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mercoledì 15 febbraio 2023

Il Cammino fatalista nega ogni valore alla vostra libertà di figli di Dio

Qui la versione in inglese dell'articolo a cura del blog "Neocatechumenal Way in the USA".

Alla Domus (monumento che Kiko
fece erigere in onore di sé stesso),
sono incisi i nomi di quelli che
furono spennati per farla costruire

Breve premessa: Dio è onnisciente, cioè sa tutto, anche il futuro, anche di come useremo il nostro libero arbitrio e la nostra volontà (dopotutto è Lui che ci ha creati dotandoci di volontà e di libero arbitrio, ed è Lui che ha creato la natura e le leggi della fisica e tutto il resto).

Nel Cammino Neocatecumenale purtroppo si pratica l'endogamia (i kikos vengono indotti a "sposare le figlie di Israele", cioè a fidanzarsi/sposarsi solo tra membri del Cammino; l'alternativa è il ricattare "o entri nel Cammino o ci lasciamo"). Infatti è molto pericoloso per la kikolatria il fatto che uno dei due sposi o fidanzati, vivendo senza il cappio neocatecumenalizio, diventi involontaria dimostrazione che senza il Cammino si vive meglio la vita, la fede, la libertà di figli di Dio.
Dunque quando sotto gli auspici dei cosiddetti "catechisti" del Cammino si forma una coppia di neocatecumenali, è tutto un fiorire di approvazioni e di complimenti: "i vostri nomi insieme [le vostre nozze] erano già scritti nei cieli!" Chiaro il sottinteso? Se ti fidanzi "nel Cammino", è Dio che vi vuole sposati (magari "entro l'anno", prima che ci ripensiate); se invece ti fidanzi con una persona esterna al Cammino, devi convertirla al Cammino altrimenti vai contro Dio. Letteralmente credere che Dio è il Cammino.

Ma l'espressione "i vostri nomi insieme erano già scritti nei cieli" è comunque sbagliatissima, perché insinua che Dio si è rimangiato la libertà che vi aveva donato ed ha "programmato" che voi due vi sposaste. (Come se foste burattini. Come se l'onnisciente "sapere cosa farete" equivalga a "imporvi ciò che farete")

La mentalità neocatecumenale, infatti, ha molto bisogno del fatalismo, e ha bisogno di trattare Dio come se fosse Harry Potter con la Bacchetta Magica. Altrimenti c'è il rischio che molti adepti scelgano liberamente anziché secondo i dettami dei cosiddetti "catechisti" (incaricati esclusivamente di far crescere il prestigio e i soldi del Cammino).

Chi sceglie in libertà potrebbe talvolta sbagliare; ma chi sceglie secondo i dettami della setta, sicuramente sbaglia sempre, perché ha "sotterrato il suo talento" (cfr. Mt 25,14-30), ha delegato i capicosca del Cammino a decidere della sua vocazione, del suo lavoro, del suo eventuale matrimonio, dei suoi studi, dei suoi rapporti interpersonali... quegli arroganti, stupidi, ignoranti capicosca del Cammino, che non hanno alcun titolo davanti a Dio e davanti alla Chiesa.

"Bibbione" neocatecumenalizzato:
se non ci trovano l'immagine di Kiko
la considerano inferiore o inutile.
Kiko vale più della Bibbia!

Peggio ancora (per il Cammino), chi sceglie in libertà potrebbe spesso scegliere bene, perché magari prende sul serio la Parola di Dio, perché magari dice a sé stesso "ma chi me lo fa fare di arricchire questa setta idolatrica?", perché è stufo di vedere ingiustizie promosse per proteggere la setta e i suoi VIP, perché magari comincia a non credere più che il "demonio" sia interessato esclusivamente a ridurre il prestigio e i soldi del Cammino.

Ricordiamoci che il titolo nobiliare di "catechista" del Cammino non costituisce alcuna garanzia dal punto di vista spirituale, ecclesiale, morale, religioso, teologico, canonico, eccetera. Potrebbe perfino darsi il raro caso di qualche cosiddetto "catechista" che prende a cuore un singolo versetto del Vangelo, o le sorti dei fratelli delle comunità... ma potete stare assolutamente certi che ha già abbandonato il Cammino, perché chiunque cominci anche solo a pensare di prendere sul serio una qualsiasi virtù cristiana, ha già un piede fuori dalla setta (e, perfino suo malgrado, è di esempio per coloro che ancora non hanno il coraggio di uscirne).

