Da una
sbobinatura del 1985 sulla prima “convivenza dei didascali”, o maestri dei bambini del Cammino, svoltasi a Madrid, si evince e si può fare memoria del pensiero kikiano sull’educazione “neocatecumenale” dei bambini. Non ho detto educazione “religiosa”, perché tutto mi pare fuori che quello.
Consiglio la lettura di questa “perla” degli inizi, ma intanto estrapolo alcune affermazioni di Kiko, tanto per far capire.
Facciamo notare che nel 1985 il Cammino esisteva da meno di vent'anni ed era ancora irrilevante sul piano ecclesiale. Allora come oggi la stragrandissima maggioranza delle comunità mondiali era divisa tra Italia e Spagna.
Nel testo vediamo che Kiko anzitutto comincia raccontando frottole:
Kiko: “Io benedico il Signore che sono stato per dieci anni professore in una scuola e ho avuto molto contatto con i ragazzi…”
(è una
menzogna, perché figurarsi se è stato professore 10 anni, se si incistò in Italia appena ventinovenne nel novembre 1968. Avrebbe dovuto fare il professore dal 1958, quando era ancora all’Accademi, senza contare i famosi millantati "anni" passati nelle baracche…).
“voi, come didascali, dovrete a volte lottare con certi atteggiamenti sentimentali dei genitori; in questo senso DOVETE AVERE AUTORITÀ. Voi siete didascali, maestri di bambini e si suppone che se nella comunità, il Signore, vi ha dato una missione, avete un carisma, VI DEVONO RISPETTARE. Se hai qualche problema coi genitori, per questo hai I CATECHISTI, possiamo illuminarti su alcune cose. Perché ci sono sempre genitori che sono un po' nevrotici o che hanno un atteggiamento sentimentale, non possono sopportare che il bambino soffra niente e commettono molti errori.”
(sa lui, che mai ha avuto figli e non è nemmeno pedagogo, come aiutare i genitori, che giudica per i molti errori che commettono. Allo stesso tempo conferisce “autorità” a gente comune, tanto per farla sentire “qualcuno”).
“Rispetto alla gioventù in tutto il mondo ed al putiferio che è scoppiato nei ragazzi, possiamo dire che abbiamo un GRAN SUCCESSO; DI UNO A CENTO, QUASI OTTANTA PER CENTO DI SUCCESSO PIÙ CHE DI FALLIMENTO IN TUTTI GLI ASPETTI. Ciò vuole dire che il Signore ci sta benedicendo su questa linea.”
(quindi se alle catechesi non va più nessuno, è segno di
insuccesso, dovrebbe voler dire che il Signore non sta benedicendo…).
“l'Eucaristia non deve essere divertente per il bambino, perché l'Eucaristia è una cosa molto seria e le cose serie non sono mai divertenti; sanno di sofferenza, sanno di sacrificio.”
(ma se Kiko e Carmen hanno fatto di tutto per rendere l’Eucarestia una FESTA, pure col balletto-girotondo conclusivo!)
“PER CUI LE MESSE CHE FANNO PER I BAMBINI (CON CHITARRA E TUTTO QUEL TRAMBUSTO DI COSE, CHE PARLANO DI LORO E PER CIÒ GLI PARLANO DI TUTTO, E TUTTI SE LA PASSANO MOLTO BENE) È ANTI-PEDAGOGICO SECONDO UNA NOSTRA OPINIONE.”
(ecco qua: parla il pedagogo tuttologo… Ma poi che dice? “le Messe per i bambini, col
TRAMBUSTO, le
CHITARRE e
TUTTI SE LA PASSANO MOLTO BENE”… Non è questa l’esatta immagine delle Eucarestie neocatecumenali? Ma già, Kiko qualcosa doveva dire per denigrare le Messe di parrocchia).
“Non stiamo giudicando, NELLA SITUAZIONE CHE C'È IN QUESTO MOMENTO IN TUTTA L'EUROPA non c'è altro rimedio che farle così, altrimenti, i papà non li porterebbero o non andrebbero con loro ed allora, come un male minore, meglio una Eucareistia così che niente, no?”
(no, no, Kiko non giudica, excusatio non petita… Ma tant’è, con la situazione drammatica nelle parrocchie che il Cammino Neocatecumenale deve salvare…).
