lunedì 29 gennaio 2018

Un nuovo arrivo nel Paradiso degli Orchi

Una ragazzina di 14 anni, in un tema fatto a scuola, confessa le violenze subite dal padre.
“La prima volta fu in un giorno in cui non mi sentivo molto bene e non sono andata a scuola”, ha scritto la ragazza nel compito. Gli abusi da parte del padre si sarebbero ripetuti in almeno 6 o 7 occasioni. A confermare questa ipotesi, sempre negata dall’indagato, è stata la sorella della 14enne, anche lei possibile vittima del padre secondo quanto scritto nell’ordinanza del Gip, che ha rivelato alcune di quelle “confidenze indicibili“: il genitore si sarebbe introdotto nella stanza con “la scusa di abbassare il volume della tv”. Poi la violenza. In un confronto con gli agenti di polizia, le due sorelle hanno confermato tutto.(...)
“Non stare da sola con papà” – Dal colloquio con la dirigente scolastica e la professoressa della ragazza, che per prima, leggendo il tema, ha lanciato l’allarme, è emerso che la donna avrebbe avvertito la figlia minore di “non rimanere in casa da sola con papà”. Un avvertimento, come emerge nell’ordinanza del gip, nato da unepisodio simile accaduto alla prima figlia, oggi 28enne, mai denunciato. In quell’occasione, l’uomo aveva promesso alla moglie “che non si sarebbero più verificati fatti analoghi”.
Abbiamo riportato i particolari di questa vicenda perché il padre della ragazzina, che, secondo il suo avvocato, non intendeva ammettere o confessare alcun reato, si è suicidato, impiccandosi alla grata di una cancellata di una chiesa in abbandono. In occasione dei suoi funerali il parroco, che ci risulta appartenere al Cammino Neocatecumenale, ha fatto una omelia a dir poco sconvolgente, di cui riportiamo la seconda parte (qui si può leggere per intero).
«E noi oggi, con il Vangelo che è stato proposto, diciamo: “Signore, se tu fossi stato qui, questo fratello non sarebbe morto” (cfr. Giovanni 11,32). Dov’eri, lassù, sul monte, nella luce soffusa di quella chiesa che ci è cara come le nostre case? Ma Dio c’è sempre, soprattutto dove la gente soffre, dove un uomo muore. C’è sempre! In questi giorni non ho smesso di pensare che questo fratello sia salito lassù non per segnare la fine di una storia, ma per trovare un sollievo, per incontrare lo sguardo di quel grande Crocifisso che custodisce l’antico eremo di San Tommaso d’Aquino. Credo che gli abbia parlato, che gli abbia detto, come l’altro crocifisso dei Vangeli sulla sommità del Golgota: “Gesù, ricordati di me, non negarmi la tua misericordia!”.Non posso pensare che in un luogo come quello non ci sia stato un incontro e un dialogo tra due crocifissi! Ed è per questo che oggi, insieme a tutti voi, con la mia e con le vostre preghiere accompagno questo fratello sulla soglia del Cielo, per consegnarlo per sempre al Dio della Vita. Signore, grande nell’amore, prendilo con te. È stato solo un uomo fragile! E poi il Signore posi il suo sguardo su voi familiari… Il Dio della consolazione, nel quale noi crediamo, investa un supplemento di provvidenza perché diventi più lieve il peso del vostro dolore. In questa “notte” che attraversate, Dio accenda quelle piccole stelle che in genere hanno i nomi di coloro che ci vogliono bene. Così porteranno anche i nomi di quanti tra noi non vi lasceranno soli. Al resto del mondo, a tutti gli altri che in questi giorni ci girano attorno, vorrei chiedere soltanto il dono di un po’ di silenzio. E magari di riflettere su un’unica realtà: nessuno va lasciato solo, nemmeno un uomo che può aver fatto degli errori, perché un uomo, se resta solo, muore!».
Quest'omelia ha suscitato grave scandalo ed è stata riportata da più testate giornalistiche.

Ciò che ha sconvolto l'opinione pubblica è che quest'uomo, morto suicida, che, a quanto è a conoscenza di tutti e soprattutto degli organi inquirenti, ha distrutto la vita di una ragazzina, la propria figlia, con violenza inaudita e reiterata, sarebbe degno, a detta del parroco neocatecumenale, d'essere paragonato a Lazzaro, l'amico di Gesù e d'essere accompagnato alla soglia del Cielo e consegnato direttamente nelle braccia del Signore senza nessun bisogno di purificazione e di scontare il male commesso, addirittura sarebbe ritenuto crocifisso come nostro Signore Gesù!

Noi, invece, siamo un po' meno sconvolti, perché conosciamo bene la pelosa "bontà" e il "perdono neocatecumenale" nei confronti dei peggiori abusatori e, di converso, la loro ferocia inflessibile contro le vittime.

Questa ragazza di 14 anni non è che l'ultima di un lungo elenco di vittime innocenti che il cammino ha ignorato e silenziato, aggiungendo alle loro ferite, che mai si rimargineranno, altro dolore ed incomprensione.
Ecco il "duro esilio" riservato dai vertici nc
ai "fratelli che sbagliano"

Il nostro blog ormai ne ha raccontate diverse, di queste storie amare ed assurde avvenute in ambiente neocatecumenale, tutte accomunate:
  • dall'inusitato perdonismo nei confronti del responsabile degli abusi, della sua difesa contro ogni evidenza, persino in tribunale, dalle pressioni nei confronti delle vittime e dei loro familiari per ottenerne il silenzio,
  • dall'omertà dei testimoni,
  • dal silenzio inammissibile dei pastori, dei tentativi di insabbiare ogni vicenda da parte dei vertici del Cammino.
Ma l'aspetto peggiore è dato dal tentativo di ribaltare la dinamica della colpa e dell'innocenza utilizzando delle motivazioni pseudo-religiose: il dio in cui essi credono (la lettera minuscola è d'obbligo) avrebbe voluto e permesso l'abuso in vista di "un bene più grande", che non si sarebbe potuto realizzare rivolgendosi alla giustizia terrena.
Anzi, il cercare giustizia, da parte della vittima e dei suoi familiari, sarebbe la dimostrazione di una grave mancanza di fede nei confronti di questo dio feroce che si bea dei sacrifici innocenti e i cui ministri sarebbero gli orchi più ributtanti.

Alla fine di questo processo di inversione dei ruoli, è l'abusatore a venir considerato vittima poiché non reggendo al confronto con le proprie responsabilità si suicida, come in questo caso, o perché perde il proprio incarico, magari anche alla guida di una diocesi, come a Guam, o perché deve venire allontanato per un periodo in quanto presbitero o catechista.

