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giovedì 23 marzo 2023

"Tu sei nato in quella comunitá, quindi lì devi stare": i nati di nuovo del Cammino neocatecumenale

"Nato di nuovo" è un'espressione dei protestanti pentecostali - in uso anche presso alcuni gruppi carismatici cattolici - che, associato al momento in cui si riceve una particolare intuizione di Dio, rivelata, per alcuni di loro, dal parlare "in lingue", va a sovrapporsi al momento in cui Cristo ha indicato la vera rinascita per tutti noi, cioè il santo battesimo.

Kiko, prima di fondare il Cammino, ha fatto altre esperienze religiose, probabilmente anche protestanti, o comunque filo protestanti, che hanno dato origine a quanto riproposto nelle salette; però mentre il "nato di nuovo" carismatico non è per nulla obbligato a rimanere nel posto in cui ha ricevuto la sua prima "illuminazione", come giustamente osserva Un lettore, in Cammino si insegna che devi essere legato per tutta la vita a loro, alla comunità in cui sei "nato" o ad altra, ma sempre del CN.

Dalla nascita alla morte, senza soluzione di continuità

A seguito della nuova nascita, per merito della grazia santificante, di Cristo che ha pagato per i peccati di tutti una volta per sempre, e senza apparente sforzo personale, si è già dei salvati e nulla potrà mai interrompere la divina predestinazione alla salvezza dell'eletto.

In questo modo la sovrapposizione e l'oscuramento dell'autentico battesimo, l'unico nel quale è necessario rimanere tutta la vita, con la "nuova nascita" carismatica, è nel Cammino molto più forte e definitivo.
Kiko è stato un vero "artista" nel cogliere gli errori e le esagerazioni del movimentismo conciliare e nel portarli alle loro conseguenze estreme.

Asserisce ad esempio a pagg. 102-203 del mamotreto originale, quello sugli Orientamenti per la fase di Conversione, le cosiddette Catechesi Iniziali:

"E il  cristiano è questo. Tu stai attendendo in cammino che questo Isacco, questo Gesù, che ti abbiamo promesso, cresca in te. In te nascerà una nuova creatura.(...)Il sermone della montagna tu lo compirai  senza sforzo, perchè lo Spirito Santo lo compirà in te. Perchè  lo Spirito Santo verrà sopra di te e gesterà dentro di te Gesù Cristo.

Lo Spirito Santo è già sopra di voi (sopra voi che siete qui) e nel catecumenato si vedrà chi ce l'ha e chi non l'ha,  perchè chi ha lo Spirito Santo incomincia a fare opere, piccoline. Siamo noi quelli che dobbiamo vedere queste attitudini, non tu (...).

Questa Parola ha una interpretazione vera e tutte le altre sono false. La Parola di Dio non la può interpretare ciascuno come vuole. Ha una sola interpretazione che dà la  Chiesa e che oggi io vi dirò in nome della Chiesa, perché io sono qui a parlare in nome del Vescovo. Non si può dire: io  credo che Dio mi ha chiamato... E io credo che questo è così..."

A queste affermazioni, che prospettano una "nuova nascita" solamente all'interno del Cammino Neocatecumenale, valutata unicamente dai catechisti laici che accampano di essere stati "mandati dal vescovo" -come se il vescovo avesse contezza di tutte le stupidaggini che insegnano-, fa da corollario la pagina 108 del mamotreto per il secondo scrutinio, con tutte le maledizioni pronte a colpire chi osa sottrarsi a questa "elezione" solo e unicamente nel Cammino neocatecumenale, principalmente la perdita della fede e la catastrofe personale, familiare, economica, spirituale.

Inutile chiedersi a chi giova, questa falsa "non spiritualità" fintamente cattolica, che obbliga ciascuno addirittura a contrarre matrimonio con la propria comunità.

Vi proponiamo a questo proposito il commento di Un lettore ad uno degli articoli del nostro blog.


Vi prendo uno spunto, per farmi capire.

Ho scritto: chiamano il prossimo demonio perché non si piega alle loro baggianate inventate al momento...
Ora vi spiego una baggianata inventata al momento.
Leggete.
Io sono..., e sono nato in questo giorno..., e sono stato battezzato in quest'altro giorno...(ovviamente non metto i miei dati per ovvi motivi).
Sappiamo tutti cos'è il battesimo, cioè cerchiamo di capirlo, la sua portata immensa e profonda; cos'è la nascita, cioè il dono della vita, cioè vieni su questo mondo e vedi la Creazione e, diciamo, anche se non lo vedi fisicamente, cioè con i sensi, ma lo percepisci, e vedi Dio, e altro.
Arrivo subito al dunque.

Quando sei tra i tuoi accusatori e odiatori, ecco che questi usano dirti: "Tu sei nato in quella comunità" (mi è realmente accaduto, l'hanno detto veramente, cercando di limitare la mia libertà e la Volontà di Dio), "quindi lì devi stare".
Loro, siccome sono esaltati, lo dicono con un tono molto solenne, come se l'aver aderito quel giorno al loro percorso fosse la cosa più importante al mondo e da questa devi ordinare tutta la tua vita, pena la scomunica (ovviamente la loro) se non lo fai, pena essere un giuda o ribelle se neghi quanto dicono e quanto fanno.

Pubblicità Progresso (come quella del Cammino)

Ora osservate bene e state attenti. Secondo voi, Dio mi ha donato la vita così, per puro caso? Come se fosse un nulla? Cos'è più importante? La nascita reale? O aderire ad un percorso? E poi? Cosa è più importante? L'essere stato battezzato da piccolo in quel giorno dalla Chiesa? Oppure entrare tra di loro?

Per farvela molto breve, oggi mi comunico con Dio in Chiesa, tranquillamente, mi confesso, ricevo la benedizione del sacerdote, prego, e cerco di essere un buon cristiano, ovviamente sapendo di essere un peccatore e sapendo che Gesù mi guida e mi rialza dalle cadute e mi dà la forza.

Quindi, ritorniamo ai veri odiatori e accusatori, in quanto hanno accusato loro in principio e senza motivo, cioè accusavano quando la persona era lì tra di loro senza aver fatto nulla di male (oggi stanno ricevendo le dovute risposte a quanto hanno fatto): se loro dicono che sei nato il tal giorno, che se esci sei condannato all'inferno (similmente così, diranno non è vero, ma sappiamo tutti come la pensano, o la pensavano), o hanno detto: vediamo chi sono i veri fratelli e chi no, in quanto chi abbandona o chi prosegue (me l'hanno raccontato, che un soggettone ha detto queste cose durante un ritiro d'inizio corso, davanti ad un'assemblea), e tante altre cose, vi faccio un'ultima domanda, secondo voi: sono baggianate inventate al momento?

Questa è la spiegazione, poi ognuno è libero di pensarla come gli pare.


(da: Un lettore)

sabato 30 aprile 2022

Ma chette garantisci! - I garanti nel Cammino Neocatecumenale

Un contributo di FungKu, tratto dal blog Crux Sancta.

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Cari lettori del Blog, ma voi lo sapete cosa è un garante neocatecumenale? 

Ve lo chiedo perché una volta un tizio neocatecumenale della parrocchia, che diceva a mezza bocca di essere garante quell'anno, mi ha dato una lavata di capo a sfondo religioso, ma una roba che ho ancora la criniera tutta morbida, da quanto shampoo ci ha messo. Si divertono proprio, a lavare la testa all'asino. Allora mi sono ricordato di questo cazziatone ed ho chiesto delucidazioni alla redazione, che mi ha indicato dove leggere in proposito. Ecco lo screensiott della ciàtt con la redazione:

- Amici della redazione, ma cos'è un garante?

- Ah, Fung. Il garante è una specie di psico-poliziotto che ti sta alle costole e ti controlla. Fa le veci dei catechisti e riferisce a loro sui tuoi passi e progressi nel cammino. Ma questa cosa la vive solo chi è arrivato quasi alla fine del Cammino e credeva di vedere l'uscita.

- Ma non ne avete mai parlato? Dalla casella di ricerca del blog trovo poco o niente.

- Sì nei commenti ma tanti anni fa. Ma dicci, tu lo parli lo spagnolo?

- Eee, non esattamente. Perché, di che devo parlare?

