martedì 9 dicembre 2014

La piaga neocat nel viterbese

Vignetta circolante tra i kikos su Facebook
Da qualche tempo sono riprese anche a Viterbo le solite catechesi neocatecumenali… con il solito copione. Cartellone datato fuori dalla parrocchia, bigliettino, manifesto e l’immancabile esperienza di qualche illuminato. Il formato non cambia! Il predicatore o la predicatrice, con voce seria e "faccia mistica", guardando il cielo e tenendo la croce ti racconta di come la sua vita era tremenda, ma come l’incontro con Gesù ha permesso di superare la precarietà e di aprirsi alla vita (vedi anche: Cento piazze, mille bugie)…

Ma chi sono questi poveri precari aperti alla vita? A Viterbo e dintorni spesso si tratta di famiglie poco più che normali (3-4 figli al massimo), tranne qualche raro esaltato; certamente molti non si trovano per nulla in condizioni precarie, dotati (fortuna loro) di un posto di lavoro pubblico e ben attrezzati contro qualsiasi precarietà, non di rado eccezionalmente impegnati nella vita pubblica e politica cittadina. Talmente precari, talvolta, da finire in prima pagina come sostenitori del sindaco...

Non farà meraviglia scoprire che tra di loro "fanno lobby" movimentando assunzioni, trasferimenti e servizi tra di loro. Una vera colonia di kikos, che esercitano tutta la loro ipocrisia di precari del "Dio provvede".

Allora tra un qualche soggetto finito nei guai con la legge, dipendenti con vari figli e poco tempo, una facilità spiazzante nell'accedere alle cose "a numero chiuso"... che pensare? In fondo se sei un onesto kikos a cosa ti serve una specializzazione, un concorso pubblico? A che serve la trasparenza e l’onestà se tra "fratelli" di un specie di chiesa parallela ci si danno aiuti e aiutini?

Se sei dentro gli ingranaggi giusti, con un po’ di olio neocatecumenale, puoi anche laurearti aggirando le regole, scansare i tirocini pratici… che importa, papà, mamma, zii, fratelli tutti hanno un bel giro di amicizie politiche e nel "clero che conta" e si atteggiano quali membri di spicco dell’alta società viterbese! A me pare una condotta di una arroganza degna del peggior ateo!

Vignetta circolante tra i kikos su Facebook
Mi chiedo allora: è solo superficiale disprezzo delle regole od un profondo disprezzo del prossimo, del meritevole, del malato? L’unica cosa veramente precaria tra i neocatecumenali, a me pare essere l’onestà. Leggo qui di neocat esaltati ed integralisti, ma esiste anche una specie più subdola, forse religiosamente timida, ma assai pericolosa, che nell’intimo par proprio credere che queste forme di abuso sul più debole siano manifestazioni di una bizzarra provvidenza. Cioè per loro la carità vale solo all'interno del Cammino.
(da: cristiano verità)

sabato 6 dicembre 2014

Per la serie "tu lo dici": ascoltiamo cosa dicono i capi del Cammino

Il santino di san Kiko!
1) Lo Statuto del Cammino Neocatecumenale è un'ulteriore conferma che la Chiesa Cattolica esige che le celebrazioni del Cammino siano pubbliche e aperte a tutti.

Cosa succede invece nel Cammino?

- un cosiddetto "catechista" neocat ha detto: «...alle ore 20,25 la porta d'ingresso alla chiesa verrà chiusa e non sarà più possibile accedere per nessun motivo...». -- Tutti gli altri fuori!


2) A chi è stato affidato il deposito della fede?

- umiltà del signor dottor (h.c.) Argüello, fondatore del Cammino Neocatecumenale: «quello a cui il Signore oggi ha chiamato me, Mario, Carmen e tantissimi catechisti, itineranti, non è tanto formare un movimento, quanto risvegliare la fede della Chiesa, risvegliare la fede del battesimo...» -- Ovvero, la Chiesa non ha fede, o almeno ha una fede addormentata, solo sankiko la può risvegliare...

E i vescovi... chi rappresentano?

- catechista neocat: «...Le prime notizie dal sinodo non sono buone. Preghiamo incessantemente, fratelli, affinché le posizioni sostenute dai Vescovi che più ci rappresentano possano essere appoggiate da un ampio consenso...» -- Pregare per il bene della Chiesa tutta? Quando mai!


3) La spiritualità delle forzature e dei diktat: cioè il Cammino Neocatecumenale.

- ordini perentori dai supercatechisti neocat: «...Oggi tutti in preghiera, dalle 15 alle 17. Inoltre oggi gli uomini NON guarderanno il calcio in TV ed aiuteranno le donne, mentre queste si dedicheranno esclusivamente alle faccende domestiche. Esentati solamente i due fratelli che oggi saranno al lavoro (dovranno però recuperare le due ore di preghiera prima di coricarsi).Questo è quanto stabilito dai catechisti, con i quali abbiamo parlato stamani dopo la telefonata del presbitero relativa all' accaduto di ieri sera: questi continui ritardi, da parte di molti, alle Celebrazioni non saranno più tollerati!...»


4) Ubbidienza assoluta e soprattutto le offerte, tante offerte! Dateci soldi, altrimenti Mammona è in agguato!

- cosiddetto "catechista" neocat: prima cita Kiko dicendo: «"Catechista viene da "catecheo" che è risonanza della fede. Sono qualcuno, se volete, chiamato a "far risuonare" la fede; qualcuno che Dio chiama per fare risuonare le fibre più profonde della fede» (sempre modesto, Kiko). Poi il cosiddetto "catechista" aggiunge: «Dobbiamo quindi, fratelli, sostenere i nostri catechisti, e dobbiamo farlo come ci è stato sapientemente insegnato: con le preghiere, con il rispetto, con l'obbedienza assoluta e con le offerte (e le offerte sono più per noi, fratelli, perchè ci aiutano a separarci da mammona)...»


5) Ignoranza e stupidità

«Lo puoi capire benissimo»
- il cosiddetto "catechista" poc'anzi citato continua citando il signor dottor (h.c.) Arguello: «...Gesù dice che chi non odia suo padre, sua madre non può venire a me. Non lo capisci. E io non te lo spiego. Ma la Parola dice: ODIARE. Lo puoi capire benissimo. Ma chi non sta ascoltando Dio con cuore retto significa che Dio non glielo ha permesso o che lui non vuole perché ascolta il demonio. Dice: Vedi che qui si dicono pazzie. Puoi dirlo! Vai a denunziarci ai Vescovi, qui si dicono pazzie, qui si dice odiare, non amare. Chi lo vuole interpretare male lo faccia. Noi diciamo solo quello che dice il Vangelo!"...»

La Chiesa insegna altro, ma che importa? Kiko ha sempre ragione! anche quando tenta di farci credere che Gesù contraddice il quarto Comandamento. E fa pure lo sbruffone: vai a denunziarci ai vescovi! (si vede che nonostante tutto le denunce gli sono ancora sgradite).

