martedì 4 maggio 2010
"punto nave" per ripartire... nel "mare digitale"
domenica 2 maggio 2010
Dopo aver "preso il largo nel mare digitale"... a che punto siamo?
venerdì 30 aprile 2010
La Chiesa è e resta Una Santa, immacolata e indefettibile... però?
"In questi ultimi tempi abbiamo sentito il ruggito del leone che cercava qualcuno da divorare, l'ululato dei lupi che avevano sentito l'odore del sangue, lo squittio di molti topi che cercavano di abbandonare una nave che sembra affondare, i belati di molte pecore spaventate, ora ci pare un sogno riascoltare la voce umana della ragione. Sì, la ragione, l'avanguardia della fede. In retroguardia invece ci sta davvero solo un furore cieco e irrazionale. Anzi cieco perché irrazionale.Abbiamo sofferto tutti, molti buoni preti e vescovi cattolici hanno sofferto, il Papa ha sofferto, ma tutto questo non può essere avvenuto invano; come ci hanno rammentato le splendide parole dedicate da un Vescovo a delinerare quale sia il cuore della Santa Messa così come è messo in luce dalla Liturgia tradizionale, non c'è Messa né Chiesa né Santità senza sofferenza e sacrificio: «La sofferenza, la vostra, la mia, quella dei Pontefici, è al centro della santità personale, perché è la nostra partecipazione all'obbedienza di Gesù che rivela la sua gloria. È il mezzo attraverso il quale siamo fatti testimoni della sua sofferenza e partecipi della gloria futura. Non vi preoccupate se molti nella Chiesa non hanno ancora afferrato questo punto, e meno ancora che nel mondo non sarà nemmeno preso in considerazione. Voi sapete che questo è vero e dieci uomini che sussurrano la verità sono più eloquenti di cento milioni di persone che mentono» (Omelia di Mons. Edward James Slattery per la Solenne Messa Pontificale in occasione del 5° anniversario dell'insediamento di Papa Benedetto XVI, Basilica dell'Immacolata Concezione, Washington DC, 24 aprile 2010). [da Una Fides 29 aprile 2010]
Come cristiani, molto ci rassicura e ci inorgoglisce l'atteggiamento di trasparenza e di serena fermezza del Papa; ma siamo davvero stanchi di questo protrarsi dell'attenzione sugli aspetti di degrado morale, che purtroppo non riguarda solo la Chiesa e che non è una causa, ma l'EFFETTO del degrado spirituale determinato dall'oscuramento dei principi fondanti della Fede.
Tuttavia, quanto vorremmo che il Papa e i Vescovi, oltre alla medicina della Misericordia -e per fortuna anche della Giustizia-, applicata nei casi posti all'attenzione del mondo intero, si occupassero, col dovuto fervore, soprattutto della medicina della Verità, in ordine alle verità di fede tradite e oscurate dalla 'nuova Chiesa che avanza'. Purtroppo la nuova ' Chiesa', oltre a quella -più subdola e sempre più oggetto di mimetizzazione- del Cammino neocatecumenale, che mantiene inalterate le sue prassi e i suoi insegnamenti 'segreti', presenta anche la facciata 'modernista' e quella 'neo-protestante'; il che continua a sviare e disorientare molti fedeli e non colma, anzi tende a perpetuare, lo iato generazionale creatosi per effetto del post-concilio!
lunedì 26 aprile 2010
Nuova testimonianza, molto rivelativa!
domenica 25 aprile 2010
Preghiera ai Santi Angeli
Così dice il Signore: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa e ti farà entrare nella terra promessa”.
