricerca registra ugualmente l'interesse da parte di simili affezionati "lettori"). Qui non siamo su Facebook dove si può commentare astenendosi dal porre "Like".

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    4. Hahaha! Un altro con il complesso di Stanislao Moulinskj! 😂😂😂

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  25. @simone
    La ricevete in piedi e la manducate seduti tutti insieme. Nessun altro nell'orbe cattolico distingue tra ricezione e manducazione. Nessuno. E ribadisco "I problemi tecnici"sono una scusa.

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  27. SIMONE VOLTAGGIO:

    Sono perplesso. Ma ti stai rendendo conto di quello che dici? Non capisco perché non capisci.

    L'Istruzione Redemptionis Sacramentum, reperibile sul sito web della SANTA SEDE, proibisce non solo la Comunione seduti e tutti assieme, ma anche, ad esempio, consacrare un pane che NON sia azzimo. Se poi a tale pane è stato aggiunto olio o qualcos'altro, per la Chiesa non avviene la transustanziazione.

    Sullo Statuto approvati al Cammino viene concesso SOLO lo scambio della pace anticipato e il poter ricevere la Comunione al proprio posto ma IN PIEDI.

    Sta al Cammino adeguersi alle norme della Chiesa, non alle norme della Chiesa adeguarsi al Cammino.
    Sta a voi trovare i modi giusti se volete fare la Coimunione sotto le due specie: o per intinzione, e allora la Comunione va ricevuta direttamente in boicca, o, se possibile, le Paricole consacrate e il Calice passano insieme e allora, uno per uno, prima ci si comunica al Corpo, poi al Sangue di Cristo.

    La cosa che però deve essere chiara è che la Comunione NON va fatta seduti e TUTTI INSIEME

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    1. La comunione avviene sotto le DUE SPECIE. La comunione SE avviene sotto le due specie avviene sotto le due specie, pertanto dire che la comunione è completata quando ci si comunica soltanto alla specie pane non è corretto, perché c'è anche la seconda specie. E' molto chiaro. Dire facciamo la COMUNIONE seduti e tutti insieme quindi non è corretto quindi, perché la COMUNIONE è strutturata sotto le due specie, in due momenti. La specie vino la riceviamo DOPO il celebrante ed uno alla volta al proprio posto in piedi. Mi sono spiegato?

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    2. "la comunione è strutturata in due momenti".. Ohhh, finalmente l'hai detta. Non è questione di fantomatici "problemi tecnici". È proprio la struttura.
      Il problema è uno solo, caro Simone.
      La comunione Cattolica è "strutturata in maniera diversa" NESSUNO vi ha autorizzato a fare diversamente e fate "strutturalmente" qualcosa di esplicitamente vietato.

      Volete fare la comunione sotto le due specie? Nessuno ve lo vieta. Ma fatelo come fa tutta la chiesa. DOPO IL Celebrante e per intinzione.
      Che problemi avete a fare come vi dice la Chiesa?

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    3. La Comunione in sé è completa se ricevuta sotto una sola specie, e non è assolutamente vero che sia completa se ricevuta sotto ambedue le specie.
      Comunque sia è individuale, per cui andrebbe ricevuta individualmente sotto ambedue le specie, così come previsto, o per intinzione, o ricevendo il corpo e, subito dopo, il sangue di Cristo.
      In nessun caso il corpo di Cristo può essere tenuto in mano anche per dieci minuti e più come nelle Eucaristie allargate per poi consumarlo tutto assieme al sacerdote.
      Inoltre, nella Redemptionis Sacramentum, si prescrive di avere ogni cura per evitare, ad esempio, la condivisione del calice lì dove le circostanze creano ambiguità nella ricezione, oppure la situazione logistica non garantisce la sicurezza di quanto in esso è contenuto.

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    4. "La Comunione in sé è completa se ricevuta sotto una sola specie, e non è assolutamente vero che sia completa se ricevuta sotto ambedue le specie." Ovviamente qui la questione è TECNICA non sostanziale. Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che quando ci si comunica sotto una sola specie (quella del pane - cosa che riguarda sempre e solo un laico o un non celebrante), la comunione in sè è completa.

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    5. "dire che la comunione è completata quando ci si comunica soltanto alla specie pane non è corretto" (Simone)
      --------

      "La frazione del pane non divide Cristo: egli è presente tutto e integro in CIASCUNA specie eucaristica e in ciascuna sua parte" (CCC 1377)
      -------

      Simone vuole riscrivere da solo il Catechismo della Chiesa.

      Roberta

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    6. Quindi i celiaci che per anni, nel cammino, hanno ricevuto solo il vino, non si sono comunicati. Poveretti, Simone Voltaggio glielo dica.

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  28. Educatamente faccio notare che il signor Simone, per intervenire qui da quando interviene, ha cambiato ben tre account Google.
    In ogni caso vorrei spendere una parola a favore del VERO signor Simone Voltaggio: non è logorroico come il nostro. E non mi avrebbe mai chiesto di cancellare quel post nel quale (l'unica volta) ho avuto a discutere con lui perché quel post nel gruppo degli Albigesi era suo e fu lui stesso a cancellarlo.

    Simone Voltaggio, inoltre, non si sarebbe ridotto a citare il testo da Wikipedia, il cui autore è il famoso Zumbla ;-)

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    1. "In ogni caso vorrei spendere una parola a favore del VERO signor Simone Voltaggio: non è logorroico come il nostro." Chi mi conosce davvero sa chi sono davvero.

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    2. Chissà, magari il Groppo fa parte di una misteriosa e arcana "fonte Q" di Qiqo e Qarmen...

      p.s.: tanto per capire i soggetti, quando la propaganda kikiana dice «L'Osservatore Romano registrò ecc.», si tratta di un articolo dell'ineffabile Gennarini. Tanto per cambiare, se la son sempre cantata e suonata.

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    3. @ "Simone Voltaggio"
      Purtroppo per te, "Simone Voltaggio", chi ha scritto il virgolettato che hai citato sa anche altro; sa leggere per esempio. E ha letto che mai hai confermato di essere il Simone che lavora presso lo studio legale di Roma, preferendo giocare nell'ambiguità. Ora facciamo una cosa: tu lo confermi o lo smentisci. Dici cose concrete.
      In mancanza di conferma o smentita, io saprò come regolarmi, chi mi conosce veramente sa che io so come regolarmi per dissipare le ambiguità, riesco ad andare alla fonte ;-)

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  29. SIMONE VOLTAGGIO:

    continuo ad essere esterrefatto. Io non sto parlando di come voi pensate si debba fare la Comunione, ma della REDEMPTIONIS SACRAMENTUM.
    Parla chiaro: se la metti in discussione dillo. Ti apprezzerei per la sincerità. Sì sì, no no, il resto (i giri di parole che fanno confusione) viene dal maligno.

    Io ho fatto molte volte la Comunione sotto le 2 specie, ma sempre in piedi e dopo il sacerdote.
    Come vedi, come disse Frankenstein junior: "SI PUO' FAREEE!"

    Ripeto: sta a voi conformarvi alle regole. Se dovete rinunciare a qualcosa rinunciate. Se non rinunciate disubbidite.

    Una domanda: come vai a scuola?

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    1. "Non è questione di fantomatici "problemi tecnici". Si ci sono anche evidenti problemi tecnici. Mangiare il PANE azzimo, perchè di questo dobbiamo ragionare, contestualmente alla ricezione (oppure addirittura per intinzione, meglio sorvolare) comporta numerosi problemi. Redemptionis Sacramentum, si riferisce sempre alle ostie, mai a pane azzimo anche nel "48.] Il pane utilizzato nella celebrazione del santo Sacrificio eucaristico deve essere azimo, esclusivamente di frumento e preparato di recente, in modo che non ci sia alcun rischio di decomposizione. (...) Va da sé che le ostie devono essere confezionate da persone che non soltanto si distinguano per onestà, ma siano anche esperte nel prepararle e fornite di strumenti adeguati.[125]" Si riferisce chiaramente alle ostie e non al pane. Hai fatto la comunione sotto le due specie con ostia e vino, non con pane azzimo e vino. Mi sbaglio?

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    2. Sì che ti sbagli. Sei tutto immerso in tecnicismi.

      Partiamo perciò dal dato evidente.

      Il termine "pane azzimo" non indica le pagnottone. Infatti anche le "ostie piccole" sono pane azzimo.

      Per cui, tranne quando si parla di dimensioni e consistenza, non c'è differenza sostanziale nelle locuzioni "ostie", "ostie piccole", "pane azzimo", "materia del pane"... se non l'accento sulla consacrazione (nel qual caso indichiamo "Pane di vita eterna" anziché "pane", "ostia consacrata" anziché "ostia", "sotto le specie del pane", ecc.).

