giovedì 17 maggio 2018

Il neocatecumenale amato da Dio e il cugino odiato

Il neocatecumenale amato da Dio e il cugino odiato

Kiko Argüello ha detto:
"[...]. Allora dov’è il segreto? Il segreto lo dice la Scrittura: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù. Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no? Che significa: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù? Dio non ha bisogno di ragioni: il Libro di Giobbe è un libro che dice questo: Dio non ha bisogno di alcuna ragione. Allora che cosa è, uno schiaffo alla nostra intelligenza? Sì, se volete è così! Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per agire, ha eletto te! Perché? Giacobbe è forse anche peggiore di Esaù: è il soppiantatore, Giacobbe è peggiore di Esaù. Perché tuo cugino non sta qui? Amai Giacobbe e odiai Esaù..."(Fonte: Annuncio di Quaresima 2018, pp. 17-18).
Dio, quindi, secondo Kiko, odierebbe il cugino del neocatecumenale assimilato a Esaù. Perché quest'odio del Creatore di entrambi? Semplice: perché il cugino non fa il Cammino oppure, forse, lo fa ma – come nella parabola delle vergini stolte secondo Arguello – si assenta nelle convivenze per andare ad assistere la cognata ammalata, si perde l'olio del II scrutinio.
Dio ama Giacobbe e Giacobbe è assimilato all'adepto che fa il Cammino; naturalmente, parimenti all'adepto, Giacobbe è il peggiore. Nel Cammino c'è l'esaltazione dei peggiori, l'ostentazione delle perversioni, il giusto è disprezzato; il loghion di Cristo in Mt 9:13 ("Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori") è assolutamente distorto. Ecco perché Giacobbe, l'eletto, è considerato da Kiko il peggiore tra i due gemelli biblici, perché nel CNC per essere eletti occorre essere i peggiori, non i minori. Come sempre Kiko usa le Sacre Scritture per esaltare i propri adepti, per far credere loro che Dio chiama i preferiti nel Cammino. E i preferiti, secondo la dottrina del fango, sono naturalmente i peggiori, coloro che negli scrutini dichiarano le massime maialate. 

"Comunione seduti" neocatecumenale:
in attesa che scatti il segnale manducatorio
Come costante suo abito mentale, Kiko manipola la Bibbia.
1) C'è la solita mistificazione del verbo "odiare": Dio non odia nessuno, il Creatore ama ogni sua creatura. Quando il verbo ebraico corrispondente a "odiare" è usato in un confronto, esso significa semplicemente una preferenza, una scelta; la quale nel caso di Esaù e Giacobbe è evidentemente determinata da comportamenti opposti, uno apprezzabile e uno deprecabile.
2) La primogenitura nell'ebraismo non è cosa da poco. “Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me”, sta scritto in Esodo 22:28. Il comportamento di Esaù è disprezzabile perché, per una cosa da poco come un piatto di lenticchie, liberamente rinuncia alla missione alla quale era stato per nascita predestinato, mentre la condotta di Giacobbe è amabile, perché il fratello minore dimostra di voler perseguire con ogni mezzo la primogenitura e la missione a cui Esaù dà uno scarso valore.

Morale del post: il pittore neocatecumenale non ne insegna una sola giusta! "Appartiene ad Esaù chi vuol vivere secondo la carne o attendersi beni materiali nella vita futura", disse sant'Agostino nel discorso 4. Esaù è figura del popolo eletto ebraico, Giacobbe del mondo pagano che si sarebbe convertito al cristianesimo.
È così semplice: Giacobbe non è peggiore di Esaù, come predica  Kiko, Giacobbe è certamente migliore di Esaù. Giacobbe desidera la primogenitura, Esaù la disprezza ("A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura" cfr. Gen 25,34).
Come suo solito, il pittore del Cammino dimostra di ignorare (o di voler ignorare, Cicero sempre ragiona pro domo sua) il linguaggio biblico, fondato su parabole, allegorie, simbolismi, paradossi e iperboli. Certo, l'azione compiuta da Giacobbe non è encomiabile da un punto di vista etico: ma non è criticabile anche quella dell'uomo della parabola gesuana, il quale trovato un tesoro nascosto in un campo lo nascose, vendette i suoi averi e comprò il podere? Il tesoro apparteneva al proprietario del campo, o no? La morale della Sacra Scrittura va oltre la lettera, la lettera uccide, Kiko è un fondamentalista, altro che ispirato.
Come sempre accade, a ben leggere Kiko gli si può solo dare una zappa sui piedi. La zappa di Giacobbe agricoltore, nella catechesi in questione.

124 commenti:

  1. kiko non è ispirato.Ma ripetendo all'infinito di essere ispirato alla fine si convince che è così. Kiko andrebbe bene tra i testimoni di geova, maestri nell'interpretare le Scritture a proprio uso e consumo.A quando il passaggio?

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    1. Cinque anni fa Kiko aveva detto, serissimo, che «Dio attraverso i testimoni di geova ci sta dicendo qualche cosa».

      È parola di Kiko: rendiamo grazie a Kiko.

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    2. Si, ispirato,
      come nei manicomi prima della legge 180; chi si credeva Napoleone, chi Garibaldi e financo Gesu Cristo in persona!...
      Ruben.
      ---

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  2. Profetizzo subito che i nostri fratelli neocatecumenali abituali frequentatori del blog eviteranno di leggere l'articolo limitandosi a chiedere chi è l'autore. Poi aggiungeranno cose tipo: «non è come dite voi», ma senza fornire neppure uno straccio di controargomento all'autore di quest'articolo. Quindi seguirà il solito diluvio di slogan di propaganda kikiana, tentativi di cambiare discorso, giudizi, insulti, inganni, menzogne, come da tipico stile neocatecumenale, che è allergico alla verità e parla solo per tappare la bocca a chi non loda il suo idolo. Infine, sempre mentendo, diranno di aver risposto, o di essere stati "censurati".

    Intanto i nostri lettori cattolici leggeranno l'articolo riflettendo su ciò che dice, per capire quanto c'è di vero. Non essendo idolatra come i neocatecumenali, il fedele cattolico può mettere in campo la propria onestà intellettuale, può permettersi il lusso di riconoscere la verità.

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    1. Aggiungo pure che nella vulgata neocatecumenalizia uno degli inconfessabili dogmi fondamentali è che Kiko sarebbe un folle sì, ma per il Signore, e pertanto gli devono essere abbuonate tutte le stranezze perché sarebbero comunque dettate o ispirate.

      Solo che è una clamorosa panzana. Abbiamo storicamente avuto casi di santi "folli" - san Francesco d'Assisi, folle per il Signore, san Massimiliano Kolbe, «il folle dell'Immacolata», ecc. - ma nella loro cinematografica "follia" erano di un'ortodossia granitica e di un'ubbidienza alla Chiesa pronta a tutto.

      Kiko e Carmen, invece, sono stati granitici solo nella superbia e nell'arroganza, e sono stati "pronti a tutto" non per promuovere la Chiesa ma per far avanzare la propria opera a costo di combattere la Chiesa. Per esempio, otto anni fa, in una convivenza a Porto San Giorgio, nel parlare del caso Giappone (cioè della guerra mossa dai neocatecumenali contro i vescovi giapponesi) Kiko minacciò addirittura lo scisma e nessuno degli astanti ebbe il coraggio di alzarsi e abbandonare Kiko lo scismatico.

      Tale "follia" ha preso diversi nomi. Ad esempio c'è stato un periodo in cui giustificavano Kiko dicendo: "dopotutto è spagnolo", col sottinteso che un italiano non se la sentirebbe di parlare così. Ma questo è razzismo, perché l'appartenenza geografica non dà il diritto di dire corbellerie.

      Per questo bisogna usare correttamente il termine idolatria. All'idolo Kiko e all'idolo Cammino i camminanti devono letteralmente perdonare qualsiasi errore, anzi, devono pensare che l'errore sia un'espressione del divino che tu non hai capito perché "non ti è stato concesso" (dall'idolo stesso). Tale "prerogativa" si estende anche ai cosiddetti "catechisti", autoproclamati angeli del cielo tramite i quali un improbabile "Dio" parla alla tua anima anche qualora ti dicessero qualcosa di fondamentalmente sbagliato. È innegabilmente idolatria, cioè un peccato contro il primo comandamento, consistente nella pretesa di dare a Kiko e al Cammino valore divino (e dunque crederli esenti da ogni macchia e al di sopra di ogni critica specialmente quando l'evidenza grida insistentemente il contrario).

      Solo accorgendosi di tale idolatria si può capire come mai persino persone apparentemente intelligenti compiono bizzarrie da barzelletta (si veda il professore neocatecumenale censura il Papa) o veri e propri atti di idolatria (si veda sacerdoti in ginocchio davanti a Kiko).

      E naturalmente, in caso di idolatria, a guadagnarne sono quelli che sanno cinicamente gestirla, come i cosiddetti "catechisti" che recitano la parte perché ciò consente loro di fare la bella vita a spese dei fratelli.

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  3. C'è secondo me una domanda a cui Kiko risponde con la sua interpretazione dell'episodio biblico sulla scelta di Giacobbe in luogo di Esaù ed è la seguente: "Perché solo noi Neocatecumenali fra tutti i cattolici di oggi (ma anche di ieri) ci siamo accorti della necessità di una iniziazione cristiana e abbiamo la formula per attuarla?"
    Perché, sia chiaro, il neocatecumenale vive la propria adesione al Cammino in modo coinvolgente ed assoluto, molto più di quanto lo viva un membro, pur fanatizzato, di altri movimenti ecclesiali: cioè sovrappone la propria personale vocazione alla vocazione ad essere neocatecumenale, al punto che don Pezzi, lo ricordavo ieri, è in grado di dire a migliaia di giovani accorsi alla GMG che uscire dal Cammino equivale non solo a uscire dalla Chiesa cattolica, ma addirittura a perdere i doni acquisiti con il Battesimo e a sperimentare l'inferno in terra.
    Dal momento che però essere in cammino è molto più "costoso" è impegnativo che essere un credente e praticante della domenica di Santa Romana Chiesa, è chiaro che ci si chieda perché alcuni ce la fanno ad entrare e a rimanere fino alla morte ed altri no.
    Per questo, è necessario rispolverare il concetto di predestinazione: per un qualche motivo misterioso, Dio ti ha predestinato ad una chiamata superiore nel Cammino Neocatecumenale.
    È chiaro che, tu ne dovessi uscire, sarebbe solo la dimostrazione di un fatto: Dio non ti aveva veramente predestinato a ciò.
    E infatti tutti noi abbiamo sentito questa frase: "il Cammino non era per te". Non: tu non eri adatto a fare il cammino, ma il cammino non era destinato a te.
    Ecco perché c'è tanta paura nell'uscirne, ecco perché molti, pur travagliati, sofferenti, "ribellati", continuano ad essere Neocatecumenali: per non perdere la fede nella propria predestinazione ad essere una casta di salati in una Chiesa che ha perso il senso di Dio.

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  4. "Dio, quindi, secondo Kiko, odierebbe il cugino del neocatecumenale assimilato a Esaù. Perché quest'odio del Creatore di entrambi? Semplice: perché il cugino non fa il Cammino" ... Tua personalissima interpretazione. Quello che dice Kiko si riferisce al fatto che "Dio non ha bisogno di alcuna ragione". Elegge chi vuole lui. "Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per AGIRE." E non identifica nemmeno l'elezione con chi è in cammino, quando per esempio parla delle suore di clausura, dei monaci ecc ... Ma lo hai letto davvero l'annuncio oppure ha preso il pezzo che ti serviva per reinterpretarlo a modo tuo?

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    1. Oh rieccoti,
      Senti un po', secondo te quando Kiko dice che le messe normali valgono 20 e quelle neocatecumenali valgono 100 ha ragione o no?

      Oh scusa vuoi che ti contestualizzi la frase? Parlava dei bambini delle famiglie NC che la parrocchia, dopo che gli faceva il catechismo per la prima comunione, PRETENDEVA andassero persino a messa con gli altri bambini...
      Allora..che mi dici?

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    2. E ti pareva! Fammi capire, "Simone Voltaggio": i due periodi antecedenti a quello da te citato non significano niente?
      "Allora dov’è il segreto? Il segreto lo dice la Scrittura: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù. Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no?"

      Lo leggi, Simone, che Kiko sta spiegando "il segreto"? E che prima della frase che TU decontestualizzi ci sono due "perché" in due domande (retoriche)? Non leggi che "il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te [neocatecumenale ]" ha la sua spiegazione nel "mistero della Scrittura" concernente Giacobbe ed Esaù?

      Simone Voltaggio, non fare ridere i polli. Delle monache di clausura e dei monaci Kiko ne parla ben quattro pagine dopo, a p. 21, a proposito della preghiera costante, della solitudine e della carità.
      Pur di confutare ciò che sarebbe evidente a un liceale alla prima esperienza di analisi testuale, ometti due periodi precedenti e fai il saltello in avanti a quattro pagine dopo!

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    3. Ecco Codadipaglia che ci illustra come "dobbiamo" capire le farneticazioni di Sankiko ciarlatano.

