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giovedì 1 luglio 2021

A' rieccoli! (they are baaaaack!) - più le Piccole Sorelle Neocatecumenalizzate

Nostra traduzione di un articolo di Frenchie pubblicato ieri su Jungle Watch. Ricordiamo che nell'arcidiocesi di Agaña, che comprende l'intera isola di Guam, vi sono 180.000 cattolici e 500 neocatecumenali.


I neocatecumenali non hanno mai lasciato l'isola: hanno solo mantenuto un profilo più basso.

Fin dall'arrivo dell'arcivescovo Byrnes e la conseguente chiusura del seminario neocatecumenale farlocco a Yona (Guam), e la condanna del disonorato e disgraziato vescovo neocatecumenale Apuron, più la fuga di un altro pervertito sessuale (il presbikiko Adrian Cristobal), e le restrizioni imposte ai kikos (ma da loro ignorate) da parte dell'arcivescovo mons. Byrnes, i neocatecumenali hanno messo in atto una parvenza di nascondimento.

Molti hanno creduto che i kikos avessero imparato la lezione e si fossero decisi ad ubbidire. Pia illusione! Il blog Jungle Watch aveva già avvisato i fedeli cattolici che questa esibizione di improvvisa "umiltà" era infatti una ritirata tattica per riorganizzarsi e preparare la rimonta per dopo. Le comunità del Cammino hanno continuato a incontrarsi in case private - e nel loro nuovo centro ad Asan (Guam) quando legalmente possibile -, spesso contro le decisioni dell'arcivescovo Byrnes. Il dr. Atienza (il grosso supercatechista della setta) si è incontrato con l'arcivescovo abbastanza volte da giurare su tutti i santi in cielo che i neocatecumenali starebbero ubbidendo all'arcivescovo, pur sapendo di mentire in maniera colossale. Agli adepti del kikismo-carmenismo era stato detto che il tutto era solo una tipica "persecuzione" necessaria per guadagnarsi il paradiso (infatti chiamano "persecuzione" ogni battuta d'arresto della setta).

Sebbene i più noti portavoce del Cammino sull'isola di Guam siano stati abbastanza silenziosi per quasi quattro anni, la leadership neocatecumenale ha continuato il suo lavoro nell'ombra, come le termiti.

Dove siamo ora a metà del 2021 mentre la Curia si è addormentata al volante? Questa è una domanda importante. Tenteremo di spiegarvi la situazione riguardo al Cammino a Guam quasi cinque anni dopo la fuga di Apuron.

Il dr. Atienza
(University of Guam)
esibisce interesse
per un pipistrello
Per dare un'idea della situazione dalle tante sfaccettature (piuttosto nascoste al pubblico), la analizzeremo in diversi punti.

  • Presbikikos sull'isola, e loro status
  • Presbikikos incardinati a Guam ma non presenti sull'isola
  • Presbikikos in "missione" (per conto di Kiko)
  • Presbikikos che hanno visitato Guam e celebrato
  • Ultimi sviluppi

Presbiteri neocatecumenali a capo di parrocchie: don Julius, parroco a Umatac; don Rodriguez, parroco ad Agat; don Caminiti, parroco a Ordot; don Szafarski, parroco a Yigo; don Colorado Prieto, amministratore parrocchiale a Talafofo.

Chierici neocatecumenali con incarichi in parrocchie: don Acamparo, vicario parrocchiale a Barrigada; don Jucatan, vicario parrocchiale a Dededo; don Rizal, diacono a Barrigada; don Kim*, diacono a Dededo.

Presbiteri neocatecumenali incardinati a Guam ma ufficialmente "non sull'isola": don Asproni, don Camacho#, don Da Silva Oliveira, don Durango, don Granado, don Stoia, don Quitugua#.

Ritiratisi: don Arejola* e don Bushu, residenza per sacerdoti anziani; don Wadeson, non sull'isola.

Presbiteri neocatecumenali che recentemente hanno visitato Guam e celebrato: don Perez era stato qui almeno fino allo scorso 20 giugno e ha celebrato messa a Barrigada. L'occasione è stata il suo completamento degli studi teologici, dopo che il seminario neocatecumenale a Yona era stato chiuso. Ci era stato detto dall'infame dr. Eusebio, all'epoca, che lui e il Gabe Camacho avevano bisogno solo di sei mesi per completare gli studi. E invece ci hanno messo quattro anni e mezzo: complimenti all'expertise dell'Eusebio.

Prima di lui sia don Gabe Camacho, sia suo fratello don Luis Camacho (il presbikiko sorpreso a far sesso con una minorenne neocatecumenale), che teoricamente aveva lasciato l'arcidiocesi di Guam per trasferirsi nel Qatar (ma è ancora incardinato a Guam, sebbene come prete "non nell'isola"), hanno entrambi visitato e celebrato messa per le proprie comunità di Guam. Il punto tuttora poco chiaro è se la Curia di Guam abbia mai concesso il permesso di celebrare in tali occasioni.

Ultimi sviluppi: giovedì 24 giugno 2021, "Ricky il Pazzo" (il sullodato fratello del Cammino dr. Eusebio) ci ha elargito un articolo dalle colonne del giornale Guam Daily Post intitolato "Un'altra opzione per i manamko" [nella cultura di Guam i manåmko' sono gli anziani, meritevoli di rispetto per la loro saggezza]. Nell'articolo il caro Dr. si auspica l'arrivo di un certo nuovo ordine di suore [neocatecumenali] perché si occupino di... un problema che non esiste. Come sempre, quando Ricky il Pazzo ti indica un albero, è perché non vuole che tu noti la foresta che c'è dietro. Spiegherò in dettaglio in un prossimo articolo; quel che si può dire adesso è che a differenza di quanto molte persone credono, il Cammino è tuttora vivo e vegeto e ancora operante a Guam.


Note:
* l'asterisco denota qualcuno che potrebbe forse non essere un neocatecumenale a tutti gli effetti, ma che ha contribuito all'attività del Cammino in maniera clamorosa.
# l'hash denota qualcuno su cui le informazioni riguardo responsabilità e luoghi sono piuttosto contraddittorie.


 

Traduciamo qui sotto anche una nota sul sullodato dr. Eusebio, fratello del Cammino - sempre a cura di JungleWatch, per far capire i trucchetti usati dal Cammino quando vogliono incistare qualche loro attività, a spese vostre e della Chiesa, per la gloria del tripode Kiko-Carmen-Cammino.


Negli anni successivi all'esilio del disgraziato e disonorato vescovo neocatecumenale Apuron, parecchi membri del Cammino si son dati da fare per difenderlo pur conoscendone i peccati e i fallimenti.

Per esempio nessuno può dimenticare l'infame "Diana" [pseudonimo dei redattori di un blog pro-Cammino; pur di difendere il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron andarono dicendo che a dieci anni un bambino è consenziente...], ma anche lo strano professor Zoltan (che somiglia a Mr. Magoo), l'insopportabile avvocatessa Terlaje (che difende Apuron anche nelle cause civili ed era responsabile della comunità in cui fratel Tony Apuron "cammina"), ma nessuno giunge all'arroganza, disonestà e zelo di Ricky il Pazzo, cioè il dr. Eusebio, che nel tempo libero esercita la rispettabile professione di chirurgo.