Perfino i bambini sanno che quel versetto (Lc 14,26: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo») riguarda un amore di preferenza (nel senso che non si può mettere l'amore per i propri padri, figli, fratelli, ecc., al di sopra dell'amore che merita Nostro Signore).

E san Tommaso d'Aquino lo fa notare anche riguardo alla distinzione fra peccato e peccatore:
Nei peccatori si possono considerare due cose: la natura e la colpa. Per la natura, che essi hanno ricevuto da Dio, i peccatori sono capaci della beatitudine, sulla cui partecipazione si fonda la carità, come sopra abbiamo visto. Perciò per la loro natura essi devono essere amati con amore di carità. Invece la loro colpa è contraria a Dio, ed è un ostacolo alla beatitudine. Quindi per la colpa, con la quale si oppongono a Dio, tutti i peccatori devono essere odiati, compresi il padre, la madre e i parenti, come dice il Vangelo. Infatti nei peccatori dobbiamo odiare che siano peccatori, e amare il fatto che sono uomini capaci della beatitudine. E questo significa amarli veramente per Dio con amore di carità.
La lettura fondamentalista della Bibbia da parte di Kiko e dei suoi seguaci trasforma il Vangelo dell'amore nel "vangelo dell'odio" da interpretare da sé stessi ("qui si dicono pazzie... lui ascolta il demonio...").


6) Cosa succede a chi naviga internet senza "adeguata guida" di Kiko? Va in perdizione!

- sentiamo ancora quel cosiddetto "catechista" neocat: «...Come già spiegato dai catechisti, nella rete possono esserci numerosi punti di errata informazione (basti pensare ai blog ed ai siti che diffondono FALSE INFORMAZIONI sul Cammino, oppure alle FALSE TESTIMONIANZE che trovate in rete sul nostro fondatore o sui catechisti) e frequentarla "senza adeguata guida" è certamente "pericoloso e causa di sicura perdizione". Quindi massima cautela ed attenzione fratelli!
Su questa pagina potrete quindi trovare solamente notizie selezionate dal Responsabile e rispondenti a verità. Le pagine collegate saranno poche e solamente quelle di fratelli o di altre Comunità del Cammino Neocatecumenale...»

Ovvero, la verità è solo quella del cosiddetto "catechista", che seleziona le notizie evitando i blog che a suo dire diffonderebbero "false" informazioni e "false" testimonianze sul Cammino...

E chi non obbedisce andrà in perdizione!
(da: "l'apostata")

giovedì 4 dicembre 2014

Una liturgia chiusa a cui non doveva partecipare...

Finalmente un po' di tempo per stare al PC e descrivere la cronaca di una liturgia Eucaristica neocatecumenale. Premetto che si trattava di due comunità che sono in cammino una quasi da un anno, l'altra più o meno un anno e mezzo, riunite per la "convivenza di riporto". Io ero l'«estranea» che accompagnava il marito.

La liturgia è stata fatta eccezionalmente di domenica perché non hanno trovato un sacerdote (oops, scusate: presbitero) per quel sabato sera. Doveva iniziare alle 10:30 ma è iniziata alle 12:00, si sa il Signore può aspettare che i fratelli abbiano finito e siano pronti.

La responsabile mi ha fatto notare, davanti a mio marito ed ad altri, che io non potevo partecipare perché alcuni potrebbero trovarsi a disagio durante le "risonanze". Faccio notare a mio marito che avevo capito dallo Statuto del Cammino Neocatecumenale che dovevano essere aperte a tutti e me ne vado... salvo poi essere richiamata dopo un po' perché mio marito ha fatto notare altrettanto davanti agli altri responsabili del Cammino.

Sulla mensa, non oso chiamarlo altare, invece del crocifisso c'era il candelabro spento a nove bracci, Hanukkiah, che è stato acceso prima della consacrazione. Il crocefisso era posto a fianco dell'ambone, precisamente a destra: per loro è più importante non Cristo Eucaristia ma la Parola.

Baciando la "reliquia" che
ti porge il "profeta"...
Il sacerdote durante la messa ci inserisce pure due barzellette, una durante l'omelia l'altra prima della benedizione finale.

Al fianco del sacerdote non c'erano diaconi o accoliti ma due responsabili. Il pane consacrato lo ha spezzato e distribuito il sacerdote mentre l'insalatiera con il sangue di Cristo è stata fatto girare con molto impaccio da uno dei responsabili che ha iniziato dalla parte non dei cantori ma dall'altra, dunque è stato subito richiamato per "invertire il giro".

Finita la liturgia il sacerdote se ne è andato e sono iniziate le collette con i soliti discorsi. Una per l'albergo: "chi non ha nulla metta tutto quello che ha, come la vedova che ha dato tutto ciò che aveva, intanto il Signore poi provvede e ti restituirà il centuplo".
L'altra per l'evangelizzazione: "i seminaristi (o Kiko per i vescovi?) hanno lasciato un grosso conto da pagare, perché sapete cari fratelli che loro non hanno soldi dunque quando vanno alle convivenze o altro non possono pagare. Date un prezzo a questa Eucarestia e mettete dentro il sacco intanto il Signore vi restituirà il centuplo".

Balletto finale intorno alla mensa con un po' di problemi di spazio.

Dulcis in fundo, purificazione dei calici e patena fatta dai responsabili con l'acqua che poi hanno gettato fuori dalla porta sul cemento. Ad un certo punto ho sentito alcune signore urlare: «no, non così»: pensavo con mia grande gioia si stessero preoccupando di come era stata fatta la purificazione, mi sono sbagliata: erano invece preoccupate di come avevano spento le candele, soffiandovi su, e dunque schizzando la tovaglia di cera, difficile poi da togliere.

Scusate se sono stata lunga ma ho anche tralasciato alcune cose forse, ma non ne sono sicura, meno importanti.
(da: Tabata)

martedì 2 dicembre 2014

"Cristiani della domenica", cioè cattolici normali

Vediamo alcune caratteristiche di un cattolico normale - quello che i sedicenti "neocatecumeni" disprezzano etichettandolo "cristiano della domenica".


Il fondatore del Cammino
dà una lezioncina al Papa
1) il cattolico normale desidera conoscere sempre meglio l'insegnamento della Chiesa.

Il cattolico normale desidera conoscere il Magistero adeguatamente alle proprie capacità intellettuali (così come hanno sempre consigliato i santi e i papi): infatti non si finisce mai di scoprire le ricchezze del deposito della fede.

La Chiesa ci mette a disposizione, tra gli altri, uno strumento completo e ordinato: il Catechismo, che spiega la Bibbia, spiega i Padri, spiega la Tradizione, illustra motivi, storia e ragioni, documenta ogni posizione... in modo che anche laddove non sia possibile ascoltare l'insegnamento, sia almeno possibile leggerlo e meditarlo (e verificare ciò che ci viene detto da tanti presunti "maestri").

