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lunedì 16 agosto 2021

"Catechesi per adulti", "catechesi per giovani e adulti ", "catechesi per bambini, giovani e adulti ". "Venite, ascoltate, a qualsiasi età!" ... E si inventano pure i didascali.


Pubblichiamo un interessante contributo di LUCA:

Tra Il CN ed i giovani non c'è mai stato feeling.

Ed è giusto così, il CN è un percorso nato per gli adulti.

Per 30-40 anni il CN si è presentato nelle parrocchie sotto le mentite spoglie di "catechesi per adulti".


I seduttori

A Kiko Arguello non è mai importato granché dei giovani.
In comunità i giovani sono i figli dei camminanti, costretti dai genitori, a partecipare agli incontri del CN.

I catechisti sono stati chiarissimi in più di una occasione durante la mia esperienza nel CN :
ai bambini prima ed ai ragazzi dopo va "inculcata" la fede, chiaramente la fede nel CN.

Devono partecipare alle Eucarestie neocatecumenali appena sono in grado di stare appena un po' calmini ed appena un po' in silenzio e devono entrare in una loro comunità a 12-13 anni.
Queste sono le consegne precise.

La figura del didascalo nasce proprio per questa esigenza, tenere buoni i bimbi e prepararli all'entrata in comunità.

È una figura a metà tra un baby-sitter ed un catechista ma "senza portafoglio" nel senso che non conta nulla.



Crescono immersi totalmente

nel neocatecumenalismo...

 

È un ruolo, o carisma come lo chiamano loro, secondario, spessissimo riservato alle donne o alle ragazze neocatecumenali e molto snobbato in comunità.

I genitori e di conseguenza i bambini non hanno alcun rispetto della figura del didascalo.
Anche perché è costretto ad essere, come tutti i ruoli in comunità, una figura pallosissima che si muove in schemi angusti e senza soluzioni alternative.




e si alzano per i seminari R.M.

ancora piccolissimi;

ma a che tappa di cammino staranno mai?

 I compiti del didascalo sono sempre gli stessi, fatti esattamente allo stesso modo.
Durante i tempi forti della Chiesa i didascali delle comunità più avanti di cammino, prendono la gestione di tutti i bambini e fanno delle "lezioni di ebraismo", lezioncine, sempre uguali che si trasmettono dai didascali delle comunità più "anziane" ai didascali delle comunità più "giovani".

Faccio alcuni esempi del tempo di Pasqua e di Natale:

A Pasqua si parla e si spiega la Pasqua ebraica, con le solite domandine dei bambini ai genitori durante la veglia e le solite canzoncine trite e ritrite, sempre le stesse da decenni, "che cosa c'è di diverso in questa notte.....".


A Natale, l'importanza data ai Magi che portano doni, con altre canzoncine trite e ritrite, sempre le stesse "i bambini di Betlemme....", con i Magi che regalano caramelle e cioccolatini ai bambini.

Un copione sempre uguale che è diventato una tradizione neocatecumenale che non si può assolutamente cambiare.

Forse qualcuno ricorda quello che è successo a Daniel Lifschitz, per aver tentato di introdurre un qualcosa di diverso dalla solita preghiera di ringraziamento prima delle agapi e dei pasti in comune dei neocatecumenali? (*)

Catechesi dei tre giovani nella fornace

ripetuta fino allo sfinimento


Altra catechesi sempre uguale dei didascali neocatecumenali è quella dei tre giovani nella fornace che viene ripetuta da sempre nelle convivenze neocatecumenali.

Ed è strano che un intero movimento laico non cambi di uno iota le proprie tradizioni interne, mentre pretende dalla Chiesa la massima elasticità sulle norme liturgiche dell'Ordinamento del Messale Romano.

Tornando ai giovani, da quando è cominciata la crisi delle nuove entrate nel CN, Kiko Arguello ha deciso di correre ai ripari e si è "inventato" il post-cresima neocatecumenale.

Questo post_cresima è funzionale al CN, ma è anche un comodo cuscinetto per ammorbidire l'obbligo della entrata dei figli dei camminanti in comunità.

In pratica è un pre CN, in cui, oltre ai figli dei camminanti che da consegna tassativa devono entrare in comunità, consente anche di "acchiappare" qualche ragazzo dalle Cresime o qualche amico dei figli dei camminanti.



Con la crisi nera del CN, il post-cresima neocatecumenale è diventato una boccata di ossigeno per la spompatissima e disastrosa propaganda neocatecumenale.

Annuncio buono per ogni età

Ora sui manifesti per "acchiappare" nuovi adepti viene scritto " catechesi per giovani ed adulti " e viene riportato con la massima naturalezza, come se quel "giovani" ci fosse sempre stato.
Ovviamente non è così, noi lo sappiamo ed anche i neocatecumenali più "anziani".

Vabbe le cose cambiano, il CN cambia solo quando gli conviene, od è costretto.

Eppure il CN ha avuto la possibilità di fare qualcosa di buono per e con i giovani.

Ha avuto la fortuna o l'illuminazione dello Spirito Santo ( maiuscolo giusto e assolutamente intenzionale) di ritrovarsi tra i suoi presbiteri un grandissimo sacerdote che sapeva parlare ai giovani.

Sappiamo come è finita.
Sono stati dedicati ampi spazi, anche su questa blog, a Don Fabio Rosini ed ai suoi 10 Comandamenti. (**)


Venite!” ... “Ascoltate!”...

 

Kiko Arguello ha indirizzato Don Fabio Rosini verso i giovani e Kiko Arguello ha processato e costretto all'uscita dal CN Don Fabio Rosini per invidia e gelosia.

Perché Rosini attirava troppi giovani nel suo percorso formativo di 1 anno e poi non li indirizzava solo al CN, ma, gli consigliava di fare un qualsiasi percorso di approfondimento della fede nella loro parrocchia.

In pratica Rosini è stato reo del fatto di lasciare liberi i giovani di decidere.

Questo è stato il suo crimine:
non obbligarli ad entrare nel CN.

Ora Kiko ha Don Gianvito Sanfilippo, responsabile unico del suo post_cresima neocatecumenale, suo fedelissimo servitore, obbediente yes-man neocatecumenale, che gestisce un percorso formativo per i giovani, che dura sei anni e che è solo una mera preparazione all'ingresso nel CN.


... quanti anni avete avete...

Per fortuna i giovani non sono stupidi, sfruttano il post-cresima neocatecumenale come possibilità di incontrarsi e stare insieme e lo snobbano alla grande con la pesantezza delle sue impostazioni neocatecumenali, tipo le penitenziali di gruppo (confessioni) decise a tavolino una al mese o la scrutatio neocatecumenale inventata da Kiko Arguello, sempre decisa a tavolino una al mese, per far dire alla Bibbia, quello che fa comodo al CN, sulla vita e le decisioni future dei ragazzi.

Non è un caso che già dal 2-3 anno di post_cresima neocatecumenale i ragazzi si dimezzano.
Rimangono i fedelissimi figli dei camminanti, costretti da "contratto" a partecipare.
Alcuni di questi "figli del cammino" iniziano, anche da subito, una doppia partecipazione, post_cresima e comunità neocatecumenali.

Poi è chiaro che qualcosa devono mollare, tra la scuola, li CN ed il post-cresima, finisce che mollano il post-cresima.

Poveri giovani!!!! 


Bambini Neocatecumenali ascoltano il Kerigma kikiano e…


lo annunciano per le strade...



Ingabbiati a 12-13 anni in un pesantissimo ed inutile percorso per adulti.
Tra incudine (genitori neocatecumenali) e martello ( catechisti e padrini neocatecumenali).
I più sfigati sono sicuramente i figli dei catechisti neocatecumenali.

E ne conosco tanti che davvero avrebbero bisogno di essere liberati.