      Il pane azzimo smette di essere tale se viene preparato con altri ingredienti (lievito, uvette, aromi, olio, olivette, eccetera), cosa purtroppo avvenuta spesso nelle comunità del Cammino (abituatissime a considerare il Pane Eucaristico una specie di "sacra pagnottona", di cui possibilmente pulirsi le dita sui pantaloni e calpestare tranquillamente i frammenti).

      I neocatecumenali, già per il solo fatto di non voler fare come fa la Chiesa, sono in errore. Utilizzano pane azzimo di dimensioni e quantità notevoli: non è necessario per vivere bene il sacramento, ma loro lo fanno lo stesso perché Kiko e Carmen così hanno voluto (dunque lo fanno per idolatria), e lo fanno ugualmente anche se è stata spessissimo fonte di sacrilegi eucaristici (ma questo è proprio il motivo per cui la Chiesa da tantissimi secoli ad oggi ha preferito ostie piccole e Comunione "sotto una sola specie"). Per nostra fortuna, la stupidità e l'ignoranza di tanti neocatecumenali ha limitato un pochino tali sacrilegi perché ha... ridotto il pane azzimo a focacce con troppi ingredienti, invalide per la consacrazione.

      Come se non bastasse, la ricetta dello chef Kiko prevede che su ogni pagnottona-focaccia siano impresse dodici crocette, che Kiko blatera che servono a simboleggiare le "dodici tribù di Israele" - che è un controsenso, visto che non siamo più ai tempi dell'Antico Testamento, e che è in vigore la Nuova ed Eterna Alleanza dove tutti - anche giudei e gentili - sono chiamati alla salvezza.

      Nelle ostie in uso nella Chiesa Cattolica vediamo piuttosto usare generalmente il "Cristogramma" IHS (Iesus homini Salvator: Gesù salvatore dell'uomo), a rimarcare la presenza reale di Nostro Signore in quel Pane tanto necessario alla nostra salvezza.

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  30. Inoltre vorrei fare una osservazione,fate obiezione al fatto che facciamo la comunione,voi dite,seduti e insieme.Non è vero perché riceviamo il Corpo e Sangue di Cristo in piedi,quello che si fa da seduti, semmai e il mangiare l'ostia,ma è quello che si fa in tutte le Messe,dato che,di certo,dopo aver assunto l'ostia,non si resta certamente in piedi.La vostra obiezione sul comunicars nsieme contiene un errore concettuale,una contraddizione,dal momento che la comunione è sempre un gesto comunitario,un prendere il Corpo di Cristo insieme ai fratelli,non è mai un gesto privato,dato che nella Messa nulla è privato.E'la comunità,la Chiesa,il Corpo Mistico di Cristo,nella sua interezza, a celebrare,non il singolo individuo,come illustra il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1136.La parola comunione è sinonimo di stare insieme,di condivisione,non di individualismo.Del resto tutta la liturgia,compreso il momento della comunione,è un gesto del Corpo Mistico di Cristo come illusta bene il Catechismo della Chiesa Cattolica.Anche la comunione fuori dalla Messa,che viene data agli ammalati,per esempio come viatico, è un gesto sempre comunitario,mai privato.E' strano e contraddittorio considerare la Messa un qualcosa di comunitario,mentre la comunione un fatto privato.Siete in errore,la vostra obiezione è fallace,incosistente,contraddittoria.

    Maria Varriale

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    1. Come già detto mille volte, non ha senso "ricevere" la Comunione e poi aspettare che scatti il segnale di "manducazione".

      Per questo la Chiesa ha sempre considerato che il «ricevere» la Comunione include anche il «manducare».

      La farisaica e ipocrita obiezione del troll che oggi si firma Maria è pertanto palesemente fallace, inconsistente, contraddittoria.

      Ed è anche un'ottima rappresentazione della mentalità neocatecumenale per la quale è impensabile cambiare i contorni del gesto inventato da Carmen e Kiko.

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    2. "è quello che si fa in tutte le Messe, dopo aver assunto l'ostia,non si resta certamente in piedi."
      --
      No, non si resta in piedi, ci si mette in ginocchio in personale ringraziamento.

      Roberta

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    3. "non è mai un gesto privato,dato che nella Messa nulla è privato"
      -----

      La Comunione tra i fedeli e l' EFFETTO dell'aver ricevuto l'Eucaristia a livello PERSONALE (che non significa "individualistico) che si realizza attraverso il contributo di CIASCUN fedele.

      All'offertorio ognuno porta se' stesso, solo la persona stessa conosce la disposizione del proprio cuore e con essa contribuisce, non può delegare ad altri.

      Il Catechismo da te citato afferma qualcosa ben più grande del semplice: "comunione è sinonimo di stare insieme,di condivisione", infatti dice esattamente:

      "Nella liturgia agisce Cristo tutto intero, Capo e Corpo. Quale sommo Sacerdote, egli celebra con il suo Corpo, che è la chiesa celeste e terrena" (CCC 1135-1137)
      ------
      CHIESA, non gruppetto che si ritrova per stare insieme .. se anche si è in pochi, se anche c'è il solo sacerdote, Cristo agisce sempre a beneficio di tutto il Suo Corpo e nell'azione del sacerdote c'è già l'azione di tutto il Corpo, anche quello celeste addirittura, cioè la nostra Comunione, partecipando alla Messa è anche con le anime del Paradiso e del Purgatorio.

      Infatti,
      "La Chiesa in terra celebra la liturgia come popolo sacerdotale, nel quale CIASCUNO opera secondo la propria funzione, nell'unità dello Spirito Santo: i battezzati SI OFFRONO in sacrificio spirituale; i ministri ordinati celebrando secondo l'Ordine ricevuto .." (CCC 1140-1144)
      -------
      Può forse un battezzato farsi sostituire nell'offerta di SE STESSO da un altro o da un GRUPPO di altri battezzati?

      La tua obiezione è superficiale.

      Roberta

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    4. Cara Maria,
      Secondo te quando è che avviene la comunione? Quando tieni il corpo di Cristo in mano aspettando il segnale oppure quando "lo manduchi" e diventa Strutturalmente parte di te?

      Come bene ti ha spiegato Roberta questa comunione è innanzitutto PERSONALE. La Santa Sede ha Vietato il manducare tutti insieme PROPRIO perché questa dimensione si PERDE!

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    5. Cazzo Pasquale, oggi ti firmi Maria? Ma lo sai che hai dei problemi? Ma perché non ti fai curare da uno psichiatra??

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  31. L'unico scopo di Codadipaglia Voltaggio è sviare la discussione sulle differenze, e disobbedienze, di cammino e altri movimenti.

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  32. Simone Volteggiatore che sostieni di non offendere nessuno, renditi conto che stai offendendo l'intelligenza di chi ha la pazienza di leggere le tue farneticazioni pur di non ammettere l'evidenza: Disobbedite coscientemente alla Lettera di Arinze perchè così Kiko Arguello ha stabilito. La verità vi farà liberi, ammettetela anche a voi stessi e vi sentirete meglio. Ah, e a proposito, con questa ostinazione al cavillo stai offendendo implicitamente il Papa che quelle disposizioni ve le ha impartite, è come se dicessi ogni volta che quello che ha chiesto il Papa non è giusto, non va bene, sarebbe meglio che, sarebbe più opportuno se... E basta!

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    1. "Simone Volteggiatore" ... ma perchè non siete capaci di scrivere senza offendere ... "Disobbedite coscientemente alla Lettera di Arinze perchè così Kiko Arguello ha stabilito." Il Cammino ha personalità giuridica con la revisione degli Statuti e con la loro approvazione definitiva la lettera di Arinze viene superata dal punto di vista strettamente giuridico." Lo statuto è una fonte di diritto ecclesiale e pertanto di grado superiore alle indicazioni di Arinze. Dal punto di vista dottrinale invece l'approvazione del Direttorio catechetico del Cammino Neocatecumenale, approvato nel 2011 sancisce la validità della catechesi Neoatecumenale che è UNO STRUMENTO, NON L'UNICO in mano alla Chiesa per l'evangelizzazione. Penso di aver risposto a tutto, al netto degli insulti ricevuti.

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    2. Sei stato tu ad "entrare a gamba tesa" offendendo e giudicando, e ti lamenti che qualcuno ti fa notare ironicamente la tua propensione a non rispondere, a schivare gli argomenti, a scaraventarci addosso i soliti slogan preconfezionati?

      Non esiste nessun documento della Chiesa - né pronunciamento delle autorità ecclesiastiche, tanto meno di Benedetto XVI e di Francesco - che farebbe ritenere "superata" la lettera del 1° dicembre 2005 (che è sì firmata dal cardinale Arinze, ma venne scritta a nome del Papa al Tripode del Cammino dal cardinale Francis Arinze, prefetto della congregazione vaticana per la liturgia): una lettera così ufficiale, divenuta parte dello Statuto, non può essere "superata" o "abolita" o "modificata" se non in modo altrettanto ufficiale.