Nel Cammino, l'inversione di ruoli e responsabilità si attua sempre anche con il consiglio più o meno stringente dato a chi ha subito violenza: quello di dover chiedere perdono al proprio stupratore.

Naturalmente, dopo un periodo in contumacia, la prassi neocatecumenale prevede che il violentatore venga riabilitato con tutti gli onori, soprattutto se si è riusciti nell'intento di evitare lo scandalo pubblico e le conseguenze penali, mentre la vittima rimane con i cocci in mano della propria vita distrutta e la disapprovazione di tutti appuntata su di sé per non aver accettato il "piano di salvezza" di questo "dio" neocatecumenale subdolo e malvagio.

Infatti, come dice Kiko:
“se Dio permette che un fratello della comunità si ubriachi o uccida qualcuno…forse è perché Dio sta insegnando a tutta la comunità la misericordia che egli ha con tutti… e costui sarà il testimonio, perché gli altri apprezzino l’amore di Dio".
Non è per nulla strano quindi che chi delinque, e non chiede neppure il perdono a chi ha straziato nè cerchi di rimediare al male fatto, come anche chi lo ha attivamente appoggiato (peggio ancora se prete o parroco) venga considerato "santo".

Guardatevi bene quindi da quelli che i neocatecumenali vogliono canonizzare e chiedetevi quali e quanti scheletri abbiano nell'armadio per poter aspirare all'aureola di Kiko.



ULTIME NOTIZIE! (da Rebel)

Riguardo il desiderio di santità per i delinquenti, che oramai pare essere divenuta prassi per i neocatecumenali: a questo link trovate la vicenda di una ragazzina che, minorenne, fu violentata dal suo catechista.

Se potete, rileggete il punto in cui ella racconta che il parroco neocatecumenale al quale si rivolse le ingiunse di non presentare denuncia, dimostrando d'essere un altro tra tanti presbiteri nc che ritiene corretto CROCEFIGGERE la vittima pur di difendere il cammino con annesso violentatore.

Ebbene: ci giunge notizia certa che questo parroco, deceduto nel 2015, è il soggetto di richieste e sollecitazioni preliminari che una vasta flotta di neocatecumeni sta rivolgendo agli organi preposti, poiché il bisogno del titolo di Santo pare essere impellente!

Certi che i miracoli appariranno come i funghi a settembre, proponiamo nel frattempo per lui il titolo di "san Kiko santo protettore degli stupratori". Vi terremo informati dei futuri sviluppi.

42 commenti:

  1. Dimentichi di ogni giustizia e carità, i neocatecumenali credono all'inferno solo per i cristiani della Domenica. Mi fate una grandissima pena. Un violentatore pedofilo suicida sta dove ci si aspetta che stia: all'inferno, che si è procurato da solo, il giorno che ha violentato la figlia la prima volta. Questi peccati uccidono il cuore, distruggono la carità, impediscono il pentimento.

    Sulla questione di Lazzaro vorrei dire una cosa: usando il Vangelo a quel modo, il pretino neocat sostiene che la colpa sia di Dio che era assente.
    questo è il cammino...

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  2. Questo tipo di prediche più di ogni altra mi ha sempre mandato il satanòmetro interiore a fondo scala.

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  3. Sono addolorato per la Chiesa Cattolica perché dopo tutto il parlare di "tolleranza zero", di linee guida contro gli abusi sessuali, ecc., certi suoi vertici credono che sia ancora possibile nascondere la polvere sotto il tappeto, girare la testa dall'altra parte, fingere di non aver sentito, aspettare che le acque si calmino da sole.

    Noialtri "cattolici della domenica" saremo gli unici a rimpiangere sinceramente la Chiesa quando questa verrà drasticamente devastata dagli scandali che oggi quei "vertici" tentano miseramente di coprire o di rinviare a un lontano futuro. Il medico pietoso ottenne solo di far morire il paziente. Quando c'è un tumore va colpito forte e subito: meglio amputare un piede in cancrena piuttosto che aspettare che si diffonda a tutta la gamba, meglio amputare la gamba piuttosto che far morire il corpo. I migliori alleati dei nemici della Chiesa sono proprio quei "vertici" che pensano sia sufficiente mettere a tacere chi protesta e lasciare che l'alluvione di altre notizie di cronaca faccia dimenticare i fatti (come se così si potesse ingannare anche il Signore).

    Nel giorno del giudizio troppi vescovi crederanno di aver diritto alla salvezza perché hanno scritto qualche lettera pastorale sul migrante e sulla pace, e si sentiranno invece chiedere conto di cosa hanno fatto riguardo agli abusi sessuali... e agli abusi sui sacramenti. La «macina al collo» se la son stretti loro stessi.

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    1. Sono d'accordo con tutto ciò che hai scritto, pienamente, la Chiesa si sta autodistruggendo e anche usare Dio per i propri interessi è un biglietto diretto per l'inferno! Grazie by tripudio.
      Ex fratello

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  4. È impressionante ascoltare le prediche di questi sacerdoti "buonisti" con il peccato (non con il peccatore: proprio con il peccato!) e feroci con le vittime, odiatori della giustizia e della verità, che oggi vengono proposti per la santità, secondo le notizie che ci ha trasmesso Rebel!
    È santo un prete che dice che del Corpo di Cristo facciamo parte tutti, buoni e cattivi? Che deride il Purgatorio?
    Che invalida e decostruisce la Parola di Dio appena udita nelle letture?
    Ora, io spero per lui, stia ringraziando il Buon Dio che gli permette di purgare i propri errori.
    Questa finta chiesa condotta da questi cattivi pastori non solo è di scandalo per i benpensanti, ma soprattutto per noi credenti. Signore, aiutaci Tu!

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  5. "Se la tua mano ti è di scandalo, tagliala!"
    Quant'è vero Tripudio!
    Avevo glissato sul parallelo tra quest'uomo e San Dimas, un'altra scemenza del prete neocatecumenale: San Dimas non si è ucciso, ha accettato la sua pena ed è morto scontandola.
    Se quest'uomo avesse, per pura grazia, potuto pentirsi, per evitare l'inferno avrebbe dovuto confessare e scontare la pena che gli sarebbe stata comminata, oltre a tutta una vita di isolamento e di esilio sociale. Forse così avrebbe potuto salvarsi.
    Il prete, se avesse avuto le palle che gli dovrebbero derivare dal Sacramento ricevuto, avrebbe dovuto dire invece che quest'uomo come Giuda non ha voluto affrontare le conseguenze del suo gesto e accettare il perdono di Dio.
    Quale peccato più grande ci può essere che consegnare un innocente alla morte, specialmente se quell'innocente era tuo amico e per giunta Dio? Gesù avrebbe perdonato Giuda come ha perdonato Pietro. Così quest'uomo ha tradito il sangue del suo sangue, la figlia che riponeva fiducia in lui, abusando di lei. Certo, forse se ne era pentito, quando la storia è venuta fuori, ma incapace di accettare la pena e sostenere lo sguardo della gente ha preferito fuggire.
    Si, forse era andato a cercare conforto verso la chiesa, nella quale però non ha messo piede. Immagino che Giuda seguisse Cristo mentre lo portavano via, ma quando si rese conto dell'orrore commesso non fu capace di rientrare in se stesso e lasciarsi perdonare da Dio.
    Così questo padre.
    E' doloroso, certo, ma sentire questo lamento stucchevole e inverosimile è una cosa atroce.