 

                                                         (da  LUCA)

_______

(*)




Il libro di Daniel Lifschitz: "L'immondizia ama Dio. Storia di un cattolico ebreo.".
In esso è ben spiegata la sua storia e la sua esperienza di catechista neocatecumenale itinerante.




(**)

Alla domanda "Qual è stato il motivo dell'allontanamento di don Fabio Rosini dal Cammino?" risponde Marco in un commento ad un articolo del 2015:

Ti rispondo in maniera chiara:
1) Alcuni di noi conoscono ancora o hanno avuto la fortuna di conoscere PERSONALMENTE Don Fabio Rosini.
2) Alcuni di noi che erano di Santa Maria Goretti HANNO VISSUTO MOLTO DA VICINO TUTTA LA STORIA ed il clima pesante che c'era nella Parrocchia e nelle Comunità a quel tempo. E questo clima c'è ancora oggi (rileggiti Lucio alle 23:08).
3) Don Fabio Rosini è stato allontanato dal Cammino, ed è stato definito un "GIUDA" ed anche ripetutamente (sia in sua presenza che innumerevoli volte dietro le sue spalle) un "DEMONIO" solo perché si rifiutava di distruggere la sua (o meglio di DIO) opera di evangelizzazione dei "10 Comandamenti" che toglieva e toglie sempre più giovani al Cammino e li porta alla CHIESA. E' stato allontanato da Kiko solo perché voleva seguire GESU' CRISTO e non kiko. E' stato allontanato solo per INVIDIA di Kiko, il quale lo accusava di distruggere l'opera di Kiko.
Motivazioni assolutamente simili le potrai trovare leggendo la storia di Daniel Lifschitz.
Ma per Kiko non vale il fatto che "non è INVIDIOSA la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse"?

Sai qual è il più grande nemico del Cammino? KIKO stesso, il suo egocentrismo e la sua infinita superbia.
Come ha detto Daniel Lifschitz (e come ha ricordato Lucio alle 11:03) "il cammino è Kiko, ed il becchino del cammino sarà Kiko".

Marco



                                                                 

giovedì 14 novembre 2019

ECCO COME NACQUERO I DIDASCALI NEOCATECUMENALI…

Da una sbobinatura del 1985 sulla prima “convivenza dei didascali”, o maestri dei bambini del Cammino, svoltasi a Madrid, si evince e si può fare memoria del pensiero kikiano sull’educazione “neocatecumenale” dei bambini. Non ho detto educazione “religiosa”, perché tutto mi pare fuori che quello.

Consiglio la lettura di questa “perla” degli inizi, ma intanto estrapolo alcune affermazioni di Kiko, tanto per far capire.

Facciamo notare che nel 1985 il Cammino esisteva da meno di vent'anni ed era ancora irrilevante sul piano ecclesiale. Allora come oggi la stragrandissima maggioranza delle comunità mondiali era divisa tra Italia e Spagna.