- No, è che sull'argomento "garanti" trovi un post con molti commenti nel blog spagnolo. Anzi, te la sentiresti, oltre che di leggerlo, anche di tradurlo? Ne abbiamo parlato poco e ne varrebbe la pena.

- Iiiioooo?! Ma... che faccio, copio e incollo!?

- Sì, certo, col traduttore di google dovresti farcela. 

Allora mi mandano questo post in spagnolo sui garanti e, anche se non parlo la lingua, capisco già cosa si agita nel testo: non bastavano El Kiko Cabrón, i kikatekisti parapsicologi, i presbikiki neopreti... Ci sono davvero ancora altri pecorari in questo anti-presepe: gli psicopoliziotti, "i gaaaraaaantiiiii"... che pare anche un po' il titolo di un fumetto dell'orrore. (In calce al post scriviamo chi sono i garanti in realtà, per la Chiesa Cattolica).

Insomma, cose brutte. Vi ho avvisati, eh, prendetevela col Cammino e non con me. A parte per la traduzione. Quella sì, è colpa mia, oltre che di google. 

Procedamos adelante con la tradusion! (circacits.):



Alla tappa detta del Padre nostro, la comunità viene divisa in gruppetti di circa 6-8 persone, che si incontrano una volta al mese in quella che viene chiamata la 
Celebrazione dei Garanti.

Questi nuovi incontri non avranno scadenza, poiché, dal momento che diventa sempre più difficile reclutare nuovi fratelli, il triumvirato ha stabilito che il Cammino non finisce mai, e quindi nemmeno le riunioni con i garanti.

Ma cosa si celebra nelle celebrazioni dei garanti? Niente. Però si concludono con una sontuosa cena a notte fonda, una di quelle cene che meno sono digeribili, meglio è.

Si tratta di continuare a raccontarsi la vita partendo da quando si aveva una fede immatura fino all'ultimo mese trascorso. Nella fattispecie:

1. Quali problemi hai incontrato ed, in particolare, se quei problemi li hai avuti con gli amati fratelli della comunità e se hai confidato in Cristo o nelle tue forze per affrontarli;

2. Se ti fidi di Dio, cioè, se versi in comunità un decimo di tutti gli introiti, menta e cumino compresi, e se sei aperto alla vita;

3. Se preghi quotidianamente quello che i catechisti ti hanno detto di pregare, ad esempio, se vai a Messa tutti i giorni - ma se non te lo hanno detto i catechisti di andarci, la presenza non ti dà punti, anzi, getta su di te il sospetto di ti essere un religioso naturale;

4. Infine, aspetto fondamentale, se fai il tripode (parola, liturgia, comunità).

In ognuno di questi gruppetti, uno dei membri è il garante, cioè colui che dice l'ultima parola e nel quale risiede la sapienza di Dio, per disegno del catechista di turno. Gli altri sono i garantiti.

Nei passaggi che restano fino alla fine del Cammino, dopo l'obbligatorio scrutinio personale, il catechista interroga il garante sui meriti del fratello scrutato. È allora che il garante, in piedi davanti all'assemblea, deve dichiarare pubblicamente se la persona scrutata è fedele ed obbediente alla dottrina ricevuta dai catechisti: se il garantito non dà la decima, il garante deve dichiararlo. Se il garantito non fa il tripode, il garante, deve dichiararlo, se il garantito ha una questione aperta con un altro fratello, il garante deve dichiararlo. Eccetera.

Il catechista ti giudica, il garante ti garantisce (oppure no), e tu, fratello/sorella di comunità, aspetti sia il giudizio che la garanzia, comodamente seduto al tuo posto ed in perfetta tranquillità d'animo per il fatto di trovarti in sí buone - e niente affatto troppo numerose - mani.


Un commento dell'amica LaPaz ci fornisce ulteriori dettagli:

È bene affrontare il tema dei garanti. Peccato che per conoscerlo bisogna aver resistito nel Cammino fino all'ultima tappa, quella che si conclude con l'"Elezione". Quindi racconterò la mia esperienza generale in materia, perché la conosco e posso parlarne, al contrario di altri che non si sa dove vadano a pescare le informazioni!

In ogni comunità sono presenti diversi garanti. Di solito uomini, naturalmente. Innanzitutto esistono ruoli comunitari che sono anche "garanti naturali", come i componenti dell'équipe dei responsabili, cioè i sacerdoti ed i mariti delle coppie presenti nell'équipe. A seconda delle condizioni di ciascuna comunità, normalmente queste due o tre e persone sono più o meno sufficienti ma, se occorre formare sottogruppi di sei-otto fratelli e serve qualche garante in più, si sceglie per votazione un altro maschio della comunità: se una donna riceve molti voti ma c'è un tizio molto votato, viene scelto questo tizio. Tipica logica catecumenale.

Gli incontri dei garanti finiscono per diventare l'attività più importante di tutte, nella comunità, più delle convivenze mensili e della preparazione della Parola. Vai dal garante e hai fatto il tuo dovere. Fai tutto il resto ma salti gli incontri con i garanti e sei nei guai. E, come succede per altre cose in Camino, ci sono persone che non fanno neppure il minimo indispensabile (e quindi non fanno il cammino, ovviamente) ma, siccome vanno agli incontri con i garanti, godono della stessa considerazione riservata a chi è presente assolutamente a tutto.

Questo lo dico perché in ogni comunità ci sono persone molto laboriose che poi subiscono lo shock della loro vita... qui la paga è la stessa, quella concordata (nell'interpretazione kika del Vangelo), che tu abbia passato dieci anni a spaccare pietre sotto il sole, oppure a fare le ragnatele senza muovere un dito per nessuno.

In definitiva, il tuo garante può essere qualcuno a cui piaci, a cui stai simpatico e che muore dietro al budino di riso che porti al cenone dopo la celebrazione - perché non si tratta di cene alla buona, sono dei cenoni veri e propri! - oppure ti tocca uno di quei garanti che prendono il loro ruolo così sul serio che, se capita l'occasione, giocheranno a fare i catechisti di categoria superiore e ti sottoporranno ad uno scrutinio a secco ad ogni celebrazione. 

Meno male che i membri dei gruppetti di "garantiti" vengono estratti a sorte, quindi quei garanti che avessero preso di punta qualche fratello/sorella rimangono a bocca asciutta.

"Ne riparliamo alle prossime estrazioni! Vedrete!"

Ma qui non si tratta di favole, come credono alcuni intelligentoni anonimi [nei commenti in originale, n.d.r.], no, questa è vita reale. E stiamo parlando di persone che si trovano alla fine del Cammino... non di neofiti nella fede.

"Spero proprio che la prossima volta mi avrai come garante, te ne accorgerai"... come bambini, sono come bambini. Se non c'è niente di più pericoloso al mondo che dare fischietto e berretto ad un emerito signor nessuno, lo stesso succede con questa cosa del garante...

Ovviamente, al momento dell'assegnazione casuale dei fratelli della comunità ai diversi garanti (con i soliti bigliettini estratti dal solito sacchetto) la tensione si taglia con il coltello - anzi, con un pugnale, di quelli che si tengono nascosti nella manica, eheh. Alla fine, a seconda del garante che ti è toccato, potrai vivere un periodo più o meno sopportabile. Ci sono i soporiferi, che passano un'ora e mezza con ogni membro del suo gruppo, ci sono i morbidi, i conformisti, i totalitari, ecc.

Alcuni fratelli invidiano quelli del gruppetto col garante che gestisce queste riunioni come un orologio svizzero e finisce in un paio d'ore, cena inclusa. Non dimentichiamo che la celebrazione dei garanti va ad aggiungersi ai tanti impegni già pertinenti a quella tappa del Cammino, tanto che varrebbe la pena vivere direttamente nel villaggio dei Puffi-kiki, vestiti di bianco tutti i giorni, cantando, ballando, mangiando, eccetera.

Al Passaggio dell'Elezione in senso stretto, il garante parla al catechista (questo durante le votazioni e davanti a tutta la comunità, come sempre) dell'idoneità del "candidato cristiano" in questione. La cosa si svolge anche lì come in tutto il resto nel Cammino... ci sono garanti compassionevoli e ci sono altri che credono di comparire davanti al Sinedrio.