      Come al solito il fratello Simone adopera l'inganno e la menzogna allo scopo di difendere il Cammino.

      Nel frattempo, come già profetizzato, sta cercando appigli per autodichiararsi "offeso" e "perseguitato". Tipico atteggiamento idolatra, pronto a tutto pur di non tradire il proprio idolo.

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    3. @simone
      Kiko Arguello ha detto chiaramente che la messa neocatecumenale vale 100 e quella "normale" vale 20.
      Secondo te ha ragione?
      Qui c'è stato chi ha avuto il coraggio di dire che i cristiani della domenica che si mettono in processione sono uguali a quelli che fanno la fila alla posta.

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    4. "Qui c'è stato chi ha avuto il coraggio di dire che i cristiani della domenica che si mettono in processione sono uguali a quelli che fanno la fila alla posta." ... Ma chi è stato un pazzo, un esaltato. Al netto del contesto in cui è stato detto. MAI bisognerebbe infatti togliere dal contesto una frase, nemmeno togliere una virgola un'espressione, un'inflessione della voce.

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    5. E allora di pazzi esaltati nel cammino ce ne sono parecchi perché non è stato né il primo e nè sarà l'ultimo. Cmq sia il suo intervento completo terminata così: "il nostro modo è molto più dignitoso"
      Detto questo Kiko Arguello lo ha detto in una convivenza parlando dei didascali. "non si possono lasciare i bambini del cammino alla messa della parrocchia perché non si può passare da una cosa che vale 100 ad una che vale 20"

      Ti rifaccio la domanda: tu sei d'accordo?
      Basta un sí o un no.

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  33. SIMONE:

    l'ostia è pane azzimo. Non lo sapevi? E fatta di farina non lievitata. Per cui: pane azzimo
    In ogni caso nulla cambierebbe: se per UBBIDIRE alla Chiesa va fatta la Comunione con l'ostia, falla con l'ostia.
    Altrimenti col pane azzimo ma senza intinzione.
    E poi: il pane azzimo non deve sbriciolarsi in mille frammenti che si disperdono, altrimenti oltre all'abusao c'è il sacrilegio.

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  34. E su, un pò di sana autoironia, considerare darti del "volteggiatore" addirittura un'offesa... Tra l'altro nei vostri ambienti non ci andate certo sul sottile per cui ti immaginavo un tantinello più scafato, ma se ci sei rimasto male ne prendo atto e mi impegno a non dirlo mai più.
    Tu però prendi atto una volta per tutte che la Lettera di Arinze è Conditio sine qua non le approvazioni non ci sarebbero neanche mai state, e smettila di considerarle "superate". A me una volta una catechista per giustificarsi pensa che mi disse queste parole "Sai, sembra che poi ci sia stata una telefonata non so bene tra chi, ad ogni modo Kiko ci ha fatto sapere che quelle disposizioni sono state superate grazie a questa telefonata". Ma ti pare accettabile? Te lo racconto perché quella fu un'altra delle cose che mi ha convinto definitivamente a scappare da voi, quindi attento, chissà quanti ne stai perdendo mentre continui con questi buffi e goffi giochi di parole...

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    1. Fantomatiche telefonate, fantomatici discorsi, fantomatici episodi miracolosi.
      Si ci potrebbe fare un libro con l'enorme quantità di balle che ho sentito per giustificare questa o quella prassi.

      Una di queste, per giustificare il fatto che non si ci DEVE inginocchiare alla consacrazione era una citazione farlocca di Isaia: "Io vedo un popolo in piedi"...

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    2. La citazione isaiana esatta è: "io vedo un popolo in piedi nel Ricevere, ma subito dopo Sedersi, in attesa che scatti il segnale convenuto per la Manducazione". Lo dice anche Groppo.

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  35. Come dice apostata (13:01)

    L'unico scopo di Codadipaglia Voltaggio è sviare la discussione sulle differenze, e disobbedienze, di cammino e altri movimenti.

    Segno che stanno proprio con l'acqua alla gola.

    simone voltaggio 16 maggio 09:15
    ne copio la seconda parte:
    ______________________________
    Senza obbedienza ai catechisti, gli Statuti sarebbero una barzelletta. Ognuno farebbe come gli pare. Gli statuti conferiscono ai catechisti l'autorità e la responsabilità della buona riuscita del percorso. Può darsi che chi si definisce ex non sia chiamato a prosguire il Cammino. Non perchè sia inferiore o cristiano di serie B, semplicemente il Signore ha stabilito per quella persona un percorso diverso altrettanto valido e sapete di queste persone ne conosco tante anche fra i cosiddetti "figli del cammino". Lo spirito è questo, qualunque catechista del cammino che disattende a questa linea, non ha capito NULLA di cosa sia il Cammino.
    ___________________________

    Sono contenta che, con il mio commento precedente ho provocato questa tua risposta che sintetizza alla perfezione il kikopensiero.
    1.
    Viene prima l'autorità di Kiko e dei catechisti, poi quella della Chiesa, se riconoscono l'autorità di Kiko e dei kikatechisti, inviati da lui (aggiungo meglio se, pur essendo preti o vescovi fanno il cammino per la loro vita).
    2.
    Liquidate gli Ex - scomodissimi per voi (ossia quando non riuscite a ridurli a miti consigli, allineandoli a tutti gli altri pecoroni) dicendo che si vede, non erano chiamati al cammino, Dio per loro ha stabilito un percorso diverso.... (ossia, toglietevi dai piedi), dando ad intendere, ovviamente, che loro non sono i veri eletti, che siete solo voi. iI privilegiati. Quanta superbia!
    3.
    Lo spirito è questo, tu dici, e chi lo disattende non ha capito nulla...che ansia, mi pare di sentire Kiko...

    Ti ricopio, per comodità, di seguito il mio commento di ieri, a cui tu hai così brillantemente dato una conferma, proprio tu! Mi viene da ridere. Tutta la mia esperienza, parola per parola, la hai ratificata.

    Infatti io non avevo capito il linguaggio non scritto di Kiko, perchè mi attenevo agli Statuti, ma Kiko disse chiaramente che lo spirito era quello che tu hai descritto e che io, attenendomi agli Statuti come scritti, dopo 30 anni non avevo capito NULLA di cosa è veramente il Cammino.

    Pax

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    1. 1) Viene prima l'autorità di Kiko e dei catechisti, poi quella della Chiesa, se riconoscono l'autorità di Kiko e dei kikatechisti, inviati da lui (aggiungo meglio se, pur essendo preti o vescovi fanno il cammino per la loro vita). Mi dispiace ma ho detto tutto il contrario. Ossia quello che gli Statuti sanciscono e garantiscono. 2) Liquidate gli Ex - scomodissimi per voi (ossia quando non riuscite a ridurli a miti consigli, allineandoli a tutti gli altri pecoroni) dicendo che si vede, non erano chiamati al cammino, Dio per loro ha stabilito un percorso diverso.... (ossia, toglietevi dai piedi), dando ad intendere, ovviamente, che loro non sono i veri eletti, che siete solo voi. iI privilegiati. Quanta superbia!" Mi dispiace tu metta dei commenti fra parentesi e delle espressioni che NON HO USATO e che non penso AFFATTO ... "Dando ad intendere che i veri eletti siete voi" Mi pare che abbia parlato in italiano corrente, quando dico che non tutti sono chiamati a fare il CNC. Non è forse la verità? ... 3) "Lo spirito è questo, tu dici, e chi lo disattende non ha capito nulla" ... questo terzo punto si riferisce a quando affermo che "Non perchè sia inferiore o cristiano di serie B, semplicemente il Signore ha stabilito per quella persona un percorso diverso altrettanto valido". Per favore non mi mettere in bocca cose che non ho detto.

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    2. "...semplicemente il Signore ha stabilito per quella persona un percorso diverso altrettanto valido..."

      A chi la racconti, Codadipaglia?

      Un classico dei kikatekisti è: "ormai avete bruciato i ponti dietro di voi, al di fuori del Cammino troverete solo pianto e stridore di denti!"

      Evidentemente sei sotto l'incantesimo "Riddiculus" di Harry POtter.

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    3. I commenti miei, tra parentesi e no, restano gli stessi. Che aggiunge la parentesi? Vai alla sostanza. Rivedi la quarta catechesi sulla Chiesa: Sale, Salati, Giuda. In essa Kiko mette tutta la realtà. Il Cammino e i chiamati al Cammino sono gli eletti, pochi come il sale. Posso capire questa elezione, finché alla fine si scioglievano per dare sapore....realizzando QUANTO HA DETTO IL PAPA FRANCESCO

      Dono totale di tutto SVUOTAMENTO ABISSALE DELLA CROCE

      SPIEGANDO COME SI REALIZZA ESSERE UNO. ( vedi il post, sopra)

      Quando gli eletti non realizzano questo sono una ELITE che si autoproclama tale, che esclude gli altri, che ama imporsi e comandare e di MORIRE COME GESÙ NON HA ALCUNA VOGLIA.