Nel testo vediamo che Kiko anzitutto comincia raccontando frottole:
Kiko: “Io benedico il Signore che sono stato per dieci anni professore in una scuola e ho avuto molto contatto con i ragazzi…
(è una menzogna, perché figurarsi se è stato professore 10 anni, se si incistò in Italia appena ventinovenne nel novembre 1968. Avrebbe dovuto fare il professore dal 1958, quando era ancora all’Accademi, senza contare i famosi millantati "anni" passati nelle baracche…).
voi, come didascali, dovrete a volte lottare con certi atteggiamenti sentimentali dei genitori; in questo senso DOVETE AVERE AUTORITÀ. Voi siete didascali, maestri di bambini e si suppone che se nella comunità, il Signore, vi ha dato una missione, avete un carisma, VI DEVONO RISPETTARE. Se hai qualche problema coi genitori, per questo hai I CATECHISTI, possiamo illuminarti su alcune cose. Perché ci sono sempre genitori che sono un po' nevrotici o che hanno un atteggiamento sentimentale, non possono sopportare che il bambino soffra niente e commettono molti errori.
(sa lui, che mai ha avuto figli e non è nemmeno pedagogo, come aiutare i genitori, che giudica per i molti errori che commettono. Allo stesso tempo conferisce “autorità” a gente comune, tanto per farla sentire “qualcuno”).
Rispetto alla gioventù in tutto il mondo ed al putiferio che è scoppiato nei ragazzi, possiamo dire che abbiamo un GRAN SUCCESSO; DI UNO A CENTO, QUASI OTTANTA PER CENTO DI SUCCESSO PIÙ CHE DI FALLIMENTO IN TUTTI GLI ASPETTI. Ciò vuole dire che il Signore ci sta benedicendo su questa linea.
 (quindi se alle catechesi non va più nessuno, è segno di insuccesso, dovrebbe voler dire che il Signore non sta benedicendo…).
l'Eucaristia non deve essere divertente per il bambino, perché l'Eucaristia è una cosa molto seria e le cose serie non sono mai divertenti; sanno di sofferenza, sanno di sacrificio.
(ma se Kiko e Carmen hanno fatto di tutto per rendere l’Eucarestia una FESTA, pure col balletto-girotondo conclusivo!)
PER CUI LE MESSE CHE FANNO PER I BAMBINI (CON CHITARRA E TUTTO QUEL TRAMBUSTO DI COSE, CHE PARLANO DI LORO E PER CIÒ GLI PARLANO DI TUTTO, E TUTTI SE LA PASSANO MOLTO BENE) È ANTI-PEDAGOGICO SECONDO UNA NOSTRA OPINIONE.”
(ecco qua: parla il pedagogo tuttologo… Ma poi che dice? “le Messe per i bambini, col TRAMBUSTO, le CHITARRE e TUTTI SE LA PASSANO MOLTO BENE”… Non è questa l’esatta immagine delle Eucarestie neocatecumenali? Ma già, Kiko qualcosa doveva dire per denigrare le Messe di parrocchia).
Non stiamo giudicando, NELLA SITUAZIONE CHE C'È IN QUESTO MOMENTO IN TUTTA L'EUROPA non c'è altro rimedio che farle così, altrimenti, i papà non li porterebbero o non andrebbero con loro ed allora, come un male minore, meglio una Eucareistia così che niente, no?
(no, no, Kiko non giudica, excusatio non petita… Ma tant’è, con la situazione drammatica nelle parrocchie che il Cammino Neocatecumenale deve salvare…).
Quindi, queste messe che fanno nelle parrocchie hanno alcune cose positive, per prima cosa che attraverso i bambini vengono anche i genitori, ecc. CIÒ LO SA ANCHE LA CHIESA.”
(“LORO” fanno, già c’è il “loro” ed il “NOI”, prima separazione).
Abbiamo parlato con MONSIGNOR BUGNINI che è stato il creatore di tutto il rituale per bambini e ci diceva esattamente: "La messa non è per i bambini, né per i giovani, né per i domestici, né per i vecchi... la Messa è per il «popolo di Dio»".
(perché, quelli non sono il popolo di Dio? Vorrà mica dare il “cibo solido” a chi dovrebbe bere solo latte? Per inciso, il cardinal massone BUGNINI era il loro primo mentore).
Indubbiamente a questo si è arrivati perché si suppone che è per gente che non ha fede, o che ha molta poca fede, gente che è molto secolarizzata. MA NON È QUESTA LA NOSTRA SITUAZIONE, dico questo perché ai bambini del Cammino Neocatecumenale che si preparano alla prima comunione NOI FACCIAMO UNA PREPARAZIONE A PARTE.” 
(Giudizio: nelle parrocchie la gente “non ha fede”, mentre nel Cammino Neocatecumenale la fede arriva automaticamente: “QUESTA NON È LA NOSTRA SITUAZIONE”, NOI ABBIAMO FEDE. Per questo motivo, “LORO” preparano a parte i bambini per la Prima Comunione, i super-bambini, diversi da quelli poverelli di parrocchia: «facciamo una preparazione a parte»).
La parrocchia ha una messa per i bambini che si preparano alla Prima Comunione e vorrebbe che anche i NOSTRI partecipassero a questa messa. Ma noi non siamo d'accordo perché i NOSTRI bambini non vivono assolutamente la situazione degli altri bambini che vengono al catechismo; è completamente differente. SAREBBE COME FARLI PASSARE DA UNA COSA CHE VALE CENTO A UNA COSA CHE VALE VENTI.
(e qui è follia. I “LORO” bambini non possono passare dal Cammino Neocatecumenale che vale 100 ad una parrocchia che vale 20. Scala di valore e proprio NESSUN GIUDIZIO SUI NON NEOCATECUMENALI! NO NO…)
allora, senza METTERMI A GIUDICARE PERCHÉ NON C'È ALTRO RIMEDIO CHE FARLO, DATA LA SITUAZIONE DI SECOLARIZZAZIONE DELLE PARROCCHIE, noi crediamo che la cosa più positiva è che i RAGAZZI PARTECIPINO ALLE NOSTRE EUCARISTIE.”
(ma se Kiko ha sempre giudicato finora… i poveri parrocchiani non hanno rimedio… Per dire che? “Togliamo i NOSTRI figli alla Messa parrocchiale e portiamoli alle NOSTRE Eucarestie”).
Abbiamo scoperto che il bambino ti dice che si annoia molto che è molto stanco… ma avendo già visto i programmi televisivi sa a che ora c'è un film e allora ti salta la celebrazione. Sta di fatto che rimangono in casa e non appena i genitori vanno via accendono la TV e vedono i film che non possono vedere.”
(capito come insinua che i bambini mentono per poter vedere film proibiti? Non concede che si annoino e basta a quelle Eucarestie lunghissime e fuori orario. No, INSINUA la cattiveria dei bambini: guardano film PROIBITI).
IMMAGINATEVI CHE IN ITALIA CI SONO CENTO CANALI TELEVISIVI E A VOLTE TRASMETTONO PERFINO FILM PORNOGRAFICI.
(Nel 1985? Sta mentendo agli spagnoli per descrivere una situazione molto più “drammatica” di quella reale, per impaurire quei genitori).
Ci siamo arrabbiati con molti genitori che, perché il bambino diceva che si annoiava, non lo portavano all'Eucaristia. Il bambino deve comprendere l'importanza dell'Eucaristia e il padre nella sua casa deve mettere una gerarchia di valori: Dio al primo posto e con questo non si scherza!”.
(perché se il bambino va alla Messa parrocchiale non è Eucarestia? Non ne comprende l’importanza se il genitore gliela spiega?).
Se qualcuno lascia che i figli non vengano all'Eucarestia sta facendo del male ai propri figli, QUESTO È SECONDO QUANTO IL SIGNORE CI STA ISPIRANDO”.
(e se qualcuno li manda all’Eucarestia parrocchiale che male fa al figlio? Già è passato, senza che nemmeno se ne siano accorti, a dire che uno fa il male del figlio “se non lo porta all’Eucarestia neocatecumenale”, mentre il male del figlio è se non viene portato all’Eucarestia, qualunque essa sia, anche parrocchiale. Non può essere “ispirazione del Signore” separare i bambini dalla parrocchia con scuse poco credibili).
È assurdo che i genitori sabato dopo sabato vadano all'Eucaristia e il bambino rimanga tutto il tempo in casa a vedere la TV e il giorno dopo, la domenica, vada alla Messa dei bambini senza i genitori, ecc.
(è assurdo? A me pare del tutto normale: il bambino va coi suoi amici del catechismo parrocchiale. Dov’è l’assurdo? Questo si chiama INDOTTRINAMENTO, senza logica né Spirito, ma a PRO CAMMINO NEOCATECUMENALE SEPARATO DALLA PARROCCHIA. Così i bambini si possono indottrinare fin da piccoli, isolandoli dagli altri).
Perché la fede non si vive a livello di bambino, né a livello di giovane, perché allora dovrebbero esserci anche Eucaristie per giovani, per sposati e per anziani. Questo è ciò che si sta seminando inconsciamente, ma non deve essere così.
(ma i bambini sono un caso a parte, perché sono piccoli, gli adulti sono tutti uguali. Si nota come si fa passare con le parole un messaggio totalmente fuorviante, che nulla c’entra con le “categorizzazioni specialistiche”?).
Per questo motivo ci fu una reazione della Conferenza Episcopale Italiana a fronte delle Messe dei bambini, perché non era d'accordo; e tutto questo perché la "parzializzazione" nella Pastorale è stata sempre nefasta e negativa”.
(e poi, alle Messe dei bambini… Ci vanno tutti, anche gli adulti, non c’è “parzializzazione”, mica vanno solo bambini! Il discorso è totalmente stravolto e non credo nemmeno a quell'imprecisato riferimento alla Conferenza Episcopale, perché non esistono Messe “solo di bambini”).
La Pastorale dei giovani, la Pastorale delle donne di servizio, la Pastorale degli operai… si sono create pastorali per le classi sociali e in Francia si sta venendo da questo tipo di pastorale. L'AZIONE CATTOLICA CHE È SPECIALIZZATA È IN CRISI IN TUTTA EUROPA… CHE È ANDATA AI MARGINI DELLA PARROCCHIA, STA MOLTO MALE, la gente è uscita dalla Chiesa e non c'è modo che ritorni alle parrocchie.
(Falso! L’A.C. esisteva da prima del Cammino Neocatecumenale ed esiste ancora oggi. Ha avuto problemi, specialmente in Spagna, ma non “stava molto male” come insinua lui, sennò spariva, invece è più vetusta del Cammino Neocatecumenale).
I bambini normalmente non connettono più quando incominciano le esperienze degli adulti, perché alcuni parlano con un linguaggio che loro non capiscono; non lo capiscono perché parlano di cose che noi altri comprendiamo, ma il bambino non lo capisce ed allora ascoltare, seguire, gli costa fatica. Forse ascolto alla prima, ma alla terza risonanza già ascolto difficilmente.
(ah, allora lo dice anche lui: meglio una Messa parrocchiale per i bambini, sennò non comprendono… inoltre non ci sono nemmeno le risonanze da ascoltare… nemmeno una).
La cosa ideale è che spontaneamente i ragazzi si alzino e dicano la loro esperienza o ciò che vogliono, come un adulto. Se vedete che gli adulti hanno detto due, tre, quattro esperienze ed i bambini sono silenziosi, è bene allora che il didascalo domandi loro: "vediamo, a te che ti ha detto la Parola?" I bambini devono sapere che cosa il maestro domanda loro”.
(trattare i bambini da adulti, per “coinvolgerli”, renderli “partecipativi”. Questa fissa di Kiko della Messa partecipata travalica il comune buonsenso per dare ai bambini le regole degli adulti. Già vissuta questa esperienza. Le Eucarestie diventano infinite e sempre più pesanti per tutti, con il popolo protagonista e non Dio).
CHE SIA IL PRESBÌTERO A DOMANDARE, ABBIAMO MOLTA ESPERIENZA IN ITALIA, RISULTATO DI QUESTA ESPERIENZA? COMPLETAMENTE NEGATIVO! PERCHÉ CI SONO PRESBITERI CHE LO SANNO FARE BENE, ED ALTRI MOLTO MALE
(con questa scusa si toglie al presbitero anche questa funzione. Come se il presbitero non avesse lo Spirito, ma il laico Kiko (e i laici suoi scagnozzi) sì. Questi ultimi sono esenti dal “farlo male”? Ah già, si scelgono persone adatte, in ogni comunità ce ne sono sempre a bizzeffe).
Gli adulti sono arrivati a protestare perché il presbitero si mette a parlar loro con vocina da bambino, e ad interrogare il bambino e il bambino è lì represso. INSOMMA QUESTO IN ITALIA LO ABBIAMO DOVUTO ELIMINARE. ”.
(molto meglio trattare da adulto un bambino che ha appena fatto la Prima Comunione, fargli fare risonanza, stargli addosso… tutta questa non è REPRESSIONE. Dica pure che lo hanno VOLUTO eliminare, è più veritiero).
Parlo più dell'Italia perché lì abbiamo masse di bambini… in Italia la Prima Comunione la fanno ai dieci o agli undici anni; l'hanno ritardata moltissimo è questo è una cosa molto grave per i nostri figli perché ci ha obbligati ad introdurli nell'Eucaristia già a 7 o a 8 anni nonostante non abbiano fatto la Prima Comunione. Ci sono anche altri inconvenienti perché i ragazzi che hanno fatto la Prima Comunione protestano per il fatto che siedono assieme ai più piccoli; ma il meglio è nemico del buono; devono accettarlo e nient'altro.