Nel sopracitato articolo "Un'altra opzione per i manamko" costui anzitutto insinua la tesi che l'isola di Guam avrebbe un problema particolare: «Ci sono persone malate il cui stato di salute richiede l'ospedalizzazione e una lunga cura di riabilitazione post-operatoria. Tale evento traumatico crea un cambiamento significativo nella direzione della loro vita, rendendoli più dipendenti dagli altri. Può essere una cosa temporanea ma per molti si pone il problema della depressione e dei conseguenti cambiamenti a livello cognitivo, che porta al loro declino e accelera la loro dipartita. Il supporto delle famiglie è essenziale per evitare le difficili conseguenze di tale drammatica situazione».

Dunque Rick ci dice riguardo alla vecchiaia qualcosa che tutti già conosciamo, specialmente fra persone di una certa età che hanno affrontato la cosa in famiglia o tra gli amici. Il "buon" dottore prosegue: «Senza il supporto delle famiglie non ci sono grandi alternative a Guam. La casa di cura St.Dominic a Barrigada è forse l'unica opzione disponibile, mi sembra, e richiede acconti, assicurazione sanitaria, a seconda del livello di cura richiesto, della disponibilità, e delle spese extra. Chi non ha la possibilità di trovarvi posto o di pagare cure specializzate potrebbe languire in ospedale per giorni o mesi, con maggiori costi ospedalieri a suo carico».

Come potete notare il bravo dottore neocatecumenale sembra "molto preoccupato" di tutta la situazione, nevvero? Pare proprio il classico caso di una soluzione che va cercando un problema. La soluzione che il dottore kikiano sta per presentarci sarebbe frutto della sua morale "cristiana". Ed eccovela: allacciatevi le cinture... «Così, sono entusiasta nel sapere che la "Congregazione delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati" desidera stabilire una sua missione qui a Guam. La loro missione è di prendersi cura per i poveri anziani disabili per tutti i loro bisogni, spirituali e fisici. Attivano case per coprire i bisogni quotidiani degli anziani, vivendo di donazioni, e accogliendo chiunque, indipendentemente dalla sua situazione finanziaria».

Ma guarda un po', il buon dottore neocatecumenale ha una soluzione ragionevole a questo problema estremamente grave. Come fa il grande dr. Eusebio a incoraggiare lo stabilirsi a Guam di una nuova congregazione femminile, nel mentre che spende ogni sua energia combattendo per promuovere la supremazia del Cammino Neocatecumenale?

E chi sono queste Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati? Ottima domanda, visto che non c'è una risposta chiara. La congregazione venne fondata in Spagna nel 1872 a Barbastro, da santa Teresa di Gesù Jornet; il generalato della congregazione è in Spagna, a Valencia; ci sono 2400 suore nel mondo in 210 comunità in 20 paesi; il loro motto è "aiutare i corpi per salvare le anime". Il generalato dell'ordine è dove la santa attivò la sua prima comunità, a Valencia, mentre la prima casa fuori dalla Spagna fu aperta a Cuba nel 1885 inviandovi dieci nuove suore. Come vedete, nulla di fuori dall'ordinario, per un ordine cattolico, tranne per il suo numero di suore e per l'impatto geografico, relativamente piccoli. Tutto questo finché ti limiti ad uno sguardo superficiale.

Negli anni '80 e '90 tale congregazione, al pari di tante altre nel mondo, affrontava sfide durissime: le suore invecchiavano, le vocazioni scarseggiavano, i problemi economici aumentavano. Ed ecco che scende in campo la più intelligente e spietata fondatrice del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernández. Come abbiamo già visto altrove, Carmen proviene da una delle più prominenti famiglie commerciali della Spagna e che ha grossi interessi a Valencia. Carmen, da sempre scaltra negoziatrice e politicante consumata, vi ha visto un'opportunità d'oro proprio mentre il Cammino pianificava l'apertura di propri seminari. Il piano era praticamente lo stesso che per i seminari: sviluppare un sistema dove in cambio di nuove reclute e di campagne di raccolta fondi, il Cammino potesse trarre vantaggio dalla benevolenza risultante, vantarsi del successo vocazionale, e generare opportunità per un giro di soldi dietro la scusa dell'impegno caritatevole.

Carmen, insomma, è stata capace di cooptare un'organizzazione in declino, darle nuova vita, e avere una perfetta copertura per la cosiddetta "evangelizzazione" neocatecumenale... all'unico costo di far sorgere installazioni di quelle suore esattamente nelle diocesi gestite dal Cammino o da vescovi "amichevoli" col Cammino.

A questo punto si spiega come mai l'Eusebio, nella sua lettera al direttore, dichiara: «Accogliamo queste suore. Non chiedono supporto economico dall'arcidiocesi, ma solo un benvenuto e il riconoscimento del bisogno di curare i nostri anziani. Abbiamo tutto da guadagnare per i nostri Manåmko'. Incoraggiate i vostri parroci, amici, e leader del governo affinché l'arcidiocesi srotoli il tappeto di benvenuto!».

Sfortunatamente i neocatecumenali hanno già recitato quel film parecchie volte. Quando arrivarono per la prima volta sull'isola di Guam, quando aprirono il loro seminario farlocco a Yona, quando hanno sfruttato Apuron e l'arcidiocesi (più certi altri noti business in giro) come programmi di riciclaggio denaro sporco. Per quanto mi riguarda, non intendo accettare quella falsa "opportunità", e incoraggerò tutti i cattolici di Guam a non cadere vittime di tale esca nella solita trappola. Fate sapere ai vostri amici e ai politici di cui vi fidate quale sia la questione, che non è altro che un ritorno in grande stile dei neocatecumenali e dei loro metodi di corruzione. Vogliamo sperare che la Curia non sia addormentata al volante come lo è stata negli scorsi 18 mesi.

giovedì 8 ottobre 2020

SEMPRE SULLE SUORE DI CLAIRVAUX (O CLARAVAL). ABBIAMO BISOGNO DI CHIAREZZA.

Abbiamo già visto come dal sito delle Hermanas de Claraval, suore neocatecumenali, si evince che le sedi di questa nuova congregazione sono 3: Callao, Düsseldorf e Valencia (Spagna), quest’ultima ancora in fase di completamento.

La sede del Callao è la sede-madre, eretta ex novo dal nulla nel 2008 dal vescovo Miguel Irizar, anche se cronologicamente nacque prima quella di Düsseldorf, nel 2004.
A Pachacutec, Callao, lavori imponentissimi dai costi inimmaginabili, riguardo ai quali lo stesso vescovo esplicitamente disse che non si sarebbe dovuto chiedere nulla a proposito dell’origine dei soldi, cioè dei benefattori.

Esiste un video con la presenza dello stesso vescovo nelle varie fasi dei lavori, fino ad opera ultimata, e da esso si possono facilmente dedurre le proporzioni dell’opera, come anche lo stile prettamente neocatecumenale. Chi saranno gli architetti?