      Per il resto, volevo spiegare che con il dire "Forse il Signore non ti chiama a questo Cammino" Kiko si libera di chi gli sta scomodo perché lui, insieme a Carmen decidevano che tu non avevi lo spirito.

      Ora ti chiedo: "Quale spirito? Lo spirito di sottomissione a loro, senza se e senza ma, senza pensare?"

      Guarda che è proprio assurdo ritrovarsi a dover difendere il Cammino da Kiko e Carmen, quello secondo gli Statuti, intendo.
      Le contraddizioni sono troppo evidenti.
      Contro chi la fai la battaglia? Contro gli iniziatori.
      Alla fine certo che te ne vai tu.
      E ti senti dire che loro sono i chiamati, gli eletti, loro che stanno distruggendo tutto.
      Tu invece ti sei trovato lì per 30 anni per un errore di percorso.credevi di essere chiamato e non lo eri..

      Ora ricomincia tutto daccapo!

      Pax

      P.S. Oh Simone, sai che ti dico? Se hai capito hai capito! Anche io parlo italiano corrente, molto semplice ed elementare. Poi non ti oppongo massimi sistemi, ma la mia vita vissuta accanto a loro. Quanta sofferenza!

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    4. Devo aggiungere, visto che parli di lingua italiana, hai scritto chiaro che

      Senza obbedienza ai catechisti gli Statuti sarebbero una barzelletta.
      Ma davvero?
      E perché gli Statuti vanno da una parte e l'obbedienza ai catechisti dall'altra?
      Negli Statuti l'obbedienza ai catechisti non è fondante.
      Lo è quella alla a Chiesa, al proprio Parroco e al proprio Vescovo, in primis.

      Tu dici che gli Statuti danno autorità ai catechisti, questo non è vero.

      Avete voluto l'iniziazione cristiana? Non siete un movimento nella Chiesa?
      E dunque l'INIZIAZIONE CRISTIANA È AFFIDATA AI PASTORI DELLA CHIESA. PUNTO. Ma che credete, davvero? fate tutto voi!
      Gli Ststuti sono chiari.

      Risolutiva è la tua conclusione, che ti sei ben guardato dal richiamare:

      LO SPIRITO È QUESTO,
      ossia questo teste' descritto
      QUALUNQUE CATECHISTA DISATTENDE QUESTA LINEA, NON HA CAPITO NULLA DEL CAMMINO.

      Ma parli sul serio?
      Ti ripeto grazie per le autorevoli conferme delle vostre ambiguità inescusabili.

      Pax

      Elimina
  36. CONTINUAZIONE

    Copio il mio commento del 15 maggio (22:27)

    Senti Simone ti rispondo con una cosa semplice, semplice. Elementare.

    Il Cammino, all'inizio, col suo forte impatto, con le sue conversioni eclatanti, pareva un vento nuovo.
    La Chiesa lo ha osservato e lo ha seguito e ha fatto ciò che sempre fa, ossia incanalarlo, indirizzarlo.

    Dalle tue autorevoli citazioni colgo due cose.

    Sotto la guida dei Parroci.
    Sotto la responsabilità e autorità dei Vescovi.

    Ebbene, questo è ciò che il Cammino non ha MAI rispettato, di fatto.
    Perchè la parola di Kiko, che conta più di tutto il resto lì dentro, dice:

    "Non c'è Cammino Neocatecumenale, senza obbedienza ai catechisti"

    Il problema è che i catechisti non si sono mai orientati sulle linee nè dei Parroci, nè dei Vescovi, quando queste erano difformi o si differenziavano dalle "linee degli Iniziatori".

    Il capolavoro lo completava poi la compianta Carmen, che diceva spesso, anche ai presbiteri - ordinati o no nei Redentoris Mater -:

    "Tu obbedisci al Vescovo o a noi?"

    Questo ha prodotto il disastro di Fabio Rosini e di tanti.
    Diciamo, senza tema di smentita, i migliori.
    Nel Cammino i migliori li hanno fatti fuori, i peggiori sono rimasti.
    Un esercito di Kapò (nel gergo Lagersprache indica il prigioniero di un campo di concentramento nazista al quale era affidata la funzione di comando sugli altri deportati), una cosa orrenda.

    Il discernimento di Carmen passava per...
    "Non possiamo mandarvi da nessuna parte, se non siete uniti a noi!"
    Che espressione! Provate a interpretarla.

    Ma di cosa parliamo?

    Ti assicuro, era davvero triste. Ci avevano detto, tanti, tanti anni prima: "Amore al Papa e alla Chiesa!"
    Cosa che io e altri ci siamo proprio preoccupati di fare, per poi sentirti accusare, da Carmen sempre, cosa capitata a me personalmente:
    "E tu! Che sei amichetta di Vescovi e Parroci!"
    E giù botte!

    Pax

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  37. @Lino 16/05 11.11
    «Educatamente faccio notare che il signor Simone, per intervenire qui da quando interviene, ha cambiato ben tre account Google.
    In ogni caso vorrei spendere una parola a favore del VERO signor Simone Voltaggio: non è logorroico come il nostro. E non mi avrebbe mai chiesto di cancellare quel post nel quale (l'unica volta) ho avuto a discutere con lui perché quel post nel gruppo degli Albigesi era suo e fu lui stesso a cancellarlo. Simone Voltaggio, inoltre, non si sarebbe ridotto a citare il testo da Wikipedia, il cui autore è il famoso Zumbla ;-)»


    Mi sono perso... C'è qualcuno che si spaccia per quello che non è? Abbiamo forse un caso di BACCALÀureato in millanteria?

    @DonnaCarson 16/05 14.14
    ...A me una volta una catechista per giustificarsi pensa che mi disse queste parole "Sai, sembra che poi ci sia stata una telefonata non so bene tra chi, ad ogni modo Kiko ci ha fatto sapere che quelle disposizioni sono state superate grazie a questa telefonata". Ma ti pare accettabile?...

    Un classico. C'è sempre una telefonata, un colloquio, una dichiarazione - del quale non esistono tracce - che mette tutto a posto e bisogna fidarsi e credere in parola. Poi ogni tanto capita che dal Vaticano partano lettere scritte - come quella di un paio di anni fa riguardo la Veglia di Pasqua e l'attenersi agli STATUTI - e lì la faccenda si complica e ci si deve impegnare con le acrobazie interpretative.

    Etneo


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  38. Dice l’istruzione REDEMPTIONIS SACRAMENTUM:

    48.] Il pane utilizzato nella celebrazione del santo Sacrificio eucaristico deve essere AZIMO, esclusivamente di frumento e preparato di recente, in modo che non ci sia alcun rischio di decomposizione. Ne consegue, dunque, che quello preparato con altra materia, anche se cereale, o quello a cui sia stata mescolata materia diversa dal frumento, in quantità tale da non potersi dire, secondo la comune estimazione, pane di frumento, non costituisce materia valida per la celebrazione del sacrificio e del sacramento eucaristico. È un GRAVE ABUSO introdurre nella confezione del pane dell’Eucaristia altre sostanze, come frutta, zucchero o miele.

    [90.] «I fedeli si comunicano IN GINOCCHIO O IN PIEDI, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi», e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».

    [93.] È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo FRAMMENTO cada.

    [108.] «La celebrazione eucaristica venga compiuta nel LUOGO SACRO, a meno che in un caso PARTCOLARE la necessità non richieda altro; nel qual caso, la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso»

    [114.] «Nelle Messe domenicali della parrocchia, in quanto ‘comunità eucaristica’, è normale poi che si ritrovino i vari gruppi, movimenti, associazioni, le stesse piccole comunità religiose in essa presenti». Benché sia possibile, a norma del diritto, celebrare la Messa per gruppi particolari, ciononostante tali gruppi NON SONO DISPENSATI dalla fedele osservanza delle norme liturgiche

    Dall’Istruzione della CEI del 1989

    15. Accanto all'uso della comunione sulla lingua, la Chiesa permette di dare l'eucaristia deponendola sulle mani dei fedeli protese entrambe verso il ministro, ad accogliere con riverenza e rispetto il corpo di Cristo. I fedeli sono liberi di scegliere tra i due modi ammessi. Chi la riceverà sulle mani la porterà alla bocca davanti al ministro o appena spostandosi di lato per consentire al fedele che segue di avanzare (cf. Rito della comunione fuori della messa..., 21; Notificazione sulla comunione nella mano, 3, 4, 7) (V4/2531) (V9/1535 s., 1539). Se la comunione viene data per intinzione, sarà consentita soltanto nel primo modo.