Il cattolico normale sa bene che «se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!» (Gal 1,8): per cui se una qualsiasi "catechesi", predicazione, insegnamento, puzzasse di novità o di diversità rispetto a quello immutabile della Chiesa, lo rifiuterà, lo condannerà, se ne farà beffe.
Il Cammino insegna una vasta quantità di errori, ambiguità, eresie (si veda ad esempio il dottore Honoris Causa Kiko Argüello che va insegnando che la confessione sacramentale dei peccati mortali sarebbe facoltativa, sarebbe solo «se vuoi»). Sugli errori del Cammino sono stati scritti numerosi e inconfutabili libri e articoli già molti anni prima del "boom" di internet.

In particolare, le cosiddette "catechesi" del Cammino Neocatecumenale non sono lezioni tratte dal sicuro Catechismo della Chiesa Cattolica ma sono solo le libere e strampalate interpretazioni dei due sedicenti "iniziatori" spagnoli, Kiko Argüello ed Carmen Hernàndez, un miscuglio disordinato di protestantesimo, ebraismo, esistenzialismo... Contro di loro si applica il monito dell'apostolo Paolo: «un vangelo diverso? sia anàtema!» (cfr. Gal 1,8).


I due fondatori del Cammino,
«i nuovi falsi profeti»
2) il cattolico normale ha sempre bisogno dell'autorità della Chiesa (di insegnamento, di guida e di santificazione).

Il cattolico normale, se si accorge di aver professato qualcosa che non è raccomandato dalla Chiesa, se ne dispiacerà e lo rinnegherà. Non è mai troppo tardi per pentirsi, e non c'è mai alcun motivo per perseverare negli errori. Non c'è niente di male - è anzi ragionevole, è una buona testimonianza, è un accogliere la misericordia di Dio - riconoscere gli errori e rinnegarli: solo gli stupidi sono sempre coerenti con sé stessi.

Il cattolico normale accetta la guida della Chiesa anche quando è sgradita. Non ha mai bisogno di andare contro la volontà del Papa e dei vescovi: significherebbe porsi al di sopra di loro. La gerarchia ecclesiastica ha infatti ricevuto direttamente da Nostro Signore il compito di proseguire la Sua opera (ed è per questo che il cattolico normale soffre e si lamenta quando vede qualche ecclesiastico che devasta la vigna del Signore anziché curarla).
Il Cammino Neocatecumenale notoriamente fa la guerra ai vescovi (cfr. ad esempio il caso Giappone) minacciando o «oliando» gli ecclesiastici che non lo appoggiano. Kiko addirittura va dicendo: «il Santo Padre dice che i vescovi devono ubbidire ad un laico e ad una donna», cioè a lui e alla Carmen, e si vanta nientemeno che di «convertire i vescovi».

Inoltre nel Cammino è di fatto scoraggiato qualsiasi approccio alla fede esterno all'attività comunitaria. Se studi teologia ti indicano come "superbo" (a meno che non ti sia stato suggerito - cioè comandato - dai cosiddetti "catechisti"), se mediti il Catechismo vieni sospettosamente controllato come sovversivo (guai a scoprire che le cose non stanno affatto come le vanno raccontando i pappagalli di Kiko e Carmen!), se fai notare che il Cammino disubbidisce alla Chiesa ti "bocciano" agli scrutini e ti urlano «non ti fidi? Kiko parla sotto l'azione dello Spirito


 3) il cattolico normale tiene in grandissima considerazione la Tradizione della Chiesa.

Ciò che ha alimentato la vita spirituale dei santi di ieri, non può essere disprezzato dai cristiani di oggi. Mentre è vero che alcune particolari forme non paiono più adeguate alla mentalità popolare di oggi (come ad esempio il cilicio), c'è una ricchezza spirituale vastissima che non può essere cancellata o derisa solo perché "vecchia" ("vecchia" nel senso che la viveva per esempio san Pio da Pietrelcina).

Chiediamoci per esempio quali santi siano diventati tali riducendo o eliminando gesti come l'inginocchiarsi, la recita del rosario (anche da bambini!), le devozioni personali, l'uso del latino nelle preghiere e nella liturgia, l'adorazione eucaristica silenziosa, la confessione personale frequente, il canto gregoriano...

Il cattolico normale avverte il bisogno non di allontanare la Tradizione ma di valorizzarla: non si sente indifferente (o addirittura allergico) a quel tesoro prezioso che ha sempre adeguatamente nutrito la spiritualità di tantissimi santi, ma gradisce gustarlo, provarlo, conoscerlo, approfondirne le fonti.
Nel Cammino Neocatecumenale vige la sbagliatissima mentalità secondo cui tutto ciò che c'era prima va scartato perché inadatto ai "tempi odierni". E perciò il Cammino vuole sostituire l'estetica della Chiesa con la Nueva Estetica di Kiko, i canti della Chiesa con i canti di Kiko, la liturgia della Chiesa con la liturgia di Carmen e Kiko, le strutture della Chiesa con le "comunità di comunità" di Carmen e Kiko, la Tradizione della Chiesa con le novità di Carmen e Kiko...

Il Cammino di fatto comanda di disprezzare tutto ciò che è tradizionale. Se reciti una giaculatoria, ti dicono che sei un "religioso naturale" (nel gergo neocat è un insulto), se non detesti le liturgie tradizionali ti disprezzano come "lefebvriano", se ti sfugge un elogio alla veste talare dei sacerdoti ti etichettano sdegnosamente come "fissato di pizzi e merletti"... Nelle liturgie del Cammino le sedie sono disposte in modo da renderti impossibile il gesto di inginocchiarti (e se lo fai ti mandano occhiatacce e ti additano come guastafeste). Il Cammino non organizza mai l'adorazione eucaristica, e se proprio per qualche strana circostanza qualche comunità è costretta a farla, state pur certi che non sarà silenziosa ma sarà "allietata" (cioè intristita) dai canti fracassoni di Kiko e dalle cupe e funeree icone di Kiko, come se nel tesoro spirituale della Chiesa (quello che ha fortificato i santi) non si trovasse nulla di adatto...


Prima Comunione neocatecumenale
ridotta a uno "snack"
4) il cattolico normale desidera vivere al meglio i sacramenti e perciò li frequenta con costanza laddove sono meglio celebrati.

La propria santità (cioè la propria felicità) passa necessariamente attraverso i sacramenti. Viverli poco intensamente, o poco frequentemente, o poco seriamente, significa come minimo sprecare una fondamentale e preziosissima ricchezza spirituale. Dopotutto la liturgia rispecchia il modo in cui si vive la propria fede: una liturgia ridotta a pagliacciate esprime una fede ridotta a pagliacciate.