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  6. p.s. Sempre voglio ritornare a Serenelli, omicida e abusatore di Maria Goretti: ha scontato trent'anni di carcere, fino all'ultimo giorno. Si pentì, fu riammesso alla Chiesa e ha potuto ricevere di nuovo i sacramenti. Una storia che nel concreto, nella realtà, non nella fantasia neocatecumenale, realizza il detto: "i peccatori vi precederanno nel regno dei Cieli".

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  7. p.p.s. Credo sia di aiuto questo brano del testamento di Serenelli:

    "Consumai a vent’anni il delitto passionale, del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la Provvidenza aveva messo avanti ai miei passi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono. Pregò per me, intercedette per me, suo uccisore.
    Seguirono trent’anni di prigione. Se non fossi stato minorenne, sarei stato condannato a vita. Accettai la sentenza meritata; rassegnato espiai la mia colpa. Maria fu veramente la mia luce, la mia Protettrice; col suo aiuto mi diportai bene e cercai di vivere onestamente, quando la società mi riaccettò tra i suoi membri. I figli di San Francesco, i Minori Cappuccini delle Marche, con carità serafica mi hanno accolto fra loro non come un servo, ma come fratello. Con loro vivo dal 1936.
    Ed ora aspetto sereno il momento di essere ammesso alla visione di Dio, di riabbracciare i miei cari, di essere vicino al mio angelo protettore e alla sua cara mamma, Assunta.
    Coloro che leggeranno questa mia lettera vogliano trarre il felice insegnamento di fuggire il male, di seguire il bene, sempre, fin da fanciulli. Pensino che la religione coi suoi precetti non è una cosa di cui si può fare a meno, ma è il vero conforto, la unica via sicura in tutte le circostanze, anche le più dolorose della vita.
    Pace e bene! "

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  8. Qualcuno ha il video dell'incontro di kiko alla GMG in Polonia perché in quel preciso incontro un sarcedote ha chiesto se era possibile avere qualche sacerdote del redentoris mater e lui gli disse che glieli dava solo se apriva il cammino nella sua
    Parrocchia.....menomale che fanno parte della chiesa! ...Marco

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  9. Qualche ora fa ho postato un commento che deve essersi perso da qualche parte. Non so se si tratti di un malfunzionamento della connessione. Se invece ho esagerato con l’irruenza mi scuso. Desidero comunque riformulare con calma quelle righe che avevo scritto di getto perché ho constatato personalmente come il metodo del Cammino imponga ai camminanti delle ingiustizie a volte immonde, dietro il pretesto della conversione. Nonostante questo, certi camminanti non le mettono in discussione, perché, grazie all’isolamento e alla ripetizione, hanno assimilato le reazioni istintive di non-autodifesa volute dai vertici.

    ===

    Consideravo che chi ammette con convinzione che un atto di pedofilia sia strumento di grazia per la conversione di una giovane creatura, a rigor di logica, anzi, a maggior ragione, dovrebbe anche ammettere che il far assaggiare al pedofilo -conclamato- un po’ della sua stessa medicina sia anch’esso strumento di grazia.
    Questo in generale non succede.

    In generale, quando una persona riceve del male da qualcun altro, il neocatecumenale medio ha pronta la storia che “dio-te-lo-manda-per-la-tua-conversione!”. Morale, chi compie il male per primo è strumento di Dio e, a chi lo riceve, resta il gravoso compito di usare questo male per convertirsi, quando non addirittura per far convertire il suo persecutore. Però, se uno risponde al male con il male, o prova anche soltanto a far valere i suoi diritti, quel male di ritorno è considerato una ribellione contro Dio, sicuramente non uno strumento di conversione per la persona sulla quale la “vendetta” viene esercitata.

    Qui il paradosso: perché tra due mali come la pedofilia e la “vendetta” (intesa in una gamma che va dalla semplice deprecazione degli atti del pedofilo fino alla legge del taglione), il primo sarebbe strumento di grazia e l’altro è ribellione a Dio? Perché sarebbe più peccaminoso rispondere male al male (compreso il difendersi) che iniziarlo? Quindi non tutti i mali sono uguali e non tutti portano a Dio? Alcuni nuocciono, altri no? Da quali condizioni dipende? Dipende da chi è la persona che esercita il male, perché si nasce lupi predatori e si nasce agnelli sacrificali? E chi o cosa definisce chi è lupo e chi è agnello? O dipende dall’ordine in cui viene eseguito, che chi mena per primo mena due volte?

    Un NC che sentenzia ad una vittima che “Cristo non si è ribellato ai suoi persecutori” (con la pretesa di farle vivere una vita di metafore lunghe una riga e mezza), perché non dovrebbe proporre al criminale la stessa sofferenza dolorosa, salvifica e purificatrice, nell’imitazione di Nostro Signore? Qualcuno è chiamato ad essere come Cristo ed altri no? Forse che a qualcuno viene richiesto di “convertirsi” ed ad altri viene chiesto -magari per favore- di non farlo?(Cit. Arguello ai rabbini di Israele)
    Quanto fa comodo ai vertici assicurare l’impunità ad alcune categorie, per strappare denti, unghie, denari, energie, idee, talenti ad altre?

    Cambierò forse un pochino prospettiva quando vedrò Kiko ringraziare Dio per un male che non si è scelto tutto da solo per vanteria, quando lo sentirò dire: “grazie Dio perché mi hai mandato la Guardia di Finanza per la mia conversione! Grazie Dio perché hai messo alla prova la mia fede con quel documentario-verità sul Cammino che hanno visto in tutto il mondo! Grazie Dio per questa donna nevrotica che non mi molla un attimo e che ho sposato senza sentimenti perché forzato!“

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    1. sono pienamente d'accordo con te speriamo che la chiesa apra gli occhi prima che sia troppo tardi e metta le cose apposto nel cammino..Angelo

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  10. Il Racconto a me non ha minimamente fatto venire in mente Lazzaro, bensì Giuda.
    Il quale non ha retto al suo errore, mentre San Pietro che aveva fatto un errore più grande, incontrò la misericordia di Dio negli occhi di Gesù.

