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lunedì 1 agosto 2022

Kiko alla Tappa di Loreto ci rivela che egli è anche la madonna. Per questo non ce l'ha presentata prima!

Qui la versione inglese di questo articolo a cura del blog "Neocatechumenal Way in the USA".

Il rapporto con la Santa Madre di Dio è carattere distintivo inconfondibile di tutti i santi. 

Vogliamo addentrarci con Kiko nella Tappa detta di Loreto, quando nel Cammino Neocatecumenale finalmente si consegna’ la Vergine Maria ai fratelli di comunità, arrivati oramai agli ultimissimi passaggi del loro itinerario. La Tappa è collocata tra il primo e il terzo Padre Nostro. Dopo c’è solo l’Elezione e il rinnovamento solenne delle promesse battesimali. E il Cammino è finito.
Si impiegano in media 20 anni o più. E per andare a Loreto non meno di 15 anni


Madonna di Loreto - Altare nella Santa Casa -

Di seguito, proponiamo estratti dal mamotreto pubblicato il 1995, contenente il meglio delle catechesi di Kiko - tra il 1981 e il 1994 - alle comunità dipendenti direttamente dall’equipe degli Iniziatori; mamotreto ad uso esclusivo dei catechisti del cammino, da riportare fedelmente alle loro comunità. Sono gli estratti che maggiormente ci hanno impressionato da un lato, dall’altro che delineano con precisione il rapporto autentico di Kiko Arguello con la Vergine Santa.

Egli ha sempre dichiarato apertamente che il C.N. è stato ispirato direttamente da Lei, dalla Madonna, in una memorabile visione: sensitiva, intellettuale, o forse semplicemente una locuzione interiore?
(Le versioni sono state molteplici e si sono succedute negli anni secondo la convenienza del momento. Ad oggi, nonostante gli innumerevoli racconti kikiani, non è ancora dato conoscerne la natura con precisione.) 

Kiko ha apertamente disprezzato ogni forma di culto mariano tradizionale e trovato insopportabili i Santuari a Lei dedicati. Questo è un dato incontestabile. Kiko definisce “orribile e grandissimo” il Santuario di Pompei così come inutile e banale, se non fuorviante proprio per la richiesta ‘seriale’ di grazie e miracoli, Lourdes. Fatima non l’ha mai attaccata frontalmente. Lo si comprende, per la rilevanza che ha avuto per G.P.II (mica Kiko è scemo!). Infine, la Madonna di Loreto per Kiko, un “pezzo di legno scuro”.


Meraviglioso primo piano del Volto della Statua della Madonna di Loreto.



Intanto i “Messaggi” della Madonna, dovunque nel mondo, sono sempre perfettamente sovrapponibili: la Mamma Celeste si rivela preferibilmente a bambini, chiede la costruzione di un Tempio a Lei dedicato, invita alla preghiera del Rosario e alla mortificazione, per la conversione dei peccatori e per la Pace nel mondo. La Madonna lascia a bambini piccolissimi dettagliate profezie da trasferire fedelmente ai Pastori della Chiesa. Ha fiducia in loro. Non certo parla di “piccole comunità” in cui, prima di applicarsi alla preghiera mariana per eccellenza, necessita fare un catecumenato che porti alla “fede adulta”. Non rimanda i veggenti a Kiko e Carmen dicendo loro: “Ci rivediamo fra una quindicina d’anni”

E’ d’obbligo chiedersi il perché la Madonna faccia cadere da sempre la sua scelta su bambini anche ignoranti, poveri sempre, umili. Ma che cosa ha a che fare la Madonna con quella rappresentata da Kiko? Nulla di nulla. 

qui riassunti i canoni della bellezza per Kiko
E Kiko, diciamola tutta, solo a guardare le statue di Maria ne prova disgusto, per tutte indistintamente. Entrare nei Santuari a Lei dedicati ed eretti in Suo onore è per lui insopportabile, cosa che confessa apertamente. La visita ai Santuari ha sempre provocato in Kiko un’irrefrenabile sentimento di disprezzo, offendendo tutti indistintamente il suo “senso estetico” sublime (è da aggiungere che lo stesso giudizio esprime nei confronti della stessa Basilica di San Pietro!). 


Dall'  "Incontro di Kiko e Carmen con una comunità dopo il Pellegrinaggio di Loreto" - Roma, 16 dicembre 1981 (pag.30). 

" Vedrete come la Vergine Maria è stata dietro a tutto. Io mi ricordo che Paolo VI ci ha ricevuto ed ha parlato la prima volta del Cammino il giorno 8 maggio, giorno della Madonna di Pompei. Un piccolo segno. Dio ha messo qui come segretario della Congregazione del Clero, che ci aiuta e ci difende, l’incaricato del Santuario di Pompei. Dietro a una serie di cose c’è Maria. Arriviamo a Roma e Torregiani, come prima cosa, ci invita ad affidare tutto il Cammino alla Madonna di Pompei, tutta la nostra missione: “Voi potete fondare comunità chiedendolo alla Madonna”. Allora per prima cosa ci porta a Napoli e andiamo al Santuario di Pompei, che ci è parso orribile e grandissimo… E ne abbiamo fatta di strada! "


Madonna del Santo Rosario di Pompei, ora pro nobis!

