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sabato 1 agosto 2026

È la gerarchia conciliare ad aver consentito lo sfascio neocatecumenalizio

È grazie a quella "falla" che il Cammino ha
potuto attecchire e crescere (e far danni)

Siamo nel 2026 e la setta neocatecumenale continua a pascere (sebbene di tragicomico declino da più di vent'anni), mentre nessuna delle ingiustizie perpetrate dai suoi capicosca ha incontrato non dico giustizia, ma almeno l'attenzione da parte dei pastori della Chiesa. E il motivo fondamentale è che mentre si usa il pugno di ferro contro i cosiddetti "tradizionalisti", si fa finta di niente verso coloro che (come il Cammino) devastano la liturgia, inquinano la fede, calpestano la dignità di coloro che chiedevano solo un "itinerario" per crescere nella fede.

Tutto ciò è dovuto alla crisi nella Chiesa, una crisi di fede esplosa contestualmente al Concilio Vaticano II e che in diverse forme colpisce anzitutto il clero e la gerarchia.

Il Cammino Neocatecumenale, pur imbottito di rimproveri pontifici, continua coi suoi scandali, col suo calpestare la dignità dei fratelli delle comunità, col suo inquinamento della fede e della liturgia, perché i pastori della Chiesa sembrano ossessionati dal dover "applicare il Concilio" (in realtà un'interpretazione di comodo del Concilio, altrimenti il Cammino sarebbe stato annientato già da molti decenni) e dunque chi fa danni ma si spaccia per "frutto del Concilio" viene lasciato in pace, mentre chi getta luce sulle storture di chi "applica il Concilio" viene considerato un nemico da colpire con la massima severità.

Immaginate che alcuni passeggeri dell'autobus (quelli che non hanno il naso nel cellulare a guardare i tiktok), vedendo sbandate pericolose, sorpassi azzardati, precedenze non date, semafori ignorati, porte aperte in marcia, comincino a lamentarsi sommessamente dell'autista. E subito vengono rimbrottati dal bigliettaio e magari pure da altri passeggeri: come osate criticare il Papa? come osate criticare atti di magistero? voialtri non avete nemmeno la patente D col CQC! sta guidando esattamente come stabilito dal Concilio degli Autisti e dal Cammino degli Autoferrotranvieri, chissenefrega che fino alla settimana scorsa si rispettavano le norme della circolazione!

Ci si perdonino le ovvietà ma è tuttora in corso la pandemia di fintotontismo da parte del crescente popolo di cercatori di pelo nell'uovo.

Nostro Signore comandò a Pietro «pasci i miei agnelli... pasci le mie pecorelle» (cfr. Gv 21,15-17). È dovere di Pietro (e dunque dei suoi successori e, per estensione, di tutta la gerarchia ecclesiale di tutti i tempi) "pascere", cioè somministrare buon nutrimento spirituale ad agnelli e pecorelle e proteggerli dai veleni e dai lupi (e dai mercenari).

Pietro fu pure severamente ammonito: «e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (cfr. Lc 22,32). Pietro e i suoi successori - e la gerarchia di tutti i tempi - hanno sempre da ravvedersi. Infatti la condizione per cui Pietro fu scelto è «mi ami tu?» (cfr. ibid.), e dopotutto i Dodici furono scelti perché «stessero con Lui» (cfr. Mc 3,14).

Il Papa e la gerarchia, dunque, sono non solo chiamati a santificarsi (come tutti i battezzati) ma anche a "pascere" (e le due cose sono strettamente connesse): che ne sarà di pastori che non hanno adeguatamente compiuto la loro divina missione? Forse che il fuoco della geenna non li riguarda?

In ginocchio davanti a Kiko
(sì, sì, lo spiegone è "ma dietro c'era il vescovo"...
...e allora perché l'idolo Kiko si piazza lì?)
Lo Spirito assisterà la Chiesa fino alla fine dei tempi. Ma tale assistenza può anche concretarsi con un Paolo che «a viso aperto» si oppone a Pietro perché quest'ultimo «aveva evidentemente torto» (cfr. Gal 2,11). Non risultano lamentele per quel rimprovero di Paolo a Pietro, così come nessuno osò criticare Caterina da Siena per aver rimproverato e accusato Gregorio XI.

È chiaro che può talvolta darsi il caso che i pastori della Chiesa mettano da parte la prudenza e diventino i principali responsabili della resistenza che incontrano. Paolo ebbe da resistere a Pietro «a viso aperto» perché era Pietro ad avere «evidentemente torto». E non risulta che Pietro perseverasse nell'errore. Perciò sottolineiamolo di nuovo, a beneficio dei distrattoni: non è detto che la resistenza all'autorità sia sempre automaticamente fatta di criticoni e pelandroni (ed eretici e scismatici). Può davvero darsi il caso che un pastore abbia da "ravvedersi", e che se non lo fa non riesce a compiere la propria missione.

Chi esercita l'autorità deve essere autorevole, non autoritario (oltre che essere «sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare...», cfr. 1Tm 3,2ss): agnelli e pecorelle non sono robot da programmare, l'autorità di pascere il gregge non dà diritto a insultare o scalciare gli agnelli e le pecorelle, ancor meno a tollerare (o addirittura somministrar loro) cibo spirituale insipido o velenoso.

Semplificando, la differenza sostanziale fra autorità ed autoritarismo è che nel secondo caso è "unidirezionale": il capo che ti comanda senza tener conto della tua situazione, o senza tener conto delle circostanze, o senza tener conto degli effetti nel breve e nel lungo termine... Sì, comprendiamo benissimo che può darsi il caso che un padre non abbia avuto tempo per i figli, può darsi il caso che sorga qualche equivoco, può darsi il caso di un figlio ingrato o ansioso: ma in condizioni normali, non di emergenza, il padre è tenuto a tener presente le difficoltà e i limiti di coloro da cui si aspetta ubbidienza. Altrimenti il padre stesso mina la propria autorità facendola degradare in autoritarismo, con tutte le conseguenze - anche lontane - che ciò comporta.

Promemoria sulla crisi attuale: Gregorio XI ebbe l'umiltà di riconoscere gli argomenti di Caterina da Siena e di risponderle, mentra Bergoglio si è guardato bene dal rispondere alla correzione filiale e il Prevost ancora non sembra trovare il tempo per dare un po' di indispensabile risistemata...

Il santino di sankiko:
"tu credi che mi canonizzeranno?"
Dopo oltre sessant'anni di discorsi su come recepire il Concilio Vaticano II, come applicarlo, come esservi fedeli... ancora non è mai stato chiarito perché tutte quelle novità "conciliari"  sarebbero cibo spirituale talmente buono da dover mandare in soffitta tutto ciò che c'era prima del Concilio. A cominciare dalla liturgia. Chiedo ai finti tonti di saper distinguere fra ciò che viene auspicato ("che questa liturgia vada incontro ai tempi che cambiano", e bla bla bla) e ciò che invece chiunque può verificare (la sagra degli abusi, delle "personalizzazioni" e modificazioni, del teatrino di bambinate e sfilate di moda, delle banalizzazioni, dell'annacquamento dei significati, addirittura del "censurare" espressioni bibliche di cosiddetta "teologia negativa" nel timore che diano fastidio ai fedeli...).

Recentemente mons. Schneider aveva proposto a papa Leone XIV di promulgare una "Costituzione Apostolica" per liberalizzare definitivamente la liturgia "tridentina". Primo effetto: tantissimi cattolici cascano dalle nuvole e scoprono che un motu proprio è un documento di livello inferiore ad una Costituzione Apostolica, e quindi negabile dal successivo anti-motu-proprio.

Secondo e più importante effetto: tanti cattolici cascano dalle nuvole perché ancora non si rendono conto che mons. Schneider non sembra conoscere la Costituzione Apostolica Quo Primum Tempore in cui il 14 luglio 1570 san Pio V liberalizzò definitivamente la liturgia "tridentina" garantendo in perpetuo il diritto di celebrarla. Ci sfugge, sinceramente, il motivo per cui dovremmo umilmente implorare Leone XIV per riavere almeno un po' di ciò che Pio V ci aveva già dato e garantito in perpetuo (e Pio V specificò pure che «se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo»).

Il motivo "giuridico" per una tale richiesta a Leone XIV è nel dare per scontato che il vietare la liturgia tridentina (da Paolo VI in poi) sarebbe stato lecito. Cioè che la Costituzione Apostolica di san Pio V sarebbe stata legittimamente abolita "non si sa come". E con ciò stesso si accetta implicitamente che l'ipotetica Costituzione Apostolica di Leone XIV sarà legittimamente cancellabile in futuro.

"Prima comunione" neocatecumenale:
tristissimo "cosplay" seduti in una saletta
con chitarrelle bonghetti tappeti
e altri parafernalia kikolatrici
Se ai "piani alti" va così a scatafascio, come abbiamo potuto illuderci che il denunciare gli abusi liturgici neocatecumenali alle autorità ecclesiastiche potesse avere un qualche positivo effetto? Se non fosse stato per le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI del 1° dicembre 2005, i kikolatri starebbero ancora a celebrare senza Gloria, Orate, Credo. E però, a dispetto di quelle «decisioni», i kikolatri continuano a celebrare la carnevalata della "comunione seduti" (pur proibita dalle "decisioni"), per non parlare delle vere e proprie omelie laicali. E il bello è che le "decisioni" in questione non fanno altro che riepilogare documenti già promulgati per tutta la Chiesa (e addirittura sono documenti non accusabili certo di "tradizionalismo").

Se dunque neppure Benedetto XVI è riuscito a scalfire il "muro di gomma" kikolatrico, se neppure i vescovi hanno preso severe decisioni (salvo qualche caso purtroppo isolato) contro le malversazioni neocatecumenali, contro i cosiddetti "catechisti" del Cammino che calpestavano la vita e la dignità dei fratelli delle comunità, come abbiamo potuto illuderci che il denunciare lo sfascio del Cammino alle autorità della Chiesa potesse avere qualche risultato positivo? Abbiamo ostinatamente voluto fidarci della gerarchia ecclesiastica, sperando che la "crisi" riguardasse altri preti, altri vescovi, altri papi.

In sintesi: lo sfascio neocatecumenalizio è stato possibile solo perché i pastori conciliari hanno meno premura verso il gregge che il Signore aveva loro affidato.

I pastori conciliari, mentre spazzavano via tanto buon cibo spirituale (come ad esempio la liturgia "tridentina") hanno acconsentito allo sfascio liturgico (non punendo abbastanza severamente gli abusi liturgici, come ad esempio quelli neocatecumenali).

I pastori conciliari, mentre mandavano in soffitta catechismi tradizionali, rituali tradizionali, ecc., non hanno agito con sufficiente severità verso chi inquinava la dottrina e la fede (come ad esempio il Cammino).

E un atto formalmente scismatico - quello dell'ordinarsi dei vescovi senza mandato pontificio - è stato condannato con la massima severità quando si trattava di "tradizionalisti", ma è stato ignorato (e addirittura rattoppato post factum) quando si è trattato del "Partito comunista cinese". E un vescovo pedofilo neocatecumenale è stato punito solo perché lo scandalo è arrivato sui giornali internazionali (infatti i primi tempi inviarono il vescovo Hon Tai Fai a Guam illudendosi che con un po' di prediche sdolcinate tutti sarebbero tornati tranquillamente a casa - e invece lo scandalo si allargò perché il Cammino era intento in tante altre pastoie, non solo nella protezione dei propri pedofili).