    Istruzioni particolari per la Comunione nella mano:

    4. Il fedele che desidera ricevere la comunione sulla mano presenta al ministro entrambe le mani, una sull'altra (la sinistra sopra la destra) e mentre riceve con rispetto e devozione il corpo di Cristo risponde «Amen» facendo un leggero inchino. Quindi, DAVANTI al ministro, O APPENA SPOSTATO di lato per consentire a colui che segue di avanzare, porta alla bocca l'ostia consacrata prendendola con le dita dal palmo della mano. Ciascuno faccia attenzione di non lasciare cadere nessun frammento. Le ostie siano confezionate in maniera tale da facilitare questa precauzione.

    5. Si raccomandi a tutti, in particolare ai bambini e agli adolescenti, la pulizia delle mani e la compostezza dei gesti, anch'essi segno esterno della fede e della venerazione interiore verso l'eucaristia.

    Perciò la Santa Sede decreta:
    - Pane azimo (ostia) e NON pagnotta
    - In ginocchio o in piedi (di conseguenza NON seduti)
    - Massima attenzione che non cadano dei Frammenti
    - Celebrazione in luogo sacro e NON in salette, a meno di casi particolari in cui si è impossibilitati a celebrare all'altare.
    - I gruppi particolari (perfino i camminanti!) NON SONO DISPENSATI dal seguire con FEDELE osservanza (perciò quasi maniacale) le norma liturgiche.

    La CEI ordina:
    - Chi riceve la Comunione sulle mani la porterà alla bocca DAVANTI al ministro o APPENA spostandosi di lato
    - Pulizia delle mani e COMPOSTEZZA!

    E' evidente che adeguarvi vi costa tanto. La domanda è: PERCHE'?

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  39. Ultima genialata mondiale di Kiko - mi sono ricordata leggendo il commento di Donna Carson sulla telefonata correttiva - è questa:
    "Le cose cambiano",
    che tradotto significa:
    "Anche se fino ad oggi vi ho detto una cosa, ora cambia tutto, perchè così MI ISPIRA - OGGI - lo spirito santo (il minuscolo è d'obbligo).

    Allora spiegami: ma di quali Statuti parliamo? Quale regola scritta può mai ingabbiare lo spirito libero kikiano? Ha esposto qualcosa alla Chiesa (se ha esposto!) la Chiesa ha vagliato e messo per iscritto, domani Kiko sente altro.
    La tragedia è che lo fa "di pronto!" questo altro, fregandosene di tutto e tutti.

    Il Cammino che prima finisce e poi non finisce...
    tappe aggiuntive a quelle originarie, al tempo del Padre Nostro
    il Matrimonio spirituale, invenzione postuma in tutti i sensi

    Questi solo alcuni esempi.

    Pax

    RispondiElimina
  40. Altro esempio che arricchisce il quadro di quelli riportati da Pax (ma si potrebbe continuare ancora a lungo...) è la vicenda sulla sostituzione di Carmen. Si tratta di un fatto recente, quindi semplicissimo da verificare.
    Negli Statuti era chiarissimo che sarebbe dovuta avvenire la sostituzione. Per molto tempo Kiko ha sostenuto di non poterla fare perchè Carmen "era insostituibile". Già questo è da considerare inaccettabile, la Chiesa ha stabilito che una cosa va fatta, Kiko va in giro dicendo che non può farla, io mi sarei vergognata un pochino, ma lui no, ovvio... (Per i neocat ansiosi di "spiegare": risparmiatevi la fatica di dire cose strappalacrime tipo che il vostro faceva solo osservare una difficoltà oggettiva sulla sostituzione, ecc. NO! Kiko NON è andato in giro dicendo semplicemente che c'erano delle difficoltà sulla sostituzione e che avevano bisogno di tempo, lui con faccia tosta impressionante aveva proprio cassato la questione senza nemmeno vergognarsene un pochino). Poi a un certo punto ha deciso di far avvenire la sostituzione dicendo che la Chiesa aveva sollecitato e lui che non sapeva come fare ha dovuto per forza prendere una decisione. Ora noi non sapremo mai se questo è vero ovvero se la Chiesa è finalmente riuscita a costringerlo a qualcosa e lui si è dovuto piegare oppure se lui ha deciso e non ha resistito alla tentazione di far passare questo suo ennesimo cambio repentino come un atto di obbedienza alla Chiesa, ma in entrambi i casi: Vi pare questo un esempio di qualcuno che è semplicemente a servizio della Chiesa, in umile obbedienza? Ma fatemi il piacere. In comunità l'obbedienza è: Subito, senza se e senza ma, senza neanche possibilità di replica. Vi pare uguale a come si comporta Kiko con la Chiesa?

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  41. Scusate se mi intrometto....premesso che sono un ex neocatecumenale con 10 anni di cammino alle spalle e sono contro questa realtà ma non mi si venga a fare l'elogio del movimento dei focolarini per carità...fatevi un giro in internet e ne scoprirete delle belle....o vogliamo parlare dei carismatici? Vi assicuro per esperienza personale che con quest'ultimi ci perdiamo di casa.... Forse peggio dei neocatecumenali.... Quindi è un problema di chiesa nel suo insieme....ogni realtà ecclesiale ha le sue problematiche serie.

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    1. Ma infatti, pure io non me la sento di mettere né focolarini né carismatici e neppure Nomadelfia sugli altari.
      Lo scopo di questo articolo mi sembra sia principalmente far notare quali siano le idee del Papa sui Neocatecumenali confrontando ciò che ha detto a loro con i discorsi rivolti ad altri movimenti a brevissima distanza di tempo.
      Al Papa Kiko non piace, e credo che i motivi siano racchiusi in ciò che ha, ancora una volta chiarito: non gli piace la sua smania di potere, non gli piace il proselitismo aggressivo che pratica e insegna, non gli piace la loro schematicità ed irriducibilità, non gli piace la loro formazione. Insomma, non gli piace nulla.

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    2. Hai ragione Kalos79
      Certe cose si sanno. Ma, direi, peggio mi sento!
      La differenza di trattamento tributata dal Papa al Cammino Neocatecumenale è ancora più stridente.

      Questo Blog è monotematico. Se io mi esprimo è per la mia esperienza diretta in questa realtà, non nelle altre.
      Sento mio dovere, in tutti i modi, portare a galla tutto il sommerso, che è tanto.
      E poi...
      Ci basta il Cammino neocatecumenale!
      Iniquique suum.

      Pax

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    3. Il fanatismo è come la sbornia prima ti esalta, poi quando il tasso etilico cala si inizia a deprimersi e la fiammatav si spegne, i movimenti sono come fiori recisi, staccati dalla radice appassiscono e marciscono e muoiono è una parabola inevitabile e i neocat non sfuggono alla regola.

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    4. Caro pax il cammino cmq non lo batte nessuno per caratteristiche simili alle sette.... Le comunità carismatiche per quel poco che sto vivendo non hanno lo stesso clima settario ma anche lì ci sono tanti problemi :rischio della bibliomanzia ;tendenze illuministiche ecc ;cmq i focolarini a quanto pare non scherzano neanche.... Basti vedere il cosiddetto Gesù nel mezzo (non so cosa sia) dove tanti fuoriusciti denunciano pressioni psicologiche, condizionamenti ecc....quindi quando dici ci basta il cammino hai ragione ma purtroppo come vedi le altre realtà non scherzano a problemi....la chiesa dovrebbe intervenire in modo forte ma non lo fa....

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  42. VOLTAGGIO: gli Statuti dicono di ubbidire ai catechisti. Ma quando mai? Dove sta scritto?
    Arinze superato? Ma se gli Statuti lo confermano!

    Parlare con te è come parlare con chi crede nei rettiliani che dominano il mondo. Non si convinceranno mai.
    Ma con te vale la pena parlare, perché riusciamo a dimostrare con facilità fino a che punto il Cammino ti ruba l'anima.

    E la rettera di Arinze sarebbe superata? Ma se gli statuti l'hanno confermata!

    RispondiElimina
  43. "In conformità al desiderio del Papa Giovanni Paolo II: «Auspico che i Fratelli
    nell’Episcopato valorizzino e aiutino – insieme con i loro Presbiteri – quest’opera per
    la nuova evangelizzazione, perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori,
    nello spirito di servizio all’Ordinario del luogo e di comunione con lui e nel contesto
    dell’unità della Chiesa particolare con la Chiesa universale», il Cammino Neocatecumenale
    si attua nelle diocesi: 1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano
    e con l’ASSISTENZA, la GUIDA dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, o
    dell’Équipe responsabile delegata, di cui all’art. 3, 7º;
    2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
    negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti." Che significa per te ASSISTENZA E GUIDA?

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    1. E che significa "secondo le linee proposte dagli iniziatori contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti"?
      Nello Statuto non si parla di decima per esempio né, per quanto ci consta, negli Orientamenti corretti.
      Eppure nelle comunità dopo il secondo scrutinio la decima viene richiesta e viene considerata un'obbedienza da compiere.
      Evidentemente, le linee guida approvate dalla Chiesa non sono quelle applicate realmente in Cammino: perciò nessuno è tenuto a seguirle e ad applicarle, anzi, andrebbero denunciate quali violazioni allo Statuto.