(insomma hanno fatto come hanno VOLUTO: nelle parrocchie i bambini di 7/8 anni ci vanno eccome alla Messa, non è che LORO li hanno “dovuti introdurre” alle loro Eucarestie, sulla base che dovrebbero andarci solo dopo la Prima Comunione. Queste sono idee loro, non della Chiesa. Poi dice che quelli più grandi “protestano”, ma chi se ne frega, devono farlo e basta. Dittatura senza senso, pur di strapparli alle parrocchie).
Quello che possiamo tentare è che i bambini che hanno fatto la Prima Comunione vengano invitati affinché preparino con i grandi, con questo già non è considerarli bambini - uno per equipe”.
(che io sappia questo stolto tentativo è andato in fumo. Ci mancherebbe! Un povero ragazzino di 10 anni a preparare l’Eucarestia tutto solo con un gruppo di adulti! La “creatività” neocatecumenale è proprio diabolica. È certo che nessun ragazzino ci sarà voluto andare, poverello).
Allora dovete mentalmente CONVINCERE I GENITORI E DIR LORO CHE I CATECHISTI VI HANNO DETTO che non possono cedere assolutamente”.
(i catechisti, la bocca dello spirito santo… Convincere… qualche recalcitrante? Più di uno?).
Inoltre, stiamo salvando nel Cammino i bambini da un mostro che si chiama televisione. Li stiamo aiutando”. 
(non sa più a cosa appellarsi per “convincerli”: un mostro la televisione. Ma se stanno con le baby sitter a casa, che mostro vuoi che incontrino… lavaggio del cervello allo stato puro).
Ora, in Italia si fa sempre così ed i ragazzi sono molto contenti”.
(ma se prima ha detto ha detto che protestano…).
È normale che questo costi loro qualcosa, ma è meraviglioso che stiano con i genitori, è stupendo che dopo danzino con i genitori; È MERAVIGLIOSO CHE STIANO NELLA FESTA”.
(Eucarestia = Festa. Provino a dire di no. La Messa parrocchiale non è una FESTA, anche se prima l’ha descritta come una goliardata con chitarre…)
È penoso che alcuni genitori non vogliano portare i bambini, questa è una deformazione ed è necessario in questo senso fare una campagna per insistere affinché portino i loro figli. NON SI PUÒ TRANSIGERE ASSOLUTAMENTE IN QUESTO”.
(eh, sennò l’indottrinamento parte in ritardo. È penoso che questo voglia sottrarre i “SUOI” bambini alla parrocchia, questo è penoso).
Noi (nel Cammino Neocatecumenale) abbiamo la preparazione alla Comunione, il post-comunione e la preparazione alla Cresima nelle parrocchie, e noi portiamo normalmente la Pastorale di mediazione. Risultato: volevano che i nostri bambini che hanno fatto la Prima Comunione continuassero a fare il post-comunione in parrocchia”.
(ma pensa te, VOLEVANO che i bambini facessero il post comunione in parrocchia. Che richiesta esosa ed inverosimile! Inaccettabile!)
Siccome nella parrocchia hanno messe per bambini, volevano che i nostri fossero anche a queste Messe. MA QUESTO VA BENE PER LA PARROCCHIA, È UN SERVIZIO BUONO CHE STA FACENDO LA PARROCCHIA SAPENDO CHE È POCHISSIMO QUELLO CHE SERVE, PERCHÉ I GENITORI NON HANNO FEDE; TUTTO CIÒ CHE SI FA LÌ È MOLTO POCO PERCHÉ PER NOI È PIÙ IMPORTANTE QUELLO CHE I BAMBINI RICEVONO DOPO NELLA FAMIGLIA. QUESTO VA BENE PER I BAMBINI CHE NON HANNO GENITORI IN COMUNITÀ, MA I NOSTRI BAMBINI HANNO UN POST-COMUNIONE MERAVIGLIOSO CHE È LA COMUNITÀ, L'EUCARISTIA DELLA COMUNITÀ”.
(magari quei bambini HANNO i genitori nella CHIESA e non in Comunità. Non tutti forse, ma molti. Il post Comunione neocatecumenale sarebbe l’Eucarestia della COMUNITA’. MERAVIGLIOSO).
un altro problema che sono le CONVIVENZE SOLO CON I BAMBINI. ABBIAMO VISTO CHE HANNO BISOGNO DELLA FIGURA DEL DIDASCALO COME UNA FIGURA ALTERNATIVA E COMPLEMENTARE AL PADRE”.
(la figura è il didascalo: il mini catechista dei bambini…).
Una domanda che io vi invito a fare in questa convivenza è quella in relazione ai pericoli della scuola, ossia avvertirli che sono in un ambiente che non è cristiano; bisogna PRESERVARLI CONTRO AMICHETTI che conosceranno nella scuola”.
(ma non è lui che spertica che si impara solo “sperimentando”? Preservare cosa? Poi il termine: nemmeno “DA amichetti”, ma proprio “CONTRO AMICHETTI”, il che denota il pensiero retrostante).
Sarebbe molto buono allora fare una convivenza con loro sull'apostolato nella scuola, AFFIDARE UNA MISSIONE AI RAGAZZI, guardare tutto questo con loro. "Come si può portare Gesù Cristo nella scuola, nella tua classe, ai tuoi amici?"”
(a ragazzini delle elementari e medie, affidare una missione. Le ha tentate proprio tutte per trovare la “missione” giusta rappresentativa del Cammino Neocatecumenale. FOLLIA).
AD UNO SI PUÒ CHIEDERE PER ESEMPIO CHE DIVENTI AMICO DEL PIÙ EMARGINATO DELLA SCUOLA”.
(e questo sarebbe per il bene del ragazzo. Se lo diventa di suo, niente obiezioni, ma chiedergli che lo diventi è per OSTENTAZIONE neocatecumenale).
Bisogna invitare quei ragazzi che hanno per esempio le famiglie disunite, distrutte, POSSIAMO DAR LORO UN SOSTITUTO DELLA FAMIGLIA CON LA TUA PROPRIA FAMIGLIA. L'abbiamo fatto in Italia ed è stata una cosa davvero stupenda. Diversa è l'amicizia con un ragazzo che ha questa missione da quella di un amico verso il quale si ha una posizione di dipendenza
(a me risulterebbe che il vero cristiano cerca di aiutare la famiglia ed il ragazzino a riunirsi, non cerca di diventare il SOSTITUTO DELLA FAMIGLIA).
in casa era il re e nella scuola gli hanno dato un schiaffo, gli hanno tolto il panino o gli hanno messo un soprannome. E se vede che quello che gli hanno dato i genitori non gli serve perché lo respingono nella scuola, perché ridono di lui, ecc. allora egli, inconsciamente, respinge suo padre o sua madre.”.
(come dare la colpa ai genitori e farli sentire in difetto. I ragazzi educati, anche non neocatecumenali, forse danno la colpa alla rozzaggine dei compagni, non ai genitori).
Allora NOI VOGLIAMO CHE ESSI VIVANO LA SCUOLA COME UN CAMPO D'AZIONE CRISTIANA. Finisce ogni tipo di educazione cristiana quando essi vedendosi respinti dalla scuola, si vendono agli amici per essere accettati”.
(Capito a che pressione vorrebbero sottoporre i bambini e i ragazzi? Affibbiando loro una “missione” che magari nemmeno si sentono di portare avanti… Farli sentire “apostoli” già da piccoli, quando ancora devono imparare a vivere. Neanche i testimoni di geova arrivano a tanto...).
Vediamo allora che è molto importante che il primo nucleo che è LA SCUOLA, LA VIVANO CON AMICI DELLA COMUNITÀ, perché segna moltissimo questi ragazzi”.
(dice ai genitori di mettere insieme i ragazzini della Comunità, l’unione fa la forza e poi si sta “inter nos”).
Vedrete allora che si fanno bande quei ragazzi ai quali "manca" loro il padre o la madre, o quello che sia, ed in queste bande ci sono alcuni sistemi sociologici molto forti; c'è un leader, c'è un'obbedienza, c'è un cameratismo, c'è una solidarietà”.
(“c'è un leader, c'è un'obbedienza, c'è un cameratismo, c'è una solidarietà”: esattamente come nel Cammino Neocatecumenale).
Noi allora cerchiamo di aiutare questi ragazzi perché non si creino nella scuola o per strada questa seconda famiglia sociale. COME? CON AMICI NOSTRI, DANDOGLI UN AMBIENTE CRISTIANO”.
(L’aiuto sarebbe “dare amici NOSTRI” vade retro chi non è “dei loro”, che sono cristiani).
POSSIAMO DARE NOI AI NOSTRI FIGLI UNA MISSIONE. Ad un ragazzo con già 12 o 13 anni possiamo mandarlo a scuola con una missione di questo tipo”.
(visto che la “missione” data ai ragazzini per ovvi motivi non ha minimamente decollato, il Sommo Kiko si è dovuto inventare altri tipi di “missione”).
Con altri bambini della parrocchia che non sono in comunità non è buono perché gli stessi ragazzi lo rifiutano, non stanno nel gruppo, ci sono alcune leggi sociologiche”.
(e noi non vogliamo sottostare alle leggi sociologiche: i bambini “non neocatecumenali” disturbano, rifiutano. Pare che quelli neocatecumenali accettino. Eh già, sotto dittatura…).
Se noi vogliamo fare un servizio alla parrocchia possiamo un giorno avere un incontro con i bambini della parrocchia. Come una cosa eccezionale”.
(“ECCEZIONALMENTE”, solo per fare un servizio, non per mescolarsi… Dall’alto della loro bravura, non in linea orizzontale).
“ATTRAVERSO QUESTE CONVIVENZE, CHE COSA PRETENDIAMO? PRETENDIAMO UNA COSA MOLTO SEMPLICE, CHE IL RAGAZZO SENTA IL BISOGNO DEL DIDASCALO, DEVE VEDERE UNA FIGURA DISTINTA DAL PADRE”.
(quindi PRETENDONO di indurre un bisogno, non assecondarne uno esistente. La figura deve essere “distinta dal padre”, tanto per desautorarlo un po’…).
UNA CONVIVENZA GENIALE! La cosa importante è INCULCARE alla comunità che tutto quello che facciamo noi per passare la fede ai figli è fondamentale, e che lo riceveremo centuplicato… BISOGNA FOCALIZZARE QUESTI RAGAZZI COME VI DICEVO PREPARANDOLI A QUESTA MISSIONE NELLA SCUOLA.”.
(Inculcare, in termini neocatecumenali, significa manipolare).
stiamo costruendo tutto per questo motivo vi faccio domande”.
(“sotto l’azione dello Spirito Santo” lo dice lui per pompare la gente. Mica è garantito che lo Spirito Santo stia lì a “costruire”. Per quello che è stato detto mi pare più che siano stati “sotto l’azione di un pazzo megalomane”).
Per esempio, una domenica li portate allo zoo e li fate riflettere su come Dio ha creato gli animali, che è meraviglioso di come Dio ha fatto il cammello, di come ha fatto la giraffa”.
(Dio li ha creati liberi, gli animali, quelli nello zoo sono imprigionati come i figli dei neocatecumenali. Si somigliano).
PERCHÉ QUESTI INCONTRI SUSSIDIARI? PERCHÉ VI DIANO AUTORITÀ. Se tu li hai portati allo zoo o a vedere un film o a fare merenda, TI INCOMINCIANO AD AMARE, HAI AUTORITÀ, vedono che tu dai loro un contenuto”.
(l’autorità sul figlio devono averla SOLO IL PADRE E LA MADRE, non un estraneo, che mai li conoscerà o li amerà come i genitori, a cui DIO HA DATO IN AFFIDAMENTO I FIGLI, non ad un didascalo. Il problema dell’AUTORITÀ LAICA neocatecumenale è proprio una deformazione diabolica).
IL PROBLEMA PIÙ GROSSO CHE ABBIAMO È UNO SOLO: AVETE VOI QUESTA VOCAZIONE? QUESTO È IL PROBLEMA”.
(la vocazione all’insegnamento, specialmente ai bambini, non è cosa da tutti. Magari nella comunità non ci sono persone così. Allora si sceglie il “meno peggio”, il “volontario” e si creano danni enormi. Non si può stare senza didascalo…).
ALLORA, PER IL BENE DEI VOSTRI FIGLI E DEI FIGLI DELLA COMUNITÀ DOVETE SUSCITARE CHE SORGA NELLA COMUNITÀ UN VERO DIDASCALO”
(“DOVETE SUSCITARE”, come se le vocazioni venissero per dovere… come tutto nel Cammino Neocatecumenale. Poi questo “DOVERE” lo chiamano vocazione).
LA NOSTRA TENDENZA È CHE I BAMBINI FACCIANO QUANTO PRIMA LA PRIMA COMUNIONE. POI SE NEL FUTURO IL SIGNORE CI INDICA CHE, DATA LA SITUAZIONE DELLE PARROCCHIE, IL CAMMINO DEBBA AVERE UNO SCHEMA DI PREPARAZIONE ALLA PRIMA COMUNIONE CHE POSSA SERVIRE ANCHE PER QUELLI DI FUORI, COME PER ESEMPIO STIAMO FACENDOLO COI FIDANZATI... ABBIAMO QUI UN ITINERARIO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO, MOLTO IMPORTANTE, CHE SPERIAMO DI POTERE PROPORRE ALLE VICARIE PER TUTTI I FIDANZATI DI MADRID…
(“Data la situazione delle parrocchie”, sempre a denigrare. Ma il sogno di avere uno “schema neocatecumenale” per tutti i parrocchiani il Signore non l’ha indicato. Anche lo schema di preparazione al matrimonio, che io sappia, si utilizza solo nelle parrocchie neocatecumenalizzate, non per tutti i fidanzati di tutte le parrocchie. I sogni megalomani di Kiko si sono miseramente infranti. È stato relegato a quello che è: un Movimento con regole proprie, non valide per tutta la Chiesa come vaneggiava lui).

