mercoledì 20 dicembre 2017

Hanno confessato: La Santa Comunione - COME PERMESSO DALLA CHIESA - l'abbiamo mangiata da seduti.

Raccogliendo la "Sfida ai Camminanti" lanciata da Donna Carson, un Anonimo neocatecumenale ci offre spontaneamente una pubblica confessione di disobbedienza alle disposizioni della Chiesa "circa la celebrazione della Santissima Eucaristia nelle comunità del Cammino Neocatecumenale".

Visto l'entusiasmo e la disarmante convinzione con cui egli afferma che il modo di ricevere le Sacre Specie è proprio quello consentito dalla Chiesa noi, facendo salva la buona fede, ci chiediamo:

"Come è possibile che sia questa, davvero, la convinzione che circola tra i "fratelli delle comunità"?

Una convinzione così salda da far ritenere che "testimonianze" come questa possano dar lustro al Cammino, invece di screditarlo ancora di più, come di fatto accade?"

Kiko con le mani legate
si comunica con difficoltà evidente.

Anonimo ci scriveva:
Sono di ritorno dalla Santa Eucarestia della morte e resurrezione del Signore,del suo mistero pasquale. Che belle risonanze, che belle monizioni. Poi al momento della Santa Comunione ho preso il Signore nelle mani, in piedi, e adorandolo ho pregato per chi scrive in questo blog.Poi, come permesso dalla Chiesa, l'abbiamo mangiata da seduti. La manducazione infatti si può fare anche da seduti,pertanto senza alcuna disubbidienza alla Chiesa. È tanto bello adorare il Signore, per quei pochi istanti che sosta sul palmo delle mani. [vedi nota 1] Quanti pensieri, quante parole d'amore gli rivolgiamo.Quante preghiere pergli amici e per chi come voi ci odia. [vedi nota 2]
Virgen De Adviento (inquietante!)
Davvero interessante: questo Anonimo ci ha dato una splendida conferma.
Sapevamo da voci che nelle comunità neocatecumenali la comunione viene consumata - DA SEMPRE - stando seduti e tutti contemporaneamente, celebrante compreso, ma verba volant, mentre scripta manent.

Ora è scritta nero su bianco la loro strutturale, eterna DISOBBEDIENZA.

Questa testimonianza dovrebbe essere recapitata agli organi competenti della Santa Sede.

Intanto, a voi Anonimi neocatecumenali, noi poniamo una domanda:

Quando celebrate con qualche Cardinale o con i Vescovi delle vostre Diocesi, COME procedete?
Sarebbe interessante saperlo, o evitate di celebrare Eucaristie con loro?

Sul perché poi siete così ostinati in questa pratica è difficile rispondere.
Di sicuro cambiare vi avrebbe costretti a riflettere sul RISPETTO che richiede accostarsi alle Sacre Specie.

Ma Kiko e compagni, da perfetti eretici, prediligono gesti dissacratori. Forse.
Insieme alla perseveranza nell'errore, che, come risaputo, è diabolica.

E non esageriamo: la Lettera di Arinze è troppo chiara, richiamata negli Statuti, non è stata superata da una diversa disposizione successiva che dicesse il contrario.
Intanto voi, ad oggi, non avete obbedito MAI.


Anonimo pasqualone hai scritto: "...Poi, come permesso dalla Chiesa, l'abbiamo mangiata da seduti"

e Lino ti chiede:
Bravissimo. E dicci, spiega meglio: l'avete mangiata tutti insieme, assieme al presbitero, o successivamente al presbitero, uno alla volta, come vi è stata data nelle mani? L'avete mangiata così, insomma, o no?

L'avete mangiata così, insomma, o no?
Pietro (NON del Cammino) ci aiuta a comprendere meglio:
"Più volte abbiamo CITATO i DOCUMENTI DELLA CHIESA, valevoli per tutti, che dicono che la Comunione va manducata appena ricevuta, SENZA ASPETTARE e, di conseguenza, va manducata in piedi, DAVANTI AL SACERDOTE.
Come fare a convincervi, visto che neanche i documenti della Chiesa ci riescono?

La concessione che la Chiesa ha fatto al Cammino è che non siano i fedeli ad andare verso il sacerdote per ricevere la Comunione, ma è quest'ultimo ad avvicinarsi ai fedeli che devono ricevere il Pane consacrato IN PIEDI e, visto che non si fa NESSUNA CONCESSIONE riguardo ai tempi della manducazione, lo devono manducare subito, come tutti i cattolici, ovvero IN PIEDI.

Perché ci tenete tanto a manducare l'Eucaristia seduti e tutti assieme? Quale turpe significato teologico nasconde questa pratica PROIBITA DALLA CHIESA?
Un motivo ci dovrà pur essere: spiegalo. E poi spiega perché è così fondamentale da rendervi RIBELLI verso la Chiesa.

Per non parlare poi dell'orribile sacrilegio che spesso avviene nelle vostre celebrazioni: quello dei frammenti eucaristici caduti e CALPESTATI."


In attesa di risposte, mettiamo insieme, intanto, qualche altro prezioso contributo a nostra disposizione:

Bruno aggiunge:
Anni fa ho partecipato al rito di Ammissione ai candidati all'ordine sacro di un ragazzo della mia comunità, la messa era presieduta dal Vescovo e si teneva nel seminario Redemptoris Mater.
C'era Kiko presente, una decina di seminaristi che venivano "ammessi" altri circa 30 seminaristi del seminario e un centinaio di fratelli delle comunità e i "catechisti" dei seminaristi ammessi e qualche loro parente.
Praticamente tranne alcuni parenti che potevano non far parte del cammino, tutti erano "estremisti del cammino" Kiko, catechisti, seminaristi, gruppo di responsabili e corresponsabili delle comunità di appartenenza.
Mi aspettavo una messa estremamante neocatecumenale e molto lunga.
E invece:
1) una sola chitarra
2) canti misti (solo due di Kiko, gli altri erano normali canti religiosi)
3) nessuna risonanza
4) Consacrazione non cantata ma fatta con le parole "ufficiali" della Chiesa, senza i vari passi cantati "Padre padre..."
5) Comunione singola (dopo i celebranti), in fila con una normale Ostia e poi chi lo voleva poteva ricevere anche il vino dal calice. ovviamente rigorosamente in piedi e consumata un attimo dopo averla ricevuta.
Fu veramente una bellissima Messa, ma di quello che facevamo in comunità non c'era nulla.
Ci credo che i vescovi pensino che le loro messe siano conformi alla Chiesa; quando ci sono loro, viene nascosto tutto quanto che di "Disubbidiente" normalmente viene fatto.

