mercoledì 23 maggio 2018

Veni Creator di Kikus

Indicazioni per la liturgia della Veglia di Pentecoste Neocatecumenale 2018:

  • Leggere l'inno di Kiko (nuovo, NON È UN CANTO)



Lo Spirito Santo è il giogo soave e leggero.

Spirito pieno di comprensione
e misericordia con le nostre mancanze,
di tenerezza e compassione,
di amore senza limiti.

Abitando nell'uomo
ci perdona sempre, spera sempre,
tutto comprende,
scusa tutto.

La sua bontà si spande
come un profumo che tutto inonda.

Fa sentire la sua presenza
e ci dà coraggio
mentre ci rende testimonianza
dell'amore totale di Dio per noi.

Conferma al nostro spirito
che il dono più grande
è l'unione con Dio
e che il vero male e la vera sofferenza
è il peccato.

Per questo è pieno di compassione per il peccatore:
non lo giudica, lo rialza e lo aiuta
a camminare di nuovo.

Ci mostra sempre il Cristo crocefisso
come Sacerdote eterno per tutti gli uomini.

È paziente, benigno,
è il sommo Bene,
è il dono di Dio,
è la garanzia della Vita Eterna.

Lui, il "Paraclito",
ci difende sempre
e ci insegna ad essere pazienti
con noi stessi e con i nostri peccati.

Ci dice chi siamo, dove andiamo,
qual è il cammino,
e perché soffriamo.

Ci mostra la Croce gloriosa di Cristo
e ci invita a salire su di essa
come il luogo del vero riposo.

Ci dice che tutto è santo,
che la nostra storia è santa,
e ci conduce soavemente
all'abbandono totale in Cristo crocefisso:

In Lui, nulla si pretende,
nulla si esige,
si accetta tutto,
si sopporta tutto,
perché assomigliare al Signore sulla croce,
è il nostro vanto
la nostra gloria
la verità,
la salvezza,
la santità,
è ciò che è nostro,
essere cristiano.

Come non evangelizzare,
perché gli uomini trovino l'unico Dio
vero,
il suo Figlio amato,
e ricevano lo Spirito Santo?

Spirito divino, perla preziosa, in Lui amiamo il Padre
come Lui ama io suo Figlio
e amiamo il suo Figlio
come lo ama il Padre.

Spirito Santo, che ci fa persona,
è più me che me stesso,
è più noi che noi stessi,
è tutto in tutti,
è nella Chiesa la Santa Koinonia,
é l'amore perfetto,
è Dio.

Padre carissimo,
come non benedirti,
esaltarti, lodarti, cantarti,
tu che ci hai chiamato al ministero sacerdotale,
che ci hai riempito del dono dei doni,
che ci hai dato te stesso,
che ci hai rivelato il mistero dell'universo:
il tuo totale amore per noi
fino a morire:
Croce gloriosa,
vittoria sulla morte,
umiltà perfetta,
santa Comunione
Chiesa di Dio.

128 commenti:

  1. Per chi avesse voglia di fare confronti, di forma e di contenuto:

    Preghiera antica allo Spirito Santo, detta "Adsumus" (Siamo qui dinanzi a te), recitata dai Padri Conciliari all'inizio di ogni sessione del Concilio Vaticano II.

    Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo:
    sentiamo il peso delle nostre debolezze,
    ma siamo tutti riuniti nel tuo nome;
    vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori:
    insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,
    mostraci tu il cammino da seguire,
    compi tu stesso quanto da noi richiedi.
    Sii tu solo a suggerire e guidare le nostre decisioni,
    perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo,
    hai un nome santo e glorioso.

    Non permettere che sia lesa da noi la giustizia,
    tu che ami l’ordine e la pace;
    non ci faccia sviare l’ignoranza,
    non ci renda parziali l’umana simpatia,
    non ci influenzino cariche o persone.
    Tienici stretti a te col dono della tua grazia,
    perché siamo una sola cosa in te
    e in nulla ci discostiamo dalla verità.
    Fa’ che riuniti nel tuo santo nome,
    sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme
    così da far tutto in armonia con te,
    nell’attesa che, per il fedele compimento del dovere,
    ci siano dati in futuro i premi eterni. Amen.

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    1. È molto bella,
      esprime
      - il fermo desiderio che le azioni degli uomini avvengano secondo la Volontà di Dio cioè secondo giustizia e verità ;
      - la consapevolezza dei pericoli di peccato contro tale giustizia e verità in cui si può cadere per debolezza umana;
      - la supplica allo Spirito affinché ciò non avvenga;
      - la supplica allo Spirito per essere capaci di operare il bene.

      Nella preghiera di Kiko, NESSUNA SUPPLICA ... Si vede che lui non ha bisogno di chiedere nulla allo Spirito Santo per il suo "cammino" .. è già "potente" così.

      Ma forse Kiko ha un concetto di "potente" del tutto mondano, che non è secondo i desideri dello Spirito:
      "ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini ... perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio"
      (Cor1,25-30)

      Secondo me Kiko farebbe bene ad ascoltare il seguente consiglio:

      "Lo Spirito Santo che opera dentro di noi è amore e capisce il cammino di Dio colui che è capace di amare come ama Dio.
      Non è possibile la profezia di Dio in chi contrasta l'amore di Dio, in chi spegne l'amore di Dio dentro di sé.
      Vatti a confessare e allora c'è l'esplosione della carità e dell'amore di Cristo in te, allora c'è la profezia! "
      (don Oreste Benzi - servo di Dio)

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  2. Fammi capire... Kiko ha creato una nuova preghiera allo spirito santo (minuscolo) e l'ha infilata nella liturgia??
    Ti prego dimmi che ho capito male.

    Simone Voltaggio, dopo questa se non uscite dal cammino siete una banda di scismatici!

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    1. Inserita nella liturgia? NO E' FALSO.

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    2. Il buongiorno si vede dal mattino: il sedicente Voltaggio scende in campo con la prima menzogna.

      È stato esplicitamente comandato, dai vertici del Cammino, di non cantare ma leggere l'inno allo Spirikiko (più tutta la serqua di amministrazioni, pardon, ammonizioni), proprio per chiarire le idee ai kikos che non si tratta della solita canzonetta kikiana riciclabile a piacere.

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    3. Ciao Codadipaglia.

      E la Liturgia stravolta a favore della Liturkikia intoccabile?

      E le violazioni del vostro stesso statuto'

      Rispondi da essere pensante anziché da pappagallo kikiano.

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  3. - Per Lui (Spirito Santo) i cuori si elevano in alto, i deboli vengono condotti per mano, i forti giungono alla perfezione. Egli risplende su coloro che si sono purificati da ogni bruttura e li rende spirituali per mezzo della comunione che hanno con Lui. E come i corpi molto trasparenti e nitidi al contatto di un raggio diventano anch’essi molto luminosi ed emanano da se nuovo bagliore, così le anime che hanno in se lo Spirito e che sono illuminate dallo Spirito diventano anch’esse sante e riflettono la grazia sugli altri. Dallo Spirito l’anticipata conoscenza delle cose future, l’approfondimento dei misteri, la percezione delle cose occulte, le distribuzioni dei doni, la familiarità delle cose del cielo, il tripudio con gli angeli. Da Lui la gioia eterna, da Lui l’unione costante e la somiglianza con Dio, e, cosa più sublime di ogni altra, da Lui la possibilità di divenire Dio (Dal trattato “Sullo Spirito Santo” di San Basilio Magno, vescovo C. 9, 23). Tempo di Pasqua, martedì VII settimana anno II).
    Il cammino neocatecumenale voleva devastare me e la mia famiglia, non glielo abbiamo permesso!
    Veterano.

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    1. L'inno al Veni Kikreator Kirikus pone diversi problemi:

      - non è liturgico, ma Kiko ha voluto inserirlo nella liturgia; ricordiamoci che la liturgia non è uno spettacolino da abbellire a piacere con le proprie composizioni pseudopoetiche pseudoteologiche;

      - pretende di essere migliore del Veni Creator Spiritus composto più di mille anni fa e utilizzato dalla Chiesa per tutto questo tempo; come al solito emerge la mentalità neocatecumenale anti-tradizionale, secondo cui tutto ciò che è stato composto prima di Kiko vale zero spaccato;

      - dice emerite vaccate come ad esempio quel ridicolo «per il nostro ministero sacerdotale» (Kiko si crede prete!?).

      Insomma, è il solito narcisismo kikiano che diventa "liturgia" dei fedeli di Kiko.

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    2. "Egli risplende su coloro che si sono purificati da ogni bruttura"

      Grazie Grazie Grazie, caro Veterano, questa sola frase vale come oro! Scrivi poco ma centri il bersaglio.
      Notare quanto ciò è lontano dalle vaccate di Kiko che sostiene che lo Spirito Santo possa farsi uno con chi è in peccato mortale!

      Lino, c'è da scriverci un articolo bomba! ;)

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  4. Vorrei chiedere 2 chiarimenti.

    - Questo inno di Kiko è da prendere come 1 semplice preghiera sua personale oppure nel momento che viene stampata e resa pubblica è da considerare come una nuova preghiera proposta ai fedeli?
    In tal caso non deve esserci scritta sotto la dicitura:

    "con approvazione ecclesiastica"?

    - So che il termine Koinonia significava per i primi cristiani "comunione" .. ma ha anche qualche significato aggiuntivo oppure Kiko la usa al posto di "comunione" come usa "Kerigma" per dire "annuncio della resurrezione di Gesù" così tanto x distinguersi?

    grazie

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  5. Essendo 1 preghiera personale di Kiko e non una "catechesi" (anche se ovviamente lo scopo del leggerla pubblicamente è sempre l'indottrinamento di chi ascolta) , non ho "contestazioni" particolari sul contenuto, in quanto sua "libera espressione" , ma vorrei anch'io esprimere liberamente l'impressione NEGATIVA che certi passi mi hanno suscitato.
    E ciò nell'immediato confronto col tradizionale inno della sequenza allo Spirito Santo che si prega alla Messa di Pentecoste, la quale preghiera non è appena "personale" ma è un condensato dei contenuti teologici e biblici che la Chiesa insegna riguardo allo Spirito Santo.

    Dice Kiko "il Paraclito .. ci insegna ad essere pazienti con noi stessi e con i nostri peccati"
    ------------
    Senz'altro è segno di umiltà essere pazienti con se stessi, nel senso di accettare i propri limiti, il fatto di cadere nel peccato ma sapere di potersi rialzare col sacramento della Riconciliazione per opera dello Spirito Santo ..

    ma che significa essere pazienti "coi nostri peccati" ?

    A me dà l'idea di una AUTOGIUSTIFICAZIONE e per di più "avvallata" , secondo Kiko dallo Spirito Santo che, a suo dire ci "insegna" ad agire così.

    Ben diversa la preghiera della Chiesa che dice:

    "senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa."
    ----------

    L'uomo non ce la fa a non peccare senza lo Spirito ma,
    proprio per questo Lo si invoca ..
    .. quando lo Spirito Santo viene (e viene con il Sacramento della Riconciliazione) viene a TOGLIERE il peccato, non a "coabitare" con esso;

    lo Spirito è paziente con noi, affinché ci pentiamo, ci convertiamo, NON è "paziente" col peccato.

    Ho trovato 1 bella riflessione scritta, come quella di Kiko, sotto forma di preghiera allo Spirito Santo che però mi pare dica qualcosa di molto diverso:

    "Non te ne andare mai, senza di te si svuota ogni bellezza umana, torniamo impastati di fango in un regno di morte. Tu compi una seconda creazione nel campo delle anime: quello che il peccato aveva distorto, ricomponi in armonia"
    (Enrico Medi - servo di Dio)
    ----------
    Poco più avanti, Kiko ribadisce questa (che a me sembra) "connivenza col peccato" di cui vuol far partecipe lo Spirito Santo:

    "Ci dice [lo Spirito] che tutto è santo, che la nostra storia è santa"
    ----------

    Ma come "tutto" è santo?!

    Può darsi sia io a non intendere bene il significato dei termini usati da Kiko ma, se va già bene così la nostra "storia", e possiamo camminare soavemente a braccetto col nostro peccato ..

    allora perché l'Inno della Chiesa fa pregare:

    "Lava ciò che è sordido, bagna ciò che arido .. drizza ciò che è sviato" ?
    --------------

    Lo Spirito viene a correggere, guarire, consolare .. ma non mantenendo le cose "vecchie", chiudendo un occhio sui nostri peccati, bensì dandoci la Grazia (che però va accettata) del pentimento , della Confessione e del CAMBIAMENTO .. come diceva Medi "una seconda creazione nell'anima", un "ricomporre l'armonia" dove il peccato proprio non trova spazio.