Il cattolico normale desidera una liturgia che sia visibilmente culto a Dio, in cui venga inequivocabilmente onorato solo Dio, in cui anche il solo assistervi elevi l'anima verso Dio - e nella liturgia della Messa avere la possibilità (alle debite condizioni) di ricevere devotamente l'Eucarestia... La liturgia non è uno spettacolino: il cattolico normale aborrisce quelle "liturgie" parolaie e canterine dove di fatto l'assemblea celebra sé stessa, dove le proprie parole di fatto sovrastano la Parola, dove il Santissimo Sacramento è di fatto solo un elemento di corredo dello spettacolino.
La liturgia neocatecumenale è zeppa di strafalcioni, abusi, veri e propri sacrilegi... I kikos pongono al centro sé stessi, e se lo "spettacolino" non è abbastanza chiassoso ritengono che non sia una liturgia, lamentano che non sarebbe "vissuta" bene. Infatti detestano le liturgie delle parrocchie e delle comunità religiose, poiché essendo prive dei canti di Kiko, dei tamburelli, chitarrelle, cembali, charango, bongo e tutto il resto, sarebbero "poco partecipate" dai disprezzati "cristiani della domenica".

Pilastro fondamentale del Cammino è la liturgia modificata dai due fondatori: non cambiano idea nemmeno se glielo comanda il Papa (che ha loro ordinato di «celebrare secondo il Messale Romano, senza aggiunte né omissioni»), nemmeno se lo esige lo Statuto del Cammino (che ha pienamente recepito tali «decisioni del Santo Padre» da lui stesso personalmente confermate - cfr. art. 13, nota 49), nemmeno per il buon senso di seguire i documenti liturgici validi per tutta la Chiesa. La liturgia inquinata dal Cammino è inequivocabile indice di una fede inquinata, anche se i neocatecumenali vanno vantandosi di aver "incontrato Dio" grazie al Cammino.


 5) il cattolico normale non ha bisogno di inganni e menzogne per difendere la propria spiritualità.

Che razza di spiritualità è mai quella che ha bisogno di arcani segreti e addirittura di mezze verità e complete menzogne per essere difesa? Nostro Signore comandava di «gridarlo sui tetti», l'apostolo Pietro esortava a «rendere ragione della speranza che è in voi», i martiri hanno effuso il sangue pur di testimoniare la verità senza annacquarla.

Il cattolico normale riconosce benissimo il modo tutt'altro che limpido di difendere una fede non limpida. Se Dio è infinita bellezza, non si può onorarlo con le brutture. Se Dio è infinita giustizia, non si può onorarlo calpestando i fratelli. Se Dio è infinita verità, non si può aver necessità di mentire per essere fedeli a Lui (e neppure per proclamarsi tali).
Il neocatecumenalismo è esplicitamente fondato su errori liturgici e dottrinali che perciò, per essere difesi, hanno bisogno di mezze verità, inganni e vere e proprie menzogne. "La nostra liturgia è conforme al Messale! è approvata!", dicono mentendo. "Le catechesi del Cammino sono state verificate dal Papa!", dicono ingannando. "Giovanni Paolo II scrisse «riconosco il Cammino»", dicono per mistificare.

In ginocchio davanti a Kiko
Quando i neocatekikos vanno vantandosi dicendo «il Cammino mi ha salvato», nel migliore dei casi stanno parlando di una "salvezza" consistente in patetici strafalcioni liturgici e in una dottrina imbottita di errori e vere e proprie fandonie. Stanno parlando di una "salvezza" inquinata: se c'è del veleno in quel buon vino, non puoi più chiamarlo "buon vino". Anche se fossero solo solo poche gocce di arsenico in una bottiglia di ottimo vino.

domenica 30 novembre 2014

Domani Sposi (con rito neocatecumenale)

Riportiamo una discussione da un forum che lascerebbe allibito ogni cattolico.

Liturgie "miste" e zeppe di "eccentrici" strafalcioni, pianificazioni su "dare il pane o le ostie?", quel "ballo" liturgico notoriamente scandaloso per gli "Extra Comunitari" (comunità neocat), gli sposi seduti "di faccia all'assemblea" (come negli spettacoli televisivi)... insomma, il rito neocatecumenale!


Robertina: C'è qualcuno che si sposa con il rito del cammino neocatecumenale?
Matrimonio con Rito Neocatecumenale

Dudu: io no...non so neanche cosa significa...

Nene: Allora...io mi sposerò a giugno e credo che farò come una mia amica che ha fatto un rito "misto", nel senso che ha riportato i canti del cammino, con le ammonizioni, l'anafora cantata, le preghiere spontanee e gli sposi rivolti verso l'assemblea, ed è stato molto leggero e fresco ..
Ti dico solo che l'ultimo matrimonio di amici a cui sono andata e che era interamente col rito neocatecumenale (a maggio dell'anno scorso) è durato 3 ore e mezza abbondanti ed è stato molto pesante anche x me, quindi immagino gli ospiti.

Gegia: io non mi dilungherei troppo, bisogna sempre pensare che tra gli ospiti ci sono molti "extra comunitari" ........

Sissi: che bello vedere che ci sono altre ragazze del cammino su questo forum

Terry: io la farò mista! proprio come accennava la risposta prima della mia! cioè farò i canti neocatecumenali....una breve ambientale...e le ammonizioni prima delle letture! e sono indecisa se dare il pane o l'ostia...questo ne voglio parlare con il don!!!

Momento clou: "Vieni dal Libano":
canta e suona lo sposo con chitarra
Mely: ciao, io mi sono sposata 5 anni fa con il rito neocatecumenale ma lui non facendone parte e per non appensatire la cerimonia con chi non e' abituato abbiamo fatto un rito misto.abbiamo fatto i canti neocatecumenali, noi sull'altare insieme al prete seduti frontali c'e' stata un'ambientazione generale cmq leggera e sintetica poi le letture senza ammonizioni, le preghiere dei fedeli lette dagli amici piu' cari e poi io, il mio sposo e i miei genitori hanno fatto delle preghiere spontanee, dopo il rito dello scambio degli anelli le firme e poi ci siamo seduti nella mensa l'una accanto all'altro e poi la comunione, abbiamo usato l'ostia e bevuto cmq il vino dal calice ....e non abbiamo fatto la danza.


Robertina: infatti è il mio stesso problema, anche lui nn fa parte delle comunità, e nemmeno i suoi parenti...quando abbiamo fatto il corso prematrimoniale ci hanno fatto fare la convivenza con l'eucarestia celebrata con il rito neocatecumenale e gli è piaciuta molto, gli ho fatto vedere parecchi filmini e l'idea della messa cantata con bonghi, cembali e chitarre gli piace molto...ma il resto tipo il ballo e le ammonizioni nn molto, gli piace l'idea di andare a leggere noi le letture, e le preghiere i nostri amici.

'Noi sull'altare insieme al prete seduti frontali'
Gioietta: Clarisse volevo dirti una cosa...
ho visto il tuo album... che bella che eri!! sbaglio o avevi l'amenorah? anche noi la metteremo
a parte il fatto che sei proprio carina e il vestito ti sta un incanto ho visto anche le foto della Chiesa veramente belle....e poi è molto simile alla mia!
costruita secondo un concetto neo...

