martedì 9 gennaio 2018

Seminari kikiani R.M.: come distruggere i futuri presbiteri

Guam: finalmente chiuso il
seminario Redemkikos Mater

e cancellato il nome dall'ingresso
Il seminario neocatecumenale di Guam è stato finalmente chiuso.

Per capire meglio i pericoli e i danni arrecati alla Chiesa Cattolica da quei seminari Redemkikos Mater, proponiamo qui sotto una testimonianza a firma Veterano che contribuisce a gettar luce sul metodo neocatecumenale e sulla mentalità sottostante. È ora che quanto è da troppo tempo nelle tenebre venga, finalmente, alla luce. Sempre di più.

Nel pubblicarla intendiamo anche ricambiare gli auguri di Kiko Argüello che, dalla pagina Facebook "JMJ-CNC" di consolidata propaganda kikiana, si mostra tanto esaltato e giulivo, pieno delle più belle speranze, sicuro che nulla potrà mai ostacolare la marcia trionfale del suo "POTENTE CAMMINO", ormai SOLO SUO, da quando Carmen, nel bene e nel male, non è più al suo fianco. Inseriamo questo piccolo video di auguri - dura appena trenta secondi - perché possiate vedere con i vostri occhi la superficialità, per non definirla peggio, con cui sanKiko di santaCarmen tratta le vocazioni dei giovani (tante volte pseudo-vocazioni o vocazioni pilotate).

Kiko usa e abusa della vita stessa dei giovani che, purtroppo per loro, si affidano a lui, come fa di ogni cosa.
Alla fine del video Kiko, in un gesto scherzoso e al colmo dell'allegria, tira l'orecchio ad un presbitero del Cammino di lungo corso, che sta - devoto e sottomesso - al suo fianco.
Un gesto disgustoso, ma oltremodo simbolico.
Un monito a tutti, in particolare agli "unti del Signore", da parte di chi, per loro, si considera unico e solo "padre nelle fede"!






Testimonianza


Il problema dei Seminari Redemptoris Mater del Cammino Neocatecumenale è gravissimo per la Chiesa di oggi. Da parte mia già ne notavo le incongruenze diversi anni orsono.

Prima di enunciare le mie perplessità, vi faccio partecipi di un colloquio telefonico avvenuto tra il Responsabile Itinerante del Cammino di una nazione europea che non menziono, ed il Vicario generale del Vescovo della nostra diocesi, che aveva accolto il Cammino nella sua parrocchia, ma che, dopo un paio di anni, è stato trasferito nella città del Vescovo, causa promozione, lasciando la comunità al nuovo parroco, che non ne voleva sapere niente di queste iniziative postconciliari, ma solo per il "quieto vivere" continua a tollerarla.
Sì, è sempre una comunità, da quindici anni sempre più striminzita, perché non è ben vista neanche dai parrocchiani.

Per capire tale colloquio devo premettere che, in una città vicino alla nostra, una parrocchia si era ritrovata senza parroco ed il Responsabile Itinerante aveva convinto il Vicario generale ad affidarla al cammino neocatecumenale cosicchè avrebbero provveduto loro alla sempre più dilagante diminuzione del clero, mandando un parroco ed un vice, entrambi neocatecumenali, uno dei quali - il più giovane - era stato formato in uno dei primissimi seminari fondati da Kiko.

Dopo un po’ di tempo, il nuovo parroco neocatecumenale andò in crisi e fu mandato in cura psichiatrica - a spese della diocesi - ed oggi si trova nel suo paese d’origine a seguire una piccola comunità.

Ecco com'è andato quel colloquio.

- Resp. Itin. – Ciao carissimo, cosa posso fare per te?
- Vicario – Non so se hai sentito cosa sia successo a (…), si trova in clinica con una depressione incredibile.
- Resp. Itin. – Certo che lo so, poverino, credo che comunque sia qualcosa che possa succedere, o no?
- Vicario – Mi sono sentito con il Vicario generale della Diocesi di (…) e mi ha detto che non è il primo caso, anzi, più del 50% dei preti che escono da quel Redemptoris Mater hanno gli stessi sintomi, al massimo dopo due anni di permanenza nella Parrocchia di destinazione.
- Resp. Itin. – Non credi che sia un’esagerazione? Sai quanti nemici abbiamo?(1)
- Vicario – Affatto, mi ha parlato con statistiche alla mano.
- Resp. Itin. – E allora?
- Vicario – Non credi che ci sia una lacuna nella formazione di questi ragazzi? Hai mai pensato di rivedere un po’ i vostri programmi ed adeguarli a quelli diocesani? Io so con precisione che questo non accade nei normali seminari! Forse uno, ma non queste dimensioni di cui ti ho informato, ma che sicuramente sapevi.
- Resp. Itin. - … … …
- Vicario – Pronto…? Pronto…? Ma è caduta la linea? Non capisco!

Il Vicario ritenta quindi a telefonare, ma nessuna risposta! Non so come sia andata a finire, se si siano più messi in comunicazione, perché avvenne in quello stesso periodo che venni allontanato dalla comunità e dal Cammino in generale, definitivamente. Ricordo solo che dopo un paio di mesi il responsabile di quella nazione è morto.

Parliamo dunque del programma formativo.

Non esiste un programma ben definito e continuativo per gli studenti dei seminari kikiani: molte volte Kiko stesso ha detto che la formazione “vera” viene dall’esperienza di itineranza che questi giovani sono costretti a fare altrimenti possono pure ritornare a casa. Il tempo di durata del "periodo obbligatorio di itineranza" necessario alla "formazione" lo stabilisce il "discernimento" del catechista neocatecumenale responsabile di nazione.(2)

Lo studio vero e proprio si riduce a corsi tenuti da fratelli di comunità neocatecumenali, professori che si mettono a disposizione per il tempo necessario a dare ai seminaristi qualche infarinatura di greco, latino, storia della Chiesa, teologia, ma soprattutto di corsi intensivi per imparare la lingua locale perché la maggior parte di ragazzi provengono da paesi dell’America del sud.

Questo significa che il tipico seminario neocatecumenale non possiede affatto un corpo docente stabile che organizza il programma di studio consono alla preparazione presbiterale, ma ogni insegnante, indipendentemente dagli altri, segue il proprio metodo che ha imparato dall’istituto dove lavora o ha lavorato, anche se non aveva niente a che fare con la preparazione di sacerdoti, futuri pastori della Chiesa.

Inoltre una percentuale non trascurabile di tali insegnanti è in pensione.

La formazione teologica dei seminari neocatecumenali, dunque, risulta un’isola a sé stante, per quanto riguarda la formazione, mentre è fortissima l’unità nel trasmettere il pensiero e il metodo di Kiko, in tutti i luoghi del mondo dove sorge uno di questi R.M.: il Rettore, il Vice-Rettore ed il Direttore Spirituale devono essere necessariamente presbiteri neocatecumenali fedelissimi all’iniziatore e totalmente inquadrati nei suoi dettami.

In particolare, anche visivamente, si nota nella maniera in cui sono arredate le sale e i corridoi di quei seminari R.M., piene di "icone" e suppellettili fatte da Kiko.

Rassicurante rappresentazione
della bellezza della sequela kikiana.
Bisogna anche ricordare la "regola soci".

Le camere necessariamente devono essere sempre doppie per adempiere a tale “regola soci”, quella che i seminaristi devono sempre osservare fino all'inverosimile.
Per esempio: se ad un seminarista viene concesso il permesso di andare a trovare i familiari o di fare un po’ di vacanza, egli deve necessariamente portare con sé il suo “socio”, anche se la famiglia originaria non ha la possibilità di ospitarlo e forse neanche di nutrirlo (di solito sono molto famelici, ne ho esperienza diretta e ve lo posso confermare) o addirittura pagargli le spese della vacanza!

Non solo: nella formazione dei seminaristi kikiani c'è anche l’incontro obbligatorio mensile con il “gruppo dei garanti” dove si procede alla scarnificazione delle coscienze: in tali incontri è impossibile che resti segreta qualche piccola parte di intimità, tutto deve essere manifesto, anche se il ragazzo non è abbastanza maturo per sopportarne le conseguenze. La pressione psicologica è così elevata che si preferisce parlare purché smetta la tensione, con la conseguenza che poi, inevitabilmente, sopraggiunge un sentimento di depressione e di rancore verso il “gruppo" stesso, sentimento che negli incontri successivi si viene indotti psicologicamente ad auto/ svelare, peggiorando quindi la propria situazione poiché, di conseguenza, sono costretti a chiedere perdono a chi hanno giudicato... pena l'espulsione dal seminario e il ritorno in famiglia.

Sono tantissimi quelli che ritornano a casa, non solo sconfitti, ma anche con seri problemi relazionali con la loro stessa famiglia, figuriamoci con il sesso opposto!
Ho sentito dire con le mie orecchie da una madre scandalizzatissima: gli ho dato un figlio sano e me lo hanno rimandato malato!




Locandina pubblicitaria:
Kiko tira a sorteggio anche le reliquie
e chiede "donazioni generose"
Un'altra grossa esagerazione è la pretesa di "preservare dalle tentazioni" i seminaristi.

Se da un lato esiste questa pressione psicologica (che è già letale di suo), da un altro lato si cerca di proteggerli dagli “attacchi del mondo”, per usare una loro tipica espressione.

Vediamo qualche esempio di tale esagerazione.(3)

1) Nei pressi di un seminario kikiano XY vivevano diverse “famiglie in missione” del Cammino, ognuna inserita in una comunità neocatecumenale del posto, per fare il cammino, naturalmente anche con i figli. Una di queste famiglie aveva una figlia abbastanza spigliata e, a dire di molti, anche attraente.
Dopo un paio di anni - cosa apparentemente inspiegabile - il Responsabile di nazione li rimanda a casa.
Ma un motivo fin troppo valido c'è, per i soliti fedeli kikatechisti: togliere ai seminaristi la tentazione "di cattivi pensieri" o, il che è ancora peggio, "di lasciare la vocazione per sposarsi".