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  6. Questa armonia sono i DONI dello Spirito Santo .. Kiko non li nomina nella sua preghiera, limitandosi a dire:
    "ci hai riempito del dono dei doni .. ci hai dato te stesso ".
    ----------
    Ma Gesù prima della Passione ha detto di più:
    "è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado non verrà a voi il Paraclito; se invece me ne vado lo manderò a voi" (Gv16,7)
    ----------
    "Quando verrà il Paraclito che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza perché siete con me fin dal principio"
    (Gv16, 26-27)
    ------------
    Questo punto mi pare importante e che ci riguardi tutti da vicino; come è ben spiegato di seguito:

    "In questo tratto di Vangelo il Signore ci dà la linea dell'apologetica. Essa si svolge sulla strada più sicura, cioè quella delle testimonianze, che non è altro che la via della trasmissione sicura di una verità sicuramente acquistata per diretto contatto. Non è affidata quindi a speculazioni teoriche , o a costruzioni di pensiero. ..
    Gli apostoli e i primi discepoli ; testimoni oculari del Cristo, trasmettono per via di tradizione viva e infallibile quanto hanno veduto e sentito.
    La fede quindi 'ex auditu', con discendenza diretta. Essa sarà anche affidata ai testi sacri divinamente ispirati, ma la Rivelazione è depositata in ambedue gli scrigni preziosi, la Scrittura e la Tradizione. Maestra della Rivelazione, Maestra infallibile è una sola: la Chiesa Cattolica Romana, la Chiesa vivente."
    (Enrico Medi - servo di Dio)
    ----------

    E la Chiesa ci dice quali sono i sette doni dello Spirito (Sapienza-Intelletto-Consiglio-Fortezza-Scienza-Pietà-Timor di Dio) ;

    oltre ai frutti che l'obbedire allo Spirito produce:
    "Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza , dominio di sé " (Gal 5,22)
    -----------
    Sono certo frutti che penso molti riconosceranno di non vedere raggiunti nella loro vita ma ecco che qui Kiko ha ragione a dire di avere pazienza con se stessi (con se stessi NON col peccato ),
    non basta però avere pazienza ed aspettare "passivi" che la forza dello Spirito operi ma occorre anche impegnarsi per desiderarlo e volerlo.
    "Vi dico dunque camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne"
    (Gal 5, 16)
    ---------
    Perciò l'Inno della Chiesa invoca allo Spirito:
    "Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna".
    -----------
    Noto che nella preghiera di Kiko, c'è solo "ringraziamento" , neanche 1 sola INVOCAZIONE o SUPPLICA ..
    tutta la preghiera è 1 specie di "descrizione" di quello che secondo lui, lo Spirito fa, .. come se appunto, tutto andasse già bene così ... come se non fosse necessario chiedergli nulla: nulla di sordido da lavare, nulla di arido da bagnare, nessuna ferita da sanare, nulla di rigido da piegare, nessun cuore gelido da sciogliere, nessuna mentalità errata da correggere.
    Arrivando a quella frase finale di cui non capisco la costruzione:
    "Croce gloriosa, vittoria sulla morte, umiltà perfetta, santa Comunione Chiesa di Dio"
    -----------
    .. che vuol dire?
    Parla dell'umiltà di Gesù? O delle comunità sue? Comunione "nella" Chiesa, "della" Chiesa? O delle comunità sue intese come Chiesa?
    Per me è 1 po' "arcano" :).

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  7. Infine c'è , sempre verso la fine, una frase che più di tutte necessita di chiarimenti .. (ma forse questa la può spiegare solo un NC),

    dice Kiko:
    "Padre .. come non benedirti .. tu che ci hai chiamato al ministero sacerdotale"
    ------------
    Dice il Catechismo della Chiesa che tutti i battezzati, in quanto incorporati a Cristo e alla sua Chiesa, partecipano al sacerdozio di Cristo (1262) .. MA ..
    "I sacerdoti ordinati, nell'esercizio delle ministero sacro, parlano e agiscono non per autorità propria e neppure per mandato o per delega della comunità, ma in Persona si Cristo Capo e a nome della Chiesa.
    Pertanto il sacerdozio MINISTERIALE si DIFFERENZIA ESSENZIALMENTE, e non solo per grado, dal sacerdozio COMUNE dei FEDELI, a servizio del quale Cristo l'ha istituito" (CCC 1547-1592).

    Non so proprio come spiegarmi questa affermazione ... lapsus linguistico o di fede?

    Roberta

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  8. "...ci insegna ad essere pazienti
    con noi stessi e con i nostri peccati...."

    Già, basti pensare a Dio che permette di diventare adultero dopo essere entrato in cammino perché vedessi che sei una schifezza, e via farneticando.

    "...Ci dice chi siamo, dove andiamo,
    qual è il cammino,
    e perché soffriamo...."

    Il cammino è IL CAMMINO, e soffriamo perché Dio ci manda disgrazie.

    "...Come non evangelizzare,
    perché gli uomini trovino l'unico Dio
    vero,
    il suo Figlio amato,
    e ricevano lo Spirito Santo?..."

    Dobbiamo kikizzare tutta la Chiesa, perché quella vera è il Cammino e il vero Dio è quello kikiano che manda disgrazie. E così tutti, o almeno i kikatekisti, avranno lo Spirito e parleranno sempre per ispirazione.

    Fra un po' l'ometto riscriverà anche la Bibbia. Tanto lo hanno già fatto i Testimoni di Geova, che sono il suo modello di sfruttamento a fini economici di adepti più o meno sprovveduti.


    @ Simone Codadipaglia
    Aspetto altri tuoi farneticanti interventi mentre fingi di non vedere, non sentire e non rispondere mai a tutto quel che ti scriviamo.

    Sai chi sembri? Un personaggio del Purgatorio di Dante. Per la legge del contrappasso sei stato obbligato a ripetere per secoli tutte le farneticanti idiozie del signor trettre dottor (h.c.) tappetaro Arguello.

    Del resto te lo sei meritato. Dai tuoi monotoni post, avulsi da qualunque contesto dialogico, dimostri di aver obbedito fino in fondo ai tuoi kikatekisti circoncidendo in toto la tua ragione. Non ce n'è palesemente più traccia.

    Per premio ti regaleranno un bel sacco nero personalizzato, con sopra la foto taroccata a mani giunte della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen).

    Buona decima!

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  9. Kiko si crede prete!

    «Padre carissimo... tu che ci hai chiamato al ministero sacerdotale...».

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    1. Macché. Lui accetta incarichi solo da Papa in su...

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    2. Il ministero sacerdotale che Tu CI hai chiamato" ... CI (NOI, plurale) ... Ha chiamato TUTTI ad essere sacerdoti, re e profeti.

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    3. C'è differenza tra sacerdozio "comune" dei Battezzati e sacerdozio "ministeriale" Una bella ripassata al catechismo non sarebbe male.

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    4. Il fratello Simone è così tonto che non sa distinguere tra "sacerdozio comune dei fedeli" e "sacerdozio ministeriale".

      E Don Kikolone ha parlato di sacerdozio ministeriale.

      Il fratello Simone è in piena foga di damage control, ma il fatto è che Kiko si crede prete e crede che tutti siano preti.

      Pertanto, dato che Kiko fa confusione fra "sacerdozio comune dei fedeli" e "sacerdozio ministeriale", allora anche il fratello Simone si sente chiamato a far confusione. La parola dell'idolo Kiko è sacra, persino quando è sbagliata.

      Il fratello Simone si conferma un adoratore dell'idolo Kiko. È disposto a qualsiasi figuraccia pur di non ammettere che Kiko ha detto una vaccata e che tale vaccata è diventata liturgia neocatecumenale (come al solito).

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    5. Simone,
      non sei certo obbligato e interessato a leggere tutti i commenti .. quindi ti ricopio qui quanto ho riportato poche righe sopra:

      "Pertanto il sacerdozio MINISTERIALE si DIFFERENZIA ESSENZIALMENTE, e non solo per grado, dal sacerdozio COMUNE dei FEDELI, a servizio del quale Cristo l'ha istituito"
      (CCC 1547-1592).

      Perché non ti fai spiegare il Catechismo da qualcuno di tua fiducia che ne comprende il significato, se a te questa pur semplice affermazione pare difficile da capire?

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    6. Il fratello Simone è così tonto che non sa distinguere tra "sacerdozio comune dei fedeli" e "sacerdozio ministeriale". Eh no caro Tripudio è un ministero anche il sacerdozio comune dei fedeli. Tutti i battezzati infatti sono incaricati di offrire insieme col sacerdote (prete/presbitero) quel sacrificio per il quale Gesù ha offerto se stesso sulla croce e continuamente si offre nella celebrazione eucaristica. Ed inoltre, incorporati a Gesù Cristo per mezzo del loro battesimo, i battezzati offrono a Dio i sacrifici spirituali delle loro azioni, delle loro sofferenze, della loro vita. In questo senso pertanto è ministero a tutti gli effetti.

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    7. Non è che sei nato tonto. E' un frutto del Cammino l'esserti ridotto così.

      p.s. Quanti kilometri è lunga la tua coda di paglia, visto che tremi di paura ogni volta che ti chiedo qualcosa?

      Elimina
    8. Ma sentitelo!!

      Avete visto a che livello di CRETINERIA li conduce il neocatecumenalismo?

      Ora bisognerebbe ironicamente chiedere al fratello Simone: "allora, visto che il sacerdozio comune dei fedeli secondo te sarebbe ugualmente ministeriale, quello del prete-prete, che sacerdozio è?"

      "Sacerdozio MINISTERIALE": Kiko non sa cos'è, e i neocatecumenali devono adeguarsi a fingere di non saperlo.

      Roberta ti ha citato il Catechismo, ti invitiamo a verificare la citazione attentamente qui sul sito web del Vaticano a partire dal paragrafo 1547.

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    9. @simone
      Resta il fatto che né tu, né tantomeno io possiamo Consacrare il pane eucaristico, né tantomeno confessare. Questo solo per fare due esempi. Ribadisco, vatti a rileggere il catechismo per capire le Sostanziali differenze tra sacerdozio comune e ministeriale. Il fatto che tu dica che il sacerdozio comune sia un ministero è solo un'occasione di creare confusione in qualcosa che, per un cattolico, è perfettamente chiaro.

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    10. Simone,
      visto che ti rifiuti di leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica e comprenderlo PERSONALMENTE col bene dell'intelletto che Dio ti ha dato ...
      ... proviamo con qualcuno che te lo spiega meglio:

      https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1311

      "In Cristo, sommo ed eterno sacerdote, ogni battezzato diventa sacerdote, attraverso la consacrazione compiuta dal carattere battesimale (Lumen gentium 11).
      Questo carattere eterno e soprannaturale mette in grado di celebrare il culto della nuova Alleanza non solo con atti espliciti, ma anche, al pari di Cristo, con tutta la propria vita, trasformata in sacrificio vivente a Dio gradito.
      ...
      S. Paolo esorta a offrire i propri corpi, e cioè le proprie azioni, come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. E soggiunge: “È questo il vostro culto spirituale” (Rm 12,1).

      [ ora Simone presta bene ATTENZIONE ]

      "Il sacerdozio ministeriale è su un altro piano, perché conforma a Cristo Capo e buon pastore, permette di agire in persona Christi e conferisce alcuni poteri divini e soprannaturali, come quello di rimettere i peccati e celebrare l’eucaristia, insegnare autorevolmente all’interno della Chiesa e di governare il popolo cristiano in ordine alla salvezza.
      Per questo il prete all’interno del popolo cristiano è l’immagine viva di Gesù Capo e buon pastore.

      Il sacerdozio comune viene dato nel Battesimo.
      Il sacerdozio ministeriale viene dato nei primi due gradi dell’ordine sacro (episcopato e presbiterato)."

      (padre Angelo Bellon)

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    11. Caro Simone, la ligua italiana, nella sua immensa bellezza, deve essere per prima cosa letta, io non posso scrivere una cosa pensando ad un'altra, perchè la maggioranza delle persone la interpreterà per quello che legge. Se tu pensi che le disquisizioni fin qui esposte sul passaggio che riguarda il "ministero sacerdotale" siano faziose e/o di parte, ti invito a fare un esperimento: Scrivi ministero sacerdotale su google e vedi cosa appare, due sono le cose o il motore di ricerca è diretto da Tripudio & Co., oppure Kiko ha scritto una boiata, ti abbuono la scusante del magari pensando ad altro. Ma in questo caso caro mio si apre il vaso di pandora, se vuoi intendere altro, cazzo scrivi altro, perchè Simone questo non è un pensierino nascosto nei suoi diari, è un Inno che è stato diramato da far leggere in tutte le comunità. E siccome questa indicazione non bastava è stata aggiunta una ulteriore disposizione nella quale si indicava di leggerlo dopo l'ambientale della veglia e prima del canto iniziale. Ti lascio il beneplacito del dubbio, che nutro anch'io, che sia stata una indicazione "solo" di qualche itinerante più realista del Re e non di una indicazione di Kiko stesso, ma anche se così fosse sarebbe ai miei occhi ancora più grave perchè sarebbe una ulterore prova che si stà perdendo la bussola dietro una profonda idolatria acritica.
      p.s.
      Pur non esistendo in natura la Veglia di Pentecoste esiste comunque l'indicazione nel messale riguardo alla messa vespertina che non comprende le letture del giorno, e nel caso la si voglia rendere più ricca indica con l'inserimento dei vespri e la lettura di tutte le letture opzionali, riservando le letture del giorno alla celebrazione della Domenica. Io e te possiamo discutere quanto vogliamo, ma resta una indicazione specifica del messale che mal si concilia con qualsiasi modifica a nostro gusto. In definitiva trattasi di "liturgia già normata" e per le quali i decreti di approvazione degli statuti, del direttorio, delle liturgie contenute nel direttorio stesso, rimandano al Messale Romano.

      Ti risparmo l'obiezione del "nessuno ci può impedire di pregare dove e come come vogliamo" in quanto non pertinente nel momento in cui si celebrano liturgie proprie della Chiesa. Se si vuole fare una Veglia "a piacere" si può fare, come in tante diocesi si fanno in cattedrale, ma sono appunto Veglie di preghiera, con letture a piacere, riflessioni a piacere, preghiere a piacere, ma guarda caso NIENTE EUCARESTIA, perchè altrimenti tutta questa libertà viene meno e DEVI celebrare la liturgia vespertina prevista, che in questo caso, come in alcuni altri, è espressamente diversa da quella domenicale.

      Per finire Tripudio e gli atri mi sono testimoni che ci siamo attaccati più volte in passato e che nel mio piccolo stò cercando di essere il più obbiettivo possibile.

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  10. Dimenticavo...

    Simone Codadipaglia, come mai osi disobbedire a Sankiko censore che ha proibito l'uso di internet?

    Perché perseveri nell'errore continuando a mandare post?

    Rintanati subito nella tua saletta, fai ammenda del tuo grave peccato (commesso involontariamente perché non puoi non fare il male) vendi il tuo pc e da' il ricavato ad un povero nullatenente che fuma sigari cubani e mangia aragoste.

    Poi fa' un bel girotondo e passerai immediatamente dalla tristezza all'allegria...

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    1. Don Kikolone si crede prete e addirittura crede che i neocatecumenali siano tutti preti: «Padre... ci hai chiamato al sacerdozio MINISTERIALE...»