Molly: Io non ho la più pallida idea di cosa sia questo rito di cui parlate: è una religione, o che altro? So che magari non sono affari miei, ma mi farebbe davvero piacere conoscere questa cosa così nuova per me....qualcuna di voi ha voglia di spiegarmi di cosa si tratta? E' un "ramo" della religione cristiana! Quali sono le differenze?
Mi farebbe davvero piacere sapere tutto questo!

'E' un ramo della religione cristiana!'
Polissena: Eccomi qua! Provo a risponderti....Il cammino neocatecumenale è un itinerario di formazione cristiana (…)
Il fatto che si parlava del rito del matrimonio neocat. è un'espressione sbagliata che abbiamo usato...non è che un rito diverso, ma il matrimonio rispecchia il nostro modo di vivere l'eucaristia in comunità.

Ospite: mi confermate che non è ammessa o meglio fà parte del percorso spirituale , l'invito a non utilizzare nessuna pratica anticoncezionale

'...poi ci siamo seduti nella mensa l'uno accanto all'altra...'
Chiara: se tu intendi per anticoncezionale preservativo e pillola sì hai ragione e te lo confermo..
Però se si parla di METODI anticoncezionali quelli sono accettati...ovviamente!!
Questi metodi hanno nomi specifici che io ora non so ma si basano sul conteggio dei giorni di ovulazione.

Lalla: io sapevo che invece non era proprio ammesso nessun sistema anticoncezionale neanche il calcolo dei giorni

Chiara: Non so chi ti abbia detto queste cose ma sono COMPLETAMENTE SBAGLIATE!!
Cmq "rigidi" non è la parola esatta.
All'interno del cammino NESSUNO ti obbliga a fare figli.

Se interamente con rito neocatecumenale,
dura 3 ore e mezza
Claudio: semmai ti obbligano a non usare sistemi anticoncezionali sicuri affidando tutto alla roulette russa di altre pratiche, le quali hanno margini di rischio ben diverse da pillola o cerotto

Roby: MA CHE STAI A Dì CLAUDIè!!!!!!!!!!!!...TE OBBLIGANO??..E COME FANNO?..CONTROLLANO????????
ehehhe..dai, su...anche io ero un pò ignorante (nel senso di non conoscente) in proposito.
Non siamo a livelli di "controllo-obbligo"...
e comunque se vuoi informati pure sul metodo Billings (vedi il metodo Persona) o altri..è che siamo rimasti a concetti un pò "vecchi"...tutto qui. Ad esempio però non mi piace che non sono favorevoli al preservativo......... per la trasmissione di malattie!!!!!!!!! ...ma d'altronde parlo io...che prendo la pillola..
Davvero..non partire prevenuto..lo facevo anche io. E con questo ti ripeto..io non sono come tu descrivi...ma faccio parte di una comunità neocatecumenale!!!!!!!!

Ospite: e vabbè pure te te la soni e te la canti
diciamo che hai un percoso di fede personalizzato

Balletto finale, 'extra-comunitari' permettendo...
Swami: anche io farò il matrimonio neocatecumenale. Io sono in comunità da 10 anni e il mio futuro marito da 11. Lui è persino responsabile della sua comunità da quando aveva 20 anni...Che ragazzo d'oro mi sto sposando!!!

Luna: Il mio lui, il mio fidanzato, la persona che mi accompagna da un anno e mezzo, l'unica al mondo che vorrei sposare (data non fissata, quantomeno devo finire gli studi prima!) seppur credente, non è in comunità.
Poco male se fosse solo questo.
Il problema è che è proprio della frangia contestatrice.
Portandolo alla Domenica delle Palme gli ho quasi causato un colpo apoplettico. Non vuole mettere piede in una sala comunitaria nemmeno per un'occasione speciale (la prima messa di un seminarista cresciuto nella nostra comunità, la Veglia di Pasqua...).
 
A seguire: Battesimo con rito neocatecumenale
Intendiamoci, non mi fa nessuna storia quando vado in comunità e lo lascio la sera da solo, lo capisce. E' dolcissimo, non mi fa pesare niente, non fa nessuna storia ma... mi rattrista la paura che ha di venire in contatto con questo lato della mia vita. Sono sicura che troveremo un modo per vivere insieme nel rispetto delle opinioni e della stroria dell'altro, ma ogni tanto ho l'impressione che, giustappunto, l'altra guancia la dovrò (quasi sempre) porgere io. E l'eventuale matrimonio che si profila, nel mio pessimismo, lo vedo come uno di questi "porgere la guancia".
Da quando sono ragazzina vedo matrimoni in stile neocatecumenale, e immaginavo di sposarmi con tutti i canti che preferisco (Ahhhh! Vieni dal Libano....!), le ammonizioni dei miei fratelli di comunità, la benedizione cantata, le preghiere spontanee, il ballo finale...
E invece, ora come ora, non vedo altra soluzione che chinare il capo, scegliere canti che non mi hanno accompagnato nella vita, mantenere una cerimonia sobria... per carità, niente di "eccentrico"! Verrebbe frainteso!
Vabbè, c'è ancora tempo: quante cose possono succedere!

Trasmissione della "fede" kikiana-carmeniana ai figli,
una strada già tracciata
Polissena: so che non è facile quando non puoi condividere con l'altro una cosa su cui fondi la tua vita, ma se c'è amore, tu sarai per lui una testimonianza vivente di fede....coraggio!
non ti scoraggiare così presto.
io credo che tu abbia tutto il tempo di portarlo in comunità. A noi i catechisti dicono sempre di pregare, perchè con la preghiera si può tutto. Prega anche se ciò significa alzarti di notte per farlo

Swami: Non a caso i nostri presbiteri ci hanno detto di preparare le letture come prima cosa in assoluto. Noi abbiamo fissato la data (20 ottobre) da un mese e non avevamo nulla, nemmeno la casa, poi è arrivata la casa

Luna: Me lo hanno sempre ripetuto..
fissa la data e poi tutto viene da sé

(Video da cui  è stata tratta l'immagine)

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venerdì 28 novembre 2014

"Non fatela santa solo perché sta morendo"

Apprendiamo da messaggi su Facebook che Carmen Hernàndez, "iniziatrice" (co-fondatrice) del Cammino Neocatecumenale, è in condizioni di salute particolarmente difficili e che potrebbe presto presentarsi al giudizio del Creatore.

Riportiamo qui questo messaggio ricevuto sul blog, che vale la pena condividere:
per il bene dell'anima di carmen ... speriamo che in punto di morte si converta alla vera fede cattolica rinnegando gli errori che ha insegnato insieme a kiko x una vita intera....altrimenti altro che 'cielo'!!!!!

non fatela santa solo perchè sta morendo!!!!
Soltanto Dio può conoscere cosa ha avuto in cuore Carmen lungo tutta la sua vita. Ma questo non significa che dobbiamo fare a gara ad applicare il galateo del buonismo solo a causa del suo stato di salute e del probabile imminente trapasso.