Tutti seduti con il Corpo di Cristo
nelle mani per "pochi istanti..."
Grazie Bruno per la tua esperienza, immaginavo fosse così, i furbacchioni! Sarebbe bello raccogliere altre testimonianze, speriamo che altri intervengano sull'argomento. E basta con tutte queste strategie! Dicono che sono approvati, dicono di essere il futuro della Chiesa (meschina!) che loro stanno RINNOVANDO. Poi quello che fanno nelle salette non lo fanno vedere a Vescovi e Cardinali, bel rinnovamento! Ma mi domando e dico: Ci vuole tanto per i Pastori CHE DOVREBBERO VIGILARE SUL GREGGE LORO AFFIDATO... di notte e di giorno... piombare all'improvviso in una Parrocchia neocatecumenalizzata, di quelle DOC, il Sabato sera, alle ore 20:00 non prima, e dire: "Buonasera, figlioli, stasera sono qui per celebrare con voi!" "Rallegratevi!" [vedi nota 3]

Bruno conclude:
 ... A proposito del modo di fare la comunione nel cammino vi racconto una cosa che mi è successa qualche tempo fa.
Una sera ero a cena con altre 2 coppie di miei ex fratelli, ad un certo punto il parlare è ovviamente andato sul cammino e loro cercavano di convincermi a tornare.
Avevo già espresso le mie motivazioni sul perchè ritenessi il cammino un movimento non Cattolico e delle cose che trovavo "fuori dalla Chiesa".
Ad un certo punto il discorso è arrivato alla "Comunione seduti"; ho detto questo:
"Ipotizziamo per assurdo che fare la Comunione seduti sia approvato dalla Chiesa; quindi a questo punto esisterebbero 3 "posture" valide, In Piedi, In Ginocchio e Seduti, e 2 modi di ricevere il Corpo di Cristo, In mano e sulla bocca.
Incrociando tutti i possibili modi arriviamo che ci sono 6 modi possibili "validi" per ricevere la Comunione.
Sono quindi tutti approvati dalla Chiesa e nessun modo è "obbligato" rispetto ad un altro; quindi se voglio riceverlo in mano nessuno può obbligarmi a riceverlo sulla bocca o viceversa, se voglio stare in ginocchio o seduto o in piedi sono tutte forme valide e libere di accostarsi al corpo di Cristo."
Detto questo ho visto che annuivano e che non trovavano nulla da eccepire, anzi erano contenti che gli avessi "approvato" il loro modo di Comunicarsi in mano da seduti.

A questo punto ho comunicato che il seguente sabato sarei venuto alla loro celebrazione e al momento di ricevere la Comunione mi sarei alzato e avrei aperto la bocca in attesa che vi venisse messo il corpo di Cristo.
Ho chiesto, "me la date la Comunione cosi?"
La risposta è stata no, non ti darebbero la Comunione.

Quindi cari Fratelli del cammino, non solo vi obbligano a fare la Comunione in modo "indegno" e "irriguardoso" verso Nostro Signore, ma vi viene impedito pure di farla nei modi consoni e approvati da Santa Madre Chiesa.
Tutti vi dicono che la messa del Sabato è una normale messa parrocchiale della Domenica, bene, quindi aperta a tutti e tutti possono comunicarsi con il Signore come meglio si sentono in quel momento.
Credo che il problema, come avevo già detto (Il cammino cadrà dall'interno e non dalle picconate che vengono da fuori), non sia attaccare il fatto che vi viene fatta la Comunione seduti, ma il fatto che in una messa parrocchiale domenicale impediscono a chiunque di accostarsi in altro modo che non quello che dicono loro.

Quindi il grave non è che uno fa la comunione con la gomma in bocca (peggio per lui), il problema è se questo movimento ti Obbliga a fare la Comunione con la gomma in bocca.
Non se stanno seduti, ma se impediscono ad altri di stare in piedi, questo è quello che li farà cadere, non il fatto di sbagliare, ma impedire ad altri di seguire la retta Via.



(nota 1) - "È tanto bello adorare il Signore, per quei pochi istanti che sosta sul palmo delle mani". Che pasqualone, il Sommo Pasqualone! Avrebbe potuto omettere "per pochi istanti", senza nulla togliere al concetto espresso dell'adorazione sul palmo delle mani. E invece no: deve precisare, perché in cuor suo sa che non è consentito. "Per pochi istanti" è una excusatio non petita, accusatio manifesta, è una menzogna uscita allo scoperto. (Lino)

Anonimo, mi rallegro intanto del fatto che hai corretto la tua visione luterana di Cristo presente "nel" pane appresa in tanti anni di Cammino. Mi rallegro perché questo blog davvero serve a qualcosa! Ora vediamo se riusciamo anche a correggere un po' la tua percezione alterata del tempo. Il Corpo di Cristo non sosta "pochi istanti" sulle tue mani ma interi minuti, in attesa di poter fare della tua comunione, un atto comunitario (di tutta la Chiesa? No, della tua comunità, intendo). Ma non è finita. Il Corpo di Cristo poi rimane, in frammenti, sulle tue mani sudaticce, sui vestiti e sul tappeto. E sicuramente, verrà lavato nel tuo lavandino la sera con lo spazzolino insieme alle focacce e alle fette di torta dell'Agape. In quei "pochi istanti" dovresti pensare a questo, caro fratello. Ne hai tutto il tempo. (Valentina Giusti) 

(nota 2) - Anonimo, grazie per le preghiere. Anche io prego per voi. Attento a tutto questo sentimentalismo. Era qualcosa che Carmen non tollerava. Ha stravolto l'Eucaristia per eliminare proprio tutti gli aspetti che tu sottolinei: -Che bello.... - Quanti pensieri e parole d'amore.. - È tanto bello ADORARE il Signore in quegli istanti... (qui aggiungo io che mi fa piacere quello che testimoni, significa che ciò che Carmen ha cancellato dalla liturgia, essendo una esigenza in te, anche solo inconscia, tu lo hai recuperato un poco a modo tuo. BRAVO).