      In tutte le comunità del Cammino, sabato scorso, nella Veglia di Pentekiko, nella liturgia è stata letta (non "cantata": non è un canto) la nuovissima deiezione di Kiko che in mezzo a tante corbellerie aggiunge il ringraziamento per il Sacerdozio MINISTERIALE.

      Sacerdozio MINISTERIALE!

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    2. Don Kikolone si è anche autonominato da decenni esorciccio.
      Anche su questa storia Simone Codadipaglia non è stato capace di dire alcunché.

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    3. Abbiamo provocato parecchi travasi di bile - non solo al fratello Simone - semplicemente facendo notare il ridicolo recentissimo arcano del «sacerdozio ministeriale» di Kiko e dei suoi adepti.

      L'unica cosa che riescono a fare è negare, negare, negare, senza spiegare, senza ragionare, senza riflettere.

      Il fatto è che se ammettono anche una sola volta che Kiko ha detto un'emerita vaccata (addirittura comandando di inserirla nella liturgia neocatecumenale), "costituiscono un precedente" sul quale potranno mettere in dubbio ogni cosa detta da Kiko, passata, presente e futura.

      Kiko è un idolo, e pertanto non deve essere mai contraddetto, persino quando sbaglia su un concetto elementare del Catechismo: «sacerdozio MINISTERIALE».

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  11. Sul Sacerdozio MINISTERIALE di Kiko

    Non mi meraviglio minimamente. Kiko è uno gnostico e, come tale, si ritiene investito del sacerdozio ministeriale. La Chiesa Gnostica Italiana, per esempio, definisce se stessa "un corpo iniziatico-sacerdotale" e certamente non lo dice con riferimento al sacerdozio comune.
    Non mi meraviglio per niente. l'ho scritto nel mio saggio: "...lo gnostico può presentarsi come laico ma è ineliminabilmente religioso; irrefrenabilmente clericalizzato, possiamo specificare nel caso del Cammino dove presbiteri e catechisti laici si confondono, per quanto concerne il ministero dell'insegnamento e non solo. Basta osservare il fondatore, il quale nel corso delle sue prediche impugna la lunga croce astile di propria invenzione alla stregua di un pastorale da alto prelato".

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  12. Kiko sa benissimo la differenza tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune, tant'è che ha voluto specificarlo.
    Se è stato posto a inizio Messa, e non è stato recitato dal sacerdote, mi chiedo da chi sia stato recitato: dal laico che ha fatto l'ambientale o da un altro? Oppure da tutta l'assemblea?
    Sicuramente Simone o altri presenti alla Veglia ci potranno rispondere.
    Comunque ciò che crede Kiko già ci era chiaro dal canto tratto da Apocalisse che comincia con le parole "Degno sei Agnello immolato": infatti, laddove in Ap 5,10 è scritto "e li hai costituiti per il nostro Dio un regno si sacerdoti e regneranno sulla terra", Kiko fa cantare "e hai fatto di loro per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regnano e regnano sopra la terra".

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    1. Certo che la conosce. Avrebbe evitato l'aggiunta di "ministeriale", il messaggio è esplicito.
      In questa "preghiera" Kiko sta dando il meglio - si fa per dire - del Cammino: il "Paraclito" ci insegnerebbe a essere pazienti con i nostri peccati! Ora la pazienza è una tolleranza, una sopportazione più o meno rassegnata. Il Paraclito, quindi, insegnerebbe cose contrarie all'insegnamento di Cristo: "Vai e non peccare più".
      Questo "ministro sacerdotale", invece di soffrire il peccato, è paziente, lo tollera, anzi lo trova utile, già lo sappiamo, per conoscere se stessi. Io mi chiedo se Kiko abbia mai recitato un "Atto di dolore".

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    2. Ne dubito fortemente, nell'atto di dolore c'è una frasetta " ho offeso te " che come ben sai viene utilizzata nel quastionario sulla penitenza delle catechesi iniziali proprio per smontare questo concetto.

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    3. "...Io mi chiedo se Kiko abbia mai recitato un "Atto di dolore"."

      Tutte le volte che il sacco nero non si è riempito abbastanza...

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  13. Cara Valentina questa poesia/inno di Kiko, NON è stata inserita nella Liturgia. Kiko ha dato questo inno/poesia SOLO alle comunità direttamente catechizzate da lui. Vi prego di non fare come al solito che non ci credete. Non ci credete? Non mi interessa, quello che dovevo chiarire l'ho chiarito. (ps. spero che venga pubblicato questo post)

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    1. Kiko ha dato questo inno/poesia SOLO alle comunità direttamente catechizzate da lui.

      Mi dispiace deluderti, se questo era il volere di Kiko ti informo che è stato disatteso, è stato inviato in italia dal CNC di Roma in PDF con queste parole di accompagnamento:

      Cari fratelli
      la pace sia con voi
      invio un Inno allo Spirito Santo, composto, anni fa, da Kiko, da
      diffondere a tutte le comunità per la Pentecoste.

      Buona Pentecoste

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    2. "...quello che dovevo chiarire l'ho chiarito..."

      Chiarito? Sei anche un umorista, Codadipaglia?

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    3. Un inno? Ora l'hai detto, Voltaggio, non puoi tirarti indietro, l'hai detto e ripetuto :-)
      Io l'avevo pensato: questa intende essere una poesia.
      L'ho sempre temuto, paventato, sin da quando citò il Genio di Montale: vuoi vedere che ora Kiko si mette anche a poetare, per dimostrare di essere anche il più grande poeta mai comparso sulla faccia della terra, per sopperire alla pessima poetica dell'Occidente?
      Credi a me, Voltaggio, dicono che io di poesia un po' me ne intendo: c'è qualche consonanza apprezzabile (poche) ma i versi non si compongono mediante l'uso ripetuto del tasto Invio. Dal punto di vista del metro vale pochissimo, musicalmente è zero, per contenuti è gnostica.

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    4. Non ho motivo di non credere che questo inno Kiko lo abbia fatto recitare alle comunità catechizzate direttamente da lui. Se sia da considerarsi liturgico o paraliturgico, essendo recitato a inizio Messa e prima dell'ingresso del Sacerdote o in presenza del Sacerdote, lo lascio alle considerazioni di altri
      Per me a questa accozzaglia di parole, alcune delle quali inopportune, altre fuorvianti, altre errate, è stata data un'importanza irrituale.
      L'avete recitata tutti insieme? Possibile che dei cristiani così adulti da essere nonni di se stessi, recitino obbedienti la filastrocca del leader mentre si apprestano ad esercitare il proprio sacerdozio comune, e non ministeriale?
      Non rispondere, so che non puoi.

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    5. @simone
      Complimenti per la figura barbina.. Ma chi te lo fa fare!

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    6. Io voglio dare a Simone il beneficio che fosse in buona fede:
      Se non fai parte degli apparati, queste informazioni sono inaccessibili.

      In buona sostanza quanto più "sali" tanto più vedi, e purtroppo vedi cose che non piacciono, e non si tratta di gusti persolani.

      Vedi Simone la dedinizione di "Personalità Giuridica Pubblica" contiene al suo interno la parola Pubblica che ha un enorme significato, il cnc dovrebbe essere Pubblico ma non lo è, le affermazioni ( a mio avviso deliranti ) di Kiko vengono sempre più "censurate", anche se nell'era digitale questa censura dura un minuto, ma non si può ignorare che siano state dette, e vengono sempre dette al "gota" per istruirlo, non sono paroline uscite di bocca al bar e rese note per dispetto, sono passami il termine, "posizioni ufficiali" di Kiko o se preferisci profonde convinzioni, che poi a volte cercano di essere mediate nelle posizioni ufficiali del cnc per mascheralrle, ma lo smisirato Ego di Kiko stà rendendo tutto questo impossibile fino a procuragli quella bruttissima figura di non essere stato nominato dal Papa nell'intervento, guarda caso, per le celebrazioni del 50 anniversario del cnc.

      Sarà l'ennesima volta che ribadisco che nessuno lo blocca e lui con l'età sta venendo fuori pubblicamente come è realmente, e non parlo di carattere, sai a me che me ne frega, ma il suo vero fine, quello che ha sempre avuto in testa debba essere il cnc, e che fin'ora solo i suoi più stretti collaboratori anno potuto "contemplare", credo che Pax non abbia difficoltà a confermare quanto dico.

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  14. Come non detto!
    Simone, aggiornati, Kiko ha devoluto un altro arcano riservato a voi discepoli della prima ora alla plebe neocat.

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  15. Mi è stata segnalata sulla puntata di oggi di forum rete 4, una testimonianza di una signora uscita dal cammino alla quale sono stati messi contro i figlu

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  16. Ribadisco, Kiko ha dato questo inno/poesia non a tutte le comunità è stato dato ma a quelle catechizzate direttamente da lui. E' stato inviato infatti SOLO alle comunità catechizzate da lui. Nessuna di queste comunità poi lo ha inserito poi nella liturgia della veglia di Pentecoste.
    Se non volete crederci fate come vi pare.

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    1. d io ribadisco che o ci vuoi prendere per scemi o lo scemo sei tu. Quello che dici vallo a dire ai curatori di kairos.

      Il problema non è che "noi non ti crediamo".. Il problema è che sono gli stessi mezzi di informazione del cammino che ti smentiscono... Come la mettiamo, Simone?

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    2. Simone guarda che è solo per tutelare la persona che ha inviato la mail dal Centro Neocatecumenale di Roma ho omesso la firma nel riportarti l'invito che in italiano vuol dire TUTTE le comunità e non SOLO quelle catechizzate da Kiko, altrimenti la mail la avrebbero inviata solo ai diretti interessati.
      p.s.
      Le tue rimostranze valle a fare QUI

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  17. Io, dopo aver letto la definizione di inno-poesia per questa "accozzaglia di parole, alcune delle quali inopportune, altre fuorvianti, altre errate" (virgolettato di Valentina), ho riso per una decina di minuti. Le risate mi hanno ispirato un inno. A Simone Voltaggio la ricerca della evocazione rinvenibile nei versi. Segue l'Inno allo spirito Kiko




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  18. INNO ALLO SPIRITO KIKO

    A te, cantore immenso,
    maestro dell'estetica,
    con il mio canto incenso
    l'opera del tuo spirito
    di cui il mondo brilla
    dacché sporcasti l'essere
    col fango alla pupilla.
    Oh re dei banchettanti
    con tra le mani l'azzimo
    che rivelasti a tanti
    con la tua socia ispanica
    un'altra Eucarestia,
    ch'è vano il Tabernacolo,
    mostrasti tu la Via
    che sola salva l'anima.
    A te, pittore immane
    che doni all'uomo l'estasi
    quando fisso rimane
    a rimirar l'esegesi
    che sta nelle tue icone,
    a te che il buio illumini
    delle vuote chiesone
    a te sciolgo il mio cantico,
    il seguito lo serbo
    per l'opra tua poetica,
    pel verbo tuo superbo.
    ....

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    1. Sei grande Lino, tutta la mia ammirazione 👏

      Frilù

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    2. Fantastico! Sto in metro e rido con le lacrime agli occhi, la gente vicino mi guarda divertita. Quanto bene fa all'umanità lo spirito kiko...
      Elvio

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  19. Vedi simone voltaggio tu ci vuoi far credere che l"inno" è stato diffuso solo alle prime comunità catechizzate da kiko , o forse a te,che conti niente in comunità, così è stato detto. Internet ti smentisce alla grande. Perché non solo a tutte le comunità ma anche a chi non fa parte del cammino. Eccoti le prove.

    http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2018/05/kiko-arguello-inno-allo-spirito-santo.html?m=1

    Frilù

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    1. Mamma mia, Frilù!
      Simone, perché non ti ritiri? Mica qui alla centesima figurella "azzeccata" danno in regalo la Mucca Carolina?

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    2. Anche voi lo avete pubblicato senza averlo ricevuto. Cosa prova questo? Nulla. Nella nostra comunità non è stato letto, né ci è stato inviato. Nelle comunità poi inoltre, come falsamente affermato qui NON è stato inserito nella liturgia. E con questo vi saluto. Carissimi.

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    3. Kairos non è un organo ufficiale del cammino neocatecumenale. Lo hanno pubblicato come lo avete pubblicato voi. Questo non prova nulla. Ribadisco 2 cose - 1) Non è stato inserito nella liturgia come da voi detto 2) Non è stato dato a tutte le comunità. Sono stato abbastanza chiaro?

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    4. E il Centro Neocatecumenale di via del Mascherino? Quello lo possiamo definire "organo ufficiale"?

      Simone, ma ci sei o ci fai?

      Elimina
    5. Volete farvi altre due risate?

      Il caro fratello Valente del blog Kairos Eccetera ha scopiazzato il testo da questa pagina senza accorgersi che conteneva un errore tipografico: nel testo originale di Kiko le parole «al Signore sulla Croce» c'era "Croce" con la maiuscola, mentre qui la trascrizione riportava una minuscola.

      Ora, non è la prima volta che Kairos crede di fare il furbo ripubblicando nostre pagine dopo averle sommariamente ripulite da considerazioni critiche. Per esempio, la volta scorsa lo stesso soggetto non si è accorto di una delle nostre osservazioni critiche (alcune parole di commento nostro in mezzo al parolame di Kiko) rimaste nel testo da lui ripubblicato sul suo blog.

      Questo atteggiamento - non esclusivo di Kairos - oltre a provocarci diversi momenti di ilarità, contribuisce ancora una volta a dimostrare che i fratelli del Cammino più fingono di non conoscerci e più ci leggono. Più si sforzano di ignorarci e più questo blog è nelle loro segretissime consultazioni di nascosto dai cosiddetti "catechisti". Kiko si preoccupa delle pornochat di pornofacebook e pornowhatsapp, quando in realtà è tutto l'internet a "rovinare la sorpresa" (esempi: il caso Apuron, l'articolo: Tragedia! La Sorpresa per il Nuovo Canto di Kiko avviene su Facebook anziché alla Convivenza), rivelando - con o senza considerazioni critiche - i super segretissimi arcani del Cammino.