“Quindi, queste messe che fanno nelle parrocchie hanno alcune cose positive, per prima cosa che attraverso i bambini vengono anche i genitori, ecc. CIÒ LO SA ANCHE LA CHIESA.”
(“
LORO” fanno, già c’è il “loro” ed il “
NOI”, prima separazione).
“Abbiamo parlato con MONSIGNOR BUGNINI che è stato il creatore di tutto il rituale per bambini e ci diceva esattamente: "La messa non è per i bambini, né per i giovani, né per i domestici, né per i vecchi... la Messa è per il «popolo di Dio»".
(perché, quelli non sono il popolo di Dio? Vorrà mica dare il “cibo solido” a chi dovrebbe bere solo latte? Per inciso, il cardinal massone BUGNINI era il loro primo mentore).
“Indubbiamente a questo si è arrivati perché si suppone che è per gente che non ha fede, o che ha molta poca fede, gente che è molto secolarizzata. MA NON È QUESTA LA NOSTRA SITUAZIONE, dico questo perché ai bambini del Cammino Neocatecumenale che si preparano alla prima comunione NOI FACCIAMO UNA PREPARAZIONE A PARTE.”
(Giudizio: nelle parrocchie la gente “non ha fede”, mentre nel Cammino Neocatecumenale la fede arriva automaticamente: “QUESTA NON È LA NOSTRA SITUAZIONE”, NOI ABBIAMO FEDE. Per questo motivo, “LORO” preparano a parte i bambini per la Prima Comunione, i super-bambini, diversi da quelli poverelli di parrocchia: «facciamo
una preparazione a parte»).
“La parrocchia ha una messa per i bambini che si preparano alla Prima Comunione e vorrebbe che anche i NOSTRI partecipassero a questa messa. Ma noi non siamo d'accordo perché i NOSTRI bambini non vivono assolutamente la situazione degli altri bambini che vengono al catechismo; è completamente differente. SAREBBE COME FARLI PASSARE DA UNA COSA CHE VALE CENTO A UNA COSA CHE VALE VENTI.”
(e qui è follia. I “LORO” bambini non possono passare dal Cammino Neocatecumenale che vale 100 ad una parrocchia che vale 20. Scala di valore e proprio NESSUN GIUDIZIO SUI NON NEOCATECUMENALI! NO NO…)
“allora, senza METTERMI A GIUDICARE PERCHÉ NON C'È ALTRO RIMEDIO CHE FARLO, DATA LA SITUAZIONE DI SECOLARIZZAZIONE DELLE PARROCCHIE, noi crediamo che la cosa più positiva è che i RAGAZZI PARTECIPINO ALLE NOSTRE EUCARISTIE.”
(ma se Kiko ha sempre giudicato finora… i poveri parrocchiani non hanno rimedio… Per dire che? “Togliamo i
NOSTRI figli alla Messa parrocchiale e portiamoli alle
NOSTRE Eucarestie”).
“Abbiamo scoperto che il bambino ti dice che si annoia molto che è molto stanco… ma avendo già visto i programmi televisivi sa a che ora c'è un film e allora ti salta la celebrazione. Sta di fatto che rimangono in casa e non appena i genitori vanno via accendono la TV e vedono i film che non possono vedere.”
(capito come insinua che i bambini mentono per poter vedere film proibiti? Non concede che si annoino e basta a quelle Eucarestie lunghissime e fuori orario. No,
INSINUA la cattiveria dei bambini: guardano film PROIBITI).
“IMMAGINATEVI CHE IN ITALIA CI SONO CENTO CANALI TELEVISIVI E A VOLTE TRASMETTONO PERFINO FILM PORNOGRAFICI.”
(Nel 1985? Sta mentendo agli spagnoli per descrivere una situazione molto più “drammatica” di quella reale, per impaurire quei genitori).
“Ci siamo arrabbiati con molti genitori che, perché il bambino diceva che si annoiava, non lo portavano all'Eucaristia. Il bambino deve comprendere l'importanza dell'Eucaristia e il padre nella sua casa deve mettere una gerarchia di valori: Dio al primo posto e con questo non si scherza!”.
(perché se il bambino va alla Messa parrocchiale non è Eucarestia? Non ne comprende l’importanza se il genitore gliela spiega?).