Ecco l’arrivo delle “cistercensi” da Sostrup, Danimarca.
Quella che saluta con la mano alzata è Madre Theresa Brenninkmeijer, la “badessa”, con 8 suore trasferite dalla Danimarca al Perù. 

Tutte giovanissime, poi capiremo anche perché.


All’epoca era denominato “Monasterio de la Santísima Trinidad – Monjas cistercenses”, come appare all’inizio del video.

In effetti, all’epoca, la badessa entrante Madre Theresa Brenninkmeijer, non era ancora stata allontanata dalla congregazione cistercense, o comunque sospesa dall’incarico di badessa, cosa avvenuta nel 2011 e ribadita nel 2012:



"La ragione principale è che durante l'indagine interna, si è sperimentato che l'insegnamento sul posto è stato troppo segnato dal nuovo movimento evangelico 'Cammino Neocatecumenale'. Il papato ritiene che si discosti troppo dalla linea tradizionale. "Le sorelle dovrebbero avere più libertà interiore di scegliere e non essere esposte a una spiritualità così ristretta come avviene ora".

Adesso, infatti, nel sito delle “Hermanas de Claraval” si fa cenno a cistercensi e benedettine, ma non si adducono le origini ed i riconoscimenti di questo nuovo ordine, od eventuali associazioni.

Sarà per questo che c’è pochissima propaganda, soprattutto per quel che riguarda i monasteri “figli”, quello di Düsseldorf e quello di Valencia (Gandia).

Siccome però noi siamo un po’ puntigliosi, siamo andati su google maps a controllare dove si trova il Monasterio de la Santísima Trinidad delle monache cistercensi, dato che abbiamo potuto reperire un sito  dedicato alle suore cistercensi, ma non corrispondente al monastero della Santissima Trinità delle suore di Claraval.

In effetti il  “Monasterio Cisterciense Santa María de la Santisima Trinidad - Congregación de Monasterios de Monjas Cistercienses de San Bernardo” si trova nella zona di Lurin, distante 72 km da Pachacutec, dove invece sono le suore di Claraval, e solo quello di Lurin figura tra le Congregazioni dei monasteri delle monache cistercensi di San Bernardo, quello delle “Hermanas de Claraval” non c’è proprio.

Allora la situazione che abbiamo riscontrato è questa: il video che mostra mons. Irizar all’inaugurazione delle suore di Claraval inizia denominando il loro monastero “Monasterio de la Santísima Trinidad - monjas cistercienses Pachacutec-Callao”, ma in riferimento ad esso non si trovano altro che articoli di giornale, nessun sito dedicato e nessuna elencazione nel novero delle monache cistercensi, mentre tutte queste caratteristiche appartengono ad altro monastero (con l’aggiunta di “Santa Maria” de la Santísima Trinidad), con quasi lo stesso nome, la stessa congregazione e la stessa regola, ma è quello di Lurin e non quello di Pachacutec. 

Anche ricercando nel sito della Confederazione Benedettina dell’Ordine di San Benedetto, le “Hermanas de Claraval” non ci sono.

Né tra i cistercensi, né tra i benedettini.

Abbiamo trovato un articolo che sostiene che “Il Monastero Cistercense che si sta costruendo nella grande città di Pachacútec, di fronte al mare di Callao e sul terreno della nostra Università del Lavoro, sarà ASSOCIATO AL MONASTERO DELLE MADRI CARMELITANE NEL 2008”

Adesso entrano in gioco anche le Carmelitane.

Tanta confusione: benedettine, cistercensi, carmelitane…

In soldoni, del monastero di Pachacutec non c’è traccia da nessuna parte.

O almeno noi, dopo attenta ricerca, non siamo riusciti a trovare NULLA da nessuna parte, tranne il sito generico delle “Hermanas de Claraval” e qualche articolo di giornale dell’epoca, come anche qualeche menzione contraddittoria sparsa qua e là.

Quello che abbiamo trovato invece è che le “Hermanas de Caraval” si trovano sui siti business delle compagnie aziendali.

Si legge: “Hermanas de Claraval” è un’istituzione religiosa attiva dal 2015, la cui rappresentante legale è BRENNINKMEIJER RENEE GERARDA MARIA."

In altro sito la rappresentanza della Brenninkmeijer è determinata al 2013, ma l’attivazione è sempre nel 2015.

Ma vah?
Una della famiglia BRENNINKMEIJER?

No.
Reneé Gerarda Maria è il vero nome di Theresa Brenninkmeijer!!
Probabilmente prima di farsi suora.

Nonostante in altro sito figuri il nome Madre Theresa Brenninkmeijer, O. Cist., abbiamo trovato un sito che nel presentare la tesi per il dottorato in teologia, in data 4 marzo 2011, cita il nome di Reneé Gerarda Maria Brenninkmeijer. 

Due identici scritti, due nomi diversi.

Dunque, però, divenne dottore in teologia solo nel 2011, 9 anni fa.
Quando era a Sostrup aveva solo un diploma in teologia, nessun dottorato.

Il giorno dell’inaugurazione del monastero al Callao, 8 dicembre 2008, a convento nemmeno totalmente rifinito, si può notare come la celebrazione avvenuta nella cappella del convento delle “cistercensi” sia TOTALMENTE neocatecumenale: mensa neocatecumenale, menorah, croce astile di Kiko, Madonna del cammino, copriambone by Kiko, tabernacolo a due piazze (come nei Redemptoris Mater)…

Inaugurazione del monastero

Ma nelle foto su google maps, al posto della Madonna del cammino c’è la statua di una Madonna tradizionale.
Il tabernacolo a due piazze, però, è ben visibile lo stesso.

Immagine su google
Notare che al posto della Madonna del Cammino c'è una statua tradizionale.

La ex badessa cistercense è stata apprezzata e tenuta in conto anche dal vescovo successivo a mons. Irizar, José Luis del Palacio.

Nella carrellata di immagini del video approntato per i saluti dopo essere stato rimosso dal Vaticano da vescovo del Callao, si può notare come Theresa Brenninkmeijer sia al suo fianco alla presidenza di una certa conferenza non meglio specificata, che però non ci pare nemmeno per suore:

Madre Theresa seduta accanto al vescovo Del Palacio

Ci chiediamo com’è possibile, dati i trascorsi non troppo limpidi, che questa ex badessa cistercense adesso possa aver assunto la guida del monastero neocatecumenale “Hermanas de Claraval”.

Sì, perché la vicenda della suora psicopatica non è stata denunciata solo da Helene Hägglund nel suo libro del 2009, bensì anche da un’altra suora, Jordana Schmidt, che differentemente dalla Hägglund è rimasta suora, passando dal Convento di Sostrup a quello delle Suore Domenicane di Bethanien.

Anche lei ha scritto un libro in cui, tra le altre, narra anche della sua esperienza a Sostrup: “Ente zu verschenken”.