      Quell'atteggiamento, poi, dovrebbe suscitare alcune serie riflessioni:

      1) il fatto che per promuovere il Cammino occorre nascondere ad ogni costo le critiche, a costo di mentire: Kairos Eccetera che copia solo la parte che fa comodo al prestigio del Cammino non è dissimile dal gran professor Buioni che in un ponderoso articolo sulla rivista ufficiale del suo ordine religioso censura le parole di papa Benedetto XVI o del cofondatore di un Romagiornale che fa la stessa cosa su uno scomodo discorso di papa Francesco; del resto non era stato lo stesso Gennarini a dire che la lettera del 1° dicembre 2005 autorizzava variazioni liturgiche? non era stato lo stesso Kiko a comandare di mentire quando a febbraio 2006 disse: "il Papa ci dà due anni"?

      2) il fatto che per ottenere materiale relativo al Cammino si fidano di un blog «contro il Cammino» (così siamo stati gentilmente definiti, "contro il Cammino", come a dire che la verità è contro il Cammino), anziché dei canali interni ("catechisti", "responsabili", "itineranti", propaganda ufficiale, ecc.);

      3) il fatto che diffondono materiale sul Cammino senza controllare se siano "arcani"; come ad esempio I dolori del giovane Kiker (il Vangelo del Miserabile Kiko), o le proprie foto selfie con Kiko (come fu il caso delle due ragazze che si fecero fotografare accanto al Kiko maialesco e fumante sigaretta evangelizzatrice... poi proclamarono che la foto apparteneva ad un profilo Instagram privato, sebbene diversi siti web di indicizzazione immagini, incluso Google, l'avevano indicizzata come pubblica).

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    6. Una piccola nota di metodo per il fratello Simone, che oggi sta cercando di battere il record di figuracce.

      Quando il bambino capriccioso e bugiardo viene colto con le mani nella marmellata, grida sempre "non è vero". Per questo lo chiamiamo bugiardo.

      Se un qualsiasi fedele cattolico vede in parrocchia il foglio con l'inno della Veglia di Pentekiko con l'indicazione esplicita di leggerlo piuttosto che cantarlo, capisce che si tratta del programma di una liturgia. La prima evidenza è che si tratta di una liturgia.

      Ora, tu desideri ardentemente negare tale evidenza, perché hai capito benissimo che se si viene a sapere che il Cammino inventa formule liturgiche kikiane da sostituire a quelle cattoliche, il sempre più scarso prestigio del Cammino ne risente ulteriormente (figurarsi poi con quegli strafalcioni dottrinali).

      Allora, per negare risolutamente qualcosa che tutti riconoscono come evidenza, ti tocca necessariamente presentare delle solide ragioni, delle chiare controevidenze. Non puoi cavartela con un "non è vero".

      Per esempio dovresti dimostrare che il Kiko poetikiko spesso compone parodie dei testi sacri comandando che si leggano nelle comunità del Cammino "sì ma fuori dalla liturgia, e non in un contesto liturgico", e pertanto - quantomeno per forza di abitudine - nelle comunità non è stato considerato liturgico.

      Oppure dimostrare che fra il testo del Veni Creator Spiritus attribuito a san Rabàno (vissuto nell'ottavo secolo) e il testo di Kiko ci sono differenze talmente abissali che è impossibile credere che il secondo sia un'imitazione del primo.

      O ancora, dovresti dimostrare che in realtà era un nuovo canto di Kiko da adoperare in qualche momento della liturgia neocatecumenale, e che la chiara indicazione di non cantarlo è un falso timbrato da qualcuno dei nemici del Cammino un attimo prima che venisse fotocopiato e diffuso nelle comunità.

      Oppure potresti dimostrare che la Chiesa si è sempre sbagliata a distinguere tra il sacerdozio ministeriale e quello "comune" dei fedeli, commettendo tale madornale errore persino nel testo del Catechismo: ma a questo punto dovresti mandare i tuoi commenti non a questo blog, ma alla Santa Sede.

      Insomma, se gli altri ti presentano un'evidenza, non puoi limitarti a dire "non è vero": devi come minimo presentare ragioni, argomenti, controevidenze. Altrimenti fai la figura del perfetto zombificato, fai la figura dell'adepto della setta che per difenderla è disposto persino ad azzeccar figuracce, ad ingannare, a mentire.

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  20. @ Simone l'originale

    Mi rallegro con te per l'originalissima tua affermazione "...Cosa prova questo? Nulla. Nella nostra comunità non è stato letto, né ci è stato inviato..."

    Bravo! Sei il milionesimo neocat che per smentirci strilla che non è vero perché "nella mia comunità non è successo".

    Vinci un bel fermacapelli da applicare sulla tua lunghissima coda di paglia.

    Cordialità.

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  21. Io voglio credere a Simone, cioè voglio credere che questo Inno è stato inviato solo alle comunità catechizzate da Kiko, quindi immagino quelle elencate negli ultimi annunci: le prime due dei Martiri Canadesi e di S.Francesca Cabrini, la prima di S.Luigi Gonzaga, della Natività, le prime due di S.Bartolo in Tuto di Scandicci.
    Vuol dire che queste Comunità di super eletti hanno fatto la Vigilia di Pentecoste da sole, separate dalle altre comunità, magari in albergo, per poter leggere l'arcano Inno allo Spirito di Kiko? Lo hanno recitato tutti insieme? Lo ha proclamato il presbitero o il catechista più anziano? Quanto bisogna essere adulti nella fede per poterlo capire?

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    1. 30 anni

      Valentin Giusti Io voglio credere a Simone, cioè voglio credere che questo Inno è stato inviato solo alle comunità catechizzate da Kiko, quindi immagino quelle elencate negli ultimi annunci: le prime due dei Martiri Canadesi e di S.Francesca Cabrini, la prima di S.Luigi Gonzaga, della Natività, le prime due di S.Bartolo in Tuto di Scandicci.

      Sono sempre stato critico verso i fratelli di comunità che spesso negano l'evidenza con sofismi tipo differenziare ricevere e manducare, ma in questo caso devo dire che quanto detto da SV è plausibile. Andando alla veglia di Pentecoste, dopo aver letto questa cosa dell'inno di Kiko mi aspettavo di sentirlo o almeno di sentirne parlare ed invece niente. Non so se questo dipenda dal fatto che sia stato mandato solo alle comunità promigenie di Kiko oppure per altri motivi, ma nella mia comunità (che ha fatto elezione più di 10 anni fa) nessuno ha citato né sapeva niente di questo inno.


      Vuol dire che queste Comunità di super eletti hanno fatto la Vigilia di Pentecoste da sole, separate dalle altre comunità, magari in albergo, per poter leggere l'arcano Inno allo Spirito di Kiko? Lo hanno recitato tutti insieme? Lo ha proclamato il presbitero o il catechista più anziano? Quanto bisogna essere adulti nella fede per poterlo capire?

      Confermo invece che la raccomandazione era di fare la veglia per comunità singole e nell'ambito di un convivenza da sabato sera a domenica pomeriggio

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  22. Lo Spirito Santo è il giogo soave e leggero.

    Se il buongiorno si vede dal mattino, l'incipit dell'Inno kikiano è già tutto un programma.

    L'Inno della Chiesa
    Il "Veni Creator Spiritus"

    Come la Sequenza di Pentecoste
    "Veni, Sancte Spíritus"

    Iniziano con una Invocazione

    Kiko esordisce con una definizione.
    La prima cosa che dici vuole essere qualificante più di ogni altra.
    Kiko chiama lo Spirito Santo "giogo soave e leggero"
    Che non c'entra proprio niente.

    Associare, poi, allo Spirito Santo il "giogo", conoscendo Kiko, io lo considero un lapsus froidiano, soave o non soave.

    A presto

    Pax

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    1. Chiara Lubich e Padre Cantalamessa anche si riferiscono alla "misericordia di Dio" e all"amore di Dio" (Kiko per entrambi si riferisce allo Spirito Santo) come "il giogo soave", il "prendete il mio giogo sopra di voi", come qualcosa capace di cambiarti la vita, attraverso la sua misericordia. In contrapposizione al giogo della legge di cui si serve il maligno per accusarci, come di S. Paolo.

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  23. Dal' INNO ALLO SPIRIO KIKO di Lino

    A te, pittore immane
    che doni all'uomo l'estasi
    quando fisso rimane
    a rimirar l'esegesi
    che sta nelle tue icone,
    a te che il buio illumini
    delle vuote chiesone
    a te sciolgo il mio cantico,
    il seguito lo serbo
    per l'opra tua poetica,
    pel verbo tuo superbo.

    Questa è vera ispirazione!

    Grazie Lino, sei unico, come sempre!
    Novello Petronio per Kiko-Nerone, imperatore al tramonto.

    Pax

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    1. Ebbene, lo confesso: la metrica è un plagio, ho imitato quella di un famoso, vergognoso Inno di Carducci.

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  24. Lo Spirito Santo, che non è la colomba al comando di Kiko sulla torre di Pechino, è Dio e non se ne può pronunciare il nome invano impunemente come fate voi!, quindi pregherei Simone di non offendere la nostra intelligenza e quella dei migliaia di nostri lettori difendendo questa solenne schifezza, che sembra la trascrizione delle tipiche preghiere in libertà dei catechisti neocatecumenali, teologicamente errate e contro la dottrina.
    Kiko contraddice Nostro Signore quando richiede di non sprecare parole come i pagani, che appunto credono di essere ascoltati a forza di parole, come voi.
    Questo inno è una poesia brutta e vuota come colui che l'ha composta, il quale è così pieno di se stesso da non potersi accontentare di recitare le preghiere millenarie che parlano dello Spirito Santo perché ISPIRATE DA LUI!

    Così arrogante, così superbo.... E vi trascina nella sua ribellione!

    Farsi una propria liturgia è SCISMA di fatto!

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  25. se non disturbo inserirei questa (trovata sul sito maran athà)
    https://www.maranatha.it/Massime/XPage.htm


    Vieni, Santo Spirito,

    manda a noi dal cielo

    un raggio della tua luce.



    Vieni, padre dei poveri,

    vieni, datore dei doni,

    vieni, luce dei cuori.



    Consolatore perfetto,

    ospite dolce dell'anima,

    dolcissimo sollievo.



    Nella fatica, riposo,

    nella calura, riparo,

    nel pianto, conforto.



    O luce beatissima,

    invadi nell'intimo

    il cuore dei tuoi fedeli.











    Senza la tua forza,

    nulla è nell'uomo,

    nulla senza colpa.



    Lava ciò che è sordido,

    bagna ciò che è arido,

    sana ciò che sanguina.



    Piega ciò che è rigido,

    scalda ciò che è gelido,

    drizza ciò ch'è sviato.



    Dona ai tuoi fedeli

    che solo in te confidano

    i tuoi santi doni.



    Dona virtù e premio,

    dona morte santa, dona gioia eterna.

    CHE BELLA PREGHIERA !

    scusate se sono uscito fuori tema

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  26. Lo Spirito Santo è il giogo soave e leggero. ???
    ^^^^^^^^^^^^

    Lo Spirito Santo sarebbe un giogo?
    ma questo è propio fuori di testa , ma propio fuori fuori.

    Nostro Signore ha detto :
    Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero» - > Mt 11:28-30. ... il nostro cuore è occupato dall'angoscia, dall'ansietà, dalle preoccupazioni,...

    ha estrapolato Matteo ed ha detto una panzana enorme , per non dire altro

    RispondiElimina
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    1. "Lo Spirito Santo è il giogo soave e leggero." Con "giogo soave e leggero" non si intende solamente la croce. Il giogo, di cui parla il Signore, è lo Spirito Santo che porta la sua Parola, che penetra nel nostro cuore dolcemente, ma che è anche purificatrice dell’animo e, in questo, conduce a fare la volontà di Dio nell’obbedienza della fede. Il Signore lo chiama giogo in contrapposizione al giogo della legge. Il giogo soave è lo Spirito Santo che illumina la legge la rende accessibile facile da realizzare.
      Il giogo quindi è il comando nuovo del suo amore (lo Spirito Santo), che è leggero, perché porta gioia in noi, ma esige anche impegno concreto di condivisione di se stessi per gli altri.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Buongiorno Codadipaglia

      "...perché porta gioia in noi..."

      Il signor trettre dottor (h.c.) sciamano Arguello insegna che voi adulti nella fede "avete lo spirito".

      Perciò dovreste essere ricolmi di gioia H 24.

      Allora perché alla fine delle vostre Liturkikie ballate il girotondo/tarantella per "passare dalla tristezza all'allegria"?

      Altra domanda.
      Mike Bongiorno diceva sempre "allegria!".
      Era neocatecumenale anche lui?
      Oppure è Sankiko ciarlatano che si è ispirato a Mike Bongiorno per elaborare la sua profonda dottrina?

      Altra domanda ancora.
      Perché hai tanta paura a rispondere?

      Ultima domanda.
      Ci fai, ci sei o ti ci ha fatto diventare il cosiddetto Cammino?

      Saluti alla tua coda di paglia.

      Elimina
  27. Sicuramente stimolato (pardon colpito!) dalla sentenza per i fatti di Guam, e sulla scia dell’incredibile successo di giorno 5 maggio davanti al Papa, l’ispirato Dott. (hc x 3) Kiko ha pensato bene di continuare a fare la figura da perecottaro con rinnovata e spirituale illuminazione facendo recitare alle comunità, l'inno di..vino.
    Sicuramente fratel Tony Apuron, pur nelle tribolazioni dovute al suo dorato esilio sarà stato felice di recitare insieme ai suoi fratelli conniventi l’ispirato inno all’ipocrisia.

    P.S. Per i fratelli camminanti: Durante la convivenza avete cantato l’inno spiritikiko mentre raccoglievate i soldini per saldare i conti di Tor Vergata?

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  28. VOLTAGGIO: ti ringrazio perché proprio su questo blog dimostri cosa è la fede per i camminanti.

