sabato 24 settembre 2022

Il Cammino e le profezie che si autoavverano (ma non sempre)

Nel 1965, lo psicologo di Harvard Robert Rosenthal descrisse il così detto “Effetto Pigmalione”, oggi meglio conosciuto come profezia che si autoavvera. La profezia che si autoavvera è un fenomeno psicosociale per cui ciò che crediamo di noi stessi influenza i nostri comportamenti e quelli degli altri nei nostri confronti.

Lo "specchio delle brame" del catecumeno

I mamotreti di Kiko, e in particolare gli esempi di scrutini, cioè di interrogatori pubblici degli adepti, sfruttano sistematicamente questo meccanismo psicologico. Il catechista "vaticina" un certo avvenimento che sicuramente avverrà nella vita del neocatecumeno scrutinato: per esempio che se abbandonerà il Cammino la sua vita sarà un seguito di disgrazie (vedi la tristemente famosa pagina 108 del mamotreto del Secondo Scrutinio); oppure che in casi di giogo disuguale, cioè di fidanzato fuori dal Cammino, sicuramente la coppia andrà incontro alla separazione; oppure ancora hanno una visione profetica sulla vocazione del neocatecumeno, prossimo presbitero in un seminario Redemptoris Mater o suora di clausura se si tratta di una giovane; inoltre hanno visioni anticipatorie anche sulle prospettive di aver figli per coppie con problemi di fecondità, oppure anche sul successo di un cambiamento lavorativo o altro ancora. 

Non ci sono limiti sulla tipologia di argomenti su cui ritengono di poter esprimere la "volontà divina" e il modo in cui si realizzerà nel futuro del candidato.

Dato il contesto particolare in cui vengono espresse queste previsioni, cioè in una situazione carica di aspettative in cui i catechisti hanno convinto chi li ascolta d'essere direttamente inviati da Dio, che parla quindi per loro bocca, le persone messe "sotto torchio" vengono spesso suggestionate a tal punto da convincersi di queste "previsioni ispirate", facendole proprie e agendo quindi e comportandosi in modo tale che queste "profezie" in effetti si avverino, secondo il noto meccanismo psicologico.

Nel caso però  che questo non succeda, i catechisti si riservano sempre una giustificazione: l'adepto non ha avuto abbastanza fede, ha interpretato male i loro consigli, o Dio stesso ha deciso diversamente per il loro bene operando la loro correzione. Naturalmente, nel caso che le false aspettative generate dai loro consigli abbiano provocato danni psicologici e materiali, non ci sarà mai una ammissione di colpa.

Leggiamo su Cruxsancta alcuni interessanti episodi che confermano l'uso di queste strategie per legare gli adepti neocatecumenali al Cammino e per confermare l'autorità sulla loro vita e le loro scelte dei loro "profeti", i catechisti discernenti.


Lo "specchio delle brame" del catechista

Una delle prime cose che mi ha fatto aprire gli occhi e ricredere sulla fiducia riposta nei catechisti neocatecumenali  - la stessa fiducia su cui facevano affidamento quando affermavano di venire da parte del Vescovo, su mandato della Chiesa, e di parlare nel nome di Gesù Cristo - è stata l'imbarazzante l'arroganza con cui sostenevano che, per il loro alto discernimento, non c'erano segreti nella vita degli altri... Degli altri, non della loro, visto che le loro famiglie non erano per nulla un buon esempio, anzi, erano un controesempio della loro presunzione, poiché tra loro c'erano violenti, bevitori, adulteri e tutta quella serie di problemi  che, dicono, guariscono magicamente se crocifiggi la ragione e obbedisci solo a loro. 

Il che dimostra che ciò che predicano non si è adempiuto in loro.... o che loro per primi non hanno obbedito ai propri catechisti!
Ma nonostante la loro vita non fosse esemplare, da buoni catechisti talebani chiedevano obbedienza a tutti i loro catecumeni. Come è evidente,  con quelle premesse, da loro non si poteva cavare nulla di buono.

Ricordo un'occasione, la seconda volta in cui la mia comunità è stata sottoposta al secondo scrutinio, i catechisti furono chiaramente illuminati sul futuro che attendeva una neocatecumena implicata in un complesso processo di divorzio.
Per darvi un'idea, il marito di questa donna se ne era andato con una sua amica, e lei ha dovuto lavorare come donna di servizio - non aveva studi - per poter mantenere i suoi figli. Firmarono la separazione e, per anni, mentre lei lavorava di casa in casa, l'ex amica andava a passeggio a braccetto con il marito. Dopo anni di umiliazioni, il marito ha chiesto il divorzio,   e lei si è ritrovato coinvolta in un procedimento legale che non voleva ma non poteva evitare.

Seduta sulla sedia dell'esame, ha dovuto spiegare ai luminari catechisti che, sebbene fosse contraria al divorzio, la sentenza sarebbe stata in qualche modo la fine di un calvario, se non altro perché il marito ormai conviveva da molti anni con un'altra, con la quale voleva sposarsi civilmente.

Che senso aveva, in una situazione del genere, opporsi al divorzio? Bisognerebbe chiedere a quelli di discernimento superiore!

La premonizione del catechista
Durante quello scrutinio  il catechista più anziano ha avuto una premonizione, un'ispirazione sul futuro di questo matrimonio fallito, e lo ha fatto sapere all'esaminata (e a tutti i presenti, visto che lo scrutinio si svolge davanti a tutta la comunità). 

Dal momento che spettegolare e dare giudizi affrettati sugli altri è un'attività a cui sono molto inclini nel Cammino, la prima cosa che questo catechista ha spiegato a tutta l'assemblea è stata che la ragazza che aveva preso il marito dell'amica era ovviamente una povera donna, una imbrogliona che ha cercato solo di assicurarsi la vita sfruttando la proprietà altrui. Quindi era ovvio che avrebbe sfruttato lo sciocco che era andato con lei, l'avrebbe spremuto più che poteva, fino al sangue, lo avrebbe prosciugato e poi, quando lo avesse privato di tutti i beni materiali, sarebbe andata via da  lui abbandonandolo. Si sarebbe sbarazzata di lui come uno straccio sporco.

In quel momento, quando lei lo avesse cacciato via come un cane, era dovere della moglie legittima aprirgli le braccia e riaccoglierlo come marito, perché lo era. E padre dei suoi figli.
Questo era ciò che sarebbe successo. Questo è ciò che Dio ha stabilito.

Ma, affinchè il marito, che era un povero tapino ingannato dal diavolo non per propria colpa, sapesse a chi rivolgersi quando lo avrebbero gettato per strada come un mozzicone di sigaretta, era necessario che lei, la legittima moglie,gli facesse sapere che lo aveva perdonato e che la porta di casa sua e della sua camera da letto sarebbe stata sempre aperta per lui. Sempre, poiché tale è l'obbligo della moglie cristiana.

Di conseguenza, le ordinò di chiamare il marito ribelle e di fargli sapere che lo amava ancora e che poteva tornare da lei quando voleva... o quando non avesse avuto altro posto dove rifugiarsi. Naturalmente la catecumena era invitata a digiunare, pregare e fare l'elemosina prima di procedere con la telefonata, ma che la dovesse fare era fuori discussione, cioè non spettava a lei discernere se tale chiamata avesse un senso, ma piuttosto era un imperativo divino, al punto tale che le avrebbero chiesto in seguito se avesse obbedito prima di decidere se poteva compiere il rito del secondo scrutinio.