“Se qualcuno lascia che i figli non vengano all'Eucarestia sta facendo del male ai propri figli, QUESTO È SECONDO QUANTO IL SIGNORE CI STA ISPIRANDO”.
(e se qualcuno li manda all’Eucarestia parrocchiale che male fa al figlio? Già è passato, senza che nemmeno se ne siano accorti, a dire che uno fa il male del figlio “se non lo porta all’Eucarestia neocatecumenale”, mentre il male del figlio è se non viene portato all’Eucarestia, qualunque essa sia, anche parrocchiale. Non può essere “ispirazione del Signore” separare i bambini dalla parrocchia con scuse poco credibili).
“È assurdo che i genitori sabato dopo sabato vadano all'Eucaristia e il bambino rimanga tutto il tempo in casa a vedere la TV e il giorno dopo, la domenica, vada alla Messa dei bambini senza i genitori, ecc.”
(è assurdo? A me pare del tutto normale: il bambino va coi suoi amici del catechismo parrocchiale. Dov’è l’assurdo? Questo si chiama
INDOTTRINAMENTO, senza logica né Spirito, ma a
PRO CAMMINO NEOCATECUMENALE SEPARATO DALLA PARROCCHIA. Così i bambini si possono indottrinare fin da piccoli, isolandoli dagli altri).
“Perché la fede non si vive a livello di bambino, né a livello di giovane, perché allora dovrebbero esserci anche Eucaristie per giovani, per sposati e per anziani. Questo è ciò che si sta seminando inconsciamente, ma non deve essere così.”
(ma i bambini sono un caso a parte, perché sono piccoli, gli adulti sono tutti uguali. Si nota come si fa passare con le parole un messaggio totalmente fuorviante, che nulla c’entra con le “categorizzazioni specialistiche”?).
“Per questo motivo ci fu una reazione della Conferenza Episcopale Italiana a fronte delle Messe dei bambini, perché non era d'accordo; e tutto questo perché la "parzializzazione" nella Pastorale è stata sempre nefasta e negativa”.
(e poi, alle Messe dei bambini… Ci vanno tutti, anche gli adulti, non c’è “parzializzazione”, mica vanno solo bambini! Il discorso è totalmente stravolto e non credo nemmeno a quell'imprecisato riferimento alla Conferenza Episcopale, perché non esistono Messe “solo di bambini”).
“La Pastorale dei giovani, la Pastorale delle donne di servizio, la Pastorale degli operai… si sono create pastorali per le classi sociali e in Francia si sta venendo da questo tipo di pastorale. L'AZIONE CATTOLICA CHE È SPECIALIZZATA È IN CRISI IN TUTTA EUROPA… CHE È ANDATA AI MARGINI DELLA PARROCCHIA, STA MOLTO MALE, la gente è uscita dalla Chiesa e non c'è modo che ritorni alle parrocchie.”
(Falso! L’A.C. esisteva da prima del Cammino Neocatecumenale ed esiste ancora oggi. Ha avuto problemi, specialmente in Spagna, ma non “stava molto male” come insinua lui, sennò spariva, invece è più vetusta del Cammino Neocatecumenale).
“I bambini normalmente non connettono più quando incominciano le esperienze degli adulti, perché alcuni parlano con un linguaggio che loro non capiscono; non lo capiscono perché parlano di cose che noi altri comprendiamo, ma il bambino non lo capisce ed allora ascoltare, seguire, gli costa fatica. Forse ascolto alla prima, ma alla terza risonanza già ascolto difficilmente.”
(ah, allora lo dice anche lui: meglio una Messa parrocchiale per i bambini, sennò non comprendono… inoltre non ci sono nemmeno le risonanze da ascoltare… nemmeno una).
“La cosa ideale è che spontaneamente i ragazzi si alzino e dicano la loro esperienza o ciò che vogliono, come un adulto. Se vedete che gli adulti hanno detto due, tre, quattro esperienze ed i bambini sono silenziosi, è bene allora che il didascalo domandi loro: "vediamo, a te che ti ha detto la Parola?" I bambini devono sapere che cosa il maestro domanda loro”.