(nota 3) - A tal proposito, due notazioni:
 -   Nell'annuncio di inizio corso Kiko stesso ha detto: "Quando sono andato dal Papa e gli ho detto dei 50 anni del Cammino, mi ha chiesto se volevo fare un’Eucarestia per celebrarli. 
Ho detto di no, vorrei che mandasse le communitates in missionem."
A Cadice, in Spagna, in occasione del  quarantesimo anniversario dalla nascita del Cammino nella Diocesi, la liturgia prevista non è stata una Messa e ancor meno una Messa solenne, ma solo i  «vespri solenni» celebrati dal vescovo Zornoza Boy.

Breve considerazione preliminare:
Ma che buffone è Kiko!
Il Papa chiede a lui se SUA ECCELLENZA Kiko vuole   F A R E   UN'EUCARESTIA ...
(e sempre con questo  F A R E...che non si può sentire!: fare eucarestia, fare le lodi, fare la Parola, fare i vespri, fare la missione e, ovviamente, dulcis in fundo FARE LA DECIMA e fare le collette nel sacco nero).
Lui risponde  NO  meglio mandare qualche communitates "allo sbaraglio", pardon "in missionem"!

Io ho un'altra idea, Kiko mente, ancora una volta, poichè, penso, sia Kiko e i suoi sodali che non hanno alcuna voglia di celebrare la "Eucarestia" presieduta da un Vescovo, da un Cardinale, peggio ancora dal Papa: 
La loro disobbedienza oramai è incancrenita, consolidata nel tempo, in più l'hanno fatta franca fino ad ora....perchè rischiare che il Papa, o un suo cerimoniere, anche all'ultimo momento dicano, interdetti: "Ma che sono queste cose?"
"Via il Pane azzimo. Ostie!...
Niente Coppe giganti col vino per tutti, non se ne parla proprio!...
e poi
SEDUTI?
Neanche per idea!
Tutti in fila odinatamente....

Scusate! Ma chi glielo fa fare a Kiko di complicarsi la vita?
Finora gli è andata di lusso! E' da stupidi andare a ficcarsi da soli nei guai!

E che guai! Altro che i "guai" dell'Apocalisse!

Il bello, o il brutto - dipende dai punti di vista - del trafficare nelle tenebre è che, più si va avanti più si teme la LUCE, nelle tenebre ci si acquatta, si moltiplicano le cose che non si farebbero mai davanti a nessuno....
della serie problema grosso se si vedesse la prassi celebrativa oramai strutturata nel c.n. dappertutto... la sola idea di esporsi alla luce terrorizza, non si può sopportare....

Magari il Papa avesse preteso una bella Celebrazione del Sacrificio Eucaristico!

In realtà è ancora in tempo per imporsi.

Una bella Celebrazione di Ringraziamento è la cosa più appropriata.

Ma che c'entra un invio in missione per commemorare i 50 anni del cammino?
Vedete che è assurdo?
Kiko, Kiko, attento!
Qualcun altro, oltre noi, potrebbe fare lo stesso ragionamento.
Meglio che la smetti con tutte queste Commemorazioni e stai un pochino più calmino!
Ti conviene!

37 commenti:

  1. "...per quei pochi istanti che sosta sul palmo delle mani. [vedi nota 1] Quanti pensieri, quante parole d'amore gli rivolgiamo.Quante preghiere pergli amici e per chi come voi ci odia..."

    Pensieri, parole, preghiere. Il tutto mentre si leccano il palmo delle mani o si ficcano in bocca il dito per bagnarlo di saliva e raccogliere le briciole.

    Commovente adorazione (e anche un po' schifosa). E questi sono i più attenti.

    Gli altri si passano semplicemente le mani sui jeans per pulirsele.

    Rammento un presbitero RM dire in proposito che quel "che è pane si raccoglie, il resto (residui di farina o polverina) non fa niente, Dio non ci taglierà la testa per questo".
    Senza parole.

    Comunque l'anonimo adorante/orante dev'essere un kikatekista, poiché ci ha scrutinati e, illuminato e discernente, ha letto i nostri cuori e li ha visti pieni di odio.

    Tipico neocat insomma.

    Come tutti, giudica e non risponde a niente.

    Perché il didietro è alla base della predicazione kikiana?

    Silenzio.

    Perché disobbedite alla Chiesa?

    Silenzio.

    Quale documento vi autorizza a stravolgere la Liturgia?

    Silenzio.

    Perché non rispettate nemmeno il vostro Statuto?

    Silenzio.

    Fossi il loro demonio muto, sarei già andato dal sindacato a protestare per il superlavoro. Altro che straordinari, lo fanno lavorare 36 ore al giorno.

    La solita ipocrita disobbedienza, come sempre.

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  2. Riporto ciò che prescrive l'Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, citando l'Ordinamento generale del Messale Romano, nel capitolo dedicato ai "Gesti e movimenti dei fedeli durante la celebrazione":

    I fedeli stiano in piedi dall’inizio della Messa fino alla conclusione dell’orazione colletta, durante l’Alleluia, la proclamazione del Vangelo, il Credo e la preghiera universale; si alzino all’invito Orate, fratres prima dell’orazione sulle offerte e rimangano in piedi fino al termine della Messa, fatta eccezione di quanto è detto in seguito.

    I fedeli stiano seduti per le letture prima del Vangelo e il salmo responsoriale, all’omelia e durante l’offertorio; possono stare seduti anche durante il sacro silenzio dopo la Sacra Comunione, se viene osservato.