La telefonata avvene. Lei si umiliò e lui scoppiò a ridere. E questa fu la conclusione di tutto. L'infedele e l'ex amica si sono sposati e anni dopo, quando già i ragazzi erano usciti di casa, il marito è tornato in tribunale per recuperare la sua quota di quella che era la casa di famiglia. Poiché la prima moglie non aveva i mezzi per comprarne la metà, la casa fu messa in vendita.

Attualmente, l'infedele e l'ex amica sono ancora insieme e si godono la pensione su un'isola tropicale. La moglie legittima sopravvive con la pensione da collaboratrice domestica nel minuscolo appartamento che ha potuto acquistare con la metà del ricavato della vendita della casa di famiglia.
Non pare proprio che la profezia di riconciliazione si sia realizzata.


Profeta veggente e ragliante
Vede, prevede e stravede

Lui non era nel Cammino ma entrò per lei (era di famiglia neocatecumenale d'alto lignaggio). Quando sono arrivati al secondo scrutinio,  lei voleva vendere la casa che stavano ultimando con i soldi di lui (lei non lavorava) per ottemperare al comando di vendere  i beni, e alla fine ci è riuscita. Da allora la loro relazione è peggiorata fino a quando lui se ne è andato e ha chiesto il divorzio (avevano già una figlia). Con i documenti quasi tutti firmati, gli illuminati catechisti l'hanno convinta a non accettare il divorzio e che doveva riconquistarlo, anche se lui si era già  fatto una nuova vita. 

Fatto sta che la moglie ha adoperato obbedientemente tutti i mezzi e tutto il suo fascino (era sempre molto bella). Lei lo ha riconquistato quel tanto che bastava a rimanere di nuovo incinta e lui ha finito per lasciarla di nuovo, creando un clima fra loro molto peggiore, che si è concluso con un divorzio conflittuale. Qualche anno fa e grazie alle "tasche" delle sue comunità (quella di origine, quella attuale e quella dei suoi genitori), ha ottenuto i soldi per pagare la nullità e poter essere di nuovo "single". Di lui non ho mai più saputo nulla, anche se so che ha un buon rapporto con i suoi figli, cosa che la moglie non ha.



Nella mia comunità ci sono stati diversi casi di donne separate, una delle quali ha divorziato dopo un matrimonio che non avrei augurato a nessuno. Ebbene, per passare attraverso la benedetta "porta stretta" obbligarono due di queste donne ad ottenere la nullità. Come tutti sapete, la nullità, purtroppo, è qualcosa che si può ottenere solo con molti soldi, ecco perché nella mia città è noto che solo i toreri la ottengono...  e kikos, haha. 

Una di queste non volle farlo  e ovviamente l'hanno invitata a tornare indietro, in una comunità più giovane, per ripensare la questione. Non ha superato il Secondo Scrutino, ha lasciato la comunità e non ci ha più messo piede, grazie a Dio. L'altra ha speso tutto ciò che aveva ed anche ciò che non aveva fino a quando non ha ottenuto la nullità. Visto che questa aveva assunto un avvocato fin dall'inizio (consigliata ovviamente dai kikotisti) e loro erano a conoscenza dell'intero processo, l'hanno lasciata andare avanti.



Ricordo che quei mascalzoni profetizzarono a un fratello che doveva rifiutarsi di divorziare, che la moglie sarebbe tornata. Dopo 25 anni gli stessi mascalzoni catechisti dissero a questo fratello: E cosa aspetti? Dopo tanto tempo, pensi che tua moglie tornerà da te??!!


Comunque sia, sono cose tipiche  delle sette.

 


75 commenti:

  1. Io credo che le migliori profezie che si autoavverano siano quelle sui beni del secondo scrutinio: Dio ti dara' cento volte tanto. Ricordo il filmato di molti anni fa sulle lodi in famiglia (numerosissima), quando nel momento del dialogo/risonanza una delle figlie esprime dubbi sulla condizione di precarieta' e il padre risponde che non ci si deve preoccupare visto che non ci e' mai mancato niente...e se ci e' mancato qualcosa, era volonta' di Dio. Ovvio poi che nessuno si lamenta: dopo che kiko brandendo il vangelo ti ha detto di non essere attaccato ai beni e mollare il malloppo, come farebbe uno a lamentarsi di non avere ricevuto molto piu' di prima? Avaro! Allora non hai capito niente!
    La cosa pero' e' molto piu' seria: a molti giovani il cnc insegna a non costruirsi una vita responsabilmente con una visione sbagliata della precarieta' e ancora piu' sbagliata del ruolo del cnc nella vita delle persone quando intere famiglie dipendono economicamente da questo e perdono la liberta' di obiettare e dubitare. Concordo inoltre pienamente sull'argomento perverso fuorviante e manipolatore ampiamente usato dal cnc: se quello che abbiamo detto non si e' avverato vuol dire che non hai avuto abbastanza fede. Confermo che accade regolarmente e che mai un catechista kikiano avrebbe le palle per ammettere davanti a un catecumeno di essere stato imprudente e di essersi sbagliato. Sarebbe vera responsabilita' farlo.

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    1. In sintesi, la colpa è sempre del catecumeno, ma dei catechisti o delle imposizioni del Cammino "per il tuo bene". Sono sempre stato scettico sui diktat del Cammino e dei catechisti, e meno male. Troppe volte ho sentito i catechisti negare di aver detto di fare qualcosa a questo o quel fratello, che gli ricordavano che avevano fatto come era stato loro detto, ma non era cambiato nulla.
      Porto

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    2. Mi piacerebbe che i nc comprendessero che Dio non scambia i suoi doni e le sue benedizioni con la decima, come viene fatto credere in comunità, questa è soltanto una credenza superstiziosa e dannosa che arricchisce i ricchi e impoverisce i poveri. Noi siamo chiamati alla bontà che ci allinea alla  Sua Parola vera e pura - quindi non mistificata dai falsi profeti - non ad assoggettarci ad un obbligo che ci priva della libertà e della pace.  
      Il cammino è in grado di mandare in crisi un'anima con un sol schiocco di dita poiché ha trovato la chiave per poter instillare nell'animo insicurezza e timore.

      Questi ingannatori non dimentichino che sta scritto:
      "Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, sì, tutta quanta la nazione." (Malachia 3:9)

      Si turbino questi distruttori della pace che manipolano le Scritture a loro piacimento perché, proprio come è scritto in questi versi riportati, il Signore è pronto a giudicare e a condannare gli insegnamenti pregni di errori e menzogne!

      Non ci si scordi che nelle religioni in cui è prevista la decima, e l'ebraismo non è esonerato, non si chiede prettamente del denaro, ma qualsiasi tipologia di offerta (lecita). Chissà perché i vertici del cammino e i loro operai richiedono, invece, soltanto dei soldi, preferibilmente in contanti. Oppure dei beni che fruttano un numero considerevole di quattrini.
      Le leggi sulla decima dell’Antico Testamento erano fatte su misura per Israele e non trovano posto nel nostro contesto cristiano. È palese che la decima non può funzionare al di fuori del vecchio popolo di Israele, né possiede un significato nel Nuovo Patto.