Concludendo: è stata la gerarchia conciliare ad aver consentito lo sfascio neocatecumenalizio, proprio perché per affermare il Concilio aveva consentito altri sfasci liturgici e dottrinali. Una falla nella barca non basta ridurla, va proprio tappata, perché altrimenti si ingrandirà ugualmente. Anche e soprattutto nella barca di Pietro.

mercoledì 16 aprile 2025

«Darei qualsiasi cosa pur di farmi castigare dal mio Catechista neocat»

Il selfie con l'idolo al centro
Sadоmasоchismо neocatecumenale
: una donna parla del suo ex "catechista" neocatecumenale dicendo: «Darei qualsiasi cosa pur di farmi cаstigаre dal mio Catechista neocat».
(da: JungleWatch)

Pastorale alberghiera neocatecumenale: "O qualcuno, dopo avere collaborato attivamente allo svuotamento delle nostre chiese ed avere permessa in modo ciеco e scientifico la alberghizzazione delle ex case religiose, pensa forse di poter tirare su la Sposa di Cristo dal marciapiede nel quale noi l’abbiamo gettata, affidandosi ai “preziosi” uffici di quattro neocatecumenali che monopolizzano le parrocchie con spirito settario ed escludente e che anziché il Verbo di Dio diffondono il verbo del bohémienne Kiko Argüello, con tutte le sue peggiori bizzarrie liturgiche e catechistiche? Perché a quel punto sarebbe meglio affidare le strutture parrocchiali a quella straordinaria pedagoga di Mary Poppins che cantando Supercalifragilistichespiralidoso, è più innocua dei kiki che schitaranno, tamburellano e ballano un Preconio Pasquale dal sapore tribаle."
(da: don Ariel)

[...Quel fratello di comunità neocatecumenale] per questo è entrato in Cammino: gоde nel farsi rimprоverare, con o senza motivo, meglio senza. Perciò, quando vuole soddisfare quella "voglia" di venir umiliato, passa qui [nello spazio commenti di questo blog] a dire un'idiozia, sapendo che verrà sbugiardato e corretto, e godrà nel sentirsi "calpestato", farebbe di tutto pur di sentirsi ripreso e sgridato e annichilito. Poverino, non sa che le cose che scriviamo qui non sono dedicate solo a lui, ma anche e soprattutto ai lettori occasionali che conoscono solo superficialmente le cose della fede e otterrebbero una pessima impressione del Vangelo se si sentissero dire che bisognerebbe letteralmente "odiare il padre e la madre" e che non sarebbe cristiano chi non ha ancora donato "tutti i beni ai poveri".

Infatti il problema, oggi, è che tantissimi pensano di aver già capito tutto della fede, sia fra quelli che in qualche modo la professano, sia quelli che la rifiutano. (Fra questi ultimi c'è un sacco di gente che trova culturalmente interessante informarsi sulle tradizioni islamiche, sul cibo kоshеr, sulle meditazioni buddiste, ma che non sanno con quale mano ci si fa il segno della croce, non sanno che il padrenostro "tenendosi per mano" (così come i girotondini imbecilli, i battimani ritmati, ecc.) è una vaccata infantile e antiliturgica, non vogliono saperne nulla della dottrina cattolica... e così pure il Cammino, trasmettendo emerite vaccate ed eclatanti eresie, compie l'opera del demоnio inducendo tali persone a detestare ancor di più la fede cattolica).

(da: un commento nel blog)

sabato 15 marzo 2025

Sì, il Cammino è erеtico e non bisogna aver timore di dirlo a chiare lettere

Traduzione in italiano:
"la fede in Kiko viene
per l'ascolto del Kiko"
C'è un motivo per cui su questo blog non abbiamo usato mezzi termini.

Ed è il fatto che nella Chiesa, dall'epoca conciliare in poi, è in vigore la moda del parlare per sfumature, di usare vasti giri di parole per non nominare esplicitamente qualcosa, di usare espressioni accompagnate da un "tuttavia" e seguite magari dal loro contrario. La predicazione, i libri, i documenti della Santa Sede, la sinоdalità, è tutto un mare di sfumature, di aggiustаtine, di linguaggio ammorbidito. È come se la gerarchia cattolica si fosse convinta in modo ferreo che i fedeli postconciliari (e il resto del mondo) siano terribilmente permalosi, come se temesse non la diffusione di errori ed eresie ma solo di urtare qualche suscеttibilità. Come Pietro e il suo "timore dei circoncisi". Come se la carità fosse autorizzаta ad oscurаre la verità.

Qui non usiamo mezzi termini: il Cammino Neocatecumenale è erеtico, ed erеtici sono i suoi "iniziatori", e di conseguenza erеtici sono coloro che a meno di ignoranza invincibile li seguono.

Potremmo fare mille distinguo (e in oltre duemilaottocento pagine di blog, li abbiamo spesso fatti) ma il succo non cambia. Il Cammino è eretico perché insegna eresie (oltre che strafalcioni, ambiguità, ed altri errori): inutile girarci intorno, poiché i seguaci del Cammino non riescono a concepire un Cammino che sia anche solo leggermente diverso da ciò che hanno sempre insegnato i due autoproclamati "iniziatori" spagnoli. Cioè non accettano correzioni al Cammino, anzi considerano addirittura un "andare contro lo Spirito" il voler correggere il Cammino. E quando ricevono correzioni dalla gerarchia, fanno "buon viso a cattivo gioco", proclamandosi «contentissimi delle norme» ma contemporaneamente attrezzandosi per disubbidire a quelle norme stesse, con l'alibi (completamente campato in aria) che "il vescovo non ci capisce" e che quando conoscerà meglio il Cammino ritirerà quelle norme (e quindi -sottinteso furbetto- si possono ignorare già da subito).

Non dobbiamo annacquare la verità solo per ossequiare la Pastorale della Permаlosità. Le erеsie del Cammino sono state documentate da molti autori molto più preparati di noi, e da molto tempo. Negli anni '80 padre Enrico Zoffoli scrisse una vasta quantità di libri e articoli sulle erеsie del Cammino Neocatecumenale e sulla mentalità degli adepti. E ci sono stati altri autori prima di lui (padre Virginio Rotondi, mons. Pier Carlo Landucci...) e dopo di lui (don Elio Marighetto, don Gino Conti... fino a don Ariel Levi Di Gualdo) che hanno documentato le erеsie del Cammino, e scoprendo la matrice erеtica persino partendo dalle sole "opere" pittoriche (Lino Lista). E tutti pubblicando corposi e documentati volumi (vedi colonna qui a lato con alcuni esempi). Non si possono rifiutare tutti questi autori con un banale "non hanno capito" o un infantile "si sbagliano".

"Erеsia" significa distorcere le verità di fede. Distorcere non equivale a negare in blocco o a chiare lettere (eppure fra i neocat succede anche questo). E non c'è bisogno nemmeno di proclamare tale distorsione. Per esempio i neocatecumenali non credono nella presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento. Infatti disperdono briciole, frammenti, gocce, pulendosi le dita sui pantaloni dopo aver "fatto la Comunione", proprio come se non ci credessero, banalizzano il gesto proprio come se non ci credessero, non considerano il Santissimo (genuflessioni, paura di scrilegi, ecc.) proprio come se non ci credessero. E difendono la prassi invalsa nel Cammino anche a costo di usare menzogne (per esempio la menzogna del "è approvata"), e non si sognano minimamente di metterla in discussione o di chiedere ai propri responsabili di fare come fa la Chiesa (ostie piccole, alla bocca, ecc.).

«Il Cammino è una setta protеstante-еbrаica che di cattolico ha solo la decorazione», riassunse mons. Schneider. Ci permettiamo umilmente di aggiungere che è anche un'idоlаtria, un'invincibile idоlаtria per i due autoeletti "iniziatori" Kiko e Carmen. Anche nei rarissimi casi in cui un fratello del Cammino fingesse di criticare Kiko almeno su qualcosa di secondario, per le scelte serie della propria vita farà sempre come dicono Kiko e i suoi pretoriani. E si proclamerà cattolico, anche se ne ha a stento una squinternata decorazione. 

Pur davanti alla cavalcante еpidеmia di permаlоsità dei postconciliari, bisogna avere la carità e la decenza di chiamare erеsia le distorsioni della fede. E ricordare che la prima forma di carità è la verità. Non può esserci carità calpestando la verità, calpestando la fede, calpestando (addirittura materialmente!) il Santissimo Sacramento.

Nell'immagine in alto in questa pagina, un neocatekiko esibisce uno striscione kikolatrico con un'eresia nascosta nell'ambiguità, travisando il principio cattolico del "fides ex auditu" (la fede che arriva dall'ascolto dell'annuncio del messaggio cristiano), applicando il pomposo termine greco "kèrigma" (che nel Nuovo Testamento indica l'annuncio), termine che per i seguaci di Don Kikolone ha un significato diverso.

Per i neocatecumenali, infatti, solo il laico Kiko annuncia il "kerigma". Chiunque altro parli - anche un Papa, anche ex cathedra - non sta annunciando il "kerigma" (non sia mai che prendano sul serio qualcosa che non è stato detto o certificato da Kiko!). Per loro ogni intervento pubblico di Kiko è "kerigma", e quel "kerigma" è necessariamente "ispirato", e quindi i cosiddetti "catechisti" lo ripetono a pappagallo (perfino nelle battute spiritose).

Quello striscione,  insomma, è sia la superbia di dire "io la fede ce l'ho perché ascolto Kiko", sia lo scisma di dire "io non ho bisogno di ascoltare la Chiesa poiché ascolto Kiko", sia l'eresia di dire "la fede consiste in ciò che dice Kiko".

lunedì 17 febbraio 2025

A proposito di punteggi e di classifiche...

La "comunione seduti", in attesa che
che scatti il segnale manducatorio...
Premessa necessaria: come in ogni setta, anche nel Cammino vige la mentalità vittimista del "ci perseguitano, dunque abbiamo ragione", intesa a respingere ogni critica senza mai entrare nel merito. Proiettano il loro odio su chiunque getti luce sul Cammino. E quando proprio non riescono ad appioppare l'etichetta di "odiatore" (perché magari il bersaglio è un vescovo, o lo stesso Pontefice), si limitano a dire che "non capisce il Cammino" (come se delle future spiegazioni sicuramente lo convincerаnno), "non ha fatto il Cammino" (come se occorresse fare esperienza della droga per poter mаturare un giudizio sulla droga), addirittura dire che chi critica il Cammino "guadagna punti" su questo blog (che però, dal 2006 ad oggi, ancora non ha mai pubblicato punteggi né classifiche). 

Il Cammino Neocatecumenale contiene errori liturgici e dottrinali, che i suoi fautori ancor oggi si rifiutano di correggere. Non è "odio" il dirlo. È solo la verità.

Una delle mode imperanti nella Chiesa postconciliare è quella del voler dare valore alle proprie critiche incensando il soggetto criticato quel tanto che basta da sembrare equilibrati. Ora, c'è una seria differenza fra una disamina fatta elencando i pro e i contro, e una critica talmente fondata da non aver bisogno dell'ipocrisia del presentare qualche "aspetto positivo" per compiacere gli interlocutori. Dareste da bere a un vostro caro - o anche ad un estraneo - una bottiglia di minerale in cui c'è anche solo il sospetto che sia stato aggiunto un po' di arsenico? Stareste mica "odiando" quelle poche gocce anziché apprezzando tutta quell'acqua minerale? Il presentare gli "aspetti positivi" della minerale, cambia forse qualcosa delle poche ma letali gocce di arsenico che vi sono state disciolte o anche solo il sospetto che vi siano state disciolte?

Il Cammino è marcio fin dalle fondamenta, e i suoi "iniziatori" sono stati eretici per tutta la vita. Qualsiasi "lato positivo" del Cammino vogliate discutere, questi due punti fondamentali non cambiano.

