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| Kiko Argüello alla Comunione a braccia conserte: gli interessava molto più manifestare il disappunto verso papa Benedetto XVI, che accogliere il Signore realmente presente nel Santissimo Sacramento |
116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale. Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purché rispondano allo spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30.Da allora, però, il canto gregoriano è scomparso dalle parrocchie e dagli istituti religiosi e da tutti i gruppi (tranne qualche rarissima eccezione in certi eventi ecclesiali). Per di più, se qualcuno osasse proporlo in parrocchia, nel convento, nelle celebrazioni del proprio movimento o associazione, verrebbe subito tacciato di essere "contro il Concilio". Scusate, ma com'è possibile? Eppure il Concilio lo ha riconosciuto come "canto proprio della liturgia", ha comandato che "gli si riservi il posto principale"... cioè se qualcosa non dà al gregoriano il "posto principale" nelle liturgie, quel qualcosa non può proclamarsi frutto del Concilio.
E no, non ci sono alibi che tengano, neppure di difficoltà materiale o tempo mancante: per imparare un po' di gregoriano, una piccola corale parrocchiale avrà bisogno di esercitarsi per qualche settimana (mica interi decenni). Ma allora perché diavolo vi accusano di essere "preconciliari", "retrogradi", "controilconcilio", ecc., se osate proporre di applicare davvero quanto dice la Sacrosanctum Concilium?
La risposta è desolante: dobbiamo necessariamente riconoscere che c'è un Concilio consistente nei suoi documenti approvati, e c'è un "Concilio" consistente nelle interpretazioni di comodo dei sedicenti "applicatori" del Concilio. Questi ultimi, pur appellandosi al Concilio, sono pronti anche ad affermare cose contrarie ai documenti del Concilio - come nell'esempio del canto gregoriano - spacciandole per "conciliari". Cioè o sono spettacolarmente ignoranti - e allora riguardo al gregoriano dovrebbero convincersi leggendo per la prima volta quel fatidico paragrafo 116 - oppure sono mentitori, deliberatamente mentitori, che si appellano al Concilio al solo scopo di portare avanti tutt'altro programma.
Fra tali ignoranti/mentitori va annoverata la Carmen Hernández Barrera, cofondatrice del Cammino Neocatecumenale, che proclamò in un discorso ufficiale (30 giugno 2002) di aver «servito a Kiko il Concilio su un piatto d'argento». Su quel "piatto d'argento" il canto gregoriano non c'era. Nel Cammino la maggioranza dei "fratelli delle comunità" non sa neppure cosa sia il gregoriano; al più sono stati addestrati a una reazione pavloviana ("bleah, preconciliare, puah, meglio i canti di Kiko"). Secondo voi la Hernández, che pure aveva studiato teologia, era completamente ignorante di quel paragrafo 116, oppure ha mentito e disubbidito volontariamente al Concilio?
Si potrebbero fare numerosissimi altri esempi ma questo del canto gregoriano è il più lampante, è comprensibile anche ai bambini, è quello che già da solo può essere sufficiente a farvi capire - senza bisogno di lunghe e complicate argomentazioni teologiche - se qualche sedicente "applicatore del Concilio" sta in realtà applicando un'interpretazione che va contro i testi del Concilio.
Riflettiamo brevemente anche sul paragrafo 120 dello stesso documento:
120. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, a norma degli articoli 22-2, 37 e 40, purché siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.
Ebbene, l'organo a canne non si è del tutto estinto: in alcune vecchie parrocchie è stato conservato e talvolta viene usato (ma non spesso quanto vorremmo) nelle liturgie. Chiediamo umilmente: come mai quasi nessuno ha "in grande onore" l'organo a canne? Come diavolo è stato possibile che certe esplicite raccomandazioni conciliari siano state subito e pressoché universalmente disattese proprio dai fautori del Concilio, proprio da quelli che vi accusano di essere "preconciliari" qualora voleste prenderle sul serio?
Ma notate la seconda parte del paragrafo: "altri strumenti", senza specificare quali, "si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale".
