giovedì 15 luglio 2010

Un rammarico e un avviso a un cyberstalker ostinato e fanatico

Ricevo via mail e pubblico, anche se mi ero ripromessa di ignorarli e non dar loro importanza; ma credo abbiano colmato ogni misura.

Salve a tutti voi dell'Osservatorio,
cercando su google tutt'altro, mi sono imbattuto nel vostro titolo. Sono credente e ho provato molto interesse per le cose che ho letto. Naturalmente dovrò approfondire ancora per conoscervi meglio. Da quello che ho visto, non posso che condividere la vostra valutazione sulla crisi della Chiesa anche rispetto al neocatecumenato. Sono a Roma nord e quello che vedo nella mia parrocchia non mi incoraggia.
Tuttavia non sarei intervenuto se non mi avesse incuriosito la citazione del blog "chisinasconde" che pretende farvi da controaltare e devo mettervi in guardia da chi viene a scrivere e a porvi domande e tradisce l'attenzione che vedo gli viene data con troppa premura. Forse già lo sapete. Però credo giusto mettervi in guardia.
Nome Cognome

Questo è Alino
LVVFL, c'è materiale per un tuo bel tread.

Ecco cosa le scrivevo:
...Qui non c’entra nulla l’infallibilità del Papato, qui si sta dicendo che IPSO FACTO, tanti vescovi, tanti cardinali, e migliaia di persone fra cui il Papa che reggeva la Congregazione per la Dottrina delle Fede, che sono SCOMUNICATI....

Ecco cosa mi risponde:
IPSO FACTO, ripeto: anche S. Agostino diceva
« Quanti lupi che sono dentro l'ovile e quante pecore che sono fuori di esso! »
QUANTI LUPI DENTRO L'OVILE!!!!!!
AVEVO RAGIONE IO, E' QUESTO CHE PENSANO.

Questo è LVVFL
Caro Alino 77 perchè meravigliarsi della malvagità di chi ha abbandonato il Signore. Il Vangelo dice che quamdo il demonio abbandona una anima e poi ritorna la trova spazzata e adorna e porta con se sette diavoli peggiori. Ma bisogna pregare per loro non arrabbiarsi. Sapessi a me quante me ne dicono!! Mi hanno chiamato addirittura omosessuale!!
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Amici miei, che dire? Avevo avuto la percezione che Alino fosse sincero nella sua ricerca di approfondimento e, nonostante i suoi evidenti 'spigoli' neocatecumenali. Credevo si fosse reso conto di quanto ho cercato di oltrepassarli e di quante articolate risposte ho cercato di dargli, pur nella limitatezza di questo strumento, su temi fondanti della nostra Fede, Eucaristia in primis. L'ho ascoltato e ho cercato di rispondergli dedicandogli ore degli ultimi pomeriggi e serate.

Se questo è il risultato, non mi pento per la mia dabbenaggine, in qualche modo voluta, perché preferisco correre il rischio di essere presa in giro da una persona in malafede piuttosto che ignorare chi potrebbe anche non esserlo. Tuttavia devo esprimere tutto il mio rammarico e anche la mia delusione - che, pur essendo messa in bilancio, non è meno forte - per la evidente ipocrisia e mancanza di lealtà. Ho una cosa in più da "offrire" (ben poca cosa del resto con quel che succede) e di questi tempi nella nostra Chiesa non c'è che da abbracciare la Croce...

Quanto a LVVFL, che mi dà fastidio solo nominare per il modo riprovevole che ha di comportarsi prendendo mie idee e miei pensieri per rapportarli - per di più in maniera pretestuosa e spesso anche pedestre e confusa - non con insegnamenti del Cammino che ovviamente non può diffondere essendo 'segreti', ma con materiale 'cattolico' che nel cammino non ha alcun diritto di cittadinanza.

Ebbene, intanto dovrebbe mostrare dove e quando gli sia stato dato dell'omosessuale e, poi, sappia che alla querela che non era stata più depositata presso la Procura, perché aveva chiuso il suo blog, sarà dato immediato seguito, se non pone fine alla sua campagna denigratoria nei nostri confronti, oltretutto stravolgendo tutto quello che diciamo ad uso e consumo del suo idolo: il cammino NC. Forse non sa che esiste anche la tutela della proprietà intellettuale. Si faccia il SUO blog, ma con SUOI argomenti e con SUE parole evitando di tirare in ballo persone che non gli hanno mai mancato di rispetto e sono state costrette a bannarlo solo quando è diventato un profluvio di insulti e di copia-incolla selvaggi.

C'è da chiedersi il perché i suoi iniziatori non hanno mai apertamente smentito né padre Zoffoli né Don Gino Conti né Don Elio Marighetto e nessuna autorità ecclesiastica lo ha fatto. Ruini ha chiesto solo a P. Zoffoli di attendere il verdetto della S.Sede e p.Zoffoli gli ha risposto come sappiamo.

Ero decisa ad ignorarli e passar oltre e la cosa non mi turba più di tanto, nonostante il vezzo di definirlo cyberstalker nel titolo; ma credo che la tolleranza eccessiva non sia né sana né giusta e di aver finito le guance da porgere... e quando si passa il segno, se non ci soccorrono le autorità ecclesiastiche, lo faranno quelle civili

mercoledì 14 luglio 2010

Cos'hanno fatto dell'Agnello di Dio, di Colui che 'toglie' i peccati del mondo?

Ci scrive Claudio 2010
Mic riporta una frase di Kiko ritenendola una delle più blasfeme.
"Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Figlio suo, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di Suo Figlio alla maniera degli dei pagani....? "
Ma ???? Non so tu cosa capisci in questa frase di Kiko che hai citato (però me lo dovresti spiegare bene), io ci capisco, ed è quello che s'intende, e cioè che Gesù non è stato sacrificato dagli uomini per placare l'ira di Dio, ma al contrario Dio l'ha inviato a sacrificarsi per la nostra conversione, per la conversione umana.
Dimmi come fai a capire un'altra cosa, diversa da quella che ti ho scritto. Aspetto Pace

Questa la risposta immediata, cui seguono altre citazioni tratte dalle catechesi kikiane e conseguenti riflessioni:

vedi, Claudio, prima di prendere in giro noi stai prendendo in giro nostro Signore! Le citazioni ulteriori che mi costringi a farti per dimostrare quanto sia "di comodo" e di facciata la tua interpretazione, richiedono un nuovo articolo. Tuttavia, anche senza le ulteriori citazioni, che ti smentiscono in pieno, posso comunque "correggerti" da subito con diverse considerazioni cattoliche, e quindi secondo Verità.

Tu dici: Dio l'ha inviato a sacrificarsi per la nostra conversione

1. Il padre ha inviato Gesù, il Signore e Lui è venuto e si è incarnato nel seno della Vergine Maria NON "per sacrificarsi per la nostra conversione", ma per liberarci dal peccato originale e dalla morte spirituale a cui esso ci induce.... ed espiare e riparare l'offesa fatta a Dio con la 'disobbedienza' dei progenitori che, disobbedendo si sono distaccati da Lui, sottraendosi al suo Progetto per loro

ma questo nel cammino è totalmente vanificato perché vi si insegna che "il peccato non offende Dio" (abbiamo approfondito e approfondiremo questo errore e le sue implicazioni) e voi siete e restate inesorabilmente peccatori e la salvezza la avete per la luterana "fede fiduciale", cioè garantita dall'appartenenza al cammino, senza alcun bisogno di sforzo (termine contestato dal tuo iniziatore) né quindi di risposta a Dio Padre con scelte e comportamenti che nascono da un cuore redento e trasformato, cosa che avviene ad ogni Eucaristia, quando il sacrificio del Signore si rinnova e viene riattualizzato e chi partecipa è di esso che partecipa e con Lui si offre per essere sempre più 'configurato' a Lui (lo dice S. Paolo) nutrendosi di tutti i beni escatologici che scaturiscono da quel Sacrificio di espiazione e dalla Risurrezione

Inoltre, nella pienezza dei tempi, si è incarnato in Cristo il Figlio diletto, nel quale il Padre si compiace, perché vi si rispecchia perfettamente dal momento che è Lui la Sua autentica Immagine. Dice Gesù: "Chi vede me vede il Padre" e compie le Opere del Padre Suo e nostro. Questo ci dice -così insegna Duns Scoto- che il Signore si sarebbe incarnato anche se non avesse dovuto espiare i nostri peccati, proprio perché è Lui l'Uomo Nuovo secondo il cuore del Padre e secondo il Progetto che da sempre Egli ha voluto per noi...

2. Ma Kiko vi insegna che "Gesù non è un modello per nessuno". Sai cosa significa questo? Che voi non sarete mai 'cristificati': il vostro rito non serve a questo, serve per cementare la comunità ed è il tempo della "sua esultanza", non del vero culto a Dio. Il cammino non serve a questo, ma a creare uomini e donne secondo Kiko e non secondo Cristo...

Ed ecco per te e tutti le ulteriori bestemmie:

Salto a pié pari quelle più dettagliate di Carmen: è sufficiente il riepilogo dell'Arguello che segue per capire di che si tratta.

[…]“Carmen vi ha spiegato come le idee sacrificali, che Israele aveva avuto ed aveva sublimato, si introdussero di nuovo nella Eucarestia cristiana. Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Suo Figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di Suo Figlio alla maniera degli dèi pagani. Per questo gli atei dicevano: Che tipo di Dio sarà quello che riversa la sua ira contro Suo Figlio nella croce?… E chi poteva rispondere?… Le razionalizzazioni sull’Eucarestia ci avevano condotto a queste deformazioni. Ma le cose non stanno così. Dio, in Cristo, dice San Paolo, stava riconciliando il mondo in noi, non perché Cristo placa Dio in qualche modo, ma perché vuole dimostrare agli uomini che ci ama nonostante il nostro peccato; aveva bisogno di dimostrarci che anche se ammazzavano Suo Figlio continuava ad amarci. Dio stava riconciliando il mondo con sé attraverso Gesù Cristo. E’ il mondo che aveva bisogno di scoprire l’amore di Dio. Questa catechesi non si dà in un giorno e neppure in due. Per questo inizieremo un cammino lungo di anni dove scopriremo e approfondiremo questa meraviglia. Vi assicuro che il rinnovamento del Concilio Vaticano II porterà la Chiesa ad una gloria indescrivibile e riempirà di stupore e ammirazione gli orientali e i protestanti. Tutti insieme ci siederemo sulla pietra angolare, sulla roccia dove non esistono divisioni. Il Concilio è ecumenico.


Ma una volta che questo non è più necessario, [il sacrificio] non bisogna insistervi più. Perché quel momento storico è passato. Perché se metti qualcosa come contrappeso sulla bilancia perché non si sbilanci, una volta che il peso opposto è scomparso, non bisogna conservare il contrappeso perché se no si sbilancia dall’altro lato. Se le cose sono come devono essere, non bisogna insistere.