 Procediamo di seguito con gli estratti

PELLEGRINAGGIO A ROMA E A LORETO. Domenica 13 dicembre 1987 - Pag. 45/46 - 

Le due Madonne: 

“ ...noi non crediamo negli idoli. La Madonna che c’è nella Casetta è un pezzo di legno scuro che hanno rifatto di recente perché l’immagine antica si è bruciata. Noi crediamo nella Madonna, Madre di Gesù, non diciamo: “Ah, io sono devoto della Madonna di Loreto, io sono devoto della Madonna del Perpetuo Soccorso….”. "Sì, puoi essere devoto di quello che vuoi ma sono sempre rappresentazioni dell’unica Madre di Gesù”.
Che non succeda come in un paese in Spagna, dove ci sono due Madonne e si passa nel codice genetico, di padre in figlio, l’amore alla propria Madonna e l’odio all’altra Madonna. E quando arriva la festa, succede un macello: si menano, si distruggono a vicenda, c’è una spaccatura totale del paese. Da secoli stanno in questa situazione: il paese è diviso in due Madonne, e non c’è verso di arrivare a un’intesa. “Guai a chi tocca la mia Madonna!”, ti uccidono, ti tagliano la mano! “La Madonna dell’altro non vale niente, questa sì che è autentica!”
Il miracolo è stato che il parroco ha chiesto le catechesi e nella comunità ci sono fratelli di entrambe le Madonne. Il prodigio è che lì non ci sono più due Madonne ma una: la Madre di Gesù. ” 

 Il caso del "paese delle due Madonne":
è il primo esempio che viene in mente a Kiko nello svolgimento della sua catechesi mariana.
Sorprende che, con tanti Santuari Mariani sparsi per il mondo, Kiko non trovi nulla di meglio da raccontare che questo caso estremo, per rendere gloria alla Madre di Gesù? (certo che tipi stì spagnoli!) O piuttosto per rendere gloria a se stesso? Difatti una situazione incancrenita, vecchia di anni se non di secoli – da codice genetico – viene risolta di pronto dall’avvento delle comunità neocatecumenali nella parrocchia… Poteva mancare? 


La Madonna? “un pezzo di legno scuro”:


Torna a parlare di Loreto ma, come leggerete nel prossimo estratto, anche il “pezzo di legno scuro” cede il passo (come le due Madonne) al primato del Cammino (pag.46): 

“ Allora qui a Loreto si conserva la Casa di Nazareth, il catecumenium di Gesù, il posto dove Gesù Cristo è diventato adulto. 

(ndr. apprendiamo con stupore che anche Gesù ha avuto bisogno del catecumenato)

Statuetta artistica del Bambin Gesù nella mangiatoia

“ Con tutto questo voglio dire che Dio aveva già tutto programmato, aveva un disegno che noi stiamo scoprendo poco a poco. Il disegno della Casa di Nazareth, il fare comunità nelle baracche come la Sacra Famiglia di Nazareth, Patrizio e Marisa a cui Dio stava muovendo il cuore nella loro libertà: Dio pensava già di fare qui qualcosa… le costruzioni che abbiamo fatte secondo i nostri mezzi; però sono estetiche perché l’arte è sempre un’espressione dell’amore.
Quando la Chiesa è in un momento di decadenza si vedono cose orribili: se volete vedere la decadenza della liturgia andate nei negozi dove vendono arredi liturgici e vedrete Bambini Gesù paciocconi, pupazzi orribili. E’ una cosa tremenda, viene da pensare: se questa è la Chiesa mi faccio musulmano! Se gli artisti cattolici arrivano a questo, a fare queste immagini sdolcinate di Gesù…! Non ci sono più libri liturgici, non c’è più bellezza nelle cose. Noi stamo cercando di fare qualcosa in questo senso…” 
(ndr. e continua così a sproloquiare, dal “pezzo di legno scuro" alle "immagini sdolcinate"; tutto un orrore) 

Della demolizione del “devozionismo”:  

Procede ora con la demolizione sistematica di ogni altro approccio alla Madonna che non sia quello neocatecumenale (pag.49) 

“ Ma attenzione: per ricevere la Madonna come tua madre in casa tua devi essere discepolo, e avere imparato a stare sotto la croce….
Noi non cominciamo dalla Madonna, facendo un devozionismo“Fiori a Maria, che buona Mamma mia!” -, si può anche fare: “A Gesù per Maria”.
Si può anche cominciare così, ma sono altre cose per gente molto pia, molto cristiana.
Noi abbiamo cominciato con il Kerigma….
...Per presentarvi la Vergine Maria non c’è bisogno di trovare un’icona particolare né un’apparizione – che sono anche cose necessarie, che la Madonna utilizza per aiutare la religiosità della gente – voi avete un fatto molto più importante: avete l’esperienza della vostra storia, di quello che la Chiesa ha fatto con voi fino ad oggi.
La Vergine Maria è quella che si è presa cura di voi, da quando avete ascoltato il Kerigma fino ad oggi. "

(ndr. chi se non Kiko e i kikatekisti si son 'presi cura'? Si attua qui la piena identficazione di Kiko con la Madonna, come ha fatto con il Signore Gesù e prima ancora con Mosè, con Elia, con San Giovanni Battista, con San Paolo, ecc.) 

" Anche il C.N. è stato una grazia della Vergine Maria: sapete che abbiamo avuto un incontro – diciamo così, non voglio spiegare troppo questo – in cui la Vergine Maria ci ha detto di fare piccole comunità come la Sacra Famiglia di Nazareth.
Ossia il C.N. è una rivelazione della Vergine Maria a noi per portarlo alla Chiesa…” 


Lentissima "progressione" neocatecumenale:  

Ora Kiko tenta di spiegare perché ha atteso tanto per rivelare ai neocatecumenali la Madre (pag.50) 

