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domenica 12 dicembre 2021

Kiko il poverello sbarca nel Bahrein

"C’era una volta Francesco d’Assisi, il poverello. Pieno di zelo per il Vangelo andava a piedi predicando dovunque. È andato anche in crociata, così racconta Tommaso da Celano. C’è andato a modo suo. Voleva annunciare l’amore di Dio al sultano per poi essere ucciso. Voleva morire martire, come a tanti dei suoi è capitato. È successo che è davvero riuscito a parlare col sultano, gli ha annunciato Gesù morto e risorto, ma è anche successo che non è morto martire. Anzi, è stato accolto con benevolenza.
A ottocento anni di distanza questa volta è un re, il re del Bahrain Hamad bin Isa al Khalifa, che ha offerto al vicario apostolico del Nord Arabia, il santo arcivescovo Camilo Ballin nel frattempo passato al Padre, 9.000 mq di terreno per la costruzione di una chiesa. Il fatto non risulta essere usuale. Per la progettazione della cattedrale Nostra Signora d’Arabia e dell’attiguo episcopio, Ballin ha bandito un concorso internazionale. Nel 2014 è risultato vincitore il gruppo di architetti guidato da Mattia del Prete. Del Prete è da decenni il più stretto collaboratore di Francisco Arguello Wirtz (un altro Francesco, guarda caso), coiniziatore con Carmen Hernandez del Cammino Neocatecumenale. Personaggio fuori del comune, Kiko. Anche lui ha scelto di essere povero ed è andato a vivere fra gli ultimi nelle baracche di Madrid."

Questo l'esordio dell'articolo di Angela Pellicciari su Il Foglio. Fra san Francesco, il poverello di Assisi che va a convertire il Sultano desiderando il martirio e Francisco (Kiko) Argüello che passò qualche settimana tra gli zingari di Madrid e il resto della vita servito e spesato, tra viaggi in Jet e servizio in casa da 'maggiordomi' privati che sbarca nel ricchissimo Bahrein per costruire una controversa cattedrale nel deserto, ci sembra che le analogie si fermino al nome di battesimo.


Ancor più sfuma la figura semplice ed austera di san Francesco nel prosieguo dell'articolo, nascosta da un profluvio di marmi lussuosi e d'oro zecchino:

"L’architetto Del Prete e il suo team si sono avvalsi della consulenza artistica di Kiko Arguello e hanno realizzato una pregevole sintesi delle più belle novità elaborate nel corso degli anni dalla Nuova Estetica del Cammino: una grande cupola dorata che fa presente il cielo, la corona misterica in cui fogli di “Pan d’oro zecchino” circondano i dipinti e li uniscono in una striscia ininterrotta di luce, l’uso di un nuovo tipo di vetrate moderne, simboliche, con tratti geometrici, l’altare centrale, i rivestimenti in marmo esterni ed interni realizzati in travertino paglierino romano, pietra serena, Giallo Siena, Rosso Verona, marmo di Carrara. Tutti gli arredi in legno e in marmo sono stati realizzati da aziende italiane."


Richiama alla memoria la reazione giustamente scandalizzata dei Piccoli Fratelli nel veder associare la figura di Charles de Foucauld al lussuoso mostro edilizio costruito sul lago di Genezaret per celebrare la 'nueva estetica' kikiana e non certo nello spirito del prossimo santo fratel Carlo di Gesù, per il quale lo "stile di Nazaret" non era certo collegabile alle ricche fondazioni del Cammino neocatecumenale o alla sua ipocrita aspirazione alla 'precarietà'. ma era basato sulla preghiera, sul silenzio, sul lavoro manuale e l'assistenza ai poveri.

Conoscendo poi la tronfia vanità di Kiko Argüello, ancor più orrore fa il paragone con san Francesco o con il beato de Foucauld.
Proprio a riguardo della sua corona misterica, eseguita 'copia-incolla' in tutte le chiese kikizzate e che naturalmente è stata installata anche in bella vista all'interno della nuova cattedrale nel deserto, ricordiamo per esempio quando dichiarò:


"Ho dato vigore alla iconografia orientale, facendo con questo grande dipinto un ponte tra l'arte dell'Oriente e quella occidentale. Speriamo che lo possa inaugurare il Santo Padre. (…) è un evento importantissimo. Vedete Dio ha fatto sì che IO sia un artista per voi. (IO) Devo essere umile per accettare di essere un artista, questo dipinto è un fatto importantissimo, qui porteranno gli alunni delle scuole. l ragazzini che lo vedranno non lo dimenticheranno per tutta la loro vita, mai. Questo è un dipinto che parla all'anima. In occidente non abbiamo immagini che parlino all'anima e che riflettano la nostra fede. Ci sono alcune sculture barocche che si usano nelle processioni, ma poco; (IO) ho fatto delle conferenze sul Rinascimento..."