Quando la famiglia chiese il motivo (ossia chiese di sapere il perchè veniva in malo modo rimossa dalla missione e rispedita a casa, per quale colpa?), le venne risposto che la figlia in questione era una “mina vagante” che sarebbe esplosa da un giorno all’altro, facendo un grave danno morale ai seminaristi. Immaginate un po’ come venne disturbata la psiche di questa ragazza: “sono colpevole, sono una mina vagante, rovino le vocazioni”! Come al solito nel Cammino si colpevolizza la vittima per giustificare i colpevoli!

2) Il seminario neocatecumenale YZ si trova in una città dove vige una tradizione pluricentenaria di festeggiamenti per il carnevale, con sfilata di carri e festeggiamenti vari in tutto il circondario. Sappiamo benissimo che questo genere di manifestazioni portano tante volte ad eccedere, come succede all' "October fest" a Monaco e, proprio perchè si sa, ognuno può decidere con libertà e responsabilità se andarci o no, ognuno si prende le proprie responsabilità..

Nei seminari Redemptoris Mater non funziona così: infatti vige la mentalità che per preservare i ragazzi da questa “immane tentazione”, in concomitanza con la festa il seminario viene svuotato e i seminaristi vengono mandati, sempre a due a due (regula soci), nelle “famiglie in missione” che abitano il più lontano possibile da quel circondario. Questo periodo di una o due settimane diventa una “Vacanza” per i ragazzi, ma costrizione per la famiglia che li deve accogliere.

Questi seminaristi neanche hanno una loro volontà a volersi far del bene (allontanandosi dal male), piuttosto il loro consueto atteggiamento è quello che è sotto gli occhi di tutti, tipico di una mentalità da privilegiati:
di arroganza, credendo di essere dei super eletti e che tutto sia loro dovuto, sentendosi perfino in diritto di dare consigli (cioè comandare) su come una famiglia cristiana si dovrebbe comportare.

Bisogna amarli? Certamente! La famiglia e la comunità ce la mettono tutta pur di avere questa medaglia da sbandierare davanti ai catechisti del Cammino! Si mettono a loro disposizione nel servirli di tutto punto, anche di comprargli la ricarica del telefonino (tutti i seminaristi del Cammino hanno il telefonino, anche chi non lo vorrebbe, perché devono essere sempre contattabili).

Perciò la misura per diventare “presbitero” nel Cammino non consiste nello studio della teologia (arrangiato malissimo), nella preparazione spirituale (che manca totalmente), nella vita di preghiera e liturgica (organizzata alla maniera esclusivamente kikiana), ma solo nell’ubbidienza cieca ai "catechisti" del Cammino e quindi a Kiko. Sappiamo bene cosa succede quando questo non avviene (cfr. ad esempio il caso di don Rosini), ma tanti altri che conosco personalmente e non faccio nomi per non metterli in imbarazzo.
Piccola nota personale. Io stesso con la mia famiglia, perchè ho detto chiaramente che - visto che ho finito il Cammino e avendo fatto anche la tappa aggiuntiva di cui mai si era parlato in precedenza, quella del “Matrimonio Spirituale” - non ero più disposto ad avere nè "catechisti" e neanche più ad obbedire, perché l’ubbidienza - come dicono sant'Agostino e tanti altri padri della Chiesa e lo stesso Catechismo (cfr. ad esempio CCC 144) - si deve alla Parola di Dio: al Vangelo dobbiamo la nostra sottomissione. Sia il Vangelo che gli scritti di san Paolo, su tale argomento, sono categorici - per esempio: Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini!” (1 Cor 7, 23); Siete stati chiamati alla libertà; non fatevi schiavi degli uomini (Gal 5,13).
Così, dopo aver terminato il Cammino e perfezionato il percorso con il“Matrimonio Spirituale” (ultima trovata inventata da Kiko), ossia pur avendo tutte le carte in regola, non ho potuto dire e fare altro che allontanarmi io stesso, cosa che allora mi ha preso alla sprovvista perché non immaginavo neanche, ma che ora, vedo, è stata pura Misericordia di Dio.
Ma ritorniamo ai seminaristi così formati nei seminari kikiani e cerchiamo di capire meglio il motivo della loro inutilità per la Chiesa Cattolica. Consideriamo il tipico ragazzo che incontrate in tali seminari: è stato viziato dalla comunità neocatecumenale e dalle “famiglie in missione”, gli sono state “impedite le tentazioni” spostandolo qua e là, con buona probabilità è un ragazzo distrutto psicologicamente e annientato nel suo essere... dunque, cosa farà appena si troverà da solo a combattere con i problemi di una parrocchia e dei suoi parrocchiani? Dove non si conosce affatto quel tizio che si chiama Kiko Argüello, e dato che loro sono molto più cristiani di lui?

La tentazione è necessaria alla formazione, ce lo insegna Cristo stesso che è stato tentato nel deserto proprio prima della sua missione.
Fuggire le tentazioni è una scelta libera e personale di ogni momento di ogni giorno: non è un’operazione che si può dare comodamente in sub-appalto ad una struttura gestita da altri. Inoltre, non c’è bisogno di una festa di paese per lasciarsi andare a ubriachezze o altri peccati.

Viziare qualcuno, significa non volergli bene, e la pressione psicologica continuativa riduce le persone ad “amebe”, rendendole malate per tutta la vita. Ma forse è proprio questo ciò che vuole il Cammino Neocatecumenale!

In misura ridotta e, in alcuni casi in forma più accentuata, si ripete questo meccanismo anche negli “scrutini” delle varie tappe del Cammino: più si va avanti più si deve essere pronti ad essere messi alla gogna; meglio ci si riesce, e più amici dei "catechisti" si diventa!

Credo che non esista una setta più perfida e più falsamente rivestita di luce come il Cammino Neocatecumenale.

(da: Veterano)


[nota 1]
Usuale modo neocatecumenale di negare la realtà, facendo le vittime di inesistenti calunnie. Chiunque osa parlare è un "nemico" o un "faraone".

[nota 2]
La durata del periodo di "itineranza obbligatoria" è decisa, in modo insindacabile, dal responsabile itinerante della nazione, che è anche il vero responsabile della formazione dei seminaristi del R.M. istituito nella sua zona di competenza. Il periodo di itineranza serve per inquadrare il seminarista nel ruolo che avrà nel cammino neocatecumenale una volta ordinato presbitero. Si comprende facilmente come il periodo si prolungherà di molto per quei ragazzi che non dimostrano subito e inequivocabilmente di essere perfettamente allineati alla obbedienza assoluta a Kiko e agli itineranti stessi, unico asse portante della loro "vocazione".
Abbiamo molte testimonianze in questo senso, di ragazzi messi a lungo "sotto torchio", sottoposti a disagi sempre più grandi, finchè non si piegano del tutto alla disciplina oppure, stremati, alla fine alcuni optano per un seminario diocesano, altri rinunciano alla vocazione, si può immaginare con quali conseguenze.

[nota 3]
Parliamo di esagerazione, infatti è comprensibile un atteggiamento da parte dei "formatori" che tenda a preservare i seminaristi e li aiuti nella "lotta" contro le tentazioni, ma nessuno può sostituirsi totalmente o pensare di risolvere il problema mettendo "sotto una campana di vetro" i ragazzi che, un domani, nello svolgimento del ministero sacerdotale, dovranno scendere, da soli, nell'agone e combattere contro gli attacchi del mondo”.
La spiegazione è una sola: al centro, ancora una volta, non è il ragazzo e la sua vocazione, il rispetto per la persona, al centro è il cammino e il ruolo che ricopriranno, nel cammino, i futuri presbiteri al servizio di responsabili laici (in particolare i loro catechisti) a cui devono obbedienza. Non si può tralasciare che un altra cosa richiesta - come imprescindibile per il percorso di formazione al sacerdozio - ai seminaristi dei R.M. è che facciano loro stessi il cammino per la loro vita, sottoposti anche qui agli scrutini dei vari passaggi, portati avanti da un capo equipe laico.

45 commenti:

  1. "con buona probabilità è un ragazzo distrutto psicologicamente e annientato nel suo essere"

    Sintesi impeccabile.

    Ma come sempre, si sa, il pesce puzza dalla testa: il vocazionismo "coatto" del CNC non può che portare a ulteriori violenze psicologiche perpetrate nel tempo per tenere su il teatrino della vocazione profeticamente scovata da illuminatissimi catechisti discernenti solo sugli altri, che poi non sanno riconoscere i drammi dei loro stessi figli. Quanti ne conosco di ragazzi distrutti, che continuano ad affidarsi ciecamente alle sacre parole di padron Kiko e affiliati alienandosi completamente da loro stessi, per ritrovarsi completamente divisi internamente.

    Personalmente, anche io ho dovuto subire la gogna CNC grazie a un novello sacerdote kikiano. Tu, solo per il fatto di essere donna, sei semplicemente la materializzazione del male più assoluto, stop. Per te nessuna pietà. Ho sentito omelie che voi cristianucci tiepiducci della domenicuccia non potete neanche vagamente immaginare: tutta la repressione, le violenze psicologiche subite passate, presenti e future, tutta la frustrazione di una vocazione non scelta scagliate su una platea inerme, dall'alto di un altare che li fa sentire protetti e incontestabili, che da altare su cui offrire il Sacrificio diventa piedistallo dal quale lanciare un astio che cela malamente dubbi mai affrontati, bollati con "seiquiperchélospirito(cioènoi)ticihaportato" e rielaborati in un totale disprezzo per chi invece difende quel barlume di libertà che il CNC non è riuscito a soffocare del tutto. Poveri loro e poveri noi!

