giovedì 28 dicembre 2017

Rifiutando lo scrutinio dell'elezione

Nell'orrido museo di SanKiko a Madrid
Una lettrice del blog ci scrive:

Ho lasciato il cammino all'ultima tappa, non ho voluto fare quello scrutinio che mi avrebbe riprecipitato nell'inferno. Vediamo se riesco a spiegarmi: sarei stata la scrutinanda ideale, per il mio carattere e la mia esperienza di vita a volte mi capita di avere una grande chiarezza sui miei peccati/difetti e su quelli degli altri.

I cosiddetti "catechisti" del Cammino  avrebbero "estratto" il mio nome per prima, proprio per la mia capacità di entrare direttamente nelle cose e di aprire così la strada per gli altri (era già successo negli scrutini più difficili precedenti). Inoltre nel mio caso, il "nemico" - per usare un linguaggio neocatecumenale - era in famiglia, anzi ce n'era più di uno.

Ero il "neocatecumeno" ideale, quello che sale sulla croce, si lascia trafiggere e resta al suo posto. Ma tutto ciò mi avrebbe posto in una situazione di giudizio (in fondo chi sta sulla croce neocatecumenale, sta più in alto), e soprattutto mi ha evitato di raccontare i peccati e i problemi, del tutto oggettivi e reali, di altre persone.

Non è compito mio raccontare il male degli altri, anche se questo male mi ha pesantemente danneggiato. Ma in fondo anche senza raccontare fatti tragici non è giusto essere chiamati davanti tutti per dire solennemente che la vita prima del cammino era insignificante, come se l'uomo fosse abbandonato a se stesso e alle cattiverie altrui finché non ha incontrato il cammino. Significa rinnegare tutta la nostra vita, i nostri affetti, la nostra religiosità, il modo in cui abbiamo vissuto i sacramenti anche da bambini, ciò che siamo, ciò che abbiamo costruito nella prima parte della nostra vita...
Museo di SanKiko a Madrid, aperto ai
pellegrini neocatecumenali (a pagamento?)

Allora Lucia, perchè fare questo inutile sacrificio? Io l'avrei fatto solo per poter fare il viaggio in Terra Santa. Poi per i motivi su scritti non l'ho voluto fare e quando mi hanno invitato lo stesso a fare il viaggio, ho rifiutato. Pochi mesi dopo ho avuto l'occasione di partecipare a un pellegrinaggio bellissimo in Terra Santa, oltretutto costato meno di quello del Cammino, per cui con gli stessi soldi abbiamo potuto portare con noi un figlio.

Ancora oggi ricordiamo quel pellegrinaggio che è stato uno dei più belli (a detta di chi lo ha fatto più volte).

49 commenti:

  1. L'ignoranza...leggi Kierkegaard e ti spiega tutto. In sintesi, non hai voluto pagare il doppio per il viaggio. Che poi il cammino mica finisce a Gerusalemme, in Kierkegaard è spiegato tutto. Saluto gli idioti che hanno creato questo blog di barzellette...

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  2. "non è giusto essere chiamati davanti tutti per dire solennemente che la vita prima del cammino era insignificante, come se l'uomo fosse abbandonato a se stesso e alle cattiverie altrui finché non ha incontrato il cammino. Significa rinnegare tutta la nostra vita, i nostri affetti, la nostra religiosità "
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    È per questo che trovo PERFIDA soprattutto l'azione che viene fatta negli annunci e catechesi iniziali quando si attrae per lo più persone ferite dalla vita, anche giovani con problemi irrisolti dall'infanzia, familiari .. facendo credere che finalmente hai l'occasione x dare un senso a tutto, cambiare vita certo, ma dando anche un senso a tutto quello che già hai vissuto. Invece tutto quello che LORO vogliono è avere materiale "nuovo" su cui lavorare, non importa niente a nessun "catechista" di aiutarti a "ricostruire" la tua vita, qualunque cosa tu abbia fatto prima sei chiamata a rinnegarla: da oggi vita nuova! Ma quando? Tu "procedi" nel "cammino" aspettando .. aspettando .. questa meraviglia di cambiamento promessa .. e ti senti sempre più sbagliata; altro che "ricostruzione", le convinzioni negative su di te che già avevi vengono rafforzate, i pochi punti fermi , anche di fede, si cerca di smantellarli .. l'unica "ancora di salvezza" che vedi è "il cammino", è "l'obbedienza", l'unica ragione di soddisfazione è compiacere i catechisti. E così ti portano nel baratro, gli anni passano e non sei più giovane e ti accorgi troppo tardi che ti hanno portato via l'ULTIMA occasione di costruire quella vita che veramente il Signore aveva pensato per te ...

    ... e così fai scelte sempre più sbagliate finché non fai l'unica giusta: andartene!

    Quando capisci che un Dio vero c'è davvero, che non ti ha mai lasciato un solo istante, che sempre ha cercato di guidarti secondo libertà e giustizia.

    Quando capisci che NON può essere giusta una strada che ti fa rinnegare tutta una parte di vita, mentre Gesù dice che perfino i capelli del nostro capo sono contati!

    Non può essere, "cammino di fede", non può essere la strada di Dio quella che NON unisce passato a presente per darti speranza di andare avanti a vivere, a riannodare tutti i fili rimasti sospesi per vedere un senso e la Presenza Sua in tutta la tua vita.

    Parlano sempre di "comunità" di "popolo di Dio" di "resto di Israele" come se fossero delle "entità" da costruire con il loro procedimento "a tappe" mentre sono la realtà dell'unica Chiesa di Gesù, formata da coscienze libere che liberamente rispondono il loro Sì allo Spirito Santo.

    "La Chiesa non è un salotto, è una convocazione di gente che è nel Cristo Signore. Gesù è la Chiesa, è una comunione, è un essere comunicato e partecipato; la Chiesa è la pienezza di Gesù in una comunione profonda, e questa comunione è animata dallo Spirito Santo ed è retta dagli apostoli.
    Nella Chiesa si combinano l'infinita potenza e stupore di ogni individuo in una comunione perfetta dell'uno per l'altro."
    (don Oreste Benzi)

    La "comunità" neocatecumenale, quindi, NON è Chiesa.

    Roberta

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  3. Il viaggio in Terra Santa ..
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    Anch'io l'ho fatto più volte, di cui la seconda col CN l'anno in cui andò il Papa con la GMG 2000 .

    Non ricordo luoghi in quel viaggio (i "luoghi", fisici e spirituali e anche incontri, di Terra Santa li ho memorizzati nella mente e nel cuore dagli altri viaggi) ..