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  11. Ci risiamo, ancora sempre la stessa storia. Grazie per i numerosi link segnalati, ogni volta a rileggere il dolore si rinnova ma è doveroso tenere viva la "MEMORIA", mai e poi mai dargliela vinta.
    Troppe volte, prendendo per stanchezza, con il loro ostinarsi nel difendere il male, l'hanno fatta franca.

    Basta l'inizio dell'omelia, senza andare tanto avanti.
    Inizia con un rimprovero al Signore quanto mai inopportuno:
    Lazzaro moriva perché gravemente ammalato e le sorelle sapevano che, a quel punto, solo Gesù avrebbe potuto guarirlo....ma...Giovanni dice nel suo Vangelo che Gesù, avvisato della malattia di Lazzaro, si trattenne dal recarsi subito a Betania perché si potesse manifestare appieno la "Gloria di Dio".....
    Chiedo al Parroco neocatecumenale: cosa c'entra questo con un padre stupratore che si suicida?

    Subito dopo il nostro continua con la storia dei due crocifissi.....si comprende uno è Gesù - poiché l'uomo ha scelto quel luogo con un grande Gesù Crocifisso per compiere il suo gesto....ossia "per crocifiggersi" accanto a Lui....per incontrare il Suo sguardo....
    Il nostro ispirato Parroco che fa? Mette in bocca al padre violentatore dei propri figli e che sta per morire suicida le parole del buon ladrone: "Ricordati di me, Signore, quando sarai nel tuo regno!"

    Questa non è un'Omelia, questo è un minestrone mail preparato e indigeribile.

    Per cui qua mi fermo e oltre non vado.

    Colui che è conosciuto nei Vangeli come il Buon ladrone sulla croce non ci si era inchiodato da solo, era lì per quella che EGLI STESSO DEFINISCE UNA GIUSTA CONDANNA. La condanna che la "giustizia umana gli aveva inflitto" e alla quale lui non si ribellava definendola "giusta condanna"

    Il padre in questione ha fatto tutto da solo. Ha violentato reiteratamente - quando ha voluto - ha deciso di farla finita - quando ha voluto e COME ha voluto - sfuggendo ad ogni umano giudizio e giustizia....se questa è umiltà!
    A Dio il giudizio, io mi chiudo la bocca.

    Però dico solo un'ultima cosa...

    ....questa Omelia NON È L'OMELIA DI UN SACERDOTE CATTOLICO
    È l'OMELIA TIPICA NEOCATECUMENALE.

    Nel cammino tutta la misericordia si dispiega nei confronti dei più lerci peccatori conclamati che hanno il lasciapassare NON NEL PENTIMENTO PER I PROPRI PECCATI E NELLA RIPARAZIONE DEL MALE FATTO E NELLO SCONTARE LA GIUSTA PENA INFLITTA DALLA GIUSTIZIA TERRENA (che ha il suo valore), NELLA ADEGUATA PENITENZA, in obbedienza al proprio confessore, CHE CURI L'ANIMA.....

    No

    Il loro lasciapassare è il loro stesso essere peccatori seriali, perché non presumono di se', sanno di essere i più schifosi, che sanno solo peccare e non possono evitarlo ma......Dio li ama così .....

    Nella nuova estetica kikiana ICONA perfetta del neocatecumeno infangato e impenitente.....se no presume di se stesso.

    ECCO VALE LA PENA RILEGGERE QUESTO PEZZO DELL'OMELIA

    "Credo che gli abbia parlato, che gli abbia detto, come l’altro crocifisso dei Vangeli sulla sommità del Golgota: “Gesù, ricordati di me, non negarmi la tua misericordia!”.Non posso pensare che in un luogo come quello non ci sia stato un incontro e un dialogo tra due crocifissi!"

    INCOMMENTABILE. ECCO A COSA LA FORMAZIONE NEOCATECUMENALE CONDUCE.

    Ho letto con attenzione il ragionamento di Dorothea D., prezioso argomentare che va approfondito, che dimostra che costoro si stanno imbrogliando nei loro stessi ragionamenti astrusi.
    Più fanno violenza agli uomini più storpiano i Vangeli, profanandoli come fanno con le Sacre Specie, peggio di qualunque altra setta
    si da soli si stanno legando al collo la macina da mulino, speriamo che presto si decidano e si gettino a mare.

    Pax

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  12. Ecco.
    Soprattutto questo link, citato nel post, sulla
    Santità nel c.n. Merita di essere riletto.
    https://neocatecumenali.blogspot.it/2016/01/sesso-sesso-kiko-e-il-messaggio-di-fine-anno.html
    Non ci daremo pace, finché non risplenda la giustizia è la VERITÀ.

    Pax

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  13. Riporto una frase dalla prima parte dell' omelia (qlla nn citata nel post):

    "Questo è un momento difficile per tutti. Di quelli che spezzano il cuore di una famiglia e di una comunità. Uno di quegli eventi in cui si rifiuta di pensare e si rinuncia a capire. Perché certe vicende si vivono senza capirne mai il senso. È tutto troppo grande per le nostre povere possibilità."
    -----------------
    Sono parole che vanno bene davanti a 1 morte prematura di un giovane o per disastro o calamità naturale.. nn mi sembrano appropriate a un funerale come qsto. Certo il prete è lui e libero di dire quello che vuole .. ma libera anch'io di dire che nn ci trovo nulla di buono e nn so immaginare come le ragazze coinvolte possano trovare conforto da parole come qste e le successive .. neanche si stesse commemorando un eroe.

    Il "cuore" di quella famiglia era già stato spezzato ben prima ad opera di questo padre; e se da una parte è senz'altro umano e cristiano compiangerlo x l'incapacità di affrontare i suoi numerosi problemi, dall'altra questo non può essere giustificazione della violenza commessa; a mio parere è ai vivi che il prete avrebbe dovuto pensare più che al morto .. invece fare così, fare finta che non sia successo "niente" è come rinnovare la violenza sulle due vittime, aggiungendovi un immotivato "senso di colpa" per aver "parlato".

    Uno stupro NON è una calamità naturale, non è un evento di cui "non si capisce il senso" e davanti al quale "si rifiuta di pensare e si rinuncia a capire".
    Purtroppo il senso è ben chiaro e al CONTRARIO , è proprio questa la tragica occasione per cominciare a PENSARE e per voler CAPIRE.

    Per porsi delle domande,
    da parte di tutti, del prete anche e di tutta la comunità parrocchiale (soprattutto qlla parte NC) , visto che l'ha tirata in ballo.

    Invece qsto prete dice: "ci si rifiuta di pensare e si rinuncia a capire"!

    Ma cos'è un invito subliminale
    all'omertà di fronte a 1 eventuale futuro caso simile?