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    3. *mai dei catechisti
      Porto

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    4. Il Centuplo l'ho ricevuto diverse volte nella mia vita, pur non facendo parte del Cammino; l'ultima, magari un po ' più modesta, la ebbi quando in una
      fredda Vigilia di Natale regalai 10
      Euro ad un povero extracomunitario.
      In seguito giocai al lotto, su numeri sognati,
      10 Euro su di un ambo secco, vincendo 2.500 Euro.
      Il centuplo te lo garantisce il Vangelo!
      Non la decima del Cammino!
      Ruben.
      ---

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    5. allora conviene il Vangelo.......


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    6. Anonimo 24 settembre 2022 17:33
      allora conviene il Vangelo.....
      ---
      Si, la beneficenza va fatta in modo disinteressato, volontariamente e con il Cuore, senza farlo sapere a nessuno:"non sappia la mano destra ciò che fa la sinistra".
      Questa è Parola di Dio; i sacchi neri
      e la richiesta esplicita della decima NO.
      Trattasi infatti di richieste di "pezzenti" ad altissimo livello , quali
      i Catechisti del Cammino.
      Ruben.
      ---

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Gesù l’avvertimento l’ha dato, e cristallino: “Se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, oppure: È là, non credeteci, perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti” (Mt 24,24).

    I catechisti nc si presentano in vesti di pecore, come se appartenessero all’ovile di Cristo, fingono lo zelo per la gloria di Dio, ma cercano la propria gloria e quella del cammino e tramano per la rovina delle pecore. Si arrogano poteri divini che li inducono ad aggredire Cristo e la Chiesa.
    Ma il frutto - marcio - più incisivo di Kiko e Carmen, e del prete che si portano appresso come una borsetta, - è l’impegno volto ad allontanare il popolo di Dio dal Magistero della Chiesa, attraverso cui risuona nel mondo la dottrina di Cristo! -

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    1. frutto marcio e prete borsetta, eh????????????????????????????????????????????????????

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  4. Il profeta vero conduce alla fede, al pentimento, alla riconciliazione con Dio, alla bontà, alla fedeltà, al dominio di sé ecc., mentre il profeta falso semina impurità, idolatrie, dissensi, divisioni, fazioni, eresie, ecc. (Gal 5,19-23).
    Ecco, è facile collocare nella giusta posizione il catechista del cammino, sono le stesse Scritture a rivelarcela: egli è un falso profeta.
    Accuso reale dispiacere per le vittime di questi sciacalli senza ragione né coscienza, le quali cercavano pace e sana spiritualità ed invece hanno trovato, grazie ad un inganno ben strutturato, l'opposto. Un disastro immane che ha mortificato e gettato nella miseria interiore e pratica innumerevoli anime.

    I catechisti posseggono un potere pericolosamente elevato in grado di modificare la percezione degli idolatri e di manipolare le loro scelte e azioni, anche su questioni di ingente importanza. Sin dai primi passi nel cammino, quindi dalle catechesi, viene ricamato addosso al catechista il vestito dell'autorità spirituale (e non solo) massima. Se poniamo tutto questo nella dannata realtà kikiana, ove il peccato è fonte di salvezza e la figliolanza appartiene al diavolo, la questione diventa ancora più nera e luttuosa.

    Il cammino azzanna, minaccia e ricatta i piccoli, i fragili, le anime pure, li disorienta nel tentativo di conquistarli con le armi della paura e dell'angoscia. Parliamo di una supremazia perversa che mira a spersonalizzare la vittima e a corromperla ("tu mi appartieni!"), non certo di fatti di poca rilevanza.
    Faccio ancora una volta riferimento alla "madonna" dipinta da Argüello, la quale invita - anzi obbliga - al silenzio. Essa è una figura che non presenta alcun connotato sacro, dunque una buona e fedele rappresentazione del contesto. Il quadro in questione si è rivelato una sorta di simbolo settario che esorta a mantenere il segreto su tutte le ingiustizie operate dal cammino. Chissà quanti abusi e violenze d'ogni genere sono raccolti dinanzi agli occhi da pesce lesso della "madonna" del silenzio disegnata da Kiko.

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  5. "Con i documenti quasi tutti firmati, gli illuminati catechisti l'hanno convinta a non accettare il divorzio e che doveva riconquistarlo, anche se lui si era già fatto una nuova vita.
    Fatto sta che la moglie ha adoperato obbedientemente tutti i mezzi e tutto il suo fascino (era sempre molto bella). Lei lo ha riconquistato quel tanto che bastava a rimanere di nuovo incinta e lui ha finito per lasciarla di nuovo, creando un clima fra loro molto peggiore, che si è concluso con un divorzio conflittuale".
    Questa cosa in particolare mi ricorda l'esperienza credo di Augusto Faustini e della separazione dalla moglie causata proprio dalle intromissioni dei catechisti nel loro rapporto matrimoniale. Ci fu un riavvicinamento che era proprio finalizzato ad una nuova gravidanza per poi riprendere daccapo il piano originale "o ti sottometti al Cammino o non ci può essere matrimonio ed amore tra noi".
    Poiché in molte occasioni è proprio il Cammino uno dei motivi di allontanamento nella coppia, uno dei consigli principali dei catechisti, fossero persone ben orientate, sarebbe quello di preferire il legame coniugale alla frequentazione delle salette.
    Quello sarebbe l'atto da consigliare, in tante occasioni, non le finte riappacificazioni, le telefonate umilianti eccetera. Non si vede il motivo di aspettare la Traditio per far fare la missione a casa a chi non ha il coniuge in Cammino, dopo anni durante i quali se il matrimonio ha resistito è per motivi propri e "nonostante" il Cammino, e andare a "metterci il dito" può solo che portare nuovo scompenso e disequilibrio nella coppia. Ecco perché sono sempre molto diffidente quando qualcuno dichiara che il Cammino ha salvato il suo matrimonio, soprattutto con l'intervento di catechisti supponenti e pasticcioni che esercitano abusivamente il ruolo di psicologi e di consulenti matrimoniali.

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    1. Ah, ecco, finalmente abbiamo capito il significato del noto proverbio : tra moglie e marito non mettere dito, soprattutto se il dito è quello del Cammino...............................................................................

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  6. Rosenthal è un altro nemico del Cammino. Avanti il prossimooooo......................................................................

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    1. togliete gli specchi da casa vostra potreste trovare nemici anche lì

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    2. Anonimo24 settembre 2022 11:24
      Rosenthal è un altro nemico del Cammino. Avanti il prossimooooo......................................................................
      ---
      Mi sembra strano, il cognome Rosenthal è un cognome ebreo, di
      conseguenza gradito agli NC.
      Ruben.
      ---

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    3. Neo, spiegaci questa frase, non sempre siamo all'altezza di capire tutte le vostre battute.........................