(trattare i bambini da adulti, per “coinvolgerli”, renderli “partecipativi”. Questa fissa di Kiko della Messa partecipata travalica il comune buonsenso per dare ai bambini le regole degli adulti. Già vissuta questa esperienza. Le Eucarestie diventano infinite e sempre più pesanti per tutti, con il popolo protagonista e non Dio).
“CHE SIA IL PRESBÌTERO A DOMANDARE, ABBIAMO MOLTA ESPERIENZA IN ITALIA, RISULTATO DI QUESTA ESPERIENZA? COMPLETAMENTE NEGATIVO! PERCHÉ CI SONO PRESBITERI CHE LO SANNO FARE BENE, ED ALTRI MOLTO MALE”
(con questa scusa si toglie al presbitero anche questa funzione. Come se il presbitero non avesse lo Spirito, ma il laico Kiko (e i laici suoi scagnozzi) sì. Questi ultimi sono esenti dal “farlo male”? Ah già, si scelgono persone adatte, in ogni comunità ce ne sono sempre a bizzeffe).
“Gli adulti sono arrivati a protestare perché il presbitero si mette a parlar loro con vocina da bambino, e ad interrogare il bambino e il bambino è lì represso. INSOMMA QUESTO IN ITALIA LO ABBIAMO DOVUTO ELIMINARE. ”.
(molto meglio trattare da adulto un bambino che ha appena fatto la Prima Comunione, fargli fare risonanza, stargli addosso… tutta questa non è REPRESSIONE. Dica pure che lo hanno VOLUTO eliminare, è più veritiero).
“Parlo più dell'Italia perché lì abbiamo masse di bambini… in Italia la Prima Comunione la fanno ai dieci o agli undici anni; l'hanno ritardata moltissimo è questo è una cosa molto grave per i nostri figli perché ci ha obbligati ad introdurli nell'Eucaristia già a 7 o a 8 anni nonostante non abbiano fatto la Prima Comunione. Ci sono anche altri inconvenienti perché i ragazzi che hanno fatto la Prima Comunione protestano per il fatto che siedono assieme ai più piccoli; ma il meglio è nemico del buono; devono accettarlo e nient'altro.”
(insomma hanno fatto come hanno VOLUTO: nelle parrocchie i bambini di 7/8 anni ci vanno eccome alla Messa, non è che LORO li hanno “dovuti introdurre” alle loro Eucarestie, sulla base che dovrebbero andarci solo dopo la Prima Comunione. Queste sono idee loro, non della Chiesa. Poi dice che quelli più grandi “protestano”, ma chi se ne frega, devono farlo e basta. Dittatura senza senso, pur di strapparli alle parrocchie).
“Quello che possiamo tentare è che i bambini che hanno fatto la Prima Comunione vengano invitati affinché preparino con i grandi, con questo già non è considerarli bambini - uno per equipe”.
(che io sappia questo stolto tentativo è andato in fumo. Ci mancherebbe! Un povero ragazzino di 10 anni a preparare l’Eucarestia tutto solo con un gruppo di adulti! La “creatività” neocatecumenale è proprio diabolica. È certo che nessun ragazzino ci sarà voluto andare, poverello).
“Allora dovete mentalmente CONVINCERE I GENITORI E DIR LORO CHE I CATECHISTI VI HANNO DETTO che non possono cedere assolutamente”.
(i catechisti, la bocca dello spirito santo… Convincere… qualche recalcitrante? Più di uno?).
“Inoltre, stiamo salvando nel Cammino i bambini da un mostro che si chiama televisione. Li stiamo aiutando”.
(non sa più a cosa appellarsi per “convincerli”: un mostro la televisione. Ma se stanno con le baby sitter a casa, che mostro vuoi che incontrino… lavaggio del cervello allo stato puro).
“Ora, in Italia si fa sempre così ed i ragazzi sono molto contenti”.
(ma se prima ha detto ha detto che protestano…).
“È normale che questo costi loro qualcosa, ma è meraviglioso che stiano con i genitori, è stupendo che dopo danzino con i genitori; È MERAVIGLIOSO CHE STIANO NELLA FESTA”.
(Eucarestia = Festa. Provino a dire di no. La Messa parrocchiale non è una FESTA, anche se prima l’ha descritta come una goliardata con chitarre…)
“È penoso che alcuni genitori non vogliano portare i bambini, questa è una deformazione ed è necessario in questo senso fare una campagna per insistere affinché portino i loro figli. NON SI PUÒ TRANSIGERE ASSOLUTAMENTE IN QUESTO”.