      Fai il paio con quello che strillava che pur se Sankiko esorciccio diceva esorcismi noi "dovevamo" capire preghiere di liberazione.
      Anche tu su questa faccenda sei scappato come un coniglio.


      p.s. Grazie per non aver risposto a niente, Codadipaglia

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  5. No, Kiko non ha detto solo ciò che è riportato qui, ma molto altro.
    Per esempio, sempre in tema di elezione immeritata, nello stesso annuncio ha dichiarato:
    Allora dico: “Io non merito di essere qua, merito di essere in prigione” e una donna dovrebbe dire: “Non merito di essere qui, dovrei essere in un postribolo, non merito di essere qua"
    Ce ne sarebbero, di cose *simpatiche* che dice Kiko da commentare, potremmo riempirne dieci blog, questo non è sufficiente.
    Poi mi pare che tu abbia ben metabolizzato la catechesi di Kiko: spiegati meglio, io sapevo che il piano di salvezza di Dio e la sua elezione riguarda tutta l'umanità, non solo i Neocatecumenali e le suore di clausura.

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    1. "Poi mi pare che tu abbia ben metabolizzato la catechesi di Kiko: spiegati meglio, io sapevo che il piano di salvezza di Dio e la sua elezione riguarda tutta l'umanità, non solo i Neocatecumenali e le suore di clausura."... a pag 17 ultima riga, dice... "Dio è ingiusto o fa preferenze di persone?" Ecco il vero senso Dio elegge CHI VUOLE LUI, non fa preferenze di persone. Tutti sono chiamati. E' talmente evidente. NON c'entra NULLA essere o meno del Cammino Neocatecumenale.

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    2. “Io non merito di essere qua, merito di essere in prigione” e una donna dovrebbe dire: “Non merito di essere qui, dovrei essere in un postribolo, non merito di essere qua" .... Anche questo è spiegato più avanti a pag. 18 quando dice "Questa è una forma di considerare profondamente il mistero dell'elezione: NON ti considerare migliore di NESSUNO perchè (ovvero solo per il fatto che) Dio ha verso di te una grazia particolare" ... significa quindi rimanere nell'umiltà, nella consapevolezza che la Grazia di Dio ci ha toccato.

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    3. "...NON ti considerare migliore di NESSUNO perchè (ovvero solo per il fatto che) Dio ha verso di te una grazia particolare" ... significa quindi rimanere nell'umiltà, nella consapevolezza che la Grazia di Dio ci ha toccato..."

      Bravo Codadipaglia! Vallo subito a dire al signor trettre dottor (h.c.) megalomane Arguello.


      "Io sono il nuovo Giovanni in mezzo a voi; io parlo sempre come il Signore mi ispira; Dio mi ordina di; il Messia presente in noi; io esorcizzo ogni città dove vado; io sono un grande artista; io ho vinto un premio di pittura molto importante."

      Eccetera, eccetera, eccetera.

      p.s. Codadipaglia, perché hai tanta paura a rispondermi?

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    4. Cioè consideri normale per una donna dire "merito di stare in un postribolo" cioè sono una sgualdrina, per non dire altro?
      Catechismo della Chiesa Cattolica
      (1804): Le virtù umane sono attitudini ferme, disposizioni stabili, perfezioni abituali dell'intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e la fede. Esse procurano facilità, padronanza di sé e gioia per condurre una vita moralmente buona. L'uomo virtuoso è colui che liberamente pratica il bene.
      Le virtù morali vengono acquisite umanamente. Sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni
      ; dispongono tutte le potenzialità dell'essere umano ad entrare in comunione con l'amore divino
      .
      Secondo te per ascoltare Kiko bisogna essere persone senza virtù morali? Per stare nell'umiltà è necessario dire: "Sono un ladro, sono una meretrice"?

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    5. "NON ti considerare migliore di NESSUNO perchè (ovvero solo per il fatto che) Dio ha verso di te una grazia particolare"
      ----

      Quale grazia "particolare"?
      In cosa consiste questa grazia "particolare"?
      Perché la chiama PARTICOLARE?

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    6. Vuol dire perchè ha eletto te. Come quando Dio ha eletto Giacobbe. Non vuol dire speciale, esclusiva. Particolare: Dio ha avuto pietà di me e mi ha salvato.

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    7. Kiko che parla di umiltà è un ossimoro vivente.
      Stiamo parlando di uno che
      1)vive spaesato di tutto
      2)dice di fare elemosine ai mendicanti con 50 euro alla volta (e i soldi dove li piglia..)
      3) si proclama psicologo, teologo, liturgista, pittore, musicista, esorcista.
      4) si inca.. solennemente se qualcuno gli mette i bastoni tra le ruote (basta solo la sfuriata fatta parlando dei parroci che volevano costringerli a fare messa IN CHIESA. Il video era su YT.. Video che ho salvato)
      5)scaccia violentemente e condanna alla damnatio memoriae chiunque osi mettere in discussione il suo operato...

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    8. Uno vorrebbe anche trovare un appiglio per credere alle parole di Simone Pienotitolo Pienotitolo.

      Ma il guaio è che quelle parole di Kiko, all'interno del Cammino, vengono interpretate sempre e ovunque allo stesso modo. Al punto che i kikos si sentono dei prescelti privilegiati e superiori ai "cristiani della domenica". Eppure persino dei bambini possono accedere alla santità senza bisogno di "cammini di riscoperta", come dimostra il caso dei pastorelli di Fatima.

      Aggiungiamo pure che anche nell'ipotesi incredibile che Kiko volesse dire quel che dice la Chiesa, resta il fatto che non ha fatto nulla per correggere il Cammino che avrebbe male interpretato le sue parole. Kiko o è in malafede o è complice dell'arrogante e conclamata superbia dei neocatecumenali.

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  6. Questo post è ricco di spunti da approfondire in tutti i punti elencati da Lino, che dà l'interpretazione corretta del brano biblico menzionato (nn si può dire spiegato) da Kiko, così come l'ho sentita anche da sacerdoti e studiosi, come ad es. il brillante prof. Weiler ebreo ( lui ovviamente non vede nei 2 fratelli la prefigurazione del popolo cristiano e di quello ebreo come spiegava S. Agostino :) ) .
    Per non andare fuori tema faccio solo 1 paragone col discorso di Kiko che è tutto all'opposto della corretta interpretazione e inoltre .. "sorvola", "banalizza" , come se ciò di cui parla fosse 1 pretesto per dire "altro".. questa è la mia impressione.

    Nel CN, oltre alla fissa dell' essere
    "i peggiori", c'è anche quella di essere "gli eletti" (perciò l'unico modo di conciliare le 2 cose è lo slogan "Dio sceglie i peggiori).

    In un omelia sulla frase del Vangelo "molti sono i chiamati ma pochi gli eletti" un sacerdote ha ribaltato questo concetto di "elezione" dicendo che la "chiamata" dipende da Dio (e la fa a tutti) ma "l'elezione" dipende da noi, nel senso che dipende dalla nostra libera risposta.
    Anche Weiler dice una cosa simile:

    " a Dio non interessa semplicemente mostrare la sua grandezza, ma vuole darla agli uomini. Perché quello che deve crescere è la statura di uomini chiamati a discutere "alla pari con Dio": "se non abbiamo la facoltà mentale di dire no a Dio, allora il nostro sì vale poco. Solo nella scelta tra no e sì, il sì diventa pesante, diventa significativo".

    Per cui se il CN fosse (fosse!) 1 chiamata di Dio, il neocatecumenale sarebbe (sarebbe!) colui che con la sua libertà ha risposto Sì, mentre il cugino ha risposto no .. dove sta "il segreto" , il "mistero dell'elezione"? Quale mistero? Il "mistero" come detto sopra è la LIBERTÀ che Dio lascia all'uomo.

    Anche padre Angelo domenicano risponde a 1 domanda sulla preferenza di Dio per Giacobbe :

    "La lettera agli Ebrei dice che Easù è stato un profanatore e per questo è diventato indegno della primogenitura: “Non vi sia nessun fornicatore, o profanatore, come Esaù che, in cambio di una sola pietanza, vendette la sua primogenitura” (Eb 12,16).

    Il significato spirituale di questo fatto è molto grande ed evidente:

    molti purtroppo sono disposti a vendere la veste nuziale della grazia e i beni del Paradiso per i piaceri degradanti di un momento."

    Dice invece Kiko "Giacobbe è peggiore di Esaù ", associandolo al concetto "Dio non ha bisogno di ragioni per agire, ha eletto te " , offendendo così in 1 colpo solo Giacobbe, il catecumeno (peggiore del cugino) e anche Dio che invece ha voluto fare comprendere agli uomini le ragioni del suo agire (come dimostra quanto sopra esposto da questi sacerdoti e studiosi) .

    Afferma ancora Weiler:
    "Il figlio di Isacco è un uomo riflessivo, è consapevole del fatto che il primogenito di suo padre sarà colui che deve custodire l'alleanza tra Dio e il popolo eletto. Non si tratta solo della primogenitura personale, ma di essere portatore della promessa di Dio per il popolo
    ...
    Giacobbe è più degno, più capace, più abile nell'affrontare il suo destino" dopo aver vissuto l'esperienza di secondogenito alle prese con i limiti di suo fratello. L'esperienza va vissuta, non pensata..
    l'uomo prima della prova e dopo la prova è un uomo diverso.

    Giacobbe lotterà fino alla fine dei suoi giorni, prenderà in mano la sua vita per costruirla, non sentendosi schiavo di un destino già determinato. ..

    Penso che la Bibbia favorisca la persona che deve lottare, chi deve sempre andare avanti, chi deve non soltanto essere perdonato e amato da Dio ma deve perdonare se stesso (che è anche la cosa più difficile)."

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    1. questi i riferimenti per le parti che ho citato

      http://www.ilsussidiario.net/mobile/Cultura/2017/8/28/LETTURE-Giacobbe-e-il-dono-divino-dell-imperfezione/779914

      https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2360

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  8. Se davvero Kiko vuole prendere Giacobbe come modello del catecumeno, ecco com'è il vero Giacobbe: desideroso di mantenere la fedeltà a DIO per lui e il suo popolo (famiglia, fratelli di comunità? ), capace di imparare dai suoi limiti , di lottare per migliorarsi,
    di pazientare coi limiti degli altri ma anche di farsene carico, agire con senso di responsabilità per salvaguardare il proprio rapporto con Dio e servirlo nella libertà, cioè prendendo le proprie decisioni in coscienza e non per la minima cosa andare dal "catechista" a chiedere: "cosa DEVO fare?".

    Il che, caro neocatecumenale, può anche significare che se vedi che i tuoi "catechisti" NON sono all'altezza della loro "primogenitura" devi prendere in mano tu la situazione della tua vita, della tua famiglia, devi cominciare a dire dei NO, a fare delle domande, chiedere spiegazioni in continuazione, di ogni cosa che hai il dubbio che non sia volontà di Dio .. devi metterli alla prova , per vedere se si svendono per esercitare la loro sete di potere e di comando su di te o altri .. (Se Esaù non avesse ceduto alla prova cui l'aveva sottoposto il fratello, Giacobbe sarebbe rimasto al suo posto).

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  9. Ma a Kiko non interessa imparare e far imparare dalla figura di Giacobbe, a lui interessa solo usarne lo stereotipo "dell'ingannatore" come immagine dei chiamati al cammino .

    Quindi Kiko fa la domanda:
    " Che significa: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù?"
    Ma in realtà per lui è 1 domanda retorica, non vi risponde ad es. con le riflessioni riportate nel post e dagli autori detti sopra ma addirittura citando il libro di Giobbe ... sul quale nel tempo ci sono stati fiumi di riflessioni, interrogativi, approfondimenti ... e lui lo liquida in due parole:

    "Dio non ha bisogno di ragioni: il Libro di Giobbe è un libro che dice questo: Dio non ha bisogno di alcuna ragione."

    Non vi sembra che questo e tutto il discorso su Giacobbe non sia altro che un pretesto, un'interpretazione banalizzata e forzata ? per inculcare nei catecumeni (più o meno apertamente) 1 sola cosa:

    di non valere niente come qualità personali , ma di potersi sentire fieri di essere stati "scelti" (?!) per stare nel cammino dove l'importante è non farsi domande, perché, "Dio non ha bisogno di alcuna ragione" in realtà significa che Kiko (i catechisti) non hanno bisogno di spiegarti il motivo per cui ti dicono di fare 1 cosa , devi obbedire e basta.

    La "libertà dei figli di Dio" NON è l'obbedienza ai "catechisti" .. l'obbedienza ai catechisti è sotterrare i talenti che Dio ti ha dato, è fare come Esaù, consegnare nelle mani di altri quell' "alleanza " del cuore che Dio vuole fare solo con te. Perché svendere così questa preziosità per 1 piatto di lenticchie?

    " La lenticchia è il cibo degli egiziani. Per lenticchia s'intendono quindi tutti gli errori dei pagani. "
    (Discorso 4 di Sant'Agostino - 44)

    Che dentro il CN ci sono .. Il CN funziona esattamente con la stessa logica del "mondo" da cui ti fa credere di volerti "salvare" .. in cambio di una sicurezza psicologica o materiale, di un'esaltazione momentanea che tu scambi per "fede" e "fervore" ti rende schiavo più degli idoli del mondo.