    Il CATECHISMO distingue tra il sacerdozio dei fedeli e quello ministeriale. Li chiama in modo diverso proprio perché non vengano confusi.
    Kiko dice che è grazie allo Spirito che a noi è stato donato il sacerdozio ministeriale e tu hai FEDE in lui e non al catechismo.
    Ma una fede che fa a meno della ragione, non è fede.
    E', cioè, fede umana. Fede umana, distorta fino al fanatismo...

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    1. "Il CATECHISMO distingue tra il sacerdozio dei fedeli e quello ministeriale. Li chiama in modo diverso proprio perché non vengano confusi." ... Vero. Infatti nella poesia/inno non si fa riferimento al Sacramento dell'Ordine. Pensi davvero che Kiko intenda che tutti siamo preti e possiamo celebrare messa? Sei libero di pensarlo. Kiko però si riferisce al ministero sacerdotale di tutti i cristiani, in quanto battezzati partecipiamo al ministero di Cristo. Tutti i cristiani hanno una missione, quella dell'evangelizzazione, che significa annunciare la Buona Notizia. Cristo è risorto è ci ha salvati. Per il suo preziosissimo sangue siamo stati salvati, per le sue piaghe possiamo essere guariti.

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    2. Soggetti come Simone si lamentano che i loro commenti non vengono pubblicati.

      Ma scusate, il suo commento delle 10:02, come contribuisce alla discussione?

      Riepiloghiamo:
      - Kiko scrive una patetica parodia del Veni Creator Spiritus in cui ringrazia «per il nostro sacerdozio ministeriale»;
      - secondo la lingua italiana, quel "nostro" va attribuito a Kiko e ai suoi adepti (dunque Kiko si crede prete e afferma che anche i suoi adepti lo sono);
      - Simone, con sommo sprezzo del ridicolo, va dicendo che quelle parole "sacerdozio ministeriale" si riferiscono in realtà al "sacerdozio comune dei fedeli"
      - vien fatto ripetutamente notare a Simone che il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma il contrario, operando una netta distinzione e sottolineandola per bene;
      - Simone afferma che il Catechismo dice il vero ma immediatamente dopo insiste a dire che le parole di Kiko «il nostro sacerdozio ministeriale" si riferiscono al "ministero sacerdotale [comune] di tutti i fedeli", e non al sacerdozio ministeriale istituito per "celebrare Messa". Come argomento a sostegno sa aggiungere solo una mini-omelia su "Cristo risorto che ci ha salvati", come se il far notare gli errori di Kiko sarebbe equivalente a negare la Resurrezione e la Buona Notizia e la Salvezza.

      Vedete? È più facile ragionare con un drogato che con un neocatecumenale.

      E poi va lamentandosi quando viene ridicolizzato o "censurato" (dovrebbe piuttosto ringraziare i moderatori che non pubblicano le sue idiozie, poiché così facendo gli risparmiano ulteriori figuracce).

      Personalmente non credo che il suo cognome sia davvero quello. Sarebbe la pecora nera della famiglia, e gli avrebbero tolto l'accesso internet già da tempo.

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    3. Le tattiche neocatecumenali funzionano solo con gli ignoranti, a patto che siano pure sprovveduti.

      Ricordate la vecchia solfa? «tu critichi i nostri canti? ma i nostri sono canti biblici! tu dunque critichi la Bibbia!»

      Col sottinteso che una qualsiasi grattugiata di chitarrella, se accompagnata da paroloni biblici o ebraici ("tu sei la scecchinà del signooooure..."), diventa improvvisamente esente da ogni critica.

      Stesso metodo per la gigantesca vaccata scritta da Kiko nella parodia del Veni Creator. Mi fa ridere il fatto che finora nessun neocatekiko abbia adoperato l'alibi del "voi non capite! era inteso come inno da usare esclusivamente ai raduni del clero!".

      Il fatto è che pur venendo riconosciuta come vaccata, per gli adoratori dell'idolo Kiko resta indiscutibile che tale "inno" va per forza utilizzato, va per forza acclamato come "bello", va per forza segnalato agli altri fratelli delle comunità, e quindi il diabolico errore di confondere il sacerdozio ministeriale con quello comune dei fedeli va ugualmente avanti.

      La guerra di Kiko [e Carmen] contro il sacerdozio ministeriale prosegue anche così. Aveva ragione mons. Schneider: «il Cammino è un cavallo di Troia nella Chiesa... una setta protestante-ebraica che di cattolico ha solo la decorazione...».

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    4. Non conosco questa famiglia direttamente, però il cognome non è Gennarini.
      Per esempio, Stefano Gennarini, seppure più di vent'anni fa, avvisava gli ingenui catechisti della periferia che alcune catechesi di Kiko e Carmen andavano propagate con attenzione (quindi, immagino, non esposte o difese al di fuori della enclave Neocatecumenale) perché "al limite dell'ortodossia";
      usava un eufemismo perché evidentemente si rendeva conto che invece erano ormai ampiamente fuori dal recinto cattolico.
      Quindi, posso forse aspettarmi da lui e dalla sua famiglia un atteggiamento diciamo più circospetto nei confronti dell'alta teologia kikiana.
      Ma da altri, sinceramente no.
      Davvero pensano che Kiko sia ispirato dallo Spirito Santo e quindi che ciò che dice o scrive si rivela o si rivelerà come autentica verità.
      Per questo motivo spero che il fondatore non cada nella stessa malattia di Carmen, perché altrimenti non so di cosa potrebbe convincere tutti coloro che pendono dalle sue labbra.

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    5. Simone visto che tu riscrivi esattamente le stesse cose, io viceversa sono pigro e ti rimando a quanto ti ho già scritto QUI

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  29. Stiamo in guardia dagli ipocriti, specialmente quelli con la malattia del garantismo, malattia nata perché le lungaggini della giustizia italiana hanno purtroppo trasformato l'istituto della querela in un incubo per gli innocenti e in una costosa ma efficace arma per i colpevoli.

    Mi riferisco a certi kikos che vanno ancora difendendo il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron.

    Ora, se avessero almeno un briciolo di fede, si sentirebbero insultati dal fatto che il soggetto, riconosciuto colpevole dalla Santa Sede, è ancora un fratello del Cammino addirittura da esibire sul palchetto d'onore dei vescovi al cinquantennale di Kiko.

    Ricordiamo qui per la millesima volta che le vittime di Apuron si sono espresse pubblicamente, mettendoci la faccia, mettendo a repentaglio dignità, amici e lavoro, e lo hanno fatto nel momento in cui avevano tutto da perdere e nessuna copertura legale. Infatti il primo gesto di Apuron e della sua cricca, gesto impulsivo e scriteriato, è stato quello di minacciare di usare tutte le risorse economiche della diocesi per mandare sul lastrico il primo denunciante (e poteva riuscirci a causa degli Statute of Limitations vigenti in quel momento). Questo solo gesto, da solo, non soltanto è un segno di probabile colpevolezza (un vescovo innocente si sarebbe espresso molto diversamente), non solo è un gesto vendicativo (piuttosto che di cristiana ricerca della giustizia e della verità), ma è anche la dimostrazione che il soggetto Apuron credeva di essere non il vescovo di Guam ma il re di Guam: e in Vaticano si è sollevato più di qualche sopracciglio, perché - come comunemente si dice nelle curie - ai vescovi si può perdonare l'eresia ma non l'incompetenza, non si perdona l'essere platealmente inadatti al ruolo che si copre.

    Dal punto di vista della fede, noi cattolici siamo addolorati per le vittime. Anche quando ci si limiti a pensare a "presunte vittime" rispetto ad un "presunto pedofilo", è nell'interesse di tutti che si faccia luce sulla verità, piuttosto che far guerra a colpi di avvocati e di proclami di vendetta. Ci aspetteremmo chiarimenti, non fughe, non latitanza, non minacce, e ancor meno le scenografiche furbate davanti al Papa. Noi siamo i primi a riconoscere che quando sbattono in prima pagina la notizia di un chierico pedofilo si tratta normalmente di qualche avvocato che ha deciso di estrarre soldi facili da qualche diocesi (e ci sono riusciti tante volte, anche in caso di preti innocenti, perché le curie avevano fretta di silenziare il caso). Ma siamo anche i primi a reclamare che venga dato ascolto a chi mette a repentaglio la propria faccia, il proprio lavoro, la propria immagine, la propria dignità, specialmente se lo fa quando ha tutto da perdere. Quelle pubbliche denunce a carico di Apuron avrebbero dovuto scuotere non solo i cristiani della domenica, ma soprattutto i fratelli del Cammino (e in particolare coloro che hanno ricevuto i sacramenti da Apuron).

    Infine, come al solito, se volete capire la mentalità neocatecumenale, provate a invertire le parti. Immaginate che un vescovo ostile al Cammino venisse accusato di pedofilia: i neocatecumenali canterebbero vittoria indipendentemente dalla credibilità degli accusatori, e non sarebbero così "garantisti" (anche dopo la condanna).

    Per la mentalità neocatecumenale, infatti, la verità è tale solo se fa comodo al Cammino, la giustizia è tale solo se torna utile al prestigio del Cammino.

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    1. Ma nel cammino non viene vietata la possibilità di fare causa,non è domanda di scrutini, hai causa con qualcuno?, non vale per questo vescovo catecumeno?
      Come si fa a non definirli una setta demoniaca,altro che approvati dalla Chiesa...per me è sbagliato da parte della Chiesa a non chiuderlo per il "bene" di Pochi innocenti,perché tenerlo in gioco è peggio,almeno che conviene alla Chiesa avere il cammino per questioni economiche e di facciata nei raduni...mah!
      Ex fratello

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    2. Giusta osservazione: se l'accusato di pedofilia fosse stato un Vescovo contrario al Cammino, allora l'atteggiamento dei camminanti è facile supporre che sarebbe del tutto diverso. Ma sarebbe IPOCRISIA.

      Ma è possibile che neanche su APURON nel Cammino ci sia una voce fuori dal coro? Possibile che TUTTI difendano un pedofilo condannato dalla Santa Sede così come TUTTI fanno la Comunione allo stesso modo PROIBITO?

      Qui non siamo di fronte a una comunità, che unisce in un unico vincolo di amore persone che hanno in comune la stessa fede e la stessa spiritualità, ma che sono DIVERSE (altrimenti non si potrebbe parlare né di unità, né di comunità).
      Qui si sta parlando di una comunità "alveare" che uccide le personalità. Per chi ha visto qualche serie di Star Trek, una comintà simile a quella dei Borg che sono uniti tra loro tramite una rete COLLETTIVA.

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    3. Esatto Pietro :)

      è il paragone "fantascientifico" che ho sempre fatto anchio:

      un NC anche quando sembra che ti risponda a titolo personale, in realtà sta dicendo "noi siamo Borg" .. però c'è 1 differenza:
      i Borg assimilavano le qualità e le capacità dei singoli che sottomettevano per far migliorare l'intero sistema, il CN annienta le peculiarità personali per mantenere il sistema sempre uguale a se stesso.

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  30. I Musulmani, che definiscono nel Corano quali siano i 99 nomi di Dio (anzi è Allah stesso a rivelarli loro) sono molto più seri e devoti di un Kiko Argüello che inventa con leggerezza un nuovo nome per lo Spirito Santo: oggi è "giogo", ma perché non "fango", visto che è attraverso il fango che il cieco riacquista la vista? Perché non "peccato" visto che attraverso la pazienza verso il nostro peccato si raggiunge la perfezione?
    Non sono teologo, ma prima di inventare un nuovo nome per il Signore Dio, è soprattutto prima di diffonderlo approfittando della fiducia (immeritata) che qualcuno ripone in me, ci penserei una seconda e una terza volta.
    Ecco perché i musulmani non si convertono al Cammino: loro non amano certo i bestemmiatori del Santo Nome.

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  31. Simone Voltaggio ha detto:
    1)"Kiko però si riferisce al ministero sacerdotale di tutti i cristiani, in quanto battezzati partecipiamo al ministero di Cristo"
    2) "Il giogo soave è lo Spirito Santo che illumina la legge la rende accessibile facile da realizzare".

    Vedi, Simone Voltaggio, io non mi imbarcherei mai in un inno in simili argomentazioni. Eppure di poesia religiosa ne ho letta a iosa e ne ho composta parecchia, modero un gruppo di poesia cattolica.
    Un inno, a differenza di quello che pensi, non è destinato a pochi eletti, bensì ai molti. E infatti quello di Kiko già è finito su Kairos - non risulta che Kiko abbia chiesto la rimozione a quella che è un'agenzia informativa vicina al Cammino - e diventerà invocazione ufficiale del CNC al Paraclito. Chi dovesse negarlo sa benissimo di mentire.
    Non essendo destinata a pochi eletti, una poesia cattolica non può generare confusione. Sul concetto di sacerdozio ministeriale, in primo luogo. In quanto battezzati il nostro è sacerdozio comune. Punto, non per caso la Chiesa fa la distinzione. Non per caso quello comune è definito anche sacerdozio battesimale e l'altro sacerdozio gerarchico. Non per caso il sacerdozio ministeriale fonda su un terzo Sacramento, oltre il Battesimo e la Confermazione. Messa o non Messa, Kiko crea confusione nel popolo del Cammino, che in maggioranza è costituito da sempliciotti nella Dottrina.
    Kiko crea confusione anche quando si rivolge allo Spirito Santo, Persona distinta da Cristo, sia pur nella unità del Dio Trino, con le parole di Cristo in Mt 11. Un inno non è un trattato di teologia, di un inno non va fatta una esegesi, un inno non è una catechesi da spiegare agli eletti dele prime comunità. Un inno è invocazione e preghiera che non deve suscitare l'ambiguità, l'equivoco (il quale equivoco è una figura della poesia, sia metrica che retorica).
    Purtroppo è questo il vulnus del CNC formato da Kiko: l'ambiguità che nel migliore dei casi cela l'errore, quando non l'eresia.