    Non so se è pertinente ..
    ma siccome in qsto periodo sono piuttosto inquietata dal tema, vorrei condividere il seguente vecchio commento di don Benzi al vangelo di domenica scorsa:

    "Satana ha un solo scopo: strappare Dio dal cuore dell'uomo, strappare l'uomo da Dio. Satana vuole prendere il posto di Dio e vuole a tutti i costi essere adorato dagli uomini come l'unico Dio.
    Gli uomini ci cascano.
    Satana fa in modo che gli uomini si servano di Dio per soddisfare se stessi, vuole che gli uomini rinneghino Gesú ..
    La novità della metodologia di Satana ai nostri giorni .. sta nel costruire un popolo satanico.
    Il segno di questo nuovo metodo è il fiorire delle sette sataniche.

    Una seconda pista che segue Satana è quella di addormentare i custodi del popolo di Dio, facendoli tacere.

    Una terza pista è abbattere la Chiesa. In che modo?
    Facendo parlare i ministri della Chiesa solo di problemi sociologici senza più nominare Gesú Cristo;

    riducendo i problemi dell'uomo a problemi psicologici, facendo tacere i cristiani sui problemi più importanti ... sotto l'inganno di non apparire intolleranti"
    ( don Oreste Benzi - Servo di Dio)

    Roberta

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    1. Abbiamo scritto il commento alla stessa frase nello stesso momento. Questa si chiama "unione di intenti"! ;)

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  14. Quest'altro passaggio, sconvolgente:

    "Perché certe vicende si vivono senza capirne mai il senso. È tutto troppo grande per le nostre povere possibilità. "

    Invece il senso c'è, somaro di un prete ed è nel catechismo della Chiesa Cattolica che tu hai gettato nel cestino per abbracciare il catechismo da scemi del tuo idolone Kiko.
    E il senso è che a commettere certi peccati, ad abbandonarsi a vizi e passioni infami si diventa duri come i sassi, il cuore (non quello di carne, ma quello dell'anima) si irrigidisce e smette di provare sentimenti, sette demoni ne prendono possesso, e la condizione di quel pover'uomo è segnata. Se no perché Dio avrebbe detto "sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare"? Vuol dire che per un uomo così c'è poca speranza e sarebbe meglio morisse subito! A questo conducono i vizi, questo è il fine ultimo del male e di colui che l'ha creato. Quel padre aveva già il vizio dell'alcol e del gioco, picchiava la moglie o era violento, a questo l'hanno portato i suoi peccati. Su questo avrebbe potuto e dovuto riflettere, poveri pretonzolo neokat, per ammaestrare il suo gregge e scuotere le coscienze. Far sembrare una vittima il carnefice è assurdo.

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  15. Confrontiamo ciò che dice -benissimo- Roberta:

    Invece fare così, fare finta che non sia successo "niente" è come rinnovare la violenza sulle due vittime, aggiungendovi un immotivato "senso di colpa" per aver "parlato".
    Uno stupro NON è una calamità naturale, non è un evento di cui "non si capisce il senso" e davanti al quale "si rifiuta di pensare e si rinuncia a capire"


    con ciò che dice Carmen Hernàndez (1° scrutinio, pagina.93:

    L’uomo che pecca vive nella morte. Ma non perché lui sia cattivo, perché vuol fare del male. Perché questo è religiosità naturale, che crede che la vita è una prova, che tu puoi peccare oppure no. No, no, l’uomo pecca perché non può fare altro, perché è schiavo del peccato

    e capiremo da dove viene questo modo di pensare che vede il peccato personale come una calamità naturale che non si può far altro che accettare di buon grado intuendo in essa il volere divino, che tanto male ha fatto e tanto farà ancora finché verrà proclamato dagli amboni da sacerdoti indegni.

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  16. Mi rimane un dubbio: erano in cinque figlie...nella parrocchia sono presenti le comunità...si è impiccato alla grata di una chiesa... Che il padre incestuoso fosse anche lui catecumeno? Si giustificherebbe la predica del presbikiko.

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  17. Non dimentichiamo che la vittima sacrificale diviene anche creatura immonda da emarginare. Creatura immonda? La vittima? In un mondo capovolto e venefico come quello del cammino si! Il proposito è che il neocatecumeno conosca se stesso, che compia una Kenosis kikiana; una discesa nell' ade che pone l' uomo dinanzi al suo essere traviato, dove è chiamato a sperimentare il proprio lerciume a discapito del prossimo. Di solito a detrimento delle anime più piccole e indifese. Un proposito assurdo quanto stranamente vigente nei meandri sudici del cammino, quindi tra le mura delle nostre chiese. È ovvio, quanto inammissibile, che questo presbitero neoc si pronunci con rispetto verso quest'immorale provocando, di riflesso, una certa umiliazione a chi le azioni spregevoli le ha invece subite.

    Il prete in questione esprime una logica che contraddice il significato intrinseco del messaggio cristiano: "Non posso pensare che in un luogo come quello non ci sia stato un incontro e un dialogo tra due crocifissi!".
    Esasperante come concetto.
    Questa dichiarazione rappresenta una chiara imprecazione!
    Ciò che proferisce un prete dal pulpito è insegnamento ed esempio per molti, e se il mondo si appropria delle filosofie neoc siamo davvero agli sgoccioli dell' esistenza.
    Il Pontefice smentisce questa proposta di lettura neocatecumenale della vicenda.
    Papa Francesco si esprime a questo modo:"In Gesù, innocente, denudato e torturato, riconosciamo la dignità violata di tutti gli innocenti, specialmente dei piccoli. Dio non ha impedito che il suo corpo, spogliato, fosse esposto sulla croce. Lo ha fatto per riscattare ogni abuso, ingiustamente coperto e dimostrare che lui, Dio, è irrevocabilmente e senza mezzi termini dalla parte delle VITTIME!"
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/13/papa-francesco-sulla-pedofilia-dio-e-dalla-parte-delle-vittime-degli-abusi/950061/

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  18. "E magari di riflettere su un’unica realtà: nessuno va lasciato solo, nemmeno un uomo che può aver fatto degli errori, perché un uomo, se resta solo, muore!»".

    Parole vuote al vento. Dai quotidiani si è appreso che, dopo il divieto di avvicinamento alla casa di famiglia, l’uomo viveva con il fratello. Non è stato lasciato solo, quindi.
    Le similitudini fatte dal presbitero sono vergognose. Mi attendo che, prima o poi, qualche suo emulo le replichi per il suicidio di Hitler.

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  19. O.T.

    Chiedo scusa x questa domanda che non c'entra, ma mi è capitato di ascoltare alcune parole del Papa al tribunale della Rota romana che non ho ben capito ... o meglio forse capisco il significato ma non perché ha usato l'espressione "catecumenato permanente" , anche se forse lui intende di averlo spiegato .. ma io non sono riuscita a capire in modo convincente.
    Per cui ringrazio se qualcuno vorrà chiarire i miei dubbi.