    "Quasi la metà dei sacerdoti del CNC lascia entro i 4 anni dall'ordinazione", disse un giovane sacerdote a delle monache chiedendo loro preghiere, specificando che queste erano parole dell'attuale rettore del RM di Roma (ebbene sì). Ma guai ad ammetterlo al di fuori del Cammino! Non sia mai che si possa dare segni di cedimento. Ricorda la peggiore URSS: una grande facciata e un muro dietro il quale nascondere ogni sorta di disumanità. Solo che i mattoni che formano il muro del CNC sono i seminaristi, ragazzi completamente sottratti all'autodiscernimento e buttati nella mischia, per diventare carne da macello da offrire a maggior gloria di Kiko. Vanno ai family day a difendere la famiglia e l'insostituibilità dei ruoli genitoriali, e mentre lo fanno consegnano i loro figli a degli esaltati che li denigreranno e mortificheranno fino allo sfinimento psicologico, per poi guardarli con disgusto. Ma questa è un'altra storia...

    Grazie Pax dell'articolo, grazie a Veterano per la testimonianza, grazie a tutti voi perché continuate a portare avanti il blog. Da parte mia, provo ancora a raccogliere i cocci, sperando di riuscire a rimettermi a posto, prima o poi. Gli strascichi del CNC si fanno sentire, e a volte intervenire è mettere il dito in una ferita infetta. Ma vi seguo e vi leggo, e quando non fa troppo male intervengo.

    Spero abbiate passato un buon Natale, continuate così, che servite! :)

    Autore della Lettera

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  2. Non va dimenticato che durante il percorso ai seminaristi viene esplicitamente chiesto: "Obbedirai a Kiko o al vescovo quando sarai ordinato"?

    Uno della mia comunità lo raccontò piangendo. Aveva risposto: "Al vescovo".
    L'equipe gli replicò: "No, tu obbedisci a Kiko".

    Entrò in crisi profonda e di conseguenza, per sua fortuna, lasciò il Seminario e la prospettiva di diventare presbitero, per la quale non aveva in realtà nessuna vocazione.

    Oggi ha una vita normale.

    Questo è il Cammino, una setta.

    Alla radice di tutto c'è quel che continuo a ripetere da sempre: la concessione ad un laico qualunque, che insegnava eresie, di fondare un seminario sotto il proprio totale controllo.

    Chi e perché lo ha permesso?

    In base a cosa?

    Kiko Arguello era un semplice laico qualunque.

    Aveva stravolto la Messa tagliandone parti intere e alterandone altre.

    Insegnava eresie, come dimostrato dai Mamotreti emendati a colpi di scure.

    Millantava ispirazioni e visioni mai vagliate dalla Chiesa.

    Massacrava le coscienze negli scrutini.

    A questo individuo hanno concesso di formare un proprio clero in totale autonomia e obbediente solo a lui!

    Cui prodest?

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  3. Anzitutto notiamo come il tipico luogotenente kikiano d'alto rango, alla notizia che il Cammino ha un problema, reagisce sempre allo stesso modo: «Sai quanti nemici abbiamo?»

    E subito dopo scappa.

    A vagliare le vocazioni sacerdotali neocatecumenali sono dei laici facinorosi kikiani, dello stesso tipo del pasqualone-baccalà che crede di giustificare le pecche del Cammino gridando "sai quanti nemici abbiamo?"

    Non fa meraviglia che una tale armata Brancaleone vada impapocchiando una "formazione teologica" squinternata.

    Sulle "camere doppie" devo purtroppo aggiungere che anche in altri settori della Chiesa vige la stessa moda. L'idea di base è che i due seminaristi si debbono spiare a vicenda, riferendo ai superiori, e riesce bene quando uno dei due è un pochino più chiacchierone dell'altro, o i due hanno un carattere alquanto diverso.

    Sul "preservare dalle tentazioni" è necessario un chiarimento. I santi - anche i più giovani, come san Domenico Savio - raccomandano di star lontani dalle tentazioni. Fino a prima del Concilio i sacerdoti ripetevano l'antico adagio: "nella battaglia contro le tentazioni vincono solo i vigliacchi", cioè quelli che le fuggono.

    Il metodo neocatecumenale, invece, è basato sull'ipocrisia. Se c'è il rischio che nella festa di piazza qualche seminarista possa darsi all'ubriachezza, il problema non è la festa ma è il segreto desiderio di ubriacarsi che finalmente trova un'occasione propizia.

    Togliendo l'occasione propizia non hai tolto il desiderio. Un seminarista che in coscienza è convinto che sia un male ubriacarsi, con ogni probabilità resterà sobrio anche se chiuso in una cantina in mezzo a un milione di bottiglie di liquori di ogni genere.

    Aggiungiamoci pure il fatto che per quanto disprezzabile, una serata di ubriachezza è molto meno critica della scarnificazione delle coscienze e dell'utilizzo esclusivo della falsa liturgia kikista-carmenista.

    Anche gli altri esempi confermano che il patetico atteggiamento neocatecumenale è di profonda ipocrisia. Pur di non ammettere che quei ragazzetti infognati in quella caricatura di seminario la vocazione non ce l'hanno, il responsabile addossa le colpe alla ragazzina colpevole di non essere una racchia.

    E come andrà a finire? Lo sappiamo già, dai giornali: Presbitero neocatecumenale arrestato mentre faceva sesso con una minorenne. Il giovin presbitero aveva completato tutta la formazione nel "severissimo" seminario R.M., e dopo neanche un anno di sacerdozio... oh... «sapete quanti nemici abbiamo?»

    Insomma, l'operato neocatecumenale erroneamente definito come "preservare dalle tentazioni" non è ciò che raccomandano i santi ma è soltanto pura ipocrisia.

    Come al solito i neocatecumenali, per sembrare più cristiani degli altri e per vantarsi di avere una fede più adulta, esagerano qualche aspetto infischiandosene delle conseguenze. "Noi il venerdì santo facciamo 24 ore di digiuno!" "Noi quando c'è la festa in paese mandiamo tutti i seminaristi a 400 km di distanza!" "Noi la mattina facciamo le Lodi e durano almeno 50 minuti!" ...ricordate il padre neocatecumenale che pestò selvaggiamente la figlia colpevole di aver mangiato una banana senza usare forchetta e coltello?

    Poi quando succede il pasticciaccio, ugualmente hanno l'alibi già preconfezionato e pronto: "sapete, quando il Signore toglie la sua mano dalla mia testa, ne succede di ogni", "sapete, non ero stato preservato dalle tentazioni", "sapete quanti nemici abbiamo?"

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  4. Complimenti per l'articolo. Davvero ricco di informazioni.

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  5. Ringrazio anche io, ancora una volta, Veterano che, con la sua lucida testimonianza, ci consente oggi - iniziando bene il 2018 - uno scambio di esperienze prezioso.

    Prima di erigere a Roma il primo Redemptoris Mater - che fu ostentato con grandi trionfalismi, novello passaggio del Mar Rosso in cui Dio stesso interviene per salvare il suo popolo e precipitare nel mare il faraone e tutto il suo esercito (chi mai sarà questo faraone?) - era un continuo lamentarsi, nelle convivenze con gli itineranti: "Dove andiamo senza un clero nostro? Ci distruggeranno? (Chi li avrebbe distrutti?)....e pensa che ti ripensa.... Kiko, Carmen, cefali e corte al seguito hanno partorito l'idea più genialmente diabolica che mai si potesse immaginare.
    Ma, a differenza della maggior parte dei comuni mortali, che concepiscono sogni irrelizzabili, il loro sogno ardito lo hanno anche fatto diventare realtà.
    Mistero! come ci fa riflettere Apostata che pone ogni volta la stessa domanda alla quale è complicato trovare una risposta soddisfacente.
    Una cosa è certa: un grande alleato, non certo in alto ma giù giù in basso, questi pericolosi personaggi hanno di sicuro, molto potente, che odia gli uomini e più ancora la Chiesa Cattolica.

    Pax

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  6. Tutti i baccalà si sono improvvisamente eclissati, proprio come il sullodato Responsabile Itinerante che staccò il telefono in fretta e furia. Hanno infatti letto solo la prima riga sulla chiusura definitiva del seminario Redemkikos Mater di Guam - un cancro estirpato dal corpo della Chiesa - e sanno che ora tocca al vescovo pedofilo neocatecumenale.

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  7. Ho letto e riletto il commento di Autore della Lettera e ancora mi sorprendo, nonostante infinite volte lo abbiamo constatato, di come le nostre esperienze siano uguali, dappertutto.
    No, il male che fa il cammino neocatecumenale non è quel "male fisiologico" che accompagna tutte le realtà, che si giustifica per le debolezze umane; ogni sistema non è mai perfetto, siamo tutti d'accordo, ma qui è la matrice ad essere marcia, una matrice non di vita, ma di morte, perchè asservita all'idolatria, molto semplicemente. Al centro di tutto c'è un gigantesco Molok insaziabile, che più mangia più ha fame, che semina intorno tanta distruzione.

    Vorrei riprendere ogni singola parola del commento delle 08:46 perchè offre spunti infiniti.....ma forse sarebbe meglio farne un nuovo post.
    Ritengo che l'importanza vitale attribuita dal cammino (giustamente!)al fatto di POTER GESTIRE AUTONOMAMENTE PROPRI SEMINARI debba motivarci a scavare sempre più in questo mondo sommerso, cosa che ci proponiamo proprio di fare, e non comprendo, sinceramente, perchè la Chiesa se ne disinteressi tanto, lasciando questo pericoloso Cavallo di Troia operare indisturbato dentro le sue mura....che entra e esce...che fa quello che vuole.

    Unito a questo, ma non di secondaria importanza, è tutto il male che si procura a quelle che diventano le prime vittime di un disegno scellerato, ossia i ragazzi che DEVONO riempire i seminari, la materia prima di cui non si può assolutamente fare a meno.