Il marciume del Cammino è anzitutto dottrinale e liturgico. Fin dai suoi inizi, nel Cammino sono state insegnate dottrine erronee ed eretiche. Per di più i due spagnoli Kiko e Carmen hanno proclamato che il loro insegnamento era "ispirato dallo Spirito", col sottinteso che chi li criticasse - o anche solo facesse qualche correzione o osservazione critica -, stava con ciò stesso "rifiutando lo Spirito".

E lo stesso vale per le strampalate liturgie, zeppe di strafalcioni, abusi, veri e propri sacrilegi eucaristici (esempio): persino quando vent'anni fa papa Benedetto XVI comandò nero su bianco ai neocatecumenali di celebrare la liturgia cattolica senza modifiche arbitrarie, Kiko, Carmen e Pezzi scrissero il 17 gennaio 2006 al Papa che avrebbero disubbidito e continuato a celebrare la "comunione seduti". E ancor oggi, ogni sabato sera, nelle comunità del Cammino si continua a disubbidire al Papa, alla Chiesa, al proprio stesso Statuto (che recepì pienamente quelle «decisioni del Santo Padre» del 1° dicembre 2005), a celebrare carnevalate e strafalcioni.

Ora, il professare eresie ti pone di fatto al di fuori della Chiesa, il celebrare carnevalate fa capire che la tua fede non è quella della Chiesa (poiché chi ha a cuore la fede della Chiesa vorrà celebrare solo la liturgia già valida per tutta la Chiesa): non si scherza coi sacramenti, non ci si "personalizza" la liturgia; solo chi ha una fede inquinata può considerare la liturgia cattolica inаdatta alla propria fede. Gli strafalcioni liturgici del Cammino - dalle canzonette urlate alle orride suppellettili sacre, dalla modifica dei formulari (perfino quello della consacrazione: "Padre! Padre!") alla pagliaccesca "comunione seduti" (che ha dato luogo a innumerevoli sacrilegi eucaristici) - sono la più plateale testimonianza che la setta neocatecumenale professa una fede che non è cattolica, sebbene desideri spacciarsi per cattolica (poiché va pescando nuovi adepti solo nelle parrocchie...).

sabato 15 febbraio 2025

Rispondiamo ad alcuni dei tipici slogan kikolatrici che piovono spesso nello spazio commenti...

Premessa: per dire una menzogna bastano poche parole; per smentirla e fugare gli equivoci occorrono molte più parole. Per cui per replicare a pochi slogan neocatecumenali occorre qui un'intera pagina.

Altra premessa: nella mentalità degli aderenti alla setta "Cammino Neocatecumenale", è lecito e addirittura doveroso mentire e ingannare pur di salvaguardare il prestigio e i soldi della setta, dei suoi capicosca, e dei suoi autoproclamati "iniziatori" Kiko e Carmen.



Quando dicono "il Cammino è ispirato dallo Spirito" è una menzogna. Nessuno può autocertificarsi "ispirato dallo Spirito", perché è solo l'autorità della Chiesa a poter discernere in materia di cose spirituali (perfino l'apostolo Paolo, pur certissimo della straordinarietà della propria esperienza spirituale, prima di qualsiasi attività fu accolto da Ananìa, cfr. At 9).
E comunque anche quando comunemente si afferma che "XYZ è ispirato dallo Spirito" non significa affatto che le cattive opere, le ambiguità, gli errori di XYZ provengono dallo Spirito (in quanto lo Spirito non può ispirare ambiguità, errori, malvagità). E anche se il Papa dicesse - fuori da un contesto di magistero pontificio - che "XYZ è ispirato dallo Spirito", non può essere preso come un certificato di "provenienza dallo Spirito" applicabile gratis a qualsiasi parola o azione passata, presente o futura (infatti neppure il Papa può garantire che una persona o un ente, in un futuro anche molto vicino, non compiano malvagità e non diffondano errori).

Sì, le opere di vera carità possono essere indicate come "ispirate dallo Spirito". Però di vere opere di carità il Cammino ne conta davvero pochissime (dovute solo al buon cuore dei singoli; e comunque normalmente non sono gradite ai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali).
Il Cammino nel frattempo propala liturgie piene di strafalcioni, "catechesi" piene di errori, ambiguità e vere e proprie eresie, tracotanza e arroganza dei cosiddetti "catechisti", ipocrisia, autoreferenzialità e clericalismo dei neocatecumenali (non basta riempirsi la bocca di "ilsignore-ilsignore" per autoqualificarsi cristiani), inganni e menzogne e ipocrisie (mentendo persino ai propri adepti)... tutta questa robaccia è ispirata dal demonio, non dallo Spirito. Il Cammino è ispirato dal demonio, in quanto quella robaccia è la normalità, mentre le opere di vera carità sono la rara eccezione.
Quando usano espressioni come "...tutto questo odio verso il Cammino..." è perché furbescamente chiamano "odio" qualsiasi critica al Cammino, anche la più onesta. Rifiutano a prescindere ogni critica, anche la più documentata, perché sanno benissimo che se accettano anche su un solo punto secondario l'idea che il Cammino debba essere corretto, si finirebbe in breve tempo a dover correggere proprio tutto del Cammino.
Notare che è uno di quei tanti casi in cui il termine "Cammino" può indicare sia i suoi contenuti che i suoi membri e capi che ne dettano la linea. Ora, tutti gli ambienti umani hanno una propria quota di gente poco seria, di gente ipocrita, di gente cattiva... anche gli ambienti ecclesiali. Il vero problema è quante di quelle persone vengono lasciate pascere in posizioni di comando. Il problema è infatti la "linea" che viene imposta agli aderenti. Se un ambiente non è in grado di isolare le "mele marce", finirà per marcire tutto il raccolto.
Quando ti accusano dicendo "...tu giudichi!" è perché chiamano furbescamente "giudizio" qualsiasi critica al Cammino, anche la più onesta e documentata. Con "giudizio" intendono giudizio temerario, perché (coerentemente) hanno il terrore che qualcuno maturi liberamente convinzioni non favorevoli al Cammino. Come se pensassero che nessuno sia autorizzato a maturare convinzioni critiche sul Cammino.
Pretendono che per farsi un'idea sul Cammino uno debba prima "fare esperienza del Cammino", col sottinteso che se poi hai qualcosa da ridire allora non avresti fatto veramente esperienza. Fingono di non sapere che uno possa formarsi un giudizio sulla droga o sulla sodomia, pur non avendo mai fatto esperienza di droga o di sodomia.

Quando dicono "siamo approvati, le approvazioni", o sono totalmente ignoranti o stanno mentendo. La Chiesa non ha mai approvato - né mai potrebbe - la libertà di  celebrare strafalcioni e carnevalate, né la libertà di usare metodi che sfociano tipicamente in sacrilegi eucaristici. La Chiesa non ha mai approvato - né mai potrebbe - le eresie, la "scarnificazione delle coscienze", l'esazione - per di più ossessiva e non rendicontata - delle "Decime"...

Al di là delle "autoapprovazioni" fatte per mettere il Papa di fronte al fatto compiuto (e spesso miseramente fallite), quello che il Cammino ha visto "approvare" è solo una serie di linee guida generiche (come lo Statuto del 2008) oppure generici incoraggiamenti ai vescovi (come la Ogniqualvolta).

La menzogna e l'inganno sono letteralmente i pilastri fondamentali del Cammino. Per esempio vanno dicendo che i seminari neocatecumenali "Redemptoris Mater" sarebbero "diocesani" o addirittura "proprietà della diocesi". Che sono menzogne ben costruite. Infatti tali seminari sono intesi a formare preti secondo le esigenze del Cammino (loro vogliono pomposamente chiamarli "presbìteri") anziché secondo le esigenze della Chiesa (e puntualmente, quando si tratta di scegliere servire il Cammino o servire la Chiesa, preferiscono il Cammino - quei pochi che preferiscono di servire la Chiesa hanno subito abbandonato il Cammino). "Presbìteri" secondo la bislacca "spiritualità" del Cammino (ubbidire ciecamente ai cosiddetti "catechisti" anche se laici e anche se contraddicono il vescovo, celebrare le carnevalate liturgiche del Cammino, ecc.). In quei seminari del Cammino la diocesi non può mettere becco (e se il vescovo locale non ritiene un candidato adatto al sacerdozio, i neocat spediscono il candidato "in missione" presso qualche vescovo compiacente che lo ordina lo stesso).

Ancora proseguendo con l'esempio dei seminari R.M. spacciati per "diocesani": talvolta l'immobile è di proprietà della diocesi, ma solo perché i neocat non sono riusciti ancora a sgraffignarlo - si consideri ad esempio la truffa del seminario neocatecumenale di Guam (immobile della diocesi, la truffa della Deed Restriction e del certificato di proprietà falsificato, e il Board of Guarantors composto da tre neocatecumenali italiani e dal vescovo pedofilo neocatecumenale a titolo personale anziché a titolo di ordinario del luogo).

Ma i neocat mentono anche sulle cose sacre. Per esempio vanno dicendo che "...la liturgia neocatecumenale del sabato sera è considerata Messa domenicale". Furbescamente omettono di dire "da chi" sarebbe "considerata" tale: solo da loro, nel senso che andando alla liturkikia del sabato sera si sentono esonerati dall'andare in parrocchia (nonostante le «decisioni del Santo Padre» del 1° dicembre 2005, parte integrante dello Statuto del 2008 (all'articolo 13), esigano che i neocat "almeno una volta al mese" vadano alla messa della parrocchia).

Ora, una Messa dei "primi vespri della domenica", cioè celebrata il sabato sera, può andar bene per il precetto domenicale ma nel caso dei neocat il loro scopo è di non aver nulla a che fare con le parrocchie, le diocesi, la gerarchia cattolica, se non per chiedere soldi e per adescare nuovi membri. E per di più le liturgie neocatecumenali del sabato sera non vengono celebrate secondo il Messale ma secondo le indicazioni di Kiko e Carmen, nonostante papa Benedetto XVI abbia esplicitamente vietato il 1° dicembre 2005 gli strafalcioni liturgici kikiani-carmeniani.

Quindi ciò che può essere vero in una parrocchia non neocatecumenalizzata ("liturgia dei primi vespri della domenica" celebrata in chiesa il sabato sera aperta a tutti i fedeli), non lo è nel caso neocatecumenale ("celebrazione degli strafalcioni kikolatrici il sabato sera in una saletta con sbarramento d'ingresso").
Nostro Signore ci ha detto: «il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato» (cfr. Mc 2,27). Chiarendo con termini di oggi, i precetti religiosi servono a sostenere la vita spirituale dell'uomo, non sono intesi ad essere un fardello autoreferenziale. Per cui non ha senso che i neocatecumenali celebrino separatamente dalla Chiesa. Non ci sono scuse.

Ai kikolatri piace parlare della crisi delle parrocchie e di porsi come soluzione a tale crisi. In realtà il Cammino non è una cura, ma un tumore. Ha desertificato le parrocchie in cui si è incistato, creando dolorose divisioni, spazzando via tutto per far posto alle deiezioni di Kiko. 

Ed anche oggi, che è sabato, nel chiuso delle salette neocatecumenali si procederà a celebrare la liturgia zeppa di strafalcioni, voluti da Kiko e Carmen, nonostante il Papa l'avesse vietata, e nonostante lo stesso Statuto del Cammino avesse fatto sue quelle «decisioni del Santo Padre».

mercoledì 29 gennaio 2025

Ricordiamo alcuni punti fondamentali

Gadget kikolatrici "liturgici"

Il Cammino Neocatecumenale si spaccia per cattolico ma non lo è. Non fatevi ingannare dalla parlantina neocatecumenale! I lorsignori della setta di Kiko e Carmen credono di poter alterare la realtà ragliando sempre più forte. Per cui ricordiamo qui sotto alcuni punti fondamentali per cui questo blog ha ancor oggi motivo di esistere.