(eh, sennò l’indottrinamento parte in ritardo. È penoso che questo voglia sottrarre i “SUOI” bambini alla parrocchia, questo è penoso).
“Noi (nel Cammino Neocatecumenale) abbiamo la preparazione alla Comunione, il post-comunione e la preparazione alla Cresima nelle parrocchie, e noi portiamo normalmente la Pastorale di mediazione. Risultato: volevano che i nostri bambini che hanno fatto la Prima Comunione continuassero a fare il post-comunione in parrocchia”.
(ma pensa te, VOLEVANO che i bambini facessero il post comunione in parrocchia. Che richiesta esosa ed inverosimile! Inaccettabile!)
“Siccome nella parrocchia hanno messe per bambini, volevano che i nostri fossero anche a queste Messe. MA QUESTO VA BENE PER LA PARROCCHIA, È UN SERVIZIO BUONO CHE STA FACENDO LA PARROCCHIA SAPENDO CHE È POCHISSIMO QUELLO CHE SERVE, PERCHÉ I GENITORI NON HANNO FEDE; TUTTO CIÒ CHE SI FA LÌ È MOLTO POCO PERCHÉ PER NOI È PIÙ IMPORTANTE QUELLO CHE I BAMBINI RICEVONO DOPO NELLA FAMIGLIA. QUESTO VA BENE PER I BAMBINI CHE NON HANNO GENITORI IN COMUNITÀ, MA I NOSTRI BAMBINI HANNO UN POST-COMUNIONE MERAVIGLIOSO CHE È LA COMUNITÀ, L'EUCARISTIA DELLA COMUNITÀ”.
(magari quei bambini HANNO i genitori nella CHIESA e non in Comunità. Non tutti forse, ma molti. Il post Comunione neocatecumenale sarebbe l’Eucarestia della COMUNITA’. MERAVIGLIOSO).
“un altro problema che sono le CONVIVENZE SOLO CON I BAMBINI. ABBIAMO VISTO CHE HANNO BISOGNO DELLA FIGURA DEL DIDASCALO COME UNA FIGURA ALTERNATIVA E COMPLEMENTARE AL PADRE”.
(la figura è il didascalo: il mini catechista dei bambini…).
“Una domanda che io vi invito a fare in questa convivenza è quella in relazione ai pericoli della scuola, ossia avvertirli che sono in un ambiente che non è cristiano; bisogna PRESERVARLI CONTRO AMICHETTI che conosceranno nella scuola”.
(ma non è lui che spertica che si impara solo “sperimentando”? Preservare cosa? Poi il termine: nemmeno “DA amichetti”, ma proprio “CONTRO AMICHETTI”, il che denota il pensiero retrostante).
“Sarebbe molto buono allora fare una convivenza con loro sull'apostolato nella scuola, AFFIDARE UNA MISSIONE AI RAGAZZI, guardare tutto questo con loro. "Come si può portare Gesù Cristo nella scuola, nella tua classe, ai tuoi amici?"”
(a ragazzini delle elementari e medie, affidare una missione. Le ha tentate proprio tutte per trovare la “missione” giusta rappresentativa del Cammino Neocatecumenale. FOLLIA).
“AD UNO SI PUÒ CHIEDERE PER ESEMPIO CHE DIVENTI AMICO DEL PIÙ EMARGINATO DELLA SCUOLA”.
(e questo sarebbe per il bene del ragazzo. Se lo diventa di suo, niente obiezioni, ma chiedergli che lo diventi è per OSTENTAZIONE neocatecumenale).
“Bisogna invitare quei ragazzi che hanno per esempio le famiglie disunite, distrutte, POSSIAMO DAR LORO UN SOSTITUTO DELLA FAMIGLIA CON LA TUA PROPRIA FAMIGLIA. L'abbiamo fatto in Italia ed è stata una cosa davvero stupenda. Diversa è l'amicizia con un ragazzo che ha questa missione da quella di un amico verso il quale si ha una posizione di dipendenza”
(a me risulterebbe che il vero cristiano cerca di aiutare la famiglia ed il ragazzino a riunirsi, non cerca di diventare il SOSTITUTO DELLA FAMIGLIA).