Perché quel "dover garantire la fede di un fratello" davanti al catechista è qualcosa di FANTASTICO (lo stile di vita di Kiko).... uff, a sua volta il catechista è il garante della fede di tutti i suoi catecumeni davanti al Vescovo, né più né meno... [...] Il Cammino finisce, vai in viaggio di nozze in Israele, bla, bla, bla.... e intanto continui ad avere garanti e catechisti come quando eri bambino nella fede. Un piccolo puffo!


- Tutta qui la decima? Un solo diamante? - Ma... Sig. Dott. Avv. Ing. Arch. Garante, questo mese ho avuto dei problemi... - E allooora? Più problemi hai, più ti devi affidare alla provvidenza!


Passiamo ad altre testimonianze. Durante questi incontri con i garanti emergono i giudizi più temerari :

Il caso di una vedova in difficoltà economiche, che non vuole dare la decima. (Condannata)

Ad esempio, è stata messa alla gogna una vedova che aveva smesso di dare la decima perché, trovandosi lei stessa nel bisogno, doveva anche sostenere i suoi figli. Questa scelta è stata, come da manuale, bollata come un inganno ordito dal diavolo per separare questa signora dalla comunità. Questa brava signora ha commentato che ormai dubitava della provvidenza di Dio, perché da anni sperimentava che il vaso vuoto rimaneva vuoto e non si riempiva magicamente. Il garante invece pronunciava un infame discorso sull'accettare la volontà di Dio, il piegare il collo, il crocifiggere la ragione e altri kikismi del genere. L'obiettivo del garante era che questa vedova non smettesse di frequentare il Cammino e che, meglio per lei, si mettesse interamente al servizio della comunità, perché era sicuramente ciò che Dio si aspettava da lei.

Il caso di una signora anziana tiranneggiata dalla figlia dalla "fede adultah". (Condannata)

Un'altra donna, già anziana, racconta i suoi problemi di coabitazione con la figlia, che la tratta come una bambina, non la lascia mai sola e non rispetta le sue opinioni. Questa figlia e suo marito hanno finito il Cammino diversi anni fa, motivo per cui si presume che il loro modo di agire sia impeccabilmente cristiano. Così, il garante sentenzia: "Hai ragione, ma anche se hai ragione crocifiggi la ragione, umiliati, fatti piccola e umile, perché tua figlia agisce in buona fede". Insomma arriva a dirle che "Alla tua età, le opzioni sono o l'ospizio o un comandante in campo. Ringrazia Dio di aver avuto la seconda”. 

Il garante non si accontenta ed incolpa la signora anziana delle immense sofferenze che ella provoca alla figlia con la sua ribellione, accanendosi sul fatto che la donna insiste per aver ragione pur sapendo che difendere le proprie ragioni ferisce la figlia. Agendo in questo modo la signora starebbe mostrando quanto sia intrappolata dal diavolo, secondo il garante, anche se prega e dà la decima e partecipa ai sacramenti.

Cinque giorni dopo l'incontro dei garanti, la povera anziana signora rimproverata di malvagità per volersi rifiutare di diventare la figlia di sua figlia, è stata colpita da un ictus. Un caso? "Qualcuno" ha detto che per i cristiani nulla accade per caso.

Non è giusto quel che è giusto ma è giusto quel che il kikatekista o il kikogarante decidono sia giusto. Se fai una cosa giusta e loro non ti avevano detto di farla, hai fatto la cosa sbagliata. Condannato.

Il caso di un fratello incolpato semi-ingiustamente sul lavoro. (Assolto)

Un altro fratello racconta al gruppetto di "garanzia" di un errore commesso sul lavoro. A quanto pare, il guaio è stato causato dalla combinazione di un suo intervento maldestro con quello di un'altra persona. Questo fratello coglie l'occasione per far sapere che questa persona, la prima vera responsabile del pasticcio, è l'amante del capo. Motivo per cui la responsabilità della donna è stata insabbiata, mentre al fratello neocatecumenale è stata addossata interamente la responsabilità dell'errore, con la relativa sanzione economica.

Inutile dire che, non essendo il capo né l'amante neocatecumenali, massima libertà di scuoiarli verbalmente a piacimento, per riaffermare la religiosa convinzione che tutti i non camminanti sono falsi, meschini, bugiardi, disonesti, immorali ed insignificanti. Ebbene sì, in questo caso non è necessario crocifiggere la ragione, né umiliarsi chiedendo perdono alla malvagia amante del malvagio capo, né ammettere l'errore. Qui si è ritenuto opportuno parlare male (nel senso di maledire) di tutti gli estranei al Cammino.

Il caso di un fratello che resiste subdolamente al male sul luogo di lavoro. (Assolto)

Un caso simile al precedente, ma di maggiore intensità. Un fratello racconta di rivalità tra colleghi sul posto di lavoro, dovuta al fatto che il cattivo della storia gli ha rubato dei risultati e li ha spacciati per suoi. In questa situazione, invece di circoncidere la ragione, dimenticare l'abuso e perdonare l'imbroglione, il fratello neocatecumenale ha approfittato di un' assenza del collega disonesto per far sparire i risultati di un lungo lavoro di costui, ottenendogli così una lavata di capo per inefficienza da parte del responsabile. Ed ecco come i neocatecumenali sanno mostrare agli esterni l'amore di cui traboccano. 

In sintesi, cosa garantiscono i garanti? Il grado di sottomissione dei catecumeni. Sic et simpliciter.

In questi incontri con i garanti emerge il fatto che puoi mettere in dubbio l'amore di Dio perché la vita non va come vorresti. Ti è consentito distruggere l'immagine di una persona, con l'argomentazione che, se è così disonesta da essere l'amante del capo, sarà anche un' inetta imbrogliona che incolpa gli altri dei suoi fallimenti. Vieni assolto se fai sparire il lavoro di un collega sleale per fargli capire che con te non si scherza. È normale che tu viva in un confronto feroce e continuo con il tuo coniuge e che tu perda la pazienza con la tua prole, che non sopporti.  

Quel che non devi osare, è rifiutarti di parlare dei fatti tuoi con la motivazione che non vuoi che i catechisti (palesemente peccatori) ne vengano successivamente a conoscenza. E non è considerato sufficiente riverenza il fatto di evitare accuratamente di esprimere giudizi sulle intenzioni dei catechisti, è troppo anche il solo ricordare alcune loro "gesta gloriose" a sostegno delle tue motivazioni.

Un bravo catechista ed un bravo garante di Don Rodrikiko attendono il parroco, Don Abbàndon, per parlare di catechizzazione e di garanzia delle anime.

Fine della traduzione* (e anche del temporaneo dono delle lingue a FungKu). Non so voi, ma io sono molto impressionato. Ma nel Cammino, vi sentite più garantiti (per esempio nella privacy) o più che vi è arrivato un avviso di garanzia? 

*Postilla per gli amici spagnoli: se avete letto questo post e volete riproporlo, ricordatevi che l'abbiamo preso dal vostro blog, non è necessario ri-tradurlo!




Dal Direttorio secretato: 1° Padre Nostro, istituzione dei garanti:



Cosa ti stanno dicendo: "Siccome pian piano ci scappate tutti ed i catechisti non possono starvi alle costole uno per uno, ramifichiamo ancora i ruoli e vi appioppiamo i garanti. Uno straccio di somiglianza col RICA lo troviamo. Ma non vi preoccupate, i garanti non sono "i migliori", anche perché non possono mica essere migliori dei catechisti. E se siete garanti, non vi mettete a fare i catechisti! Per questo si fa a rotazione. Dite fatti concreti, cioè parlate dei ### vostri accuratamente, peggio che in confessione ma non sbrodolate teorie! Il plagio, quello lasciatelo a noi".


Come te lo stanno dicendo (kikodixit): "Noi catechisti svolgiamo la funzione di garantire alla Chiesa sul vostro processo di educazione alla maturità della fede. Per questo noi catechisti dovremmo essere sempre con voi ma, come sapete, nel cammino neocatecumenale non si fa così. Perciò, ora che iniziate le ultime due tappe del cammino, sceglieremo alcuni fratelli della comunità che avranno, insieme a noi catechisti, la missione di essere garanti davanti alla chiesa. Questi garanti non è che siano i migliori, non è così, essi formano parte del piccolo gruppo ma aiuteranno gli altri del loro gruppo ad essere costanti nella preghiera nel combattimento di ogni giorno eccetera. [...]