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  7. Io ho fatto parte del Cammino trenta anni fa. All'epoca eravamo tutte persone della prima generazione, cioè gente che era entrata in comunità da adulta. Gli unici che erano nati e battezzati per immersione nel Cammino all'epoca erano bambini, tanti bambini, che infatti vedevamo intorno ai genitori.
    L'anno scorso ho avuto la sfortuna di innamorarmi di una ragazza di 34 anni figlai di una coppia di neocatecumenali. Anche se la ragazza è uscita dal Cammino (e fa l'insegnante di religione) vi assicuro che ha un fondo di durezza che fa spavento. Apparentemente si presenta come una madonnina, ma in fondo al cuore ha sempre un fondo di CATTIVERIA!
    All'inizio credevo di essere solo stato sfortunato, di aver imbroccato per puro caso la persona sbagliata...E invece ho avuto modo di avvicinare casualmente altri figli di neocatecumenali che adesso non sono più bambini, ma hanno trent'anni. VI ASSICURO CHE SONO TUTTTI: O DEGLI INSICURI O DEGLI ARROGANTI.
    Quello che ho notato è interessante perchè fa vedere come sono cresciuti quelli della seconda generazione! Cioè MALE.
    Quanto a me mai più con una figlia di neocat, nemmeno se è uscita dal Cammino!
    Psicologicamente la cosa la spiego in questo modo. I catechisti si comportano in modo duro, i camminanti credono di dover imitare i catechisti perchè pensano che quello sia il modo di comportarsi di un vero adulto nella fede. Di conseguenza si comportano in modo duro anche con i figli, che crescono con questo modello davanti agli occhi (e che gli rimane addosso anche se poi escono dalla comunità). E così si perpetua il CLIMA DA CASERMA che è stato denunciato giustamente anche da altri fuoriusciti. Questa è la mia analisi su quelli della seconda generazione. Che cosa ne pensate?

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    1. Assolutamente d'accordo. In tutti gli anni di Cammino, vedendo il fanatismo dei genitori, ho sempre, per quanto possibile, evitato di frequentare fuori dalla comunità i figli del Cammino, almeno quelli più fanatici e intransigenti, estremamente antipatici. Negli anni ho resistito a diversi tentativi di farmi fidanzare con una o l'altra sorella di Cammino, anche di altre comunità. Non ho mai sopportato il fanatismo, la supponenza, l'arroganza e spesso la maleducazione che caratterizzano molti di questi figli del Cammino (direi quasi tutti o la stragrande maggioranza). Li ricordo in comunità parlare dietro le spalle dei più deboli, persone sole con vite difficili, senza clan familiare nel Cammino, spesso bistrattati anche dai catechisti. E' un modo di fare che mi ripugna. Li ricordo anche alle convivenze, nei giri di esperienza, in cui si scagliavano senza pietà sul malcapitato di turno, per "metterlo nella verità" (espressione terribile per dire usare notevole violenza verbale e psicologica verso le persone che non ti vanno a genio) così come gli era stato insegnato, del resto. Questo il cristianesimo sui generis che si insegna nel Cammino, un atteggiamento demoniaco.
      Porto

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  8. Una ventina d'anni fa, Kiko, incontrando una famiglia di itineranti profetizzò a uno dei loro figli che sarebbe diventato un presbitero e che avrebbe "annunciato il Kerigma alle nazioni lontane". Il ragazzo, poco più che maggiorenne, alla successiva GMG si alzò per entrare in seminario, spinto anche dai familiari, dai catechisti e dalla comunità che non perdeva occasione per ricordargli la profezia di Kiko su di lui.
    Io poi sono uscito e non ho più avuto sue notizie. Un paio d'anni fa, l'ho incontrato casualmente e abbiamo fatto due chiacchere: è sposato, ha 4 figli, vive nella città da cui proveniva la famiglia e fa un lavoro normalissimo.
    Dopo averlo salutato mi è tornato in mente questo episodio, mi sono fatto una bella risata alla faccia di quel ciarlatano spagnolo e ho ringraziato Dio di avemi dato la forza di andarmene da quella setta.

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    1. ciarlatano spagnolo, eh??????????????????????????????????????????????????????????

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    2. Anonimo24 settembre 2022 14:43
      ciarlatano spagnolo, eh??????????????????????????????????????????????????????????
      ---
      Si! "De Castilla y Leon", norte de la Espana!
      Come ama definirsi con molto orgoglio; povero imbecille!
      Ruben.
      ---

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  9. O.T.
    Oggi in Roma nella Parrocchia di Santa Maria Goretti, alla quale ahimè
    da più di un anno abito di fronte: un matrimonio durato quasi tre ore, al quale
    non ho avuto ne' tempo ne' voglia di assistere integralmente.
    Sono rientrato in Chiesa intorno alle 12,00
    mentre stavano cantando una Litania dei
    Santi, citando persone a me sconosciute.
    A questo punto lascio la parola a chi ne sa più me.
    In seguito, allo scambio della Pace, il presbitero celebrante ha detto "Donatevi un segno di Pace", alterando così il Messale in uso, che dice "scambitevi un
    segno di pace"
    Ruben.
    ---
    Fine O.T.

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  10. Profezia autoavverante è l'acronimo di

    Possiamo Ridere Ora Felicemente Enunciando Zuzzurellone Idee Ancora A Uomini Tarati Ormai Andati Volendo Veramente Esprimere Ragionamenti Assurdi Neocatecumenalmente Troppo Eretici

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  11. Eravamo al matrimonio spirituale, un'altra volta in barca sul lago di Tiberiade.
    Io e mia moglie stavamo in crisi nera col Cammino ormai da anni, praticamente da dopo il "rinnovo" delle promesse battesimali, perché di quello che avevano promesso e predicato all'inizio non si era realizzato nulla. Anzi, la comunità era sensibilmente peggiorata in ogni tipo di peccato capitale. Uomini nuovi sì: uomini peggiori di prima.
    Il nostro catechista, naturalmente al corrente della situazione anche perché concausa della crisi, guardandoci continuava metaforicamente a ripetere: "Chi scende da questa barca è perduto! Vedete che acque nere la circondano? Fuori da questa barca c'è la morte!"
    Sapeva che oramai eravamo ad un passo dallo scendere da "quella barca".
    Infatti fu così.
    Nemmeno due mesi dopo lasciammo definitivamente il Cammino.
    La profezia però non si è avverata: stiamo nella Chiesa, liberi dalle catene neocatecumenali e dai suoi ispirati ciarlatani, i nostri figli stanno nella Chiesa e piano piano abbiamo recuperato equilibrio e serenità.

    Loro fanno credere che lasciando il Cammino si incontri dissolutezza e perdizione, perché credono che fuori dal Cammino ci siano solo acque nere.
    Non sanno, o non vogliono sapere, che per chi desidera la fede fuori dal Cammino c'è la Chiesa.

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  12. Avete fatto bene a lasciare il Cammino, non fa per voi, andate pure e non ci tornate più, esso non è fatto per quelli che amano il mondo, la bella vita, quelli che il Papa chiama i cristiani mondani, andate pure nel mondo, se lo amate tanto, andate e restateci, se vi piace tanto, solo che presto o tardi dovremo lasciarlo e cosa vi portete appresso? La bara non ha tasche, questo mondo certamente non lo potrete portare appresso. Se la Parola di Dio vi destabilizza tanto, attaccatevi pure alle certezze di questo mondo, poi vi renderete conto che sono solo illusorie, in bocca al lupo.