Si legge:

“Nel 1990 è entrata in un convento cistercense in Danimarca , dove le è stato dato il nome religioso Franziska . Dopo brutte esperienze con l'abuso di potere monastico e il bullismo nel monastero di Sostrup , poi abolito a causa degli abusi , che lei descrive nel suo libro autobiografico “Ente zu schenkken” (2015), lasciò l' Ordine Cistercense nel 1994 due settimane prima della sua professione perpetua e passò alle domenicane di Betania.”

Evidentemente a lei bastò meno tempo per svignarsela, dopo la morte dell’anziana suora a causa dei comportamenti disumani della badessa Brenninkmeijer. La Hägglund ci mise almeno 3 anni, cosa che le riesce difficile perdonarsi, perché la manipolazione mentale della badessa, che l’aveva nominata sua vice, in lei era troppo forte. Si sente per questo anche corresponsabile degli eventi ed anche per non aver difeso le sorelle più giovani ribellandosi alla badessa:

“Ho una responsabilità per ciò che è accaduto nella vita delle altre sorelle. Spero di poter rimediare raccontando la storia. Ma io ero il braccio destro di Madre Benedict (pseudonimo di Theresa) e l'ho sostenuta in quello che ha fatto. Sono stata coinvola nella manipolazione.Avrei dovuto dire di più contro. Avrei dovuto protestare di più. Avrei dovuto prendere le distanze. Non avrei dovuto supportarla.
Penso di aver bisogno del perdono delle mie sorelle.”

Anche suor Jordana Schmidt riporta le stesse cose della Hägglund:

“Niente telefono, radio o televisione. Visite solo a ore, le lettere venivano consegnate aperte e, se necessario, controllate nel loro contenuto. Silenzio rigoroso, alle nove in punto la luce si spegneva e ciò che veniva letto era determinato da qualcun altro ... e severe sanzioni per cattiva condotta. No, non sto parlando di una prigione, ma del mio tempo in un monastero contemplativo circa 28 anni fa. E ho pensato a lungo se dovrei parlare di questo periodo.”

Continua:

“A 17 anni mi sono lasciata ispirare da una giovane e carismatica suora per la vita del monastero. Sono entrata lì all'età di 21 anni. 
Ma ho subito scoperto che non si trattava di me come persona, ma di me come VOLTO GIOVANE: il monastero DEVE APPARIRE giovane e dinamico. 
Esteriormente, questa immagine è stata mantenuta per molti anni. Dentro c'era l'obbedienza assoluta e il MANDATO DI SORRIDERE, cantare e essere la SUORA ALLEGRA.
Eravamo tutte giovani, piene di sete di vita. Per molti questa sete è stata placata. Hanno lavorato, HANNO SORRISO PREMENDO UN PULSANTE E HANNO SMESSO DI PENSARE. 
Ciò ha solo causato problemi ed è venuto dal diavolo, tra l'altro. Ho lasciato il monastero dopo alcuni anni. Con una cattiva coscienza. Perché mi ci è voluto per rendermi conto che non era qualcosa che non andava in ME, ma con il sistema lì. Con l'abuso di potere dei colonnelli. Sono stata una vittima. All'inizio è stato difficile resistere. Ho dovuto giustificarmi per aver partecipato. Ma con l'aiuto di persone carine e professionali ho potuto parlarne e difendermi. Soprattutto, ho potuto parlarne ai responsabili della Chiesa. Tuttavia, ci è voluto molto tempo prima che qualcosa alla fine accadesse, e solo perché ALTRE SORELLE SI SONO DIMESSE e hanno detto cose simili. Eppure questo sistema continua - accettato dai dirigenti della chiesa.
Voglio incoraggiare tutti a non stare zitti. Abbi fiducia in te stesso, la libertà interiore è un grande bene. Sia nella nostra società che nella Chiesa. DOBBIAMO OPPORCI CONTRO L'ABUSO DI POTERE E IL DEGRADO DEGLI ALTRI. L'uomo è prezioso. Tutti!”

Evidentemente a Madre Theresa davano fastidio le suore anziane, perché lei aveva mandato di rinnovare il convento con suore giovani, che dessero un’immagine dinamica ed allegra della vita monastica.
Erano le anziane, infatti, quelle maggiormente prese di mira dalla badessa.

E infatti, perché la “nuova priora” Brenninkmeijer approdò a Sostrup?

Si legge, sempre dalla Schmidt:

“Dal 1988, la nuova priora , che proveniva da una ricca famiglia imprenditoriale tedesco-olandese, ha portato a un riallineamento della vita monastica. Ha portato nel monastero un gruppo di ragazze e donne, molte delle quali provenivano dalla Germania, per riformare la comunità che invecchia. NEL 1990 CI FURONO LE PRIME LAMENTELE sul suo stile di leadership con il vescovo di Copenaghen , dopo di che lui, il gesuita Hans Ludvig Martensen , visitò il monastero, ma non riuscì a trovare una soluzione.”

Le lamentele, quindi iniziarono subito dopo due anni dall’arrivo della ricca suora a Sostrup.

“Tra l'altro, con il sostegno della sua famiglia, la superiora ha organizzato un nuovo e spazioso monastero poche centinaia di metri a sud del castello. Nel maggio 1992 il convento si è trasferito dalla casa dell'amministratore precedentemente abitata al nuovo edificio moderno e confortevole. IL MONASTERO LAVORAVA CON IL CAMMINO NEOCATECUMENALE , CHE INVIAVA IN DANIMARCA DONNE DA TUTTO IL MONDO.”

Non capiamo il danese, ma ci interroghiamo sul video che girò con un giornalista nel 2005. Il seminario che appare è quello “vecchio” e cadente, in un antico castello, pieno di umidità e crepe, ma la realtà è che stavano ormai da anni in quello nuovo, ben esistente e confortevole, come si vede dalla foto.

Il vecchio ed il nuovo monastero

Dopo soli 4 anni dall’arrivo della ricca e psicopatica suora, la miliardaria famiglia Brenninkmeijer aveva già costruito il NUOVO MONASTERO.

E poi, nel 1998 il monastero di Sostrup FU ELEVATO AD ABBAZIA.

Ma vah?
Dieci anni dopo l’arrivo della suora Brenninkmeijer…

Eppure, era stata mandata per ravvivare un convento “vecchiotto”, che ne sapevano se avrebbe avuto successo?
Ma lo sapevano già…
La LONTANA e SCRISTIANIZZATA Danimarca era il luogo ideale per inviare povere ragazze neocatecumenali da ogni parte del globo, senza tanto clamore.

In realtà però, dopo dodici anni di “neocatecumenalanza”, non pare che le suore fossero tantissime:

“Nel 2000, 16 suore vivevano a Maria Hjerte Abbedi “.

Però tutte giovani, immagine e manovalanza fresca…

“Negli anni successivi, l'abbazia ha fondato il Monastero del Sacro Cuore a Düsseldorf (2004) e il monastero di Santísima Trinidad a Pachacútec, distretto di Ventanilla, nella diocesi peruviana di Callao (2008) come monasteri sussidiari.”

Tutto ancora prima che Madre Theresa Brenninkmeijer fosse sospesa, quindi ERANO monasteri cistercensi.