    Riporto alcune frasi tratte dal sito:

    http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2018/january/documents/papa-francesco_20180129_annogiudiziario-rotaromana.html

    "Accogliendo gli auspici dei Padri sinodali, ho già avuto modo di raccomandare l’impegno di un catecumenato matrimoniale, inteso come itinerario indispensabile dei giovani e delle coppie destinato a far rivivere la loro coscienza cristiana, sostenuta dalla grazia dei due sacramenti, battesimo e matrimonio."
    ------------------
    Quindi il "catecumenato matrimoniale" è il periodo di preparazione dei fidanzati al matrimonio ?

    "Come ho ribadito altre volte, il catecumenato è per sé unico, in quanto battesimale, cioè radicato nel battesimo, e al tempo stesso nella vita necessita del carattere permanente, essendo permanente la grazia del sacramento matrimoniale, che proprio perché grazia è frutto del mistero, la cui ricchezza non può che essere custodita e assistita nella coscienza dei coniugi come singoli e come coppia. Si tratta in realtà di figure peculiari di quell’incessante cura animarum che è la ragion d’essere della Chiesa, e di noi Pastori in primo luogo.

    Tuttavia, la cura delle coscienze non può essere impegno esclusivo dei Pastori, ma, con responsabilità e modalità diverse, è missione di tutti, ministri e fedeli battezzati."
    ------------------
    Qui si riferisce invece a dopo il matrimonio? Non capisco perché usi il termine "catecumenato" x indicare la custodia della grazia del matrimonio nella coscienza dei coniugi .

    " La fede è luce che illumina non solo il presente ma anche il futuro: matrimonio e famiglia sono il futuro della Chiesa e della società. È necessario pertanto favorire uno stato di catecumenato permanente, affinché la coscienza dei battezzati sia aperta alla luce dello Spirito. L’intenzione sacramentale non è mai frutto di un automatismo, ma sempre di una coscienza illuminata dalla fede, come il risultato di una combinazione tra umano e divino. In questo senso, l’unione sponsale può dirsi vera solo se l’intenzione umana degli sposi è orientata a ciò che vogliono Cristo e la Chiesa."
    ---------------------
    Non capisco perché definisca la vita di fede degli sposi "catecumenato permanente", è solo un' espressione per dire appunto "vita cristiana" o significa qlcsa di diverso?

    " Per rendere sempre più consapevoli di ciò i futuri sposi, occorre l’apporto, oltre che dei vescovi e dei sacerdoti, anche di altre persone impegnate nella pastorale, religiosi e fedeli laici corresponsabili nella missione della Chiesa."
    ------------------
    Alla fin fine la domanda che mi viene è : in PRATICA questo discorso comporta che anche il cammino neocatecumenale può essere considerato un metodo per attuare questo "catecumenato permanente" e i suoi "catechisti" degli operatori pastorali che si occupano di matrimonio e famiglia?

    Nelle loro intenzioni certo è già così .. c'è il rischio che il Papa le condivida?

    Grazie per ogni chiarimento vorrete darmi.

    Roberta

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    1. Per Roberta: ricordo che Papa Francesco aveva già lanciato questa idea, di una struttura di supporto per le coppie anche post matrimonio che nulla ha a che fare con i neocatecumenali (mica si possono privatizzare le parole della Chiesa, loro!). Ipotizzo che abbia a che fare con quanto previsto dall'esortazione Amoris Laetitia, che auspica un ruolo attivo e di sostegno dei pastori e della Chiesa tutta soprattutto per le coppie in difficoltà.

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    2. Anche io la penso come Valentina Giusti, non solo Papa Francesco si auspica la formazione perseverante dei cristiani, ma già Giovanni Paolo II con l'enciclica "catechesi Tradendae" e poi Benedetto XVI con "Verbum Domini", incitavano ad instautare una sorta di scuola permanente dove si possa progredire nella comprensione della Parola di Dio per poterla vivere e spiegare meglio alla nuova generazione che ha perso qualsiasi approccio con la religione, se vuoi ti posso riportare alcuni passi di queste encicliche, ma penso che li potrai reperire tu stessa. Per questo Papa Francesco rivolge l'attenzione alle coppie, perchè saranno loro che educheranno la successiva generazione!
      Veterano

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  20. https://neocatecumenali.blogspot.it/2016/01/sesso-sesso-kiko-e-il-messaggio-di-fine-anno.html

    Il testo, riportato nel link che ho richiamato nel precedente commento, lo copio qui perchè non posso pensarci:
    dietro l'omelia neocatecumenale incommentabile c'è un iniziatore, che ha tutto costruito a sua immagine e somiglianza, che è incommentabile.
    Ma non si vergogna un fondatore di una grande realtà ecclesiale che conta comunità, fratelli, seminari, famiglie, presbiteri in tutto il mondo e, oramai, un buon numero di vescovi, parlare come parla? Fare simili messaggi augurali?
    Ma si faccia curare!

    IL MESSAGGIO DEL NOSTRO FONDATORE KIKO ARGÜELLO, INIZIATORE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE PER IL MESSAGGIO DI FINE ANNO.

    Di fronte alla profonda crisi che sta passando la società voglio dirvi qualcosa che forse non avete mai sentito, "Dio ti ama", Ascoltalo bene Dio ti ama! A lui non importa che tu sia andato in un bordello perché Dio non ha schifo di te, lui non si scandalizza dei tuoi peccati, a lui non importa che cadi e cadi nello stesso peccato, la nudità delle donne nei tuoi pensieri, perché per gli altri potrai essere un maiale, ma per Dio sei molto prezioso e ogni giorno ti dà un'opportunità nuova per farsi conoscere, una occasione nuova per entrare nella conversione.

    Forse sei stato in un tempo di perdizione, vivendo come un animaletto che non ragiona, macchiando il tuo corpo, avendo rapporti qua e là, con un uomo e un altro uomo o con più donne. Forse Dio non ti importa, forse hai sentito che lui ti limita per quello che hai voluto vivere, di sicuro hai avuto casa, gioielli, viaggi, ma nonostante questo ti assicuro che c'è un vuoto, una solitudine tremenda nel tuo cuore.