“ ...forse qui c’è qualcuno che era molto lontano dalla Chiesa e gli dava ai nervi tutto quel devozionismo alla Vergine Maria, anche perché dietro il devozionismo c’è gente molto nevrotica, mammista, fanatica, c’è di tutto!
C’erano preti mezzo pazzi che deviavano anche la devozione alla Madonna, c’era di tutto anche in reazione alla controversia protestante ... Si faceva poco meno che una specie di idolatria della Vergine
La Vergine Maria attraverso noi, vostri catechisti, vi ha insegnato ad OBBEDIRE
Per questo dicevo che tutto quello che avete ricevuto dal Cammino lo avete ricevuto da Maria, vostra Madre. Un bambino che sta nella pancia non conosce sua madre, eppure riceve da lei tutto… quando diventa più grande impara a dire “Mamma”
Voi siete già grandicelli, cominciate a camminare da soli,… adesso vi si può insegnare: “Questa è tua Madre chiamala!…” 


Ultimo estratto, tratto da 

“Incontro di Kiko e Carmen con una comunità dopo il Pellegrinaggio a Loreto" - Roma, 16 dicembre 1981 (ndr. questa è la prima volta che Kiko fa questa tappa) (pag.21-22) 

Autolegittimazione, interpretazioni in libertà:   

Kiko rispiega la genesi del Centro di Porto San Giorgio; tutto un disegno di Dio quello di chiamare proprio Patrizio e Marisa che risiedevano tanto vicino alla Santa Casa di Nazareth. 

“ ...tutte cose che indicano come sia vero il Cammino.
Fatto sta che Dio ha pensato già le cose in modo che avvenisse vicino a Loreto. Il nostro Cammino ha a che vedere con la Famiglia di Nazareth ”

E di nuovo racconta della sua 'ispirazione'. 

Da Incontro di Kiko e Carmen con una comunità dopo il Pellegrinaggio di Loreto (Roma, 16 dicembre 1981) 

Ancora sul 'devozionismo':

Senza il Kerigma, nulla di buono. (pag.28)

“ Il problema è che sostenere il cristianesimo su devozioni è assurdo. Le devozioni non servono se non c’è una base catechetica vera. Andare ai Santuari, andare a Lourdes, pregare il rosario: queste cose non sostengono sufficientemente, se manca il Kerigma, la gestazione della fede, la gente va a Lordes, si emoziona, si commuove e dopo 15 giorni pecca andando con la segretaria a far l’amore e non gliene importa. Ma è chiaro, fuori dubbio! Manca la catechesi seria, la gestazione, tutto l’arco della gestazione della fede che stiamo facendo noi.
Ma questo non vuol dire assolutamente che andare a Lourdes sia una cosa assurda né che pregare il rosario sia fasullo. Mantenere solo quello del cristianesimo non basta ed equivale a dire che hanno ragione i pagani a dire che quella gente è bigotta, cioè che basa la sua spiritualità su cose accessorie e che non hanno un fondamento nella sua vita, poiché dopo, alla verifica è ipocrita, gente che non ti aiuta (ti aiuta più un pagano anche se il bigotto tocca tutti i giorni i santi in chiesa). Hanno ragione è la verità. La colpa non l’hanno le forme, ladorazione al Santissimo o il rosario. Non è quello, anche queste son cose che aiutano a soffiare il fuoco, ma se non c’è il fuoco che si soffia? ”
(ndr. Kiko accusa i bigotti di ipocrisia e di cadere in peccati della carne dopo aver pregato la Vergine con tanto sentimentalismo. Il Kerigma solo salva! E si è ritrovato con un cammino covo di ipocriti che, alla sua sequela, hanno difeso sempre chi peccando gravemente contro il prossimo provoca scandalo).

In chiusura la conclusione finale di Kiko è degna di nota (pag.29) 

“ Voglio dire che noi abbiamo interpretato queste cose per voi così. Gesù Cristo quando affida sua madre alla chiesa, agli apostoli, gli dà sua madre? Quando lui deve sparire da questo mondo, quando Lui va a morire.
Così voi dovete capire che noi dobbiamo abbandonarvi, vi lasciamo alla Vergine Maria.
Perché? Fino adesso non avevate bisogno della Vergine Maria perché è sempre stata con voi eravate nel suo seno, vi ha dato tutto. Vi ha dato l’essere. " 

(ndr. qui l’assimilazione totale di Kiko con la Madonna è allucinante e sfacciata: i "fratelli di comunità" non avevano bisogno di Lei. Attraverso l'"opera" dei catechisti, la Madonna stessa li portava in grembo! Questo lasciano intendere. Quasi una bestemmia!)

" Adesso siete usciti come adulti, diciamo così, rinnoverete il vostro Battesimo, siete adulti e adesso vi presentiamo colei che vi ha partorito, che è stata la vostra genitrice, che vi ha portato, ha ispirato Kiko, Carmen, è stata sempre vicina a voi. Questo non perché ricorriate a lei quando avete un bisogno, no, ma io non ho detto niente di tutto questo ma tutto il contrario.”

Assolutamente un delirio. 

Questa è la dottrina kikiana delle origini, quando anche lui era ancora convinto che il cammino sarebbe finito, le comunità si sarebbero sciolte e lui e gli itineranti sarebbero andati via per sempre, esaurita la missione. Siamo negli anni 80 e avevano davanti la vita intera. Ma poi il tempo vola anche per Kiko e, quando una ad una le comunità cominciavano a sfuggirgli di mano - come fanno i figli una volta adulti che lasciano la casa d'origine - il panico lo ha colto, ha fatto inversione di marcia e non ha più parlato di "abbandonare" niente e nessuno.

Il Centro si espande con la "Tenda della Riunione"

La Tappa di Loreto, ennesima passerella neocatecumenale. 

