Nostra traduzione di un articolo di Frenchie pubblicato ieri su Jungle Watch. Ricordiamo che nell'arcidiocesi di Agaña, che comprende l'intera isola di Guam, vi sono 180.000 cattolici e 500 neocatecumenali.
I neocatecumenali non hanno mai lasciato l'isola: hanno solo mantenuto un profilo più basso.
Fin dall'arrivo dell'arcivescovo Byrnes e la conseguente chiusura del seminario neocatecumenale farlocco a Yona (Guam), e la condanna del disonorato e disgraziato vescovo neocatecumenale Apuron, più la fuga di un altro pervertito sessuale (il presbikiko Adrian Cristobal), e le restrizioni imposte ai kikos (ma da loro ignorate) da parte dell'arcivescovo mons. Byrnes, i neocatecumenali hanno messo in atto una parvenza di nascondimento.
Molti hanno creduto che i kikos avessero imparato la lezione e si fossero decisi ad ubbidire. Pia illusione! Il blog Jungle Watch aveva già avvisato i fedeli cattolici che questa esibizione di improvvisa "umiltà" era infatti una ritirata tattica per riorganizzarsi e preparare la rimonta per dopo. Le comunità del Cammino hanno continuato a incontrarsi in case private - e nel loro nuovo centro ad Asan (Guam) quando legalmente possibile -, spesso contro le decisioni dell'arcivescovo Byrnes. Il dr. Atienza (il grosso supercatechista della setta) si è incontrato con l'arcivescovo abbastanza volte da giurare su tutti i santi in cielo che i neocatecumenali starebbero ubbidendo all'arcivescovo, pur sapendo di mentire in maniera colossale. Agli adepti del kikismo-carmenismo era stato detto che il tutto era solo una tipica "persecuzione" necessaria per guadagnarsi il paradiso (infatti chiamano "persecuzione" ogni battuta d'arresto della setta).
Sebbene i più noti portavoce del Cammino sull'isola di Guam siano stati abbastanza silenziosi per quasi quattro anni, la leadership neocatecumenale ha continuato il suo lavoro nell'ombra, come le termiti.
Dove siamo ora a metà del 2021 mentre la Curia si è addormentata al volante? Questa è una domanda importante. Tenteremo di spiegarvi la situazione riguardo al Cammino a Guam quasi cinque anni dopo la fuga di Apuron.
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| Il dr. Atienza (University of Guam) esibisce interesse per un pipistrello |
- Presbikikos sull'isola, e loro status
- Presbikikos incardinati a Guam ma non presenti sull'isola
- Presbikikos in "missione" (per conto di Kiko)
- Presbikikos che hanno visitato Guam e celebrato
- Ultimi sviluppi
Presbiteri neocatecumenali a capo di parrocchie: don Julius, parroco a Umatac; don Rodriguez, parroco ad Agat; don Caminiti, parroco a Ordot; don Szafarski, parroco a Yigo; don Colorado Prieto, amministratore parrocchiale a Talafofo.
Chierici neocatecumenali con incarichi in parrocchie: don Acamparo, vicario parrocchiale a Barrigada; don Jucatan, vicario parrocchiale a Dededo; don Rizal, diacono a Barrigada; don Kim*, diacono a Dededo.
Presbiteri neocatecumenali incardinati a Guam ma ufficialmente "non sull'isola": don Asproni, don Camacho#, don Da Silva Oliveira, don Durango, don Granado, don Stoia, don Quitugua#.
Ritiratisi: don Arejola* e don Bushu, residenza per sacerdoti anziani; don Wadeson, non sull'isola.
Presbiteri neocatecumenali che recentemente hanno visitato Guam e celebrato: don Perez era stato qui almeno fino allo scorso 20 giugno e ha celebrato messa a Barrigada. L'occasione è stata il suo completamento degli studi teologici, dopo che il seminario neocatecumenale a Yona era stato chiuso. Ci era stato detto dall'infame dr. Eusebio, all'epoca, che lui e il Gabe Camacho avevano bisogno solo di sei mesi per completare gli studi. E invece ci hanno messo quattro anni e mezzo: complimenti all'expertise dell'Eusebio.