    Una delle prime cose che si tentò di spiegare a Kiko (se non ricordo male fu proprio il Cardinale Casimiro Morcillo Gonzàlez, che tanto li ha sostenuti) fu quella di stare molto attento con i Seminari e, soprattutto, di aprirne uno, massimo due, uno a Roma e un altro a Madrid, definendo una vera pazzia, anzi un suicidio, il voler invadere il mondo di propri Seminari. Ma, come sempre, Kiko non ascolta nessuno e, oltre questo, è circondato di itineranti che fanno a gara a chi è più bravo a copiarlo.
    Per cui i seminari si sono moltiplicati per quante sono le zone controllate dalle equipe internazionali itineranti, in alcune zone anche due seminari e Kiko non ha detto mai no a nessuno. Tanti seminari fantasma sono solo sulla carta, a riempirli seminaristi che non sanno neanche la parola "vocazione" che significa, oppure che stanno parcheggiati lì da tanto di quel tempo, ormai, che hanno dimenticato perfino PERCHE' vi si trovano!

    Ma dobbiamo affrontare le questioni una alla volta. Potremmo scrivere un libro.
    Basta per ora.

    CONTINUA

    Pax

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Morcillo non era cardinale, e morí pochi anni dopo il trasferimento di Kiko e Carmen a Roma.
      Oscar

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    2. Devo rettificare, hai ragione Oscar.
      Scavando nella memoria ho ricordato.
      Non era Morcillo, mi scuso anche per aver detto che era un Cardinale.

      Si tratta, invece, di Maximino Romero de Lema, Arcivescovo.
      Grande sostenitore del cammino. Segretario della Congregazione per il Clero.
      Presente a tutte le convivenze di itineranti tra gli anni 80/90.
      Una volta in pensione, dal 1987 in poi, Direttore spirituale del Seminario Redemptoris Mater di Roma.

      Era lui che ripeteva sempre a Kiko, mettendolo in guardia a proposito della istituzione di Seminari dappertutto: "attento si cappuccetti, Kiko!"

      Chiedo venia. Grazie della segnalazione, comunque.

      Pax

      Elimina
  8. @ Pax (delle 11:54)
    @ l'Apostata (delle 08:48)

    Cara Pax, rispondendo alla domanda di Apostata ("Chi e perché lo ha permesso?") hai detto molto bene: è "un grande alleato, non certo in alto ma giù giù in basso".
    Ed io aggiungerei che da molto tempo Lino ha già risposto (implicitamente) in maniera lucida e chiara su chi è veramente che sta dietro tutto questo enorme potere dato a un semplice e megalomane laico di nome Kiko: dietro c'è un'associazione iniziatica, segreta e di fratellanza a base morale, che si prefigge di distruggere la Chiesa... è la MASSONERIA segreta e gnostica.
    Io ne sono sempre più convinta, ma probabilmente la stragrande maggioranza degli stessi alti livelli del Cammino neanche se ne rende conto. Gli hanno fatto talmente tanto il lavaggio del cervello che come in tutte le sette (perché il Cammino vive e agisce come una setta che divide il mondo in "noi" e "loro") credono di stare facendo una cosa buona.
    Io sono nata nel Cammino, e la cosa che più mi addolora è vedere tanti miei fratelli carnali, parenti stretti e amici di infanzia che sono davvero bravissime persone (anche migliori di me), che hanno un cuore grande, ma non vedono l'evidenza della realtà.

    Annalisa

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  9. Articolo MONUMENTALE di Veterano e Pax, squadra d'assalto!
    Mi è saltato all'occhio immediatamente questa frase di Veterano: "Questi seminaristi neanche hanno una loro volontà a volersi far del bene (allontanandosi dal male)"

    Problema gravissimo, al cuore di tutto il neocatecumenato, l'aspetto più protestante della setta kikiana-carmeniana: l'ignoranza sulla pratica delle virtù. Si dà il caso che la temperanza, il cui significato è:

    "virtù morale che modera l'attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell'onestà."
    (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, tutto il capitolo "La Vita nello Spirito")

    sia alla base della vita cristiana e collante delle altre virtù cardinali. Ovvero, senza la pratica della moderazione nell'uso dei beni e dei piaceri normali del mondo, non si possono praticare adeguatamente le altre virtù (prudenza, giustizia, fortezza).
    Vale la pena ricordare ai facinorosi neocatecumenali che le virtù cardinali sono proprie dell'uomo e sono indispensabili per avvicinarsi a Dio. Sono quelle virtù che è impossibile praticare senza SFORZO dell'uomo, sorretto dalla grazia e dalla carità divine.
    I presbikiki neocatecumenali, che non sono abituati a praticare la virtù della temperanza perché sempre ovattati e sempre protetti dalle assurdità della macchina schiacciasassi settaria neocatecumenale, si troveranno in grossi guai quando a confronto con la vita reale, e con le tentazioni vere del Diavolo. Da qui escono i campioni come il pretino Luis di Guam, scoperto a fare sesso con una minorenne neocatecumenale.

    Il discorso vale anche per i giovani, ovviamente.

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  10. CONTINUO E CONCLUDO...
    ....mettendo in evidenza il male che viene fatto a tanti ragazzi. Di fronte ad esso risuona, profondamente, il "Guai a coloro che scandalizzano uno di questi piccoli...meglio sarebbe...." per sottolineare che anche UNO SOLO agli occhi di Dio è più prezioso di tutto....come l'anima dell'uomo vale più della conquista del mondo intero e di tutta la sua gloria.

    Autore della Lettera, ha trovato una sintesi perfetta.
    In primis "vocazionismo coatto", indispensabile per tenere attiva la macchina infernale sforna-presbiteri neocatecumenali, dal quale discendono tutte le "ulteriori violenze psicologiche perpetrate nel tempo" per stabilizzare la vocazione stessa fino al raggiungimento dell'obiettivo fissato.
    Il tutto tenuto in piedi da "illuminatissimi catechisti discernenti"....sugli altri, mentre non sanno riconoscere i drammi dei loro stessi figli.
    Confermo questa descrizione per gli infiniti riscontri che ho potuto verificare di persona, riferiti al passato e al presente.

    Davvero posso fare mie le parole del commento:

    "Quanti ne conosco di ragazzi distrutti, che continuano ad affidarsi ciecamente alle sacre parole di padron Kiko e affiliati alienandosi completamente da loro stessi, per ritrovarsi completamente divisi internamente."

    Esattamente così, ma la responsabilità più grande è dei genitori di questi ragazzi, che continuano a indirizzare il figlio confuso, destabilizzato, a Kiko (quando possono portare il figlio davanti a lui non si può spiegare l'emozione grande, non si può comprendere l'invidia degli altri che devono accontentarsi dei catechisti di zona)o, in subordine all'itinerante più alto in grado che possono raggiungere.

    Quale il frutto di tutto questo?
    totale alienazione da se stessi, in un processo inverso a quello che richiede crescere e diventare adulti.
    Alla fine ne ho visti tanti che, a furia di entrare e uscire dai seminari, tentare di fidanzarsi e fallire, di laurearsi e fallire ancora, alla fine non sono più nè carne, nè pesce.

    Qualcuno dirà: "Chi li ha costretti ad andare in seminario, la prima volta?"

    Qualcuno che ti ha detto che non potevi essere lì, per caso, non potevi avere per caso quella famiglia....e poi che "in Seminario si va PER VEDERE SE HAI LA VOCAZIONE" perchè....questa la bordata finale...."Tu DEVI capire che DEVI fare la volontà di Dio NON la tua volontà"...
    [ndr. chi indica nel Cammino qual è per te la volontà di Dio? a chi bisogna obbedire nel Cammino per fare la volontà di Dio? domandine semplici, semplici, semplici]

    Pax

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  11. La tattica delle vocazioni forzate è molto ben congegnata.
    Spesso si usano le vocazioni indotte in maniera strategica, per dimostrare a qualcuno di esterno la potenza del CNC o per "neutralizzare" coloro che a lungo termine potrebbero essere dannosi al CNC (i riflessivi, gli studiosi, i sognatori, etc.).

    La cosa bella è che quando queste persone lasciano il seminario (di quelli che si alzano agli incontri vocazionali, meno del 5% diventa sacerdote), avendo rinunciato magari a un titolo di studio o a un'esperienza lavorativa e si ritrovano isolati, il CNC provvede a trovare loro una fidanzata, un lavoro e magari anche una missione itinerante per continuare a tenerli sotto controllo e fedeli al CNC.



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  12. Voglio richiamare l'attenzione anche sul video, inserito perché è formidabile nella sua estrema sintesi.
    Kiko è in Spagna, si capisce; anche il presbitero con lui, da lunghi anni itinerante, è spagnolo.
    Kiko parla nella sua lingua, ma ciò che dice è perfettamente comprensibile perché cita la Parola di Dio, la più cruciale per la chiamata alla sequela.

    Ad ogni buon conto traduco ( dico nel post che il video dura 30 secondi, rettifico, dura appena 18 secondi: in 18 secondi, tutto un programma).

    Notare come. Kiko, pronunciando quelle poche parole che - nostra libera interpretazione - riferisce a se stesso, se la ride, ma se la ride di cuore e, tirando l'orecchio al suo fedele prete itinerante, tiene simbolicamente per le orecchie (sede dell'udito attraverso cui penetra la sua predicazione e lui prende possesso) tutti i seminaristi e presbiteri R.M. del mondo intero, sul quale si distende il suo impero.