A Porto San Giorgio ti raccontano com'è nato il Centro Internazionale Mondiale.
A Loreto ti insegnano il Rosario cantato con melodia kikiana, come se questa sublime preghiera ne avesse bisogno. Mica possono pregarlo come tutti gli altri!
A Loreto poi proseguono con la storia del Santuario solo per enfatizzare la solita domanda: "Perchè gli Angeli hanno trasportato la Santa Casa. proprio lì? Così vicino a Porto San Giorgio? Dove un tal Patrizio riccone si è convertito e ha donato tutto per fare un Centro di convivenze: "Casa degli Itineranti"


Storica "Sala Azzurra" delle prime convivenze di itineranti


Dio aveva tutto un disegno, nel quale solo loro sono l'unico centro. E così i kikatekisti fanno i fenomeni, sapendo che racconteranno ai fratelli cose sorprendenti.

Altro che battaglia di Lepanto, conversione della Russia, bambini di Fatima e profezie di Pace!  

Mentre, come sempre, si sostituiscono al sacro e al divino con le loro imperscrutabili baggianate sterili e fini a se stesse. 

Simone Martini, Annunciazione (1333)
Galleria degli Uffizi, Firenze

domenica 13 marzo 2022

Presunti riformatori attentano alla preghiera del Rosario

Sul blog cattolico "Chiesa e post concilio", Mic offre un thread molto interessante concernente la persecuzione orientata a distruggere la pregiata preghiera del santo Rosario. L'autrice approfondisce in particolar modo il ruolo decisivo occupato da Annibale Bugnini - il principale artefice del Novus Ordo - il quale, senza esitazione, tentò di smembrare il Rosario per ucciderne la devozione. 

A questo punto è necessario effettuare un parallelismo (giacchè palese) con quanto adempiuto dal cammino a danno della pia pratica del santo Rosario. Un'analogia resa ancor più significativa dal fatto che nel 1972 Mons. Annibale Bugnini, che allora rivestiva i panni di segretario della Congregazione per il Culto Divino, dedicò una "nota laudatoria" rivolta proprio al cammino neocatecumenale, appoggiandone il percorso e il rito. Una miseria che entusiasma i neocatecumenali ma che in realtà è un marchio disdicevole che ne accerta la pessima condotta.

Difatti, come ci informa Lino Lista, don Ezechiele Pasotti, un neocatecumenale di rilievo, riferisce in una nota storica pubblicata sul sito ufficiale del Cammino che "Mons. Annibale Bugnini, e il gruppo di esperti che erano con lui, rimasero enormemente impressionati nel vedere ciò che stavano elaborando da alcuni anni sul catecumenato per gli adulti".  
Mons. Bugnini, occorre rammentare, figurò nella lista di Mino Pecorelli come un iniziato alla Massoneria, fu rimosso da Paolo VI da ogni incarico curiale e trasferito in Iran in qualità di nunzio apostolico. (  )

E non poteva essere diversamente dato che, proprio come Kiko e Carmen, egli aveva tutta l'intenzione  di deformare l’identità della Messa riducendola a ‘sinassi’ del popolo di Dio, vale a dire assemblea del popolo, inficiandone l'esclusivo significato di sacrificio, e facendo dell’assemblea stessa il referente privilegiato al punto che molti sacerdoti rinunciano alla celebrazione del sacro rito quando si verifica l’assenza degli astanti.

 


Vi è un punto cruciale dell'interessante articolo di Mic che mi ha colpita se non scandalizzata, vale a dire il subdolo e immondo tentativo di Bugnini di distruggere la preghiera dell'Ave Maria 'rimuovendo la parte “non biblica”, cioè tutta la seconda parte da “Santa Maria Madre di Dio” in poi'. Questa circostanza mi riporta indietro nel tempo, tra le sbarre della setta kikiana dove l'Ave Maria non è benaccetta ma anzi, rifiutata con fermezza. I due laici iniziatori del cammino sfruttano da sempre la figura della Madre di Dio per restituire alla Chiesa Madre una parvenza di vero cattolicesimo. Si tratta di mera apparenza che nei fatti non sussiste.

Addirittura Carmen accusava i fedeli cattolici tutti, e gli affiliati che conservavano finanche una flebile devozione mariana, di "mariolatria" (intesa come superstizione e idolatria mariana). Ella disprezzava chi indossava rosari, sante medagliette o leggeva libri salutari per lo spirito. Ella riteneva apertamente esagerati e sviati i Rosari, i pellegrinaggi, la consacrazione e le invocazioni, molto probabilmente perché distraevano dal cammino. Kiko e Carmen hanno sempre mantenuto una certa moderazione nei confronti della Vergine, affinché non si esaltasse troppo - o per nulla - il Suo Nome. L’occultamento di Maria, o comunque la sua degenerazione (dipinti inquietanti, canti monotoni e angoscianti, dottrina svilente) da parte di Kiko è un segno distintivo del cammino, un percorso protestante che contraddice la dogmatica, la dottrina, la cultualità e la pietà mariana del Cattolicesimo.

Come si afferma nel thread del blog Chiesa e post-concilio, in Brugnini è 'ben riconoscibile il principio protestante del Sola Scriptura, col rinnegamento della Tradizione secolare, espressa e consolidata nei secoli di fede vissuta, in parole che esprimono verità ineguagliabili e il profondo sensus fidei di chi le ha codificate, recitandole con grande devozione e custodite da chi, come noi, le ha ricevute nella e dalla Chiesa, le ha accolte e fatte proprie'.

La Sola Scriptura presuppone che la Parola di Dio sia l’unica autorità per la fede cristiana. E così è per Kiko. Secondo il suo criterio degenere la Bibbia rivela ciò che lui stesso ha decifrato e riferito nelle sue catechesi. Per tale convinzione egli esclude la Sacra Tradizione e di conseguenza i dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione in corpo ed anima alla gloria celeste della Vergine Maria. Non sono favole né invenzioni, Kiko stesso ha negato esplicitamente questi dogmi .