Il Cammino, nonostante le possibili buone intenzioni dei singoli, è intriso di gravi errori riguardanti la fede e la morale. Inutile cercare alibi: quegli errori ci sono, e sono talmente tanti che per il bene delle vostre anime vi conviene abbandonare il Cammino e vivere la fede cattolica della Chiesa. Il Cammino è fondamentalmente idolatria per gli autoproclamati "iniziatori" Kiko e Carmen, e idolatria di sé stesso: infatti non ha niente di cattolico, tranne un po' di decorazione superficiale.

Le cosiddette "catechesi" di Kiko e Carmen sono dimostrabilmente zeppe di errori, ambiguità, strafalcioni, vere e proprie eresie. I due eretici spagnoli non hanno mai voluto correggere nulla, in quanto si sono autoconvinti di essere "ispirati dallo Spirito" (e addirittura hanno accusato chiunque non fosse d'accordo con loro, di star "resistendo allo Spirito"!). Ma lo Spirito Santo - che è Spirito di verità - non può ispirare errori, ambiguità, strafalcioni, vere e proprie eresie, né tutte le ingiustizie perpetrate dai cosiddetti "catechisti" della setta neocatecumenale.

L'autorità della Chiesa non ha mai "approvato" tali strafalcioni, errori, eresie. Le cosiddette "approvazioni" riguardanti il Cammino e i suoi contenuti riguardano solo aspetti giuridici e organizzativi, e qualche incoraggiamento per i fratelli di buon cuore. Nessuno di quegli errori è stato approvato. Dopotutto perfino i modernisti ci vanno piuttosto cauti ad approvare novità "a scatola chiusa". Inoltre ci sono circostanze sospette attorno ad ognuna di tali "approvazioni": per esempio il 30 agosto 1990, dopo un pranzo con fiumi di vino, Cordes diede da firmare al Papa un foglietto scritto in gergo neocatecumenalizio (l'Osservatore Romano si rifiutò di pubblicarlo perché temeva che la firma non fosse legittima); per esempio l'assordante silenzio di Giovanni Paolo II nel 2002 e quello di Benedetto XVI nel 2008 quando gli statuti furono approvati da Rylko mettendo entrambi i Pontefici di fronte al "fatto compiuto"... Il Cammino, chissà perché, usa sempre e solo gli strumenti del demonio: inganni, disubbidienze, trabocchetti al Papa...

Le cosiddette "catechesi" di Kiko e Carmen non sono mai state ufficialmente pubblicate, neppure dopo che il fu Pontificio Consiglio per i Laici approvò la pubblicazione. Se venissero ufficialmente pubblicate, chiunque - nel Cammino e fuori dal Cammino - potrebbe verificare che ai neocatecumenali vengono tuttora insegnate sempre le stesse eresie, ambiguità, eresie.

Nella mentalità neocatecumenale è lecito mentirti e ingannarti, se ciò è utile per il prestigio e i soldi della setta. Pertanto se alla cosiddetta "tappa" del Padre Nostro ti martellano in continuazione per dirti che sei "figlio del demonio", poi non possono fare i finti tonti dicendo che era solo per farti rinunciare alle opere del demonio. Noi cattolici, invece, siamo figli adottivi di Dio, e l'autorità della Chiesa ci insegna che riguardo al demonio si possono commettere due madornali errori - cioè il sottovalutarlo... e il sopravvalutarlo.

È da decenni che circolano sempre più testimonianze sfavorevoli al Cammino, ma per i kikolatri sarebbero tutte false. Quando insistentemente chiedono di conoscere nomi, date, luoghi, è perché vogliono vendicarsi (e sì, loro, quelli della "fede adulta", quelli del "non resistete al male", il male vogliono compierlo, vogliono vendicarsi, vogliono farti mobbing, doxxing, molestie, credendo così di onorare gli idoli Kiko e Carmen).

Le carnevalesche liturgie neocatecumenali dimostrano che la "fede adulta" dei kikolatri è in realtà una "fede adulterata". La liturgia rispecchia inevitabilmente ciò in cui credi. E dunque se Kiko e Carmen hanno sempre preteso quella liturgia degli strafalcioni, con battimani, furenti sgrattugiate di chitarrelle e charangos, con caciara di bonghetti, nacchere e tamburelli, col ridicolo girotondino col passetto, e la celebrazione in salette isolate, con seggiole pieghevoli, con tavolinetto smontabile imbottito di fiori e prodotti ortofrutticoli, con gadget e parafernalia Made in Kiko e totalmente kikizzata... "a un certo punto Fantozzi ebbe un leggerissimo sospetto".

L'esistenza del Cammino è una delle migliori conferme della grave crisi che sta vivendo la Chiesa da oltre sessant'anni.

mercoledì 11 settembre 2024

Contrordine, fratelli di comunità: Kiko rivaluta la "religiosità naturale"... perché servono supporters per la falsa Sancarmen Santhernandez

Benedetto XVI accerchiato dai
«nuovi falsi profeti» Kiko e Carmen
(complimenti per il product placement)

Diceva Kiko: "Questa la nostra religiosità naturale: quella che ci fa rivolgere a santa Barbara quando tuona."

Oggi dice Kiko: "Se avete un problema, rivolgetevi a santa Carmen! Poi scrivete le grazie ricevute ed indirizzatele alla mail..."

Questi neocatecumenali sono tutti religiosi naturali: se nella loro vita tuona, si rivolgono addirittura a una che non è nemmeno santa!

Ma il primo religioso naturale è Kiko e tutta la sua banda apicale: raccomandano addirittura la religiosità naturale ai loro sottoposti, per risolvere problemi e problemucci presso la non ancora santa a cui sono devoti.

Ma santa Barbara morì martire. E nel 306 non c'era nemmeno una casella di posta a cui inviare le grazie ricevute. E la Carmen?... Come minimo non hanno le idee chiare, ma credo che si tratti di molto peggio. 

Marco

mercoledì 14 agosto 2024

La (inutile) lettera di Pasquale

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Giappone: pagliacciate kikolatriche
(il girotondino col "passetto" e i battimani)
inflitte dai "missionari" neocatecumenali

Premessa importante: il Cammino Neocatecumenale è «un cavallo di Troia... una setta protestante-ebraica, che di cattolico ha solo la decorazione». Le sue celebrazioni religiose sono molto diverse da quelle della Chiesa cattolica. Il suo insegnamento (le cosiddette "catechesi") è molto diverso da quello della Chiesa cattolica. Ma soprattutto, al suo interno vige tutta una serie di porcherie (per esempio l'obbligo di pagare le "Decime", l'ubbidienza cieca ai cosiddetti "catechisti", le confessioni pubbliche, ecc.), per cui se qualcuno vi parla bene del Cammino dicendo di averlo frequentato, o lo ha frequentato troppo poco, o sta mentendo.

Qualche anno fa era comparsa sui social neocatecumenali la lettera di un certo Pasquale dalla comunità neocatecumenale del carcere di Poggioreale, a Napoli. Dal carcere, tale Pasquale aveva scritto nientemeno che a Kiko Argüello, autoeletto "iniziatore" del Cammino, parlandogli di certe cosiddette "catechesi" tenute da dei cosiddetti "catechisti" i quali avevano parlato di «un certo Kiko, spagnolo» che aveva fondato un certo «Cammino Neocatecumenale», di una certa "liberazione dalle schiavitù", dopodiché se ne sono andati a casa loro e i vari Pasquale sono invece rimasti in carcere. (i kikolatri chiameranno "miracolo" ogni conversione alla kikolatria, ma cala improvvisamente il silenzio tombale quando qualcuno abbandona la kikolatria per tornare alla Chiesa cattolica)

Il citato Pasquale è cascato nella trappola kikolatrica probabilmente solo perché l'ultima volta che aveva avuto a che fare con la Chiesa fu da bambino quando venne battezzato. Quando il Cammino dice di star convertendo i "lontani", in realtà sta dicendo che può far colpo solo su chi ignora le cose della fede. Se il citato Pasquale avesse avuto un po' di infarinatura dottrinale e un minimo di vita sacramentale, non avrebbe preso sul serio le corbellerie che i cosiddetti "catechisti" (dotati esclusivamente del mandato di Kiko, non certo "inviati dal vescovo" o "dal Papa" come -mentendo- sono soliti affermare) sono andati a propinargli.

La sua lettera, scritta in spagnolo e poi opportunamente svanita dal blog kikolatrico che l'aveva pubblicata (nonostante fosse il solito inutile peana pro-Kiko), era tutto un entusiasmo per "il Signore", "la celebrazione", "la Parola", "l'allegria", "la Bibbia"... Vorrei vedere la sua allegria quando gli pioverà addosso la tegola dell'obbligo delle Decime. Il Cammino è sostanzialmente una truffa: inizia con l'entusiasmo, prosegue col finto entusiasmo, continua in eterno a spolparti per bene con l'ipocrisia del fingere entusiasmo.

L'aspetto tragicomico della faccenda è che questo Pasquale è uno dei pochi che potrebbe risultare almeno un pochino credibile qualora vantasse che il Cammino lo ha sottratto dalla droga, dalla tentazione di affiliarsi alla camorra, eccetera (a differenza del tipico travet neocatecumenaloide che prima viveva tranquillamente tutto casa e parrocchia e poi, dopo le cosiddette "catechesi iniziali", va vantandosi che il Cammino lo ha sottratto da una vita di aborti omicidi droghe divorzi discoteche eccetera). Magari Pasquale può vantarlo con sincerità, in seguito sarà obbligato a vantarsene (possibilmente inventando nuovi e più spettacolaristici particolari) perché il Cammino esige il tuo show da "Grande Convertito", esige liturgicamente che tu lodi senza sosta il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori" e la gerarchia di cosiddetti "catechisti", e nel frattempo - sempre attraverso ricatti morali - esige il pagamento di "decime" e collette e quant'altro. Pecunia non olet...

Lo scopo del demonio è quello di allontanare le anime da Dio, e generalmente gli conviene allontanarle a poco a poco, magari addirittura instillando un entusiasmo religioso (ma indirizzato subdolamente verso l'idolatria, come ad esempio il Cammino e i suoi due autoinventati "iniziatori" spagnoli), ed instillando una "allegria" che è fondata sul Signore solo a parole (ma nei fatti è fondata solo sull'identitarismo, solo sul proprio club di appartenenza, cioè si menziona "il Signore" ma si intende sé stessi, la propria attività, la propria etichetta, i propri autoproclamati "iniziatori" e "catechisti": tutta autoreferenzialità). Quel povero Pasquale, per quanto in trappola, prima o poi si sarà trovato di fronte al bivio, cioè di fronte alle ineluttabili domande: come mai nella Chiesa si insegna una cosa diversa da quella del Cammino? come mai nella Chiesa si celebrano i sacramenti in maniera diversa dal Cammino? mi conviene scegliere la Chiesa, o scegliere di rimanere nel Cammino? E chissà che la sparizione dal web della sua lettera non sia dovuta proprio a questo rendersi conto di essere stato buggerato dalla setta eretica di Kiko e Carmen.