mercoledì 21 aprile 2010
Testimonianza da Madrid


Non occorre essere specialisti per capire che certe icone non hanno nulla a che fare con l'iconografia bizantina, alla quale si dichiara esse si ispirino. Inoltre, per apprezzarle, occorrerebbe avere senza mezzi termini il gusto dell'orrido, con un grosso punto di domanda sul tipo di spiritualità che veicolano... vedi anche quelle sotto riprodotte:
martedì 20 aprile 2010
Testimonianza da Taiwan
“Con il Concilio di Trento, nel XVI secolo, si fissa tutto rigidamente imponendo in modo radicale il rito romano.“In quest’epoca nascono tutte le filosofie sull’Eucarestia. “Quando non si capisce quello che è il sacramento, a causa della svalorizzazione enorme dei segni come sacramenti, e quando non si capisce quello che è il memoriale, si comincia a razionalizzare, a voler dare spiegazioni del mistero che c’è dentro. Precisamente perché, il mistero trascende la sua unica spiegazione, c’è il sacramento. Il sacramento parla più dei ragionamenti. Ma a quel tempo, poiché non si capisce,… si cerca di dare spiegazioni filosofiche del mistero. E così incominciano i dibattiti su: ‘Come è presente?’ Lutero non negò mai la presenza reale, negò solo la parolina ‘transustanziazione’ che è una parola filosofica che vuole spiegare il mistero. ...Ma la cosa più importante non sta nella presenza di Gesù Cristo. Egli dice: ‘Per questo sono venuto: per passare da questo mondo al Padre’. Ossia, la presenza fisica nel mondo ha uno scopo che è il resuscitare dalla morte. Questa è la cosa importante. La presenza è un mezzo per il fine che è la Sua opera: il mistero di Pasqua. La presenza è in funzione dell’Eucaristia, della Pasqua”(Orientamenti, p. 325).Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione, fatto vita per portare al Padre tutti quelli che celebrano la Pasqua, tutti quelli che celebrano la cena con Lui. La Chiesa primitiva non ha problemi a proposito di questa presenza”(Orientamenti p. 326).
Commento: Se non c’è cambiamento di sostanza (‘transustanziazione’) ma solo di significato in vista della celebrazione (‘transfinalizzazione’), allora nei frammenti eucaristici avanzati non ci sarebbe più la presenza del Cristo, perché questi cesserebbero di conservare la sua presenza, luteranamente solo simbolica. Nelle celebrazioni NC, infatti, non ci si preoccupa per i frammenti, e tanto meno di conservare le ostie dopo la celebrazione. Kiko e Carmen non capiscono, e perciò rifiutano la transustanziazione che non spiega, ma descrive il mistero che noi cattolici accettiamo con atto di fede, e cioè: “La conversione di tutta la sostanza del pane nel corpo di Cristo e di tutta la sostanza del vino nel suo sangue; conversione singolare e mirabile che la Chiesa Cattolica chiama giustamente e propriamente transustanziazione” .

Insegnamenti non cattolici di Kiko Arguello: VI - "Siamo tutti sacerdoti"
- Il Concilio di Trento contro la pseudoriforma protestante parla di «sacerdozio della nuova legge» (D-S 1764), del sacramento dell’Ordine (D-S 1765-6), della Gerarchia ecclesiastica fondata su tale Ordine (D-S 1767-1770).
- Dunque, nella Chiesa non tutti sono sacerdoti, ma soltanto alcuni; e questi sono «ministri» di Cristo, non ministri-deputati dalla comunità dei fedeli. I «presbiteri» non sono «fratelli» ma «padri» perché, rappresentando Cristo, hanno da Lui ricevuto il potere e la missione di intercedere per essi presso il Padre: la loro dignità viene dall’alto, non dal basso…; da un «carattere sacro» non da una designazione umana di tipo democratico. Pio XII aveva smascherato il ricorrente errore luterano: «Alcuni (…) insegnano che nel Nuovo testamento si conosce soltanto un sacerdozio che spetta a tutti i battezzati (…) e soltanto in seguito è sottentrato il sacerdozio gerarchico. Sostengono perciò che solo il popolo gode di una vera potestà sacerdotale, mentre il sacerdote agisce unicamente per ufficio commessogli dalla comunità…» (MD 68).
- Ma insegnamenti così categorici non sono mai stati capiti e accettati da Kiko e seguaci perché, nelle comunità neocatecumenali, chi presiede non è il «sacerdote» ma il «catechista», ciò che l’attuale pontefice, bene informato, ha biasimato con vigore «… In questo cammino l’opera dei sacerdoti rimane fondamentale». Essi sono le «guide della comunità» per cui «la prima esigenza che vi si impone – aggiunge rivolgendosi a loro - è di saper mantener fede alla vostra identità sacerdotale».