    I fedeli s’inginocchino alla consacrazione, se non sono impediti da un motivo ragionevole, come il cattivo stato di salute o la ristrettezza del luogo. Dove esiste il costume che i fedeli rimangano in ginocchio dal Sanctus fino alla dossologia della Preghiera eucaristica e prima della Sacra Comunione, all’Ecce Agnus, si conservi lodevolmente tale uso.


    Inoltre aggiungo una risposta della Congregazione per il Culto "ad dubia proposita" pubblicata su Notitiae 45 [2008], pag. 609:

    [Domanda] Se sia lecito al sacerdote celebrante assumere la Comunione solo dopo che la Santa Eucaristia sia stata distribuita ai fedeli oppure di distribuire la Santa Eucaristia ed in seguito assumere la comunione contemporaneamente al popolo?

    [Risposta] Negativa ad entrambe.

    L'uso di questo modo di celebrare da parte del sacerdote, cioè di assumere la comunione solo dopo che la santa Eucarestia è stata distribuita ai fedeli, oppure, avendo già distribuita la santa Eucarestia, assumere la comunione allo stesso tempo con tutti, deriva da una singolare opinione, ovvero che i fedeli, come ospiti della mensa eucaristica, debbano essere serviti per primi.

    In tutti i Riti della Chiesa si può riscontrare l'ordine tramandato per accedere alla santa Comunione: prima comunica il Vescovo o il sacerdote celebrante, poi gli altri ministri secondo l'ordine gerarchico, ed infine il popolo.

    Il sacerdote comunica per primo non per umano prestigio, ma a causa della dignità e natura del suo ministero. Egli agisce infatti nella persona di Cristo, per via dell'integrità del sacramento e poichè presiede alla congregazione del popolo:

    «Così i presbiteri, unendosi con l'atto di Cristo sacerdote, si offrono ogni giorno totalmente a Dio, e nutrendosi del Corpo di Cristo partecipano dal fondo di se stessi alla carità di colui che si dà come cibo ai fedeli» (Presbyterorum Ordinis, n. 13).

    Nell'edizione del Messale Romano promulgata dal servo di Dio Paolo VI, la comunione dei fedeli segue immediatamente quella del sacerdote, costituendo in tal modo un'unica azione, mentre è stato nell'edizione del 1962 del Messale Romano che la comunione del sacerdote era disgiunta da quella dei fedeli per la recitazione del «Confiteor», le preghiere del «Misereatur», «Indulgentiam», «Agnus Dei», e «Domine, non sum dignus».

    La norma liturgica attualmente vigente stabilisce che: «Ogni volta che celebra la santa Messa, il Sacerdote deve comunicarsi all’altare al momento stabilito dal Messale; i concelebranti, invece, prima di procedere alla distribuzione della Comunione. Il Sacerdote celebrante o concelebrante non attenda mai per comunicarsi il termine della Comunione del popolo» (Redemptionis Sacramentum, n. 97).

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  3. Le rare volte che "forzando il blocco,
    ho partecipato all'Eucaristie NC, ho
    preteso e ricevuto la Comunione in piedi, declinando poi, la specie del vino.
    ---

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  4. @ Valentina

    "...In tutti i Riti della Chiesa si può riscontrare l'ordine..."

    Il punto è tutto lì, i neocat seguono solo la Liturkikia, che non è uno dei Riti della Chiesa cattolica ma l'invenzione del signor trettre dottor (h.c.) clown Arguello e della Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) patrona dei fotografi dilettanti.

    Il tutto ovviamente grazie ai "loro amici" che fanno finta di non vedere e non sapere.

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    1. Citando Tripudio:
      SanCarmen SanHernandez, edge sharpening & merge down layer pro nobis!

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  5. X Valentina Giusti

    la citazione dell'Ordinamento Generale del Messale Romano è disonesta e fuori luogo.Quanto dice il Messale a proposito dell'inginocchiarsi non è da considerarsi prescrizione.Pertanto non è obbligatorio inginocchiarsi ma è consigliato.Pertanto non inginocchiandosi non si trasgredisce ad una prescrizione della Chiesa.Nelle celebrazioni delle comunità il prendere materialmente l'ostia in bocca viene fatta non dopo il Sacerdote.La cosa importante è che non ci si comunichi prima che lo abbia fatto il Sacerdote.E comunque ricordare sempre che il sabato esiste per l'uomo non il contrario.Il legalismo non ha mai salvato nessuno

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  6. Amici, ho pensato una cosa. Organizziamo una pizza per tutti, potremmo dividerci in zone. Portiamo anche le famiglie, un occasione per coscersi.

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  7. Riguardo all'inginocchiarsi, il problema neocatecumenalizio è la mentalità del non voler fare come fa la Chiesa. Dunque, se stanno seduti, stanno seduti contro la prassi e la tradizione della Chiesa. Se fanno il ridicolo girotondo, lo fanno contro la prassi e la tradizione della Chiesa. E così via.

    I neocat intendono fare davvero qualcosa di diverso dalla Chiesa, altrimenti non avrebbero nessun problema ad adeguarsi. Devono assolutamente distinguersi dagli altri, "cristiani della domenica", e questo genere di superbia cementa la loro ridicola tradizione di star seduti, di aspettare il segnale manducatorio, di fare la Comunione contemporaneamente al celebrante, ecc.

    Questo significa che tutte le volte che vanno scavando nelle pieghe del Messale, dei documenti liturgici, dello Statuto, del Diritto Canonico, ecc., per estrarre qualche pezza d'appoggio per le loro invenzioni, lo fanno in malafede, perché sono convinti che la loro "specialità" non debba mai adeguarsi alla Chiesa. Se ad esempio ritenessero teologicamente fondata la "comunione seduti", la proporrebbero, non la renderebbero obbligatoria in ogni comunità; la riterrebbero motivo insufficiente per disubbidire alla Chiesa, anziché eseguirla di nascosto dagli ecclesiastici che non la gradiscono.