Non pare però che lo siano più adesso, perché, come dicevamo, la nostra ricerca nell’elenco dei monasteri cistercensi e relative badesse, non ha dato risultati né riguardo a Theresa Brenninkmeijer né ai 3 monasteri delle “Sorelle di Claraval”

Stessa cosa è avvenuta per la ricerca sul sito CONFER, organismo di diritto pontificio approvato dalla Santa Sede, composto dai Superiori Maggiori degli Istituti Religiosi e delle Società di Vita Apostolica stabiliti in Perù.

Potremmo quindi affermare con abbondante percentuale di veridicità che i monasteri delle “Sorelle di Claraval” NON SONO CISTERCENSI e non figurano nel sito elencante gli istituti religiosi peruviani.

Ci chiediamo quindi a quale ordine appartengano e se siano riconosciute dal Vaticano, cosa che ancora non parrebbe.
Anche perché altrimenti avrebbero suonato le trombe.

Nonostante questo, le Sorelle di Claraval continuano ad operare con a capo Theresa Brenninkmeijer che, a questo punto, dovrebbe dimostrare a quale ordine appartiene e quali voti abbia assunto, dato che su questo punto fondamentale si glissa troppo.

Anche nel 2018, senza troppa pubblicità, sono state “ordinate” altre 4 suore, e ciò si trova pubblicizzato solo nel sito della diocesi del Callao, nessun clamore in nessun media:

“LE RELIGIOSE HANNO RICEVUTO I VOTI PERPETUI NEL MONASTERO DI PACHACUTEC”

Ordinazione 2018.
Madre Theresa a sinistra, del Palacio al centro

Di che ordine?
Quali voti perpetui?

Pare quelli delle “suore di Clairvaux”:

“Martedì 13 novembre si è celebrato il “Monastero della Santissima Trinità”, della diocesi di Callao, situato a Pachacutec, da quando quattro suore religiose di Clairvaux hanno ricevuto i voti perpetui.”

“Sono tre sorelle peruviane: Michaela Morales Torres, Catalina Salazar Macedo e Bernarda Torres Rivera. E una sorella italiana, Anastasia Terrana.”

Non avremmo desiderato citare il nome, ma dacché lo cita la diocesi del Callao, diremo anche che tale suora è siciliana ed è partita per il Callao nel 2013.

Il problema è che il giornale che riporta la notizia, dice che l’ordine della nuova suora è quello delle “Benedettine Cistercensi”

Ci chiediamo ancora quindi come mai nel sito delle “Sorelle di Claraval” o Clairvaux, fa uguale, non sia MAI citata la dimostrazione dell' appartenenza a quell’ordine.
L’averlo fatto, non solo avrebbe chiarito l’appartenenza, ma ci sembra proprio un atto dovuto.

Naturalmente:

“La cerimonia si è svolta nella Cappella del Monastero ed è stata presieduta dal Vescovo di Callao, Monsignor José Luis del Palacio e concelebrata da Padre Antonio Garciandía e da Padre Hugo Cabrera, RESPONSABILE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE IN PERÙ.”

In Germania, invece, ma con una fatica non indifferente per mancanza di riferimenti, abbiamo potuto scovare la testimonianza di un ragazzo che ha visitato le “Sorelle di Claraval” nella loro sede a Düsseldorf, il 23 febbraio 2020.

Afferma che ci sono 17 suore da tutto il mondo, che parlano in lingua spagnola “POICHE’ LA LORO CASA MADRE E’ IN PERU’” e vivono “secondo le regole di San Benedetto”.

Naturalmente, come sappiamo che sempre avviene, le suore hanno risposto alle domande poste dal gruppo di appartenenza del ragazzo.

Infine, dice il giovanotto:

“Va detto che questo stile di vita può rendere una persona molto felice (questo è ciò che trasudavano le suore) e deve quindi essere rispettato.”

Il che ci riporta alla testimonianza di suor Jordana Schmidt, che la felicità mostrata fa parte di un obbligo d’immagine. Poi, nel privato, privatissimo delle loro stanze… A nessuno possono mostrare le loro sofferenze, nemmeno ai parenti.

Nella serie di immagini della visita proposte nel sito, immortalanti il “cerchio” per le domande ed altri momenti, ce n’è una in particolare che ha attirato la nostra attenzione: quella di un tavolino posto tra le panche della cappella, con sopra un piatto di ostie (non consacrate, immaginiamo), in cui gli ospiti si possono servire tramite un cucchiaino.

Naturalmente, tra le altre immagini “classiche”, appare anche qualche opera di Kiko.




Tabernacolo a due piazze.
Come nei Redemptoris Mater

Conoscendo il Movimento Neocatecumenale, ci insospettisce anche ciò che leggiamo nelle pagine facebook di Helene Hägglund per quanto riguarda la scelta di ragazze giovani da convincere attraverso molti mezzi ad entrare in monastero.

In una conversazione su una pagina facebook, infatti, una conoscente della Hägglund, rimembrando i difficili tempi a Maria Hjerte Abbedi, ricorda che scherzando, una volta la badessa Brenninkmeijer rispose a chi le chiese come mai si rivolgesse sempre a ragazze giovani:

“Poi posso fare meglio il lavaggio del cervello"

Le amiche in facebook aggiungono tra sé:

“Ma dopo questo dovremmo essere più svegli con chi ha tratti psicopatici.”

In effetti le giovani ragazze risultano essere le prede prelibate di chi ha intenti manipolatori ed è istruito e carismatico come la Brenninkmeijer, soprattutto per il fatto che, come ha fatto notare un’altra ragazza che riuscì a sfuggirle per un pelo, le giovani non hanno né l’esperienza né l’ardire nemmeno di osare pensare che la loro “guida” sia criticabile, né tantomeno oserebbero mai criticarla.
Con loro la convinzione che tutto quello che esce dalla bocca della superiora è buono e giusto ed ogni altro pensiero viene dal diavolo, ha sicuramente miglior gioco.




mercoledì 30 settembre 2020

LA SUORA IN FUGA ED IL NUOVO ORDINE FEMMINILE NEOCATECUMENALE

È una lunga storia, ma tentare di seguirla più a fondo a qualcosa ha portato. Grazie internet!

Si tratta della vicenda di Madre Theresa Brenninkmeijer, neocatecumenale, occorsa più di una decina d’anni fa in Danimarca nel convento ormai chiuso Maria Hjerte Abbedi, nello Jutland orientale, in cui era badessa.

Madre Theresa Brenninkmeijer
Ne hanno parlato abbondantemente la stampa danese dell’epoca, quella tedesca e un po’ quella peruviana. Qui in Italia, nulla.

LA VICENDA IN BREVE

Madre Theresa Brenninkmeijer, proveniente da una famiglia miliardaria germano-olandese, fu formalmente indagata dell’ omicidio di un’anziana suora ormai non più nel pieno delle facoltà mentali.
Dopo dovute indagini fu determinata la morte naturale della suora e le suore testimoni oculari non furono tenute in conto.
Si dice che una mattina di novembre del 1993, ad una temperatura di 5 gradi celsius, Madre Theresa rinchiuse al freddo nel cortile del convento la suora gravemente demente perché disturbava la preghiera del mattino. Mezz'ora dopo, Helene Hägglund, la ex suora che in seguito ha lasciato il convento e scritto un libro dopo 13 anni, ha trovato la suora demente morta.