Da notare che a far proselitismo in carcere sono non soltanto i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, ma anche i protestanti e altre sètte. La sporadica presenza di qualche sacerdote cattolico non cambia la situazione. Grazie alla protestantizzazione dell'Italia, il sacerdote cattolico, quand'anche cappellano del carcere, è solo una minoranza tra le tante, e le "tante" sono immensamente più zelanti. Ce lo insegna in particolare un episodio della vita di santa Francesca Cabrini, che durante il viaggio in nave tentò di organizzare una raccolta fondi per i poveri, e fu superata in zelo, organizzazione, show, presa sul pubblico, successo, tempismo, incassi, da un ministro protestante. La giovane commentò: i ministri di satana sono sempre più zelanti dei ministri di Dio. Fu una lezione che la segnò per tutta la vita. Quelle sue parole le ricordo sempre ogni volta che qualcuno parla dell'apparentemente infaticabile attivismo proselitista dei cosiddetti "catechisti" del Cammino. 


E invece, nella Chiesa cattolica...

Chiariamoci: è normale l'entusiasmo di chi riprende a poco a poco un percorso religioso a causa dell'imbattersi in una realtà ecclesiale (movimenti, associazioni, parrocchie, conventi, anche solo l'avere un'amica suora). È normale che uno possa considerare importante, meritevole, consigliabile, ciò che ha incontrato e che in qualche modo gli ha cambiato la vita. Ma per quanto buono, si tratta di uno strumento, non del fine. Il fine è la salvezza del singolo. La Chiesa non è una federazione di club, la vita di fede non è un campionato, la salvezza non la produce la tessera di appartenenza a tale o talaltro gruppo.

Di fronte a Dio non conta il club di appartenenza. Conta la propria fede: senza fede non ci si salva. E contano le proprie opere buone: la fede senza opere è vana. Dunque si deve necessariamente dedurre che movimenti e associazioni a volte possono essere un apprezzabile sostegno per la propria vita di fede, altre volte possono essere solo un'etichetta, un club a cui appartenere, seguendone le attività, il gergo, gli orari, ma che in fin dei conti aiuta poco o nulla la propria fede personale. Cioè, in quest'ultimo caso, o è uno spreco di risorse, o è addirittura la via per la perdizione. Davanti a Dio la validità di un movimento o associazione riguarda la crescita spirituale del singolo, non robette come i numeri degli iscritti ("500mila neocatecumenali in 293 paesi!"), delle attività ("abbiamo oltre 128 seminari! facciamo la convivenza mensile in albergo!"), degli applausi ricevuti ("da 153 grossi vescovi! Kiko evangelizza i vescovi con la Nueva Estetica che salverà la Chiesa!")...

Chiunque abbia avuto a che fare col Cammino, anche senza farne parte, scopre rapidamente che i neocatecumenali:

  • dietro la maschera di mansueti agnellini si nascondono persone ignoranti che vogliono restare tali, spesso ipocrite e arroganti (perché così vengono addestrate: quando la verità smentisce il cosiddetto "kerygma" di Kiko, quando il Magistero e la Tradizione letteralmente sbufalano le cosiddette "catechesi" del Cammino, l'unico modo di non correggere il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori" è quello di ricorrere alla fuga, all'ipocrisia, all'arroganza, al fintotontismo);
  • dietro il tanto ciarlare "ilsignore-ilsignore" si nascondono l'autoreferenzialità e l'idolatria (se il Signore fosse davvero "al primo posto", inevitabilmente tante ingiustizie del Cammino e dei suoi autonominati "iniziatori" verrebbero corrette o eliminate... specialmente se te lo chiede il Papa, come fece Benedetto XVI attraverso la lettera del 1° dicembre 2005, a cui ancor oggi i neocatecumenali disubbidiscono);
  • dietro l'attivismo neocatecumenale c'è solo l'espansione della propria setta: un kikolatra si rallegra non della conversione delle anime a Dio ma della conversione delle anime a Kiko. Per un kikolatra è gran festa l'adesione di un nuovo membro alle comunità neocatecumenali, ma resta indifferente di fronte alla conversione di un'anima all'unica vera fede dell'unica vera Chiesa;
  • dietro quell'affannarsi a voler sembrare più cristiani dei cristiani, si cela l'idea che sarebbe lecito e addirittura doveroso mentire e ingannare tutte le volte che ciò sia utile al prestigio e ai soldi della setta e dei suoi capicosca.
In poche parole, il Cammino è una setta perché chiama "evangelizzazione" solo la propria crescita, chiama "conversione" solo l'aderire al kikismo-carmenismo, chiama "salvezza" solo il "far bene il Cammino", chiama "carisma" solo le elucubrazioni dei propri autonominati "iniziatori" spagnoli, chiama "dialogo" solo ciò che dà ragione (o prestigio, o soldi) al tripode Kiko-Carmen-Cammino, chiama "demonio" qualsiasi parola o azione che possa intaccare il prestigio, i soldi e il numero degli aderenti della setta.

domenica 28 luglio 2024

Il Cammino salva a grappoli o Gesù salva personalmente?

L’accostarsi dei laici alla lettura diretta delle Sacre Scritture è cominciato negli anni sessanta, quando la società era intrisa di spirito di contestazione che sarebbe esploso col Sessantotto.

Questo clima di demonizzazione del passato ha portato molti cristiani a “studiare” la Bibbia a “orecchio” senza tenere conto della Tradizione della Chiesa, un po’ come fanno i protestanti.

La pazienza della Chiesa nei confronti dei praticoni biblici ha permesso che molti cattolici, passata la sbornia di novità e anarchia, abbiano poi ritrovato la via dell’ovile. Ma in alcuni casi, soprattutto nelle realtà ecclesiali elitarie e poco propense a mischiarsi con gli altri cattolici, come il Cammino Neocatecumenale, a volte è ancora vivo un istinto protestantico dovuto all’imprinting degli inizi.

Fatto sta che molti di questi cristiani duri e puri, anche se credono nella Chiesa, alla prova dei fatti spesso sono sopraffatti dall’istinto protestantico, come Mr. Hyde quando prevaleva sul Dr. Jekyll, rischiando di “predicare” un vangelo diverso da quello della Chiesa.

Ricordo che, quando ero ancora un bambino, un giorno mio nonno mi portò a caccia con sé e col suo magnifico Setter irlandese, cane con un formidabile istinto predatorio verso i volatili che, però, era stato abituato a convivere pacificamente con papere e galline.

Quel giorno la caccia non andò bene e il cane, con l’adrenalina a mille ma frustrato nel suo istinto, passando vicino a una casa colonica, alla vista di una gallina fu vinto dall’istinto e non ci fu verso di farlo “ragionare”, e la gallina venne sbranata.

Allo stesso modo, il pericolo che corrono certi neocatecumenali è quello di sentirsi istintivamente attratti più dai "mamotreti" che dal Catechismo della Chiesa Cattolica, più dall’interpretazione privata della Scrittura, che dalla Sacra Tradizione, cosicché rischiano di “predicare” delle boiate pazzesche.

Ad esempio, l’enfatizzazione della salvezza a “grappoli” a scapito della salvezza PERSONALE.

Questo abbaglio può avvenire perché, al contrario della Tradizione della Chiesa, l’interpretazione “fai da te” della Bibbia spesso non fa la giusta distinzione tra l’Antico Testamento e il Nuovo, nel senso che confonde l’Antico Testamento inteso come libri biblici redatti prima di Cristo, che sono parola di Dio, con l’Antico Testamento inteso come Legge antica, che è stata abolita da Cristo.

Infatti, per essere capiti, i libri dell’Antico Testamento vanno interpretati alla luce della nuova legge portata da Cristo, che è la legge dello Spirito Santo, altrimenti avviene che non si parli di santificazione personale ma, proprio come prevede la legge mosaica, si parla principalmente di salvezza comunitaria, fatta di regole che, se applicate fedelmente, permettono al popolo di arrivare nella terra promessa, che però, per i cristiani, è solo la figura della salvezza.

Religiosità naturale o gesto magico-superstizioso?
Gli ebrei più antichi, infatti, quelli dell’Esodo e della conquista della Terra promessa, non concepivano una salvezza personale perché non avevano il concetto né di anima, né di vita eterna, ma credevano che, dopo la morte, rimanessero solo le “ombre” degli uomini che, incoscienti o semi incoscienti, vagavano nel regno dei morti, per cui, per loro, la salvezza si concretizzava soprattutto materialmente, sulla terra, attraverso il popolo. Perfino ai tempi di Gesù sussisteva ancora una minoranza che non credeva nella vita dopo la morte: i Sadducei.

Ma Gesù parla chiaramente di salvezza PERSONALE.

Per Gesù il popolo di Dio è un popolo nuovo, quello costituito dalla Chiesa, che è il luogo e il mezzo attraverso cui ci si salva, perché dalla Chiesa scaturisce la grazia, ma a determinare la salvezza di ognuno è la risposta personale alla grazia.

Perciò il rischio è che i "camminanti" possano scambiare la Chiesa, che è un popolo che trascende ogni popolo senza annullarlo, per una comunità particolare che abbia le stesse tradizioni religiose, lo stesso linguaggio e faccia lo stesso cammino, come i popoli della Terra.

Cioè, il pericolo è che si possa scambiare il Cammino per la Chiesa, e la Chiesa per un popolo simile a quello dell’Antico Testamento.

Dichiarazioni quali: “noi siamo Chiesa” invece di “noi siamo parte della Chiesa”, lo lasciano supporre.

giovedì 18 luglio 2024

L'eresia neocatecumenale e la visione deformata di Kiko che la fa nascere: "Dio non c'entra"

Nostra traduzione di una pagina di Glaucon Jr dal blog Adventures in Tradition, pubblicata ad agosto 2016.

La visione deformata di Kiko
prima parte: la chiesa di Kiko

Avendo aperto la discussione su cosa c'è che davvero non va nel Cammino Neocatecumenale, inizierei col dire quanto mi sono sbagliato quando in un post recente pensavo che si potesse dialogare: non c'è alcuna possibilità di intavolare un dialogo con loro. La loro capacità di dialogo è quanto quella una figurina di terracotta. Dubito persino che con loro si possa parlare del meteo perché anche in tal caso vi risponderebbero a vanvera, dicendo che Tim è a capo di un complotto che lamenta che Hon fa piovere a Maina e uscire il sole a Ylig, e che se parlo loro del meteo non avrei abbastanza titoli di studio in metereologia a meno di non ascoltare le "catechesi" di Kiko sulle previsioni del tempo: solo così saprei di cosa sto parlando.

Insomma, parlare con loro è come parlare di aritmetica con un bambino di quattro anni che pensa che 2+2=22. Nella testardaggine e nella foga di dimostrare di sapere, si rifiuteranno di accettare spiegazioni: non conoscono né la "struttura" né la "logica" di ciò di cui stanno discutendo. Proprio ciò che succede coi neocatecumenali: non possiamo parlare, o dialogare, o arrivare a un minimo di intesa (o almeno un chiaro disaccordo) perché nonostante abbiamo in teoria una fede in comune, non abbiamo in comune una terminologia, un comune linguaggio della fede, con cui poter farci capire.

L'eresia e la sua causa

Alla luce di ciò devo dire che tutto questo parlare di Eucarestia e altari ha fatto emergere un accanitamente brutto isolamento da parte dei neocatecumenali sul loro blog. Anziché dire "sì, su questo e quello siamo d'accordo ma non su quell'altro", pubblicano cacofonie di dichiarazioni secondo cui Chuck non conoscerebbe l'insegnamento della Chiesa, don Hardon (di venerata memoria) non avrebbe conosciuto gli insegnamenti della Chiesa, scommetteteci pure che a detta loro non la conosceva neppure il cardinal Arinze e nemmeno il vescovo Sheen, nemmeno san Tommaso d'Aquino, nemmeno Garrigou-Lagrange. In altre parole, sono convinti di conoscerlo solo loro, devoti di Kiko, e tutti noialtri saremmo eretici.