Ciascuno dice al gruppo come marcia, come sta andando quel mese la sua vita spirituale: la preghiera, soprattutto quella delle lodi, il rapporto con il Signore e con gli altri, nella famiglia sul lavoro, eccetera. Se opponi resistenza al male, se sei iracondo, superbo, attaccato al denaro, combatti per mantenere la castità, eccetera, chiedi aiuto ai fratelli con sincerità, chiedi che preghino per te che digiunino per te. Le cose che si dicono nel gruppo sono segrete non devono uscire dal gruppo. Suppongo che tutti avete già maturità sufficiente per fare così. [...]

Il garante non è il catechista del gruppo né una specie di "spione" di noi catechisti. Il garante è uno dei tanti fratelli, ma a cui tocca fare l'umile servizio di essere il responsabile della marcia del suo gruppo. Quando vede che qualche fratello del gruppo, anziché dare la sua esperienza concreta, parla a livello teorico, dà lezioni, fa la catechesi al gruppo, deve aiutarlo a scendere ai fatti concreti della propria vita. Anche il garante dice la sua esperienza di vita al gruppo con sincerità. Se il garante crede di essere qualcosa, non serve come garante."

ULTIM'ORA - Riceviamo e ritrasmettiamo la testimonianza di Neo:

esiste un foglio con le domande che NON è riportato nei mamotreti, come al solito, e che è frutto della trascrizione delle consegne orali.

- Sei aperto alla vita
- Preghi
- Hai nemici
- Fai la volontà di Dio
- Sei in comunione con i fratelli
- Come stai riguardo al cammino ( non se fai il cammino quello lo decide il garante )
- Comunione dei beni ( decima )

La celebrazione è all'interno dei vespri e il giro si fa dopo un vangelo a caso e 15 minuti di preghiera silenziosa,
poi si chiude e via di cena



Un'ultima considerazione da parte nostra:

Desideriamo ricordare chi sia per la Chiesa Cattolica il garante e quale sia il suo compito. È una figura che noi conosciamo come il padrino (o madrina) di battesimo, alla quale nel Rito per l'iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA) (qui in PDF) viene dato speciale risalto.

Ci preme sottolineare il fatto che il garante o padrino del RICA non assomiglia al garante del Cammino, in quanto è scelto dallo stesso catecumeno, non è un catecumeno a sua volta ma generalmente persona più avanti nel cammino di fede e sicuramente battezzata. Non fa scrutini e non cambia tutti gli anni. Insomma, abbiamo un'ennesima caricatura, ad opera del Cammino, che si inventa un garante non necessario per la riscoperta ridondante di un battesimo già somministrato.

Di seguito, i paragrafi di interesse, tratti dal RICA:

8. Secondo la primitiva tradizione della Chiesa, per ammettere un adulto al Battesimo si richiede un padrino, scelto in seno alla comunità cristiana. Egli aiuterà il battezzando almeno nell'ultima fase di preparazione al sacramento e, dopo il Battesimo, lo sosterrà, perché perseveri nella fede e nella vita cristiana. Anche nel Battesimo dei bambini si richiede il padrino: egli amplia, in senso spirituale, la famiglia del battezzando e rappresenta la Chiesa nel suo compito di madre. Se è necessario, collaborerà con i genitori perché il bambino giunga alla professione personale della fede e la esprima nella realtà della vita. 

9. Il padrino deve intervenire almeno negli ultimi riti del catecumenato e nella celebrazione del Battesimo, sia per essere garante della fede di un battezzando adulto, sia per professare, insieme con i genitori, la fede della Chiesa, fede nella quale il bambino è battezzato. 

42. Il candidato, che chiede di essere ammesso tra i catecumeni, è accompagnato da un responsabile o "garante", cioè da un uomo o da una donna che lo ha conosciuto, lo ha aiutato ed è testimone dei suoi costumi, della sua fede e della sua intenzione. Può accadere che questo garante nel tempo della purificazione, dell'illuminazione e della mistagogia non possa adempiere l'ufficio di padrino: in tal caso sarà sostituito da un'altra persona. 

43. Il padrino, scelto dal catecumeno per il suo esempio, per le sue doti e per la sua amicizia, delegato dalla comunità cristiana locale e approvato dal sacerdote, accompagna il candidato nel giorno dell'elezione, nella celebrazione dei sacramenti e nel tempo della mistagogia. 

È suo compito mostrare con amichevole familiarità al catecumeno la pratica del Vangelo nella vita individuale e sociale, soccorrerlo nei dubbi e nelle ansietà, rendergli testimonianza e prendersi cura dello sviluppo della sua vita battesimale. Scelto già prima della "elezione", esercita pubblicamente il suo ufficio dal giorno dell'"elezione", quando rende testimonianza sul catecumeno davanti alla comunità; il suo ufficio conserva tutta la sua importanza anche quando il neofito, ricevuti i sacramenti, ha ancora bisogno di aiuto e di sostegno per rimanere fedele alle promesse del Battesimo.



Sulle storpiature neocatecumenali del RICA, vedi anche:
RICA, catecumeni e confessioni pubbliche: facciamo un po' di chiarezza



E, a conclusione delle conclusioni, i consigli ai naviganti dalla Redazione del Blog: state attenti al Garantide Religioso! Una specie senza pregiudizi, in cui il maschio è pericoloso quanto la femmina.

Voci nel villaggo dei Puffi: - Ma chi è quello lì? - Boh? Dice di essere il nuovo Grande Puffo in mezzo a noi e sta distribuendo promesse di futuro immenso a destra e a manca - Ma il Grande Puffo, quando torna dal congresso degli anziani? - La settimana prossima - Cos'è che va promettendo sto tizio vestito di nero? - Il centuplo quaggiù - Ma il centuplo di che? - Non ne ho idea e non voglio chiedergli spiegazioni, vestito di nero com'è - E pare pure uno che magna parecchio! - Vero, non vorrei che fosse un altro Gargamella... - Hai ragione! Ma lo sai che gli ho sentito dire...

lunedì 18 aprile 2022

Con i Sacramenti non si scherza!

Leggiamo dall'interessante fatica letteraria del noto teologo e liturgista don Nicola Bux, dal titolo "Con i Sacramenti non si scherza", un paragrafo dedicato proprio al percorso post battesimale proposto e praticato nell'ambito del Cammino neocatecumenale:

«Circa la catechesi post battesimale, ci si chiede se il concepire la vita cristiana come un catecumenato permanente sia da considerarsi un punto a favore delle proposte neocatecumenali.
Chi ha già ricevuto i sacramenti non è sullo stesso piano di chi non li ha ricevuti: sarebbe come affermare che la grazia di Dio è stata inutile. Pertanto, la prassi neocatecumenale è debole su questo punto e questo favorisce una concezione giudaico-gnostica dei sacramenti, perché suppone che vi si debba arrivare attraverso una conoscenza quasi esoterica.
È noto che i neocatecumenali hanno catechismi ufficiali e altri ufficiosi, per dir così, con i quali insegnano cose diverse dalla dottrina cattolica: ciò è molto grave.
La “rievangelizzazione” di coloro che sono già battezzati non può essere confusa con il catecumenato, perché si tratta di risvegliare la fede e non di farla conoscere per la prima volta; rifare il percorso del catecumenato antico va molto bene, purché sia chiaro che chi è già battezzato ha già ricevuto la grazia divina.
Dunque, non si può trattare il battezzato che non aderisce al cammino neocatecumenale come se fosse un pagano.
Soprattutto, va detto che i sacramenti, come dice il Vaticano II, sono atti della Chiesa, non di un gruppo.»

A conferma dell'analisi e di monsignor Bux, leggiamo dal Catechismo della Chiesa Cattolica la definizione di cosa sia il Battesimo:

«1213: Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito («vitae spiritualis ianua»), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.»
Leggiamo ora il "Catechismo" di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez ("Orientamenti per la fase di conversione" - 1972):
«Nella Chiesa primitiva, al termine del catecumenato, il vescovo col Battesimo veniva a confermare se c'era nel catecumeno una creatura nuova. Nel Battesimo è dato alla luce questo bambino. E chi non l'ha non può entrare nel Battesimo, ha una gravidanza isterica, e non può dare alla luce nulla. Per quanto si sforzi, se Dio non l'ha eletto per essere sale… E non succede nulla, non importa. Non è nè peggio nè meglio di nessuno.»
È evidente che il Battesimo per Kiko è solo una conferma formale di un cambiamento che è già avvenuto: non è un sacramento efficace che libera dal Peccato Originale rendendoci nuove creature.