Infatti siamo seriamente preoccupati per la sorte della sua anima perché lei è stata complice nell'insegnare gli errori e gli strafalcioni che fondano il Cammino Neocatecumenale. Errori e strafalcioni fin troppo documentati, al punto che per difenderli non ci sono altri metodi oltre ad inganni e menzogne. Errori e strafalcioni che hanno avuto conseguenze drammatiche per tantissime anime, sia dal punto di vista spirituale che materiale: infatti da una fede inquinata non possono non nascere ingiustizie, oppressioni, sofferenze. C'è un vero popolo di ex-neocatecumenali il cui dolore è noto non solo a Dio, ma anche a coloro che hanno una conoscenza non superficiale del Cammino.

Il Signore concede a tutti la possibilità di ravvedersi, fino all'ultimo respiro della vita terrena. Possibilità troppe volte sprecata e deliberatamente ignorata. Solo i santi, a furia di calpestare per una vita intera il proprio orgoglio e i propri errori, possono affrontare la propria morte con lieto timor di Dio piuttosto che con la sacrosanta paura di dannarsi o addirittura con la tragica spavalderia ostentata da chi autonomamente stabilisce di aver vissuto "bene" (come il fariseo al Tempio).

Di fronte al Signore non si può mica obiettare: "abbiamo lo Statuto! siamo approvati! i papi ci lodano! i cardinali ci applaudono! abbiamo cento seminari! paghiamo la decima! ubbidiamo ai catechisti! facciamo l'ambientale!..."

Gli autonominati "iniziatori" del Cammino Neocatecumenale
danno il (pessimo) esempio della "comunione seduti"

Affresco in una parrocchia della Campania

mercoledì 26 novembre 2014

"Suonava la chitarra col pane consacrato in mano"

Ero arrivata al punto di non sopportare l'Eucarestia neocat. Continuavo a frequentare la liturgia della Parola, ma non riuscivo più ad andare al sabato sera. Fin la Messa più sciatta in una qualsiasi parrocchia mi attirava di più.

Non si può descrivere la povertà spirituale, la piattezza, la sciatteria dei partecipanti delle liturgie del Cammino Neocatecumenale. Qualche volta, se mi invitano e devo partecipare, ritrovo lo stesso senso di estraneità tra me e quello che la liturgia dovrebbe offrirmi.

Praticamente ho fatto un cammino alla rovescia, all'inizio ero convinta di vivere celebrazioni intense e più spirituali solo perchè c'era molta partecipazione emozionale.

Poi, una volta scoperto che Dio sta nella brezza leggera di Elia, e non nella prolissità e confusione rumorosa dei neocat, ho cominciato ad amare la partecipazione silenziosa ai vari momenti della Messa, la libertà dell'incontro personale con il Signore senza mediazioni umane di ammonizioni vuote e noiose, come se Dio avesse bisogno di essere introdotto dalle molte chiacchiere nelle ammonizioni/ambientali.

Papà, dai, a che aspetti? Mangia!
La distribuzione neocatecumenale dell'Eucarestia mi mette in difficoltà, soprattutto l'alzarsi e subito sedersi, il sistemarsi il vestito mentre ci si siede, sempre con il Corpo di Cristo sulla mano...

Poi c'è la schizofrenia dei canti per cui al calice deve salire il livello emozionale e si canta urlando e battendo le mani.

E' una cerimonia che ha molto di pagano, serve a esaltare, ad eccitare il sistema nervoso. Forse è meglio andare in discoteca....
(da: Michela)


Condivido dal profondo del cuore ciò che dice Michela. L'eucaristia secondo il 'rito neocatecumenale' non lascia spazio per il rapporto personale con Cristo e per l'adorazione, circondata com'è dal baccano e dalla confusione piena di emotività.

Frammenti di Eucarestia
reperiti nell'aspirapolvere
dopo una celebrazione neocat
Non mi è mai piaciuto che i frammenti del pane azzimo venissero con trascuratezza fatti cadere.

Ricordo addirittura che il mio capo-responsabile, per la frenesia di fare un canto subentrando ad altri cantori, suonava la chitarra con il pane consacrato in mano. Più di una volta me lo facevo dare e lo tenevo per lui.

Sia ben chiaro, non faccio nessun giudizio su chi partecipa all'eucaristia neocatecumenale, ma dal momento che sono proprio loro a voler dare tanta importanza ai 'segni'...ebbene, il trattare il Pane consacrato con tanta irriverenza e trascuratezza porta a mettere in dubbio, nei segni concreti e nei fatti, la reale presenza di Gesù.

Liturgia neocatecumenale:
notate la faccia del suonatore di bongo
e dei cristiani "adulti" nella fede...
Dàgli oggi, dàgli il prossimo sabato...la concezione protestante della presenza solo spirituale o del significato simbolico della comunione, diventa una realtà.

Vi siete mai chiesti perché è così importante per Kiko che rimaniate seduti? Guardando queste foto si capisce perché e dove in realtà voglia arrivare.
(da: Valentina)

lunedì 24 novembre 2014

L'impegno di un laico contro l'eresia neocatecumenale

Fate largo! arrivano i kikos!
A proposito del Cammino Neocatecumenale, Marco ci scrive:

Speravo in tutti quegli anni di sbagliarmi, volevo credere che le cose fossero fatte per il bene della Chiesa... mi sono sbagliato, in compenso sto riuscendo a non far fare altre "catechesi" neocatecumenali, sia nella mia parrocchia che in altre dove i cosiddetti "catechisti" si presentano come angeli inviati dalla Chiesa ma quando mi presento ai primi due incontri dove metto in guardia le persone che vengono invitate all'ascolto delle "catechesi" di Kiko, e svergogno gli autonominati "angeli", la gente lascia la sala e non torna, intanto sto preparando un vademecum per i sacerdoti che potrebbero essere visitati da catechisti che vogliono insediare la chiesa di Kiko, in questo modo sapranno che per quei cosiddetti "catechisti" il sacerdote che non fa il cammino equivale a un optional.



Una risposta data da Marco ad un neocatecumenale sotto mentite spoglie:

Quando affermi che il cammino segue la VERA Chiesa di Cristo ti metti un gradino sopra gli altri come fanno tutti i neocatecumenali. Quando andai alle cosiddette "catechesi" neocatecumenali la prima volta, la mia fidanzata ne restò entusiata e piacevolmente colpita, per lei era tutto nuovo, e il fatto che fosse presente il parroco dava al tutto una parvenza di verità sembrava che i cosiddetti "catechisti" NC fossero lì su invito del parroco.