    Il commento delle 15:31 è in perfetta malafede perché partendo dal fatto che non è formalmente obbligatorio inginocchiarsi (poiché le Conferenze Episcopali consentono la Comunione "processionalmente e in piedi", ma questo l'anonimo cretino astutamente evita di precisarlo), deducono che è consentito sedersi (l'anonimo cretino crede che il cartello di divieto di sorpasso renda automaticamente consentito il parcheggio e l'inversione a "U"). Osservate inoltre il modo in cui parla del non comunicarsi mai «prima» del sacerdote: il Messale prescrive che i fedeli si comunicano «dopo», e il professionista della menzogna prima trasforma il "dopo" in "non prima", e quindi trasforma il "non prima" in "contemporaneamente". Proprio lo stesso genere di trucchetti dei farisei ("korbàn!"), contro cui Nostro Signore ha tuonato innumerevoli volte.

    Riguardo a SanCarmen SanHernandez, è ovvio che qui nessuno pretende di compilare un'accuratissima cartella clinica: anche volendo non potremmo mai, poiché non abbiamo altra fonte che le notizie diffuse dai fratelli del Cammino (che periodicamente, negli scorsi 6-7 anni, chiedevano immediate preghiere per Carmen che era "in punto di morte", più la data ufficiale della morte "spostata" da giugno 2016 a luglio 2016 per consentire nel Redemkikos Mater di Madrid la costruzione del mini-mausoleo a due piazze con la culla per Pezzi ai loro piedi), più il materiale audio-video diffuso dai media (principalmente dai fratelli del Cammino).

    Nei falsi Diari di SanCarmen ovviamente non sarà tutto inventato inventatissimo; se per esempio qualche fratello ricorda di averla sentita dire «Questa psiche tenebrosa, lamentosa, che amarezza», la squadra dei ghostwriter kikiani ci avrà aggiunto a forza il nome di Nostro Signore come preambolo e una frasetta autoassolutoria conclusiva (tipo «Mi affatico in una tragedia esistenziale»).

    È un'operazione di ricostruzione del personaggio intesa sia a far dimenticare quanto fosse arrogante e cinica quella donna, sia a far mostrare (oh, che sorpresa, persino Kiko è sorpreso) frasette da santarellina in predicato di canonizzazione. Fino ad oggi ancora non è trapelato il minimo foglio di carta autografo delle paturnie carmeniane (magari dopo queste nostre osservazioni fabbricheranno anche un po' di tali fogli). Essendo i neocatecumenali propugnatori di una falsa fede, non poteva mancare la falsa documentazione, opportunamente scoperta dopo la morte di colei che avrebbe smentito tutto con un paio di ruggiti furiosi.

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  8. Caro Anonimo delle 15:31,
    sappiamo bene che ve ne infischiate delle indicazioni della Chiesa, delle Congregazioni, del Messale, dell'Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Pontefice, dei Vescovi, dei Cardinali, di chiunque non sia Kiko Argüello e la defunta Carmen.
    Grazie comunque per averlo ribadito.

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  9. @ Tripudio

    I neocat intendono fare davvero qualcosa di diverso dalla Chiesa, altrimenti non avrebbero nessun problema ad adeguarsi.

    ....e nessuna ragione di esistere.

    Pax

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  10. @Anonimo
    è verissimo che il legalismo non salva nessuno, ma questa frasetta vale a 360°....e di prescrizioni nel cammino ne troviamo una infinità....
    ...è tutto obbligatorio....non sono consigli...sono prescrizioni belle e buone...altrimenti perché chiederne conto durante gli scrutini.

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  11. ai piccoli neocat in buona fede

    L'ipocrita anonimo delle 15,31 è la dimostrazione dell'ipocrisia che permea il cosiddetto Cammino.

    Nel caso specifico mente e mistifica intenzionalmente riguardo alle modalità di comunicarsi.

    L'anonimo ipocrita scrive "...non inginocchiandosi non si trasgredisce ad una prescrizione della Chiesa.Nelle celebrazioni delle comunità il prendere materialmente l'ostia in bocca viene fatta non dopo il Sacerdote..."

    Perciò falsamente insinua che lo stare seduti è ammesso. A questo aggiunge la conferma dell'altro abuso, il comunicarsi "non dopo" il sacerdote.

    L'anonimo mente sapendo di mentire.

    Primo: i Libri liturgici sono prescrittivi, ovvero si può fare solo quel che è previsto esplicitamente. Tutto il resto è proibito.

    Tripudio lo ha già spiegato con l'esempio del codice stradale. Altrimenti, dato che non è obbligatorio inginocchiarsi, ci si potrebbe anche sdraiare.

    Secondo: l'obbligo di comunicarsi dopo il sacerdote è previsto dall'Istruzione Redemptionis sacramentum, di cui a seguire le disposizioni:

    2. La distribuzione della santa Comunione
    [88.] I fedeli di solito ricevano la Comunione sacramentale dell’Eucaristia nella stessa Messa e al momento prescritto dal rito stesso della celebrazione, vale a dire immediatamente dopo la Comunione del Sacerdote celebrante.[172] Spetta al Sacerdote celebrante, eventualmente coadiuvato da altri Sacerdoti o dai Diaconi, distribuire la Comunione e la Messa non deve proseguire, se non una volta ultimata la Comunione dei fedeli. Soltanto laddove la necessità lo richieda, i ministri straordinari possono, a norma del diritto, aiutare il Sacerdote celebrante.
    ...
    [90.] «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».


    In sintesi: è obbligatorio comunicarsi dopo il sacerdote, e si sta o in ginocchio o in piedi.
    Tutto il resto è solo un abuso.

    Controllate da voi stessi sul sito del Vaticano, poi chiedetevi perché vi impongono di disobbedire alla Chiesa.

    Domandatelo ai vostri kikatekisti e vedrete come reagiranno.

    Quindi decidete se continuare a seguire Sankiko saltimbanco o la Chiesa cattolica.

    Pensateci su.