Lo Spirito Santo ha portato la Chiesa, attraverso i secoli, a rispondere a realtà concrete che le si presentavano. Per esempio: qualcuno può dire perché Dio ha permesso che nell’Eucarestia entrassero l’Introito e l’Offertorio, o tutte queste idee sacrificali? Perché in quel momento storico era necessario. La Chiesa ha dovuto accettare un momento storico molto importante, quello in cui masse senza catechizzazione entrarono nella Chiesa, uomini che non erano ebrei, che venivano dai loto templi dove facevano i loro riti e le loro feste: perché tutti i popoli sono sempre stati religiosi. Che cosa ha dovuto fare la Chiesa con tutta questa gente? Accettare questa realtà e cercare a poco a poco di trasformare questa mentalità pagana in cristiana. E come ha fatto? Cristianizzando le loro feste, i loro riti. Per questa ragione fu necessario che le offerte entrassero nell’Eucarestia, perché questa idea di offrire a Dio non si toglie dalla testa della gente in un giorno. Abbiamo la tentazione di assimilare le cose razionalmente. Questa notte celebreremo una meravigliosa Eucarestia. Rallegratevi, perché la celebreremo come dice il Concilio.
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Dunque, secondo Kiko Arguello, «le idee sacrificali e sacerdotali» sarebbero proprie del paganesimo (p.322); «l'idea del sacrificio» sarebbe «retrocedere all'Antico Testamento» (iv.). «Anche Israele, per un certo periodo, ebbe questo tipo di culto sacrificale, dal quale poi - secondo il nostro esegeta - sarebbe passato «ad una liturgia di lode, di glorificazione» (p.320). Per cui i neoconvertiti della Chiesa primitiva avrebbero trovato «nella liturgia cristiana i riti religiosi pagani (....) che già il popolo di Israele aveva superato» (iv.).

Carmen è convinta che «le idee sacrificali, che Israele aveva avuto e aveva sublimato, si introdussero di nuovo nell'Eucaristia cristiana» (p. 333).

- Ma quali «ragioni del tutto contingenti» può aver avuto la Chiesa per «permettere», non solo, ma per imporre come fondamentale dogma di fede il carattere sacrificale della celebrazione eucaristica? A questo riguardo Kiko e Carmen sembra che delirino. Noi li seguiremo tornando sul concetto di «sacrificio» in generale.
Essi lo rifiutano perché privo di uno scopo: «Offrire cose a Dio per p l a c a r l o» -secondo loro- era proprio delle «religioni naturali», pagane (p. 320). Ora, ciò suppone che Dio possa «offendersi», adirarsi, esigere una riparazione che in qualche modo restituisca a lui ciò che l'uomo, peccando, gli ha sottratto: «Forse che Dio ha bisogno del sangue del suo Figlio, del suo sacrificio, per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio del suo Figlio alla maniera degli dei pagani. Per questo gli atei dicevano: "che tipo di Dio sarà quello che riversa la sua ira contro suo Figlio nella Croce?"» (p. 333).

Certamente metaforica l'espressione «ira di Dio». Ma l'evidente figura retorica non annulla il reale contenuto del suo atteggiamento di fronte al male: Egli, se giusto, non può non riprovarlo, punirlo, fare sperimentare al peccatore la follia della sua scelta nella privazione del bene a cui egli stesso si condanna preferendo il male... (cf. S. Tommaso, S. Th., 1 q.1, a.2, 2um; q.19, a. 11, c; q. 59, a. 4, 1um; II-II, q. 162, a 3,c; Suppl., q.99, a3; S.c.G., I, cc. 89-91; II, c. 28).
Forse Kiko non ha mai letto la Miserentissimus Redemptor di Pio XI intorno al culto dovuto al S. Cuore, dove all'ossequio della consacrazione aggiunge quello della riparazione, a cui «siamo stretti da un più potente motivo di giustizia e di amore: di giustizia, per espiare l'offesa recata a Dio con le nostre colpe e ristabilire con la penitenza, l'ordine violato; di amore, per patire insieme con Cristo paziente e saturato di obbrobri... Questo dovere di espiazione incombe a tutto il genere umano... E per verità, già dal principio del mondo gli uomini riconobbero in qualche modo il debito di tale comune espiazione, mentre per un certo istinto naturale si diedero, anche con pubblici sacrifizi, a placare la divinità...»

Riepilogando: il peccato, offesa di Dio esige la soddisfazione della sua giustizia; soddisfazione che redime l'uomo dai mali che ha meritato peccando; soddisfazione redentrice operata dal Cristo solo col sacrificio della Croce; sacrificio ch'è il fondo inesauribile della ricchezza della Chiesa, («del sangue incorruttibile dispensatrice eterna»); Chiesa che Kiko demolisce rifiutando il Sacrificio di Cristo; Sacrificio che egli - se fosse realmente cattolico - dovrebbe accettare dal Magistero di tutti i secoli, e particolarmente da quello del grande Concilio di Trento (D-S 1530-1531) e dall'ultimo, il Vaticano II, da cui Kiko si attendeva il rinnovamento della teologia, ma che di fatto - a proposito del Sacrificio - è rimasto fedele alla Tradizione Apostolica (cf. SC 12, 47, 48 55; LG 11,25,28,34; PO 2, 5, 13, 14).

Distrutto il concetto di sacrificio redentore, da chi ci verrà la salvezza di cui abbiamo bisogno? Kiko risponde: solo dalla Resurrezione di Cristo (Orientamenti pag. 138, 140 e 322) "quello che ci giustifica non è la morte, ma la resurrezione".

lunedì 12 luglio 2010

Crisi della Chiesa: chi vuol 'vedere', chi no


...E voi ce l'avete il santino di san Kiko?
Carissimi: ecco quanto ha capito il neocatecumenale di turno, Alino77, delle nostre riflessioni, che guardano la situazione della grave crisi attraversata dalla Chiesa del nostro tempo, vista a 360° insieme alla focalizzazione sul Cammino neocatecumenale, sul quale siamo soliti informare secondo la nostra consapevolezza nutrita dalla Fede Cattolica: S. Scrittura e Tradizione e quindi anche Magistero, Sacramenti, ma innanzitutto adesione e appartenenza e Vita accolta e assimilata dal Signore Gesù nella sua Chiesa...

Evidentemente lui è un cristiano 'adulto', di quelli che credono nelle "magnifiche sorti e progressive" di una verità che si evolve e cambia secondo i gusti personali e le mode del tempo: nel suo caso, la 'pseudo-rivelazione' sincretistica giudeo-luterano-gnostica di due falsi profeti. In ognuna delle parole appena vergate c'è tutto lo spessore di una realtà da noi conosciuta, sperimentata e documentata e alla quale esse danno il suo nome vero, che però viene contrabbandato per cattolicesimo; il che è possibile proprio perché nella Chiesa del nostro tempo, se i dogmi non sono stati impugnati solennemente e quindi, apparentemente non c'è stata 'variazione' dottrinale, di fatto nella prassi - la cosiddetta 'pastorale' - essi sono stati bypassati, deformati, svuotati del loro contenuto... e la generazione odierna non riesce né a parlare né a vivere del vero Cristianesimo, purtroppo diluito e de-privato della sua forza e della dirompente capacità liberante trasformante e vitalizzante del suo Signore...

Questo è ciò che scrive Alino:
"Credo che in quest'ultimo post ci sia materiale per capire "chi siete" (e non tanto nel nome e cognome, che non me ne frega niente).
Gianluca Cruccas, Mardunolbo, Caterina63 (questa volta li ho scritti correttamente senza sarcasmo toscanaccio), avete chiaramente mostrato dove sta il punto focale del vostro sentire ed agire.

Avete lasciato per un attimo il CNC da parte, e avete attaccato apertamente 2 importanti atti della Chiesa Cattolica:
- la riforma liturgica di Paolo VI
- il Concilio Vaticano II (sempre per la liturgia, sull'ecumenismo, sugli ebrei, ecc...)
Da questo parte la vostra strategia: attacco la punta (il CNC) di un iceberg (i frutti del concilio vaticano II) perchè questa punta è stata un esperimento (ed è ancora fragile), anche se dopo 40 anni però è stata definitivamente riconosciuta.
Attaccate la punta perchè così sperate che l'iceberg non si veda più.
Se ne capiste qualcosa di fisica, sapreste che se togli la punta all'iceberg, una parte dell'iceberg riaffiora comunque... lo Spirito infatti una volta che ha agito, non lo abbatti con nulla.

Giusto quindi che attacchiate la base dell'iceberg, finalmente con coerenza (in questo c'era sarcasmo)."
E ovviamente contesta con il consueto argomento monocorde delle 'approvazioni' quanto detto da Mardunolbo:
"Ma tutto ciò diventa COLPA quando ammoniti, o avendo letto su questo blog, RIFIUTANO ogni informazione (per Superbia) e proseguono testardamente nell'errore."

Viene quindi emessa una sentenza di scomunica (anatema) verso tutti coloro che consapevolmente utilizzano le catechesi di Kiko o ne consentono l'utilizzo o le leggono senza contrastarle pubblicamente. Ahimè, il problema non sono i catechisti, ma i Vescovi e i Cardinali, e i Papi, e tutti coloro che fanno parte della Congregazione per la Dottrina della Fede (che hanno le catechesi da decenni). Invito quindi Mardunolbo a preparare un lungo elenco, non credo che gli basterà un A4...."

Innanzitutto contesto che ci si attribuiscano 'strategie', che non abbiamo mai messo in atto in alcun modo: non facciamo altro che professare il nostro 'cattolicesimo' -a quanto pare non più di moda- inteso come fedeltà al Signore e alla Sua Rivelazione custodita intatta dalla Chiesa per due millenni.

Contesto anche i supposti 'attacchi' alla riforma liturgica di Paolo VI e al concilio Vaticano II. Anche a questo riguardo, siamo credenti e anche esseri pensanti che di ogni cosa 'prendono ciò che è buono' (ciò che è Buono è anche Vero!), come esorta San Paolo e rifiutano ciò che non lo è... Questo impegno di 'discernimento' (dono dello Spirito del Signore Risorto del quale non sta né in cielo né in terra che il cammino NC debba avere il monopolio), porta a comprendere l'esatta portata della crisi, che non è solo la scristianizzazione, il secolarismo, il relativismo, il degrado morale ed esistenziale della nostra società, ma soprattutto la confusione e la Babele e l'oscuramento delle Verità di Fede che caratterizzano la Chiesa del nostro tempo e delle quali il cammino, che da oltre 40 anni si propone come rimedio, non è che una delle tante cause di aggravamento... Questo significa che, come già affermato migliaia di volte non rinneghiamo il Concilio, ma constatiamo alcune sue ambiguità e le conseguenze che oggi sono gli occhi di tutti, o forse purtroppo non di tutti ma di molti certamente...

Secondo l'immagine di Alino, noi staremmo 'attaccando' (a noi sembra di denunciare, non di attaccare) il cammino che - invece di essere il monstrum unico che è - sarebbe solo la punta di un iceberg composto, evidentemente secondo il suo 'sentire', dalle novità portate dal concilio vaticano II che noi rifiuteremmo e che, in quanto "frutto dello Spirito" - lanciato lì come assioma -, non sarebbero abbattibili. Ed è strano che non si nomini mai quale spirito, ammesso sia quello implicato in certi ambiti, come Spirito Santo per intero!

Quanto al supposto attacco alla Chiesa, peraltro individuata solo nelle Gerarchie favorevoli al Cammino, anche qui dissento energicamente, perché criticare vescovi o prelati che mostrano comportamenti, loro sì di scisma strisciante: basta guardare in Francia, Olanda, Belgio, Germania, Austria, lo stesso Arborelius in Scadinavia... essi NON sono in sintonia e quindi in comunione che è "unione materiale e formale" con il Papa, che significa seguirlo nella MATERIA DI FEDE e nella FORMA da sempre prescritta dalla Chiesa. Così come non sono in unione col Papa (magari non a parole ma nei fatti) quei vescovi (e sono purtroppo la maggioranza anche in Italia) che boicottano la celebrazione del VO nelle loro diocesi, vanificando ed disobbedendo al Motu Proprio Summorum Pontificum... E ci troviamo a vivere il paradosso che noi - che invece professiamo e difendiamo e cerchiamo di diffondere la vera fede - saremmo quelli 'fuori dal coro'.