E tutto questo è un problema perché i più non considerano cosa si intende esattamente per eresia:

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 2089 spiega: L'incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti ».
In altre parole:
  1. devi sapere che viene insegnata una certa verità di fede
  2. che tale verità è necessaria (esempio: dobbiamo credere al dogma dell'Immacolata Concezione, ma non siamo tenuti a credere che Nostra Signora è apparsa a Fatima)
  3. devi ostinatamente rifiutare di accettare tale verità in virtù di tali altri fattori.
Per noi cattolici è importante ricordare che l'opinione dei Padri e Dottori della Chiesa è che la causa dell'eresia, in ultima analisi, è un'eccessiva attenzione su un aspetto particolare del dogma, a detrimento di qualche altro aspetto. L'eresia ariana ne è un chiaro esempio: Ario diede tanta enfasi all'umanità di Cristo da rifiutare categoricamente la Sua divinità, affermando che Cristo sarebbe stato la più importante e alta creatura anziché essere coeterno col Padre nella Santissima Trinità.

Allo stesso modo gli eretici monofisìti enfatizzarono talmente la Sua divinità che per loro la natura umana di Cristo sarebbe stata annullata dalla natura divina - quasi come estrema reazione ad Ario.

Vivendo nel XXI secolo siamo tentati di pensare semplicisticamente che alla lunga sarebbe solo una diversità di opinioni o inonimo di falsità. Ma l'eresia porta sempre -sempre!- alla distruzione morale in generale, e al peccato mortale o addirittura sacrilegio o blasfemie sataniche. Sempre.

Dunque, lo smodato attaccarsi ad un dogma mentre se ne esclude o banalizza un altro, comporta necessariamente che ne scaturisca peccato grave. Insisto a ripeterlo perché è necessario per comprendere ciò che stiamo per dire fra poco.

Ora, chiunque abbia prestato un minimo di attenzione sa che Chuck, Tim e altri hanno denunciato a lungo la pessima "teologia" neocatecumenale. Eppure, ogni volta che qualche portavoce del Cammino tenta di difendere i propri pessimi insegnamenti, tira in ballo il Catechismo in maniera esasperante. Non è questione di chi ha ragione e chi no. È questione che di fronte alla Verità, rifiutano tassativamente di ammettere di avere un qualsiasi torto, per poi subito condannarti perché non sei dalla loro parte e dunque saresti contro la Chiesa e contro Cristo.

Dunque la buona notizia di tutti questi screzi che abbiamo avuto con gente del Cammino è che molti fedeli hanno rafforzato la propria fede (proprio perché hanno dovuto difenderla contro i neocatecumenali, cioè hanno dovuto combattere per Cristo). Ecco perché è così importante approfondirla.

La brutta notizia è che coloro che hanno più bisogno di conoscere la fede - quei fratelli di buon cuore le cui menti sono ottenebrate dalle pessime "catechesi" del Cammino - sono del tutto impermeabili a qualsiasi insegnamento che non provenga dalla loro gerarchia di cosiddetti "catechisti". Quei fratelli sono in qualche modo "cattolici caduti". Ecco perché ritengo che il problema sia questo: cos'è che porta quella gente normale, intelligente, a perdersi così, a farsi fare un lavaggio del cervello? Non ho dubbi che amino il Signore e che desiderino essere fedeli (secondo la loro idea di fedeltà). Ma l'eresia scava dentro e riduce tutto a tenebre, perché nell'eresia si viene inevitabilmente portati verso errori più gravi e peccati più gravi.

Ora, chiariamo subito che Dio nella sua infinita misericordia è capace di usare il male (come l'eresia) per ottenere il bene (portare le anime a Lui, portarle alla conversione). Dunque una volta riavvicinatisi al Signore mediante il Cammino, dovrebbero abbandonare quei pessimi insegnamenti, giusto? E invece non accade. È una terribile tragedia che non accada. Se un'anima persiste in quell'eresia ne abbraccia suo malgrado le conseguenze: la morte delle virtù, peccati ancora più gravi.

In questione, qui, non sono le singole anime, ma l'intera visione del mondo data dal Cammino, il presupposto in cui sono stati "catechizzati", che porta necessariamente a perdere la fede, la speranza, la carità. Ecco perché è imperativo avvicinarli per riportarli alla pienezza della fede, rallegrandosi del loro tornare al Signore.

Non essendo tuttora pervenuti a quella pienezza, cos'è che li trattiene lì nel Cammino? Scoprendo cos'è che cattura e guida quelle povere anime, potremo spiegare quali sono i tre grandi semi di distruzione piantati dal "coltivatore" che li ha ingabbiati. E non avremo bisogno di cercare a lungo la risposta perché ce la dà nientemeno che lo stesso Kiko Argüello.

Kiko e la sua visione del mondo

È Kiko Argüello a indicarci la lente attraverso cui tutti i membri del Cammino devono vedere il mondo, e tale lente è la fonte di tutti i problemi che riscontriamo nel Cammino. È la base di tutti gli eccessi teologici che ispirano non solo le loro eresia me anche quell'allegro maneggiare falsi insegnamenti al pari di un ragazzino che ha trovato il fucile di suo padre.

Dunque come facciamo a scoprire ciò che non ci dicono, o che probabilmente non conoscono nemmeno loro stessi? Lo ammetto, mettere le mani sui primi pochi volumi del Direttorio Catechetico di Kiko e Carmen è stato un po' difficile, mentre mi è tuttora impossibile rimediare gli ultimi circa sei volumi. Impossibile nel senso di non possono proprio essere ottenuti, se sei uno dei los de afuera ("quelli di fuori", fuori dal Cammino). Così abbiamo da considerare ciò che leggiamo nei primi volumi, su cui Chuck ha pazientemente lavorato per avere indizi su cosa sta succedendo. Ci tocca essere sistematici e ricostruire il senso del sistema di Kiko basandoci sull'evidenza. Dunque, per capire meglio la maniera di Kiko, mi sono cimentato a leggere. E, nero su bianco, già dalle pagine che trattavano le catechesi iniziali, Kiko stesso rivela quale è la radice del problema. Riassumendo:

  • Cristo è stato inviato da Dio Padre per... "distruggere le barriere" che dividono gli uomini, e per formare una comunità
  • tale comunità sarebbe la Chiesa
  • queste barriere sono insormontabili perché siamo troppo deboli, solo Dio può riuscirci
  • così, Cristo viene nel mondo e muore e risorge cosicché possiamo essere la Chiesa in comunione tra noi, senza più quelle barriere
  • la grande barriera alla base di tutte le divisioni sarebbe la paura della morte
  • qualsiasi rifiuto di amare (non porgere l'altra guancia, non soffrire persecuzioni, non soffrire per gli altri) verrebbe dalla paura della morte
  • la paura della morte proverrebbe dall'esperienza del peccato
  • avendo Cristo vinto la morte, tutte queste barriere verrebbero annullate e quindi noi tutti potremmo divenire comunidad.
È una parlantina elegante, che perciò ti trae in inganno. I bei sentimenti sono spesso alla base di terribili conseguenze - e questo è uno di tali casi. C'è un madornale errore in quelle premesse di Kiko, ed è l'aver detto che Cristo sarebbe venuto espressamente per riconciliarci fra noi; Kiko non dice mai che ci dobbiamo riconciliare con Dio. Da nessuna parte. Mai.

Quella è la "catechesi iniziale" di Kiko per portare gli uomini a Cristo. Anche quando menziona il peccato, non spiega mai che a causa del nostro peccato ci siamo allontanati da Dio. Ma sul serio? Dunque i nostri mali, la nostra cecità nelle cose della vita, sarebbero da attribuire a barriere fra gli uomini, e viceversa?

Il motivo di tutto ciò è che Kiko non crede alla possibilità di riconciliarsi con Dio. Per Kiko non c'è bisogno di riconciliarsi con Dio perché Dio non ne ha alcun bisogno, e il peccato non offenderebbe Dio in alcun modo, a Dio non importerebbe nulla dei nostri peccati, "Dio perdona sempre". Per Kiko, dunque, la Chiesa come Corpo di Cristo è fondamentalmente una Chiesa orizzontale - cioè una comunità di credenti, una comunità di amore che ha vinto le barriere che impedivano di amarsi tra fratelli. E... il peccato? Per Kiko sarebbe solo l'esperienza della morte al livello più profondo. Tutto qui?

Ma il salario del peccato è la morte - la morte c'è a causa del peccato, e perciò l'esperienza della morte e l'esperienza del peccato non possono essere risanate. Kiko inverte i due fattori e dice che l'uomo avrebbe fatto "esperienza della morte" per aver mangiato i frutti dell'albero, che simboleggerebbero il peccato (giorno 3 delle "catechesi"), e l'esperienza del peccato causerebbe le divisioni.

In realtà quelle divisioni fra gli uomini derivano dagli effetti del peccato. Kiko batte anche sul tasto che il peccato causerebbe divisioni dentro di noi, che è pure vero, ma non c'entra con la sua tesi riguardo alla morte, alle fragilità e alle barriere da superare. Tesi kikiana che non ha nulla a che fare con la rottura della comunione fra l'anima e Dio, rottura davvero reale e deliberata. La parola "peccato", per Kiko, indica solo il contrario dell'amore (a sé stessi e agli altri). È una visione molto riduttiva perché esclude Dio dalla questione.

In altre parole, ogni peccato è "solipsistico", nel senso ermeneutico del "riguarda esclusivamente me stesso", moltiplicato per un miliardo di volte in una Chiesa che "riguarda esclusivamente noi", quando in realtà tutto riguarda la Santissima Trinità, dalla quale noi tutti dipendiamo.

In fin dei conti, persino nel punto più generale, Kiko dice che tutto il peccato ha un impatto esclusivamente orizzontale (nel senso di sociale, nel senso che non riguarda Dio). A meno di sfumare per bene questo concetto oltre i limiti imposti dalla coerenza, non si può assolutamente far "funzionare" la teologia di Kiko.

Il problema con la sua visione del mondo

Senza voler essere troppo teologico ma cercando di far comprendere la questione: la teologia della Chiesa secondo Kiko - cioè la sua ecclesiologia - è centrata su "noi"; anche presentandola come informata da Cristo e imbevuta dello Spirito, è solo una comunità che ha superato le barriere fra uomini, e non ha nulla a che vedere col riconciliarsi con Dio. La Chiesa è una comunità di credenti, non il vero Corpo di Cristo: non è un corpo che soffre per Lui e con Lui. Invece la chiesa di Kiko è una dove la Passione è solo un pit-stop verso la Resurrezione, e la Resurrezione è funzionale solo alla comunidad. La Crocifissione è ridotta ad uno sfortunato episodio su cui i credenti non dovrebbero mai indugiare (per timore che scivolino in qualche perverso rifiuto della Risurrezione e del suo trionfo).

In altre parole, e al di là di altre questioni, il problema fondamentale è che nel descrivere la chiesa in questo modo, Kiko cancella completamente il valore dell'Incarnazione e l'atto della Redenzione (motivo per cui gente come Zoltan loda così spesso Lutero, con la cui dottrina sulla salvezza i neocatecumenali son tanto d'accordo).

Con la sua visione, questa lente attraverso cui Kiko vede il mondo e la Chiesa, non c'è più bisogno di preti, solo presbìteri; niente altari, solo mense per il banchetto; niente arte sacra, solo le "icone" di Kiko; niente canti, solo i canti di Kiko; niente teologia, solo il Direttorio Catechetico; niente organo, solo chitarre e tamburelli; niente penitenza, solo accettazione; niente vero Dio-vero uomo crocifisso, solo il Signore Risorto.