    Ma animo io non ti giudico, chi sono io? Perché io non sono buono, sono peggio di te perché io ho fatto del male, mentito, io ho odiato! Tuttavia il Signore mi ha cambiato lentamente rinnovandomi attraverso il tempo, mi sta trasformando in un uomo nuovo e per questo mi permette di dirti questo oggi; credeteci, aprite l'orecchio, Dio ti ama! E ha mandato suo figlio l'unico a morire per tutto quello che hai fatto, ed è il tuo amore che vuole che esci da dove ti trovi ora, Dio ti ama, anche se hai una attrazione omosessuale, non importa come hai sporcato il tuo corpo, egli Ti ama! Ti rendi conto? Non ti condiziona per amarti come lo fanno gli altri, smettila di elemosinare amore; smetti di chiedere che il tuo ragazzo ti vuole solo un pochino, che tua madre ti vuole solo un pochino, la vita non ti viene da loro, ti viene da Dio che Non ti dà "solo un pochino d'amore" ma che ti dà il suo sangue, si dona a te. Sperimenta la vera felicità, fai pace con la tua storia, con i tuoi genitori, mettiti in pace con lui e avrai una vita piena.

    Se tu lo vuoi io posso aiutarti, ti invito a vivere in comunità e avvertire il perdono di Dio.

    Kiko Argüello, iniziatore del cammino neocatecumenale.

    [Solo tu puoi esserlo, tranquillo]

    Pax

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  21. Io non ti giudico.....

    _________________


    Giust non mi giudicare , perché come tu dici , non sei nessuno.
    Non sei nessuno ripetilo all'infinito e
    Cconvinciti che sei in piazzista venditore di pentole.
    Il tuo fornitore ,di pentole, le fa ma non ci mette il coperchio.

    Ritornando al post, appena ho sentito della ragazza abusata dal padre ,ho subito pensato ai neocatecumenali.

    A pensare male si fa peccato ma spesso si indovina.

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  22. @ Roberta ha detto: "Non capisco perché definisca la vita di fede degli sposi 'catecumenato permanente', è solo un' espressione per dire appunto "vita cristiana" o significa qlcsa di diverso?"

    Già per il fatto che ti sei posta il problema, vuol dire che l'espressione è poco chiara, ambigua, quindi infelice. Non sarebbe la prima volta, è capitato anche recentemente e il Papa ha chiesto scusa.
    I vocaboli si usano per quello che significano nel linguaggio comune: il catecumenato da secoli e secoli (e nelle enciclopedie e nei vocabolari) indica il percorso di fede che si deve seguire per essere ammessi al Sacramento del Battesimo. Punto.
    Ancora peggiore è l'espressione: "L’intenzione sacramentale non è mai frutto di un automatismo, ma sempre di una coscienza illuminata dalla fede”, condivisibile per il Sacramento del Matrimonio, ma devastante in un contesto nel quale è associata al vocabolo catecumenato: in assenza di precisazioni, essa può indurre l'interpretazione che il Battesimo è SEMPRE efficace solo in una coscienza illuminata dalla Fede. E questa è la dottrina di Kiko - hai inteso benissimo, Roberta! - che io critico nel post che avevo annunciato, ho redatto e inviato ieri sera all'Osservatorio.

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    1. P.S. Condivido, naturalmente, i commenti di Valentina e Veterano nella loro interpretazione, sulla necessità di una formazione permanente sulla Parola (e non solo per il Matrimonio, considerata l'ignoranza abissale che c'è in giro): non condivido le espressioni con le quali questa necessità è stata riproposta.

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  23. L'augurio di buon anno 2016 di Kiko che Pax ha riportato per intero, ricordo ci lasciò basiti. Lo avevamo letto su fb e i nostri Pasqualoni spergiuravano che non potesse trattarsi di un testo autentico. Il linguaggio infatti era troppo "puro Kiko", e fino a quel momento i discorsi ufficiali erano sempre stati opportunamente ripuliti. Ma che fosse Kiko era chiaro dal gradimento del popolino neocat che quotava commosso quella congerie di riferimenti sessuali come fosse una pia orazione.
    Poi fu pubblicato su Zenit con tutti gli onori, e quell'episodio segnò l'inizio di una serie di esternazioni del fondatore sempre più deliranti ed auto referenziali.
    Ma quello fu il primo segnale, a mio parere.

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  24. Ripensando a Kiko che vorrebbe mandare ventimila presbiteri kikiani in Cina (a proposito, quanti di questi ventimila hanno già fatto le valigie per partire?).

    Papa Francesco non vuole che i suoi collaboratori gli creino un altro "caso Mindszenty" (il prelato vittima della Ostpolitik vaticana che fu sostituito da uno più gradito ai comunisti).

    Il governo cinese sta operando un giro di vite furioso contro i cattolici fedeli a Roma (per esempio dal 1° febbraio verranno attivamente ricercati e perseguitati quelli che si radunano per le Messe "clandestine"). Inutile precisare che la loro devozione, attenzione alla liturgia, ecc., distano un abisso dalle carnevalesche, ipocrite ed eretiche pratiche neocatecumenali, e verrebbero danneggiati senza dubbio da qualsiasi neocatecumenalata (ed è il motivo per cui il governo cinese è probabilmente propenso a far entrare i kikos). «Si può immaginare un accordo fra san Giuseppe e il re Erode?»

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  25. Commento fuori dal post.
    Don Fabio Rosini non inizierà il nuovo percorso dei 10 comandamenti (dopo oltre 20 anni) e sta sospendendo diverse attività in corso
    o in programma prossimamente.
    Ha inoltre pubblicato un secondo libro.

    Romano Apostolico

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    Risposte
    1. Don Fabio è malato, anche se non ne parla mai.

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  26. Buon giorno
    sembra che all'interno del cnc si stia facendo propaganda elettorale x il "Popolo della famiglia"
    stanno forse cercando di entrare anche in politica?
    Vi risulta o è solo una notizia di qualche comunità locale?

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  27. Gandolfini forse si candida nel movimento cinque stelle.
    Veterano

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  28. Grazie dell'informazione Veterano.
    Facciamoci una risata, che è meglio.
    I Re Magi erano tre re e seguivano una sola stella!
    Gandolfini, uno dei tanti fedeli scudieri di Kiko, è uno solo e va dietro a cinque stelle contemporaneamente.
    Quando si dice che uno è un poco disorientato!