Da qui si evincono facilmente le manie di grandezza dell’auto proclamato “illuminato dallo Spirito Santo”. Molte sono miseramente cadute nel vuoto.
Alcuni figli se ne sono scappati a gambe levate, certuni lasciando proprio la Chiesa. Altri ci sono rimasti, indottrinati a dovere, credendo che l’ambiente “protetto” neocatecumenale sia l’unica alternativa di fede, avendo conosciuto solo quello. Altri saranno davvero stati toccati dal Signore, come può avvenire ovunque.

mercoledì 19 febbraio 2014

Neocatecumenale di 38 anni a processo: «Abusi su 2 fratelli ai ritiri spirituali»

Notizia dal Corriere: «Abusi su 2 fratelli ai ritiri spirituali». Neocatecumenale di 38 anni a processo. L’accusa: un incubo, andava anche a casa.
L’imputato, almeno fino a quando la denuncia nei suoi confronti non è arrivata in procura, partecipava al cammino neocatecumenale, ovvero a quel particolare percorso cattolico fondato negli anni ‘60 in Spagna, «per la riscoperta della fede», che coinvolge anche molte famiglie di Bergamo, con ritiri spirituali, raduni nazionali e internazionali. In quel contesto il trentottenne aveva conosciuto i due ragazzi, perché anche loro, con i genitori, partecipavano al cammino religioso. [...] Sia la difesa sia la procura osservano uno stretto riserbo su tutta la vicenda e anche il collegio dei giudici ha disposto che la prima udienza, quella di ieri, fosse celebrata a porte chiuse.
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, intendiamo discutere non della notizia ma di come viene presa dai neocatecumenali.