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    1. Voltaggio ha detto: "Tutti i cristiani hanno una missione, quella dell'evangelizzazione, che significa annunciare la Buona Notizia. Cristo è risorto è ci ha salvati. Per il suo preziosissimo sangue siamo stati salvati, per le sue piaghe possiamo essere guariti".

      Questo lo dicono in tanti che professano fedi che cattoliche non sono. Voi non annunciate la Buona Novella, voi annunciate la Buona Novella secondo Kiko, annunciate il mamotreto e la comunità.
      Nel passato ho letto interpretazioni di Gv 9, di Zaccheo, della parabola delle vergini fatte da Testimoni di Geova. Ebbene: sono più "ortodosse" delle vostre, molto più rispettose del Vangelo.

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    2. Davvero giocano sulla CONFUSIONE.

      Mi sono immaginato cosa potrebbero rispondere all'obiezione che gli ho mosso più volte senza ottenere risposta, e cioè perché cercano di formare comunità in Giappone nonostante i Vescovi lo abbiano proibito.

      L'unica risposta, a mio parere, potrebbe essere una non-risposta. Tipo: ma noi UFFICIALMENTE siamo usciti dalle parrocchie e ci raduniamo solo UFFICIOSAMENTE e INFORMALMENTE come comunità del Cammino.
      Ma una non risposta di questo tipo è una affermazione di disubbidienza in quanto i Vescovi non hanno fatto differenza tra ufficialità e informalità.
      Una disubbidienza più grave dell'aperta ribellione in quanto IPOCRITA.

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  32. VOLTAGGIO:

    quello che io credo è che Kiko ha detto una BOIATA. Anzi l'ha SCRITTA in un INNO che avrà sicuramente meditato. Per cui è una boiata CONVINTA. Forse è solo un errore di IGNORANZA, ma è una boiata. E credo che tu non hai il coraggio di dire che Kiko ha detto una BOIATA. Se per ignoranza o per eresia, fai tu.

    E credo anche che non mi risponderai mai sul parché, nonostante i Vescovi del Giappone non vogliono comunità del Cammino, i camminanti in Giappone stanno riunendosi come comunità del Cammino.

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  33. "nonostante i Vescovi del Giappone non vogliono comunità del Cammino" . I Vescovi non hanno mai detto che non vogliono Comunità in Giappone. Le comunità non possono fare alcune cose. Le comunità in accordo con il Vescovo locale possono continuare nelle forme stabilite.

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    1. "Ho detto anche che il Papa San Giovanni Paolo II nel Simposio dei vescovi dell’Europa nel 1985 ha fatto un’analisi sociologica sulla realtà dell’Europa. In questa analisi fantastica il Papa parla dell’apostasia dell’Europa e parla in maniera profetica, nel 1985, e dice che la cosa più grave è l’operazione del demonio contro la famiglia, la distruzione della famiglia. Come è successo, in tutte le nazioni non c’è più la famiglia giudeo-cristiana perché hanno apostatato dalla fede, e le chiese sono vuote. In Olanda erano in vendita 1500 chiese, tantissime in Francia, negli Stati Uniti…, e ogni volta c’è sempre meno gente, e quelli che sono rimasti sono vecchi, perché i figli non stanno nella Chiesa. I figli di questa gente che ancora va a messa sono fuori della Chiesa. Ma il Papa ha detto ai Vescovi europei una cosa sorprendente: lo Spirito Santo è all’opera, non vi scandalizzate, lo Spirito Santo ha già risposto a questo. Dice che lo Spirito Santo sta chiamando la Chiesa a rientrare nel Cenacolo e partire per “UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE” – ha coniato questa nuova parola –, dove si deve attuare il primissimo modello apostolico. Que-sto del primissimo modello apostolico è molto importante perché noi siamo tra coloro che lo stanno realizzando. E cosa è il primissimo modello apostolico? Ca-pire questo è capire che quando S. Paolo e Sila vanno alla sinagoga, nell’ufficio sinagogale il rabbino dice: “Sono venuti da Gerusalemme i fratelli Paolo e Sila e saremo contentissimi che, finito l’ufficio sinagogale, ci raccontassero come stanno andando le cose. Chi vuole ascoltarlo nella sala accanto ci fermiamo”. Si ferma-vano gli ebrei e Paolo raccontava. Cosa raccontava Paolo? Che è arrivato il Messia! Lo leggiamo negli Atti degli Apostoli, prendeva la Parola e dimostrava che Gesù di Nazareth era il Messia che stavano aspettando e tutti rimanevano allibiti, pietri-ficati, meravigliati. Molti li seguivano a casa perché volevano approfondire questo discorso e molti ebrei cominciano a convertirsi al cristianesimo e cominciano a nascere piccole comunità cristiane nelle sinagoghe. Queste piccole comunità sono state perseguitate dagli altri ebrei che non avevano creduto in Gesù Cristo perché in queste comunità entrano anche alcuni che non sono ebrei, non circoncisi e per loro era uno scandalo. Inizia una lotta e a causa di essa negli Atti degli Apostoli si dice che l’imperatore Claudio espelle tutti gli ebrei da Roma. Grazie a Dio, dopo 3 anni Claudio muore e tornano. Questa tensione all’interno delle sinagoghe ha fatto sì che Paolo ha detto: Andiamo ai gentili! Basta! Come forse anche noi do-vremo andare via dalle parrocchie. Andremo ai pagani. Come in Giappone che stiamo vivendo nelle case. Non vi scandalizzate: il cammino può vivere perfettamente senza strutture di questo tipo, è possibile che il Cammino sia stato mandato da Dio per evangelizzare i lontani, i pagani, i secola-rizzati, gli atei. Mi hanno scritto che si fanno catechesi nelle case e va gente pagana non battezzata e non va via. Finiscono alle 10,00 di sera, ma nessuno va via. Perché non vanno via? Perché sono attirati dall’ambiente, dal vedere una famiglia cri-stiana, presentano i figli, magari ne hanno 10; questi pagani rimangono toccati profondamente, l’ambiente comunitario, il calduccio comunitario e non vogliono andare via. Sapete perché? Perché vivono soli e se vanno via da quella casa riman-gono soli. La famiglia cristiana per evangelizzare è una bomba. Avete visto che si sono alzate 3000 famiglie; se ne alzeranno molte di più. Farò un incontro con le famiglie e formeremo nuove missio ad gentes in India, in Cina, in Europa, in Asia. Che sta succedendo con noi? Chi siamo noi? Anche voi siete chiamati ad evange-lizzare. Ho chiesto un’Udienza al Papa per pensare quando invierà le nuove com-munitates in missionem alle zone più difficili, piene di immigrati."

      Mi sfugge l'accordo con il Vescovo

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  34. Voi tutti siete talmente prevenuti su tutto quello che dice kiko e lo odiate a tal punto, che non vi degnate neanche di cercare il significato di "chiamare" su Google e di analizzare la differenza tra il verbo "chiamare" e il verbo "aderire". Tutti i cristiani sono chiamati al ministero sacerdotale, ma ovviamente non tutti rispondono.
    Max

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    1. "Tutti i cristiani sono chiamati al ministero sacerdotale"
      -------
      Davvero?

      Anche gli sposi?

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    2. Scusa sai ma insisti a definirlo

      "ministero sacerdotale"

      e dici anche OVVIAMENTE ?!

      Quindi uno che si sposa o si fa monaco dà una

      "risposta mancata"

      al sacerdozio?!

      E le donne?

      Elimina
  35. Simone che dici:

    " Infatti nella poesia/inno non si fa riferimento al Sacramento dell'Ordine. Pensi davvero che Kiko intenda che tutti siamo preti e possiamo celebrare messa? Sei libero di pensarlo. Kiko però si riferisce al ministero sacerdotale di tutti i cristiani"
    -------------
    ma benedetto ragazzo .. ti rendi conto che:

    "MINISTERO SACERDOTALE" e
    "SACRAMENTO dell'ORDINE"

    sono SINONIMI?

    Fai 1 cosa semplice per accertartene: scrivi su Google "ministero sacerdotale" e vedi che vengono fuori discorsi di Papi o altri che ne parlano appunto in questo senso.

    Ad es. il seguente può essere di tuo gradimento?

    https://it.zenit.org/articles/benedetto-xvi-il-ministero-sacerdotale-significa-servizio/
    ---------
    Cmnq, pensi davvero che Kiko dicendo "ministero sacerdotale" intenda "sacerdozio comune di tutti i cristiani"?
    Sei libero di pensarlo, Kiko però non dice questo.

    Roberta

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    1. P.S.

      Questa risposta vale anche per te Max,

      non avevo visto prima il tuo intervento.

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  36. Dice Lino:

    "Non essendo destinata a pochi eletti, una poesia cattolica non può generare confusione."
    ---------
    Ecco, era esattamente questo che pensavo quando ho posto la domanda se l'inno di Kiko dovesse avere "approvazione ecclesiastica" .

    Perché mi pare che con la "scusa" della poesia , Kiko non voglia altro che continuare a far passare le sue dottrine distorte; come d'altra parte ha sempre fatto con la pittura (e l'architettura ) e con i canti.

    È una forma d'indottrinamento subdola che più efficacemente della "catechesi" diretta può entrare nella mente e nell'animo perché fa leva sulle emozioni e soprattutto non è tenuta a "giustificare" alcunché, ne' alla ragione, ne' alla fede e teologia della Chiesa .. con la scusa della "licenza artistica" che genera appunto VOLUTA ambiguità.

    Dove mette le mani Kiko tutto rovina .. e ciò evidentemente fa molto comodo a qualcuno.

    @Valentina,
    penso che per l'inno di Kiko non ci sia 1 definizione migliore della tua:

    "un'accozzaglia di parole"

    di cui è inutile voler trovare un senso complessivo che sia coerente con la nostra fede , poiché per ogni affermazione palesemente sbagliata, come: "Lo Spirito Santo è il giogo soave e leggero" ..
    l'autore e i suoi estimatori avranno 1 interpretazione diversa a seconda delle persone da cui si devono fare "approvare".

    Concordo con l'osservazione sui Mussulmani, le persone mussulmane che conosco praticanti, hanno un enorme rispetto per il nome di Dio , mai ne parlerebbero con la leggerezza con cui lo fa Kiko, inventandosi definizioni fantasiose.

    Roberta

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  37. OT OT OT OT

    Nei gruppi di ex in FB sta circolando questo video concernente una trasmissione di FORUM RETEQUATTRO, che qualcuno aveva anticipato ieri nell'Osservatorio:
    http://www.video.mediaset.it/video/forum/full/mercoledi-23-maggio-canale-5_845640.html

    E' estremamente interessante notare che - sebbene il CNC non sia citato esplicitamente dai contendenti, figuranti o personaggi reali che siano -
    nel "processo" emergono gli aspetti più invasivi che le comunità hanno sulle famiglie. Che si tratti di CNC è indubbio, la trasmissione è stata informata benissimo anche del linguaggio dei camminanti oltre che delle concezioni, delle pratiche e dei comportamenti. Ritengo che il video sia una bomba.

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    1. Sono riuscito a seguire solo alcuni minuti ma la prima netta impressione è che il soggetto neocatecumenale abbia ricevuto dai cosiddetti "catechisti" il cosiddetto "divorzio neocatecumenale" documentato fin dal 1992 da A. Faustini ne La tela del ragno.

      Nonostante tutto il suo agitarsi (che purtroppo banalizza i suoi validi argomenti: eppure avrebbe dovuto già sapere che i kikos sono abilissimi a fabbricare uno scenario in cui recitare efficientemente la propria parte: avrebbe dovuto limitarsi a prendere appunti e poi rintuzzare le menzogne una per una subito dopo), la donna finalmente riesce a mettere in chiaro la presunta "libertà", a partire dal minuto 9 (e ripeterà più volte che l'entrare in comunità è stato un obbligo imposto a lei, una costrizione).

      Quando il soggetto al minuto 11:15 dice di aver "sentito un fuoco dentro", è ancora televisivamente indistinguibile da un qualsiasi convertito. È notevole che abbiano accuratamente evitare di nominare il Cammino Neocatecumenale. Qualcosa mi suggerisce che i cosiddetti "catechisti" abbiano dato l'OK alla partecipazione a Forum convinti che lui con la sua parlantina e il suo contenersi facesse azzeccare una suprema figuraccia alla donna (dotata sì di buoni argomenti, ma un po' impulsiva e ancora scottata dalla faccenda).

      Al minuto 14 un episodio significativo: il parroco esige che la donna diventi «una macchina di aborti» (in altre parole: gravidanze a ogni costo, anche a costo di aborti spontanei continui, figliare come conigli, non "aspettare" nemmeno per problemi di salute) e come contorno la confidenza fatta a una sorella di comunità che diventa improvvisamente argomento di comunità e sgridate dalla comunità e dal parroco neocatecumenalizzato. Tutto con la scusa de "il Signore, il Signore!". Benvenuta nel Cammino Neocatecumenale!

      Al minuto 16:40 dice: «le confessioni vengono fatte davanti a tutti!». Sì, è proprio il Cammino Neocatecumenale. Qualche attimo prima lui ci ha tenuto pomposamente a specificare che le comunità di quel genere sono dislocate in tante parrocchie (non c'entrava niente col discorso): tipica zombificazione con ripetizione automatica di slogan.

      Al minuto 18 parla dell'obbligo di essere entrambi in comunità.

      L'intervento del pretino è la solita inutile predica insignificante che cerca di dare ragione un po' a tutti senza entrare nelle questioni più spinose.

      Al minuto 25 si conferma che è il Cammino a rovinare i matrimoni. Verso la fine del minuto 26 osservo il marito che tenta di addebitare le colpe all'allontanarsi volontariamente dal Cammino: questo è gravissimo. Addirittura incolpa la moglie di essersi tenuta dentro una "sofferenza" senza "condividerla", cioè di essere "egoista" e "isolata". Colpevolizzare le vittime.