    Consiglio ai NC, che sono così "avvolti" di Antico Testamento
    di leggerlo il bellissimo discorso 4 di Sant'Agostino, dove viene spiegato quanto detto nel post: che Esaù è figura del popolo ebraico e Giacobbe del popolo pagano che però gli idoli li abbandona e diviene cristiano ...
    Più tante altre cose su come l'AT prefigura il Nuovo ... questa vicenda di Giacobbe ed Esaù è ricchissima di significati importanti per noi oggi ..
    altro che liquidarla in 2 parole (in più sbagliate) come fa Kiko ...

    ma perché NC seguite uno di così misero spessore spirituale ?
    Perché cercate a tutti i costi di imitarlo?

    https://www.augustinus.it/italiano/discorsi/discorso_004_testo.htm

    Roberta

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    1. Quello che dice Kiko si riferisce al fatto che "Dio non ha bisogno di alcuna ragione". Dio Elegge chi vuole lui. "Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per AGIRE." Dio quando chiama non va a vedere se tu sia buono o cattivo. Kiko non da un giudizio sulla condotta morale di Giacobbe o di Esaù quando dice: "Giacobbe era forse peggiore di Esaù". Vuol dire che l'elezione è per tutti. Dio sceglie CHI VUOLE, al momento della chiamata non va a vedere se tu sei buono o cattivo. Dio ti chiama e basta. Tu come rispondi? "L'elezione divina è soprendente" (pag. 17) non la puoi incanalare con la tua ragione. Secondo la tua ragione pensi che sia meglio Esaù o Giacobbe? ... Insomma Dio sceglie chi vuole lui.

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    2. Codadipaglia farnetica, come il suo padrone...

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    3. Il fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo probabilmente ha già preparato il turbante islamico per farsi musulmano. Infatti i musulmani dicono che Dio «ha fatto il fuoco caldo, ma poteva farlo freddo», per intendere che non ha bisogno di ragioni. Il "dio" islamico è tutto trascendente e completamente apatico rispetto alla storia degli uomini. Non si sporca le mani, non si immischia nella storia umana. Può garantire il suo favore a qualche uomo, ma non è detto che lo faccia. Cioè, in sintesi, "non ragiona": la sua saggezza ha un limite, e pertanto anche la sua misericordia.

      Ora, noi cattolici sappiamo invece che l'imperscrutabilità di Dio non è qualcosa che va contro la ragione (il fatto che Dio ci ha donato la ragione implica necessariamente che è Lui il massimo vertice di ogni saggezza e ragione: ed infatti la massima vetta della ragione è riconoscere che c'è qualcosa che la sorpassa, ed è la fede; per questo si può e si deve dire che la ragione non può essere di ostacolo alla fede, anzi, occorre dire che la ragione sostiene la fede stessa).

      Noi cattolici sappiamo che Dio può fare qualcosa di inimmaginabile (come ad esempio il miracolo dell'Incarnazione) ma non qualcosa di ultimamente irragionevole (altrimenti non sarebbe Dio, poiché un "dio" limitato da qualcosa non è onnipotente, non può essere l'Essere Perfettissimo).

      Per questo, nell'esempio concreto della preferenza a Giacobbe, è legittimo e doveroso interrogarsi sulle ragioni di quella preferenza. Il fatto che Dio conceda doni particolarissimi ai santi - persino bambini - non è irragionevole, ed è anzi addirittura testimoniato da tempi antichissimi («con la bocca dei bambini e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari...»).

      Il fratello Simone Pienotitolo Pienotitolo può correre ai ripari in full damage control tentando di spegnere l'ennesima figuraccia di Kiko, ma non può cancellare il fatto che il neocatecumenalismo ha tirato in ballo l'odio (un "Dio" che odia? e che magari ti manda pure le disgrazie perché oltre a odiarti è pure un sadico?) ed ha sfruttato quell'esempio biblico per far crescere la propria superbia e la propria arroganza.

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    4. Mi puoi chiarire esattamente Simone di che elezione e a cosa parli Kiko in questo contesto?
      Se è un'elezione ad entrare in cammino, chi ne esce tradisce la propria elezione? Oppure ha equivocato, non era eletto?
      È invece un'elezione ad essere cristiani?
      Dio rigetta senza motivo un cristiano primogenito?
      E come mai il matrimonio del cugino va in crisi e quello del catecumeno/cristiano no?

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    5. Beati pauperes spiritu17 maggio 2018 13:06

      "Dio non ha bisogno di alcuna ragione"
      Questa affermazione di Kiko non mi sembra cattolica, ma accetto correzioni dagli altri del blog.
      Perché Dio dovrebbe essere "irragionevole"? La Storia della Salvezza ci dice che Dio ha un piano dall'eternità, e questo piano che ha per tutte le creature dell'universo avrà le sue ragioni. Se Dio agisce in qualche modo Lo fa perché mosso da qualcosa, cioè direi che c'è una perfetta ragione che Lo spinge. Anzi, Egli è la Ragione perfetta, l'origine di tutto ciò che muove il mondo.
      Perché Dio dovrebbe essere così lontano dall'umanità come descritto da Kiko? Dio che è amore puro, che ha voluto mescolarsi a noi, compromettersi con noi fino al punto di vestirsi della nostra fragile umanità?
      A me pare più una descrizione di stampo ebraico o musulmano.

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    6. "Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie" (e vv. seguenti) in Isaia 55 è la risposta, caro Bps. Kiko nega una ragione all'azione di Dio, poi però espone la propria ragione, con il perché del peggiore.
      Ho pubblicato questo post perché in esso, seppure velata, c'è tutta la dottrina del fango.

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  10. @ Roberta Salerno
    La chiusa "a tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura" (Gen 25,34) stronca tutta la catechesi di Kiko.
    Nell'ebraismo la primogenitura corrisponde all'elezione. Abramo fu eletto da Dio affinché fosse il primogenito del popolo d'Israele. Cristo è "primogenito di ogni creatura" (san Paolo). Esaù disprezza la primogenitura e questo lo rende indegno per la missione, lo rende peggiore di Giacobbe. Ed è peggiore sin dall nascita: Esaù nacque "tutto come un mantello di pelo", e nella Bibbia il mantello rappresenta il modo di essere, l’indole, la personalità, lo stile di vita dell’indossatore.

    Iniziai ad approfondire il CNC per la croce capovolta, per il fango e per Giuda considerato il più intelligente degli Apostoli perché mi resi conto che Kiko rovesciava simbolismi e figure a proprio piacimento, con lo scopo di adeguarli alla propria dottrina. Giacobbe, presentato come il peggiore dei due gemelli, conferma la prassi.

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  11. Insomma siamo alle solite. Per la vostra abitudine ad estrapolare parti di catechesi e criticarle, non riuscite a capirle nella loro interezza.
    Max

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    1. Come potrai leggere poco più su è accaduto esattamente il contrario, è stato VOLTAGGIO a estrapolare brani del vangelo kikiano per dargli un senso accomodato mentre gli osservatori hanno poi contestualizzato il brano in modo che si evidenziasse il vero pensiero di Kiko, che è il vero arcano del Cammino.

      In ogni caso non è che non si possano estrapolare dei brani, ltrimenti si dovrebbero pubblicare tutti i mamotreti prima di parlare. L'importante è che siano aderenti al concetto di Kiko. E ti assicuro che più leggi Kiko più sembra che con la Chiesa cattolica ha poco a che fare.

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    2. Insomma, siamo alle solite, per la vostra abitudine di stravolgere la realtà e di fuggire alle occasioni prossime di sana consapevolezza, discutete di estrapolazioni permanendo nel vostro oblio.
      Comunque si è preso in oggetto un concetto ben definito di kiko, non è certo un estratto strategico come lasci ad intendere, e lo si intende. Ora ti consiglio di leggere e farti un bel Segno della Croce per esorcizzare l' effetto di queste parole che noi leggiamo ma voi vivete.

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  12. Ottimo post e profonde e inattaccabili le esegesi degli osservatori.
    Si capisce davvero bene il grande pericolo che rappresenta il Cammino. Pur conoscendolo non finisco mai di stupirmi.

    Per quanto riguarda l'amico VOLTAGGIO (un po' ormai lo sento come un amico, nonostante le divergenze), visto che il suo cognome fa supporre che sia parente stretto di un pezzo grossissimo del Cammino, per cui vista la sua vicinanza con Kiko, perché non invita Kiko a fare una dichiarazione pubblica che le interpretazioni date da lui, Voltaggio, alle sparate dell'Iniziatore, non sono forzature, ma sono giuste, visto che ai non camminanti appaiono corbellerie (ovvero: eresie esilaranti)?

    Basta che VOLTAGGIO copi e incolli i suoi interventi in questo post, in cui viene detto che prima viene Papa Francesco e solo DOPO Kiko I, che non è vero che il Cammino è una realtà ecclesiele superiore alle altre, che nel Cammino non si concentra TUTTO il mistero della Chiesa tanto che la Chiesa riuscirebbe a concludere la sua missione anche senza il Cammino, mentre i camminanti per vivere il Vangelo non trovano TUTTO nel Cammino perché il Cammino non è la Chiesa ma, semmai, ne è parte.
    E che, tanto per rimanere in tema, l'ELEZIONE, come Voltaggio ha ben detto nella sua interpretazione non ancora approvata da Kiko, non si identifica nel Cammino.

    VOLTAGGIO: sulle tue interpretazioni accomodate vorrei che Kiko si esprimesse. Ma attento: il tuo dio non è affatto lento all'ira, ma sui suoi occhi si abbassa un velo alla minima contrarietà e subito esplode la sua ira.

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  13. Max ha detto: "Insomma siamo alle solite. Per la vostra abitudine ad estrapolare parti di catechesi e criticarle, non riuscite a capirle nella loro interezza"

    Come al solito credete che il vocabolo "estrapolazione" sia la panacea per ogni male del Cammino.
    "http://www.treccani.it/vocabolario/estrapolare/ :
    estrapolare (o extrapolare) v. tr. [tratto da estrapolazione] (io estràpolo, ecc.). – Compiere un’estrapolazione; estrarre qualcosa da un contesto: e. una frase da un discorso;"

    Prima di un CNC, si era mai sentito che un discorso di dieci righe dal senso compiuto, con periodi interrelati tra loro, perfettamente coerenti con il contesto neocatecumenale, possa essere definito interpolazione? :-)

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  14. In queste mie risposte ho cercato di attenermi strettamente al testo oggetto della critica. Le mie non sono personali interpretazioni. L'elezione è una cosa molto seria. Dio non ha bisogno di strutturarla nella nostra mente. Dio sceglie chi vuole, non fa preferenze di persone. Dobbiamo solo ritenerci graziati se Dio ci elegge e ci fa l'onore di essere parte della sua Chiesa. Dovremo essere solo grati a Dio. Essere contenti e gioire di questo. Portare questa gioia agli altri.

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    1. Tu dici che le tue non sono personali interpretazioni, però per spiegare ciò che secondo te intende Kiko, hai aggiunto molte cose che lui si è guardato bene dal dire, mentre noi, più fedelmente, ci siamo attenuti a ciò che realmente ha detto.
      In secondo luogo, visto che scrivi che l'elezione è una cosa molto seria (e io concordo), ripeto qui le domande che ti ho rivolto poco sopra:
      Mi puoi chiarire esattamente Simone di che elezione, e a cosa, parli Kiko in questo contesto?
      Se è un'elezione ad entrare in cammino, chi ne esce tradisce la propria elezione? Oppure ha equivocato, non era eletto?
      È invece un'elezione ad essere cristiani?
      Dio rigetta senza motivo un cristiano primogenito?
      E come mai il matrimonio del cugino va in crisi e quello del catecumeno/cristiano no?

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    2. "...Portare questa gioia agli altri..."

      Con i girotondi, Codadipaglia?

      Oppure siete gioiosi perché credete in un Dio che manda disgrazie e vi proclamate figli del demonio all'ultimo passaggio del Padre Nostro?

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    3. No, Voltaggio, non ti sei attenuto strettamente al testo. Se ti fossi attenuto al testo, avresti letto che Kiko riferisce sì che "Dio non ha bisogno di alcuna ragione", ma poi la ragione la spiega suo solito, con l'elezione dei peggiori: "Perché? Giacobbe è forse anche peggiore di Esaù: è il soppiantatore, Giacobbe è peggiore di Esaù". E' questo lo schiaffo all'intelligenza, il fatto sorprendente di cui parla Kiko, non per caso c'è un "perché" [NdA avverbio che semanticamente indica una causale]: che a essere eletto è il peggiore.
      Rileggi Roberta e le sue citazioni: lo schiaffo all'intelligenza vero è il credito che voi date a un tizio che nememno si cura della tradizione esegetica e mistifica la Sacra Scrittura a proprio uso e consumo.
      Io non so per quali motivi tu sia un eletto, Voltaggio, non so in cosa sei il peggiore. Posso, però, suppore che i miei amici letterati direbbero che lo sei nell'analisi dei testi, nella loro comprensione :-)

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    4. Ma Simone, che significa "elezione" per te? Dio proprio perché non fa preferenza di persone ha chiamato tutta l'umanità, ogni singola persona è chiamata. Tutti quelli che hanno potuto ascoltare l'annuncio della buona notizia sono chiamati, e tutti quelli che sono chiamati sono anche predestinati alla salvezza, fin dal principio. Poi però entra in gioco la libertà umana che può rigettare la chiamata. Quelli che la accolgono e collaborano con la grazia divina sono gli eletti, quelli che la rifiutano non sono eletti.
      È questo il senso di Giacobbe ed Esau, entrambi chiamati, eletto uno solo.
      Dio li amava entrambi ma Esau ha liberamente scelto di non accogliere.
      Tanti erano seguaci di Gesù e lo seguivano, fino a quando non rivelò la sua missione e i più Lo abbandonarono.
      Dio certo sceglie chi vuole, ma lo fa con la collaborazione di coloro che chiama.
      Come potete stravolgere così il senso delle scritture?