“in casa era il re e nella scuola gli hanno dato un schiaffo, gli hanno tolto il panino o gli hanno messo un soprannome. E se vede che quello che gli hanno dato i genitori non gli serve perché lo respingono nella scuola, perché ridono di lui, ecc. allora egli, inconsciamente, respinge suo padre o sua madre.”.
(come dare la colpa ai genitori e farli sentire in difetto. I ragazzi educati, anche non neocatecumenali, forse danno la colpa alla rozzaggine dei compagni, non ai genitori).
“Allora NOI VOGLIAMO CHE ESSI VIVANO LA SCUOLA COME UN CAMPO D'AZIONE CRISTIANA. Finisce ogni tipo di educazione cristiana quando essi vedendosi respinti dalla scuola, si vendono agli amici per essere accettati”.
(Capito a che pressione vorrebbero sottoporre i bambini e i ragazzi? Affibbiando loro una “missione” che magari nemmeno si sentono di portare avanti… Farli sentire “apostoli” già da piccoli, quando ancora devono imparare a vivere. Neanche i testimoni di geova arrivano a tanto...).
“Vediamo allora che è molto importante che il primo nucleo che è LA SCUOLA, LA VIVANO CON AMICI DELLA COMUNITÀ, perché segna moltissimo questi ragazzi”.
(dice ai genitori di mettere insieme i ragazzini della Comunità, l’unione fa la forza e poi si sta
“inter nos”).
“Vedrete allora che si fanno bande quei ragazzi ai quali "manca" loro il padre o la madre, o quello che sia, ed in queste bande ci sono alcuni sistemi sociologici molto forti; c'è un leader, c'è un'obbedienza, c'è un cameratismo, c'è una solidarietà”.
(“c'è un leader, c'è un'obbedienza, c'è un cameratismo, c'è una solidarietà”: esattamente come nel Cammino Neocatecumenale).
“Noi allora cerchiamo di aiutare questi ragazzi perché non si creino nella scuola o per strada questa seconda famiglia sociale. COME? CON AMICI NOSTRI, DANDOGLI UN AMBIENTE CRISTIANO”.
(L’aiuto sarebbe “dare amici NOSTRI” vade retro chi non è “dei loro”, che sono cristiani).
“POSSIAMO DARE NOI AI NOSTRI FIGLI UNA MISSIONE. Ad un ragazzo con già 12 o 13 anni possiamo mandarlo a scuola con una missione di questo tipo”.
(visto che la “missione” data ai ragazzini per ovvi motivi non ha minimamente decollato, il Sommo Kiko si è dovuto inventare altri tipi di “missione”).
“Con altri bambini della parrocchia che non sono in comunità non è buono perché gli stessi ragazzi lo rifiutano, non stanno nel gruppo, ci sono alcune leggi sociologiche”.
(e noi non vogliamo sottostare alle leggi sociologiche: i bambini “non neocatecumenali” disturbano, rifiutano. Pare che quelli neocatecumenali accettino. Eh già, sotto dittatura…).
“Se noi vogliamo fare un servizio alla parrocchia possiamo un giorno avere un incontro con i bambini della parrocchia. Come una cosa eccezionale”.
(“ECCEZIONALMENTE”, solo per fare un servizio, non per mescolarsi… Dall’alto della loro bravura, non in linea orizzontale).
“ATTRAVERSO QUESTE CONVIVENZE, CHE COSA PRETENDIAMO? PRETENDIAMO UNA COSA MOLTO SEMPLICE, CHE IL RAGAZZO SENTA IL BISOGNO DEL DIDASCALO, DEVE VEDERE UNA FIGURA DISTINTA DAL PADRE”.
(quindi
PRETENDONO di indurre un bisogno, non assecondarne uno esistente. La figura deve essere “distinta dal padre”, tanto per desautorarlo un po’…).
“UNA CONVIVENZA GENIALE! La cosa importante è INCULCARE alla comunità che tutto quello che facciamo noi per passare la fede ai figli è fondamentale, e che lo riceveremo centuplicato… BISOGNA FOCALIZZARE QUESTI RAGAZZI COME VI DICEVO PREPARANDOLI A QUESTA MISSIONE NELLA SCUOLA.”.