      E la testimonianza al minuto 28, il marito cinque minuti dopo il parto della moglie corre in convivenza. La convivenza è più importante dello star vicino alla propria moglie e al proprio neonato figlio. Benvenuti nel Cammino Neocatecumenale!

      Al minuto 30 la donna le dice: «non ci sei mai stato, hai sempre preferito stare con loro!».

      Naturalmente non aspettatevi commenti intelligenti da fratelli del Cammino. Questi ultimi non capiscono neppure la differenza tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli, come volete che capiscano la testimonianza di una donna la cui vita è stata devastata dalla neocatecumenalizzazione imposta a lei e ai figli. Ma milioni di telespettatori qualcosa l'avranno capito.

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    2. Nota 1: mi pare davvero diabolico aver adoperato la figlia neocatecumenalizzata come strumento da scagliare contro la madre per dare ragione al Cammino (anche lei prontissima a esibire "le foto di facebook", che è il cavallo di battaglia del marito). Al minuto 34 vediamo questa minorenne che ammette che sì, non chiama più "mamma" sua madre, vuole "condividere col fratello più piccolo le gioie della comunità", ecc. È proprio vero che il Cammino devasta le famiglie.

      Nota 2: il non aver nominato esplicitamente il Cammino sarà l'utilissimo punto d'appoggio per chi vorrà denigrare le famiglie cattoliche. Ancora una volta è la dimostrazione che qualsiasi cosa faccia bene al Cammino, fa inevitabilmente male alla Chiesa.

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    3. Tragicomico: "penso che ci dovremmo soffermare, più che sulla mia situazione in comunità, su queste foto, sui commenti [di Facebook]" - il cavallo di battaglia su cui i cosiddetti "catechisti" avranno concesso il "divorzio neocatecumenale".

      Al minuto 42 il giudice tenta di far ragionare la ragazzina facendole un esempio (un po' come facciamo anche su questo blog).

      Al tardo minuto 44 circa, «ancora!? non siamo una comunità, siamo una famiglia

      Alla fine del minuto 45, obiettando al non poter uscire, la figlia dice: «per me me questa è vita, per me sta bene».

      Credo che sia esattamente la miglior testimonianza, di tutta la puntata di Forum, che il Cammino è una setta.

      Al minuto 47 finalmente la ragazzina riesce a mettere in difficoltà sua madre, probabilmente per stanchezza. La madre avrebbe dovuto insistere sul fatto che la comunità è onnipresente nella vita dei suoi membri, e invece nei minuti successivi cede, lasciando quindi che il dibattito viri intorno all'essersene andata da casa anziché ai motivi di perché ciò è successo.

      Alla fine del minuto 52: «fai tanto la fervente e hai rinnegato tua madre?». Bel colpo: ricordare l'ipocrisia neocatecumenale. Tant'è che il padre corre ai ripari: "non ti devi intromettere bla bla". Ma subito all'inizio del minuto 54 gli arriva la contromossa: «voi avete questo modo di fare, parlate di pace, amore, e aggredite le altre persone...»

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    4. Al minuto 60 anche la spettatrice dice che lui «ha perduto di vista l'obiettivo famiglia». Questo è notevole, visto che la spettatrice era partita da considerazioni molto blande e per nulla religiose: ha capito anche lei che il Cammino è una setta che non salva i matrimoni ma li rovina.

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  38. Dice @lino lista "ritengo che il video sia una bomba", certo sicuramente è una bomba, in quanto ne esce fuori che, sebbene sia interpretato da attori che recitano una presunta storia vissuta, colui che dovrebbe essere il neocatecumeno è una persona tranquilla e serena nella sua fede, la moglie invece una pazza isterica e per giunta infedele perché ha tradito pubblicamente il marito. Io non so il giudice a chi ha dato ragione ma sicuro, dal punto di vista cristiano la moglie non ne esce bene.
    Max

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    1. Volevi dire «dal punto di vista neocatecumenale». Come al solito a voi neocatecumenali piace giudicare temerariamente le vittime del vostro idolo Kiko.

      Il Cammino non è cristiano, altrimenti seguirebbe la Chiesa e non metterebbe ossessivamente al centro le "catechesi" di Kiko, le "icone" di Kiko, i "canti" di Kiko, ecc.

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    2. Il solito squallido neocat duro e puro, pronto a giudicare e calpestare il prossimo senza pietà pur di difendere il cammino.

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    3. Dal punto di vista giuridico, il fanatico ha vinto la causa perché la donna ha abbandonato il tetto coniugale non essendo stata autorizzata da un tribunale. Il giudice, però, lo ha trattato poi una schifezza dal punto di vista etico e morale, anche definendo lo stare dentro la comunità come dietro un muro. Dal punto di vista cristiano, il giudizio lo ha dato il sacerdote, che anche ha riferito di conoscere di questi movimenti estremisti e ha spiegato che la famiglia viene prima della comunità, perché è "Chiesa domestica". Dal punto di vista del giudizio popolare, il pubblico ha dato ragione alla donna, considerando l'impossibilità di vivere con un fanatico che per andare a una convivenza si trattiene in ospedale con la moglie, che appena aveva partorito, per pochissimo tempo. La fede serena e tranquilla dell'uomo si vede dal commento che lui dà al voto popolare, che definisce come espresso da "cristiani della domenica". Basta questa affermazione per far comprendere, a chi non ha circonciso il cervello, che la storia non è presunta, basta notare il numero di volte nelle quali il fanatico NC e la figlia fanatizzata nominano il vocabolo "comunità" per capirlo.
      Sì, il video è una bomba.

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    4. Ma guardate carissimi che mica ho tirato fuori io il filmato, io non ho espresso nessun giudizio, ho semplicemente guardato, con gli occhi di un cristiano, un filmato pubblico e notato che lui appare come un bigotto, ma comunque fermo nella sua fede e rimasto con i figli, lei una pazza, con gli occhi di fuori dalla rabbia e pubblicamente infedele. Non è un mio giudizio, anche perché la storia non si sa se è vera e se pure lo fosse è interpretata da attori.
      Max

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    5. Fa paura quello che ha detto la figlia, totalmente plagiata.

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    6. Riguardo al moralismo neocatecumenale che punta il dito sulla "donna che ha tradito pubblicamente il marito", bisogna anche tener conto che quell'uomo è talmente cambiato da non esser più il marito.

      Bisognerebbe invece dire che è stato il marito a "tradirla" mettendo la comunità al primo posto, altrimenti il marito avrebbe - pur con tutto l'entusiasmo possibile per il suo itinerario di fede - evitato di renderle la vita impossibile.

      Diamine, uno potrebbe dar ragione al marito se avesse tentato di impedire alla moglie di drogarsi, ma non si può dare ragione al marito che di fatto considera la comunità "famiglia allargata" più importante della famiglia che lui stesso, insieme alla moglie, ha costituito mediante il sacramento del matrimonio.

      Il Cammino non salva i matrimoni, ma li rovina.

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    7. Solo il povero Max crede che nello studio di Forum vadano i diretti interessati: le parti in causa vengono interpretate da figuranti che, per un verso e per l’altro, siano stati coinvolti realmente in vicende simili. È la vicenda, invece, ad essere vera.

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    8. Già. Figuriamoci: un neocat che non solo si rivolge a un "tribunale", ma anche si mostra ai suoi catechistoni, esibendo i grandi problemi del Cammino in una trasmissione TV a largo seguito.
      Che la storia sia vera lo dimostrano la dovizia di particolari, il linguaggio del padre e della figlia, gli atteggiamenti pro e contro la "comunità", che non possono essere noti agli sceneggiatori di Forum. E' evidentissimo: a scrivere alla redazione della trasmissione è stata una moglie (che potrebbe essere anche l'unico personaggio reale); con alta probabilità è stato fatto un casting tra persone che hanno vissuto l'esperienza del Cammino per selezionare gli interpreti e attingere le informazione necessarie per la realizzazione della puntata.
      Per quello che ci interessa: ne esce fuori il CNC nella sua cruda realtà, finita in TV una volta tanto senza essere una pubblicità-progresso del Cammino.

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  39. allo squallido Max

    Adesso aggiungici anche che le coppie neocat non si sfasciano mai, così ti faccio l'elenco di tutte quelle che conosco e sono scoppiate.

    p.s. Vergognati.

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    1. Io mi vergognerei innanzitutto di non avere nemmeno il coraggio di firmarsi con il proprio vero nome e cognome, quando poi mi si cita in questo modo. Non è che io mi offenda e ne sia intimorito, anzi: io sono un uomo libero, nessun catechistone mi potrà mai impedire di pubblicare in Rete con nome e cognome. A buoni intenditori poche parole. E nemmeno temo di riferire che le strofe di Kiko sono la negazione della poesia, una totale nullità sui piani della forma, dei contenuti e della musicalità. Purtroppo per loro, i neocat dovranno sorbirsene parecchie, lo scrissi dopo aver letto l'Annuncio di inizio corso e la citazione del genio di Montale. "C’è
      qualche ispirazione poetica oggi in Italia?", domandò lo spagnolo.
      No, non c'è, come non c'è stata arte sacra nel Rinascimento. Per grazia, però, ora è arrivato il sommo artista ispirato, Kiko Arguello :-)

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  40. professorone delle 09:55
    ^^^^^^^^
    caro professorone
    è inutile che cerchi di inculcarmi le tue blasfemie ;
    ".... prendete su di me il mio giogo ".
    non significa dire che Io sono il giogo .
    la lingua italiana è chiara .

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  41. VOLTAGGIO: ribadisco: i Vescovi in Giappone NON vogliono il Cammino.

    I camminanti possono restare, ma NON devono formare altre comunità.
    La prova è che sono stati cacciati dalle parrocchie. E i camminanti che fanno? Di NASCOSTO si radunano nelle case.

    Questa è la verità, ma se la vuoi negare fa pure: i dubbiosi sanno a chi credere, questo è ciò che importa.

    A proposito: un vescovo del Giappone sarà prossimo CARDINALE... Un riconoscimento non da poco

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    1. Kiko disse letteralmente: «...altrimenti ci ritireremo nelle case, come già in Giappone...»

      Se i vescovi in Giappone tollerassero (o addirittura amassero) il Cammino, che bisogno c'è di "ritirarsi nelle case" come Kiko afferma essere già stato fatto?

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  42. Riferito ad Anonimo delle 12:55
    Tu dici, riferendoti al video inerente la trasmissione Forum:"Colui che dovrebbe essere un neocatecumeno è una persona tranquilla e serena nella sua fede", beh, certo, come no? Il classico raggiro delle menti alterate dallo squallore neocatecumenale. Il tipo di cui discutiamo era forse calmo e tranquillo quando, nel momento in cui la moglie interagiva a discapito del cammino, con vergognoso atteggiamento e sguardo iroso si è diretto scontroso e violento verso la coniuge? È stato ripreso dal giudice, poiché tale comportamento corrisponde ad un' azione violenta! Un gesto che la dice lunga su quel:"calmo e tranquillo che riferisci".
    Indichi come "pazza isterica" la moglie del soggetto in questione, non ritenendo opportuno discutere piuttosto del perché ha manifestato tanta esasperazione. Credi forse che dividere di sera in sera una famiglia possa non condurre ad una frattura irreparabile? Il signore lasciava a casa la moglie, conducendo il pargolo con sé per iniziarlo precocemente all' ambiente neocatecumenale, come avviene sin dalla sua genesi per opera di kiko e scagnozzi.
    Siamo alla frutta, anzi al termine del pasto, con digestione in atto e...diciamo solo che siam lì lì per tirare lo scarico. ��
    Pardon ��

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  43. Lo Spirito Santo è un dono che si instilla nel cristiano, quando qualcuno lo riceve deve esigere da sé stesso molti sacrifici, molte rinunce e molte fatiche perché deve far fruttare il dono che è stato ricevuto. Ma kiko tende piuttosto a far passare il messaggio che questa grazia sia dovuta, perlomeno nei confronti degli eletti ncn, e che non necessita di alcun cambiamento in meglio della propria vita, anzi, il finale, la parte in cui si acclama, è un chiaro richiamo al loro essere, quel "ci hai" si orienta verso l' interno, non si spinge al di là della porta della saletta.
    "Come non evangelizzare perché gli uomini trovino l' unico Dio vero...", e figurati! Ha preso la palla al balzo per sostenere le sue necessità, ossia che la gente parta per diffondere la sua parola, e quest' anno anche ben sospinti da un "inno" che pare voler dire "vai, sarai pieno di Paraclito"; in realtà l' intero testo sollecita a garantire che i fedeli kikiani si plasmino ancor di più a ciò che argüello propone, guidati da un inno che richiama il solito e personale spirito santo.
    Poi non dimentichiamo che la carità è il più grande dono concesso dallo Spirito Santo, ed essa non abbonda, ma neanche la si percepisce se possibile, nelle comunità di kiko.
    È un gioco pericoloso poichè, molte volte, i cristiani perdono le grazie perché non sanno riceverle, e se i neoc sono sollecitati e ammaestrati in tal senso - come francisco propone - di certo il pericolo di disperdere il dono è consistente.
    L' umiltà è elemento essenziale di orientamento del cuore per poter vivere pienamente lo Spirito Santo; finché non si inginocchieranno dinanzi al Re tutte queste parole idiote rimarranno ben prive di azione divina.

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  44. Comunque il suo ego ha determinato una chiusura verso una considerazione santa che avrebbe in minima parte potuto risollevarlo un po', il nominare la Vergine Maria, che è sposa dello Spirito Santo e attraverso cui l' azione è certa. La festa del lunedì avrebbe potuto determinare un Nominarla e distinguersi così dalle sue precedenti affermazione sulla Madonna. Ma non lo fa, e non perché non sia scaltro, bensì perché non ci crede! Non possiede alcun riguardo e rispetto per Lei! E questo allontana lo Spirito Santo che richiede di abbandonarsi a Cristo per rendere dono del Suo agire, e Cristo ama Sua Madre!

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  45. Come promesso, ritorno all'Inno kikiano, che merita la nostra analisi.