Il Rosario è preghiera di meditazione e meditare vuol dire creare in sé una situazione di raccoglimento, un silenzio interiore che non si addice ad un contesto come il cammino neocatecumenale ove è il chiasso a far da padrone. L'euforia mondana confonde e inganna ed è necessaria per tamponare l'assenza di spiritualità. Non ho mai sentito gli iniziatori o i catechisti vari, i quali millantano una particolare concessione mariana, proclamare un'Ave Maria o spronare i propri sottoposti a pregarla. Non ho mai visto nessuno, tra miriade di persone che ai tempi accorrevano alle convivenze d'ogni grado, appartarsi per pregare la corona della Vergine Santissima. D'altronde non era fattibile, le occasioni neocatecumenali sono sempre balorde, chiacchiericce, segnate da canti, chitarre, bonghi e cembali; grandi abbuffate dopo ore di interminabili catechesi, alcool, sigarette e risate inappropriate, così sguaiate da far innervosire. Tutto ciò mentre incombe nell'aria una sorta di soffocante depressione. Un clima becero e cafone progettato appositamente per escludere la preghiera mariana. 

Nei meandri della comunità non si può mantenere un ritmo tranquillo, né un indugio pensoso rivolto ai misteri, quindi si evita, non ci si pensa nemmeno. Come ben sappiamo il Rosario è un'arma potente contro il demonio, una verità che fa riflettere sul perché Kiko e Carmen siano così restii ad esso, così tanto da schivarlo e beffeggiarlo dedicandogli un "passaggio" che ha realizzazione da un minimo di dodici anni ad un massimo inquantificabile dalle prime catechesi. Una Tappa inutile che sembra piuttosto voler schernire la più bella preghiera mariana e che nell'effettivo la svilisce con una vergognosa sceneggiata. La ben nota "Tappa di Loreto", finalizzata anch'essa ad integrare le casse neocatecumenali, non consegna nulla ai fedeli se non l'orgoglio d'aver effettuato l'ennesimo passaggio ad effetto. Quindi nessun Rosario tra le mani, ma soltanto un accrescimento dell'ego.  

Mic conclude dichiarando: "Non credo che la Madonna sarebbe stata contenta dell'aggiornamento di Bugnini."
E neanche di quelli apportati da Kiko e Carmen, i quali hanno snaturato ed estromesso il Santo Rosario dalla vita di numerosi fedeli.

giovedì 28 marzo 2019

Fratello del Cammino, dov'è la tua corona?

"Che importa se non faccio più
in tempo adesso a dire il rosario...
Caffè caldo dentro la tazzina,
un whiskino la mattina,
resta tutto il tempo per le mie
cattive abitudini..."
Il Cammino notoriamente disprezza la preghiera del rosario. Infatti lo "consegna" (in forma ovviamente kikizzata) soltanto all'apposita "tappa" di Loreto che i fratelli delle comunità hanno dopo una dozzina di anni. Durante tutti questi anni il rosario o è scoraggiato ("roba da religioso naturale! ...serve prima una fede adulta!") oppure è del tutto ignorato.

Può capitare che ogni tanto per esigenze del Cammino si chieda di pregare il rosario (come ad esempio quando Kiko chiese di pregarlo contro le decisioni del Vaticano riguardo le liturgie del Cammino). Ma quando avviene, non è mai un invito a pregarlo frequentemente o in libertà. Mentendo, i fratelli vi diranno che il rosario nel Cammino sarebbe incoraggiato, poiché una volta Kiko amava farsi vedere in giro col rosario appeso alla cintola - poi si sarà stufato di portare quell'oggetto che non usa mai, né incoraggia mai ad usare.

Eppure il rosario è un tesoro spirituale benefico per chiunque, adatto perfino ai bambini, come apprendiamo ad esempio dai santi pastorelli di Fatima. E per capire come mai padre Pio diceva "questa è la mia arma" mostrando la corona del rosario, proponiamo le riflessioni qui sotto.

DOV'È LA TUA CORONA?

Nella tredicesima apparizione di Lourdes, 1 marzo 1858, andando alla grotta, Paolina Sens (una giovane sarta di Lourdes, di gran virtù) pregò Bernardetta di recitare il Rosario davanti alla Madonna con la sua corona. Bernardetta accondiscese, «ma, come ella stessa racconta, verso la fine dell'apparizione la Signora mi domandò dove avevo a mia corona. Risposi che l'avevo in tasca, la cavai e la mostrai, sollevandola. La Signora soggiunse: Servitevi di quella!». Così fece in appresso e non cedette a nessuno la sua corona, nemmeno quando un Vescovo gliela volle cambiare con una d'oro. La corona del Rosario è il dolce vincolo, che ci lega a Maria è il fido pegno della sua protezione, è arma della vittoria. 

Dovremmo arrossire, se interrogati dalla Madonna come Bernardetta: «Dov'è la tua corona?», non la potessimo subito mostrare, estraendola dalla tasca.

Mantenendo fuori dal ragionamento le rare personalità che determinano l'eccezione, ma un neocatecumenale portato ad "abbellirsi" di amuleti kikiani - poiché altrimenti non prende gusto a vivere - e altresì a circondarsi di essi nei luoghi da lui frequentati - casa, ufficio...- cosa potrebbe rispondere alla Mamma del Cielo? Forse: "eh Signora, ne sono sprovvisto poiché non ho ancora effettuato la Tappa preposta. Abbia pazienza!
Però ho al collo la croce-sogliola di kiko e nel taschino delle immaginette della «madonna del cammino», vale lo stesso?"