    Le cose che mi sono rimaste impresse in quello NC:

    - il timore di avvicinarmi alla Domus Galileae in costruzione come a qlcsa di "sacro" (lo stesso atteggiamento di "riverenza" che ho notato nel catechista quando siamo andati a visitare 1 sinagoga .. nn l'avevo mai visto "muoversi" così nelle celebrazioni riunite in Chiesa );

    -La chiamata vocazionale sotto la pioggia e cioè nel fango .. con la spiacevole sensazione di vedere la faccia .. delusa (? boh .. o qlcsa di simile) del catechista che si è appositamente girato x vedere se andavo o no;

    - e l'ultimo giorno in albergo a Tel Aviv quando fui colta da vero e proprio PANICO al pensiero di dover ritornare a casa "com'ero venuta" senza "vocazione" e senza nessun "fidanzato". Ebbi una crisi che nessuno dei "fratelli" lì con me riuscì a confortare .. ma che volli nascondere ai catechisti per paura mi rimproverassero di "non essermi alzata".

    Tornai a casa davvero malconcia psicologicamente ... Più di quando ero partita, che ero si malconcia (perché l'età avanzava e continuavo a essere sola) , ma avevo la speranza che nel "pellegrinaggio" poteva "succedere qualcosa" (sempre un negativo PROIETTARSI all'ESTERNO in modo direi SUPERSTIZIOSO anziché cercare risposte dentro di se').

    Sì può obiettare che forse ho sbagliato io a non parlar loro del mio malessere. Ma cosa avrebbero fatto?

    Mi avrebbero saggiamente ricordato che il Signore ha i suoi tempi e che dovevo cercare le risposte alla vocazione passo passo interrogando il mio cuore e nel mio ambiente di vita?
    Che era assurdo pensare di risolvere il problema in 1 pellegrinaggio , che quello poteva semmai essere solo un punto di partenza per 1 lavoro su di me?

    NO! Sapevo, e lo sanno anche tutti coloro che ci sono passati, che NON avrebbero detto niente di tutto ciò ... queste cose, che qualunque persona si proponga a "guida" di giovani, dovrebbe dire e DICE davanti a 1 giovane angosciata per qste questioni, io me le sono dovuta dire DA SOLA!

    Ero già adulta e mi prendo la responsabilità dell'aver voluto continuare a seguire questi BUONI a NULLA di "catechisti" che in seguito non hanno fatto altro che darmi consigli SBAGLIATI uno dietro l'altro ..

    ma voi, genitori NC ..
    queste sono le "guide" nelle cui mani mettete i vostri figli .. ma davvero riuscite ad accettare che 1 figlio si consacri se nn è il Signore a chiamarlo o che faccia 1 matrimonio infelice con la persona sbagliata?

    Come avete il coraggio di continuare a guardarlo negli occhi, sapendo che a un FIGLIO avete PREFERITO un SISTEMA di VITA?

    Che VOI l'avete ridotto così! Con i problemi che ha! Con le difficoltà psicologiche che ha!

    E magari avete anche il coraggio di dire che lo AMATE "nel Signore" il figlio?

    Ma lasciate perdere "il Signore" che ci fate più bella figura a dire quello che tanti genitori hanno sempre detto, pensando sinceramente al bene dei figli: "studia, guadagna, fatti una posizione"! Almeno non sareste ipocriti, visto che l'unica cosa che vi preme x i vostri figli è che abbiano "UNA POSIZIONE" all'interno dell'organizzazione NC ..

    La stessa carriera che i mafiosi desiderano per i loro figli all'interno della "famiglia".

    che c'entra il Signore?

    Lo sapete che Israele o Palestina (che è lo stesso, anche se x voi no) si chiama Terra Santa per noi Cristiani perché è dove Gesù è vissuto sulla Terra?

    O vi fanno battere il cuore solo sinagoghe e Domus Galileae?

    Roberta

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  4. "Ma tutto ciò mi avrebbe posto in una situazione di giudizio (in fondo chi sta sulla croce neocatecumenale, sta più in alto)"

    Il NC tipo, infatti, fa finta di umiliarsi per sentirsi superiore, un pò come il fariseo nel tempio ("grazie perché non sono come quel pubblicano"). In fondo il Cammino ti prende tutto (vita, affetti, soldi, tanti soldi...) quindi il minimo che uno possa fare per non cadere in depressione è questo: finire per credersi superiore al resto dei fedeli (con tutto il disastro che ciò comporta).

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  5. Grazie al fratello kierkegaardiano delle 9:29 abbiamo l'ennesima conferma che il Cammino organizza il pellegrinaggio a Gerusalemme non allo scopo di accrescere la tua fede, ma allo scopo di fartelo letteralmente «pagare doppio».

    E se vale per una tappa come Gerusalemme, figurarsi per tutte le altre cose, fino alle quisquilie - si veda ad esempio la testimonianza sulle fantozziane disavventure neocatecumenali: «Albergo 4 stelle al mare: è bassa stagione ma costa lo stesso. Fanno dal venerdì alle 14 alla domenica alle 17 tra canti, balli, promesse di salvezza e vita eterna, celebrazione, vendita di oggetti kikiani (sì, pure questo: ed hanno appioppato il libro del "profeta" quasi a tutti) e lauti pranzi e cene. Solo che alla fine c'è da pagare e... questo si traduce in soldoni che diventano 280€ a persona!!! Qualcuno chiede spiegazioni, visto che il prezzario dell'albergo parlava di 70€ al giorno in pensione completa, e così... viene fuori la solita storia dell'operaio che ha diritto al suo salario!»

    Sì, questo sembrerà un blog di barzellette proprio perché riporta con esattezza le dottrine eretiche e le pratiche fantozziane del Cammino: il Cammino è una barzelletta di pessimo gusto. E devono rimanere ultra-segretissime perché i cattolici le condannerebbero e se ne farebbero beffe. Per questo lo pseudonimo del neocatecumenale arrabbiato è così ben scelto: «ma smettila». Per i volenterosi e infaticabili complici del diavolo l'urgenza più immediata è il mettere a tacere chi getta un po' di luce sulle loro opere.

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  6. Caro "ma smettila" un idiota ti saluta!
    Hai detto giusto: il CAMMINO NC NON termina a Gerusalemme, infatti non termina mai!
    Comunque visto che e' vero che costa il doppio perche' obbligati ad essere "ospiti alla Domus" tra ricchi balli e cotillons, forse qualcuno preferisce non avere il proprio nome scolpito nel Marmo ma destinare i propri soldi, che non vengono da collette e non sono stati rubati ma vengono da duro lavoro e anni di risparmi, in un Pellegrinaggio vero a Gerusalemme. Del bagno nel Giordano, che tra l'altro e' anche pericoloso, ne facciamo volentieri a meno.
    Mi spiace solo di aver contribuito per piu' di 35 anni alla costruzione del mausoleo kikiano dove, il capo tra i capi e' solito soggiornare tra lusso e sfarzo, fumando sigari cubani e mangiando a piu' non posso. La sua faccia rubiconda e rossa dovuta ai trigliceridi alti dal troppo bere, mangiare e fumare, ammetto e' in piccola parte anche colpa dei miei soldi. Per questo faccio ammenda e,pensando alla sua salvezza fisica e spirituale, ho chiuso gia' da qualche anno il cordone della borsa.