Due anni fa, infatti, di fronte ad un caso simile, l'atteggiamento neocatecumenale era di coprire tutto per difendere il prestigio del Cammino.

A margine della notizia, un commento di Aldo su certe dinamiche del Cammino:
Il sesso e la sessualità nel Cammino hanno una particolare "attenzione"... c'è un attegiamento davvero "morboso"... i ragazzi devono raccontare se si masturbano (come le coppie devono raccontare "l'apertura alla vita"...), ci sono continui richiami usando/abusando sull'argomento... essendoci una "totale impreparazione", i catechisti/didascali si credono "psicoterapeuti"... è chiaro che in situazioni di debolezze umane tutto ciò può sfociare in devianze. Nelle comunità soprattutto durante le convivenze succede di tutto... i primi rapporti prematrimoniali... confessati poi negli scrutini (spesso eravamo costretti come responsabili a fare le ronde notturne).

E' difficile da spiegare, Lino, ma il rapporto didascalo/ragazzo è davvero "morboso"... il ragazzo racconta se i genitori litigano, se i genitori fanno le lodi, se i genitori dormono insieme... è una specie di informatore, "la cartina al tornasole" di quello che raccontano i genitori... i didascali non sono "guide" come le intendi Tu... ma come tutto nel cammino sono "figure esasperate"... spesso, molto spesso ci sono scontri tra i didascali e i genitori per le continue "invadenze"... per finire poi davanti al sinedrio/catechisti che, a seconda del loro tornaconto danno ragione ad una o all'altra parte...

lunedì 20 maggio 2013

«Frustrati che aspirano ad un ruolo nella Comunità»

Una testimonianza a firma "c."  sul fatto che i "carismi" e le "ispirazioni", nel Cammino, sono in realtà basse faccende umane.


«Ma prima lo devo dire a Kiko,
deve autorizzarmi lui!
»
In merito alle figure "carismatiche" del cammino vorrei dire cosa ho potuto notare (nei famosi 15 anni in cui ci sono stato), ovvero che spessissimo chi viene nominato lo è non per la sua bravura ma, al contrario, per la sua DEBOLEZZA.

Infatti vengono scelte le persone più fragili, frustrate (non uso questo termine in senso offensivo), irrealizzate che in questo "ruolo" trovano un loro senso di esistenza.

I c.d. "didascali" della mia ex comunità erano (credo siano tuttora) persone altamente incompetenti dal punto di vista educativo in quanto lui era completamente insoddisfatto della moglie, continuamente chiedeva al Signore di fargli amare sua moglie che non accettava (?!), lei soffriva di continue crisi depressive, non realizzata professionalmente e, caso gravissimo per me, più volte ripresa in comunità da altri "fratelli" per aver riportato ai catechisti cose dette nelle risonanze o nelle convivenze...

Su questo apro una parentesi: esiste nelle comunità la gara da parte di alcuni a fare il delatore per ingraziarsi i catechisti nella maniera più subdola, spesso questi "informatori" fanno danni gravissimi perché riferiscono fatti privati che dovrebbero rimanere tali. Nella mia ho assistito a scene veramente brutte di delazioni di fatti privati riportati a catechisti e presbiteri detti in maniera confidenziale.

Nel ambiente del dopocresima c'erano continui litigi tra l'equipe dei didascali e tra le persone, anche davanti i bambini, perché questo? Per un motivo semplice: il problema non erano i bambini, è che nel cammino la maggioranza delle persone aspira ad un "ruolo" all'interno della comunità.

Ho potuto vedere personalmente che dopo tot anni rimanere senza "carisma" (carriera, direi io) equivale ad un fallimento. Nel cammino se ti trovi a 40 anni senza essere sposato o con una vocazione verrai SICURAMENTE redarguito dai catechisti nei passaggi: che fai della tua vita? Non puoi continuare così? Sei un fico sterile (sic) etc.
Tristezza
neocatecumenale
Ho conosciuto persone andate in depressione nelle comunità della mia parrocchia, probabilmente erano fragili e predisposti, ma certamente l'ambiente all'interno del cammino ne ha accentuato le problematiche...

Non vado oltre in queste descrizioni, le approfondirò in un altro post. Solo per dare un quadro su chi sono spesso queste persone che hanno ricevuto un "carisma" nel cammino...

[...]

Volevo aggiungere e precisare che il termine "frustrato", che ho usato per descriverli, non è volto ad insultare gli appartenenti al cammino, pertanto non si scriva di essere offesi o altro, quello che ho utilizzato è un TERMINE MEDICO (in psicologia si dice "avere un io frustrato") basato su una CONSTATAZIONE.

Infatti sono proprio le persone "insoddisfatte" quelle che vengono (saggiamente, nell'ottica nc) scelte per fare questa "mansione" all'interno della struttura gerarchica nc: sono questi soggetti sono quelli che assicureranno la completa fedeltà ed intransigenza.

Un'altra cosa che ho potuto notare, nel corso degli anni, è che spesso chi possiede doti intellettuali e titoli accademici di un certo tipo (lauree, una certa professione, soddisfazioni insomma...) viene escluso a priori da questi ruoli. A meno che non si accerti che la persona sia pienamente manipolabile. Alcuni catechisti da me conosciuti erano laureati. Ma, di fatto, non avevano particolari doti intellettuali: erano arrivati fuoricorso da anni e più per spinta dei genitori. Cosa che continuamente facevano "pesare" nelle loro risonanze.

Insomma, anche queste persone che, agli occhi del "mondo" si mostravano colti, di successo, intelligenti, etc. di fatto avevano un profondo "io frustrato" che non gli permetteva di essere felici. Alcuni si lamentavano di continuo del loro stato, da una parte sembravano come "condannati" a quel ruolo, dall'altra provavano sicuramente un piacere sottile ad avere potere su altri individui (deboli più di loro, però).
In ginocchio davanti a Kiko

Questo stato di insoddisfazione, del resto, è possibile CONSTATARLO in tantissimi video che hanno pubblicato i neocatecumeni in occasione dell'ultima "manifestazione" comandata da Kiko Arguello.

Ho fatto un piccolo "esperimento", far vedere una serie di queste "esperienze" che girano in rete ad un mio amico psicologo, il quale ha confermato lo stato di insoddisfazione profondo (c.d. io frustrato) che traspare da quello che molti di essi stessi dicono.

Quando ero neocatecumeno, manifestai spesso la mia contrarietà a indicare SEMPRE frustrazioni, croci, fallimenti, con l'opera del Signore, quasi che non ci fosse spazio per altro! Questa fu una delle tante cose per cui fui alla fine fui cacciato.

