Nostra traduzione di un riepilogo da Jungle Watch.
I Seminari Redemptoris Mater (SRM) sono il canale di reclutamento ideato dalla dirigenza del Cammino Neocatecumenale in collusione con alcuni vescovi per controllare le vite private dei preti neocatecumenali a proprio vantaggio.
1. Isolamento e incardinazione strategica
- Reclutamento dall'estero: la maggior parte dei seminaristi che entrano nel SRM proviene dall'estero. Non conoscono affatto la cultura, la lingua e le strutture sociali locali.
- Incardinazione transitoria: questi seminaristi stranieri vengono ordinati e incardinati da un vescovo locale. Tuttavia, subito dopo l'ordinazione, vengono inviati in paesi completamente diversi per svolgere il loro ministero.
- Clero irreperibile: la sorte di questi sacerdoti è spesso avvolta nel mistero. I loro nomi non compaiono spesso negli elenchi ufficiali del clero diocesano. Quando sono presenti, vengono erroneamente registrati come in servizio presso il SRM locale, pur risiedendo e lavorando fisicamente in un altro paese.
2. Violazioni canoniche e autorità parallela
- Elusione delle leggi sull'itineranza: Il diritto canonico proibisce severamente il clero "girovago" (o "itinerante") [ndr: clerici vagantes o acefali: cfr. CJC n.265]. Il Cammino aggira questa norma vincolando legalmente un sacerdote a una diocesi straniera, pur arrogandosi il diritto di spostarlo in tutto il mondo a discrezione della leadership del movimento.
- Mancato rispetto degli impegni canonici: Secondo il diritto canonico, quando un sacerdote diocesano viene inviato a servire in un'altra diocesi, il vescovo di provenienza deve stipulare un accordo scritto formale (scriptum) con il vescovo di destinazione, specificando i termini con cui avverrà. Esistono tante prove che suggeriscono che questo requisito obbligatorio venga sistematicamente ignorato dai sacerdoti del Cammino.
- Il conflitto della "doppia fedeltà": I sacerdoti del Cammino si trovano di fronte a un grave conflitto di interessi. Mentre il canone 273 esige rigorosa riverenza e obbedienza all'Ordinario (il vescovo locale), questi sacerdoti sono di fatto governati da cosiddetti "catechisti" del Cammino (laici) e da sacerdoti itineranti del Cammino.
- Violazione del diritto di scrutinio: Il Cammino opera come una struttura di potere parallela, una "Chiesa nella Chiesa". I cosiddetti "catechisti" laici esercitano troppo spesso un potere di valutazione sull'idoneità dei seminaristi all'Ordine sacro. Ciò viola direttamente il canone 241, che riserva il diritto di valutare le vocazioni esclusivamente ai rettori dei seminari e ai vescovi.
3. Formazione carente e vulnerabilità sistemica
- Formazione segregata: Isolando i seminaristi all'interno di ambienti esclusivi del Cammino anziché integrarli nel più ampio presbiterio diocesano, il sistema viola il Canone 245. Questo canone stabilisce che la formazione seminariale deve preparare gli uomini alla vita pastorale comune della Chiesa locale.
- Mancanza di consapevolezza: Poiché questi soggetti non frequentano i normali seminari diocesani, molti rimangono completamente all'oscuro delle norme canoniche universali e dei loro diritti personali come clero titolare.
4. Sfruttamento finanziario e psicologico
- Dipendenza economica: i sacerdoti del Cammino che operano all'estero sono lasciati completamente alla mercé dei cosiddetti "catechisti" laici del Cammino. Non ricevono né l'indennità standard per la celebrazione della Messa né l'assegno mensile di mantenimento garantito ai sacerdoti diocesani.
- Abuso della confessione pubblica: i sacerdoti che vengono a conoscenza di questi abusi strutturali sono spesso troppo terrorizzati per andarsene o per denunciare l'accaduto, specialmente a causa della pessima pratica del Cammino di rendere pubblici i loro peccati e le loro vulnerabilità, esponendoli alla comunità neocatecumenale e rendendoli altamente vulnerabili a pressioni psicologiche e ricatti.
- Abdicazione episcopale: partecipando a questo sistema, i vescovi locali si lavano di fatto le mani delle proprie responsabilità amministrative, spirituali e finanziarie nei confronti di quei sacerdoti (anche se incardinati come diocesani), abbandonandoli a una struttura laica che di fatto non è soggetta a controlli.
5. Compromesso istituzionale in Vaticano
- Mancanza sistemica di controllo: il Dicastero per il Clero è pienamente consapevole di questi schemi operativi globali a causa dell'elevato numero di casi di omicidio rituale in tutto il mondo.
- Chiudere un occhio: rifiutandosi di intervenire o di indagare su questi gravi delitti canonici e abusi clericali, i funzionari dell'apparato amministrativo vaticano hanno di fatto rinunciato al loro ruolo di garanti istituzionali, schierandosi dalla parte del sistema anziché proteggere i sacerdoti vulnerabili.
Gran parte di quanto affermato da Rodney è stato documentato fin dal Visitation Committee Report (PDF) del 2016 al nostro Ministero di Assistenza al Clero a Guam.








Ci permettiamo di ricordare ai nuovi lettori che nella mentalità settaria neocatecumenale, mentire e ingannare sono considerate azioni sante e meritorie qualora adoperate per difendere il prestigio e i soldi della setta e dei suoi capi.
RispondiEliminaPertanto non stupirà sapere che i sullodati SRM siano stati usati anche come "covo" per soggetti neocatecumenali con problemi con la legge, oltre che come "albergo" per i cosiddetti "itineranti" e VIP del Cammino. Cioè nonostante la facciata di luoghi di formazione - peraltro quasi sempre molto piccoli: piazzano un presbitero e due seminaristi in un appartamentino, e lo chiamano pomposamente "seminario" - sono in realtà degli avamposti multiuso, sottratti a ogni legame con la diocesi.