Secondo la testimonianza di Helene Hägglund, la povera suora affetta da demenza veniva spesso rinchiusa nella sua stanza e legata ad una sedia perché, non avendo più testa, disturbava e commetteva azioni pericolose e disdicevoli.
Secondo la sezione 250 del codice penale danese, è un reato mettere una persona in uno stato di impotenza o in modo spietato causare un pericolo imminente per la vita o la mobilità di qualcuno.La pena è fino a otto anni di carcere, ma la responsabilità penale scade 10 anni dopo che la violazione è stata commessa
La vicenda purtroppo però è emersa 15 anni dopo l’accaduto, non essendo stata immediatamente denunciata, attraverso il libro scritto della ex suora Helene Hägglund. Altre suore se ne erano andate dal convento prima di lei per gli stessi motivi.

Libro di Helene Hägglund
Madre Theresa aveva infatti ordinato di portare la suora in cella, ripulirla, e tacere sul corso degli avvenimenti.
Ma, al di là dei fatti che hanno portato l’evento per lungo tempo alla ribalta delle cronache danesi a partire dal 2010, suor Theresa è stata descritta come autrice di abusi, manipolazioni, schiaffi e colpi sulle suore, terrore psicologico, abuso di potere ed esercitante uno strettissimo controllo con tutti i contatti esterni.

Scrive la ex suora nel suo libro:
“Vivevamo in un ambiente chiuso e non avevo basi di confronto. Ciò significa che sei lentamente risucchiato nella logica del luogo. CIÒ CHE PER GLI ALTRI SAREBBE STATO ASSURDITÀ E ATROCITÀ È DIVENTATO PER NOI NORMALITÀ. (…) Alla fine, non ho più creduto ai miei pensieri, ma HO CANCELLATO QUALSIASI DISACCORDO CON LA BADESSA COME UNA TENTAZIONE DEL DIAVOLO ".
Ci ricorda qualcosa?
La situazione sarebbe più complessa, diremo solo che con la sollecitazione dell’intervento del vescovo, Mons. Kozon, fu richiesta un’ispezione del Vaticano, procrastinata alla data dell’ispezione triennale, in occasione della quale, preannunciata, le sorelle furono istruite su come rispondere alle domande e non emerse nulla.

Pare che il Vaticano in seguito abbia sospeso la badessa perché:
“L'INSEGNAMENTO SUL CAMPO È STATO TROPPO SEGNATO DAL NUOVO MOVIMENTO EVANGELICO 'IL CAMMINO NEOCATECUMENALE”
Lo sostiene l'impiegato dell'abate generale a Roma, sacerdote e procuratore dei cistercensi Meinrad Tomann.
Evidentemente anche i cistercensi hanno preso le distanze.

La spiegazione migliore di tutta la faccenda si trova in un sito danese, ma ogni altra fonte consultata, in ordine delle decine, ha ribadito sempre gli stessi concetti.
Naturalmente, Madre Theresa Brenninkmeijer è una suora neocatecumenale.
Ma quello che indigna e che rischia di far perdere fiducia con la gestione gerarchica delle questioni, è che tale suora “psicopatica”, una volta scoperta, sia stata allontanata dalla Danimarca per andare a fare la badessa in Germania, in un nuovo monastero a Düsseldorf, clone del monastero danese. Poi anche in Perù, nella diocesi del Callao e nella Repubblica Ceca.

Si dice che secondo un piano stabilito nel 2000 da Brenninkmeijer e dal CARDINALE MEISNER a Colonia, Sostrup - e Brenninkmeijer - hanno ottenuto un monastero “figlio”: il monastero tedesco HERZ JESU a Düsseldorf.
Ben presto fu abitato e ufficialmente istituito con un documento "del Vaticano" datato 28 ottobre 2004. Quattro anni dopo divenne anche capo di un monastero “figlio” in Perù, il Monasterio de la Santísima Trinidad ("Monastero della Santissima Trinità"), situato nella diocesi Callao del nostro arcinoto vescovo Luis del Palacio.

Come si vede, la data di "fondazione"
è quella da parte della Congregazione:
28 Ottobre 2004
In realtà l’istituzione di tale monastero non pare avvenuta da parte del Vaticano, ma dalla stessa Congregazione, mediante decreto proprio e, nel 2004, si dice che operi “nonostante abbia ancora lo status di residenza” e non di monastero.
Ciò che il Vaticano ha scoperto nelle sue indagini non è noto. Il rapporto è stato tenuto segreto. Ma la conseguenza era chiara: nell'estate del 2011, Brenninkmeijer è stata sospesa come capo di Sostrup. Nonostante però la perdita del titolo e della posizione, Brenninkmeijer ha continuato a guidare a Sostrup. Ma nell'ottobre 2012, la decisione è stata confermata: Brenninkmeijer è stata privata della sua posizione di leadership e del titolo di badessa.
Mercoledì 17 luglio 2013 arrivò a Sostrup un'auto SPAGNOLA. Il monastero e la chiesa associata furono chiusi. Quel giorno le suore lasciarono finalmente il monastero.

Ecco come il Movimento neocatecumenale ricicla i personaggi scomodi: li sposta e li premia.

In Perù, infatti, dove tuttora risiede la badessa, esiste una certa propaganda dell’operato del monastero, anche se qualcuno, evidentemente inascoltato, venendo a conoscenza della storia danese, ne ha dato debole comunicazione.
Merita leggere l'articolo linkato, in cui, tra le altre, si trova scritto:
"Nel dicembre 2008 Mons. Irizar del Callao ha inaugurato un nuovo convento per suore cistercensi in una zona sabbiosa di Nuevo Pachacutec a Ventanilla. Era una nuova costruzione "in stile europeo", e la torre del suo tempio è visibile da lontano quando si raggiunge la costa di Ventanilla. All'inaugurazione, monsignor Irizar ha chiesto ai giornalisti di non fare domande sui donatori."
Ed anche:
"10 suore di 8 nazionalità compongono la comunità Nuevo Pachacutec, secondo il comunicato stampa peruviano che ha riportato l'evento. Tutte provenivano dal convento madre di Sostrup."
Infine:
"Com'è possibile che un convento contemplativo in Danimarca attiri così tante ragazze contemporaneamente e in un paese dove la Chiesa cattolica non è direttamente all'apice della sua popolarità? È solo per il carisma di Madre Teresa? La verità è più prosáica e ha a che fare con paesi come il Perù, vale a dire paesi poveri e cattolici. “Il convento di Sostrup lavora a stretto contatto con il movimento neocatecumenato”, spiega Helene Hägglund, il costante arrivo di giovani vocazioni religiose da tutto il mondo sulle rive del Mar Baltico a Sostrup. “Il movimento dei neocatecumeni funge da filtro per le vocazioni religiose. Attraverso un video di pubbliche relazioni viene presentata loro la possibilità di diventare una suora cistercense in Danimarca ”.
Qualcuno ha accostato anche la vicenda della suora e dei “suoi” monasteri, alla vicenda di Guam, perché anche in Danimarca, benché i cattolici siano una minoranza, esiste un sito ben documentato che diffonde le malefatte del Movimento Neocatecumenale:
“Il Movimento Neocatecumenale ha un seminario sull'isola del Pacifico di Guam - in Danimarca il movimento ha un seminario, che in pratica funziona come un seminario, situato in una delle zone di ville più costose della Danimarca, Vedbæk a nord di Copenaghen.
Come a Guam, non c'è trasparenza pubblica con il seminario di Vedbæk.
E come a Guam, crescono i problemi con il "Cammino neocatecumenale" e la loro interferenza negli affari ecclesiastici locali.”
Un tempo questa vicenda sarebbe rimasta sepolta nel buio di procedure e maneggiamenti interni, ma oggi, con l’era internetica, ogni sospiro è destinato prima o poi a venire alla luce.