Del resto, io ho mai sentito un "annuncio" che cominciasse dicendo: Fratelli, io sono grato al Signore perché non ho problemi, non ho croci, non ho nulla di cui debba oggi sentirmi triste o frustrato".
Eppure sarebbe un annuncio migliore di tanti altri perché vorrebbe dire che il Signore ha davvero salato la nostra vita.

[...]

Primo. l'analisi è stata fatta da uno PSICOLOGO, non da me. Magari se uno leggesse...
Secondo. Uno psicologo può tranquillamente fare una diagnosi preliminare basandosi su un raccontato di diversi minuti (le "testimonianze" durano anche mezz'ora), del resto non si eccepisce come uno psicologo no ed un c.d. "catechista" possa dare una "parola" basandosi su uno scrutinio di pochi minuti...
Terzo. Non ho detto che chi è laureato non può fare il catechista, infatti molti di quelli che ho conosciuto lo erano, io ho posto l'accento su altro, anche qui magari si dovrebbe leggere (e comprendere cosa uno scrive) prima di scrivere "pepate" risposte che fanno solo capire che uno ha colto dove "il dente duole", ovvero che quanto scritto vi da fastidio perché racconta fatti reali...

Spiritualità neocatecumenale
Comunque d'ora in poi non risponderò più a neocatecumanali astiosi e con evidenti problematiche che dovrebbero curare in apposite sedi e non nelle salette.

Approfitto di questo SOLO per precisare alcune cose a chi non mi conosce:

non ho alcun rancore con NESSUN NEOCATECUMENALE, io racconto dei FATTI OGGETTIVI che sono accaduti nel mio percorso all'interno del cn, se ad alcuni nc questo da fastidio è un problema loro, riflettano su loro stessi e non giudichino chi fino a ieri condivideva con loro questa esperienza.

I membri della mia ex comunità non li vedo da diversi anni e non PER MIA VOLONTA', io sono stato CACCIATO dai c.d. catechisti per aver fatto critiche, non ho "sbattuto la porta" a nessuno. Ed i fratelli che fino a ieri "testimoniavano" l'amore hanno EVITATO di frequentarmi, nonostante io avessi sempre mostrato interesse per loro anche fino a due anni dopo essere stato allontanato.

Ero in Chiesa PRIMA di aver conosciuto il cammino, sono TUTTORA in Chiesa adesso che ne sono uscito, solo in una parrocchia diversa. Sono stimato e, nel mio piccolo, svolgo attività parrocchiale, sono benvoluto (almeno credo :) ). Non ho modificato la mia condotta, non provo alcun odio verso i miei ex fratelli di comunità. Semplicemente ne capisco le dinamiche (che non sono le mie) che li hanno portati ad essere così.
Non cerco, pertanto, la loro "conversione", anzi! gli auguro di finire il cammino in Israele con la veste bianca. Certo che questo non modificherà, però, assolutamente nulla in merito ai loro problemi ed alle loro situazioni di Fede rispetto a quando li lasciai.

Il mio curriculum neocatecumenale è alquanto ricco, cari fratelli mormoratori. Ero stato nominato catechista dalla comunità, andavo alle convivenze di settore, ho collaborato in missioni, ho incontrato Kiko Arguello PERSONALMENTE (ho ancora la foto con lui nel mio pc, forse molti neocatecumeni che mi criticano farebbero carte false per aver conosciuto il profeta), forse un giorno racconterò il mio incontro con kiko in un post. Sono laureato e lavoro soddisfatto nel mio campo.
Ho già detto che non scrivo contro i nc, scrivo per chi è fuori o non conosce bene il cammino per METTERLO IN GUARDIA, perché è cosa "buona e giusta" informare i fratelli cattolici su cosa è REALMENTE il cammino. Perché VOI NON LO DITE!
Ma quello che sono io è SECONDARIO, potrei anche essere un "frustrato" o un "fallito". Nulla cambierebbe su quanto scritto. Nel post parlo di cose specifiche: di delazioni, di comportamenti biechi, di situazioni OGGETTIVAMENTE E MORALMENTE DEPRECABILI.
Perché non ci sono risposte? Non è vero che non ci sono delazioni? E' inventato? Rispondete su questo invece di criticarmi.

lunedì 13 maggio 2013

Kiko: «la liturgia neocat vale 100, quella parrocchiale vale 20»

Arriba! Arriba!
Fate largo ai neocatecumenali!
Nel primi anni Ottanta, quando già venivano pubblicate le prime documentate critiche al Cammino Neocatecumenale da parte di p. Rotondi e di mons. Landucci, il laico Kiko Argüello inventava i «didàscali», cioè i laici neocatecumenali incaricati di preparare i bambini alla prima Comunione.

In un suo intervento a Madrid del 3 febbraio 1985 (PDF) (originale spagnolo qui) Kiko presenta alcuni tratti fondamentali del Cammino che dopo trent'anni non sono affatto cambiati: ubbidienza ferrea ai cosiddetti "catechisti" del Cammino, superbia e arroganza, senso di superiorità rispetto ai cristiani della domenica, imposizione ai bambini di fare "monizioni" e "girotondo col passetto"...



Kiko fabbrica il titolo nobiliare di "didàscalo": gli assegna un "carisma", una "autorità", gli assegna il dovere di "lottare" contro i genitori dei bambini, disprezzabili plebei "nevrotici" e "sentimentali" che devono solo umilmente "chiedere" ai cosiddetti "catechisti". Sentiamo cosa dice Kiko:
Cominciamo parlando dell'Eucaristia dei bambini che hanno fatto la Prima Comunione. In questo senso dovete avere le idee molto chiare perché voi, come didascali, dovrete a volte lottare con certi atteggiamenti sentimentali dei genitori; in questo senso dovete avere autorità. Voi siete didascali, maestri di bambini e si suppone che se nella comunità, il Signore, vi ha dato una missione, avete un carisma, vi devono rispettare. Se hai qualche problema coi genitori, per questo hai i catechisti, possiamo illuminarti su alcune cose. Perché ci sono sempre genitori che sono un po' nevrotici o che hanno un atteggiamento sentimentale, non possono sopportare che il bambino soffra niente e commettono molti errori.
Molte delle ingiustizie del Cammino derivano proprio dal fatto che Kiko, a dei laici, dice: avete un carisma, avete autorità, vi devono rispettare! Il "carisma" consiste naturalmente nella fedeltà a Kiko, non nella fedeltà alla Chiesa (infatti quando Kiko e il Papa dicono due cose diverse, per esempio riguardo la liturgia, tutti gli emissari di Kiko seguono la parola di Kiko a costo di disubbidire al Papa).

Andiamo avanti: qui Kiko dice che la liturgia neocatecumenale vale 100, mentre quella parrocchiale vale 20, e perciò proibisce di mandare i bambini neocatecumenali in parrocchia:
Dico questo perché ai bambini del Cammino Neocatecumenale che si preparano alla Prima Comunione noi facciamo una preparazione a parte. La parrocchia ha una messa per i bambini che si preparano alla Prima Comunione e vorrebbe che anche i nostri partecipassero a questa messa. Ma noi non siamo d'accordo perché i nostri bambini non vivono assolutamente la situazione degli altri bambini che vengono al catechismo; è completamente differente. Sarebbe come farli passare da una cosa che vale cento a una cosa che vale venti.

"Carismi" del Cammino...
Kiko obbliga i bambini a partecipare alle liturgie del Cammino perché altrimenti guardano sicuramente i film porno in TV:
Noi non siamo d'accordo con i genitori che senza alcun motivo permettono ai loro figli di non venire all'Eucaristia. Devono assolutamente venire all'Eucaristia perché, inoltre, abbiamo scoperto molte cose. Abbiamo scoperto che il bambino ti dice che si annoia molto che è molto stanco, e - come sono intelligenti i ragazzi - risulta che non era esattamente questo (parlo soprattutto dell'Italia) ma avendo già visto i programmi televisivi sa a che ora c'è un film e allora ti salta la celebrazione. Sta di fatto che rimangono in casa e non appena i genitori vanno via accendono la TV e vedono i film che non possono vedere. Immaginatevi che in Italia ci sono cento canali televisivi e a volte trasmettono perfino film pornografici. Ci sono tre canali che tutta la notte trasmettendo film, uno dietro l'altro, e di ogni tipo, e ciò è una cosa molto grave.