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  12. Oh bene, se il legalismo non ha mai salvato nessuno, chiedi al tuo ostiario di preparare una patena con le ostie.
    Oppure saltate le risonanze, oppure cambiate canti.
    Quando il vostro catechista ti piomberà addosso con l'intenzione di aprirti le chiappe rispondigli serafico "il legalismo non ha mai salvato nessuno"

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  13. I Neocatecumenali lo spiegano senza tanti mezzi termini ai non adepti, come si riceve presso di loro la Comunione, e perché:

    “L’Eucarestia è la mensa del Signore, e quando ci si mette a tavola insieme si inizia anche a mangiare insieme, quindi, quando ricevete la Comunione, aspettate il segnale e intanto pregate”.

    Negare la possibilità di iniziare a manducare tutti insieme significa, per loro, violare il sacro galateo in casa del Sommo Ospite. Non aspettare gli altri implica rinunciare alla piena efficacia del Sacramento. Come è stato ribadito più volte, secondo i fondatori è la comunità che si salva, non il singolo, e questo travalica anche il valore dell'Eucarestia.

    E qui aggiungo una nota personale: dai Neocatecumenali nell'esercizio della loro neocatecumenalità ho sopportato, quando più quando meno pazientemente, fanatismi, anaffettività, direzioni fuorvianti e tutto quanto il casellario. Li consideravo "diversi" ma ancora cattolici, perché ci sono tra loro anche delle persone straordinarie. Niente, e dico niente, quanto il modo tutto neocatecumenale di trattare l’Eucarestia ha avuto il potere di farmi rivoltare in maniera radicale e definitiva contro il baraccone di Kiko e Carmen e di farmi aprire gli occhi sul gigantesco sommerso di questo iceberg.

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  14. Anche per me la motivazione di fondo è stata la Santa Eucarestia. Ci sono due fatti che mi hanno allontanato:
    1) il modo irrispettoso con cui il Corpo di Gesù viene smanacciato da laici ignoranti durante la frazione del Pane
    2) la mancanza di raccomandazione circa la giusta disposizione di cuore per ricevere l'Eucarestia.
    Nelle messe neocat nessuno rifiuta il Sacramento a meno che non sia in stato di pubblico peccato mortale, ma sono casi rari.
    A una cena si va per mangiare, quindi che fai rifiuti la pietanza?

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  15. anonimo ha detto: "Nelle celebrazioni delle comunità il prendere materialmente l'ostia in bocca viene fatta non dopo il Sacerdote.La cosa importante è che non ci si comunichi prima che lo abbia fatto il Sacerdote"

    Davvero? E allora spiegaci un po': era impazzito l'arc. di Guam quando, nella sua lettera pastorale, ha scritto gli ultimi punti, nei quali prescrive al presbitero di comunicarsi prima e ai neocat dopo, uno alla volta e subito, come ricevono le Sacre Specie? Doppiamente impazzito, perché sulla questione sicuramente informava il Papa. Ed era impazzito anche il vescovo di Lancaster, che ha ripreso per la sua diocesi la lettera di Byrnes?
    https://drive.google.com/file/d/0B7_obLzypeFwVVBTRm9RaC1PQmc/view

    Purtroppo per voi, anonimo, il mondo è diventato piccolo, le informazioni viaggiano.

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  16. Buongiorno a tutti!
    Volevo mettere in comune la mia esperienza!
    Io faccio il Cammino in Polonia, che come saprete sicuramente è molto cattolica e la comunione in tante parrocchie si prende ancora in ginocchio, cmq sempre in bocca. Ho partecipato a diverse Eucarestie di fine anno e in più diocesi. Pertanto ogni Eucarestia è stata presieduta dal vescovo ordinario o Cardinale e tutti, nessuna eccezione, hanno seguito alla lettera l'Eucaristia del Cammino, confermata dalla Santa Sede nei Statuti, con risonanze, comunione a due specie, pane azzimo, comunione sulle mani e canti del Cammino. La preghiera eucaristica non era cantata, ma recitata, perché il vescovo non la conosceva... Insomma il fatto di come si celebra nelle comunità è noto a tutti gli ordinari, e non solo in Polonia, in Italia anche..
    Vi auguro una buona giornata e tanta gioia nell'attesa della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo!

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  17. Va riconosciuto però che questa del "non dopo" è geniale quasi quanto la distinzione tra "ricevere" e "consumare". Ma quante ne sapete, davvero una più del diavolo, eh? E il bello è che a furia di ripeterle a pappagallo finite pure per crederci!

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  18. "Nelle celebrazioni delle comunità il prendere materialmente l'ostia in bocca viene fatta non dopo il Sacerdote"

    Hai ragione, Donna Carson. E' demenziale. "Non dopo" significa prima o assieme. Magari l'ostia in bocca la prende prima del sacerdote :)

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  19. all'anonimo delle 9,06

    "...alla lettera l'Eucaristia del Cammino, confermata dalla Santa Sede nei Statuti, con risonanze, comunione a due specie, pane azzimo, comunione sulle mani e canti del Cammino...

    Solita menzogna. Avete solo il permesso di restare in piedi al vostro posto. Punto.

    Tutto il resto è solo un abuso, indipendentemente dal celebrante.

    Postaci il filmato, egregio anonimo menzognero.

    E' proprio vero che la liturkikia si fonda sul didietro. A furia di basarvici anche la vostra faccia vi si è conformata...

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  20. Sono davvero molto interessanti le parole che il Papa ha detto oggi alla Curia durante gli auguri di Natale:

    http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/12/21/papa-francesco-no-ai-traditori-della-fiducia-nella-chiesa-che-fanno-i-martiri_68098d5d-5d78-4267-a309-351c047e8185.html

    Si sarà riferito ai sostenitori del Cammino? Io credo proprio di si. :)
    Si potrebbe fare un post.

    Annalisa

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  21. Tutto molto interessante e vero.

    Lo sminuire il rispetto per l'Eucaristia, che si manifesta con gesti di amore come l'adorazione davanti al Santissimo Sacramento, che il Cammino a volte ridicolizza, spegne l'amore.
    Se si riduce la celebrazione eucaristica a un rituale rigido tanto da non ammettere altri rituali ammessi dalla Chiesa, dove è la spontaneità del cuore che si conforma al gesto? E dove è l'amore?