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    1. @anonimo
      mi dispiace vedere come tu sia stato ingannato a credere che chi esce dal Cammino si perda nel mondo, purtroppo questo insegnamento è tipico delle sette, pregherò per te. Il Signore dice di essere nel mondo ma non del mondo, mi sembra un ottimo programma di vita!

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    2. Ecco, sono proprio le persone come te, Anonimo, che allontanano la gente. Rispondono picche a cuori.
      Che il Cammino non fa per noi è certo.
      Ma che noi amiamo la bella vita e il mondo, è un'illazione tutta tua (e dei neocatecumenali in genere).
      Forse dopo che hai letto che abbiamo lasciato il Cammino "da grandi", ti si è offuscata la vista.
      Noi stiamo nella Chiesa, tutta la famiglia, e viviamo profondamente la nostra spiritualità nella pace.
      Grazie per l'"in bocca al lupo", augurio del tutto mondano, ma io prefersico "che il Signore ti custodisca", augurio cristiano.

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    3. La verità è una sola : il Cammino non è per tutti, ma per pochi eletti, che siano un milione o solo 2000 ha poca importanza. Non c'è altro da dire.

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    4. Crepi (il lupo)
      In realtà da voi mi pare che si entri uomini e si esca ormai completamente decerebrati
      Viva il "mondo"

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    5. Visto che la bara non ha tasche, ci dici dove si può trovare il bilancio della Fondazione "Famiglia di Nazareth per l'evangelizzazione permanente"?

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    6. Anonimo25 settembre 2022 07:53
      "La verità è una sola : il Cammino non è per tutti, ma per pochi eletti, che siano un milione o solo 2000 ha poca importanza. Non c'è altro da dire."
      ---
      Non ci sono "eletti"; di fronte a Nostro Signore, essendo suoi figli,
      la struttura piramidale del Cammino, dal vertice alla base,
      pseudo santi e catechisti compresi,
      collassera' prima o poi su se stessa.
      Ruben.
      ---

      Elimina
  13. Nessuno ama la bella vita come il vostro Kiko.
    Forse non sai che stile di vita ha sempre condotto, con i vostri soldi.
    Le cose che hai scritto qui gliele potresti girare pari pari, gli si addicono alla perfezione.

    RispondiElimina
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    1. Kiko?
      Aragoste, whisky pregiato, sigari
      cubani ed executive jet.
      Un impostore del genere può anche risultare nulla tenente, tanto
      la bella vita "da ricco" gli viene pagata dalle decime del Cammino.
      Ed un tale individuo aspirerebbe alla Santità?
      Stendiamo un velo pietoso!...
      Ruben.
      ---

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    2. Stendiamo......................................

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  14. il cammino ti sistema in una multinazionale a girarti pollici dalla mattina alla sera con tredicesima ,un mese di vacanza, migliori scuole per i tuoi figli, affitto pagato, ecc ecc priviligi a non finire , che dire DIO esiste ed è ebreo !

    RispondiElimina
  15. Conosco fratelli e sorelle che una volta usciti, perlopiù hanno perso la fede, non hanno perseverato nella frequenza ai sacramenti, nella preghiera, oppure vivono un cristianesimo tiepido. Molti hanno abbandonato anche la parrocchia. Qualcuno è andato anche alla rovina. Non ho mai visto un ex del Cammino uscito da esso progredire nelle virtù teologali, e ribadisco, mai. Pensatela come volete, ma la mia esperienza e' questa. Ho visto ciò con i miei occhi, potrei farvi nomi e cognomi, di fratelli e sorelle che hanno lasciato il Cammino, che poi si sono persi in una vita quantomeno indifferente alla fede,se non peggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Inutile dirti quanto questi tuoi argomenti non portino nessun lustro al tuo Cammino, anzi!
      Se aver passato anni, decenni nelle vostre salette può condurre ad una vita del tutto indifferente alla fede, dovreste chiedervi cosa state sbagliando.
      Noi lo sappiamo molto bene e lo spieghiamo da sempre su queste pagine: avete trasformato la fede cattolica in un'altra religione, basata su idolatria e superstizione.
      Per questo molte delle persone che sono state istruite nel Cammino, lasciate a se stesse addirittura perdono la fede o entrano in uno stato di insofferenza per qualsiasi genere di culto religioso.
      Questo non dimostra come vorresti tu che è necessario continuare negli errori del Cammino fino alla morte per salvare la fede; dimostra che già all'interno del Cammino non c'è fede autentica. Si tratta, come già detto, di abitudine e di superstizione.
      I tuoi commenti, comunque tu decida di chiamarti, martello, studente, barone, Giovanni ecc., mai rischiarati da un barlume di intelligenza della fede, ne sono la dimostrazione costante. Tu certamente saresti tra quelli che, fuori dal Cammino, perdono del tutto la propria identità di credenti.

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    2. @anonimo
      mi associo a quello che ha detto Valentina, ma ti vorrei chiedere una cosa: come fai a sapere che non sono progrediti nelle virtù teologali? voglio dire, non sei il loro confessore, senza offesa

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    3. Ma se già durante il cammino se per un motivo x saltano la celebrazione del sabato non vanno a messa, cosa pretendi, li avete addestrati così.
      Se chi esce dal cammino si perde avete un grosso problema, perché ti ricordo, che si sta parlando non di lontani che lasciano il cammino dopo pochissimo tempo, ma di gente che lo ha finito.
      La vostra scusa è sempre quella "evidentemente non ha fatto bene il cammino", ma dimmi un po e i catechisti allora cosa facevano?

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    4. Fede speranza carita'

      le basi del tuo movimento...
      un abbraccio
      Dom

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    5. Non sono d'accordo @valentina, l'esperienza mia è che chi ha lasciato il cammino, al di fuori non ha trovato una esperienza simile, con le preparazioni della parola, le convivenze, preghiera quotidiana ecc e alla lunga hanno lasciato anche quel poco che hanno trovato fuori. Per esperienza diretta, solo chi rinuncia all'orgoglio e rientra in cammino recupera la fede.
      Fallacio Asino Vinicio

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    6. @fav
      ogni esperienza è soggettiva, come la storia personale di ognuno. E' normale non trovare più nulla del Cammino al di fuori, perchè le cose che hai citato tu sono tipiche delle comunità neocatecumenali, ma questo non vuol dire che le iniziative della parrocchia o altre realtà di fede siano meno valide. Io posso portarti la mia esperienza e ti dico che da quando sono tornata in parrocchia la mia fede non è crollata, anzi, ho trovato anche un padre spirituale che è molto affezionato alla mia famiglia. Non c'entra niente l'orgoglio, se la spiritualità del Cammino non piace ad una persona non c'è nulla di male nel cercare altro

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    7. La mia è invece che chi ha associato indissolubilmente il cammino alla chiesa schifato dal cammino non ha più voluto avere a che fare con la Chiesa.
      Di questo dovrete rendere conto oltre a tutto il resto. Anche se Carmen diventasse Santa.

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    8. @neo
      anche questo è vero, c'è chi ha avuto il matrimonio distrutto per colpa del Cammino e ora non vuole più entrare in chiesa, non è il mio caso ovviamente, ma di una persona con cui mi sono confrontata e per cui vi invito a pregare

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    9. Sicché addirittura pensate che chi non rientra nel Cammino lo faccia per orgoglio?