Kiko si arrabbia perché molti genitori non vogliono far «annoiare» i figli nelle farraginose liturgie neocatecumenali e si rifiutano di praticare un moralismo:
Ci siamo arrabbiati con molti genitori che, perché il bambino diceva che si annoiava, non lo portavano all'Eucaristia. Il bambino deve comprendere l'importanza dell'Eucaristia e il padre nella sua casa deve mettere una gerarchia di valori: Dio al primo posto e con questo non si scherza!. Il ragazzo deve vedere che il padre e la madre sono uniti, sono seri in questo senso, che non discutono mai.

Incredibile: nel 1985 Kiko già si lamentava che le eucarestie neocatecumenali sono "lente", incomprensibili ai bambini, e che le cosiddette "risonanze" sono noiose:
Quando già i bambini vengono all'Eucaristia e c'è un numero considerevole di essi, facciamo in modo che l'Eucaristia sia leggera. Per ciò, il responsabile o qualcun altro deve preoccuparsi di velocizzare l'Eucaristia, non deve neanche essere una cosa eccessivamente pesante. I bambini normalmente non connettono più quando incominciano le esperienze degli adulti, perché alcuni parlano con un linguaggio che loro non capiscono; non lo capiscono perché parlano di cose che noi altri comprendiamo, ma il bambino non lo capisce ed allora ascoltare, seguire, gli costa fatica. Forse ascolto alla prima, ma alla terza risonanza già ascolto difficilmente.
Qui occorre riflettere: proprio loro, proprio i neocatecumenali che disprezzano la liturgia "tridentina" in cui -secondo loro- non si "capisce niente", proprio loro, con le loro omelie laicali denominate "risonanze" non riescono a farsi capire nemmeno dai loro figli! Kiko, già nel 1985, sta implicitamente ammettendo che le liturgie neocatecumenali sono farraginose, "lente", noiose per i bambini, addirittura incomprensibili: i cosiddetti "adulti" del Cammino fanno le loro omelie improvvisate in cui a stento si capiscono tra di loro, in una sagra parolaia che pretendono essere una liturgia eucaristica...!


Un altro tratto della spiritualità neocatecumenale è mettere in imbarazzo i partecipanti. A cominciare dai bambini stessi. Anche chi non vuole parlare, "deve" intervenire: ed infatti vediamo qui Kiko comandare che i bambini vadano interrogati durante la liturgia, anche se ciò li opprime:
La cosa ideale è che spontaneamente i ragazzi si alzino e dicano la loro esperienza o ciò che vogliono, come un adulto. Se vedete che gli adulti hanno detto due, tre, quattro esperienze ed i bambini sono silenziosi, è bene allora che il didascalo domandi loro: "vediamo, a te che ti ha detto la Parola?" I bambini devono sapere che cosa il maestro domanda loro... Gli adulti sono arrivati a protestare perché il presbitero si mette a parlar loro con vocina da bambino, e ad interrogare il bambino e il bambino è lì represso... Quando fate il gruppo per preparare l'Eucaristia, prendete un bambino e mettetelo nell'equipe come un adulto (che vada senza i suoi genitori, se è possibile o che lo lascino uscire o che vadano gli altri a chiamarlo; questo dovete vederlo voi) e gli fate fare una ammonizione.

Imbarazzanti "liturgie" neocat
che bisogna imporre a tutti:
bambini, adulti e anziani
Ecco un altro esempio di moralismo neocatecumenale, finalizzato solo ad eseguire le pagliacciate del Cammino, qualcosa su cui Kiko non transige: anche i bambini devono fare lo "stupendo" balletto col girotondo alla fine della celebrazione:
...i bambini non devono essere soli e soprattutto, il didascalo deve conoscerli perché ci possono essere due che sono amichetti e tutta la celebrazione la passano a chiacchierare e allora bisogna separarli, farli sedere in modo che possano vivere tutto il momento senza parlare. È normale che questo costi loro qualcosa, ma è meraviglioso che stiano con i genitori, è stupendo che dopo danzino con i genitori; è meraviglioso che stiano nella festa. [...] E' penoso che alcuni genitori non vogliano portare i bambini, questa è una deformazione ed è necessario in questo senso fare una campagna per insistere affinché portino i loro figli. Non si può transigere assolutamente in questo.

Kiko come i testimoni di geova: la testimonianza consiste nell'attirare gli altri bambini al Cammino. Anche stavolta il centro della "missione" neocatecumenale non è la Chiesa, non è il Santissimo Sacramento, ma è l'attività del Cammino: invita il tuo compagno di scuola a recitare le Lodi a Kiko...
Sarebbe molto buono allora fare una convivenza con loro sull'apostolato nella scuola, affidare una missione ai ragazzi, guardare tutto questo con loro. "Come si può portare Gesù Cristo nella scuola, nella tua classe, ai tuoi amici?" I ragazzi possono rispondere cose stupende; ad uno si può chiedere per esempio che diventi amico del più emarginato della scuola. E come possiamo fare? "Invitalo alle Lodi con te, in casa tua, e fa che rimanga a mangiare con te. Bisogna invitare quei ragazzi che hanno per esempio le famiglie disunite, distrutte, possiamo dar loro un sostituto della famiglia con la tua propria famiglia".

Prima Comunione a confronto:
cattolica e neocatecumenale
La spiritualità neocatecumenale richiede che i singoli abbiano più legami affettivi con i laici "carismatici" del Cammino che non coi propri familiari: qui Kiko comanda che il "didascalo" sia un sostituto del padre:
Attraverso queste convivenze, che cosa pretendiamo? Pretendiamo una cosa molto semplice, che il ragazzo senta il bisogno del didascalo, deve vedere una figura distinta dal padre. Perché? Perché il ragazzo un giorno può dire al didascalo: "io con mio padre non mi capisco, perché mio padre è così, ecc..." e il didascalo possa dirgli: "non ti preoccupare, parlerò io con tuo padre..." Cioè, il maestro deve essere un amico del ragazzo, dovete farvi amici dei ragazzi. Perché quando il ragazzo avrà una crisi sa che può parlarne con il didascalo della sua comunità; un po' in questo senso.
Nessun percorso di fede ha mai richiesto gesti imbarazzanti, "nueve" estetiche, balletti col "passetto", strafalcioni liturgici, "risonanze" obbligatorie, "decime" ancor più obbligatorie, "monizioni" preprogrammate, "cammini" pluriventennali... Per maggiori informazioni, chiedete direttamente a santa Teresa di Lisieux, chiedete a san Pio da Pietrelcina, chiedete a Nennolina (morta a sei anni e mezzo e di cui è in corso il processo di beatificazione), chiedete a san Domenico Savio (neanche quindicenne, santo)...

In sintesi, abbiamo visto che Kiko stesso trent'anni fa come oggi, esige:

  • che i suoi "carismatici" emissari laici (i cosiddetti "catechisti", i "didascali" e tutta la variopinta nobiltà neocatecumenale) regolino con autorità la vita dei singoli e delle famiglie
  • che gli imbarazzanti gesti del Cammino siano imposti a tutti, anche ai bambini
  • che il ruolo della parrocchia consista solo nel fornire al Cammino salette per le celebrazioni e fedeli da portare alle cosiddette "catechesi"
  • che le liturgie che hanno inventato lui e la Carmen, obbligatorie per tutti i "camminanti", zeppe di strafalcioni e abusi liturgici, valgono 100 rispetto a quelle parrocchiali che valgono solo 20.