    Traduzione:
    "C'è qualcuno che sente che il Signore Gesù Cristo lo chiama?
    Che vada con il Signore!
    Lascia tutto e seguimi!
    E lasciando tutto, lo segue!
    Ahahahah.....tirata d'orecchio
    Fine

    Pax

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  13. Il moltiplicarsi dei Seminari kikiani sembra più un'occasione per inzeppare edifici diocesani di chincaglierie neocat e e un'operazione mediatica che altro:sono i numeroni, che contano, e la nuova estetica che deve dilagare.
    Sono un po' il corrispettivo delle piccole comunità, che sono molte perché devono fare da culla riscaldata per la crescita di una gerarchia fedele a Kiko: più Comunità ci sono, più saranno i responsabili, caporesponsabili, catechisti, ostiari, cantori; più seminari RM, più saranno i rettori di seminario, i responsabili amministrativi e spirituali, i professori. Poco importa la qualità! Anzi la qualità deve essere di bassa lega, perché è nella mediocrità che il cammino può continuare a sopravvivere, non certo con l'eccellenza.
    Poi, appena fatti sacerdoti, e più preoccupati dei vestiti da mettersi che della propria scelta, appena incardinati, cominciano a fare pressioni per andare in missione.
    Le nostre menti corrono all'Africa, all'Asia...no, i nostri novelli sacerdoti ambiscono a mete ben più vicine, con famiglie nc e comunità nc ad attenderli e, appena partiti, hanno già pronto il biglietto di ritorno per passare Natale a casa.
    Questo non vale per tutti naturalmente ma solo per i più finanziati. Gli altri non riescono a partire oppure a tornare, e ben presto si ammalano o abbandonano tutto, come ci ricorda Autore della Lettera.
    Ringrazio Veterano per le ampie spiegazioni, che vanno a comporre un quadro che rattrista, ma che è necessario sia il più possibile conosciuto.

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  14. Annalisa ha detto: "Ed io aggiungerei che da molto tempo Lino ha già risposto (implicitamente) in maniera lucida e chiara su chi è veramente che sta dietro tutto questo enorme potere dato a un semplice e megalomane laico di nome Kiko..."

    Chi c'è dietro il Cammino? Mi riferisco a personaggi in carne e ossa, perché oltre (cioé molto più in basso) non voglio andare. Già l'ho scritto una volta: la risposta me la diede un notissimo giornalista, il quale alle mie critiche alla "dottrina" del Cammino mi disse: "Caro Ingegnere, le sono grato del materiale che mi invia. Lo studierò attentamente, anche perché so che lei è persona che non parla a vanvera e va in profondità. Le voglio però spiegare anche la diversità del mio approccio con alcuni rapidi flash. Mi occupo da decenni del tipo di teologia che circola nella Chiesa e le posso assicurare che lo gnosticismo (purtroppo!) abbonda in notevole parte dei teologi e delle accademie teologiche. E non solo [...]".

    Lo gnosticismo che abbonda nelle Accademie è anche massonico, non solo. Lo gnosticismo del secondo e terzo secolo non ha mai abbandonato la Chiesa cattolica e gli gnostici delle varie correnti si riconoscono e si appoggiano, l'uno con l'altro. Il mistero del successo di un modesto pittore megalomane sta tutto qui, senza voler rischiare di scendere per ricercare gli appoggi più in basso, molto più in basso.

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  15. Notizie da Guam.
    Stavolta ad accusare il vescovo Apuron di abusi è nientemeno che il nipote.
    http://ilsismografo.blogspot.it/2018/01/stati-uniti-guam-nephew-accuses.html?m=1

    Frilù

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  16. Carissimo Lino,
    Bene ha detto il notissimo giornalista:
    "che lei è persona che non parla a vanvera e va in profondità."
    ......molto in profondità!
    Le due cose non si contraddicono.
    Grazie sempre per il tuo instancabile, prezioso lavoro, che tanto ci aiuta e arricchisce.

    Pax

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  17. Riflettevo sul fatto che molti presbikiki giovani usciti dal Redemkikos Mater sembrano spesso malinconici e depressi, forse non ci avevo fatto troppo caso, prima di leggere questo articolo.
    Ricordo anche che un ragazzo che era mio fraterno amico prima di alzarsi dopo alcuni anni nel seminario tornò ingrassato in modo vistoso e preoccupante, e con l'espressione cambiata. Parlava solo di cammino e rideva molto meno.
    A riprensarci mi mette tristezza.

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  18. @autore della lettera
    Che bello vederti di nuovo su questo blog! Mi sei mancata 😍.

    Hai ragione anch'io a volte faccio fatica ad intervenire, perché è come tenere una ferita costantemente aperta. Riparlare di certi episodi vuol dire rivivere quelle sofferenze. Ma lo facciamo per l'amore verso gli altri affinché possano aprire gli occhi oppure non entrare in questa tela del ragno.

    Un primo intervento sul cammino sarebbe chiudere questi seminari che accentuano ulteriormente la vocazione separatista del cammino: Avere la propria messa, avere i propri canti, avere la propria comunità, avere il proprio presbitero, avere le proprie catechesi ed infine, ciliegina sulla torta, avere i propri presbiteri preparati con le proprie catechesi del cammino.

    Bisogna aprire questo recinto, occorre che il cammino si confronti con gli altri, occorre soprattutto che ascoltino una parola diversa dal verbo kikiano.

    Questo sarebbe un primo passo: Se il cammino non va verso la Chiesa, la Chiesa vada verso il cammino.

    Con la chiusura dei seminari e con visite da parte di vescovi alle comunità per fare delle contro catechesi, per far venire cosi dei dubbi alle persone.

    Certo i catechisti cercheranno di normalizzare eventuali messaggi nell'ottica kikiana, come hanno fatto con i discorsi del Papa, ma se queste occasioni aumenteranno sarà sempre più difficile spiegare perché quanto detto nel cammino e' così radicalmente diverso da quello che dice la Chiesa.

    EX-NC-???

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  19. Scusate nell'elenco di prima mi sono dimenticata:
    La propria stanza dove celebrare la parola della propria comunità, il proprio tappeto, il proprio ambone, i proprio copri ambone ed infine la propria Bibbia. Mica si può leggere su una normale Bibbia della parrocchia.

    In tutto devono stendere un recinto che li separa dagli altri. Poi ci credo che non sanno confrontarsi con chi è fuori dal loro recinto.
    Anche il dare i soldi deve comunque rimanere dentro il recinto del cammino!

    Sono mai stati utilizzati i soldi del cammino per contribuire a progetti diocesani?
    Da me mai, eppure la mia diocesi ha dei bellissimi progetti rivolti all'inclusione e ai bisogni materiali dei poveri.

    EX-NC-???

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  20. Riguardo l'educazione, c'è da dire che sono molti i seminari RM che per lo studio si affiancano ai seminari diocesani, e ricevono la stessa istruzione dei sacerdoti ivi formati. Poi giustamente si può parlare di come avviene la formazione nei diocesani, anche don Fabio Rosini, parlandone e anche nel suo libro, ha alcune riserve.
    Oscar

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    1. Hai detto bene, "affiancano": è infatti un termine troppo generico che lascia ampi margini di manovra ai kikos a cui interessa solo dare l'impressione di fare le cose come la fa la Chiesa e invece continuarle a fare alla maniera di Kiko e Carmen.

      La formazione al sacerdozio o si fa come la Chiesa comanda (dunque nelle facoltà teologiche della Chiesa e nei seminari della Chiesa), oppure sono tutte scuse. Per quante critiche si possano fare alle facoltà e ai seminari delle conferenze episcopali, vi si insegna comunque ad appartenere a tutta la Chiesa e non solo alle esigenze del proprio movimentino (kikiano o no).

      So che alcuni anni fa il vescovo Negri chiuse d'imperio una nascente comunità religiosa perché questa si rifiutava di seguire la formazione teologica prevista dalla conferenza episcopale regionale e pretendeva di fare la formazione spirituale e umana dei seminaristi all'interno della propria sede. Ah, se Negri avesse avuto lo stesso pugno di ferro con il neocatecumenalismo...

      Fra parentesi dobbiamo ricordare che qualsiasi istituto o ordine religioso, nel fare formazione "in casa", semplicemente beneficia di un lunghissimo iter di verifica e approvazione da parte delle autorità ecclesiastiche, spesso risalente a secoli addietro quando le norme erano assai più severe di oggi e le circostanze politiche e sociali erano assai difficili (si pensi ad esempio alle opere di don Bosco e di don Orione).

      Invece gli squinternati seminari Redemkikos Mater, approvati in fretta e furia dal cardinal massone Poletti senza neppure rispettare il brevissimo "triennio" che lui stesso aveva fissato, con la scusa che i pretonzoli sarebbero "a disposizione" della diocesi (menzogna, visto che appena possono prendono il volo per destinazioni kikiane, mangiandosi nel frattempo i soldi del Sostentamento Clero), cercano di evitare il più possibile che i loro adepti scoprano che il Cammino è un castello di menzogne.

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    2. Affiancano, id est, frequentano le lezioni e fanno gli esami assieme ai seminaristi del seminario diocesano. In molte città così avviene, anche italiane, per quello che ho potuto vedere. Sorvolo sulle accuse di massoneria, e quindi scomunica, che dá a destra e manca, secondo lei lo é anche il Papa? Anzi, si accoda a mons. Livi nel dare dell'eretico anche all'ibsegnamento di Ratzinger?
      Dimentica che se il vescovo non vuole, non parte nessuno (come fece gli ultmi anni Vallini) e che non tutti gli stati hanno il sostentamento del clero, in molti i preti vivono delle offerte e intenzioni, e se partono, non prendono nulla.
      Oscar

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    3. Non prendiamoci in giro, Oscar: hai detto giustamente "affiancano" piuttosto che un generico "frequentano" poiché sai anche tu che la vera formazione pseudoteologica neocatecumenale avviene secondo i canoni kikiani, professori kikiani, "catechisti" kikiani, e la frequenza alla facoltà teologica approvata dalla Santa Sede non solo è limitata al minimo indispensabile ma è eliminata tutte le volte che sia possibile (vedi l'ex seminario kikiano a Guam che in nome di un'improbabile "affiliazione" al Laterano aveva un corpo docente estratto dalle comiche di Ridolini). Dopo che Kiko rappresenta la storia della Chiesa come una buia parentesi tra Costantino e il Vaticano II, dopo che disprezza il Medioevo e tutti i santi, dopo che banalizza l'Eucarestia e disubbidisce al Vaticano II, può Kiko permettere mai che i seminaristi dei Redemkikos Mater scoprano dalla facoltà teologica che le cose stanno diversamente?