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  15. Volevo aggiungere che nello stesso testo, annuncio di Quaresima 2018, ho letto un altro elemento che fa capire cosa sia l'elezione Neocatecumenale.
    Dice infatti Ascension la sostituta testarda (a detta di Kiko) di Carmen:
    "Sono grata a Dio per questa elezione. Certamente vivere vicino a due persone così amate dal Signore è una grande grazia, di cui non sono degna".
    In breve la Romero dice:
    1)Che la scelta di Kiko, non condivisa con nessuno, autoritaria e del tutto ingiustificata, di una persona senza titoli come lei per far parte del triumvirato del Cammino, è una "elezione", proprio come quella di Giacobbe. Quindi la scelta di Kiko è diventata per lei elezione divina.
    2) Che Kiko e don Pezzi (detto padre) sono due persone amate dal Signore, anch'esse elette cioè. Noto incidentalmente che avrebbe forse dovuto dire che sono persone che amano il Signore, ma questo avrebbe presupposto un qualche merito personale e sarebbe stato incompatibile con la teologia del Cammino.
    Sappiamo che don Mario Pezzi è stato scelto da Kiko e Carmen, probabilmente anche lui con il criterio del "peggiore fra tutti"; rimane da chiedersi, in questa gerarchia elettiva, chi abbia eletto Kiko.

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    1. Su questo non c'è dubbio alcuno: Kiko fu eletto direttamente da Dio. Sempre, naturalmente, perchè è "un peggiore", gli fu concessa la "grazia" dell'esperienza di esserlo, gli fu accordato il permesso di essere tra i peggiori:
      «Bene, Dio permise che io facessi un'esperienza di ateismo, o, se volete, una kenosis, una profonda discesa nell'inferno della mia esistenza, un'esistenza senza Dio. Dio ha permesso che io tagliassi tutti i lacci con la trascendenza».

      Mi domando io: ma è mai possibile che dobbiamo essere noi a spiegare ai neocat la dottrina del Cammino? E' mai possibile che ancora non hanno capito su cosa si basa la loro elezione, secondo Kiko? :-)

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. VOLTAGGIO:
    a parte il generico discorsetto di circostanza, secondo Kiko essere eletti nel Cammino dà qualcosa in più di ESSENZIALE? Oppure: non appartenere al Cammino ma "solo" alla Chiesa, dà qualcosa in meno di ESSENZIALE alla vita cristiana?

    Se la tua risposta è no, può Kiko affermarlo pubblicamente?
    Perché è parere comune degli ex che hanno VISSUTO il Cammino e dei cristiani della domenica, che per Kiko e i catechisti i Cammino rappresente la seria A dei credenti, mentre i cristiani della domenica sono da Dio considerati fedeli per una speciale concessione, un po' come quella che Mosè fece agli ebrei di ripudiare la moglie a causa della durezza del loro cuore...

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    1. Come potrebbe essere altrimenti? Se non tutti sono chiamati dal Signore a fare il cammino neocatecumenale, come potrebbero avere qualcosa di meno, quelli che non sono nel CN? Dio chiama chi vuole, COME vuole, nel MODO e nel TEMPO in cui vuole. Invita ciascuno a seguirlo. In un modo o nell'altro inventandosi di tutto.

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  18. per Simone Voltaggio
    Caro Simone, vorrei farti solo due domande molto semplici:
    - Da quanti anni sei nel cammino neocatecumenale?
    - A quale tappa del percorso ti trovi?

    Grazie

    Luca

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    1. Carissimo Luca, sono in cammino da moltissimi anni ormai. 48 anni.

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  19. Grazie Simone Voltaggio.
    Grazie perché per quello che scrivi confermi che ho fatto bene a lasciare la setta neocat del san kiko e diventare finalmente veramente cristiano.
    Grazie.

    Anto

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    1. "per quello che scrivi confermi che ho fatto bene a lasciare la setta neocat del san kiko e diventare finalmente veramente cristiano.
      Grazie." ... Potresti per favore spiegare questo che hai scritto. In cosa hai fatto bene a lasciare la "setta" neocatecumenale?

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  20. Per Roberta e Lino
    Volevo ringraziarvi, quando leggo le parole di kiko mi si scatena dentro un'ansia incredibile, sono uscito da diversi mesi dal cammino ,ma non riesco a reprimere un fastidio continuo al modo di parlare dello spagnolo tuttologo.
    Avessi scoperto prima questo blog avrei avuto le armi per combattere il sentimento di impotenza e inadeguatezza che ho provato spesso ogni volta che ascoltavo i catechisti del cammino.
    Ancora oggi, quando sento che i catechisti chiedono di incontrare la mia ex-comunità, mi sento male per loro.
    E' difficile spiegare questa sensazione, anche se non ho più niente a che fare con queste persone sgradevoli (i catechisti), mi si smuove qualcosa dal profondo e non è nulla di positivo.
    Incontrarsi con delle guide spirituali che hanno il compito di portarti a Dio dovrebbe essere una cosa bella,tranquilla, piacevole.
    Forse lo è stato parzialmente con altri personaggi, negli ultimi 3-4 anni è stato devastante.
    Paura,sensi di colpa e frustrazioni.
    Ora comincio a capire perchè e devo ringraziare voi che perdete il vostro tempo a spiegarlo in questo blog.
    Continuate così e non arrendetevi mai.

    Luca

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  21. Metto in risalto un intervento di Roberta, così bello che va letto una seconda volta e meditato!

    Se davvero Kiko vuole prendere Giacobbe come modello del catecumeno, ecco com'è il vero Giacobbe:

    * desideroso di mantenere la fedeltà a DIO per lui e il suo popolo (famiglia, fratelli di comunità?),
    * capace di imparare dai suoi limiti , di lottare per migliorarsi,
    * capace di pazientare coi limiti degli altri
    * ma anche capace di farsene carico, agire con senso di responsabilità per salvaguardare il proprio rapporto con Dio e servirlo nella libertà, cioè prendendo le proprie decisioni in coscienza e non per la minima cosa andare dal "catechista" a chiedere: "cosa DEVO fare?".

    Il che, caro neocatecumenale, può anche significare che se vedi che i tuoi "catechisti" NON sono all'altezza della loro "primogenitura" devi prendere in mano tu la situazione della tua vita, della tua famiglia, devi cominciare a dire dei NO, a fare delle domande, chiedere spiegazioni in continuazione, di ogni cosa che hai il dubbio che non sia volontà di Dio ...
    devi metterli alla prova , per vedere se si svendono per esercitare la loro sete di potere e di comando su di te o altri
    (Se Esaù non avesse ceduto alla prova cui l'aveva sottoposto il fratello, Giacobbe sarebbe rimasto al suo posto).

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    1. "si svendono per esercitare la loro sete di potere e di comando su di te o altri" ... Non capisco cosa vuol dire, me lo puoi spiegare?

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    2. Certamente!

      Significa che BARATTANO la loro "elezione" ad 1 incarico (autoconferitosi o lecitamente conferito dalla Chiesa non ha importanza, quello che importa è che loro ci credono di averla questa elezione e quindi ne sono responsabili davanti a Dio) di "guida" di altri battezzati, quindi di SERVIZIO (ai fratelli e perciò al Signore) con le LENTICCHIE del prestigio, dell'esaltazione nel dirigere la vita di altre persone e altri vantaggi all'interno dell'organizzazione NC, in quanto NON svolgono questo incarico "bene" agli occhi di Dio (invece sì agli occhi di Kiko) perché si uniformano a direttive (ricevute o semplicemente assimilate nel tempo dall'esempio dei loro "superiori") che vanno contro ciò che la Parola di Dio comanda: di dare la propria testimonianza e svolgere qualunque compito con MANSUETUDINE, RISPETTO, CARITÀ , TENEREZZA, per il bene comune, mentre essi agiscono in modo completamente opposto e quindi NON svolgono il mandato VERO ricevuto da Dio ma, TACITANDO la loro coscienza, DISPREZZANO il VERO mandato (quello che come hai detto anche tu è x tutti i battezzati) barattandolo col "mandato" di Kiko.
      In altre parole, stanno già ricevendo in questa vita la loro ricompensa SAZIANDOSI con la "minestra" del cammino, fino a che il piatto si svuoterà.
      Come ho già detto essere "eletti" dipende da una risposta personale alla chiamata di Dio e si può rispondere bene, come Giacobbe, o male come Esaù che si è svenduto per il proprio soddisfacimento personale e non duraturo.

      Forse non mi sono spiegata al meglio per la stanchezza, ma se vuoi chiedere qualcos'altro chiedi pure, quando posso ti rispondo
      (magari aggiungendo qualche esempio ..)

      Roberta

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  22. Kiko ha fatto un'esperienza di Cristo e parla della sua esperienza.
    Altri hanno fatto la propria esperienza e parlano della propria esperienza.

    Mi spiegate perchè non pubblicate tutti i commenti? La verità, quella vera, non la vostra, fa male?

    Può far capire che in fondo siete una cinquantina di persone che si sono messe sul trespolo a giudicare kiko e i kikeski?

    C'è qualcuno che mi parla della sua esperienza, di come è alla sequela di Gesù Cristo, di come porta gli altri a Cristo o almeno di come pensa di portarlo?

    P.S.: Lo so che non pubblicherai questo post, auguro comunque la pace a tutti e che un solo Spirito infiammi i nostri cuori a Pentecoste...

    P.S.: Vedo che i messaggi totalmente ANONIMI contro kiko vengono pubblicati in chiaro contrasto con il regolamento che leggo sotto.

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    1. Pietro, potresti indicarmi quali commenti non firmati sono stati pubblicati oggi?
      Vedi, l'importante è che, al di là della firma, ci sia un contenuto che sia in tema con il thread e che apporti dei contributi anche critici ma utili per l'approfondimento.
      Per esempio nel tuo commento non c'è scritto molto, tranne che qui ci sarebbero dei commentatori che giudicano Kiko.
      Per quanto riguarda il fatto che Kiko racconta solo la propria esperienza, ti smentisce il solo fatto che stiamo commentando un paragrafo di un discorso di Argüello che è stato ripetuto dai catechisti di 134 nazioni a memoria ed è stato ascoltato, dopo l'invocazione allo Spirito Santo, quasi fosse Parola di Dio da centinaia di migliaia di fratelli cattolici.
      Quindi, l'esperienza di Kiko ha una certa rilevanza, mi pare, almeno tale da meritare d'essere discussa.
      Sarebbe perciò gradito un tuo commento in proposito.
      Buona Pentecoste.

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  23. Vedi, Pietro, questa tua frase:
    C'è qualcuno che mi parla della sua esperienza, di come è alla sequela di Gesù Cristo, di come porta gli altri a Cristo o almeno di come pensa di portarlo?
    rivela molto bene quello di cui è intriso il neocatecumenalesimo, ed è proprio quello che il tuo collega Simone Voltaggio (l'ho scritto bene, stavolta) sta cercando di negare a tutti i costi.
    Il neocatecumentale-tipo pensa (perchè così gli è stato inculcato in tutti i modi possibili ed immaginabili) che non ci sia altra via all'infuori del cammino, che non esiste sequela e non esiste evangelizzazione. E siccome il cammino sarebbe l'unica via, ci si dovrebbe automaticamente chiudere occhi e tappare la bocca su tutte le storture e le menzogne che ne costituiscono l'essenza. Spiacenti, ma non è così che funziona, fatevene una ragione e soprattutto mettetevi d'accordo tra di voi (se volete fare i finti umili oppure rivelarvi per quello che siete ma tranquilli, vi smascheriamo lo stesso perché vi conosciamo sin troppo bene)

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  24. "ll neocatecumentale-tipo pensa (perchè così gli è stato inculcato in tutti i modi possibili ed immaginabili) che non ci sia altra via all'infuori del cammino, che non esiste sequela e non esiste evangelizzazione. E siccome il cammino sarebbe l'unica via, ci si dovrebbe automaticamente chiudere occhi e tappare la bocca su tutte le storture e le menzogne che ne costituiscono l'essenza. Spiacenti, ma non è così che funziona, fatevene una ragione e soprattutto mettetevi d'accordo tra di voi (se volete fare i finti umili oppure rivelarvi per quello che siete ma tranquilli, vi smascheriamo lo stesso perché vi conosciamo sin troppo bene)" Come si fa a dialogare con qualcuno che ha un tale pregiudizio negativo fondato esclusivamente sulla propria esperienza personale? Se hai chiamato l'idraulico e ti ha truffato, non per questo non chiamerai più nessun idraulico. Questo per dire che nel cammino ci sono i pazzi esaltati fanatici che vanno comunque emendati. Ci sono però al contrario persone buone, che usano veramente carità cristiana. che assolvono alla loro missione di cristiani e che operano all'interno della Chiesa per il bene e per amore di Cristo.