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  7. Al camminate indignato: leggi il VANGELO che ti spiega tutto.

    Testimonianze come questa, come quella di Roberta e moltissime altre stanno a dimostrare che i danni che il Cammino produce sono molto maggiori dei frutti.
    Non esiste al mondo un'esperienza ecclesiale in cui quasi tutti quelli che ne sono usciti (e ormai sono più numerosi di quelli che resistono) dicono che è stata un'esperienza negativa, falsa, piena di ipocrisie, distruttiva.

    E poi: cosa è questa storia di dover raccontare i peccati altrui? Per la dottrina della Chiesa si chiama DIFFAMAZIONE ed è un peccato, grave anche in proporzione al danno che si procura ai fratelli. Spesso è PECCATO MORTALE.
    Si può raccontare del male fatto da qualcuno per difendere i piccoli dal male, non per curiosità o per forzare altri a fare qualcosa!

    E questi sarebbero i frutti del Cammino? Ma piantatela di credervi superiori agli altri e di spillare i soldi ai poveri per darli ai ricchi del Cammino. E' meglio per voi. Il Cammino, lo sai bene, sta perdendo pezzi e forse tra 15-20 anni non ne rimarrà che un residuo che la Chiesa considererà come una setta.

    Ti auguro di smetterla presto col Cammino, che ci sbatti i denti

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  8. Oh bella... Adoro i neocatecumenali quando partono in furore di citazioni e sbraitando scoprono le vere fondamenta della loro dottrina sballata e fasulla. E infatti il neocatecumenale "ma smettila" sostiene che leggendo Kierkegaard si "capisce tutto": il neocatecumenale cita un filosofo/teologo LUTERANO, cresciuto in ambiente ossessionato dal peccato e dal senso di colpa, educato da un altro teologo LUTERANO famoso per la sua intransigenza; persona malinconica, cupa, perennemente angosciata, il cui pensiero è alla base dell'esistenzialismo, corrente filosofica dalla quale Kiko ha (come da lui stesso ammesso) attinto a piene mani.

    Grazie neocatecumenali, siete la linfa vitale di questo blog, basta un commentino per darci nuova luce sulle vostre eresie.

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  9. Voglio credere che il neocat delle 9:29 si sia riferito Kierkegaard per il tema della fede.
    Di tutto quello che ho scritto hai colto solo la parte economica e non hai capito che è stata per noi una gioia grande poter portare con noi il figlio più piccolo. Non l'abbiamo lasciato in mani estranee ma sopratutto abbiamo potuto condividere assieme un pellegrinaggio bellissimo.

    Mi chiedo veramente quale sia la fede neocat:
    quella di chi non fa un passo che non sia guidato da uomini
    quella di chi mi giudica un'idiota
    o quella che si fonda su quanto denaro viene dato al cammino?

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  10. A Pietro che ha scritto
    E poi: cosa è questa storia di dover raccontare i peccati altrui? Per la dottrina della Chiesa si chiama DIFFAMAZIONE ed è un peccato, grave anche in proporzione al danno che si procura ai fratelli.

    Se bisogna testimoniare quanto si è diventati miti, si deve per forza raccontare i peccati degli altri ovvero come si è accettato di essere maltrattati ecc. ecc.
    Altrimenti si dovrebbe raccontare il percorso spirituale fatto rischiando di essere considerati ancora orgogliosi. E difatti per nascondere il fatto che il cammino non fa formazione cristiana, ti raccontano la storia del tal presbitero che finito il cammino si è messo con una donna, come se fosse normale non superare mai certi peccati, o addirittura cadere in peccati peggiori che non si erano mai commessi.
    Comunque ti chiedono della tua famiglia di origine, del padre e della madre. Forse vanno in cerca di peccati che scavalcano le generazioni, o fanno riferimento a suggestioni freudiane. Certo che così facendo la libertà della terra promessa diventa irraggiungibile...e il cammin continua...

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  11. Ho provato a leggere KIERKEGAARD: per me è stata una fatica enorme.
    Mi sono perciò fatto l'idea che chi cita il filosofo danese o è un millantatore o effettivamente lo conosce e allora è un filosofo o, quanto meno, un intellettuale.

    Forse mi sbaglio, ma penso che il triste camminante che ha citato Kierkegaard sia effettivamente un filosofo.
    Infatti la capacità di evidenziare tanto marcio all'interno del Cammino in 2 sole righe, non può essere di un millantatore, ma di un intellettuale. Sprovveduto finche si vuole, ma capace.

    Ma come è possibile che un avvocato difensore non si renda conto che la sua arringa non difende il suo assistito, ma lo accusa, come mettono bene in risalto gli interventi di Tripudio, Michela, Anonimo e BPS?
    Semplice: gli è stato lavato il cervello.

    MA SMETTILA: non smetterla. Regalaci qualche altra chicca, qualche altra ingenua ammissione delle malefatte del Cammino. Te ne saremo grati.

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  13. In 2 sole righe "ma smettile" dice:

    1) di ispirarsi a Kierkeggard, protestante. Che però a differenza dei camminanti ammette di esserlo, per cui non è un falso. E, nonostante sia stato protestante, manifesta un rispetto verso l'Eucaristia molto maggiore dei camminanti.

    2) Che il Cammino, in pratica, non termina mai. Ma, a parte il cammino di crescita nella fede, che non può terminare mai, se un cammino di riscoperta del Battesimo non termina mai, che senso ha? Sarebbe come un corso di studi che non darà mai la laurea.ù

    3) Il pellegrinaggio in Terra Santa col cammino costa il doppio! Perché questa truffa? Cosa c'è dietro di inconfessabile?

    4) infine gli insulti: "ignoranti... idioti... " . Il colto e saccente "ma smettila" si rivela come un catechista. Bella testimonianza

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  14. Il No al pellegrinaggio neocatecumenale in Terra santa di Michela è il rifiuto di continuare a farsi insufflare da altri pensieri, sentimenti o altro scambiandoli per fede.
    È lo stesso rifiuto che ho letto in Roberta, quando si è resa conto che, non accettando di conformarsi alle aspettative del catechista che la voleva o con una vocazione o almeno con un fidanzato del cammino, non ha ricevuto nessuna gioia spirituale dall'aver visitato i luoghi in cui è vissuto Gesù.
    Forse è difficile spiegarlo a chi non l'ha mai vissuto, ma la cosa peggiore che può fare il Cammino (e la fa, con grande maestria) è quella di inquinare tutti i momenti "belli", i pellegrinaggi, le eucarestie, i cosiddetti "momenti forti" con una precisa aspettativa, un'attesa di "risultato", come se a Dio e alla sua azione di Grazia si potesse applicare un misuratore di intensità, o di qualità.
    Questo meccanismo si ripete sempre, perché ogni volta la tua conversione e la tua aderenza alla volontà di Dio dipende da quanto presente sei, da quanti soldi dai, dalle tue alzate, ripetute mille volte e contate in ogni occasione, dalle esperienze che fornisci, dal numero di peccati che confessi, da quanto sono gravi questi peccati, da quante gravidanze fai, da quanti figli hai, da quante GMG hai all'attivo e quanti anni in cammino...
    e così via. Tutto è misurato e misurabile, hanno inventato una specie di controllo qualità della fede.
    Che cozza assurdamente contro il modello bimillenario della Chiesa che ti chiede, e ti offre, solo i sacramenti, e lascia alla tua coscienza, e alla guida di un confessore, il valutare il come e il quanto.