      Cioè, uno si accorge che ha vissuto in una prigione dai secondini fuori di testa, e se non rientra in prigione sarebbe una questione d'orgoglio?

      Eh sì, vi hanno intortati proprio ben bene.
      Vi hanno condizionati a pensare che la libertà ed il libero arbitrio siano peccati.
      Vi hanno inculcato che solo il vostro Cammino salva.

      Però da un lato hai ragione: solo i dissennati possono pensare di recuperare la fede tornando al Cammino.
      Infatti, tornando, recuperano la fede tipica del Cammino, che altrove non si trova.

      Ma non è la fede della Chiesa...

      Quella la si recupera solo, rinunciando all'orgoglio e, umilmente, ritornando alla Madre che per il Cammino si era abbandonata.

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    10. Tesi respinta al 100 % : chi è nel Cammino non abbandona la Madre, cioè la Chiesa, perchè il Cammino E' la Chiesa. perciò..................................................................................................................................

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    11. Per mia esperienza diretta, la fede la recupera (più che recuperare, smettere di "cambiare canale" ogni volta che si parla di Chiesa) chi alla fine si mette a distinguere tra le neocatecumenalate eretiche di caproni incoerenti e dal contegno sufficiente e l'esempio dei santi.

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    12. @Fav
      voi parlate tanto di orgoglio di chi non rientra in comunità quando nel Cammino siete i primi a non obbedire alla Chiesa proprio per orgoglio, e il vostro fondatore pur di non obbedire ha anche augurato la morte al Papa. Questo ricatto emotivo di etichettare come orgogliosi chiunque cerchi spiegazioni di alcuni comportamenti l' ho visto fare nel Cammino da parte dei catechisti; ti faccio una domanda: è possibile che anche tu sia un catechista? o che le iniziali del tuo nome siano E. A., oppure M.C.? te lo chiedo perchè ho l'impressione che con te mi sia già confrontata in passato su facebook e youtube

      Elimina
  16. Effetto Pigmalione è l'acronimo di :

    Esprimendo Forti Falsità Enunciamo Troppe Terrificanti Oscenità Purtroppo Indicanti Grandi Mamotreti Assurdi Larvatamente Indecenti Ormai Neocatecumenalmente Eretici

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  17. "Anonimo25 settembre 2022 07:53
    La verità è una sola : il Cammino non è per tutti, ma per pochi eletti, che siano un milione o solo 2000 ha poca importanza. Non c'è altro da dire."

    Sai anonimo in fondo la verità non è mai semplice e difficilmente è una sola.

    Questa verità che enunci così pomposamente è la tua verità soggettiva, cioè che il CN è per pochi eletti.

    Oggi è vero che siete rimasti in pochi e sempre meno sarete in futuro, ma che siete eletti è tutta un'altra storia.

    Poi eletti da chi e per cosa?

    Il milione di neocatecumenali è cosa ormai che appartiene al passato più o meno remoto, i 2000 neocatecumenali sono il futuro breve termine del CN se non viene chiuso prima dalla Chiesa.

    Che non c'è altro da dire è una tua idea personale che non ci tange minimamente.

    Non sei tu a dire cosa ci sia o non ci sia da aggiungere o da togliere.

    Per quanto riguarda l'importanza del numero degli adepti, oggi tu scrivi questo perché sei consapevole che per il TUO CN il momento dei grandi numeri è finito da un bel pezzo.

    Ma questo non significa che quello che resta del CN sia qualcosa di buono.

    Il tuo Guru ha sempre contato sulle masse più o meno oceaniche e se ha cambiato idea si è solo adeguato alla REALTÀ.

    Realtà che tu tenti di rifiutare facendo il finto virtuoso sui numeri.
    Del tipo meglio pochi ma buoni.

    Rassegnati all'idea che non siete pochi perché siete buoni ma siete pochi perché fate del male alla gente ed è giusto che la gente vi abbandoni perché avete mentito spudoratamente sulle VERE-VERE finalità del vostro pseudo cammino di fede.

    Gesù Cristo è per TUTTI, il CN NO, perché non TUTTI sono disposti ad annullarsi per vegetare indefinitivamente e senza scopo utile alla propria crescita della fede , nel VOSTRO inutile percorso di guerra per diventare PEGGIORI.

    LUCA

    RispondiElimina
  18. "Per esperienza diretta, solo chi rinuncia all'orgoglio e rientra in cammino recupera la fede."
    Quindi , da ciò che dice Fallacio, e io gli credo, la sua esperienza è che chi esce dal Cammino non mantiene la fede.
    E perché non la mantiene? Perché non fa le preparazioni della Parola, le Eucarestie nelle salette, perde le consuetudini e le conoscenze della comunità eccetera.
    Ma di che fede stiamo parlando? La fede che da duemila anni pervade ed ispira i credenti, quella che resiste alle persecuzioni o, come in Giappone, nel totale abbandono e assenza dei Sacramenti? No di certo. La fede semplice di chi magari cambia parrocchia, o viene un prete che non gli piace, o si sposa con un ateo, o gli muore un figlio, ma continua a credere in ciò che gli è stato insegnato fin dall'infanzia e a restare fedele alle promesse ricevute e ai precetti della Chiesa? Neppure.
    La fede neocatecumenale vacilla lontano dalla comunità, dalle sue abitudini e dalle persone fisiche che la compongono.
    È una fede ben strana. Una fede infantile, legata all'abitudine; una fede non interiorizzata, non adulta; una fede che ha bisogno di essere continuamente spinta o blandita o minacciata per accostarsi ai sacramenti, o comunque sempre bisognosa di arrivare da qualche parte, di avere un ruolo, di ritenersi migliore di altri. Più che una fede, un fanatismo, un fideismo, che cade a terra quando non ha più chi le dica ogni giorno cosa fare, come essere, che cosa pensare.

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    1. A ciò aggiungi che oggi il degrado dei massimi principi neocatecumenali è al culmine.

      Ai miei tempi c'era così tanto rigore e slancio che davvero credevamo che "essere comunità" fosse condividere e rispettare alla lettera di dettami.

      Prendi le convivenze, per esempio.
      La regola era di farle lontano dalla parrocchia affinché nessuno potesse arrivare dopo o andarsene prima: la giornata andava vissuta interamente e quei pochi che non si adeguavano venivano considerati tiepidi e costantemente redarguiti.
      La regola era di avere zelo nella condivisione del pasto: si passava metà sabato a preparare i migliori manicaretti da condividere con tutti.
      Regole umane, ma tenevano insieme la baracca.

      Ora le convivenze le fanno dove gli pare, anche nei locali parrocchiali, e la gente arriva e se ne va quando gli pare, proprio come se andasse ad un incontro a cui non tiene.
      Dal preparare manicaretti si è passati ad andare al ristorante o in luoghi in cui servivano pasti pronti.
      Poi, per il troppo dispendio, si è passati a prendere i pasti in rosticceria.
      Adesso, molte comunità portano il mangiare al sacco, ognuno per sé.

      Non dico che questa evoluzione sia in sé per sé sbagliata.
      Dico che rispetto ai "bei vecchi tempi" quando si confondeva la comunione con il passare una giornata intera insieme spendendo il proprio tempo per tutti, ora a nessuno frega più nulla.
      Non c'è più lo slancio e lo zelo di un tempo e tutti tacciono, altrimenti si perdono anche quelli che a queste condizioni sono rimasti.