Questo aneddoto della vita di Santa Bernadetta mi fa pensare un'altro insegnamento che la Madonna vuole lasciare inciso nella sua figlia prescelta.
Prima cosa chiediamoci perché la sarta, pur di grandi virtù, chiede alla piccola veggente di pregare il Rosario con la sua corona... Di certo riconosceva in Bernadetta qualcosa di unico, potremmo dire un "carisma". Giusto? Come se la sua Corona del Rosario venisse santificata dal fatto che proprio con quella un giorno avesse pregato nientemeno che Santa Bernadetta.
Quello che la Madonna, alla fine del Rosario, dice a Bernadette come un dolce rimprovero dimostra cosa pensa Maria del "culto della persona ", come Lei ascolta tutti i suoi figli con identico Amore, non ha bisogno di raccomandazioni né di intermediari più o meno "ispirati" o autonominati "santi".
Maria dà l'esempio con la sua umiltà, discrezione, amore per il Nascondimento.
"Nascosti con Cristo in Dio" dice San Paolo.

Quanto sia lontano Kiko da questo e quanto poco abbia avuto Maria per maestra è evidente.

giovedì 28 giugno 2018

Santità neocatecumenale al femminile, sul modello di santaCarmen: il "carisma della zitella (pardon ragazza) senza la vocazione al monastero".

Conosciuta da tutti i neocatecumeni di lungo corso, almeno da tutti quelli che hanno fatto la Tappa di Loreto provenienti da ogni dove, perché l'organizzazione, per la parte romana, è tutta ed esclusivamente sua.

Roma, 5 novembre 2013. "tappa di Loreto".
Dalle origini del Cammino, ancora e sempre Zita
guida i pellegrini sulla Tomba di Pietro.
Antesignana sotto ogni aspetto, la famosa Zita della Parrocchia dei Martiri Canadesi, senza legami né parentele. Una splendida single, ammantata dello stesso splendore di "grazia femminile" che ammantava Carmen Hernández. Poteva andarne orgogliosa: una tipa davvero speciale, fuori dal comune, la famosa "Zita da Roma". Un altro modello da imitare per le donne del Cammino, non sposate si intende, paradigma della donna nuova , nella "nuova creazione" delle piccole comunità di ispirazione kikiana, in cui risplendono tutti i carismi!
Ho sempre creduto che Zita fosse di origine tedesca; qualcuno dice che è, forse, una sfollata di origine slava trapiantata a Roma. Di certo mostra tutti i caratteri tipici delle nordiche, da quelli fisici a quelli caratteriali, con un forte, duro, accento straniero, quasi ostentato, in ogni caso molto marcato per una che vive in Italia ormai da troppi anni; uguale a Carmen Hernandez anche in questo!

Zita indossava, per tutto l'anno, una mantella di lana pesante, anche nel mese di luglio, e se le chiedevi: "Zita, ma come fai a vestire così, con questo caldo!?", la sua risposta era che "Il caldo o il freddo sono solo un'opinione!" o meglio "una suggestione". Ti guardava con aria di compatimento perché per lei, evidentemente, eri una persona banale e scontata, per porre una simile domanda. Al massimo potevi appartenere alla categoria dei religiosi naturali o cristiani della domenica e, in quanto tale, totalmente estranei alla "natura nuova" che rende speciali solo i camminanti alla scuola di avanguardia di Kiko e Carmen. Ti rispondeva, profondamente schifata per il tuo piatto e banale borghesismo bigotto; lei che portava dei lunghi capelli, bianchi più che biondi, scompigliati. Difficile capire quando li avesse lavati l'ultima volta!

(Clicca qui per il video del Pellegrinaggio Neocatecumenale "Roma e Loreto": 5 novembre 2013, Zita impartisce disposizioni, dal minuto 2:08 del video)

Sempre a fare da cicerone, lei sola, tenendo i fratelli allineati e coperti, come un gendarme tedesco. Con urla imperiose conduceva i fratelli atterriti e li spintonava perché rispettassero la fila; trattandoli come una classe di scolaretti in gita, o in vacanza in colonia, come si faceva tanti anni fa: i ragazzi nelle colonie vivevano tipo un servizio militare, era proprio tutto come in una caserma! Assolutamente deprimente la colonia!
Non ricordo Zita in quale comunità dei Martiri Canadesi facesse il cammino (terza o quarta?); ovviamente era una catecumena di Giampiero Donnini: l'unico che rispetti e a cui si pieghi devota.
Zita che si è sempre vantata di avere - lei sola - questo ruolo di organizzatrice e guida per il Pellegrinaggio di Loreto - che come si sa prevede il canto del Credo sulla tomba di Pietro - poiché, avendo lavorato in Vaticano e per i suoi rapporti con la Segreteria di Stato, lei è l'unica che può ottenere, come di fatto ottiene, il fermo del flusso dei pellegrini in Cripta per il tempo del transito degli eletti fratelli del cammino, con annessa catechesi e canto.

Comunità neocatecumenali
all'Angelus del Papa a Roma
per la "tappa di Loreto"

Poi - seguo i ricordi - Zita correva da un albergo all'altro, dove teneva alloggiato il gregge. Coordinava tutto lei: all'arrivo a lei venivano dati i soldi per il soggiorno e ingressi vari, alle Catacombe o al Colosseo, tutto compreso. Zita ritirava il maloppo - forse è superfluo precisarlo, rigorosamente in contanti -. dai vari responsabili delle Parrocchie e li cacciava infondo alla sua enorme e lisa borsa portatutto... Zita si recava, sempre di corsa, prima in un albergo, poi in un altro. Ad ora di cena, si sedeva anche lei a tavola con i catechisti di turno... Poi furtiva all'improvviso si allontanava dicendo: "Scusate, devo controllare in cucina!". Mi incuriosiva davvero Zita, un personaggio da romanzo. Una volta la seguii in cucina, aprii la porta e spiai... era con le mani in una enorme scodella di insalata, curandone la preparazione come fosse un rito... i camerieri intorno, come chi già conosce a memoria la procedura!