Nel 2013 si apprende che la suora diabolica ha potuto fingere per due anni di essere la leader del monastero a Sostrup, completamente senza ostacoli, anche se la Chiesa cattolica già nell'estate del 2011 l'aveva sospesa come leader, fregandosene della sospensione.

Ad esempio, ha terminato gli affitti e li ha firmati con il titolo "badessa" ignorando le istruzioni della Congregazione e dell'abate generale, Mauro Giuseppe Lepori di Roma, il quale HA LIBERATO Theresa Brenninkmeijer e le restanti suore rimaste nel convento, dai voti perpetui.

Né il vescovo di Danimarca né l'abate generale di Roma, nel 2013, sapevano dove fossero le suore private dei voti.

Ma lo sappiamo adesso: Theresa Brenninkmeijer è a fare la badessa al Callao, nel nuovo ordine delle Sorelle di Claraval.

Ci chiediamo però in base a cosa, visto che i cistercensi le hanno tolto i voti perpetui.


Monastero delle "Sorelle di Claraval"
a Pachacutec, Ventanilla Callao. Notare la "Madonna del Cammino" ed il tabernacolo "a due piazze" Video
Questo “nuovo ordine” era già nell’aria sin dalla dipartita delle ultime suore fedelissime alla Brenninkmeijer dal convento di Sostrup:
“Theresa Brenninkmeijer ha detto alla diocesi di Copenhagen che LEI E IL SUO GREGGE DI EX SUORE FORMERANNO UN NUOVO ORDINE. Questo probabilmente servirà al movimento evangelico "Il Cammino Neocatecumenale", il primo monastero in assoluto del movimento.”
Concerto cacofonico delle sorelle di Claraval, Callao
video
Di certo, le risorse finanziarie non le sono mai mancate.
Due cose sono da sottolineare, perché importantissime: la famiglia di provenienza della suora dubitabile, e l’istituzione ex novo di conventi “cistercensi” delle Sorelle di Claraval, per ospitare le suore neocatecumenali, in tutto conformi alle linee architettoniche neocatecumenali, provvisti dei gadget neocatecumenali.
Ma le chiamano ancora cistercensi.
FAMIGLIA BRENNINKMEIJER
Riguardo al primo punto, l’importanza viene dal fatto che il trattamento di favore ricevuto dalla suora sia molto sospettabile, data la provenienza da una delle FAMIGLIE PIÙ RICCHE D’EUROPA, che è possibile abbia finanziato il nuovo convento in Perù, all’epoca dell’erezione del convento della Santísima Trinidad ad opera del vescovo mons. Irizar, nel 2008.

L’avrà anche fatto per il convento di Dusseldorf, il cui restauro è costato quattro milioni di euro.
Sempre potere e giro di soldi ai massimi livelli.
Si dice che nella famiglia Brenninkmeijer siano cattolici devoti e quelli che non riescono a lavorare nell’azienda diventano preti, abati o suore.

I Brenninkmeyer danno lavoro a oltre 80.000 persone in tutto il mondo.
Il caso della suora “di famiglia” mette ancora una volta sotto i riflettori il non amato ​​clan familiare più potente e più ricco d'Europa (C&A). Un membro della famiglia non è mai stato fotografato a una festa del jet set. Naturalmente, molti Brenninkmeijer possono permettersi una villa di lusso. Ma sempre con un muro e una fitta siepe intorno alla proprietà: "Non mettetevi in ​​mostra, non attirate mai l'attenzione!" Il clan che gestisce un patrimonio stimato di 25 miliardi di euro tramite Cofra Holding AG a Zugo, Svizzera, preferirebbe essere invisibile.
Per la “loro” suora, a Copenaghen circola una voce secondo cui il clan avrebbe assunto i più famosi avvocati danesi.

La famiglia Brenninkmeijer da anni dona denaro a edifici e progetti cattolici e al Vaticano e, sentendosi praticamente autorizzata, nel 2011 ha addirittura fatto inoltrare una lettera al Papa, per mano del Superiore della Compagnia di Gesù, Adolfo Nicolas, in cui lamentavano il "potere concentrato" ai vertici della Curia romana, carenza nella denominazione dei vescovi e nel modo di agire dei Consigli dei Laici e di Famiglia.

Essendo una delle famiglie cattoliche più ricche del mondo, pensano di avere il diritto di esercitare pressioni sul Papa.
Dopo aver sostenuto che in Europa sono sempre più numerosi i credenti informati che si stanno separando dalla Chiesa gerarchica senza, secondo loro, abbandonare la loro fede, e dopo aver lamentato la mancanza di pastori "non fondamentalisti" in grado di guidare il gregge secondo le moderne criteri, i due coniugi manifestano al papa non solo il proprio scoraggiamento, ma quello di molti laici, sacerdoti, religiosi e vescovi per la nomina del nuovo arcivescovo di Utrecht, Jacobus Eijk. …
I loro desiderata però sembrano non essere stati esauditi, non avendo intaccato la convinzione di papa Joseph Ratzinger di aver scelto la persona giusta per la guida della più importante diocesi della Chiesa in Olanda. Semmai, sembrano averlo rafforzato.
MONASTERI FEMMINILI NEOCATECUMENALI
Passando all’altro aspetto, quello dei monasteri femminili neocatecumenali, vediamo come l’esperienza danese non abbia minimamente influito nella determinazione dei vertici del Movimento Neocatecumenale di perseguire le loro finalità.

Seguendo la scia di Madre Theresa Brenninkmeijer, infatti, siamo approdati dalla Danimarca alla Germania, dove la suora sospesa dall’incarico nel precedente monastero, ha poi restaurato il suo dominio.