      Mi hanno raccontato di agapi sguarnite, dove solo pochi sciocchi hanno portato qualcosa, magari comprato al supermercato.
      Quegli sciocchi, che restano solo per abitudine oramai, si sono indispettiti di fronte alle lamentele e alle pretese di nullafacenti di terza generazione che reclamavano il cibo per i loro bambini.
      Ci sono stati dissapori.

      Ormai, tranne che a pochi talebani vecchio stile, magari annoverati tra il corpo "dirigente", al popolino manca slancio e zelo.
      Alcuni sono stanchi, ad altri non frega nulla, ma fanno finta che gliene freghi.

      Il Cammino sta per implodere.
      Una volta assente Kiko e gli ultimi talebani, il resto è allo sbando.

      Questo succede quando ci si basa su costruzioni umane: prima o poi si deteriorano e perdono carica. Si appassiscono da sole.

      E chi ha provocato il degrado pratico del Cammino?
      Proprio i camminanti stessi, le generazioni successive alla prima.
      Progressivamente, dato che lo stare in comunità non è dettato dal desiderio di fede ma da abitudini alla nascita, gli antichi rigori sono rimasti stretti e la parte "umana" ha prevalso.
      É chiaro che se di una cosa non te ne frega, ci spendi poca energia e poco tempo, giusto quello che serve per rimanere nominalmente nel giro.

      I fuoriusciti dovrebbero abbandonare l'orgoglio e tornare in Cammino?

      Io credo invece che i camminanti dovebbero acquistare discernimento e coraggio ed allontanarsene.

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    2. @valentina, la fede va coltivata e conservata con cura, altrimenti San Paolo a Timoteo non avrebbe scritto: "7 Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede". Va conservata con i sacramenti sicuramente, ma anche con la lettura della parola di Dio e la preghiera continua che sono un aiuto insostituibile. Conservare la fede è una "battaglia" come dice San Paolo e combattere in un "battaglione" è sicuramente un aiuto in più, ma molto spesso chi esce dal cammino trova solo individualismo e solitudine e conservare la fede è molto più difficile.
      Fallacio Asino Vinicio

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    3. @fav
      ci sono diversi gruppi parrocchiali in cui si condividono momenti di preghiera e di lettura della Parola, dovresti informarti meglio, te lo dico senza rancore. Io poi sinceramente la solitudine spesso e volentieri l'ho vissuta nel Cammino, soprattutto nelle convivenze e nei pellegrinaggi, dove io e altre persone venivamo emarginate dagli altri giovani solo per il fatto di non essere nate nel Cammino. L' individualismo è tipico del Cammino, già il fatto che celebrate in modo separato dal resto della parrocchia lo dimostra ampiamente

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    4. Il battaglione esiste già ed è la Chiesa, dove chi vuole può pregare incessantemente, avere un confronto con la parola e ovviamente i sacramenti.
      Cambia parrocchia magari è la tua che fa acqua
      Chi cerca trova

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    5. battaglione, eh????????????????????????????????????????????????????????????????????

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    6. ma vallo a dire a FAV eh??????

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  19. @Dom

    Il Cammino non è un movimento e sono un milione di volte che lo diciamo.

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    1. e sono un milione di volte che dite male, la Chiesa così vi tratta.

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  20. Pietro non del Cammino25 settembre 2022 21:11

    Anonimo delle 7 e 53:
    Sei fuori strada. Qui si parla delle prassi del Cammino che sono in contrasto con quelle della Chiesa, e non di chi è "adatto" al Cammino.

    Anche io sono venuto a conoscenza di alcuni catechisti che hanno operato per sfasciare una famiglia perché la moglie frequentava il Cammino e al marito tanti impegni sembravano esagerati e li viveva come un abbandono della famiglia.
    Questo comportamento, che non è riportato dallo statuto ma appartiene alla "tradizione orale" del Cammino, è sbagliato.

    Potreste essere anche in 100 milioni, a me importa che si sappia delle vostre eresie e disubbidienze, ma non perché ce l'ho col Cammino, ma, visto che ingannate la gente, per amore della verità e per salvare quelle persone che entrano e poi, prima di accorgersi che non sono adatte, passano anche 20 o 30 anni.

    Ma che razza di discernimento avete se non vi accorgete dopo poco chi non è adatto?
    Come fa lo Spirito Santo a illuminare chi si accorge che qualcono non è adatto al Cammino solo dopo che i "disadattati" hanno abbandonato?
    Le "ispirazioni" dei catechisti sono, evidentemente, come l'apparizione avuta da Kiko: false.

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  21. ma danno ancora i soldi dopo l'euarestia ?

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    1. Dopo l'eucarestia era sempre vietato fare collette, altrimenti la gente si spaventava e non veniva.

      Elimina
  22. Più che commenti inerenti alla realtà, leggo qui proiezioni della propria fantasia, interpretazioni della realtà, secondo il proprio sentire. vedo parecchia fantasia, immaginazione. Basta che si parli male del Cammino, tutto fa brodo, ma tutto irreale.

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    Risposte
    1. @martello
      il tuo ragionamento potrebbe applicarsi benissimo anche alle testimonianze a favore del Cammino, dove basta che si parli male della parrocchia, non credi?

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    2. @Martello,
      Non
      ho capito perfettamente nulla...
      La realtà è realtà e la fantasia è fantasia, ovvero la realtà esiste ed è tangibile; la fantasia no.
      In questo blog si scrive in realtà, che è sinonimo di verità ovvero di Carità.
      Le fantasie ve le tenete per "voi".
      Ruben.
      ---

      Elimina
    3. Cara Gloria credo che tu non abbia capito il nostro discorso, non ne parliamo male per partito preso, ne facciamo parte e la viviamo quotidianamente, e svolgeremo in servizio al suo interno, ma vogliamo smentire la falsa visione ideale, che voi ne fate, in chiave anti Cammino, per dimostrare che il Cammino e la parrocchia sono due entità distinte, e che il Cammino è un corpo estraneo, cosa che è falsa. Noi descriviamo una realtà che conosciamo benissimo, ne facciamo farne parte, la frequentiamo ogni giorno, parliamo dunque con cognizione di causa. Ne parliamo in questo modo per svelare la falsità di alcuni vostri ragionamenti che continuate a ripetere con ostinazione e pervicacia, non volendo capire. Anzitutto vogliamo smentire il dualismo parrocchia Cammino, non esiste, è una visione falsa. Inoltre vogliamo farvi capire che certi difetti, che rilevate nelle Comunità Neocatecumenali, sono presentissimi anche nelle parrocchie e in abbondanza, date le maggiori dimensioni. Anche nelle comunità parrocchiali trovate arrivismo, arroganza, settarismo, elitarismo, attaccamento al danaro, meschinità etc che avete constatato nelle Comunità Neocatecumenali, sono difetti umani che sono ovunque. Se non li notate è perchè siete poco presenti in parrocchia, oppure perchè i rapporti in parrocchia sono assai più superficiali, mancando una vera interazione, quindi c'è apparente minore conflittualità, dovuta al fatto che ci si frequenta e ci si conosce di meno. Spero che non vuoi negare ciò, la parrocchia è una somma di individualismi che si riflettono nella liturgia, nella pastorale, nella catechesi e il Cammino è un tentativo di affrontare questo problema che purtroppo affligge le parrocchie. Se lo neghi, lo ripeto, non sei sincera, la gran parte dei parrocchiani vive la propria fede e culto in modo individuale e non è interessato al senso comunitario.