Non è che "il Cammino non fa per te"; al contrario, è "il Cammino non fa per la Chiesa". Fa solo danno.

giovedì 17 maggio 2018

Il neocatecumenale amato da Dio e il cugino odiato

Il neocatecumenale amato da Dio e il cugino odiato

Kiko Argüello ha detto:
"[...]. Allora dov’è il segreto? Il segreto lo dice la Scrittura: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù. Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no? Che significa: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù? Dio non ha bisogno di ragioni: il Libro di Giobbe è un libro che dice questo: Dio non ha bisogno di alcuna ragione. Allora che cosa è, uno schiaffo alla nostra intelligenza? Sì, se volete è così! Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per agire, ha eletto te! Perché? Giacobbe è forse anche peggiore di Esaù: è il soppiantatore, Giacobbe è peggiore di Esaù. Perché tuo cugino non sta qui? Amai Giacobbe e odiai Esaù..."(Fonte: Annuncio di Quaresima 2018, pp. 17-18).
Dio, quindi, secondo Kiko, odierebbe il cugino del neocatecumenale assimilato a Esaù. Perché quest'odio del Creatore di entrambi? Semplice: perché il cugino non fa il Cammino oppure, forse, lo fa ma – come nella parabola delle vergini stolte secondo Arguello – si assenta nelle convivenze per andare ad assistere la cognata ammalata, si perde l'olio del II scrutinio.
Dio ama Giacobbe e Giacobbe è assimilato all'adepto che fa il Cammino; naturalmente, parimenti all'adepto, Giacobbe è il peggiore. Nel Cammino c'è l'esaltazione dei peggiori, l'ostentazione delle perversioni, il giusto è disprezzato; il loghion di Cristo in Mt 9:13 ("Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori") è assolutamente distorto. Ecco perché Giacobbe, l'eletto, è considerato da Kiko il peggiore tra i due gemelli biblici, perché nel CNC per essere eletti occorre essere i peggiori, non i minori. Come sempre Kiko usa le Sacre Scritture per esaltare i propri adepti, per far credere loro che Dio chiama i preferiti nel Cammino. E i preferiti, secondo la dottrina del fango, sono naturalmente i peggiori, coloro che negli scrutini dichiarano le massime maialate. 

"Comunione seduti" neocatecumenale:
in attesa che scatti il segnale manducatorio
Come costante suo abito mentale, Kiko manipola la Bibbia.
1) C'è la solita mistificazione del verbo "odiare": Dio non odia nessuno, il Creatore ama ogni sua creatura. Quando il verbo ebraico corrispondente a "odiare" è usato in un confronto, esso significa semplicemente una preferenza, una scelta; la quale nel caso di Esaù e Giacobbe è evidentemente determinata da comportamenti opposti, uno apprezzabile e uno deprecabile.
2) La primogenitura nell'ebraismo non è cosa da poco. “Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me”, sta scritto in Esodo 22:28. Il comportamento di Esaù è disprezzabile perché, per una cosa da poco come un piatto di lenticchie, liberamente rinuncia alla missione alla quale era stato per nascita predestinato, mentre la condotta di Giacobbe è amabile, perché il fratello minore dimostra di voler perseguire con ogni mezzo la primogenitura e la missione a cui Esaù dà uno scarso valore.

Morale del post: il pittore neocatecumenale non ne insegna una sola giusta! "Appartiene ad Esaù chi vuol vivere secondo la carne o attendersi beni materiali nella vita futura", disse sant'Agostino nel discorso 4. Esaù è figura del popolo eletto ebraico, Giacobbe del mondo pagano che si sarebbe convertito al cristianesimo.
È così semplice: Giacobbe non è peggiore di Esaù, come predica  Kiko, Giacobbe è certamente migliore di Esaù. Giacobbe desidera la primogenitura, Esaù la disprezza ("A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura" cfr. Gen 25,34).
Come suo solito, il pittore del Cammino dimostra di ignorare (o di voler ignorare, Cicero sempre ragiona pro domo sua) il linguaggio biblico, fondato su parabole, allegorie, simbolismi, paradossi e iperboli. Certo, l'azione compiuta da Giacobbe non è encomiabile da un punto di vista etico: ma non è criticabile anche quella dell'uomo della parabola gesuana, il quale trovato un tesoro nascosto in un campo lo nascose, vendette i suoi averi e comprò il podere? Il tesoro apparteneva al proprietario del campo, o no? La morale della Sacra Scrittura va oltre la lettera, la lettera uccide, Kiko è un fondamentalista, altro che ispirato.
Come sempre accade, a ben leggere Kiko gli si può solo dare una zappa sui piedi. La zappa di Giacobbe agricoltore, nella catechesi in questione.