Lungi da noi quindi voler attaccare o abbattere qualcosa. E' pur vero che “vita militia est” (Giobbe); ma la nostra 'buona battaglia' è innanzitutto contro i nemici 'interni': il male che può far presa dentro di noi... per il resto, non facciamo altro che rendere le ragioni della nostra fede con riflessioni e argomenti tipo quelli dello "'Scriba', che dal tesoro del suo cuore tira fuori cose vecchie e cose nuove...", che continuano a non venir presi in considerazione e non hanno alcuna presa su chi si ritiene depositario di un'elezione speciale e ha 'sposato' il cammino nc, così come noi abbiamo 'sposato' il Signore nella Sua Chiesa. E richiamo tutta l'attenzione sulla pregnanza del termine, che implica appartenenza totale, indissolubile, definitiva... e vi assicuro che il solo pensiero di un'appartenenza di questo genere ed una "entità" come il cammino mi farebbe venire i brividi, in senso spirituale!

Non basta dunque, caro Alino e cari NC tutti, seguire il Papa in quanto dottore privato, o mentre guarda ed esprime con benevolenza quello che vorrebbe che foste e che non siete (sordi e ciechi ai contemporanei richiami); ma la vostra realtà non ha nulla a che vedere con la Rivelazione della Chiesa ricordata mille volte dai suoi predecessori.

Ricordatevi che la Rivelazione cristiana non è né si presenta come una GNOSI iniziatica a tappe conosciuta o conoscibile solo ad una ristretta cerchia di sedicenti 'eletti' autoinvestiti di speciali “carismi”. Credo non ci sia obbiettivamente da fidarsi di chi si permette di dire che sta parlando in nome di Dio... di quale dio? Proponendo profeticamente da novelli "Demiurghi", una cosiddetta "originale sintesi della totalità del cristianesimo" ("originale sintesi", capite? Il Signore Chi é e dov'è andato a finire?) a "quelli di fuori" visti come una massa bruta e ignorante (proprio loro che ignorano tutte le Verità cattoliche) da "iniziare" tipo Massoni illuminati, che hanno esautorato e bypassano quanto scritto dai Pontefici prima del Concilio (e molto spesso anche dopo) e vorrebbero farci credere di possedere nuove mirabolanti dottrine che non sono altro che vecchie eresie che ritornano, condannate da tanti pontefici di santa memoria.

Fattene una ragione, amico mio, se non lo hai ancora capito. Forse, come diceva una persona alcuni giorni fa, te ne dovresti rallegrare, visto che “Più sarà chiesto a chi più è stato dato”.

Avviso

Prima di inserire il nuovo articolo, ricordo questo evento segnalato da Francesco.

- Domenica 18 Luglio 2010 -

XXV Convegno Internazionale Comunità e gruppi “ Servi di Cristo Vivo “ Rinnovamento Cattolico Carismatico (Fondato da P.Emiliano Tardif)

Stadio comunale Arechi - Salerno - Per info e prenotazione Tel 0828601317

“Andate e fate discepoli tutti i popoli.” (Matteo 28,19)

Guarda anche il video
http://www.youtube.com/watch?v=e3O-x1k8u3w&feature=player_embedded#!

sabato 10 luglio 2010

Conversione di un pastore luterano nonostante il vescovo 'cattolico'

Oggi alimentiamo la nostra riflessione con questo emblematico articolo tratto da messa in latino e un intervento di Caterina. Vi prego di notare, dall'immagine, come i luterani siano rimasti immuni dalla selvaggia iconoclastia post conciliare, che ha provocato lo scempio delle nostre chiese; scempio che, dall'architettura, fa presto a 'passare' alla teologia e alle sue applicazioni.

Ne eravamo già consapevoli, ma forse solo ora ci stiamo accorgendo di fino a che punto una "pastorale" - che riguarda il comportamento e, pur non supportata da dichiarazioni solenni che impegnano l'infallibilità - ha forgiato negli ultimi 50 anni generazioni di "diversamente-credenti". L'inganno è stato ed è immane perché significa che i dogmi di fede non sono stati impugnati (infatti il concilio è definito "pastorale") ma di fatto, attraverso la prassi imposta, sono stati svuotati dei loro contenuti, che sono i Fondamenti della Fede che professiamo. I risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti...

Non ci sono parole per commentare lo scempio. C'è solo da "indurire la faccia" -perdonate se uso questa espressione evangelica che riguarda il Signore nel momento della Sua obbedienza fino alla fine, ma che mi viene in mente proprio ora- e continuare a custodire, difendere e diffondere la nostra fede.
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Sten Sandmark da ben 30 anni era pastore della chiesa luterana svedese. Sedicente chiesa, beninteso; tra l'altro retta da una vescovessa lesbica e che, prima al mondo, ha riconosciuto e iniziato a celebrare matrimoni omosessuali (per non parlare dei divorzi: il vescovo di Visby nelle Gotland è al terzo matrimonio).

Il pastore si rende conto che quella caricatura di confessione, in cui milita, non può essere la vera fede. Si rivolge allora per un colloquio al vescovo cattolico di Stoccolma, Arborelius (che a giusto titolo figura nella nostra colonna a destra nella rubrica La trahison des clercs: leggete qui) e si sente fare un bel discorsetto dissuasivo sui cammini paralleli delle chiese sorelle verso il Cristo universale...
Con un vescovo così, con l'esempio dei riti cattolici che vede celebrare, con i discorsi dottrinali che sente fare da parte cattolica, comprende bene (lo racconta lui stesso) che è inutile abbandonare il luteranesimo ufficiale, per ritrovarlo tal quale, sotto diverso nome, dall'altra parte. E resta così pastore a Oskharsamn.

Un bel giorno però la Fraternità San Pio X, che si è messa in testa la balzana idea di ricattolicizzare la Svezia (dove il cattolicesimo, e per di più del genere del vescovo Arborelius, non raggiunge l'1% della popolazione), organizza una missione in quel paese. Chiede a pastori e vescovi luterani il permesso di celebrare una tantum la Messa di sempre nei loro templi, che di solito sono antiche chiese cattoliche anteriori alla Riforma. E in genere ha buona accoglienza - certo migliore di quella che è abituata ad ottenere da parroci cattolici - per la curiosità dei pastori di vedere la scomparsa, ma ancor viva nell'immaginario, messa tridentina. Proprio quella asperrimamente combattuta da Lutero.

A Oskharsamn il pastore Sandmark, particolarmente incuriosito, presta la sua chiesa e assiste al rito. Siamo nel 2005. La Santa Messa di Sempre lo sconvolge fino alle lacrime. Comprende la verità della Fede espressa da quella celebrazione, e decide di convertirsi.

Torna a chiedere lumi al vescovo Arborelius, che però lo irride dicendogli che ormai quella Messa cui ha assistito sopravvive solo tra gruppuscoli integralisti (il motu proprio è di là da venire). Ma questa volta il pastore non si lascia più scoraggiare: ha finalmente trovato la vera Fede. E così un anno dopo, nel luglio 2006, a Saint Nicolas de Chardonnet, compie un atto che la Chiesa ufficiale non richiede più a nessuno: la formale, solenne e pubblica abiura del luteranesimo e la professione della fede cattolica. Cui segue il Miserere, la revoca della scomunica che lo colpiva come eretico, l'amministrazione della cresima e il canto solenne del Credo. Quindi l'ex pastore entra in seminario, per diventare prete cattolico.

Il desiderio ha trovato realizzazione in questi giorni, con la sua ordinazione al seminario di Zaitzkofen. Ed ecco un documentario su questa storia così rincuorante, realizzato a suo tempo dalla televisione svedese (per inciso: contenente la famosa intervista a Williamson). Noterete, all'inizio, il disprezzo con cui il solito Arborelius, intervistato, risponde alla domanda se l'ex pastore sia entrato nella Chiesa Cattolica Romana: no, dice risolutamente, ha scelto questo 'gruppo'. Un gruppo, aggiunge poco dopo il giornalista, di omofobi, estremisti di destra e negazionisti, che si son messi in testa di rendere la Svezia di nuovo cattolica. Ora don Stern tornerà a casa, per lavorare a quello scopo.
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Aggiungo un intervento, che condivido toto corde della nostra Caterina, Domenicana doc. Certo, l'evento e i suoi 'passaggi' dal vescovo alla FSSPX, non fanno che confermare le nostre reiterate constatazioni di 'protestantizzazione' della nostra Chiesa Romana, alla quale il Papa - nei gesti liturgici e nelle parole - sta apportando non pochi argini oltre che correttivi :

"Faccio solo una annotazione di carattere, ritengo, ecclesiale....
Senza dubbio il Vescovo ha sbagliato a gestire la situazione e non c'entra solo il fatto che il MP non era ancora stato varato liberando così la Messa antica, credo che se un vescovo ha di queste idee, egli le abbia mantenute anche dopo l'intervento del Papa....
Detto questo non "dipingerei" però la FSSPX come una sorta di parallelismo alla Chiesa Cattolica, vedo più la scelta del pastore luterano come una scelta fra i gruppi NELLA Chiesa.... poteva essere fra i domenicani (ad Oxford i novizi celebrano con il rito antico), o tra i carmelitani o appunto come ha optato nella FSSPX....dando così a questo gruppo la sua più corretta collocazione DENTRO LA CHIESA CATTOLICA e non ai suoi margini o fuori....come del resto lo ritiene lo stesso Pontefice....del resto l'Ovile della Chiesa è sempre uno, purtroppo è in questo interno che si è permesso di far proliferare la zizzania al di la, io penso, di quanto Gesù stesso disse a suo riguardo....sta così a noi fare discernimento nella valutazione di certi gruppi e poter alimentare così CIO' CHE E' BUONO dentro questo Ovile santo....
Ritengo la notizia assai consolante e promettente, in passato durante il precedente pontificato, non pochi pastori passarono alla chiesa Ortodossa proprio per la Liturgia....ma all'epoca notizie di chi per la Messa da protestante diventava cattolico ortodosso, non facevano notizia...oggi molte cose sono cambiate e in meglio...e ci auguriamo davvero frutti così succulenti senza invidie, senza gelosie per la scelta, al contrario, dobbiamo essere davvero contenti che la FSSPX riesca in questo difficile percorso a dare testimonianza vera di come un non cattolico guardi davvero alla Chiesa...
Benvenuto a questo luterano!"

mercoledì 7 luglio 2010

Sacerdozio non "ufficio", ma "Sacramento"

Benedetto XVI durante tutto l'anno sacerdotale, ma soprattutto nella conclusione, ha riaffermato che il sacerdozio non è semplicemente "ufficio", ma sacramento: "Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore". In forza di questa "audacia di Dio: il fine cui tendono i presbiteri con il loro ministero e la loro vita è la gloria di Dio Padre in Cristo", (Vaticano II - Presbyterorum ordinis, 2). C'è, dunque, profonda corrispondenza, sovrapposizione di identità, tra Sacerdote e Cristo: come Lui, il sacerdote è chiamato a mostrare in se stesso, nella propria persona e umanità, il volto del Padre visibile nel Figlio con la concomitante Presenza e azione di Grazia nello Spirito.