«In virtù della sacra ordinazione, voi siete stati segnati con uno speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in suo nome. Il ministro sacro quindi dovrà essere accolto non solo come fratello che condivide il cammino della comunità stessa, la soprattutto come colui che agendo “in persona Christi”, porta in sé la responsabilità insostituibile di Maestro, Santificatore e Guida delle anime, responsabilità a cui non può in nessun modo rinunciare (…). Sarebbe illusione credere di servire il vangelo diluendo il vostro carisma in un falso senso di umiltà o in una malintesa manifestazione di fraternità (…) Non lasciatevi ingannare! La chiesa vi vuole sacerdoti e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non l’arricchisce» (Giovanni Paolo II, Disc. Del 9.12.1985, L’Osser. Rom. 12.12.1985). - Il richiamo è inequivocabile. Ma risulta che ad esso, nelle comunità neocatecumenali, si è rimasti sordi. Non si riflette che, negato l’Ordine Sacro, soppressa la distinzione essenziale tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune, la Gerarchia cattolica resta annullata, seguendone la demolizione della Chiesa come società visibile, tornando indietro nei secoli alle aberrazioni ereticali da essa ripetutamente condannate…
Insegnamenti non cattolici di Kiko Arguello: V - "Cristo non è modello di santità per nessuno"
CRISTO NON È MODELLO DI SANTITÀ PER NESSUNO
La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, il quale, appunto perché suo Capo e Mediatore, è anche supremo Modello di santità per i credenti. Modello sublime, ma – con la sua grazia – realmente imitabile da tutti secondo la particolare vocazione di ciascuno. Kiko lo nega…; ma, se avesse ragione, la Chiesa quale tipo ideale di perfezione dovrebbe proporre ai fedeli, se questi possono piacere al Padre soltanto se si configurano al suo divin Figlio?... Cosa può insegnare al mondo, come può educare le anime e osare di dichiararne la santità prescindendo dal Cristo, unica Via che conduce alla Vita? Unico Maestro di verità ed anzi la Verità in Persona? Egli ci ha comandato di restare inseriti in Lui come i tralci nella vite per trarne la linfa vitale della grazia che ci rende simili a Dio stesso nella partecipazione alla sua beatitudine.
Tutto questo non sarebbe vero, secondo Kiko che, al riguardo, presume di capovolgere duemila anni di Cristianesimo predicato e vissuto: «Gesù Cristo non è affatto un ideale di vita. Gesù Cristo non è venuto a darci l’esempio e ad insegnarci a compiere la legge» (p. 125) «La gente – incalza – pensa che Gesù Cristo è venuto a darci una legge più perfetta della precedente
Non basta; «… Molta gente pensa (…): ci ha dato l’esempio con la sua vita, dicendoci: Vedete come faccio io? Così fate anche voi”. Se poi chiedi alla gente: “Tu lo fai?”, ti rispondono: “Via, io non sono Gesù Cristo, non sono mica un santo…”. Il Cristianesimo non è per nulla un moralismo. Perché, se Gesù Cristo fosse venuto a darci un ideale di vita, come avrebbe potuto darci un ideale talmente alto, talmente elevato, che nessuno lo può raggiungere?» (p. 126)
Qui la mistificazione è palese, irritante, anche per il credente più superficiale e distratto.
- In tutto il N.T. l’invito a seguire e imitare Cristo, di partecipare alla sua Passione, condividere i suoi sentimenti, ecc, è così frequente ed insistente che se ne potrebbe ricavare un florilegio del più alto interesse. Ricordo qualche espressione presa a caso:
- «chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me…» (Mt, 10,38; 16, 24s; Mc 8,34s; Lc 9,23s; 17,23; Gv 12,25);
- «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre…» (Gv 8,12);
- «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore…» (Mt 11,29);
- «Rimanete nel mio amore…» (Gv 15,9). «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv 15,12). «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità nel modo che anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore» (Ef 5, 1-2);«Fatevi miei imitatori, come io sono di Cristo» (1 Cor 11,1).
- «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù…» /Fil 2,5). «Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte…». «Siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua…». «Il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui…»; «siamo morti con Cristo…»; «morti al peccato, ma viventi per Dio in Cristo Gesù» (Rm 6,1-11);
- «Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme…» (1 Pt 2,21).