    L’amore di Dio si esprime attraverso la COMPASSIONE e la TENEREZZA, e la misericordia di Dio si esprime attraverso ATTI di compassione e di tenerezza.
    Certo, a volte occorre anche la fermezza e lo sdegno, ma sempre come espressione estrema di compassione e tenerezza, tanto che la testimonianza dei santi, anche di quelli che sono passati tra le prove più dure, è di un Dio così amorevole da manifestare compassione e tenerezza inconcepibili.
    Non è un’emozione, ma una realtà che, a volte, si traduce anche in emozione e lacrime.

    Le emozioni espresse da tanti camminanti, invece, spesso mi appaiono come dovute a eccitazioni psicologiche dovute a pressioni o auto-pressioni o a fattori comunque naturali, come ad esempio il pianto di tanti sportivi sia in caso di vittoria che di sconfitta.

    Mi chiedo: i camminanti hanno mai sperimentato l’infinita tenerezza di Dio? La sanno manifestare? Se sì, ciò è dovuto alle prassi abituali del Cammino, o alla devozione antica e sempre nuova che fin dai primi secoli ha animato la Chiesa?
    Sono in attesa di risposte.

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  22. NON DOPO: è il massimo del clericalismo. E questi sarebbero i figli del Vaticano II?

    All'anonimo delle 9,06.
    Buongiorno.
    Non ha importanza che un Vescovo permetta l'Eucaristia al modo di Kiko. E non importa che lui, personalmente, approvi.
    Ciò che importa è che la Chiesa, cioè il MAGISTERO, cioè i documenti ufficiali della Chiesa, NON approvano.

    Anche un Vescovo può essere incoerente, e spesso lo è. Gesù lo aveva detto "Fate quello che dicono (cioè che INSEGNANO ufficialmente, nella loro carica di Pastori), non fate quello che fanno".

    Non farmi andare a ritrovare i passi che PROIBISCONO la comunine manducata a scoppio ritardato, che non ho voglia di ricercarli. Ma se proprio è necessario...

    A suo tempo sono stati già citati

    RispondiElimina
  23. Spero che si sia capito che a questi di ciò che dice la Chiesa non interessa nulla di nulla. Mai che si siano chiesti veramente il perché Kiko Argüello li mette in questa situazione scomoda e poco difendibile, mai che riflettano sul fatto che lo Spirito Santo non ispira la disobbedienza cronica e cinquantennale, ma che davvero è diabolico ciò che il cammino conduce dei ferventi cattolici a fare.
    E smettetela di dire che è un modo per riavvicinare i lontani, perché dopo 10, 20, 30 anni di frequenza dei Sacramenti nessuno, se anche lo fosse stato all'inizio, ma stiamo parlando di percentuali minime rispetto al totale dei frequentanti il cammino, può dichiararsi tale.

    La fiducia che avete nutrito nei vostri guru, vi ha portato ad essere delle persone fragili, con la paura di perdere la fede anche solo per un paio di assenze dai riti comunitari, ignoranti della peggior razza, quella che crede invece di non esserlo, facilmente manipolabili.

    Ho appena letto un ringraziamento commosso di una madre perché il figlio è stato chiamato "da Dio" a frequentare un seminario dall'altra parte del pianeta, quando probabilmente ne aveva un paio sotto casa.
    Ma che madre può essere così idiota?

    RispondiElimina
  24. Una precisazione riguardo il non prendere la santa comunione come se fosse normale e lecito ( ciò non significa che chi la prenda sia di per sè in stato di grazia )

    Canone 9 degli apostoli. I cristiani fedeli che entrano in chiesa quando si sta svolgendo la divina liturgia e ascoltano le divine Scritture e non rimangono fino alla fine, né fanno la santa comunione, devono essere scomunicati come se avessero causato disordine in chiesa.

    DAVIDE TROIANO

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  25. @ Anonimo della Polonia,
    di quello che scrivi mi interessa questo punto:
    -------------
    "comunione a due specie, pane azzimo, comunione sulle mani "
    -------------
    Potresti essere più preciso?

    Ossia ti chiedo, se puoi spiegarlo, la modalità in cui vi siete comunicati, presiedendo Vescovi e Cardinali.

    Dici due specie,
    dunque dopo aver mangiato il pane AZZIMO (questo è chiaro)
    vi siete COMUNICATI AL VINO,
    DA SEDUTI?
    NELLE COPPE, DA UN LITRO DI VINO ROSSO OGNUNA,
    PORTATE A CIASCUNO DI VOI AL SUO POSTO?

    Per quel che riguarda poi il pane AZZIMO,
    come vi siete comunicati?
    POICHÉ
    Unica cosa che dici è
    COMUNIONE SULLE MANI.
    Puoi spiegarci?

    L'avete ricevuta stando in piedi e CONSUMANDOLA SUBITO.........il Presidente intanto già si era comunicato sia al Corpo che al Sangue di Cristo, DOPO LA CONSACRAZIONE?

    L'avete ricevuta stando in piedi, poi vi siete risieduti CON IL PANE AZZIMO NELLE MANI E ASPETTANDO LA FINE DELLA DISTRIBUZIONE QUANDO , SEMPRE RESTANDO TUTTI SEDUTI, ANCHE IL PRESIDENTE, LO AVETE FINALMENTE CONSUMATO, DOPO CHE IL PRESIDENTE HA PRONUNCIATO LE PAROLE:

    IL CORPO DI CRISTO CI CUSTODISCA PER LA VITA ETERNA?
    _______________________
    Visto che non fate secondo quanto previsto nella Lettera del Cardinale Arinze del 2005,
    RICHIAMATA E CONFERMATA DAGLI STATUTI CHE FANNO AD ESSA ESPRESSO RIFERIMENTO,

    Ti chiedo: La prassi è sempre questa che descrivo?
    La stessa dai primordi del Cammino?
    Cardinale o non Cardinale? Vescovo o non Vescovo?

    Grazie.