Il 'padre' E' quel 'luogo' o, meglio, Persona, in cui ognuno riceve quasi per osmosi la vita del mistero come carità che ri-genera, tenerezza che accoglie, giustizia che forma e trasforma, con premura indicibile -che esige risposta di impegno e di sequela-, ogni personale e irripetibile esistenza. È per questo che la Chiesa latina ha voluto legare strettamente il ministero sacerdotale al celibato: paternità e verginità sono volti diversi e complementari della carità di Cristo. Una vera paternità comporta infatti per il prete quell'ascesi perenne dell'affettività umana in forza della quale egli, pur amando ciascuno come se fosse unico, mantiene la coscienza che non è il suo amore, e tutto ciò che da esso deriva, la risposta di cui l'uomo ha ultimamente bisogno, bensì la certezza della presenza e dell'amore di Dio, testimoniato nell'amore del prete. Ecco perché il Vaticano II (Presbyterorum ordinis, 16) afferma che il celibato, pur non richiesto dalla "natura stessa del sacerdozio", ha con esso "un rapporto di intima convenienza".

Oggi vanno accentuandosi le tendenze orientate a far prevalere, nell'identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell'annuncio staccandola da quella della santificazione. Ma il Papa ci ha ricordato e lo ha ricordato a tutti i sacerdoti: "Ma è possibile esercitare autenticamente il ministero sacerdotale "superando" la pastorale sacramentale? Che cosa significa propriamente per i sacerdoti evangelizzare, in che cosa consiste il cosiddetto primato dell'annuncio?". Rispondendo che l'annuncio del Regno dei cieli fatto da Gesù non è solo un "discorso", ma include "il suo stesso agire" e i "segni" che egli offre, in definitiva il suo stesso "essere". Infatti i miracoli da lui compiuti "indicano che il Regno viene come realtà presente" e "coincide alla fine con la sua stessa persona, con il dono di sé". Lo stesso vale per il sacerdote: "Rappresenta Cristo, l'Inviato del Padre", e "ne continua la sua missione, mediante la "parola" e il "sacramento", in questa totalità di corpo e anima, di segno e parola".

Il presbitero è dunque chiamato a essere, con l'intera propria vita, un segno visibile e credibile del mistero di Dio: conferma che tutto nasce dal Padre nel Verbo per la forza dello Spirito, e testimonianza che l'uomo Gesù è il centro del cosmo e della storia, il Signore morto, vittoriosamente risorto e presente nella vita degli uomini. Il vero 'metodo' ch oggi più che mai si impone in modo ineludibile nell'annuncio cristiano è quello di Dio che ci si è rivelato e ci si rivela in Cristo: l'Infinito, l'Invisibile, il Totalmente Altro si fa conoscere e amare come profondamente corrispondente a ciò che il cuore umano desidera e attende attraverso l'umanità di un uomo, e di quegli uomini che egli assimila a sé, 'configurandoli' al Figlio, per rendersi presente nella storia personale di ogni uomo e in quella dell'intera umanità.

A questi richiami del Papa alla fede di Sempre sono strettamente legate le recenti catechesi con la riaffermazione del "Triplice Munus: docendi regendi e sanctificandi" del Sacerdote.

Queste puntualizzazioni non fanno altro che far emergere, in tutta la sua difformità, la dicotomia tra gli insegnamenti del Papa, che riconducono nell'alveo della cattolicità, e quelli del gli iniziatori del Cammino neocatecumenale, che possiamo brevemente sintetizzare:

Magistero ecclesiale
Legami visibili di comunione nella Chiesa cattolica (CCC 815):
  • la professione di una sola fede ricevuta dagli Apostoli;
  • la celebrazione comune del culto divino, soprattutto dei sacramenti;
  • la successione apostolica mediante il sacramento dell'Ordine, che custodisce la concordia fraterna della famiglia di Dio.
Kiko Argüello
  • le catechesi di Kiko non sono state approvate dagli organi ecclesiastici competenti
  • la celebrazione dei sacramenti è rigorosamente separata e con caratteristiche proprie che comprendono elementi sincretistici
  • si nota il disprezzo per la gerarchia ecclesiastica ed il sacerdozio ministeriale è posposto all'autorità dei catechisti laici ai quali è esclusivamente affidato l'Annuncio, nelle cui modalità appare confluire il munus sacerdotale docendi e regendi, mentre il "munus sanctificandi" resta inoperante dal momento che il sacerdote è un mero "funzionario del sacro, purtroppo banalizzato", limitandosi la sua presenza all'evento consacratorio, considerato tra l'altro -oltre che giudaicamente legato alla simbologia dell'esodo- luteranamente simbolico e non Actio di Cristo come in realtà è.
  • nel Cammino non esiste 'configurazione' a Cristo (San Paolo), perché si insegna che Cristo non si è posto come "modello" per nessuno, dimenticando che la cosiddetta "imitazione" di Cristo, non è superficiale adeguamento comportamentale, ma profonda adesione e trasformazione interiore che diventa connaturalità che genera i comportamente a Lui riconducibili.
Inoltre, mentre secondo il Magistero la Chiesa compie la sua missione in virtù del sacerdozio che fonda la Gerarchia, distinguendo il «sacerdozio» dei ministri del culto, ricevuto per il Sacramento dell'Ordine, dal «sacerdozio» dei semplici fedeli incorporati al Cristo per il Battesimo, per Kiko Argüello basta il Battesimo per incorporare tutti al Cristo, unico e sommo sacerdote. Senza dimenticare che il Cammino NC prevede anche un "suo" Battesimo...

lunedì 5 luglio 2010

Situazione della Chiesa: neo-modernismo, neo-catecumenali

Non si tratta certo di fantareligione: (basta leggere l'articolo documentatissimo di Sandro Magister di 3 giorni fa) ma ormai siamo alla sfrontatezza.

Il cardinale Shonborn, paladino dei neocatecumenali, già:

- portavoce dello stesso Kiko quando questi due anni fa lo convocò alla Domus Galilaeae con 9 cardinali e oltre 150 vescovi europei [vedi foto] spesati di tutto (attraverso le tasche dei neocatecumenali);
- illustre partecipante alla Convivenza di porto S. Giorgio del 2008, con una catechesi sul Sacerdozio che dei documenti magisteriali e conciliari presenta solo un pallido ricordo, con la sua interpretazione di conio protestante;

Di recente non ha disdegnato di farsi affiancare in Cattedrale dai rappresentanti di un movimento neomodernista “Noi siamo Chiesa”, in cui entra la fronda di sacerdoti e vescovi che lottano per l’abolizione del celibato sacerdotale.

Invano Benedetto XVI lo ha convocato a Roma nei giorni scorsi per l’ennesima tirata d’orecchi (e non solo) dopo il suo scorretto j’accuse mediatico nei confronti del cardinale Sodano.

Shonborn, come osserva Magister, pur essendo in fondo un allievo dello stesso Ratzinger, oggi sta cavalcando la tigre neomodenista ( e neocatecumenale) che sta arrecando danni gravissimi alla Chiesa tutta.

Questa, purtroppo, non è soltanto la situazione della Chiesa in Austria. Abbiamo visto quella del Belgio, siamo rimasti sconcertati dai comportamenti e dalle esternazioni dei vescovi tedeschi, conosciamo alcune derive sconcertanti di molte diocesi francesi, che danno le Chiese ai protestanti e costringono i cattolici a celebrare per la strada (vedi Amiens). Sembra manchi ai pastori la consapevolezza che il secolarismo, il neo-modernismo, la scristianizzazione non possono essere contrastati né dalla creatività post-conciliare che ha gettato la Tradizione alle ortiche né tantomeno dai seguaci di un messianismo giudeo-luterano-gnostico qual è il Cammino NC che, forte dell'ottenuta approvazione, si spaccia per Chiesa cattolica, ma in realtà impianta cellule del Cammino, che porta "altri" insegnamenti (ancora non pubblicati), altri simboli, altre prassi, altri ruoli, un altro rito !

sabato 3 luglio 2010

La Chiesa è ancora Santa perché mi dà il Santo

Ringraziamo il Signore per i doni che ci fa ogni giorno. Oggi è arrivato questo da Giovanna. Lo estraggo dal thread, che conclude magnificamente per dare la visibilità che merita e perché sia dono per tanti, anche se non entrano nelle discussioni che proponiamo.
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Ok, i danni del post-concilio, ermeneutiche sbagliate, distorsioni, annacquamenti, abusi d’ogni tipo. L’amarezza imprevista, forse la maggiore amarezza uscendo dal Cammino neocatecumenale è stata riconoscere che gli errori del cammino sono figli, anche se illegittimi, delle infedeltà e delle contraddizioni della Chiesa.

Tuttavia, questo è il tempo che ci tocca vivere. Voglio dire, e non faccio che ripetermelo, bisogna raccogliere anche le briciole e custodirle gelosamente. Come ai tempi della guerra, quando sembravano buoni da mangiare anche le bucce delle patate o il pane raffermo.

Io vado a Messa la mattina, di preferenza. Mi siedo al solito banco, vicino ad un vecchietto che non so chi sia, ma ci salutiamo come fossimo amici di sempre, perché abbiamo in comune quel tempo sacro e prezioso. E questo basta, per noi. E’ una Messa sobria, semplice, senza cori, essenziale, celebrata secondo il Novus Ordo e ci basta. Perché ci basta esserci a quell’incontro. Ci basta portare la nostra vita su quell’altare, perché il Signore la porti con Sé e la trasfiguri e la faccia nuova e ci faccia degni di poter alzare lo sguardo a quel ‘per Cristo, con Cristo, in Cristo’. Non mi piace tutto, ma non è mai triste la Messa, è un ristoro per me, che mi lascia alle spalle, lontano, il frastuono logorroico del cammino NC. E quell’indegno arrembaggio attorno ad una mensa imbandita che fa perdere di vista il cielo.

E allora la Chiesa è ancora santa perché mi dà il Santo. Nonostante tutto, nonostante amarezze e delusioni, la Chiesa è e resterà per sempre sacramento di Cristo, Presenza viva e toccabile di un Dio che si è fatto Carne. E questo nessuno potrà mai togliercelo. Nessuna bruttezza ce la farà mai a nascondere la luce del Signore. Le estetiche passano, e anche i teologi da strapazzo passano. Grazie a Dio.

venerdì 2 luglio 2010

Cammino NC e "Nuova estetica" delle loro Chiese: è cattolica?

Un altro grave problema è rimasto irrisolto con la consegna degli Statuti definitivamente approvati: la trasformazione delle chiese per mezzo di una nuova estetica.

Si può facilmente constatare dalle foto facilmente reperibili di tante chiese fondate dal CN, come lungo l'asse principale della navata siano disposte in linea retta: il fonte (pozza) battesimale, l'altare, l'ambone e da ultimo la sede presidenziale.