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    1. Simone, su questo sfondi una porta aperta, davvero. Io sono una gran sostenitrice del pensiero che in cammino ci siano pazzi esaltati fanatici così come tante persone buone che usano veramente carità cristiana. E in virtù di questo ci son rimasta 20 anni più i 13 da bambina. Solo che poi ho dovuto ammettere a me stessa che i primi sono quelli che fanno il bello e il cattivo tempo, perchè gli iniziatori e i vertici desiderano esplicitamente questo, e dunque finiscono per intossicare tutto l'ambiente. Anche perchè le dottrine, le catechesi e le prassi trasmesse vanno precisamente nella direzione del fanatismo e le parole di Kiko, ad ogni occasione, immancabilmente, non fanno che rincarare la dose. Non parlare di esperienza personali e soggettive, non è proprio questo il caso.

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  25. @ Simone Voltaggio 13:34

    Dobbiamo solo ritenerci graziati se Dio ci elegge e ci fa l'onore di essere parte della sua Chiesa. Dovremo essere solo grati a Dio. Essere contenti e gioire di questo. Portare questa gioia agli altri.

    Prima cosa ti faccio i miei complimenti. Sono 48 anni che fai il cammino. Sei dunque uno dei primi che a Roma ha seguito Kiko. Una elezione davvero speciale. Una elezione nell'elezione.

    Nel Cammino esiste questo anche. I neocatecumeni sono gli eletti, ma quelli della prima ora sono gli eletti tra gli eletti. Una elite chiusa e autoreferenziale, aristocratica, che non tratta gli altri alla pari, che si intende solo al suo interno e con i suoi pari. Nell'ordine per caste è la prima casta, i principi, tra i quali c'è anche una successione ereditaria.

    Nel tuo intervento enfatizzi molto la gioia di essere eletto, dici che questa gioia va portata agli altri. Agli altri siamo chiamati a portare Cristo, se lo abbiamo incontrato.

    Sulla tua linea la stessa Ascen considera un onore per lei vivere accanto a due persone, Kiko e Mario, tanto amate da Dio. E anche questo e idolatria.
    Come vedi nel cammino è tutto capovolto, prova ne sono le tue stesse parole che ho riportato.

    Una casta avete creato nel cammino. E vi beate di farne parte come il più grande tra i privilegi. Ne avete bene motivo, una bella vita, senza dubbio.

    Gesù dice un'altra cosa

    "Tra voi, non sia così, chi vuol essere il primo, sia l'ultimo e il servo di tutti"
    ...fate come il vostro Maestro che è venuto non per essere servito, ma per servire....

    Gesù ribalta l'ordine dei privilegi, e dice che a chi è stato dato poco, poco sarà richiesto, ma a chi molto è stato dato, sarà richiesto molto di più"

    Dio con la Sua elezione non ha voluto creare una casta di semi-dei che si autoesaltano e autocelebrano: oh come sono bravo, oh come sono bello e (cosa più amara per tutti gli altri "comuni mortali") come non sono uguale a quello sfigato di mio cugino che gli capitano tutte a lui e si è pure separato dalla moglie, che è distrutto!

    Ma che dio (minuscolo) portate in giro, mentre vi pavoneggiate tutti eletti e prediletti?
    Siete in un grande errore!

    Pax

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  26. "Dobbiamo solo ritenerci graziati se Dio ci elegge e ci fa l'onore di essere parte della sua Chiesa. Dovremo essere solo grati a Dio. Essere contenti e gioire di questo. Portare questa gioia agli altri." Ancora una volta ti sei sbagliatO PAX, perchè mi riferivo anche a VOI e a chiunque viene eletto. Quando ho detto "Che ci elegge" mi riferivo a QUALUNQUE cristiano che viene eletto.

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    1. Attenzione: «Dio ci elegge» non coincide con «Kiko (o uno dei suoi scagnozzi) ci elegge».

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    2. Io ancora non ho capito in cosa consista questa ulteriore "elezione" di un cristiano! L'ho già chiesto in due occasioni diverse. So che hai molti fronti aperti, però sono realmente interessata ad avere una risposta. Grazie.

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  27. Purtroppo l'elezione Nc non produce niente nel cammino Cristiano,ma viene considerata solo il grado di fedeltà al cammino stesso,celebrazini,atteggiamenti di scimmiottamento dei catechisti,uso delle suppellettili kikiane,ecc.Infatti dopo aver finito il cammino,mi sono reso purtroppo conto che ne in me ne nei miei ex fratelli non era avvenuto nessun cambiamento in senso Cristiano.Chi era un superbo rimaneva superbo chi era avaro rimaneva avaro chi era fedifrago rimaneva fedifrago ecc.ma aveno fatto tante celebrazioni veglie con agape messe in vesti bianche risonanze ecc.Se questa è l'elezione sono felice di esserne uscito

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  28. Pardon, ma forse in un dialogo costruttivo si può anche evitare di fare giochini sui nomi/soprannomi/storpiature varie. Pienotitolo/Codadipaglia... non foss'altro per la leggibilità.

    bye

    H.

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    1. Se il sullodato Simone volesse un dialogo costruttivo, anzitutto risponderebbe alle domande e alle osservazioni che gli sono state poste.

      Ti invito invece a verificare personalmente che ha scansato come la peste ogni argomento, dandosi da fare esclusivamente per far perdere tempo agli interlocutori.

      Da parte nostra non sono mancati gli spunti di riflessione, i riferimenti ai documenti della Chiesa, le citazioni di luoghi e date e discorsi, le testimonianze personali, ecc.: verifica tu stesso chi è che porta avanti un dialogo costruttivo.

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    2. La penso anch'io come H. Non mi piacciono certi soprannomi, qualcuno potrebbe pensare che vogliamo intimorire l'interlocutore.

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  29. Pietro del Cammino ha detto: "C'è qualcuno che mi parla della sua esperienza, di come è alla sequela di Gesù Cristo, di come porta gli altri a Cristo o almeno di come pensa di portarlo?"

    Ti rispondo in maniera molto semplice:
    1) Domanda sbagliata. Gli altri chi? Gli altri non sono un insieme indistinto, leggi il "De catechizandis rudibus". Domanda per prima cosa a chi ci si rivolge.
    2) Io lavoro in ambienti laici,di ex comunisti, tecnocrati, agnostici. E non faccio comizi, semplicemente argomento, essenzialmente nei viaggi, faccia a faccia.
    3) Come lo faccio? Come faccio qui con voi: 1 PT 3,15 "...pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi...". RAGIONE, hai letto? E, mi puoi credere, quando qualcuno discute con me di Vangeli per un'oretta se ne torna a casa con una diversa concezione rispetto a quando ne era uscito. Mica sono neocatecumenali quelli ai quali io mi rivolgo, neocat che la ragione l'hanno seppellita sotto l'idolo di Kiko e il presente post ne dà l'ennesima dimostrazione?

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    1. P.S.
      Senza volere poi citare i miei amici dei circoli letterari, in parte agnostici, ma con qualcuno che i Vangeli li traduce in dialetto: https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/32745665_10213477420984782_2862204568702287872_n.jpg?_nc_cat=0&oh=41a907a9f6c6033475f206b2177cfafc&oe=5B98300C
      A leggere una esegesi di Kiko, uscirebbero dalla Chiesa cattoloca :-)

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  30. Simone delle 18:43

    Sei molto abile a svicolare. Io ti ho detto un'altra cosa.
    Se sei con loro da 48 anni sai bene di cosa parlo. Perché depisti?

    Vi rallegrate di essere gli eletti. Voi, non tutti, voi che Dio ha chiamato nel cammino.
    Rileggi quanto Lino riporta nel post.
    Te lo ricopio:

    Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no?

    TI È CHIARO ORA COSA DICE KIKO?
    altro che estrapolare dal contesto.

    La stessa cosa che dice del fratello che non va al secondo scrutinio, perché va dalla cognata malata.

    Ha scelto Giacobbe, ha odiato Esaù.

    Pax

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    1. Certo, Pax, che a ragionarci sopra se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
      Il povero san Tommaso - che in fondo, anche perché è Didimo (nomina sunt consequentia rerum) e vuol vedere le cose da un doppio punto di vista, ragione e fede - viene escluso da Kiko dalla Cena pasquale ( http://2.bp.blogspot.com/-JLkQ84ryA-M/UEpNxyQJndI/AAAAAAAAAeI/Rz07NFzSdHw/s400/cuadroprimera.jpg ). Poco importa che anche gli altri Apostoli, per credere che non fosse un fantasma, hanno dovuto vedere Cristo mangiare.
      Giuda il traditore, invece, è definito da Kiko "il più intelligente degli Apostoli", giacché "teneva la borsa". Il cieco nato che riceve una unzione guaritrice si irrita e impreca contro Gesù. Il quale Gesù, il mite e umile di cuore, chiama nevrotica sua mamma.
      Ora scopriamo che tra Esaù e Giacobbe il peggiore è Giacobbe.
      Mi viene da pensare al mondo di Bizzarro, la Terra al contrario, dove tutto era al rovescio. Altro che Spirito Santo, Kiko deve essere stato ispirato dai fumetti di Superman :-)
      E questi sempre parlano di decontestualizzazione!

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  31. Simone, la tua famiglia è da sempre legata all'imbonitore spagnolo, essendo Franco uno dei suoi primi seguaci. Nessuno pretenderà mai di farti cambiare idea.
    Tu, però, e i tuoi fratelli, avete la possibilità di cambiare il cammino. Ora non potete ancora, perché Kiko, che conosciamo tanto bene quanto voi, non ve lo permetterebbe mai.
    Tu dici che i catechisti fanatici vengono allontanati: ma sai bene che non è vero affatto. Pino Manzari, uno degli emblemi del modus operandi del cammino non è mai stato spostato dal suo ruolo, anzi, dopo la morte di Giorgio Filippucci è diventato uno dei più importanti catechisti del cammino, sempre in prima fila. Vogliamo parlare del celebre ... che si macchiò di un certo peccato di cui abbiamo parlato anche nel blog? Meglio di no, lasciamo perdere. Quello lo spostarono, ma è tornato ad essere di nuovo catechista. Il massimo della punizione kika è l'invio "in missione" a fare danni altrove.
    Vogliamo parlare della Domus usata per isolare i soggetti problematici del cammino, mandati in "cura" da Rino Rossi e da Francesco Giosuè e poi dopo opportuno ricondizionamento riposizionati laddove si trovavano?
    Voi finora avete solo costruti il regno di Kiko. Quando lui se ne sarà andato avrete davvero l'opportunità di rimettere ordine. Spero ci pensiate

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    1. BPS: molto interessante quello che dici. E condivido anche la tua speranza che il Cammino, se possibile, possa riuscire a cambiare e perciò a salvarsi. Ci sono persone buone che sarebbe un peccato venissero escluse dalla comunione ecclesiale. Ma finché comanda Kiko, che si è auto prescelto...

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  32. VOLTAGGIO:

    Quello che tu pensi l'ho capito. E' inutile che me lo ripeti.

    Tu pensi o dici di pensare che il Cammino è speciale nel senso che è un'esperienza specifica, diversa dalle altre ma NON superiore. E che qualunque Messa parrocchiale ha lo stesso valore mistico delle Messe (o se ti fa più piacere delle Eucaristie) del Cammino. Mi compiaccio.

    Ma io non ti ho chiesto quello che pensi tu, ma quello che pensa Kiko.
    Cioè ti ho chiesto, visto che lo conosci bene, se Kiko, in virtù della sua proverbiale umiltà, magari intervenendo su questo blog, faccia una dichiarazione pubblica che la pensa come te.
    Cioè che il Cammino è una delle tante esperienze nella Chiesa, con le sue peculiarità, ma non superiore alle altre. E che la Messa dei cristiani della domenica ha lo stesso valore spirituale della Messa del Cammino.

    Perché le cose sono 2: o a interpretare male Kiko sei tu, oppure a non capirci nulla sono i tuoi colleghi di Cammino: FRANCO PETRAGLIA, per cui la Messa del Cammino è bella a quella della Chiesa è squallida, e il mio omonimo Pietro, dalle cui parole si deduce che le esperienze del Cammino sono superiori a quelle di chi in Cammino non sta.
    Insomma, per Pietro la santità non dipende dalla carità personale, che senz'altro può essere coadiuvata dalla comunità ecclesiale, ma dal Cammino stesso. Cosa contraria alla dottrina della Chiesa.

    Ci provi a far fare una dichiarazione di questo tipo a Kiko?

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    1. Franco Petraglia? Pietro? Non so chi siano. E comunque si sbagliano se pensano che la Messa non di comunità sia squallida o addirittura che valga di meno. Conosco delle persone del che Cammino che vanno a Messa sia il Sabato sera che la domenica e questo diciamo ai ragazzini che si preparano alla Comunione e alla Cresima. Facevo lo stesso anche quando ero in missione con la mia famiglia.