Unica concessione all'arte vera, non alla nuova estetica neocatecumenale, è la croce absidale, oppressa dall'enorme Cristo/Kiko pantocrator, che è quella meravigliosa di San Damiano.

Conversione di san Francesco

E, a proposito di iconografia, c'è pure un piccolo giallo.

La cattedrale è intitolata alla Madonna, detta appunto Nostra Signora d'Arabia, ma la sua immagine dov'è?

Un articolo del 23 novembre 2021 titolava: 'Il sogno del vescovo Camillo Ballin (vicario apostolico in Kuwait, Arabia Saudita, Bahrein e Qatar e deceduto nel 2020) continua, e a settembre è arrivata la statua di Nostra Signora di Arabia che andrà al centro dell’altare'.

Ma il giorno dell'inaugurazione, al centro dell'altare, l'effige della Nostra Signora non c'era. Nè in centro, nè a lato. Ipotizziamo che il sogno del Vescovo Ballin sia finito in una delle cappelle laterali, mentre tutti gli onori e i riflettori del giorno dell'inaugurazione (e dei successivi) vanno alla corona misterica di Kiko.

Tra le cappelle laterali, notate la 1.11 dedicata ai confessionali (*)
 

Certo, la Madonna in trono con Bambino benedicente, non fa parte della Nueva Estetica che non tiene assai conto della devozione alla Madre di Dio, e così la Padrona di Casa, raffigurata come morta nella rappresentazione della corona misterica del super artista iberico, è stata molto opportunamente tolta di mezzo ed esiliata.

Pio XII sosta in preghiera davanti
a Nostra Signora d'Arabia
 

Preferiamo poi non parlare dei sacerdoti, durante la solenne Messa di inaugurazione, costretti a fare la "zuppetta" nei calici con il Corpo di Cristo in forma di focaccia così come comandano Carmen e Kiko: chi lo spezzava in due parti e se lo cacciava in bocca, chi si puliva le mani sull'altare... una scena penosa e dolorosa, che avrebbe fatto balzare in piedi san Francesco, il beato Foucauld e tutti i santi. Con buona pace delle nuove estetiche e dei vecchi ma sempre verdi sacrilegi.

La cappella del Santissimo Sacramento

(*) “Così arriviamo al Concilio di Trento e dal XVI° al XX° secolo tutto rimane bloccato. Appaiono i confessionali, queste casette sono molto recenti. La necessità del confessionale nasce quando si comincia a generalizzare la forma della confessione privata, medicinale e di devozione portata dai monaci. Non ridete perché l’abbiamo vissuto anche noi. La confessione come mezzo di santificazione personale, così come la direzione spirituale, tutto fa parte del cammino della perfezione. Chi mette confessionali dappertutto è San Carlo Borromeo. Con dettagli che riguardano anche la grata, ecc…Adesso comprendete che molte delle cose che diceva Lutero avevano un fondamento” (Orientamenti all’equipe di catechisti per la fase di conversione, p. 174).

giovedì 15 dicembre 2016

La controversa cattedrale di Kiko, una ricetta per un disastro

La nuova cattedrale “cattolica” (in realtà kikianain costruzione nel Vicariato dell’Arabia Settentrionale nel bel mezzo della crescente violenza settaria del Bahrein, diventerà un grosso obiettivo per i gruppi estremisti della regione? O, ed è più importante, la Chiesa Cattolica in Arabia Settentrionale sarà ricordata più per la sua cattedrale che per la sua carità?

Il progetto non è esente da significative controversie, per stessa ammissione del vescovo Ballin, che, nella propria lettera pastorale datata 22/11/2015, scrive alla maniera neocatecumenale:
“Voglio infine ringraziare in special modo coloro che sono contro questo progetto e diffondono false informazioni su di esso e sulla mia persona. Li ringrazio perché il loro comportamento conferma che il nostro progetto viene da Dio. Quando Dio vuole fare qualcosa sempre invia lungo il percorso molte prove e sofferenze perché vuol farci capire che quel progetto viene da Lui e non da noi, così che la gloria possa andare solo a Lui e non a noi. Grazie, fratelli e sorelle, per avermi rivelato, attraverso i vostri giudizi negativi e persino calunnie, che ciò che facciamo è opera di Dio. Dio vi benedica.”
I membri del Cammino Neocatecumenale, come il Vescovo Ballin, tipicamente scambiano le critiche degli altri Cattolici per “calunnie”, ma in questo caso, non si ritrova nessuna critica pubblica da parte del gregge cattolico. Le critiche piovono invece da associazioni dei diritti umani e cittadini del Bahrein, preoccupati dalle tensioni fra sunniti e sciiti. Il motivo di preoccupazione per i cattolici viene soprattutto dal fatto che i neocatecumenali sono tutt'altro che dei campioni del buon senso cristiano.