    Pax

    RispondiElimina
  26. @ Anonimo (polacco) delle 09:16

    Per caso ti riferisci alle Eucarestie presiedute dal cardinale Stanislaw Dziwisz, lo storico segretario di Giovanni Paolo II? Quel vescovo amicone di Kiko, di Stefano Gennarini (fratello di Giuseppe Gerrarini) e quindi del Cammino? Quel vescovo che ha fatto avere a Kiko la seconda laurea ad honorem? Quel vescovo che ha permesdo il concerto di Kiko ad Auschwitz nel 2013? Allora certo... è proprio una fonte attendibile. :)
    Ma facci il piacere...

    Annalisa

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  27. Raccomanderei al perspicace Davide T. di fare qualche sacrificio di comunione. Mi permetto di segnalargli qui due dotte citazioni che stuzzicheranno la sua enorme intelligenza.

    Papa Francesco ha detto che «non c’è divisione che possa resistere al Sacrificio di comunione» (udienza dell'11-11-2015), e la Bibbia, nel libro del Levitico 3, 9-11, che è Parola di Dio, ci indica che devi prendere una pecora e bruciarne le interiora, spiegando minuziosamente:
    [9] di questo sacrificio di comunione offrirà quale sacrificio consumato dal fuoco per il Signore il grasso e cioè l'intiera coda presso l'estremità della spina dorsale, il grasso che avvolge le viscere e tutto quello che vi è sopra,
    [10] i due reni con il loro grasso e il grasso attorno ai lombi e al lobo del fegato, che distaccherà al di sopra dei reni;
    [11] il sacerdote li brucerà sull'altare: è un alimento consumato dal fuoco per il Signore.


    Già che c'è potrebbe pure segnalare a papa Francesco che la Chiesa per venti secoli si è sempre sbagliata a non scomunicare coloro che non fanno la Comunione, e ancor più quelli che per qualche motivo vanno via dalla Messa senza fare la Comunione. Gli si potrebbe chiedere come mai le povere pecore non vengono più sgozzate per bruciarne il grasso: la Chiesa si sarà sbagliata?

    Facci sapere come è andata a finire.

    RispondiElimina
  28. Inutile, Davide non l'ha capita, Tripudio.
    Dovresti spiegarlo per immagini.
    Ancora al canone 9 degli Apostoli? Nella Didaché c'è scritto anche che il profeta che non lavora è un impostore e che il profeta che sosta per più di tre giorni come ospite è un truffatore. Quindi Kiko è un bugiardo impostore.

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  29. Davide Troiano:

    oggi è in vigore il nuovo Codice di Diritto Canonico e a quello occorre fare riferimento
    Una volta ci si poteva accostare alla Comunione essendo digiuni di cibo e acqua dalla mezzanotte della sera precedente.
    Perché non provi? Ci vengo anche io alle vostre liturgie per vedervi cantare a squarciagola affamati e disidratati!

    In ogni caso non penso che la scomunica di cui parli possa essere intesa come una scomunica canonica ma, piuttosto, come un allontanamento.

    In ogni caso poso importa.
    La CHIESA! Occorre ubbidire alla Chiesa concreta, qui e ora! Questo importa.
    Se non fai così decidi tu a chi ubbidire. Ovvero: decidi tu quella che è la verità. Cioè: decide Kiko anche per te.

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  30. Ancora all'anonimo POLACCO.

    I vescovi accettano il vostro modo di comunicarvi? Perché allora Kiko, nella foto riportata su questo post, davanti al PAPA si comunica (vigliaccamente? ipocritamente?) nel modo che più detesta? Come un qualunque cristianuccio della domenica?
    Perché non invitate il Papa a una vostra Eucaristia? Chissà se vi sedereste con la il Corpo del Signore nelle mani in attesa del segnale, o fareste la comunione come dice la Chiesa.

    Io dico che come dei vigliacchi fareste la Comunione come gli altri, come il Papa vorrebbe, per poi, il giorno dopo, tornare a farla come vi pare.
    Senza questi inganni avreste molti adepti in meno e, di conseguenza, molte meno decime.

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  31. Non considerate il dibattito idoneo??

    DAVIDE TROIANO

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  32. Davide, si può dibattere, possibilmente restando in tema e citando testi e disposizioni attualmente validi, perché altrimenti avrebbero ragione i kikos a ritenere fonte più pura la propria archeologia liturgica condita di ebraismi supponendo potessero essere in voga nella prima comunità di Gerusalemme.
    Se non abbiamo capito ciò che intendi, abbi pazienza, cerca di spiegarcelo meglio.

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  33. Non credo sia importante avere un pedigree o farsi conoscere per scrivere qui dentro. Io faccio solo presenti i sacri canoni irreformabili di una Chiesa che per serietà non c'è più, una Chiesa che per viltà ha permesso l'imperversare dei neocatecomunisti ed affini all'interno di sè stessa oggi, e chr ieri ha permesso l'incistarsi di quel che si sviluppò nell'oggi per sbagliati centralismi e scorretta clericalizzazione. I risultati sono i laici show man ed i monaci in televisione. Ma il succo del discorso era : quel canone presume come per i copti la confessione settimanale per adempiere il precetto dell'andare alla divina liturgia.Ed altrimenti non si và a messa e ci si confesserà altrimenti.Tradizione non più insegnata e sicuramente dai neocatecomunisti disattesa nel profondo. Questo volevo dire.

    Cordiali saluti

    DAVIDE TROIANO

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  34. Credo Davide che alcuni di quei canoni, se non tutti, precedessero l'istituzione della confessione, basta vedere la congerie di mancate osservanze per le quali era prevista la scomunica. Quindi, con la confessione settimanale, saremmo ancor meno in linea con quelle regole giuridiche.
    Comunque, del tuo discorso, raccolgo un richiamo all'importanza dei Sacramenti della Chiesa che, soprattutto in cammino, vengono svalutati a favore di alcuni sacramenti di loro invenzione, amministrati nei vari passaggi.

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  35. Mi dispiace

    DAVIDE TROIANO

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  36. Quando Kiko dice : Fare l'Eucarestia, le Lodi ecc., usa il verbo con un'accezione che , anzichè celebrare,sembra significare creare, produrre , generare. All'ascolto risulta volgare e quasi blasfemo.
    Ele

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