E se il Battesimo viene ricevuto da neonati (come la Chiesa odierna preferisce e approva)?

Allora, dice sempre Kiko, il Battesimo può essere efficace solo ricevendo continuamente la Catechesi [di Kiko]. Anche in questo caso al Battesimo non viene riconosciuta nessuna efficacia propria, né al battezzato viene riconosciuto lo status di nuova creatura e di figlio di Dio. Come abbiamo letto sopra: "non è meglio né peggio di nessun altro".
«Il Battesimo è dato a noi dalla Chiesa prendendo in prestito la fede dai genitori o dai padrini, ma affinché il Battesimo possa realmente spogliarci dello uomo vecchio e darci gratuitamente l'uomo nuovo, secondo quello che dice la Scrittura, occorre che noi riceviamo continuamente la Catechesi, cioè la Fede della Chiesa, e occorre la nostra libertà per accettare questa catechesi.» (p.42 "Orientamenti per lo Shemà".

 

Soliti allestimenti per battesimi neocatecumenali

Dopo aver chiarito quale valore sia attribuito al Battesimo dal fondatore del Cammino Neocatecumenale, leggiamo un avviso apparso nel sito della Diocesi di Phoenix (Arizona) a gennaio 2022 in seguito quale si ha chiaro invece il valore che attribuisce al Battesimo la Chiesa Cattolica; nella fattispecie riflettiamo sul valore e sulla efficacia di tutti i Sacramenti e sul potenziale distruttivo degli abusi liturgici che tanto leggermente si perpetrano in alcune realtà della Chiesa Cattolica, tra cui spicca per ostinazione e disobbedienza proprio il Cammino Neocatecumenale.

Avviso sulla validità dei battesimi

Siamo rattristati nell'annunciare alcune difficili informazioni sui battesimi compiuti dal Rev. Andres Arango, sacerdote della diocesi di Phoenix, che era stato anche membro della comunità religiosa eudista. Dopo un attento studio, è stato determinato che la forma (parole) p. Andres usato per il sacramento del battesimo non è stato corretto e tutti i battesimi che ha eseguito fino al 17 giugno 2021 sono ritenuti non validi. Eventuali battesimi compiuti da p. Andres dopo il 17 giugno 2021, sono presunti validi e non necessitano di essere ripetuti.
Vi assicuriamo che cose del genere sono già successe nella storia della Chiesa, e la diocesi di Phoenix è pronta a fare tutto il possibile per rivolgersi a ogni persona che è stata battezzata invalidamente da p. Andres.

Cosa è successo esattamente?
La formula (o le parole) p. Andres era abituato ad usare durante il Rito del Battesimo in inglese e spagnolo sia per i bambini che per gli adulti la frase “ti battezziamo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
La parola in questione è l'uso di "noi" al posto di "io". Non è la comunità che battezza una persona e la incorpora alla Chiesa di Cristo; piuttosto, è Cristo, e Cristo solo, che presiede a tutti i sacramenti; perciò è Cristo che battezza. La Formula battesimale (le parole usate nel Rito) è sempre stata custodita per questo: quindi è chiaro che riceviamo il nostro battesimo attraverso Gesù e non la comunità.
Se sei stato battezzato usando le parole sbagliate, significa che il tuo battesimo non è valido e non sei battezzato. Avrai bisogno di essere battezzato.
Se sei a conoscenza di qualcuno che è stato battezzato da un sacerdote o da un diacono usando “noi” invece di “io” diverso da p. Andres Arango, per favore contattaci .

Perché il battesimo è  importante?
Il battesimo è un requisito per la salvezza . Gesù inizia il battesimo essendo battezzato da Giovanni Battista ( Matteo 3:13 , Luca 3:21 , Marco 1:9 ). Dice ai discepoli: «Nessuno può entrare nel regno di Dio senza essere nato da acqua e Spirito » ( Gv 3,5 ). Il Cristo risorto dice: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato; chi non crede sarà condannato» ( Mc 16,16 ). Dice agli apostoli: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» ( Mt 28,19 ).
CCC 1257 dice:  il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza . Egli comanda anche ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo a tutte le nazioni e di battezzarle. Il battesimo è necessario per la salvezza di coloro ai quali è stato annunciato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento. La Chiesa non conosce altro mezzo che il Battesimo che assicuri l'ingresso nella beatitudine eterna; per questo si preoccupa di non trascurare la missione che ha ricevuto dal Signore di far sì che tutti i battezzabili rinascano d'acqua e di Spirito. «Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo , ma lui stesso non è vincolato dai suoi sacramenti».

Che cosa ha detto il Vaticano sull'uso delle parole appropriate per conferire il Sacramento?
Nel 2020, la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha risposto alle domande sulla validità dei battesimi in caso di modifica di parole. Hanno stabilito autorevolmente che dire “Ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” non veicola il sacramento del battesimo. Piuttosto, i ministri devono permettere a Gesù di parlare attraverso di loro e dire: “Vi battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Nel fare questo chiarimento, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha fatto riferimento all'insegnamento del Concilio Vaticano II , il quale ci ha ricordato che nessuno, anche se sacerdote, può aggiungere, togliere o cambiare qualcosa nella liturgia di propria autorità. La nostra stessa consultazione con la CDF ha portato alla stessa conclusione in questo caso: battesimi compiuti da p. Andres che usa "noi" non è valido.

Non è  legalistico dire che un Sacramento  non è  valido per una sola parola?
Può sembrare legalistico, ma le parole che vengono pronunciate (la forma sacramentale ), insieme alle azioni che vengono eseguite e ai materiali utilizzati (la materia sacramentale ) sono un aspetto cruciale di ogni sacramento. Se modifichi le parole, le azioni o i materiali richiesti in uno qualsiasi dei sacramenti, non sono validi. Ad esempio, se un sacerdote usa il latte al posto del vino durante la Consacrazione dell'Eucaristia, il sacramento non è valido. Il latte non sarebbe diventato il Sangue di Gesù Cristo.
È importante notare che, mentre Dio ha istituito i sacramenti per noi, non è vincolato da essi. Sebbene siano il nostro accesso più sicuro alla grazia, Dio può concedere la Sua grazia in modi conosciuti solo da Lui. Secondo san Tommaso d'Aquino, Dio si è legato ai sacramenti, ma non è vincolato  dai  sacramenti . Ciò significa che mentre possiamo essere certi che Dio opera sempre attraverso i sacramenti quando sono adeguatamente conferiti dal ministro, Dio non è vincolato dai sacramenti in quanto può estendere la sua grazia in qualsiasi misura e modo voglia. Possiamo essere certi che tutti coloro che si sono avvicinati a Dio, nostro Padre, in buona fede per ricevere i sacramenti non se ne sono andati a mani vuote.

Cosa sono forma e materia e perché sono importanti?
I sacramenti sono  segni efficaci* della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, mediante la quale ci viene dispensata la vita divina. In altre parole, i sacramenti sono segni esteriori di grazia interiore, istituiti da Cristo per la nostra santificazione. Sono efficaci in quanto, quando i Sacramenti sono celebrati degnamente nella fede, conferiscono la grazia che significano: fanno ciò che dicono, e Cristo stesso è all'opera (CCC 1127).
La  forma di un sacramento sono le parole con cui si attua. Nel battesimo, la forma per un sacramento valido è “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.“
La  materia di un sacramento è ciò che vi sta alla base, così come la materia fisica sta alla base della sostanza. Nel caso del battesimo, la  materia per un sacramento valido è il versamento dell'acqua.
I segni efficaci del battesimo si vedono molto facilmente. A causa degli errori dei nostri progenitori, siamo tutti macchiati dal peccato originale . Queste macchie non ci permettono di vivere nel giusto rapporto con Dio anche se siamo stati creati per quello scopo. Da quella rottura, Dio ha continuamente richiamato il Suo popolo a Sé. Finalmente, attraverso il mistero pasquale e l'istituzione del sacramento del battesimo, possiamo togliere la macchia del peccato originale ed essere nuovamente purificati.
*  Efficace : avere il potere di produrre un risultato o un effetto desiderato.