In gergo più teologico, Kiko sta  imponendo una separazione radicale fra il Dio trascendente e la Chiesa immanente (perché la presenta in modo fondamentalmente "orizzontale"), che è il madornale errore di ogni credo non-cristiano. Ma la Chiesa ha sempre insegnato che il Dio trascendente si è fatto davvero immanente nella Chiesa (l'Eucarestia, ecc.) in una maniera reale e letterale (non solo "spiritualizzata"); allo stesso modo, la Chiesa immanente diventa davvero trascendente perché è davvero il Corpo Mistico di Cristo, non semplicemente la comunidad, ed è Chiesa Militante, Chiesa Purgante, Chiesa Trionfante - una Chiesa che vive e muore come il suo Signore, la Sposa che aspetta un giorno di essere crocifissa col suo Signore che la grande festa di nozze all'Eschaton possa essere compiuta nella sua perfezione.

E se comprendi che la venuta del Figlio di Dio nel mondo è per la redenzione e la riconciliazione dell'uomo con Dio, e che solo da ciò può avvenire la riconciliazione dell'uomo con l'uomo, allora Kiko e i suoi ti accuseranno di essere un "quasi-catechizzato", o addirittura un "paganizzato".

Kiko accusa tutti (anche i suoi seguaci) di essere aggrappati a pratiche praticamente superstiziose (ciò che san Tommaso d'Aquino chiamerebbe "osservanza vana", come il sacrificare un capretto a Pasqua solo perché gli israeliti facevano così), pratiche che Kiko/Pius/Diana chiamano "religiosità naturale". In altre parole, i neocatecumenali credono che la nostra fede sia infantile e immatura. San Francesco d'Assisi avrebbe avuto una fede immatura, padre Pio avrebbe avuto una fede immatura, il curato d'Ars una fede immatura... Quanta presunzione, quanto orgoglio hanno i neocatecumenali: credono di essere i più veri cattolici, gli unici con la fede adulta, solo perché hanno ricevuto gli insegnamenti di Kiko!

Questo è il loro concetto di Chiesa e, tranne per una questione di apparenze formali, non sono sicuro che Kiko pensi davvero che anche noi siamo parte della Chiesa.

giovedì 20 giugno 2024

Che fine ha fatto "Tony"?

Nostra traduzione di un articolo di Jungle Watch riguardo a "fratel Tony" (così veniva chiamato il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron dai "fratelli" della sua "comunità" neocatecumenale a Guam).


Un amico mi ha recentemente inoltrato un link dal blog del cardinale O'Malley, arcivescovo di Boston.

Prima di spiegare ciò che ho da dire, devo riconoscere al Cardinale la validità del suo blog. Non solo è un buon mezzo per restare in contatto col suo gregge, ma anche un modo per presentarsi come responsabile di tale gregge dal momento che i suoi post sul blog generalmente riguardano la sua attività quotidiana di pastore.

Ho una vecchia connessione col Cardinale. Fu nominato vescovo della diocesi di St. Thomas nelle Isole Vergini quando io vivevo e lavoravo lì nei primi anni '80. Anche se chiamata "diocesi di St. Thomas", la diocesi includeva l'intero territorio americano delle Isole Vergini che consisteva delle tre isole principali (St.Thomas, St.Croix e St.John); io vivevo a St. Croix.

In più, ebbi qualcosa da fare riguardo a quella nomina di O'Malley.

In breve, avevo accidentalmente scoperto un traffico di droga attivo nelle scuole superiori cattoliche in cui insegnavo, traffico che a quanto pare era coperto e protetto dall'allora preside, seppur ricattato. Il preside era uno dei favoriti del vescovo di lì (predecessore di O'Malley), al punto che qualsiasi lamentela contro il preside fatta al vescovo finiva invariabilmente nella completa immunità di quel preside.

Informai allora un sacerdote locale di ciò che avevo sospettato e scoperto, e per farla ancor più breve il sacerdote si diede da fare e ottenne la rimozione di quel preside. Ma nel farlo, emersero altre cosacce oltre al traffico di droga - piuttosto terribili - e il vescovo si ritirò non molto tempo dopo l'allontanamento di quel preside. (Ne ho parlato più estensivamente in un mio post del 2013).

O'Malley, all'epoca, era giovane e "ultimo arrivato", ed era stato mandato a rimettere le cose in ordine, un po' come quando avvenne qui a Guam alcuni anni fa [quando nominarono il vescovo Byrnes, ndt]. Fatto interessante, sia O'Malley che Apuron provengono dall'ordine dei Cappuccini. C'è solo un altro vescovo Cappuccino negli USA, ed è l'arcivescovo Chaput.

Fatto ancor più interessante, tutti e tre hanno stretti legami col Cammino Neocatecumenale - e specialmente O'Malley:


Ad agosto 2016 O'Malley aveva presenziato ad un evento tenuto da Kiko Argüello, proprio mentre Kiko spiegava che le accuse contro Apuron erano "persecuzioni" (Chuck ne ha parlato a questo link):

Ecco uno screenshot da un notiziario in cui si vedono O'Malley ed Apuron seduti accanto ad un meeting vaticano di settembre 2015. All'epoca Apuron era già sotto accusa per aver revocato gli incarichi di don Paul e mons. James, mentre J. Toves lo aveva già pubblicamente accusato di aver molestato suo cugino, ed era venuta alla luce la truffa neocatecumenale del certificato di proprietà farlocco (quello riguardante l'allora seminario neocatecumenale di Guam):


Per qualche strano motivo, lo screenshot dei due seduti accanto in Vaticano fu il post col maggior numero di visite su Jungle Watch, sebbene sia solo un'immagine senza un articolo, molto più di altre pagine:


Torniamo a O'Malley.

In un post del 14 giugno 2024, O'Malley parla ben due volte del Cammino Neocatecumenale:

1) visita il seminario Redemptoris Mater di Boston per istituire nuovi accoliti e lettori (ministeri laicali, sono passi intermedi verso il sacerdozio):

2) presenzia ad una cerimonia per un "progetto di espansione" dello stesso seminario:


All'inizio pensavo che non ci fosse nulla di importante. O'Malley è stato amicone del Cammino da lungo tempo. Ma poi ho ricordato che se Apuron ha trovato un posto dove nascondersi, potrebbe essere col suo collega Cappuccino e in una diocesi dove - con l'aiuto di O'Malley - il Cammino è piuttosto presente.

È solo un sospetto, probabilmente ne riparleremo.

giovedì 13 giugno 2024

O’MALLEY A BOSTON: PROPAGANDA CNC A VUOTO E TANTE CRITICHE DAI FEDELI. III° PARTE: SERVIZIO DI PREGHIERA INTERRELIGIOSA PER "GUARIRE" LA CITTÀ

Terza e ultima parte dell'articolo (la seconda parte a questo [link], la prima parte a questo [link]).

C'è un episodio grave e significativo - accaduto ad aprile 2013 - per comprendere la figura di O'Malley e che vale la pena di ricordare, per capire quale è la tipica figura di prelato "cattolico" che appoggia il Cammino: un prelato che ha a cuore non le verità di fede, non la salvezza delle anime, ma solo lo show in favor di telecamere e gli applausi del pubblico.

Da ricordare, come indicato nei precedenti articoli, che nel 2012-2013 il Cammino a Boston era ancora numericamente insignificante ma già oggetto di perplessità e critiche e petizioni alla Santa Sede. E O'Malley, persino in una celebrazione "interreligiosa", si porta un'appendice neocatecumenale, come se dovesse pagar pedaggio anche al Cammino...


Oratori del "servizio di preghiera interreligiosa"
In seguito all’attentato alla Maratona di Boston del 15 aprile 2013 in cui persero la vita 3 persone e 170 furono ferite, il card. O'Malley celebrò un Servizio Commemorativo nella cattedrale della Santa Croce a Boston, servizio che fu sottoposto a dure critiche.

Un sito cattolico definì ciò che accadde alla cattedrale “più atroce di un crimine rispetto all''atto di terrorismo che ha tolto la vita a esseri umani innocenti e ferito tanti altri”.

Qui sotto citeremo un riassunto dei passaggi più salienti.

"All’entrata dei fedeli in cattedrale è stato suonato un inno protestante".

Funzionari pubblici, uno dopo l’altro, a favore dell’aborto e della perversione sono stati autorizzati a prendere il posto d’onore in una chiesa cattolica e a fare le loro riflessioni sulla tragedia della Maratona di Boston, anche se ciascuno di loro accoglie peccati che chiedono vendetta dal cielo.

Essi erano:

Il sindaco di Boston, THOMAS MENINO, un cattolico che rimane perfettamente in regola nelle strutture conciliari nonostante il suo irremovibile, feroce sostegno all'assassinio chimico-chirurgico del pre-nato e per il "matrimonio gay". Il governatore del Commonwealth del Massachusetts PATRICK DEVAL. Il presidente BARACK HUSSEIN OBAMA.

Nessuno di coloro che hanno parlato ieri, incluso un uomo partigiano del "Cammino Neocatecumenale" e che hanno permesso la parodia rappresentata dalla "Messa della sepoltura cristiana" per il defunto procuratore, il senatore Edward Moore Kennedy degli Stati Uniti (D-Massachusetts) nella Basilica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso sabato 29 agosto 2009, festa della decapitazione di San Giovanni Battista, incluso Sean "cardinale" O'Malley, nessuno di loro ha capito la semplice verità tra tutte le chiacchiere servite nel nome di Dio ieri nella Cattedrale di Santa Croce a Boston, Massachusetts.

Il borbottio che si è svolto ieri nella Cattedrale di Santa Croce a Boston, nel Massachusetts, come "SERVIZIO DI PREGHIERA INTERRELIGIOSA", che è stato etichettato come "GUARIGIONE DELLA NOSTRA CITTÀ", è iniziato con un saluto ufficiale di una donna che crede di essere un "ministro" nella setta eretica del protestantesimo noto come presbiterismo (REVERENDO LIZ WALKER, ROXBURY PRESBYTERIAN CHURCH).

La "reverenda" Liz Walker
Il borbottio offensivo di Liz Walker è stato seguito da quello del "Metropolitan" Methodios, il leader dell'eretico e scismatico greco-ortodosso nel New England (METROPOLITAN METHODIOS, METROPOLITI ORTODOSSI GRECI DI BOSTON, BROOKLYN).

Ancora un altro ministro ha parlato dopo Thomas Menino, una donna di nome NANCY S. TAYLOR, che si dice fosse "il ministro senior", qualunque cosa significhi, a Boston, ed è sia pro aborto che pro "matrimonio gay".

Ha parlato menzionando tutti i presenti, ma senza mai menzionare il vescovo O'Malley, nella cui cattedrale si svolgeva la parodia.
Che assortimento di personaggi dall'Inferno, dal dipartimento di presidenti liturgici del "casting centrale" di Anticristo.

Uno dei più grandi crimini dei leader conciliari è il trattamento delle false religioni come "sacre" agli occhi del vero Dio della Divina Rivelazione e l’accordare un posto speciale d'onore ai seguaci del Talmud, uno dei quali, RABBI RONNE FRIEDMAN, che è un rabbino talmudico della varietà "Riforma" e sostiene l'assassinio chimico-chirurgico di bambini prematuri innocenti ed anche il "matrimonio gay".
Non c'è da meravigliarsi che Ronne Friedman non abbia riconosciuto Sean O'Malley, in quanto Friedman è un fanatico anticattolico. È un cristofobo. Nancy Taylor è una fanatica anticattolica quanto Ronne Friedman.

Tuttavia, è stato loro permesso di parlare nella Cattedrale di Santa Croce, anche se la loro stessa presenza nel santuario di questa cattedrale cattolica un tempo orgogliosa, dove tante migliaia di vere messe furono offerte a Dio per il suo più grande onore e gloria, come il sacrificio della croce perpetuato in modo infedele, era esso stesso un atto di derisione della Santa Croce e del Divino Redentore su cui i nostri peccati lo fissarono.