Chiederemmo dunque ai fratelli kikolatri: ma voi che nelle liturgie del Cammino strimpellate nacchere, charangos e tamburelli, quando e dove avreste mai avuto il "consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale"? Consenso chiaro e documentato, s'intende, non il solito trucchetto del "permesso verbale" o del "abbiamo capito che si poteva fare" o del "ma si fa ovunque". E poi: come si dimostra concretamente che nacchere, tamburelli, ecc., "convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli"? Come si dimostra che strumenti musicali nati e progettati per far caciara, per il divertimento e l'intrattenimento, porterebbero invece "edificazione"?
Se non siete distratti avrete già capito perché il postconcilio è così problematico: anche limitandoci a quei soli due esempi notiamo che ci sono affermazioni conciliari che vengono infaticabilmente travisate dai fautori del Concilio (es.: il canto gregoriano), ci son poi affermazioni che vengono sempre più largamente ignorate (es.: tutte le parrocchie moderne in cui l'organo a canne non c'è mai stato, e tutte le altre in cui l'organo c'era ma non è stato più né usato, né manutenuto), e ci sono infine affermazioni che vengono maliziosamente sfruttate (come l'introduzione di strumenti su cui l'autorità ecclesiastica non ha considerato, né previsto, né approvato).
Dunque, al netto di tutte le pie intenzioni dei sommi pontefici e del resto della gerarchia cattolica, c'è un Concilio fatto di documenti e un "Concilio" fatto di interpretazioni di comodo. E quelli vi che proclamano di star "interpretando" e "applicando", stanno in realtà portando avanti una diversa agenda. Nei suoi documenti, ad esempio, il Concilio non richiede:
- non richiede la "comunione sulle mani"
- non richiede di "girare gli altari" verso il popolo
- non richiede "chierichette", "accolitesse", neppure la proliferazione incontrollata di "ministri straordinari"
- non richiede di far sparire il gregoriano, né il polifonico e l'organo a canne
- non richiede la "comunione seduti", né le "Decime", né le "Lodi Domestiche", né le celebrazioni del sabato sera tardi con sbarramento d'ingresso...
- eccetera, eccetera, eccetera.
Quando vi accusano di essere "preconciliari" o "contro il Concilio", vi stanno turlupinando. Quando i testi del Concilio parlano chiaro, si sentono liberi di tradirli. Quando i testi del Concilio hanno qualche ambiguità, la interpretano a modo loro. Quando vi dicono che qualcosa è "frutto del Concilio", vi stanno fregando, perché è frutto delle loro opinioni o di qualche moda recente. Quando vi etichettano "preconciliari", vi stanno accusando di non detestare qualcosa che loro detestano ma che i testi del Concilio non vi hanno mica detto di detestare.
Tali sedicenti "interpreti" del Concilio, fautori del Concilio, "applicatori" del Concilio, sono dunque in realtà dei "rivoluzionari": sfruttano il Concilio solo per imporre la loro rivoluzione, le loro fissazioni, le mode che a loro piacciono, l'agenda che ossessivamente seguono. Vogliono una rivoluzione nella Chiesa, cioè vogliono cambiare completamente la Chiesa e la fede, anche quando lo facessero a piccoli passi, adoperando la scusa "ilconcilio-ilconcilio" come maglio per colpire chi non è d'accordo con loro. «Gli ho servito il Concilio su un piatto d'argento»: no, la laica Carmen non ha servito il Concilio ma ha servito il demonio - quello vero, quello che le faceva fumare sigarette durante le liturgie e in faccia al Papa, quello che le faceva calpestare la dignità del sacerdozio e dei fratelli delle comunità, quello che le faceva proferire eresie, promuovere strafalcioni liturgici, reinventare un "passato mitico".
Tutti i "rivoluzionari", dai più sgangherati a quelli più sopraffini, sono facilitati dal fatto che i testi conciliari contengono qua e là sufficienti ambiguità da lasciare aperti molti spiragli. Ma è una questione che affronteremo in un prossimo thread.

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