      Calunniare monsignor Livi ti serve solo a dimostrarci quanto veleno il Cammino ti ha iniettato nel cuore. Prima di sparare a zero come un ubriaco, fa' qualche ricerchina su Google per evitare figuracce. Per esempio anche sull'appartenenza massonica del cardinale Ugo Poletti, dato pubblicato da Mino Pecorelli e che Poletti non smentì mai.

      Come già detto, Poletti approvò in fretta e furia il seminario kikiano a Roma il 14 febbraio 1988 e dopo meno di due anni e otto mesi del triennio ad experimentum da lui stesso stabilito firmò l'approvazione definitiva il 1° ottobre 1990... poiché il 17 gennaio 1991 sarebbe "andato in pensione" e la faccenda andava conclusa per tempo e senza rischiare che un successore sgradito bloccasse la pratica.

      Riguardo ai pochi casi in cui un poveraccio finisce in un seminario kikiano, ha già accennato Veterano nel suo articolo. I presbiteri R.M. sono pagati estraendo soldi dalle tasche dei fratelli del Cammino o dalle tasche dei cattolici (come a Guam dai fondi diocesani o come in Italia dal sostentamento clero).

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    4. Dove avrei calunniato mons. Livi? Veleno? Lo conosco bene, lo seguivo molto nei suoi scritti. Ma dare dell'eretico a Papa Francesco, ai suoi insegnamenti, mi si permetta almeno di dissentire categoricamente senza ricevere accuse di calunnia.
      Sulle accuse di massoneria, allora le accuse di Ciancimino junior che dava a destra e manca? Grazie a Dio non basta una accusa per fare una condanna, ma anche nella Chiesa ci sono processi, e la presunzione di innocenza, ma la gente é massone quando fa comodo a lei. Mi riferisco anche a Bugnini, accusato anche lui. Ma parlando con fonti molto vicine il Papa lo mandó via, ma non per quel motivo.
      Sull'affiancarsi, esprima pure tutta la bile. Semplicemente i seminaristi stanno di fianco agli altri a lezione, fanno gli esami assieme, secondo le testimonianze che ho raccolto.
      Oscar

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    5. Hai calunniato mons. Livi mettendogli in bocca cose che lui non ha mai detto. Evidentemente «seguivi molto nei suoi scritti» tranne in quest'ultimo caso. Una ricerchina Google ti avrebbe portato su questa pagina su Chiesa e Postconcilio dove mons. Livi chiarisce bene la questione, e chiarisce anche la strumentalizzazione di cui è stato oggetto (ed a cui tu hai creduto ciecamente).

      Visto che sei così pigro, quoto di mons. Livi solo un passaggio: «...non è accettabile l’ipotesi di un papa eretico, mentre è possibile verificare che alcuni provvedimenti (attivi oppure omissivi) dei papi abbiano favorito l’estendersi dell’eresia».

      In questo non gli si può dar torto, visto che tali "provvedimenti (attivi oppure omissivi)" esistono e sono stati riconosciuti come tali sia dagli "amici" che dai "nemici".

      Ed in tali "provvedimenti" vanno riconosciuti purtroppo anche tutti quei gesti che inducono i cattolici disinformati all'errore. Si pensi ad esempio alla presenza papale nelle megacelebrazioni neocatecumenali (è pur vero che i Papi non hanno risparmiato rimproveri al Cammino, ma alla fine dei conti l'evento finiva per passare - grazie ai titoli di giornale - come l'ennesima approvazione). Oppure al controverso capitolo dell'Amoris Laetitia che le conferenze episcopali hanno interpretato in modo diametralmente opposto. La lista degli esempi sarebbe lunghissima, poiché dal Vaticano II in poi si è smesso di condannare apertamente gli errori e si è cercato un linguaggio più accomodante... che non poteva non essere quello dell'ambiguità.

      Peraltro, quando il Papa manda via un "sospetto massone", non va proclamando ai giornali che c'entra la massoneria, perché poi sarebbe costretto non solo alla fatica di dimostrare e documentare ai giornalisti, ma anche a svelare le sue fonti. È la stessa cosa di quando un vescovo per improbabili "motivi di salute" lascia l'incarico. (fra parentesi: sarebbe stata anche l'ultima linea di difesa del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron, latitante da quasi due anni)

      Del resto dovrebbe bastarti la sola frequentazione in parrocchia per capire che il clero è ambiguo certe volte per comodità personale, certe altre volte per quieto vivere, certe altre ancora per limitare i danni. E per capire che tale ambiguità favorisce i nemici della Chiesa (vedi ad esempio la diffusione del Cammino nelle parrocchie solo perché "bisogna dare spazio a tutti i movimenti").

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    6. Il buon don Ariel di Gualdo, pur non tenero col Cammino, lungi dall'essere questo un peccato, risponde con parole più chiare delle mie: http://isoladipatmos.com/il-papa-eretico-antonio-livi-e-la-toppa-che-finisce-con-lessere-peggiore-dello-strappo-il-dramma-della-superbia-intellettuale/
      Riporto un passo saliente: "Per mezzo di parole, atti e omissioni e per mezzo di passaggi del documento Amoris laetitia, Vostra Santità ha sostenuto, in modo diretto o indiretto (con quale e quanta consapevolezza non lo sappiamo né vogliamo giudicarlo), le seguenti proposizioni false ed eretiche, propagate nella Chiesa tanto con il pubblico ufficio quanto con atto privato."
      Se si sostiene che il Papa ha sostenuto tesi ereticali, hai voglia di voler metterci una toppa dicendo che gli altri hanno interpretato male
      Essendo la seconda volta che mando il messaggio, spererei nella pubblicazione, dato che risponde in modo puntuale ad una osservazione non vera.
      Sarà massone anche don Ariel?
      Oscar

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    7. Suona comico che il sottoscritto, pur non condividendo appieno gli scritti di mons. Livi, si ritrovi a difenderlo.

      Il fatto è che il caro Oscar, essendo entrato di tutto cuore in quella spirale di disprezzo e di odio che lo induce a fare polemica a tutti i costi, ha preso un'altra grossa cantonata e ha confermato che i suoi commenti non servono ad altro che a disturbare le discussioni.

      Don Ariel - che pure abbiamo citato nel blog in qualche occasione - non può essere preso per oro colato (vedi ad esempio qualche lettera che gli scrivono in risposta) anche perché ha il dente avvelenato con mons. Livi poiché quest'ultimo era un collaboratore del suo sito web (Isola di Patmos) ma ha abbandonato due anni fa a causa della «retorica», del fare «appello al sentimento», ecc.

      Visto? Bastava fare una mezza ricerchina su Google per scoprirlo, senza azzeccare la figuraccia del polemico a ogni costo che crede di aver ragione non appena spara una domanda retorica cretina come "Sarà massone anche don Ariel?"

      Questo blog tratta dei problemi del Cammino Neocatecumenale e lo spazio commenti non è un muro pulito a disposizione dei graffitari che bramano di imbrattare qualcosa. Aggredire Livi a cosa ti serve? Ad azzeccare solo emerite figuracce (sei stato tu a scrivere che Livi dà «dell'eretico anche all'ibsegnamento di Ratzinger»). Qui servono invece i fatti, e se qualche volta i fatti citati non riguardano direttamente il Cammino è solo perché in qualità di cattolici siamo a dir poco allarmati dallo stato attuale della Chiesa Cattolica. Il fenomeno "Cammino" è stato infatti possibile proprio grazie all'inquinamento della fede, alla falsa retorica del "dopotutto sono tanto fervorosi", all'illusione che la cattolicità consista nel "fare tanti figli"...

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    8. Ma che linguaggio usa? Aggredire? Calunniare? Avrà pure il dente avvelenato, conosco la vicenda, ma almeno é onesto in questo caso, riconoscendo anche verità nelle parole del teologo Grillo, e riportando chiaramente i passi in cui mons. Livi (neppure lui coperto da infallibilità magisteriale) sottoscrive che il Papa ha sostenuto tesi eretiche. Se questo lei lo considera un atteggiamento cattolico, che deve al papa l'ossequio della mente. Avrà avuto le sue ragioni, ma secondo me ha sbagliato il metodo, tanto più che, firmano assieme a Fellay, ha messo in una situazione difficile i coeti che seguono il Summorum pontificum, dando a vedere, o sembrare, un avvicinamento a lefebvriani, più che il contrario.
      Dandomi del graffittaro e ai miei commenti degli imbrattamenti, mi permetta di dirle che é lei che non dimostra carità cristiana. Consiglio il capitolo "ammonire i peccatori" del libro di don Fabio Rosini.
      Evidentemente ogni commento non sulla sua linea é buono per scaricare l'artiglieria pesante e sollevare l'inquisizione.
      Oscar

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    9. "Teologo Grillo" è un ossimoro, viste le figuracce che azzecca per la sua ignoranza e mancanza di obiettività (non siamo noi a dirlo; bastava fare una brevissima ricerchina Google).

      Oscar, se tenti di coprire le figuracce mettendo molta più carne a cuocere (Grillo, Fellay, Rosini...), significa che il tuo morbo della polemica a tutti i costi è allo stadio terminale.

      Intanto, visto che ti piace collezionare figuracce, ti invito a entrare nel merito delle questioni trattate anziché appioppare furiosamente etichettine infamanti: per esempio, leggi e medita attentamente il testo della Correzione filiale trascurando i nomi dei firmatari. Magari ti accorgerai che dev'essere proprio patetico negare ostinatamente che 2 più 2 fa 4, solo perché sullo stesso foglio di carta c'è scritto "Hitler".