Questa disposizione non è casuale o semplicemente estetica, ma risponde ad un preciso criterio simbolico dell’iniziatore, atto a creare un forte senso conviviale per mezzo delle eucaristie neocatecumenali. Secondo lui, la chiesa-parrocchia (in sostanza, la Comunità NC) è vista come una donna partoriente: l'altare rappresenta la pancia della donna; sulla mensa eucaristica, infatti, si svolge la «santa cena» e non si ripresenta al Padre, in modo incruento, l’offerta del sacrificio di Gesù, morto per la nostra salvezza e ci si nutre del Suo Corpo e il Suo Sangue con riferimento alla Pasqua ebraica piuttosto che all’ultima Cena. L'ambone rappresenta la bocca della donna (dall'ambone infatti si proclama la parola del Signore); infine c’è la sede presidenziale che rappresenta la testa della donna. Il fonte battesimale è l’utero. Il presbitero è il semplice presidente dell'assemblea celebrante, una sorta di primus inter pares il cui carisma è quello semplicemente di ministro del culto. Viene a mancare la figura tradizionale dell’Alter Christus. Il sacerdote non presenzia più in vece di Cristo, ma simboleggia il Cristo.

Ci troviamo di fronte ad una ipostatizzazione e ad una antropomorfizzazione della Comunità in base a simboli che non hanno nulla di cattolico, dato che la Chiesa, semmai, si identifica come il Corpo Mistico di Cristo.

Anche la disposizione delle panche in semicerchio e a gradoni, tende a sottolineare l'aspetto conviviale della liturgia eucaristica, e l'aspetto esclusivamente assembleare della stessa. Per Kiko, infatti è l'assemblea che celebra l’eucaristia, contro tutte le affermazioni del Magistero, afferma che "senza Assemblea non c'è Eucaristia". Ricordiamo semplicemente Giovanni Paolo II nell'Ecclesia de Eucharistia: n. 31. "Si capisce, dunque, quanto sia importante per la vita spirituale del Sacerdote, oltre che per il bene della Chiesa e del mondo, che egli attui la raccomandazione conciliare di celebrare quotidianamente l’Eucaristia, "la quale è sempre un atto di Cristo e della Sua Chiesa, anche quando non è possibile che vi assistano fedeli". Sono stati aboliti gli inginocchiatoi perché i fedeli non devono inginocchiarsi neppure alla Consacrazione.

Secondo questa “nuova estetica” i presbitèri nelle chiese sono totalmente trasformati secondo le inappellabili disposizioni di Kiko: gli altari vengono rimpiazzati da mense quadrate (alte cm 80 e larghe cm 235) attorno alle quali siedono i fedeli come fossero a tavola. Il concetto sacrificale scompare e subentra così l’idea di partecipare ad una cena, dove il sacerdote passa a servire i commensali. Tutto ciò è in stridente contrasto con quanto la Chiesa ha da sempre insegnato. Com’è possibile che un laico, Kiko, abbia potuto avere così tanto potere da “imporre” alla Chiesa queste sue modifiche che non hanno niente in comune con la tradizione cattolica?

Non troveremo, in tutti i Documenti della Chiesa e nelle recenti catechesi del Santo Padre in tema, alcun testo che confermi questa devastazione nelle nostre Parrocchie!

Al momento sarebbe scomodo inviare tutte le prove raccolte, ma basta accedere alle Parrocchie ove il CN è stato accolto anche prima di ogni riconoscimento ufficiale, per vedere ciò che è stato fatto (Alcuni accenni essenziali ma significativi. Roma: La Natività in Via Gallia; S. Mauro Abate al Laurentino; la cripta dei Martiri canadesi, una volta stupenda, trasformata in cubicoli per le celebrazioni parcellizzate delle comunità; Il Centro NC di Porto S. Giorgio; S. Bartolomeo in Tuto a Scandicci… ecc.). ... 

Per non parlare della Domus Galileae e della Domus Mamre a Gerusalemme, nella quale potete vedere (e sentire) cosa accade attorno alla 'mensa', che non è un Altare da questo link e a cui si riferisce l'immagine a lato.

giovedì 1 luglio 2010

Piccolo saggio di analisi comparata di insegnamenti kikiani e insegnamenti cattolici

Premessa:
gli insegnamenti pseudo-cattolici sotto riportati sono presi dagli "orientamenti per catechisti" immutati (tranne che per qualche aggiunta) fin dagli anni '70, cui si fa riferimento nello Statuto, senza che ne siano mai statio approvati i testi. Di questo abbiamo parlato fino alla nausea; ma purtroppo è tanto vero quanto anomalo.

A pag.78 di OR. Kiko dice:"Vediamo nel Vangelo come Gesù ha concepito la sua chiesa. L'ha concepita forse come l'unica tavola di salvezza su cui tutti devono salire per salvarsi? Gesù cristo nel Vangelo dice: "Voi siete la luce del mondo, voi diete il sale della terra, voi siete il lievito..." (cfr Mt 5,12; Mc 9,50; Lc 34.35).

Se Gesù concepisce così la sua chiesa le cose cambiano. Ma tutti gli esegeti seri della Sacra Scrittura sono concordi nell'affermare che Gesù, quando dice quelle frasi su riportate non sta parlando della natura della Chiesa, ma con quelle immagini vuol mostrare quello che devono essere i suoi discepoli. A quelli che lo seguono Gesù ricorda che mettendo in pratica gli insegnamenti loro dati nel Discorso della Montagna da poco pronunciato, diventeranno, a somiglianza del sale, la forza dell'umanità scipita ed insapore. La loro esistenza pura che si alimenta con la linfa del Regno di Dio sarà la loro forza vitale. Diventeranno così forza e luce per gli altri (Trilling, Commento al Vangelo di S. Matteo):

Per Kiko invece quei testi si riferiscono alla Chiesa ed alla sua costituzione, natura e missione. La Chiesa, a suo giudizio, non avrà quindi il compito di far entrare tutti in essa (OR pag. 81) ma solo di "illuminarli", affinché "anche se non luce, diventino alla fine "sedie illuminate""!!! È difficile capire a che cosa serve una sedia illuminata... Neppure Kiko lo dice. Questo "illuminare" gli altri è, però, secondo Kiko, la missione della Chiesa.

Su questo punto possiamo concordare, ma non negli stessi termini, perché Kiko non dice che dobbiamo portare agli altri la luce di Cristo Signore, accolto ed a cui la nostra vita di fede ci 'configura'! E non possiamo concordare neppure sulla conclusione che egli ne ricava. Infatti l'Arguello dice che proprio per questo la Chiesa non deve fare proselitismo (OR pag. 86), per far entrare tutti nella Chiesa, come Gesù invece aveva detto molte volte (cfr. Mt 28,19): "andate a ammaestrate tutte le genti". "Voi mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra (At 1,8). Conseguentemente, continua Gesù. "chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato" (Mc 16,16). Ma Kiko dice: "No, la Chiesa non deve fare proselitismo, perché è Dio stesso che chiama certi uomini ad appartenere giuridicamente alla Chiesa, a differenza di altri, che invece chiama per formare una comunità una Chiesa sacramento (OR pag. 87). Infatti il suo 'proselitismo' non è predicare ovunque e a chiunque, ma far convergere alle catechesi e, a partire da esse e dall'instuarazione delle sue prassi, fondare cellule del cammino a cui aderiranno solo i 'prescelti': quelli che intenderanno continuare...

Kiko non spiega qual è la vera differenza fra la Chiesa a cui si è chiamati ad appartenere giuridicamente e quella che deve essere invece la Chiesa sacramento. E a chi gli domanda: "Ma allora la Chiesa che cos'è?", egli risponde con parole che non hanno alcun senso: "la Chiesa è un evento una storia un fatto" (OR pag. 87) "un evento in ordine alla nazioni non alla propria perfezione personale" (OR pag. 83). Quindi per Kiko la Chiesa non è stata voluta da Cristo per la gloria di Dio e la santificazione dell'uomo, come insegna il Magistero della Chiesa cattolica (cfr. Enciclica Mystici corporis AAS pag. 225). La Chiesa per Kiko non ha più perciò il compito di santificare i suoi membri (diversamente da quanto diceva S. Paolo in Ef 5, 25-27), ma solo quello di compiere un "servizio alle nazioni" (OR pag. 84). Ma, signor Kiko, di grazia, qual è questo servizio? Di promozione umana, civile, culturale, sindacale o spirituale? Attendiamo una risposta perché nel testo non lo dice. Tuttavia Kiko continua nella sua esposizione nebulosa e contraddittoria: infatti, a pag. 88 di OR, dice: "che in una parrocchia esista un parroco, due coadiutori, una grande chiesa... campane... statue di santi... messe in ore varie... tutto questo non fa la Chiesa di Cristo... dov'è allora la Chiesa?... dov'è lo Spirito Santo, lo Spirito vivificante di Gesù Cristo risorto, dov'è l'uomo del sermone della montagna. Dove c'è questo, lì c'è la Chiesa".

Ma se Kiko ritiene che la vera Chiesa come detto sopra non è una realtà giuridica, ma solo sacramentale, i cui effetti quasi sono nel campo interiore dello spirito e quindi invisibili, come egli arriva a conoscere che in un individuo esista lo Spirito Santo e quindi vedere in quella persona il motivo per il quale essa appartiene alla Chiesa? Kiko e i suoi catechisti sono divenuti gli autentici e nuovi portatori e rivelatori agli uomini dello Spirito Santo. Ma questa è soltanto una loro affermazione ambiziosa e falsa.

Conseguentemente a quanto Kiko ha detto, e cioè che la Chiesa non è una realtà giuridica, ma solo sacramentale (OR pag: 167), non sono più necessarie tutte quelle strutture in cui essa si articola. Tra queste la principale è la struttura gerarchica che comporta la presenza del Papa, dei vescovi, dei sacerdoti loro collaboratori e cioè del sacerdozio ministeriale, realtà ben distinta dal sacerdozio comune del quale fanno parte tutti i fedeli (cfr. Vaticano II, Lumen Gentium)

Ma Kiko rifiuta questa struttura gerarchica che, invece, per la chiesa cattolica è di origine divina, perché voluta dal suo stesso Fondatore (Concilio di Trento, Decreto 966; condanna del sinodo di Pistoia, Decreto 1502; condanna del modernismo, Decreto 2054; Enciclica Mystici corporis, 1943; Lc 10,16; Mt 10, 40; Mt 18,18 e 29, 19; Gv 20,23).