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  15. Una differenza tra il pellegrinaggio diocesano a cui ho partecipato e quello dei miei 'fratelli' neocat è che il nostro organizzatore, esperto biblista ed innamorato della Terra Santa e della Bibbia, ha fatto in modo che alloggiassimo in alberghi gestiti da cristiani, proprio per aiutare la minoranza cristiana che sta diminuendo di numero a causa della politica di Israele. Quindi niente alberghi a Gerusalemme, ma piuttosto a Betlemme, Abbiamo così avuto l'occasione di vedere ogni giorno il muro che divide ebrei e palestinesi, abbiamo visto i luoghi, oggi abbandonati, dove i palestinesi venivano rinchiusi, siamo stati messi in guardia a non comperare souvenir nelle zone una volta palestinesi ed oggi abitate da ebrei.
    Così ho capito che è possibile studiare ed amare la Bibbia e il vecchio testamento senza diventare filo-ebrei.
    Invece i neocat, che si ritengono grandi conoscitori della bibbia, credono che un testo ebraico può essere letto ed interpretato solo dagli ebrei stessi e solo nell'ottica di un monoteismo antitrinitario. E tanto più scimmiottano gli ebrei, tanto più si sentono autentici interpreti della Scrittura.

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  16. La signora lettrice del blog, la cui testimonianza è stata qui riportata, scrive: «I cosiddetti "catechisti" del Cammino avrebbero "estratto" il mio nome per prima, proprio per la mia capacità di entrare direttamente nelle cose e di aprire così la strada per gli altri (era già successo negli scrutini più difficili precedenti)».

    Vorrei porre due questioni. La prima diretta all'autrice: dunque lei dubita della buona fede dei suoi ex-cosiddetti-catechisti? La fiducia è un metodo conoscitivo che si basa su una serie di fatti messi in rapporto fra loro e che costruiscono una relazione fra due persone; posta affermativa la risposta alla precedente domanda, se mi è lecito, vorrei chiederle per quali ragioni lei dubita della relazione della sincerità della relazione con i suoi ex-cosiddetti-catechisti?

    La seconda questione è rivolta a tutti. Se davvero questi catechisti dirigono in ogni singolo particolare la vita della comunità (come, per esempio, con l'estrazione manovrata), come è possibile che, con tutti questi falsi catechisti che ci sono in giro, nessuno fra quelli usciti dal cammino abbia mai confessato questi metodi subdoli? Quali sarebbero le prove a sostegno di questi dubbi, o, per chiamarli con il loro nome, di queste paranoie?

    Ringrazio per la cortese attenzione di chi vorrà rispondere.

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  17. @ anonimo 29 dicembre 2017 13:59 ha detto: "come è possibile che, con tutti questi falsi catechisti che ci sono in giro, nessuno fra quelli usciti dal cammino abbia mai confessato questi metodi subdoli?"

    Lei non fa sul serio, vero?

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  18. Non c'e'peggior cieco di chi non vuol vedere.

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  19. DUBBIOSO:

    come già detto, ormai ci sono più ex camminanti che camminanti.
    Il mondo del Cammino, che dovrebbe essere segretissimo, è ormai conosciuto da tutti. Da tutti coloro, cioè, che si interessano ad esso.
    Se ti guardi attorno, anche tu troverai degli "ex"... Chiedi a loro e vedrai che tutte le loro testimonianze sono simili. Anzi, a livello essenziale, praticamente identiche.
    E la testimonianza concorde di migliaia di persone non lasciano più alcun ragionevole dubbio.

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  20. In oltre 1800 pagine pubblicate questo blog ha ricevuto numerosissime testimonianze su quanto siano poco affidabili i cosiddetti "catechisti" - bisogna dire cosiddetti e adoperare le virgolette: infatti il termine catechista, nella Chiesa Cattolica, significa "persona di fiducia che per incarico del Vescovo o del parroco insegna il catechismo". Se manca la fiducia, o se non insegna il Catechismo, significa che non si tratta di un catechista ma di un nemico della fede.

    I cosiddetti "catechisti" del Cammino vengono scelti solo con un criterio: essere ultrafedelissimi al kikismo-carmenismo... che contiene una valanga di insegnamenti ambigui, erronei, addirittura eresie. Certe volte capita che qualcuno di costoro preferisce mettere Dio al centro, piuttosto che Kiko e Carmen, cominciando in tal modo a mettere un piede fuori dal Cammino senza accorgersene.

    Il Cammino ha perso molti cosiddetti "catechisti", anche itineranti di alto livello (come ad esempio Daniel Lifschitz), per il solo motivo che erano sinceramente convinti di dover servire il Signore: tale convinzione li ha portati a poco a poco a dissentire dal metodo neocatecumenale (fondato su menzogne e inganni) e ritrovarsi "in discomunione con Kiko" (ad esempio Carmen brutalmente ebbe a comandare ai kikos di smettere di comprare e leggere i libri di Daniel, mentre Kiko definiva Daniel "un demonio che distrugge tutto").

    Questi sono i fatti: chi li accettasse onestamente anche soltanto come ipotesi si renderebbe conto che è ben possibile che tante anime che avevano per lunghissimo tempo avuto fiducia nei loro cosiddetti "catechisti" potrebbero trovare solidi motivi per perderla. Siamo persone, non robot, la fiducia è una di quelle cose mai scontate e che richiede fatica per guadagnarsi giorno per giorno.

    La seconda domanda pure trova risposta nelle testimonianze sparse negli oltre centotrentaseimila commenti delle pagine di questo blog dal 2006 ad oggi: tanti cosiddetti "catechisti" che hanno lasciato il Cammino hanno effettivamente testimoniato i miserabili trucchetti neocatecumenali. Ovviamente gran parte delle volte non hanno iniziato dicendo "ero un cosiddetto catechista..." (dopotutto i peccati veri vanno discussi nel segreto del confessionale) ma soltanto dicendo "hanno fatto questo, il loro metodo è quello".

    Insomma, il commento delle 13:59 confonde la propria ignoranza con l´assenza di fatti. Guarda caso, è lo stesso metodo dei neocat in cattiva fede che corrono qui a negare ogni evidenza.