- se Cristo non è il Tipo esemplare di santità per tutti i fedeli, la Chiesa li inganna quando stimola a seguire l’esempio dei santi e venerarne la memoria: la loro santità è tutta e solo quella di Cristo e certamente non altro li rende venerabili…;
- Se non siamo tenuti ad imitare Cristo, la Chiesa erra gravemente quando impone ai suoi figli il dovere di santificarsi secondo la loro condizione, lottare contro se stessi, far trionfare in sé l’amore che li trasforma in Lui. Kiko forse ignora quanto al riguardo insegna il Vaticano II; secondo il quale «il Signore Gesù Maestro e Modello divino di ogni perfezione, a tutti e ai singoli suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato la santità della vita, di cui egli stesso è Autore e perfezionatore…». «Tutti i fedeli, di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza delle vita cristiana e alla perfezione della carità (…) seguendo l’esempio di Lui (Cristo) e fattisi conformi alla sua immagine…» (LG 40).
lunedì 19 aprile 2010
Insegnamenti non cattolici di Kiko Arguello: IV - "Peccato impossibile"
IV
PECCATO IMPOSSIBILE
L'uomo «è profondamente tarato. E' carnale. Non può fare a meno di rubare, di litigare, d'essere geloso, di invidiare, ecc. non può fare altrimenti. E non ne ha colpa...» (p.138).
Per questo, appunto «non servono discorsi. Non serve dire: "Sacrificatevi, vogliatevi bene, amatevi"! E se qualcuno ci prova, si convertirà nel più gran fariseo... » (p. 136)
- Kiko è in perfetta linea con Lutero, che ha lasciato scritto: «Acconsenti dunque a ciò che tu sei, angelo mancato, creatura abortita. Il tuo compito è di mal fare, perché il tuo essere è malvagio!» (da J. Maritain, Tre Riformatori, Morcelliana, 1964, p.48).
- se non posso evitare il male che mi tiranneggia, neppure posso compiere il bene. Ciò significa che non sono libero; e se non posso disporre di me, non si può dare né bene né male morale, mancando la responsabilità. Ed ecco l'uomo ridotto alla condizione della marionetta, per la quale non ha senso la «conversione», non dice nulla il dovere di corrispondere alla grazia della penitenza; grazia che deve far sempre leva su di una volontà sostanzialmente normale, sana, che ponga l'uomo nella possibilità di rispondere di sé, di acquistarsi dei meriti, di piacere a Dio...;
- contro il protestantesimo, il Concilio di Trento aveva rivendicato energicamente il libero arbitrio, ossia la facoltà di assecondare o di rifiutare la grazia (D-S 1554-1555). Fin dal 413, i Capitula pseudo-clementina avevano sottolineato che noi siamo cooperatori della grazia di Dio, la cui bontà agisce in modo che il suoi «doni» si trasformano in altrettanti nostri «meriti» (iv. 248). Kiko però - come vedremo - respinge il Concilio di Trento, mentre tesse ampi panegirici del Vaticano II, che anche a questo riguardo continua ed anzi approfondisce il grande solco della Tradizione (cf. GE 10; DH 1,2,5,7,; GS 4,6,9,13,17,31,37,39,68,74,75, ecc.).
- Stando alle perentorie dichiarazioni del fondatore del movimento neocatecumenale, i Santi, che si sono sforzati di correggere la propria natura, dominarne gli istinti, accogliere e assecondare la Grazia, raggiungere un notevole grado di maturità interiore, realizzare un invidiabile livello di intimità con Dio..., sarebbero stati dei presuntuosi illusi.... Ma, nell'ipotesi, la prima ad illudersi sarebbe stata la Chiesa, loro Madre e Maestra, che poi li ha proposti al culto e all'imitazione dei fedeli...
- Se l'uomo non può fare il bene né evitare il male, quale beneficio avrebbe tratto dalla redenzione di Cristo, buon Pastore che cerca e ritrova la pecora smarrita (Lc 15,6). Medico venuto per guarire i malati (Mt 9,12), Buon Samaritano che salva il viandante aggredito dai ladroni (Lc 10, 29-35), ecc.? A che scopo avrebbe sacrificato se stesso per lasciare poi gli uomini ladri, assassini, adulteri, ecc.? Se egli non ha vinto il peccato, meritando la grazia che rigenera, trasformando le pietre in figli di Abramo, il Vangelo è tutto un'utopia, il Cristianesimo un'impostura, la Chiesa una società inutile.
domenica 18 aprile 2010
Insegnamenti non cattolici di Kiko Arguello: III "Basta con i sacrifici di espiazione"
Dunque, negato il sacrificio di Cristo,
- resta confermato che Kiko, non volendo saperne di «sacrificio», non solo rinnega la Chiesa Cattolica, ma rifiuta lo stesso Cristianesimo che, anche nelle « confessioni-cristiane-non-cattoliche», riconosce nel Sacrificio del Calvario l'unica fonte della salvezza per l'umanità peccatrice...