      Riguardo all'ammonire i peccatori il sottoscritto potrà anche non essere un campione, ma sei stato tu per primo a sparare giudizi temerari e gratuiti (hai tirato tu in ballo Livi e Di Gualdo e tutti gli altri) e a deviare ripetutamente dai temi proposti dal blog. Un comportamento permaloso e infantile, da vandalo graffitaro alla disperata ricerca di una qualche rivalsa: "ehi, gliele ho cantate come si deve a quel Tripudio".

      Purtroppo per te, qui l'unica cosa che conta è la verità. Che non è un'opinione e non richiede di esibire elevatissimi titoli di studio, ma è facilmente conoscibile anche da un bambino - basta frequentare un pochino del primo anno di Catechismo per riconoscere certe eresie, a cominciare da quelle neocatecumenali - tanto più che poggia su venti secoli di consolidata Tradizione: verità immutabili credute dai primi cristiani, dai secondi, dai terzi, e così via fino ad oggi. Verità che restano immutabili anche qualora venissero aggredite dallo stesso Pontefice (la Correzione formale, la Correzione filiale, e tutte le altre iniziative più o meno gentili sul tema della Comunione ai pubblici adùlteri, non sono altro che un modo di ricordare che l'Eucarestia non è un sacro snack da concedere a piacere). Il dovuto ossequio al Romano Pontefice, infatti, non consiste in una tifoseria.

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  21. Scusa Oscar cosa vuoi dire? Dove vuoi arrivare?

    Ti rispondo che, se a volte i seminari RM si sono "affiancati" come tu dici ai seminari diocesani, è solo perchè non hanno potuto fare diversamente, più banalmente perchè questa cosa, in quel momento, "gli serviva".

    Come quando, non potendo costruirsi o attrezzarsi con un "proprio" catecumenium - come EX-NC-??? ci ha spiegato or ora e illuminato....(davvero è come lei dice)! - gli umili neocatecumeni si accontentono delle "squallide" salette della parrocchia...come sono sono....

    (piccolo O.T. per EX-NC-???
    al tuo elenco possiamo aggiungere anche I PROPRI CIMITERI
    ci toccherà fare un post sull'interessante argomento)

    Il cammino nella Chiesa è entrato in punta di piedi ma poi ha utilizzato tutto per il proprio tornaconto, come un parassita, come un predatore della specie peggiore, mentre proporzionalmente cresceva l'arroganza: e questo perchè dovevano sciogliersi, illuminare, fermentare - tutte azioni discrete ma tanto utili e preziose per IL PROSSIMO! - essere gli ultimi...quante balle hanno raccontato.

    Stai pur certo che, se sono andati a seguire gli studi nei seminari diocesani, ci sono andati obtorto collo con tutta la loro malcelata superiorità e presunzione.

    Comunque queste e simili considerazioni non aggiungono nè tolgono nulla all'analisi globale che qui stiamo cercando di fare e che arricchiremo sempre più di particolari, convergenti tutti verso la stessa direzione.
    Questa è la prassi e questa la regola, di fronte a questo le eccezioni non sono attenuanti, sono eccezioni e basta, che ti fanno dire "Nonostante il cammino, Kiko, gli Itineranti......grazie a Dio!"

    Come io stessa posso dire, come tanti come me, per fortuna (anche se la fortuna non esiste!)sfuggiti all'ineluttabile destino di chi cade nella "tela del ragno"...non solo ma in grado anche di contrastare, testimoniare, argomentare su questa peste che impazza nella Chiesa Cattolica ancora indisturbata, purtroppo,....questo Cavallo di Troia che entra e esce, esce e entra nella Chiesa e fa ogni porco comodo suo.

    Pax

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  22. Grazie Tripudio per la tua chiarificazione.

    Ma perchè? Perchè con il Cammino tanta ingiustificata indulgenza?

    L'esempio che porti di mons. Negri che chiuse quella comunità religiosa che voleva farsi la formazione a modo suo è inquietante.

    Allora PERCHE' nessuno dal Vaticano interviene sul Cammino CHE FA T U T T O A MODO SUO e se ne strafrega di tutti?????

    Pax

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  23. Riguardo l'educazione, c'è da dire che sono molti i seminari RM che per lo studio si affiancano ai seminari diocesani, e ricevono la stessa istruzione dei sacerdoti ivi formati. Poi giustamente si può parlare di come avviene la formazione nei diocesani, anche don Fabio Rosini, parlandone e anche nel suo libro, ha alcune riserve.
    Oscar

    Non metto in dubbio la tua affermazione, io ho visto seminaristi RM seguire un corso dell'istituto di scienze religiose ( che non è un seminario, ed è riservato a laici) e sostenere il relativo esame in giornate diverse rispetto agli altri studenti. In questo modo non c'è stato nessun controllo sulla loro preparazione...E comunque è tutto da dimostrare che i seminaristi RM seguano corsi di teologia o sacra scrittura o catechetica di un seminario diocesano.

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  24. Lo avreste mai immaginato?

    Il vescovo pedofilo neocatecumenale aveva stuprato anche suo nipote.

    Che fine hanno fatto tutti quei pasqualoni (anche italiani) che difendevano Apuron?

    Intanto a mons. Byrnes è toccato avvisare d'urgenza la Santa Sede, dal momento che i fatti sono avvenuti quando il pedofilo era già vescovo di Guam da alcuni anni.

    Che fine ha fatto Don Kikolone che invitava a pregare «per tutta la persecuzione» che avrebbe subìto il vescovo neocatecumenale pedofilo?

    Vogliamo sperare che adesso finalmente qualche neocatecumenale abbia il coraggio di dire finalmente che la pedofilia è un peccato gravissimo anche quando a compierla è qualche prominente personaggio del Cammino Neocatecumenale.

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    1. "Che fine ha fatto Don Kikolone che invitava a pregare «per tutta la persecuzione» che avrebbe subìto il vescovo neocatecumenale pedofilo?"

      Ottima domanda. Forse io ho una risposta. Trarrà dall'avvenimento uno spunto per elaborare uno scrutinio che potremmo definire "del porco all'ennesima potenza".
      kiko: "Tutto il fango che c'era in te, la porcheria che c'era in te".
      A.: "In quantità! Io non capivo, prima del Cammino, perché un pedofilo non andava con un nipote, perché non era un pedofilo incestuoso. Questo non lo comprendevo..."
      Il resto lo ometto perché lo scrutinio originale è una bestemmia: http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=46476

      E con questo è servita anche la storia dei 350.000/300.000 incestuosi della zona di Napoli narrata dal ballista spagnolo negli Annunci di inizio corso 2016-2017 e 2017-2018. Non solo pedofilo il vescovo grande sponsor del CNC, ma anche incestuoso secondo la denuncia del nipote.

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  25. dal post, dice Veterano:

    "dopo aver terminato il Cammino e perfezionato il percorso con il“Matrimonio Spirituale” (ultima trovata inventata da Kiko), ossia pur avendo tutte le carte in regola, non ho potuto dire e fare altro che allontanarmi io stesso,..."...solo dopo ho capito che è stata pura Misericordia di Dio...

    Qui è la chiave di lettura di tutto.
    Qui la forza del racconto di un'esperienza che, pur riguardando i seminaristi/presbiteri RM, coinvolge tutti quelli che, avendo fatto il cammino, hanno ricevuto la grazia di aprire gli occhi e uscire per sempre.

    Dice Veterano che "pur avendo tutte le carte in regola", ma in regola per cosa?
    Per considerarsi, finalmente, e pretendere di essere considerato un cristiano adulto, non più un catecumeno/bambino, da condurre per mano; se pure è concepibile il protrarsi di questo stato di infanzia addirittura per 20/30/40 anni consecutivi di cd. formazione!
    Tutto da dimostrare.
    Già è ingiustificabile, PRETENDERE OBBEDIENZA ASSOLUTA, lungo tutto l'infinito percorso n.c., fino al rinnovamento delle promesse battesimali; ma PRETENDERE OBBEDIENZA ASSOLUTA una volta finito tutto il lunghissimo cammino è una balordaggine assoluta, folle.
    E non si dica che nella Chiesa esiste il concetto di obbedienza.
    Trasferito qui nel cammino, in virtù di che cosa, di grazia? Vi domando!

    Non c'è alcuna giustificazione.

    Kiko e Carmen ci hanno rotto la testa ripetendo che il cammino non è un'associazione, non è un movimento e tanto meno una Congregazione, allora?
    Non esiste un motivo uno per giustificarli.
    E' un percorso, un itinerario con un inizio e una fine, NON E' UNA SPIRITUALITA' DI NIENTE, la sua connotazione è il Battesimo. E dunque?

    Domando ancora:
    Dove sono canonicamente previsti, per il Neocat., i VOTI DI OBBEDIENZA, CASTITA' E POVERTA', comuni ai vari ordini religiosi?
    Neanche i religiosi possono esimersi dall'obbedienza prima alla Parola di Dio e alla Santa Madre Chiesa?
    Che senso ha distruggere i presbiteri ordinati nei RM dicendo loro:
    Obbedisci a me o al Vescovo? (e non è una domanda a risposta multipla!)

    Ma di cosa parliamo?

    Allora è normale che, come conclude Veterano, forse dobbiamo pensare che ridurre i seminaristi ad “amebe”, a persone malate per tutta la vita, è proprio questo ciò che vuole il Cammino Neocatecumenale!

    E insieme a questo, uguale trattamento è riservato ai fratelli delle comunità, sottoposti, col passare degli anni, ad una crescente pressione, "messi alla gogna" per sapere se ci si può fidare....la Carmen che ripeteva: "Come itineranti non potete fare nulla se non siete legati a noi!" (a filo doppio!)