Si legge che un monastero delle clarisse a Düsseldorf, abbandonato per mancanza di presenze, fu occupato da parte delle donne cistercensi dalla Danimarca, molte delle quali provenivano dalla Germania e quattro dall'arcidiocesi di Colonia. Fu avviato nell'aprile 2000 dall'arcivescovo di Colonia Joachim Cardinal Meisner, che offrì alle suore il complesso vuoto durante una visita a Sostrup, in Danimarca, sempre nel 2000, senza tempo frapporre tra la chiusura del seminario danese e l'apertura di quello tedesco.
Il 29 ottobre 2002 pose la prima pietra per la ristrutturazione dell'edificio del monastero e la costruzione di una nuova foresteria; Alla fine del 2004 arrivarono le prime quattro suore. Le suore cistercensi di Sostrup istituirono un postulato e un noviziato nel monastero di Düsseldorf, anche se aveva solo lo status di residenza ai sensi della legge dell'ordine.

All'epoca però, nel 2004, i cistercensi ancora non avevano provveduto a togliere i voti perpetui alla Brenninkmeijer ed alle sue 10 (presumibilmente) fedelissime.
Quindi ci può stare.
Ma dal 2011, data della loro sospensione, che le ha qualificate ex suore, cioè semplici laiche, in base a quale ordinazione hanno continuato ad agire?

Quella delle sorelle di Claraval, a quanto sappiamo non riconosciute dal Vaticano?
Attualmente 17 suore di diverse nazionalità vivono nel convento dell'Herz-Jesu-Kloster a Düsseldorf. Seguono la regola di San Benedetto e appartengono a una COMUNITÀ PAPALE NON RICONOSCIUTA, il nucleo è costituito dai resti delle sostenitrici della ex badessa di Sostrup nel 2011 che, dopo la sua fuga dall'Ordine, ha fondato una propria sede in Spagna.
Adesso si definiscono SUORE DELL'ORDINE CLARAVAL O CLAIRVAUX, da San Bernardo di Chiaravalle:

Suore di Claraval.
Dalla Diocesi del Callao:

MONASTERO DELLA SANTISSIMA TRINITÀ - SUORE DI CLAIRVAUX

Direttore: Rev. Madre Badessa Theresa Brenninkmeijer
La loro comunità è composta da un totale di 64 suore, quelle a Gandía nella provincia di Valencia (18 suore), a Pachacútec nella diocesi di Callao in Perù (29 suore) e a Düsseldorf.
Il monastero di Düsseldorf non è riconosciuto come istituzione religiosa nell'arcidiocesi di Colonia (stato: 2019) tuttavia, la proprietà appartiene all'arcivescovado, che a quanto pare permette alle donne di vivere lì senza affitto.
La comunità è certificata per avere uno stretto rapporto con il Movimento Neocatecumenale che è ampiamente ancorato nelle strutture diocesane di Colonia e Callao; è tenuta da dignitari della chiesa vicini al Movimento come Paul Josef Cordes o il vescovo locale di Callao, José Luis del Palacio, funzionario di lunga data dei neocatecumenali, che la utilizza anche nell'ambito della pastorale familiare.

"Madre" Theresa ed il vescovo Del Palacio
all'«ordinazione» delle suore di Claraval
Nel 2004 il monastero delle clarisse, quindi, fu colonizzato dalle donne cistercensi dell’ Abbazia danese di Sostrup, che è stata sciolta nel 2013 dopo gli scandali. Le suore rimaste a Düsseldorf dopo lo scioglimento si separarono dall'ordine cistercense ed ora appartengono alle cosiddette SORELLE DI CLARAVAL, UNA NASCENTE COMUNITÀ RELIGIOSA CON UN ORIENTAMENTO POCO CHIARO.

Il monastero di Düsseldorf, nonostante nel 2010 avesse ancora lo status di residenza, aveva già un proprio postulato o noviziato.
Si legge che la comunità strettamente contemplativa vuole continuare la tradizione delle Clarisse e servire la Chiesa locale attraverso le loro preghiere. Inoltre, secondo la badessa di Sostrup, Theresa Brenninkmeijer, vogliono dare un orecchio aperto e una mano utile a chiunque si rivolga a loro per i suoi problemi.

Nel 2010 c’era anche chi sosteneva che Madre Theresa Brenninkmeijer fosse a capo anche di un monastero nella Repubblica Ceca e che il suo motto era: “LE REGOLE SONO LÌ PER ESSERE INFRANTE”
In effetti pare che la Brenninkmeijer ci abbia provato anche nella Repubblica Ceca, nel monastero di Osek, dopo che l’anziano abate Bernard Thebes lasciò per grave malattia. Stavolta a capo di un monastero maschile, parrebbe.
Si legge:
“Per la prima volta nella storia, il monastero di Osek è gestito da una donna, la badessa Madre Theresa, proveniente dalla lontana Danimarca. Dove cerca di costruire una nuova comunità monastica, in cui ci sarebbero almeno cinque sacerdoti, come richiesto dai regolamenti. L'Associazione degli amici del monastero di Osek, fondata all'inizio degli anni '90, aiuta la badessa con i problemi quotidiani che possono verificarsi nel complesso del monastero.”
Nel 2010 Theresa Brenninkmeijer ha ancora in pugno la situazione:
“Il monastero appartiene alla Congregazione dei cuori più puri della Vergine Maria, guidata dal monastero cistercense di Sostrup in Danimarca. La Madre Superiora Theresa è incaricata dall'ordine dell'abate generale di gestire CINQUE MONASTERI, compreso il monastero di Osek.”
Non parrebbe però più attivo.
Questo pseudo ordine, denominatosi “SORELLE DI CARAVAL”, a quanto pare non riconosciuto dal Vaticano, ha anche un sito proprio, mancante totalmente della descrizione delle origini e dei riconoscimenti dell’ordine, in cui si mostrano le loro 3 sedi: Düsseldorf, Spagna, Perù.
Sito delle Sorelle di Claraval

Momento dell'ordinazione delle sorelle di Claraval
Madonna del Cammino visibile
all'interno del monastero.
Intanto Madre Theresa Brenninkmeijer continua ad operare indisturbata all’interno della “congregazione neocatecumenale femminile”.

Di lei si hanno notizie nel 2012, quando partecipa come relatrice al III° CONGRESSO TEOLOGICO INTERNAZIONALE, svoltosi dal 3 al 6 dicembre al Colosseo "Miguel Grau" di Callao, con la presentazione di “Madre Dra. Theresa Brenninkmeijer (Danimarca), Badessa del Monastero Cistercense di Pachacutec (Callao)”, ed anche nel più recente 2015 durante l’ordinazione di 4 suore ad opera del vescovo Del Palacio.

"Madre" Theresa Brenninkmeijer all'«ordinazione»
delle suore di Claraval a Callao, 2015
Lo potevamo sospettare, ma adesso abbiamo la CERTEZZA che il Movimento Neocatecumenale ha costituito anche un ordine femminile, parallelo ai Redemptoris Mater maschili, che purtuttavia non sembra essere ancora stato riconosciuto, in cui la “badessa” è sempre la stessa: la dubitabile Madre Theresa Brenninkmeijer, della ricchissima famiglia benefattrice di “enti cattolici” e Vaticano.

Però, stranamente, se si digita in internet il nome Theresa Brenninkmeijer, risultano solo siti danesi e nulla sull'attuale presenza in Perù…