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    2. Il caro fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo finge di non saper leggere la lingua italiana, e come al solito la sua finzione ci dà modo di mettere altri puntini sulle "i".

      Dunque:

      «Auspico»: il Papa si sta augurando qualcosa, non sta imponendo nulla.

      Che i vescovi «valorizzino»: cioè che diano valore a qualcosa che normalmente potrebbero ignorare tranquillamente.

      Che i vescovi e i presbiteri «aiutino»: cioè che diano aiuto a una realtà che non sa camminare e perciò ha bisogno di aiuto.

      Perché il Cammino si realizzi «secondo le linee proposte dagli iniziatori» ma «nello spirito di servizio all'Ordinario del luogo e di comunione con lui e nel contesto dell'unità della Chiesa particolare con la Chiesa universale».

      Cioè il Cammino si può realizzare secondo le linee proposte da Kiko e Carmen a patto che:
      - siano a servizio del vescovo anziché autonomi
      - siano in comunione col vescovo anziché "bastone e carota" o addirittura ostili
      - siano nel contesto dell'unità della Chiesa particolare anziché chiusi nelle salette ed estranei alla vita diocesana
      - siano nel contesto dell'unità con la Chiesa universale anziché una struttura autonoma ed autoreferenziale.

      Ora, se il Cammino viene meno anche ad uno solo di questi punti (cfr. ad esempio il fatto che a Faenza è stata fatta la "missione popolare neocatecumenale" senza neppure informarlo), significa che il Cammino disubbidisce al Papa.

      Indovinate un po'? Il Cammino viene meno a tutte quelle condizioni elencate da Giovanni Paolo II. Come al solito si concentrano sulle parole che fanno comodo ("secondo le linee degli iniziatori") fingendo di non notare tutto il resto.

      Riguardo all'«assistenza e guida», come mai il caro fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo la intende come autorizzazione ad andare contro le leggi della Chiesa (liturgiche, ecc.) e ad andare scarnificando le coscienze?

      Infine: come potete tutti verificare sul sito web del Vaticano, la lettera Ogniqualvolta da cui provengono quelle citazioni contiene un'importante precisazione finale che il fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo ha opportunamente ignorato:

      ¹ La Mente del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti agli Ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le Comunità Neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi Ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi.

      Capito? Non sono indicazioni vincolanti per i vescovi, ma solo un incoraggiamento che lascia tuttavia al giudizio di ogni singolo vescovo di agire secondo le esigenze della sua diocesi. Praticamente non è un riconoscimento al Cammino nonostante sia stato sempre falsamente spacciato per tale. (In realtà il fatto stesso che sia indirizzata a Cordes anziché a Kiko e Carmen dimostra che non era per niente un atto di riconoscimento al Cammino).

      La nota è ovviamente presente nella pubblicazione ufficiale del Vaticano (Acta Apostolicae Sedis, vol. LXXXII (1990), n. 13, pp. 1513-1515).

      Quando nel 1990 i neocatekikos astutamente affissero in tutte le parrocchie il testo della lettera astutamente carpita dal Cordes (la faccenda era così nota che l'Osservatore Romano si rifiutò di pubblicarla, ed è rimasta agli atti dell'A.A.S. solo perché contiene la firma autentica di Giovanni Paolo II), i kikos evitarono di aggiungere la nota di precisazione: bisognava pur ingannare parroci e fedeli...

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    3. Piccola precisazione: alla morte di Giovanni Paolo II, Kiko si lamentò di non aver ottenuto da lui nessuna concessione liturgica.

      Il fatto è che dopo le documentatissime denunce pubblicate da padre Zoffoli e da altri, qualcosa alla Santa Sede cominciò a muoversi e cominciarono a chiedere insistentemente a Kiko e Carmen di fornire i volumi dei "mamotreti".

      Per di più, dopo la porcata della Ogniqualvolta, il Papa cominciò a esigere che il Cammino si dotasse di una regolazione statutaria (così come per gli altri movimenti ecclesiali, nuove comunità e associazioni). Per parecchi anni le bozze dello Statuto vennero miseramente bocciate poiché in un modo o nell'altro contenevano il ferreo dogma carmeniano secondo cui il Cammino non sarebbe né un movimento né un'associazione di fedeli.

      Ancora nel maggio 1999, a Porto San Giorgio, Kiko non solo annunciava l'imminente approvazione degli Statuti, ma lamentava che i mamotreti erano stati corretti in certe espressioni «imprecise o non proprio ortodosse». Cioè o sbagliate o proprio eretiche.

      Fu grazie all'intervento di un canonista dell'Opus Dei - forse addirittura spontaneo - di cui non ricordo più il nome, che si pervenne ad una prima bozza ragionevolmente approvabile, a giugno 2002. Il fatto è che quando ci fu l'approvazione a sorpresa di tale Statuto ad experimentum "per cinque anni", Giovanni Paolo II tacque per mesi interi, nonostante tutta la cagnara neocatecumenale che dava per scontata l'approvazione. Ancor oggi vige lo slogan "il Papa ha approvato lo Statuto": in realtà non è stato il Papa, anzi, il Papa non voleva, e lo hanno posto di fronte al fatto compiuto.

      Mesi dopo il Papa menzionò per la prima volta lo Statuto dicendo che... con lo Statuto si apriva una nuova fase di maggiori responsabilità, e altri rimproveri tra cui il rimarcare l'insostituibilità dei sacerdoti (i cosiddetti "catechisti" del Cammino non possono arrogarsi prerogative sacerdotali).

      Giovanni Paolo II non concesse più nulla al Cammino.

      Benedetto XVI ugualmente non era favorevole alle pratiche liturgiche del Cammino. Pochi mesi dopo essere salito al soglio, fece mandare il 1° dicembre 2005 dalla Congregazione per il Culto Divino, a firma del cardinale Arinze, una lettera a Kiko-Carmen-Pezzi con le sue «decisioni»; sei settimane dopo, accogliendo in udienza i neocatecumenali, menzionò la lettera e disse che si aspettava che le sue decisioni sarebbero state fedelmente eseguite. Pochi giorni prima il testo della lettera era stato reso noto dal vaticanista Magister.

      La lettera dava un tempo «entro due anni» per adeguarsi al "modo normale di tutta la Chiesa" di fare la Comunione. Cioè il termine definitivo scadeva il 1° dicembre 2007 (ma è chiaro che se il Papa vuole qualcosa e ti dà un termine «entro due anni», devi muoverti subito, non devi mica approfittare dei due anni fino all'ultimo minuto).

      È difficile credere che il Papa - e un Papa come Benedetto XVI - conceda di proseguire gli abusi liturgici contro l'Eucarestia. Probabilmente il timeout di due anni è stata idea di qualcuno dei suoi collaboratori. Il fatto è che dopo un primo breve momento di imbarazzo in alcune comunità, Kiko e Carmen comandarono che tutto continuasse come prima. Il 22 febbraio 2006 a Madrid Kiko disse che il Papa «ci dà due anni», con ovvio sottinteso che i due anni ricominciano daccapo ogni anno.

      Per questo il Papa non volle che venisse approvato lo Statuto definitivo.

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    4. Dopo la scadenza dello Statuto temporaneo a giugno 2007, Kiko ogni due o tre settimane annunciava l'imminente o già avvenuta approvazione di quello definitivo (al punto che persino l'ineffabile Caredda se ne lamentò), e poi non succedeva mai niente. I kikos stavano di nuovo tentando un colpo di mano.

      Nel mese di aprile 2008 da due diverse fonti si venne a sapere che Benedetto XVI non voleva l'approvazione degli Statuti definitivi. Lui stesso aveva rassicurato i vescovi giapponesi di non aver alcuna intenzione di farli estendere o approvare; i vescovi giapponesi pubblicarono la notizia nel sito web ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese (una loro delegazione era dovuta correre a Roma ben due volte nello stesso mese a causa delle divisioni laceranti create dal seminario neocatecumenale Redemkikos Mater di Takamatsu, che per grazia di Dio venne definitivamente chiuso, e avevano scoperto a loro spese che certe congregazioni romane - a partire da quella per l'Evangelizzazione dei Popoli - erano più amiche del Cammino che delle conferenze episcopali).

      Secondo la propaganda neocatecumenale, verso il 20 maggio 2008 Ryłko telefona a Kiko - in quel momento in Israele - per dirgli di rientrare subito perché l'approvazione degli Statuti era cosa fatta. Ryłko, amicone del Cammino, farà carriera - arcivescovo e poi cardinale. L'approvazione verrà postdatata al 13 giugno 2008, in modo da avere tutto il tempo di preparare gli auto-festeggiamenti. Kiko, in quel giorno, dirà che «ora è il Papa a dover combattere con Arinze»: fino a quel momento erano i kikos a combatterlo.