    Questo è applicato nel neocatecumenato ai presbiteri all'ennesima potenza, condito dall'anticlericalismo più intransigente che si possa immaginare, da parte di chi è più clericale, nel suo profondo, dei chierici.

    Un cammino tanto lungo, è un assurdo, so che lo stesso Fabio Rosini, che pure mai attacca l'esperienza del cammino esplicitamente, ripete spesso di diffidare di tutti quei percorsi che durano una vita.
    Dice Rosini, massimo due anni, infatti lui, dopo due anni chiude ogni possibilità di continuare con le persone che lo hanno seguito nei 10 Comandamenti.

    Tentarono di piegare Rosini all'obbedienza, quante volte è stato messo sotto torchio, alla berlina...OBBEDISCI A NOI O NO? SEI D'ACCORDO, DI NASCOSTO, CON RUINI! OBBEDISCI A NOI O A RUINI? UNA VERGOGNA.

    Quando arrivi alle strette, comprendi, devi fare una scelta e la fai, in coscienza, così per Fabio, per Veterano e tanti di noi. Speriamo serva a tanti altri ancora di assaporare la vera libertà in Cristo!
    Il vero amore ti lascia libero.
    Pax

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  26. Dimenticavo la lapidaria chiusa di Veterano:

    Il Cammino Neocatecumenale è la

    "setta più perfida e più falsamente rivestita di luce" che possa esistere.

    Splendida sintesi.

    RispondiElimina
  27. L'uragano si avvicina?

    Papa Francesco commissaria Società di vita, vi consiglio di leggere questi articoli:
    il fatto

    la stampa

    Tratto dall'articolo:
    "Il Santo Padre Francesco – si legge in un comunicato vaticano – ha seguito con preoccupazione tutte le informazioni che, da diversi anni, arrivano alla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica sulla situazione del Sodalizio di vita cristiana. Il Papa ha mostrato di essere particolarmente attento alla gravità delle informazioni che riguardano il regime interno, la formazione e la gestione economico-finanziaria, motivo per il quale ha chiesto con insistenza al dicastero un’attenzione particolare. A ciò si sono sommate recentemente le serie misure adottate dall’autorità giudiziaria peruviana nei confronti del signor Luis Fernando Figari. Dopo una approfondita analisi di tutta la documentazione, il dicastero ha promulgato il decreto di commissariamento”.

    EX-NC-???

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  28. Anche il sodalizio di vita cristiana era approvato.

    Da Wikipedia:
    "...L'8 luglio del 1997 papa Giovanni Paolo II approvò il Sodalizio come società di vita apostolica di diritto pontificio..."

    Ricordiamocelo di dirlo ai NC che non sentono nessuna critica perché dicono che IL CAMMINO E' APPROVATO, come se l'approvazione li mettesse al di sopra di ogni regola, critica e controllo.

    EX-NC-???

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  29. Perché ritiene che la vicenda di “Sodalizio di vita cristiana” e il suo commissariamento significhino un avvicinamento dell’uragano per il CN? Hanno legami le due realtà?
    Spero davvero che l’ipotesi da lei paventata sia realizzabile! Voglio vedere tutto quel marciume spazzato via da una raffica di vento pulito.
    Claudia

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  30. Ringrazio EX-NC-??? per la notizia.
    Sì, il sodalizio di vita cristiana sembra avere molto in comune con il cammino: è un movimento laicale, approvato dalla Santa Sede, con un'organizzazione rigidamente gerarchica che fa capo ad un uomo solo, ormai ultrasettantenne. Anche lì, si sprecano gli abusi psicologici ed in alcuni casi anche fisici, ed anche il guru risulta esserne coinvolto.
    Fino ad un anno fa si riteneva che il papa non potesse adoperare misure drastiche nei confronti di un laico, ora invece mi pare che abbia dato uno stop a quest'organizzazione, che comunque ne esca, resterebbe decapitata nei suoi vertici.

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  31. Anche io ringrazio EX-NC-??? per la notizia.
    Non conoscevo affatto questa storia.

    Mi ha impressionato leggere i due articoli segnalati e dalla stampa questo in particolare:

    "Il provvedimento ha sorpreso tutti, nonostante fosse stato invocato da più parti dentro e fuori dal Sodalicio. È la prima volta che la Santa Sede diffonde un comunicato ufficiale sulla situazione di tale organismo. Tutte le precedenti informazioni rese pubbliche finora sulla crisi erano state diffuse dagli stessi superiori o attraverso i filtri della stampa."

    Perchè è quello che vorremmo avvenisse, una buona volta, con il cammino neocatecumenale.

    Anche il sodalizio di vita cristiana era approvato, dal 1997 da Papa Giovanni Paolo II.

    dice bene EX-NC-???:
    Questo bisogna ricordarlo spesso ai NC "che non sentono nessuna critica perché dicono che IL CAMMINO E' APPROVATO, come se l'approvazione li mettesse al di sopra di ogni regola, critica e controllo"....

    Leggere queste cose mi addolora: povera Chiesa devastata dagli scandali! E guai a chi scandalizza...!

    Bisogna pregare molto, sostenere il Papa in particolare, comprendo perchè chiede insistentemente preghiere per sè, ha davanti una lotta impari ma sacrosanta. Tanta amarezza per lo stato in cui versa la Chiesa.

    Come avete detto si ritrovano nella ‘Società di vita cristiana’ gli stessi elementi che caratterizzano il c.n. e constatavo che, dove c'è idolatria del denaro, dove si gestiscono e scorrono fiumi di soldi, appare sempre - inspiegabilmente, ma non troppo! - anche la schiavitù del sesso. Sesso e denaro vanno insieme e, ovviamente, alla radice di tutto, un EGO smisurato.

    SUPERBIA, AVARIZIA, LUSSURIA. Potremmo dire le tre teste del serpente.

    Non so quale sia la portata di questo ulteriore aspetto nel cammino, certo è che in molti abbiamo testimoniato come vengono gestiti gli scandali all'interno del "sistema", come vengono trattati gli abusi e le violenze sui più deboli - donne e ragazze ma anche ragazzi - indifesi e vittime di orchi impuniti e "sistematicamente" coperti dai vertici.
    Abbiamo una prova sorprendente.
    L'esperienza di Guam è sotto gli occhi di tutti da anni, ma c'è tutto un mondo sommerso e pieno di dolore tenuto nascosto e seppellito.
    A proposito di Guam ci chiediamo:
    ma come si fa a trasformare quello che sta assumendo i contorni di uno scandalo sessuale sempre più raccapricciante, che sta sfociando addirittura nell'incesto, in una "PERSECUZIONE" ai danni del cammino?
    eppure questo tentano ancora sfacciatamente di fare, anche davanti alla più cruda evidenza.
    abbiamo descritto più volte, come questo stesso schema si riproduce a tutti i livelli nelle comunità neocatecumenali, come i carnefici vengono trasformati in vittime ( da perdonare e amare come sono!) e le vittime in colpevoli, ma colpevoli di cosa?
    Risposta:
    di GIUDICARE
    di NON PERDONARE AL NEMICO
    di SENTIRSI MIGLIORI....perchè loro mai farebbero quegli stessi peccati (secondo lo "scrutinio del porco" scovato da Lino negli esempi di scrutini della Traditio, per dire che è tempo di scoprire questa "natura di porco" che tutti ci contraddistingue, che mai avremmo creduto di possedere, ma che è TAPPA FONDAMENTALE PER IL PERCORSO BATTESIMALE [che in realtà dovrebbe portarci alla natura di figli di Dio!]), scusate ma non voglio trascurare alcun elemento di questa aberrante prassi, ormai chiarissima ai nostri occhi.

    Domanda finale:

    Ma il Gran Capo Kiko, che in sè sintetizza tutto lo spirito del cammino, CHE COSA PENSA della nefasta attrazione fatale di cui questi pseudo iniziatori di nuove realtà, che pretendono di avere cittadinanza nella Chiesa, sono schiavi? [o "vittime"? poverini!]

    Pensa quello che ha sempre pensato del Vescovo Apuron? [Perseguitato e il cammino con lui?]

    Infine, cosa pensa, Kiko personalmente, dei suoi itineranti o capibastone un poco troppo "biricchini"?

    E qui mi fermo.

    Pax

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  32. Dall'articolo della Stampa incollo questo passaggio:

    " ...Paradossalmente costituita dallo stesso Sodalicio, la commissione ha condotto indagini per settimane e ha ascoltato la testimonianza di 245 persone, pubblicando alla fine un rapporto dettagliato e devastante in cui venivano denunciati abusi sessuali, fisici e psicologici. E dove, tra le altre cose, Figari era descritto come una personalità «narcisista, paranoica, degradante, volgare e vendicativa».



    Una realtà che contrasta sorprendentemente con la storia di successo di questo movimento trasformato dal suo iniziatore in un gruppo di élite, fondatore di scuole e istituzioni..."

    Volevo riflettere sulle personalità di molti movimenti, anche non spirituali, che alla fine attirano molta gente, pensate a Hitler e Mussolini.

    Persone con problemi di equilibrio psicologico incentrate su loro stesse e che di conseguenza hanno paura del confronto con gli altri, hanno paura della democrazia.
    Hanno quindi bisogno di creare strutture verticistiche e totalitarie.
    Nonostante questo questa loro sicurezza attira molte persone, che hanno bisogno di un messaggio forte e semplice...a qualsiasi costo, anche a costo della propria libertà.

    Un buon pastore, soprattutto in ambito spirituale si riconosce dalla sua umiltà e mitezza, il saper mettersi da parte se serve per il bene del gregge. Perché quello che fa, lo fa con uno spirito di servizio per gli altri, non per se stesso.

    EX-NC-???

    RispondiElimina
  33. Figari e Kiko mi sembrano avere molte cose in comune

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