In che modo il battesimo influisce sugli altri Sacramenti?
Il Battesimo è il primo dei tre Sacramenti dell'Iniziazione (seguito dalla Cresima e dall'Eucaristia). È il rito di accoglienza alla Chiesa di Cristo, il sacramento che dà accesso a tutti gli altri.
«Il battesimo è la base di tutta la vita cristiana, la porta della vita nello Spirito ( vitae spiritualis ianua ), e la porta che dà accesso agli altri sacramenti» ( CCC 1213 ). Come punto di accesso ad altri sacramenti, un battesimo invalido invalida quindi tutti i sacramenti successivi, in particolare la cresima, il matrimonio e l'ordine sacro (ordinazione sacerdotale o diaconale).
Ciò significa per te che, se il tuo battesimo non era valido e hai ricevuto altri sacramenti, potresti dover ripetere alcuni o tutti quei sacramenti anche dopo essere stato validamente battezzato.




Questa storia mostra tutti i frutti malati del liturgismo fai da te.

In particolare, molti battesimi del Cammino, se dovessimo andare a visionare i filmini tra i battiti di mani, le urla su un certo cavallo e cavaliere precipitati nel mare, sarebbero come minimo da ripetere con riserva, visto che, senza nessun motivo di grave impedimento, l'acqua battesimale va a battezzare il sedere del bambino piuttosto che la sommità del capo, come previsto e disposto ("Occorre piuttosto ammonire che deve essere bagnata non una qualsiasi parte del corpo, ma precisamente il capo, centro di tutti i sensi esterni e interni" Catechismo di S.Pio V; "Si dà il Battesimo versando dell'acqua sul capo del battezzando, e se non si può sul capo, su qualche altra parte principale del corpo" Catechismo di San Pio X; "conferito versando per tre volte l'acqua sul capo del candidato" CCC).

Alcuni di quei bambini sono ora diventati sacerdoti di Kiko e amministrano a loro volta Sacramenti, con il rischio che questi siano invalidi non solo per gli abusi liturgici commessi in Cammino, ma anche per il fatto che il loro stesso Battesimo è di dubbia validità ("un non battezzato non può ricevere validamente il sacramento dell'ordine" - canone 1024 del CJC - per cui...).

Inoltre, questa vicenda ci fa riflettere su quanto ricordato dal mons.Nicola Bux nella citazione del suo libro "Con i Sacramenti non si scherza" che abbiamo riportato a inizio di articolo:

"i sacramenti, come dice il Vaticano II, sono atti della Chiesa, non di un gruppo".

Il gruppo, in questo caso il cammino neocatecumenale, non può né dare né  togliere valore ad un Sacramento che è  donato dalla Chiesa, la quale non conosce altro mezzo per assicurare la beatitudine eterna.

D'altra parte, chi ha ricevuto questo Sacramento, non può essere posto, sempre nell'ambito di questo gruppo, che si differenzia dalla Chiesa pur dichiarando di rappresentarla, sullo stesso piano di chi non l'ha ricevuto, sarebbe come affermare che la grazia di Dio è  stata inutile.

lunedì 29 marzo 2021

Le indicazioni pastorali neocatecumenali per questa Santa Pasqua 2021

Leggiamo parallelamente le indicazioni della Curia romana sulla Santa Pasqua e le indicazioni del Cammino Neocatecumenale date nell'annuncio di Pasqua dalla équipe internazionale Argüello Pezzi Romero. 
Abbiamo notato infatti che l'Annuncio di Pasqua di Kiko di quest'anno è stato costruito proprio sulla falsariga di questo documento della Diocesi di Roma. 
 
Innanzitutto nel prologo delle Indicazioni per la Settimana Santa nella Diocesi di di Roma leggiamo quanto segue:
Anche se percepiamo ancora il peso dell’emergenza sanitaria, questa situazione non ci deve scoraggiare! Il Maestro ci guida a riscoprire la vocazione missionaria della Chiesa e nell’oggi della storia ci chiama a proseguire nell’impegno di esprimere continuamente «una nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice»(EG 11)
Ebbene, anche Kiko, nel proprio prologo,  ci ha tenuto a dare una propria interpretazione di come nel Cammino è recepita questa necessità evangelizzatrice della Chiesa tutta. 
 
I privilegiati neocat con le 'palme alte'
Kiko: Quando vi abbiamo proclamato il Sermone della Montagna e vi abbiamo mostrato l’uomo nuovo, che non resiste al male, che ama il nemico, che non giudica, non avete dubitato, avete creduto, perché Dio vi ha scelto da prima della creazione del mondo per darvi la fede. Questa è la prova che siete stati scelti da Dio. Alcuni non hanno creduto. Chi gli ha sigillato dentro che quello che dice Kiko è vero? Lo Spirito Santo. Chi vi sta sigillando che quello che dico è vero? Lo Spirito.(...) Il Signore nella sua provvidenza ci ha unito, da prima della creazione del mondo ha unito voi e noi, l’equipe dei catechisti di Kiko e Carmen.(...) Ragazzi, siamo privilegiati perché il Signore ci ha scelto, ci ha eletto, ci ha mandato nelle parrocchie, vuole fare della sua Chiesa Cattolica qualcosa di vivo, autentico, di bello. (...) 
 
Naturalmente Kiko ha una propria visione di questa 'nuova gioia della fede' a cui accenna la nota della Chiesa di Roma. 
 
Kiko: In cosa si nota che Cristo abita in noi? Dal fatto che siamo misericordiosi, siamo pazienti con i difetti altrui. Una cosa fantastica! Amarci, volerci bene. Mario, mi vuoi bene? P. Mario: Tu lo sai, Signore! Kiko: Mi ha risposto: “Tu lo sai Signore!”. È una domanda rischiosa! Kiko chiede ad Ascensión: “Tu mi vuoi bene?”. Ascensión: “Si!”. Il Signore ha benedetto Ascensión, perché le ha concesso di stare con noi in équipe; mi ha detto: “Avevo nel cuore un pensiero segreto, di stare in équipe con voi” e il Signore glielo ha concesso. Come ti vuole bene il Signore! È abbastanza brava. 
 
Leggere l'Annuncio di Pasqua 2021 riserva anche questi momenti di puro lirismo 😆. 
 
Prosegue il documento della Diocesi di Roma: 
La pandemia ci mette ogni giorno a contatto con alcune «persone che inclinano alla tristezza per le gravi difficoltà che devono patire, però poco alla volta bisogna permettere che la gioia della fede cominci a destarsi, come una segreta ma ferma fiducia, anche in mezzo alle peggiori angustie» (EG 6). È questo l’obiettivo con cui preparare e vivere la settimana santa: contemplare noi per primi il Cristo sofferente, morto, risorto, per guidare tutta la comunità all’incontro con Lui. 
 
Il documento della Chiesa parla di difficoltà, di angustie? Anche Kiko, sentendosi un vero e proprio Vescovo (o Pontefice), ci tiene a parlare di angustie. E infatti ne parla, ma ci mette in mezzo Giuseppe, i fratelli di Giuseppe e addirittura la Shoah. 
Leggere per credere! 
Kiko: Avete visto veramente il Signore in un momento di angustia? Siete uomini pasquali? La parola angustia è molto importante per gli ebrei. I fratelli di Giuseppe si chiedono il perché di quello che succede loro, sempre analizzano la storia che ha la sua causa in Dio. Forse non tutti pensavano di ucciderlo, ma una cosa è certa: tutti avete visto l’angustia di Giuseppe quando gridava pietà, e hanno voltato la faccia da un’altra parte. Basta voltare la faccia per essere assassini di 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento, ma Cristo ha vinto la morte per noi e ci ha dato a partecipare della sua vittoria.
Peccato che, nella interpretazione di Kiko, l'angustia di chi è in difficoltà, diventa l'angustia di Giuseppe buttato nella fossa, l'angustia dei fratelli di Giuseppe che 'analizzano la storia' e che, avendo voltato la faccia, sono responsabili come i feroci assassini di 6 milioni di ebrei. Responsabili per modo di dire, perché subito Kiko  conclude: 'ma Cristo ha vinto la morte per noi e ci ha dato a partecipare della sua vittoria'.
Quindi tutti assolti: che tu ne abbia affossato  uno, mille o seimila.
 