    Cogliamo pure occasione per ricordare che il mandato di Kiko, provenendo un laico, vale zero e non ha nulla a che fare col mandato del vescovo e del parroco. Per questo ancor oggi i neocatecumenali hanno bisogno della messinscena davanti al parroco, al vescovo, al Papa stesso, di una benedizione (o altra celebrazione) che possa essere spacciata per mandato ricevuto da qualche autorità ecclesiale.

    Fin dagli inizi del Cammino, infatti, lo slogan utilizzato per presentarsi e per ribattere alle obiezioni è sempre consistito in quella perfida menzogna: "ci manda il Papa, ci manda il vescovo". Si sono sempre presentati come angeli discesi dal cielo (come se il "mandato" kikiano-carmeniano venisse da Dio stesso). Nel Cammino è impensabile non seguire i disinteressati "consigli" del cosiddetto "catechista". Hanno sempre ripetuto a pappagallo «anche le "battute spiritose" e gli aneddoti», e fino a tempi non lontani prima di ricevere il mandato da Kiko ne venivano personalmente esaminati (la ripetizione orale, senza lasciare nulla per iscritto, doveva suonare come "ispirata dallo Spirito"... e contestualmente fabbricare un alibi tipo "hai capito male" contro chiunque osasse far notare che la vera dottrina della Chiesa è completamente diversa).

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  21. @Valentina
    "....i cosiddetti "momenti forti" con una precisa aspettativa, un'attesa di "risultato", come se a Dio e alla sua azione di Grazia si potesse applicare un misuratore di intensità, o di qualità..."

    Tutto il tuo commento e' da incorniciare, soprattutto la parte finale quando parli di aver creato una "fede misurabile", e' vero non ci avevo mai pensato.

    Ma mi voglio soffermare sulle aspettative, perché era quello a cui stavo pensando in questo periodo. Tempo fa in un omelia il sacerdote, ovviamente non NC, disse che venire a messa vuol dire rivivere ogni domenica la Pasqua di Gesù con il suo sacrificio e risurrezione. Che bello, e che fortuna ho pensato.

    Quella frase mi ha fatto rivivere di conseguenza tutte le delusioni che avevo provato nelle varie veglie di Pasqua, in cui avevo tante aspettative, indotte dal Cammino che diceva che quella notte il Signore passava, quella notte il Signore poteva cambiare la mia vita, quella notte sarebbe passato per trasformare la mia croce in risurrezione, quella notte....

    Tutto quella notte...e in tutte le altre eucarestie del resto dell'anno invece no? Domando ora. Non è perché se quella notte sei stanco, (e ci credo a digiuno di due giorni, a preparare la stanza, a cucinare per l'agape pasquale), e ti sei addormentato allora hai perso il treno e se ne riparla l'anno successivo!

    Ma sulla veglia di Pasqua neocatecumenale ti inducono ad avere troppe aspettative. Ti aspetti di provare chissà che cosa, ti aspetti di capire chissà che cosa.

    Certa la Pasqua è importante come il Natale ovvero come tutti i tempi forti. Non è sminuire queste occasioni, ma non indurre a pensare che solo nella notte di Pasqua il Signore passa. Infatti quando i bambini chiedono perché a Pasqua hanno digiunato e vegliato i genitori gli rispondono così: Perché QUESTA NOTTE passa il Signore e quando arriva una persona importante dobbiamo rimandare nell'attesa.

    Ora ho capito che abbiamo l'eucaristia tutte le domeniche, e se vogliamo anche tutti i giorni, per entrare nel mistero e gioia della Pasqua.

    La Pasqua ed il Natale con il tempo di avvento e quaresima ci permettono di creare occasioni aggiuntive di preghiera e meditazione per creare una relazione con il Signore. La Pasqua e Natale sono dei percorsi e non un singolo momento, appunto il "SOLO QUELLA NOTTE DI PASQUA".

    Questo mi ricorda tanto i testimoni di Geova e protestanti che, se mi ricordo bene, per loro l'eucaristia e' solo una volta l'anno appunto per Pasqua.

    EX-NC-???

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  22. Vorrei porre due questioni. La prima diretta all'autrice: dunque lei dubita della buona fede dei suoi ex-cosiddetti-catechisti? La fiducia è un metodo conoscitivo che si basa su una serie di fatti messi in rapporto fra loro e che costruiscono una relazione fra due persone; posta affermativa la risposta alla precedente domanda, se mi è lecito, vorrei chiederle per quali ragioni lei dubita della relazione della sincerità della relazione con i suoi ex-cosiddetti-catechisti?

    caro dubbioso
    la buona fede dei catechisti, di cui non mi permetto di dubitare, è proprio quella che consente loro di manipolare e di controllare le estrazioni.
    Chiunque si ritrovi a fare gestione di gruppi sa quanto può esser pericoloso lasciare che la sorte o il gruppo stesso decida autonomamente da chi debba essere rappresentato. Ecco perché chi desidera che il gruppo continui a camminare su una pista precedentemente stabilita da chi sta più in alto non può permettere spontaneismi e o lasciare tutto in mano al sorteggio.

    Sto rispondendo ad un ragazzino, vero?

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  23. Quali sarebbero le prove a sostegno di questi dubbi, o, per chiamarli con il loro nome, di queste paranoie?

    L'apparentemente ingenuo interlocutore adesso sembra affermare che siccome non c'era una telecamera che testimoniasse delle manipolazioni, esse non sono avvenute in quanto non dimostrabili oggettivamente.
    Ma ci sono altre prove, per esempio perché non controllare la destinazione dei seminaristi e poi presbiteri RM in relazione alle famiglie di provenienza?

    Se invece preferisci pensare che proprio perché figli di ispirati catechisti, essi sono diventati presbiteri particolarmente in gamba e quindi destinati a sedi più importanti e a volte vicine a casa,
    allora puoi pensare che anche a me è accaduta le stessa cosa, in quanto persona vicina ad ispirati catechisti magari lo spirito sceglieva proprio me per rompere il ghiaccio.

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  24. > Chiunque si ritrovi a fare gestione di gruppi sa quanto può esser pericoloso lasciare che la sorte o il gruppo stesso decida autonomamente da chi debba essere rappresentato. Ecco perché chi desidera che il gruppo continui a camminare su una pista precedentemente stabilita da chi sta più in alto non può permettere spontaneismi e o lasciare tutto in mano al sorteggio.


    A me capitò proprio una cosa simile: nella nostra comunità il responsabile era una persona molto in gamba, umile, buona e che negli anni si era dato tantissimo da fare per il bene della comunità.
    Dopo un passaggio, i catechisti ci fecero votare e il vecchio responsabile vinse le elezioni. Nonostante ciò i catechisti ci dissero che loro avevano scelto un'altra persona (il classico "trinariciuto" del Cammino) e che siccome la Chiesa non è democratica (cosa che non è neanche pienamente vera, visto che il Papa stesso viene eletto da un conclave di cardinali), il responsabile veniva sostituito.
    Quello che mi sono sempre chiesto e che ancora non capisco è come ci hanno fatto votare.