Beh, non potevo resistere e glielo chiesi: "Oh Zita, ma che facevi con le mani nell'insalata?". E lei: "L'insalata nessuno la sa condire! Fondamentale la giusta quantità di sale, poi va girata con le mani rigorosamente, quindi si aggiunge l'aceto quanto basta, infine l'olio, né molto, né troppo poco, poi va girata di nuovo per bene; questo è essenziale! Nessuno sa fare l'insalata come me, in cucina lo sanno e aspettano che io arrivi, vado sempre io a condirla, questa è una regola fissa che va rispettata!". Mangiava insalata come una capra e....anche tutto il resto; così in entrambi gli alberghi di sicuro. (Superfluo anche precisare che io l'insalata alla Tappa di Loreto non l'ho mangiata mai più).
Zita girava e girava da sola per la città, come una zingara, sempre di corsa. Non so dove mai abitasse a Roma di preciso. Sicuro una casa l'aveva, da qualche parte! Ma non riesco proprio ad immaginare come potrebbe essere la casa di Zita! Sempre indaffarata, tutto il giorno, riforniva la sua enorme borsa di ogni ben di Dio, prendendo le sue provviste dagli alberghi. Certo non aveva il tempo di tornare a casa e cucinare.
Girava con la sua macchina, tenuta in uno stato penoso; dentro di tutto: panni, pacchi, riviste e giornali, scarpe: una casa viaggiante, scombinata come lei. "Zita, ma che ti porti dietro?". Se apriva il suo portabagagli, scoprivi che si portava appresso un'intera Sacrestia; non mancava proprio nulla, dal turibolo con l'incensiere, stole, camici, un piviale, croci astile, icone, almeno un tappeto...Aveva di tutto, per qualunque emergenza. Rispondeva: "Vivo più in macchina che a casa! A volte sono talmente stanca che, arrivata sotto casa non riesco neanche a salire sopra e.....dormo in macchina! Si dorme benissimo nella mia macchina!". Zita non aveva paura di niente!
Zita, una istituzione nel cammino neocatecumenale (Ovviamente, dietro di lei sempre il potente Giampiero Donnini, braccio destro di Kiko, plenipotenziario del "POTENTE CAMMINO")
Zita, donna inossidabile, indistruttibile, bionica.
Non vi nascondo il mio stupore quando ho avuto l'avventura, dopo anni, di intrattenermi con una mia vecchia conoscenza che ancora fa il cammino.
Non ho saputo resistere e gli ho chiesto: " Ascolta! Toglimi una curiosità: Ma a Roma chi organizza il pellegrinaggio di Loreto? Non dirmi che ancora c'è Zita, con quei ritmi!?"
Risposta: " Zita, certo, sempre Zita!, perché?"
Bah, hanno un'energia, questa gente, impressionante! Kiko in testa, che non c'è chi lo uccide! Gente infoiata, in tutti i sensi...non è normale, neanche questo!

La cara "Zita da Roma", anche lei un personaggio da "zingareide", senza alcun dubbio.
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Testimonianza di un Anonimo:

"Zita, che ci fece aspettare 3 ore sotto il sole fuori S. Pietro in fila per due e guai a muoversi o a togliersi qualcosa dalle spalle (come se fossimo già entrati nella Basilica)! Zita che correva a destra e a manca per vedere se eravamo bene allineati e guai a parlare!
Pax, cosa mi hai ricordato!
Non so se ridere o piangere. Che personaggio strano. Lei ci diceva che solo lei poteva condurre i NC perché glielo avevano concesso "dall'alto" che poi guai a chiderle cos'era questo "alto".
Zita e la sua auto piccola blu stracolma di cose dove non aveva nemmeno il posto per sedersi.
Il bello (o brutto) che tutti noi l'abbiamo considerata una squilibrata, una fuori di testa e ci abbiamo riso sopra . E ci siamo domandati perché avere bisogno di una persona cosi in quel momento che doveva essere di riflessione e di preghiera e non di mormorio per il caldo o per le pretese di tenerci allineati come bambini in gita scolastica.
Tra noi c'erano (normale) anche donne incinta e per farle capire che almeno loro dovevano sedersi all'ombra ...ce n'è voluto!
Zita non la dimentichero' mai. Sarà forse stata un ex hippy?
Zita peggio di un Polizeiführer..."

30anni risponde:

"Allora credo che l'abbiamo scampata bella. Quando una 15na di anni fa facemmo il pellegriinaggio di Loreto abbiamo fatto l'ingresso in San Pietro dalla porta centrale ("aperta eccezionalmente per noi" ci venne detto) incolonnati per due e con in testa un suonatore di organo elettrico portatile ("in S.Pietro non si possono portare le chitarre" ci dissero) ma non mi ricordo "presenze" di questo tipo. Forse era malata :-)

P.S.
La descrizione che avete fatto non sembra adattarsi ad una madre di famiglia con (molti) figli ma piuttosto ad una zitella (pardon ragazza) senza la vocazione al monastero.
Tra l'altro il nome è interessante perché è una perfetta sintesi di opposti; può essere visto come diminutivo di zitella, o come sinonimo di fidanzata (v. dialetti siciliani) :-)"


Tanti anni fa faceva tutto lei, letteralmente, come abbiamo raccontato. Ma, col passare del tempo, le comunità alla Tappa di Loreto sono state sempre più numerose. Così anche Zita, che non ha il dono della bilocazione, ha dovuto avvalersi della collaborazione di altri delle comunità.
Intanto, per i Continenti all'altra parte del mondo, sono stati designati Santuari Mariani in quelle stesse Nazioni, per non costringere tutti a un viaggio infinito. Di certo almeno le prime comunità sono state tutte a Loreto. Col tempo, poi, si è scandito il Pellegrinaggio in Italia su due diversi giorni della settimana: uno dal venerdì al lunedì successivo, come sempre, l'altro dal sabato al martedì; un flusso continuo! Ecco che qualcuno si è risparmiato la Zita!