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    2. La celebrazione neocatecumenale è zeppa di errori e strafalcioni artificialmente inseriti da due laici spagnoli, e perciò non può essere confrontata neppure con la più noiosa e trascinata Messa della parrocchia.

      Comunque ringrazio per quest'ennesima conferma: che sono due cose completamente diverse e che nel Cammino la carnevalata di Kiko e Carmen è vista come superiore, visto che solo "delle persone" (e non tutto il Cammino, come invece esige lo Statuto all'art. 13, nota 49, lettera del 1° dicembre 2005) frequentano la Messa della parrocchia.

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    3. Per Pietro (NON DEL CAMMINO) riporto, a titolo di esempio, le parole di Kiko del 22 ottobre 2016:"A poco a poco, con la Chiesa, i Vescovi, il Papa, stiamo camminando. L'iniziazione cristiana ha come perno il Vescovo, per questo non ci consideriamo un movimento, ma un aiuto ai parroci e vescovi" (Kiko, nel Portico del 22 ottobre 2006)." Il cammino come dice Kiko si considera in cammino, in fieri, intende camminare con la Chiesa, i Vescovi, il Papa. Non tutto in esso è definitivo, una specie di prodotto preconfezionato, del tipo "prendere o lasciare". Il cammino NON E' UN MOVIMENTO e questo ha grande valore. Senza Vescovo, come dice Kiko, non si dà iniziazione cristiana, è pacifico per tutti. Questo è chiarissimo per noi. C'è un legame indissolubile tra la parola annunziata e creduta e il sacramento del Battesimo, che appunto è chiamato sacramento della fede. Non può costruirsi un "movimento", il Cammino non è un movimento ma uno STRUMENTO, UN AIUTO non l'unico come anche gli statuti viene subito affermato. Il movimento invece ha come caratteristica quella di essere separato, cammina per conto proprio.

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    4. SIMONE:

      Franco Petraglia e Pietro hanno scritto di recente in questo blog. Scorri i commenti degli ultimi 2 post...

      E per la dichiarazione di Kiko?

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    5. Riecco le solite menzogne utili alla propaganda kikiana.

      A parole: "con la Chiesa, i Vescovi, il Papa, stiamo camminando".

      Nei fatti: carnevalate liturgiche proibite dallo Statuto (dalla Chiesa, dal Papa, dai documenti liturgici...), nessuna considerazione dei vescovi (esempio: Faenza, "il vescovo non aveva autorizzato i kikos), ribellione al Papa (cfr. Kiko indiavolato il 1° gennaio 2014 che si lamenta col Papa di «quanto è difficile che i vescovi capiscano di aver bisogno» del Cammino in tutte le parrocchie; cfr. anche la lettera del 17 gennaio 2006 a Benedetto XVI che senza equivoco proclamava un'ubbidienza solo parziale; cfr. anche il tentativo di autoapprovarsi la liturgia "tutto all'insaputa del Papa", ecc.)

      A parole: "perno il vescovo... un aiuto ai parroci..."

      Nei fatti: il Cammino è completamente centrato su Kiko e Carmen: le loro invenzioni liturgiche, le immodificabili corbellerie dottrinali coperte da segreto (l'arcano con il ticket), i gadget kikiani obbligatori, il "neocatecumenalizzare le parrocchie" ad ogni costo (vedi esempi indicati qui), il fingere di non aver capito i rimproveri mossi dal Papa al Cammino...

      Insomma, sono i fatti concreti a sbugiardare Kiko e i suoi adoratori.

      Negli altri movimenti ecclesiali, con tutti i loro difetti, come minimo si rammaricano per la figuraccia fatta.

      Nel Cammino no: non ascoltano, si rifiutano di ascoltare, si limitano a proclamare i soliti falsi slogan, pur sapendoli falsi.

      Indovinate chi è il padre della menzogna e quanto è soddisfatto di tale mentalità neocatecumenale.

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  33. Bisognerebbe correggere drasticamente certe malsane idee riguardo la direzione spirituale.

    Nel Cammino vige la sbagliatissima idea che i cosiddetti "catechisti", in virtù del fatto di non essere in "discomunione con Kiko", avrebbero il potere di dirigere spiritualmente le anime dei fratelli delle comunità. Questa è una baggianata mostruosa, persino quando si tratta di presbiteri neocatecumenali.

    Il primo discutibile punto è che il direttore spirituale e il confessore (che in genere conviene che siano lo stesso sacerdote) uno dovrebbe sceglierseli liberamente, sulla base della fiducia personale, non sulla base dell'appartenenza allo stesso club. Se scegli un presbitero del Cammino e un giorno ti ritrovassi a parlargli di qualche dubbio o difficoltà relativi al Cammino, lui, sbagliando, automaticamente insinuerà che sei tu in errore. Inoltre, sbagliando ancora di più, potrebbe cedere alla tentazione di lasciar trapelare i tuoi dubbi ai capibastone della setta di cui lui si fida ciecamente (un vero direttore spirituale è vincolato al segreto, anche su materiale che riguarda la direzione spirituale piuttosto che la confessione).

    Sì, il direttore spirituale dovrebbe sempre essere un sacerdote esterno al Cammino, perché non deve essere istintivamente portato al bene del Cammino piuttosto che al bene della tua anima.

    È bene che sia un sacerdote quantomeno per 3 motivi: ha quella che si chiama "grazia di stato", derivatagli dal sacerdozio, ha "conoscenza" del campo (perché ha studiato secondo quanto esige la Chiesa per il sacerdozio), ha "esperienza" in campo (amministrando il sacramento della riconciliazione, dove conta il rapporto tra l'anima e Dio, non le considerazioni di carattere psicologico). Ad un consacrato (monaco, suora...), per quanto preparato e magari spiritualmente solido, manca quantomeno la grazia di stato del sacerdozio (il triplice munus sacerdotale è quello di insegnare, santificare e guidare); può essere un valido accompagnamento spirituale, certo, ma in linea di principio non può sostituire il sacerdote.

    Un laico - per esempio un cosiddetto "catechista" neocatecumenale - per quanto di buona volontà e di buone intenzioni, non può neppure essere paragonato all'accompagnamento spirituale di un'anima consacrata. Il "catechista" finisce sistematicamente per "consigliare" solo ciò che fa comodo al Cammino e ai suoi capibastone (e se un "catechista" ha premura per la tua salute spirituale, vuol dire che ha già un piede fuori dal Cammino).

    Poi diciamocelo francamente: un cosiddetto "catechista", a parte l'appartenenza alla gerarchia laicale istituita da Kiko, che altro ha? Praticamente nulla. Solo la sua buona volontà - se c'è - ed il fatto di non essere "in discomunione con Kiko".

    Nel Cammino la direzione spirituale è di fatto operata dai cosiddetti "catechisti" che si arrogano tale prerogativa sacerdotale, con la foglia di fico del dare solo "consigli" (ti "consigliano per il tuo bene" di comprare gadget di Kiko, libro di Kiko, ecc., ti "consigliano" di entrare in seminario, o di indurre la tua fidanzata a entrare nel Cammino, ecc.)

    Ai fratelli del Cammino conviene scegliersi un direttore spirituale vero, uno che ha come minimo queste caratteristiche:
    - non deve essere coinvolto nel Cammino
    - dev'essere una persona di grande spiritualità, amore a tutta la Chiesa, devozione ai sacramenti
    - dovrà ispirarti fiducia quando gli parlerai della tua vita di fede e vita morale
    - dev'essere un sacerdote

    In particolare:
    - nessuno del Cammino deve saperlo
    - solo a lui parlerai delle cose della tua anima
    - nei "giri di esperienze" neocatecumenali, quando ti chiedono quale sarebbe "la tua croce", ecc., non dare mai "fatti concreti"; piuttosto, sfrutta le opportunità (se ti piace andare in giro con la macchina, dì che la tua croce è il traffico di ogni giorno).

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    1. Nel cammino non si ha bisogno della direzione spirituale perché il cammino È direzione spirituale perenne.
      Ognuno è libero di aprirsi come e quanto meglio crede.
      Le tue indicazioni sono completamente sbagliate perché il carisma del cammino sta esattamente in questo caro tripudio; ricorda GP2.....riconosco il cammino come ITINERARIO DI FORMAZIONE CATTOLICA VALIDO.....etc etc....
      Ergo, è un cammino di formazione e crescita soprattutto per coloro che sono lontani dalla Chiesa per i quali tu non fai nulla perché non hai NULLA DA PROPORRE...
      O credi veramente che invitando (oggi come oggi) un pagano alla messa si converta semplicemente attraverso le norme liturgiche che tu gli vuoi imporre???
      Quindi il cammino offre accoglienza e crescita a queste es altre persone.
      TU sicuramente non ne hai bisogno perché ti ritieni già adulto nella fede, se per adulto nella fede significa postare in anonimo, denigrare e diffamare...mi faccio buddista😜.
      Saluti
      Carlo Lorenzini

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    2. Lo ha detto lui, il troll che oggi si firma Carlo: nel Cammino non si ha bisogno della direzione spirituale.

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    3. Carlo,
      mi ricorderesti per favore, in 1 parola, in cosa consiste il carisma specifico del Cammino?

      Roberta

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    4. Ancora co 'sta storia dei "lontani"..... ma se andate a pescare direttamente dentro le parrocchie, facendo annunci dall'ambone e mettendovi a fare i balletti sul sagrato!
      ... e per quel che ho visto delle missioni in piazza....
      H.

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    5. @by Tripudio
      Al troll Carlo Lorenzini (che crede che per non essere anonimi basta firmarsi con un nick falso) si può rispondere solo sfottendolo.

      Neocatecumenale: "Ho una domanda da farti, mio catechista direttore spirituale: io sono un adultero. Mi devo preoccupare?"
      Direttore spirituale: "Non preoccuparti, il Signore ti sta permettendo di sperimentare l'adulterio affinché tu conosca te stesso, che sei un peggiore come Giacobbe. Ha scelto Giacobbe, ha odiato Esaù."
      Neocatecumenale: "Di quanto tempo abbiamo bisogno, io e la mia amante, per sperimentare l'adulterio e conoscere noi stessi?"
      Direttore spirituale: "Non c'è un tempo fisso, in generale dopo aver ricevuto secchiate di fango sugli occhi, quando si supera lo scrutinio".
      Neocatecumenale. "Grazie, direttore-catechista, cercheremo di conoscere bene noi stessi, io e la mia amante".

      Fonte del colloquio di direzione spirituale: http://thoughtfulcatholic.com/wp-content/uploads/2017/05/vXo1dbw.png

      Morale dello sfottò: cercatevi un direttore spirituale che non si sia formato sui mamotreti, un direttore spirituale non deve appartenere alla vostra medesima scuola di pensiero

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  34. OT:

    nell'ultima interessante e toccante risposta data ad un quesito, padre Bellon, nel sito "amici domenicani", evidenziando la differenza tra protestanti e cattolici scrive qualcosa che richiama alle differenze tra camminanti e cattolici...

    7. Per i protestanti invece la grazia è una benevolenza esterna che non raggiunge l’uomo trasformandolo. Ma lo lascia peccatore, anzi in peccato mortale permanente.
    L’uomo si salva solo credendo in Cristo perché col suo sacrifico ha espiato i nostri peccati.

    8. Per cui, pur continuando a peccare mortalmente, per salvarsi è sufficiente che si creda nel sacrificio di Cristo.
    Per questo Lutero diceva: “Pecca fortemente, ma credi ancor più fortemente”.

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    1. In realtà le parole di padre Bellon sono abbastanza in tema col post che parla dell'elezione, e perciò di predestinazione.

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  35. MA IO MI CHIEDO E VI CHIEDO...............
    Ma Kiko sarebbe potuto diventare sacerdote? Credo proprio di SI
    Avrebbe potuto istituire un ordine religioso? Credo propiro di SI
    Con delle proprie regole? SI
    Con seminari propri? SI
    Con Sacerdoti propri? SI
    Con Suore prorpie? SI
    Quindi diventando veramnete il fulcro di migliaia di persone? SI
    Perchè non l'ha fatto?
    Perchè il CN è un dono di Dio par la Chiesa (Papa Francesco) e Kiko per obbedienza alla Chiesa, questa sua intuizione la lasciara nelle mani della Chiesa che ha il potere di farne quello che vuole (i seminari redentoris mater sono diocesani un vescovo li può tranquillamente "distruggere" - le comunità sono parte integrante della parrocchia, un parroco le può "dissolvere")
    Pertanto questo continuo vostro affermare che il CN è disobbediente non trova conferma nè in cielo nè in terra. :-))
    Santa giornata a tutti e buona Pentecoste!

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    1. Perché non lo ha fatto?