- La Bibbia, dalla Genesi all'Apocalisse, è piena, stracolma del peccato, che Dio condanna perché «iniquità», «empietà»,«infedeltà», «ribellione», «apostasia», «adulterio», «tradimento», disprezzo di Lui, rifiuto del suo amore, ingratitudine... e pertanto o f f e s a, detestabile fatto morale implicante la deliberata avversione a Dio. E allora, il peccato è tale, cioè colpa, o nulla, riducendosi ad una «disgrazia» dovuta ad un «errore». Dunque male involontario, moralmente non imputabile; per cui non sottrae nulla all'uomo come persona, non turba i suoi rapporti con Dio: quelli possibili - in bene e in male - per l'atteggiamento della volontà libera, unico soggetto di moralità come lo è del diritto.
- Se dunque il peccato non è una pura «disgrazia» (Ossia incidente involontario, incolpevole, degno solo di compassione), ma atteggiamento di protervia, Dio non può non essere adirato contro il peccatore. Qui però Kiko torna ad equivocare, non avendo mai capito in qual senso debba intendersi lo «sdegno» di Dio, la sua «collera», la terribilità della sua «vendetta». Eppure numerose pagine dell'Antico Testamento sono eloquentissime al riguardo (cf: Es 32,12; Nm 26,22,46; Gs 22,18,20: Dt 29,24; Sal 2,13; 29,6; 75,8; 77. 21, 31; Ger 4,8; Bar 2,13; Dan 9,16, ecc.). Di «ira» si parla anche nel N.T.: (Rm 1,18; 2,5; 9,22; Ef 2,3; Col 3,6; Ap 6,16; a4,10,19; 18,15, ecc.). E sarà soltanto con grande i r a che alla fine dei tempi il Cristo Giudice griderà ai malvagi: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!...» (Mt 25,41).
sabato 17 aprile 2010
Insegnamenti di K. Arguello difformi da quelli della Chiesa: II - L'uomo non può offendere Dio
Gesù ha operato la Redenzione del mondo espiando il peccato quale offesa di Dio; ora, se l'uomo, peccando, non può offendere Dio, è certo che non ha alcun dovere di espiare; ma senza espiazione non si dà Redenzione; dunque neppure questa avrebbe avuto luogo, e la Chiesa, istituita appunto per completare l'opera redentrice di Cristo, non avrebbe uno scopo: l'umanità può farne a meno.
- Kiko non riesce a concepire il peccato come offesa di Dio; pensa soltanto - ed è ovvio come nella Chiesa tutti i teologi hanno sempre insegnato molti secoli prima di lui - che l'uomo non può «rubare a Dio la sua gloria...»; non «può recare danno a Dio (...) perché allora Dio sarebbe vulnerabile e non sarebbe Dio...». (p. 182). Chi ha mai potuto supporlo?... Dunque è ben altro il senso che la Chiesa ha sempre attribuito al peccato come offesa di Dio: appunto il senso che Kiko ignora, spiegando - lo vedremo subito - come egli non possa concepire il dovere dell'espiazione.
Egli sappia - e con lui quanti lo seguono - che l'uomo col suo peccato, pur danneggiando realmente solo se stesso, o f f e n d e Dio in quanto commette l'ingiustizia di negarGli quel che gli è dovuto: il cordiale riconoscimento del suo sovrano dominio, e quindi la sua dignità di Valore assoluto, Fine ultimo, Legge suprema... L'uomo, peccando, Lo rifiuta, per cui presume di sé, talmente che, se dipendesse da lui, arriverebbe a sopprimerlo...: egli non sopporta la propria radicale subordinazione all'«ALTRO»; ed è appunto in questo tentativo che consiste tutta l'intrinseca perversione della volontà umana, e in questo senso dobbiamo parlare di «offesa di Dio», anche se Dio, in sé, resta inalterato. Non è forse Gesù che parla dei «nostri d e b i t i » con Lui? (Mt 6,12). Non è forse la giustizia che comanda di soddisfarli?
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venerdì 16 aprile 2010
Eresie del movimento neocatecumenale. Ultimo grido d'allarme.