    Inno allo Spirito Santo, egli titola, e Inno non è.
    Il "Veni Creator Spiritus" come la Sequenza di Pentecoste, abbiamo evidenziato, sono "invocazioni" rivolte allo Spirito Santo; il fedele anela al Dono perfetto, promesso dal Salvatore, desidera con tutta la sua anima e il suo cuore di essere riempito dei Suoi sette doni, aspetta da Lui che susciti la parola (come Gesù rassicura: riceverete dall'alto una sapienza a cui i vostri avversari non potranno resistere)...

    Ora l'Inno di Kiko è composto in forma di indottrinamento, come sempre Kiko fa il catechista. Cosa può capire dello Spirito di Dio chi è sempre "maestro" e mai "discepolo"?
    È lui che parla ai suoi e spiega cosa è, come è lo Spirito Santo, e chiama pure le sue riduttive definizioni "Inno".
    Questo è il colmo! E lo fa recitare prima della Liturgia di Pentecoste, da solo si dà l'imprimatur.
    Inno non è!
    Non è preghiera, non è invocazione, non è anelito, non è grido dell'anima. Tutto questo a Kiko, che fa tanto il santo, non appartiene. È solo un saccente e, ahimè!, falso maestro.
    Poiché Kiko è sazio, è pieno, ma solo di se stesso.
    Invoca lo Spirito chi è bisognoso.
    Nella Sequenza di Pentecoste - della Chiesa - dopo aver invocato la Sua luce, si dice subito
    "Vieni Padre dei poveri, Vieni Datore dei doni..."
    Viceversa, non c'è nel suo Inno alcuna verticalità. Kiko non prega, non invoca, non anela. Kiko, dall'alto della Cattedra di Mose', sulla quale si è assiso come gli scribi e farisei ipocriti, impartisce presuntuoso le sue lezioni, pretendendo di spiegare ciò che non osano spiegare gli angeli, che pure contemplano Dio giorno e notte. Chiude lo Spirito Santo nel suo contenitore che coincide col suo potente cammino, quando lo Spirito Santo chiede a noi di fargli spazio, completamente... Come osa Kiko richiudere lo Spirito Santo che è Dio nelle sue riduttive definizioni? E chiamare questo Inno? Pensando di rendere gloria a Dio? Quando, ut semper, rende gloria solo a se stesso?

    Chi riceve da Dio la parola può parlare la lingua di Dio, non chi è dio di se stesso come Kiko Arguello.
    Santa Caterina da Siena ci ha lasciato quanto ha ascoltato da Gesù:
    "Fatti capacità ed io mi farò torrente!". Questo il segreto dell'essere ricolmi di Dio.

    Ma Kiko non comprende.

    ... Continua ....questo pseudo/inno è un pozzo di conoscenza del kikopensiero.

    Pax

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    1. Infatti, Pax. Non è un Inno, l'ho scritto in modo diverso ma conveniamo: "Un inno non è un trattato di teologia, di un inno non va fatta una esegesi, un inno non è una catechesi da spiegare agli eletti dele prime comunità. Un inno è invocazione e preghiera che non deve suscitare l'ambiguità, l'equivoco (il quale equivoco è una figura della poesia, sia metrica che retorica)".
      La tecnica è la medesima dei canti e delle icone: è una catechesi che il saccente deve spiegare. Magari anche per le poesie (si fa per dire) ci saranno convivenze di riporto.

      Elimina
  46. Un attimo mi soffermo sulla conclusione del Kiko/inno, per poi, appena posso, tornare al cuore della composizione.

    Quel "Padre carissimo" che, non so a voi, ma a me è suonato tanto male, come suonano male tutte le invenzioni gratuite, che non hanno una giustificazione.
    Una sola domanda: che bisogno c'è di rivolgersi a Dio così?
    Padre carissimo. Bah!

    Credo che, pian piano, se siamo docili ascoltatori della Parola di Dio, Essa stessa ci informa, la assimiliamo, diventa il nostro linguaggio, in maniera naturale, come da piccoli impariamo a parlare ascoltando la voce dei nostri genitori, i loro accenti.

    Gesù stesso ci insegna a pregare con Lui "Padre Nostro".
    Nel Vangelo di Giovanni, capitolo 17, Gesù, alzati gli occhi al cielo, si rivolge al Padre con una lunga preghiera che fa a voce alta - per questo ci è stata riportata - oltre che per rassicurarci che per noi invoca dal Padre tutto quanto ci necessita e molto di più, anche per istruirci ancora sulla preghiera, sul come rivolgerci, sul suo esempio, al Padre Nostro.
    Ebbene Gesù lo chiama semplicemente "Padre" sempre.
    Una volta "Padre Santo" e una "Padre Giusto".
    (Kiko si guarda bene dall'associare il nome di Dio alla Giustizia, eppure Gesù lo fa in una delle più belle preghiere che rivolge da Figlio).

    Premesso questo ci permettiamo di considerare riduttivo quel carissimo, banale, sembra la letterina di Natale. E poi....

    Padre carissimo,
    come non benedirti,
    esaltarti, lodarti, cantarti,
    tu che ci hai chiamato al ministero sacerdotale,
    che ci hai riempito del dono dei doni,
    che ci hai dato te stesso,
    che ci hai rivelato il mistero dell'universo:
    il tuo totale amore per noi

    Di nuovo, nessuna invocazione, anelito, grido, solo una grande sazietà .....tutto Kiko ha già ricevuto, lui e il suo "eletto cammino".
    A questo punto dico: Beati loro!

    Mi torna in mente l'ultimo post di Lino: "Ha amato Giacobbe e odiato Esaù"

    Eccoli i neocatecumenali amati da Dio!
    Gli eletti prediletti!

    E dunque:
    Poveri tutti noi Esaù, per sempre cugini odiati!

    Ha ragione Kiko ad essere tutto esultante!.....
    ....Per loro
    il ministero sacerdotale,
    il dono dei doni,
    Dio stesso,
    il mistero dell'universo.....l'amore totale di Dio per loro....

    Kiko è sazio, pieno, non ha bisogno di nulla....

    Infine voglio segnalare tutti quei tu, rivolti a Dio, scritti in minuscolo.

    Ma, dico io, almeno la maiuscola, che diamine!

    ...spero di continuare ancora, a presto.....

    Pax

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  47. Praticamente in questo inno Kiko ha fuso l'inno al Servo di Jahvè di Isaia all'inno alla Carità di San Paolo, nel tentativo di attribuire allo Spirito ciò che è proprio di Gesù Cristo in quanto Uomo e Servo Sofferente e, nello stesso tempo, di avvicinarlo alla descrizione dell'amore così come si incarna in un cuore umano secondo quanto espresso dall'Apostolo Paolo.
    Per essere originale, deforma la dottrina e, in particolare, attribuisce alla Persona divina dello Spirito ciò che è proprio della natura umana quando questo Spirito riceve.
    Al contrario, eleva l'uomo ad altezza di Dio quando dice per esempio: "in Lui amiamo il Padre come Lui ama il suo Figlio e amiamo il suo Figlio
    come lo ama il Padre".
    Cioè: secondo Kiko noi "siamo" Spirito Santo, al punto di amare Gesù con lo stesso amore di Dio.
    Lo conferma quando dice: "Spirito Santo, che ci fa persona,
    è più me che me stesso".
    Queste considerazioni mi conducono a considerare normale che si rivolga al Padre con l'appellativo di "carissimo".
    E continuo a chiedermi se queste parole sono state recitate tutti insieme...mi chiedo anche se gli eletti delle prima comunità avevano le vesti bianche mentre dicevano d'amare Gesù Cristo come Lo ama Dio.

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  48. Uno dei "massimi" teorici di questo blog ha scritto che "In poche parole, secondo la mentalità corrente all'epoca la Chiesa non solo aveva ragione, ma era fin troppo generosa: e coloro che difendevano la società civile e la fede erano giustificati davanti a Dio (ti ricordo che la pena di morte non è aborrita dalla Chiesa, poiché possono esistere situazioni in cui è l'unico modo per eliminare un pericolo per la società; oggi è meno reclamata dalla Chiesa perché i soggetti che la meriterebbero disprezzano la vita e considererebbero un successo del proprio odio e del proprio orgoglio l'esser riusciti a farsi ammazzare)."

    Atteso ciò non posso abbandonare questa giornata in cui è convenuto tutto un esercito di protosanti a mostrare la purezza della loro fede, la bellezza adamantina delle loro anime, la loro vicinanza all'Altissimo e soprattitto la loro devozione alla Chiesa infallibile e sempre santa, senza risparmiarvi due meditazioni notturne:

    La prima viene da uno storico cattolico Lord Acton che ci offre questo limpido giudizio storico sul tema omicidirio "clericale":

    "I papi non furono solo assassimi in grande stile, ma resero l'omicidio un fondamento giuridico della chiesa cristiana e una condizione per la redenzione"

    Erano tanto sicuri della bontà di questo mezzo di redenzione che non volevano assolutamente privarsi delle sue potenzialità, infatti

    "in ogni carcere il crocefisso e gli strumenti di tortura stavano fianco a fianco e in quasi tutti i paesi l'abolizione della tortura era da ricondurre in definitiva a movimenti che su scontravano contro la resistenza della chiesa e a uomini che la chiesa maldiceva (William E.H Leaky) per entrambi ho i riferimenti precisi ma li offro a richiesta

    Questo si che è attaccamento alle sante tradizioni!

    Sogni d'oro (ci sentiamo domani).


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    1. Lord Acton era lo storico inglese d'epoca vittoriana che sosteneva che il colonialismo britannico fosse uno "strumento necessario del dispiegarsi della vocazione missionaria della razza inglese nelle regioni che ha popolato e nelle nazioni che ha conquistato"?

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    2. Atteso ciò, anche oggi ti sei limitato a proferire argomentazioni ad hominem e off topic, oltre a esibire la tua biblioteca ricca di citazioni e off topic.
      Una sola domanda mi rimane: perché ti pubblicano? :-)

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  49. MAX:

    odiare Kiko? Ti piacerebbe, ma non illuderti.
    Nessun odio. Ma dire che è un MEGALOMANE è un dato di fatto. Hai visto che razza di palco a Tor Vergata? E poi più di un'ora di presentazioni trionfalistiche del SUO Cammino, mentre il Papa ha parlato molto meno di Kiko. La chiami umiltà?

    Dire che l'apparizione se l'è inventata, o immaginata, o gli è apparso il demonio con le sembianze da Madonna, è evidente.
    Infatti per anni ha detto come l'ha vista e le parole che ha udito, poi ha cambiato versione e ha detto che la sua era una visione intellettuale! Ma le due cose sono totalmente diverse: la visione intellettuale non coinvolge i sensi ma solo l'intelletto e, dice Santa Teresa d'Avila, dura molti giorni, a volte più di un anno.
    Per cui Kiko qualche balla l'ha sparata e tale constatazione non è un pregiudizio, ma un'EVIDENZA.

    Noi diciamo che i mamotreti di Kiko sono zeppi di errori. Non di ortografia ma teologici. Cioè Kiko spara ERESIE a raffica.
    Un'idea solo nostra? Mica tanto! La CHIESA, infatti, ha CENCELLATO e RISCRITTO i mamotreti quasi per intero, ma nel Cammino si continua a fare le catechesi coi mamotreti eretici! Per questo diciamo che è una setta. Non per odio o invidia, ma per il bene della Chiesa. E' un dato di fatto.

    Se odiassimo Kiko lo malediremmo, invece lo affidiamo a Dio. Siete voi che spesso lanciate invettive contro di noi, così come fate con chi lascia il Cammino. Di testimonianze in tal senso ce ne sono un'infinità

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  51. ANONIMO delle 21 e 45:

    non difenderò mai gli assassini, fossero anche Papi, ma 2 precisazioni le voglio fare.

    1) La pena di morte NON è abolita in senso assoluto. Vatti a leggere il Catechismo. Viene però accettata solo come legittima difesa, per cui, con un buon sistema carcerario come si presume deve esistere al giorno d'oggi, diventa un crimine.
    Immagina di vivere in una società che non prevede prigioni se non in piccolo numero e che comunque sono prigioni indegne per la detenzione di persone e immagina che si sia catturato un killer seriale assetato di sangue. Senza prigioni come si difende la società? Oppure: con prigioni tali che rappresenterebbero una condanna a morte in un breve lasso di tempo, cioè rappresentano quello che è l'accanimento terapeutico per un malato terminale, la pena di morte non rappresenta forse una soluzione migliore? Migliore sia del lascisre libero il serial killer, sia a lasciarlo morire in una prigione infame tra atroci sofferenze?

    2) Premetto che non considero il Medio Evo l'età dell'oro del cristianesimo. Tutt'altro. Ma tanto meno penso che lo sia la società attuale.
    I cristiani del passato hanno sbagliato molto, ma hanno anche qualcosa da insegnarci.
    A volte, infatti, hanno sbagliato in buona fede, perché il Vangelo offre dei principi alla società che però devono essere tradotti in sistemi politici, economici, giudiziari, ecc. cosa che solo gli stupidi ritengono facile.
    Con questo non voglio difendere i Papi guerrieri e aberrazioni del genere, ma spesso le generalizzazioni sono PREGIUDIZI e perciò sono sbagliate.
    Noi non possiamo capire i cristiani del passato se non teniamo conto che non solo di psicologia ne sapevano poco o nulla, non solo tante soluzioni ai problemi sociali non le avevano ancora trovate (e cose del genere) ma, soprattutto, che miravano alla SALVEZZA DELLE ANIME. Anche quelle dei criminali.
    Essi più che alla rieducazione dei criminali (cosa giusta) volevano la salvezza della loro anima (cosa ancora più giusta), anche attraverso l'espiazione, giusto o sbagliato che fosse.
    Per salvare le anime hanno spesso sbagliato "tattica", ma non per questo il principio non è valido.
    A volte i genitori danneggiano i figli con un'educazione rigida, ma un conto è farlo a fin di bene, un conto è farlo per egoismo: nel primo caso i figli potranno sempre fidarsi dei genitori, nel secondo caso no.

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