Ma bisogna seguire la scaletta 'ufficiale'. Infatti il documento della Diocesi di Roma prosegue con le Indicazioni Pastorali e così pure l'Annuncio del Tripode: il compito viene affidato a padre Mario Pezzi. 
Non è facile dare le direttive per la Pasqua neocatecumenale, che si sostanzia e si condensa nel Triduo quando la Conferenza Episcopale Italiana ha invitato a non duplicare, nella stessa parrocchia, le celebrazioni, e nella Veglia notturna, resa impossibile dal coprifuoco. 
Don Mario Pezzi riesce miracolosamente a dare diverse indicazioni senza parere. Da ciò deduciamo che le bastonate ricevute per la dissennata Pasqua neocatecumenale del 2020 sono state così forti da levare il pelo. 
 
Una modalità per 'celebrare la Pasqua nrocatecumenale' detta senza parere: 
Pezzi: Conosciamo la difficoltà di tutti noi a sottometterci a queste leggi, e la tentazione di ribellarci o di cercare scappatoie: sappiamo che alcune comunità già avevano cercato dei posti per poter celebrare tutta la Veglia in strutture ecclesiastiche o in Hotel, entrando prima del coprifuoco e uscendo il mattino al suo termine. 
A questo punto Pezzi lascia cadere il discorso nel vuoto. Possono farlo? Non possono? È evidente che, a loro rischio e pericolo, possono farlo. E qualcuno lo farà. 
 
Basta battesimi nei bicchieri di plexiglas
E i battesimi? Che si fa con i battesimi? Cos'è una Veglia neocatecumenale, già di per sé ridotta a una Messa un po' prolungata, senza almeno i battesimi per immersione, ritornello di Cavallo e Cavaliere e battimani? Battesimi inutili e infecondi finché non verranno 'riscoperti' nelle comunità di Kiko, dopo opportuna discesa nella abiezione del peccato, ma comunque, almeno dal punto di vista simbolico, indispensabili nelle Veglie del Cammino? 
La direttiva della Curia per la diocesi di Roma (riportata solo in parte in nota nell'Annuncio di Pasqua del Cammino) stabilisce che i battesimi per immersione debbano essere fatti, per motivi sanitari, addirittura 'nell'acqua corrente'! 
Ma Pezzi non ne parla: non dà disposizione per esempio di fare gli eventuali battesimi per infusione. 
 
E un'altra disposizione presente nella Nota della Curia di Roma è importante, e valida per sempre, non solo per questi tempi di pandemia: 
"essendo il fonte battesimale il luogo liturgico ordinario per celebrare il sacramento della rinascita in Cristo (cf. Rito del battesimo dei bambini, n. 10. 25; Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, n. 25) si deve evitare di battezzare sia gli adulti sia i bambini fuori dal fonte della chiesa parrocchiale".  
Precisazione importante! Ma viene confinata nella nota dell'Annuncio di Pasqua 2021 e sappiamo, dalla lettera di Benedetto XVI messa in nota allo Statuto Neocatecumenale e dalla dottrina del CCC messa in nota sulle pagine del Direttorio, che quando il Cammino Neocatecumenale ha deciso di violare una direttiva, la mette in una nota. 
 
La Conferenza Episcopale Italiana raccomanda di seguire le celebrazioni pasquali, se possibile, in presenza e la curia di Roma ribadisce :
'I pastori esortino i fedeli alla partecipazione in presenza ai riti della settimana santa. A coloro che non possono prendervi parte, si raccomandi di seguire le celebrazioni presiedute dal Santo Padre attraverso i mezzi di comunicazione' 
Invece nelle direttive di Mario Pezzi, e del Cammino, la Messa in presenza è l'ultima delle opzioni, perché prima di questa e più importante è la 'celebrazione domestica'. 
Un catechista che 'riporta' l'annuncio su YouTube è esplicito: 'se poi la Messa (in parrocchia) dura un'ora... tanto vale che ve ne stiate a casa a «celebrare»'  in famiglia.
E poi, naturalmente, l'indicazione data anche quest'anno da padre Pezzi di utilizzare il vademecum neocatecumenale così come previsto per la Pasqua 2020 in cui era prevista la dissacrante 'comunione per asporto' completa il quadro di ciò che non viene detto, ma che è implicito. 
Pezzi: "Là dove questa celebrazione della Veglia non è possibile, con la ricca esperienza maturata già lo scorso anno tra le famiglie del Cammino, affidiamo alle famiglie la missione di tenere viva la celebrazione della Veglia nelle case, durante la quale, compiendo il sacerdozio dei fedeli, trasmettono la fede ai figli." 
Siamo perciò convinti del fatto che scopriremo solo dopo Pasqua cosa significava realmente la frase finale di Kiko subito prima delle preghiere nel mamotreto Annuncio di Pasqua:
 
Kiko: "Bene, fratelli, sono contento di avervi visto, sono contento che celebriate la Veglia Pasquale come potete. Preghiamo."
 
C'è infine una notazione, nel documento della Diocesi di Roma, che, se dovesse venir rispettata, renderebbe inutili tutti i riti neocatecumenali non solo questa Pasqua, ma per sempre. 
Le limitazioni imposte da questo momento di pandemia ancora di più ci spingono a proporre una accurata catechesi pastorale e mistagogica sulla ricchezza dei segni, dei gesti e delle parole che la sapienza celebrativa della Chiesa ci ha consegnato nei riti della Settimana Santa. Si eviti dunque di impoverire i riti e i gesti per una presunta necessità di compierli al di là del loro senso e della loro ricchezza teologica».
Riti e gesti della liturgia della Chiesa Cattolica vengono impoveriti, e non arricchiti, dalla 'presunta necessità di compierli' non rispettandone il senso. E sicuramente nessun sacramento conserva il proprio significato se compiuto come rito separato rivolto ad una élite e non vissuto nella consapevolezza dell'unità con la Chiesa universale.

Nota a margine: ogni anno è sempre la stessa storia, praticamente ogni anno ci ritroviamo ad osservare sempre le stesse cose. 

Per avere una breve carrellata da quest'anno agli anni precedenti, consultare i seguenti articoli:

mercoledì 2 settembre 2020

Preparate i confetti: c'è qualche Battesimo da (ri)fare

Leggiamo dal Catechismo della Chiesa Cattolica la definizione di cosa sia il Battesimo:

1213: Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito («vitae spiritualis ianua»), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.
Leggiamo ora il "Catechismo" di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez ("Orientamenti per la fase di conversione" - 1972):
Nella Chiesa primitiva, al termine del catecumenato, il vescovo col Battesimo veniva a confermare se c'era nel catecumeno una creatura nuova. Nel Battesimo è dato alla luce questo bambino. E chi non l'ha non può entrare nel Battesimo, ha una gravidanza isterica, e non può dare alla luce nulla. Per quanto si sforzi, se Dio non l'ha eletto per essere sale… E non succede nulla, non importa. Non è nè peggio nè meglio di nessuno.
È evidente che il Battesimo per Kiko è solo una conferma formale di un cambiamento che è già avvenuto: non è un sacramento efficace che libera dal Peccato Originale rendendoci nuove creature.

E se il Battesimo viene ricevuto da neonati (come la Chiesa odierna preferisce e approva)?

Allora, dice sempre Kiko, il Battesimo può essere efficace solo ricevendo continuamente la Catechesi [di Kiko]. Anche in questo caso al Battesimo non viene riconosciuta nessuna efficacia propria, né al battezzato viene riconosciuto lo status di nuova creatura e di figlio di Dio. Come abbiamo letto sopra: "non è meglio né peggio di nessun altro".
Spettacolarismo neocatecumenale: l'acquario ottagonale
Il Battesimo è dato a noi dalla Chiesa prendendo in prestito la fede dai genitori o dai padrini, ma affinché il Battesimo possa realmente spogliarci dello uomo vecchio e darci gratuitamente l'uomo nuovo, secondo quello che dice la Scrittura, occorre che noi riceviamo continuamente la Catechesi, cioè la Fede della Chiesa, e occorre la nostra libertà per accettare questa catechesi. (p.42 "Orientamenti per lo Shemà".
Dopo aver chiarito quale valore sia attribuito al Battesimo dal fondatore del Cammino Neocatecumenale, leggiamo nell'articolo riportato in seguito quale sia invece il valore che gli attribuisce la Chiesa Cattolica; nella fattispecie riflettiamo sul valore e sulla efficacia di tutti i Sacramenti e sul potenziale distruttivo degli abusi liturgici che tanto leggermente si perpetrano in alcune realtà della Chiesa Cattolica, tra cui spicca per ostinazione e disobbedienza proprio il Cammino Neocatecumenale.