      Elimina
    4. @Martello, per quanto mi riguarda
      la Fede l'ho sempre vissuta in maniera individuale, mia moglie tutt'ora, facendo la Catechista per
      le Prime Comunioni, i miei figli per
      le Cresime; relazionadosi, io di riflesso, con molte persone.
      Dio ci ha creato per comunicare
      e gioire , anche confrontandosi con
      gli altri, della vita.
      Da "voi" esiste il confronto?
      No, perché è tutto a senso unico;
      vi fa comodo il pettegolezzo,figlio
      dell'ipocrisia, dando poi parvenza
      di unità durante le "oceaniche"
      adunanze.
      Ruben
      ---

      Elimina
    5. martello degli eretici 26 settembre 2022 13:37 ha detto: la gran parte dei parrocchiani vive la propria fede e culto in modo individuale e non è interessato al senso comunitario.
      E' forse un peccato?
      Ruben.
      ---

      Elimina
    6. @martello degli eretici,
      caro martello, noi non parliamo per partito preso, anche molti di noi hanno passato anni in Cammino e lo conoscono dall'interno, sappiamo quello che diciamo. Ovviamente in teoria il Cammino è a servizio della parrocchia, anche perchè usate le salette parrocchiali per gli incontri e durante la traditio ci obbligate a mentire dicendo di essere dei semplici parrocchiani (cosa che avrei voluto non avere mai fatto, ma all'epoca mi fidavo ciecamente dei catechisti), ma nella pratica in parrocchia vi si vede solo durante le veglie di Pasqua e ad agosto, quando le celebrazioni si sospendono, tranne qualche rara eccezione.

      Chi continua a creare divisione con la parrocchia è proprio Kiko e il Cammino, con tutti i catechisti. Ci sono molti camminanti che disprezzano i parrocchiani definendoli "religiosi naturali", "cristiani della domenica" e altro, o vuoi negarlo? Ricordo ancora di come il catechista ci diceva che si salva con più probabilità chi fa un cammino di fede (ovviamente il Cammino) di chi frequenta solo la parrocchia, questo perchè probabilmente lo aveva letto sui mamotreti...

      E' ovvio che anche in parrocchia possono esserci comportamenti non cristiani, nessuno è perfetto, ma almeno in parrocchia si insegna la dottrina della Chiesa e non le dottrine piene di errori teologici del Cammino. Perchè poi una persona che alimenta la sua fede in modo privato è per forza un individualista (da che pulpito poi, con il Cammino che si isola sempre)? Chi prega, anche da solo nell'intimità della sua stanza, come raccomanda il Vangelo, è in comunione con la Chiesa universale. I monaci eremiti e i padri del deserto vivevano da soli, ma non erano individualisti, perchè offrivano e offrono ancora oggi la loro vita per pregare per le anime. Santa Edith Stein si convertì al cattolicesimo anche perchè l'aveva colpita il gesto di una signora che durante la giornata entrava da sola in chiesa a pregare. Come vedi, il far parte di un gruppo non è obbligatorio nè necessario a testimoniare la fede se prima non hai una relazione personale con il Signore, Dio vuole creare una storia di salvezza con il singolo, non vuole esaltare un gruppo in particolare

      Elimina
  23. Battaglia, battaglione, cammino di Fede che non è per tutti .
    Ma quante cazzate sparate per difendere ad oltranza un "movimento" laico falso ed ipocrita?
    Quando lo capite che non vi si fila più NESSUNO esclusi quei 4 poveracci che non hanno più nulla oltre al vostro cammino e che sono obbligati per nascita, necessità o solitudine a restare aggrappati a voialtri che lo sapete e li trattate a pesci in faccia?
    Ma davvero pensate che qualcuno creda davvero a tutte le boiate che raccontate?
    Catechisti laici ispirati dallo Spirito Santo è maestri di vita?
    Fondatori in odore di santità?
    Cristiani che combattono per portare la Chiesa in tutto il mondo?
    Vocazioni sacerdotali in crestita espotenziale solo e solamente nei VOSTRI seminari?
    Consensi ed elogi mondiali?
    Svegliaaaaaaa !!!!
    Aprite gli occhietti, scansate la trave che vi impedisce la vista, riattivate quei 4-5 neuroni del vostro cervellino atrofizzato e fate 2+2.
    La festa è finita, rimane da raccogliere l'immondizia, buttare i cocci e girare pagina.
    Se ancora potete farlo.
    I topi, i vostri capi e il vostro capitano hanno abbandonato la nave, si sono fregati tutte le scialuppe e vi hanno abbandonato su in relitto che va alla deriva.
    La costa è ancora in vista, che aspettate ad abbandonare il relitto e riprendervi la vostra vita?
    Corajo hermanos !!!!

    LUCA

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  24. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. il più elettorale

    Kiko ha letto su Internet che a Napoli in un seggio elettorale una brava persona ha defecato su una scheda elettorale. Orrorizzato ha invocato Carmen e lei, da lassù, con uno schiocco di dita, ha trasformato la cacca in cioccolato fuso. Gli scrutatori l'hanno gustato tra uno spoglio e l'altro trovandolo ottimo, e la notizia è diventata virale nel giro di qualche ora. Kiko ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenal, Carmensita ha superado se stiessa , con la trasformasion de la mierda en cioccolato. Nessun santo aveva ancora fatto tutto ciò, quindi merita la beatificasion. Procedamos". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco contenente 850 cioccolati, uno per ogni abitante del Vaticano, con un biglietto : "Non esagerate con esto cioccolato, altrimienti se potrebbe transformar de nuovo in mierda per attacchi di diarrea. Saludos kiko"

    e la causa continua...

    RispondiElimina
  25. Sulle note di Inno a Roma di Puccini

    Inno a Carmen

    Carmen divina, a te su Porto San Giorgio
    dove eterno verdeggia il sacro alloro
    A te, nostra fortezza e nostro orgoglio
    ascende di noi camminanti il coro

    Salve, Dea Carmen! Ti sfavilla in fronte
    il sol che nasce dalla nuova storia
    Fulgida in arme, all'ultimo orizzonte
    del Cammino sta la vittoria

    Sole di Kiko che sorgi libero e giocondo
    Su Porto San Giorgio nostro i tuoi cavalli doma
    Tu non vedrai nessuna cosa al mondo
    Maggior del Cammino, neanche di Roma

    RispondiElimina
  26. O.T: Premettendo che a me personalmente non piacciono gli animali dentro casa ma rispetto chi li ha; è permesso nelle famiglie Neocatecumenali di averne?
    Anche questo è un comunicare, come del resto faceva San Francesco.
    Ruben.
    Fine O.T.
    ---

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessuno ha risposto; ne deduco quindi, che l'animale da compagnia
      per il Cammino , sia un idolo e di conseguenza, una
      inutile perdita di tempo anche perché essendo "un lusso" sottrarrebe denaro al Cammino.
      Ruben.
      ---

      Elimina

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