Tutto questo per Kiko non conta. Per lui la gerarchia è frutto di corruzioni umane e di circostanze storiche e, quindi, è una realtà passibile di cambiamenti e di adattamenti secondo i bisogni dei tempi. Da questa premessa fondamentale di Kiko nascono gli altri suoi errori sulla Chiesa. Per cui in essa non ci saranno più capi di origine divina, non ci saranno più papi, vescovi, sacerdoti... Basta leggere quanto egli dice a pag. 56-57 di OR: "Nel cristianesimo non c'è tempio né altare né sacerdozio, nel senso della religiosità naturale (su questo concetto di religiosità naturale ritorneremo un'altra volta). Continua Kiko: "non c'è tempio nel senso ci luogo sacrosanto in cui si rende un culto sacro, la casa di Dio dov'egli abita. Il tempio del cristianesimo siamo noi cristiani. Il tempio infatti del cristiano è Cristo. E Cristo dov'è? nella Chiesa? Ma la Chiesa non è un tempio di pietra, la chiesa siamo noi cristiani, noi siamo il tempio vivo dello Spirito Santo. Ma nello stesso tempo nel cristianesimo non c'è altare, nel senso di una pietra sacra cui nessuno si può avvicinare né tanto meno toccare... Noi cristiani non abbiamo altare, perché l'unica pietra santa è Cristo pietra angolare, perciò possiamo celebrare l'Eucarestia sopra un tavolo [sta giustificando il modo di celebrare dei Neocatecumenali]; e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna o dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto. Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in nostro nome si pongano in contatto con la divinità [Ma questa è la concezione del sacerdozio della religione naturale. Perché nella religione rivelata come il Cristianesimo il sacerdote viene scelto da Dio e non dall'uomo] poiché il nostro sacerdote colui che intercede per noi è Cristo e siccome noi siamo tutti suo corpo siamo tutti sacerdoti. Tutta la chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È vero che questo sacerdozio si visibilizza in un un servizio e ci sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio, ministri del sacerdozio. [Non ci fermiamo a commentare questa citazione che è del liturgo spagnolo Farnès e che in parte è anche accettabile]. Kiko continua ad esporre il suo pensiero, dicendo a pag. 54 del I Scrutinio: "l'altro giorno Farnès, davanti a 50 preti, diceva: "il sacerdozio nel cristianesimo non esiste, gli altari non esistono. Per questo l'unico altare al mondo fra tutte le religioni che ha tovaglie è il cristianesimo. Perché non è un altare, è una mensa...Anche noi abbiamo fatto, nell'epoca della mescolanza con la religiosità (naturale), altari di pietra monumentali, anche poi gli mettevamo le tovagliette. Un altare non può avere tovaglie, perché l'altare è per fare sacrifici di capre e di vacche (???!!! altro che VT, ma anche nel VT c'erano i sacrifici di lode e di ringraziamento). Non ci fermiamo ad esaminare più dettagliatamente questo testo perché lo abbiamo fatto in lavori precedenti a cui rimandiamo i nostri lettori.

Ci interessano le conclusioni di questi principi che traggono i neocatecumenali. Infatti le loro comunità non saranno soggette né al Papa, né ai vescovi e neppure ai parroci, che sono i collaboratori dei vescovi, anche se essi affermano di dipendere dall'autorità della chiesa (cfr Statuto mai applicato) "Le comunità neocatecumenali saranno guidate da un responsabile laico (OR pag. 372). Il sacerdote eventualmente presente presiede soltanto l'assemblea". Tuttavia Kiko avverte che ancora non è opportuno dichiarare apertamente che le sue comunità non riconoscono l'autorità dei vescovi. Per questo aggiunge, a pag. 370 di OR: "Queste comunità le dirigiamo noi in nome del vescovo". Ma, affermando questo, Kiko si contraddice affermando, dopo aver negato l'esistenza nella chiesa della gerarchia, che egli dirige le comunità con delega da un membro di una gerarchia di cui non riconosce l'esistenza! Quindi, praticamente, chi conduce le comunità neocatecumenali? Risponde Kiko: "è la chiesa quella che ti condurrà e questa chiesa da chi è rappresentata? Nei catechisti, in noi che in questo momento siamo incaricati, i responsabili della iniziazione cristiana in questa parrocchia per voi. (I Scrutinio, pag. 63).

Kiko afferma che per entrare nella Chiesa è necessario il Battesimo, confermando così la dottrina del CCC, n.1207. Ma di quale battesimo egli parla? Di quello conferito dalla Chiesa? Certamente no perché, a pag. 70 del II Scrutinio, dice: "una delle missioni fondamentali che avremo quando arriveremo (un futuro) ad entrare in questo corpo (cioè nella Chiesa) perché solo allora arriveremo, adesso siamo ancora lontani (cioè passeranno 20 anni dopo questa convivenza) perché ancora siete pre-catecumeni perché ancora vi manca per entrare in questo corpo (questo lo dice anche ai battezzati!!!). Per entrare in questo corpo dovete essere rivestiti di un vestito splendente (cfr. I Scrutinio pag. 46-47; 97-98; 120), e di un manto di gioia dello Spirito del Signore Gesù Cristo... Chi ha questo amore, chi fa così, si può chiamare cristiano soltanto, gli altri no. Chi non ama così non appartiene a Gesù Cristo anche se è prete, se è vescovo".

Con queste parole siamo di nuovo ad una serie di assurdi, anche sul piano della logica veramente incomprensibili. I neocatecumenali che, come dice Kiko, ancora non sono Chiesa, perché non hanno ricevuto il suo battesimo, tuttavia per oltre 20 anni si accostano ai sacramenti della Chiesa, specie l'Eucaristia, che secondo le sue legge non possono essere dati a chi ancora non è entrato nella Chiesa. Essi tuttavia lo fanno, anzi l'Eucaristia settimanale diventerà un mezzo importante per la loro formazione neocatecumenale, forse tutto questo non serve sul piano della fede, ma su quello dell'apparenza e della illusione che bisogna continuare agli altri fratelli e di fatto serve alla coesione delle comunità.

Kiko ritorna su questa affermazione quando, a pag. 34-35 del I Scrutinio, dice: "Noi (catechisti) siamo i rappresentanti del vescovo per portarvi al Cristianesimo...". "Io sono per voi un didascalo incaricato dalla Chiesa perché in me hanno riconosciuto questo carìsma di portare avanti nella parrocchia il catecumenato". Anche qui Kiko non avverte che si sta contraddicendo, perché afferma di essere delegato e di essere il rappresentante di una autorità che egli afferma non essere divina ma frutto di calcoli o di necessità storiche sorte molto più tardi in essa nel corso dei secoli. Egli si dichiara didascalo come quel personaggio che dai pastori della Chiesa, agli inizi, aveva l'incarico di guidare i catecumeni al traguardo della fede. Ma se allora questa autorità ancora non esisteva, che valore avevano quei didascali ai quali egli si paragona? Ma è difficile far capire ai nostri fratelli neocatecumenali la falsità delle argomentazioni di Kiko, anche solo sul piano della logica. Essi infatti accettano i discorsi del loro capo, che verranno poi ripetuti dai catechisti, come più certi e veri di ogni discorso del Papa, che nessuno di loro conoscerà mai...

Nelle catechesi citate non si parla mai esplicitamente né di come né di quando è stata fondata la Chiesa da Gesù, né di quelle che sono le sue note caratteristiche e che il CCC elenca nella Parte III, Cap.III dal n.811, segg., ai quali facciamo espresso rinvio, perché sono la VERA realtà dellla Chiesa. Lo svilupperemo nella dicusssione. L'unica catechesi che ne parla è quella delirante sul kippur e la nascita della Chiesa secondo Carmen

martedì 29 giugno 2010

Ci risiamo: sul tappeto sempre gli stessi problemi... fino a quando, Signore?

Già nel febbraio scorso commentavamo questa 'lettura' in chiave neocatecumenale di un evento ecclesiale, che oggi ci si ripropone, per effetto delle recenti vicende del Belgio e dell'attenzione e delle attese sulla 'rievangelizzazione' di quella nazione, affidata anche alla nuova nomina di Mons. Fisichella al Pontificio Consiglio per la Nuova Rievangelizzazione.

Riproduco di seguito, con le mie chiose, il testo del presbitero neocat, che abbiamo a suo tempo già commentato, ma che ora appare in una luce ancor più inquietante, nella consapevolezza che molto dipenderà da quanto e come riusciranno ad 'ammaliare' il nuovo responsabile designato dal Papa.

"Tradizionalisti e progressisti spiazzati dal soffio dello spirito"
Cerchiamo di capire. La nomina di Mons. Leonard a Bruxelles getta un fascio di luce sulla complicata geografia teologico-pastorale della Chiesa contemporanea. Esultano i cosiddetti tradizionalisti, i loro blog plaudono alla nomina, vagheggiando una reconquista e lo sbiadimento definitivo del Concilio. Piangono i cosidddetti progressisti, immaginando un futuro nero per lo spirito del Concilio. Eppure il Papa ha parlato e scritto chiaramente su di esso, sottolineandone la provvidenzialità e stigmatizzandone le interpretazioni e i compimenti fuori carreggiata, in un campo e nell'altro. Emerge purtroppo come i nostalgici del Papa Re e gli intellettuali della novelle vague conciliare abbiano un punto in comune: la tiepedizza nei confronti dell'annuncio del Vangelo. [Esprime solo pesanti e stereotipati luoghi comuni: nostalgia del Papa Re o fedeltà alla Tradizione Apostolica, cioè al Signore? Ed inoltre, bisogna per forza essere 'itineranti' NC per aver a cuore la 'nuova eveangelizzazione', talmente "nuova", la loro, da essere "altra"?] Gli uni rinchiusi nei templi ad incensare se stessi, gli altri persi tra dialoghi e zone grigie.[Vedete bene con che abilità si mettono 'fuori' dai tradizionalisti, identificandoli -riduttivamente- col rito Tridentino visto solo nella sua esteriorità, non avendo evidentemente orecchie (spirituali) per intenderne e assoporarne la indicibile grandezza e, soprattutto, l'autentico Culto a Dio che esso rappresenta. E si mettono fuori dai progressisti cogliendone i discorsi tanto fumosi quanto altisonanti, ma non accorgendosi di farne parte a pieno titolo, nonostante tutti i richiami ad una 'concretezza', che viene nutrita proprio da quel 'fumo'] Entrambi avversi ai carismi. [Ecco, l'ha pronunciata la parola magica che apre tutte le porte: i "carìsmi", dimenticando che i carìsmi sono i doni dello Spirito Santo che nei secoli non sono mai mancati alla Chiesa se è potuta arrivare fino alle soglie del III millennio e non sono certo una scoperta del Vatricano II. Di nuovo c'e solo l'enfasi autopromozionale con cui oggi c'è chi può arrogarsi la prerogativa di "carismatico", come se la Chiesa non fosse TUTTA carismatica] Il Papa invece pensa alla fede e a come annunciarla. Mons. Leonard incarna l'ideale di Vescovo che ha in mente il Papa e la rotta che sta imprimendo alla Chiesa. Fedele alla tradizione, esposto sui principi non negoziabili, lanciato con zelo nell'evangelizzazione. E' nominato nel cuore dell'Europa scristianizzata, dove c'è la Commissione Europea, centrale massonica e laboratorio sperimentale per ridurre all'insignificanza la Chiesa, e con essa la famiglia e la vita. E' la neo-linea Maginot della Chiesa in Europa, e Leonard è chiamato a dirigere difesa e contrattacco. Come? Annunciando il Vangelo, preparando presbiteri e comunità adulte nella fede, attingendo alla Tradizione e fedele al Magistero [quale Tradizione se nel cammino NC da Costantino al Vaticano II è totalmente bypassata e quale Magistero se (rigorosamenso solo "ad intra") viene espressamente dichiarato che esso non li riguarda, perché hanno gli indulti che consentono loro di essere quello che sono?]. E' un caso che al cuore di tutto ciò vi siano, come è stato a Namur da dove Leonard proviene, il Cammino Neocatecumenale, il Seminario Redemptoris Mater, e gli altri movimenti post-conciliari? Per capire che gli schemi ecclesiali non rispondono alle alchimie giornalistiche e ai desiderata delle nicchie elitarie, ed evaporano immancabilmente al soffio dello Spirito. Don Antonello Iapicca [Ecco come saranno risolti i problemi della "nuova evangelizzazione" in Belgio. Come del resto sta accadendo in tutte le parti del mondo, in cui vengono formate cellule del Cammino che non si integreranno mai con la Chiesa Locale e che diventano esse 'Chiesa cattolica' (!?) nei luoghi in cui una Chiesa locale non c'è o è ridotta i minimi termini. Come di fatto accade ad Antiochia in Turchia, nella culla del cristianesimo, in Terra Santa e, ora, anche nelle nostre diocesi, che la CEI -per giustificare l'introduzione della pastorale neocatecumenale- ha dichiarato bisognose di "conversione pastorale" presentato come "Rinnovamento dell'iniziazione cristiana"... spero che a nessuno sfugga l'ambiguità oltre che l'inesattezza dell'espressione conversione pastorale...]