    Riguardo alle cosiddette estrazioni pilotate, ne sono stato testimone diverse volte: soprattutto quando si tratta di dare testimonianze in presenza di vescovi, vengono scelte le persone con le storie più strappalacrime (malattie, disgrazie, etc.), persone che hanno avuto un percorso di conversione importanti oppure persone che si conformano pienamente ai dettami del Cammino.

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  25. Una piccola riflessione: Nel Cammino e' tutto prestabilito da Kiko e guai a chi tenta di suggerire qualche cambiamento. Tutto si dice e' opera dello Spirito Santo,che vuol dire che quello che e' pratticato dalla Chiesa della domenica e che loro hanno abbusato non lo e'.
    Spero soltanto che la Santa Chiesa, ossia' il Santo Padre, apra gl'occhi a molti abbusi che si manifestano nel Cammino, prima che sia troppo tardi.
    Questo lo sta dicendo uno che ne ha fatto parte per piu di 20 anni.



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  26. "perché non controllare la destinazione dei seminaristi e poi presbiteri RM in relazione alle famiglie di provenienza?"

    Ad esempio Francesco Voltaggio, nobile rampollo della corte di Kiko che è nientemeno che Rettore del Seminario RM di Galilea, giovanissimo. Di sicuro, per meriti.

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  27. A me hanno fatto fare la nave rompighiaccio al primo scrutinio allo shema al secondo alla tradizio alla reddizio e anche al padre nostro ecc.ecc.

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  28. Dato che il neocatecumenalismo si fonda sulla menzogna, i kikos sono tipicamente dei "sofisti". Cioè pretendono di far dire alle parole quel che le parole non hanno detto, poiché non sono interessati alla verità ma solo a mettere a tacere le critiche.

    Ora, nella sana spiritualità cattolica, ci sono delle verità indiscutibili (i dogmi di fede), verità assolute che permeano la vita anche se uno non se ne accorge. Per esempio il codice del Diritto Canonico, dopo aver enumerato tutte le leggi della Chiesa, conclude dicendo che la salvezza delle anime è la legge suprema della Chiesa. Se è così per il Diritto Canonico, figurarsi per cose meno importanti come la pastorale o l'appartenenza ad una comunità.

    Prendiamo dunque un esempio di "salvezza delle anime", da un episodio realmente accaduto quest'anno. Un giovane si converte alla fede cattolica e chiede il battesimo (al quale poi sarebbe dovuto seguire il matrimonio). Durante il periodo di preparazione gli capita di assistere ad una Messa cattolica che non era dell'istituto a cui appartengono i sacerdoti che lo stavano preparando. I quali, dopo averlo rimproverato aspramente e dopo aver rinviato il battesimo, chiedono davanti a un testimone che prima il giovane si impegni moralmente sul suo onore ad andare solo a Messe di sacerdoti dell'istituto (o da loro approvati), se non accetta non sarà ammesso al battesimo (e quindi neppure al matrimonio), e così avviene perché il giovane si rifiuta di sottoscrivere quella bizzarra clausola (e ha fatto bene, visto che si trattava di una buona Messa cattolica, mica di un assembramento di diavoli).

    Ora, se ci interroghiamo per un momento di fronte a questo evento, in qualità di cattolici quale reazione abbiamo? È più importante la salvezza della sua anima oppure il legarsi mani e piedi all'istituto in questione?

    Noi cattolici abbiamo a cuore la salvezza dell'anima, e per questo motivo troviamo perfettamente logico condannare i sacerdoti di quell'istituto che gli hanno posto quell'ultimatum. Il motivo per negare il battesimo (subordinarlo a una clausola irricevibile) può riguardare gravi questioni relative alla fede o alla morale o ai sacramenti, non ad aspetti puramente "pastorali" o di piccinerie da retrobottega.

    Sono sicuro che qualche fratello neocatecumenale sarà già andato su tutte le furie, pensando che stiamo condannando i capibastone della loro setta per tutte le volte che hanno impedito ai fratelli delle comunità di andare il sabato sera ad una Messa che non è quella del Cammino, per tutte le volte che hanno criticato, giudicato, rimproverato aspramente qualcuno che partecipa ai sacramenti non celebrati dal Cammino, per tutte le volte che qualche fratello di comunità ha preferito andare dalla "cognata malata" (o al funerale di un caro parente) scansandosi una convivenza o altro incontrino.

    Questo ci fa capire che per il Cammino non conta la salvezza della tua anima, ma solo il far crescere il prestigio della setta. Ci fa capire che chi si adegua a tale mentalità va contro la Chiesa, perché anziché gioire che un fratello di comunità partecipi ai santi sacramenti, faccia un sano pellegrinaggio (con o senza supporto del Cammino), compia opere di carità, ecc., pensa solo al prestigio della propria bottega.

    Questo si nota in particolare in coloro che intervengono per la prima volta su questo blog e anziché preoccuparsi delle ingiustizie si mettono a fare i professorini precisini che devono a tutti i costi trovare il pelo nell'uovo e poi spaccarlo in due verticalmente. L'episodio del giovane convertito, sopra citato, se fosse solo un esempio teorico ci avrebbe comunque fatto venir voglia di prendere a pedate i sacerdoti responsabili, perché in qualità di cattolici abbiamo a cuore la salvezza dell'anima, della nostra e di tutte le anime. A che serve guadagnare il mondo intero se poi si perde la propria anima? Kiko, a che serve trasformare la Chiesa in un Cammino, se poi perdi la tua anima?

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  29. Per quanto dicevo sopra, ad ogni nuovo commentatore, qualunque sia la sua idea sul Cammino, bisogna ricordare di andare dritto al sodo. Anche se non credi ad un determinato episodio che trovi raccontato su un blog, che posizione prendi? Che giudizio ti fai di qualche sacerdote che pretende di farti andare solo alle Messe del suo istituto? Anche se si stesse parlando ipoteticamente, che reazione hai - alla luce della tua fede cattolica - riguardo al fatto che un cristiano si vede storpiare la vita spirituale da dei cosiddetti "catechisti" incaricati di torchiarlo fino all'ultimo spicciolo? Quante energie sei disposto a investire per verificare da altre fonti le testimonianze e i documenti riportati da un decennio abbondante su questo blog? Quante ne hai già spese per documentarti, e quante volte hai provato una fitta nell'anima di fronte all'ipotesi (anche solo l'ipotesi) che esistano davvero dei cristiani calpestati da menzogne e inganni mentre le autorità della Chiesa appaiono ignare o conniventi? Riesci a provare sdegno per sacerdoti indipendentemente da quale gruppo ecclesiale appartengano, nel momento in cui limitano drasticamente ad un'anima e senza alcun motivo serio gli strumenti necessari per la salvezza?