E questa sarebbe... liturgia?
Io dall'età di 14 anni ero vissuto all'ombra del campanile; all'epoca ne avevo 28. Quando un mio fratello mi invitò a questi incontri, la prima impressione dei cosiddetti "catechisti" del Cammino fu che erano delle persone spocchiose, piene di sé, che guardavano il nostro parroco come una nullità ignorante, e che loro portavano la verità.

Vidi come presentando le "catechesi" evitavano il confronto con domande scomode, arrivavano sempre con qualche minuto di ritardo in modo da trovarci già tutti dentro la sala e al termine scappavano come avessero il fuoco al sedere. Solo durante la prima agape potei fare le mie domande ma con nessuna risposta - solo ridolini e frasi tipo fìdati del Signore avrai le risposte più avanti, tu sei come un bambino adesso devi bere il latte più in là mangerai i panini perchè adesso non hai i denti...

Il fatto è che io non ho mai anelato a un nuovo battesimo, quello che ho ricevuto è sacro e inviolabile come la mia cresima che ha confermato quel battesimo. Ho sempre visto il CNC come un nemico della Chiesa e ci sono stato dentro proprio perché un nemico lo combatti meglio standogli di fianco e conoscendolo. Ti ricordo che nel cammino dicono sempre che i neocatecumenali non possono interpretare le sacre Scritture, che è solo della Chiesa il diritto di farlo, mentre Kiko è il primo che non solo interpreta ma lo fa seguendo le ideologie di persone che contrastavano la Chiesa e la fede.

Tutti i cosiddetti "catechsti" neocat interpretano le letture della liturgia, e al pari di Kiko non sono mai in sintonia con l'interpretazione della Chiesa. Liturgicamente poi è ancora peggio, per la chiesa l'Eucarestia è il sacrificio di Cristo, per i NC è una sorta di festa con ballo finale. Simboli come i candelabri a 9 braccia non fanno parte della chiesa. Oppure vogliamo andare a prendere qualche tipica affermazione di Kiko? Per esempio: riguardo il tabernacolo Kiko disse che se Cristo voleva stare in un tabernacolo sarebbe morto dentro una roccia, ed è per quello che nelle chiese ditette da neocatecumenali non c'è il tabernacolo con il Santissimo all'interno, lo mettono più lontano possibile, più nascosto possibile, lo toglierebbero completamente se fosse per loro!... Non parliamo poi dell'ILLUMINAZIONE KIKIANA: Kiko ha ideato il "tabernacolo a due piazze" (per mettere dentro contemporaneamente Bibbia e Corpo di Cristo), da far obbligatoriamente installare nelle chiese neocatecumenalizzate, al costo di 15.000 euro!

Autoritratto di Kiko Argüello
su cui i neocat devono pregare
Un giorno ti "sveglierai" anche tu, sperando che il lavaggio del cervello non sia ormai a livello talmente alto da impedirne il salvataggio. Tu sei nella categoria "ignoranti", nel senso che ignori quelle che sono le direttive della Chiesa, come ignori il fatto che Kiko muove un business tenuto su dalle comunità per suo arricchimento. Ti do un esempio: 12mila euro per dei fogli di carton gesso con disegni di Kiko realizati da pittori gratuitamente, costo effettivo 2000 euro (parlo di pittura su cartongesso, comprese le altre spese vive di chi ci ha lavorato esageriamo e mettiamo altri 4000 euro)... e il resto dei 12.000, ovviamente, è andato a Kiko.

E poi tutti gli orpelli e arredi delle liturgie di ogni comunità sono spese di svariate migliaia di euro... croci a stilo, coppe, piatti, leggii, copri leggii, tovaglie, icone (per ogni convivenza regionale le icone sono dai 6 agli 8 metri, per due), le icone per le liturgie, senza contare copri bibbie, portachiavi, strumenti firmati Kiko con disegni di Kiko, ecc. ecc.

Tu ignori cosa dicono le Scritture perché non conosci quello che dice la Chiesa: tu sai solo quello che dice Kiko. Siccome ti reputi molto sveglio, prendi la lettura di Zaccheo, rileggiti quello che dice Kiko di questa lettura, poi vai da un parroco non del Cammino e fattela spiegare. Così forse capirai quello che ti sto dicendo. Oppure quella del sicomoro. Appena hai fatto questa piccola ricerca portami le tue impressioni.

sabato 22 novembre 2014

Questionario: sei in un cammino o in un culto?

Il termine americano "cult" indica ciò che in italiano chiamiamo "setta", ma con contorni religiosi. In questa pagina tradurremo letteralmente con "culto".

Lo scopo del Questionario qui sotto è di risvegliare le coscienze e di far notare come il Cammino Neocatecumenale porti i fratelli di comunità sempre più lontano dalla Chiesa cattolica.


Il Tripode neocatecumenale
Questo Questionario, elaborato da esperti (anche psicologi e sociologi) in materia, permette di evidenziare le "caratteristiche comuni" a tutti i culti con effetti negativi sul comportamento, sulla libertà e sulla psicologia della persona.

Non intende circoscriversi, badate bene, ad un unico gruppo, né intende riferirsi alla religione in quanto tale, anzi, al contrario questo Questionario intende proprio salvaguardare la religione stessa da quei gruppi che al suo interno ne stravolgono sovente i veri fini e l'autentico insegnamento, tutelandone la serietà.

Infatti, questo Questionario non è applicabile ai cosiddetti "monasteri o comunità religiose" specialmente secolari, nelle quali è implicito che esista una certa disciplina, detta Regola, accettata liberamente come stile di vita comune insieme e dove il concetto di famiglia non si sviluppa con dei bambini da crescere, ma tra persone adulte il cui libero arbitrio si autoregola ed alimenta proprio attraverso la Regola e le Costituzioni già collaudate nel tempo, approvate dalla Gerarchia Cattolica, rese pubbliche e quindi a conoscenza di chiunque.

In sostanza queste domande e risposte faranno luce sul gruppo laicale a cui appartenete, indipendentemente dalla religione, ossia, non si vuole giudicare alcuna religione che tale si rispetti con questo termine, ma sondare il terreno su dove vi trovate.

Rispondete sinceramente e francamente alle domande: non avete motivo di sentirvi in colpa a farlo perché queste domande possono aiutarvi a capire chi siete, quanta padronanza avete del vostro libero arbitrio e come stare meglio, ma è importante rispondere con tutta onestà con un si o con un no evitando ogni tipo di giustificazione.

1. Nel tuo gruppo vengono scoraggiati i dubbi, le critiche o le idee che non sono in sintonia con il sistema di elaborazione al suo interno?

2. Tendi a razionalizzare (o a giustificare) tutto ciò che viene fatto dal tuo gruppo, anche quando sei consapevole che questo va contro il tuo "sesto senso" di ciò che è giusto e sbagliato?

3. Ti senti spesso esausto per la lunghezza delle attività, incontri e progetti del gruppo?

4. Il tuo gruppo utilizza un linguaggio speciale, ricco di neologismi e di termini generalmente incomprensibili agli esterni?