(Inculcare, in termini neocatecumenali, significa manipolare).
“stiamo costruendo tutto per questo motivo vi faccio domande”.
(“sotto l’azione dello Spirito Santo” lo dice lui per pompare la gente. Mica è garantito che lo Spirito Santo stia lì a “costruire”. Per quello che è stato detto mi pare più che siano stati “sotto l’azione di un pazzo megalomane”).
“Per esempio, una domenica li portate allo zoo e li fate riflettere su come Dio ha creato gli animali, che è meraviglioso di come Dio ha fatto il cammello, di come ha fatto la giraffa”.
(Dio li ha creati liberi, gli animali, quelli nello zoo sono imprigionati come i figli dei neocatecumenali. Si somigliano).
“PERCHÉ QUESTI INCONTRI SUSSIDIARI? PERCHÉ VI DIANO AUTORITÀ. Se tu li hai portati allo zoo o a vedere un film o a fare merenda, TI INCOMINCIANO AD AMARE, HAI AUTORITÀ, vedono che tu dai loro un contenuto”.
(l’autorità sul figlio devono averla SOLO IL PADRE E LA MADRE, non un estraneo, che mai li conoscerà o li amerà come i genitori, a cui DIO HA DATO IN AFFIDAMENTO I FIGLI, non ad un didascalo. Il problema dell’AUTORITÀ LAICA neocatecumenale è proprio una deformazione diabolica).
“IL PROBLEMA PIÙ GROSSO CHE ABBIAMO È UNO SOLO: AVETE VOI QUESTA VOCAZIONE? QUESTO È IL PROBLEMA”.
(la vocazione all’insegnamento, specialmente ai bambini, non è cosa da tutti. Magari nella comunità non ci sono persone così. Allora si sceglie il “meno peggio”, il “volontario” e si creano danni enormi. Non si può stare senza didascalo…).
“ALLORA, PER IL BENE DEI VOSTRI FIGLI E DEI FIGLI DELLA COMUNITÀ DOVETE SUSCITARE CHE SORGA NELLA COMUNITÀ UN VERO DIDASCALO”
(“DOVETE SUSCITARE”, come se le vocazioni venissero per dovere… come tutto nel Cammino Neocatecumenale. Poi questo “DOVERE” lo chiamano vocazione).
“LA NOSTRA TENDENZA È CHE I BAMBINI FACCIANO QUANTO PRIMA LA PRIMA COMUNIONE. POI SE NEL FUTURO IL SIGNORE CI INDICA CHE, DATA LA SITUAZIONE DELLE PARROCCHIE, IL CAMMINO DEBBA AVERE UNO SCHEMA DI PREPARAZIONE ALLA PRIMA COMUNIONE CHE POSSA SERVIRE ANCHE PER QUELLI DI FUORI, COME PER ESEMPIO STIAMO FACENDOLO COI FIDANZATI... ABBIAMO QUI UN ITINERARIO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO, MOLTO IMPORTANTE, CHE SPERIAMO DI POTERE PROPORRE ALLE VICARIE PER TUTTI I FIDANZATI DI MADRID…”
(“Data la situazione delle parrocchie”, sempre a denigrare. Ma il sogno di avere uno “schema neocatecumenale” per tutti i parrocchiani il Signore non l’ha indicato. Anche lo schema di preparazione al matrimonio, che io sappia, si utilizza solo nelle parrocchie neocatecumenalizzate, non per tutti i fidanzati di tutte le parrocchie. I sogni megalomani di Kiko si sono miseramente infranti. È stato relegato a quello che è: un Movimento con regole proprie, non valide per tutta la Chiesa come vaneggiava lui).
Da qui si evincono facilmente le manie di grandezza dell’auto proclamato “illuminato dallo Spirito Santo”. Molte sono miseramente cadute nel vuoto.
Alcuni figli se ne sono scappati a gambe levate, certuni lasciando proprio la Chiesa. Altri ci sono rimasti, indottrinati a dovere, credendo che l’ambiente “protetto” neocatecumenale sia l’unica alternativa di fede, avendo conosciuto solo quello. Altri saranno davvero stati toccati dal Signore, come può avvenire ovunque.