    Pax

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  29. Gandolfini non si candida, non scrivete idiozie.
    Il gruppo che fa a lui capo candiderà alcune persone nel centrodestra.
    Nel partito il popolo della famiglia ci sono molti neocatecumenali, ma il capo (Adinolfi) e il segretario (Amato) non lo sono.
    Di Matteo (coordinatore) invece sì. Il popolo della famiglia è in forte collisione con i gandolfiniani.
    Romano Apostolico

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  30. Nessuno vuole dire idiozie.
    Veterano ha scritto "forse si candida", se lo ha detto qualche voce ha sentito.
    Poi, lo sottolineo, ha detto FORSE.
    Quello che fa impressione, a chi ha conosciuto il cammino delle origiini, è constatare oggi l'ennesimo trasformismo, messo in atto proprio nei confronti dell'impegno politico.
    L'impegno politico era vietato in modo assoluto nello spirito del neocatecumenato.
    In particolare se un catechista neocatecumenale si voleva candidare - nonostante il divieto - VENIVA RIMOSSO DALL'INCARICO ALL'ISTANTE e anche guardato da tutti con disprezzo, devo aggiungere.
    Ora non so se anche tu, Romano Apostolico, sei stato a lungo nel cammino, queste cose dovresti conoscerle bene.
    Per questo fa notizia che uno di loro si candidi, addirittura tra i più vicini a Kiko e con la sua espressa benedizione. Ma la frase di Kiko è sempre la stessa: "Le cose cambiano" così dice.
    E noi dobbiamo essere sempre pronti a credere a tutto e al contrario di tutto.
    Un dubbio: ma forse è per questo che insiste: "Obbedite senza pensare!" Lo sa anche lui che è ingiustificabile.
    Pagliacci sono!

    Pax

    RispondiElimina
  31. Per Pax:
    Si è vero che gli incarichi di catechista erano incompatibili con candidature. Ma a quanto ne so questo permane.
    Ti assicuro che Gandolfini non si candida. Puoi togliere il FORSE. E comunque Gandolfini ha rimesso nelle mani dei suoi catechisti da diversi anni tutti gli incarichi che aveva nel cammino. Non conosci la struttura del cammino se dici
    che Gandolfini è tra i più vicini a Kiko. Ci sono i livelli gerarchici, dovresti saperlo.
    Confermo che prima l'impegno politico dei neocatecumenali era raro, ma non assente, limitato ai semplici camminanti.
    Per BPS:
    Hai parlato con Don Fabio? Evita di scrivere supposizioni, non sospende
    perché è malato. Il motivo è un altro.
    Romano Apostolico

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    Risposte
    1. Romano Apostolico, cos'è questo tuo scrivere cosi accusatorio?
      Lo sappiamo tutti che nel fino a una decina di anni fa nel CNC nessuno poteva prendere parte attivamente o fare propaganda solo anche parlandone in comunità o durante gli annunci, di un partito o di un movimento politico.
      Oggi è differente: Kiko vuole spazio e potere, ora è permesso candidarsi ed è permesso suggerire pubblicamente chi votare Esperienza mia insegna. Quante discussioni su questo non puoi nemmeno immaginarlo. Propaganda politica se n'è fatta eccome, suggerimenti del partito da votare anche e non solo una volta!

      Visto pero' che tu sai tutto di tutti e persino di Don Fabio Rosini che, da come ne parli sarà sicuramente una persona che conosci e che frequenti quotidianamente e, visto che sai anche il perchè i 10 comandamenti come alti incontri preseduti da Don Fabio sono stati annullati, anche se sei il solo ad essere a conoscenza della vera motivazione della sospenzione degli incontri faccio copia incolla diquesta informazione riportata sul sito
      LA PARTE MIGLIORE
      2 - 5 GENNAIO 2018

      SIMPOSIO FORMATIVO PER SACERDOTI
      ATTENZIONE:
      COME DOVREBBERO AVER SAPUTO TUTTI QUELLI CHE ERANO ISCRITTI,
      A CAUSA DELLE CONDIZIONI DI SALUTE DI DON FABIO,
      IL SIMPOSIO E' STATO ANNULLATO


      Quelli che conoscono Don Fabio sanno perfettamente che per sua natura è molto riservato sulla sua salute.

      Spero vivamente che quello che ha detto apostolico romano sia la verità e cioè che Don Fabio Rosini stia bene e che abbia sospeso gli incontri per altri motivi.

      Comunque sia preghero' e invito tutti a farlo per la sua salute e per la sua pronta guarigione.
      Ti vogliamo bene Don Fabio!!!

      Elimina
  32. @Romano Apostolico
    Ci sono tanti modi di essere tra "i più vicini a Kiko".
    Per il ruolo che ha svolto e svolge Gandolfini, ritagliato apposta, è senza dubbio lui il più vicino a Kiko.
    Poco importa se questo avviene poi, nel concreto, tramite uno dei soliti noti ( che sono sempre gli stessi pesci grossi, cefali o non cefali)...tutti, nel cammino, obbediscono, specie in ambiti particolarmente delicati, alle disposizioni che sono sempre di diretta matrice kikiana, non importa quanti livelli della "scala gerarchica" l'ordine impartito debba attraversare per raggiungere l'obiettivo.
    Questo lo dico non perché mi importi avere ragione o torto, ma perché sia messo a nudo un sistema che, ancora una volta, È TUTTO FONDATO SULLA ISPIRAZIONE UNICA E INFALLIBILE DI UN MEGALOMANE MALATO CHE VIVE DEL TIMORE COSTANTE DI ESSERE MESSO IN OMBRA DA QUALCUNO CHE INVENTI AL SUO POSTO E DI LUI SI SENTA PIÙ INTELLIGENTE. [cosa che dimostra gli squallidi limiti del nostro iniziatore che non ama e non regge confronti].
    Ho sentito da uno dei suoi primi collaboratori - e per cosa di minor conto -questa precisa frase rivolta al signore suo dio Kiko: "Tu lo sai che io non faccio un passettino senza chiedere prima a te".

    Che l'impegno politico non fosse assente, neanche in passato, è indubbio, perché qualcuno che fa di testa sua c'è sempre; normalmente col tempo andava via dal cammino, e comunque nella sua comunità, come nelle altre, non doveva parlare mai di politica NE' USARE LA COMUNITÀ PER LE SUE CAMPAGNE ELETTORALI e questo a prescindere dall'essere o non essere un catechista. E comunque veniva visto come uno strano animale......uno che fa politica e fa il neocatecumeno...
    Fino a quando ad alcuni questa missione nel mondo della politica è stata assegnata, con tanto di lasciapassare, dai catechisti stessi: per Kiko le cose cambiano, lo ho già detto questo.
    Il cammino è adulto e si espande, si fa tutto a tutti, giudeo con i giudei e politico con i politici.....un abito per ogni occasione, purché ci sia da guadagnare qualcosa.

    Per quanto riguarda don Fabio Rosini.
    BPS non fa supposizioni, dice piuttosto che don Fabio è malato. Per sapere questa cosa non c'è bisogno di aver parlato con lui!
    Ma don Fabio è malato da tempo anche se forse non è questo il motivo, almeno non l'unico, del suo abbandono, se si pensa che ha continuato a portare avanti, fino ad oggi, i suoi impegni, nonostante i suoi seri problemi di salute.
    Sì, Anonimo, preghiamo per lui.

    Pax

    RispondiElimina
  33. Romano Apostolico, io ho solo detto che don Fabio non sta bene. Il che è vero.

    RispondiElimina

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