      Cominciò ovviamente il battage pubblicitario neocatecumenale sul "Papa che approva" ma... la firma non era quella del Papa, era invece quella di Ryłko. E papa Benedetto XVI tacque per un anno intero: non menzionò gli Statuti, non fece messaggi di auguri, non un minimo di congratulazioni, niente di niente. Ben strano un Papa che firmerebbe Statuti che poi si rifiuta di menzionare, e pochi giorni dopo aver rassicurato i vescovi giapponesi che non intendeva approvarli.

      In pratica, tanto per cambiare, i neocatekikos avevano messo il Papa di fronte al fatto compiuto.

      Fra parentesi, se ci riflettete onestamente vi renderete conto che il Papa non può fare facilmente marcia indietro su un pasticciaccio fatto dai propri inferiori. Ciò non solo lo priverebbe improvvisamente dei dicasteri vaticani (come ci si può fidare di un dicastero sapendo che il Papa può smentirlo il giorno dopo?), ma costituirebbe anche un pericoloso precedente a cui qualsiasi futuro Papa, in un momento di debolezza (o sotto pressione da qualche infido collaboratore) potrebbe appellarsi per sostituire l'autorità con l'autoritarismo.

      Infine, al pari di quello del 2002, anche lo Statuto del 2008 è da considerare un documento quantomeno strano, poiché incompleto: rinvia infatti ad un Direttorio che non è mai stato pubblicato. Un Direttorio "corretto" ma segreto, e comunque non utilizzato, visto che nel Cammino vigono sempre gli stessi errori e la stessa mentalità: significa che insegnano sempre le vecchie corbellerie.

      Ma il Cammino è abituato a compiere porcate e a farvi apporre timbri sopra (quello di Ryłko). Al Cammino interessa solo la parvenza di legalità, non interessa adeguarsi alle leggi della Chiesa. Tenteranno nuovamente di autoapprovarsi la liturgia a gennaio 2012, facendo come al solito tutto all'insaputa di papa Benedetto XVI.

      Potranno mettere sotto scacco Benedetto XVI, potranno persino gabbare Francesco, ma non potranno ingannare Nostro Signore con la cantilena del pienotitolo-pienotitolo.

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    5. Grazie Tripudio per la tua pazienza.
      Non ti stanchi di ripetere mille volte le stesse cose.
      Opera preziosa visto con chi abbiamo a che fare. Gente che ha l'orecchio aperto solo con Kiko e che non si interroga mai.
      Questa Lettera, che è rimasta, negli anni, la cosa migliore che hanno avuto, che non è stata quello che uno può pensare: diffusa come "Motu proprio" del Papa, mentre, come sappiamo tutti, è solo un "motu provocato" ...da loro.
      E Cordes ne ha pagato le conseguenze, essendo si prestato al loro gioco.

      Questo spiega anche tutto quello che tu hai descritto:
      Da un lato, l'esposizione nelle case di tutti i fratelli di questa che fu fatta passare come la tanto attesa approvazione, per comando di Kiko, e la grande diffusione urbis et orbis.
      Ricordo ancora gli scatoloni di pergamene che arrivavano da Roma per la massima diffusione, da una parte, e quello che tu descrivi, dall'altra, ossia che la Santa Sede non ha mai messo in evidenza più di tanto questo documento, considerato una forzatura dello scalpitante "POTENTE CAMMINO", che la Chiesa non ha assecondato in nessun modo.
      Questa la vera storia, che tutti conoscono, specie i neocatecumeni, anche se fingono meraviglia.
      Pax

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  44. "Ed ancora all' art. 3 - rt. 3 [Compiti dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino]
    Compete all’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, di cui al Titolo VI:
    1°. mettere a disposizione dei Vescovi diocesani i beni spirituali di cui all’art. 1
    § 3;
    2°. GUIDARE l’attuazione del Cammino Neocatecumenale e GARANTIRNE L'AUTENTICITA';" ... Che significa per te? Dal momento in cui uno entra in Cammino non deve forse essere guidato dai catechisti affinchè si attui il CNC e ne sia garantita quindi l'AUTENTICITA'? Altrimenti ognuno fa un pò come gli pare. Ed in quel caso allora SI che non ci sarebbe conformità con gli Statuti e con la Chiesa.

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    1. Riecco la necessità di spiegare concetti da primo anno del Catechismo dei bambini.

      I cosiddetti "beni spirituali" del Cammino (scarnificazione delle coscienze, "comunione seduti", insinuazione che la confessione dei peccati mortali sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere, ecc.) vengono imposti ai vescovi (con annesso trattamento "bastone e carota" per evitare di fare figuracce come in Giappone e altrove).

      Come al solito furbescamente fai dire al testo ciò che il testo non dice. Il testo parla di "garantire l'autenticità" - cosa che Kiko può fare spiegando cos'è il Cammino e cosa non lo è. Il testo non parla di «essere guidati dai "catechisti"».

      Inoltre, quando blateri di «attuazione del CNC», stai di nuovo insinuando che il Cammino sarebbe un monolite, un dogma, che o si attua o non si attua. Cioè stai dando per scontato che il Cammino è esente da errori e al di sopra di ogni correzione.

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    2. A titolo di curiosità, link ad alcuni articoli dell'epoca, da parte dell'agenzia Adista.

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  45. Anche se le parole di VOLTAGGIO sembrano insignificanti, nascondono però un PARADOSSO interessante da studiare, tanto pare impossibile venirne a capo.

    E' il famoso PARADOSSO DI VOLTAGGIO:

    Nessuno può convincere VOLTAGGIO che il Cammino non ubbidisce al Papa. NEMMENO IL PAPA!

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  46. chi pubblica il mamotetro della tappa dell?elezione ?? da marito fuoriscito con moglie e figlie in cammino e la guerra in casa ; grazie anticipate

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    1. I volumi del direttorio sono tutti in mano nostra ma richiedono tempo per la lavorazione perché, a differenza di quanto sostengono i pasqualonidi abbiamo una vita, anche piuttosto movimentata.

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    2. Tempo perso!Quello che state facendo è una idiozia,mettere i volumi su internet è una stupidaggine senza senso.Cosa pensate di ottenere facendo questo?

      Franco Petraglia

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    3. Caro Pietro non del Cammino purtroppo Tripudio mi censura e non ti posso rispondere,ma ti chiedo:Tu che sei così legalista,cosa salva la legge o la grazia?Cosa conta la grazia che il Sacramento dona o le regole?Ami tanto il legalismo ma chi salva,la regola o la grazia e la misericordia?Quante persone si sono convertite con il legalismo?Ricordati sempre che Gesù ha detto ai Farisei,che ragionavano come te e rimproveravano a Gesù di non rispettare il sabato,che il sabato è fatto per l'uomo e non il contrario.Le regole vanno interpretate in modo intelligente e secondo le esigenze pastorali,non in modo fanatico e pretestuoso.La Chiesa ha sempre agito e agisce così.Perchè il centro di tutto è la salvezza delle persone non l'oservanza delle regole,pur importante.Il primo che ha trasgredito alle regole dell'ebraismo è stato Gesù e per questo lo hanno messo in croce.I tuoi argomenti sono pretestuosi,sai benissimo che le celebrazioni del Cammino,sono meravilgliose,anche tenendo conto dello squallore di tante Messe che si vedono,forse anche nelle vostre parrocchie.Vuoi per caso metterci anche tu in croce?

      Franco Petraglia

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    4. Indovina un po', Petraglia.
      1) Farli leggere a chi non li conosce, non essendo un neocatecumenale
      2) Farli leggere ai catechisti NC che ancora non li hanno acquistati alla loro tappa
      3) Rovinare la "sorpresa" ai neocat curiosi rivelando anzitempo gli incredibili arcani
      4) Sottolineare le megaeresie dei vecchi memotreti corrette dalla CdF
      5) Evidenziare le assurdità che permangono nei mamotreti corretti (es.: Kiko che fa chiamare Gesù e gli Apostoli "sporcaccioni" dal cieco nato, la brava persona scacciata dal Cammino per essere andata ad assistere la cognata ammalata).

      Ti bastano come obiettivi? Potrei aggiungerne altri :-)

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    5. P.S.
      Oltre, naturalmente, che farli leggere ai fuoriusciti, per mostrare loro quali mirabilie si sono persi andando via dal CNC.

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    6. L'ira funesta di Pasquale a cui hanno chiuso la pagina Facebook d'imperio dopo lo stalking ai danni di una nostra cara amica (si vede che nel cammino la persecuzione e le molestie ai danni di chi denuncia le storture del cammino sono strumenti santi...) lo rivela per quello che è. Oggi si firma Petraglia, domani Maria. Una personalità afflitta e disturbata.
      I frutti di trent'anni di cammino.
      In missione porta a porta hai parlato anche di come ti piace infastidire ragazze indifese?