Il caro O'Malley, appena tornato da un altro "ritiro" in Galilea, dato dai cultisti che compongono l'eretico "Cammino Neocatecumenale", ha detto: “A nome della nostra comunità cattolica, desidero dare il benvenuto a tutti voi qui nella Cattedrale di Santa Croce. È un onore avere il nostro Presidente, il Governatore e il nostro Sindaco qui con noi questa mattina. Siamo grati al Governatore Patrick per aver avviato questo servizio di preghiera ecumenico e interreligioso. Siamo lieti che il metropolita Metodio e che così tanti leader delle varie chiese e comunità di fede possano unirsi a noi oggi”.

Sì, un onore avere l'uomo, Barack Hussein Obama, che ha un incarico civile e non ha titolo di parlare nel santuario di qualsiasi chiesa cattolica, un uomo che sostiene l'assassinio chimico-chirurgico del pre-nato e della sodomia, uno statista che ha cercato di frenare le legittime libertà umane e di costringere singoli cattolici e altri contrari alla contraccezione e all'aborto a finanziare la copertura sanitaria per la contraccezione e l'aborto come parte di “Obama Care”. Un onore.

O'Malley ha detto: “
Applausi a Obama nella Cattedrale di Boston
per "guarire la città"
Qualcuno avrà ricordato che solo Dio guarisce?
La scorsa settimana ero in Galilea sul Monte delle Beatitudini con 30 sacerdoti di Boston. Lì abbiamo pregato insieme e ascoltato lo stesso Vangelo che è stato letto per noi qui questa mattina. Di fronte all'attuale tragedia, dobbiamo chiederci che tipo di comunità vogliamo essere, quali sono gli ideali che vogliamo trasmettere alla prossima generazione. Non può essere violenza, odio e paura. Il popolo ebraico parla di Tikkun Olam, "riparare il mondo". Dio ci ha affidato proprio questo compito, per riparare il nostro mondo distrutto. Non possiamo farlo come un insieme di individui; possiamo farlo solo insieme, come comunità, come famiglia
”.

"La nostra identità viene", ha detto O'Malley, "dal carattere battesimale. Siamo cattolici. Siamo membri del Corpo mistico di Cristo, uniti ai membri viventi del Corpo mistico di Cristo Re nella Chiesa Militante sulla faccia di questa terra per mezzo di preghiere e sacrifici offerti per loro, uniti anche ai membri della Chiesa Sofferenza in Purgatorio e alle anime degli eletti che sono membri della Chiesa in Cielo. Non troviamo la nostra "identità" nella "comunità".

Ahimè, O'Malley, la "non violenza" che tu predichi non ha nulla a che fare con la Preghiera di San Francesco d'Assisi che hai invocato alla fine delle tue osservazioni giudaico-massoniche ieri. I cattolici non cercano di prendere la legge nelle loro mani e perdonano facilmente i loro persecutori. Tuttavia, riconoscono anche che la violenza come quella verificatasi lunedì 15 aprile 2013 è stata il risultato di violenti assalti contro i Sacri Diritti di Cristo Re in cui i signori della modernità nello stato civile e voi e i vostri simili, i signori del conciliarismo, avete iniziato a giocare da molto tempo.

Non può esserci pace tra gli uomini mentre gli uomini che affermano di essere funzionari cattolici fanno guerra alla fede cattolica, al culto e alla morale e lodano i leader civili di tutte le religioni o di nessuna religione che sostenga mali gravi e che invocano il cielo per vendicarsi.

Siamo giudicati da Cristo Re al momento della nostra morte nel Giudizio Particolare come individui, non come una "comunità" ed è lo stato delle nostre anime immortali che determina il destino delle nazioni, non gli sforzi giudaico-massonici per costruire il "mondo migliore" con mezzi naturalistici.

Questo è ciò che un prelato cattolico, che Sean O'Malley non è perché non pare né cattolico né un prete o vescovo, avrebbe detto in un sermone nel contesto di una Messa di Requiem, poiché quel "servizio di preghiera" interreligioso è stato uno scandalo per tutti i cattolici credenti.

I cattolici non partecipano mai a nessun tipo di "servizio di preghiera interreligiosa" in quanto è sgradito gli occhi dell'unico vero Dio, quello della Divina Rivelazione, la Santissima Trinità. Mai. Non mi vedrete mai in nessun tipo di "servizio di preghiera" che pone un Successore dell'Apostolo su un piano di parità con gente che nega la fede cattolica in tutto o in parte. Ed è dalla Messa che riceveremo le grazie per pregare per la conversione di coloro che invocano su se stessi il sangue degli innocenti e che mettono così a rischio l'intero paese dagli attacchi dall'esterno e dall'interno.

Caro O'Malley, non riesci a capire cosa è successo lunedì? Contraccezione. Aborto. Sodomia. Lo statalismo.

L'ex governatore del Massachusetts, Willard Mitt Romney, era un completo abortista nel suo unico mandato come governatore, e ieri era presente alla Cattedrale della Santa Croce a Boston, nel Massachusetts, come altri ex repubblicani Governatori del Massachusetts e abortisti, William Weld e Jane Swift e un ex governatore democratico, il pro abortista, pro-sodomita Michael S. "M-1" Dukakis, che fu abilitato dal clero ortodosso e da molti del clero conciliare proprio come come il clan Kennedy lo è stato dai rivoluzionari conciliari.

Si può dire che il peggior oratore del "servizio di preghiera interreligiosa" di ieri è stato Sean O'Malley in quanto lui, un conciliarista del primo ordine, non ha sfidato nessuno a convertirsi e ad abbracciare la fede cattolica e a rinunciare alla promozione di peccato coperto dalla legge civile e come "legge umana" da promuovere e celebrare nella cultura popolare con uno spirito di abbandono sfrenato.

L'intera parodia di ieri è stata condannata senza mezzi termini da papa Pio XI a Mortalium Animos, il 6 gennaio 1928, che ha ribadito l'insegnamento cattolico perenne che proibisce tutti i servizi di preghiera "interreligiosi":
10. “Quindi, Venerati Fratelli, è chiaro perché questa Sede Apostolica non ha mai permesso ai suoi sudditi di prendere parte alle assemblee dei non cattolici: perché l'unione dei cristiani può essere promossa solo promuovendo il ritorno all'unica vera Chiesa di Cristo di quelli che ne sono separati, perché in passato l'hanno purtroppo lasciato. All'unica vera chiesa di Cristo, diciamo, che è visibile a tutti e che deve rimanere, secondo la volontà del suo autore, esattamente come l'ha istituita”.
Nel corso dei secoli, la Mistica Sposa di Cristo non è mai stata contaminata, né potrà mai essere contaminata in futuro, come testimonia Cipriano:La Sposa di Cristo non può essere falsa con la Sposa: è incorrotta e modesta. Lei conosce solo una dimora".
Lo stesso santo martire con buona ragione si meravigliò moltissimo che chiunque potesse credere chequesta unità nella Chiesa che nasce da una fondazione divina e che è unita da sacramenti celesti, potrebbe essere strappata e lacerata dalla forza di volontà contrarie."
“Poiché, poiché il corpo mistico di Cristo, allo stesso modo del suo corpo fisico, è uno, [22] compattato e opportunamente unito, [23] era sciocco e fuori luogo dire che il corpo mistico è formato da membri disuniti e dispersi all'estero: chiunque quindi non sia unito al corpo non ne fa parte, né è in comunione con Cristo la sua testa”.
(Papa Pio XI, Mortalium Animos , 6 gennaio 1928).
Il Sant'Uffizio dell'Inquisizione riaffermò la reiterazione di Papa Pio XI del divieto di incontri e servizi di preghiera "interreligiosi" venti anni dopo, nel 1948:
AVVERTIMENTO:
Incontri misti di non cattolici con i cattolici sono stati tenuti in vari luoghi, dove le cose relative alla Fede sono state discusse contro le prescrizioni dei Sacri Canoni e senza previa autorizzazione della Santa Sede. Pertanto, si ricorda a tutti che, secondo la norma del Canone 1325 § 3, ai laici e ai chierici sia laici che regolari è vietato partecipare a questi incontri senza la suddetta autorizzazione. Tuttavia è molto meno lecito per i cattolici convocare e istituire questo tipo di riunioni. Pertanto, gli ordinari esortano tutti a seguire con precisione queste prescrizioni.
Questi devono essere osservati con una forza di legge ancora più forte quando si tratta di incontri chiamati “ecumenici”, ai quali laici e chierici potrebbero non partecipare affatto senza il consenso della Santa Sede.
Inoltre, poiché atti di culto misto sono stati anche proposti non di rado sia all'interno che senza i suddetti raduni, tutti vengono nuovamente avvertiti che qualsiasi comunicazione negli affari sacri è totalmente vietata secondo la norma dei Canoni 1258 e 731, § 2
”.
È scandaloso che Sean O'Malley, non abbia menzionato nulla dello strumento stesso su cui Dio ha mostrato le profondità del Suo amore per noi, la Santa Croce, da cui ha versato ogni singola goccia del Suo Preziosissimo Sangue per redimerci, anche sebbene parlasse da un leggio nella Cattedrale di Santa Croce. Come possono vedere i non vedenti se non vengono aiutati?
La croce che salva

Ah, già, il clero conciliare non fa queste cose alle "veglie di preghiera interreligiose" - e qui sta uno dei più grandi trionfi del diavolo mentre sussurra nelle orecchie di coloro che hanno un palcoscenico per astenersi dall'essere cattolici per fare appello alle "persone di tutte le fedi ", specialmente rifiutando di riconoscere la verità che la Chiesa cattolica è la sola e unica vera Chiesa e rifiutando persino di menzionare la Santa Croce o il Santo Nome di Maria, alla cui semplice menzione il diavolo deve prendere il volo.

Ancora una volta, questo è il punto: questi uomini semplicemente non sono cattolici, ed è così che artisti del calibro dei prodotti di protestanti e talmudici e maomettani e altri errori che hanno parlato ieri mattina, incluso lo stesso Obama, sono considerati " leader "a cui le persone cercano conforto e sostegno” in tempi di tragedie che sono causate in larga misura dalla proliferazione dell'errore nel corso di sette secoli ormai, specialmente durante questi ultimi decenni, quando i riti sacramentalmente sterili del conciliarismo hanno inaridito le fonti di santificazione e grazia reale".

ORDINE DEI SERVIZI PER LA MESSA DI SERVIZIO INTERRELIGIOSO “GUARIAMO LA CITTÀ”

SALUTI E PREGHIERA DI APERTURA: REVERENDO LIZ WALKER - Roxbury presbyterian church
RINGRAZIAMENTI: METROPOLITAN METHODIOS - greek orthodox metropolis of Boston, Brookline
PREGHIERE E RIFLESSIONI: THOMAS M. MENINO – sindaco di Boston
REVERENDO NANCY S. TAYLOR - senior minister & ceo, old south church, Boston
LETTURA DEL SALMO 147,3: RABBI RONNE FRIEDMAN - senior rabbi temple Israel, Boston
RIFLESSIONE: NASSER S. WEDADDY - chair of the New England interfaith council civil rights outreach director, american islamic congress
REVERENDO ROBERTO MIRANDA - senior pastor, congregación León de Judá, Roxbury
LETTURA DEL VANGELO MATTEO 5, 1-12: VESCOVO JOHN M. BORDERS III - senior pastor, Morning Star baptist church, Mattapan
RIFLESSIONE: CARD. SEAN O'MALLEY
DEVAL L. PATRICK - commonwealth of Massachusetts governor
PRESIDENT BARACK H. OBAMA
 
Non ci sembra che ci sia nulla da aggiungere.