5. I dubbi esposti vengono considerati una mancanza di fede, di consacrazione, di impegno o quale mancanza di lealtà verso il gruppo? In sostanza: i tuoi pensieri (naturalmente non contrari alla retta fede, ma non in linea con la programmazione del gruppo) sono diventati qualcosa da combattere/reprimere/condannare?

6. Riesci a vivere il culto al di fuori della programmazione del gruppo, ossia: preghi di tua spontanea volontà o solo quando è previsto dal programma del gruppo?

Preghi di tua spontanea volontà o solo quando
è previsto dal programma del gruppo?
7. Ti ritrovi spesso a fare sempre più cose nel gruppo che non avresti fatto di tua iniziativa?

8. Il tuo gruppo umilia o critica pubblicamente i suoi membri?

9. Il tuo gruppo possiede un sistema di punizioni o di premi per il comportamento dei suoi membri?

10. Il tuo gruppo ritiene ossessivamente di essere perseguitato da altri gruppi o da persone che hanno altre convinzioni?

11. La prospettiva di abbandonare il tuo gruppo ti spaventa o ti sembra molto difficile da attuare?

12. Senti il bisogno, qualche volta e in crescendo, di lasciare di nascosto il tuo gruppo?

13. Ti è stato detto (o pensi) che se abbandoni il gruppo ti accadrà sicuramente qualcosa di brutto?

14. Il tuo gruppo filtra l'informazione e le comunicazione esterne? Ritiene di essere "il solo" ad avere la soluzione a tutti i tuoi problemi?

15. Le idee o il sistema di credenze del leader viene considerato al di sopra di ogni critica, ritenuto di carattere sacro o intoccabile?

16. Segui un particolare individuo, del tuo gruppo, che esige ubbidienza e lealtà cieca ed assoluta?
 
Segui un particolare individuo
che esige ubbidienza assoluta?
17. I membri del tuo gruppo si considerano particolarmente eletti, superiori o un'élite esclusiva?

18. Senti il bisogno di salvare o convertire altri al tuo sistema di gruppo e metodo?

19. Il tuo gruppo mantiene la segretezza verso gli estranei sulle sue opere, insegnamenti, attività o credenze?

20. Il tuo gruppo associa la purezza e la bontà all'essere membri del gruppo, e l'impurità o il male a coloro che si pongono al di fuori del gruppo?

21. Poni la missione o le attività del tuo gruppo al di sopra dei tuoi obiettivi ed ideali personali? Gli interessi del gruppo hanno la precedenza sui tuoi interessi?

22. Ti scopri a ragionare in termini di noi-loro, noi-contro gli altri esterni al gruppo?

Il tuo gruppo usa svelare confessioni
private nelle testimonianze pubbliche?
23. Vedi sempre meno i membri della tua famiglia ed amici che non appartengono al tuo gruppo o che non accettano di condividerlo?

24. Da che sei entrato nel gruppo i tuoi rapporti con parenti e familiari che non ne fanno parte sono radicalmente cambiati?

25. Se sei coniugato/a il tuo coniuge è stato spinto in qualche modo ad entrare nel gruppo?

26. Esiste fra i coniugi la libertà di non aderire al gruppo? se è sì, l'armonia familiare ne risente? I figli sono lasciati liberi di scegliere?

27. Il tuo gruppo usa frequentemente per le testimonianze pubbliche svelare confessioni private per rafforzare la missione o gli obiettivi privati del gruppo?

28. La comunicazione (le amicizie) all'interno e dall'esterno del tuo gruppo viene controllata o censurata in qualche maniera?

29. Il tuo gruppo critica, emargina, abbandona o disprezza gli individui che decidono di abbandonare il gruppo?

30. Le confessioni, i difetti o le debolezze dei singoli vengono usate pubblicamente nel gruppo come monito disciplinare?

Avverti una pressione a dare una parte dei tuoi guadagni al gruppo?
31. I membri, quando devono fare scelte di vita personali, cercano forse di avere prima il permesso o l'approvazione dei leader del gruppo? In questo caso in vista anche di un fidanzamento o matrimonio vi sentite pilotati dal gruppo a riguardo della scelta del partner?

32. Avverti una forte pressione a partecipare sempre agli incontri, adunanze, lezioni e seminari del gruppo e ti senti colpevole se non vi partecipi?

33. Avverti una pressione a dare una parte dei tuoi guadagni al gruppo o di spendere denaro in corsi, libri o progetti speciali?

34. I bisogni finanziari del gruppo vengono ritenuti più importanti del tuo proprio benessere economico, anche a riguardo delle necessità dei figli?

35. Il tuo gruppo opera discriminazioni contro qualcuno per quanto riguarda la diversità, o altri gruppi legati alla fede ma non del tuo giro?

36. Il tuo gruppo possiede una struttura totalitaria, ossia: uno stretto controllo gerarchico a causa del quale i membri non possono avere iniziative?

37. Ti domandi a volte se ti sei lasciato coinvolgere in un gruppo restrittivo?

38. Hai una bassa o scarsa stima di te stesso, ossia: avverti una perdita di identità perché l'hai fusa con il gruppo?

Avverti un senso di supina incensazione verso il gruppo
o verso coloro che ne detengono la leadership?
39. Hai difficoltà a prendere delle semplici decisioni e fare delle scelte importanti anche quelle che riguardano il concepimento dei figli? In sostanza questa domanda vi chiede se siete controllati dal gruppo a riguardo dei numeri dei figli imposti; se siete costretti ad abortire, ma anche se siete costretti a farne secondo la volontà del gruppo. Ricordati che ogni gravidanza è un dono e non una imposizione.

40. Ti senti spesso ansioso/a, depresso, inquieto o nervoso?

41. Ti senti isolato/a, solo/a, colpevole, cinico specialmente verso chi non fa parte del tuo gruppo?

42. Hai difficoltà di memoria a breve termine?

43. Ti sembra di non avere nulla in cui credere, o da condividere, al di fuori del gruppo?

44. Avverti qualche volta del disagio ed insofferenza verso il gruppo o verso coloro che ne detengono la leadership?

45. Avverti qualche volta un senso di supina incensazione verso il gruppo o coloro che ne detengono la leadership, fino a non poter fare a meno di loro?

46. Hai qualche volta degli incubi o sogni spiacevoli?

47. Trovi difficile o impossibile smettere di compiere le pratiche mentali o rituali del gruppo?

48. Hai mai visto se nel tuo gruppo fioriscono idee o iniziative (buone naturalmente) che poi avete potuto realizzare liberamente?

49. Nel tuo gruppo vi sentite liberi di poter fare qualcosa che non era prevista nel programma abitudinale degli incontri?

50. Le vacanze o i giorni festivi come le Domeniche, sono sempre associati esclusivamente al programma e attività del gruppo? La vostra famiglia è libera di trascorrere la festività religiosamente in modo indipendente?


Nel tuo gruppo vi sentite liberi di fare qualcosa di non previsto nel programma?