che negli ultimi tempi
alcuni si allontaneranno dalla fede,
dando retta a spiriti menzogneri
e a dottrine diaboliche,
sedotti dall'ipocrisia di impostori
già bollati a fuoco
nella loro coscienza... (1 Tim 4,1s)
Il suo «Cammino» è stato presentato ed encomiato come metodo esemplare per un ritorno al più autentico Cristianesimo, nella decisa eliminazione di tutte le scorie che attraverso i secoli ne hanno deturpato il volto, tradito il messaggio.
Il successo ottenuto sembra sia evidente dal moltiplicarsi delle «comunità» sorte in migliaia di parrocchie... dall'erezione di nuovi seminari, dall'attività missionaria svolta da nuclei familiari in terre lontane di prima evangelizzazione.
Tutto ciò ha fatto pensare ad uno straordinario intervento dello Spirito, particolarmente provvidenziale in un'epoca di apostasia dalla fede come la nostra.
Fonte ispiratrice del vasto fenomeno è un testo inedito che raccoglie un corso di istruzioni per «catechisti» tenuto nel febbraio 1972 da Kiko Arguello e da Carmen Hernandez a Madrid. Forma un volume dattiloscritto di 373 pagine. Esso, fotocopiato, circola come testo formativo dei nuovi Apostoli. Non può dirsi ufficiale solo perché riservato, non perché non esprima idee e convinzioni degli autori. Finora non è stato mai modificato o ritrattato; e nessuno, dal giugno 1990 ad oggi, ha protestato per obbligarmi a rettificare in tutto o in parte il mio giudizio critico.
Ripetutamente esaminato dagli anni '80 in poi, risulta che, tra alcuni elementi positivi, il testo ne contiene numerosi gravemente negativi, perché inconciliabili con fondamentali verità del Cristianesimo proproste dal solenne Magistero della Chiesa, come credo di aver dimostrato nelle precedenti edizioni del saggio. Il quale, essendo stato mandato ovunque, dovrebbe avere informato moltissimi della pubblica accusa di e r e s i e da me sostenuta.
Non mi sono state chieste spiegazioni né sono stato invitato ad una verifica critica ad un dibattito... Finora indifferenza e silenzio hanno accolto il mio lavoro. Singolare e preoccupante un atteggiamento del genere, soprattutto da parte di certi responsabili dell'ortodossia cattolica. Come spiegarlo? Rimetto tutto al giudizio di Dio e della storia. Ma appunto questo giudizio mi stimola a riprendere la tesi di fondo: le premesse del movimento neocatecumenale sono eretiche; e ciò sottolineo specialmente per quanti hanno ritenuto esagerato o addirittura calunnioso il titolo del «saggio».
- riferendomi ad esso, nessuno potrà rimproverarmi di aver «inventato», attribuendo agli autori quel testo che essi non hanno mai pensato...;
- Kiko e Carmen possono respingere l'accusa di «eresia» soltanto se disposti a fare una pubblica professione di fede contraria agli errori che sono stati loro attribuiti.
NIENTE REDENZIONE
- Egli "ha compiuto la Redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni..." (iv., 8);
- "Il popolo messianico (...) è pure da Lui assunto ad essere strumento della Redenzione..." (iv., 9):
- "Lo stato religioso (...) testimonia la vota nuova ed eterna acquistata dalla Redenzione di Cristo..." (iv., 44);
- Volendo Dio misericordioso e sapientissimo compiere la Redenzione del mondo (...) mandò il suo Figliolo..." (iv., 52);
- "Questa unione della Madre col Figlio nell'opera della Redenzione si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo..." (iv., 57);
- Nella celebrazione della Messa "si attua l'opera della nostra Redenzione..." (SC 2; cf. UR 12; PC 5; AA 2,5; DH 11; PO 13; GS 67, ecc.)
- il peccato non offende Dio
- Basta con i sacrifici di espiazione: Dio non aveva bisogno di espiazione...
- Cristo non è modello di santità per nessuno. Quindi la nostra 'configurazione' a Lui (vedi S. Paolo), che è il progetto dell'uomo nuovo in Lui voluto dal Padre, non avviene
- questo e molto altro e ciò che vedremo di seguito
Buon compleanno Santo Padre!
martedì 13 aprile 2010
Testimonianza di una suora sugli abusi liturgici neocatecumenali

Sorella Angela Musolesi "