Infine, quella del nuovo "carisma della zitella (pardon ragazza) senza la vocazione al monastero" è mitica!
In questo Zita somiglia sorprendentemente a Carmen, un'unica tipologia! Anche questi sono "frutti del Cammino".

venerdì 2 giugno 2017

Devozione alla Madonna? Una "tappa" da superare, per i kikos

Qualche settimana fa, una utente del blog che si firma Annalisa ci ha segnalato un interessante stralcio da un discorso del Papa Francesco, pronunciato il 12 maggio 2014 nell'Aula Paolo VI rivolgendosi ai Rettori e agli Alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma.

Rispondendo a una domanda che parlava di tutt'altro, il Pontefice si è lasciato andare a una breve digressione, riguardo l'importanza del rapporto che ogni cristiano dovrebbe avere con la nostra Madre Celeste, la Vergine Maria:
«Posso fare una parentesi? Perché ho parlato della Madonna? Io vi consiglierò questo che ho detto prima, cercare rifugio… Un bel rapporto con la Madonna; il rapporto con la Madonna ci aiuta ad avere un bel rapporto con la Chiesa: tutte e due sono Madri… Voi conoscete il bel brano di Sant’Isacco, l’abate della Stella: quello che si può dire di Maria si può dire della Chiesa e anche della nostra anima. Tutte e tre sono femminili, tutte e tre sono Madri, tutte e tre danno vita. Il rapporto con la Madonna è un rapporto di figlio… Vigilate su questo: se non si ha un bel rapporto con la Madonna, c’è qualcosa di orfano nel mio cuore. Io ricordo, una volta, 30 anni fa, ero nel Nord Europa: dovevo andare lì per l’educazione dell’Università di Cordova, nella quale io ero in quel momento vice-cancelliere. E mi ha invitato una famiglia di cattolici praticanti; un Paese un po’ troppo secolarizzato era quello. E a cena, avevano tanti bambini, erano cattolici praticanti, tutti e due professori universitari, tutti e due anche catechisti. A un certo punto, parlando di Gesù Cristo – entusiasti di Gesù Cristo!, parlo di 30 anni fa – hanno detto: “Sì, grazie a Dio abbiamo superato la tappa della Madonna…”. E com’è questo?, ho detto. “Sì, perché abbiamo scoperto Gesù Cristo, e non ne abbiamo più bisogno. Io sono rimasto un po’ addolorato, non ho capito bene. E abbiamo parlato un po’, su questo. E questa non è maturità! Non è maturità. Dimenticare la madre è una cosa brutta E, per dirlo in un’altra maniera: se tu non vuoi la Madonna come Madre, sicuro che l’avrai come suocera! E questo non è buono! Grazie.»
Francesco non ha detto specificamente "cammino neocatecumenale", ma, francamente, è difficile pensare che non si trattasse di una coppia di kikos sfegatati (e piuttosto confusi...), dati gli indizi che il Papa fornisce:

1. il luogo è nel Nord Europa - quindi, presumibilmente, in Scandinavia - dove i cattolici praticanti sono una minoranza esigua e dove guarda caso il cammino si è saldamente installato da poco più di 30 anni.

2. il pontefice sottolinea il numero di figli - "avevano tanti bambini" - e se lui l'ha notato dovevano essere davvero parecchi, tanto da sembrare inusuale, specialmente in una regione notoriamente a bassa natalità

3. nella coppia entrambi sono professori ed entrambi "catechisti": qui già si sente puzza di bruciato.... coppia, figli numerosi, entrambi catechisti.... per saperlo il Papa gliel'avranno detto loro. Chi, se non un kikos, si vanterebbe delle proprie "attività parrocchiali" per sembrare più sano degli altri?

4. la coppia ha "superato la tappa" della Madonna. Escludendo che stiano parlando del Giro d'Italia, possiamo dedurre che si riferiscano alla "tappa di Loreto", il secondo tempo del Padre Nostro secondo Kiko Arguello y Wirtz. La tappa in cui, secondo lui, si "riscopre" la figura della Madonna. Per Kiko è tutto un "riscoprire", come al solito.

La reazione del pontefice è magistrale: come come? tappa della Madonna? Superare? Persino il Papa non capisce bene - forse un religioso naturale malato di "devozionismo" pure lui? - e ne resta profondamente addolorato: e come potrebbe essere altrimenti? Il Papa infatti è cattolico, e da cattolico è devoto alla Madre di Dio, e rincara la dose: come può essere "maturo" un cristiano.... ops! forse intendeva: "come può essere ADULTO un cristiano che si dimentica di sua Madre"?

Non è maturità! Ma quale cristianesimo adulto?

A quale cristianesimo ti porta il Cammino, con la sua falsa devozione alla Madonna, presentata talmente male e con tale disprezzo che i due catechisti considerano che "superata la tappa", hanno "scoperto Gesù Cristo" e dunque non ne hanno "più bisogno"?
Che diavolo sarà mai questa "tappa della Madonna" da superare?

Che altro serve per capire che il Cammino è un colossale "pacco", una truffa, una fregatura, che Kiko è un novello mago Do Nascimiento che non solo rivende tesori in realtà gratuiti, patrimonio di tutti, come la devozione alla Vergine Maria, la preghiera del Padre Nostro, il Rosario... te li rifila pure "taroccati" e anche a prezzi salatissimi!

Cari neocatecumenali, il Papa in sole due ore di chiacchiere già vi ha inquadrato ben bene! Orfani di Madre e immaturi!