    Solo su queste basi diventa possibile una discussione. Altrimenti si riduce tutto al solito patetico incensarsi a vicenda (come se la Chiesa fosse una federazione di movimenti dove ognuno fa quel che gli pare purché non pesti i piedi agli altri), esalando le solite formulette politically correct e lasciando intatte tutte le ingiustizie perché "dopotutto è poca roba, dopotutto ci sarà qualche altro motivo, dopotutto sono solo degli elementi un pochino estremisti, dopotutto non si capiva bene, dopotutto non riguarda noi". Esattamente ciò che gradisce il demonio: il disprezzo della carità coperto da stupido "dialogo".

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  30. Torno al primo commento per precisare che a un unico e solo idiota è riconducibile la creazione di questo Blog ed è Kiko stesso..
    Egli negli anni è stato capace di farne tali e tante che non facciamo a tempo a raccontarle tutte.

    Che poi le sue bravate siano barzellette, beato a chi riesce a ridere ascoltando!

    Ti inculca per anni che tutto è suscitato dallo Spirito Santo al momento, che lui stesso non sa nulla di nulla, sa solo che
    DIO PARLA PER BOCCA SUA
    DIO VA CON LUI
    così al momento estemporaneamente

    Poi, riannodi tutti i fili e ti accorgi che tutto è studiato, programmato, pilotato e non c'è evento o fatto contrario (che, COME INSEGNANO AGLI ALTRI, è Dio stesso che parla nella tua storia) che li faccia cambiare direzione MAI.

    Quando CAPISCI finisci di essere l'"utile idiota", funzionale al sistema e te ne vai per sempre. Con tanta amarezza, disgusto e con la vita distrutta.
    Ma ...benedetto giorno quello in cui si prende la santa decisione!

    Dunque gli IDIOTI sono quelli che RESTANO ingabbiati nel c.n. per tutta la vita. Dietro il capo di tutti gli idioti.

    Quelli che non lo sono, o smettono di esserlo, magari poi vengono qui a raccontare quelle che tu chiami barzellette.

    Ti avviso che le più belle ancora devono venire, non perderle, e - ricorda - ride bene chi ride ultimo!

    Pax

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  31. Sorteggi pilotati? È indiscutibile.
    A parte il fatto che nella mia comunità i primi a dover parlare erano sempre il responsabile e sua moglie. Prendete la professione di fede alla redditio (io, ahimè, l'ho fatta). Tutti noi sapevamo che quella sera sarebbe stato "estratto" quel tale fratello perché erano venuti i parenti neocat da altre parrocchie o città per sentirlo.
    A, piccola, difesa dei mie ex-catechisti, devo dire che non facevano poi molto per nascondere che i sorteggi erano falsi.

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  32. Anch’io posso testimoniare che i catechisti manipolano tutte le dinamiche delle comunità: anche noi abbiamo votato un responsabile puntualmente destituito dai catechisti e sostituito con un altro, più adatto secondo loro.
    Allora non capivo la ragione ma, come al solito, smettevo di farmi domande e andavo avanti.
    Oggi ho capito che quella sostituzione è avvenuta perché il prescelto era un uomo completamente asservito ai catechisti, intellettualmente privo di personalità, di spinte emotive, di progetti per se stesso e per la sua famiglia, “ubbidiente” - come dicono loro - ai catechisti.
    Anch’io mi chiedo: “perché farci votare?”.
    Un’idea me la sono fatta: per ribadire ancora una volta a noi catecumeni che il potere decisionale è dei catechisti, per affermare ancora una volta la loro superiorità, di cui si fregiavano orgogliosi ogni volta, entrando nelle salette in cui li attendevamo timorosi, sedendo di fronte a noi con quell’espressione greve e severa.
    So che al dubbioso potrà sembrare eccessivo quello che ho appena detto, che le mie parole sembreranno dettate da un rancore profondo verso il CN e verso i catechisti, ma così non è! Quello che ho detto è vero, è accaduto e in molte altre occasioni ho raccontato nei commenti a questo blog la mia esperienza.
    Claudia

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  33. Claudia, condivido tutto quello che hai scritto perche' anche io lo vissuto di persona.

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  34. E' vero tutti i sorteggi pilotati per questioni organizzative ma peccato che prima si invocava lo Spirito Santo per essere guidati.
    Al di la, di tutto era poi a cosa portava lo scrutinio -commenti e chiacchiere- andati via i catechisti- la mia esperienza e' finita all'ultima tappa del Padre Nostro.
    Francesco

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  35. Claudia, davvero è interessante la tua domanda: perché farci votare?
    Per vari motivi, secondo me.
    In primo luogo, per provare un'azione dello Spirito Santo nel cenacolo dei fratelli-apostoli, che divengono un cuor solo e un'anima sola.
    In secondo luogo, per vincolare i fratelli al sostegno verso chi da loro è stato scelto, in particolare se si tratta di un catechista che poi parte con moglie e otto figli in Perù oppure un capo responsabile che chiede soldi per conto di Kiko.
    In terzo luogo poi, proprio per il motivo che Claudia evidenzia, cioè per il gusto perverso di dimostrare che la propria autorità e ispirazione supera sempre e in ogni momento anche la concorde volontà dei fratelli di comunità. Il fratello che comunque sceglieranno per il ruolo da ricoprire, sarà comunque frutto della scelta della sua comunità, interpretata dai catechisti, dotato della capacità di vedere dentro i cuori e di interpretare ciò che è bene per ciascuno e nell'interesse di tutti.

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  36. Sulla scelta del responsabile si potrebbe fare un post.
    Concordo con quello che dice Claudia e gli altri sull'argomento.

    Da noi quando ci fu il momento di eleggere nuovamente il responsabile, mi pare dopo il secondo passaggio, in massa i catechisti per loro ammissione votarono tutti la persona che poi divenne il responsabile, perche' secondo loro aveva il carisma. Solo con i voti dei membri della comunità la persona scelta era un'altra, ma il voto di tutti i catechisti fatto convergere su una sola persona, di fatto spostò il risultato finale.

    Vorrei far notare che i catechisti vedono le persone sporadicamente, mentre i membri della comunità standoci settimanalmente lo conosco realmente.

    Se poi con gli anni fai notare che quella persona non è adatta a quel ruolo di responsabile, i catechisti ti ripetono il solito mantra:
    - sei una persona che giudichi
    - il Signore ti ha dato il responsabile che ti serve, anche se tu non lo capisci e ti ribelli, perché ti stai ribellando al disegno di Dio
    - se il responsabile sbaglia ti devi prendere l'ingiustizia
    - il Signore con quel responsabile vuole dirti qualcosa per la tua vita.
    - tu hai la presunzione di voler sapere come funzionano le cose

    Se me le dicessero ora tutte queste cose, gli risponderei per le rime, ora che frequento una Chiesa sana e persone normali ed ho visto la differenza.