domenica 27 giugno 2010

Continuano ad arrivare testimonianze. Ognuna genera riflessioni diverse

Pubblico una delle ultime testimonianze che continuano ad arrivare via mail, senza pormi problemi di privacy, dal momento che oltre a nome e cognome, che non indico, il nostro interlocutore usa anche uno pseudonimo e si esprime in termini generici. Penso sia utile per puntualizzare alcune cose e indurci a ulteriori riflessioni
E' di cristallina evidenza e non da adesso che o noi o loro non abbiamo capito nulla! Su Dio sulla sua natura, sui rapporti con gli altri, sulla liturgia ecc. ecc. ecc. Stando al comportamento di queste gerarchie ecclesiastiche a cominciare da Giovanni Paolo II a Papa Benedetto XVI a non aver capito niente siamo evidentemente noi. O meglio non volendo parlare per gli altri, io.
IO DICHIARO CHE IL MIO DIO NON HA ASSOLUTAMENTE NULLA IN COMUNE CON IL "DIO" NEOCATECUMENALE NON SONO NEMMENO LONTANISSIMI PARENTI E SE SI INCONTRASSERO (il che evidentemente non avverrà dato che il loro non esiste) FAREBBERO A PUGNI. SONO TOTALMENTE INCONCILIABILI.
E' così anche per i neocatecumenali del resto perchè chi non è dei loro NON E' CRISTIANO.
Sarebbe quanto mai opportuno dire a chiare lettere a Benedetto XVI e a chi sostiene o non prende posizione che poichè non ho capito nulla del Cristianesimo e il Dio "vero" è quello neocatecumenale non entrerò più in una chiesa se non per turismo o per lavoro dato che lavoro ai beni architettonici. Poi lascerò che sia Dio a giudicarmi.
Però devo dire a chi scrive su codesto sito che non è corretto continuare a lagnarsi senza fare nulla. A mio modestissimo parere occorre dire a chi di dovere: "O NOI O LORO!" Non siamo compatibili.
saluti. Fortebraccio
La testimonianza tocca il cuore del problema perché fa il nome di due Papi che hanno in comune un atteggiamento di apertura e di incoraggiamento nei confronti del Cammino, anche se non hanno mancato di dare, nel corso del tempo, indicazioni e direttive, senza peraltro che il fatto che esse siano risultate sempre disattese, abbia mai cambiato di una virgola la realtà. In fondo è proprio questo l'aspetto più disorientante oltre che sconcertante, che appare un elemento ormai consolidato nella Chiesa del nostro tempo: lasciar convivere l'errore senza interventi non solo orientativi, ma anche di correzione diretta e -diciamo pure la parola ormai espunta dal vocabolario e dalla prassi ecclesiale- senza condanna... Non siamo soltanto noi a dirlo, ma la nostra coscienza non può non aderire alla consapevolezza che non opporsi all'errore -e che di errore si tratti, per effetto dell'accertata e non supposta 'rottura' con la Tradizione ecclesiale, lo abbiamo dimostrato e documentato in molti modi- significa esserne complici, favorendone la proliferazione e moltiplicando il numero degli erranti. Non dimentichiamo che ogni errante è un'anima amata dal Signore e che a Lui dovrebbe essere ricondotta...

La reazione di chi ci scrive di disertare la Chiesa rientra nell'esercizio della sua libertà, ma non è certo la soluzione migliore, anche se ognuno di noi ha sperimentato e sperimenta la difficoltà e la sofferenza di cercare di parrocchia in parrocchia -spesso senza esito- un contesto in cui chi ama la Tradizione ed ha una spiritualità autenticamente cattolica possa sentirsi davvero "a casa sua", come dice il Papa (discorso ai Vescovi francesi) e come tutti dovrebbero sentirsi nella Chiesa.

A me viene spontaneo dire che la Chiesa non è la "Casa di tutti", ma la "Casa, nel senso di 'luogo' della Presenza di Dio Santissima Trinità", nel Figlio e per opera del Suo Spirito di Risorto che dà la vita ad ogni credente che ne vive e condivide la Fede... E mi pare evidente che la Chiesa, da sempre definita Corpo di Cristo come pure Popolo di Dio, è la Casa dei veri credenti, la cui unità è data non da superficiali irenismi o da sforzi orizzontalistici, ma dall'autentica condivisione dello Spirito del Signore Risorto. Mi dite che cosa condividiamo noi con i neocatecumenali? Le catechesi giudeo-luterano-gnostiche (termini ormai abusati ma comprovatamente attribuiti con pertinente esattezza); il rito desacralizzante dalla teologia eucaristica stravolta; le prassi che violano la dignità della persona e irreggimentano, massificano e distruggono la coscienza individuale?

Il problema sta tutto in un 'nodo' cruciale, purtroppo introdotto e avallato dal concilio e del quale non è dimostrabile la continuità col Magistero Perenne: il fatto che tutte le religioni e le confessioni si "equivalgano" dato che in ognuna possono trovarsi "elementi di salvezza". Anche i Padri della Chiesa rilevavano i logòi spermatikòi nelle filosofie pagane, ma non per questo riducevano l'opera salvifica della Redenzione, presente unicamente nella nostra Fede cattolica, in quanto detentrice e custode del Depositum Fidei Apostolico dato direttamente dal Signore ai suoi Apostoli e attraverso i secoli consegnato e trasmesso per Successione Apostolica "ad uomini provati e sicuri" e non ad ogni generico sedicente 'credente'...

Da cosa riconosciamo, oggi, questi "uomini provati e sicuri"? Finora, per quanto mi riguarda, ho imparato a fidarmi e nutrire la mia fede nei contesti amanti della Tradizione (non "Tradizionalisti" tout court, che non è la stessa cosa), nei quali si vive una 'continuità' reale e non solo conclamata, dimostrata dal fatto che il culto, la catechesi e la prassi non hanno subito commistioni o inquinamenti, che possono essere di vario genere ma, per lo più, hanno una comune matrice neo-protestante...

Quanto alla perentoria pretesa di aut aut nei confronti del Papa, mi sembra che non abbiamo alcuna autorità né siamo così presuntuosi da rivolgerci a lui in questi termini, anche se è vero che con i neocatecumenali siamo INCOMPATIBILI e l'incompatibilità -che altro non è se non 'estraneità di ordine spirituale!- non sembra rivestire alcuna importanza per il loro dilagare nelle diocesi (vedi "altra Chiesa" in quel di Campobasso e non solo).

Non ci resta che continuare a soffrire, abbracciando questa che è la croce del nostro tempo, non solo riguardo ai neocatecumenali ma anche a tutte le altre forme di apostasia più o meno subdola, ma spesso fin troppo conclamata, che stanno insidiando pesantemente la Chiesa ormai dal suo interno. Consapevoli tuttavia che la crisi non è DELLA Chiesa -perché quella UNA, SANTA, Sposa del Suo Signore è e resta custodita e viva in Lui, ma è NELLA Chiesa ed è dalle difformità ormai fin troppo visibili -purtroppo non da tutti- che dobbiamo continuare a guardarci e prendere le distanze, non cessando, per quanto possibile, di mettere in guardia chi ha orecchi per intendere

sabato 26 giugno 2010

La restaurazione: tornare a S. Tommaso

Scrive Caterina:
dalla catechesi meravigliosa del Papa, di mercoledì 23.6.2010, su san Tommaso, emergono tre punti fondamentali:
E' FONDAMENTALE DICE IL PAPA...
  1. tornare ad essere DISCEPOLI dell'Aquinate
  2. il magistero di san Tommaso è parte integrante del CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, CHI SEGUE L'AQUINATE NON SBAGLIA!
  3. la Summa Theologiae è un capolavoro che è NECESSARIO RISCOPRIRE E SEGUIRE....
Ne ho fatto un video su commissione del Movimento Domenicano del Rosario
http://it.gloria.tv/?media=84064
Mettiamolo nel blog a dimostrazione di come si deve seguire il Papa e non Kiko....
un abbraccio!
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Aderisco volentieri, aggiungendo una riflessione. Finalmente dopo 50 anni si torna a parlare di S. Tommaso. Ma se S. Tommaso non rientra nei Seminari, nei quali prevale la formazione della cultura egemone, neo-modernista, per non parlare dei Redemptoris Mater (i Seminari del Cammino) nei quali, per statuto i presbiteri devono ripercorrere l'iter neocatecumenale assoggettati ai catechisti, infarcito di idee e prassi mutuate da Lutero, Bonhoeffer, Rahner e Farnes, nonché da detti rabbinici, midrashim e cabbalismi vari, queste bellissime e 'sapienti' parole resteranno lettera morta! E la deriva nella quale siamo incanalati continuerà a dispiegare i suoi nefasti effetti... Non resta che invocare, pregare, continuare ad osservare cosa succede, informare, custodire la nostra fedeltà al Signore e alla Sua Chiesa

giovedì 24 giugno 2010

Il Battesimo: da riscoprire, ratificare o sigillo perenne che alimenta la vita?

Quella qui a lato, come ripreso dall'Osservatore Romano di oggi, festa di S. Giovanni Battista, è "un'immagine speciale, che rimanda alla prima rappresentazione del battesimo di Cristo, secondo uno schema, estremamente semplice, rispettando i canoni della più antica arte cristiana. L'affresco, benché recentemente restaurato, appare molto svanito, ma lascia intravedere la figura del Battista sulla sponda del Giordano, mentre aiuta il Cristo a risalire dalle acque del fiume. Sulla scena si riconosce la figura della colomba che vola, a mezza altezza, per indicare la presenza dello Spirito, che sovrintende al mistico evento. La semplice raffigurazione sembra tradurre in immagine il luogo evangelico "Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua; ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui" (Matteo, 3, 16)."
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Per duemila anni il Battesimo, nelle fede dei cattolici:
Catechismo della Chiesa Cattolica (compendio)
1213 Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito (« vitae spiritualis ianua »), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione:4 « Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la parola ». (1 Ts 5,5)

1279 Il frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è incorporato alla Chiesa, corpo di Cristo, e reso partecipe del sacerdozio di Cristo.

1280 Il Battesimo imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana. A motivo del carattere che imprime, il Battesimo non può essere ripetuto. [Cf Concilio di Trento, Sess. 7a, Decretum de sacramentis, Canones de sacramentis in genere, canone 9: DS 1609; Ibid., Canones de sacramento Baptismi, canone 11]

Catechismo di S. Pio X
101. Che cos'è la grazia sacramentale?
La grazia sacramentale consiste nel diritto che si acquista, ricevendo un sacramento qualunque, di avere a tempo opportuno le grazie attuali necessarie per adempiere gli obblighi che derivano dal sacramento ricevuto.
107. Che cos'è il Battesimo?
Il Battesimo è il sacramento che ci fa cristiani, cioè seguaci di Gesù Cristo, figli di Dio e membri della Chiesa.