Il protagonista dell'articolo che riportiamo qui sotto pensava di essere un sacerdote, celebrava la Messa, assolveva i penitenti, ma in realtà non era neanche un prete.

Don Matthew Hood, sacerdote a Detroit, dopo aver letto la nota della CDF sui "Battesimi fai da te" è andato a rivedere il filmino del suo Battesimo. E ha scoperto non solo che quel Sacramento era invalido, ma di conseguenza lo erano tutti gli altri amministrati da lui.

È corso ai ripari, ricevendo ora una valida ordinazione sacerdotale.

Ma questa storia mostra tutti i frutti malati del liturgismo fai da te.

Un altro sederino battezzato…
In particolare, molti battesimi del Cammino, se dovessimo andare a visionare i filmini tra i battiti di mani, le urla su un certo cavallo e cavaliere precipitati nel mare, sarebbero come minimo da ripetere con riserva, visto che, senza nessun motivo di grave impedimento, l'acqua battesimale va a battezzare il sedere del bambino piuttosto che la sommità del capo, come previsto e disposto ("Occorre piuttosto ammonire che deve essere bagnata non una qualsiasi parte del corpo, ma precisamente il capo, centro di tutti i sensi esterni e interni" Catechismo di S.Pio V; "Si dà il Battesimo versando dell'acqua sul capo del battezzando, e se non si può sul capo, su qualche altra parte principale del corpo" Catechismo di San Pio X; "conferito versando per tre volte l'acqua sul capo del candidato" CCC).

Alcuni di quei bambini sono ora diventati sacerdoti di Kiko (oops: "presbìteri") e amministrano a loro volta Sacramenti, con il rischio che questi siano invalidi non solo per gli abusi liturgici commessi in Cammino, ma anche per il fatto che il loro stesso Battesimo è di dubbia validità (un non battezzato non può ricevere validamente il sacramento dell'ordine - canone 1024 del CJC - per cui...)




Don Matthew Hood, sacerdote della diocesi di Detroit, aveva ricevuto l’ordinazione tre anni fa, nel 2017. Almeno così pensava. Fino a quando ha letto il Responsum e la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 6 agosto scorso, sull’invalidità dei Battesimo amministrato con la formula: “Noi ti battezziamo, etc…”.

Allora si è ricordato che una volta, rivedendo il video del suo Battesimo, amministrato dal diacono Mark Springer, aveva sentito proprio quella formula. E così il don ha realizzato… di non essere nemmeno cattolico. E poi a cascata tutte le conseguenze del suo non essere battezzato: invalida la Cresima, l’ordinazione diaconale e quella presbiterale; invalide tutte le Sante Messe celebrate in questi tre anni e le Comunioni amministrate, (se le particole erano state “consacrate” da lui); invalide le assoluzioni, le Unzioni dei malati e le eventuali Confermazioni da lui conferite su delega dell’Ordinario.

Don Hood ha ora ricevuto validamente tutti i sacramenti dell’iniziazione cristiana, è stato ordinato diacono e, lo scorso 17 agosto, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. Questa volta validamente. Il diacono Springer, invece, si è ritirato dal ministero.
Vittima della Liturgia "fai da te"
Tutto è bene quello che finisce bene? Non proprio.
Anzitutto perché, come si è detto, rimangono anni di Messe non celebrate e di sacramenti invalidamente amministrati. E poi perché il diacono permanente che aveva attentato al Battesimo si è avvalso dell’originale formula per ben quattordici anni, dal 1986 al 1999, anni in cui svolgeva il suo ministero nella parrocchia Sant’Anastasia di Troy, nel Michigan.
Quattordici anni di battesimi invalidi: per quanto siano in calo le nascite ed i battesimi, si tratta comunque di decine e decine di persone, che dovranno essere rintracciate e contattate. Persone che pensavano di essere state rigenerate alla vita della grazia, di aver ricevuto il carattere, di essere state fortificate nella Confermazione, nutrite dall’Eucaristia, etc. Persone come don Matthew Hood, che pensava di essere sacerdote e non lo era.

Con ragione, l’Arcivescovo di Detroit, Mons. Allen Vigneron, ha rivolto ai fedeli una lunga lettera per spiegare l’accaduto e per ricercare quanti hanno ricevuto sacramenti invalidi, sia da parte del colpevole diacono, sia da parte dell’inconsapevole sacerdote.
E ha voluto ribadire l’importanza della grazia santificante che viene a noi tramite i sacramenti:
«La grazia santificante è necessaria all’anima per trascorrere l’eternità in cielo e il valido sacramento del Battesimo garantisce che questa grazia sia stata posta nell’anima […]. Questa grazia è il tesoro dei tesori e noi dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere l’integrità dei sacramenti mediante i quali la riceviamo. È dovere della Chiesa locale assicurare che tutti coloro che sono affidati alla sua cura abbiano il totale beneficio e certezza che proviene dalla valida recezione dei sacramenti».
Prima la Congregazione per la Dottrina della Fede e ora il vescovo di Detroit richiamano l’importanza di vigilare sull’integrità dei sacramenti, di metterli al riparo da quella «deriva soggettivistica e una volontà manipolatrice», per usare il linguaggio della recente Nota, che ormai dilaga. E bisogna farlo prima che succeda il patatrac, come nel caso di don Hood.

La danza degli Illuminati (Cammino Neocatecumenale)
Se però i ministri vengono formati ad una liturgia creativa; se di fatto questa liturgia creativa la pongono in essere, inventando riti nuovi, cambiando a proprio piacimento le parole del Messale o del Rituale; allora è chiaro che prima o poi questa tendenza al fai-da-te finisce per provocare guai grossi. Per questo, occorre dare una stretta di vite all’andazzo generale.

È stata la Nota del 6 agosto a ricordare che:
«il Concilio Vaticano II ha […] stabilito che nessuno “anche se sacerdote, osi, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica” (SC 22 §3)», perché ogni modifica arbitraria «non costituisce un semplice abuso liturgico, come trasgressione di una norma positiva, ma un vulnus inferto a un tempo alla comunione ecclesiale e alla riconoscibilità dell’azione di Cristo, che nei casi più gravi rende invalido il Sacramento stesso, perché la natura dell’azione ministeriale esige di trasmettere con fedeltà quello che si è ricevuto (cfr. 1 Cor 15, 3)».
Allora ci si domanda come sia stato possibile che per quattordici anni, nessuno sia intervenuto a fermare l’azione del diacono Springer…

Ma poi c’è un’altra questione, un dubbio che probabilmente si sarà affacciato nella mente di molti di coloro che stanno leggendo questo articolo: ma in fondo non conta l’intenzione del fedele o del ministro, più che i dettagli legati alla materia ed alla forma? Come si può pensare che per un pronome plurale anziché singolare molte persone ignare non abbiano potuto ricevere gli effetti del Battesimo, con tutto quello che vi è connesso?

Noi facciamo tanta fatica a capire che il primo e fondamentale atteggiamento di fronte a Dio è il timore, cioè il profondo rispetto della sua persona, la consapevolezza che Lui è Dio e noi no e che perciò a Lui dobbiamo l’obbedienza che nasce dalla giustizia e dall’amore; il timore santo non viene mai meno, ma si affina sempre di più, man mano che progrediamo nell’amore.
Questo significa che noi non possiamo pretendere di piegare Dio ai nostri capricci, alle nostre voglie, alla nostra comprensione.

La comunione seduti (Cammino Neocatecumenale)
La Congregazione, nel nostro caso, fa presente che «la Chiesa, sebbene sia costituita dallo Spirito Santo interprete della Parola di Dio e possa in una certa misura determinare i riti che esprimono la grazia sacramentale offerta da Cristo, non dispone dei fondamenti stessi del suo esistere: la Parola di Dio e i gesti salvifici di Cristo».
Dio ha stabilito così e noi siamo legati alla sua volontà salvifica, non Lui ai nostri capricci.



Con buona pace di certi riformatori ispanici e delle loro bizzarrie anti-cattoliche.