    Il responsabile che Dio ha scelto per me!!! Ma stiamo scherzando!!!
    L'hanno scelto i catechisti non Dio, ma per favore!!!


    EX-NC-???

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  37. A tale proposito vi racconto un episodio. Io e mio marito abbiamo fatto parte dell’equipe dei catechisti della nostra comunità assieme al responsabile, sua moglie e un’altra coppia. Il responsabile era stato imposto dai catechisti, che trascurando il risultato della votazione, avevano scelto questo individuo in base alla sua manovrabilità. Ad un certo punto io e mio marito abbiamo iniziato a manifestare i nostri dubbi su alcuni metodi utilizzati dai catechisti: avevano preso di mira un fratello, ricoprendolo di domande da interrogatorio, accusandolo davanti a tutti, gettandolo nella disperazione più totale. Di riflesso, i “fratelli” lo avevano emarginato. Anche noi, sebbene ci ponessimo tante domande e le sottoponessimo al nostro invertebrato responsabile. Quest’ultimo, anziché prendere in considerazione i nostri dubbi, si è rifugiato tra le braccia dei catechisti, raccontando tutto ciò che noi avevamo detto, tutti i nostri dubbi e... “tutta la nostra disubbidienza”. Insomma, una sera la nostra comunità è stata convocata dai catechisti, i quali, dopo aver aperto una pagina del Vangelo “a caso”, in cui era scritto che bisognava rinascere dall’alto, hanno dichiarato i carismi decaduti. In altre parole bisognava rieleggere l’equipe. Ma - udite udite - il responsabile non è stato destituito in quanto ubbidiente. Noi e l’altra coppia siamo decaduti e i catechisti ci hanno sostituito con un’altra coppia e con il figlio di un catechista. Tutti ubbidienti e ligi al dovere.
    Nessuna votazione in questo caso. Solo imposizione di persone ben inquadrate, che non devono fare nulla se non eseguire meccanicamente quanto comandato dall’alto.
    A seguito di questo evento è iniziato il nostro processo di allontanamento sancito poi da fatti gravissimi avvenuti.
    Claudia

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  38. Su Anonimo 31 Dicembre 00:20

    Ho seguito Il cammino per piu di 20 anni, e posso confermare che la prassi della scelta del responsible e' come ha spiegato lei.....e io non soon un Italiano,ma vengo da un altro Pease.

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  39. Uno dei molti problemi nel cammino, e' che i catechisti si sentono (e lo dimostrano) superiori (e infallibili) al resto della comunita'.

    RispondiElimina
  40. Se poi con gli anni fai notare che quella persona non è adatta a quel ruolo di responsabile, i catechisti ti ripetono il solito mantra:
    - sei una persona che giudichi
    - il Signore ti ha dato il responsabile che ti serve, anche se tu non lo capisci e ti ribelli, perché ti stai ribellando al disegno di Dio
    - se il responsabile sbaglia ti devi prendere l'ingiustizia
    - il Signore con quel responsabile vuole dirti qualcosa per la tua vita.
    - tu hai la presunzione di voler sapere come funzionano le cose

    Ma qualcuno crede davvero a 'sta roba. Se è così so'disperati.

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    1. Mi spiace, ma devo contraddirla. Chi crede a quelle fandonie non è un disperato! È una persona comune, che un giorno potresti essere tu, tuo figlio, un tuo parente: il Cammino punta su un minimo punto di debolezza, anche quello che tu ritieni insignificante, e di là ti cattura, rinchiudendosi in una gabbia dorata. Non prenda le distanze da quanto legge. Le è tutto più vicino di quanto lei pensi.
      Claudia

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  41. Si fanno manipolare perchè sono esistenzialmente disperati hanno da coprì il buco vuoto delle loro esistenze, problema che non è di pochi ma di molti e forse di tutti.

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  42. Certe dinamiche psicologiche (e teologiche) sono un pochino più complesse del semplice "si fanno manipolare". Noi abbiamo spesso osservato che in Cammino ci finiscono anche persone intelligenti e di cultura, attraverso lo stesso meccanismo che accalappia quelle ignoranti.

    La questione è interessante perché una persona intelligente dovrebbe notare subito certe attitudini della mentalità neocatecumenale, come ad esempio:

    - "la Chiesa fa così, ma noi invece facciamo diversamente" (sottinteso: la Chiesa sbaglia, ma Kiko e Carmen sono più Chiesa della Chiesa e perciò noi facciamo giusto);

    - "ci hanno autorizzato verbalmente dal Vaticano" (sottinteso: non chiedeteci mai "dove sta scritto che");

    - "gli altri non possono capire" (sottinteso: noi neocatecumenali siamo quelli più intelligenti, più furbi, il resto del mondo non ci capisce, ci perseguita).

    Dunque è soprattutto di una debolezza di ordine spirituale dei singoli che il Cammino si approfitta per strapparli all'unica vera Chiesa.

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  43. ...e infatti ho detto "Si fanno manipolare perchè sono esistenzialmente disperati hanno da coprì il buco vuoto delle loro esistenze, problema che non è di pochi ma di molti e forse di tutti".
    "Tutti" comprende anche cho scrive
    Non ci sono mica solo i neocat sulla piazza, volendo ascriverli alla categoria del "lupo cattivo",ci sono indefinite combriccole, sette, partiti, movimenti etc che vivono sulle debolezze delle persone, incluse quelle di chi scrive. Sono allergico ai neocat perchè hanno un modo d'essere cui sono istintivamente refrattario per questo mi ritengo personalmente inconvertibile al loro verbo...ma non è detto che sia immune ad altre sirene.
    Mai dire mai.

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  44. @Claudia
    Interessante testimonianza!
    Quindi se tu critichi il sistema perdi il carisma e sei destituito.
    Mentre una persona allineata al cammino non perde mai il carisma anche se fa cose scorrette, scusate dimenticavo, l'altro mantra del cammino: non può non peccare! Quindi va bene così lui rimane noi che osiamo criticare siamo allontanati.

    EX-NC-???

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  45. ma negli scrutini del passaggio dell'elezione che succede di concreto'''? io sono fuori mia moglie e alla prima chiamata all'elezione grazie anticipate della risposta

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  46. GLI SCRUTINI DELL'ELEZIONE IN CHE CONSISTONO PRATICAMENTE mia moglie e alla prima chiamata appunto all elezione io sono fuoriuscito! grazie delle risposte

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  47. Io ero in cammino e però non o fatto il viaggio in terra Santa quando è stato il momento di fare le due convivenze in albergo tutti gli altri che avevano i genitori in camino erano a due o tre belle camere io che non avevo nessuno nell cammino ero da solo in camera nell tempo che sono stato in cammino mi sono sentito più solo che mai

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