Di seguito una breve rassegna stampa sugli aspetti politici:

L’opposizione in Bahrein chiede al Papa di fermare la costruzione di una chiesa su un terreno “rubato”, Middle East Eye, 19 ottobre 2014:
Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto a Papa Francesco di cancellare il progetto per la costruzione di un complesso religioso in Bahrein, nel timore che sarebbe impiegato suolo pubblico acquistato, a quanto pare, dalla famiglia reale attraverso l’uso di un fondo investimenti segreto. La nuova cattedrale sarà costruita ad Awali, nel Bahrein centrale, su un terreno che i gruppi di opposizione nel Paese – inclusi Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain (ADHRB) e Bahrain Institute for Rights and Democracy (BIRD) – sostengono essere stata sottratta al bene pubblico… “Vogliamo sollecitare Papa Francesco a riconsiderare la decisione di stabilire una chiesa su una terra che potrebbe essere stata rubata per arricchire l’élite dominante”, ha detto Husain Abdulla, Direttore Esecutivo di ADHRB.

Esempio di vescovo neocatecumenale:
le copertine delle sue pubblicazioni
sono illustrate con sgorbi di Kiko
Plan for Catholic church makes waves in Bahrain, AP, 3 settembre 2012:
Si supponeva che la costruzione della più grande chiesa Cattolica Romana di tutto il Golfo Persico fosse una possibilità per la piccola isola del regno del Bahrein di mostrare le proprie tradizioni di tolleranza religiosa in una regione islamica conservatrice dove le chiese operano per lo più sotto pesanti limitazioni. Invece, la chiesa progettata — intesa ad essere il centro principale per i cattolici della regione — è diventata un altro punto di tensione in un paese già stressato da battaglie settarie fra le comunità islamiche sciite e sunnite. I chierici sunniti più intransigenti si sono fortemente opposti alla costruzione del complesso della chiesa, in un raro gesto di sfida aperta al re sunnita del paese. Più di 70 chierici hanno firmato una petizione la scorsa settimana…

Plans to Build Largest Church in Gulf Continue Despite Protests, Terrasanta.net, 27 settembre 2012
La costruzione della più grande chiesa cattolica del Golfo sta continuando anche a fronte delle proteste dei sunniti più intransigenti del Bahrein. Tra i gruppi sunniti più radicali gli animi si sono accesi parecchio all'inizio di questo mese in opposizione ai progetti di costruire il grosso complesso della chiesa. In un raro gesto di sfida al re sunnita del paese, più di 70 chierici sunniti hanno firmato una petizione affermando che è vietato costruire chese nella Penisola Araba, luogo di nascita dell'Islam. Stando all'Associated Press, un prominente chierico sunnita, Sheik Adel Hassan al-Hamad, ha detto durante un sermone che non c'è alcuna giustificazione a costruire altre chiese in Bahrein. Il governo, in risposta, ha trasferito tale sceicco in un altro distretto, alimentando un'ondata di proteste che ha costretto più tardi il governo ad annullare l'ordine. L'inizio dei lavori nel nuovo complesso, che sarà delle dimensioni di un grande centro di shopping, sono iniziati la scorsa estate [2012]. Posizionata ad Awali, a sud della capitale del Bahrein, Manama, diventerà il nuovo quartier generale del Vicariato dell'Arabia Settentrionale, guidato dal vescovo Camillo Ballin. Lui e il suo staff, responsabili della cura pastorale di oltre due milioni di cattolici, si trasferiranno dalla loro sede attuale in Kuwait nella nuova sede in Bahrein. Gli analisti dicono che il progetto della chiesa non è giunto nel momento migliore, visto che la nazione sta ancora avendo problemi con le divisioni settarie fra la sua minoranza sunnita di governo e il 70 per cento di popolazione che invece è sciita.
Alcune notizie recenti sulla violenza settaria in Bahrein:

Joe Biden calls king of Bahrain to raise ‘strong concerns’ amid violence, The Guardian, 2 luglio 2016
La Casa Bianca ha detto venerdì che il vicepresidente Joe Biden ha telefonato ad Hamad bin Isa al-Khalifa, re del Bahrein, per esprimere “forti preoccupazioni” in riferimento alla crisi politica nel regno sito nella piccola isola che minaccia di chiudere i suoi rapporti con gli USA, l'Arabia Saudita e altri stati del Golfo. Nella telefonata Biden e il re hanno parlato dei “recenti sviluppi negativi nel Bahrein e delle loro implicazioni nel contesto regionale”. Giovedì c'era stata un'esplosione a Manama, capitale del Bahrein, che ha ucciso una donna e ferito i suoi tre bambini. Il giorno successivo la polizia ha confermato trattarsi di un “attentato terrorista” nel villaggio di Eker, avviando un'indagine. Nel Bahrein la violenza è cresciuta quando la monarchia sunnita ha stroncato il dissenso tra le fazioni della maggioranza della popolazione sciita. Le recenti esplosioni sono state attribuite a gruppi di opposizione radicali sciiti, che erano stati per gran parte ridotti alla clandestinità dopo il fallimento delle proteste nel 2011.

Bahrain’s Sunni Rulers Revoke Citizenship of Top Shiite Cleric, New York Times, 20 giugno 2016:
Lunedì il re sunnita del Bahrein, in un giro di vite contro l'opposizione politica, ha dichiarato di aver revocato la cittadinanza di un alto chierico sciita considerato la voce spirituale della maggioranza sciita del paese. Gli attivisti per i diritti umani e altri critici hanno detto che l'azione contro l'ayatollah sheikh Isa Qassim porterà probabilmente ulteriori divisioni nel Bahrein, un piccolo regno nel Golfo Persico che è anche base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, oltre che importante alleato americano. Il Bahrein è stato periodicamente agitato da proteste che invocavano più democrazia fin dalle "primavere arabe" di cinque anni fa, mentre le sue forze dell'ordine hanno una reputazione di uso eccessivo della forza. L'ayatollah Qassim è sempre stato critico nei confronti dei metodi usati dal governo.

Discrimination in Bahrain: The Unwritten Law, Bahrain Center for Human Rights, 16 ottobre 2003:
Anche se gli sciiti costituiscono circa il 70% della popolazione, la percentuale di loro che hanno un incarico governativo importante è bassa se non addirittura inesistente, cosa che riflette la grave discriminazione nei posti pubblici. I seguaci del movimento sciita hanno un mero 18% del totale dei posti importanti indicati nel rapporto. Incarichi critici come il ministero per gli affari esteri e quello per gli interni sono off-limits per gli Sciiti. Infatti, la percentuale reale dei posti occupati dagli sciiti è probabilmente meno di quanto questo rapporto è in grado di concludere.
(nostra traduzione di un articolo

sabato 9 aprile 2016

Mons. Camillo Ballin: "Si vergogni!" (ma non ce l'aveva con don Luis)

Traduzione di una pagina di Chuck White da Thoughtful Catholic.


Recentemente ho inviato un breve messaggio al vescovo cattolico del Vicariato Apostolico dell'Arabia Settentrionale a proposito di un sacerdote di Guam, Luis Camacho. Don Luis è originario dell'isola di Guam e ne è stato allontanato dopo essere stato arrestato dalla Polizia di Guam mentre aveva contatti sessuali con una chierichetta diciassettenne in un'auto in una spiaggia appartata. Al momento di questo incidente, don Luis era parroco di due parrocchie. Ha immediatamente rassegnato le dimissioni e i leader del Cammino Neocatecumenale, un gruppo cattolico settario, lo hanno spedito in fretta e furia lontano dall'isola.

Ma recentemente lo abbiamo ritrovato. Nel Qatar, in Medio Oriente, nell'unica parrocchia del paese a gestire... tenetevi forte... un grande gruppo di giovani cattolici:

Don Luis coi suoi giovani in Qatar.
È quello in nero, a lato del cartello
Sua Eccellenza,
mi corre l'obbligo di fornirle alcune informazioni riguardo fr. Luis Camacho, che è al servizio del Vicariato Apostolico del Nord Arabia, Chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha, Qatar.
Ho appreso recentemente che la pastorale giovanile è una parte significativa del suo incarico.
Fr. Camacho è di Guam, isola che ha lasciato precipitosamente un anno fa dopo essere stato fermato dalla polizia per aver avuto un contatto sessuale con una chierichetta diciassettenne in una spiaggia privata.
Al tempo di questo incidente fr. Camacho, che era pastore di due parrocchie, immediatamente si dimise e lasciò l'isola.
Può consultare qui (link) o su Google, per informazioni sull'incidente.
Spero sinceramente che fr. Camacho trovi guarigione e che il suo ministero sacerdotale sia completamente riconfermato, ma per questo sarà necessario del tempo e richiederà grande trasparenza e prudenza da parte della Chiesa.
Il Signore La benedica
Charles White
Il vescovo Ballin, che afferma di essere il vescovo di don Luis, ha risposto rapidamente al mio messaggio. Mi ha scritto:
Sig. (?) don (?) Charles White,Ho ricevuto la sua e-mail con i link.

Perché diffonde in tutto il mondo cose strettamente personali di don Luis? Ora sono io il suo vescovo; pensa che io non sia al corrente della sua situazione e del motivo per cui lui è qui nel mio Vicariato? Pensa che io sia così imprudente da accettare un prete senza conoscere il suo background personale? Allora perché invia a me e ad altri queste informazioni che sono così parziali? Quale è il suo obiettivo nel farlo? Il bene di don Luis, o della Chiesa? Non è lei l'incaricato a salvare la Chiesa nel mio Vicariato. Si vergogni! Se lei è senza peccato, sia il primo a lanciargli una pietra!

+ Camillo Ballin
Vicario Apostolico dell'Arabia Settentrionale
(Bahrein, Kuwait, Qatar, Saudi Arabia)
Il vescovo Ballin ci dice che il contatto sessuale di don Luis con la ragazza è qualcosa di «strettamente personale di don Luis».

Huh? Questi signori con lo zucchetto paonazzo, quand'è che capiranno?

Gli atti di don Luis hanno devastato entrambe le parrocchie che serviva, e quelle parrocchie stanno ne ancora in qualche modo soffrendo oggi. Ha abusato della posizione di fiducia e di autorità che aveva nella nostra comunità, anzi, ha fatto leva su tale posizione per sfruttare una vulnerabile giovane ragazza.

I potenti leader del Cammino Neocatecumenale hanno rapidamente portato via don Luis da Guam ed eventualmente lo hanno "nascosto" mettendolo nelle mani del loro uomo nel Qatar. Nessuna richiesta di scuse. Nessuna investigazione. Nessuna prudenza. Nessuna vera considerazione del bene delle persone che don Luis servirà.

È un'altra cover-up interna alla Chiesa Cattolica. Ed il vescovo Ballin dice a me «si vergogni»?!?


martedì 14 ottobre 2014

Ogni merito va all'idolo Kiko

Dal sito web ufficiale (qui in copia cache Freezepage) della Nona Canadesi (*) apprendiamo della nuova mastodontica opera di Kiko Argüello e di un architetto neocatecumenale, coppia vincitrice di un concorso internazionale per la realizzazione della sede del nuovo vicariato apostolico del regno del Bahrein (arcipelago grande circa tre volte l'isola d'Elba, ad est dell'Arabia Saudita, con 1,21 milioni di abitanti di cui 235mila stranieri; solo il 10% si professa genericamente cristiano).

"Kiko"? Ma Kiko che c'entra?

Mons. Ballin precisava che il concorso internazionale «è stato vinto da un architetto italiano [Kiko non c'entrava, ma...] che ha realizzato un progetto molto semplice che rappresenta la tenda degli ebrei durante l’esodo. [...] E’ una Chiesa a forma ottagonale [...]»

Chi ha mentito? Mons. Ballin oppure la Nona Martiri Canadesi?


Testo originale della loro pagina (che hanno prontamente cancellato: chissà perché):
Il re del Bahrain, Hamad bin Issa ha portato al Papa una grande scatola rossa lunga circa un metro e mezzo e alta circa 60 centimetri, all'intero della quale c'era il modellino architettonico del futuro vicariato cattolico del Bahrein, in marmo e oro zecchino. Il progetto scelto, dopo una gara internazionale, e' quello NeoCatecumenale dello Spagnolo Kiko Arguello e dell' Architetto Romano Mattia Del Prete.

Roma, 19 Maggio - 28 Agosto 2014


(*) Nota bene: a dispetto del logo spaziale, la Nona Martiri Canadesi non è un team di Formula 1 ma semplicemente la "nona comunità neocatecumenale della parrocchia dei Martiri Canadesi a Roma", la prima parrocchia italiana in cui si installarono Kiko e Carmen nel novembre 1968.