      Perché chi "fonda" 1 ordine religioso, in genere è già parte di un ordine religioso (vedi Santa Teresa di Calcutta) ed è tenuto, LUI o lei in prima persona a fare i voti di POVERTÀ, castità e OBBEDIENZA .. non solo ad IMPORLI agli altri.
      È tenuto ad obbedire LUI per PRIMO alla REGOLA e ad essere ESEMPIO con il suo COMPORTAMENTO prima ancora che con le parole.
      E i frati, suore, sacerdoti, seminari ecc. NON sarebbero SUOI ma, insieme a lui, al servizio della Chiesa nella loro vocazione specifica.
      (vedi sempre Santa Teresa di Calcutta, 1 es. tra innumerevoli).
      E l'Ordine religioso,Sì che è veramente nelle mani della Chiesa che può farne quello che vuole (vedi S.Francesco d'Assisi o S.padre Pio per cambiare es.).

      Kiko mica è stupido, si è tutelato molto bene sottraendosi a qualunque "REGOLA" che avrebbe dovuto essere approvata ..
      Molto più semplice farsi approvare degli statuti che descrivono una associazione "immaginaria", perfetta sulla carta .. ma che nella realtà NON esiste.

      Se il CNC fosse un ordine religioso un qualsiasi Papa l'avrebbe già soppresso da tempo!

      Mia personale opinione di laica ex-NC che ha sperimentato, a suo danno quanto il cammino sia disobbediente alla Parola di Gesù.

      Roberta

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    2. No, Kiko non sarebbe potuto diventare sacerdote.

      Per accedere al sacerdozio occorre avere almeno lungo tutti gli anni di seminario una certa dose di disciplina e di umiltà. Che Kiko non ha.

      Ma ipotizziamo pure che Kiko magicamente ci sia riuscito (del resto ho notizia di preti che hanno comprato l'ordinazione... salvo poi dover essere curati per interi decenni da un esorcista perché il peccato di simonia attrae la presenza del demonio).

      Kiko avrebbe potuto istituire un ordine religioso? No.
      Per farlo occorre un lunghissimo periodo in cui devono concentrarsi una serie di fatti:
      - la notevole affidabilità di guida del fondatore agli occhi dei vescovi
      - la notevole affidabilità spirituale del fondatore agli occhi delle anime che si rivolgono a lui
      - l'effettivo valore della nuova fondazione (che non deve essere una fotocopia di qualcuna preesistente)
      - tutto l'iter "burocratico" (a partire dal primo difficile scalino: quello del ricevere il riconoscimento come associazione privata di fedeli di diritto diocesano)

      Kiko non ha nessuna di queste caratteristiche. Non basta autoproclamarsi ispirati per fondare un ordine religioso ed affrontare senza alcun problema tutta la lunga e severa trafila richiesta dagli organi competenti della Chiesa - lunga e severa per evitare autoinventati "iniziatori" che facciano pasticci danneggiando anime consacrate e laici.

      Ma ammettiamo pure che Kiko abbia la rara abilità dei grandi impostori tipo Marcial Maciel. Il quale, paradossalmente, ha avuto successo perché la sua comunità era dottrinalmente e liturgicamente ben solida, cioè dotata di frutti verificabili. Ossia, il buon cuore di coloro che lo hanno seguito, ha prevalso sulle pessime intenzioni del fondatore.

      E naturalmente, quando lo scandalo è stato sostanzialmente confermato dai suoi più stretti collaboratori e dalla Santa Sede stessa, i seguaci che meno lo stimavano sono oggi i migliori soggetti (in quanto dimostrazione che la loro vocazione non era centrata sul fondatore ma sulla sequela di Cristo), mentre coloro che si affannano a volerne salvare la figura sono quelli più sconcertati dai fattacci.

      Ebbene: Kiko in tal caso (ipotetico costruito su altre ipotesi assurde), Kiko sarebbe considerabile il fulcro della vita di tante persone? No.

      Il fulcro della vita è Cristo. Kiko è uno di quelli che - salvo miracoli dell'ultimo minuto - si sentiranno rispondere dal Signore: «in verità ti dico: non ti conosco».

      Piccola parentesi: nel 2002 Giovanni Paolo II scrisse a don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, una lettera in cui gli disse: «Il movimento [di CL], pertanto, ha voluto e vuole indicare non una strada, ma la strada per arrivare alla soluzione di questo dramma esistenziale. La strada, quante volte Ella lo ha affermato, è Cristo».

      Questo è il miglior complimento che si può fare ad un movimento ecclesiale.

      Ed è esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe scrivere a Kiko:

      «Il Cammino ha voluto indicare solo sé stesso, reclamando la "necessità" di colonizzare le parrocchie, imponendo i gadget kikiani, raccogliendo con precisione fiscale le "Decime", riempiendosi la bocca di "Paroladiddio Paroladiddio" e del Nome del Signore ma indicando di fatto sempre e solo Kiko e Carmen».

      Probabilmente la furiosa e scatenata invidia per quella lettera (per di più festeggiante un ventennale, contro l'abitudine vaticana di festeggiare solo i 25-50-75-100), contribuì ai livelli alti del Cammino a fabbricare, appena quattro mesi dopo, l'approvazione ad experimentum dello Statuto.

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  36. Per Simone Voltaggio che ha riferito, poco sopra, che l'iniziazione cristiana del cammino non prescinde dai vescovi.
    Riporto nuovamente quanto ha detto Kiko in due convivenze a Porto San Giorgio, che trovi al thread "Impressionante: Kiko porta i vescovi in gita e PUM! li converte": ti preavviso che delle dichiarazioni di Kiko abbiamo la registrazione vocale.
    Riporto parte dell'introduzione ma l'articolo va assolutamente letto:
    Da qualche anno Kiko Argüello, iniziatore e leader del Cammino Neocatecumenale, organizza un viaggio di cinque giorni con vescovi e cardinali con incontri presso la Domus Galileae, faraonica costruzione da lui ideata e fatta erigere presso il lago di Genezaret.

    I vescovi aderiscono ben volentieri (come spiega Kiko stesso): il viaggio ed il soggiorno sono pagati e viene data loro l'opportunità di fare una visita ai Luoghi Sacri in Terra Santa.
    Così infatti descrive per esempio questa 'conferenza' di vescovi il Cardinale Sean di Boston nel suo blog da cui sono tratte alcune foto riportate nella nostra pagina e alcune frasi in didascalia.

    I vescovi non sanno però che il loro viaggio ed il loro soggiorno vengono pagati con estenuanti collette fatte nelle comunità dei loro paesi d'origine, a volte poverissime (pensiamo a quelle dell'India).
    I vescovi non sanno che vengono studiati e soppesati uno ad uno da "catechisti itineranti" del Cammino inseriti appositamente nei loro 'gruppi di studio', che riferiscono a Kiko ogni loro parola. In particolare, se si esprimono sfavorevolmente al cammino, ecco che i catechisti-'spia' corrono a riferire: 'Uuuu, Kiko, questi sono pieni di demoni!!!'
    Non sanno, questi vescovi, che Kiko vuole insegnare loro cos'è la Croce, come si legge la Scrittura, come si celebra Messa 'nella maniera giusta', come ci si confessa... Pensano di partecipare ad un bel ritiro spirituale ed invece sono lì per 'essere convertiti' e indottrinati... come dei bambini (parola di Kiko).

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  37. E ti chiedo, Simone: come fai ad affermare ciò che affermi, pur con grande sicurezza ed anche civiltà, motivo per il quale immagino sei pubblicato, sapendo benissimo che Kiko fa le convivenze alla Domus per convertire i vescovi al Cammino contando su una non tanto sottile forma di corruzione o di convinzione (li porta nel deserto...nessuna distrazione...gli offre la vacanza in Israele gratis...) per convincerli.
    Questo è il rispetto per i vescovi? Kiko afferma di doverli istruire come dei bambini!.
    Tu queste cose le sai, Simone, le sai anche troppo bene, le senti da 48 anni, poi vieni qui e cerchi di raccontarci una favola? Ti invito ad avere un minimo di serietà e di rispetto nei confronti delle persone a cui ti stai rivolgendo. Come già ti è stato detto, nessuno ti chiede di "tradire" nessuno, ma cerca almeno di non raccontarci panzane.

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    1. Il fratello Simone non è disponibile a ragionare, e ti risponderà coi soliti slogan.

      Firmandosi in quel modo ha attirato l'attenzione dei fratelli del Cammino, deve "dare l'esempio", deve mostrare loro come si fa ad essere perfettamente zombificati, a quali livelli ridicoli deve arrivare la "circoncisione della ragione".

      E più lui recita la parte, e più dimostra la mentalità del Cammino a coloro che si illudevano che il Cammino sarebbe tutto sommato una realtà ecclesiale come le altre anziché «un cavallo di Troia nella Chiesa, una setta protestante-ebraica che di cattolico ha solo la decorazione».

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  39. FREE BLOGGER:
    le risposte sono: 1)NO, 2)NO, 3)NO, 4)NO, 5)NO, 6)NO, 7)NO.
    E non te le motivo come tu non hai motivato le tue affermazioni

    Il fatto che disubbidisce è evidente: basti pensare alla ridicola "liturgia" del latte e miele che fa il Cammino all'interno della celebrazione eucaristica, cosa assolutamente PROIBITA dalla Chiesa.

    Se i Vescovi sanno e tacciono non è un problema mio. Ma io penso che molti non sanno.
    Rimane il fatto che è proibita e Kiko non fa nulla per ubbidire

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  40. "Kiko fa le convivenze alla Domus per convertire i vescovi al Cammino contando su una non tanto sottile forma di corruzione o di convinzione (li porta nel deserto...nessuna distrazione...gli offre la vacanza in Israele gratis...) per convincerli.
    Questo è il rispetto per i vescovi? Kiko afferma di doverli istruire come dei bambini!". ------------- " Kiko fa le convivenze alla Domus proprio perchè non ha NULLA da nascondere. Fa questo per far conoscere il Cammino fino in fondo. Esclusivamente per questo. Per consegnarsi nelle loro mani. Insomma tutto il contrario di quello che pensi tu. Per quanto mi riguarda non ho mai raccontato favole, se non quelle della buona notte ai miei figli. Anzi più spesso ho raccontato storie della Bibbia, come la storia di Mosè e Abramo, Giuseppe, Davide e Golia, la storia di Zaccaria, di S. Paolo, ma anche le storie dei Santi come S. Francesco d'Assisi o S. Francesco di Sales, ecc.

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    1. Forse nn dovrei risponderti ora perché ho poco tempo e ho letto 1 po' affrettatamente l'articolo segnalato da Valentina, ma proprio nn riesco a lasciar passare questa tua frase senza dire nulla:

      "Kiko fa le convivenze alla Domus proprio perchè non ha NULLA da nascondere. Fa questo per far conoscere il Cammino fino in fondo. Esclusivamente per questo.

      Per consegnarsi nelle loro mani [dei vescovi]".
      -------
      CONSEGNARSI nelle mani dei vescovi?
      QUALUNQUE scelta essi facciano?

      Anche ad una lettura superficiale l'articolo con le parole del vescovo di Boston e SOPRATTUTTO le parole di Kiko .. è allucinante ..

      Ti rendi conto che Kiko dice CONVERTIRE i Vescovi?

      A cosa se non al cammino?

      È perché ha umile e sincero desiderio di
      "consegnarsi nelle loro mani"
      che parla bene dei vescovi che lo accettano e invece dice che

      "sono pieni di demoni"

      quelli che NON lo accettano
      (cioè quelli che l'hanno capito per ciò che veramente è) ?

      Un po' di sano senso di vergogna non ti viene mai?

      Roberta

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    2. Si può essere più zombificati del fratello Simone?

      Nessun altro fondatore di movimenti ecclesiali, associazioni, comunità religiose, organizza "convivenze" simili per convertire i vescovi a sé stesso.

      Alla morte di Escrivà de Balaguer, un quarto dei vescovi mondiali (930 su circa 4000) si dichiarò esplicitamente favorevole alla sua canonizzazione. Quei singoli vescovi avevano in vari modi incontrato Escrivà personalmente o -più spesso- attraverso la sua opera. Non c'era mai stato bisogno di radunarli in un luogo per "evangelizzarli" e PUM! "convertirli". Conoscevano la serietà e l'ortodossia di Escrivà, della sua opera, dei suoi seguaci.

      Qualcuno dovrebbe spiegare al fratello Simone che nel vantare certi gesti o certe parole di Kiko bisognerebbe riflettere sul tema: «e se l'avesse fatto qualcun altro? come mai non l'ha fatto nessuno?».

      Come mai nessun fondatore ha avuto bisogno di pescare 153 grossi vescovi in qualche Domus eretta a propria immagine e somiglianza? Come mai nessun fondatore - men che meno un laico - si è vantato di "evangelizzare" i vescovi e di "convertirli"?

      Detto fra parentesi, non dimentichiamo mai il metodo neocatecumenale del bastone e della carota. Non c'è solo il "viaggio spesato", ma il sottile ricatto delle "oliature" (e dato che lo "stipendio" di un vescovo non è molto superiore a quello di un sacerdote, si capisce come mai tanti vescovi tollerano il Cammino e lasciano che il Cammino "evangelizzi" portando il kikismo-carmenismo sotto le mentite spoglie del Vangelo).

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    3. Perché NON si è consegnato ai Vescovi del Giappone?

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  41. https://www.youtube.com/watch?v=-roFbt5_xB0 ... A me sembra piuttosto che siano invece i Vescovi, che sfruttano il Cammino (e Grazie a Dio!) per l'evangelizzazione.

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    1. Ennesima panzana.