In conclusione, il Battesimo cristiano, a differenza di quello di penitenza di Giovanni, opera due cose: ci unisce al Corpo di Cristo e rende attuale la nostra crocifissione con Cristo. Stare nel Suo corpo significa che siamo risuscitati con Lui a novità di vita (Romani 6:4). Di conseguenza dobbiamo esercitare i nostri doni spirituali per far sì che quel corpo continui a funzionare nel modo giusto, così come si afferma nel contesto di 1 Corinzi 12:13. Ricevere l’unico Battesimo funge da base per mantenere l’unità della chiesa, come nel contesto di Efesini 4:5. Essere associati a Cristo nella Sua morte, sepoltura e risurrezione attraverso il Battesimo ci consente di sperimentare la nostra separazione dal potere del peccato che abita in noi e il nostro cammino in novità di vita (Romani 6:1-10; Colossesi 2:12) nutrito dalla vita sacramentale nella Chiesa, dalla preghiera e dell'Adorazione
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Sacerdozio dei Battezzati

Anche noi cattolici conosciamo e viviamo il sacerdozio dei battezzati, non è che l'ha scoperto Kiko o il cammino, la Chiesa lo insegna da due millenni senza per questo sminuire il sacerdozio ordinato

Lumen Gentium 10. Donavit ergo Ecclesiam suam participatione sacerdotii sui, nempe sacerdotio communi fidelium et sacerdotio ministeriali seu hierarchico, quae, etsi non tantum gradu sed essentia differunt, mutuo tamen in Ecclesiae communione ordinantur [Pur essendo il sacerdozio ministeriale e quello comune ordinati alla comunione ecclesiale, essi differiscono non solo in grado ma anche nell'essenza]

E invece il "siamo tutti sacerdoti" (il che è vero, ma a diverso titolo e con diversa funzione, come riconosce anche il documento conciliare) tende a sminuire il sacerdozio ordinato, ad assorbirne le funzione (vedi strapotere dei catechisti anche sui sacerdoti, che dovrebbero invece essere essi le 'guide')

Battesimo del Cammino

Dovrebbero spiegarci perché ci sono sempre più persone, già battezzate, che parlano di battesimo nel cammino... che significa questo? Davvero per scoprire il significato del battesimo è indispensabile la cosiddetta "iniziazione" neocatecumenale? Nella quale, secondo un documento diocesano (Campobasso) redatto proprio dai ‘testimoni’ (cioè i catechisti NC) della nuova Chiesa neocatecumenale che avanza, si parla di 'ratifica' del Battesimo; il che è una baggianata perché il Battesimo è un sacramento che conferisce il 'carattere' indelebile e non ha bisogno di essere ratificato, ma il bisogno è del fedele di ricevere e accogliere le verità di Fede che cambiano e ri-generano e danno un senso alla sua vita e la radicano sempre più nel Signore Risorto nel cui Corpo Mistico il Battesimo innesta.

Un conto è il "rinnovo" delle promesse battesimali che si fa in alcune celebrazioni liturgiche senza per nulla incidere sul carattere già ricevuto nel battesimo: cancellazione del peccato originale e identità cristiana, cioè incorporazione nel Corpo di Cristo che è la Chiesa... un altro conto è la 'ratifica'. Interlocutori neocatecumenali ci hanno spiegato che la ratifica’ consisterebbe nell’"aderire" a quel che altri hanno impartito dopo un itinerario di formazione. Ebbene, questo non può che preoccuparci, sapendo COSA viene impartito e conoscendo anche il senso biblico della parola "aderire", che significa affidarsi, attaccarsi: è la parola legata alla Fede e si riferisce al SIGNORE e non a "cose impartite", perché quel che dobbiamo conoscere del Signore ce lo dice la Rivelazione Apostolica e lo scrive nel nostri cuori la sua Grazia ricevuta nei Sacramenti e nella vita di fede nella Chiesa e non "quanto impartito" dai catechisti di un falso profeta e dalle tappe iniziatiche da essi (da lui) imposte...

Va richiamata l'attenzione sul fatto che Kiko insegna che dopo il Concilio "non si è parlato più di dogma della Redenzione" ed in effetti anche la predicazione successiva, allontana molto sia dalla Redenzione che dal Redentore. Intanto è necessario notare che non si parla mai di "peccato originale". Ed in effetti la nuova pastorale (neocatecumenale) delle diocesi (vedi in alto a sinistra il link al thread "la nuova Chiesa che avanza") quando parla degli effetti del Battesimo omette la cancellazione del peccato originale… Siamo in presenza di una rivelazione “altra” rispetto a quella Apostolica. Per sommi capi:

1. il peccato non offende Dio
2. Basta con i sacrifici di espiazione: Dio non aveva bisogno di espiazione...
3. Cristo non è modello di santità per nessuno. Quindi la nostra 'configurazione' a Lui (vedi S. Paolo), che è il progetto dell'uomo nuovo in Lui voluto dal Padre, non avviene
4. molto altro che abbiamo ripetutamente esaminato
5. NO HAY VIDA CRISTIANA SIN COMUNIDAD!!!

Kiko ancora non può eliminare i Sacramenti (per lui "magici") della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, pena l'esserne escluso. Ma solo per ora. Lo stesso concetto di Sacramento che hanno i "cattolici della domenica" è sbagliato per Kiko, è "magico", e sparirà. Per lui è solo una questione di tempo, e Sacramenti e Dogmi cadranno per lasciare posto ad una chiesa tutta nuova...

Per i neocatecumenali il lavacro post-battesimale, cioè la confessione individuale, è solo formale, un atto a cui per ora li obbliga il Papa, ma il vero perdono è ottenuto con la confessione davanti alla comunità.
La prassi vince sulla teoria.
La psiche prevale sullo spirito.
I neocatecumenali "si sentono" battezzati, "si sentono" perdonati, "si sentono" in comunione solo per mezzo della comunità. È un sentimento religioso. Un relativismo molto sottile...

Preteso ritorno alla Chiesa delle origini: contraddizioni

Kiko e Carmen non fanno altro che predicare ossessivamente il “ritorno alla Chiesa primitiva”, ma quando ciò non fa più comodo per le loro rivoluzioni, esce fuori che i Sacramenti sono vivi, non statici, devono “evolvere” e che perciò: “la riforma non consiste nel tornare alle forme della Chiesa primitiva”. E come se non bastasse tale avallata “trasformazione” dovrebbe obbedire ai gusti e alle sensibilità delle mode di pensiero del momento, e come finalità non c’è l’efficacia spirituale del Sacramento, ma “che la gente si senta perdonata, si senta in pace.”: cioè proprio quello di cui veniva accusata la confessione individuale e cioè di “mettere la coscienza a posto”. (!) Perciò, trovata una giustificazione all’azione rivoluzionatrice, si prosegue promettendo una cosa inquietante: “Tutto cammina evolvendosi così andremo evolvendo con il sacramento della penitenza per cominciare una volta trovatone il centro, nel cammino catecumenale a entrare veramente in conversione, in un vero riconoscimento del peccato. PER QUESTO LA VERA RINNOVAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA VERRA' CON LA SCOPERTA DEL CATECUMENATO E LA RIVALORIZZAZIONE DEL BATTESIMO. Con ciò si comincerà a vedere che segno deve avere il sacramento penitenziale.”

Stiamo cogliendo brani significativi degli insegnamenti frutto della fanatica superbia di un uomo che pretende di affossare la Chiesa con le sue chiacchiere insipienti, rattoppi disordinati che vanno oltre il relativismo o il sincretismo religioso, che celebra un dio che non esiste, un dio senza storia, senza carne ed ossa, un dio col volto di Kiko, annidato nella comunità, mito segreto assiepato nel tavolo dei catechisti che promettono sempre 'vieni e vedi', 'vedrai, la tua vita sarà trasformata' e ancora 'conoscerai il Signore...'. Promesse rimandate 'scaltramente' di passaggio in passaggio, rimescolate, e sempre tradite.

Perché il Cnc tradisce il Vangelo, lo smentisce, lo travisa, lo traduce a suo uso e consumo. Per farsi una chiesa a sua immagine.

Il Cnc non fa altro che rubare la meraviglia di quell'incontro a tu per tu con l'Altro, l'Atteso, il Diletto. Entrambi assetati. Come la Samaritana di fronte a quel Gesù che ancora non conosce. Dopo una mezza vita spesa magari senza troppi perché, è lì, nel Suo Sguardo, che finalmente si trova, svelata a se stessa nel bene e nel male, si vede nella sua nuda realtà di donna, amante, peccatrice incallita, ma assetata di Lui.

Il Cnc, nelle massificazione e nell'identità comunitaria, porta via la limpidezza di quell'incontro, di quell'intimità segreta, ineludibile, che mentre ti svela a te stesso, ti risana e ti sospinge, come la Samaritana, verso il grido, l'annuncio, la testimonianza.

L'incontro al pozzo di Sicar è l'eredità del perdono lasciata alla Chiesa, affidata alle mani di uomini che il Signore ha voluto mettere da parte per Sé. Non uomini e basta, ma uomini scelti dall'eternità per essere segno di Lui, sacerdoti della Sua Volontà.

Avete presente che nella "nuova pastorale diocesana" messa nelle mani del cammino viene proposto di iniziare i fanciulli senza testi ma con "uno stile sinagogale"?

Noi lo abbiamo sottolineato, insieme a molte altre cose sulla pastorale imposta nella sua diocesi dal vescovo di Campobasso.... (vedi tra i link in alto a sinistra: Occupazione delle diocesi, la nuova chiesa che avanza) e sappiamo che sta accadendo in molte altre, Roma compresa. Ma a chi interessa?

Battesimo al Giordano

Infine, che ce ne facciamo della Legatura di Isacco o del Battesimo al Giordano e del Mantello di Elia, quando abbiamo già il nostro Battesimo grazie alla Croce e la Risurrezione di nostro Signore?

Ricordo l'atteggiamento di grande chiusura e silenzio ostinato di miei amici al ritorno dal battesimo al Giordano, ma ricordo anche tutta l'enfasi su Elia e il suo mantello e la lettura corrispondente pervenutaci da alcune testimonianze.

Re 2 - Capitolo 2
..[7]Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a distanza; loro due si fermarono sul Giordano. [8]Elia prese il mantello, l'avvolse e percosse con esso le acque, che si divisero di qua e di là; i due passarono sull'asciutto. [9]Mentre passavano, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo spirito diventino miei». [10]Quegli soggiunse: «Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso; in caso contrario non ti sarà concesso». [11]Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. ..

Non ci sono forse assonanze con il Cammino NC? Ecco tornare la markavà, il "carro di fuoco" così ricorrente nel cammino e anche così 'inquietante' per i suoi risvolti cabbalistici..
Credo di si. Varrebbe la pena di parlarne! Magari qualche frequentatore del blog che ha finito il Cnc potrebbe dire qualcosina in più. E' chiaro che non si va al Giordano solo a rinnovare le promesse battesimali, considerata la estrema segretezza che abbiamo sempre incontrato rispetto al viaggio finale in Israele.

Ma la Chiesa non può cambiare perchè non è opera dell'uomo. Se debba cambiare, deve stabilirlo Dio, non indegni suoi pseudo-pubblicisti che in suo nome osano apportare scempi e devastazioni. La Chiesa non può divenire oggetto di un divenire indefinito: è già costituita una volta per sempre come 'luogo' definitivo di salvezza, che scaturisce dalla Croce e dai Sacramenti che veicolano la Vita del Signore Risorto!