Prima di lui sia don Gabe Camacho, sia suo fratello don Luis Camacho (il presbikiko sorpreso a far sesso con una minorenne neocatecumenale), che teoricamente aveva lasciato l'arcidiocesi di Guam per trasferirsi nel Qatar (ma è ancora incardinato a Guam, sebbene come prete "non nell'isola"), hanno entrambi visitato e celebrato messa per le proprie comunità di Guam. Il punto tuttora poco chiaro è se la Curia di Guam abbia mai concesso il permesso di celebrare in tali occasioni.
Ultimi sviluppi: giovedì 24 giugno 2021, "Ricky il Pazzo" (il sullodato fratello del Cammino dr. Eusebio) ci ha elargito un articolo dalle colonne del giornale Guam Daily Post intitolato "Un'altra opzione per i manamko" [nella cultura di Guam i manåmko' sono gli anziani, meritevoli di rispetto per la loro saggezza]. Nell'articolo il caro Dr. si auspica l'arrivo di un certo nuovo ordine di suore [neocatecumenali] perché si occupino di... un problema che non esiste. Come sempre, quando Ricky il Pazzo ti indica un albero, è perché non vuole che tu noti la foresta che c'è dietro. Spiegherò in dettaglio in un prossimo articolo; quel che si può dire adesso è che a differenza di quanto molte persone credono, il Cammino è tuttora vivo e vegeto e ancora operante a Guam.
Note:
* l'asterisco denota qualcuno che potrebbe forse non essere un neocatecumenale a tutti gli effetti, ma che ha contribuito all'attività del Cammino in maniera clamorosa.
# l'hash denota qualcuno su cui le informazioni riguardo responsabilità e luoghi sono piuttosto contraddittorie.
Traduciamo qui sotto anche una nota sul sullodato dr. Eusebio, fratello del Cammino - sempre a cura di JungleWatch, per far capire i trucchetti usati dal Cammino quando vogliono incistare qualche loro attività, a spese vostre e della Chiesa, per la gloria del tripode Kiko-Carmen-Cammino.
Negli anni successivi all'esilio del disgraziato e disonorato vescovo neocatecumenale Apuron, parecchi membri del Cammino si son dati da fare per difenderlo pur conoscendone i peccati e i fallimenti.
Per esempio nessuno può dimenticare l'infame "Diana" [pseudonimo dei redattori di un blog pro-Cammino; pur di difendere il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron andarono dicendo che a dieci anni un bambino è consenziente...], ma anche lo strano professor Zoltan (che somiglia a Mr. Magoo), l'insopportabile avvocatessa Terlaje (che difende Apuron anche nelle cause civili ed era responsabile della comunità in cui fratel Tony Apuron "cammina"), ma nessuno giunge all'arroganza, disonestà e zelo di Ricky il Pazzo, cioè il dr. Eusebio, che nel tempo libero esercita la rispettabile professione di chirurgo.
Nel sopracitato articolo "Un'altra opzione per i manamko" costui anzitutto insinua la tesi che l'isola di Guam avrebbe un problema particolare: «Ci sono persone malate il cui stato di salute richiede l'ospedalizzazione e una lunga cura di riabilitazione post-operatoria. Tale evento traumatico crea un cambiamento significativo nella direzione della loro vita, rendendoli più dipendenti dagli altri. Può essere una cosa temporanea ma per molti si pone il problema della depressione e dei conseguenti cambiamenti a livello cognitivo, che porta al loro declino e accelera la loro dipartita. Il supporto delle famiglie è essenziale per evitare le difficili conseguenze di tale drammatica situazione».
Dunque Rick ci dice riguardo alla vecchiaia qualcosa che tutti già conosciamo, specialmente fra persone di una certa età che hanno affrontato la cosa in famiglia o tra gli amici. Il "buon" dottore prosegue: «Senza il supporto delle famiglie non ci sono grandi alternative a Guam. La casa di cura St.Dominic a Barrigada è forse l'unica opzione disponibile, mi sembra, e richiede acconti, assicurazione sanitaria, a seconda del livello di cura richiesto, della disponibilità, e delle spese extra. Chi non ha la possibilità di trovarvi posto o di pagare cure specializzate potrebbe languire in ospedale per giorni o mesi, con maggiori costi ospedalieri a suo carico».