      L'«evangelizzazione», per i neocatecumenali, consiste nel costituire nuove comunità neocatecumenali.

      Dire che i vescovi "sfruttano il Cammino per l'evangelizzazione" è come dire che uno mangia cibi più prelibati al nobile scopo di far crescere in modo sano e robusto il proprio verme solitario.

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  42. Ok, Simone. Spiegami allora solo come mai i vescovi a cui Kiko si consegna (a tuo dire) debbano convertirsi al Cammino (cito alcune frasi di Kiko "abbiamo avuto un primo incontro a Santo Domingo che era eccezionale, di vescovi, dove ci sono stati miracoli come la conversione del cardinale Hummes, "; "lo hanno chiamato il Vaticano a capo della Congregazione per il Clero, però aveva una vera conversione.";
    " e questa fu la trappola finale! Perché erano nel cenacolo, lo Spirito Santo è sceso e PUM! si sono tutti convertiti")
    e perché i vescovi appena arrivati alla Domus fossero pieni di demoni (Kiko: "gli itineranti erano preoccupatissimi, dicevano ‘Kiko, uuuu, ci sono dei demoni terribili, c’è quello di Calcutta che non vuol saperne in nessun modo, dice che il cammino è una setta, che ci facciamo la liturgia a nostro piacere, che non obbediamo al Papa, ecc.'").
    Certo, per questo in cammino vige la segretezza, e le vostre riunioni non vengono riprese né possono essere pubbliche: perché lì parlate a ruota libera e viene fuori la verità.
    Altro che consegnarsi ai vescovi: qui chiaramente Kiko dice che sono indemoniati e che si devono convertire.
    Ora vediamo in che modo lo spieghi.
    Sono certa che ci proverai.

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    1. Magari ci spiega anche in cosa consiste la pesca dei "153 grossi pesci", i vescovi pescati da Kiko in una convivenza alla Domus. Io sapevo che simbolicamente significasse l’abbondanza dei frutti della missione degli Apostoli, la pesca degli uomini tirati fuori dal mondo pagano (il mare). Cosa fa Kiko, converte i vescovi simbolicamente pescati?
      Chiedo scusa, forse decontestualizzo ;-)

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  43. Qualche giorno un sacerdote ha contattato questo blog chiedendoci il numero di telefono e i contatti di un seminario Redemkikos Mater africano.

    Come gesto di pura cortesia gli abbiamo risposto dandogli tali informazioni e raccomandandogli «cautela in quanto nei seminari R.M., gestiti interamente dal Cammino Neocatecumenale, vigono purtroppo i noti strafalcioni liturgici e dottrinali».

    Il soggetto ci risponde di essere «un fratello del Cammino» che attualmente si trova «al passaggio della Traditio».

    Ora, un sacerdote cattolico dovrebbe balzare sdegnato dalla sedia alla notizia che le persone che intende contattare devastano la liturgia e la dottrina cattolica. Ma il soggetto è un «fratello del Cammino», e pertanto non gliene importa niente della liturgia (lui, sacerdote!) e della dottrina (lui, sacerdote!).

    Per di più ci addolora ancora una volta sapere che le "tappe" del Cammino sono obbligatorie persino per i sacerdoti, come se questi dovessero "riscoprire" il Battesimo pur essendo stati ritenuti dal vescovo adatti a insegnare, guidare e santificare mediante i sacramenti, adatti a celebrare l'Eucarestia e il sacramento della riconciliazione, incaricati di battezzare e benedire matrimoni, ecc.: a cosa diavolo gli servono la riscoperta del kikismo-carmenismo dietro adeguato pagamento di Decime e martellamento di cosiddetti "catechisti"? Chissà a quali Forche Caudine andrà incontro il soggetto, tanto più che pur essendo SanCarmen SanHernandez morta da qualche anno, nel Cammino si respira ancora il sottile disprezzo per il sacerdozio ministeriale. Chissà che fardelli gli avranno imposto i suoi cosiddetti "catechisti" laici, che su di lui non hanno alcuna autorità religiosa o morale, tanto meno preparazione teologica e grazia di stato.

    È proprio vero che il Cammino è idolatria.

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    1. Ti ha proprio risposto così? Sono un "fratello del Cammino", prima di essere un cattolico e prima d'essere sacerdote? Siamo alla frutta. Mi fa pensare al fratel Tony vescovo di Guam!
      Chi diceva che il Cammino è Chiesa? Se il cammino fosse Chiesa, un presbitero si presenterebbe come sacerdote cattolico frequentante il Cammino NC. Il fatto invece che l'essere un fratello (sodale) NC sia prioritario rispetto al proprio ruolo e carisma, indica invece che, per loro, è la Chiesa ad appartenere al cammino.

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    2. E un "fratello del camminocammino" ha bisogno di scrivere a un blog " contrario" al cammino per avere i contatti di un seminario del cammino? Non è un po' strano? Elena

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  44. Nel cammino non si ha bisogno della direzione spirituale perché il cammino È direzione spirituale perenne. ...Saluti
    Carlo Lorenzini


    Mmm ... da antiche reminiscenze scolastiche mi viene in mente che questo era il vero nome di Collodi, autore del libro sul burattino di legno più famoso del mondo. Che sia un modo sottile per farci capire quanta 2verità" ci sia nella sua affermazione ?

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  45. Fuori topic.
    Chiedo cortesemente una risposta in particolare a Simone Voltaggio e agli altri del cammino. Come si fa a passare 50 anni della propria vita accanto ad una persona, aver vissuto centinaia di momenti facendosi scrutare dalla parola di Dio, per quanto questa stessa persona possa aver tenuto tutto nascosto, senza accorgersi del dramma che stava vivendo come ha dichiarato Kiko alla presentazione del libro di Carmen.
    Grazie
    Sergio

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  46. Beati pauperes spiritu18 maggio 2018 16:16

    Simone non dire cretinate, le convivenze alla Domus diventano pubbliche perché le spiattelliamo noi. Quando il video della convivenza con i rabbini è stato messo su internet i neocatecumenali della Siloè Films, spagnola, che ha realizzato il video che non ha niente da nascondere hanno sollevato eccezione di copyright e il video è stato immediatamente cancellato.
    Se è un incontro pubblico perché vi nascondete? Perché ovviamente Kiko non può far vedere a tutto il mondo che organizza incontri ad limina di Vescovi che vanno a inchinarsi a un laico.
    Persino il Monastero di Bose pubblica i proprio incontri e ritiri e pubblicizza i partecipanti, anche la comunità di Taizè, solo voi siete così arroganti da voler mantenere il vostro ridicolo stupido arcano!

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  47. "le convivenze alla Domus diventano pubbliche perché le spiattelliamo noi." https://www.youtube.com/watch?v=TafdbPkNDW0 ... TELEPACE ... ti smentisce. Ancora una volta ti sei sbagliato mi sa. Riconoscilo almeno una volta.

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    1. Grazie al piffero, servizio che non dice niente, sponsorizzato da voi grazie a Roberto, amico di tuo padre (?). Ma i contenuti, i deliri di Kiko, tipo la necessità di convertire i Vescovi, quelli li mettete nei mamotreti delle convivenze. Il problema è quello che i Vescovi vanno a fare e come ce li portate (pagando).

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  48. https://www.youtube.com/watch?v=rABx38fmlzA. Anche sul TG2, in questo servizio sulla DOMUS. Illustriamo quanto facciamo alla DOMUS. Altro che segretissimo. Nulla da nascondere come dicevo.

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    1. Già visto, niente di più che pubblicità organizzata da voi.

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  49. Il giorno 17 dalle 10:49 alle 18:43, i giorno 18 addirittura dalle 9:27 alle 12:11 ! Ecco il tuo problema caro Voltaggio: non hai nulla altro da fare ! Ma vuoi convincere il mondo che sei bravo ? No sei solo nullafacente ! Scusa ma torno a lavorare e pregare !

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    1. Non ti sforzare troppo a quest'ora può farti male

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    2. Potrebbe essere in ferie, o in pensione. Potrebbe essere malato. Potrebbe essere molto veloce nello scrivere, potrebbe fare lettura veloce (cosa più probabile). Di solito i nullafacenti non fanno proprio nulla, non si prendono neppure la briga di esporre le proprie opinioni

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    3. Condivido Valentina. Non è certo questo il modo di contestare Simone, che peraltro - di là delle osservazioni - si presenta come una persona educata.

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    4. Mi dissocio da questo commento dell'anonimo.

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  50. VOLTAGGIO:

    sui vescovi giapponesi non rispondi? Hanno cacciato il Cammino ma il Cammino continua a operare in Giappone. Questa tu la chiami ubbidienza?

    OT: dopo le dimissioni dei Vescovi cileno, per Apuron è dura.... A proposito: che ne pensi?

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    1. Gliel'ho chiesto parecchie volte ma ha sempre nicchiato. Evidentemente è convinto che le vittime di un pedofilo devono essere messe a tacere, qualora si tratti di un pedofilo illustre membro del Cammino. Altrimenti gli sarebbe sfuggito almeno qualcosa tipo: "preghiamo per le vittime del pedofilo", oppure qualcosa tipo: "un pedofilo è da condannare, anche se fosse membro illustre del Cammino".

      Il tribunale della Santa Sede ha riconosciuto Apuron colpevole di "alcune delle accuse", senza specificare quali. Ma è stato lo stesso Apuron, quando si è proclamato innocente, a dire paroloni tipo: «Dio mi è testimone».

      Ora, se fosse stato riconosciuto colpevole di malversazioni ma non in quanto pedofilo, lui e i suoi avvocati (che conoscono benissimo le accuse su cui è stato condannato), insieme ai facinorosi fratelli neocatecumenali, l'avrebbero immediatamente gridato a tutto il mondo. E non ci sarebbe stato bisogno di usare paroloni come «Dio mi è testimone» per sembrare innocenti.

      Inoltre, se Apuron fosse stato seriamente convinto della propria innocenza, non si sarebbe dato urgentemente alla latitanza non appena la prima vittima lo denuncia pubblicamente. Al contrario, avrebbe cercato un pubblico confronto. E invece, si fa ospitare da illustri membri neocatecumenali, si fa crescere la barba per non farsi riconoscere, si trasferisce in USA sotto mentite spoglie...

      Ora, per un fratello neocatecumenale onesto, il caso Apuron è un diluvio di vergogna per il Cammino, quantomeno per questi tre motivi:

      1) Kiko comandò che si pregasse per lui e "per tutta la persecuzione", col sottinteso che Apuron era "perseguitato" dalle sue vittime; ovviamente Kiko avrebbe fatto meglio a tacere, e invece...

      2) la Santa Sede ha emesso una sentenza di colpevolezza (e siccome l'ultima parola sui vescovi spetta comunque al Papa, bisogna ammettere - piaccia o non piaccia - che anche papa Francesco è convinto della colpevolezza); ad oggi, non risulta ancora che Apuron sia riuscito ad appellarsi alla sentenza (non basta urlare "non ci sto" per ottenere appello); ovviamente Apuron avrebbe dovuto star ben lontano dai riflettori, e invece...

      3) nonostante la condanna, il vescovo pedofilo neocatecumenale era bellamente assiso nella tribuna dei vescovi kikiani lo scorso 5 maggio 2018: certamente non poteva essere lì contro la volontà di Kiko, e certamente Kiko sapeva benissimo che Apuron sarebbe stato notato da tutti - incluso il Papa. Insomma, pur di dimostrare di infischiarsene del Papa, Kiko non ha esitato a mostrarsi alleato di un pedofilo.

      Infine, l'ipotesi che più dà i brividi: se ai vertici del Cammino hanno la faccia tosta di difendere il pedofilo Apuron, cosa diavolo significa? Che c'è una rete di ricatti incrociati? Che ci sono altri pedofili neocatecumenali d'alto rango da difendere a ogni costo? O semplicemente Kiko è rincitrullito e non si accorge di quanto è stato grave proteggere Apuron (e addirittura esibirlo in tribuna vescovi davanti al Papa) anziché aspettare l'esito dei due processi (vaticano e civile)? Non sappiamo cosa ci sia sotto, e perciò ci limitiamo ai fatti: le drammatiche denunce pubbliche, quei gesti di Apuron che facevano pensare alla colpevolezza, la sentenza della Santa Sede, la faccia tosta di Kiko nell'esibirlo lì come trofeo il 5 maggio.

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    2. Effettivamente è l'unico prete pedofilo... l'unico pedofilo...
      Ci vuole tanto a capire che la pedofilia è un'aberrazione aldilà di tutto?

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  51. Il tribunale della Santa Sede ha riconosciuto Apuron colpevole di "alcune delle accuse", senza specificare quali. Ma è stato lo stesso Apuron, quando si è proclamato innocente, a dire paroloni tipo: «Dio mi è testimone».
    ---
    I Verdetti dei Tribunali Ecclesiastici,
    in quanto la Chiesa e' "Santa e gerarchica", sono di fatto e di diritto
    sentenziati in nome del Papa, il quale,
    per I credenti e' il Vicario di Cristo in terra.

    Apuron, hai detto: "Dio mi e' testimone", cosa facciamo, mandiamo Nostro Signore sotto processo per falsa testimonianza?
    Ruben.


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