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  47. O.T.
    Oggi finalmente ho avuto il coraggio.di buttare nella spazzatura il Resuscito', lo Statuto del cnc, il quadernone delle scrutatio (quelle che in teoria avrebbero dovuto leggere i figli)i vari santini e libri di kiko.
    Tolte anche le orribili icone in doppia copia e grandezze diverse, le ho messe in uno scatolone per la differenziata. Ho buttato persino le candele ormai vecchie dei battesimi dei miei figli e le fotografie delle convivenze dei passaggi.
    E' stata dura lo ammetto anche se sono passati anni oramai dalla mia uscita, ma sono contento.
    Mi spiace aver perso tanti anni e passato gran parte della mia vita a farmi male e far male alla mia famiglia, non posso purtroppo tornare indietro ma posso andare avanti nella mia vita in maniera piu' serena.
    Ho cancellato persino tutti i numeri di telefono dei miei ex fratelli e buttato il quaderno dove appuntavo i nomi e gli indirizzi.
    Via tutto..sono piu' leggero.

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    1. come ti capisco!
      Momenti terribili e penosi, ma necessari.
      Pax

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  48. KALOS /):

    non sono del tutto d'accordo. Cioè: se del fanatismo ci può stare e ci sta in ogni gruppo, solo il Cammino è una SETTA perché ha regole e modalità diverse dalla Chiesa.
    Io ho fatto personale esperienza di 3 movimenti laicali (ora faccio parte di un semplice gruppo di preghiera e collaboro, quando ho tempo, con Caritas parrocchiale e Movimento per la Vita). Il primo fu CL: in realtà ci andavo per le ragazze, ma ho potuto constatare la loro serietà. 2) Rinnovamento nello Spirito. L'ho frequentato seriamente. C'erano dei fanatici, ma solo alcuni, non tutti e io stesso sono stato fanatico. Ma una cosa era chiara: l'obbedienza alla Chiesa in tutto. I voleri del Papa e i comandi del Vescovo erano legge. Ci si adeguava immediatamente e senza discutere. Ricordo una volta che i responsabili andarono dal Vescovo pronti a sciogliere la comunità se solo lo avesse voluto. 3) Ho partecipato a un gruppo laicale di una congregazione religiosa messicana: devo dire che c'era equilibrio. Difetti si possono trovare ovunque, ma non ho trovato fanatismo.

    Il Cammino è diverso: gli Statuti sono bellissimi, ma la disubbidienza è un SISTEMA consolidato. Il Cammino reale è il contrario di quello degli Statuti. Una setta. Un inganno. Non a caso esiste un blog come questo. Conosco tanti usciti da altri movimenti: molti con tranquillità, alcuni sbattendo la porta, ma nessuno è statu distrutto interiormente come avviene nel Cammino. Come nelle sette.
    E, come cita spesso Tripudio, padre Pio ha messo in guardia dal Cammino. Non mi risulta che abbia criticato altri movimenti.
    Perché un conto sono i problemi che, insieme a cose positive, creano tutte le aggregazioni ecclesiali, un conto sono le SETTE.
    Kiko I è il vero Papa del Cammino. Così almeno lo si percepisce

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  49. VOLTAGGIO:

    Siamo così all'enunciazione del 2° PARADOSSO DI VOLTAGGIO: se lo Statuto dice che il Cammino è sotto l'assistenza e la guida dell'equipe dei responsabili, che è in ubbidienza al vescovo, ma l'equipe non ubbidisce né al Vescovo (vedi Giappone) e perciò neanche allo Statuto, chi guida il Cammino?
    Questo paradosso ha però una soluzione: se un cieco guida un altro cieco vanno tutti e due in un fosso.
    Se questo lo chiami guidare...

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  50. PETRAGLIA:

    Ti rispondo: salva la grazia.
    Il problema però è che io credo che bisogna ubbidire alla Chiesa, tu a Kiko.
    Tutti e 2 siamo "legalisti" se vogliamo usare questo termine che non mi piace, e tutti e 2 siamo convinti che ubbidire è importante perché è importante ubbidire a Dio. Non per gli uomini. Io me ne fregherei della Chiesa e di tutte le sue strutture se per fede e per esperienza non fossi convinto che ubbidire alla Chiesa non è ubbidire agli uomini (cosa che istintivamente detesto tanto da farmi venire lo spirito di contraddizione) ma è ubbidire a Dio.
    Per te ubbidire a Dio è ubbidire al catechista, per quanto nessuno lo abbia eletto a tuo priore e per quanto possa essere tonto.

    Ti rendo noto che le regole non vanno interpretate: la Chiesa le interpreta.

    Se giudichi squallide le messe solo perché mancano le risonanze e il balletto, allora proprio non hai capito la fonte della bellezza. Il Mistero è meraviglioso in se stesso. Il resto è importante, ma come può esserlo una cornice su un quadro di Leonardo da Vinci

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  51. Pietro, i tuoi ultimi interventi sono davvero chiari e molto efficaci: vanno al cuore delle contraddizioni del cammino!
    Trovo risibile che alcuni personaggi accusino noi di "legalismo" per il fatto che ci preoccupiamo che siano rispettate le forme nell'amministrazione dei Sacramenti.
    È Cristo che salva, è vero: ma noi cattolici crediamo che salvi proprio attraverso i Sacramenti (Battesimo, Riconciliazione, Eucarestia...), i neocatecumenali invece pensano che salvi attraverso la parola così come interpretata da Kiko e ripetuta dai catechisti e sceneggiata nelle salette o nelle chiese. I Sacramenti fungono solo da contorno e da "sigillo" alla predicazione, non si vede più in essi l'azione diretta di Dio, passano in secondo piano. Per questo qui un imbecille come Petraglia osa parlare di Messe squallide.

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    1. Infatti il punto è proprio questo. Ci accusano di essere lealisti quando sono i primi a non mollare neppure sulle minuzie. Con un'unica differenza:che il nostro "legalismo" si basa sulla Chiesa Cattolica e il loro si basa su Kiko Arguello il quale si batte proprio sui punti che la Chiesa vuole che modifichi. La Chiesa lo invita a riflettere e lui che fa? Si impunta. E con lui gli NC.

      D'altronde è stato lui a dire che le messe normali valgono 20 mentre le celebrazioni del cammino 100.
      A proposito, avevo chiesto a Simone Voltaggio se era d'accordo con questa affermazione. Lui non ha risposto. Lo capisco: è difficile dire, mettendoci nome e cognome e pubblicamente, che Kiko ha detto una solenne cavolata...

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  52. Ieri pomeriggio avevo postato un commento ma non so se sia arrivato o meno... lo ripropongo

    @Lino 16/05 11.11
    Educatamente faccio notare che il signor Simone, per intervenire qui da quando interviene, ha cambiato ben tre account Google.
    In ogni caso vorrei spendere una parola a favore del VERO signor Simone Voltaggio: non è logorroico come il nostro. E non mi avrebbe mai chiesto di cancellare quel post nel quale (l'unica volta) ho avuto a discutere con lui perché quel post nel gruppo degli Albigesi era suo e fu lui stesso a cancellarlo.Simone Voltaggio, inoltre, non si sarebbe ridotto a citare il testo da Wikipedia, il cui autore è il famoso Zumbla ;-)


    Forse mi sono perso qualcosa? Abbiamo forse l'ennesimo caso di BACCALÀureato in millanteria?


    @Donna Carson 16/05 14.14
    ...A me una volta una catechista per giustificarsi pensa che mi disse queste parole "Sai, sembra che poi ci sia stata una telefonata non so bene tra chi, ad ogni modo Kiko ci ha fatto sapere che quelle disposizioni sono state superate grazie a questa telefonata". Ma ti pare accettabile?...

    Confermo che è prassi. Appena c'è un problema subito spuntano dal nulla udienze, telefonate, incontri con il cardinale tizio o il monsignore caio, dei quali non c'è traccia scritta ma solo verbale, che rassicurano... "tutto a posto... continuate così...". Ovviamente viene chiesto di credere sulla parola. E se avanzi ugualmente dubbi vieni tacciato di non credere, di lasciare aperti spiragli al maligno...!
    La cosa si complica quando dal Vaticano partono carte scritte, come nel caso di un paio di anni fa della lettera relativa alla veglia pasquale e all'attenersi agli statuti. Lì cominciano gli equilibrismi degni di trapezisti del circo Barnum...

    Etneo

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  53. Anonimo 16 maggio 2018 22:37
    Tempo perso!Quello che state facendo è una idiozia,mettere i volumi su internet è una stupidaggine senza senso.Cosa pensate di ottenere facendo questo?

    Franco Petraglia
    ---
    Nella peggiore delle ipotesi non otterremo nulla; ovvero come "non metterli".

    Spesso pero' le ipotesi, potrebbero sempre essere migliori del previsto.
    Ruben.
    ---


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