Come potete notare il bravo dottore neocatecumenale sembra "molto preoccupato" di tutta la situazione, nevvero? Pare proprio il classico caso di una soluzione che va cercando un problema. La soluzione che il dottore kikiano sta per presentarci sarebbe frutto della sua morale "cristiana". Ed eccovela: allacciatevi le cinture... «Così, sono entusiasta nel sapere che la "Congregazione delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati" desidera stabilire una sua missione qui a Guam. La loro missione è di prendersi cura per i poveri anziani disabili per tutti i loro bisogni, spirituali e fisici. Attivano case per coprire i bisogni quotidiani degli anziani, vivendo di donazioni, e accogliendo chiunque, indipendentemente dalla sua situazione finanziaria».
Ma guarda un po', il buon dottore neocatecumenale ha una soluzione ragionevole a questo problema estremamente grave. Come fa il grande dr. Eusebio a incoraggiare lo stabilirsi a Guam di una nuova congregazione femminile, nel mentre che spende ogni sua energia combattendo per promuovere la supremazia del Cammino Neocatecumenale?
E chi sono queste Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati? Ottima domanda, visto che non c'è una risposta chiara. La congregazione venne fondata in Spagna nel 1872 a Barbastro, da santa Teresa di Gesù Jornet; il generalato della congregazione è in Spagna, a Valencia; ci sono 2400 suore nel mondo in 210 comunità in 20 paesi; il loro motto è "aiutare i corpi per salvare le anime". Il generalato dell'ordine è dove la santa attivò la sua prima comunità, a Valencia, mentre la prima casa fuori dalla Spagna fu aperta a Cuba nel 1885 inviandovi dieci nuove suore. Come vedete, nulla di fuori dall'ordinario, per un ordine cattolico, tranne per il suo numero di suore e per l'impatto geografico, relativamente piccoli. Tutto questo finché ti limiti ad uno sguardo superficiale.
Negli anni '80 e '90 tale congregazione, al pari di tante altre nel mondo, affrontava sfide durissime: le suore invecchiavano, le vocazioni scarseggiavano, i problemi economici aumentavano. Ed ecco che scende in campo la più intelligente e spietata fondatrice del Cammino Neocatecumenale, Carmen Hernández. Come abbiamo già visto altrove, Carmen proviene da una delle più prominenti famiglie commerciali della Spagna e che ha grossi interessi a Valencia. Carmen, da sempre scaltra negoziatrice e politicante consumata, vi ha visto un'opportunità d'oro proprio mentre il Cammino pianificava l'apertura di propri seminari. Il piano era praticamente lo stesso che per i seminari: sviluppare un sistema dove in cambio di nuove reclute e di campagne di raccolta fondi, il Cammino potesse trarre vantaggio dalla benevolenza risultante, vantarsi del successo vocazionale, e generare opportunità per un giro di soldi dietro la scusa dell'impegno caritatevole.
Carmen, insomma, è stata capace di cooptare un'organizzazione in declino, darle nuova vita, e avere una perfetta copertura per la cosiddetta "evangelizzazione" neocatecumenale... all'unico costo di far sorgere installazioni di quelle suore esattamente nelle diocesi gestite dal Cammino o da vescovi "amichevoli" col Cammino.
A questo punto si spiega come mai l'Eusebio, nella sua lettera al direttore, dichiara: «Accogliamo queste suore. Non chiedono supporto economico dall'arcidiocesi, ma solo un benvenuto e il riconoscimento del bisogno di curare i nostri anziani. Abbiamo tutto da guadagnare per i nostri Manåmko'. Incoraggiate i vostri parroci, amici, e leader del governo affinché l'arcidiocesi srotoli il tappeto di benvenuto!».
Sfortunatamente i neocatecumenali hanno già recitato quel film parecchie volte. Quando arrivarono per la prima volta sull'isola di Guam, quando aprirono il loro seminario farlocco a Yona, quando hanno sfruttato Apuron e l'arcidiocesi (più certi altri noti business in giro) come programmi di riciclaggio denaro sporco. Per quanto mi riguarda, non intendo accettare quella falsa "opportunità", e incoraggerò tutti i cattolici di Guam a non cadere vittime di tale esca nella solita trappola. Fate sapere ai vostri amici e ai politici di cui vi fidate quale sia la questione, che non è altro che un ritorno in grande stile dei neocatecumenali e dei loro metodi di corruzione. Vogliamo sperare che la Curia non sia addormentata al volante come lo è stata negli scorsi 18 mesi.


































